Il Martino n.12 anno 1

 

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20 Luglio 2015 - n. 12 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste QUARTIERE SANTA LUCIA: 2€ GENTE ALLEGRA, DIO L’AIUTA EMERGENZA IDRICA: PAURA TRA I COMMERCIANTI di Maria Giulia Mecozzi Una delle polemiche che maggiormente ha contribuito » continua, Pag. 6-7 all’innalzamento della temperatura in queste settimane è sicuramente quella dell’emergenza idrica. » continua, Pag. 4-5 di Noris Cretone IL MARTINO ALL’EXPO Il Martino stila la classifica dei padiglioni più belli dell’Expo CON FOTO E CONSIGLI e a sorpresa spunta tra i più visitati, dopo Regno Unito e Austria, quello della regione Abruzzo per originalità, sapori e tradizione! PREVENZIONE........................ 2 PILLOLINE................................ 3 GIOVANI E SOCIAL NET...... 3 PROBLEMI ATTIVITÀ ESTIVE.... 4 EMERGENZA IDRICA........ 4-5 BIOTOPO ED EROSIONE COSTIERA di Angelo Bruni INDICE 6 PAGINE DI EXPO QUARTIERE SANTA LUCIA........6-7 » continua, Pag. 8-13 Cosa c’è all’origine dell’erosione? IL MARTINO EXPO...............8-13 BIOTOPO ED EROSIONE.....14-15 LETTERA DI MAMMA.............17 COSMETICI&SALUTE........18-19 SAPEVI CHE...........................20 GIOCO DEL MARTINO.......20 I BORGHI TERAMANI..........20 LA POESIA DI ALE...............21 MART. CALCIO............... 22-23 ...cementizzazione della costa: strade, moli, marciapiedi e stabilimenti balneari che rappresentano vere e proprie barriere invalicabili per il sistema... » continua, Pag. 14-15

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Emilio Mercatili, Marco Capriotti, Maurizio Lindner, Giulia Rizzardi. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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GIOVANI E SOCIAL NETWORK di Federica Bucci PILLOLINE di Marco Capriotti   3 Incredibile ma vero, siamo a luglio, è estate. Si vocifera che qualcuno…Dicono che sia l’estate più calda degli ultimi 136 anni. Vengono dati i classici suggerimenti. Li evito perché li sentite tutti i giorni. Con piacere trovate in questo numero alcune interessanti come il biotopo e l’erosione costiera. Ci sono come sempre polemiche e apprezzamenti per la Bau Beach di Martinsicuro. E’ una calda estate anche sul fronte del lavoro, della crisi economica, della drammatica situazione in Grecia. Ho avuto modo di parlare direttamente con amici greci nei giorni più drammatici; la difficoltà di reperire soldi al bancomat, la mancanza di medicinali e un futuro incertissimo. Proprio ora mi scrive un’amica e mi segnala il treno “Milano - Taranto Freccia Bianca” senza aria condizionata e con nessuna fermata tra Ancona e Pescara. E’ vero che dal primo agosto alcuni fermeranno anche a San Benedetto del Tronto e a Giulianova, ma non è positivo per il nostro turismo e per i nostri amici studenti e lavoratori che vivono lontano. Siamo sempre in attesa della stazione ferroviaria a Martinsicuro, come dell’inizio dei lavori della pista ciclabile, ci sono i fondi… In diverse manifestazioni avrete modo di incontrare alcuni di noi de “Il Martino”. Sarà un piacere conoscervi e parlare con voi. Se avete la possibilità fate un bagno al mare anche per me. Che negli ultimi anni il mondo abbia assistito a uno sviluppo notevole in campo tecnologico è indubbio, così com’è evidente che i protagonisti di questa evoluzione siano i cosiddetti “nativi digitali”, ovvero i ragazzi nati dalla seconda metà degli anni ‘80 in poi e che, già dalla più tenera età, si sono ritrovati catapultati in un mondo completamente digitalizzato. quella che avviene tramite i social network si può definire “vera comunicazione”? A mio parere, i social network sono riusciti a dar vita a un paradosso: utilizzandoli infatti è diventato molto più facile socializzare, scambiare opinioni con persone sconosciute - come può avvenire ad esempio su Twitter - mentre va sempre più affievolendosi la comunicazione con le persone a noi più vicine. Per farla breve, la piazza virtuale ha ormai sostituito la piazza vera e propria, quella dove gli abitanti del paese si incontravano per un veloce saluto o anche per ore e ore di interminabili discussioni sugli argomenti più svariati (per avere una prova di tutto ciò basta Per questa generazione dunque, dare uno sguardo alla nostra povera piazza Cavour…). a differenza di quanto avviene per quelle precedenti, il contatto Se tutto questo sia un bene o un male, non è facile dirlo, ognuno con la tecnologia è quotidiano, ha la propria opinione. anzi oserei dire “è 24 ore su Chi è a favore dei social network è entusiasta della facilità con 24, senza soluzione di continu- la quale si possono fare nuove amicizie o ritrovare vecchi amici ità”; spesso purtroppo, specie mentre i detrattori condannano soprattutto la pericolosità degli quando si ha che fare