Il Martino cartaceo n.24 anno 1

 

Embed or link this publication

Description

quindicinale di informazione, approfondimenti e interviste

Popular Pages


p. 1

04 GENNAIO 2016 - n. 24 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste L’EPIFANIA TUTTE LE FESTE PORTA VIA 2€ SILVER MOON: ULTIMO ATTO di Ilenia Laurenzi 19 settembre 2015. Cielo plumbeo e umidità che penetra nelle ossa. Le escavatrici avanzano in direzione del vecchio stabile, abbandonato da tempo. Ci sono alcuni addetti ai lavori, un paio di operai... » continua, Pag.10 » continua, Pag. 3 Il 23 gennaio è Martinsicuro nel cuore di Maria Giulia Mecozzi Martinsicuro nel cuore è un momento di unione importantissima; forse l’unica occasione che ha il nostro Paese per affrontare e cercare di risolvere, per quanto possibile, alcune problematiche sociali. Partecipare da spettatore a Martinsicuro nel Cuore è fondamentale per sentirsi un buon cittadino”. Con queste parole, il patron della manifestazione più attesa e partecipata dell’anno a Martinsicuro, Fejsal Iseini, ha ben pensato di inaugurare il conto alla rovescia che ci accompagnerà fino al 23 gennaio 2016, data nella quale si terrà “Martinsicuro nel Cuore III Edizione”. Anche quest’anno, come da tradizione, la manifestazione vedrà sfidarsi in un quadrangolare di calcio, quattro squadre formate da: politici, imprenditori, Associazioni e Forze dell’ordine. Tutti personaggi illustri e conosciuti del panorama martinsicurese. Per la squadra dei politici, scenderanno in campo: Paolo Camaioni, Massimo Corsi, Giulio Eleuteri, Giuseppe Capriotti, Massimo Vagnoni, Andrea Buonaspeme, Olivo De Cesaris, Orlando Di Paolo, Andrea D’Ambrosio e Boris Giorgetti. Per la squadra degli imprenditori avremo.... Luciano Centorame, Antonio Lattanzi, Tiziano Napoletani... GREGORIO BASILICO » continua, Pag. 4 INDICE EDITORIALE............................. 2 EPIFANIA.................................. 3 M.SICURO NEL CUORE........ 4 GREGORIO BASILICO........... 5 ANEDDOTI DI P.VENA...........6 PRESEPE VIVENTE. .................7 OROSCOPO 2016..................8-9 SILVER MOON.......................10 EMANUELA TOMMOLINI.......11 CULTURA..............................12-13 IL PICCOLO PRINCIPE......14-15 di Luigi Tommolini Cresce nel Como dove esordisce in serie B nel torneo 1969/70 il 21 settembre 1969 contro il Catania, 0-2. L’anno seguente passa al Sant’Angelo Lodigiano in serie D per poi giocare fino al novembre 1972 con la Lucchese in C allenata... » continua, Pag. 5

[close]

p. 2

2   AL GIRO DI BOA trovate quotidianamente cronaca, politica, sport, e cultura con tantissimi approfondimenti. Colgo l’occasione per augurare a tutti voi un felice 2016 in nostra compagnia e per darvi appuntamento al prossimo numero, quello della nuova era. Ah, quasi dimenticavo, tra le tante novità ci sarà anche il prezzo che passerà ad un solo euro. L’EDITORE Martino 2.0 di Fejsal Iseini Cari lettori, siamo giunti al giro di boa: Buona lettura! ultimo numero, il 24, del primo anno della nostra edizione cartacea. Quello che si è da poco concluso, è stato un anno di crescita professionale per tutti noi che ci ha regalato tante belle soddisfazioni. Ma è già tempo di voltare pagina. Dal prossimo numero, entreremo nell’era 2.0 de “Il Martino”: grafica rinnovata, numero maggiore di pagine, tante nuove collaborazioni per un focus sempre più concentrato sulla nostra amata Martinsicuro e su tutta la Val Vibrata. Una volta a mese troverete anche una sezione dedicata alla satira locale grazie alla partnership con quei pazzi di Rossano Piccioni e Matteo Bianchini, padri dell’ormai celebre Martin Satira. La nostra redazione cresce giorno dopo giorno e si arrichisce di figure professionali che, con entusiasmo e passione, cercano di far crescere questo nostro progetto, nato senza pretese, quasi per gioco, ma già capace di registrare una media di 2000 visitatori unici giornalieri sul nostro sito. Abbiamo ampliato il nostro raggio di azione cercando di coprire sia le Marche che l’intero Abruzzo. Sul martino.it Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Giusy Valori, Giorgio Basile, Simona Borghese, Luigi Tommolini SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 3

L’EPIFANIA TUTTE LE FESTE PORTA VIA I proverbi e le filastrocche sull’Epifania e su quella donnina che vien di notte con le scarpe tutte rotte sono caratteristici della tradizione popolare e ci accompagnano fin da bambini durante le festività natalizie. La giornata del 6 Gennaio è l’ultima occasione di festa per tanti, sicuramente per i bambini prima di ritornare a scuola, ma anche per gli adulti che insieme ai più piccoli sono i protagonisti di una tradizione che in Abruzzo è radicata nei secoli e che è tuttora molto sentita in diverse località. Per quanto riguarda le origini di questa festività, bisogna ricordare che, mentre nella chiesta d’occidente si celebrava la nascita di Cristo il 25 Dicembre, nella chiesa d’oriente si continuò per molto tempo a celebrarla il 6 gennaio e questo allo scopo di sostituire una precedente festa pagana dedicata alla nascita del dio Sole e consacrata con la benedizione delle acque. Dato che non si conosceva la data di nascita del Redentore, era stato scelto come giorno per festeggiare la sua venuta quello della sua prima manifestazione divina (dal greco epifàneia). Inoltre, poiché nell’ambito del Mitraismo (una religione molto antica che il Cristianesimo ha ripreso per alcuni aspetti e culti) il 6 gennaio si festeggiava la venuta dei Magi, la Chiesa di Roma decise di concludere il ciclo natalizio dedicando quel giorno all’adorazione dei Re Magi. Da qui discendono le tradizioni popolari relative alla Befana. Si dice che i Re Magi, sulla via di Betlemme avessero bussato all’uscio di una casa per avere indicazioni sul tragitto, la vecchina che aprì non seppe dare loro alcun riferimento e non accettò neanche la proposta dei tre re di unirsi a loro. Pentitasi del suo rifiuto, la donnina si mise in viaggio alla ricerca del piccolo Gesù fermando tutti i bambini sul suo cammino per dare doni, nella speranza che uno di loro fosse quello cercato. Ed è così che ogni anno la Befana va alla ricerca di Gesù e lascia un regalo, per chi è stato buono, o del carbone, per i cattivi; a loro volta i bambini preparano un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino e Il mattino successivo insieme ai regali trovano il pasto consumato e l’impronta della Befana sulla cenere sparsa del piatto. Si narra che durante questa notte il mondo sia pieno di prodigi: gli alberi si coprono di frutti, gli animali parlano, le acque dei fiumi e delle fonti si tramutano in oro. I bambini attendono regali; le fanciulle traggono dal focolare gli oroscopi sulle future nozze, ponendo foglie di ulivo sulla cenere calda; ragazzi e adulti, in comitiva, vanno per il villaggio cantando; in alcuni luoghi si prepara con cenci e stoppa   3 di Emanuela di Teodoro un fantoccio e lo si espone. Il 6 Gennaio diventa così un giorno su cui fantasticare, ricco dello spirito popolare. In tutto l’Abruzzo nel giorno dell’Epifania si tengono manifestazioni dedicate ai bambini, si organizzano letture animate di fiabe, maxi tombole, distribuzione di calze piene di dolcetti, si organizzano pomeriggi danzanti e tante fiere. Ad esempio il 5 Gennaio all’Aquila si terrà la 68° edizione della “Fiera dell’Epifania”, un evento ricco di divertimento e tradizione. A Teramo domenica 3 Gennaio avrà luogo l’evento “Aspettando la Befana” con tanti giochi e divertimento per i più piccini, mentre il 6 Gennaio alle ore 10 presso la piazza Martiri ci saranno i giochi di legno del Ludobus e alle ore 17 la Befana scenderà dalla torre del Duomo. Ma anche nel territorio marchigiano avranno luogo diversi eventi: a San Benedetto del Trono dal 6 all’8 ci saranno gli annuali mercatini di antiquariato, mentre il 6 Gennaio la piazza del Popolo di Ascoli Piceno, addobbata a festa, sarà un punto di incontro per tante famiglie grazie all’animazione e ai tanti giochi organizzati per i più piccoli. Insomma se è vero che l’Epifania tutte le feste porta via, bisogna assolutamente godersi questi ultimi giorni di festa al meglio.

