Il Martino n.13

 

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quindicinale di informazione

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03 Agosto 2015 - n. 13 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste REGATA A TRE REMI DI MARTINSICURO 2€ QUARTIERE SACRO CUORE di Ilenia Laurenzi E’ uno dei quartieri più popolosi di Martinsicuro, il quartiere Sacro Cuore, che si estende su un trapezio » continua, Pag. 4-5 immaginario che comprende le vie Roma, Statale, Cristoforo Colombo. » continua, Pag. 6-7 di Noris Cretone IL MARTINO ALL’EXPO Il Martino stila la classifica dei padiglioni più belli dell’Expo CON FOTO E CONSIGLI e a sorpresa spunta tra i più visitati, dopo Regno Unito e Austria, quello della regione Abruzzo per originalità, sapori e tradizione! PREVENZIONE........................ 2 QUALCOSA DI STRANO...... 3 TSUNAMI FESTIVAL.............. 3 COSIMO IURLARO...................... 4 TSUNAMI FESTIVAL di Federica Bucci 6 PAGINE DI EXPO QUARTIERE SACRO CUORE.....6-7 DANIELE TADDEI...................14-15 » continua, Pag. 8-13 INDICE REGATA STORICA.............. 4-5 IL MARTINO EXPO...............8-13 LA POESIA DI ALE....................17 MART. CALCIO....................18-19 Il 6 e il 7 agosto, il Molo Sud di Martinsicuro ospiterà lo Tsunami Dance Music Festival, il festival di musica house che ormai per il quarto anno consecutivo avrà luogo nel nostro paese e che nella scorsa... » continua, Pag. 3

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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TSUNAMI FESTIVAL: TORNA PER IL QUARTO ANNO IL FESTIVAL DI MUSICA HOUSE. di Federica Bucci QUALCOSA DI STRANO di Marco Capriotti   3 Accadono sempre più cose strane nel nostro paese, in particolare a Roma. Vedo scioperi, rivolte, proteste, sitin. Vedo fuoco a Fiumicino, fuori e dentro lo scalo. Gente che “sclera”, gente che scarica, persone che non hanno voglia di collaborare. Vedo a Milano centinaia di persone in piazza per pulire le scritte dei vandali, vedo a Roma gente che prende in giro un attore che fa una proposta sensata. Vedo sul social network molte proteste e poche proposte. Fiumi di parole e di proteste. Dicono sia la crisi. Non ci credo. Purtroppo dai dati che arrivano, inizia ancora di più il distacco tra nord e Italia meridionale, paragonato alla Grecia per disoccupazione. Confidiamo nella voglia delle nuove generazioni. Ma è un po’ come nel passato. I miei genitori si ricordano quando l’autostrada finiva ad Ancona; oggi l’alta velocità finisce li. Mentre gli amici di Salerno hanno da anni l’alta velocità. Che dire…fortunati. Se avete idee e soluzioni scriveteci, nuovi progetti, nuove possibilità. Noi stiamo cercando di ampliare la nostra capacità. Da piccolini, cerchiamo di diventare un po’ meno piccoli. Le lamentele servono a poco, ma ci siamo accorti anche noi che c’è qualcosa di strano, di molto strano. Permettetemi di ricordare i trentacinque anni dalla strage della stazione di Bologna, uno dei momenti più tristi della nostra storia. Dopo le condanne della strage di Brescia speriamo in una maggiore luce e chiarezza. Buon agosto e buona lettura a tutti dal Martino e mi raccomando lavatevi i piedi. Il 6 e il 7 agosto, il Molo Sud di Martinsicuro ospiterà lo Tsunami Dance Music Festival, il festival di musica house che ormai per il quarto anno consecutivo avrà luogo nel nostro paese e che nella scorsa edizione ha ospitato il noto dj Tommy Vee. A tal proposito abbiamo sentito uno degli organizzatori dell’evento, Attilio D’Ambrosio, uno dei soci fondatori dell’Associazione Marte, associazione nata nel 2011 dalla passione di un gruppo di amici e che si occupa prevalentemente di organizzare serate musicali dedicate a tutti i generi, dal jazz, al rock, alla musica elettronica. D’Ambrosio ci ha spiegato come saranno suddivisi gli eventi nel corso delle due serate e ci ha parlato di una novità rispetto agli anni passati. La prima sera, giovedì 6 agosto, avrà infatti luogo, dalle ore 21 alle ore 23.30, un dj contest organizzato in memoria di Claudio Pietrangeli, noto parrucchiere di Martinsicuro, dj per hobby e amico dei membri dell’associazione, tragicamente scomparso nell’aprile 2013. In seconda serata, all’incirca alle 23.30, il molo diventerà una vera e propria discoteca e il pubblico potrà continuare a ballare fino alle 2 del mattino insieme ai dj della zona Raniero Kay, Enzo Labroca e Carlo C. Saranno sempre loro ad aprire la serata di venerdì 7, nel corso della quale si esibirà l’ospite d’onore Dj Kam, collaboratore in passato di dj e producer di fama internazionale, classificatosi tra i finalisti del contest europeo Movida Corona, il quale proprio in quest’occasione potrà presentare il suo ultimo album. Negli scorsi anni il festival si è sempre rivelato un gran successo e ha richiamato l’attenzione dei molti appassionati del settore e anche dei tanti turisti che affollano le nostre spiagge durante i mesi estivi. Anno dopo anno l’associazione ha organizzato spettacoli con ospiti sempre più noti al grande pubblico fino a diventare un vero e proprio cult per gli amanti del genere. Sicuramente anche quest’anno il pubblico accorrerà numeroso per questa manifestazione. Noi de Il Martino auguriamo agli organizzatori la perfetta riuscita delle serate e che il nome dello Tsunami Festival possa essere negli anni a venire sempre più conosciuto e attirare sempre più appassionati. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Voce cittadina   REGATA A TRE REMI DI MARTINSICURO di Noris Cretone di Ilenia Laurenzi presidente comitato quartiere Tronto Mimmo Iurlaro, Intervista a Il quartiere Tronto è una zona “calda” di Martinsicuro, scenario di eventi a volte drammatici come l’omicidio che si è consumato lo scorso 7 giugno in via Vasco de Gama. Abbiamo incontrato Mimmo Iurlaro, presidente del quartiere che si Le regate tra imbarcazioni a remi si possono è fatto interprete della voce del svolgere su fiume, su lago o in mare aperto, con armi spinti da uno o più vogatori. Il tipo di suoi abitanti. voga può essere all’inglese oppure alla vene“Nonostante gli ultimi ta, nel caso delle regate che si svolgono nella drammatici eventi, noi abitanti laguna di Venezia. siamo ottimisti e propositivi per le sorti del nostro territorio. La C’è però una competizione a cui pochi libri sicurezza continua ad essere fanno riferimento ed è la “regata a tre remi” l’obiettivo principale e, a tal (voga truentina) che si svolge ormai ininterrotproposito, stiamo pensando di tamente da più di vent’anni a Martinsicuro e istallare una serie di telecame- che rappresenta, oltre che un evento unico nel re di videosorveglianza in punti suo genere, anche una sentita e accorata rieparticolarmente sensibili. vocazione storica di ciò che per gli abitanti del posto ha da sempre rappresentato “il mare”. Il progetto esiste ed è di I primi coloni che vennero a stabilirsi nel terprossima attivazione. Inoltre ritorio di Martinsicuro furono i liburni, verso stiamo sistemando la casetta la fine del v millennio a.C. provenienti dalla di legno che, nei mesi scorsi, Dalmazia. Si stabilirono sulle foci del Tronto e è stata oggetto di atti vanda- del Vibrata, apportando un sensibile progresso lici, con l’intento di adibirla a alla lenta evoluzione dei primitivi abitanti che centro aggregativo e di svago vivevano della solo caccia e pesca. Dopo i per gli abitanti del quartiere. A Liburni si sono avvicendati molti popoli e non questo proposito abbiamo rice- sempre pacificamente dai Piceni ai Greci, ai vuto anche aiuti dal comune Romani ecc… e per tutti il mare ha rappresenche ci ha donato dei giochi tato fonte di sopravvivenza, di scambi comper i bambini da sistemare in merciali e culturali. prossimità della casetta. Malgrado le problematiche esiNel 1800, i pescatori che avevano occupato stenti, innegabili, c’è tuttavia la l’area di Martinsicuro proprio per le opportunità voglia e il bisogno di uscire dal e le risorse commerciali provenienti dal mare clichè -Tronto uguale disagio-, antistante, crearono un nuovo tipo di imbarcaperché il nostro quartiere non zione. L’idea fu quella, mossa principalmente è solo questo.” da esigenze organizzative, di poter andare a pesca avvalendosi oltre che di una imbarcazione veloce anche di un mezzo che permettesse al pescatore capo famiglia, di essere accompagnato in mare aperto da almeno due figli. Ecco perché i pescatori di Martinsicuro che svolgevano questa attività a conduzione familiare, come del resto accade ancora, per permettere ai propri figli di apprendere l’antico mestiere, decisero di costruire questa singolare imbarcazione. La competizione nacque quando i marinai, raggiunto il largo, ritirate le reti con il prezioso pescato, facevano a gara a chi tornasse prima al porto per poter vendere subito e al miglior prezzo il ricco bottino, generosamente donato loro dal mare. Nel 1998 un gruppo di amici, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, mossi da una grande passione per il mare decisero di rievocare questa antica competizione. Fondarono negli anni a seguire L’Associazione Rematori che il 14 agosto di ogni anno, in collaborazione con l’attuale Amministrazione comunale, organizza tale gara. La competizione si disputa sul tratto di mare antistante il paese per un percorso di circa un miglio marino. A fine agosto la gara viene nuovamente disputata su un percorso ben più impegnativo che mette a dura prova la capacità tecnica e la resistenza fisica dei rematori ma questo non ha scoraggiato coloro che nel tempo si sono appassionati alla regata, tant’è che da circa tre anni la competizione è stata aperta anche alle donne e a ragazzi non ancora maggiorenni. Il percorso da coprire per tutti è: dalla foce del fiume Tronto alla foce del fiume Vibrata. Un’anticipazione della suddetta gara è stata © RIPRODUZIONE RISERVATA