con i stessi, perché non si può mai sapere chi si cela dietro quello che cosiddetti “social network” se ne troppo facilmente può essere un nome di fantasia. abusa senza rendersene conto. Secondo me l’utilizzo di queste piattaforme dovrebbe attenersi alla Secondo la definizione di Wiki- definizione che ne ha dato Wikipedia, abusandone, facendone un pedia, social network “è un uso smodato, vengono a galla tutti gli aspetti negativi. servizio Internet che, sfruttan- “In medio stat virtus” dicevano gli antichi, e come sempre la storia do le potenzialità dei moderni è maestra di vita. dispositivi informatici, consente Usiamoli pure i tanto amati social ma coltiviamo anche le amicizie la gestione dei rapporti sociali, reali, ogni tanto facciamo una passeggiata in piazza…quella vera facilitando la comunicazione e e parliamo con la gente…quella vera. la condivisione di informazioni Se poi ci serve un’informazione rapidamente, se dobbiamo comudigitali”, per i pochi profani che nicare con chi è lontano, se dobbiamo organizzare un incontro non dovessero sapere di cosa allora approfittiamo pure del fatto di aver avuto la sorte di essere stiamo trattando, ne citiamo “nati digitali”. alcuni tra i più conosciuti: Whatsapp, Facebook, Twitter, Tumblr, Instagram. La classica domanda che “sorge spontanea” è la seguente: “queste nuove piazze virtuali facilitano la comunicazione tra esseri umani?”, ma soprattutto, © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Voce cittadina   di Ilenia Laurenzi EMERGENZA IDRICA di Maria Giulia Mecozzi Marco Di Paolo, titolare dello chalet “Eden Gala” Ciao Marco, quest’anno è la tua prima gestione di un esercizio storico qui a Martinsicuro, lo chalet “Eden gala”. Primi bilanci della stagione balneare… Tutto sommato, positivi. L’unico disagio che mi sento di segnalare è l’introduzione dei parcheggi con il disco orario: un’ora è riduttiva e il cliente che vuole magari rilassarsi a pranzo da noi, se non si ricorda di “rinnovare” il disco, può incorrere in una sanzione amministrativa da parte dei vigili. E le multe sono, a mio avviso, uno dei migliori deterrenti per il turismo. L’alternativa, magari, sarebbe quella di mettere i parcheggi direttamente a pagamento, senza il vincolo del disco orario. Questo è il principale disagio che avverto. Per ciò che riguarda il famoso problema dell’erosione, ricordo che il mio chalet è, forse, uno di quelli maggiormente esposti a questo fenomeno: abbiamo poca spiaggia, ma riusciamo comunque ad ottenere il massimo . Per quest’anno, va bene così. Apprezziamo comunque l’operato dell’amministrazione, in questo senso. E’ il nostro primo anno di gestione e, fino ad ora, il bilancio lascia ben sperare in una stagione soddisfacente. I metereologi ci avevano avvertito. C’era da aspettarsela un’estate calda ma così incandescente, per Martinsicuro, non si era prevista. Ogni giorno che passa la temperatura sale tra disagi, polemiche, invettive via Facebook e relativi commenti ironici sempre troppo poco chiari. Scintille tra una maggioranza che rivendica il suo impegno e la sua buona amministrazione e un’ opposizione sempre più incalzante che tenta di arrecarsi ogni attuale risultato positivo di oggi, addossando quel che c’è di marcio all’attuale. Una delle polemiche che maggiormente ha contribuito all’innalzamento della temperatura in queste settimane e che si prospetta durerà a lungo, è sicuramente quella dell’emergenza idrica. Ricordiamo che tra la notte di mercoledì 8 Giugno e giovedì 9 Giugno, una rottura della condotta dell’acqua ha fatto piombare nel panico e messo in ginocchio commercianti, ristoratori, turisti e gli stessi residenti della nostra Cittadina. Ecco che, ancora una volta, Martinsicuro si è trovata a pregustare l’amaro sapore di un’ennesima estate all’insegna dell’emergenza idrica a causa delle continue rotture. Il primo a far sentire la sua voce è stato l’artista e proprietario commerciale di una nota Gelateria, Sandro De Angelis che, dopo lo sfogo su Facebook, nel quale dichiarava tutta la sua esasperazione, ha deciso di fare un’ennesima dichiarazione: “Spero che i disagi avuti mercoledì 8 e giovedì 9 giugno non si ripetano e mi auguro veramente che da adesso in poi tutto torni alla normalità. Inoltre – dice De Angelis - spero che nel mese di agosto non accada nuovamente lo stesso teatrino dell’anno precedente dove veramente siamo stati messi in forte difficoltà, costretti a far fronte ad un’intera settimana di mancanza d’acqua e costretti a rivolgerci ai titolari delle autobotti, pur di lavorare e senza recuperare nulla di quanto speso”. Infatti, tutte le attività che devono far fronte ad un’emergenza idrica, purtroppo, sono costrette ad acquistare di tasca loro cisterne da 350 euro cadauna. E non è la prima volta che accade. A ricordarcelo è il proprietario