Il Levante - Giugno 2011

 
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Periodico di cultura, ambiente e informazione

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il levante ISTITUTO DELLE C I V I LT À DEL MARE Periodico di cultura, ambiente e informazione San Teodoro - Giugno 2011 distribuzione gratuita L’Isola che danza L e grandi fabbriche, quelle PERCHÉ QUESTO MENSILE? “Il Levante” vuole essere un periodico attento ai problemi quotidiani della nostra gente, piccoli o grandi che siano; un foglio fatto da tutti noi; una sorta di appuntamento mensile, polemico ma garbato. Apartitico, ma non senza una particolare attenzione alla politica locale: quella che ci tocca tutti da vicino. Una sorta di fresco vento (il levante appunto) per tener vivo il nostro orgoglio cittadino, per dar voce a chi voce non ha. Ed è per questo che, sin da questo numero, chiediamo il contributo di tutti. Il problema del singolo può diventare un problema di tutti. Un crocevia di pensieri, suggerimenti, attenzioni alla quotidianità che non deve diventare abitudine ma vivacità, stimolo, fermento. Un punto di incontro e – perché no? – anche di scontro fra diverse opinioni private e pubbliche. Le vostre idee, le vostre doglianze, le vostre riflessioni troveranno spazio sulle colonne de “il Levante”. Mese dopo mese. NUOVA VITA PER PLASTICA. VETRO E COMPAGNI. che per anni hanno orgogliosamente alimentato il mito caduco e mendace della rinascita sarda, travolte dalla crisi chiudono una dopo l’altra; i commerci languono; il numero dei giovani senza lavoro, bamboccioni e non, s’ingrossa a dismisura, diviene esercito; persino il turismo, dopo aver creato aspettative e illusioni, stritolato dalle avverse congiunture internazionali, segna il passo e recede. Sempre più poveri, sempre più abbandonati. Una terra stremata, al collasso, la nostra; ma le tivù locali continuano imperterrite a propinarci a tutte le ore le immagini melense di un popolo festaiolo e in eterna parata, che, anziché reagire e darsi da fare, consuma il suo tempo in balli e canti in piazza. Non basta: più la crisi si fa dura e ostinata, più si ha la sensazione fastidiosa che i sardi, incuranti, si divertano: “L’Isola che danza”. La Storia si ripete; un secolo fa, o giù di lì, in un mondo isterico, intossicato dai veleni del nazionalismo, alla vigilia dell’immane e luttuosa tragedia della Grande Guerra, artisti e letterati nostrani, del tutto dimentichi del presente, si smarrivano dietro i miti deteriori di una terra straniata, chiusa nel cerchio magico di un’Arcadia fuori tempo, indifferenti ai mutamenti epocali della società contemporanea. Meglio non vedere. Come gli struzzi, sempre con il capo sotto la sabbia. Maledetto folklore, maledetta spagnolite! Quando riusciremo a guarire dall’infausto retaggio culturale e psicologico iniettatoci in secoli di cialtronesca servitù dagli spocchiosi e famelici hidalgos di Spagna? Quando ci sveglieremo dal lungo letargo? Danza, Sardegna danza… Salvatore Brandanu ualche cassonetto per la raccolta differenziata dei rifiuti domestici possiamo- sia pur a fatica – trovarlo: a la Traversa ce ne sono tre: carta, plastica e vetro fanno la loro confortante comparsa. A lu Fraili, se ne trovano un paio. In San Teodoro – a parte le periodiche chiusure per la saturazione dei serbatoi – vi sono quelli sotterranei. Ma – a conti fatti – i centri per la “differenziata” sono ben pochi per un territorio che produce soprattutto in estate montagne di rifiuti in plastica, carta e vetro, altrimenti riciclabili. Ma quel che stupisce ancor di più è il destino delle impressionanti quantità di bottiglie di plastica dell’acqua minerale (guai a bere l’acqua dei rubinetti!) dei quintali di quotidiani, riviste, imballaggi, scatole; delle montagne di bottiglie di vetro o delle lattine di prodotti in scatola. Dove vanno a finire questi rifiuti che dovrebbero – opportunamente trattati - costituire una fonte di reddito per il Comune e possibilità occupazionali per i cronici disoccupati locali? Mario Stratta Q San Teodoro: turisti in Piazza Gallura SOMMARIO: L’Isola che danza - Nuova vita per la plastica - La Numismatica in Sardegna - L’Aglióla a San Teodoro - Bandiere Blu - Due parole su i generici - Quale acqua beviamo - L’accoglienza nei B&B - E se andassimo in vacanza a San Teodoro? - Le confraternite del vino - Nasce ArTeo - La cucina gallurese - Il dopo alluvione - Con un occhio alla crisi - Sport in G a l l u r a - Dalle riserve alle aree marine protette - Poeti galluresi del ‘700 - Musica in Laguna. étru, lu me’ amicu inginiéri, è spirimintendi da dui anni un calburanti nóu pa’ la màcchina. “Àgghju pruatu – dici – una miscela di nàffata e liccóri di multa: no mali; dapói una di nàffata e óciu di listincu: mèddhu ancóra. A ultiméra àgghju misciatu la nàffata cu l’èa di lu rubbinèttu di casa: no v’arai a cridé, è un pocu puzzinósa ma la màcchina anda in bólu”. Li miraculi di Abbanoa! P Effemeridi

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il levante La Numismatica in Sardegna Dal collezionismo agli studi di settore ’Associazione Culturale Hermaea Archeologia e Arte intende realizzare una mostra di monete appartenenti a importanti collezioni private sarde che verrà conclusa con una giornata di studi a cui parteciperanno i maggiori esperti della Sardegna e della Penisola Italiana (docenti universitari e collezionisti). Nel corso dell’incontro verrà esaminato lo stato dell’arte della numismatica, argomento mai apprezzato appieno ma che contempla tantissimi appassionati e curiosi in Sardegna e fra i turisti che frequentano abitualmente l’Isola. Si vuole partire dal Museo delle Civiltà del Mare di San Teodoro che contiene un’interessante collezione legata all’archeologia subacquea (con una forte connotazione all’epoca tardo antica, Alto Medioevo, alla cui epoca il centro Gallurese deve la propria nascita) e un piccolo, ma significativo medagliere che comprende le prime coniazioni prodotte in Sardegna. Si tratta di un tesoretto di monete cartaginesi del IV secolo a.C. per arrivare al raro Tremisse in oro dell’Imperatore di Bisanzio Foca che, di fatto, determina la nascita del centro demico che dal Santo bizantino prende il nome. L’esposizione verrà incrementata da una serie di monete particolarmente preziose concesse da alcuni importanti collezionisti e studiosi di numismatica, che L faranno da cornice al convegno e forniranno un’ulteriore attrattiva per richiamare il grande pubblico, ed accrescere l’esperienza dell’associazione culturale Hermaea che sull’argomento del collezionismo sta maturando notevole competenza. Il Convegno che chiude la Mostra si deve svolgere necessariamente ai margini della stagione turistica per creare una tappa culturale fissa, da ripetersi puntualmente, che permetta anche agli operatori turistici di credere in questo appuntamento al di fuori