Il martino cartaceo n.20 anno 1

 

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quindicinale di informazione, approfondimenti e interviste

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13 Novembre 2015 - n. 20 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste E’ SCONTRO IN CONSIGLIO COMUNALE MENSA SCOLASTICA 2€ AUTUMN IN ABRUZZO di Noris Cretone Quando la cucina profuma di sole, magia e tradizione! » continua, Pag. 8-9 di Ilenia Laurenzi “IO NON RISCHIO”: IL BILANCIO DELL’INIZIATIVA lizia, scarsa attenzione alle caratteristiche e alla salvaguardia del territorio su cui sono sorti i nostri paesi e le nostre città, è cosa risaputa ma, fino a quando perturbazioni e precipitazioni di particolare intensità non interessano la nostra zona, tutti riescono ad illudersi di vivere in una zona scevra da fenomeni alluvionali o di particolare criticità. Niente di più sbagliato e, la conferma, l’abbiamo avuta dalla diretta voce di Andrea D’Ambrosio, Assessore ai Lavori pubblici dell’Amministrazione Camaioni e da Gabriele Marra, volontario della Protezione Civile di Villa Rosa. Uva, melograno, cachi, insalata di mele, zucche, castagne… anche il tanto discusso poeta pescarese Gabriele d’Annun» continua, Pag. 8-9 Durante il week end del 17 e 18 ottobre, 453 piazze italiane hanno ospitato i volontari della Protezione Civile per la campagna informativa “Io Non rischio”, sui rischi e le modalità di intervento e messa in sicurezza in situazioni di particolare criticità. Che il territorio italiano e, nella fattispecie, quello martinsicurese, siano esposti quotidianamente a rischio idrogeologico, figlio di speculazione edi- ALESSIO DI GIORGIO di Giorgio Basile Ciao Alessio, congratulazioni per questo avvio di stagione. Grazie ai due goal e alle ottime prestazioni realizzate nell’ultimo mese, sei stato eletto MVP del Martinsicuro del mese di ottobre. Oltre alle prove personali, la squadra in generale sta » continua, Pag. 14-15 » continua, Pag. 7 INDICE PREVENZIONE........................ 2 CONSIGLIO COMUNALE.....3 EDIFICI STORICI........................... 4 VILLA FLAJANI....................... 5 IO NON RISCHIO........................7 AUTUMN IN ABRUZZO...................8-9 DUB SOUND..............................10 EMERGENZA FELINA......................6 IL BOLLETTINO........................11 NORME ANTIFUMO 2015....12 CULTURA....................................13 MART. CALCIO....................14-15

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   CONSIGLIO COMUNALE: È SCONTRO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SULLA MENSA   3 di Maria Giulia Mecozzi Neomamme: 5 consigli per voi di Redazione Sia durante la gravidanza sia dopo il parto, la salute della mamma è importante anche il bebè. E, fra le tante cose da non sottovalutare, ci sono i malanni di stagione: febbre, influenza, raffreddore e tutte le irritazioni del tratto respiratorio. “L’autunno è una stagione favorevole alla diffusione di alcune infezioni virali, soprattutto quelle a trasmissione aerogena che possono provocare malattie respiratorie ma anche malattie sistemiche come la rosolia” spiega la dottoressa Marina Battaglioli, neonatologa dell’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano. “Questo accade perché le condizioni di umidità aumentata e le temperature ancora non rigide ma più basse dei mesi estivi, portano a soggiornare più a lungo nei luoghi chiusi, ideali per il contagio. Inoltre le escursioni termiche sono più frequenti nelle stagioni intermedie come la primavera e l’autunno, con conseguente ritardo nell’acclimatamento dell’organismo, che risulta così più vulnerabile” continua la dottoressa. Leggi anche per i bambini: Raffreddore e naso chiuso, che cosa fare; Tosse e mal di gola, le strategie per combatterle; Mal d’orecchie, che dolore! Febbre, niente panico! Ecco i consigli per prevenire i malanni di stagione e restare in forma. 1 - Farsi fare la vaccinazione antinfluenzale. È sicura anche per il feto, e i bambini le cui madri si sono vaccinate hanno una buona percentuale in meno di probabilità di essere ricoverati per conseguenze dell’influenza rispetto agli altri. “È una vaccinazione sicura in quanto costituita da subunità o particelle virali” spiega la dottoressa Battaglioli. In Italia è consigliata dal Ministero della Salute nel secondo e terzo trimestre nelle gravide a rischio. In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, invece, viene proposta a tutte le gravide dopo il primo trimestre”. 2 - Lavarsi le mani più spesso. “Bisogna lavare le mani prima di accudire il bambino per proteggere il piccolo, e dopo il cambio del pannolino per proteggere la mamma” continua la dottoressa. Riguardo all’uso di un igienizzante per le mani per debellare parvovirus e citomegalovirus, specifi ca: “Le infezioni da parvovirus e citomegalovirus sono pericolose solo durante la gravidanza. Se la mamma non è in attesa di un altro figlio non occorre avere particolari precauzioni”. 3 - Lo sport è amico del sistema immunitario. Fare esercizio fisico moderatamente intenso per almeno 30 minuti cinque giorni la settimana stimola il sistema immunitario e consente di ridurre le infezioni. 4 - Una buona vita sociale rende più sani e meno esposti all’influenza. “C’è un legame tra felicità e serenità della psiche e buona salute. Al contrario, ansia, eccessivo stress e depressione sono correlate con l’abbassamento delle difese immunitarie” spiega la dottoressa Battaglioli. 5 - Dormire bene. Il sonno è importante: secondo uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine, dormire meno di sette ore a notte porta a una probabilità tre volte maggiore di ammalarsi rispetto a chi ne dorme otto. Ma la neonatologa puntualizza: “Più che alla quantità del sonno, bisogna puntare alla qualità del riposo. Quando si parla di neomamme, il sonno è un capitolo dolente. Inoltre, alcune persone dormono meno di altre perché fisiologicamente hanno bisogno di meno ore. Ognuno deve dormire il tempo necessario per stare bene”. Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. I mal di pancia nell’opposizione Pd persistono per quanto riguarda la questione della mensa della scuola paritaria di Martinsicuro. A farsi portavoce di questa battaglia è stato il consigliere comunale di minoranza Simona Antonini, nonché responsabile del comitato mensa, che durante l’ultimo consiglio comunale, tenutosi il 14 Ottobre, ha avanzato un’interrogazione proprio in merito alla questione. Ricordiamo che tutto sarebbe nato della tardiva comunicazione, da parte dell’Amministrazione, del pensionamento di una dipendente comunale che, presso l’istituto paritario, ricopre la mansione di aiuto-cuoca. Gli interrogativi, portati dall’opposizione, dinanzi alla maggioranza ed in particolare all’Assessore ai Servizi Sociale e all’Istruzione, Giulio Eleuteri, sono molto chiare e nette. Dice Antonini: “Prima di tutto vorremmo sapere per quale ragione non è stata fatta un’attenta programmazione sul personale da assumere visto che, a chi si occupa di questo settore, il pensionamento di una delle due cuoche del servizio mensa degli asili, era atto notorio”. E ancora: “La cosa più grave è che i genitori, come anche Io in quanto responsabile del comitato mensa, non siamo stati avvertiti tempestivamente. Si è invece atteso l’inizio dell’anno scolastico per farlo, impedendo così di fatto, agli stessi genitori, di poter fare le necessarie scelte su dove mandare i propri figli a scuola”. In merito a queste due questioni l’Assessore Eleuteri è molto chiaro: “Neanche Noi eravamo a conoscenza del fatto che la cuoca sarebbe andata in pensione, visto che la sua pensione era prevista per il maggio 2016. Ed è per questo che i genitori non sono stati avvertiti prima. Tuttavia, l’Amministrazione si è messa subito a lavoro per trovare tutte le soluzioni necessarie affinché si potesse comunque garantire un servizio di pari qualità al precedente. Inoltre, possiamo assicurare che nessuna esternalizzazione verrà fatta; piuttosto parliamo di accorpamento”. Per quanto riguarda invece la questione dei pasti, la Antonini vorrebbe dei chiarimenti quando si parla di una figura che cucinerà il primo piatto nell’asilo paritario e di trasportare i secondi piatti da una seconda struttura. “Chi cucina il primo, non potrebbe cucinare anche il secondo?”