Il martino cartaceo n.19 anno 1

 

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quindicinale di informazione, approfondimenti e interviste

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26 Ottobre 2015 - n. 19 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste UN’AVVENTURA TUTTA MARTINSICURESE RADIO FEELING 2€ LE NOSTRE COLTIVAZIONI di Noris Cretone L’alluvione abbattutasi sulla Marsica che ha provocato ingenti danni alle coltivazioni » continua, Pag. 8-9 e alle strutture agricole, oltre i noti incidenti in cui hanno perso la vita due persone, ha riportato all’attenzione dei » continua, Pag. 10-11 scuola dell’infanzia di via FiNulla, o quasi. Tuttora molte renze. classi di Alba continuano ad andare a scuola il pomeriggio, In un umido pomeriggio autun- con l’unica differenza che, alnale, noi de “il Martino”, siamo meno, sono tornati nell’edificio andati davanti all’Istituto sco- della scuola primaria..... lastico di Alba Adriatica dove le mamme dei piccoli alunni erano in attesa della fine delle lezioni. Ed abbiamo raccolto voci e opinioni. LAVORI ALLA SCUOLA ELEMENTARE DI ALBA di Ilenia Laurenzi Non si placano le polemiche sorte intorno ai lavori di adeguamento antisismico che continuano ad interessare il plesso scolastico di Alba Adriatica e che recano tanto disagio ad alunni e genitori. Ricordiamo che le lezioni scolastiche per alcune classi della scuola primaria di Alba, si svolgono in orario pomeridiano, a causa dell’inagibilità per la messa a norma della struttura che ha costretto molti bambini a trasferirsi presso l’adiacente scuola secondaria di primo grado e la nuova PAOLO FACIBENI Ad un mese esatto dall’inizio delle lezioni, cosa è cambiato nell’attuale organizzazione scolastica albense? » continua, Pag. 4-5 INDICE PREVENZIONE........................ 2 INSIDE OUT............................. 3 LAVORI SCUOLE ALBA.......... 4-5 CO.GE.VO ABRUZZO............ 6 RADIO FEELING.......................8-9 LA NOSTRA COLTIVAZIONE....10-11 IL SILENZIO............................12 PREMIO RIVIERA DELLE PALME..7 LA POESIA DI ALE....................13 MART. CALCIO....................14-15 di Giorgio Basile Ciao Paolo, volevo iniziare questa intervista facendoti i complimenti per l’ottimo avvio di stagione. Dopo tanti anni passati tra Promozione e Prima Categoria con le maglie di Tortoreto, Scerne, Colleatterrato... » continua, Pag. 14-15

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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INSIDE OUT – OVVERO: COME NON AVER PAURA DI 3 SENTIRSI TRISTI.   di Federica Bucci Ogni volta che la Pixar annuncia un nuovo lavoro, si sa, in un modo o nell’altro, quest’ultimo farà parlare di sé. Ed è esattamente ciò che sta accadendo in questi giorni a proposito dell’ultimo film d’animazione realizzato dalla notissima casa di produzione: Inside Out. Il film tratta un argomento molto complesso come la mente umana, mediante l’utilizzo di cinque piccoli personaggi immaginari che, secondo gli ideatori del film, agiscono all’interno del quartier generale presente nella testa della piccola protagonista Riley, così come in quella di tutti noi: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto. Prima di andare a vederlo, ho avuto modo di leggere numerosissime recensioni le quali, quasi sempre, gridavano al capolavoro: commenti entusiastici che mi hanno incuriosita e spinta ad andare al cinema carica di aspettative, convinta di stare per assistere a qualcosa di speciale che sicuramente mi avrebbe lasciata di stucco. Purtroppo non è andata esattamente così: vero è che, durante la visione, in me si sono alternati diversi stati emotivi che mi hanno ora fatta ridere di gusto, ora commuovere, ora sentire una forte ansia, specie nella parte centrale del film, che vede Gioia e Tristezza perdersi nei meandri più oscuri della mente di Riley e che mi ha trasmesso un senso di claustrofobia provato poche altre volte ma che, dopo un po’, ha cominciato ad annoiarmi. Insomma, tirando le somme, non lo paragonerei a quelli che per me sono i grandi capolavori della Pixar, ovvero Toy Story o i più recenti Wall E Up. Ma un merito a questo film va riconosciuto: quello di esser riuscito a “sdoganare” la tristezza. Dopo aver tentato insistentemente di liberarsi di Tristezza per tutto il film, il personaggio (ammettiamolo, insopportabile) di Gioia capisce che essa stessa non ha motivo di esistere senza la sua malinconica amica. Gioia tenta infatti di fare sì che la sua piccola Riley sia costantemente felice, allegra e positiva. E ci riesce anche, in un primo periodo, durante il quale la bambina conserva soltanto ricordi, per l’appunto, gioiosi. di ognuno ma che, comunque, è delineato dall’interazione di tutti i sentimenti primari. Quello che dunque il film (in apparenza per bambini ma a mio parere destinato anche, e soprattutto, a un pubblico adulto) ci vuole dire che non dobbiamo lasciarci intimorire da nessuna emozione, meno che mai la tristezza, senza la quale non sapremmo cos’è la gioia, soprattutto quella che deriva dal superamento di un periodo difficile. E dobbiamo fare ciò per non cadere nel peggiore degli stati d’animo, ovvero l’assenza stessa dello stato d’animo: l’apatia. Quindi “tutti al cinema”, non fosse altro, appunto, che per battere l’apatia! Ma sappiamo tutti che, purtroppo o per fortuna, l’infanzia non dura in eterno, e anche nel quartier generale di Riley cominciano ad arrivare i primi problemi, con l’arrivo dell’adolescenza e soprattutto a seguito di un evento vissuto molto male dalla bambina: il trasferimento in una città sconosciuta e il conseguente distacco P.S. Vederlo al “cinema Ambra” dai suoi vecchi amici e dalle sue vecchie abitudini, legati tutti a renderebbe stupendo anche ricordi felici. questo film (a buon intenditor...)! Una volta arrivata nella nuova città infatti, Riley comincerà a fare la conoscenza di nuovi sentimenti mai provati prima, generati dall’incontro delle sue emozioni primarie: la nostalgia, la malinconia, l’ansia e così via. Non è più solo Gioia a gestire il suo quartier generale e a cercare di preservarla da tutti quei “pericoli” e da quegli “incidenti” che sono invece necessari per crescere e, soprattutto, per trovare il nostro equilibrio interiore, che differisce da persona a persona a seconda della sensibilità © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 LAVORI ALLA SCUOLA ELEMENTARE DI ALBA ADRIATICA:   di Ilenia Laurenzi Non si placano le polemiche sorte intorno ai lavori di adeguamento antisismico che continuano ad interessare il plesso scolastico di Alba Adriatica e che recano tanto disagio ad alunni e genitori. Ricordiamo che le lezioni scolastiche per alcune classi della scuola primaria di Alba, si svolgono in orario pomeridiano, a causa dell’inagibilità per la messa a norma della struttura che ha costretto molti bambini a trasferirsi presso l’adiacente scuola secondaria di primo grado e la nuova scuola dell’infanzia di via Firenze. In un umido pomeriggio autunnale, noi de “il Martino”, siamo andati davanti all’Istituto scolastico di Alba Adriatica dove le mamme dei piccoli alunni erano in attesa della fine delle lezioni. Ed abbiamo raccolto