Il Martino cartaceo n.18 anno 1

 

Embed or link this publication

Description

quindicinale di informazione, approfondimenti e interviste

Popular Pages


p. 1

12 Ottobre 2015 - n. 18 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste QUARTIERE FRANCHI, COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE 2€ GIUSTIZIA PER GIULIA. PARLA LA ZIA di Maria Giulia Mecozzi A qualche settimana dai funerali di Giulia Di Sabatino, » continua, Pag. 4-5 la giovane ragazza 19enne di Tortoreto, scomparsa il 1 “ECCO PERCHÉ LA CHIAMIAMO ‘ACCOGLIENZA’ E NON Settembre 2015 e i cui resti sono stati ritrovati sul tratto di ‘EMERGENZA’ ” autostrada A14 tra.... di Maria Giulia Mecozzi Dopo le polemiche scatenaalle persone che fuggono » continua, Pag. 7 tesi sul web a fronte della dalle guerre che dalla Siria lettera inoltrata dall’Associa- al Nord-Africa colpiscono sozione On the Road, con sede prattutto le popolazioni civili, a Martinsicuro, e pubblicata dalla dittatura Eritrea ai conflitti da tutte le testate giornalisti- religiosi ed etnici dell’Africa che, Noi de Il Martino, abbia- centrale ed occidentale”. mo ritenuto opportuno fare chiarezza per non sconfinare nei facili allarmismi innescati PROPRIO PER questo siamo andati a parlare direttamente da quegli slogan populisti con il vicepresidente di On the che circondano il fenomeno Road, Alexandra Mejsnarova, migratorio. Ricordiamo che, come anche specificato nella per capire come l’Associazione ha gestito e sta gestendo lettera, “On the Road, con il il fenomeno migratorio del di Giusy Valori progetto ENA (Emergenza Nord-Africa. Dice il vicepresiNord Africa) fornisce aiuto » continua, Pag. 6 Si parla tanto del mondo femminile, complesso ed affasciINDICE nante. Un po’ meno di quello PREVENZIONE........................ 2 ON THE ROAD........................ 6 QUESTO È UN UOMO........11 maschile, più semplice e in DISSESTO................................. 3 GIUSTIZIA PER GIULIA........ 7 LA POESIA DI ALE................13 apparenza meno seducente... EXPO.......................................... 3 SCUOLA STEINERIANA... 8-9 MART. CALCIO................14-15 » continua, Pag. 11 QUARTIERE FRANCHI...... 4-5 ITALIANO MEDIO................10 QUESTO È UN UOMO

[close]

p. 2

2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti, Alessandro Faralla, Giusy Valori. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 3

EXPO: ANDARE O NON ANDARE? QUESTO È IL DILEMMA. di Federica Bucci DISSESTO di Marco Capriotti   3 Cari lettori, Il cielo azzurro e il caldo mi ingannano. Siamo in autunno! Chi è al lavoro, chi in cerca di un lavoro, chi a scuola, chi all’universitá, chi al mare a passeggiare; le vacanze sono un ricordo e la vita procede regularmente verso Natale. Si discute della Riforma elettorale, di alcuni scandali che coinvolgono politici, della nuova visione della Chiesa, delle buche nelle strade. Il nostro cartaceo si rivolge principalmente alla popolazione di Martinsicuro, mentre il nostro sito internet ha una visione piú globale. Per questo conoscere l’umore di una cittá è sempre importante. Mi fa senso sentire che vengono “abbattuti”nel nostro comune i semafori. Certamente l’eco di una notizia locale fa piú senso di una internazionale o che è tanto distante da noi. Le inondazioni nella Costa Azzurra francese ci sembrano tanto lontane. Quando piove un pò’ di piú e si allaga una via del centro cittá al contrario è una notizia molto commentata e la colpa è dell’amministratore locale di turno (a volte è vero!). Il dissesto del territorio è uno dei problemi presenti anche in Abruzzo e nella provincia di Teramo. Ne parliamo adesso, speriamo di “esorcizzare” il problema. Però la manutenzione è importante. Mi dicono che la strada tra Villa Mosca e Colleparco a Teramo è in condizioni critiche. Se ci sono criticitá segnalatecelo sempre al nostro indirizzo di posta elettronica info@ilmartino.it Buona lettera a tutti voi. Dal 1 maggio 2015 è uno degli argomenti che più di tutti divide l’opinione pubblica italiana: nonostante i numerosi tentativi di boicottaggio –la maggior parte dei quali per motivi etici dovuti alle poco condivisibili scelte degli sponsor-, i visitatori sono in media tre milioni al mese. cia, quello del Regno Unito, quello del Marocco e, inevitabilmente, il padiglione così detto “zero”, quello che andrebbe visitato per primo per rendersi conto di quale sia lo spirito della manifestazione, nel quale si ripercorre la storia dell’alimentazione dell’uomo dalle origini a oggi. Un altro elemento che colpisce tutti i visitatori è l’Albero della vita, il simbolo del padiglione Italia, la cui struttura risale al periodo rinascimentale, il periodo artistico più fervido dell’arte italiana. Questo meraviglioso albero, animato in continuazione da effetti È chiaro, sto parlando dell’Expo, speciali ultra tecnologici, che si erge al centro del Lake Arena, l’esposizione universale in corso prende infatti spunto da un disegno di Michelangelo realizzato per a Milano fino al 31 ottobre. Come pavimentare Piazza del Campidoglio su incarico papale. tutti sappiamo, l’esposizione universale è organizzata in una Come al solito, non è tutto oro quel che luccica, e infatti sono serie di padiglioni, ognuno dei arrivate anche le critiche, specie per quel che riguarda l’organizquali rappresenta un paese del zazione dell’evento. mondo (ben 53 i paesi partecipanti) sia nell’architettura ester- Sono stati infatti molti a riferirmi che si sarebbero aspettati un na che nei percorsi interni. coinvolgimento maggiore una volta entrati all’interno dei vari Personalmente, non ho ancora padiglioni e magari una partecipazione attiva ad alcune attività avuto modo di parteciparvi, ma, tipiche del paese padrone di casa, mentre ciò che ci si trova dai racconti raccolti da alcuni davanti è quasi tutto di natura multimediale e consiste dunque amici, ho notato che i pareri a esclusivamente in filmati e fotografie. riguardo sono molto discordanti. Altre lamentele hanno riguardato senza dubbio le file interminaSenza dubbio, tutti hanno elo- bili e l’elevato costo di qualsiasi prodotto, che fa sembrare tutto giato l’esposizione da un punto eccessivamente commerciale. Inoltre, in molti hanno sottolineato di vista architettonico, ritenen- la loro sorpresa nel trovare file smisurate fuori dai padiglioni dola grandiosa sotto questo McDonald’s e Coca Cola, padiglioni che, a mio parere, non aspetto. avrebbero assolutamente dovuto essere presenti all’interno della manifestazione poiché in netta contrapposizione con quelli che I padiglioni più apprezzati sono dovrebbero essere i suoi principi base e con il suo slogan, ovvero stati quello austriaco, nel quale “Nutrire il pianeta, energia per la vita.” ci sono 5 gradi in meno rispetto all’esterno grazie all’effetto Dunque, numerosi sono i pro, ma numerosi sono anche i contro. rinfrescante delle piante; il Credo però che, nonostante tutte le contraddizioni e tutte le padiglione svizzero, all’interno polemiche, valga veramente la pena visitare l’Expo, sperando del quale si possono prendere che questa sia la chiave di volta per il superamento della crisi prodotti gratuitamente tenendo che attanaglia il nostro paese da oramai troppi anni. conto però che quello che si prende viene poi tolto agli altri e infine il padiglione del Giap pone, il più tecnologico tra tutti. Meritano poi particolare atten© RIPRODUZIONE RISERVATA zione anche quello della Fran- © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 4