[close]

p. 4

4 Martinsicuro nel cuore: ”Io partecipo perchè”   di M Giulia Mecozzii Martinsicuro nel cuore è un momento di unione importantissima; forse l’unica occasione che ha il nostro Paese per affrontare e cercare di risolvere, per quanto possibile, alcune problematiche sociali. Partecipare da spettatore a Martinsicuro nel Cuore è fondamentale per sentirsi un buon cittadino”. Con queste parole, il patron della manifestazione più attesa e partecipata dell’anno a Martinsicuro, Fejsal Iseini, ha ben pensato di inaugurare il conto alla rovescia che ci accompagnerà fino al 23 gennaio 2016, data nella quale si terrà “Martinsicuro nel Cuore III Edizione”. Anche quest’anno, come da tradizione, la manifestazione vedrà sfidarsi in un quadrangolare di calcio, quattro squadre formate da: politici, imprenditori, Associazioni e Forze dell’ordine. Tutti personaggi illustri e conosciuti del panorama martinsicurese. Per la squadra dei politici, scenderanno in campo: Paolo Camaioni, Massimo Corsi, Giulio Eleuteri, Giuseppe Capriotti, Massimo Vagnoni, Andrea Buonaspeme, Olivo De Cesaris, Orlando Di Paolo, Andrea D’Ambrosio e Boris Giorgetti. Per la squadra degli imprenditori avremo: Luciano Centorame, Antonio Lattanzi, Tiziano Napoletani, Stefano Nazzari, Mario Silvestrone, Umberto Barcaroli, Luca Biagetti, Marco Massetti, Alessandro Troili, Stefano Di Fabio. Grandi nomi anche nella squadra delle Associazioni con: Matteo Bianchini, Ciro Lucci, Luigi Di Egidio, Massimiliano Spinosi, Graziano Di Concetto, Artemio Filioni, Attilio D’Ambrosio, Franco Rubini, Angelo Francia e Roger Marconi. Infine, la squadra delle forze dell’ordine, composta da: Vincenzo D’Ercole, Antonio Romano, Massimiliano Mariottini, Nando Foglia, Paolo Vantaggio, Bruno Auriemma, Francesco Farinaro, Giovanni D’Aloia, Bruno Frollo e Paolo De Leonardis. Saranno loro i veri protagonisti dell’evento e proprio per questo motivo abbiamo deciso di chiedere ad alcuni di loro cosa vuol dire, partecipare ad una manifestazione così importante come “Martinsicuro nel Cuore”. Il primo a parlare con noi e a fare la sua dichiarazione è stato il primo cittadino, Paolo Camaioni, che a tal proposito dice: “Martinsicuro nel Cuore è una manifestazione che si sta affermando come appuntamento classico e che fa bene alla nostra Città, in quanto unisce due aspetti nobili come la beneficenza ed il sano agonismo sportivo tra diverse categorie di persone, non di rado divise dalla quotidianità. Proprio per questo credo abbia una discreta valenza sociale. Ringrazio e mi complimento con tutti gli organizzatori”. Sulla stessa lunghezza d’onda, almeno per quanto riguarda l’evento, un altro volto noto della politica martisicurese, il Consigliere di minoranza, nonché leader della lista Progetto Comune, Massimo Vagnoni. “Ho accolto con piacere l’invito a partecipare all’evento Martinsicuro nel Cuore – dice Vagnoni - per contribuire in qualche maniera a raggiungere gli importanti obiettivi che gli organizzatori si sono posti sin dalla prima edizione”. E ancora: “Si tratta di un’iniziativa che sta acquisendo sempre più importanza grazie alla dedizione ed intraprendenza degli organizzatori che, coniugando sport e sociale, riescono a mettere in campo idee e progetti a sostegno della comunità”. Per la squadra degli imprenditori è intervenuto, Luciano Centorame, che dice: “Se mi si chiede perché partecipo ad una manifestazione come Martinsicuro nel Cuore, la risposta è chiara e semplice: perché ho Martinsicuro nel cuore. E se posso dare il mio contributo, seppur piccolo, alla realizzazione di qualcosa di bello ed importante per il nostro Paese, lo faccio mettendoci il Cuore”. In ultimo, ma di certo non per importanza, a parlare in rappresentanza della squadra delle Associazioni è il presidente dell’Associazione culturale Martinbook, nonché noto giornalista di Riviera Oggi, Matteo Bianchini. “Martinsicuro nel Cuore è una delle più lodevoli iniziative che ho avuto la fortuna di veder nascere. Questa terza edizione – dice Bianchini - oltre alla mia discesa in campo come giocatore, vedrà anche la partecipazione attiva dell’Associazione Culturale Martinbook, la quale ho l’onore di rappresentare. Un evento che, edizione dopo edizione, sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per l’eventistica martinsicurese”. E ancora: “Credo che iniziative come queste vadano elogiate e sostenute con l’impegno di tutti: dai cittadini, amministratori e attività commerciali. Martinsicuro è da sempre molto sensibile a questo tipo di eventi e mi auguro che ogni anno questo richiami ad una partecipazione sempre più ampia”. Ma non solo sport. Infatti, dopo il quadrangolare di calcio che si giocherà presso il Palazzetto dello Sport di Martinsicuro, è prevista una cena tra giocatori, organizzatori e al quale anche i cittadini potranno partecipare. Un bel momento conviviale che avrà come protagonisti il buon cibo e tanto e sano divertimento. Tuttavia, il momento più atteso della serata non potrà che essere quello in cui la dea bendata bacerà uno dei tanti che avrà acquistato almeno un biglietto della storica lotteria che quest’anno mette in palio premi di notevole utilità ed importanza come: pc ultima generazione e smart-phon. Insomma, Martinsicuro nel Cuore, sembra proprio l’ingrediente magico che ogni anno riesce a mettere tutti d’accordo, riuscendo a far incrociare le strade di chi per ideologia o semplicemente perché schiavi di una quotidianità troppo frenetica, è costretto a viversi scontrandosi o semplicemente a non viversi. Un evento di carattere umanitario e sociale, capace di unire un intero Paese per il raggiungimento di un unico obbiettivo che quest’anno vedrà come destinatari della raccolta fondi l’Anffas Onlus Martinsicuro e il progetto teatrale dedicato ai giovani ideato dall’Associazione Martinbook”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 5

