Il Martino n.7 anno 1

 

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11 Maggio 2015 - n. 07 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste UNA BANDIERA BLU A METÀ? 2€ PIÙ CIRCO “PER TUTTI” di Maria Giulia Mecozzi Da quest’anno, però, l’Amministrazione Comunale, con una delibera emessa il 20/05/2015, ha deciso di ridisegnare la dislocazione per le attività di spettacolo viaggiante.... » continua, Pag. 8 POSTO DI POLIZIA E SICUREZZA di Ilenia Laurenzi » continua, Pag. 6 La risposta di Giuseppe Capriotti la struttura della caserma è comunale. Credo che l’amministrazione Caputi, a suo tempo, abbia stanziato dei fondi per ampliare la caserma in previsione di un aumento di organico. Secondo me, la strada da seguire è in primis, la fattibilità di un posto di polizia fisso a Martinsicuro. Nell’immediato, la strategia da seguire è un “Durante il periodo dell’amministrazione Di Salvatore, la questione del posto di polizia a Martinsicuro, soprattutto durante il periodo estivo, era molto sentita. Certo, non si parlava ancora di spending review, per cui era molto più semplice dotare il paese di un costante controllo da parte delle forze di polizia. Noi abbiamo da sempre puntato all’ampliamento dell’organico dei carabinieri in quanto potenziamento di organico dei carabinieri e con questo mi..... » continua, Pag. 7 PESCE CRUDO: IL RISCHIO ANISAKIS di Emilio Mercatili GIOCO DEL MARTINO.......12 I BORGHI TERAMANI..........12 LA POESIA DI ALE...............13 MART. CALCIO............... 14-15 L’anisakidosi è diffusa soprattutto nelle zone dove si mangia abitualmente il pesce crudo, esempio: in Giappone, in Tailandia, molti casi di questa... » continua, Pag. 10-11 INDICE PREVENZIONE........................ 2 PRIMO MAGGIO ................... 3 IL BLOCCO NERO................... 3 ETTORE ACCADIA................. 4 OSPEDALE SANT’OMERO.4-5 BANDIERA BLU...................... 6 SUCREZZA: CAPRIOTTI G. .7 CIRCO “PER TUTTI”................ 8 IL RISCHIO ANISAKIS..10-11 SAPEVI CHE...........................12

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Emilio Mercatili, Marco Capriotti, Maurizio Lindner. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. TAVOLETTI GENTINO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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PRIMO MAGGIO: ALLE ORIGINI DI UNA FESTA DA RITROVARE di Federica Bucci sarà più la festa del 1° maggio, semplicemente perché non ci saranno più i lavoratori. Ma quanti di noi conoscono davvero la storia del 1° maggio? Le origini sono riconducibili al congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori, svoltasi a Ginevra nel 1866, in cui per la prima volta si proposero, come limite legale, otto ore di attività lavorativa giornaliere. La legge entrò in vigore proprio il 1 maggio 1867 e per l’occasione venne organizzata a Chicago una manifestazione cui parteciparono diecimila lavoratori, dando vita al più grande corteo americano mai visto. Ma la festa vera e propria, che inizia come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza alcuna barriera geografica, sociale o economica, con l’obiettivo di far valere i propri diritti e di migliorare la propria condizione, nasce nel 1889 a Parigi ed è simbolica la scelta della data: il 1° maggio di tre anni prima infatti, una manifestazione operaia che si era tenuta a Chicago era sfociata nella violenza. Pochi giorni fa si è celebrata la In quello stesso giorno, gli operai di dodicimila fabbriche festa del 1° maggio. statunitensi scioperarono sospendendo il loro lavoro anche In realtà se n’è parlato pochis- nei giorni successivi. simo, come avviene oramai da alcuni anni a questa parte. Gli scioperi, anche questa volta, culminarono in violenti Non fosse stato per l’inaugu- scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti ed è proprio razione dell’Expo e soprattutto nel ricordo delle vittime di quegli scontri che nel 1889 si per i disordini causati dai Black stabilì che dall’anno successivo la giornata sarebbe stata Bloc, per il “concertone“ di dedicata alla commemorazione di quelle vittime. piazza San Giovanni a Roma Il 1° maggio 1890 ebbe dunque luogo la manifestazione (al quale ho assistito in diretta che si rivelò un grandissimo successo così da essere in mezzo a 700.000 persone) e replicata negli anni successivi fino al ventennio fascista. quello che si è svolto a Taranto Mussolini proibirà infatti la celebrazione di tale festa che e per poche altre manifestazio- verrà spostata al 21 aprile, facendola coincidere con i ni qua e là in giro per l’Italia, la Natali di Roma. Ma i lavoratori non riconosceranno più giornata del 1° maggio sareb- questa festa e celebrare il 1° maggio assumerà un valore be passata in sordina, come sovversivo, divenendo occasione per esprimere in forme un qualsiasi giorno di festa da diverse - dal garofano rosso all’occhiello alle scritte sui ricordare solo perché “non si va muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria a scuola e non si lavora”. l’opposizione al regime. Ma certo, prima o poi doveva succedere; sta accadendo quello che accade per tutte quelle manifestazioni che commemorano episodi di tanti e tanti anni fa. Nei primi anni tante persone che partecipano, poi, mano a mano che la gente invecchia o, purtroppo…muore, queste manifestazioni sono sempre meno affollate, finché ci si ritrova in tre o quattro e si decreta la fine della manifestazione stessa. Questo giro di parole per dire che tra poco, se continua così, se non usciremo al più presto dalla crisi economica che da anni attanaglia l’Italia, non ci All’indomani della Liberazione, il 1 maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d’Italia in un clima di generale entusiasmo. Appena due anni dopo il 1 maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio. Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa. Le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che al movimento dei lavoratori si offrano altre occasioni per far sentire la propria presenza, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1 maggio. Noi del Martino auguriamo a tutti i lavoratori, in particolare a quelli del nostro paese che in questo momento stanno soffrendo a causa della chiusura di molte delle fabbriche del circondario, di poter presto tornare a festeggiare il lavoro ritrovato. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL BLOCCO NERO di Marco Capriotti   3 “Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita! Credimi, amico, quella Casa è veramente l’opera mia più bella.” Sono parole di Giuseppe Verdi che scrisse per parlare della Casa di riposo per musicisti che creò a Milano in piazza Buonarroti. Proprio davanti all’ingresso di Casa Verdi si è stata raccolta il primo maggio scorso, la testimonianza di un giovane pavese che ha fatto il giro del web, tra commenti, satira e sberleffi. In pochi hanno riconosciuto il luogo e la piazza. Forse non era la cosa più importante, in mezzo a quella grande confusione. Auto bruciate, vetrine di banche e negozi distrutte, fumogeni, lacrimogeni e molotov. Ho visto in quell’intervista da una parte la pochezza dei contenuti e dall’altra invece il nostro genio. Un piccolo segnale. Di certo la notizia delle devastazioni ha fatto il giro del mondo, oscurando l’inaugurazione dell’Expo e le proteste dei “no Expo”. Ho visto i cittadini scendere in piazza e per le strade del capoluogo lombardo, impegnato fino al 31 ottobre per l’Expo, per pulire quasi subito, come i mezzi comunali della nettezza urbana usciti dopo trenta minuti fermati per la raccolta dei reperti da parte delle forze dell’ordine. “Nessuno tocchi Milano”, nessuno tocchi le nostre città, vicoli e paesi. Curiose anche le immagini dello sciopero improvviso dei dipendenti di una nota catena di fast food, in un locale storico sempre del capoluogo lombardo. Il mondo ogni giorno ci sorprende. Morgan non sarà più giudice a X Factor e Pippo Civati ha deciso di abbandonare il PD. In Italia è meglio non dire mai di andarsene, rischi di essere preso sul serio. Altro che Blocco Nero. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Voce cittadina   di Ilenia Laurenzi OSPEDALE SANT’OMERO, IL SINDACO LUZII: “PRONTI AD UNO STRAPPO CON LA REGIONE SE VERRÀ CHIUSO IL PRONTO SOCCORSO!” di Noris Cretone Ettore Accadia Cosa non va a Martinsicuro? Lo abbiamo chiesto a: Ettore Accadia “E’ ovvio: la carenza di sicurezza. E l’illegalità. Lungo l’arenile truentino, e non solo, circolano in modo particolare durante il periodo estivo, innumerevoli extracomunitari a scapito della tranquillità di chi vorrebbe godersi il mare. Comprendo che a molte persone può far piacere acquistare a poco prezzo la merce che questi signori propongono, benché sia spesso contraffatta e di scarsa qualità, ma quello che non tollero è che, quando intervengono le forze dell’ordine a cercare di ripristinare la legalità, i bagnanti prendono le difese di questi illegali spesso insultando e talora aggredendo letteralmente i tutori dell’ordine. Voglio dire che sono delle scene a dir poco vergognose che offendono, oltre alle regole, la stessa legge italiana che va rispettata da tutti, indistintamente. Gli stessi italiani sono i primi a sbagliare, a mio avviso, nel difendere i commercianti illegali e, oltretutto, ciò va a scapito di chi, con il proprio onesto lavoro, paga le tasse.” Il sindaco di Sant’Omero avv. Andrea Luzii, e Antonio Magrillante delegato sindacale rispondono alle nostre domande circa l’eventualità di ridurre l’operatività del pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero, soprattutto alla luce degli ultimi tragici fatti di cronaca. Il Giuramento di Ippocrate viene prestato dai medici-chirurghi e odontoiatri prima di iniziare la professione. Prende il nome da Ippocrate a cui il giuramento è attribuito; la data di composizione non è definita ma pare certo, non preceda il IV secolo a.C. Il giuramento, in uno dei suoi passaggi recita così: “…in qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi… e a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.” Iniziamo la nostra intervista al sindaco di Sant’Omero avv. Andrea Luzii ricordando quanto sia importante, per chi sceglie di svolgere la professione del dottore in medicina, tenere a mente il giuramento che si pronuncia, forse frettolosamente e distrattamente, il giorno della discussione della tesi di laurea. Molti purtroppo i casi, nei quali tale giuramento stenta a cementarsi nell’anima e nella mente, di chi decide di divenire un tramite tra i comuni mortali e gli dei, come credevano nel passato i greci. Abbiamo chiesto quindi al sindaco Luzii perché l’ospedale della Val Vibrata viva un momento così particolare. Da un lato, infatti vengono inaugurate nuove e innovative sale operatorie, dall’altro la regione provvede a comunicare che il Pronto soccorso, è stato inserito nella lista nera, di quei centri che subiranno dei drastici tagli. Tra l’altro non sarà l’unico! Sono otto con molta probabilità i Pronto soccorso in Abruzzo che funzioneranno solo 12 ore. Atri e Sant’Omero, Penne e © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Popoli, Atessa e Guardiagrele e Pescina e Tagliacozzo, vale a   dire due strutture per Asl. In realtà alcuni di essi, avevano da problematiche di un pronto soccorso come quello vibratiano che tempo combattuto per salvare il Pronto soccorso e i reparti “vi- in un anno registra circa 24.000 mila affluenze, ma sulle entrate tali” (Chirurgia in primis), soprattutto nella Marsica. ed uscite nel bilancio regionale. Il