. E ancora: “Ciò che ci preoccupa, inoltre, è come il cibo verrà trasportato e se sono state prese tutte le precauzioni. Inoltre quali sono i costi ed i benefici di questa scelta?”. Anche su questo la maggioranza sembra sapersi difendere. In tal proposito l’Assessore Eleuteri tiene a fare delle precisazioni affermando che: “Dato il sistema di HCCP e di autocontrollo dell’igiene degli alimenti - introdotto dall’Unione Europea, per le imprese operanti nel settore alimentare - c’è differenza tra cucinare un piatto di pasta e cucinare un secondo proprio per le differenti qualificazioni che hanno gli operatori rispetto ai cuochi. Solo quest’ultimi, infatti, possono manipolare i cibi e dunque preparare secondi e contorni. Un piatto di pasta invece, lo può fare anche un semplice operatore, in quanto il cibo non deve essere manipolato”. “Ancora facendo riferimento all’HCCP, informo che il trasporto del cibo viene effettuato rispettando tutte le norme igieniche. Siamo forniti infatti di uno specifico furgoncino, acquistato dalla precedente Amministrazione, ben coibentato e dunque sotto questo punto di vista voglio rassicurare tutti i genitori”. Inoltre, Eleuteri non manca di ricordare che “per tutti quei bambini che necessitano di pasti particolari sono state date le giuste indicazioni e la situazione è sotto controllo. Proprio per accertarmi che il servizio mensa non avesse subito danni, nei giorni scorsi mi sono recato sul posto ed ho potuto constatare come il tutto venisse fatto secondo le direttive date”. Tuttavia l’opposizione Pd, a qualche giorno di distanza, tramite il suo Segretario Elisa Foglia, commenta così le parole dell’Assessore Eleuteri: “Le risposte dell’Assessore alla nostra interrogazione sul servizio mensa confermano che per l’Amministrazione portare avanti questo servizio non è la priorità. Anche se sapevano che una delle due cuoche sarebbe andata in pensione nel maggio 2016, è con sconcerto che veniamo a conoscenza del fatto che per tale data non era comunque stata programmata alcuna sostituzione. Eppure egli stesso riferisce che a febbraio 2016, all’atto di iscrizione dei bimbi, avrebbe comunicato ai genitori le nuove modalità del servizio. Insomma è stato solo anticipato quello che era in programma per il prossimo anno. Prendiamo atto della scelta di questa Amministrazione”. E ancora: “Il Comune ha investito denaro per rendere autonomo un servizio che a quanto pare per qualcuno non è più così essenziale”. In fondo dice l’Assessore ‘il servizio mensa non è peggiorato’ e …Noi de Il Martino ce lo auguriamo. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 EDIFICI STORICI: ABBANDONO O RISTRUTTURAZIONE?   VILLA FLAJANI E LA SUA RICONVERSIONE infatti, è dedicato ai bambini da 0 ai 3 anni, e credo che questa formula sia stata la prima sperimentata nella zona. Come ha già affermato precedentemente il consigliere D’Ambrosio, l’impedimento più grande all’effettivo utilizzo della struttura è rappresentato dai vincoli museali, legati all’edificio e al finanziamento, che vanno a limitare le attività. Villa Flajani, al suo interno, non può contenere più di un numero stabilito di persone, questo si rivela essere un limite notevole nell’allestimento di mostre d’arte ed eventi culturali, per ciò che riguarda la sicurezza. Si è lavorato, con la passata amministrazione, al fine di costituire una Fondazione che si occupasse di gestione e di cura delle mostre. Noi stessi, come amministrazione, abbiamo presentato una delibera per l’esternalizzazione del museo attraverso un bando, in maniera tale da darla in gestione a qualche ente capace di farla partire, ma attualmente è stata momentaneamente messa in stand by a favore di altre priorità. La riconversione di Villa Flajani è un processo che ci stiamo passando di mano in mano, di giunta in giunta, a causa delle lungaggini burocratiche a cui si è sottoposti. Un altro problema molto rilevante è la sicurezza tout court. Purtroppo lo stabile si trova in zona di Alba in cui sono presenti situazioni di degrado e di abbandono e, spesso purtroppo, le zone adiacenti la struttura ospitano malviventi e tossicodipendenti. Recentemente si è costituito un comitato di cittadini che si sta muovendo per arginare e combattere questi fenomeni. Per poter riqualificare la zona è necessari far avvertire alla popolazione la presenza delle istituzioni, riportare in vita e in attività l’intero quartiere, di cui Villa Flajani è fulcro, anche attraverso eventi e manifestazioni. A novembre partirà un’iniziativa di vigilanza armata nelle zone sensibili del paese, tra cui la Villa . Questo contribuirà anche a far da deterrente ai malintenzionati. Io spero che si crei una vera e propria “mentalità” di mantenimento, in contrapposizione con il passato in cui, curare e mantenere opere ed edifici portatori di storia, era ritenuto inutile e superfluo. Purtroppo, anche a causa dei recenti tagli economici apportati, non possiamo contare molto neanche sugli enti e, gestire questo tipo di strutture, diventa man mano sempre più difficile.” .   5 di Ilenia Laurenzi Ci sono paesi in cui le antica vestigia del passato, ricche di storia e bellezza, vengono lasciate all’incuria e all’abbandono, alla mercé del tempo e del decadimento e troppo spesso, purtroppo, questi edifici vengono eletti a dimora di vagabondi o, peggio, di vandali che portano a compimento l’opera che l’indifferenza e la trascuratezza avevano iniziato da tempo. Un esempio sono i numerosi palazzi gentilizi abbandonati che sorgono nelle nostre città e che, con una costante e fattiva opera di rivalutazione e conservazione, potrebbero assurgere a scopi molto più utili e proficui a vantaggio dell’intera comunità. NeI pieno centro di Alba Adriatica sorge Villa Flajani, di proprietà dell’omonima famiglia, in stato di abbandono e decadenza fino a quando, in tempi relativamente recenti, si è corso ai ripari attraverso alcuni progetti ideati per evitare il totale disfacimento. Attualmente, restaurata, ospita la sede della biblioteca comunale ed è location, soprattutto nel periodo estivo, di piccole mostre d’arte e rassegne culturali. Purtroppo, per quella che è la struttura, le potenzialità non sono sfruttate che in minima parte. A questo proposito ne abbiamo parlato con due rappresentati delle amministrazioni che si sono occupate della rivalutazione della villa per farci spiegare il motivo per cui, una struttura così importante, oggi, non viene utilizzata come dovrebbe. Francesco D’Ambrosio, consigliere di minoranza della giunta Piccioni, è stato uno di quelli che ha vissuto la genesi della ristrutturazione del palazzo per primo, con l’ex amministrazione Giovannelli. “Inizialmente, il progetto originario prevedeva l’abbattimento della villa al fine di trasformarlo in un centro anziani o sala polifunzionale. Non era stata ancora affidata alla struttura un’idea precisa di destinazione. Durante l’amministrazione Caserta, precedente alla giunta Giovannelli, il progetto di destinazione venne congelato e chiesto un finanziamento regionale