Il Martino cartaceo n.17 anno 1

 

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quindicinale di informazione, approfondimenti e interviste

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28 Settembre 2015 - n. 17 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste VILLAGGIO NEOLITICO DI RIPOLI, TROVATI RESTI DI UN POPOLAZIONE RISALENTE A 2€ 10000 ANNI FA! SOGNARE NON COSTA NULLA di Giorgio Basile Il presidente Luigi Di Egidio e il Mister Guido Di Fabio continuano ad affermare che » continua, Pag. 7 l’obiettivo rimane una salvezza tranquilla, ma dopo una partenza così positiva i tifosi del Martinsicuro possono... » continua, Pag. 14-15 MARTINSICURO: “CARO SINDACO TI SCRIVO…” di Noris Cretone Gent.mo Signor Sindaco, parafrasando il titolo di un film dei fratelli Coen di qualche anno fa, Martinsicuro -è inutile negarlo- “non è un paese per giovani”. Sono una diciottenne e, frequentando il liceo a San Benedetto del Tronto, ho una compagnia di amici provenienti prevalentemente proprio da lì. Ogni volta che tento di invitare qualcuno di loro nel mio paese, la loro espressione si fa improvvisamente scettica: come biasimarli? Cosa dovrebbero venire a fare qui da noi? Una passeggiata nella piazza deserta? O magari nel buio del lungomare invernale? Un giro per dare un’occhiata alle splendide vetrine del centro città?Una sera di pochi giorni fa, poco prima che ricominciasse la scuola, ho fatto una camminata in quelli che dovrebbero essere i luoghi più frequentati -la piazza e il lungo- mare- non trovando nient’altro che buio e desolazione... » continua, Pag. 3 BIRDMAN di Alessandro Faralla Birdman è quasi la storia del suo interprete principale, Michael Keaton, che a 63 anni ha rischiato di vincere il suo primo Oscar; dai più è ricordato come il cupo Batman nei due film gotici di Tim Burton.. » continua, Pag. 11 INDICE PREVENZIONE........................ 2 CARO SINDACO .................... 3 CHI SONO IO........................... 3 SCUOLA POMERID........... 4-5 FESTIVAL FOLLIA.................. 6 VILLAGIO RIPOLI................... 7 PAOLA CELI............................ .8 REPLICA CAPRIOTTI............. 9 RUBRICA DI GIUSY.............10 BIRDMAN...............................11 LA POESIA DI ALE...............13 MART. CALCIO............... 14-15

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti, Giorgio Basile, Giusy Valori, Alessandro Faralla. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. TAVOLETTI GENTINO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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“CARO SINDACO TI SCRIVO…” CHI SONO IO?   3 di Federica Bucci di Marco Capriotti Il tema dell’immigrazione e dei rifugiati è nelle cronache di tutta Europa. Vediamo immagini di intere famiglie vagare in stazioni, strade e autostrade, aree attrezzate e addirittura in cimiteri. Riprese televisive e foto che stridono con la nostra realtá, ma che ci riportano indietro nel tempo; chi non ha una zia americana ( Nord o Sud America), chi non ha qualche lontano cugino che si è fatto vivo via internet per conoscere le sue origini? Se non in prima persona avremo sicuramente altri parenti o amici, vicini a noi, in questa situazione. Chi delinque deve essere giustamente punito e come il sottoscritto si adegua nei soggiorni esteri alle tradizioni locali ( vi assicuro che ci sono invece italiani che dopo tre giorni sono in astinenza di pasta e caffè e vanno alla ricerca, come se fosse una droga!) anche gli altri che vengono da noi devono fare lo stesso, pur mantendo la propria identitá. Peró chi sono io per dire a quelle persone di non fuggire dalla guerra e dalla povertá? Voi cosa fareste? Rischiereste la vita per migliorarla? Sono sincero, io forse resterei a combattere; ma tra dirlo davanti ad un computer e farlo realmente credo che ci sia molta differenza. Buona lettura del giornale. Il tema “I giovani e Martinsicuro” è molto dibattuto nella nostra cittadina. A noi ragazzi sembra, infatti, impossibile riuscire a pensare a un luogo, qui a Martinsicuro, nel quale trascorrere il nostro tempo libero, sia pure per una semplice passeggiata; si avverte l’assenza di un locale, di un luogo di ritrovo, e per queste ragioni spesso ci ritroviamo a passare la maggior parte del nostro tempo nei paesi limitrofi. Questi sono i motivi che hanno spinto noi de “Il Martino” a rivolgerci al nostro sindaco, cercando di spiegare cosa vorrebbero i ragazzi –e non solo- per “vivere meglio” il nostro paese. i luoghi più frequentati -la piazza e il lungomare- non trovando nient’altro che buio e desolazione, nessun locale aperto e non un’anima in giro e mi sono chiesta quale potesse essere il motivo che ha reso il nostro paese così “poco attraente” e soprattutto, se si possa fare qualcosa per cambiare le cose. A questo punto tutti penseranno che la causa di ciò sia l’alta percentuale di immigrazione a Martinsicuro. Sì, è vero, Martinsicuro è una delle cittadine italiane con il maggior numero di immigrati, ma allora perché non cercare di trasformare questa nostra caratteristica in un valore aggiunto del nostro paese? Perché non cerchiamo di coinvolgere tutti quegli stranieri che popolano la nostra piazza in qualche manifestazione nella quale ognuno rappresenti il proprio paese con qualcosa che lo caratterizzi? Altra nota dolente sono i rarissimi eventi che si organizzano, spesso, soltanto d’estate per intrattenere i turisti mentre, in inverno, per noi cittadini, non rimane che chiudersi in casa a guardare la tv. Perché non organizzare ad esempio un cineforum nella sala consiliare (data l’assenza di un cinema vero e proprio) o un festival musicale sulla scia di quelli organizzati dal comune di Gent.mo Signor Sindaco, San Benedetto o di Monteprandone (cfr. Maremoto Festival o il parafrasando il titolo di un film festival Cose Pop)? dei fratelli Coen di qualche anno fa, Martinsicuro -è inutile negar- Ma soprattutto mi piacerebbe che Martinsicuro fosse conosciuta lo- “non è un paese per giovani”. dappertutto per qualcosa di caratteristico e di unico. Sono una diciottenne e, frequen- Ad esempio, con la