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EVENTO UNICO E PIENO DI STORICA MEMORIA5   disputata domenica 26 luglio, con grande affluenza di curiosi e appassionati. Il sig. Costantino, tra i fondatori dell’Associazione, ci ha illustrato con grande coinvolgimento la storia, il vissuto della regata. Pochi sanno però che prerogativa dei rematori di Martinsicuro, non è solo la singolare competizione a tre remi ma anche quella a dieci remi, più timoniere. Con tale imbarcazione hanno disputato importanti gare a livello nazionale come “Il trofeo dell’Adriatico” e quella dei “Dei Gonfaloni di Pescara” aggiudicandosi rispettivamente per tre e quattro anni il primo posto, gareggiando fianco a fianco con imbarcazioni di città storicamente marinare come Livorno, Gaeta, Vasto, ecc. Appuntamento quindi per il 14 agosto… la storia, la memoria di Martinsicuro rivive oggi tra le forti e familiari braccia dei rematori, in quel mare che da sempre accompagna la vita di questa cittadina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   QUARTIERE SACRO CUORE di Ilenia Laurenzi E’ uno dei quartieri più popolosi di Martinsicuro, il quartiere Sacro Cuore, che si estende su un trapezio immaginario che comprende le vie Roma, Statale, Cristoforo Colombo. Un quartiere residenziale, centralissimo, abitato prevalentemente da persone del luogo, in cui l’incidenza di immigrazione è minima, rispetto ad altre zone della città, e poche sono le attività commerciali presenti. Il presidente del comitato del quartiere Sacro Cuore è il sig. Ermanno Iannetti. Il suo vice, Michele Giancaspro, è dimissionario dal primo luglio scorso e noi de “Il Martino” abbiamo incontrato proprio lui, il poliedrico Michele, per farci raccontare il “suo” quartiere. La domanda è d’obbligo: perché il direttivo ha rassegnato le dimissioni? “Sostanzialmente, a causa dello scarso interesse dimostrato nei confronti del quartiere da parte degli abitanti stessi. Le attività organizzate dal comitato, che si articolano lungo tutto l’arco dell’anno, hanno visto una partecipazione minima e un disinteresse diffuso. Il carnevale, la regata storica dei battelli, la processione del Sacro Cuore: questi sono gli eventi di punta del quartiere e, ovviamente, per organizzare queste manifestazioni si ha bisogno anche di un aiuto fattivo da parte dei cittadini. Esempio concreto è il carnevale estivo, un evento che vede nella progettazione e costruzione del carro allegorico un importante lavoro di squadra, energie e tempo spesi affinché i risultati alla fine, siano evidenti. Purtroppo eravamo sempre gli stessi a lavorare per il carro, cinque, al massimo sei persone, che si spendevano per il progetto e che fattivamente davano una mano alla realizzazione. Stesso discorso è valso per la manutenzione delle imbarcazioni e la partecipazione alla regata storica dei battelli. Più di una volta abbiamo chiesto aiuto agli equipaggi di altri quartieri, in quanto non si raggiungeva il numero minimo per partecipare alla gara, e questo ha prodotto scarsi risultati. La regata storica è una competizione molto sentita, soprattutto a Villa Rosa, e ci siamo trovati di fronte ad avversari agguerritissimi: noi non eravamo in grado di raggiungere i loro livelli con i nostri miseri mezzi, in termini di allenamento ed equipaggio. La cosa che mi fa riflettere è che, un quartiere come il Sacro Cuore, che conta una media di 5000 abitanti, in cui la maggioranza sono residenti, non vive il proprio territorio in maniera attiva e partecipativa. Inoltre le poche attività commerciali presenti non sono di aiuto in termini di sponsorizzazioni, caricando il comitato di

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ABBIAMO BISOGNO DI PIÙ PARTECIPAZIONE   7 un problema in più, cercare e trovare, fondi per sponsorizzare attività ed eventi. Eppure poche persone capiscono che un Comitato di Quartiere è una risorsa in un comune. Il momento in cui l’interesse da parte dei propri abitanti si affievolisce, le attività e tutto ciò che rende VIVO il quartiere vanno automaticamente a ricadere sulle spalle di poche persone. E’ inevitabile che poi, a lungo andare, subentrino stanchezza e abbattimento. Si è soli e si ha voglia di mollare tutto. Questo è il motivo per cui si è presa la decisione di rassegnare le dimissioni in maniera irrevocabile e rimettere nelle mani del Comune l’impegno di creare un nuovo direttivo. Io sono entrato a far parte del comitato di quartiere dal 2007, e dal 2009 ricopro la carica di vicepresidente. Il calendario estivo degli eventi in programma non vedrà la nostra partecipazione. Per la prima volta abbiamo deciso di non partecipare al carnevale estivo che si svolgerà a breve. Quest’anno non parteciperemo ad alcuna manifestazione estiva , proprio a causa della carenza di attenzione e partecipazione da parte degli abitanti