4   TERRITORIO di Ilenia Laurenzi Il quartiere Franchi è stato costituito di recente, appena due anni fa, sorto all’interno del progetto quartieri voluto dall’attuale amministrazione. Situato a Villa Rosa, si distingue per estensione, comprendendo il territorio che va da via Franchi, fino ad arrivare a via Ischia e via Capri e abbracciando parte della statale 16 per arrivare alla collina, fin su alla Civita. In totale vi abitano circa 200 famiglie, spalmate su di un territorio che presenta problematiche ed esigenze variegate. Umberto Marini e Alfonso Moscufo, rispettivamente, presidente e vicepresidente ci hanno raccontato il loro quartiere e gli sforzi che vengono quotidianamente fatti dalla comunità per rendere il posto in cui vivono, un luogo migliore. “Mi dispiace parlare del mio quartiere iniziando dalle problematiche, ma attualmente il disagio più grave lo subiamo a causa dei puntuali allagamenti delle strade ogni volta che cadono due gocce di pioggia. L’origine è data dalla gestione delle acque reflue. Sia come comitato, che come cittadini, ci siamo autotassati per commissionare una relazione sul rischio idrogeologico delle acque reflue, in quanto molte delle vecchie cavate che confluivano in mare, nel corso degli anni, sono state chiuse. Questo documento, stilato dall’ingegner Marrone, è stato acquisito dal comune, il quale, proprio la scorsa settimana, ci ha fatto pervenire una risposta, nella persona dell’ingegner Lancianese ed attualmente attendiamo un incontro con l’Amministrazione per chiarire meglio alcuni punti. La lettera che ci è stata fatta pervenire, non dà una risposta esaustiva ai requisiti che abbiamo richiesto e, soprattutto, è molto tecnica: questo non è utile ai fini pratici della risoluzione del problema. Ci rendiamo conto che, in questa fase, è prematuro parlare di una soluzione definitiva, in quanto siamo perfettamente consapevoli che questo comporta dei costi, attualmente, inaffrontabili, ma ci aspettiamo per lo meno una soluzione parziale, tanto da consentire alle acque un facile deflusso verso il mare. La problematica più forte la vivono coloro che abitano a ridosso della collina dove, in condizioni di forte pioggia, giunge una vera e propria valanga d’acqua. Fino a via Roma, tutte le cavate presenti sul territorio hanno la viabilità normale, a differenza invece delle cavate più a val© RIPRODUZIONE RISERVATA le che sono state interrotte o deviate o addirittura chiuse. Logicamente tutta l’acqua che arriva, confluisce in un’unica cavata, creando disagi, allagamenti e tutto ciò che ne deriva. Visto che il comune non riusciva a finanziare questo progetto, noi del quartiere, pur di riuscire a trovare una soluzione, abbiamo deciso di autotassarci, raccogliendo una somma necessaria per realizzare la relazione, che è stata preparata in un mese e mezzo. Il passo successivo è stato quello di presentarla all’Amministrazione che si sta impegnando per trovare la soluzione migliore, stavolta stiamo “puntando i piedi”, anche al fine di accorciare i tempi. Siamo attualmente in attesa di incontrare l’amministrazione, per poter discutere dell’argomento, anche in previsione della stagione invernale che è alle porte. L’idea della relazione sul rischio idrogeologico nasce con l’intento di tutelarci visto che nel 2007, dopo l’alluvione, moltissimi di noi hanno registrato danni ingenti a proprietà, abitazioni ed effetti personali. Siamo consapevoli che il problema è esteso, non coinvolge esclusivamente l’Amministrazione, ma si allarga ad altri enti come l’Anas e la rete ferroviaria, ma il diretto interessato è il privato, che subisce i danni. Le “bombe d’acqua” investono soprattutto via Franchi, via delle Messi, via Capri perché defluisce una sola cavata, situata proprio in via Franchi. Al sindaco abbiamo fatto richiesta di un’ordinanza in cui sollecitare il privato a ripulire la cavata situata sul proprio terreno. Purtroppo è da sottolineare che, spesso, non si agisce con criterio sulle cose: in via Capri, all’interno dell’unica cavata che porta al mare, passa anche il tubo della fogna. Questo fa sì che il diametro sia tanto stretto da impedire un corretto deflusso. Con i risultati che sono sotto agli occhi di tutti, ogni qualvolta inizi a piovere. E nella relazione presentata, tutto questo è annotato, assieme alle varie criticità e causali. Voglio anche evidenziare il fatto che quando piove molte case sono invase dall’acqua e in passato, i danni causati dalle alluvioni, non sono stati riconosciuti né tanto meno risarciti in quanto non rientranti nello “stato di calamità”. Altro grave problema è legato alla fornitura del metano. La zona interessata è quella situata sulla Statale 16, una striscia di territorio che interessa circa 30 famiglie che, nell’anno di grazia 2015, si trovano senza metano. Si va avanti, me