di circa 400mila euro per la ristrutturazione dello stabile. Successivamente, nel 2005, l’idea iniziale venne definitivamente abbandonata a favore di un nuovo progetto che prevedeva la ristrutturazione come polo museale e biblioteca, che venne completato con la successiva amministrazione. Alcuni ritardi nei lavori, tali da sforare i tempi previsti di consegna dello stabile, furono causati dalle mancate autorizzazioni da parte dei vigili del Fuoco per tutto quello che concerneva la sicurezza. Ma è grazie a Remo Saccomandi, della giunta Caserta, che inizia il percorso di ristrutturazione dell’edificio. Villa Flajani è una struttura che si presta eccellentemente ad accogliere progetti culturali anche se, purtroppo non viene uti- lizzata in maniera adeguata soprattutto a causa dell’inagibilità del primo piano: mancano, ad esempio, alcune autorizzazioni da parte dei Vigili del Fuoco e ci sarebbero dei lavori da fare per adeguare le uscite di emergenza. Il terremoto dell’Aquila ha complicato la riapertura del primo piano a causa anche dei lavori di adeguamento antisismico. Il piano superiore, ad esempio, non è stato mai utilizzato. Da poco, durante la passata amministrazione, si è provveduto ad una modifica del regolamento per quanto riguarda i matrimoni civili: è stata infatti espressamente inserita la possibilità di poter utilizzare anche Villa Flajani come sede per la celebrazione dei matrimoni civili. A questo scopo potrebbe essere destinato il terzo piano dello stabile, in cui una piccola sala si presterebbe benissimo. Anche qui, affinché questa sala si renda agibile, però, sono necessarie le autorizzazioni sulla sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco. Potenzialmente la Villa è agibile, ma i ritardi delle autorizzazioni non ci permettono di aprirla a manifestazioni ed eventi. Quali eventi ha ospitato Villa Flajani? “Innanzitutto “Alba Jazz”, manifestazione musicale che si svolge nel periodo estivo e viene allestita nel parco della villa a causa dei motivi di cui sopra. Poi ha ospitato uno spettacolo rockabilly, il concerto dei tenori e altri eventi culturali che si sono svolti, per lo più, durante il periodo estivo. Di sicuro, la restaurazione di una villa cosi’ importante, storicamente e culturalmente, per la città di Alba, ha un fascino tutto particolare, soprattutto se destinata ad usi culturali e manifestazioni attraverso cui la nostra cittadina possa essere valorizzata. La concessione delle autorizzazioni, però, con i tempi burocratici che conosciamo tutti, impedisce l’utilizzo e lo sfruttamento di questo sito.” Alessia Ventura, assessore alla cultura e politiche sociali dell’attuale amministrazione, ha integrato le dichiarazioni di D’Ambrosio per quanto riguarda il più recente iter di destinazione di Villa Flajani. “La nostra giunta si è insediata nel maggio 2013 ed era già avvenuta una prima parte dello spostamento della biblioteca, che originariamente era collocata nella sede di via Bafile, a Villa Flajani. Inizialmente i libri furono destinati al piano terra. Grazie ai fondi europei, la struttura fu trasformata in polo museale, ma questo presentò ben presto dei vincoli ben specifici: il materiale cartaceo posizionato al suo interno non avrebbe dovuto superare una certa soglia. Con l’attuale amministrazione, è stato messo a norma il magazzino nel retro dello stabile, così da permettere a molto materiale librario di essere spostato. Quel che vorrei evidenziare è che, la nostra, è l’unica biblioteca, in Val Vibrata, che riserva uno spazio ai più piccoli. Una parte dei libri, © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   L’ENPA DI TERAMO DICHIARA: “E’ EMERGENZA RANDAGISMO FELINO” di Maria Giulia Mecozzi   “Io non rischio”: il bilancio dell’iniziativa attraverso la voce della Protezione civile e dell’assessore D’Ambrosio 7 Questa volta, carissimi lettori, abbiamo deciso di far luce su un fenomeno che, malgrado la sua larga diffusione, non gode di notevole visibilità, rimanendo ai più sconosciuto: il randagismo felino. A spiegarci cos’è e come mai nella provincia di Teramo risulta essere in forte aumento sarà il Presidente dell’Enpa, Brenda Marsili, che al nostro giornale ha voluto denunciare una situazione che ormai rischia esplodere se non si prenderanno al più presto dei seri provvedimenti. In tal proposito il Presidente afferma: “Quello che come Enpa abbiamo potuto riscontrare su tutto il territorio del teramano, è che il fenomeno definito come ‘randagismo felino’, risulta essere in forte aumento e questo per un semplice motivo: la mancanza di sterilizzazioni”. Qui la Marsili tiene però a precisare che non si sta riferendo alle colonie feline presenti sul territorio, in quanto, “se regolarmente censite vengono assicurate dalla Asl. Mi riferisco – dice – a quei cittadini privati che possiedono gatte e gatti non sterilizzati. Dopodiché i cuccioli che questi partoriscono, finiscono quasi sempre per essere abbandonati, o in colonie feline che nella maggior parte dei casi sono situate nei pressi delle strade e dunque c’è il rischio che essi finiscano sotto l’auto in corsa; oppure in campagna dove spesso vengono uccisi da altri animali. Le persone dunque tendono a scaricarsi la coscienza abbandonando sia i gattini appena nati, sia il gatto adulto che non vuole più tenere”. Il Presidente Enpa ci spiega inoltre che la vita che un gatto randagio non risulta essere per nulla facile. “Devono continuamente guardarsi dai pericoli, dal freddo e pensare a come procurarsi il cibo. Tuttavia, essendo animali molto intelligenti, si spostano là dove sanno di trovarlo. Inoltre il gatto randagio ha la caratteristica di avere un sonno leggerissimo perché deve rimanere sempre all’erta, quando al contrario dovrebbe essere l’animale ‘dormiglione’ per eccellenza”. E ancora: “Per quanto riguarda le gatte femmine, inoltre, la vita randagia è ancora più infernale. Basti pensare che quando sono incinte devono trovare un luogo adatto per partorire e in città sicuramente non è facile”. Ecco spiegato perché quando cerchiamo di avvicinare un gatto randagio, questo istintivamente tende a scappare o a nascondersi. Infatti, dice la Marsili: “Avvicinarli e creare un contatto con loro è sempre molto difficile e complicato. Tuttavia questa caratteristica di ‘selvaticità’, dato lo stile di vita che devono affrontare, risulta essere per loro una caratteristica positiva, in quanto è l’unico modo che hanno per sopravvivere”. Data questa difficoltà per l’uomo di avvicinarli, risulta anche complicato catturarli durante i periodi in cui la Asl effettua le sterilizzazioni. Perciò, “ogni Associazione - dice la Marsili - è munita di gabbie da cattura, che hanno un costo anche abbastanza elevato e che purtroppo non è coperto dalla Asl”. Il problema però, non riguarda solo i gatti di sesso femminile ma anche i gatti maschi padronali che, “durante il periodo dell’accoppiamento, vengono lasciati liberi di vagare per la città senza sapere che in realtà c’è il forte rischio che vadano incontro non solo ai pericoli della strada ma anche al rischio di scontri con altri gatti maschi”. Infine, un ultimo appello, il Presidente Enpa, lo vuole rivolgere a quanti posseggono un gatto. “Ormai è assodato che il fenomeno del randagismo felino sia in largo aumento, principalmente a causa della mancata sterilizzazione dei gatti padronali, che vengono lasciati liberi. Chi ama gli animali non può lasciare che essi vaghino per le strade con tutti i pericoli che questo comporta. Dunque, sterilizzazioni in primis, tenere il proprio animale in casa e quando si esce al guinzaglio”. © RIPRODUZIONE RISERVATA Durante il week end del 17 e 18 ottobre, 453 piazze italiane