del Sacro Cuore. Io penso che il comitato di quartiere sia ormai una risorsa obsoleta , non funziona nel modo in cui lo stiamo attualmente gestendo, a mio parere. Non si può tenere in piedi un comitato di quartiere con un indirizzo apparentemente “politico”. Credo sia più opportuno gestire le singole attività svolte, attraverso gruppi separati , “compartimentando” le cose. La compartimentazione è importante e necessaria. Io credo che il comitato di quartiere, così com’è, sia troppo accentrante, ha una natura un po’ troppo antiquata per le attuali, reali esigenze. E’ impossibile che un gruppetto di cinque o sei persone riesca ad occuparsi di tutte le iniziative che si progettano all’interno di un quartiere, credo sia più facile, e funzionale, gestire le singole attività mediante gruppi diversificati: c’è sempre l’appassionato che si presta di buon grado, e in maniera più competente, ad un’incombenza specifica. Trovare qualcuno che si occupi di tutto è difficile perché la mole delle attività è troppo imponente per essere evasa da poche persone. Quello che abbiamo lamentato più di una volta è stata la mancata partecipazione ai lavori, piuttosto che agli eventi. Non è semplice realizzare un carro allegorico: a monte ci sono ore ed ore di lavoro, preparativi, realizzazione che prevedono un investimento di tempo, spesso e volentieri al di fuori delle ore lavorative di ognuno. Capita sovente che, a ridosso della manifestazione, si lavori in maniera ininterrotta al fine di completare i lavori . Sono ore intense, frenetiche, in cui la paura di non finire o, peggio, realizzare un prodotto non all’altezza delle aspettative iniziali, ci porta ad un dispendio notevole di energie. E’ ovvio che, poi, subentrino stanchezza e demotivazione con il conseguente risultato di abbandonare il progetto. Noi ci auguriamo che il comune riesca a ricreare un nuovo comitato di quartiere e, come membri del direttivo, saremo pronti e felici di collaborare per la realizzazione e la buona riuscita delle attività future. Lavorare alla realizzazione del carro è sempre stata una delle mie passioni. Non avrei alcun problema a ritornare all’interno di un progetto simile, a patto però di non essere lasciato da solo.” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   IL MARTINO ALL’EXPO Expo Milano 2015 vede protagonisti i Paesi di tutto il mondo che sono stati invitati ad interpretare il Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. L’alimentazione, tema vitale e quotidiano per l’intera popolazione mondiale, porta con sé profonde problematiche. Ogni Paese, partendo dalla propria cultura e dalle proprie tradizioni, è chiamato a interrogarsi e a proporre soluzioni rispetto alle grandi sfide legate alle prospettive dell’alimentazione. I Paesi partecipanti esprimono il significato e i contenuti della loro presenza a Expo Milano 2015 attraverso un concept tematico ed hanno la possibilità di scegliere fra due modalità di partecipazione: costruire autonomamente il proprio spazio espositivo (Padiglioni Self-Built) oppure scegliere un proprio spazio all’interno di uno dei nove Cluster Tematici. Il Sito Espositivo di Expo Milano 2015 si trasforma così in un mosaico di Paesi impegnati a sensibilizzare i visitatori attorno a un Tema cruciale per le generazioni future, rendendoli partecipi di un progetto planetario mai sperimentato prima: 184 giorni unici e irrepetibili, fatti di cultura e scienza, innovazione e tradizione, sostenibilità e solidarietà in cui è possibile scoprire più di cento cucine nazionali con i loro gusti, profumi e colori. In questa pagina potete avere un’anteprima di quei Paesi che hanno aderito ad Expo Milano 2015 e hanno sviluppato il loro tema di partecipazione. Nonostante le polemiche che hanno preceduto l’apertura dell’Expo, circa la gestione da parte del nostro Paese nella costruzione dell’area destinata all’evento, attualmente sembra che vi sia un buon riscontro di visitatori. Il Martino ha visitato per voi l’Expo e ha stilato una di Noris Cretone classifica di quelli che secondo noi sono i padiglioni più rappresentativi e originali della manifestazione. Nei tanti modi in cui i diversi Paesi del mondo hanno voluto trattare il tema dell’Expo 2105 (“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”) ve ne sono due in particolare che non hanno sviluppato l’aspetto della sostenibilità attraverso la tecnologia, ma invece hanno esaltato ciò che già il mondo ci regala e che permette la nostra vita: la natura. Mantenerla, preservarla, curarla è già di per sé fondamentale, ed è il messaggio forte che questi due Paesi hanno voluto lanciare, anche se con modalità diverse. Il Martino stila la classifica dei padiglioni più belli dell’Expo e a sorpresa spunta tra i più visitati, dopo Regno Unito e Austria, quello della regione Abruzzo per originalità, sapori e tradizione! La nostra Classifica, con foto e consigli!