collaborazione dell’associazione MartinBook, tando il liceo a San Benedetto non si potrebbe organizzare un mercatino del libro usato/antico del Tronto, ho una compagnia che possa riempire e movimentare la nostra piazza una volta al di amici provenienti prevalente- mese? mente proprio da lì. Caro sindaco, infine bisogna risolvere il grave problema della Ogni volta che tento di invitare sicurezza, e qui sinceramente non ho proposte da avanzare, ma qualcuno di loro nel mio paese, posso solo auspicare di non imbattermi più in siringhe o in persone la loro espressione si fa improv- che si scambiano dosi di droga alla luce del sole. visamente scettica: come bia- Qui è lei a dover intervenire e cercare di convincere le autorità simarli? regionali a fare in modo che a Martinsicuro venga istituito un posto di Polizia o almeno venga potenziata la caserma dei Carabinieri Cosa dovrebbero venire a fare (senza dover ricorrere ad anacronistiche ronde private che qualqui da noi? Una passeggiata cuno periodicamente si ostina a riproporre). nella piazza deserta? O magari nel buio del lungomare inverna- La saluto, a nome di tutti i giovani di Martinsicuro. le? Un giro per dare un’occhiata Voglio concludere questo pezzo con un appello a tutti i ragazzi del alle splendide vetrine del centro nostro paese: cerchiamo di far seguire alle parole i fatti. città?Una sera di pochi giorni fa, Scrivete a noi de “Il Martino” e mandateci le vostre proposte, che poco prima che ricominciasse la tutti insieme porteremo poi agli amministratori. scuola, ho fatto una camminata Più siamo, più la nostra voce sarà forte e in grado di cambiare in quelli che dovrebbero essere questo paese. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4   ALBA ADRIATICA di Ilenia Laurenzi Il 14 settembre molti studenti vibratiani sono tornati sui banchi di scuola, ma gli alunni delle elementari di Alba Adriatica sono stati accolti dalla novità che le lezioni si sarebbero svolte nel pomeriggio piuttosto che la mattina, come di solito, a causa dei lavori di adeguamento e manutenzione della struttura scolastica. Come è ovvio, questa variazione di orario ha provocato non pochi disagi a genitori ed alunni: noi abbiamo incontrato Tiziano Cimini, membro del Comitato genitori, nonchè del Consiglio d’istituto della scuola rivierasca, per farci raccontare questa vicenda vissuta secondo l’ottica di un genitore. “Faccio parte del Consiglio d’istituto e anche del Comitato genitori per cui, questa situazione, posso dire di viverla a 360°. Che lo stato attuale delle cose sia molto disagevole, è chiaro, ma non vorrei star qui a parlare di responsabilità: queste, semmai ce ne fossero, sono equamente ripartite tra istituzioni scolastiche, amministrazione comunale e ufficio tecnico. I genitori, al contrario, meriterebbero una menzione di plauso per come stanno gestendo quest’antipatica situazione, mediando tra le varie parti coinvolte. Resta il fatto che il Comitato genitori, lo scorso anno, si è reso promotore di un’iniziativa in cui è stato indetto un tavolo tecnico attorno al quale è stata riunita maggioranza, opposizione, ufficio tecnico, dirigente scolastico e rappresentante dei genitori per trovare una soluzione a questo problema. In una prima fase l’ufficio tecnico comunale aveva dichiarato che la scuola sarebbe dovuta restare chiusa dal 1° giugno al 30 settembre. E c’è da dire che sono stati chiari fin da subito, ma il dirigente scolastico di allora, la professoressa del Gaone, in una prima fase aveva acconsentito per poi, in seguito, quando si è trattato di riconsegnare la struttura al comune per avviare i lavori, ritrattare ritenendo improponibile chiudere la scuola il 30 maggio. I vecchi dirigenti scolastici non hanno voluto mediare sulla data del termine lezioni in quanto, secondo il calendario regionale, la struttura doveva riaprire il 14 settembre ma, come ovvio, questa cosa non era fattibile. Inoltre, gli uffici tecnici che sono stati coinvolti, in una prima riunione svolta a febbraio e poi in una seguente a marzo, non sono stati molto tempestivi visto che il bando è partito a fine maggio, per cui i tempi tecnici necessari ad invitare le ditte e ad aggiudicare i lavori hanno fatto sì che i lavori stessi iniziassero a luglio. C’è da dire, però, che la ditta che si è aggiudicata i lavori , ha operato in maniera molto celere, lavorando anche il giorno di ferragosto. E’ chiaro che a loro si possono imputare poche responsabilità, se non addirittura nessuna, visto che hanno fatto il possibile. Si è ripartiti in maniera zoppa, visto che inizialmente la scuola avrebbe dovuto ricominciare il 5 ottobre con i turni mattina\pomeriggio per un periodo determinato , per poi andare a regime. In totale, svolgono 20 ore di scuola a settimana, sabato escluso, con le 4 ore spalmate nel pomeriggio. Poi starà all’insegnante organizzare il suo lavoro, a situazione normalizzata, per poter recuperare il proprio monte ore che, attualmente, è decurtato. Questo progetto, discusso anche in consiglio d’istituto, prevede di continuare le lezioni fino al 5 ottobre seguendo questo criterio: mattina e pomeriggio solo sul piano terra, visto che il secondo piano è interessato dai lavori. Il dirigente scolastico fa fede ad una lettera che è arrivata dall’ufficio tecnico riconsegnata dalla scuola il 30 settembre. Per cui è plausibile pensare che le lezioni nelle aule situate al piano terra inizieranno il prossimo 5 ottobre, organizzandosi con doppia turnazione, mattina e pomeriggio. Non essendo, però, stata comunicata alcuna data di consegna, per quanto riguarda il piano superiore, il dirigente scolastico ha calcolato che, almeno fino .al 17 ottobre, le lezioni si svolgeranno mattiAlla fine, soprattutto su iniziativa del collegio na e pomeriggio. Il 19 ottobre, docenti, si è deciso di riaprire i battenti della infine, si dovrebbe ripartire su struttura scolastica pochi giorni dopo la data canonica: le medie e la scuola d’infanzia sono tutto quanto il plesso: a quel punto ci sarebbero 42 ore da iniziate regolarmente mentre le elementari recuperare. attualmente vanno a scuola il pomeriggio.