hanno ospitato i volontari della Protezione Civile per la campagna informativa “Io Non rischio”, sui rischi e le modalità di intervento e messa in sicurezza in situazioni di particolare criticità. Che il territorio italiano e, nella fattispecie, quello martinsicurese, siano esposti quotidianamente a rischio idrogeologico, figlio di speculazione edilizia, scarsa attenzione alle caratteristiche e alla salvaguardia del territorio su cui sono sorti i nostri paesi e le nostre città, è cosa risaputa ma, fino a quando perturbazioni e precipitazioni di particolare intensità non interessano la nostra zona, tutti riescono ad illudersi di vivere in una zona scevra da fenomeni alluvionali o di particolare criticità. Niente di più sbagliato e, la conferma, l’abbiamo avuta dalla diretta voce di Andrea D’Ambrosio, Assessore ai Lavori pubblici dell’Amministrazione Camaioni e da Gabriele Marra, volontario della Protezione Civile di Villa Rosa. Buon giorno assessore D’ambrosio. Com’è andato l’evento “Io non rischio”? E’ indubbio che la partecipazione non è stata adeguata alle aspettative ma io ritengo che bisogna insistere su questa strada al fine di riuscire ad informare e sensibilizzare il più possibile. L’errore più comune è quello di credere di vivere in un territorio a basso rischio, quando è innegabile che il clima sia sensibilmente cambiato , le precipitazioni si sono fatte più intense e violente e i danni che si vengono a creare sono sempre più gravi. Attualmente il problema che si verifica con più sistematicità è quello dell’allagamento del sottopasso di via Bolzano ma, vorrei evidenziare che, quando ci insediammo come amministrazione, le altre zone critiche erano via del Mare e via Roma, che siamo riusciti a risolvere. Il messaggio che, in ogni caso, bisogna far passare alla popolazione è che il nostro territorio è costantemente in pericolo. Malgrado negli ultimi tempi non siano accaduti episodi particolarmente eclatanti, questo non ci protegge dal rischio esondazione o frana o allagamento. Un rischio che sta a monte, figlio di una gestione scellerata del territorio. Stiamo valutando di intervenire in maniera strutturale, ma dobbiamo sempre e comunque fare i conti con le risorse, non sufficienti per poter intervenire in maniera capillare. Stiamo cercando soluzioni a basso costo ed efficaci, così come abbiamo fatto per il sottopasso di via Roma. Al fine di ri- uscirci, però, bisogna prima approfondire tutte le situazioni cercando di capire dove si potrebbe intervenire su quella problematica specifica. L’attività di monitoraggio dei sottopassi è, in ogni caso, attiva costantemente ogni volta che si presentano situazioni di criticità. Situazioni che condividiamo con la Protezione Civile e con la Croce Verde di Villa Rosa, il cui rapporto è continuativo, soprattutto durante le situazioni critiche, in cui la comunicazione diventa intensa e costante. E’ auspicabile, da parte dell’Amministrazione, l’approvazione di eventi di questo tipo, magari spalmati nel corso dell’anno? Si, anche se sono convinto che queste attività hanno effetti se, dall’altra parte, c’è chi accoglie e recepisce il messaggio che si vuole trasferire. Oggi gli unici sono i bambini, ecco perché bisognerebbe insistere sulla scuola. Sabato mattina, tre classi delle medie di Martinsicuro, sono andate in piazza per partecipare all’evento, con notevole successo. Forse, se all’evento si fossero dedicate più giornate, si sarebbe potuto coinvolgere un numero maggiore di classi e, soprattutto, avrebbero potuto partecipare anche i ragazzi del plesso di Villa Rosa. Abbiamo voluto ascoltare anche la voce di Gabriele Marra, volontario della Protezione Civile .Il bilancio della manifestazione “Io non rischio” a Martinsicuro…. “Le aspettative erano, indubbiamente, elevate, grazie anche alla particolare clemenza del tempo nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Purtroppo, pero’, tali aspettative sono state deluse: la partecipazione, da parte dei cittadini, non è stata significativa nel nostro paese. Ad eccezione di sabato mattina in cui, invece, è andata benissimo. Gli alunni dell’Istituto comprensivo di Martinsicuro hanno partecipato attivamente e con entusiasmo, rivolgendo ai nostri volontari domande curiose e pertinenti, con il risultato di innescare, spesso, un dibattito molto interessante. Purtroppo, però, la stessa partecipazione non l’abbiamo riscontrata nel pomeriggio, in cui l’affluenza è stata minima. Si può parlare di “colpe” per la scarsa riuscita? No, non parlerei in questi termini. Indubbiamente il Dipartimento ha fatto un ottimo lavoro, mettendo in campo un perfetto studio degli argomenti ed un esauriente analisi, indirizzati alla gestione delle emergenze sia prima che esse accadano, che durante , che dopo. L’evento, di per sé , è stato molto interessante, quello che dispiace è stata la scarsa affluenza di coloro a cui era rivolto, cioè i cittadini. La mitezza delle giornate, piuttosto che venire a nostro favore, a fatto sì che le persone abbiamo preferito spostarsi in altre zone a passeggiare, il lungomare o le città limitrofe. Purtroppo si deve constatare, ancora una volta, che la piazza di Martinsicuro non si presta a questi eventi. Per ciò che riguarda, invece, la partecipazione dei volontari delegati, è stato un successo. Abbiamo tutti lavorato con entusiasmo e, soprattutto, con una buona motivazione alla base in quanto siamo assolutamente convinti che questo genere di campagna sia utilissima al fine di una prevenzione a medio e lungo termine. Il problema è “come” riuscire ad arrivare alle persone affinché pervenga il nostro messaggio. Nei prossimi giorni, in sede, ci riuniremo per un debriefing sulla riuscita dell’evento, in cui verrà elaborato un report finale. La nostra intenzione sarà quella di chiedere, attraverso i nostri formatori, che sono l’anello di congiunzione con il Dipartimento, una flessibilità nella gestione delle piazze. Crediamo che il motivo della scarsa riuscita dell’evento vada ri- cercato proprio nell’organizzazione di questo tipo di manifestazioni. Ad oggi, la gestione è vincolata, si applicano le medesime regole sia ad Aosta che a Palermo, non tenendo conto che le caratteristiche territoriali sono diverse. Abbiamo un territorio ampiamente differenziato e questa cosa non è da sottovalutare. La flessibilità è assolutamente necessaria in quanto, se noi della Protezione Civile potessimo gestire l’evento in base a ciò che, effettivamente, il territorio richiede, allora sono sicuro che il messaggio che manderemmo sarebbe recepito da molte più persone. Quello che, alla maggior parte della gente sfugge, o non arriva affatto, è che viviamo in un territorio a forte rischio esondazione e frane. Manifestazioni come quella appena conclusa, sono ottimi sistemi per informare la gente, a patto di adeguarle alla nostra realtà territoriale. E’ sicuramente difficile riuscire a far passare uno schema studiato per l’intera Italia, dove non si tenga conto delle singole e specifiche realtà. Purtroppo, mi duole dover ribadire il fatto che, se la piazza a Martinsicuro non ha dato la risposta che volevamo è anche perché,il nostro paese, manca di un vero e proprio centro aggregativo, che invece è presente negli altri paesi. I nostri volontari, che stazionavano lungo il lungomare di Tortoreto Lido, hanno registrato un’ottima affluenza di pubblico. Torno a dire che un ottimo veicolo d’informazione sono le scuole. Comunicare ai bambini è il sistema più semplice affinché le informazioni raggiungano gli adulti. La direttrice didattica ci ha dato la sua approvazione ed il suo appoggio ed in programma abbiamo degli incontri con le scolaresche, in cui spiegheremo