“AMARCORD ROSSOBLU’”: Gregorio Basilico GREGORIO BASILICO, ala sinistra, nasce a Cogliate (MI) il 4 gennaio 1950.   Cresce nel Como dove esordisce in serie B nel torneo 1969/70 il 21 settembre 1969 contro il Catania, 0-2. L’anno seguente passa al Sant’Angelo Lodigiano in serie D per poi giocare fino al novembre 1972 con la Lucchese in C allenata, il primo anno, da Marino Bergamasco. E’ l’allenatore triestino che, chiamato dalla Samb, porterà nella riviera delle palme la fortissima ala sinistra che giocherà con la maglia rossoblù fino al giugno 1980; nel mezzo, 1976/77 e 1977/78, Gregorio gioca due tornei, 36 gare in serie A con il Genoa, realizzando una rete il 9 gennaio 1977 a Marassi contro il Cesena, 4-1. Dopo aver lasciato la Samb giocherà un anno nella Reggina in C1, due anni a Busto Arsizio con la Pro Patria (una promozione in C1 e una retrocessione in C2), un anno a Gallarate (nell’Interregionale, attuale serie D) per “appendere le scarpette al chiodo” sul lago di Como, a Lecco, nel torneo Interregionale 1984/85. Basilico vive a San Benedetto gli anni più belli e vittoriosi della sua carriera, non considerando i due anni trascorsi nella massima serie a Genova. “Figlio adottivo” dell’indimenticabile mister Marino Bergamasco, con il quale esordisce nella vittoriosa trasferta di Pisa 1-0 il 5 novembre 1972. Segna la sua prima rete con la Samb a Ferrara contro la Spal il 21 gennaio 1973 realizzando il gol del pareggio. Alla Spal segnerà altre due reti, una nel girone di ritorno al Ballarin il 10 giugno 1973, 2-2, e l’altra (suo primo gol in Serie B) il 29 settembre 1974 al Ballarin, il gol del momentaneo 2-1 (2-2 finale) nella prima giornata di campionato dopo il trionfale ritorno in serie B dei rossoblù. Degli undici gol messi a segno nelle 146 (139 nella “SamBergamasco”) gare con la Samb, Gregorio ne realizza 7 in casa e 4 in trasferta, nove decisive. Oltre le undici reti realizzate, Basilico, grazie alla sua velocità e propensione offensiva, riesce a procurarsi decine di calci di rigore per lo più trasformati da “Bomber” Chimenti. L’ultima sua gara in rossoblù è quella sfortunata contro il Vicenza 0-1 (verrà sostituito al 10’st da Marco Romiti), al Ballarin, il 1° giugno 1980 che, in pratica, segna la fine dell’era Bergamasco con l’immeritata retrocessione in C1 a Pisa la domenica successiva, vanificando il “miracoloso” recupero dopo una disastrosa partenza (1 punto dopo 7 gare, allenatore Pietro Maroso fino alla 6a giornata compresa). Gregorio e mister Bergamasco (tra l’altro osservatore del Milan) non si perderanno mai più di vista e resteranno grandi Amici (abiteranno entrambi nel capoluogo lombardo) fino alla scomparsa del trainer triestino avvenuta il 22 gennaio 2010. E al commovente “Bergamasco-Day”, al “Riviera delle Palme” il 31 gennaio seguente, Basilico sarà presente e, con una parte degli Uomini della “SamBergamasco”, onorerà il ricordo del grande allenatore rossoblù!!!   5 di Luigi Tommolini IN ROSSOBLU: TORNEI: 6 (4 in B, 1974/75, 1975/76, 1978/79 e 1979/80 e 2 in C, 1972/73,da novembre, e 1973/74). ESORDIO: 5 novembre 1972, Serie C, Pisa-Samb 0-1 (17’pt Chimenti). ULTIMA GARA: 1° giugno 1980, Serie B, Samb-L.R.Vicenza 0-1 (38’pt Rosi). PRIMA RETE: 21 gennaio 1973, serie C, Spal-Samb 1-1 (41’pt Donati, 42’st BASILICO). ULTIMA RETE: 21 marzo 1976, serie B, Pescara-Samb 0-1 (31’pt BASILICO) TOTALE GARE: 146 (82 in B, 64 in C). TOTALE RETI: 11 (3 in B, 8 in C). BUON COMPLEANNO GREGORIO!!! © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 6

6   “ANEDDOTI”. L’ultima fatica di Patricia Vena di Maria Giulia Mecozzi troppo stretta né troppo larga. Nessuna di esse rimane oscura. In quelle parole si può sentire, ogni volta che le si legge, la denuncia di un male universale derivante dai sistemi economici, politici e sociali che imprigionano le nostre menti facendole schiave al proprio servizio. Da ‘I Poteri’: “Possono acquisire tante forme/ possono sembrare ogni cosa/ possono offrirti paradisi inferni e purgatori … potresti credere che sono lì per te a proteggerti e a difenderti). Un male, dunque, forse derivante da un uomo che non ha più la capacità di “stupirsi” e di fatto, in ‘Stupore’, l’autrice afferma: “Conservare lo stupore/ difenderlo ad ogni costo …. conservare quel bambino che eravamo e siamo ancora./ Va salvato lo stupore. A fronte di ciò, nulla appare perduto. Patricia ci offre la ricetta per uscire da questo mondo fatto di illusioni: “La realtà ti aspetta/ è paziente/ ha tutto il tempo lei/ è lì con la bocca aperta e con le ferite sanguinanti” (L’illusione). Appunto, una realtà ferita ma non morta. Dunque curandola potremo sicuramente riconquistarla e tornare ad essere protagonisti di essa. Questo è un monito che le nuove generazioni, per attuare quel “cambiamento” tanto desiderato e auspicato, devono cogliere e mettere in pratica. Come? Abbattendo quei muri che ancora ci dividono e che ancora ostinatamente, nonostante il “Mai più” pronunciato il 9 Novembre 1989, l’umanità continua ad innalzare. Da ‘Il Muro’: “Pietra su pietra/ mattone su mattone/ s’innalzano ovunque i muri creati dagli uomini/ per separarsi da altri uomini. (…) Dobbiamo rimescolarci/ scambiarci/ condividerci/ nel tentativo di far nascere/ una migliore umanità. Una società che rigurgita il suo male, anche attraverso una figura femminile, sempre più contaminata dalla cultura e dal linguaggio maschile. Una donna incapace di creare il suo universo distinto e che fatica ancora a definirsi in quanto genere differente. Vittima di quel femminismo ‘rozzo’ nato negli anni ’70 e che, a suo tempo, fu incapace di fare il suo dovere. Una donna che fa del suo corpo una forma di attrazione, obbligandolo a resistere ad un tempo che vorrebbe segnarlo ed imprimergli la sua traccia. Da ‘Le Streghe’: “Specchio specchietto delle mie tante brame fai del mio cervello il più bravo del reame. Nel 383 ad Agostino D’Ippona, angosciato dalla domanda “Unde Malum?” ossia da dove viene il male, durante un incontro con (Sant’) Ambrogio, vescovo di Milano, venne consigliato di leggere “Le Enneadi” di Plotino. In un medesimo ed ipotetico dialogo tra i due, traslato nel nostro tempo, per rispondere alla medesima domanda, Ambrogio potrebbe benissimo consigliare al giovane Agostino: “Leggi si, le Enneadi di Plotino ma leggi anche ‘Aneddoti’ di Patricia Vena”. “Aneddoti”. E’ questo il titolo dell’ultima fatica della poetessa e scrittrice argentina, Patricia Vena, ispirata alle opere attualmente esposte presso il centro Pacetti di Monteprandone, del grande maestro e artista argentino Maxs Felinfer. Crediamo che il lavoro del poeta potrebbe benissimo essere paragonato a quello di un sarto. Tutto sta nel prendere le giuste misure e cucire bene il vestito, affinché questo possa essere indossato. Questo sarebbe l’unico modo che il poeta ha per comunicare e trasmettere il suo messaggio. Un poeta che, prima di tutto, deve lavorare per gli Altri, cercando di arrivare e dare voce al grido di coloro i quali nella società, per differenti ragioni, rimangono muti. Le pagine di “Aneddoti”, ultima fatica della scrittrice Patricia Vena, spiazzano in quanto come potrebbero le nuove generazioni approcciarsi ad un’opera scritta da qualcuno che ha fatto esperienza di quella grande Università che è la Vita? Quali categorie posseggono per leggere queste poesie che raccontano quel “male di vivere” che attanaglia la nostra società? Un male che, da quanto emerge in queste pagine, ha radici in qualcosa di arcaico e di antico, oscuro alle giovani generazioni. Da una poesia intitolata ‘Grande Fratello’ si dice: “Non era questo mondo/ che sognavamo nei dolci anni dei fiori dell’amore/ dei capelli molto lunghi/ e le gonne molto corte/ delle frasi di Gandhi sulle magliette/ e del fate l’amore non fate la guerra”). Le nuove generazioni, questi anni della Storia, non possono di certo dire di averli vissuti ed assaporati, bensì li hanno solo letti sui libri di scuola. Ed ecco. Qui sta, a nostro parere, la grandezza di quest’autrice. Patricia è stata in grado di “cucire” poesie su misura anche per le nuove generazioni. Pagina dopo pagina, si avverte che ogni singola parola delle sue composizioni calza a pennello, fa parte di ognuno di noi da sempre. Nessuna di esse va né © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 7