sindaco precisa che, non è giunta ancora da parte della regione nessuna nota ufficiale in merito ma come primo cittadino di Sant’Omero, località che ospita il nosocomio e responsabile alla sanità per l’Unione dei Comuni della Val Vibrata, seguirà attivamente l’evolversi della situazione. “Se sarà necessario- puntualizza- non avremo paura ad entrare in rotta con la regione…tutti i sindaci dell’Unione dei comuni, al di là dello schieramento politico, sono uniti e decisi a far si che questa sciagurata decisione che per il momento è ancora ufficiosa, non venga messa in pratica. Ne andrebbe della serenità del cittadino vibratiano e anche di svariati posti di lavoro.” Dello stesso avviso è il delegato sindacale della CGL Magrillante Antonio che entra in merito anche alla terribile vicenda del ragazzo di 14 anni di Tortoreto, morto dopo essere stato dimesso proprio dal pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero. La vicenda è accaduta qualche giorno fa, mentre la polemica dell’eventuale chiusura notturna del pronto soccorso entrava nel vivo. Il giovane lamentava forti dolori alle spalle e alla schiena, che non accennavano a diminuire, accompagnati da una tosse persistente. I familiari così preoccupati lo hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale Val Vibrata. Lì i medici, dopo averlo sottoposto a una radiografia, lo hanno rispedito a casa diagnosticando soltanto una brutta tosse. Il quattordicenne, una volta rientrato a casa, ha cominciato nuovamente a sentirsi male e accusare dolori sempre più forti. E’ stato richiesto subito l’intervento del 118 che ha trasportato d’urgenza il ragazzo, questa volta, all’Ospedale di Giulianova, dove è purtroppo è arrivato già privo di vita. La Procura di Teramo intanto ha ordinato un’autopsia per scoprire le cause della morte del povero ragazzo e le eventuali responsabilità che Magrillante prova a spiegare così: “Non bisogna pensare a tagli e chiusure ma a capire come realmente funzionano i nostri presidi ospedalieri e trasformarli in eccellenze. Il personale spesso non è sufficiente per coprire tutte le richieste e viene sottoposto a turni decisamente stressanti… questa non è una giustificazione da poter esporre dinanzi ad un giudice o che può consolare dei genitori ma, in questo caso come in molti altri, siamo difronte a situazioni dove la stanchezza di un medico fa la differenza!.” E’ proprio questo il punto, non possiamo tornare indietro di secoli e pensare come gli antichi greci che i medici siano esseri eletti, in grado di godere del potere indiscusso degli dei! Sono esseri umani esattamente come i loro stessi pazienti, a volte fragili ed indifesi dinanzi allo stress del lavoro ma a volte arroganti oltremisura, affetti da un contagioso virus chiamato superomismo, quando pensano di poter disporre a loro piacimento della vita altrui! Il giuramento di Ippocrate dovrebbe risuonare nelle loro menti tutte le volte che accolgono un paziente ma a darvi una veloce lettura dovrebbero essere anche i nostri rappresentanti politici che spesso decidono provvedimenti, non sulla base di effettive Immaginate se dovesse essere accolto il provvedimento regionale e un paziente si presentasse al pronto soccorso alle ore 19:50, cioè dieci minuti prima della chiusura notturna fissata per le 20:00. Cosa accadrebbe? Il paziente verrebbe ricevuto in triage o respinto? Se respinto, avrebbe il tempo materiale per raggiungere un altro ospedale? Forse Ippocrate quando rivoluzionò la medicina introducendo il concetto innovativo, secondo il quale la malattia e la salute di una persona dipendono da specifiche circostanze umane della persona stessa e non da superiori interventi divini, non avrebbe mai immaginato quanto complessa sarebbe diventata la sanità! Dobbiamo guardare avanti e abbandonare credenze legate agli antichi dei ma forse la loro benevolenza in certi casi è l’unica cosa certa che ci resta! 5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   UNA BANDIERA BLU A METÀ? di Maria Giulia Mecozzi E’ ormai da un anno che sulla costa martinsicurese non sventola più la tanto adorata Bandiera Blu. Eppure l’amministrazione comunale non si arrende. Vuole riconquistarla. E per farlo pare sia disposta a tutto, perfino a rinunciare a dei tratti di spiaggia il cui stato di salute delle acque, secondo i rilevamenti effettuati dall’Arta (Agenzia Regionale per la tutela dell’Ambiente), risulterebbe compromesso. Dunque la novità, per Martinsicuro sta nell’aver candidato, all’ottenimento dell’ambito vessillo Blu, solo alcuni tratti di costa sui 6,5 Km totali. Ma la richiesta, avanzata dalla giunta Camaioni, rischia di portare con se l’eco di un “voler vincere facile” e il sapore della conquista di un riconoscimento solo per metà. Per cercare di dirimere dubbi e perplessità che ruotano attorno a questa vicenda, abbiamo chiesto di parlare con l’Assessore all’ambiente Andrea D’Ambrosio il quale si sta occupando personalmente, da tempo di monitorare la condizione di salute delle nostre acque, affinché l’Arta non ci colga impreparati nelle date differenti da quelli richiesti per la balneabilità del mare. Il nostro previste per i rilevamenti. mare è assolutamente balneabile ma, l’ambito riconoscimento, richiede qualcosa in più dei minimi di legge”. Come tutti sappiamo e come anche l’Assessore ci ricorda, la Appunto perché abbiamo un mare così tanto compromesso e Bandiera Blu non riguarda esclusivamente le condizioni in cui così tanti problemi da risolvere, ci chiediamo che senso avrebversano le acque di balneazione. Essa è un riconoscimento be chiedere una Bandiera blu solo per una parte della costa. rilasciato dalla FEE (Foundation for Enviromental Education) in Non sarebbe meglio cercare di risolvere, quanto più possibile, cui