[close]

p. 5

QUARTIERE FRANCHI, COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE compreso, con le bombole del gas, per ovviare al problema, ma non dimentichiamo che il metano è un bene di prima necessità. La richiesta di fornitura è stata avanzata già da tempo, cosi’ come da tempo è stata fatta una raccolta firme. Il comune ha girato la richiesta alla Regione, in quanto il problema non è di sua competenza, ma sono già passate due amministrazioni senza che la soluzione si affacci all’orizzonte. Noi, come ovvio, continuiamo a sollecitare il comune. Non dimentichiamoci, tra l’altro che, in questa zona l’allaccio dell’acqua e della condotta fognaria fu fatto circa 10 anni fa. Fino al 2005 si andava avanti con i pozzi neri e i pozzi dell’acqua. Quali attività vengono organizzate all’interno del quartiere? Di comune accordo, abbiamo deciso di non partecipare al carnevale con il carro, per una questione di costi e tempo. Preferiamo investire in altre attività. L’organizzazione di feste ed eventi è frenata dalle pastoie burocratiche, ecco perché, come quartiere, ci siamo concentrati essenzialmente sulla festa patronale di “S. Maria bambina”, che si tiene la prima settimana di settembre. Abbiamo risposto alle richieste del parroco organizzando personalmente l’evento, che registra ogni hanno una forte presenza in termini di partecipanti. Abbiamo pensato di organizzare anche altri eventi o manifestazioni, ma il deterrente maggiore è la scarsità di spazio idoneo a nostra disposizione. C’è molta partecipazione alle attività di quartiere da parte degli abitanti? Si, c’è una buona risposta da parte dei cittadini della zona Franchi, sia agli incontri che teniamo periodicamente che, come detto, agli eventi. Noi stessi, membri del direttivo, facciamo sistematicamente ronde sul territorio al fine di segnalare disservizi e criticità che possono essere pozzetti otturati, potature non raccolte, immondizia abbandonata. Poi segnaliamo tutto a chi di dovere tempestivamente, in modo da risolvere, almeno, questi piccoli disagi. E’ da dire che c’è un’ottima capacità di dialogo con l’Amministrazione, ma anche che c’è un buon coinvolgimento da parte degli abitanti. Abbiamo puntato sulla sensibilizzazione e sulla comunicazione con i cittadini e questo sta ripagando.   5

[close]

p. 6

6   ON THE ROAD MARTINSICURO SULL’EMERGENZA IMMIGRAZIONE: “ECCO PERCHÉ LA CHIAMIAMO ‘ACCOGLIENZA’ E NON ‘EMERGENZA’ ” di Maria Giulia Mecozzi Dopo le polemiche scatenatesi sul web a fronte della lettera inoltrata dall’Associazione On the Road, con sede a Martinsicuro, e pubblicata da tutte le testate giornalistiche, Noi de Il Martino, abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza per non sconfinare nei facili allarmismi innescati da quegli slogan populisti che circondano il fenomeno migratorio. Ricordiamo che, come anche specificato nella lettera, “On the Road, con il progetto ENA (Emergenza Nord Africa) fornisce aiuto alle persone che fuggono dalle guerre che dalla Siria al Nord-Africa colpiscono soprattutto le popolazioni civili, dalla dittatura Eritrea ai conflitti religiosi ed etnici dell’Africa centrale ed occidentale”. Proprio per questo siamo andati a parlare direttamente con il vicepresidente di On the Road, Alexandra Mejsnarova, per capire come l’Associazione ha gestito e sta gestendo il fenomeno migratorio del Nord-Africa. Dice il vicepresidente: “In quanto Associazione stiamo gestendo e gestiamo da anni quella che ora, gli organi di informazione chiamano ‘emergenza’ e che Noi preferiamo chiamare prima ‘accoglienza’, dal Luglio 2014 con numeri molto ridotti: 10 persone massimo. La nostra amministrazione nelle diverse strutture a disposizione, dislocate in più parti del Piceno e dell’Abruzzo, è stata molto positiva, in quanto abbiamo sempre cercato di mantenere un clima ed un rapporto molto familiare, non solo con chi chiede aiuto ma anche con gli abitanti ed i Comuni nei quali le residenze si trovano”. Importantissimo, inoltre, è il supporto psicologico che On the Road offre a coloro i quali entrano nelle loro strutture di accoglienza. A fornirlo sarà direttamente la psicologa e psicoterapeuta, nonché referente dell’area richiedenti asilo e protezione internazionale, Roberta Vecchiotti. “Oltre all’assistenza psicologica – A spiegarci cosa accade una volta ci informa la vicepresidente - forniamo anche un’assiche queste persone sono scese da stenza legale e dei mediatori culturali poiché, in prima uno dei tanti barconi della morte e assistenza, molte volte capita che ci sono persone in cosa consiste la fase della prima che non parlano neanche il francese o l’inglese. Imaccoglienza, è la coordinatrice Fe- portante, affinché essi siano in grado di inserirsi nella derica Allevi. “La Prefettura – dice società che li accoglie, è il corso di alfabetizzazione. Allevi - chiama l’Organizzazione Offriamo cioè dei corsi di italiano che si svolgono o e comunica il numero degli arrivi qui, negli uffici in via delle Lancette 27 fatti da dei in base ai posti disponibili nella volontari oppure tenuti direttamente dal centro EDA, struttura. A Luglio, ad esempio, ab- come quelli che si svolgono presso la scuola ElemenUn altro luogo comune che muove biamo avuto 10 persone. Arrivano tare Sandro Pertini ma non solo”. l’immaginario collettivo è quello in pullman da un centro di prima dell’immigrato che intasca, ogni accoglienza della Sicilia o della Ca- Per queste persone, ci assicurano, sono previste angiorno senza far nulla, una somlabria. Una volta giunti in struttura che attività ricreative di sport, arte e musica; tutto per ma pari a 35 Euro. Per sfatare si procede secondo una prassi ben cercare di reinserirli al meglio in una realtà nuova che questo mito il vicepresidente ha precisa. La prima fase prevede presenta caratteristiche culturali differenti. pensato bene chiarire sia la prola consegna di un kit di prima acvenienza di questo denaro sia coglienza per dare la possibilità di come esso viene impiegato. “Infare una doccia, avere abiti puliti nanzitutto - dice - questi non sono ed un pasto caldo. La seconda, in alcun modo soldi sottratti alle invece, prevede una visita medica tasche dei contribuenti, bensì pro- fatta da un dottore contattato diretvengono da fondi europei istituiti tamente dalla prefettura. La terza © RIPRODUZIONE RISERVATA proprio per gestire l’emergenza. Per quanto riguarda invece l’impiego di questi 35 Euro bisogna ribadire che alla persona non viene assolutamente nulla se non 2.50 Euro di pocket money e dei buoni pasto. Con il resto del denaro vengono pagati gli operatori, l’affitto della struttura, le visite mediche ed altre spese necessarie a cui l’Associazione deve far fronte per aiutarli”. E continua: “Affinché non si speculi su questa situazione Noi, come anche tutte le altre Associazioni, riceviamo visite dalle prefetture che controllano l’operato e lo stato dei lavori”. fase li introduce direttamente nelle attività di accoglienza e dopo circa un mese vengono contattati dalla Questura per procedere all’identificazione”. Come ci conferma la stessa coordinatrice, tutti quelli che arrivano sono richiedenti asilo, cioè sono in attesa che una commissione giudichi la storia di vita di ognuno e dica se si può essere titolari di protezione internazionale oppure no. Nell’attesa di essere giudicati, per poter rimanere sul suolo italiano, viene dato loro questo permesso che ti identifica come richiedente asilo politico”.