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ABRUZZO NEL MONDO TRA I PADIGLIONI PIU’ BELLI 9   Regno Unito Argomento principale di questo padiglione sono le api, ed evidenzia il ruolo fondamentale dell’impollinazione per la sostenibilità della nostra catena alimentare, attività che contribuisce alla produzione di un terzo del cibo consumato in tutto il mondo. È ispirato alla ricerca scientifica e a una tecnologia britannica d’avanguardia sviluppata dal Dott. Martin Bencsik, fisico ed esperto di monitoraggio degli alveari. Il padiglione si divide fondamentalmente in tre parti: un ingresso, dove dei cartelloni espongono in modo chiaro e funzionale il mondo delle api, l’esperienza che si andrà a vivere all’interno dell’esposizione, piuttosto che le istruzioni per costruire un piccolo alveare. Poi si passa in un bel frutteto/giardino, ma l’erba e i fiori (tra cui erica, ranuncolo e acetosa) sono al livello dei nostri occhi, così è magnifico poter osservare api e farfalle al lavoro. Al termine del percorso campestre si arriva a un alveare gigante in alluminio, leggerissimo e affascinante, dove il suono delle api al lavoro è forte e costante. È qui che entra in gioco il lavoro del dott. Bencsik, perché il rumore delle api proviene da sensori posizionati in arnie situate in Gran Bretagna. Austria All’interno di questo padiglione troviamo scritto: “Puoi sopravvivere 5 settimane senza cibo. 5 giorni senza acqua. Ma non 5 minuti senza aria”, e per esaltare questo concetto l’Austria ha riprodotto il microclima di un bosco austriaco. In pratica si entra in un bosco di 1910 mq, con piante di alto fusto, che devono farci riflettere su quanto importante sia preservare la qualità dell’aria che respiriamo. Il Pianeta, energia per la vita, è fatto anche di piante, fondamentali per la nostra vita: da qui il concetto fondante, cioè la consapevolezza dell’importanza dell’uso responsabile delle risorse. Bisogna ammettere che entrare e seguire il percorso in questo padiglione è rigenerante e si gode di un po’ di naturale freschezza. Ma un alto standard ambientale significa anche cibi biologici, in Austria già ampiamente presenti sul mercato, perciò questo padiglione vuole anche suggerire, all’interno del suo itinerario tematico sulla sostenibilità del cibo, le connessioni virtuose che si possono stabilire tra produttori, commercianti e consumatori. A proposito di cibi biologici, grande successo dal 3 al 9 luglio, per l’Abruzzo del Diritto al Cibo, delle tradizioni storicoculturali e dell’Innovazione industriale e agroalimentare. Una lunga lista di eventi e incontri all’insegna della Biodiversità, dell’agroalimentare, della solidarietà e della tradizione culinaria regionale. Lo Spazio-installazione, Laboratorio della Biodiversità, curato dalle Università abruzzesi nel Padiglione delle Regioni, ha richiamato migliaia di visitatori italiani e soprattutto stranieri curiosi di conoscere i 3 parchi nazionali d’Abruzzo, le oltre 30 riserve naturali, i 130 chilometri di costa, le meraviglie naturalistiche e architettoniche raccontati con splendide immagini e preziose testimonianze. La nostra regione ha dato quindi filo da torcere alle imponenti nazioni… Se volete fare a questo punto un “rapido giro del mondo”, ecco i padiglioni da non perdere… Azerbaigian Il percorso si snoda attraverso tre sfere di vetro su più livelli che rappresentano tre diverse biosfere. La prima è dei paesaggi, la seconda è quella delle nove zone climatiche azerbaigiane, la terza è quella delle culture tradizionali e dell’innovazione. Sui tre livelli, collegati da scale mobili, sono mostrate le risorse naturali, agricole e produttive del Paese. Al centro, delle lamelle di legno rappresentano la sagoma di un albero rovesciato. Continua...