voci e opinioni. Ad un mese esatto dall’inizio delle lezioni, cosa è cambiato nell’attuale organizzazione scolastica albense? “Nulla, o quasi. Tuttora molte classi di Alba continuano ad andare a scuola il pomeriggio, con l’unica differenza che, almeno, sono tornati nell’edificio della scuola primaria. Ci hanno informato che le lezioni pomeridiane andranno avanti fino alla fine di ottobre, con i conseguenti disagi che questa situazione sta provocando. Molti genitori sono disperati, soprattutto quelli che lavorano e non hanno la disponibilità di nonni compiacenti. Alcuni si sono trovati nella condizione di dover pagare delle baby sitter a cui affidare i propri figli e, di questi tempi, non tutti riescono ad affrontare questa spesa accessoria. Senza parlare della difficoltà di dover organizzare le giornate ai bambini. Come è ovvio, al momento, sono sospese le attività extra scolastiche, tranne per quelle società sportive (poche) che ci sono venute incontro spostando i turni al mattino piuttosto che nel pomeriggio. Molti bambini, addirittura, dopo le lezioni continuano ugualmente a seguire le attività sportive, ma alla fine della giornata sono pressoché distrutti. Una delle società che si è attrezzata per venire incontro alle attuali esigenze dei bambini è la Scuola Calcio Alba Adriatica, che ha spostato gli allenamenti al mattino. Purtroppo lo stesso non dicasi per chi pratica ginnastica ritmica e che è costretto ad andare la sera, dopo la scuola a causa dell’ indisponibilità della palestra durante le ore mattutine, in quanto a servizio delle esigenze dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado”. Ma siete stati informati dei disagi che avreste dovuto affrontare con l’apertura del nuovo anno scolastico? “Sì, eravamo stati avvisati durante una riunione tenutasi prima dell’inizio delle lezioni. Ci comunicarono come sarebbero state organizzate le lezioni e le aule in cui si sarebbero svolte, a causa di lavori di adeguamento dell’edificio. Inizialmente circolavano voci tra le mamme secondo le quali il nuovo anno scolastico sarebbe iniziato non prima di ottobre, a causa dei sostanziali ritardi dei lavori. Questo, ovviamente, sarebbe stato molto complicato, soprattutto per essere in regola con il calendario scolastico: far iniziare le lezioni ad ottobre avrebbe significato fissare la data di chiusura delle scuole quasi a fine giugno, e questo non sarebbe stato possibile. Per ora la chiusura della scuola è stata fissata al 14 giugno, allungando di una settimana la durata delle lezioni rispetto al normale termine. Però tengo a precisare che, nella riunione che si tenne prima dell’inizio dell’anno scolastico, le istituzioni ci avevano promesso che, con l’avvio delle lezioni, non ci sarebbero stati disagi sostanziali, ma i lavori sono iniziati con un mese di ritardo, si vocifera a causa di un contenzioso tra la ditta appaltatrice e l’amministrazione, ma noi tuttora ne stiamo pagando le conseguenze. E’ vero che gli operai non si sono risparmiati, lavorando persino il giorno di ferragosto, ma non sono comunque riusciti a recuperare il tempo in cui sono stati inattivi”. Non si potevano trasferire i bambini in un’altra sede? “Purtroppo nessuna struttura si prestava in questo senso. L’amministrazione ha fatto addirittura richiesta al comune di Corropoli affinché concedesse la sede universitaria sita vicino al canile municipale di Alba, di loro proprietà, ma i costi

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PARLANO LE MAMME DEI BAMBINI di affitto erano troppo alti da sostenere, per cui si è deciso di arrangiarsi con le modalità attuali. C’è stato qualche genitore che, addirittura, ha trasferito il proprio figlio verso altre strutture scolastiche, nei paesi limitrofi. Come genitori, nonostante i grandi disagi che questa situazione ha arrecato con sé, stiamo resistendo e ci siamo adattati proprio perché sappiamo essere una situazione temporanea. La cosa che ci preoccupa maggiormente è legata al rendimento dei bambini. Andare a scuola di pomeriggio e svolgere i compiti al mattino, spesso privi dell’aiuto del genitore che, in quel momento è a lavorare, crediamo incida notevolmente sul regolare andamento scolastico. Non è semplice essere concentrati nelle ore pomeridiane, di sicuro l’attenzione è diversa rispetto al mattino”. Nessuna mamma ha manifestato il proprio malcontento con toni più accesi? “Per il momento no, anche perché ora non ce ne sarebbe motivo. I lavori stanno continuando e ci hanno detto che la riconsegna della struttura dovrebbe avvenire entro il prossimo mese. E poi, sinceramente, credo che polemizzare o, peggio, manifestare non siano le soluzioni più consone per risolvere questo problema. Certo, qualora i tempi si dovessero protrarre e i disagi continuare, credo che più di una mamma alzerà la voce! E, poi, diciamolo, questi lavori servono per la messa in sicurezza di una struttura in cui i nostri figli trascorrono la metà della loro giornata, per cui ben vengano gli obblighi di messa a norma. Forse un po’ di apprensione si è avuta all’inizio, quando vedevamo i nostri bambini transitare attraverso le impalcature, ma ci hanno ampiamente rassicurati sul fatto che sono assolutamente sicure e inaccessibili ai non addetti ai lavori. Quindi le norme di sicurezza sono rigide e ampiamente osservate , siamo perciò totalmente tranquilli riguardo l’incolumità dei nostri figli”.   5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   CO.GE.VO. ABRUZZO: “DEGRADO E SPORCIZIA NELL’AREA MARINA PROTETTA DEL CERRANO. COME AL SOLITO UN PARCO A METÀ” di Maria Giulia Mecozzi E’ ormai da diverso tempo che la nostra testata giornalistica segue con attenzione le vicende intorno all’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano. Ma questa volta non ci vogliamo occupare della situazione in mare ma di quella a terra. “Perché un Parco Marino, se lo si fa, deve essere tutelato tout court e non a metà”, tuona il Co.Ge.Vo. Abruzzo. Proprio quest’ultimo ha fatto pervenire, tramite la nostra redazione, alcune fotografie che mostrano chiaramente la situazione di degrado che caratterizza in questo periodo la spiaggia del Cerrano. parco a metà, talmente a metà che anche chi si professa difensore dell’ambiente lo tratta come tale. Titoli sui giornali mettono in risalto la pulizia fatta nell’Area Marina protetta del Cerrano. Purtroppo chi legge, crede a questa propaganda anche se nella realtà, raccolta la spazzatura nel perimetro prefissato e fatte le foto di rito, tutto finisce lì. “L’importante – afferma il Co.Ge. Vo. - è far comparire il nome della propria Associazione sui quotidiani: dal wwf all’ Associazione Vida e movida”. E ancora: “Purtroppo la realtà è un’altra. Le foto scattate - afferma il Presidente dimostrano chiaramente che nei mesi estivi, la AMP del Cerrano La denuncia prende il via non è stata trattata con il dovuto dall’evento tanto pubblicizzato, rispetto e sono stati violati tutti i tenutosi sabato 19 settembre divieti. Nulla è cambiato rispetto 2015, per la pulizia delle dune. Ebbene, il Co.Ge.Vo. ha pensato a come era prima della nascita dell’area protetta. Tuttavia pare bene di fare un giro nella zona il giorno dopo e