[close]

p. 7

Giustizia per Giulia. Parla la zia: “Vogliamo che sia trovato il colpevole 7 e certezza della pena”   di Maria Giulia Mecozzi concedere un sorriso o un saluto a tutti. Mentre, cosa strana, proprio quel giorno, una persona ha testimoniato il fatto che Giulia non l’avrebbe salutata e che incrociando il suo sguardo avrebbe preferito proseguire a testa bassa”. La voce di un’ipotetica discussione, in quella stessa giornata tra Giulia e la madre, non può sicuramente “dar forza all’ipotesi del suicidio o al fatto che sia uscita senza portar nulla con sé per un litigio” spiega ancora la zia. A qualche settimana dai funerali di Giulia Di Sabatino, la giovane ragazza 19enne di Tortoreto, scomparsa il 1 Settembre 2015 e i cui resti sono stati ritrovati sul tratto di autostrada A14 tra Giulianova e Mosciano Sant’Angelo, vogliamo cercare di far chiarezza su questa drammatica vicenda che ha colpito non solo gli abruzzesi ma tutta Italia, tanto che del caso si sta occupando anche la nota trasmissione in onda ogni mercoledì su Rai Tre, “Chi l’ha Visto?”. Proveremo, per quanto possibile, a dirimere alcuni dubbi grazie alla testimonianza di Barbara Di Sabatino, zia di Giulia e cugina del padre, ripercorrendo assieme a lei la storia di Giulia, chi era e quali sono le ipotesi in questo momento più accreditate rispetto a ciò che è accaduto. Innanzitutto, vogliamo insieme alla zia ricordare Giulia chiedendole, in due parole, di descriverci chi era questa bella ragazza di soli 19 anni. “Giulia – dice la signora Di Sabatino – era una ragazza solare, molto aperta. In paese la conoscevano tutti perché era sua abitudine salutare chiunque. Inoltre, come ogni ragazza di quell’età, era piena di sogni e stava facendo progetti di vita importanti che avrebbe I rilevamenti sul luogo della tragedia proseguono. Per ora, sulla grata del cavalcavia sono stati rinvenuti, le impronte di una scarpa di Giulia e delle sue mani. La signora Di Sabatino è cominciato a realizzare con il suo imminente trasferimento a Londra, dove avrebbe raggiunto la sorella qualche giorno comunque convinta che la persona che ha ucciso Giulia o che dopo la tragedia”. Giulia, ci ricorda la zia, aveva lavorato un’estate intera per mettere qualche soldo da parte per intra- l’ha indotta a suicidarsi quella prendere questa nuova avventura, “invece tutte le sue aspet- sera, ora “si trova fuori dall’Italia. Questa persona, ha messo tative sono cadute giù con lei da un cavalcavia”. in piedi una grande macchina di depistaggio per avere tutto il Le indagini, ci conferma la signora Di Sabatino, stanno pro- tempo di andare via dall’Italia e seguendo ed è attualmente aperto un fascicolo per istigazio- non farsi trovare”. ne al suicidio a carico di ignoti. “Noi della famiglia – dice la zia – non abbiamo mai creduto all’ipotesi del suicidio, proprio E ancora: “Non voglio nemmeno per la modalità in cui è andata via Giulia quella sera: quale escludere il fatto che questa perragazzo, al giorno d’oggi, esce senza portare con sé il proprio cellulare?”. Tornata a casa quella sera, verso la mezza- sona possa essere una donna. notte, la ragazza ha lasciato infatti tutti i suoi effetti personali, Staremo a vedere cosa succompresi l’intera somma dell’ultimo stipendio ricevuto e il suo cederà. Noi, intanto, in quanto famiglia vogliamo che sia fatta cellulare, in casa per poi uscire senza dire nulla. chiarezza, che venga trovato il colpevole e di conseguenza ci La zia ci conferma che lo aveva fatto altre volte ma sempre sia una pena adeguata al reato portando con sé il telefono e su questa questione aggiunge: commesso. “Evidentemente chi quella sera ha ucciso Giulia, ha premeditato bene la cosa dicendole che era questione di poco e che faceva meglio a non portare nulla con sé”. Infatti, anche Sappiamo che Giulia non tornerà ma almeno avremo avuto dai recenti fatti di cronaca, sappiamo bene che portare un giustizia e potrà riposare in cellulare con sé comporta il rischio di essere localizzati e rintracciati facilmente. “Proprio per questo – incalza la zia – pace”. © RIPRODUZIONE RISERVATA chi ha fatto del male a Giulia ha pensato molto bene a come depistare le indagini”. Inoltre, l’ipotesi del suicidio non appare affatto percorribile per un altro motivo: “La ragazza difficilmente avrebbe potuto raggiungere il cavalcavia a piedi data la lontananza; qualcuno deve avergli fornito un passaggio in macchina. A meno che – aggiunge la signora Di Sabatino – la ragazza non è arrivata lì già morta ed è stata solo successivamente buttata giù dal ponte”. Dunque ora si scava nelle frequentazioni di Giulia che, dice la zia “aveva molti amici ma tutta gente tranquillissima e del paese. Dunque, anche chi le ha fatto del male sicuramente è una persona che lei conosceva molto bene e di cui si fidava. Come ripeto, era monto solare e per questo solita a