del periodo della massima concentrazione di visitatori. La mostra prevede invece, oltre alle significative testimonianze storiche del centro di San Teodoro, una serie di monete di particolare fascino corredate da una teoria di pannelli che esplichino anche ai meno esperti l’importanza delle impronte metal- Giugno 2011 - pag. 2 liche e dei diversi accessori che arricchivano di particolari i tondelli. Partendo dall’elemento monetale che rappresenta un valore economico si arriva a decifrare tutta una serie di elementi, fra stampi, incisioni e imitazioni, che ne fanno un oggetto artistico, un mezzo di propaganda, un simbolo politico. L’iniziativa di San Teodoro si vuole collocare all’interno di una rinnovata scoperta del territorio e non si esclude che possa divenire itinerante - in spazi che siano all’altezza per condizioni di fruizione e sicurezza. L’evento si propone altresì di far emergere il patrimonio detenuto da privati affinché comprendano l’importanza storica delle monete e del lavoro degli uffici competenti alla tutela, nella speranza che tali testimonianze non vadano ingenuamente strappate al territorio di rinvenimento, o, nella peggiore delle ipotesi, smarrite o vendute. Giuseppe Pisanu Tremisse Aureo dell’Imperatore Foca (VI Sec.d.C) Biblioteca Gallura Via Niuloni,1- San Teodoro (OT) Orari di apertura Dal lunedi al venerdi dalle 17,00 alle 20,00 Vieni a tr ovarci Bandiere blu ome ogni anno, la Fee (Foundation for enviromental education) ha assegnato le sue Bandiere Blu alle migliori spiagge italiane. Tra molte polemiche e recriminazioni. La parte del leone l’hanno fatta la Liguria e la Toscana, mentre la Sardegna, che da sola rappresenta poco meno di un quarto dei litorali italiani, ha ricevuto solo 4 bandiere: La Rena Bianca, a Santa Teresa Gallura, Punta Tegge a La Maddalena, Torre Grande a Oristano, e per chiudere, il Poetto a Quartu S. Elena. Non conosciamo, e poco ci interessa conoscere, i criteri con cui avviene la selezione e la premiazione, anche se, pensando agli interessi che si muovono dietro a tali iniziative, qualche dubbio lo abbiamo. Riteniamo, comunque, che la scelta più giusta la faccia sempre il turista, che sceglie infatti il soggiorno a prescindere dalle Bandiere. Che dire a questo punto? Qualche spiaggia premiata non è proprio da scartare… ma la spiaggia più bella è la nostra; il paesaggio è incomparabile, l’arenile bianchissimo e le acque sono colorate e trasparenti: per mostrare i suoi pregi, non ha bisogno dei miracoli di Fotoshop. Naturalmente, non è fra quelle premiate con la Bandiera Blu e simili amenità. Si trova a… No, è meglio che il posto non ve lo diciamo, non sia che qualcuno ce la rubi. S.B. IL LEVANTE Periodico di cultura, ambiente e informazione dell’ICIMAR. Registro stampa n. 3/2011 Tribunale di Nuoro Redazione e Amministrazione: Istituto delle Civiltà del Mare, Via Niuloni,1 - 08020 San Teodoro (OT) - Telef. 0784 - 866010 - Fax. 0784/866180 - E-mail. segreteria@icimar.it segreteria@pec.icimar.it- www.icimar.it Tipolitografia: Ovidio Sotgiu - via Corea, 48 Olbia. Direttore Responsabile: Salvatore Brandanu. Condirettore: Mario Stratta. In Redazione: Gian Piero Meloni, Giuseppe Pisanu, Costantino Pes, Sandro Brandano, Ivan Ponsano. Segretaria di Redazione: Angela Bacciu. C

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Giugno 2011 - pag. 3 il levante LʼAglióla a San Teodoro DUE PAROLE SU…I GENERICI Questo spazio è dedicato ad argomenti di comune attualità, ma che richiedono, in ogni caso, un approfondimento, un chiarimento da parte degli “addetti ai lavori”. Questa volta ci occuperemo dei cosidetti “farmaci generici” e, come addetto ai lavori, abbiamo coinvolto Carla Sechi – farmacista in San Teodoro. Ecco le domande che le abbiamo rivolto: cosa sono i farmaci generici? In che cosa si differenziano da quelli di specialità? Ma, soprattutto hanno le stesse valenze terapeutiche? I Farmaci Generici (o meglio, Equivalenti) A chi di voi non è mai capitato sentirsi dire dal farmacista al momento dell’acquisto di un farmaco: “se vuole, può prendere un farmaco equivalente; è la stessa cosa e inoltre risparmia”. Da circa quindici anni in Italia sono usate le parole, Farmaco Generico o meglio Farmaco Equivalente, cioè una specialità medicinale definita come “bio-equivalente” ad un prodotto il cui brevetto è scaduto e del quale hanno un medesimo comportamento. Il brevetto è uno strumento cheserve ad un’Azienda per tutelare la sua scoperta ed impedire che altri possano rubare l’invenzione commercializzandola come propria. Il brevetto copre un periodo di almeno venti anni ma potrebbe essere ulteriormente aumentato anche di altri venti anni. Ma prima o poi quel brevetto scade e se il farmaco da un punto di vista terapeutico è ancora interessante potrebbe venir prodotto da un’altra azienda utilizzando anziché il marchio originale, il nome chimico generico. Quando ciò accade nasce il farmaco equivalente. Il farmaco generico è un prodotto con le stesse garanzie di qualità della corrispondente specialità. Il farmaco equivalente è la “copia” della specialità medicinale registrata e quindi possiede lo stesso principio attivo, stessa forma farmaceutica, stessa via di somministrazione e stesse indicazioni terapeutiche. Il prezzo dei generici, per legge è stabilito in almeno il 20% in meno rispetto al medicinale innovatore. Il motivo è semplice: la ditta che produce il generico non deve subire i costi di ricerca e di produzione di quel farmaco. In termini di “spesa”, nel caso di medicinali per i quali è scaduto il brevetto ed esistano in commercio i farmaci equivalenti corrispondenti, il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa la specialità medicinale di riferimento solo per l’importo uguale al prezzo più basso del medicinale equivalente in commercio: il farmacista è obbligato per legge ad informare il cittadino sulla possibilità di sostituire il medicinale prescritto dal medico con l’equivalente corrispondente. on il termine aglióla s'intende in gallurese sia il mese di luglio sia uno degli eventi cruciali dell'annata agricola tradizionale, cioè la trebbiatura dei cereali, che si svolgeva appunto nel mese di luglio. Era un momento di dura fatica, ma anche occasione di collaborazione comunitaria attraverso lo scambio di aiuto nel lavoro (la manialìa) e la preparazione di un ricco pasto per tutti i partecipanti. Un evento importante per la comunità teodorina, perlomeno fino ai tardi anni '50 del secolo scorso. In seguito si è assistito prima al forte calo dell'attività agricola, poi, soprattutto a partire dagli anni '80, all'irrefrenabile sviluppo dell'attività turistico-balneare, eventi che hanno portato alla crisi di una serie di usi, o perlomeno alla loro perdita di visibilità. È ormai una quindicina d'anni (gli ultimi sei con regolare cadenza annuale), che a San Teodoro viene proposta "L'Aglióla", un evento a tema principalmente enogastronomico, mirato a recuperare il patrimonio culinario teodorino, quindi gallurese. In un paese come San Teodoro, che nel pieno della stagione estiva raggiunge presenze di varie decine di migliaia di persone, a fronte di una popolazione residente di circa quattromila unità, di cui, tra l'altro, una non piccola percentuale composta di persone di recente immigrazione, è facile immaginare come gli abitanti "originari", con il loro patrimonio identitario, rischino di disperdersi come gocce d'acqua nel mare. Qualcuno dirà: ma se la trebbiatura non si pratica più da tempo, se la stessa comunità teodorina è cambiata così tanto, a che pro lanciare un'idea come l'Aglióla? Proprio per dare lustro e visibilità a un senso di identità ancora vitale, che però rischiava di restare gran parte del tempo confinata tra le mura domestiche dei teodorini. L'iniziativa, partita grazie all'impegno di numerose persone e istituzioni del luogo, si è andata evolvendo negli anni, attraverso il coinvolgimento di altre comunità e istituzioni di cultura gallurese e soprattutto attraverso quello dei ristoratori locali, partendo dall'idea che un lavoro di riflessione sull'identità del posto possa combinarsi bene anche con il turismo e con il ritorno economico. L'edizione 2011, che si ispira alla formula sviluppata negli ultimi anni, si ripropone con alcuni punti chiari in programma: innanzitutto l'attenzione allo spirito volontario della gente del posto, per non rischiare di rendere il tutto un evento gestito solo dagli addetti ai lavori; si vuole, poi, accompagnare le iniziative di tema enogastronomico con altri eventi culturali, sempre a tema gallurese e teodorino, di storia, letteratura e arte, per permettere al pubblico di conoscere meglio il territorio che visita. Costantino Pes C “Dugna pastori cunnosci li so’ pécuri”. “Ogni pastore conosce le sue pecore.” “Meddhu un agghjutu subitu che centu cunsiddhi.” “Meglio un aiuto subito che cento consigli.”

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il levante Giugno 2011 - pag. 4 Notizie dal Comune ORDINANZA N° 9 5 maggio 2011 Oggetto: Divieto di utilizzo acqua per usi potabili e per l’incorporazione negli alimenti. Il Sindaco Sorgenti di Arèsula QUALE ACQUA BEVIAMO? . Vista la comunicazione dell’A.S.L. n°2 di Olbia prot. n°25235 del Maggio, appena trascorso, è notoriamente conosciuto come il mese delle rose ma - come recita un vecchio adagio - non c’è rosa senza spine. E – nel nostro caso- le spine sono rappresentate dall’ormai prossima stagione estiva che prelude alla pacifica onda di piena dell’annuale “invasione” turistica, anche se, quest’anno, non giungono segnali confortanti. Complici la generale situazione di crisi, che per il nostro territorio si traduce in una sensibile riduzione del periodo feriale e dell’ insostenibile e drastico aumento dei prezzi dei biglietti per la traversata dal continente posto in essere da tutte le compagnie di navigazione (quasi una sorta di “cartello”). Sarà dunque un’estate magra per San Teodoro e per tutti gli operatori turistici (privati e non) che sperano in un rilancio delle presenze nei tradizionali mesi di vacanza? Da parte nostra ci si interroga su quel che il nostro paese è in grado di offrire al turista, italiano o straniero, e soprattutto su ciò che notoriamente fa acqua da tutte le parti. E proprio a proposito dell’acqua “il Levante” chiama in causa il gestore - unico e responsabile - di quel bene primario che sgorga dai nostri rubinetti. Se già ora la situazione è precaria per le periodiche ordinanze del nostro Sindaco che denunciano la non potabilità dell’acquedotto, con l’arrivo della stagione estiva si rischia il collasso. Come funziona il centro di depurazione? Quali prospettive si presentano per offrire un servizio non solo decoroso ma soprattutto privo di rischi per la salute? Interrogativi ai quali, almeno per il momento, non siamo in grado di dare una risposta. Se poi si aggiunge al problema della non potabilità dell’acqua anche quello della sistematica carenza di interventi sulla disastrata rete di distribuzione, il gioco è fatto. Sempre che di “gioco” si possa parlare. Mario Stratta 04/05/2011, con la quale viene comunicato che dagli esami chimici e batteriologici effettuati dall’ARPAS di Nuoro sui prelievi eseguiti in data 04/05/2011 sono risultati fuori norma nei punti di prelievo in via Cala Girgolu,via Sardegna, via Grazia Deledda e in via Cala D’Ambra, pertanto l’acqua non è idonea all’uso potabile e all’incorporazione negli alimenti; . Considerato che la rete idrica in San Teodoro centro è servita dai potabilizatori di La Runcina, Lu Fraili e Campo Sportivo, che non è possibile individuare con certezza le zone coinvolte; . Visto l’art. 50, comm.5 del D.Lgs 267/2000; VIETA l’utilizzo dell’acqua per usi potabili e per l’incorporazione negli alimenti, su tutto il territorio comunale, con esclusione delle zone di Franculacciu, Schifoni, Stazzu Bruciatu, Silimini, La Patimedda, Straula e Buddittogliu. Il Sindaco Dott. Antonio Meloni L’accoglienza nei B&B on passerà certamente inosservato al turista, come al più distratto cittadino gallurese, il proliferare in questi ultimi anni di insegne indicanti Bed and Breakfast all’ingresso e nel cuore dei nostri paesi, in particolar modo quelli costieri. Questa tipologia di accoglienza, certamente più informale rispetto agli hotel, è nata nei paesi anglosassoni si è via via diffusa in tutta Europa con successo. Significa letteralmente “letto e colazione” e spesso è abbreviata nella cartellonistica con la sigla B&B. In realtà il nome, che bello non è, stride non poco con una nobile consuetudine connotata alla gente di Sardegna. Già, perché l’essenza dello spirito del B&B è quella di ospitare dei forestieri in casa propria facendogli vivere un’atmosfera familiare. I Bed and Breakfast sono normati da leggi regionali, e dunque le regole di gestione variano di regione in regione. In linea di massima, però, si può dire che gli operatori di b&b hanno l’obbligo di affittare al massimo tre stanze, idonee e dignitose, di fornire esclusivamente la prima colazione. Infine, occorre precisare che si tratta di un’attività saltuaria, non professionale. Dal punto di vista fiscale, almeno inizialmente, non sono soggetti all’apertura di partita IVA, debbono rilasciare una ricevuta e hanno, infine, l’obbligo di registrare all’autorità di Pubblica sicurezza chi soggiorna in casa. In realtà, specialmente a San Teodoro, i B&B sono qualcosa di più. Grazie all’instancabile attività di un ufficio turistico e ad una lungimirante intuizione di un assessore, le case accoglienti - preferisco chiamarle così - si sono riunite in un’associazione fra i titolari che hanno risposto con notevole entusiasmo e partecipazione all’iniziativa. Non solo, ora sono anche riuniti sotto un’unica bandiera e sono presenti anche nella grande rete della Apple, all’interno di un’applicazione di recente creata in Sardegna dall’emblematico titolo I-Smeralda, credo ad oggi, i primi in Italia. Come si può vedere dalle caratteristiche sopra elencate i Bed and Breakfast non si possono porre certo come concorrenti con i grossi alberghi che offrono ben altri servizi ed hanno ben altri numeri. Lo spirito è differente: non è una professione, ma gli operatori mettono solo a disposizione qualche stanza inutilizzata della propria casa e investono un po’ sul proprio tempo, sulle proprie capacità innate di apertura, condivisione d’esperienza, e ospitalità appunto. I titolari di B&B devono svolgere un compito importante, quasi un lavoro mirato per ciascun ospite, consigliando itinerari culturali o ambientali e riuscendo a stabilire un contatto, seppure statisticamente irrilevante, ma che lasci un segno per chi si affaccia con discrezione in questi ambienti domestici aperti di San Teodoro. G. P. N