dalle foto arrivate in che, anche chi lavora nel perimetro redazione, pare che per la pulizia della AMP non ne abbia rispetto, visto che sembra non venga nulla sia stato fatto: “Per questo continuiamo a dire che la AMP del considerata come un oasi di Cerrano è solo un luogo adatto a tutela”. “Ovviamente - continua il sventolare il proprio stendardo in presidente - parliamo dopo aver nome dell’ambiente e nulla di più; osservato il comportamento dei frequentatori, assieme alla grave un vero carrozzone politico”. assenza di chi dovrebbe far rispettare le regole e di chi lavora A parlare è il Presidente Giovanni nella AMP”. di Mattia che ci esprime tutta la sua amarezza in merito a questa Il Presidente Di Mattia è un fiume vicenda e a tutte le falsità che in piena ed incalza quando, le Associazioni ambientaliste rivolgendosi agli organizzatori della diffondono tramite i mezzi di manifestazione, afferma: “E non informazione: “Come al solito un veniteci a dire che era stata programmata la pulizia solo di un settore oppure che i prossimi interventi li farete fra 2 o 3 mesi. Forse li farete quando avrete bisogno di nuova visibilità sui quotidiani. Noi che lavoriamo con la pesca, che viviamo di pesca, raccogliamo dai fondali rifiuti portati dai fiumi, li buttiamo nei bidoni a bordo senza che nessuno ci scatti una foto; perché tenere il mare pulito è il nostro primo dovere se vogliamo mangiare domani. Raccogliamo molti più rifiuti Noi di Voi e molti di questi, come ripeto, sono portati dai fiumi inquinati e forse proprio da quanti, nei mesi estivi, frequentano le bellezze del Cerrano nei mesi estivi”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Premio letterario Nazionale “Riviera delle Palme” XXXII edizione 2015: vincono il  giornalista Sergio Rizzo e la scrittrice Mariapia Velandiano 7 di Maria Giulia Mecozzi spero che i ragazzi prendano finalmente atto del fatto che non si può più continuare in questo modo e quindi decidano di proseguire su un’altra strada. Ora tocca ai giovani emanare questa sentenza, in quanto sono Loro le vittime di ciò che la nostra generazione, e quella precedente, ha fatto, interpretando quell’odore di rinnovamento che si respirava nel ‘68, in modo totalmente sbagliato; secondo cui ciascuna corporazione o ciascun gruppo di interesse potesse e dovesse proteggere il proprio orticello e basta. Di conseguenza, ora ci troviamo dinanzi ad una società frammentata in corporazioni sempre in continua lotta tra di loro e che impediscono ogni minimo passo in avanti”. Quando la parola passa alla scrittrice Mariapia Veladiano, ecco che un’altra atmosfera cala sulla sala. Immergersi nella descrizione che Ella stessa fa del suo libro, “Il tempo è un dio breve”, è quasi un’esperienza mistica. Anche quest’anno si è conclusa la XXXII edizione – 2015 – del Premio letterario Nazionale “Riviera delle Palme” per la Saggistica e Narrativa in edizione economica, con una cerimonia svoltasi il 26 Settembre presso la bellissima e nuovissima Sala Consigliare di San Benedetto del Tronto. “Un appuntamento ormai storico - ricorda il Presidente Leo Bollettini - quello organizzato dal Circolo Culturale Riviera delle Palme” che, a differenza degli altri anni, si è contornato di qualche novità. A giudicare le opere in gara, assieme ad una giuria di veterani, sono stati anche i ragazzi di alcuni degli Istituti Superiori marchigiani come: il Liceo Classico G. Leopardi, il Liceo Scientifico B. Rosetti, L’ITC Capriotti di San Benedetto del Tronto e il Liceo delle Scienze Umane di Ripatransone. I loro commenti e recensioni hanno contribuito a selezionare 10 tra le 20 opere iniziali, divise in saggistica e narrativa. E’ Lei a svelarci cosa si cela dietro un titolo così forte e magico ed in tal proposito ci fa una rivelazione: “In realtà il titolo è venuto prima della storia. Questo romanzo è nato per assecondare questo titolo che si trovava in una cartella nella quale conservo una lista di titoli”. Ma entrando nello specifico dell’opera afferma che: “Il tempo è un ‘dio’ (scritto volutamente in minuscolo) perché è un ‘dio’ che finisce e non ha la possibilità di donarci Per quanto riguarda il saggio di Rizzo, “Da qui all’eternità”, esso si mostra come una riflessione l’eternità. Il tempo, nonostante sia ciò che di nuda e cruda sulla società italiana contempora- più prezioso abbiamo, è anche ciò che più nea, con l’intento di rispondere ad una questione sciaguratamente dissipiamo in mille rivoli che non portano vita”. E ancora: “Il tempo perso con cui l’Italia deve e dovrà cominciare a confrontarsi, perché non sarà più possibile rimandar- è, come diceva il grande teologo Bonhoeffer, la: “Da dov’è partita la deriva che ha fatto dell’Ita- è solo quello dissipato in un’attesa vuota lia il Paese unico al mondo, nel quale è consen- cioè in qualcosa che mai potrà avvenire”. tito il privilegio a vita per politici, sindacalisti, alti magistrati, funzionari di Stato, manager pubblici Tuttavia, è sorprendente come nella divere non? E di conseguenza, come sarà possibile sità dei generi, la Veladiano riesca a trovare uscire da questo labirinto di ingiustizie?”. Sono un nesso tra la sua opera e quella di Rizzo: queste le domande che muovono la penna del “Collegandomi a ciò che diceva Sergio RizGiornalista nel tentativo di dare una risposta. In zo, la nostra generazione ha consegnato ai tal proposito Rizzo afferma che: “Una volta si fa- ragazzi di oggi un desiderio che si logora cevano le rivoluzioni, ora è diventato più difficile. nell’impossibilità di qualcosa che non potranIl problema è che questa situazione si è talmente no mai ottenere: il raggiungimento di un moradicata nel Paese che risulta difficile se non im- dello di bellezza impossibile o di un succespossibile, sradicare certi privilegi. so folgorante. O tutto o niente. Consegnare A condurre questo 32esimo un desiderio di questo tipo ai ragazzi vuol appuntamento con la letteratudire metterli nella posizione di non cogliere Avremo bisogno di un Governo che, con una ra, per il secondo anno consebuona dose di coraggio, riesca a prendere deci- la forza di un desiderio giovane e dissipare cutivo, l’attore e regista Giulio sioni impopolari a costo di rimanerne vittima”. Ma invece la cosa più preziosa che hanno, cioè Base, che non ha dimenticato ecco che in un discorso buio e che quasi ci scon- il tempo”. di ringraziare la Città per l’ospiforta, si scorge un barlume di speranza quando talità e l’opportunità di fare da il giornalista ci parla della fiducia che Egli ripone moderatore a questo importante nelle generazioni future. Infatti dice: “Io parlo © RIPRODUZIONE RISERVATA appuntamento “con la bellezza e così per quanto riguarda il qui ed ora. In futuro, la cultura”. Anche quest’anno, ad aggiudicarsi l’ambito premio, due grandi penne, uno del giornalismo l’altro della narrativa italiana: Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera, per la saggistica con “Da qui all’eternità” (Rizzoli) e Mariapia Velandiano per la narrativa, con “Il tempo è un dio breve” (Einaudi). Due opere che, nonostante l’appartenenza a due generi differenti, mostrano il comune intento di accompagnare la mente del lettore alla riflessione.

