Rim of Hell (v2.0)

 

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Description

una distopia di guerra, con uno spaccato romanzato ambientato nel dramma dell'isola di Malta, a poche ore dallo scoppio delle Guerre Puniche

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NON EDIZIONI 65C02 Rim of Hell Release (v2.0) in Copyleft(BY-ND-NC) chip 10/01/2016

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✔ Note Legalesi. Il webmaster 6502 & Terminetor Magnetico ha costruito una distopia con uno spaccato romanzato ambientato sulle “Yellow buffer zones” durante le prime ore di deflagrazione delle Guerre Puniche II , il cui obiettivo del racconto é intrattenere & far riflettere il lettore. In nessun caso sono collegate le persone, enti, organizzazioni e quant'altro citato direttamente od indirettamente nel testo. È importante tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze future o presenti o passate che taluni lettori possono riconoscere od associare è del tutto casuale ed immaginario. L'ebook.pdf è no-profit, l’autore non persegue nessuno scopo di lucro o profitto diffondendo online il materiale assemblato. Il volume è liberamente stampabile in tutto od in parte, è inoltre distribuibile senza alcuna limitazione legale, purché non ne sia alterato il suo contenuto e siano rispettate le condizioni di Copyleft(by-nc-nd) A tale proposito ricordo che questo documento non è un sito d'informazione e nemmeno un risultato di un prodotto editoriale, l'ebook in PDF non contiene immagini di qualità, per cui la resa grafica dovrebbe essere alquanto limitata. L’ebook dovrebbe essere facilmente stampabile ed intuitivamente rilegabile o spillabile in un vero libro già correttamente impaginato. Le immagini non dovrebbero essere coperte da copyright, le ho trovate con google.images e le ho lasciate in RGB e convertite in bianco e nero a 96dpi per complicare la stampa. E’ possibile che altre foto reperite con google.images io le abbia sintetizzate artificialmente mantenendo l’RGB per gli scopi letterari, oppure degradate in scala di grigio. In ogni caso le fotografie restano di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... Non è "garantita al limone" la resa grafica ed il processo di stampa di cui ogni utente ne assume la piena responsabilità. Il webmaster non si assume la responsabilità della completezza dell’informazioni pubblicate, dei problemi, danni di ogni genere che eventualmente possono derivare dall'uso proprio od improprio di tale file, dalla stampa, dall'interazione e/o download di quanto disponibile online. Tutti i marchi, loghi, organizzazioni citati direttamente od indirettamente sono di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... tutelati a norma di legge dal diritto nazionale/internazionale, bla, bla, bla... legalmente registrati ecc... sì insomma dai!, non dite che non avete capito!. 2 ✔ Testo ottimizzato per una fruizione digitale in PDF ✔ Testo ottimizzato per la stampa in fronte retro ✔ Testo ottimizzato anche per la stampa “non in fronte ➜ http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/ retro” “Rimo f Hell ” stampato il 10/1/2016 release (v2.0) in COPYLEFT(BY-NC-ND) 6502 & Terminetor Magnetico

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Indice Capitolo 1: I'll start your day with a shock………………………. Pag.4 Capitolo 2: I'll show you my hometown and it's down …… Pag.19 Capitolo 3: Now don't say you've had enough …………..…… Pag.24 3 Capitolo 4: Let's stay until the end, the very end ……..…… Pag.30 Capitolo 5: The best damn parties at the rim of hell ……... Pag.38 Capitolo 6: Rim of hell ……………………………………………………….Pag.46 https://www.youtube.com/watch?v=LQumbjEsVsU

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Capitolo 1 https://www.youtube .com/watch?v=LQumbjEsVsU I'll start your day with a shock See you one of these days about 12 o'clock The world will turn into a little rock And it's going to fall down with the sound of a knock Now I'm one of these guys who's nice to know 'Coz I know a place to go It's just down the generation gap I'll take you there in a red hot cab 4

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Il piccolo distaccamento navale dei Marines era composto da quattro unità: la LHA Uss Tarzawa, la Uss Ponce una nave logistica (con carburante, muniz ioni, cibarie), una ridotta scorta armata composta dal destroyer Uss Popeye e dal sottomarino d’attacco Uss Los Angeles (che per il teatro Mediterraneo, era ancora ritenuto adeguato). La formazione navale statunitense aveva interrotto l’esercitazioni anfibie con la marina militare greca e turca, per ordine diretto del presidente degli Stati Unit i. Il nuovo obiettivo della task force dei Marines, era quello di procedere a tutta velocità verso l’isola di Malta, per fornire assistenza militare ed aiutare ad evaquare la popolazione locale. Non era mai capitato nella storia umana, che un’isola lanciasse il “MAY DAY, DISTRESS CALL”. La situazione a Malta era diventata incredibilmente calda e co mplessa, dopo appena 6H ore di furiosi combattiment i!!. 5