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Giugno 2011 - pag. 5 il levante Dalle riserve a l l e a re e m a r i n e p ro t e t t e Da anni, soprattutto nelle località costiere, la popolazione sa perfettamente cos’è un’area marina protetta. Questo termine, a lungo andare è infatti entrato nel lessico comune ed è divenuto familiare. Non sempre è stato così anche perché leggi e decreti che trattavano la materia della salvaguardia del mare e della costa parlavano esclusivamente di “riserve marine”. La tutela del mare, in Italia, ha una storia recente: solo negli anni 80, in forte ritardo con quanto avveniva in Europa e in altre parti del mondo, il nostro paese si decise a recepire una raccomandazione Comunitaria varando in tutta fretta la legge 979/82 sulla difesa del mare. Si trattava di un provvedimento urgente e certamente lacunoso e tuttavia quanto mai necessario e, diciamo, nei suoi evidenti limiti, meritorio. Ricordiamo doverosamente che il ministro della Marina che varò il provvedimento fu il senatore sardo Ariuccio Carta. La legge, come sempre accade, fu accolta con molto entusiasmo e, probabilmente, con troppe aspettative dagli ambientalisti e da tutti coloro cui stava a cuore la difesa dei nostri mari; non mancarono, per contro, le feroci critiche e la dichiarata avversione da parte dei lavoratori del mare, piccoli pescatori ma anche armatori, preoccupati del loro futuro. Proprio le reazioni di questi ultimi e le forti pressioni esercitate sui nostri rappresentanti in parlamento di fatto ritardarono l’iter applicativo della legge, svuotandola spesso degli aspetti più innovativi e importanti. È comunque in base alla legge 979/82 e alla successiva legge 354/ 91 che viene compilato l’elenco di reperimento delle aree di mare da sottoporre a protezione e vengono istituite le prime riserve che avevano come principale obiettivo, se non unico, quello della salvaguardia dell’ambiente marino mediante l’attivazione di una rigida politica vincolistica. Infine, il governo, accogliendo le istanze di un ambientalismo più maturo e lungimirante, attuava una politica del mare più partecipata ed attiva in cui l’uomo è protagonista della conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche: nascono le aree marine protette fortemente perorate dal nostro Istituto che le propose e sostenne in una serie di convegni internazionali cui intervennero i più accreditati studiosi della materia. Sono passati quindici anni dal Covegno organizzato dalla Federation Internationale des Droits de l’Homme (Consiglio d’Europa e Unesco) e Icimar svoltosi a San Teodoro sulla tutela dell’ambiente marino nel maggio del ’97. Data che segna anche la nascita dell’Area Marina Protetta di Tavolara Coda Cavallo. Dagli archivi dell’Icimar pubblichiamo il testo del documento conclusivo sull’“Avvenire della Sardegna nello sviluppo dell’economia marittima”. Ginepro sulla spiaggia la Cinta

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Giugno 2011 - pag. 6 il levante in laguna Poeti Galluresi del ‘700 Musica Paolo Fresu a La Pischéra di San Teodoro Scorcio di Tempio (OT) Paolo Fresu in concerto a poesia che vi proponiamo appartiene alla ricca produzione letteraria tempiese del 1700, un secolo molto importante per la nostra lingua e la nostra cultura. L’autore ci è ignoto ma non è difficile immaginarlo come appartenente a quel brillante (e un po’ godereccio) cenacolo di poeti ed intellettuali contemporanei di “Don Baignu”, per lo più preti, che animarono la vita sociale e intellettuale del capoluogo gallurese. Ci troviamo, ancora una volta, di fronte a una lirica d’amore, in cui il tema dell’innamoramento si svolge lungo il filo sottile e sapiente dell’allegoria: il fiore, il giglio, è l’amata che si nega e che si fa più ancora desiderare. L Il Desiderio Lu chi disiciu di córi, Chissu è lu più chi mi falta; Comu è la macchja troppu alta No possu piddhà lu fióri. Lu fióri chi più disiciu, No lu possu aé in manu; Comu è un disiciu vanu, Tuttu mi affinu, e m’afficiu. E d’aé in manu un liciu No possu aé lu faóri. Lu fióri, chi più m’aspettu, No lu possu consighì. E candu sarà la dì Di pultallu in lu me’ pettu? Più l’amu, più l’àgghju affettu, Più da li mani mi falta. Chalchi dì cilcu una scala, Si da tarra no lu piddhu, Alzaragghju undi è iddhu, Si iddhu undi e me no fala. La dì lu córi sciala Lu chi disicia a tutt’óri. (Poeta incerto) agno di folla entusiasta il 15 giugno sera alla Laguna di San Teodoro per festeggiare i “50” anni in concerto del famoso trombettista di Berchidda. Nel suggestivo scenario di acque e terre della Pischéra, accompagnato dal suo quintetto “storico” con il sassofonista Tino Tracanna, il pianista Roberto Cipelli, Attilio Zanchi al contrabbasso ed Ettore Fioravanti alla batteria, Paolo Fresu si alterna alle raffinate sonorità del violino di Anton Berovski, Sonia Peana al violino, Piero Salvatori al violoncello e Nico Ciricugno al viola, tutto diretto da Giulio Libano (nome storico del jazz e della musica italiana). Fresu si è esibito eseguendo i brani più conosciuti ed aprezzati del suo vasto repertorio, dagli omaggi a Giacomo Puccini e a Kurt Weill alle composizioni originali degli stessi protagonisti del concerto. Il pubblico teodorino e i numerosi ospiti presenti nella cittadina gallurese hanno seguito il concerto con grande calore. Per l’occasione l’Amministrazione Comunale di San Teodoro ha curato un servizio navetta dal bivio della statale 125 alla Pischéra per il trasporto del pubblico. Il concerto di Fresu a San Teodoro rientra nel programma di concerti in varie località della Sardegna: esattamente cinquanta esibizioni come gli anni appena compiuti dal noto musicista. Al valente trombettista di Berchidda, che porta alto nel mondo il nome della Sardegna, gli auguri più sinceri de Il Levante. “A cent’anni in alligria!” B a concerto terminato.....