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8   RADIO FEELING di Ilenia Laurenzi Amo la radio perché arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente e se una radio è libera ma libera veramente mi piace anche di più perché libera la mente. deregolamentazione, ci pensò la legge Mammì a disciplinare il tutto, risolvendo finalmente l’annoso problema della sovrapposizione delle frequenze. Nel ventennio 70-90, ogni paese vantava una o più emittenti via etere e anche Martinsicuro non fu da meno: la “sua” radio vide i natali nel 1990, grazie all’idea e all’entusiasmo di I mitici anni 70, anni politicizzati, due amici, Tony Lattanzi e Piero Di Salvatore, entrambi titolari di attività anni di piombo e ribellione, in paese, che decisero di buttarsi anni in cui le idee e le opinioni a capofitto in questa impresa con cercarono, e trovarono, un mezzo potentissimo di diffusione, molto entusiasmo ed un pizzico di gusto per l’avventura. Nacque, circolazione e amplificazione: “Radio Feeling”, un’emittente le cui la radio. Il 1976 vide la frequenze si potevano ascoltare promulgazione di una normativa da San Benedetto del Tronto fino a che rivoluzionò il mondo delle comunicazioni via etere: chiunque Pescara e che , oltre a trasmettere musica, faceva informazione, si poteva impiantare un’emittente occupava di sport e politica locale radiofonica, locale e con costi fino a diventare un vero e proprio relativamente bassi, a patto di punto di riferimento per la cittadina. disporre di un ripetitore di media potenza e di una frequenza libera su cui assestarsi. Nascono così Noi de “Il Martino”, incuriositi ed le prime radio libere, composte affascinati, ci siamo fatti raccontare inizialmente da volontari, questa magnifica esperienza autofinanziate, che andranno proprio dalla diretta voce dei due avanti per tutto il decennio fino protagonisti, Tony e Piero che, a a quando le leggi, impietose staffetta, hanno ripercorso quel ed implacabili dell’economia, decennio tenendoci incollati al filo le trasformeranno in imprese del loro racconto. commerciali, sacrificando quella libertà di idee ed espressione, su “Da ragazzo avevo avuto cui erano state fondate, all’altare qualche esperienza come dj, e del guadagno. Con gli anni 90 si la passione per la musica e per giunse all’esigenza di apportare la radio era rimasta, nel tempo, delle regole in materia radiofonica intatta quando, con Piero ed e, laddove fino a quel momento un altro amico, decidemmo di avevano regnato anarchia e impiantare un’emittente radiofonica a Martinsicuro. Era il 1990, prima delle regole restrittive imposte dalla legge Mammì, ed era ancora relativamente semplice avviare un progetto di quel tipo. Si sceglieva la propria frequenza, a patto di tenersi ad una distanza considerevole dalle frequenze delle altre emittenti per non coprirle, si impiantava un ripetitore e, con una strumentazione essenziale, si dava “ l’on air” ai microfoni, pronti a trasmettere musica, notizie, sport e quant’altro ci venisse in mente. Fu così che, anche noi, impiantammo il nostro ripetitore a Colonnella e scegliemmo due frequenze: era iniziata quell’avventura che portava il nome di “Radio Feeling” e che, tra il 1990\1998 si confermò presenza stabile nelle radio di almeno due province. Iniziammo con il trasmettere esclusivamente musica italiana, con lo scopo diretto di penetrare una nicchia ben precisa. Poi, in seguito, ci adattammo alla crescente richiesta di trasmettere anche musica straniera, per cui iniziammo a diffondere musica pop, da ascolto. I programmi di successo ne sono stati tanti, a partire dal “Notturno”, dalle 4 di mattina fino alle 8, quando si passava all’informazione locale. La fascia pomeridiana era per i più giovani, con programmi di dediche e musica a richiesta. Chi non ricorda “Con il nastro rosa”, programma di dediche a richiesta, in cui ci telefonavano in radio per chiedere di trasmettere il loro pezzo preferito. Di sicuro, la punta di diamante della nostra programmazione era lo sport, nella fattispecie il calcio locale. Eravamo talmente attrezzati da riuscire a comunicare i risultati delle partite in tempo reale, grazie ai referenti che avevamo in ogni squadra e che ci aggiornavano sull’andamento del match per telefono. Riuscimmo addirittura a trasmettere la radiocronaca di una partita di serie A, direttamente dallo stadio di San Siro, grazie ad un giovane collaboratore che, quella volta, si trovava a Milano. Ampio spazio lo davamo alla politica locale, soprattutto in campagna elettorale ed erano eventi

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UN’AVVENTURA TUTTA MARTINSICURESE seguitissimi. Durante le elezioni amministrative, ospitavamo in studio i candidati, dando voce a programmi, opinioni, idee: si veniva a creare una vera e propria “tribuna politica” a cui partecipavano anche giornalisti di testate locale, con le domande da rivolgere ai vari candidati. Il momento “clou” era costituito dal comizio finale, l’ultimo giorno di campagna elettorale, quasi sempre dai toni accesi e in cui accoglievamo le telefonate dei radioascoltatori che ci stavano seguendo da casa. Ma il ricordo più bello è senz’altro quello legato agli scherzi in radio. In occasione del primo aprile, ideammo e inscenammo uno scherzo degno della peggior mente perversa: comunicammo ai nostri ascoltatori l’eccezionale parto plurigemellare, di ben 12 gemelli, avvenuto presso l’ospedale di Sant’Omero. Inutile raccontare lo scompiglio che creò questa notizia. Fummo sommersi dalle chiamate di giornalisti, cittadini, curiosi, gli stessi infermieri del nosocomio che ci implorarono di dare una smentita ufficiale, visto che non riuscivano più a gestire le chiamate dei curiosi che avevano invaso i centralini. Il giorno dopo, un noto quotidiano locale, riportò la notizia del nostro scherzo: furono bei momenti! L’intento iniziale, quello di diventare la radio del paese, fu ampiamente raggiunto. Eravamo diventati un riferimento sia per quanto riguardava l’informazione che l’intrattenimento. La