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Alle 3:00 di mattina dello stesso giorno, erano incominciati ad approdare sull’isola barchini, gommoni, barche e motobarche con cartagines i armat i ed ostili. Il favore della notte e l’effetto sorpresa, favorirono la prima ondata di cartaginesi i quali accesero subito flashpoint contro la polizia maltese, la quale fu subito messa in forte inferiorità subendo pesanti perdite, anche a causa del vigoroso fuoco delle armi cartaginesi in 7.62x39. I cartaginesi avevano i ben noti fucili d’assalto AK47, mitragliatori PKM, revolver rimfire in grosso calibro, oltre a fucili di precisione Dragunov, lanciarazzi RPG e MA NPAD (dei cloni cinesi sul progetto del vecchio SA7 russo), balestre ed archi e frecce, oltre ad armi da taglio in larga quantità. Erano tutte armi leggere e talune anche complesse (come i cloni SA7 spalleggiabili) ma non c’era ombra di dubbio che i cartaginesi, fossero ben addestrati al loro uso!. Non fu subito chiaro alle forze di difesa maltesi, che i cartaginesi usassero cellulari GSM & UMTS per coordinarsi e manovrare. Poi i fatti diedero forti indizi in tal senso, ma per ragioni annesse alla produzione d’energia elettrica nell’isola di Malta, solo dopo le 6:00AM l’alto comando maltese riuscì a disattivare la rete GSM/UMTS. Fu un tentativo tardivo e disperato, di tranciare le linee di comunicazioni dei cartaginesi, che per tutta la notte avevano manovrato in modo coordinato sul suolo maltese!. Neanche dopo un’ora dai primi flashpoint con la polizia locale, intervenne l’esercito maltese, il quale non era numeroso, non era ben equipaggiato, non aveva mezzi corazzati adeguati, non aveva elicotteri o droni equipaggiat i per CAS e COIN, quindi ben presto anche il debole dispositivo militare maltese si trovò a mal part ito, anche a causa della crescente superiorità numerica cartaginese!. Scontri urbani, incendi scatenati dai cartaginesi per sganciare il contatto con i defenders. Aggressioni, assassinii, pulizie etniche sull’inerme popolazione locale, razzie e furti perpetrati a macchia di leopardo in tutte le tre isole. MANPAD che abbattevano elicotteri della polizia, RPG che facevano esplodere blindat i, camion e volanti delle forze dell’ordine!. Mentre il caos della guerra dilagava seminando morte e distruzione, il flusso di moto-barchini 6

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cartagines i pareva non avere mai fine!. Sciame dopo sciame, ondata dopo ondata, i piccoli mezzi navali aiutati da una notte saggiamente scelta, con una sorridente luna piena e con un placido mare calmo, s’accatastavano lungo tutte le coste delle isole maltesi. Era poi facile sbarcare e recarsi nell’entroterra, coordinandosi con i cartagines i già presenti sull’isola. 7 Questi sciami cartaginesi pare che arrivassero ad ondate distanziate di qualche ora, avevano rotte quasi a 360 gradi, come se un’enorme anello di fuoco avesse circondato l’isola di Malta, dalla quale non c’era alcuna via di fuga, per la popolazione locale!. Da quello che si poteva capire dalle strazianti intercettazioni radio in un’inglese dal sound britannico, i cartaginesi sbarcavano ovunque nelle isole di Malta, razziavano, uccidevano, vio lentavano, incendiavano e procedevano in modo caotico, verso la Valletta, dove si era già accatastata un’enorme quantità di profughi maltesi terrorizzati. Tra i primi obiettivi dei cartaginesi c’era stata la distruzione e l’occupazione dell’aeroporto, il danneggiamento dei ripetitori della televisione e delle locali radio, l’attacco al porto franco di Malta, oltre ad ottenere il controllo degli snodi più importanti delle comunicazioni via terra!. Per le strade dell’isola c’era un delirio infernale: inattesi e continui e violenti scontri a fuoco, combattimenti casa per casa. Puliz ie