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TUTTI A SCUOLA DI POMERIGGIO Questa cosa è stata ovviata allungando il periodo di cessate lezioni, dal 7 al 14 giugno 2016, mentre verranno recuperati un paio di sabati, il 14 e il 28 novembre prossimi. Ovviamente se, nel frattempo, non subentrano eventuali complicazioni. Il disagio maggiore da parte dei genitori è rappresentato dall’organizzazione dell’orario. Chi ha, infatti, i figli distribuiti tra scuola elementare, media e dell’infanzia vive una situazione molto scomoda e caotica., in cui organizzarsi risulta particolarmente difficile in quanto le lezioni pomeridiane si svolgono tra le 12.40 e le 18.40. Tante famiglie non sanno come gestire i propri bambini: chi non può contare sull’aiuto dei nonni o non può permettersi una baby sitter, si trova in notevoli difficoltà, date dal fatto che entrambi i genitori spesso lavorano. Questi disagi, magari, vengono accettati in funzione di una struttura scolastica più sicura, ma è una situazione molto scomoda. Il Comitato genitori si è fatto promotore presso l’Amministrazione comunale di un progetto di “pre-scuola”, la mattina, per andare incontro alle esigenze delle famiglie che avvertono maggiormente questo disservizio. Per il momento la richiesta è stata fatta in via informale, poi verrà fatta formalmente al Sindaco. Senza parlare del fatto che tutte le attività extra scolastiche, che abitualmente venivano svolte nel pomeriggio, attualmente sono state azzerate. Come genitori cerchiamo di abbozzare ed andare avanti ma il disagio è davvero grande per molte famiglie. Ci auguriamo che i lavori procedano speditamente tanto da rispettare le tempistiche richieste. Si è deciso di anticipare la riapertura al 17 settembre anche per un altro motivo: ripartire il 5 ottobre avrebbe costretto l’istituto a recuperare a marce forzate, coinvolgendo molti sabati a scapito della settimana corta. E’ chiaro che i genitori vedono il disagio allungarsi ed il timore di tutti è quello di trovarsi, ad anno scolastico avanzato, nelle medesime condizioni. Del resto, questa situazione va avanti dal 2013, quando la dirigente scolastica allora in carica decise di chiudere l’ala pericolante delle scuole medie, con la conseguenza che alcune classi furono dirottate alle elementari. Per molto tempo, le medie, non hanno potuto disporre di un aula magna entro cui svolgere attività laboratoriali o di altro genere. Quest’anno, poi, fortunatamente, il calo di iscrizioni ha agevolato la disposizione delle aule. Complici il calo demografico, ma anche la situazione stessa che ha spinto molti genitori a trasferire i propri figli nelle scuole dei paesi limitrofi, producendo, come conseguenza, la soppressione di tre classi. Come hanno accolto la novità del doppio turno, i bambini? I ragazzini, come è noto, hanno un fortissimo spirito di adattamento, per cui questa “novità” non ha prodotto grossi disagi. Del resto, è importante sottolineare che l’istruzione resta sempre e comunque garantita, anche se a prezzo di una situazione non proprio ideale. Un ulteriore fastidio è rappresentato dal fatto che, andando a lezione il pomeriggio, gli alunni devono svolgere i compiti assegnati la mattina. E, ovviamente, molti genitori in quegli orari sono a lavoro, per cui non riescono a seguire i propri figli. E’ vero che si parla di un periodo di tempo limitato, ma i disagi si sentono eccome. Tra l’altro, è bene pre-   5 cisare, che è mancata la volontà di recuperare strutture pre-esistenti come l’asilo di via Duca d’Aosta, chiuso da tempo ma non per motivi di inagibilità, per cui perfettamente idoneo allo scopo. Da quale esigenza è nata la necessità di svolgere i lavori nella scuola di Alba? E’ sorta dal bisogno di adeguamento ai criteri antisismici. E’ un lavoro partito da un rilievo che fece fare la vecchia amministrazione sugli edifici comunali, in cui erano coinvolte anche le strutture scolastiche. Nel caso della scuola, l’intervento è stato svolto su un rinforzo delle colonne con un metodo innovativo chiamato CAM ed in più è stato alleggerito il tetto, sostituendolo con pannelli coibendati molto leggeri. Queste misure di adeguamento sono state rese possibili grazie ad un finanziamento di circa 500.00 euro erogato dalla Regione e destinato a questo scopo. Ripeto, noi genitori accettiamo di buon grado i disagi derivanti dai lavori, in quanto essi ci porteranno ad avere, alla fine, una scuola più sicura. E su ciò ci si è trovati tutti perfettamente d’accordo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6 A TERAMO C’È FERMENTO CULTURALE: AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DEL   FESTIVAL DELLA FOLLIA E DEL VIRTUALE di Ilenia Laurenzi La “città dei matti”. Cosi’ veniva definita Teramo dai nostri anziani, fino a pochi decenni fa e questo appellativo era generato dal fatto che la città fra i due fiumi ha ospitato uno dei più grandi ospedali psichiatrici dell’Italia centro-meridionale fino al 1998, anno di chiusura, in seguito all’applicazione della legge 180, la nota Legge Basaglia. mente, ostaggio dei propri fantasmi personali e, spesso, dei propri drammi esistenziali. Negli archivi del manicomio teramano sono stati rinvenute le testimonianze dei suoi ospiti, scritti, diari, racconti, poesie, a volte anche disegni, dipinti, vere e proprie opere d’arte partorite da menti straordinarie, spesso offuscate dall’elettroshock, o dai Tra le corsie del nosocomio, nelle grandi camerate hanno tran- farmaci sedativi, ma che urlavano il proprio bisogno di sentirsi, sitato, e spesso trascorso buona parte della propria esistenza, almeno in quel frangente, liberi di esprimersi, uguali, illusoriaoltre 1400 malati, persone affette da patologie psichiatriche varie mente parte di quella società che li aveva emarginati. e, purtroppo, anche gente che, per il solo fatto di non omologarsi ad una società “standard”, veniva etichettata come alienata, Altra grande rassegna è iniziata, sempre in quel di Teramo, giovediversa, “strana”, in una parola, pazza. Teramo quest’anno, per di 17 settembre. Il Festival del virtuale, manifestazione evento in la prima volta, rende omaggio a questa realtà ritenuta, per troppi cui il potere e la forza comunicativa delle nuove tecnologie sono anni, scomoda e da nascondere agli occhi della società, e lo fa stati applicati ai diversi ambiti delle arti