confluiscono un insieme di fattori: educazione ambientale ed tutte le problematiche intorno alla questione acque pulite e poi informazione, qualità delle acque, gestione ambientale, servizi e richiederla per tutti i 6,5 Km di spiaggia? Non rischia di apparire sicurezza. Naturalmente, però, quello maggiormente significativo un conseguimento forzato che nell’immaginario collettivo si spiee che poi determina a tutti gli effetti il conseguimento del titolo, gherebbe in termini di mera strategia a livello turistico? Eppure, non può che essere quello riguardante lo stato di salute delle secondo l’Assessore, ha senso ed è giusto farlo. Infatti, spiega: acque. Infatti, D’Ambrosio non manca di sottolineare che, l’anno “Abbiamo richiesto la Bandiera blu in quelle zone in cui eravamo scorso, quando la Bandiera blu ci fu tolta fu perché “avevamo in condizioni di poterla chiedere. Vorrei ricordare che questo avuto problemi con le acque. Mentre, tutti gli altri fattori quali: riconoscimento non riguarda semplicemente i valori delle acque raccolta differenziata, pulizia delle spiagge, attività di promozione dell’anno in corso ma si fa una media ponderata sui cinque anni delle aree costiere come il biotopo e campagne di sensibilizza- precedenti. Quindi, se quest’anno ho delle acque pessime su un zione a patire dalle scuole, risultavano e risultano pienamente tratto di costa, questo mi incide da oggi ai prossimi cinque anni. È soddisfatti”. dunque per questo motivo che la si è chiesta solo per quei tratti in cui era possibile e non per tutta la costa, perché rischiavamo, E continua: “ Per quanto riguarda le acque, invece, abbiamo per un tratto, di non rientrare nei parametri”. Inoltre, “non avere conseguito dei valori scarsi, sia dovuti alle attività illecite dei la Bandiera Blu, non vuol dire avere un mare inquinato – precisa privati che scaricano a mare i loro rifiuti, sia al sistema fognario, l’Assessore - ma vuol dire non aver raggiunto determinati requila cui rottura spesso provoca immissioni accidentali sulle acque siti minimi per l’ottenimento di quel riconoscimento. Io eviterei, bianche. Proprio per cercare di arginare questi fenomeni, stiamo dunque, di parlare di mare inquinato. Ad esempio, io posso avere facendo dei sopralluoghi in collaborazione con i tecnici della Reti un giorno un problema di sversamento abusivo nelle acque e Ruzzo innanzitutto per evitare che ci possano essere sversamenti quello stesso giorno ricevere il controllo. Logicamente quel tratto accidentali sulle acque bianche, intervenendo anche sulle pompe risulterà non idoneo ma io tra una settimana quel problema non di sollevamento di cui è dotato il sistema fognario”. ce l’ho più”. Ricordiamo però all’Assessore un altro fattore che, spesso e volentieri, è stato al centro delle polemiche per i gravi danni che ha arrecato al nostro mare: il mal funzionamento del depuratore. In tal proposito D’Ambrosio afferma che: “La Ruzzo si sta adoperando, anche all’interno degli impianti di Villa Rosa, in quanto possono avere degli sversamenti sul Vibrata, ma sono cose complesse e che non si risolvono dall’oggi al domani”. Dunque, sono state queste le cause principali che non hanno permesso alla città di Martinsicuro di vedere sventolare, ancora una volta, l’amata Bandiera Blu lungo la sua costa, in quanto non si sono raggiunti i valori della qualità delle acque richiesta per il suo ottenimento. L’Assessore però tiene a precisare, onde evitare fraintendimenti, che: “I valori richiesti per il suo ottenimento sono Chiediamo, a questo punto, quali sono i punti critici che rischiano di mettere a repentaglio lo stato di salute delle nostre acque. “Essi vanno individuati non solo in corrispondenza delle foci Tronto e Vibrata ma anche nelle immissioni a mare dei fossi principali, su cui l’amministrazione è intervenuta individuando alcune delle attività illecite responsabili degli sversamenti. Ma naturalmente è un fenomeno molto vasto e complesso da arginare. Comunque, tutte le azioni che stiamo mettendo in atto avranno effetti nel lungo periodo”. Intanto D’Ambrosio tiene a ribadire il senso di una Bandiera Blu, anche se solo per metà, affermando che: “Datosi un territorio così vasto, che conta 6,5 Km di costa, si è ritenuto giusto e significativo, richiederla per quei tratti che sono in condizioni di poterla esibire di nuovo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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POSTO DI POLIZIA E SICUREZZA La risposta di Giuseppe Capriotti   7 di Ilenia Laurenzi “Mille occhi sulla costa”, che prende spunto dal progetto “Mille luci sulla città” promosso, tempo addietro, dalla città di Teramo. Ci sono azioni in atto orientate al potenziamento della sicurezza urbana, ma io sono convinto che i primi custodi, i primi guardiani del paese debbano essere proprio i cittadini. Però se non vengono create strutture di incontro, di aggregazione, di socializzazione, se non si investe sul territorio al fine di riportare le persone a vivere il proprio paese, allora non si avanza. Il mio punto di vista collima con quello del sindaco per quanto riguarda la collaborazione tra associazioni, imprenditori e polizia. L’istituzione del vigile di quartiere è sempre un deterrente all’illegalità. Vedere una figura in divisa che cammina per gli spazi più vissuti del paese o problematici, come ad esempio la piazza, dissuade dal compiere azioni criminose. Ad esempio, stanziare un vigile davanti alle poste, in periodi particolari come durante la consegna delle pensioni, produce un minimo di controllo in più. Per quel che riguarda i sistemi di videosorveglianza, non sono contrario a prescindere, a patto però che questi registrino dei risultati positivi, altrimenti sono solo una spesa inutile. Sono