Il presepe vivente di Rivisondoli: magia e suggestione tra le montagne abruzzesi La nostra regione vanta, sia in territorio nazionale che all’estero, l’allestimento di uno dei più noti e suggestivi presepi viventi , del centro Italia: il presepe di Rivisondoli. La rappresentazione ha origini abbastanza recenti. La prima edizione fu ideata dal parroco del paese nel 1951, subito dopo la seconda guerra mondiale, con l’intento di ricordare le vittime dell’eccidio di Pietransieri, piccola frazione del comune di Roccaraso, ad opera delle armate tedesche durante la ritirata del 1945 in cui il ruolo dell’angelo fu affidato ad una giovane, scampata miracolosamente alla strage. La prima “stalla”, entro cui far nascere il Bambino Gesù, fu scelta tra un gruppo di case diroccate, Il periodo natalizio è un turbinare sventrate dalle bombe tedesche, messaggio di di rievocazioni storiche, allepace tra le rovine di una guerra che, in quei luostimenti di presepi permanenti ghi, aveva portato solo morte e distruzione. o mobili, subacquei o in alta Questo evento, destinato inizialmente a rimamontagna. Ma, di certo c’è, che assistere alla messa in scena del nere mera rievocazione storica, divenne un appuntamento fisso il 5 gennaio di ogni anno, presepe vivente, dona emozioni tanto da richiamare schiere di turisti da ogni senza eguali. dove, che affrontano, spesso, condizioni climaCome è noto, il primo presepe tiche letteralmente proibitive, pur di assistere vivente della cristianità fu allead una rievocazione che, definire “magica” , è stito nel paesino di Greccio, in persino riduttivo. Centurioni romani, beduini a provincia di Rieti, attorno al XII cavallo, l’arrivo dei Re Magi in cammello, vestiti secolo da un fraticello di Assisi, sfolgoranti, luci e telecamere fanno da scenario divenuto in seguito santo, con il ad uno spettacolo di grande richiamo, non solo nome di Francesco. mondano, ma anche spirituale. Il Poverello di Assisi volle riproL’atmosfera sospesa, tra sacro e profano, tra porre la Natività nella maniera realtà e immaginazione, provoca suggestioni e più realistica, la notte di Natale partecipazione tra il pubblico. del 1223, ricreando, per quanto Quest’anno si è giunti alla 62 esima edizione e, possibile, le stesse condizioni come ogni anno, i panni del Bambin Gesù sache accolsero la venuta al monranno vestiti dall’ultimo nato dell’anno in corso. do di Gesù. Negli anni, la tradiColei che personificherà la Madonnina, invece, zione del presepe, si è fusa in maniera inscindibile con il rituale è stata eletta in una sorta di “concorso” tenutosi natalizio cristiano e, in Italia, tanti lo scorso 8 dicembre, che ha visto la partecipazione delle ragazze dei Rivisondoli e dei paesi sono i luoghi in cui viene riprolimitrofi. posto in maniera il più possibile La manifestazione, cresciuta di anno in anno, fedele a quello che ci è stato vede coinvolti non solo gli abitanti di Rivisondoli, tramandato nei secoli.   7 di Ilena Laurenzi nelle vesti di protagonisti e figuranti, ma anche i tanti turisti che si inoltrano a 1.370 mt di altitudine, tra le montagne dell’Appennino abruzzese, pur di partecipare all’evento. Appuntamento, dunque, il 5 gennaio dalle 18:30 in poi nella Piana di Piè Lucente, a Rivisondoli per uno spettacolo suggestivo, magico, indimenticabile nello scenario dell’Altopiano delle Cinque Miglia, in provincia de L’Aquila. Il modo migliore di concludere le festività natalizie, alla ricerca di uno spirito , quello del Natale, sempre più evanescente e caduco, evaporato tra regali, cene e consumismo sfrenato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 8

8   L’ASTROLOGIA LA PIU’ ANTICA di Noris Cretone L’astrologia è la più antica e la più chiamiamo suggestione. controversa delle arti divinatorie Gli scienziati affermano che gli astrologi commettono una infinità di errori (ad esempio, lo sapevate A molti millenni fa risalgono le che le costellazioni che fanno prime testimonianze, ma secoli parte dello zodiaco sono 13 e di progresso scientifico non ne non 12?, il tredicesimo segno è hanno minimamente intaccato il l’Ofiuco, segno del tutto ignorato fascino né hanno fatto diminuire semplicemente perché essendo l’interesse verso di essa. 12 i mesi dell’anno essi avevano Sono milioni le persone che bisogno di fare calcoli esatti). in tutto il mondo ci credono ancora e non muovono un passo Da quanto scritto sin qui si sarà capito che siamo alquanto scettici senza prima aver consultato gli oracoli. Tra queste non mancano nei confronti di chi afferma di poter predire il futuro semplicemente personaggi illustri, come l’ex presidente degli Stati Uniti Ronald osservando gli astri, ma non Reagan che non prendeva mai un per questo vogliamo lasciare insoddisfatti chi invece ci crede o… appuntamento senza aver prima fa finta di crederci. consultato la sua astrologa di fiducia, proprio come facevano, Ma il nostro non sarà il classico appunto millenni or sono, re e oroscopo di cui in questi imperatori. giorni sono pieni i giornali e le trasmissioni televisive, ci piace E’ accaduto recentemente che alcune aziende, prima di scegliere molto quello che da qualche anno a questa parte scrive sui giornali il personale, abbiano chiesto la di tutto il mondo, il noto poeta, data di nascita (possibilmente anche l’ora esatta) del candidato scrittore, dispensatore di consigli nonché astrologo sui generis, ed abbiano optato per l’uno o Rob Brezsny. È un oroscopo per l’altro solo in base al segno molto particolare, redatto in modo zodiacale se non addirittura originale. all’ascendente. Ma cosa spinge la maggior parte Più che di una semplice rassegna di segni zodiacali, si tratta di vere di noi a credere davvero di poter e proprie poesie, che potrebbero trovare una risposta nelle stelle? Probabilmente il voler modificare piacere in quanto tali, anche a chi di astrologia non è affatto la realtà a seconda delle nostre appassionato. aspettative: la maggior parte delle volte, infatti, se ci pensiamo, Ecco le sue previsioni/poesie per il l’oroscopo sembra prenderci in 2016. pieno e credo che ciò avvenga esclusivamente per quella che noi Ariete. 21 marzo-19 aprile Il materiale grezzo che avrai a disposizione nel 2016 a volte potrà sembrarti limitato. Forse non avrai accesso a tutti gli strumenti che ti servirebbero e sarai tentato di provare invidia per il fatto che altre persone possono attingere a risorse maggiori. Ma sinceramente non penso che questi apparenti ostacoli costituiranno uno svantaggio per te. Nel tuo ventaglio di opzioni troverai tutte le opportunità che ti servono. Anzi, le limitazioni potrebbero stimolare la tua creatività come non sarebbe mai potuto succedere se avessi avuto più scelte. Toro. 20 aprile-20 maggio Di sicuro sai cos’è l’igiene fisica, ma conosci l’igiene immaginale? Il pedagogista Morgan Brent la definisce così: “L’igiene immaginale è l’arte di gestire la fantasia, di difenderla dalle forze che la danneggiano, la inquinano, la colonizzano, la rattrappiscono e la rendono sterile, e di coltivare quelle che la illuminano, la espandono e la nutrono”. Fare questo lavoro è importante per tutti, ma lo sarà particolarmente per te nel 2016. Sarai eccezionalmente creativo, quindi è probabile che con il materiale grezzo che abita la tua fantasia produrrai effetti che dureranno nel tempo. Gemelli. 21 maggio-20 giugno A volte la tua mente lavora troppo e troppo velocemente, ma in generale è il tuo bene più prezioso. Anche la tua versatilità a volte può essere una maledizione, ma il più delle volte è una benedizione. La tua lingua pronta e la tua flessibilità sono più causa di divertimento che di guai, e lo stesso vale per i tuoi abili stratagemmi e per la tua astuzia. Ma per quanto meravigliose possano essere queste qualità, nel 2016 ti consiglio di allargare i tuoi orizzonti. Sarà un buon momento per studiare e imitare la magia dei segni d’acqua. Cosa devi fare esattamente? Potresti cominciare rispettando di più i tuoi sentimenti, sintonizzandoti con loro, incoraggiandoli a diventare più profondi e scoprendo il modo di usarli come fonte di saggezza. Cancro. 21 giugno-22 luglio Il regista svedese Ingmar Bergman ha vinto quattro