dello Bar-Ristorante “Casabianca”, Roberto Ross, il quale afferma che “come al solito, anche l’estate 2015 è iniziata all’insegna dell’emergenza idrica. L’ultimo episodio risale a mercoledì ma ormai è quasi diventato un fenomeno “naturale”, che tutti gli anni puntualmente si ripete durante lo stesso periodo. E non può essere solo una casualità”. E continua: “Nessuno ci ha mai dato spiegazioni chiare: una volta è per una rottura, un’altra è per la mancanza d’acqua”. Quest’ultima ipotesi, per Ross è poco credibile dato che, secondo quanto ha appreso, di acqua ce ne sarebbe in abbondanza. Inoltre, tende a precisare che: “Il disagio - nonostante la riparazione che sarebbe avvenuta intorno alle 18:50 di mercoledì 8, si è prolungato sino a venerdì dalle 18:50 fino a mezzanotte. Dopo la mezzanotte - dice - l’acqua riprende ad esserci e questo non si spiega”. A confermare questo stano fenomeno “paranormale” è l’attuale gestore del famoso Hotel Leucò, Piero Dezi, che ci ha raccontato la Intervista a © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA PAURA DEI COMMERCIANTI drammatica situazione venutasi a creare l’estate scorsa, durante la settimana di Ferragosto e dunque proprio nel periodo più importante e prolifico per quelle attività che di turismo vivono. Dunque, ci dice, “come si fa a rimanere senz’acqua? L’anno scorso, durante quella settimana infernale, i turisti che alloggiavano presso il nostro Hotel, si sono fortemente lamentati in quanto, tornando dal mare, non potevano neanche fare la doccia”. E ancora: “La situazione era diventata ingestibile e se non fossimo ricorsi alle cisterne, che puntualmente paghiamo di tasca nostra, non saremmo riusciti a far fronte ad un’emergenza che è durata ben sette giorni”. Quest’anno però, Dezi non si è fatto cogliere impreparato. Si è premunito di taniche anticipatamente e spiega: “L’ho fatto per il semplice fatto che dietro queste mancanze di acqua non c’è alcuna rottura delle condotte idriche. Di acqua ce n’è e anche molta. Il problema è che sono aumentati i numeri di edifici da rifornire. Di conseguenza, le condotte non riescono ad erogare acqua per tutti e le cisterne fornite dall’Azienda Reti Ruzzo non sono sufficienti per tutti”. Secondo Dezi i servizi dovrebbero andare di pari passo alle attività di costruzione, invece durante gli anni, tra questi due si è creato un grosso dislivello che poi viene pagato a caro prezzo sia dai commercianti e ristoratori, che dai turisti. Proprio affinché questi episodi non si ripetano, a lanciare un appello all’Amministrazione Comunale e al Sindaco, è ancora una volta Sandro De Angelis: “Mi auguro che quest’anno, il nostro Sindaco, a tutela di tutti i cittadini, turisti e attività commerciali lanci un appello alla società Ruzzo affinché non si ripetano ulteriori disagi con la solita storia delle rotture improvvise che puntualmente accadono sempre tra luglio ed agosto, ossia nei mesi più caldi dell’anno e a maggiore presenza turistica”.   5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   QUARTIERE SANTA LUCIA di Ilenia Laurenzi Si può definire tranquillamente il “centro” di Martinsicuro, il cuore storico del paese, il quartiere Santa Lucia, che abbraccia una bella fetta di territorio, da via Aldo Moro a via dei Pini, da via Roma fino al lungomare. E’ sicuramente uno dei primi insediamenti del paese truentino quando, originariamente, da un piccolo borgo di pescatori, visse un’espansione via via sempre più crescente, fino ad arrivare ai 16.000 abitanti che conta la cittadina di oggi. Dopo un periodo di inattività, il 13 dicembre 2013, giorno di Santa Lucia, è stato ufficialmente istituito il comitato di quartiere, che ha visto l’elezione, nel ruolo di presidente, del signor Alvaro D’Achilli e nei panni di vicepresidente Marco Massetti, il giovane titolare della nota tabaccheria La Cucala. Ed è proprio con Marco che abbiamo parlato, noi del giornale, per farci raccontare il “suo” quartiere… “Santa Lucia è, a mio parere, uno dei quartieri più vivibili di Martinsicuro. Tra i suoi abitanti, ci sono ancora gli “autoctoni”, i discendenti di quelle persone che, per prime, costruirono le proprie abitazioni in questi territori quando ancora del paese di Martinsicuro non c’era l’ombra e questa zona era comune di Colonnella….. Ovviamente, negli anni, si è vista una radicale trasformazione del tessuto sociale locale, Martinsicuro è diventato un paese multietnico, con tutti i pro e i contro che questa realtà porta con sé, anche se noi, dobbiamo dire, oggi conviviamo in maniera abbastanza pacifica con gli extracomunitari che vivono nel quartiere. Anche, e soprattutto, per quel che riguarda la sicurezza, ci sentiamo abbastanza tutelati. Ovviamente gli episodi di illegalità ci sono stati, dai piccoli furti, allo spaccio, alla microcriminalità, però