le criticità del territorio in cui viviamo, andando oltre il progetto di “Io non rischio”, in sé per sé. Credo che questa iniziativa sia un buon seme da cui far scaturire altre iniziative di uguale importanza. Oltre alla scuola, abbiamo individuato un altro veicolo efficace di comunicazione nei comitati di quartiere che, se coinvolti in queste iniziative, sono un buon tramite per arrivare alla popolazione. Inoltre, elemento notevole, è stata la rinnovata attenzione che l’Amministrazione ha recentemente dimostrato per questo genere di eventi. Magari si dovrebbe investire un po’ di più e proprio nell’informazione. Pensate di gestire diversamente le prossime edizioni di eventi di questo genere? Sicuramente si. Forti di quest’esperienza, pensavamo di rivolgerci direttamente alle scuole, la prossima volta, piuttosto che nelle piazze. Inoltre potremo agire come Associazione volontari, personalizzando l’iniziativa “Io non rischio” adattandola alle reali esigenze del nostro territorio. O anche organizzando eventi di sensibilizzazione, informazione e gestione dei piani di emergenza. di Ilenia Laurenzi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   “AUTUMN IN ABRUZZO” di Noris Cretone QUANDO LA CUCINA PROFUMA DI SOLE, MAGIA E TRADIZIONE! pirottini. A questo punto versate nella teglia per muffin il composto per 2/3 dell’altezza degli stampini e cuocete in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti. Terminata la cottura fate la classica “prova dello stecchino” (a seconda del forno potreste aver bisogno di una decina di minuti in più) e lasciate raffreddare prima di servire. Ingredienti • 220 gr di purea di zucca • 100 gr di zucchero • 100 ml di latte • 150 gr di farina • un pizzico di noce moscata • 1 cucchiaino abbondante di cannella • 1 bustina di lievito per dolci (16 gr) • 50 ml di olio di semi • sale   9 Soffriggere in una padella capiente l’olio, il sedano sminuzzato, la cipolla tagliata a rondelle e l’aglio schiacciato e sbucciato, aggiungere i pomodorini pelati e fare insaporire qualche minuto. Togliere l’aglio e aggiungere le lenticchie con la loro acqua di cottura, le castagne, la mela a dadini piccoli e il prezzemolo tritato grossolanamente, aggiustare di sale e continuare la cottura per altri 10 minuti a fuoco vivo. Servire calda, con un filo di olio extra vergine a crudo e un’abbondante macinata di pepe. Si accompagna bene con fette di pane casereccio tostato. Crostata di crema di zucca e cioccolato Minestra di lenticchie e castagne Uva, melograno, cachi, insalata di mele, zucche, castagne…anche il tanto discusso poeta pescarese Gabriele d’Annunzio, era alla costante ricerca “dell’essenzialità storica della cucina abruzzese”. Si nutriva, cioè, più di sapori (i sapori della sua terra) che non di grosse mangiate. Attraverso l’antica semplicità dei piatti locali, il poeta si spogliava dei panni del superuomo per riappropriarsi della propria memoria storica, delle proprie origini. Abbiamo voluto regalare ai nostri lettori, un “assaggio” delle delizie che la nostra regione ci regala da sempre in questo periodo dell’anno, con qualche ricetta della tradizione da conservare nel cassetto! Il mese di novembre, notoriamente conosciuto come un mese di transizione tra l’autunno e l’inverno, nel quale anche le festività denotano una certa melanconia, è a discapito delle credenze, un mese ricco di sorprese soprattutto culinarie. Il sole estivo sembra perpetrare i suoi benefici tra le dolcissime e succulente primizie autunnali, complice quest’anno anche un caldo decisamente fuori stagione! E’ il tempo delle mele rosse e croccanti, del vitaminico melograno, delle nutrienti castagne, i cachi e l’immancabile quanto preziosa frutta secca. Ricca di antiossidanti, naturalmente antidepressiva, energetica, tutta la frutta autunnale ci prepara ad affrontare il periodo invernale rinforzando il sistema immunitario con la presenza di vitamina C che, come noto, rappresenta un barriera naturale contro influenze virali, oramai alle porte. Ecco, per i nostri lettori, un gustoso assortimento di proposte gastronomiche semplici ed economiche, a base di frutta tipica di stagione unita ad altri preziosi prodotti della terra abruzzese come le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio o la zucca di Serramonacesca, piccolo paesino in provincia di Pescara antesignano della famosa festa di Halloween. Si narra infatti che nelle nebbiose sere di Ognissanti e di tutti i morti, le anime dei defunti vaghino per le vie del paese, fermandosi nelle case a chiedere che venga dato loro qualcosa. Tale credenza, comune a molte zone d’Abruzzo è sopravvissuta a Serramonacesca, dove l’anima dei trapassati è rappresentata da zucche lavorate a mo’ di testa. Queste ultime però vengono utilizzate dalla nonnine del paese anche per i gustosissimi “Dette e fatte nghe la checocce” (Muffin di zucca e cannella), oppure per la crostata di crema di zucca e cioccolato. Il sole bacia la nostra terra anche a novembre…basta fare pochi passi e ci rendiamo conto di come sia facile trovare nella nostra tradizione la rievocazione semplice e vera della storia abruzzese che tra ricordi, vecchi racconti e pomeriggi davanti al focolare ci riporta inevitabilmente alla nostra infanzia quando le mani grandi, callose ma piene d’amore delle nostre nonne accarezzavano il matterello, preparando delizie di cui il nostro palato ha ancora chiare reminiscenze. Buon appetito a tutti! “Dette e fatte nghe le checocce” ovvero Muffin alla zucca e cannella Ispirata ad una ricetta della tradizione abruzzese, questa gustosa minestra di lenticchie di Santo Stefano di Sessanio ha tutti i sapori dell’autunno. Le castagne e le mele la arricchiscono di sapore, i pelati le danno rotondità e il prezzemolo una nota fresca. Ingredienti Dosi per la crema • 800 gr. di zucca cruda • 200 gr. di cioccolato fondente • 100 gr. di mandorle • 40 gr. di cacao • 30 gr. di zucchero di canna • cannella q.b. Dosi pasta frolla • 300 gr. di farina integrale setacciata • 120 gr. di latte vegetale (soia, riso, avena) • 100 gr. di zucchero di canna • 70 gr. di olio di semi di girasole Preparazione Partiamo dalla frolla. Impastare tutti gli ingredienti per ottenere un impasto liscio e asciutto e poi lasciarlo riposare in frigo. Per preparare la crema sbucciare la zucca, tagliarla a pezzi e cuocerla in forno. Lasciarla raffreddare e scolare. Tritare le mandole e cioccolato fondente. Unire alla zucca raffreddata tutti gli ingredienti e frullare. Riprendere la frolla dal frigo e stenderla col matterello all’interno dello stampo da crostata dopo aver messo la carta forno. Conservarne una piccola porzione per le striscioline decorative finali. Farcire quindi con la crema e decorare a piacere. Cuocere in forno a 180° C per circa 25 minuti. Un muffin davvero particolare dove la delicatezza della zucca sposa il sapore della cannella e della noce moscata per un risultato davvero gustoso e molto speziato, pieno di tradizione abruzzese! Preparazione Bollite la zucca, dopo aver tolto filamenti, semi e buccia. Una volta cotta, riducetela a purea un po’ grossolana (qualche pezzettino piccolo può rimanere). Prendete un recipiente e versatevi la farina setacciata, lo zucchero, il lievito setacciato, la cannella, la noce moscata, il sale e mescolate il tutto. A questo punto aggiungete il latte e l’olio. Mescolate fino a che entrambi saranno ben assorbiti, poi unite la purea di zucca. Continuate a girare sin quando il composto non sarà ben omogeneo. Prendete una teglia per muffin e posizionateci dei Ingredienti • 150gr di lenticchie • 100gr di castagne • 1 mela renetta • 100gr di pomodorini pelati • 1 spicchio d’aglio • 1 cipolla bianca • 1 costa di sedano • 1 mazzetto di prezzemolo fresco • olio extra vergine • sale e pepe qb Preparazione Incidere le castagne sulla parte piatta con un coltellino e lessarle per circa un’ora. Lasciare raffreddare e sbucciare, togliendo anche la pellicina. Nel frattempo sciacquare le lenticchie e metterle a bollire in una pentola capiente con un litro abbondante di acqua e una presa di sale, per 30 minuti. Per rendere la pelatura delle castagne più semplice basta aggiungere 3 cucchiai di olio all’acqua di cottura. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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10   IL DUB SOUND TRAIN TORNA IN ABRUZZO IL BOLLETTINO DE IL MARTINO   11 di Simona Borghese L’inconfondibile sound degli Almamegretta finalmente ritorna in Abruzzo con il loro Sanacore Dub Train, uno dei maggiori successi che ha segnato la loro carriera artistica. Il gruppo napoletano, pioniere del Dub in Italia, formato da Raiz (Gennaro Della Volpe), Gennaro T, Pablo (Paolo Polcari) e Albino D’Amato, sarà nuovamente protagonista della scena sabato 7 novembre, alle 21.30 presso il Pin Up di Mosciano Sant’Angelo(TE). Il nome scelto dal gruppo, che da vent’anni si contraddistingue nel panorama musicale italiano ed europeo, rispecchia in pieno la loro “anima” nomade, la loro naturale inclinazione a muoversi in giro per il mondo alla ricerca di nuove sperimentazioni musicali, a contatto con culture diverse, tenendo sempre ben radicate nel cuore le proprie origini. Da qui, appunto, il nome Almamegretta che significa”Anima Migrante” (in un dialetto a metà tra il tardo latino e gli inizi del volgare). L’Anima migrante non conosce sosta, proprio come la loro vocazione nomade ma allo stesso tempo il profondo senso delle radici meridionali che nei loro progetti musicali, li porta sempre a richiamare la loro anima latina. Da ciò prende il titolo anche il loro primo album Anima Migrante, prodotto da Ben Young nel 1993, e premiato con la Targa Tenco come miglior opera prima. La band nasce alla fine degli anni Ottanta ma è con l’ingresso della voce incisiva e particolare di Gen- naro Della Volpe, in arte Raiz, che la loro musica evolve gradualmente verso uno stile consacrato sempre più al Dub, al Reggae e all’Elettronica, ma che allo stesso tempo non tradisce la musica popolare del Sud ed, in particolare, quella napoletana. L’uscita dei quattro brani che compongono il primo mini cd Figli di Annibale (1992), li rende grandi protagonisti del Dub sound in Italia. Si definisce l’anima di questo gruppo che, sperimentando e amalgamando diversi generi e sonorità, dai piccoli club partenopei arriva alla ribalta non solo del grande pubblico italiano ma anche internazionale. Infatti, risale al 1994 la storica collaborazione con il gruppo dei Massive Attack che chiedono alla band di remixare uno dei loro brani, Karmacode. Sono sempre gli Alma ad esplodere, un anno dopo, con Sanacore, considerato tra i migliori 100 album italiani di sempre, espressione pura del Dub mediterraneo che darà seguito ad un lungo tour in Italia. L’album viene premiato con la Targa Tenco come miglior disco in dialetto. La loro lunga carriera è stata contraddistinta da abbandoni e ritorni da parte di alcuni membri, ma il gruppo non ha mai perso il proprio spirito, e nel 2011 li troviamo di nuovo riuniti nel tour italiano (e non solo) dal titolo “Vent’anni di Dub”, dove si ripropongono, uno dopo l’altro, i pezzi che hanno fatto la storia della band. Nel 2013 calcano il palcoscenico sanremese con due brani, Onda che vai (scritto da Federico Zampaglione dei Tiromancino) e Mamma non lo sa, che segna l’uscita del loro nuovo progetto musicale Controra, ultimo album che si avvale della collaborazione di James Senese e Enzo Gragnaniello. A pochi mesi fa risale la loro partecipazione al Concerto del 1 Maggio a Roma in Piazza San Giovanni. Gli Alma sono inarrestabili, continuano a sperimentarsi nella mescolanza della tradizione napoletana con melodie orientali, sonorità jamaicane e africane, conservando però l’indissolubile legame con il caldo Sud, miscelando il tutto con un sound elettronico innovativo che li contraddistingue da sempre. Il segreto che forse ha contribuito a renderli la band più innovativa degli ultimi decenni, è proprio la loro capacità di stare al passo con i tempi, in un continuo confronto-incontro tra tradizione popolare napoletana e culture e generi musicali differenti. La loro musica, infatti, continua ad esprimere oggi più che mai un percorso dalla Jamaica a Napoli, dove sonorità nere e tammurriate napoletane, si fondono, unite dall’inconfondibile sound elettronico. La sperimentazione tra avanguardia e tradizione napoletana, soprattutto dall’uscita di Sanacore, ha reso gli Alma protagonisti della storia dell’underground italiano ma sarebbe veramente riduttivo considerarli come un gruppo dalle connotazioni prevalentemente underground. Nel loro percorso musicale e umano si può “sentire” e leggere molto di più. Si sono spinti oltre, in un viaggio verso l’introspezione, culminato proprio nell’album Sanacore cantato in lingua partenopea. E’ un disco in cui traspare tutta l’anima degli Alma, un disco sui sentimenti umani, sui rapporti interpersonali, con la consapevolezza che bisogna ripartire sempre da se stessi. La band, che tuttora continua a dividersi tra palco e studio di registrazione, dedicandosi al nuovo album che dovrebbe uscire nella primavera del 2016, ha realizzato un nuovo singolo dedicato in particolare alla dance hall, dal titolo Not In My Name. Di certo anche questo sarà un nuovo grande successo. Gli Almamegretta sono sempre in cammino, continuando a porre interrogativi e spunti di riflessio ne al loro pubblico. Nel loro viaggio perenne continuano soprattutto a far della loro musica un elemento di unione tra culture differenti, in contrapposizione ad Noi de “Il Martino” abbiamo deciso di presentare ai nostri lettori le più significative delibere del mese di ottobre pubblicate settimanalmente dal comune di Martinsicuro, in seguito alle decisioni prese in occasione dei consigli comunali. Diverse sono state le richieste di finanziamenti da parte degli enti pubblici e privati locali, per questo la giunta ha approvato l’assegnazione di contributi finanziari e la concessione a termine indeterminato di beni mobili ed immobili, spazi, strutture, impianti e attrezzature di vario genere a diverse associazioni culturali del territorio e ad alcuni enti ecclesiastici. Con l’atto del 13 ottobre 2015 il comune ha deciso di contribuire economicamente con la concessione di fondi: alla chiesa di “S. Gabriele dell’Addolorata” di Villa Rosa per l’organizzazione del campo scuola estivo presso la casa gioiosa di Montemonaco; all’associazione MAR.TE, musica e arte, nota tra i giovani per l’evento estivo “Tsunami festival” che da diversi anni ha luogo nel nostro paese; all’associazione culturale e musicale Carlo V per la realizzazione della stagione estiva di musica e pittura e per la premiazione della 42^ edizione del concorso di pittura; al centro di ricerche storiografiche Truentum per l’iniziativa “Celebrazioni storiche garibaldine” tenutasi tra luglio e settembre di quest’anno; all’associazione musicale F.J.Haydn per le serate di musica e fiaba; all’Ensemble Synaestesya per il XV° festival dell’opera buffa e incontri d’opera. Come si può ben notare, il comune ha partecipato attivamente alla ricca stagione estiva che gli enti culturali hanno cercato di offrire ai turisti e alla gente del posto. Un’altra delibera interessante per la sua importanza sociale è quella relativa all’autorizzazione alla cooperativa “Hobbit” a svolgere attività di volontariato presso