umane. Questo evento, con un festival in cui la pazzia è osservata, studiata, “vissuta”, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con attraverso varie chiavi di lettura, non solo medica, ma anche il Polo museale di Teramo e finanziato dalla Fondazione Tercas, artistica, cinematografica, letteraria e filosofica. ha ospitato esperti della comunicazione e del mondo della cultura e dell’arte per parlare delle infinite applicazioni delle nuove Dall’11 al 17 settembre si è svolto il primo Festival della follia, tecnologie nelle politiche di promozione del patrimonio culturale nato da un’idea di Marcello Veneziani, giornalista e scrittore, e ed artistico locale e nazionale. finanziato dalla Fondazione Tercas, in cui si è cercato di avvicinarsi ad una materia ancora tanto misteriosa, quanto affascinante Punta di diamante è stato il critico d’arte Philippe Daverio che attraverso convegni, mostre, istallazioni, proiezioni. Vario e ricco ha inaugurato l’iniziativa parlando dei nuovi modelli culturali il parterre di ospiti che si sono succeduti nei vari incontri: dallo nell’epoca del digitale, mentre la chiusura della manifestazione psichiatra Paolo Crepet, che ha parlato di quanto stretto sia il è stata affidata, domenica 20 settembre, al giornalista e critico legame tra eros e follia, inchiodando la vasta platea ad ogni enogastronomico Antonio Paolini che ha presentato “L’aperitivo parola che usciva dalle sue labbra per due ricchissime ore; al con colori e sapori di distillato tecnologico” curato dallo chef teraregista Pupi Avati che, nel suo film “Il papà di Giovanna” , rac- mano Alessandro de Antoniis. Nell’arco delle giornate dedicate conta le fragilità della mente con una delicatezza rara, al critico al Festival del virtuale, tra convegni e installazioni dislocati nei d’arte Vittorio Sgarbi che ha tenuto uno degli incontri più parte- vari punti della città, la Villa Comunale ha fatto da scenario ad cipati sull’irrazionalità nell’arte ed infine lo scrittore Paolo Nori, una mostra permanente in cui i cittadini hanno potuto usufruire autore del libro “Repertorio dei matti della città di Bologna”, una di applicazioni digitali. raccolta di biografie di persone disadattate, affette da patologie psichiatriche. Teramo, dunque, si sdogana del vecchio, e un po’ denigratorio, appellativo di “città dei matti” per rivestirsi di cultura, innovazione Il manicomio di Teramo, struttura attualmente abbandonata e e fermento artistico. Con la speranza che, questi eventi, siano fatiscente, ha ospitato, nei giorni del festival, varie istallazioni solo i primi di una lunga e ricca serie. artistiche scoprendosi, al vasto pubblico, in tutta la sua disarmante disperazione. I muri scrostati, le sale di degenza abbandonate, le inferriate alle finestre urlavano tutto lo sconforto e la paura di chi ha vissuto la propria vita imprigionato tra le sbarre invalicabili della propria © RIPRODUZIONE RISERVATA

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VILLAGGIO NEOLITICO DI RIPOLI, TROVATI RESTI DI UN 7 POPOLAZIONE RISALENTE A 10000 ANNI FA! di Noris Cretone   “La Val Vibrata costituisce un’area a forte vocazione turistica e registra annualmente circa il 60% delle presenze turistiche dell’intero Abruzzo. Il Museo e Parco Archeologico di Ripoli, è posizionato nell’immediato entroterra della costa balneare e potrebbe utilmente captare l’attenzione dei tanti turisti che amano il nostro territorio, la cui immagine potrebbe beneficiare notevolmente della promozione e del rafforzamento della sua identità grazie ad uno dei più preziosi beni culturali d’Abruzzo.” Così dichiara il sindaco di Corropoli, Umberto D’Annuntiis, in merito all’importanza che riveste il sito archeologico di Ripoli che da pochi anni è tornato al centro dell’attenzione delle istituzioni locali e non solo. Agli inizi del VI millennio a.C., attraverso rotte marittime costiere, cominciarono a sbarcare in Puglia e nell’Italia peninsulare, i primi agricoltori-pastori che fondarono i loro villaggi sulle coste e si stabilirono successivamente anche all’interno, risalendo i principali corsi d’acqua. Non si conoscono le origini di questi gruppi, partiti molto probabilmente dalle coste orientali dell’Adriatico, dalla Grecia continentale o dalle isole ma i nostri centri abitati sono divenuti nel tempo, scrigni contenenti preziosissimi reperti che hanno scandito la vita quotidiana di queste popolazioni. Un team di archeologi, fino al 17 settembre scorso ha lavorato nel sito archeologico di Ripoli finora ritenuto, grazie a prove certe (ritrovamento della tomba della donna con il cane), sede di un insediamento umano del periodo neolitico. Gli attuali scavi hanno portato però alla luce reperti che indicano un insediamento umano addirittura precedente al neolitico. Abbiamo intervistato il dott. Maurilio Migliorati, Presidente di “Italico Centro di Ricerca per Fare, Conservare e Valorizzare l’arte”, l’onlus che coordina tutte le attività e le iniziative svolte all’interno del Parco archeologico e Museo di Ripoli, per avere in esclusiva delle informazioni circa gli ultimi sorprendenti ritrovamenti. Il dott. Migliorati dichiara: “L’attuale campagna di scavo presso il famoso villaggio neolitico di Ripoli (5200-4000 a.C), rientra nel nuovo ciclo di ricerca avviato nel 2011 grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, il Comune di Corropoli e Italico onlus. Quest’anno, in particolare, l’attività scientifica riguarda lo scavo della paleosuperficie mesolitica, ossia dell’insediamento ben più antico (8000 a.C) rispetto alla superficie neolitica. La presenza di strumenti in selce scheggiata era stata già segnalata nel corso degli scavi eseguiti dall’Università di Pisa (A.M. Radmilli, G. Cremonesi, R. Grifoni Cremonesi) negli anni sessanta del secolo scorso. Le nuove indagini dirette da Andrea Pessina (Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana e dell’Abruzzo), invece, hanno scoperto che non si tratta di oggetti isolati, bensì di un vero e proprio accampamento di cacciatori e raccoglitori mesolitici. Gli archeologi stanno lavorando su un sito di reperti veramente raro, data l’eccezionale conservazione di resti di ossa di animali cacciati e scarnificati, conchiglie e tartarughe cacciate e cotte. Vengono altresì prelevati campioni da inviare al Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como, per