[close]

p. 8

8   SCUOLA STEINERIANA: di Ilenia Laurenzi A Tortoreto, un’associazione costituita da un gruppo di genitori ha realizzato una struttura scolastica con lo scopo di diffondere i principi pedagogici di Rudopl Steiner, filosofo e pedagogista austriaco. un casolare… “Sì. Il progetto iniziale prevedeva, come sede della scuola, Villa Franchi a Villa Rosa, ma poi abbiamo preferito stabilirci a Tortoreto, e devo dire che è stata la scelta Ma, con precisone, qual è l’apgiusta. Il luogo si sposa alla perfeproccio della pedagogia steinezione con i principi su cui è fondata riana? l’idea di Steiner: i bambini vivono a stretto contatto con la natura, in Lo abbiamo chiesto al Presidente tutte le sue forme e questo influisce positivamente sulla formazione del della scuola steineriana “I colori ragazzo. del sole”, Walter D’Ambrosio. “Alla base della pedagogia steineriana c’è il bambino, inteso come essere completo e individuale, a cui bisogna permettere e favorire la realizzazione delle sue potenzialità, incoraggiando i talenti di cui è portatore attraverso una pratica armonica delle attività manuali, del cuore e della mente. La scuola doveva collocarsi in un contesto “sano”, in cui poter svolgere in completa comodità le attività agricole e artigianali, fondamentali nell’offerta formativa che il nostro programma propone. Attraverso la riscoperta e l’insegnamento delle attività manuali ,quali l’agricoltura e l’artigianato, si dà al bambino l’occasione di imparare ad osservare i processi della vita, della produzione e del sostentamento, così da insegnare loro a vedere il senso delle cose. Da noi il maestro è colui che guida l’allievo alla conoscenza di ciò che lo circonda e un’aula, di sicuro, non si presta in maniera ottimale a questo scopo. Osservare il mondo esterno e la natura circostante ha come obiettivo quello di progettare la propria esistenza, in quanto uomo e natura sono inscindibilmente correlati. Da quando è sulla terra, l’uomo usa le mani per creare e non esclusivamente per apprendere in maniera passiva: con la pedagogia steineriana, il bambino viene ricondotto alle origini”. Come nasce l’Associazione “I colori del sole”? “Nasce due anni fa, dall’incontro di 4 famiglie che decidono di fondare una scuola, ad indirizzo steineriano. Siamo riusciti a realizzarla a Tortoreto, dopo aver trovato una struttura che si prestasse allo scopo. Le nostre scuole non prevedono un finanziamento né dal pubblico né, tantomeno, dal privato, sono i genitori dei piccoli allievi che, con il loro contributo, sostengono la scuola. E proprio i genitori sono una parte attiva e fondamentale dell’intera organizzazione, in quanto vengono coinvolti nelle attività didattiche e laboratoriali. Inoltre i genitori curano la propria crescita personale attraAttraverso questo equilibrio si verso la partecipazione a corsi e conferenze, al fine di fonderà la capacità di diventare rendere maggiormente proficui gli insegnamenti che un uomo libero, fiducioso di se’ e vengono impartiti dagli insegnanti. E’ dall’esempio in grado di contribuire allo svilupche proviene l’insegnamento più grande, e i genitori po della società. Per far sì che si vengono coinvolti in prima persona nei laboratori artiabbia uno sviluppo sano, è neces- E’ bene precisare che Steiner è il sario che l’educatore tenga conto nostro ispiratore, ma non seguiamo gianali per aiutare i propri figli nelle attività”. le sue teorie in maniera pedisdelle fasi evolutive, diverse, che sequa, quasi fossero dogmi. Se ogni individuo attraversa nel suo Come è strutturato il ciclo formativo? riflettiamo sul fatto che un bambino, percorso di crescita, accompa“Più o meno come quello della scuola dell’obbligo gnandole con adeguati interventi trascorre mediamente, 8 ore della statale. Accogliamo i bambini dai tre anni ai 12 anni, propria giornata, a scuola, in un pedagogici”. ambiente chiuso, senza poter vive- impartendo loro lezioni che li accompagnino gradualre a contatto con la natura appren- mente nella crescita. Fondamentale è il rispetto dell’equilibrio del bambino e questo viene conseguito attraAvete voluto fondare la vostra dendo da essa, capiamo da soli sede in campagna, restaurando che non è molto produttivo per lui. verso l’alternanza di ore di studio ad attività all’aperto.