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Brasile 10 Il cuore pulsante del Padiglione del Brasile è una rete   interattiva che collega i tre piani. Camminando sulla rete sospesa, i visitatori interagiscono con l’ambiente circostante: dei sensori, infatti, rilevano i movimenti trasferendo impulsi che modificano il suono e la luce circostante. La visita inizia da un’area aperta (Green Gallery), con ortaggi, piante, fiori e frutti accompagnati da tavoli interattivi, che offrono giochi e informazioni sulle etnie del Brasile. Una rampa porta al primo piano, dove una proiezione guida i visitatori. Al secondo piano, un’altra proiezione su uno schermo trasparente mostra un video che si attiva grazie ai sensori di prossimità. Giappone Il Padiglione del Giappone, composto da 17mila pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare, ospita un ristorante da dieci tavoli sedendosi ai quali è possibile fare un pranzo virtuale. Il cibo infatti, appare sul piano del tavolo con la spiegazione delle sue caratteristiche. Estonia Il focus del Padiglione sono i tipici dondoli (“kiik”): facendoli oscillare si può generare energia elettrica. Stati Uniti d’America Il Padiglione – al quale si accede tramite una passerella in legno recuperato dal lungomare di Coney Island – si ispira a un tradizionale granaio americano e si sviluppa come una struttura aperta su più piani. L’elemento distintivo del Padiglione è la grande ‘fattoria verticale’, da cui si otterrà un raccolto quotidiano.

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Italia Il Padiglione Italia è costituito da nove punti di attrazione. In uno di questi, Palazzo Italia, è collocata una mappa dell’Europa nella quale manca l’immagine dell’Italia. Una voce, anticipata da una sirena, si chiede come sarebbe il mondo se non ci fosse stato il nostro Paese, mentre sono proiettate le principali bellezze artistiche, culturali, gastronomiche, le scoperte geografiche e le opere dell’ingegno collegate ai nostri connazionali. Cina   È la prima volta che la Cina partecipa a un’Esposizione Universale e quindi Expo Milano 2015 diventa un momento di grande festa, un’occasione per mostrare le meraviglie di un Paese ricco di cultura e di tradizioni. La Cina riflette sul tema della gratitudine e del rispetto per il Pianeta, partendo dal concetto che l’uomo è parte integrante della natura. Il Padiglione riflette i progressi della tecnologia cinese nel campo dell’agricoltura e mostra come sarà possibile nel futuro offrire cibo salutare a tutti i popoli. Il visitatore scopre qui il processo del raccolto secondo il calendario cinese lunisolare, come si producono cibi tipici come il tofu e quali sono i progressi scientifici che possono migliorare nel futuro per la produzione di cibo, come il riso ibrido del professor Yuan Longping. 11 Oman Il grande Padiglione rappresenta una cittadina che richiama le architetture tipiche del sultanato.

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Turkmenistan 12 Il Padiglione, ispirato al tema “Acqua è vita”, si apre su una   fontana scenografica, punto di maggiore attrazione. Vietnam Il Padiglione del Vietnam è a forma di fiore di loto e questo simbolo del Paese si potrà anche degustare in diverse preparazioni del ristorante ivi presente. Qatar Nello spazio del Padiglione, a forma di cesto, è possibile assistere a uno spettacolo interattivo. Emirati Arabi Uniti Il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti esplora le sfide reali che si presentano nel nutrire il pianeta, in particolare nei temi intrecciati di terra, cibo, energia e acqua. Inoltre evidenzia anche alcune delle soluzioni innovative che gli Emirati Arabi Uniti hanno sviluppato in questi settori. Russia Il Padiglione russo a Expo Milano 2015 racconta le storie di molti scienziati russi di fama internazionale, il cui lavoro ha contribuito allo sviluppo dell’agricoltura e della sicurezza alimentare. Si evidenzia inoltre la ricchezza delle risorse naturali russe e quella della varietà delle tradizioni culinarie del

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Kuwait La struttura del Padiglione richiama le imbarcazioni kuwaitiane, i Dhow, tuttora utilizzate nel Golfo Arabico. La facciata laterale presenta un esempio delle serre e dei sistemi di coltura idroponica diffusi nel Paese. La prima sezione del percorso illustra le caratteristiche del territorio e del clima del Kuwait; nella seconda viene mostrato come lo studio e la ricerca scientifica abbiano permesso di creare un habitat ospitale e fertile; nell’ultima sezione, i visitatori possono immergersi in prima persona nella cultura kuwaitiana. Spagna   Il Padiglione della Spagna propone un Viaggio del sapore che inizia con una valigia di 5x4 metri, punto di partenza di un’installazione audiovisiva dell’artista catalano Antoni Miralda. Una volta oltrepassato il portico, 20 valigie proiettano altrettante proposte visive (ognuna dedicata a un alimento). Miralda ha previsto che il viaggiatore/visitatore possa rispondere – in modo interattivo – a domande sull’alimentazione. La mostra, “Il linguaggio del sapore”, guida invece i visitatori nell’immaginazione culinaria di un cuoco attraverso i paesaggi e gli aspetti più rappresentativi della produzione agroalimentare. 13 Turchia Il Padiglione richiama un melograno stilizzato (“nar”) e ospita un giardino di platani dove degustare il tè ottomano, circondati da chioschi e aree mercato. Repubblica di Corea La struttura si rifà al “moon jar”, il tipico vaso in ceramica, dove avviene il processo di fermentazione di alcuni piatti tradizionali, di cui sarà mostrata la preparazione, che si potrà degustare al primo piano.