[close]

p. 9

E LA PIU’ CONTROVERSA TRA LE ARTI DIVINATORIE 9   Oscar e ottenuto la nomination per altri nove. Molti suoi colleghi sostengono che Bergman abbia esercitato una grande influenza sul loro lavoro. Il motivo principale del suo successo era la totale dedizione alla fantasia. “Vivo permanentemente nei miei sogni, da cui faccio brevi incursioni nella realtà”, diceva. Indovina di che segno era? Del Cancro, naturalmente. Nessun’altra tribù passa con la stessa facilità da uno all’altro di questi due mondi. Almeno potenzialmente, siete specialisti nell’intrecciare la fantasia con la vita reale, e il 2016 ti offrirà opportunità senza precedenti di sviluppare ulteriormente questa capacità. Leone. 23 luglio-22 agosto Evita il dolore e cerca il piacere. Cerca di essere gentile, non crudele. Astieniti dall’autocommiserazione e chiedi l’aiuto che ti serve. Evita le perdite di tempo e fa’ le cose importanti per te. Sfuggi le persone che non ti rispettano e cerca la compagnia di quelle a cui piaci. Non esporti a divertimenti disgustosi e violenti, riempi la tua fantasia di storie edificanti. I consigli che ti sto dando ti sembrano eccessivamente semplici e ovvi? Non è un caso. Secondo me, quello che ti servirà di più nel 2016 sarà rinnovare il tuo rapporto con i princìpi fondamentali. Vergine. 23 agosto-22 settembre Molti degli atomi che oggi compongono la tua carne e il tuo sangue dodici mesi fa non erano nel tuo corpo. Il 98 per cento di te si rinnova ogni anno. Le vecchie cellule muoiono continuamente per lasciare posto a quelle nuove che nascono dall’aria, dal cibo e dall’acqua che ingerisci. Questo vale per tutti, naturalmente. Ma nel 2016 avrai qualcosa di unico: la tua anima seguirà le rapide trasformazioni del tuo corpo. Anzi, il ricambio è già cominciato. Entro il tuo prossimo compleanno, potresti essere così nuova da non riconoscerti. Ti invito ad assumere il controllo di questa operazione. Chi vuoi diventare? Bilancia. 23 settembre-22 ottobre In inglese ain’t può essere la contrazione di am not, is not, are not, have not o has not, ma non è ritenuta una parola standard. Chi la usa rischia di essere giudicato ignorante e volgare. Eppure esiste dal 1706, e di solito le parole usate da tanto tempo entrano ufficialmente nel vocabolario. Nel 2016 il tuo destino somiglierà a quello di questa parola. Incontrerai resistenze quando cercherai di far accettare un aspetto che è parte integrante della tua vita ma è considerato non convenzionale. La buona notizia è che alla fine le tue probabilità di riuscirci saranno maggiori di quelle di ain’t. Scorpione. 23 ottobre-21 novembre Il mio vecchio amico John ha una fattoria nella Willamette valley, in Oregon, dove coltiva mirtilli. Se organizza la coltura in modo che i frutti maturino a luglio, può venderli a tre dollari e mezzo al chilo. Ma se fa slittare la raccolta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, il loro prezzo può arrivare a otto dollari al chilo. Puoi immaginare quale soluzione preferisca. Ti invito a usare una strategia simile quando preparerai il tuo piano per il 2016, Scorpione. La scelta dei tempi non sarà tutto, ma conterà molto. Sagittario. 22 novembre-21 dicembre Nel 1803 il governo degli Stati Uniti raddoppiò il suo territorio comprando dalla Francia, al modico prezzo di circa sei centesimi a ettaro, quelli che oggi sono la Louisiana e il Montana e tutto il territorio che c’è in mezzo. Non credo che nel 2016 espanderai tanto il tuo dominio, Sagittario, ma probabilmente lo farai in modo significativo. E anche se le tue nuove risorse non costeranno poco come quelle comprate nel 1803, penso che il loro prezzo, in termini sia di denaro sia di energia emotiva, sarà accettabile. Inoltre il tuo acquisto sarà migliore almeno per un aspetto: i francesi vendettero agli statunitensi terre che in realtà appartenevano alle popolazioni native, mentre tu agirai con la massima onestà Capricorno. 22 dicembre-19 gennaio Il prossimo anno sarà un periodo favorevole per coltivare una maggiore dedizione alla verità, alla bellezza e alla bontà. Tutto quello che farai per aumentare il tuo rigore morale produrrà benefici che si ripercuoteranno nella tua vita per molti anni. Stranamente, potresti ampliare questo effetto propizio coltivando anche una maggiore dedizione al divertimento, al gioco e al piacere. C’è un rapporto simbiotico tra la parte di te che vuole fare del mondo un posto migliore e quella che cerca la gioia, la libertà e la meraviglia. La formula magica è: alimenta la tua voglia di vivere comportandoti in modo profondamente compassionevole. Acquario. 20 gennaio-18 febbraio Prevedo che il 2016 sarà il tuo Anno delle ossessioni fruttuose. Dando questa interpretazione positiva delle tendenze cosmiche, spero di dissuaderti da qualsiasi comportamento che potrebbe trasformare il 2016 nell’Anno delle ossessioni infruttuose. In un modo o nell’altro, penso che sarai indotto a esprimere le tue passioni con intensa determinazione. La concentrazione, a volte al limite del compulsivo, sarà una delle tue caratteristiche. Per questo è importantissimo che eviti infatuazioni inutili e manie dispersive. Ti prego di scegliere le seduzioni giuste per te. Pesci. 19 febbraio-20 marzo Nel 2016, il tuo simbolo di potere sarà il segno uguale (=). Visualizzalo nella tua mente ogni mattina per 20 secondi. Fattelo tatuare sul sedere. Scrivilo su un cartoncino e mettilo sotto il cuscino o sullo specchio del bagno. Così invierai al tuo inconscio messaggi come “Crea l’equilibrio e coltiva l’armonia!”, “Coordina le forze opposte!” e “Dovunque ci sarà tensione tra due estremi, convertila in energia vitale!”. Le tue parole magiche per il 2016 sono “simbiosi” e “sinergia”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 10