[close]

p. 9

un ‘alternativa alla scuola statale   9 Le materie di insegnamento prendono spunto e ispirazione dagli esempi della natura, fermo restando che diamo loro una formazione comunque completa, sono le modalità di insegnamento ad essere diverse rispetto a quelle standard. Per momenti di svago mi riferisco essenzialmente alle attività all’aperto: insegniamo a coltivare l’ orto, a realizzare piccoli oggetti , persino a creare gli arnesi e gli utensili che servono a svolgere le attività di agricoltura e artigianato. Attraverso queste attività, vogliamo cercare di creare una società che torni alla riscoperta e a vivere il rapporto primigenio con la natura e, di conseguenza, con l’arte in tutte le sue forme ( pittura, musica, canto….). Vogliamo far riscoprire, ai nostri ragazzi, ma anche ai loro genitori, il bello incoraggiando la creatività e incentivando le potenzialità dei ragazzi: solo così si può arrivare alla creazione di una società migliore”. Sembrerebbe una sfida….. “Assolutamente no. Noi non vogliamo di certo sfidare il sistema, ma fornire degli strumenti per creare una realtà diversa attraverso situazioni sane. I bambini soffrono chiusi nelle strutture scolastiche. Noi diamo loro la possibilità di vivere la realtà in modo diverso. Per noi la scuola non è un parcheggio dove lasciare il bambino otto ore al giorno, bensì bisogna seguirlo e fornirgli la capacità di confrontarsi con gli altri”. Quali sono i vostri orari? “Le lezioni si svolgono dalle 8:00 alle 15:00. ‘ I colori del sole’ è la prima realtà di questo tipo sorta in Abruzzo. Mentre il nord conta circa 60 strutture steineriane, nel centro sud sono presenti solo tre realtà: in Abruzzo, in Puglia e in Sicilia. Dove si trova la scuola e cosa bisogna fare per iscriversi? “Tutte le informazioni sono reperibili sulla nostra pagina facebook. Ci potete trovare a Tortoreto in via Aldo Moro. I corsi sono già iniziati e termineranno, secondo calendario scolastico canonico, a giugno”. La vostra scuola non si colloca all’interno della scuola pubblica, ma neanche privata è il termine adeguato….. “No, la nostra scuola è definita ‘Scuola parentale’, in quanto il genitore si assume la responsabilità dell’educazione e dell’istruzione di suo figlio. In Italia c’è una legge molto avanzata in tal senso, che permette alle famiglie la possibilità di provvedere all’istruzione dei propri figli, limitatamente al conseguimento della licenza media. La materia è normata dagli articoli 111 e 112 del testo unico della scuola, DLgs 297/94”. Un ultima domanda: come valutate i ragazzi? “In realtà la nostra scuola non propone un modello competitivo al bambino, ecco perché non esistono voti o pagelle. C’è un ‘voto valutativo’ che si esprime nel resoconto del percorso d’istruzione che l’allievo ha avuto nel corso degli anni. Inoltre ci avvaliamo del cosiddetto ‘giudizio evolutivo’, cioè l’intervento periodico di un medico antroposofico ( la filosofia fondata da Steiner n.d.r.) che segue il bambino nella crescita. Il dottore esterno osserva l’andamento dei bambini in classe e nella crescita individuale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 10

10   “RIDIAMO” DI NOI IN ITALIANO MEDIO LA REALTÀ ASSURDA E VERA DI MACCIO CAPATONDA di Alessandro Faralla A otto mesi dall’uscita, il film dell’abruzzese Marcello Macchia (Maccio Capatonda) è sempre attualissimo: sì perché noi italiani, più grazie ai nostri vizi, siamo sempre gli stessi e Italiano Medio c’è lo ricorda amaramente. Italiano Medio mantiene “dritto per dritto” lo stile inconfondibile di Maccio Capatonda, principe dell’apparente assurdo, al suo primo lungometraggio. farà posto a nuove costruzioni. Ma anche questa crociata si rivelerà fallimentare: ormai svuotato e sfiduciato, sarà l’incontro con un vecchio compagno di scuola, Alfonzo (Herbert Ballerina), a segnare una svolta nella sua vita: è infatti una pillola, propostagli dall’amico, a trasformarlo in un’altra persona facendogli utilizzare solo il 2% del proprio cervello anziché il 20, come comunemente si crede. sua identità creativa in qualcosa di azzardato e non fedele al progetto. Un film divertente, in cui moltissimi spettatori rideranno di sé stessi, magari inconsapevolmente. Scritto, diretto e interpretato dallo stesso Maccio, Italiano Medio è basato su uno dei finti trailer dell’artista abruzzese e segue la storia di Giulio Verme, ambientalista convinto, un uomo alla soglia dei 40 che, in maniera convinta e ligia, è impegnato socialmente e politicamente, ma al contempo insoddisfatto, incapace di fare la differenza in un mondo superficiale e indifferente. Una serie di episodi lo porteranno persino a diventare famosissimo tanto da partecipare al talent folcloristico MasterVip, Il suo stato depressivo influisce, dove Giulio dovrà scegliere definitivamente se abbandonare inevitabilmente, nel rapporto con il suo passato e i suoi affetti. la compagna Franca, attiva nel volontariato, che inizia a palesa- Nel valutare questa commedia non bisogna fermarsi a giure un’insofferenza verso lo stile dicarla negli aspetti più demenziali e comici, anche se più di vita di Giulio. Deciso così a far riconoscibili, ciò sarebbe limitativo. qualcosa di importante Giulio si lascia attrarre dall’improbabile A mio avviso Marcello Macchia (Maccio Capatonda) riesce associazione ambientalista dei nell’intento di estendere l’idea del trailer in un’opera di circa Mobbasta, intenta a difendere un’ora e mezza. Ce la fa perché non snatura il suo credo, la l’esistenza di un bio parco cittadino dallo smantellamento, che Da qui in poi Giulio oscillerà tra due versioni di sé, quella sfacciata, brutta, menefreghista, volgare che si attua nei Italiano Medio è un’opera molto vizi dell’italiano medio e quella più impegnata, desiderosa di intelligente, sottile, volutamente cambiare le cose per il bene comune. provocatoria, e per riprendere il leitmotiv utilizzato dai protagoQuesto dualismo è ben rappresentato dalle tonalità croma- nisti nella campagna promoziotiche che accompagnano i passaggi da un profilo all’altro di nale, è veramente un film amaro, Giulio. di denuncia sociale raffigurante un’Italia un po’impegnata, Sarà proprio un atto di vandalismo del Giulio cafone e tamarro, ma anche molto indifferente e che aprirà gli occhi al Giulio attivista: l’opinione pubblica si mediocre, persa nelle mode e interessa concretamente di qualcosa solo quando questa nei vizi di un paese confuso, assume un’attenzione mediatica notevole; non è quindi il ammaccato nei valori e nei comfine a contare, ma la morbosità verso qualcosa o qualcuno a portamenti, dove anche i più idesmuoverci. Lo scoprirà suo malgrado: il tentativo di fare del alisti sono costretti a rimodellare bene distruggendo risulta così controproducente, la società i loro principi e i loro ideali in una come detto non prende a cuore più situazioni nello stesso società dove il compromesso momento. assume una valenza negativa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 11