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etniche ed urla strazianti delle povere vittime, brutalmente violentate, gambizzate, fatte a pezzi o sgozzate o decapitate con armi da taglio. Giacevano per la strada o nelle case sventrate e poi incendiate, migliaia di corpi mutilati, vari arti, teste, un puzzo orrendo di sangue, di merda, di morte s’apriva la strada nell’isola, mentre funesti purpurei incendi illuminavano di rosso la notte, testimoniando i violent i scontri, che non sembravano aver fine!. La popolazione maltese che non era abituata a cotanta vio lenza, era terrorizzata. Quella che non era già morta ammazzata o stava per morire per mano cartaginese, era in fuga caotica verso la capitale (dalla quale non c’era alcuna via di fuga) intasando le poche vie di comunicazione e complicando le operazioni militari maltesi. Solo una piccola parte dei maltesi, quelli più fortunati, erano riusciti a raggiungere le proprie barche e salpare in gran fretta, abbandonando i bordi dell’inferno!. Il primo porto maltese per importanza, era il porto franco di Malta che giaceva accanto al ridente paese “il Brolli”. La struttura portuale civile era inutilizzabile: da ore si svolgevano feroci battaglie tra difensori ed aggressors in mezzo ai containers, dove parte della popolazione civile si era rifugiata, avendo trovato protezione in un coacervo eterogeneo di forze di difesa locali. Era dispiegato sul campo quello che rimaneva di un plotone di fanteria, dei poliziotti di alcune vo lanti, alcune guardie private del porto e pochissimi civili dotati di porto d’armi. C’era anche una preziosa unità di militari dotati di mortai leggeri da campo, che coordinavano la disperata difesa. Per ragioni di sicurezza, il porto era stato chiuso dall’alto comando, perché la parte opposta della baia non era più controllata dalle forze maltesi, provenivano tiri di RPG, lanci di MANPAD e molto fuoco di cecchini. Alle 9:30AM il primo ministro dell’isola shoccò il mondo, lanciando via satellite il disperato “May Day, Distress call”. Il naviglio civile che avrebbe dovuto avvicinarsi all’isola, non attraccò!. Dal mare si vedevano tetri incendi, numerose grevi colonne di fumo nero caoticamente sparse sul terreno che s’inerpicavano lente per il cielo azzurro. Riecheggiavano nell’aria, gli echi lontani ed i crepitii d’armi 8

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da fuoco ed esplosioni d’artiglieria!. Era chiaro che qualsiasi nave civile avesse attraccato sull’isola di Malta, avrebbe co mpiuto un grosso azzardo!. C’era poco da dire: in poche ore la situazione tattica di Malta era diventata ingestibile per le picco le forze armate locali, l’isola stava letteralmente traboccando di cartaginesi ostili, così come è normale che tracimi un bicchiere sotto un flusso interminabile d’acqua. Grecia e Turchia essendo le nazioni NATO più vicine avevano risposto all’appello di Malta, ma non avrebbero potuto dispiegare unità militari di terra e mare, prima delle 17 ore locali. Per altro l’aeroporto di Malta era stato conquistato dai cartagines i ed era impossibile far affluire degli immediati rinforzi. Paracadutare forze militari era un grosso azzardo: stando alle prime ricognizioni satellitari che gli USA avevano diffuso tramite i canali NATO, c’era il rischio concreto che i paracadutisti NATO, potessero essere in parte annientati dalla crescente superiorità numerica dei cartaginesi, dato che i nemici dilagavano ovunque. Le uniche truppe disponibili pronte ad affluire in aiuto dell’isola di Malta (che stava “letteralmente affondando” sotto l’onda anomala violenta ed armata cartaginese) per le 12PM, era una sparuta 9 compagnia di Marines, che era appena 2H di navigazione dall’isola e che era stata imbarcata sulla Uss Tarzawa solo per partecipare a delle modeste manovre anfibie tra forze Greche-Turche-USA. A causa del fiscal cliff statunitense e del costosissimo programma F35, da lungo tempo le “esercitazioni militari anfibie americane” non impiegavano più di una compagnia di fanteria imbarcata,

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questo al fine di limitare i costi operativi, dispiegando solo 15 mezzi: 4 AAV7, 4 M1 abrams, 2 strikers, 5 humvee corazzate. Alle 11:28AM il drappello navale dei marines era fermo ad 1 miglio marino dall’isola di Malta, quello che si poteva vedere con i binocoli dai ponti delle navi, non era un bel vedere!. 10 Dalla USS Tarzawa fu sbarcato un Overcraft mentre dal ponte decollò un Osprey ed un Venom con casse di munizioni e granate, mentre un elicottero da combattimento Huey Cobra avrebbe scortato il convoglio. Osprey e Venom avrebbero dovuto imbarcare i ferit i più gravi e trasportarli a bordo della Uss Tarzawa. L’overcraft avrebbe fatto salire i feriti leggeri, oltre ad imbarcare il numero massimo possibile di donne e bambini maltesi. Nello stesso istante, un paio di F35B armat i per l’intercettazioni Behind Visual Range, decollarono dalla Uss Tarzawa, per garantire una copertura aerea in alta quota, da possibili minacce cartaginesi.