la scuola dell’infanzia di via Aldo Moro. L’associazione “Hobbit” di San Benedetto del Tronto, insieme alla cooperativa Sociale Mosaico di Fabriano, ha aderito al Bando “Occupiamoci!”, promosso da quattro Fondazioni private italiane - Fondazione “aiutare i bambini”, Fondazione San Zeno, Fondazione umana-mente e UniCredit Foundation - unite per contrastare la disoccupazione giovanile nel nostro Paese. Questo progetto coinvolge i giovani tra i 16 e 29 anni di età, che vivono alcune problematiche sociali, che hanno situazioni familiari difficili, ex detenuti, minori stranieri non accompagnati, giovani che hanno avuto dipendenze da sostanze o che hanno qualche handicap fisico. Nella fattispecie il progetto prevede un percorso di formazione iniziale per un gruppo di 30 giovani, attivando una collaborazione con alcune aziende del territorio e con laboratori gestiti direttamente da artigiani locali. La giunta municipale, riconoscendo l’importanza di un percorso riabilitativo che conduca la persona con problematiche verso l’acquisizione di un ruolo sociale, con l’autorizzazione di questo progetto ha sottolineato che l’attività lavorativa anche volontaria e il vivere autonomamente sono percorsi fondamentali affinché la persona possa sentirsi come parte integrante della comunità in cui vive. Per questo motivo il comune ha permesso ad un ragazzo di nazionalità straniera, K.R., di lavorare a titolo volontario con un tutor aziendale presso la cucina del nostro asilo per un periodo di 8 mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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12   NORME ANTIFUMO 2015: FUNZIONERANNO DAVVERO? di Federica Bucci CULTURA - I NOSTRI TALENTI LA POESIA NON E’MORTA Giusy Valori Oggi parlare di poesia è diventato un tabù. Richiede un coraggio immenso in questo mondo dominato dalla comunicazione di massa e dal culto dell’immagine. Che ruolo ha , quindi, oggi la poesia? Montale, nel suo discorso per il Nobel, diede una risposta facendo una distinzione ben precisa tra una poesia costruita ed effimera che accompagna il clamore de nostro tempo e quella che vive ignorata. Il poeta è un virtuoso del linguaggio che per amor del sogno e del vero affida i sentimenti e i temi più grandi all’eternità dei versi. Prima del ‘ 900 la figura del poeta era una figura istituzionale. Oggi tale figura non esiste quasi più. Il poeta è costretto a nascondersi , si isola per ritrovarsi in versi che collimano con le esigenze e le abitudini dell’attuale moderna società di massa. La poesia è una forma d’arte che non ama farsi spettacolo, anche se qualche volta cede alla massificazione pur di mantenersi viva. E’ il tentativo disperato di qualcuno che cerca di ritagliarsi un piccolo spazio nell’odierna cultura. Questi paladini, portatori di un linguaggio ormai perduto, vogliono tenere in vita una “ voce “ che non è ancora morta . Ecco perchè, quando nella mia ricerca disperata di parole incontro versi come questi: “ Non vero Poeta, ma semplice donna dalla veste sgualcita che dagli abissi risale aggrappandosi ai ciuffi di parole spuntati qua e là”, di Alessandra Bucci, mi commuovo sempre. Questi versi sono un invito alla speranza, alla realizzazione di un sogno, come lo sono altri che ho amato fin dalla prima lettura . Cito ad esempio quelli di Maria Giulia Mecozzi: “ Non disperate.... verrà quel giorno prima o poi,in cui l’avanzare delle malattie cesseranno alla raccolta di un fiore”. Oppure quelli di un altro grande poeta, Antonio Camaioni che scrive: “ Ma ancora puoi, puoi dal tuo guscio di miserie, puoi, e lo scrigno del foglio, la perla d’un verso”. Qui c’è tutto. I versi sono perle, e il foglio è uno scrigno che le raccoglie tutte. Penso che ci siano ancora uomini e donne capaci di sorprendersi e di sorprenderci ridando dignità ad un linguaggio che ci appartiene da sempre. E Martinsicuro questo lo sa. Il mio paese d’adozione, da qualche anno, grazie all’amministrazione, si sta dando da fare per promuovere la poesia e ogni forma d’arte. Il mio Paese e il vostro è un paese di talenti nascosti che ora stanno venendo fuori grazie a persone che lo amano attraverso l’arte. Il mio e il vostro non è solo un paese che vive di “ errori “ e di “ peccato”; è soprattutto un paese dove artisti come Alessandra Bucci, Maria Giulia Mecozzi, Antonio Camaioni, Valeria Di Felice, Nunzio Martiniani, Giacinto Cistola, Antonella Eigle, Emanuela Tucci, Paola Celi e tanti altri ancora ci regalano “ buone parole”, “buona musica”, “ buoni dipinti”. Tutti , con la loro arte, mettono a tacere ogni “ parola cattiva” che troppo spesso cade inopportuna su questo nostro Paese. Giuseppe Ungaretti , il poeta nomade, in alcuni suoi appunti, e precisamente nel Frammento 1 , scrive: “ Io credo che il giorno che non ci sarà più la poesia, non ci sarà nemmeno l’uomo. Il modo tecnico di far poesia può anche mutare, non so nè come nè quando, se necessità nuove esigeranno che l’uomo si esprima in modo diverso, con parole diverse o che parli un linguaggio più rapido; ma l’uomo non potrà vivere senza poesia, perchè essa rappresenta il secreto non solo di chi riesce , così per dono a scriverle sulla carta, ma, di tutti, perchè tutti l’hanno nell’anima. O l’uomo cessa di esistere , e allora al suo posto verrà fuori una specie di burattino che si muove automaticamente, o resta ancora uomo con tutte le sue qualità fondamentali ( fantasia, sentimento, senso di comunicazione con gli altri, ecc. ); in questo secondo caso la poesia per forza continuerà a vivere.   13 Eterea soffitta E se l’infinito, vellutato, puro e senza ombre, si lasciasse catturare, lo chiuderei a chiave nell’eterea soffitta già piena di sogni che preme leggera sulla mia umanità a volte troppo terrena. E quando mi verrai a trovare lassù, fra spazi senza confini, ci chiuderemmo in silenzio a respirare la vita e a rotolarci in eterno. Alessandra Bucci Quella delle norme antifumo è una delle questioni più dibattute degli ultimi anni. C’è infatti chi da una parte le difende strenuamente e dall’altra coloro che le trovano soltanto un’esagerazione. Eppure il ministro della salute Beatrice Lorenzin non ha dubbi, attuare questi nuovi disegni di legge è necessario per proteggere la salute degli italiani, specie di quelli più giovani. È iniziato tutto con lo spot che vede Nino Frassica “sensibilizzare” i fumatori a suon di “Ma che sei scemo?”, trovata a mio parere efficace, ironica e d’impatto, ma il nuovo decreto prevede molti altri punti. Analizziamoli insieme. La nuova legge antifumo vieterà di fumare anche in spazi aperti come parchi, spiagge, stadi; non si potrà accendere una sigaretta in automobile se si stanno trasportando bambini; le case di produzione avranno il divieto di usare additivi o aromi nel tabacco, atti a renderlo più attrattivo agli occhi del fumatore e non saranno più in commercio i pacchetti di sigarette da 10. Ma tra tutte, la norma che ha fatto più discutere è stata senza dubbio quella che vuole raffigurate sui pacchetti di sigarette immagini molto forti che mostrano gli effetti disastrosi del fumo sull’uomo: un buco in gola causato dal cancro, una piccola bara bianca di un bimbo deceduto a causa del fumo passivo, una donna che tossisce sangue. Per quanto, in un primo momento, io abbia pensato che si trattasse soltanto di terrorismo psicologico di cattivo gusto, non escludo che una pratica così estrema possa davvero scoraggiare molti fumatori che si troveranno di fronte alle conseguenze vere e proprie del loro vizio, piuttosto che di fronte alle solite frasi come “Il fumo uccide”, scontate e largamente ignorate dai più. dei cinema, dei ristoranti? Eppure pensiamo a come reagiremmo oggi, seduti