QUESTO E’ UN UOMO Si parla tanto del mondo femminile, complesso ed affascinante. Un po’ meno di quello maschile, più semplice e in apparenza meno seducente. Premesso questo, voglio analizzare la molteplice figura dell’uo mo partendo da un libro che ho letto di recente e per ben due volte. Raramente mi capita di rileggere un libro. Mi è successo in passato con il “Processo” di Kafka perché la prima volta non l’avevo compreso fino in fondo. Poi con quello di Romano Battaglia: “Alle porte della vita”, la cui lettura mi è stata di grande conforto. Da poco, e per la seconda volta, ho finito di leggere il romanzo della professoressa Alessandra Bucci: “Donne, sette racconti, un’unica storia”. Sembra un paradosso, ma la lettura di questo libro mi ha fatto pensare ad una frase che si usa spesso: “Dietro un grande uomo, c’è una grande donna”. Vero! Ma è pur vero che, dietro le donne di Alessandra, c’è un grande uomo seppure con le proprie debolezze e fragilità. Nel suo romanzo la figura dell’uomo convive in perfetta armonia con quella della donna. Essa compare in piccole descrizioni delicate e forti. Essa è “nitida” e “piena di luce”, come il girasole di Montale. Esce prepotentemente da poche frasi scelte con cura e delicatezza. In evidenza c’è la figura più importante, quella dell’“amato padre”. Dolores, infatti, ha subito la perdita più difficile da accettare per la donna–figlia. C’è poi quella del padre che sparisce e ancora quella di un padre che finisce in galera. In entrambi i casi l’autrice usa parole che sanno perdonare e comprendere la debolezza di un abbandono e l’ingenuità che porta a lasciarsi coinvolgere in un giro di truffe.   di Giusy Valori 11 cata ma necessariamente tale per evitare ogni dipendenza Dolores è una donna che ha uomo- donna. bisogno di aiuto e quell’aiuto lo ha trovato anche in un uomo: Ritroviamo un fratello, Guido, figura importantissima nei rap - “Un uomo per sette donne”. porti affettivi e nei legami di sangue. Non vorrei ripetermi ma quello della Bucci è un libro che mi ha Poi c’è quella non meno importante dello scippatore che sa dato una scossa non indifferenchiedere perdono con lo sguardo basso carico di disperazio- te. ne. In quella stanza commuove tutti. Io non sarei stata così brava nel C’è Giorgio, l’uomo affascinante di cui Ottavia s’innamora; un trattare la figura dell’uomo, in uomo capace di amare con tutta l’anima e capace di versare un romanzo che parla di donne, lacrime per un amore vero e disperato. con la stessa clemenza con cui l’autrice l’ha fatta emergere dai C’è il Maestro, il “caro amato Maestro” di Pessoa . “Mio Mae- suoi racconti. stro e mia guida!”- lo chiama il poeta- “Al quale nessuna cosa dolse, né ferì né turbò”. Capace di “trasmettere energia, Questo è un uomo! entusiasmo e voglia d’imparare”. C’è il professor Bartolomei, di fronte al quale una donna rimane ammutolita. Ascoltarlo diventa un piacere, un godere di ogni parola sapiente che esce dalla sua bocca che seduce. E’ la passione! Infine c’è l’uomo del treno. Figura bellissima. Si è seduto nel posto prima occupato dall’anziana donna con le due buste in mano. Tutte le donne ne incontrano uno e non sempre è un “ serial killer”, uno “stupratore” o un “mostro”. E’ un uomo dagli occhi verdi e intensi che lasciano intuire una grande sensibilità d’animo. Non approfitta di una donna sola in preda alla disperazione ma la guarda offrendole il proprio aiuto qualora ne avesse avuto bisogno. © RIPRODUZIONE RISERVATA Dolores ha notato entrambi. C’è la figura del Dottor Bruni, lo Dolores ha notato prima la donna e poi l’uomo. psicologo che sostituisce quella Dolores ha capito che c’è un sottile equilibrio che non va mai del padre; figura fredda e distac- spezzato tra questi due universi.

[close]

p. 12

12  

[close]

p. 13

CULTURA - I NOSTRI TALENTI Alessandra Bucci embra quasi un gioco quello che ci propone Alessandra Bucci, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado di Martinsicuro, un gioco di luci e ombre, di spensieratezza e consapevolezza, di sogni e di limiti, di presente e passato, di contrasti profondi che danno sapore alla vita, una vita che rifiuta le scialbe sfumature della monotonia quotidiana. Molte volte, per chi ama la poesia, un libro così argomentato e passionale offre una moltitudine di emozioni oltreché spunti per il modo di vedere le cose e specialmente di guardare la vita e i piaceri che essa offre. Un libro come “I sentieri dell’anima” di Alessandra Bucci diventa spesso materiale fondamentale per gli appassionati ma anche per chi della poesia non ne ha mai fatto un suo cavallo di battaglia. Alessandra Bucci è un’autrice con un gran futuro, perché le sue creazioni poetiche risultano sempre ricche di risvolti interiori che lasciano nel lettore una punta di piacevole soddisfazione nel seguirne le trame, dipinte di amore e di sensibilità. Un libro che si addentra letteralmente nei sentieri dell’anima, percorrendo singolarità di vita vissuta dentro le emozioni e con le emozioni. Il libro si presenta con una grafica d’impatto, semplice e introduttivo con il titolo che davvero dice tutto. Si può acquistare a Martinsicuro presso “L’angolo delle fate” in P.zza Cavour e a San Benedetto del Tronto presso “La Bibliofila” in via Ugo Bassi. Per ulteriori informazioni e per chi vuole continuare a seguire l’evoluzione spirituale e poetica di Alessandra Bucci può seguirla sulla sua pagina Ufficiale Facebook: Il mondo di Alessandra B.   13 POESIA S Come il tempo E il tempo correva veloce, invano cercavamo  di tenergli il passo, adolescenti pieni di speranze guardavamo al cielo, oltre le nuvole. Insieme crescemmo. Finché un treno mi portò lontano e le corse e gli abbracci dimenticammo pian piano. Poi un giorno, passando di lì, ti vidi correre ancora fra quei pini. Con la voce ti rincorsi ma, come il tempo, non ti fermasti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 14