le relative analisi paleobotaniche.” La squadra di scavo ha visto quotidianamente impegnate le professionalità di illustri archeologi, in particolare la Dott.ssa Tiziana Caironi e la Dott.ssa Elena Natali, e di giovani ricercatori abruzzesi. Trattasi di un lavoro complesso e delicato, ma indispensabile per cogliere tutte le potenzialità di un ritrovamento eccezionale, il quale amplifica l’importanza di Ripoli per la preistoria italiana (ricordiamo, infatti, che Ripoli ha già dato il nome a una Cultura Neolitica conosciuta a livello internazionale e diffusasi nel medio adriatico e in buona parte dell’Italia centrale, rappresentata da una straordinaria ceramica dipinta a tre colori). Attualmente gli scavi sono stati sospesi per permettere agli archeologi, impegnati nel complesso lavoro di catalogare e refertare tutti i fossili ritrovati. Assicura però il Presidente Migliorati che riprenderanno al più presto e dichiara: “Il sito custodisce un incredibile patrimonio che deve essere riportato alla luce, per permettere alle nuove generazioni di conoscere il proprio passato che merita di essere valorizzato e tutelato”! Ringraziamo inoltre il fotografo Giovanni Lattanzi che ci ha fornito le inedite e suggestive immagini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8 L’ARTE DI PAOLA CELI PER RIMANERE SOSPESI   di Maria Giulia Mecozzi Avete mai provato l’ebrezza di rimanere sospesi nel vuoto, senza che la forza di gravità vi impedisca di rimanere ancorati pesantemente alla Terra? E’ questo quello che può esperire chiunque in questi giorni, faccia ingresso al Centro Pacetti di Monteprandone e questo solo grazie al talento dell’artista martinsicurese, Paola Celi. Quando le domandiamo quando ha iniziato a dipingere, sul suo volto si disegna un sorriso ironico che lascia intendere un: “Bhè è come se mi chiedeste se è nato prima l’uovo o la gallina”. “In realtà - dice - non so bene quando sia iniziata la mia passione per l’arte, in realtà essa mi appartiene dal momento della mia nascita, già prima che io la scoprissi”. Varcando la soglia ed entrando al Pacetti, si è come attirati da una strana forza di gravità che, invece di tenerci ancorati alla Terra attirandoci verso il suo centro, ci risucchia verso l’alto, dove un centro non c’è. Molte volte, quando si cerca di rappresentare, l’universo femminile, si rischia sempre di sconfinare nell’aspirale di un ‘femminismo rozzo’, che tende a voler appiattire la sfera del femminile a quella maschile. Tuttavia, in questo caso, nonostante alcuni elementi, come ad esempio quelle mani mascoline e robuste che afferrano martelli e falci o che si stringono in un pugno chiuso come a voler rompere il muro del silenzio e del pregiudizio, possano all’inizio cercare di richiamare a sé un universo maschile; in realtà dalle sue opere nessun elemento di ‘femminismo rozzo’ si percepisce. Ciò che si sente invece, è solo il profumo estremamente leggero dei più puri elementi che caratterizzano il ‘femminile’. Un ‘femminile’ fatto anche di corpi nudi, di labbra infuocate che richiamano un certo erotismo ed una sensualità e sessualità che, tuttavia, mai varca il confine della volgarità. “quella di un fiume”. Cosa? “Sì, direi proprio la corrente di un fiume. In realtà la situazione è talmente tanto confusa che cercare di inquadrare le mie opere all’interno di una corrente artistica, ridurrebbe di molto il significato di ciò che faccio e di ciò che voglio trasmettere. Dunque, preferisco essere come la corrente di un fiume”. La risposta ed il riferimento al fiume genera in noi l’eco dell’antica filosofia eraclitea del “Panta rei” ovvero “Tutto scorre”. Come per Eraclito tutto è sempre in continuo divenire; l’acqua di un fiume ad esempio, in un punto specifico del letto, anche nelle opere di Paola ravvisiamo quella mutevolezza per cui nessuna di esse può essere fissata ad un genere ed intrappolata in una corrente artistica. Dare loro delle definizioni vorrebbe dire snaturarle del vero significato e far si che esse non siano più delle opere d’arte. A dirci di un’artista totalmente al fuori da qualunque schema è anche l’utilizzo che fa dei materiali. Difficile, quasi impossibile trovare un dipinto su tela. “Preferisco - dice Paola - dipingere sul legno. E’ su questo materiale che vedo le mie opere concluse già prima che io metta la mia matita sulla tavola. Non ho bisogno di bozzetti o schizzi. Sono le venature naturali presenti nel legno a guidare la mia mano”. Insomma è come se in potenza la tavola di legno contenesse già la figura con tutte le sue emozioni, profumi e sensazioni. Quello che fa l’artista non è altro che ricalcarle e dargli forma, ossia farne atto. Al termine del nostro cammino, accompagnati da Paola e Maxs, avvertiamo però la strana e a volte fastidiosa sensazione di aver avuto tutto il tempo gli occhi di quelle donne puntati addosso, quasi a voler entrare nel tuo intimo. Occhi femminili pieni di vita che scrutano trapassandoci l’anima con forza e interrogandola su cosa vuol dire essere donna o come si possa diventarlo pur rimanendo sospesi con delle ‘Converse’ rosse ai piedi. Ogni opera all’interno della sala è disposta secondo una logica ben precisa e studiata assieme al Questa forza ci decentra e ci fa perdere quelle coordinate spazio- grande maestro ed artista Maxs Felinfer, che di Paola dice: “Ha temporali inflitte dal reale, come studiato in un liceo artistico poi, gli sguardi e le linee dei corpi di quelle donne che Paola raffigura. pochi giorni all’Accademia delle Belle Arti, le sono bastati per capire Donne molto diverse tra loro che l’inquadratura accademica ma che tuttavia sono pronte a le stava stretta e ha dato vita ad raccontare la loro esperienza, la una bottega tutta sua”. Infatti, loro sofferenza, come anche le loro gioie, la loro forza e affermare quando le chiediamo a quale le loro idee politiche senza alcuna corrente contemporanea si sente di appartenere, un altro sorriso le paura. si dipinge in volto e ci risponde: © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CAPRIOTTI: “L’AMMINISTRAZIONE VUOLE FAR PASSARE INOSSERVATO UN BUCO DI BILANCIO DA 3MILIONI DI EURO” che si sono dimostrate nel tempo inesigibili, cioè somme di cui Martinsicuro ha titolo alla riscossione ma che probabilmente non riscuoterà mai”. Per darci un’idea di cosa si sta parlando