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il levante Giugno 2011 - pag. 7 Con un occhio alla crisi... Il nostro appuntamento mensile minenti studiosi di economia e dei fenomeni sociali sostengono che intanto bisogna vedere se c’è veramente la crisi, poi bisogna vedere se ha carattere congiunturale o strutturale, se è di breve periodo o si prolungherà nel tempo, bisogna vedere se è settoriale o avrà effetto a cascata, se si estende a macchia d’olio o a macchia di leopardo, se debba essere affrontata incoraggiando i consumi e la spesa sociale o con il dovuto rigore finanziario, se il governo fa abbastanza o, legittimamente impedito, se ne infischia lasciando che siano le due vecchie signore, domanda e offerta, a produrre le cure appropriate, insomma bisogna vedere. Noi non abbiamo più alcun dubbio, ormai, la crisi c’è, impalpabile come cipria e subdola come la salsedine, si insinua , ostacola e corrode il complesso meccanismo della nostra economia nazionale. Chi vive di turismo e quindi di luce riflessa guarda con particolare preoccupazione agli strani bagliori che giungono dal mare; l’orizzonte un tempo nitido e luminoso, punteggiato di navi al completo che in tutta fretta arrivano e ripartono, non promette le stesse certezze di qualche anno fa. Qui sulla terra ferma (a dir poco) gli scricchiolii dell’anno passato rischiano ora di diventare crepe e calcinacci che cadono sulle nostre teste; da una fase definita inizialmente “interlocutoria” ci si addentra in un tempo dove ogni dubbio è fugato, e la nudità dei numeri sui trasporti, delle prenotazioni alberghiere, delle presenze e dei consumi suggeriscono che decisamente le cose non vanno per il verso giusto, almeno in questo inizio di stagione. Si avverte come un diffuso senso di inadeguatezza e di impotenza, come quando lo scirocco rende instabile il nostro sonno ed il passo più lento, e stentiamo a comprendere una condizione che è anch’essa di importazione come i tatuaggi che vediamo in spiaggia, come il kiwi. Ma il tempo della crisi è insieme l’occasione ed il tempo delle riflessioni serie e delle polemiche, delle analisi sballate e delle ricette improbabili, della confusione delle cause con gli effetti, delle ideologie rispolverate e riproposte previo adeguamento alle norme costituzionali, del si stava meglio quando si stava peggio, degli orfani mai risarciti della vecchia lira, e anche del riscaldamento globale. Per fortuna è anche il tempo degli eroi del quotidiano, di coloro che in tempo di crisi moltiplicano l’impegno, producono adattamenti e diversificano, agiscono con determinazione e qualche azzardo ma rilanciano, assumono invece di licenziare, producono ricchezza e pagano le tasse, taciturni e inascoltati trovano motiva- E zioni e ottimismo nel lavoro e nella passione per la propria terra, sentono il privilegio di essere nati o di abitare la Gallura e semplicemente ricambiano. Hanno consapevolezza dei nostri valori ambientali e dei significati del paesaggio e sanno che costituiscono un capitale enorme, hanno rispetto per la nostra cultura e la nostra lingua e sanno che vanno custodite e tramandate, sanno produrre profitto ma conoscono i doveri dell’ospitalità e della cortesia sanno che a questo bisogna educare i giovani. A costoro noi dedicheremo poche e inadeguate righe di questo giornale in un viaggio ideale alla (ri)scoperta del territorio di San Teodoro e non solo, delle sue bellezze e dei suoi problemi, dei prodotti della terra e delle tradizioni contadine, di ciò che si fa e che si potrebbe fare per un’offerta turistica che non sia solo mare e spiagge. Tenteremo di fare questo fuori dai luoghi comuni, talvolta in tono un po’ polemico contro certa apologia e mitologia degli stazzi, contro l’abbandono delle nostre campagne in cambio di lavori spesso più ingrati e peggio retribuiti, delle opportunità che oggi offre l’agricoltura in aree a forte vocazione turistica, del baratto continuo dell’unica identità che abbiamo con la patetica rappresentazione di noi stessi in una realtà sub-urbana. Non faremo tutto questo da soli, ma avremo dei complici, più autorevoli e dotti di chi scrive, lasceremo spazio a chiunque abbia idee e voglia proporre punti di vista. Unica condizione è che non ci prendiamo troppo sul serio. A presto. GianPiero Meloni NUMERI UTILI Municipio 0784-8600 Provincia OT 0789 557718 Carabinieri 0784 865722 Vigili Urbani 335 7081466 Barracelli 0784 835213 Ufficio Postale 0784 865724 Museo del Mare 0784 866010 Consorzio Turistico 0784 851117 Ufficio Turistico 0784 865767 Teatro Civico 0784 865767 Parrocchia San Teodoro 0784 865735 Cimitero 0784865735 Croce Bianca 0784 865442 Guardia Medica 0784 865526 Guardia Medica Turist. 0784 866104 Dott.ssa Piras (Pediatra) 0784 867101 Dott.Leoni (Pediatra) 3382032155 Dott. Mannironi (Med.Gen.) 0784 865427 Dott.Meloni (med.Gen.) 0784 865128 Dott.ssa Cuileddu (M.Gen.) 338 6933047 Dott.ssa Melia (Otorino) 347 3412887 Centro Medico Kinesis 0784 865062 Biblioteca Gallura Istituto Comprensivo Para Farmacia Farmacia Veterinaria Melinu Dott.Gnass (Dentista) Banco di Sardegna Banca Credito Sardo Marina Militare Cap. di Porto Olbia Cap. di Porto Arbatax Porto Ottiolu Emergenza in Mare AMP Info Point - “La Cinta” Camper service Distributore Agip Distributore Esso Aviosuperfice Marina di Puntaldia Golf Club Puntaldia Taxi - Edoardo Canu 0784 866010 0784 865953 0784 866242 0784 865789 333 9869496 0784 866227 0784 865715 0784 869076 0789 21243 0789 21243 0782 667093 0784 846213 1530 0789 203013 0784 865767 0784 865391 0784 865831 0784 865307 347 3701567 0784 864590 0784 864477 336 811524