non avvertiamo ancora l’esigenza di fare richiesta di un vigile di quartiere o di videosorveglianza, come si sente da un po’ di tempo: possiamo ancora definire il nostro quartiere una zona tranquilla, vivibile. Per quanto riguarda gli eventi ? La festa di santa Lucia, che si tiene a ridosso del 13 dicembre, è la manifestazione più rappresentativa del quartiere. Per l’occasione “arriva “ Babbo Natale a distribuire piccoli doni ai bambini del quartiere e non solo. E’ un bel momento aggregativo, in cui vogliamo porre i riflettori sui giovani, il motore propulsore della nostra città. E a questo proposito, cogliamo l’occasione per annunciare che i prossimi 16, 17 e 18 luglio si svolgerà la prima edizione di “Gusto e musica sul

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GENTE ALLEGRA, DIO L’AIUTA. mare”: ci saranno mercatini di artigianato, gruppi locali che suoneranno musica live, dislocati su vari punti del lungomare ed ogni ristoratore si metterà a disposizione del pubblico proponendo i propri piatti, come fosse una vera e propria sagra enogastronomica. Il lungomare vivrà di vita propria, in quei giorni e, con questa iniziativa, abbiamo tentato di dare nuovi input alla passeggiata e agli esercizi commerciali. Quest’anno è stata organizzata la prima edizione di questo tipo di manifestazione: vogliamo sottolineare l’entusiasmo con cui è stata accolta questa iniziativa da parte dei commercianti e, ovviamente, vogliamo ringraziarli per l’impegno che stanno mettendo nell’organizzazione. Questo tipo di eventi ha una doppia valenza, a mio parere: sociale e integrativa. Attraverso le manifestazioni di quartiere si socializza, si rinsaldano i legami tra gli abitanti ed è anche un ottimo momento per far sì che avvenga un’integrazione effettiva con le varie etnie dislocate nel territorio. Per quel che riguarda l’integrazione nel nostro quartiere, devo dire che non abbiamo riscontrato grosse problematiche. Vige una civile coabitazione e una rispettosa convivenza. Molti altri quartieri hanno fatto richiesta, all’Amministrazione, di spazi aggregativi, in particolar modo, di aree verdi attrezzate…. Noi siamo stati i primi a richiedere all’amministrazione un parco pubblico che ci hanno concesso vicino alla sede del municipio. Certo, dovrà essere attrezzato, ma ci hanno promesso che questo avverrà a stretto giro. Nel progetto, abbiamo preso ispirazione dal “Parco Eleonora”, della vicina Porto d’Ascoli, anche se le dimensioni sono ovviamente molto diverse. L’area a nostra disposizione è limitata rispetto allo spazio del parco dei nostri vicini, ma dobbiamo ringraziare l’Amministrazione per aver elargito le risorse di cui avevamo bisogno per la realizzazione di questo progetto. Ribadisco, il nostro intento è quello di trattenere i nostri giovani, creare per quanto possibile attrattive e motivi per rimanere a Martinsicuro, e ben vengano eventi con Babbo Natale o serate tematiche dove, in primo piano, viene posto tutto ciò che può attrarre un giovane, dalla musica ad eventi mirati. L’amministrazione, a questo proposito, ci appoggia e non la riteniamo completamente latente per quanto riguarda eventi del paese anche se, magari, avrebbe potuto fare uno sforzo in più riguardo alle manifestazioni estive. Il calendario estivo è povero di eventi di richiamo, di un’offerta appetibile per i turisti che popolano il paese nei mesi estivi e che, assieme al relax, vorrebbero anche qualcosa che li faccia divertire. Al di là dei mercatini, numerosi, non ci sono eventi di richiamo. Alcune persone hanno lamentato la gestione del parcheggio a tempo sul lungomare…. No, non è il nostro caso. Noi possiamo ritenerci soddisfatti dell’apertura temporizzata del lungomare , che porta sicuramente più movimento e traffico. Ovviamente per ogni cosa esistono pro e contro ed è matematicamente impossibile riuscire ad accontentare tutti, ma noi commercianti pensiamo   7 che questa sia stata un’ottima iniziativa. A onor del vero, non risentimmo nemmeno della chiusura del lungomare degli anni passati. Il parcheggio orario non è stato ideato con l’intento di lasciare l’auto in sosta per l’intera giornata. A questo scopo sono state adibite aree specifiche, oppure si può usufruire delle vie laterali al lungomare per parcheggiare la propria auto. Alla fine della stessa isola pedonale c’è il parcheggio a pagamento, dove poter lasciare la propria auto tutto il giorno. La soluzione del disco orario è stata applicata al fine di agevolare il transito veloce sul lungomare. Medesimo grado di soddisfazione lo proviamo per ciò che riguarda l’isola pedonale: al di là delle tante critiche che questa si è attirata, noi siamo soddisfattissimi. Le nostre attività commerciali, in questo modo, hanno maggior visibilità e questo si riversa in maniera positiva anche sull’economia dell’intera cittadina. In ultima analisi, possiamo dire che il quartiere Santa Lucia si discosta dalla tendenza generale di insoddisfazione e scontento che sembra permeare molti dei quartieri di Martinsicuro…. “E che devo dirti? Forse perché gente allegra, Dio l’aiuta!” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   IL MARTINO ALL’EXPO Expo Milano 2015 vede protagonisti i Paesi di tutto il mondo che sono stati invitati ad interpretare il Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. L’alimentazione, tema vitale e quotidiano per l’intera popolazione mondiale, porta con sé profonde problematiche. Ogni Paese, partendo dalla propria cultura e dalle proprie tradizioni, è chiamato a interrogarsi e a proporre soluzioni rispetto alle grandi sfide legate alle prospettive dell’alimentazione. I Paesi partecipanti esprimono il significato e i contenuti della loro presenza a Expo Milano 2015 attraverso un concept tematico ed hanno la possibilità di scegliere fra due modalità di partecipazione: costruire autonomamente il proprio spazio espositivo (Padiglioni Self-Built) oppure scegliere un proprio spazio all’interno di uno dei nove Cluster Tematici. Il Sito Espositivo di Expo Milano 2015 si trasforma così in un mosaico di Paesi impegnati a sensibilizzare i visitatori attorno a un Tema cruciale per le generazioni future, rendendoli partecipi di un progetto planetario mai sperimentato prima: 184 giorni unici e irrepetibili, fatti di cultura e scienza, innovazione e tradizione, sostenibilità e solidarietà in cui è possibile scoprire più di cento cucine nazionali con i loro gusti, profumi e colori. In questa pagina potete avere un’anteprima di quei Paesi che hanno aderito ad Expo Milano 2015 e hanno sviluppato il loro tema di partecipazione. Nonostante le polemiche che hanno preceduto l’apertura dell’Expo, circa la gestione da parte del nostro Paese nella costruzione dell’area destinata all’evento, attualmente sembra che vi sia un buon riscontro di visitatori. Il Martino ha visitato per voi l’Expo e ha stilato una di Noris Cretone classifica di quelli che secondo noi sono i padiglioni più rappresentativi e originali della manifestazione. Nei tanti modi in cui i diversi Paesi del mondo hanno voluto trattare il tema dell’Expo 2105 (“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”) ve ne sono due in particolare che non hanno sviluppato l’aspetto della sostenibilità attraverso la tecnologia, ma invece hanno esaltato ciò che già il mondo ci regala e che permette la nostra vita: la natura. Mantenerla, preservarla, curarla è già di per sé fondamentale, ed è il messaggio forte che questi due Paesi hanno voluto lanciare, anche se con modalità diverse. Il Martino stila la classifica dei padiglioni più belli dell’Expo e a sorpresa spunta tra i più visitati, dopo Regno Unito e Austria, quello della regione Abruzzo per originalità, sapori e tradizione! La nostra Classifica, con foto e consigli!

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ABRUZZO NEL MONDO TRA I PADIGLIONI PIU’ BELLI 9   Regno Unito Argomento principale di questo padiglione sono le api, ed evidenzia il ruolo fondamentale dell’impollinazione per la sostenibilità della nostra catena alimentare, attività che contribuisce alla produzione di un terzo del cibo consumato in tutto il mondo. È ispirato alla ricerca scientifica e a una tecnologia britannica d’avanguardia sviluppata dal Dott. Martin Bencsik, fisico ed esperto di monitoraggio degli alveari. Il padiglione si divide fondamentalmente in tre parti: un ingresso, dove dei cartelloni espongono in modo chiaro e funzionale il mondo delle api, l’esperienza che si andrà a vivere all’interno dell’esposizione, piuttosto che le istruzioni per costruire un piccolo alveare. Poi si passa in un bel frutteto/giardino, ma l’erba e i fiori (tra cui erica, ranuncolo e acetosa) sono al livello dei nostri occhi, così è magnifico poter osservare api e farfalle al lavoro. Al termine del percorso campestre si arriva a un alveare gigante in alluminio, leggerissimo e affascinante, dove il suono delle api al lavoro è forte e costante. È qui che entra in gioco il lavoro del dott. Bencsik, perché il rumore delle api proviene da sensori posizionati in arnie situate in Gran Bretagna. Austria All’interno di questo padiglione troviamo scritto: “Puoi sopravvivere 5 settimane senza cibo. 5 giorni senza acqua. Ma non 5 minuti senza aria”, e per esaltare questo concetto l’Austria ha riprodotto il microclima di un bosco austriaco. In pratica si entra in un bosco di 1910 mq, con piante di alto fusto, che devono farci riflettere su quanto importante sia preservare la qualità dell’aria che respiriamo. Il Pianeta, energia per la vita, è fatto anche di piante, fondamentali per la nostra vita: da qui il concetto fondante, cioè la consapevolezza