convinto, che la sicurezza parta dalla riqualificazione urbana: se si continuano a realizzare miniappartamenti di 28 mq, come già accaduto, poi non c’è da stupirsi se il fenomeno della prostituzione non si riesca ad arginare. Coloro che acquistano questa tipologia di abitazione, immancabilmente poi lo affittano a chiunque. E’ evidente che queste sono costruzioni non idonee ad ospitare una famiglia, per cui il mercato ti porta poi a percorre quel particolare tipo di segmento. Bisognerebbe ripartire proprio dal patrimonio edilizio e cercare di mettere mano a quelle situazioni particolarmente complesse. Se non si cerca di ridare ai quartieri maggiormente disagiati una valenza sociale, allora non si arriverà mai a risolvere i problemi. Va bene dotare il paese di spazi urbani, ma un volano per il comparto edile potrebbe essere proprio la riqualificazione urbana. Faccio l’esempio della zona Tronto, notoriamente un territorio difficile, che per potersi risollevare potrebbe ripartire proprio dagli investimenti dei privati. Non mi stancherò mai di ripetere che c’è l’esigenza di creare una struttura pubblica che venga vissuta, fruita dal cittadino. Abbiamo, in tal senso, sollecitato un intervento sulla riqualificazione del cinema Ambra affinché venisse creata una struttura polivalente atta ad ospitare eventi, cineforum, così da poter coinvolgere i cittadini e restituire la stessa piazza alla città. Se il paese viene vissuto dai suoi abitanti, se gli spazi pubblici sono abitati, percorsi, fruiti da chi ci vive, immancabilmente l’illegalità ne viene esclusa, viene scacciata, visto che, per poter esistere, questa ha bisogno di ombra, di anonimato. Bisogna creare eventi, manifestazioni a Martinsicuro, riportare i giovani nel loro paese. Bisogna che, chi amministra, produca risultati concreti, coerenti con le promesse fatte in campagna elettorale. Troppi sono stati i progetti incompiuti, troppe le promesse disattese.” Giuseppe Capriotti, consiliere di minoranza. Abbiamo raccolto le dichiarazioni e il punto di vista del consigliere di minoranza Giuseppe Capriotti. Nelle passate edizioni de Il Martino abbiamo affrontato una problematica molto sentita dai cittadini, la sicurezza, ponendo l’accento sull’esigenza di dotare la nostra cittadina di un posto di polizia fisso. Abbiamo così raccolto, le dichiarazioni di due esponenti di spicco della scena politica locale, il sindaco Camaioni e il consigliere Vagnoni, che si sono espressi sulla tematica. Stavolta siamo stati a sentire il punto di vista del consigliere di opposizione Giuseppe Capriotti. “Durante il periodo dell’amministrazione Di Salvatore, la questione del posto di polizia a Martinsicuro, soprattutto durante il periodo estivo, era molto sentita. Certo, non si parlava ancora di spending review, per cui era molto più semplice dotare il paese di un costante controllo da parte delle forze di polizia. Noi abbiamo da sempre puntato all’ampliamento dell’organico dei carabinieri in quanto la struttura della caserma è comunale. Credo che l’amministrazione Caputi, a suo tempo, abbia stanziato dei fondi per ampliare la caserma in previsione di un aumento di organico. Secondo me, la strada da seguire è in primis, la fattibilità di un posto di polizia fisso a Martinsicuro. Nell’immediato, la strategia da seguire è un potenziamento di organico dei carabinieri e con questo mi sento allineato con le posizioni dell’attuale amministrazione. Notiamo che si stanno mettendo in atto delle collaborazioni anche con agenzie di sicurezza privata e stanno nascendo diversi protocolli d’intesa. E’ stato, ultimamente, firmato il progetto © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   PIU’ CIRCO “PER TUTTI” di Maria Giulia Mecozzi Come ogni anno, Martinsicuro, con l’arrivo dell’estate si risveglia dal letargo invernale e cerca di prendere vita. La parola estate, per il nostro Capoluogo equivale a caldo, chalet, turismo ma anche ad attività di spettacolo viaggiante come giostre e circhi, sempre molto gradite e che riscuotono interesse soprattutto nei più piccoli. su delle attività che, molte volte, portano con sé anche problemi di sicurezza, in quanto la presenza dei circhi è sempre associata ad un aumento dei fenomeni dei furti. Ma l’Assessore Corsi rassicura: “Noi con questo cambiamento di rotta non perderemo affatto il controllo sulle attività di spettacolo viaggiante in quanto, non solo saranno costantemente monitorate ma non potranno esercitare attività Dando uno sguardo alle senza l’ottenimento della Da quest’anno nuove planimetrie chiediamo necessaria autorizzazione da l’Amministrazione Comunale, Leggendo la delibera all’Assessore di chiarire quali parte dell’Ufficio Commercio, con una delibera emessa balza subito alla mente saranno le zone in cui le previo parere favorevole, il 20/05/2015, ha deciso di che dietro a tale decisione attività dei giostrai potranno tra l’altro, rilasciato dalla ridisegnare la dislocazione potrebbe celarsi un motivo collocarsi, dato che la zona competente Commissione per le attività di spettacolo di carattere economico. Le del porticciolo non è più Comunale di Vigilanza sui viaggiante sia nel capoluogo nostre impressioni vengono disponibile. “L’area atta ad Locali di Pubblico Spettacolo di Martinsicuro sia nella confermate. L’assessore accogliere le giostre nel (costituita da Vigili del Fuoco, frazione di Villa Rosa. Corsi infatti, afferma che capoluogo risulta essere, al Asl, Area Lavori Pubblici, tale decisione è stata presa Secondo il documento le contrario degli anni precedenti, Comando Polizia Locale e “in quanto risultano essere aree demaniali che verranno quella ricadente sul demanio Ingegnere in elettrotecnica)”. messe a disposizione saranno sempre più esigue le risorse e precisamente lungo il