radio riusciva a mantenersi in vita grazie a mia moglie – ci racconta Piero - la signora Adriana, che abilmente, si occupava di pubblicità e sponsorizzazioni e, a quel tempo, le attività commerciali rispondevano alle nostre richieste. Radio feeling era il nostro hobby, ma lo facevamo con una passione estrema. Anche la tecnologia era all’avanguardia, per quei tempi: basti pensare che, quando decidemmo di chiudere e vendere l’emittente, avevamo delle attrezzature degne dei maggiori network nazionali. Ma, come anticipato, arrivò purtroppo anche il momento di dover prendere delle decisioni relative al futuro di “Radio Feeling”: era il 1998 e gli impegni lavorativi di entrambi, le leggi che si facevano sempre più restrittive e i costi di gestione che stavano aumentando, ci portarono a prendere la triste decisione di abbandonare il progetto. In un certo senso lo facemmo nel momento giusto e, in questo, fummo fortunati. Claudio Cecchetto, proprietario già di Radio Dee Jay e di un circuito radiofonico che comprendeva altre emittenti, ci propose di vendergli la nostra frequenza. Era la fine degli anni 90 e molte radio scomparivano per selezione naturale e fu una selezione violenta. Nell’immensa realtà delle radio locali, solo quelle più organizzate, virtuose e con un’offerta differenziata riuscivano a sopravvivere. Senza considerare che i costi delle concessioni erano inevitabilmente aumentati e gli introiti, derivanti per lo più dalla pubblicità, erano frammentati tra la miriade di piccole radio che gravitavano nelle frequenze locali. Andare avanti in quelle condizioni, gestendo, tra l’altro, una radio solo con i ritagli di tempo che riuscivamo a rubare alle nostre attività, era improponibile. Decidemmo , così, di vendere Radio Feeling, mettendo fine ad un sogno durato quasi 10 anni. Avete mai pensato di creare una nuova radio? Magari online?   9 “Il potere di penetrazione della radio tradizionale, crediamo, sia tuttora superiore all’on line. La radio, come cantava Finardi, entra nelle case, fra la gente. Si ascolta in auto, nei negozi, mentre si lavora, in casa. Crediamo sia possibile ricreare una radio a Martinsicuro, ovviamente con un atteggiamento e con modalità differenti rispetto a venti anni fa. La realtà è cambiata, come è ovvio che sia, e bisognerebbe inventarsi cose nuove per poter catturare l’attenzione dei radio ascoltatori. Benché la musica sia rimasta tale, bisognerebbe, oggi, cambiare l’organizzazione della radio adattandola soprattutto alle nuove tecnologie. Inoltre, rispetto a ieri, si dovrebbe dare uno spazio maggiore all’informazione, anche e soprattutto scendendo fra la gente, raccogliendo gli umori e i sentori delle persone, la percezione che si ha del paese, i consigli, perché no, e anche le lamentele”. L’avventura di Radio Feeling è stata uno dei pezzi più belli della storia martinsicurese, espressione di un tempo in cui tutto era possibile, in cui c’era serenità, e, parafrasando la frase finale di un vecchio film, un tempo in cui “ancora ci batteva forte il cuore.” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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10 INTERVISTA DOPPIA: ASSESSORE ALLE POLICHE AGRICOLE DINO PEPE   di Noris Cretone dovrebbero attivare per dare una maggiore spinta a tale risorsa? “I prodotti tipici abruzzesi sono il fiore all’occhiello della nostra regione. In futuro dovremo collegare meglio i prodotti all’unicità del territorio che li produce: dovrà emergere un legame forte tra l’identità territoriale e la sua enogastronomia che è e sarà ambasciatrice dell’Abruzzo nel mondo”. Quale risultati si aspetta Coldiretti dal nuovo piano di sviluppo rurale presentato a Bruxelles dalla nostra regione qualche mese fa? Siete soddisfatti del lavoro fino ad ora svolto, a tal proposito, dall’Assessore Pepe? Quali, secondo voi, dovrebbero essere le priorità? Il nuovo Piano di sviluppo rurale, che abbiamo costruito insieme alla Regione durante il partenariato, contiene tutte le misure e gli interventi che consentiranno di sviluppare un’agricoltura innovativa, favorire l’insediamento di giovani agricoltori, spingere le aziende verso investimenti finalizzati ad aumentare la competitività nei mercati nazionali ed internazionali, potenziare la capacità delle imprese di produrre “servizi” per la collettività tra cui l’agricoltura sociale. In tal senso, il lavoro svolto finora dall’Assessore Dino Pepe, che è stato in grado di recuperare con il nostro fattivo contributo il ritardo accumulato negli ultimi anni, può considerarsi soddisfacente e in linea con le nostre aspettative. Un giudizio complessivo però è ancora prematuro: potremo darlo solo dopo l’emanazione dei bandi, alla cui stesura ci candidiamo a partecipare da protagonisti con l’obiettivo di far crescere il mondo agricolo e rurale. Va però fatta una precisazione. Il Psr è uno strumento importante ma non l’unico mezzo per favorire e supportare la crescita delle L’alluvione abbattutasi sulla Marsica che ha provocato ingenti danni alle coltivazioni e alle strutture agricole, oltre i noti incidenti in cui hanno perso la vita due persone, ha riportato all’attenzione dei media la situazione dell’agricoltura in Abruzzo. In merito ai danni alle colture, l’emergenza riguarda le coltivazioni orticole ancora presenti in campo, principalmente carote, patate, spinaci, porro, cavoli ed altri ortaggi per una superficie interessata di oltre 5mila ettari con un danno stimato di circa ai 5milioni di euro. Da una prima valutazione dei danni effettuata da Coldiretti, risulterebbero infatti ancora in campo le seguenti coltivazioni: patate (30%), carote (30%), mais (20%), finocchi (40%), radicchio (20%), spinaci (30%), insalata (30%). nostra regione, per supportare un settore importantissimo come l’agricoltura. Nella precedente intervista ci comunicò che il Piano di Sviluppo Rurale della nostra regione depositato a Bruxelles, avrebbe portato i suoi frutti subito dopo l’estate. Quali e quanti risultati avremo da tale piano nei prossimi