il consigliere PD ci porta l’esempio dell’ATO (che si occupa del servizio idrico), la quale dovrebbe al Comune di Martinsicuro oltre un milione di euro. “Quest’anno questa cifra (781.000 euro) è andata a comporre questo disavanzo, nonostante il Comune non riscuota nulla dal 2012. Per questo - continua Capriotti chi amministra dal 2012 non può dire di non conoscere lo stato effettivo del nostro Bilancio Comunale”. Dunque, rispondendo a quanto insinuato da Camaioni, “l’opposizione, certamente, non vuole dare la responsabilità assoluta di questo disavanzo all’Attuale amministrazione; certamente però anche Città Attiva ha contribuito in questi tre anni ad aggravare la situazione”. I numeri, secondo Capriotti, sembrano parlare chiaro e tutto è documentato nell’ultima delibera approvata in maggioranza secondo la quale, dovranno essere recuperati “3.075.639,27 Euro in quote costanti pari a 102.521,31 euro da imputare nei singoli esercizi finanziari a partire dal bilancio di previsione 2015 fino al 2044”. Tuttavia, i problemi non sono ravvisabili non solo in entrata ma anche in uscita. A quanto afferma Capriotti “l’attuale amministrazione ha speso troppo e male; di più di ciò che si aveva. Non è giustificabile spendere centinaia di migliaia di euro all’anno in feste e festicciole quando si hanno strade dissestate, poco illuminate ed un centro del paese in completo abbandono”.   9 Con queste parole Capriotti vuole evidenziare anche una certa svogliatezza nell’amministrare ed una perdita di quel forte spirito di rinnovamento che sembrava caratterizzare alla sua nascita, il gruppo di Città Attiva. Che ci siano problemi all’interno dello stesso Consiglio Comunale e tra gli stessi membri di Città Attiva? Secondo Capriotti sì, in quanto “l’assenza degli altri Consiglieri Comunali di minoranza è ormai divenuta una costante. Sarebbe il caso di chiedersi perché Città Attiva ha cambiato tre capigruppo nel giro di un anno, riuscendo a collezionare anche le dimissioni di un consigliere comunale con delega alla sicurezza. Per cui - incalza Capriotti - non siamo noi quelli che mentono alla città in quanto non siamo noi a voler far passare inosservato un buco da 3 milioni di euro”. La stagione estiva si è conclusa ma non le polemiche che ruotano intorno all’operato dell’Amministrazione Comunale. Anche l’inverno, infatti, si preannuncia rovente dopo il comunicato emanato nei giorni scorsi dal Segretario del PD Martinsicuro, Elisa Foglia, per quanto concerne il Bilancio di Previsione 2015. Un comunicato per nulla confortante per i cittadini martinsicuresi, i quali, secondo quanto si dichiarato, “dovranno pagare 3 milioni di disavanzo di amministrazione”. Per saperne di più abbiamo chiesto dei chiarimenti al Consigliere di opposizione del PD, Giuseppe Capriotti, secondo cui c’è stata una “contabilizzazione, da parte dell’Amministrazione, poco attendibile se non fasulla, in quanto l’inserimento in bilancio di cifre non esigibili, multe o entrate tributarie mai riscosse, hanno permesso di gonfiare le entrate comunali e giustificare uscite di spesa insostenibili”. La risposta del primo cittadino, Paolo Camaioni, non si è lasciata attendere e, in una replica, ha definito il comunicato dell’opposizione come “un tentativo maldestro degli esponenti PD di voler ascrivere all’Amministrazione, un disavanzo quanto non addirittura un debito di 3 milioni di euro”. Proprio per questo, il Consigliere Capriotti ha tenuto a chiarire il perché del comunicato, informando i cittadini di quanto emerso nell’ultimo consiglio comunale rispetto alla trattazione del disavanzo di amministrazione. “La prima nota stonata da evidenziare - dice Capriotti - è l’estremo ritardo con cui la giunta Camaioni ha chiuso l’accertamento straordinario del 2015, come prevede una legge dello Stato emanata nel 2011. A settembre 2015, non c’è più nulla da programmare e prevedere”. E ancora: “In questi anni si sono contabilizzate entrate di Maria Giulia Mecozzi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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10 LA POESIA CHE RISPLENDE NELL’ANIMA DI CHI LA LEGGE   di Giusy Valori Se, come scriveva Ezra Pound, “la grande poesia è semplicemente linguaggio carico di significato”, mi sento in dovere di dire che ci sono poeti nascosti per umiltà che meritano un posto d’onore nella grande poesia dei nostri tempi. Ne è un esempio Maria Giulia Mecozzi che nella sua prima raccolta di poesie, “Le vie del disagio”, edita dal Martino di Iseini Fejsal, trasmette con i suoi versi il bisogno di un nuovo modo di sentire le cose per parlare all’uomo del nostro secolo. minati dal buio”. Non la si poteva descrivere meglio. Conosco bene quei luoghi e come lettrice mi ci sono ritrovata. La solitudine è questa. Quando ho letto per la prima volta i suoi versi mi è subito venuta in mente una frase di Ungaretti: “Trovare una parola significa penetrare nel buio abissale di sé senza turbarne, né riuscire a conoscerne il segreto”. lata. Maria Giulia è sola nella moltitudine, non vuole ridere, non vuole intervenire. Lei cammina e s’inoltra. Ma lei vuole esserci nel modo più semplice per un poeta. Lei vuole esserci scrivendo. La solitudine di cui parla Giulia in questa poesia è una solitudine di piombo che lancia “gridi muti di aiuto”, come lei stessa scrive. E’ una solitudine che l’ accompagna nelle vie del suo cammino e trascina il suo corpo pesante in mezzo alla folla, ma con disinvoltura. C’è un’altra frase che vorrei citare per descrivere la grande poesia di Maria Giulia. E’ una frase di Vladímir Vladímirovič Majakóvskij, poeta sovietico: “Risplendere sempre, risplendere ovunque sino al fondo degli ultimi giorni, risplendere e nient’altro”. E Giulia con i suoi versi risplende e fa risplendere tutti nei suoi luoghi illuminati dal buio. E per finire, la solitudine di cui Giulia scrive è anche quella di cui parla un altro grande poeta, Keats, quando scrive che essa è come “la conversazione d’una mente innocente, quando le parole sono immagini di pensieri squisiti e sinceri”. Giulia è penetrata nel suo buio abissale e ha portato con sé il letAttraverso il suo cammino l’autrice tore. Entrambi hanno viaggiato nei esprime l’Anima del suo tempo. luoghi illuminati dallo stesso buio E anche se, a volte, come in spingendosi fin oltre il silenzio. Ed “Mea Culpa” ella usa parole forti è qui che la parola ha squarciato come: “Colpevole”, “Traditrice”, il velo nero di tante notti illuminate “Egoista”, la sua Poesia esplode ed è esplosa in versi che hanno di nella bellezza di un linguaggio nuovo riempito la sua mente isopoetico che si serve di toni intimi e confessionali per arrivare diritta all’anima di chi sente il suo stesso disagio, seppur attraverso vie diverse. Le sue parole escono dal silenzio con la stessa forza di proiettili che escono fuori da un corpo trivellato di colpi; un corpo ancora vivo che conosce bene il dolore. Nella prima parte, “La trappola”, c’è una sua poesia che parla della solitudine, tema caro a tanti poeti. La poesia porta il titolo omonimo. Scrive Maria Giulia: “Mi sento sola in mezzo a tanti. La mia mente si isola, si aliena, si riempie, si disperde e viaggia in luoghi illu- © RIPRODUZIONE RISERVATA