10   SILVER MOON: ULTIMO ATTO di Ilenia Laurenzi e la voglia di divertirsi non erano ancora miraggi o pura utopia. Un tempo in cui le parole “crisi”, “recessione”, “disoccupazione” o, addirittura, “emigrazione”, facevano pensare ad un’epoca lontana che mai più sarebbe ritornata. Se si chiudono gli occhi, si sente ancora il pulsare incessante dei woofer, le urla della tua amica che prova a sovrastare la musica assordante, si vedono ancora gli effetti del Laser Spectra, il fumo sulla pista, le luci fluorescenti. Ma era un altro tempo, un’altra dimensione. Un’altra generazione. Oggi, di quel luogo, non è rimasto più niente, ci sono solo calcinacci e tanta polvere. 19 settembre 2015. Cielo plumbeo e umidità che penetra nelle ossa. Le escavatrici avanzano in direzione del vecchio stabile, abbandonato da tempo. Ci sono alcuni addetti ai lavori, un paio di operai, due vigili e un tecnico che dirige le operazioni di abbattimento dello stabile: bisogna fare spazio, bisogna togliere il “superfluo”, bisogna che le ruspe si mettano all’opera. Oggi inizia la demolizione del Silver Moon. E la pinza, posta alla fine dei bracci meccanici della scavatrice, inizia il suo lavoro di smantellamento. Sembra un grosso mostro affamato che, con una serie di grandi morsi, frantuma assieme al cemento, anche tutti i ricordi, le esperienze, i sogni di quelle generazioni che , proprio tra quelle mura, hanno ballato, riso, si sono divertite, fatto incontri, progetti. Hanno sognato magari sulle note dei lenti, stretti stretti sulla pista tre, o forse davanti alla consolle dove Roberto Galeazzi mixava sapientemente gusti e generi musicali, mentre gli effetti speciali e le fantasmagorie ottenute con il Laser Spectra Phisic , non avevano niente da invidiare alle discoteche blasonate della riviera romagnola. Prima di procedere alla demolizione dello stabile, ci si è occupati di sgomberare l’interno del Silver dagli arredi, abbandonati e regno ormai di grossi ratti che ivi avevano stabilito la propria dimora. I divanetti, ormai scoloriti, la consolle impolverata, il bancone del bar. Quanta nostalgia e profonda malinconia per chi, tra quelle mura, ha vissuto i suoi anni più belli! Ma dalla fine degli anni 70, quando il Silver vide i suoi albori, alla golden age degli 80, si è passati, inesorabilmente, attraverso il lento ed inarrestabile declino che ha portato ai giorni nostri in cui, il degrado e l’abbandono, hanno regnato sovrani, tanto da dover ricorrere, imprescindibilmente, ad una soluzione risolutiva, con un’ordinanza emessa dal sindaco. Le precarie condizioni igieniche, l’aumento preoccupante dei ratti , lo spazio antistante la discoteca trasformato in una sorta di discarica a cielo aperto, hanno fatto si che si intervenisse con urgenza per arginare una situazione che stava diventando intollerabile. I residenti della zona, negli anni, non hanno mai smesso di protestare contro lo stato di degrado, avanzando le loro richieste all’amministrazione, purchè si intervenisse . Nel 2004 fu proposto un piano di riqualificazione dell’intera area con lo smantellamento del locale e un progetto che vedeva la realizzazione di tre palazzine con annesso parcheggio, ma solo nei mesi scorsi si è raggiunto l’accordo tra l’amministrazione e una ditta locale affinché si procedesse ad una riconversione dell’intera area urbana. La ditta Cosmo, branca immobiliare della catena di negozi “Globo”, ha acquisito l’intera proprietà con l’intento di realizzare uno stabile che ospiti negozi lungo un’area pari a quasi 1.000 metri quadri. Durante i primi anni del 2000 c’era stata la volontà di riportare agli antichi splendori un locale che tanta storia e tanto lustro aveva dato alla città truentina. Oltre ad un cambio di gestione, venne mutato anche il nome, dapprima in Nafta, poi in D’Eau club, ma forse il cambio di stile, o di gusti musicali, dei nuovi clienti assieme al proliferare di nuovi locali di divertimento, tra Marche ed Abruzzo, che rendevano acerrima la concorrenza, non sortì un sostanziale effetto per le sorti del Silver. Il declino fu lento ed inesorabile tanto da portare all’inevitabile chiusura. I lavori sono quasi terminati. La polvere è dappertutto e, laddove fino a qualche giorno fa, sorgeva quello che era una delle più grandi e famose discoteche della riviera abruzzese, oggi non restano che cumuli di macerie. Una distesa di calcinacci è tutto cio’ che rimane di un tempo in cui il benessere, la serenità © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 11

EMANUELA TOMMOLINI, LO CHEF DONNA CHE INCANTA   11 Dopo il successo della prima edizione con circa 600 operatori registrati, arriva il secondo appuntamento con Meet in cucina, in programma lunedì 18 gennaio 2016 dalle 9,30 alle 18,30 negli spazi del centro espositivo della Camera di Commercio di Chieti. Meet in Cucina, ideato dal giornalista Massimo Di Cintio, è promosso dall’Unione Cuochi Abruzzesi (UCA) aderente alla Federazione Italiana Cuochi e dal Comune di Chieti, ed è affiancata da importanti partners nazionali e regionali. Tra gli illustri ospiti anche “la nostra” Emanuela Tommolini che portando nel mondo i sapori semplici e raffinati della Val Vibrata , ha conquistato in poco tempo un posto di rilievo nell’Olimpo degli chef pluristellati. La formula, ispirata ai grandi congressi di cucina nazionali e internazionali, prevede l’intervento sul palco di 8, tra i migliori chefs, relatori abruzzesi e sarà aperta alla partecipazione dei cuochi e degli operatori della ristorazione delle regioni del centro-sud Italia. L’evento inoltre ospiterà anche l’intervento del presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo. Il nome dell’evento unisce inglese e italiano ed è leggibile in due modalità: la parola “meet” (che in inglese significa incontrare, riunirsi, da cui meeting) ha infatti quasi la stessa pronuncia sia nella lingua inglese (si legge < miit >) sia nel dialetto abruzzese < mitt’ > (mettere). Quella di Emanuela è una cucina innovativa, piena di energia che strizza l’occhio al passato ma allo stesso Dunque incontrarsi in cucina e tempo all’innovazione e alla ricchezze della natura! mettere insieme, condividendole, “Variazioni di un cavolfiore” è una danza di sapori le migliori esperienze della ristora- leggera e raffinata camuffata da antipasto, per un zione abruzzese per contribuire a piatto come la stessa chef lo definisce “sensoriale” far crescere la qualità e l’ampiezza che incontra il palato, la vista e l’olfatto in una sinuoso dell’offerta con beneficio per l’eco - e armonico gioco di colori e sapori. nomia del territorio. In questo caso predomina il bianco, infatti Emanuela L’evento prevede l’intervento di afferma: “ Non dimentico mai di cucinare anche i cuochi relatori che negli ultimi anni colori. Quello dominante in questo caso è il bianco hanno sviluppato progetti di ricerca un cromatismo neutro ma fondamentale per la nostra e di sperimentazione e che, attraver- alimentazione!” so le loro esperienze, hanno appor- Emanuela Tommolini rappresenta la forza e l’autentato significativi miglioramenti nella ticità della nostra terra tutta al femminile. Dopo una gestione della cucina e dell’attività di laurea in scienze della comunicazione, decide di ristorazione, nella ideazione e nella seguire le orme dei genitori e si dedica anima e corpo realizzazione delle ricette, nella pro- alla cucina e definisce il suo un “laboratorio artigianaduzione e nella valorizzazione delle le”. Tra le verdi colline teramane, osservando il mare materie prime e dei prodotti agroali- da lontano e salendo e scendendo la suggestiva mentari locali, raggiungendo un ele- scalinata al centro di Colonnella chissà quante volte vato livello qualitativo riconosciuto avrà pensato se quella era davvero la sua strada! a livello nazionale e internazionale In fin dei conti Emanuela anche se non insegna dietro dalle principali guide di settore. ad una cattedra comunque porta avanti una missione, quella di erudire noi tutti alla vera cucina. La cucina Emanuela Tommolini farà parte di della “terra” la nostra meravigliosa terra Abruzzese! questo prestigioso parterre anche perché è la prima ed unica chef della provincia di Teramo ad essere entrata a far parte dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, la prestigiosa associazione che riunisce i migliori e i più giovani rappresentanti dell’alta gastronomia, “un network europeo di chefs e ristoratori professionisti, interpreti lungimiranti della propria epoca che – con grande rigore, inesauribile creatività e rispetto del patrimonio gastronomico locale – danno vita a una cucina moderna e profondamente radicata nel territorio”. La “vestizione” è avvenuta durante il Congresso Nazionale che si è svolto in Toscana e che ha visto la partecipazione di oltre 80 cucinieri associati impegnati in un programma fitto di incontri con ospiti provenienti da tutta l’Europa. Nell’occasione sono stati comunicati i nomi dei cinque new entry al JRE ITALIA, tra cui appunto quello Emanuela Tommolini che ha conquistato tutti con il suo progetto culinario nato nel 2009 grazie a un’idea elaborata con Fabio De Cristofaro, con cui condivide il desiderio di uno stile di vita sano, del rispetto per l’ambiente e di un’alimentazione consapevole. Dotata di una straordinaria creatività, la chef abruzzese ha già ricevuto a Milano anche il riconoscimento che Identità Golose tributa alle donne. E’ vegetariana, impegnata sul fronte della cucina naturale, della qualità stagionale e del benessere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 12