mesi? “Dall’estate, prosegue il confronto con la Commissione Europea per l’approvazione definitiva del Piano di Sviluppo Rurale che arriverà in autunno. Nei prossimi mesi verranno pubblicati i primi bandi: in primis il bando dedicato al primo insediamento dei giovani agricoltori che metterà a disposizione risorse per gli under 40 che vogliono avviare un’azienda agricola. Seguiranno il bando per la promozione dei prodotti abruzzesi e l’importantissimo bando per l’ammodernamento delle aziende agricole con un’importantissima dotazione finanziaria destinata agli investimenti”. Il premier Renzi circa un settimana fa, parlando davanti agli agricoltori della Coldiretti per la giornata nazionale allestita all’Expo, ha comunicato che il prossimo anno l’Imu sui terreni agricoli sarà cancellato e anche l’Irap agricola non si pagherà Ora più che mai la cooperazio- più. Da Assessore alle politiche agricole della nostra regione, ne tra l’assessorato alle politiche secondo lei, quanto questa decisione influenzerà l’attività agricole, guidato dal dott. Dino agricola abruzzese? Pepe e Coldiretti sembra un’esigenza indispensabile, per poter “Una volta attuato il provvedimento, gli agricoltori attivi che uscire da una situazione difficol- hanno terreni localizzati ad una quota inferiore ai 281 metri tosa in cui purtroppo verte l’agri- s.l.m., otterranno un risparmio importante. Tenuto conto del coltura in Abruzzo. fatto che anche il comparto agricolo risente della crisi ecoAbbiamo realizzato un’intervista nomica e di poca liquidità, gli operatori del settore avranno doppia, prima dell’alluvione, nella maggiori risorse impiegabili anche per partecipare con proquale abbiamo sottoposto prima getti migliori ai bandi del nuovo Piano di Sviluppo Rurale all’Assessore Pepe e al Direttore 2014-2020”. Bertinelli di Coldiretti le stesse domande, in modo da offrire ai Abbiamo saputo che vi è stato un forte incremento del turinostri lettori un quadro comple- smo nel territorio abruzzese, nella pocanzi passata stagione to delle politiche adottate nella estiva. Secondo lei i prodotti autoctoni torneranno a vivere una seconda giovinezza grazie all’export? Quali politiche si

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E IL DIRETTORE ALBERTO BERTINELLI 11 COLDIRETTI ABRUZZO RISPONDONO ALLE NOSTRE DOMANDE   imprese. Il grande nemico dello sviluppo, lo diciamo da anni, è la burocrazia, che pesa sul sistema imprenditoriale e va necessariamente snellita attraverso strumenti e misure al passo con i tempi. Auspichiamo pertanto che la Regione comprenda e si impegni in questa direzione, facilitando quel percorso di crescita su cui Coldiretti ha idee chiare e sta lavorando da anni con la proposta di uno strumento di semplificazione amministrativa – il SuperCAA - che affianchi la Regione nella fase istruttoria di alcuni procedimenti in modo da velocizzare le procedure e migliorare di conseguenza la capacità di spesa dell’ente pubblico”. Abbiamo saputo che vi è stato un forte incremento del turismo nel territorio abruzzese, nella pocanzi passata stagione estiva. Secondo lei, i prodotti autoctoni torneranno a vivere una seconda giovinezza grazie all’export? Quali politiche si dovrebbero attivare per dare una maggiore spinta a tale risorsa? “Mai come nel 2015, anno dell’Esposizione universale, è stato chiaro lo stretto legame tra cibo, turismo e territorio, sicurezza alimentare e tracciabilità. L’Expo di Milano è stato sicuramente un grande polo di attrazione, di cui ha beneficiato tutto il Paese, compreso l’Abruzzo. Si è compreso in modo determinante quanto il cibo sia generatore di economia, e quanto si debba investire sul cibo per promuovere lo sviluppo territoriale. La nostra offerta turistica, pertanto, non può basarsi solo sulla bellezza dei luoghi o sul favorevole andamento climatico ma anche sulla promozione del vero made in Abruzzo a partire dal piatto del turista ospitato. Ma il cibo non è solo quello che “attrae dentro” i confini del nostro Paese. E’ anche ciò che “esce dai confini”, come dimostrano i dati confrontanti dell’export, che per l’Abruzzo da diversi anni registra buone performance soprattutto per prodotti come olio extravergine e Montepulciano. L’export è un formidabile indicatore di quanto siamo apprezzati e di come siamo considerati al di fuori dei nostri confini. Le produzioni tipiche, e in particolare quelle autoctone che esprimono in modo preciso il legame con il territorio, vanno quindi incentivate in ogni modo, sia con strumenti quali le Ocm (magari adeguatamente territorializzate), sia attraverso iniziative mirate a sostenere la tracciabilità delle produzioni e l’aggregazione tra produttori per incrementare la forza e l’immagine del prodotto stesso quando varca il confine regionale”. Il premier Renzi, parlando davanti agli agricoltori della Coldiretti per la giornata nazionale allestita all’Expo, ha comunicato che il prossimo anno l’Imu sui terreni agricoli sarà cancellata e anche l’Irap agricola non si pagherà più. Da Direttore della Coldiretti abruzzese, secondo lei, quanto questa decisione influenzerà l’attività agricola della nostra regione? La valutazione è sicuramente positiva in quanto ogni detassazione è sempre una buona notizia. Per quanto riguarda l’Imu siamo di fronte ad un’importante conquista perché si arriva alla detassazione totale del bene terra, che è il bene principale su cui viene svolta l’attività agricola. Stesso discorso per l’Irap, che nella nostra regione era inoltre superiore alla media. La riduzione degli oneri fiscali consentirà di fatto alle imprese agricole professionali di recuperare risorse per gli investimenti finalizzati all’innovazione e alla crescita dell’occupazione in un settore particolarmente dinamico come l’agroalimentare Made in Italy”. Il nostro territorio con l’attività agricola e la pesca, costituisce una grande risorsa per i nostri giovani disoccupati. Secondo lei, le politiche regionali e nazionali stanno facendo tutto il possibile per incentivare tali attività? “Dai dati Istat