tratto economiche e le risorse quella “residuale del Docup demaniale antistante Via Del © RIPRODUZIONE RISERVATA umane a disposizione”. E pesca per le giostre che Mare. L’area ove insisteranno continua: “In precedenza, era ricadono in Martinsicuro le giostre nella frazione l’Amministrazione che si faceva di Villa Rosa dovrebbe capoluogo” e “l’area privata ubicata ad est del Lungomare carico di un’area ubicata nel essere quella adiacente al capoluogo o nella frazione, che Maxim’s ed aggettante sul Europa di Martinsicuro nei il privato metteva a disposizione Lungomare Italia, sempre pressi del Molo Sud per i dell’Ente in comodato gratuito, che il proprietario della stessa circhi”. Ma la vera novità e di conseguenza, doveva dichiarata dalla delibera, ne riconfermi la relativa procedere direttamente, ad che tuttavia rischia di restare disponibilità per il corrente inosservata, non risiede tanto inizio di ogni stagione estiva, anno”. alla preparazione della stessa, nella nuova collocazione, consistente nel taglio dell’erba quanto nell’affidamento Come affermavamo in esclusivo ai privati di decidere e nell’eventuale copertura di precedenza, la vera novità buche”. di mettere a disposizione o della delibera, sta nel fatto meno l’area individuata di cui che la concessione o meno sono proprietari. Le attività invece dei dei terreni da destinare alle giostrai, per quanto riguarda attività circensi, sarà gestita Per capire quali sono state le Martinsicuro, non verranno più da privati e cioè dagli stessi motivazioni che hanno portato collocate sul tratto di spiaggia proprietari dei terreni. Ci la giunta comunale Camaioni che andava a coincidere con chiediamo dunque se, con il porticciolo. Naturalmente a volersi liberare di questo un tale provvedimento non si presumiamo vi siano state delle rischia di perdere il controllo fardello ed eventualmente lamentele da parte dei marinai quali rischi potrebbero esserci in termini di sicurezza per la popolazione martinsicurese, abbiamo gentilmente chiesto all’Assessore al Commercio Turismo e Demanio, Massimo Corsi, di rispondere ad alcune nostre domande. Ci è sembrato giusto cercare di far luce su una situazione che altrimenti sarebbe passata inosservata e sulla quale invece crediamo sia importante informare il cittadino. che svolgono lì la loro attività di piccola pesca. Eppure l’Assessore smentisce questo nostro fantasioso retroscena dicendoci che, in realtà “non ci sono state lamentele da parte dei pescatori ma obiettivamente le attività di spettacolo viaggiante mal si conciliano con quelle di approdo per la piccola pesca e quindi si è deciso di separarle”.

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10   PESCE CRUDO: IL RISCHIO ANISAKIS di Emilio Mercatili Mangiare pesce crudo è una pratica non molto diffusa nella tradizione culturale italiana, fatto salvo il consumo di molluschi crudi in qualche parte dell’Italia del Sud. Negli ultimi anni però questa tendenza è notevolmente cresciuta e diversificata grazie al fatto che la cucina orientale è sempre più in voga e di moda nei nostri usi alimentari. L’anisakidosi è diffusa soprattutto nelle zone dove si mangia abitualmente il pesce crudo, esempio: in Giappone, in Tailandia, molti casi di questa patologia si sono riscontrati anche negli Stati Uniti, nel Sud-America e in Europa. Nelle nostre regioni, soprattutto sulle coste marine dove si mangia abitualmente pesce crudo e marinato (alici, carpacci di tonno, salmone ...), i casi diagnosticati sono purtroppo diversi. Allora sorge una domanda: come comportarsi di fronte questo problema igienico sanitario? C’è solo una cosa da fare, evitare di consumare pesce crudo o marinato, oppure consumarlo solo se si è certi che sia stato preventivamente congelato negli appositi abbattitori di temperatura o tenuto nel congelatore per alcuni giorni. Mangiare pesce crudo comporta sicuramente un maggior rischio di intossicazioni e infezioni causate da batteri patogeni, oppure di infezioni da parte di parassiti, lo stesso può essere contaminato da diversi microrganismi che provocano infezioni o tossinfezioni, come Listeria, Escherichia coli, Salmonella, tutti batteri che provocano problemi gastrointestinali (gli stessi possono essere presenti anche in altri alimenti come carni, latte crudo e derivati, uova, ecc. ecc.). Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo si chiama Anisakis. L’Anisakis simplex è un nematode normalmente presente come parassita intestinale in numerosi mammiferi marini (delfini, foche, etc.) ed ospite intermedio, nel suo stadio larvale, di molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro. Questi nematodi migrano dalle viscere del pesce alle sue carni se, quando catturato, non viene prontamente eviscerato. Quando l’uomo mangia pesce infetto crudo, non com- pletamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Per difendersi dai succhi gastrici, attaccano le mucose con grande capacità perforante, determinando una parassitosi acuta o cronica. La parassitosi acuta da anisakis insorge già dopo poche ore dall’ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito. Le forme croniche sono diverse, possono minare svariate malattie infiammatorie e ulcerose del tratto intestinale oppure coinvolgere altri organi come fegato, milza, pancreas, vasi ematici e miocardio. Possibili anche reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, a causa della sensibilizzazione alle proteine antigeniche termoresistenti del parassita. La cura dell’Anisakis richiede molto spesso l’intervento chirurgico, per asportare la parte dell’intestino invasa dai parassiti. Come possiamo evitare l’anisakis? Una circolare del Ministero della Salute (Ordinanza Ministeriale del 12 maggio 1992), ancora in vigore, obbliga chi