dell’importanza dell’uso responsabile delle risorse. Bisogna ammettere che entrare e seguire il percorso in questo padiglione è rigenerante e si gode di un po’ di naturale freschezza. Ma un alto standard ambientale significa anche cibi biologici, in Austria già ampiamente presenti sul mercato, perciò questo padiglione vuole anche suggerire, all’interno del suo itinerario tematico sulla sostenibilità del cibo, le connessioni virtuose che si possono stabilire tra produttori, commercianti e consumatori. A proposito di cibi biologici, grande successo dal 3 al 9 luglio, per l’Abruzzo del Diritto al Cibo, delle tradizioni storicoculturali e dell’Innovazione industriale e agroalimentare. Una lunga lista di eventi e incontri all’insegna della Biodiversità, dell’agroalimentare, della solidarietà e della tradizione culinaria regionale. Lo Spazio-installazione, Laboratorio della Biodiversità, curato dalle Università abruzzesi nel Padiglione delle Regioni, ha richiamato migliaia di visitatori italiani e soprattutto stranieri curiosi di conoscere i 3 parchi nazionali d’Abruzzo, le oltre 30 riserve naturali, i 130 chilometri di costa, le meraviglie naturalistiche e architettoniche raccontati con splendide immagini e preziose testimonianze. La nostra regione ha dato quindi filo da torcere alle imponenti nazioni… Se volete fare a questo punto un “rapido giro del mondo”, ecco i padiglioni da non perdere… Azerbaigian Il percorso si snoda attraverso tre sfere di vetro su più livelli che rappresentano tre diverse biosfere. La prima è dei paesaggi, la seconda è quella delle nove zone climatiche azerbaigiane, la terza è quella delle culture tradizionali e dell’innovazione. Sui tre livelli, collegati da scale mobili, sono mostrate le risorse naturali, agricole e produttive del Paese. Al centro, delle lamelle di legno rappresentano la sagoma di un albero rovesciato. Continua...

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Brasile 10 Il cuore pulsante del Padiglione del Brasile è una rete   interattiva che collega i tre piani. Camminando sulla rete sospesa, i visitatori interagiscono con l’ambiente circostante: dei sensori, infatti, rilevano i movimenti trasferendo impulsi che modificano il suono e la luce circostante. La visita inizia da un’area aperta (Green Gallery), con ortaggi, piante, fiori e frutti accompagnati da tavoli interattivi, che offrono giochi e informazioni sulle etnie del Brasile. Una rampa porta al primo piano, dove una proiezione guida i visitatori. Al secondo piano, un’altra proiezione su uno schermo trasparente mostra un video che si attiva grazie ai sensori di prossimità. Giappone Il Padiglione del Giappone, composto da 17mila pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare, ospita un ristorante da dieci tavoli sedendosi ai quali è possibile fare un pranzo virtuale. Il cibo infatti, appare sul piano del tavolo con la spiegazione delle sue caratteristiche. Estonia Il focus del Padiglione sono i tipici dondoli (“kiik”): facendoli oscillare si può generare energia elettrica. Stati Uniti d’America Il Padiglione – al quale si accede tramite una passerella in legno recuperato dal lungomare di Coney Island – si ispira a un tradizionale granaio americano e si sviluppa come una struttura aperta su più piani. L’elemento distintivo del Padiglione è la grande ‘fattoria verticale’, da cui si otterrà un raccolto quotidiano.

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Italia Il Padiglione Italia è costituito da nove punti di attrazione. In uno di questi, Palazzo Italia, è collocata una mappa dell’Europa nella quale manca l’immagine dell’Italia. Una voce, anticipata da una sirena, si chiede come sarebbe il mondo se non ci fosse stato il nostro Paese, mentre sono proiettate le principali bellezze artistiche, culturali, gastronomiche, le scoperte geografiche e le opere dell’ingegno collegate ai nostri connazionali. Cina   È la prima volta che la Cina partecipa a un’Esposizione Universale e quindi Expo Milano 2015 diventa un momento di grande festa, un’occasione per mostrare le meraviglie di un Paese ricco di cultura e di tradizioni. La Cina riflette sul tema della gratitudine e del rispetto per il Pianeta, partendo dal concetto che l’uomo è parte integrante della natura. Il Padiglione riflette i progressi della tecnologia cinese nel campo dell’agricoltura e mostra come sarà possibile nel futuro offrire cibo salutare a tutti i popoli. Il visitatore scopre qui il processo del raccolto secondo il calendario cinese lunisolare, come si producono cibi tipici come il tofu e quali sono i progressi scientifici che possono migliorare nel futuro per la produzione di cibo, come il riso ibrido del professor Yuan Longping. 11 Oman Il grande Padiglione rappresenta una cittadina che richiama le architetture tipiche del sultanato.