14   Martinsicuro palla sulla fascia sinistra, l’attaccante na e cade nei pressi di Emili: bello il suo sinistro al volo, ma il tiro finisce alto sopra biancazzurro si accentra, salta Palazzese con un doppio passo e fa partire il la traversa. destro a giro; Petrini è attento e mette in angolo. Passano dieci minuti e il Martinsicuro trova il goal del vantaggio: grande azione sulla fascia sinistra di Vagnoni; il classe ’96 si accentra e serve la palla in mezzo all’area dove Alessio Di Giorgio deve solo spingerla in fondo alla rete, trovando così il goal dell’ex. Nel quarto d’ora finale del primo tempo l’Alba Adriatica non riesce a reagire e va più volte vicina a subire la rete del doppio svantaggio. Goal del 2 a 0 che, però, non arriva a causa delle parate del giovane portiere albense Petrini, il quale prima manda in angolo un tiro da fuori area di Galli e poi chiude bene in uscita bassa Coccia. Il Mister rossoverde Di Serafino prova a cambiare qualcosa e effettua due cambi: fuori Di Nicola e Clementoni, dentro Kevin Liguori e Belardinelli. Al 17’ l’Alba Adriatica si riavvicina alla porta difesa da Facibeni: a seguito di un cross di Liguori, i locali chiedono un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di De Cesaris, ma secondo il direttore di gara Ursini è tutto regolare. Al 27′ Di Serafino prova il tutto per tutto: fuori un difensore, Scaramazza, e dentro un esterno offensivo, il classe ’98 Gianluca Emili. Al 31’ ancora uno scatenato Di Giorgio fa male alla difesa albense: dopo l’ennesima discesa sulla fascia destra, il numero 7 biancazzurro realizza un ottimo cross che viene intercettato da Vagnoni, il quale stoppa benissimo, ma calcia molto male. Al 35’ l’Alba Adriatica prova a reagire: sugli sviluppi di un calcio piazzato Matteo Emili serve Liguori; il suo potente tiro mancino viene, però, respinto dalla difesa biancazzurra. Mister Guido Di Fabio vede la propria squadra stanca e prova a dare fre- IL MARTINSICURO SCACCIA LA CRISI VINCENDO IL DERBY CON L’ALBA ADRIATICA di Giorgio Basile Dopo una buonissima partita, gli ultimi 10’ Un goal di Alessio Di Giorgio regala ai biancazzurri una vittoria che mancava da tre giornate e condanna la sua ex squadra alla prima sconfitta stagionale Il Martinsicuro veniva da una crisi di risultati, ma non certo di prestazioni: dopo due vittorie nelle prime due gare del campionato di Eccellenza, la squadra di Mister Di Fabio aveva collezionato solo un punto in tre giornate. Nonostante le due sconfitte e un pareggio, i biancazzurri avevano sempre proposto un’ottima qualità di gioco. Come ogni derby che si rispetti, quella disputata domenica 4 ottobre allo Stadio “Luca Vallese” di Alba Adriatica non è stata una partita entusiasmante sotto l’aspetto tecnico, bensì sotto quello tattico ed agonistico. ALBA ADRIATICA 0-1 MARTINSICURO: 28’ Nei primi minuti del secondo tempo la Di Giorgio musica non cambia e il Martinsicuro continua a rendersi pericoloso: al 6’ uno scatenato Di Giorgio realizza uno scatto FORMAZIONI TITOLARI: impressionante sulla fascia destra; brucia in velocità Arietti, recupera il pallone e lo ALBA ADRIATICA: Petrini, Palazzese, serve perfettamente in mezzo all’area, Arietti, Scaramazza (73’ Emili G.), Sacchetdove Vagnoni, però, non trova l’impatto ti, Bonaiuti, Clementoni (58’ Belardinelli), con il pallone.   Capocasa, Scrivani, Emili M., Di Nicola (53’ Liguori) A disposizione: Spinelli, De Berardinis,Cal- Lo stesso Vagnoni, pochi minuti dopo, va vicino al goal del 2 a 0: dopo aver preso varesi, Arciprete All.:Pasquale Di Serafino MARTINSICURO: Facibeni, Lanzano, Piunti, De Cesaris, Cucco, Pietropaolo, Di Giorgio, Coccia (85’ Ruggieri), Vagnoni (81’ Latini), Carboni, Galli A disposizione: Tronelli, Piemontese, Latini, Farinelli, Picciola, Mastrojanni All.:Guido Di Fabio Inizio di derby non brillante e con pochissime occasioni. Nel primo quarto d’ora si assiste, infatti, ad una fase di studio in cui le due squadre non vogliono rischiare nulla. La prima emozione del match arriva al minuto 17’: Di Nicola riceve il pallone sulla fascia sinistra, si accentrata e fa partire il destro a giro; la palla viene deviata e si perde in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner la palla viene respinta dalla difesa ospite; la sfera si impen-

[close]

p. 15

CALCIO NEWS   15 CLASSIFICA AL 10-10-15 schezza con l’inserimento di Latini e di Ruggieri al posto degli esausti Vagnoni e Coccia. Negli ultimi 10’ di partita il Martinsicuro gestisce saggiamente il pallone e non concede praticamente nulla all’Alba Adriatica. Dopo 4’ di recupero arriva il triplice fischio finale che concede alla squadra del presidente Luigi Di Egidio 3 punti fondamentali per tornare nei piani altissimi della classifica. Le dichiarazioni del Presidente Luigi Di Egidio: “Sono estremamente contento e soddisfatto, i miei giocatori mi hanno regalato una gioia immensa in una partita a cui tenevo molto. Sono stati due giorni fantastici, iniziati con il ritiro che ho fortemente voluto e finiti con questi tre punti che muovono la classifica e ci danno morale in vista dei prossimi impegni. Ringrazio tutti i miei giocatori!”

[close]

Comments

no comments yet