al tavolo del nostro ristorante, se il nostro vicino di tavolo si accendesse una sigaretta e cominciasse a fumarla in tranquillità: probabilmente lo accuseremmo di inciviltà e di totale mancanza di rispetto. Allo stesso modo, dunque, ci abitueremo alle nuove disposizioni. Esattamente lo stesso processo è avvenuto all’interno della mia scuola due anni fa, quando fu emanato il divieto di fumo all’interno dell’area scolastica: gli studenti fumatori più accaniti protestarono animatamente, cercando tutte le vie per sfuggire a quegli elementi del corpo docenti che a ricreazione si aggirano per il cortile e svolgono la funzione di “controllori”. Un poco alla volta però, i ragazzi si sono cominciati ad abituare e hanno progressivamente smesso di fumare durante l’orario scolastico. Con questo dunque voglio dire che, a parer mio, per quanto rigide e apparentemente inattuabili, queste norme saranno accettate da tutti noi col tempo e soprattutto, se davvero saranno utili a Credo inoltre che, come oggi ridurre drasticamente il numero di fumatori nel queste nuove norme ci sembrano nostro paese, ben vengano tutte quante. eccessive e inattuabili, allo © RIPRODUZIONE RISERVATA stesso modo 12 anni fa, nel 2003, ci siamo indignati per la nota legge Sirchia, quella che vietava una pratica allora comunissima, ovvero fumare all’interno di luoghi pubblici chiusi. Chi mai avrebbe pensato che saremmo riusciti a smettere di fumare all’interno dei bar, © RIPRODUZIONE RISERVATA

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14   Martinsicuro del Martinsicuro e a non più composta per rispetto dei miei ex tornare nella “tua” Alba compagni con i quali sono cresciuto, e per mister Di Serafino che forse è stato uno Adriatica? dei pochi che ha creduto in me ad Alba e Anche l’anno scorso mi è stato vicino anche nei momenti più c’erano stati dei contatti difficili. con il Martinsicuro, ma poi alla fine non se ne fece A Martinsicuro hai trovato come nulla. Quest’anno quando allenatore Guido Di Fabio, ex calciatore mi hanno chiamato e ho professionista. Avendo giocato ad parlato con il presidente altissimi livelli, immagino che voi Di Egidio e con il mister cerchiate di apprendere ogni singolo Di Fabio ho capito subito insegnamento che il mister vi dà. Com’è che poteva essere la scelta il vostro rapporto? più giusta per continuare a crescere. Un fattore molto importante per la mia scelta e’ stata la presenza di Daniele Coccia e quella del capitano Valerio Carboni che considero un giocatore di altre categorie. Appena arrivato a Martinsicuro mi resi subito conto che Guido Di Fabio e il suo staff erano dei professionisti e di un’altra categoria. Il nostro rapporto è ottimo, lui ha sempre avuto fiducia in me e io cerco di ricambiarla ogni volta che scendo in campo. In ogni allenamento cerco di apprendere qualcosa da quello che ci dice e da come si comporta. CALCIO trovate al terzo posto, a -5 dalla capolista Vastese e a +9 dalla zona retrocessione. Il Mister dice di non guardare la classifica, ma possiamo affermare che ormai il vostro vero obiettivo è quello di raggiungere almeno i play-off?   15 IL FULMINE ALESSIO DI GIORGIO È L’MVP DI OTTOBRE Ciao Alessio, congratulazioni per questo avvio di stagione. Grazie ai due goal e alle ottime prestazioni realizzate nell’ultimo mese, sei stato eletto MVP del Martinsicuro del mese di ottobre. Oltre alle prove personali, la squadra in generale sta facendo grandi cose e i 10 punti conquistati sui 12 totali ne sono una prova evidente. Ti aspettavi un inizio del genere? Ad essere sincero sì, mi aspettavo questo inizio da parte mia e della mia squadra perché sin dall’inizio della preparazione c’erano i presupposti per partire forte e adesso dobbiamo solo continuare così. Devo ringraziare i miei compagni che mi mettono in condizione di esprimermi al meglio e quindi va a loro un ringraziamento speciale. in precedenza? Sicuramente Valerio Carboni e Roberto Cucco sono molto simpatici e sanno come fare gruppo, ma anche Daniele Coccia e Paolo Facibeni sono sempre li pronti a scherzare. L’obiettivo dichiarato ad inizio stagione dal Mister Di Fabio e dal presidente Di Egidio è quello di raggiungere una “salvezza tranquilla”, ma dopo 10 giornate la classifica dice che vi Grazie mille Alessio, buon proseguimento di A me non piace molto stagione e in bocca al parlare di salvezza. Penso lupo! che il nostro obiettivo sia guardare partita per partita Crepi. Grazie a voi e e scendere in campo per un saluto ai lettori de “Il vincere contro chiunque, Martino”. e alla fine vedremo quello © RIPRODUZIONE RISERVATA che riusciremo ad ottenere. Per concludere, c’è qualche aneddoto curioso o simpatico che vuoi raccontare ai lettori de “Il Martino”? Di aneddoti curiosi ce ne sono tanti, siamo un gruppo sempre pronto allo scherzo e ogni settimana andiamo a cena per stare un po’ insieme e divertirci. Mastrojanni ci ha detto che secondo lui il più simpatico della squadra è il capitano Carboni, mentre Facibeni ci ha raccontato che ultimamente Cucco sta dando il meglio di sé. Sei d’accordo con i tuoi compagni oppure ritieni che ci sia un altro compagno più simpatico dei due citati Proprio contro l’Alba Adriatica hai trovato il tuo primo goal ufficiale con la maglia del Martinsicuro. Cosa si prova a segnare contro la squadra della propria città? La tua esultanza è stata molto composta, possiamo considerare questo tuo gesto come una forma Sei cresciuto nel settore di riconoscenza verso giovanile dell’Alba la società che ti ha fatto Adriatica, e con la maglia crescere? rossoverde hai disputato le tue prime partite in Sì, il caso ha voluto che Eccellenza. Dopo una segnassi il mio primo gol breve parentesi con stagionale in Coppa Italia il Montorio lo scorso e il primo in campionato anno, cosa ti ha spinto contro l’Alba Adriatica. Ho ad accettare l’offerta preferito avere un’esultanza

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16   € 215.000,00 Villetta di ampia metratura su più livelli con giardino. Splendida vista. Classe Energetica G - IPE 148.20 kWh/m² GIULIANOVA - VILLETTA CON GIARDINO € 109.000,00 € 90.000,00 € 60.000,00 In zona residenziale, vicino parco pubblico a 500m dal mare. Un appartamento con Soggiorno, 3 camere, bagno, balconi, soffitta e garage. Classe Energetica G - IPE 116.20 kWh/m² MARTINSICURO - AMPIA METRATURA VILLA ROSA - ATTIVITÀ Attività di pasta all’uovo avviata. In zona centrale, vicino al mare. Possibilità acquisto al 50%. APE non applicabile MARTINSICURO - 500m DAL MARE Appartamento con soggiorno, cucina, due ampie camere, bagno, tre balconi.Pieno centro. 500m dal mare. Classe Energetica G - IPE 113.20 kWh/m² € 90.000,00 € 215.000,00 € 69.000,00 COLONNELLA - VISTA MARE Appartamento di ampia metratura. Zona centrale vicino a parco pubblico. Classe Energetica G - IPE 123.60 kWh/m Villetta di recentissima costruzione, tutto extra capitolato. Ampia metratura. Classe Energetica G - IPE 98.85 kWh/m² PAGLIARE - VILLETTA + GIARDINO Soggiorno, due ampie camere, bagno, balcone e ripostiglio. Classe Energetica G - IPE 124.20 kWh/m² ALBA ADRIATICA - 700 M DAL MARE € 85.000,00 € 34.000,00 € 195.000,00 VILLA ROSA - 300m DAL MARE Appartamento con soggiorno, due camere, bagno e ampio terrazzo con vista sul verde. Classe Energetica G - IPE 115.12 kWh/m² MARTINSICURO - 500 M DAL MARE Bilocale utilizzato come appoggio per il mare. locale accatastato come C/2 APE non applicabile Appartamento di ampia metratura con giardino e piscina. Vista mare spettacolare. Classe Energetica G - IPE 92,08 kWh/m² COLONNELLA - VISTA SUL MARE LA SICUREZZA DI VENDERE..... LA TRANQUILLITÀ DI AcqUISTARE

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