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MICHAEL KEATON È UN ATTORE CHE FUGGE DAL SUO RUOLO PIÙ CELEBRE Birdman è quasi la storia del suo interprete principale, Michael Keaton, che a 63 anni ha rischiato di vincere il suo primo Oscar; dai più è ricordato come il cupo Batman nei due film gotici di Tim Burton. In Birdman, ispirato a un racconto di Raymond Carver di Alejandro González Iñárritu, Keaton è Riggan Thompson, un attore depresso e in declino vittima di un personaggio, il supereroe Birdman e della sua saga che per molto tempo lo hanno reso una celebrità di Hollywood. Per staccarsi da quella scomoda immagine decide di mettere in scena a Broadway uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo “What We Talk About When We Talk About A Love” di Raymond Carver, che interpreta, dirige e produce. In questa sua rinascita sarà perseguitato dalla voce del suo alter ego cinematografico che ne denigra la scelta di dover dimostrare qualcosa a sé e agli altri in un mondo dove il contenuto non conta, ma valgono solo l’immagine e l’eco della gloria. Così vediamo Riggan aggirarsi dietro le quinte del teatro mentre cerca affannosamente di far filare tutto liscio nelle anteprime serali che precederanno il vero debutto; a rimarcare l’estenuante ricerca di una credibilità, di una legittimità per la sua persona e il suo lavoro vi sono l’incalzante suono delle lancette dell’orologio nel suo camerino e il rullo di tamburi di una batteria che scandisce l’andirivieni tra palco, backstage e cambiamenti d’umore che lo travolgono. In tutto questo, la difficoltà di avere un rapporto reale con la figlia Sam (Emma Stone), che sta uscendo dalla tossicodipen- L’ego di una celebrità al servizio della creatività di Alejandro Iñárritu   11 di Alessandro Faralla denza e il confronto con l’eclettico attore Mike Shiner (Edward Norton), imprevedibile quanto sfacciato nel scombinare il suo lavoro. Gli unici momenti in cui si percepisce un po’ di vitalità, di qualcosa di reale sono gli attimi in cui l’ego di Riggan “evade” dal buio del teatro. L’ossessione del riconoscimento raggiunge la meta nelle battute finali la sera della prima liberando Riggan forse definitivamente dal ricordo di Birdman. Iñárritu, a mio parere è lontano da raggiungere una certa sostanza nel trasmettere i sentimenti dei vari personaggi, quella pienezza di contenuti ben visibile invece in 21 Grammi, un film sicuramente molto diverso ma dove la drammaticità, il dolore, la vulnerabilità degli uomini era tangibile. Birdman è un film che si fa apprezzare soprattutto per una maestosa regia, con un unico piano sequenza magistrale, ottime interpretazioni ed è comunque un acuto racconto del mondo dello spettacolo e della comunicazione. Sembra quasi carnevalesco che il finale alternativo prevedesse un cameo di Jonnhy Depp, nel camerino con addosso la parrucca di Riggan Thompson, con il poster di Pirati dei Caraibi 5 sullo sfondo. Poi si sarebbe udita la voce di Jack Sparrow dire: “Come ci siamo ridotti così, amico?”. Meglio così, perché aimè Depp “grazie” alle ultime pellicole è già divenuto la parodia di se stesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CULTURA - I NOSTRI TALENTI Alessandra Bucci embra quasi un gioco quello che ci propone Alessandra Bucci, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado di Martinsicuro, un gioco di luci e ombre, di spensieratezza e consapevolezza, di sogni e di limiti, di presente e passato, di contrasti profondi che danno sapore alla vita, una vita che rifiuta le scialbe sfumature della monotonia quotidiana. Molte volte, per chi ama la poesia, un libro così argomentato e passionale offre una moltitudine di emozioni oltreché spunti per il modo di vedere le cose e specialmente di guardare la vita e i piaceri che essa offre. Un libro come “I sentieri dell’anima” di Alessandra Bucci diventa spesso materiale fondamentale per gli appassionati ma anche per chi della poesia non ne ha mai fatto un suo cavallo di battaglia. Alessandra Bucci è un’autrice con un gran futuro, perché le sue creazioni poetiche risultano sempre ricche di risvolti interiori che lasciano nel lettore una punta di piacevole soddisfazione nel seguirne le trame, dipinte di amore e di sensibilità. Un libro che si addentra letteralmente nei sentieri dell’anima, percorrendo singolarità di vita vissuta dentro le emozioni e con le emozioni. Il libro si presenta con una grafica d’impatto, semplice e introduttivo con il titolo che davvero dice tutto. Si può acquistare a Martinsicuro presso “L’angolo delle fate” in P.zza Cavour e a San Benedetto del Tronto presso “La Bibliofila” in via Ugo Bassi. Per ulteriori informazioni e per chi vuole continuare a seguire l’evoluzione spirituale e poetica di Alessandra Bucci può seguirla sulla sua pagina Ufficiale Facebook: Il mondo di Alessandra B.   13 POESIA S L’ultimo spettacolo Foglia rossastra e cadente Che dall’albero piangi Tutte le lacrime del mondo Rimani attaccata ad un sogno Per non vivere soltanto Il misero tempo fugace Di qualche stagione appena E prima che tu esca di scena M’offri l’ultimo spettacolo Volteggiando nell’aria Danzando fra farfalle stanche Torni alla madre Terra Che t’accoglie e ti conserva Fra le sue braccia eterne © RIPRODUZIONE RISERVATA