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14 ANCORA UNA SPERANZA PER   di Maria Giulia Mecozzi Questa è la storia di un ragazzo di cui, a distanza di un anno, non si hanno più notizie. E sì, perché è trascorso un anno dalla scomparsa di Daniele Taddei, il ragazzo di Sant’Omero, avvenuta il 1 agosto 2014 è ancora avvolta nel mistero. Oggi, questo bel ragazzo dell’entroterra teramano, a cui nulla mancava per poter essere felice, avrebbe avuto 29 anni e chissà quali gioie avrebbe potuto riservargli la vita. quei tragici ed inspiegabili istanti precedenti la scomparsa. “Daniele – come ci conferma la Signora Alessi – quel 1 agosto, come ogni mattina, si è alzato per recarsi al lavoro nell’azienda tessile dove lavorava. Purtroppo però, appena raggiunto il luogo ha visto la ragazza per la quale, già da tempo provava qualcosa, in atteggiamenti affettuosi con un altro ragazzo”. l’aggressione verbale da parte della ragazza, secondo la testimonianza della madre, Daniele sarebbe rimasto turbato e in stato di agitazione si sarebbe allontanato in macchina dicendo all’amico Gianluca che avrebbe fatto ritorno a casa. Daniele però a casa non ha mai fatto ritorno. Ad un anno di distanza, la famiglia è ancora sconvolta. La madre però appare confortata quando parla delle indagini disposte dalla prefettura. “Queste ricerche sicuramente hanno contribuito a dirimere molti dubbi che noi familiari avevamo – dice Rosella. Come quello, ad esempio, di poterlo ritrovare in fondo ad un lago in seguito ad un gesto estremo. I laghi della zona (Colonnella, Contoguerra, Corropoli, Mosciano e Poggiomorello) per quanto ci risulta, sono stati scandagliati con uno speciale robot e non è stato trovato nulla”. Ad un anno di distanza, dunque, pare di capire che un lume di speranza rimane ancora acceso. Stesso barlume di speranza lo percepiamo quando parliamo con il neopresidente dell’Associazione Penelope Abruzzo, l’avvocato Federica Benguardato. E’ lei che ora ha preso in mano le redini della vicenda Di lì la decisione di non andare a lavoro e recarsi presso la casa Purtroppo però, la realtà è un’altra dei nonni, a cui Daniele era e le stesse domande che ad oggi particolarmente affezionato”. E ci poniamo su questa misteriosa continua: “Dopodiché Daniele scomparsa sono sempre le decide di incontrarsi con l’amico stesse: che fine ha fatto Daniele? Gianluca, il quale risulta anche Perché ha deciso, quel maledetto essere l’unico testimone degli 1 agosto, di andare via senza dir istanti prima della scomparsa di nulla alla famiglia? Per cercare Daniele. Infatti – dice- tramite di dare una risposta a questi Gianluca sappiamo che verso l’ora interrogativi e ripercorre passo per di pranzo Daniele non era ancora passo gli istanti che precedono scomparso in quanto con l’amico è la scomparsa di Daniele abbiamo andato a mangiare una pizza in un voluto parlare con la famiglia, ed locale proprio di fronte la fabbrica in particolare, con la mamma di ed hanno aspettato che la ragazza Daniele, la signora Rosella Alessi, uscisse da lavoro, dato che non per capire cosa sia realmente ha turni precisi. Quando la giovane successo quella maledetta è uscita, alla vista di Daniele mattina del 1 Agosto, e con la è andata su tutte le furie. L’ha Presidente dell’Associazione aggredito, facendogli capire che Penelope Abruzzo, nonché legale lei non era per nulla interessata, della famiglia Taddei, Federica nonostante lui insistesse”. Infatti, Benguardato. la madre ci ricorda che proprio il giorno prima Daniele gli aveva acquistato anche un piccolo La prima a rompere il ghiaccio regalo con l’intento di salutarla e è la mamma di Daniele che, nonostante l’emozione e il dolore chiudere la storia, perché la sola amicizia non gli bastava più. Dopo insieme a noi cerca di rivivere