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Turkmenistan 12 Il Padiglione, ispirato al tema “Acqua è vita”, si apre su una   fontana scenografica, punto di maggiore attrazione. Vietnam Il Padiglione del Vietnam è a forma di fiore di loto e questo simbolo del Paese si potrà anche degustare in diverse preparazioni del ristorante ivi presente. Qatar Nello spazio del Padiglione, a forma di cesto, è possibile assistere a uno spettacolo interattivo. Emirati Arabi Uniti Il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti esplora le sfide reali che si presentano nel nutrire il pianeta, in particolare nei temi intrecciati di terra, cibo, energia e acqua. Inoltre evidenzia anche alcune delle soluzioni innovative che gli Emirati Arabi Uniti hanno sviluppato in questi settori. Russia Il Padiglione russo a Expo Milano 2015 racconta le storie di molti scienziati russi di fama internazionale, il cui lavoro ha contribuito allo sviluppo dell’agricoltura e della sicurezza alimentare. Si evidenzia inoltre la ricchezza delle risorse naturali russe e quella della varietà delle tradizioni culinarie del

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Kuwait La struttura del Padiglione richiama le imbarcazioni kuwaitiane, i Dhow, tuttora utilizzate nel Golfo Arabico. La facciata laterale presenta un esempio delle serre e dei sistemi di coltura idroponica diffusi nel Paese. La prima sezione del percorso illustra le caratteristiche del territorio e del clima del Kuwait; nella seconda viene mostrato come lo studio e la ricerca scientifica abbiano permesso di creare un habitat ospitale e fertile; nell’ultima sezione, i visitatori possono immergersi in prima persona nella cultura kuwaitiana. Spagna   Il Padiglione della Spagna propone un Viaggio del sapore che inizia con una valigia di 5x4 metri, punto di partenza di un’installazione audiovisiva dell’artista catalano Antoni Miralda. Una volta oltrepassato il portico, 20 valigie proiettano altrettante proposte visive (ognuna dedicata a un alimento). Miralda ha previsto che il viaggiatore/visitatore possa rispondere – in modo interattivo – a domande sull’alimentazione. La mostra, “Il linguaggio del sapore”, guida invece i visitatori nell’immaginazione culinaria di un cuoco attraverso i paesaggi e gli aspetti più rappresentativi della produzione agroalimentare. 13 Turchia Il Padiglione richiama un melograno stilizzato (“nar”) e ospita un giardino di platani dove degustare il tè ottomano, circondati da chioschi e aree mercato. Repubblica di Corea La struttura si rifà al “moon jar”, il tipico vaso in ceramica, dove avviene il processo di fermentazione di alcuni piatti tradizionali, di cui sarà mostrata la preparazione, che si potrà degustare al primo piano.

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14   IL BIOTOPO di Angelo Bruni Nell’ultimo articolo a cura del C.E.A. Scuola Blu abbiamo parlato del biotopo costiero di Martinsicuro cercando di far comprendere la sua importanza in termini ecologici. Ma ambienti come questi sono in costante pericolo di sopravvivenza per più di un motivo, ma sempre per cause antropiche, quindi per colpa di noi uomini. E tra le conseguenze più evidenti delle nostre azioni c’è sicuramente l’erosione costiera. esse hanno appunto subito continui e ciclici processi di arretramento/ avanzamento, in concomitanza e soprattutto come conseguenza di fenomeni quali la variazione del livello del mare e la variazione altimetrica del punto d’inizio dell’erosione fluviale. Un altro fattore importante da considerare è il bilancio costiero, che è semplicemente la somma algebrica della sabbia che i fiumi trasportano nel mare, che poi la ridistribuisce lungo la costa grazie Ogni tanto i nostri nonni dicono all’azione delle onde, e la sabbia ancora “qui una volta era tutta erosa e sottratta sia dalle onde campagna”. Nel nostro territorio di tempesta che, in minor parte, potremmo aggiungere: “qui una dal vento (in quest’ultimo caso volta era tutta spiaggia”. Spiaggia parliamo di ablazione eolica). Nei ormai sopravvissuta, appunto, tempi in cui, come già citato, “era nella memoria di chi ha potuto tutta spiaggia” questa somma vederla e soprattutto viverla, dava come risultato zero, poco perché l’erosione costiera è ormai più o poco meno, o addirittura da tempo uno dei più annosi (e il segno era positivo, indicando dannosi) problemi ambientali la prevalenza della sabbia in che affliggono non solo le coste entrata e quindi un ampliamento sabbiose abruzzesi italiane, ma in delle spiagge (bilancio positivo), generale tutte quelle della nostra ma nel corso dell’ultimo secolo penisola. si è assistito ad un’inversione di tendenza, che ha visto via via Cosa c’è all’origine dell’erosione? aumentare sempre di più la sabbia Innanzitutto dobbiamo inquadrare in uscita a discapito di quella in entrata. le spiagge come un corpo fisico in continuo movimento: nel corso della loro storia geomorfologica, Oltre a questo, consideriamo che ove con questo termine le città costiere, tra cui rientra intendiamo tutti i processi che ovviamente anche Martinsicuro, hanno portato le spiagge ad negli anni hanno visto aumentare avere nel tempo diverse forme e la propria attività turistica, che dimensioni fino a quelle attuali, ha, a sua volta, portato ad una