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14   MARTINSICURO CALCIO figgendo l’Acqua&Sapone di Montesilvano con il risultato di 3 a 2. Dopo essere passati in vantaggio grazie al colpo di testa di Coccia e dopo aver allungato sul 2 a 0 a inizio secondo tempo con un tiro di piatto di Mastrojanni, la squadra del presidente Di Egidio si fa rimontare nel giro di 10 minuti dalla reti di Gallo e Marrone. A risolvere la partita ci pensa il bomber biancazzurro Mastrojanni, che con un colpo di testa vincente realizza la doppietta personale e regala i 3 punti al Martinsicuro. Le dichiarazioni del presidente Luigi Di Egidio: “Grande partita dei miei ragazzi, nonostante qualche brivido di troppo. Se riusciremo a mantenere sempre alta la concentrazione e i piedi ben saldi a terra potremo dare fastidio a tutti”. 2° giornata, 13 settembre 2015 TORRESE – MARTINSICURO 0-1: 13′ Mastrojanni MARTINSICURO : Facibeni, Lanzano, Piunti, Alessandroni, Pietropaolo, De Cesaris, Di Giorgio, Farinelli (81’ Coccia), Mastrojanni 6 (17’ st Picciola 6), Carboni 6, Galli 6 (22’ st Fini 6). A disp. Tronelli, Piemontese, Latini, Ruggieri. All:. Guido Di Fabio Al Martinsicuro basta un goal al 13′ del bomber Saverio Mastrojanni per espugnare il difficile campo della Torrese. Dopo un’ottima incursione dalla fascia sinistra, l’attaccante ospite Galli fa partire un ottimo destro che il portiere Spinelli può solo respingere: sulla ribattuta c’è il solito Mastrojanni che realizza il suo terzo goal di questo campionato. Durante il resto della partita si assiste a molte occasioni per la Torrese, ma il portiere martinsicurese Facibeni salva il risultato con due incredibili miracoli. Martinsicuro in testa a quota 6 e primo in classifica. Le dichiarazioni del presidente Luigi Di Egidio: “Sono contento di questo avvio di campionato, ieri abbiamo disputato una bella gara, dove in diverse occasioni abbiamo avuto anche l’occasione per chiudere la partita. L’entusiasmo è sicuramente salutare per tutto l’ambiente, ma dobbiamo volare bassi e non perdere di vista il nostro obiettivo che è quello di centrare una salvezza tranquilla”. 3° giornata, 20 settembre 2015 MARTINSICURO – VASTESE 0-2: 25’ D’Alessandro, 77’ Alessandroni (autogoal) MARTINSICURO: Facibeni, Lanzano (72’ Farinelli), Piunti, Alessandroni, Pietropaolo, De Cesaris, Di Giorgio, Coccia (72’ Picciola), Mastrojanni, Carboni, Galli (80’ Fini). A disp. Tronelli, Piemontese, Latini, Ruggieri. All.: Guido Di Fabio Prima sconfitta stagionale per il Martinsicuro Calcio, che Un avvio di stagione (quasi) perfetto per l’ASD Martinsicuro. La squadra del Presidente Luigi Di Egidio si trova, infatti, in cima alla classifica del campionato di Eccellenza abruzzese e al secondo turno di Coppa Italia Abruzzo dopo aver eliminato i “vicini di casa” dell’Alba Adriatica. Non sono soltanto gli ottimi risultati a far sperare i tifosi martinsicuresi, ma soprattutto l’elevata qualità del gioco proposto dalla squadra del Mister Guido Di Fabio. Il calciatore che fino a questo momento ha convinto maggiormente è stato l’attaccante Saverio Mastrojanni: per il 31enne nato a Nola si tratta della prima stagione con la maglia del Martinsicuro. Mastrojanni, soprannominato “Il Bomber”, nella sua lunga carriera ha girato gran parte della penisola italiana e ha disputato ben sette campionati di Serie D e una stagione tra i professionisti in C2 con la maglia dell’Ebolitana Calcio. Alla prima esperienza nel campionato di Eccellenza abruzzese ha siglato 3 reti in tre partite di campionato e una in Coppa Italia Abruzzo. Le prime tre partite di campionato del Martinsicuro: 1° giornata, 6 settembre 2015 MARTINSICURO – ACQUA & SAPONE 3-2: 10′ Coccia (M); 48′ Mastrojanni (M); 54′ Del Gallo (A&S); 64′ Marrone (A&S); 73′ Mastrojanni (M) MARTINSICURO:Facibeni, Lanzano, Piunti, Alessandroni, Carboni, Cucco (46’ De Cesaris), Di Giorgio, Farinelli, Mastrojanni (81’ Ruggieri), Coccia, Picciola (67’ Galli). A disp. Tronelli, Piemontese, Latini, Vagnoni. All.: Guido Di Fabio Inizia come meglio non avrebbe potuto il campionato del Martinsicuro Calcio: la squadra di Mister Guido Di Fabio si complica la vita, ma conquista i 3 punti davanti al pubblico di casa scon-

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SOGNARE NON COSTA NULLA viene battuto davanti al proprio pubblico dalla Vastese, una delle favorite alla vittoria finale. Primi minuti targati quasi interamente “Vastese”, la quale crea tantissime occasioni da goal. La rete del vantaggio arriva al minuto 25 grazie ad un euro-goal di D’Alessandro, il quale in rovesciata batte l’incolpevole Facibeni. Il Martinsicuro reagisce e un quarto d’ora dopo “realizza” il goal del pareggio: Di Giorgio raccoglie un ottimo passaggio filtrante del proprio centrocampo e spedisce la palla in rete con un bel destro, ma il direttore di gara D’Orazio annulla la rete per un fuorigioco inesistente. La prima frazione termina, quindi, sul risultato di 1 a 0. Nel secondo tempo la Vastese rimane in dieci uomini per l’espulsione di Tarquini e il Martinsicuro va vicinissimo al goal del pareggio, prima con Di Giorgio e poi con la punizione di Piunti, che però si stampa sulla traversa. Nel momento migliore dei locali, arriva il 2 a 0 della Vastese che chiude la partita: tiro-cross al volo di Iaboni; nel tentativo di evitare il tap-in di Balzano, Alessandroni infila il pallone nella propria porta. Nonostante la sconfitta, il Martinsicuro rimane in testa alla classifica a pari punti con altre cinque squadre, tra cui proprio la Vastese. Le dichiarazioni del presidente Luigi Di Egidio: “Mi piacerebbe capire cosa abbia visto il guardalinee De Remigis quando ha alzato la bandierina per segnalare l’off side (inesistente,ndr) a Di Giorgio. E’ imbarazzante ed imperdonabile, spero che venga fermato   15 di Giorgio Basile dai vertici arbitrali e fatto riposare e meditare un po’. Non si può condizionare una partita così, sarebbe stata la rete del pareggio e il secondo tempo avremmo attaccato a favore di vento…; comunque meritavamo sicuramente di portare a casa il punto, peccato per il palo di Piunti. Adesso rimettiamoci al lavoro per la trasferta di mercoledì a Francavilla” Il presidente Luigi Di Egidio e il Mister Guido Di Fabio continuano ad affermare che l’obiettivo rimane una salvezza tranquilla, ma dopo una partenza così positiva i tifosi del Martinsicuro possono pensare in grande… sognare non costa nulla. Classifica aggiornata al 26/09/2015 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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