12   L’EROS NON E’ PERVERSIONE non ha pretese d’insegnare nulla a nessuno. La sua passione è un’esigenza comune a tutti gli artisti. Scrivere diventa una necessità per appagare le proprie passioni e soddisfare i propri desideri. E se ha riscontrato un notevole successo nel giro di due anni è perché , attraverso il suo modo di scrivere, è riuscita ad emozionare il lettore. C’è chi riesce a trasmettere emozioni attraverso la poesia, chi attraverso la letteratura erotica. E comunque l’una non esclude l’atra. Ad esempio ci sono vari poeti che hanno scritto poesie d’amore intrise d’erotismo. Ne cito alcuni. Guillaume Apollinare con la: “ Nudità dei fiori “; Emily Bronte con: “ Parla per me”; David H. Lawrence con: “ Perversione” ; S. Mallarmé con: “ Una negra”; Alda Merini , Gabriele D’Annunzio, P. Neruda, J. Prevert e tanti altri. Antonella Aigle , con i suoi romanzi e racconti, ha fatto dell’erotismo una forma d’arte particolare ed unica. L’autrice quando scrive d’eros sente l’urgenza di appropriarsi dei segreti sepolti sotto le istituzioni portandoli avanti con libertà di crescita in un raffinato piacere intellettuale. L’erotismo di Antonella non ha nulla a che vedere con la pornografia. Il primo è un percorso di conoscenza. La seconda è la ripetizione stereotipizzata di una meccanica di atti ripetuti fini a se stessi. Scrivere un libro che tratta di erotismo è molto difficile. Non è semplice come qualcuno pensa. Saper tradurre la tensione sessuale mista a seduzione senza scadere nella pornografia è un’arte. E Antonella è riuscita nell’intento. Oggi ancora ci si scandalizza di fronte a parole che arricchiscono la descrizione di un atto d’amore . Eppure i primi scritti che parlano di eros risalgono all’antico Egitto con il Papiro Erotico. Poi la tradizione erotica si è sviluppata nel mondo greco e latino con le composizioni di Catullo e della poetessa Saffo fino a completarsi nell’ Ars Amatoria di Ovidio, capolavoro della poesia erotica latina. Altri esempi di letteratura erotica li troviamo nel Decamerone di Boccaccio e di Giusy Valori durante i secoli nel “ Piacere” di D’Annunzio che è un maestro nel descrivere l’estetica della seduzione e il desiderio carnale di due corpi che si cercano. La letteratura erotica quindi ha origini antichissime . E tra gli ultimi libri usciti troviamo quelli di Antonella Aigle. Con la Aigle la parola erotica continua a vivere come nuovo lessico poetico e narrativo. La natura, il piacere, il desiderio, attraverso i suoi romanzi vengono assecondati senza scadere nella pornografia. Molto di tutto questo dipende dal lettore. Egli deve necessariamente tenere in considerazione la possibilità nel saper discernere l’erotismo dalla vera e propria pornografia cogliendo così nel testo la sua vera entità senza sovrapposizioni di alcun tipo. Ed è necessario che il lettore spogli l’eros da possibili volgari travestimenti e da possibili interpretazioni oscene. Antonella, attraverso i suoi romanzi e racconti, cerca e ci riesce di mettere a nudo la capacità di amare dietro rituali del corteggiamento sotto forma di eros. E così i suoi lavori diventano una vera testimonianza sulla necessità del sentimento che oggi scarseggia; e questo è sicuramente più interessante di tante prediche moralistiche che si dicono , spesso a sproposito, intorno a questo argomento. Dal ‘300 in poi ci sono stati diversi scrittori e narratori che, insieme ai cantori dell’Amor sacro e ideale, hanno fatto dell’eros il tema fondamentale della propria opera. E Antonella, semplicemente , sta continuando quest’opera. Per Antonella , come lei stessa dice, l’eros è esprimere con il corpo quello che non si riesce a fare con le parole. E’ il corpo che parla. E quando due corpi si cercano, si trovano e a hanno il coraggio di osare il connubio è perfetto. Nessuna parola potrebbe eguagliare l’idillio che si è creato . Fra i vari lavori dell’autrice c’è un racconto dove l’eros come sostiene lei stessa è molto soft e l’amore è il sentimento che prevale, compreso l’amore per il mare: “ Il guardiano”. Riporto una descrizione molto bella a mio parere e coinvolgente: “ N. portò la bottiglia alle labbra umide e ingollò l’ultimo sorso di birra gelata. Chiuse gli occhi e godette della sensazione di freddo che invase il suo corpo, rinfrescandolo. Serrò gli occhi per alcuni secondi e ascoltò lo sciabordio delle onde lambire la spiaggia; inspirò l’odore di salsedine, e affondò i piedi nella sabbia umida”. Qui la parola erotica si fonde con quella poetica e diventa voce declamante di una forma di letteratura innamorata di sè e del proprio gioco seduttivo; libera di esprimersi rifiuta ogni pregiudizio fino a diventare parola coporea sensuale e amorevole al tempo stesso. Una parola che forse qualcuno stenta ancora a riconoscere definendola irriverente e dissacratoria ma , dalla lettura de “ Il Guardiano “ e in particolare da questa descrizione si evince che essa non disturba affatto la poesia ma la cerca e la usa in un gioco di seduzione, sentimento e bellezza. E il foglio ne gode allo stesso modo di come il protagonista del racconto gode della sensazione di freddo che invade il suo corpo non appena si porta la bottiglia di birra fredda Si parla di perversione solo quando si parla di sesso. La vera perversione è quando si violenta un linguaggio o si stuprano parole spogliandole con forza del loro antico splendore. Questo tipo di abuso genera la perversione. Ho fatto questa premessa iniziale per presentare un’altra artista di Martinsicuro, Antonella Aigle, autrice di romanzi erotici. E’ una scrittrice affermata conosciuta non solo nel nostro paese. Ha esordito con il suo primo romanzo erotico dal titolo: “ In Paradiso”. Postato come e-book su tutte le piattaforme virtuali, in soli tre giorni raggiunge il primo posto nella top 100 amazon , seguito da :” Ultima fermata in Paradiso” e “ Rossa come il fuoco”, tutti pubblicati da Damster Edizioni di Modena. Ma la passione di Antonella non finisce qui. Ha scritto altri racconti come: LETIZIA CROCE E DELIZIA e IL MAITRE nei PECCATI DI GOLA; IL GUARDIANO; L’EREMITA in ARCANI MAGGIORI VIETATI AI MINORI; VENERDI YOGA per il progetto ATTIMI INFINITI; UMIDI DESIDERI per la raccolta BAGNAMI de LE STAROCCATE. L’ Autrice ha poi partecipato a Torino al salone internazionale del libro dove ha presentato : ULTIMA FERMATA IN PARADISO; a Roma per la presentazione in Campidoglio; a Padova e a Modena dove è stato presentato : Bagnami; a Zibello nel 2014 per il festival dell’eros e nel 2015 per la presentazione del suo terzo romanzo . Non si è fermata mai. Ha continuato con la sua caparbia passione che la contraddistingue da sempre. Secondo una recente intervista Antonella racconta di sè dicendo che, quando scrive di eros, non lo fa con l’intento di dare messaggi. Soltanto ritiene che esso sia una componente importantissima nella vita di coppia. Ho imparato a conoscere Antonella attraverso i suoi scritti e il suo modo schietto di parlare; è sincera quando afferma che