somministra pesce crudo o in salamoia (il limone e l’aceto non hanno alcun effetto sul parassita) ad utilizzare pesce congelato o a sottoporre a congelamento preventivo il pesce fresco da somministrare crudo. Ecco uno stralcio dell’articolo 3 dell’Ordinanza suindicata: “….omissis…. a) le operazioni di decapitazione, eviscerazione ivi compresa quella delle sardine e delle alici, sfilettatura con verifica dell’assenza di parassiti nelle parti edibili e toelettatura finale, siano condotte in modo igienico ed accurato; b) la tecnologia di applicazione delle basse temperature tenga conto dello spessore e della massa dei prodotti da congelare in modo da garantire che -- nei tempi all’uopo necessari, qualunque essi siano -- si raggiungano al cuore del prodotto valori di temperatura di meno 20 °C od inferiori; solo a partire dai valori così conseguiti, possono ritenersi sufficienti 24 ore di congelazione; c) il tempo minimo di 10 minuti di trattamento termico deve ritenersi sufficiente a partire dal momento in cui i valori di

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temperatura in ogni punto del prodotto hanno raggiunto almeno i 60 °C. Analogo criterio vale qualora il trattamento termico sia applicato nella fase finale di lavorazione a prodotti già confezionati.” Infatti l’anisakis e le sue larve muoiono se sottoposti a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore a –30° C, 9 ore a -40° C. I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, (anche se i Regolamenti Comunitari -pacchetto igiene 852, 853, 854, 882/2004- obbligano gli O.S.A. -operatori del settore alimentare- ad implementare ed attuare attraverso il proprio manuale aziendale di autocontrollo HACCP tutte le procedure di sicurezza sanitaria al fine di evitare i rischi per la salute del consumatore finale), poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate ed altro similare, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo. Se pensate che il rischio anisakis sia molto basso e gli allarmismi siano eccessivi, sappiate che ogni settimana vengono ritirate dal mercato partite di pesce infestato dal parassita, e stiamo parlando di pesce fresco italiano e di provenienza estera. Per evitare queste contaminazioni, consigliamo di seguire semplici ed utili consigli pratici: • assicurarsi sempre che nel ristorante in cui si mangia pesce crudo o marinato questo venga preventivamente sottoposto a trattamento termico adeguato; • nel consumo casalingo di pesce crudo, acquistarlo fresco e congelarlo per almeno una settimana nel congelatore a -18 gradi. • il pesce prontamente eviscerato (come il salmone di allevamento) è più sicuro di quello venduto con le viscere, prestare particolare attenzione alle specie a rischio, come lo sgombro, le sardine, il tonno e il pesce azzurro in genere. Oggi le misure preventive e i controlli ispettivi negli stabilimenti e nei mercati ittici sono molto accurati e capillari su tutto il territorio Nazionale effettuati sia dai Servizi Veterinari delle ASL sia dai Carabinieri del N.A.S. ( Nucleo Anti Sofisticazione del Ministero della Salute), nonchè presso le dogane di porti ed aeroporti attraverso i P.I.F. (Posti d’Ispezione Frontaliera) del Ministero della Salute. Il 17 luglio del 2013 il ministero della salute ha pubblicato un decreto che obbliga i venditori di pesce al dettaglio di esporre un cartello che invita a congelare il pesce prima di consumarlo crudo. Il pesce andrebbe congelato in un congelatore da almeno tre stelle, e per almeno 96 ore, per essere sicuri riguardo la neutralizzazione di tutte le larve di ansakis potenzialmente presenti.   11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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12   CURIOSITÀ Redazione SAPEVI CHE Le simpatiche inoffensive lumache hanno 3 milioni di microscopici denti e ben 4 nasi! O B N M A O L V I I M M G E G N T N I A M C G O L C E A S N A N N E A L R L A E U I O O O L D L U A R D C A E M X O P E M O N D O L U L L I B O A C R N E A I V D M L N I A M B A E A M N U I M S M A E K I I E H S T C U K D T U M S F O M L B O F M G I C S O U C T C I T T E T A O R I R A P C A G I C T A N A S I C M I A O C P A E O R L I N E R E E L L N M O A A G V G L I N O I A G I I L E U B A I I R S C P A O E T P U E A L I C A F R T L E A E V M O A R L A F T A O N O R A I T E © RIPRODUZIONE RISERVATA Trova la soluzione cerchiando le lettere rimanenti che comporranno la parola identificativa dell’immagine sovrastante. ____________ AUTOPSIA CAPRIOTTI EXPO MAGGIO SANARE © RIPRODUZIONE RISERVATA ACCADIA BANDIERA BLU CIRCO FEE MILANO SCIOPERI ANISAKIS BLACK BLOC CRUDO LAVORATORI MOLO SUD © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CULTURA - I NOSTRI TALENTI Alessandra Bucci embra quasi un gioco quello che ci propone Alessandra Bucci, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado di Martinsicuro, un gioco di luci e ombre, di spensieratezza e consapevolezza, di sogni e di limiti, di presente e passato, di contrasti profondi che danno sapore alla vita, una vita che rifiuta le scialbe sfumature della monotonia quotidiana. Molte volte, per chi ama la poesia, un libro così argomentato e passionale offre una moltitudine di emozioni oltreché spunti per il modo di vedere le cose e specialmente di guardare la vita e i piaceri che essa offre. Un libro come “I sentieri dell’anima” di Alessandra Bucci diventa spesso materiale fondamentale per gli appassionati ma anche per chi della poesia non ne ha mai fatto un suo cavallo di battaglia. Alessandra Bucci è un’autrice con un gran futuro, perché le sue creazioni poetiche risultano sempre ricche di risvolti interiori che lasciano nel lettore una punta di piacevole soddisfazione nel seguirne le trame, dipinte di amore e di sensibilità. Un