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Giugno 2011 - pag. 8 il levante Sport in Gallura Calcio Teodorino Un tuffo nel passato L’Atto di nascita della strada del nostro Comune Questo spazio è dedicato alla memoria storica del nostro territorio. Ogni mese il Levante proporrà ai nostri lettori (con la loro indispensaile collaborazione) un documento, una fotografia, un ritaglio ingiallito di un vecchio quotidiano per consentirci di riallacciare il filo dei ricordi con il passato. Un modo per tener vive le nostre radici. In questo numero proponiamo un documento unico: l’atto Formazione della squadra teodorina del 1969 di nascita della strada che collega San Teodoro alla statale Un’intera pagina dedicata alla storia del nostro calcio gio125, scusandoci per la riproduzione non perfetta trattanvanile. Una serie di fotografie d’epoca in cui, certamente, dosi di un documento di quasi cent’anni orsono. qualche sessantenne di San Teodoro si riconoscerà. Il filo rosso della memoria si snoda grazie alla collaborazione di Sandro Brandano che di questa antica (e recentissima) passione è stato per anni animatore. E dalla sua passione emergono racconti recenti, divertenti, bizzarri, curiosi... Eccone alcuni scorci. La rubrica dedicata alla squadra di calcio di San Teodoro verrà impostata con una riflessione sul momento storico del calcio dilettantistico ma anche con citazione di fatti, aneddoti e racconti dal 1969 ad oggi. La passione per il pallone di Primo Oggiano, panettiere che negli anni ’60 accompagnava il fratello Secondo giocatore nelle giovanili dell’Olbia, aveva contagiato, se così si può dire, tanti giovani e meno giovani teodorini, incoraggiandoli a costituire una squadra di calcio che avesse negli anni la possibilità di partecipare ad un campionato federale. Il calcio a San Teodoro negli anni passati è stato sempre presente e, nonostante i risultati non molto brillanti, è stato vissuto con grande calore e ardore non solo da chi lo praticava ma anche dai molti sostenitori. In genere si aveva modo di veder giocare la squadra soprattutto nel periodo estivo, sugli stagni asciutti o su qualche pezzo di terra che di volta in volta veniva preparato per la partita, con grandi sacrifici affrontati sempre con allegria. La svolta decisiva avviene nell’estate del 1969 con la costituzione di un gruppo di persone che di fatto avvia le pratiche per iscrivere la squadra di calcio alla federazione sportiva. La cosa poteva prendere forma in quanto già qualche anno prima si era riusciti nell’intento di realizzare un campo sportivo che poteva soddisfare le regole della Federazione Italiana Gioco Calcio. Campo di gioco sterrato, spogliatoio efficiente e soprattutto stabile e definitivo senza il timore che il proprietario, come succedeva spesso in passato, a “capidanni”, periodo delle semine, si riprendesse il pezzo di terra “spitrichinata”. Inizia la grande avventura del campionato del San Teodoro in terza categoria, che finirà per la gioia dei sostenitori e della squadra tutta nella primavera del 1970, con la vittoria finale che ci porta direttamente nella categoria superiore. Il Settanta è un anno importante per lo sport isolano perché, come molti ricorderanno, è anche quello della conquista dello scudetto del Cagliari. Formazione del San Teodoro del ’69 Sandro Brandano

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il levante E se andassimo in vacanza a San Teodoro? M anca poco all’arrivo della tanto attesa stagione estiva, e in tanti si faranno questa domanda considerando i pro ed i contro di ciò che località cosi ambita e paradisiaca possa soddisfare le proprie esigenze. Se poi chi valuterà ciò saranno persone diversamente abili le esigenze diverranno speciali. Mi riferisco al turismo “sociale” o “accessibile”, inteso come quell'insieme di servizi, strutture e infrastrutture che consentono alle persone con esigenze speciali (disabili, persone con problemi di allergie, anziani etc.) la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli o difficoltà. Si tratta di quei servizi che assicurano un certo grado di accoglienza, accessibilità delle strutture e fruizione dei trasporti, della ristorazione e del tempo libero. Elementi che garantiscono, alle persone che hanno bisogni speciali e alle loro famiglie, un ampio grado di autonomia nella fruizione turistica. Il turismo accessibile è un obiettivo complesso che richiede agli operatori del settore una particolare sensibilità, un elevato livello di attenzione al cliente, ed un’alta qualità nelle prestazioni dei servizi. I risultati di questo impegno sono indice delle capacità professionali degli imprenditori e dell’attenzione sociale dell’amministrazioni pubbliche locali e nazionali che dovranno cooperare alla valorizzazione dell’intero comparto territoriale ai fini dello sviluppo delle attività turistiche. Questo tipo di turismo ha assunto una importanza crescente negli ultimi decenni, alla persona e non ai familiari o agli eventuali accompagnatori. • Ricordate che è preferibile chiedere prima di aiutare: la persona con disabilità va messa nelle condizioni di agire il più possibile in modo autonomo. In generale se avrà bisogno di aiuto lo chiederà direttamente. • Successivamente non abbiate timore di chiedere quale sia il modo migliore per porgere l’aiuto richiesto. • Adattatevi senza spazientirvi a tempi più lunghi nel contatto con il cliente. • È importante seguire alcune regole basilari di buona prassi nel colloquio, evitando espressioni che sono giudicate come risultato di un processo da molti particolarmente irridi evoluzione antropologica e tanti, se non offensive, quali ad sociale che ha portato le per- esempio i termini "handicapsone ad un maggiore inseri- pato" o "invalido". È molto mento nella società, con la meglio usare altri termini frequenza, a partire dagli anni come "persona con disabilità" ‘60, dei soggetti svantaggiati o con "bisogni speciali" o con nelle scuole comuni e nei nor- "particolari esigenze", oppure mali ambienti di lavoro. "persona a mobilità ridotta" o Questo processo è stato ac- comunque persona "disabile". compagnato da un mutamento • Non sentitevi a disagio della mentalità della società ci- nell’utilizzare espressioni di vile nei confronti dei diversa- uso comune quali ad esempio mente abili i quali vengono "ci vediamo" se il cliente è giustamente considerati per- una persona non vedente. Un sone con gli stessi