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E L’EROSIONE COSTIERA   15 progressiva (verrebbe da dire “inesorabile”) cementizzazione della costa: strade, moli, marciapiedi e stabilimenti balneari che rappresentano vere e proprie barriere invalicabili per il sistema spiaggia; perlomeno fin quando non cominciano ad erodere anche il cemento, come già accaduto non molto tempo fa… Quindi, se prima abbiamo parlato di spiagge che arretrano o avanzano, adesso possiamo parlare solo di spiagge che si accorciano. Ma di questo ce ne siamo accorti tutti, estate dopo estate, quando constatiamo che le file di ombrelloni sono in progressiva diminuzione, con conseguente ricaduta economica per le città che fanno del turismo una delle attività principali. È in questo contesto che dobbiamo analizzare le pesanti influenze di un bilancio costiero negativo. Se da un lato le onde di tempesta hanno continuato e sempre continueranno, come natura vuole, ad impattare sulla spiaggia erodendone la sabbia, dall’altro gli apporti sono costantemente in diminuzione. In altre parole, c’è qualcosa che preleva il sedimento dagli alvei fluviali, prima che essi riescano a veicolarlo verso la foce, dove verrà poi affidato alle onde e alle correnti litoranee. E qui ritorniamo alla nostra introduzione: quel qualcosa siamo noi. Noi uomini che abbiamo costruito città in cui vivere e che allo stesso tempo dobbiamo riuscire a mantenere in vita. Tale scopo è raggiungibile solo procurandosi materiale per la costruzione e come ben sappiamo la fonte di questo materiale è costituito da sedimenti quali sabbia e ghiaia, di cui i letti fluviali abbondano. Ma non è tutto: negli ultimi decenni sono stati realizzati numerosi sbarramenti artificiali per uso irriguo e soprattutto dighe per la produzione di energia idroelettrica, che se da un lato sono importanti per la riduzione della combustione di fonti non rinnovabili, dall’altro sono responsabili di un significativo impatto sul territorio e, soprattutto, della diminuzione della potenza erosiva dei fiumi, legata alla diminuzione della loro velocità. Queste strutture sono di norma soggette ad un’operazione di dissabbiamento con rimessa in circolo dei sedimenti trattenuti, ma è chiaro che difficilmente è possibile restituire il 100% del sedimento; è quindi intuitivo che l’effetto, protratto nel tempo, è una sensibile diminuzione dell’apporto detritico, soprattutto sabbioso, verso le foci e da lì ai litorali. A tutto ciò aggiungiamo l’irrigidimento dei letti fluviali, a causa della cementificazione che ne impedisce l’erosione del fondo per lunghi tratti e quindi ulteriore diminuzione del materiale solido trasportato. A questo punto dovrebbe essere chiaro come l’apporto del materiale detritico sia diventato ormai decisamente inferiore alla quantità sottratta dalle onde di tempesta. Alla luce di questo scenario, qual è la situazione delle nostre spiagge? Nell’area costiera compresa tra San Benedetto del Tronto e Giulianova, il Tronto è il fiume più importante in termini di capacità di trasporto solido di fondo. Una prima inversione di tendenza di questa capacità è riscontrabile già a cavallo tra il XIX e il XX secolo, per continuare poi a diminuire significativamente a partire dagli anni ‘20, quando si iniziò a costruire le prime grandi opere idrauliche; nel corso degli anni si sono poi aggiunti altri ostacoli, quali gli interventi di manutenzione straordinaria del fiume con briglie e attività di estrazione inerti in alveo; secondo alcune ricerche, il carico medio annuale ammontava a 30-50 mila metri cubi già negli anni ‘60, contro i 55-90 mila dei decenni precedenti. In cosa si è tradotto tutto ciò? Dalle immagini satellitari e dalle numerose foto aeree realizzate dal 1945 ad oggi dall’Istituto Geografico Militare, il territorio settentrionale di Martinsicuro ha subito una forte erosione costiera con perdite fino a 150 metri di spiaggia verso l’interno, mentre il fenomeno si presenta più lieve spostandoci a Sud, verso Villa Rosa e Alba Adriatica. I periodici ripascimenti, alla luce di quanto spiegato, non rappresentano una soluzione al problema, ma solo una temporanea costituzione di nuove riserve di sabbia direttamente in loco. Che il mare inesorabilmente presto o tardi farà sua. Cosa resta dunque da fare? Potremmo sperare in un’inversione di tendenza di tipo sostenibile, o in alternativa riconsiderare le gite in montagna! © RIPRODUZIONE RISERVATA www.scuolablu.it

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