relativi al secondo trimestre 2015 emerge che i giovani lavoratori agricoli sono aumentati del 35 per cento rispetto all’anno scorso con under 34 che operano come imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari e soci di cooperative. Siamo di fatto di fronte ad una nuova generazione di contadini, allevatori, pescatori e pastori che fanno molto più che produrre cibo Made in Italy perché proteggono i semi, le piante, l’acqua e i suoli e ogni giorno portano avanti in Italia non solo la crescita economica, ma anche la difesa della cultura, della storia, della bellezza, della salute e in generale l’alta qualità della vita. Siamo di fronte ad una inversione di tendenza formidabile: i fatti dimostrano che l’agricoltura  ha perso il ruolo tradizionalmente “marginale” in cui è stata relegata per anni per acquisire un ruolo nuovo e di primissimo piano. E i giovani ne sono gli indiscussi protagonisti. Da un punto di vista legislativo si è fatto molto, ma tanto può essere ancora fatto. Tra le belle iniziative basti pensare alla legge nazionale Terrevive o alla recente legge promulgata in Abruzzo sulla Banca della terra per mettere a disposizione dei giovani che vogliono dedicarsi all’agricoltura fondi incolti, ma anche, a livello locale, ai tanti accordi siglati da Coldiretti Abruzzo per restituire fiducia ad alcuni comparti produttivi e quindi a favorire la spinta imprenditoriale delle nuove leve o alle iniziative curate da privati o associazioni come la bella proposta della Banca dello zafferano per supportare il ricambio generazionale tra i produttori della pregiata spezia abruzzese. Sono iniziative diverse, che indicano però una sempre maggiore attenzione della società civile nei confronti di un settore su cui si deve continuare a puntare”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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12 IL SILENZIO: IL DOLCE SUONO DELLA PIOGGIA   di Giusy Valori In un’epoca in cui la poesia sembra aver perso la sua ragione d’essere, ecco che accade “ l’imprevisto”. Nell’estate appena trascorsa, calda e afosa, dove tutto sembrava ardere, sotto un sole rovente che pareva bruciasse anche i libri, in una sera di fine agosto è “ piovuto il silenzio”. Vorrei spiegare il perché, ma tentare di spiegare “ l’imprevisto” della poesia non è un’impresa facile. Quelli di Gibran, il profeta, che scrive: “ Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia”. Quelli di Fëdor Ivanovič Tjutčev che immortala il silenzio con questa parole: “Dentro te celi tutto un mondo d’arcani , magici, pensieri, quali il fragore esterno introna, quali il diurno raggio sperde: ascolta il loro canti - e taci!” Quelli di Alda La sua è una poesia semplice e Merini che somigliano ad una supplica: “Ho bisogno diretta. Non ha bisogno di troppe di silenzio come te che leggi col pensiero non ad alta parole e ha una risonanza “ voce”. E poi quelli di Federico Garcia Lorca: “ Ascolta tremenda”. Il testo poetico che il silenzio. E’ un silenzio ondulato, un silenzio dove più mi ha colpito s’intitola :” Piove scivolano valli ed echi e che inclina le fronti al suolo”. Racconto ciò che ho vissuto. silenzio “. Già nei primi versi c’è E come non citare anche quelli di Alessandra Bucci Era una sera calda e fin troppo tutto l’incanto di un silenzio che si quando scrive: “ Nella notte buia passeggio in silenzio chiassosa. Una bella compagnia riconcilia con le parole cancellando per i nudi viali della malinconia”. Alessandra non a la nostra. Ogni tanto ci si riunisce tutte le distanze. caso passeggia in silenzio nella notte buia perché per passare insieme qualche ora il silenzio ha delle straordinarie affinità con il buio. Riporto il testo. all’insegna del buon umore. Nel Dal buio può nascere un evento improvviso come il mezzo della serata si fa largo ricordare una luce o il tornare a sentire un odore, una Nella vita ho fatto tutto un ragazzo, attraversa i tavoli voce... E ancora quelli di Maria Giulia Mecozzi: “Fai mostrando un opuscolo che sotto il manto del silenzio. silenzio. Finissimi pensieri e orgasmi intelletuali.....Fai contiene la raccolta di testi poetici Amo nel silenzio, silenzio e il mio pensiero divenne ossessione”. di cui lui stesso ne è l’autore. suono nel silenzio, Scrive Walter Di Blasio:” Nella vita ho fatto di tutto L’ho preso dietro un compenso passeggio nel silenzio, sotto il manto del silenzio”. E in quella sera calda simbolico e ho letto: “ Walter non odio nel silenzio, e infuocata noi tutti “ siamo stati baciati nel sonno Di Blasio - Il dolce suono della dai laghi onirici d’acqua piovana battente”. E tutto è indifferente al silenzio, pioggia - Poesie “. E’ la poesia diventato più fresco. Una stagione che se ne va, una indiviso nel silenzio. che esce dagli scaffali, a colpi di sera che volge all’oscurità della notte, mille pensieri silenzio percorre luoghi, si fa largo Rassicurato nel marsupio urlati che fanno solo rumore, sono stati baciati da anche tra i tavoli di un ristorante della Signora pioggia. gocce di silenzio. Nel più grande silenzio si fermano con l’unico scopo di arrivare fino Baciato nel sonno tutte le cose, tremanti, e nulla si perde sotto il manto a quei lontani “ altrove” , meta dai laghi onirici della poesia. ambita di tutti i poeti. d’acqua piovana battente. Man mano che leggevo mi Ho in mente questa immagine da venivano in mente versi di altri tempo: L’umiltà di un poeta che autori che hanno scritto del “ cammina nelle strade e che non si accontenta di sfiorare le cose con i suoi versi ma ci entra dentro come se le strappasse alla pagina restituendole alla quotidianità. E’ un gesto che risuona di generosità, disarmante ed estrema al tempo stesso. Ma la poesia o è estrema o non è poesia. L’autore , il poeta di strada,è nato a Sant’Egidio alla Vibrata dove tutt’ora risiede. silenzio”, tema fondamentale per tutti i poeti. Ci sono quello di Edgar Lee Masters che ha conosciuto “ il silenzio delle stelle e del mare e il silenzio con cui soltanto la musica trova linguaggio”.