libro che si addentra letteralmente nei sentieri dell’anima, percorrendo singolarità di vita vissuta dentro le emozioni e con le emozioni. Il libro si presenta con una grafica d’impatto, semplice e introduttivo con il titolo che davvero dice tutto. Si può acquistare a Martinsicuro presso “L’angolo delle fate” in P.zza Cavour e a San Benedetto del Tronto presso “La Bibliofila” in via Ugo Bassi. Per ulteriori informazioni e per chi vuole continuare a seguire l’evoluzione spirituale e poetica di Alessandra Bucci può seguirla sulla sua pagina Ufficiale Facebook: Il mondo di Alessandra B.   13 POESIA S Maggio L’aria si fa più densa di profumi E t’accoglie a braccia aperte Morbida e pregna di storie d’amore Da raccontare a chi le vuol sentire Orgogliosa s’insinua tra le crepe Di vecchie ferite quasi dimenticate Per sanare la tempesta sopita Che da dentro ancora ti dilania Con l’odore della primavera matura Che fa sbocciare germogli di vita Dimenticati tra le pieghe oscure Degli inverni misteriosi dell’anima. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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14   Martinsicuro L’ultimo incontro: Martinsicuro-Vasto Marina 2-2 I locali sembrano controllare agevolmente la gara grazie anche al rosso rimediato da Napolitano. Ingenuità difensiva del Martinsicuro in pieno recupero quando, su fallo laterale la difesa locale è impacciata, Cesario si trova la palla in area. Cinquegrana in uscita travolge l’attaccante e l’arbitro indica il dischetto. Sul pallone lo stesso centravanti che mette dentro la doppietta personale ma non salva la squadra dalla retrocessione diretta. MARTINSICURO . Cinquegrana 5,5, Porfiri 5,5, Piunti 6, Tedeschi 6, Di Natale 6( 38’ st De Cesaris sv), Di Paolo 6, Ruggieri 6( 31’ st Latini 5,5), Carboni 6, Fini 6, Nepa 5,5, Pietropaolo 6. A disp. Perozzi, D’Alonzo, Awodeinde, Di Giorgio, Lanzano. All. Vagnoni (squal) VASTO MARINA . Bruno 6, Tracchia 6(26’ st D’Ottavio 5,5), Nocciolino 6(23’ st Di Biase 5,5), Galiè 6, Lupo 6. Scarano 6, Santoro 5,5(19’ st Ciccotosto 5,5), Di Santo 6, Cesario 6,5, Napolitano 5,5, Monachetti 5,5. A disp. Di Chiacchio, Marchesani, Forte, Cozzolino. All. Cesario R. Arbitro De Dominicis di Pescara 6 Reti . 16’ pt , 46’ st rig. Cesario, 10’ st Ruggieri, 18’ st Tedeschi Note . Espulsi 42’ st Napolitano per proteste e di Paolo a fine gara. Ammoniti Pietropaolo, Nocciolino, Lupo, Di Biase. Angoli 7 – 4 per il Martinsicuro, Spettatori 100 circa, recuperi 0’ pt, 4’ st di RONDAS Martinsicuro – Vasto Marina termina in parità, questo significa la retrocessione diretta dei vastesi. I locali, forse con la testa già alle vacanze, hanno preso due reti da pivelli. Prima occasione per i locali al 12’ con il diagonale, di Ruggieri, che si perde a lato di poco. Ospiti in vantaggio al primo affondo in contropiede con Cesario che si presenta solo davanti a Cinquegrana che riesce a deviare la conclusione, con la sfera che torna sui piedi del centravanti che ribadisce in rete. I locali hanno l’occasione per pareggiare alla mezz’ora quando Scarano ferma fallosamente in area Fini. L’arbitro assegna il penalty che però Porfiri spedisce alto. Ad inizio ripresa i biancazzurri pareggiano con Ruggieri che mette dentro in scivolata un traversone di Carboni dalla destra. Passano otto minuti e i ragazzi di mister Vagnoni, squalificato, si portano in vantaggio con azione fotocopia della prima rete. Il traversone dalla destra è di Ruggieri e, sul secondo palo, botta al volo di Tedeschi che non lascia scampo a Bruno. L’angolo del Presidente di Marco Paolini © RIPRODUZIONE RISERVATA La squadra del Di Egidio: archiviamo in fretta gli ultimi 4 mesi E’ terminato con il 2 a 2 casalingo contro il Vasto Marina il campionato del Martinsicuro targato Di Egidio. Ospiti che agguantano il pari al 92′ su calcio di rigore. “Meno male che è finita – commenta il patron – gli ultimi mesi sono stati vissuti sempre in sofferenza e i risultati non sono stati a noi favorevoli ma alla fine abbiamo mantenuto la categoria. Il calcio di rigore allo scadere è stato l’emblema degli ultimi mesi, dove di sicuro meritavamo qualcosa in più ma la realtà è questa e dobbiamo prenderla così. Adesso per noi della società il lavoro non finisce, anzi, dobbiamo iniziare già a lavorare per la nuova stagione che verrà” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CALCIO L’ANGOLO DI ETTORE ACCADIA: INTERVISTA A 3 di Ettore Accadia   15 © RIPRODUZIONE RISERVATA COME GIUDICHI IL TUO CAMPIONATO IN ECCELLENZA E COME TI SEI TROVATO? Nel Martinsicuro mi sono trovato benisÈ stato un anno bello da ricordare, una buona società ben organizzata dove non simo, una società solida e dei compagni ci è mancato nulla, peccato che per infor- straordinari, un ottimo gruppo: direi una tunio non ho potuto dare molto, ma resta famiglia. Bella soddisfazione anche con la juniores d’elitè dove sono stato convodavvero un buon ricordo. cato nella rappresentativa regionale alle finali in Lombardia. Francesco Ricci Alessandro Prosperi Per me è stata un’annata da incorniciare, esordire in eccellenza da titolare, un’esperienza che mi ha impegnato molto e mi ha fatto maturare, ringrazio i compagni che mi hanno aiutato ad inserirmi e la societa’ che mi ha sostenuto. Gianluca Di Natale Classifica al 08/05/2015 POS SQUADRA G. 1• Avezzano 32 2• Paterno 32 3↑ San Salvo 32 4↓ Francavilla 32 5• Renato Curi Angolana 32 6• Torrese 32 7• Cupello 32 8• Pineto 32 9• Miglianico 32 10• Montorio 88 32 11• Vastese 32 12• Capistrello 32 13• Martinsicuro 32 14• Acqua&Sapone 32 15• Alba Adriatica 32 16• Vasto Marina 32 17• Sulmona 32 PTI 71 70 61 60 55 47 46 44 42 42 40 39 37 34 33 20 12 Martinsicuro Calcio © RIPRODUZIONE RISERVATA

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