[close]

p. 13

CULTURA - I NOSTRI TALENTI alle labbra umide e invitanti. Così come l’amore, la passione e la poesia hanno mille aspetti che li accomunano, la perversione non ne ha uno ed è fine a se stessa. L’amore completo comprende sentimento e sensualità . E l’eros ha una forza così potente che fa sentire vivi. Di questa forza erotica- sensuale ci parla anche Dante nel famoso passo di Paolo e Francesca: “Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante”. E ce ne parla anche Antonella nei suoi romanzi e nei suoi racconti e in particolar modo in questo. Scrive la Aigle: “ Sospiri rotti, parole sussurrate, mormorii indistinti , i loro corpi uniti in uno solo e il piacere ad arrivare in luoghi mai visitati finora. Un tutt’uno con tutto quello che li circondava , li inglobava , in quel paesaggio ai confini del tempo, ai confini dello spazio. Il piacere fu devastante e sconvolgente “. Scrisse W. Shakespeare: “ Se per baciarti dovessi andare all’inferno lo rifarei. Così potrò vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci”. Antonella a chi le chiede del pregiudizio e dell’invidia risponde che quest’ultima è un vizio per cui non vale la pena andare all’inferno perchè ce ne sono di più interessanti. Ad esempio, questo lo aggiungo io, un bacio appassionato carico di erotismo e sensualità come quello descritto da W. Shakespeare.   13 Non chiedo molto Non chiedo molto: un angolino tranquillo tra le pieghe dell’anima tua che non occupi molto spazio, che ti procuri energia quando mi senti viva e ti faccia star male se non ci sono dentro. Da lì potrei sentire il tuo profondo respiro, il rumore dei tuoi sorrisi, il singulto dei tuoi malumori. Accarezzarti da dentro per regalarti ogni volta un sorriso nuovo. Non chiedo molto. Alessandra Bucci © RIPRODUZIONE RISERVATA

[close]

p. 14

14   IL PICCOLO PRINCIPE: di vita per tutti. Incontra adulti strani, che inceneriscono l’invisibile, che hanno ormai perso quella limpidezza che è propria dell’animo infantile, dimenticando le cose davvero importanti, affannandosi nel loro vivere frenetico. Il pilota, invece, che non ha dimenticato com’era nell’infanzia, è l’unico che riesce a capire il piccolo principe e, inevitabilmente, i due diventano amici. Ogni pagina del libro ci insegna ad amare, ad essere solidali ed è anche per questo che Il Piccolo Principe è diventato in tutto il mondo simbolo della generosità, dell’amicizia, così amato e apprezzato, tanto da diventare protagonista al cinema. Rivolgendosi ai bambini, l’autore in realtà pagina dopo pagina, si rivolge a tutti gli uomini e il racconto offre piani di lettura diversi e stimolanti, dove ognuno di noi può ritrovare una parte di se stesso. Ma qual è il segreto del successo senza tempo del Piccolo Principe, una favola che continua ad appassionare senza sosta generazioni di lettori di ogni età? Valori universali e sempre attuali quelli narrati nel libro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la solidarietà, la pace. Un’opera sempre attuale che porta i bambini a scoprire valori importanti e riconduce l’adulto a riscoprire il bambino che era un tempo. “Tutti gli adulti, una volta sono stati bambini, anche se pochi di loro se ne ricordano”. Ma l’infanzia non è scomparsa, dimora sempre in noi. Si è solo assopita ed è pronta a risvegliarsi grazie ad un incontro come quello del pilota con il Piccolo Principe. L’essenziale è proprio questo. Il Piccolo Principe è la luce che gli adulti hanno ancora dentro, anche se spesso la schiacciano con il peso ottuso e cieco della maturità. La luce, che serbano dentro, brilla ancora. E’ questo ciò che riuscì a vedere lo scrittore francese Antoine de Saint Exùpery (pilota militare e civile, scrittore ed eroe di guerra, abbattuto poi con il suo aereo) quando scrisse questo libro nel 1943. I personaggi che si avvicendano sia nel racconto che nel film (il re, l’uomo d’affari ecc) sono diversi e ognuno di loro rappresenta ed incarna gli stereotipi del nostro tempo, in cui l’adulto resta spesso ingabbiato, dimenticando l’autenticità dei valori importanti della vita. “Ogni film è un’opportunità – racconta il regista Osborne ...questa è la celebrazione del libro e del potere che ha su chi lo legge”. Per la sua natura poetica, il libro non poteva essere completamente adattato al cinema ma nemmeno snaturato. Questa consapevolezza ha permesso di trovare una chiave nuova ma non troppo lontana dalla versione originale: una bambina che in epoca contemporanea interagisce con un anziano aviatore, che gli mostra parte di una storia che ricostruisce un’avventura avuta durante la sua giovinezza, ossia quella descritta per visioni all’interno del celebre lavoro. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del piccolo principe in altri mondi, contribuiscono a creare un legame tra lui e la bambina, che li porterà ad affrontare insieme una straordinaria avventura, “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questa è una delle citazioni più significative racchiuse nel libro Il Piccolo Principe, opera poetica e filosofica per ragazzi e adulti, scritta dal francese Antoine de Saint-Exupéry  nel 1943, e divenuta un classico letterario senza tempo. Annoverata tra le opere più lette e tradotte al mondo, ha fatto riflettere milioni di generazioni di bambini e non solo. Finalmente oggi, questo capolavoro sta per conquistare anche il cinema. Infatti, Il Piccolo Principe, diventa un film di animazione in 3D firmato da Mark Osborne, regista di “Kung fu Panda”. Dopo essere passato fuori concorso al Festival di Cannes e, dopo l’anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma,  il film più atteso dell’anno arriverà nelle sale italiane dal primo Gennaio 2016. Nel cast di doppiatori della versione italiana troviamo nomi di un certo calibro come quello di Toni Servillo, che presta la voce all’aviatore che, nel deserto del Sahara, fa amicizia con il piccolo principe. Tra le altre voci ci sono poi quelle di Paola Cortellesi, (la Mamma), Stefano Accorsi, (la Volpe), Micaela Ramazzotti, (la Rosa), Alessandro Gassmann, (il Serpente), Giuseppe Battiston, (l’Uomo d’affari), Angelo Pintus, (il Signor Principe), Pif (il Re) e Alessandro Siani (il Vanitoso). Distribuito in Italia da Lucky Red, è un film ricco di significati, che racconta una storia senza tempo, conosciuta e amata da adulti e bambini. Il Piccolo Principe è la storia di un bambino che nel suo lungo viaggio, dal lontano pianeta B 612, si ritrova alla scoperta del mondo, alla ricerca di amici fino a quando, nel deserto, incontra l’autore e gli racconta il suo percorso, in cui ogni tappa assume il valore simbolico di una lezione

[close]

p. 15

un capolavoro letterario che conquista il cinema alla fine della quale la piccola avrà imparato a riappropriarsi della sua infanzia. Il Piccolo principe, come afferma lo stesso regista, “era un ricordo molto speciale per lui. Glielo aveva regalato la moglie quando si erano conosciuti al college e sapeva quanto potere quelle pagine contenessero”. Questo l’ha portato a comprendere l’importanza di salvaguardare il più possibile la storia originale, sia per quelli che l’avevano già conosciuta e amata che per coloro che ancora non la conoscevano. Si riesce, così, a regalare un tocco di modernità alla versione cinematografica ma senza attualizzare troppo la storia. Per ricostruire i due mondi, quello della bambina e dell’aviatore anziano e quello del piccolo principe con la volpe, la rosa, il serpente, sono state utilizzate, infatti, due tecniche differenti: la computer grafica per il mondo reale e la stop motion per quello scaturito dalle pagine del libro. La protagonista, è una bambina costretta dalla mamma ad adeguarsi troppo presto agli stereotipi del mondo adulto, ritrovandosi già programmata l’esistenza futura per l’ammissione in una prestigiosa scuola. Il contesto, non a caso, è stato suggerito dall’incipit del libro stesso, dove l’autore affermava di essere stato costretto a smettere di disegnare: “Ai bambini in ogni epoca si chiede di crescere troppo presto”. Il film, che   15 di Simona Borghese è principalmente un omaggio al libro anche nella versione cinematografica cerca di restargli più possibile fedele: una storia senza tempo, che si presta, quindi, a più livelli di lettura, proprio come succede nella versione letteraria. 

[close]

Comments

no comments yet