diritti degli rapporto cordiale con il cliente altri, che devono pertanto e l’esperienza aiuteranno ad Angela Bacciu fruire degli svaghi, partecipare a spettacoli, manifestazioni ricreative e sportive, viaggiare e conoscere località nuove. I suggerimenti che seguono sono una sorta di "istruzioni per l’uso" per l’accoglienza di turisti che richiedono solo Cerchi un hotel o un appartamento per le tue vacanze a San Teoqualche accortezza in più. doro? Allora visita il nuovo sito del Consorzio Turistico di San Il cliente con disabilità non Teodoro alla pagina web www. visitsanteodoro.com ! è diverso dagli altri clienti. Tenendo sempre in consi- Troverai un’ampia scelta di derazione questa affermazione, hotel, appartamenti e camping i principi che regolano un buon rapporto interpersonale o di con la migliore tariffa e preservizio, riguardano sia i com- notazione gratuita e, per chi portamenti, sia l’adozione di prenota on-line, in omaggio alcuni accorgimenti logistici che possono aumentare il com- anche la “San Teodoro Card”, fort e la fruibilità degli spazi e la carta fedeltà che dà diritto delle attrezzature. Alcune forme di disabilità ai possessori di usufruire del sono immediatamente percepi- 10% di sconto presso le attibili mentre altre possono non vità di San Teodoro aderenti essere evidenti o essere confuse con altre manifestazioni. (ristoranti, negozi, escursioni, Alcune disabilità sono perma- noleggi, servizi in spiaggia ed nenti, altre temporanee. altro ancora). Disponibilità e cortesia sono gradite in ogni occasione. Assumete un atteggiamento Contatta il Consorzio Turinaturale: se doveste provare stico al n° 0784.851117 (lunimbarazzo ricordate che questa è una reazione diffusa di cui sab 9-13 / 16-18) o via email Via del Tirreno - San Teodoro (OT) non bisogna preoccuparsi. all’indirizzo info@visitsaninfo & prenotazioni • Rivolgetevi direttamente 0784 869056 teodoro.com Giugno 2011 pag. 9 il levante identificare i termini più adatti, adottando quelli che lui stesso usa. • Una buona accoglienza dovrebbe essere accompagnata da un ambiente con una giusta scelta e disposizione degli arredi può migliorare la funzionalità dell’ambiente e renderlo più fruibile per tutti. • Per la progettazione di ambienti accessibili, che tenga conto di esigenze differenziate senza creare ambienti speciali, si consiglia di rivolgersi ad esperti. • Alcune sistemazioni come: - parcheggio riservato nei pressi dell’entrata o possibilità di arrivare con l’auto nelle immediate vicinanze dell’ingresso; - percorsi liberi da ostacoli o discontinuità; -buona illuminazione; -frequenti possibilità di seduta o di appoggio nelle aree comuni; - segnaletica informativa e di orientamento ben leggibile e di facile individuazione; - ubicazione dei servizi igienici ben evidenziata puòrenderne più gradevole la fruizione e agevolare il compito del personale. Prenota la tua vacanza a San Teodoro con il Consorzio Turistico

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il levante Giugno 2011 - pag. 10 Le Confraternite del vino tere e l’unicità di un luogo, della sua gente e delle tradizioni, la Gallura a pieno titolo può essere considerata un vero e proprio terroir nel panorama vitivinicolo italiano. Lo sanno bene le confraternite del vino, associazioni che da diversi anni svolgono in Gallura attività di presidio, promozione e valorizzazione di tradizioni vinicole di qualità. Il vermentino, il nebbiolo e il moscato sono i tre vitigni protagonisti di una storia di associazionismo che inizia con il Moscato di Tempio D.O.C. Nata ventiquattro anni fa, quella del moscato è la decana delle confraternite galluresi e vanta nella rosa dei suoi soci figure di spicco dell’enogastronomia, isolana e non solo. Fra le attività di promozione, oltre alle consuete degustazioni in collaborazione con le cantine locali, la confraternita organizza serate a tema cibovino proponendo abbinamenti inconsueti. Per gli appassionati enoamatori la confraternita offre a chi si associa la possibilità di essere ospitato nella sede per le attività di informazione e promozione in chiave enoturistica. Più re- Associazionismo e buon bere nel terroir Gallura DALLE FRAZIONI La Patiméddha I residenti lanciano un appello affinché le rive di Riu di la Patiméddha, in particolare quelle in vicinanza del ponte d'ingresso alla borgata, non vengano più utilizzate per lo scarico del materiale di risulta o altra immondizia, come batterie d'automobile, notoriamente inquinanti. Fanno inoltre presente che i danni causati dall'alluvione del 2007 (cavi e tubi divelti, fondo stradale del ponte danneggiato) non sono ancora stati riparati. Da notare che questa incuria riguarda la maggior parte dei corsi d'acqua del territorio teodorino. è un percorso di guerra. L’asfalto, logorato dall’uso, è tormentato e insidioso. Una trappola anche per gli automobilisti più prudenti. Certo, una volta a destinazione, il panorama ripaga generosamente i viaggiatori dei disagi subiti. Ma ci vuole poi tanto a rendere il tragitto più agevole e sicuro? Se il vino esprime il carat- cente invece (1998) un’altra confraternita che promuove con le sue attività un vitigno di pregio, conosciuto attraverso i grandi vini piemontesi: il nebbiolo (o nebiolo) di Luras. Dal piccolo centro nel cuore della Gallura, la Confraternita del ‘Nebiolo’ di Luras tutela un vino che dalle Langhe del Piemonte ha trovato nel suolo granitico gallurese una sua specificità. Proprio con le realtà produttive piemontesi la confraternita ha creato occasioni di scambio e promozione. Infine, il principe dei vitigni sardi, il Vermentino D.O.C.G. di Gallura, ha la sua confraternita sia a Berchidda, nata nel 2002, che a Monti, comuni dove la produzione vitivinicola rappresenta una delle attività economiche più importanti. Le confraternite del moscato, del nebbiolo e del vermentino di Berchidda aderiscono alla (F.I.C.E) Federazi o n e I t a l i a n a C i r coli Enogastronomici e collaborano con reciproci scambi secondo una tradizione che vede nelle