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CULTURA - I NOSTRI TALENTI Alessandra Bucci embra quasi un gioco quello che ci propone Alessandra Bucci, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado di Martinsicuro, un gioco di luci e ombre, di spensieratezza e consapevolezza, di sogni e di limiti, di presente e passato, di contrasti profondi che danno sapore alla vita, una vita che rifiuta le scialbe sfumature della monotonia quotidiana. Molte volte, per chi ama la poesia, un libro così argomentato e passionale offre una moltitudine di emozioni oltreché spunti per il modo di vedere le cose e specialmente di guardare la vita e i piaceri che essa offre. Un libro come “I sentieri dell’anima” di Alessandra Bucci diventa spesso materiale fondamentale per gli appassionati ma anche per chi della poesia non ne ha mai fatto un suo cavallo di battaglia. Alessandra Bucci è un’autrice con un gran futuro, perché le sue creazioni poetiche risultano sempre ricche di risvolti interiori che lasciano nel lettore una punta di piacevole soddisfazione nel seguirne le trame, dipinte di amore e di sensibilità. Un libro che si addentra letteralmente nei sentieri dell’anima, percorrendo singolarità di vita vissuta dentro le emozioni e con le emozioni. Il libro si presenta con una grafica d’impatto, semplice e introduttivo con il titolo che davvero dice tutto. Si può acquistare a Martinsicuro presso “L’angolo delle fate” in P.zza Cavour e a San Benedetto del Tronto presso “La Bibliofila” in via Ugo Bassi. Per ulteriori informazioni e per chi vuole continuare a seguire l’evoluzione spirituale e poetica di Alessandra Bucci può seguirla sulla sua pagina Ufficiale Facebook: Il mondo di Alessandra B.   13 POESIA S Ricordi Immagini confuse, alianti di velo passano sul mio cielo tetro e come lampi lo illuminano a tratti. Spremo le meningi per cogliere il loro perdurare ma la luce s’interrompe proprio mentre anch’io sto per prendere il volo. Un incubo, un sogno un pensiero o chissà? Mi volto e fra le luci del giorno vedo il mio presente, mi sorride e m’invita a cercare fra i suoi occhi la luce. E il buio s’arrampica sui tetti abbandonati dei miei ricordi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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14   Martinsicuro presente in zona. Successivamente il presidente pubblicò un comunicato stampa in cui diceva di essere rimasto deluso dal mio comportamento, ma poche ore dopo lo chiamai e gli spiegai la situazione che mi portò a lasciare Mosciano. Il nostro rapporto è rimasto ottimo, abbiamo chiarito tutto. è sacra. Tornare indietro non sarebbe stato giusto nei confronti del Mosciano dal momento che si sarebbe trovato ad agosto senza portiere. PAOLO FACIBENI: LA SARACINESCA BIANCAZZURRA Ciao Paolo, volevo iniziare questa intervista facendoti i complimenti per l’ottimo avvio di stagione. Dopo tanti anni passati tra Promozione e Prima Categoria con le maglie di Tortoreto, Scerne, Colleatterrato, Fontanelle, Controguerra e Mosciano, questa è la tua prima esperienza con il Martinsicuro, ma soprattutto la tua prima volta in Eccellenza. E adesso come ti trovi in questo nuovo ambiente a Martinsicuro? Ho trovato un ambiente fantastico, la società non ci fa mancare niente. Gli allenamenti logicamente in Eccellenza sono un po’ diversi da quelli che fai in Promozione o in Prima Categoria… c’è bisogno di più intensità e di maggiore sacrificio. Diciamo che la maggior parte della giornata la si passa al campo di allenamento. A me questo piace, mi piacciono le nuove sfide, mi piace affrontarle nel miglior modo possibile dando sempre il massimo. Come ci si sente a Quindi il problema raggiungere questa c’è stato solo con categoria a 32 anni? il mister e non con l’ambiente di Beh, è sempre motivo di Mosciano in generale, soddisfazione. Tutti gli sforzi che come qualcuno aveva si fanno durante l’anno vengono scritto. ripagati. Dal momento che questo lavoro lo faccio sicuramente per passione e non per soldi, il raggiungimento di tale obiettivo è una soddisfazione unica. No assolutamente, anche perché io con i tifosi e con i miei ex-compagni mi ci sento ancora adesso. A Mosciano non c’è stato tanto un problema con l’allenatore, più che altro quando si hanno due visioni differenti è meglio non andare avanti che distruggere dei rapporti. Prima di venire a Martinsicuro hai disputato due stagioni in Promozione con la maglia del Mosciano. Ad Aprile dell’anno scorso, però, hai deciso di lasciare la squadra per alcuni problemi con il tuo ex mister Natali, e il presidente del Mosciano Michele Core dichiarò di essere deluso dal tuo comportamento. Non proprio un ottimo addio con la squadra giallorossa. Il presidente Core ci rimase male, ma ci fu un malinteso. Io il giovedì decisi di andare via a causa di alcune incomprensioni con il mister Natali e comunicai la mia decisione ai dirigenti poiché il presidente non era Dopo questa esperienza sei passato al Martinsicuro del presidente Di Egidio, il quale ti aveva cercato fortemente anche nella passata stagione. Sì, sono stato vicinissimo al Martinsicuro già lo scorso anno. Il presidente Di Egidio mi chiamò per convincermi ad andare nella sua società, ma io avevo già dato la parola al Mosciano. Non nascondo di aver avuto dei tentennamenti… sai, il Martinsicuro giocava in una categoria superiore, aveva l’obiettivo di fare un ottimo campionato e aveva acquistato dei giocatori davvero importanti come Carboni, Rosa e via dicendo. Ho avuto qualche dubbio, però quando si dà una parola ad una società…

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CALCIO Con il mister Di Fabio, il quale ha giocato moltissimi anni tra i professionisti, come ti trovi? occasioni, ma avete subito 2 goal in ben tre partite. Come Sicuramente il mister non ha bisogno di presentazioni. A livello professionale la differenza si vede, è un grande allenatore, mette tutti sullo stesso piano, non ci sono prime donne: questa è una cosa fondamentale in una squadra. Una dimostrazione concreta è accaduta ieri nella partita di Coppa contro il Pineto. Quelli che di solito giocano maggiormente hanno riposato, ma quelli che sono subentrati hanno dato lo stesso apporto dei Certo. Logicamente per il gioco titolari. La differenza non c’è, e questo è dovuto al che facciamo noi, siamo una grande lavoro dell’allenatore e di tutto quanto lo staff squadra molto offensiva, qualcosa tecnico. dobbiamo rischiare. Purtroppo delle ingenuità le facciamo In questo inizio di stagione, il Martinsicuro ha ancora, anche perché siamo una alternato ottime prestazioni difensive con altre non squadra, tranne il sottoscritto, proprio eccellenti. Basti pensare che in sette partite abbastanza giovane (ride, ndr). di campionato avete tenuto inviolata la porta in due Quindi, sotto questo punto di vista dobbiamo migliorare, ma lo facciamo domenica per domenica. Ci sono delle partite in cui riusciamo a farlo meglio e ce ne sono altre dove commettiamo alcuni errori, ma questo lo avevamo messo in conto ad inizio campionato. Anche perché il nostro obiettivo è la salvezza.   15 giudichi questo dato? 8 goal in 7 partite non sono tanti, ma nemmeno pochissimi, considerando che molti vengono da errori individuali. curioso o simpatico che vuoi raccontare ai lettori de “Il Martino”? Mah guarda… ti dico che come gruppo siamo molto affiatati. Roba come scherzi o cose del genere non ne facciamo, però ci divertiamo molto. La nostra forza è quella di essere molto compatti e di divertirci molto sia durante gli allenamenti che nello spogliatoio. Diciamo che il più divertente è Roberto Cucco con le sue uscite pazzerelle (ride, ndr). Quindi non concordi con Mastrojanni, il quale ci aveva detto che il più simpatico dello spogliatoio è il capitano Carboni. Sisì, ma diciamo che nelle ultime uscite Cucco ha dato il meglio di sé, si è superato. Paolo grazie mille per la simpatia e per la disponibilità. Grazie mille a te Giorgio, e un saluto ai lettori de “Il Martino”. A proposito di questo, l’obiettivo dichiarato dal Mister Di Fabio ad inizio stagione era quello di una salvezza “tranquilla”, ma dopo un ottimo avvio di stagione siete ad un solo punto dalla zona play-off. Si può pensare in grande o si rimane bassi? Nono assolutamente, si rimane con la testa bassa. Noi dobbiamo raggiungere il prima possibile i 40 punti. Dopo esserci salvati possiamo iniziare a pensare a qualcosa di più, ma senza fare sogni di alcun tipo. Ribadisco che, per adesso, l’obiettivo rimane la salvezza. Per concludere, c’è qualche aneddoto

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