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DANIELE TADDEI e sta lottando affinché il fascicolo su questa misteriosa scomparsa rimanga aperto. Questo è quanto ci riferisce riguardo allo stato delle investigazioni su Daniele, che si sa, in un primo momento gli inquirenti avevano espresso la volontà di chiudere il caso definendolo come allontanamento volontario e proprio su questo, l’avvocato, tiene a fare una precisazione affermando che: “Come si può parlare di allontanamento volontario, nel caso di Daniele, quando di mezzo c’è un ragazzo che si trova in uno stato confusionale e che quindi ha reagito in questo modo ad una situazione di difficoltà”. E continua: “E’ per questo che noi dell’Associazione Penelope ci battiamo affinché le ricerche inizino immediatamente, perché anche se queste, persone sono maggiorenni e sicuramente possono decidere della propria vita, dall’altra queste scomparse sono dovute a situazioni di difficoltà in soggetti che nel momento in cui si allontanano non sono del tutto capaci di intendere e di volere. E’ dunque un dovere della società cercarli, in quanto, trovandosi in un momento di disagio, possono essere facilmente vittime di reati o di situazioni di pericolo. Tornando nello specifico al caso di Daniele la Dottoressa Benguardato ci riferisce quanto emerso in seguito all’ultimo incontro avvenuto con il Prefetto di Teramo il 17 Giugno. “Da una parte, c’è la grande incognita del mancato ritrovamento dell’auto nonostante siano stati effettuati controlli da parte dei Carabinieri sia su tutti gli accessi autostradali sia in parcheggi pubblici e depositi giudiziari. Ma nessuna multa è stata mai ricevuta dalla famiglia Taddei. Il fatto che Daniele, dopo tutto questo tempo non si sia ancora fatto vivo con la famiglia a cui ricordiamo era molto legato, non ci faceva ben sperare ma è vero anche che in fin dei conti non solo non c’è alcuna traccia del ragazzo ma anche della vettura”. La Dottoressa Benguardato parla di una particolarità in questa sparizione e ci spiega che: “Per Daniele, si è avuto, a differenza di altri casi di scomparsa, nonostante anche l’aiuto nel tenere viva la notizia da parte della trasmissione “Chi l’ha visto?” e della stampa, una mancanza di segnalazioni fuori dal comune. Le forze dell’ordine non le ricevono da tempo, a prescindere se poi queste siano più o meno vere”. Questa mancanza di notizie e avvistamenti contribuiscono, secondo il Presidente dell’Associazione Penelope, non solo a rendere questa scomparsa sempre più misteriosa ma anche le ricerche sempre più complesse, perché si continua a procedere a vuoto senza alcun input. Per quanto riguarda le ricerche effettuate nell’ultimo periodo di tempo, l’avvocato ci riferisce quanto venuto fuori dall’incontro avuto il 17 giugno con il prefetto di Teramo. “Ci è stato assicurato che le ricerche sono state fatte e che si continuava a cercare. Addirittura, oltre che a scandagliare i laghi, il comando dei Carabinieri ha proceduto, anche di propria iniziativa, effettuando sopralluoghi presso casolari abbandonati. Noi come Associazione Penelope abbiamo richiesto e continuiamo con forza a chiedere di essere continuamente aggiornati riguardo all’andamento e ai luoghi che man mano vengono battuti, per evitare che anche i nostri volontari passino in rassegna le stesse zone”. Vero è che, ad un anno di distanza, come ci ricorda anche il   15 NISSAN MICRA COLORE GRIGIO TARGA CW238JG Presidente Benguardato, “effettuare delle ricerche, viste anche le scarsissime segnalazioni, diventa una cosa davvero complicata”. Altro fatto inquietante, confermato dagli stessi familiari del ragazzo, risulta essere l’improvvisa interruzione dei contatti da parte degli amici con la famiglia, “ma francamente - dice la Benguardato - se questo può voler dire che probabilmente ci sia qualcuno che sa ma non ha parlato, non possiamo dirlo con certezza ma non ci sentiamo nemmeno di escluderlo”. Per quanto riguarda lo stato attuale delle ricerche il Presidente ci informa che sarebbero dovuti essere già stati scandagliati sia il Porto di Giulianova sia il Lago di Campotosto. “Questo – dice l’avvocato – sarebbe dovuto rientrare nei compiti già portati a termine. Tuttavia ad oggi non è stata data alcuna notizia certa”. Per adesso comunque, nonostante la mancanza di segnalazioni e il fatto che il caso di Daniele rimanga iscritto come allontanamento volontario, il fascicolo rimane aperto e i Carabinieri assicurano che continueranno a muoversi e a non lasciare nulla di intentato. “La nostra speranza è sempre quella di riuscire a riportarlo a casa - dice l’Avvocato – Anche se Daniele non era abituato a trascorrere tanto tempo lontano dalla famiglia senza far sapere nulla di Lui. Dunque se si trova in una situazione per cui è impossibilitato a comunicare chiediamo a chiunque in questo momento gli è vicino di farci sapere che è vivo e che sta bene”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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