associazioni enogastronomiche non solo attività di presidio, ma anche occasioni di convivialità che il vino per sua natura porta con sé. Alessandra Corda Franculacciu Proseguono i lavori di ampliamento e messa in sicurezza del ponte sul Rio di Maciocco. l’impresa SO.CO.MA aggiudicataria dell’opera dovrà in quattro mesi completare i lavori. L’opera è molto attesa dai frazionisti che per ben due volte negli ultimi anni, a seguito di alluvioni, sono rimasti, praticamenti isolati, per lungo tempo dal resto del Comune. Lu Fraili “La nostra è una frazione da sempre abbandonata” – esordisce il nostro lettore che desidera rimanere anonimo. A Lu Fraili di sotto manca la segnaletica: Vico Carloforte, Via La Pischera, sono spariti da anni. Il marciapiede è un’opera incompiuta, per non parlare dei lampioni, privi di collegamento e quindi inutili… A quando un intervento del Comune? E dire che qui ci abita anche un assessore! Coda Cavallo Quanto è faticoso raggiungere il paradiso! La strada che collega la 125 con Codacavallo, è un percorso di guerra. Nasce ArTeo Associazione artisti teodorini i chiama ArTeo, l’associazione fra artisti teodorini e non che si è di recente costituita a San Teodoro e che riunisce un nutrito numero di pittori, scultori e ceramisti. Nato per iniziativa di Bruno Raineri, talentuoso pittore già noto alle cronache artistiche teodorine per una sua personale di qualche anno fa che riscosse un notevole consenso di pubblico e di critica, il gruppo ha presentato all’Amministrazione Comunale un articolato progetto di iniziative e manifestazioni che saranno quanto prima presentate al pubblico, in occasione della mostra collettiva permanente presso la sede del vecchio Comune. L’Amministrazione comunale di San Teodoro ha infatti deciso che alcuni locali di Piazza Lussu siano messi a disposizione per eventi artistici ed espositivi. Per parte loro, gli artisti dell’associazione hanno deciso di donare al Comune una loro opera che verrà esposta in forma permanente nella ex sala consiliare. Fra gli obiettivi di maggior rilievo ArTeo terrà inoltre, durante il periodo invernale, corsi di disegno, pittura, scultura e ceramica nonché analoghe iniziative dirette a coinvolgere gli Istituti d’Arte in Sardegna con esposizioni riservate ai giovani, dibattiti e conferenze sulle varie discipline artistiche. Gli artisti che vorranno aderire all’associazione, potranno farlo in occasione della cerimonia di presentazione che si terrà nella prima decade del mese di luglio. M. S. S

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Giugno 2011 - pag. 11 il levante LA CUCINA GALLURESE a storia del nostro territorio passa anche attraverso la cucina tradizionale, di cui – ahimè – si stanno purtroppo perdendo i ricordi. Questa rubrica – che ritroverete su tutti i numeri de Il Levante – si propone di riallacciare il filo della memoria, con il prezioso contributo di tutte le donne di casa che conservano gelosamente ricette di piatti che appartengono alla cultura di Gallura. Rubrica che vuol anche essere uno stimolo per le nostre lettrici a proporre vecchie (e nuove) ricette che puntualmente pubblicheremo nelle colonne de “il Levante”. Quella di oggi è la tradizione fatta persona: il pane, nella versione di Cecilia Brandanu. L Il dopo alluvione dalla Cinta a Punt’Aldia Al turista che arriva a San Teodoro per visitare le sue coste oggi può sembrare tutto normale: spiagge bellissime e mare splendido. Eppure le ferite inferte al territorio dall’eccezionale alluvione del settembre 2010 sono tutt’ora visibili. Dalla spiaggia della Cinta sono scomparse ampie parti del bellissimo sistema dunale e la vegetazione di macchia mediterranea e ginepri secolari che separano la laguna dal mare. L’innalzamento del livello dell’acqua, esondando aveva aperto quattro grandi foci a mare, che per fortuna, in modo naturale, in breve tempo si sono richiuse. Anche la piccola e splendida spiaggia di Punta Zapatino (Punt’Aldia) e la foce ad essa attigua che collega la laguna al mare, erano state devastate dall’alluvione. Il danno era talmente grande che per il risanamento si è reso necessario l’intervento del Comune. Giovanni Becchere an Teodoro è da tutti conosciuto per le sue splendide coste, per il meraviglioso mare cristallino... ma pochi conoscono le nostre tradizioni. Credo che il teodorino abbia il dovere di far scoprire altre cose fantastiche del nostro piccolo paese, ma non solo ai turisti, soprattutto ai nostri figli. Anticamente tutte le famiglie preparavano il pane in casa. Ogni volta che si faceva il pane si lasciava una pagnottella di pasta cruda. Quando si doveva rifare il pane si prendeva la pagnottella (“matrica”) e si faceva sciogliere in un catino o in una ciotola con acqua tiepida, poi si aggiungeva la farina e si faceva un impasto abbastanza morbido. Si copriva con un lenzuolo e si lasciava lievitare tutta la notte, perchè questo lavoro si faceva la sera; la mattina all’alba si metteva la farina sul tavolo e si impastava aggiungendo “la matrica” con l’acqua tiepida-salata. Poi si lavorava bene (“suichia”) si faceva una grossa palla e si metteva al centro del tavolo. In seguito si tagliavano dei pezzi, si lavoravano bene, si dava la forma del pane (“appanià”), si metteva a lievitare sul letto sopra un lenzuolo pulito, si copriva con un altro lenzuolo, con coperte e si lasciava lievitare anche per ore. Nel frattempo si preparava il forno a legna (“lu vurru”); quando il pane era lievitato si infornava (“infurrà”). Quando il pane prendeva un bel colore dorato si toglieva dal forno con una pala di legno. Si puliva dalla cenere che si era attaccata al fondo, si metteva dentro un grande cesto (“colbula”) ricoperto da un lenzuolo, si copriva con un altro lenzuolo e una coperta in modo che non si indurisse in fretta, perchè, doveva durare almeno una settimana. Ingredienti: 750 gr di farina, 20 gr di olio, 15 di lievito di birra, 5 gr di zucchero, 10 gr di sale, 340 gr di acqua S

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