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11 I mezzi navali si diressero rapidamente verso la Valletta e quello che accadde dopo, lasciò il comandante della task force Gumzilla allibito, dato che comprese che si era erroneamente fidato delle informazioni inaccurate o disperate, che le forze di difesa nazionale maltesi gli avevano comunicato via radio!. L’Osprey ed il Venom s’approssimarono verso la zona della fortificazione Ricasoli che era presidiata da truppe maltesi, mentre i mezzi erano in fase di atterraggio, esplosero in due enormi palle di fuoco, crivellat i da tre MANPAD che furono lanciati da zone imprecisate a sud-sudest del comprensorio!. L’elicottero da battaglia Huey Cobra riuscì immediatamente a prendere quota, dato che ronzava in alto, si difese in modo precauzionale usando dei flares. Contemporaneamente il grosso overcraft entrò veloce nella rada di la Valletta, con il chiaro intento d’approcciare sulla sinistra della zona del grande porto, che avrebbe dovuto essere presidiato dalle forze maltesi. Purtroppo le penisole non erano tutte interamente controllate dalle forze dei defenders, le quali a causa della fluidità degli scontri urbani, finirono per riuscire a presidiare solo alcune delle numerose penisole che si prolungavano nel grande canale del porto turistico di la Valletta. Accadde così che da una delle penisole opposte a dove l’overcraft americano stava attraccando, furono sparati 6 RPG da direzioni diverse. I razzi esplosivi colpirono in pieno l’overcraft statunitense!.

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12 L’overcraft esplose in varie palle di fuoco, frantumando nella parte posteriore sia il rotore che il motore di coda!. Anche la cabina di pilotaggio finì sventrata da un colpo diretto con due RPG. Gli altri tre RPG nemici, centrarono il bersaglio grosso dell’overcraft, dilaniandolo nella parte inferiore e squarciando le strutture ed il gommone di galleggiamento. Dalla radio lo Huey Cobra riferì che l’overcraft stava affondando rapidamente nel porto della Valletta e che probabilmente non c’erano superstiti, perché la cabina di comando era stata aperta come una scatoletta di tonno!. Erano le 11:38AM la situazione degli scontri urbani doveva essere molto crit ica a la Valletta, tanto che molti maltesi presero a buttarsi in acqua, lanciandosi alla disperata, dalla zona della penisola centrale. Il chiaro intento pareva quello di raggiungere a nuoto le tre navi militari americane, che vedevano al largo dell’isola. Questi disperati dopo poco tempo scomparvero sott’acqua, altri gesticolavano chiedendo aiuto, alcuni morirono uccisi da colpi

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sparati con fucili di precisione, con fuoco nemico proveniente dalla costa e dai fianchi della capitale!. Senza ordini ed informazioni chiare dai militari maltesi, era difficile usare l’artiglieria del pezzo del destroyer o far avvicinare le navi militari. C’era il rischio concreto che le sovrastrutture radar, antenne, ponti radio e telecomunicazioni satellitari (tutti apparati complessi e fragili), potessero essere facilmente danneggiati da schegge od esplosioni, anche di basso potenziale!. 13 In sala tattica della LHA Tarzawa, il sottomarino Uss Los Angeles riferì che c’era calma piatta e non c’erano contatti nemici sotto o sopra il livello del mare. I radar della Uss Tarzawa e del destroyer Uss Popeye, oltre alle telemetrie degli F35B trasmessi sul quadro tattico, confermavano la stessa valutazione. Non c’erano contatti cartaginesi di nessuna rilevanza militare!. In linea satellitare con il Pentagono, il comandante della “task force Gumzilla” dovette però rendere conto della perdita di 1 Venom, 1 Osprey e dell’unico Overcraft pesante che aveva in uso alla Tarzawa. -Signore, le forze di difesa maltesi mi hanno fornito informazioni errate oppure erano corrette ma la situazione nella capitale è talmente fluida a causa dei violenti scontri urbani, che le informazioni tattiche si sono rivelate errate!- Quali minacce e proiezioni aereonavali possono sfruttare gli ostili?!- chiesero in teleconferenza dall’alto comando, con tono vistosamente preoccupato.

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-Nessuna signore!. Il caos è asperso in crescenti macchie di leopardo in tutte le tre isole maltesi che caoticamente convergono sulla Valletta. I combattimenti sono sul suolo maltese con scontri prevalentemente urbani. Il numero degli ostili cresce rapidamente, i cartagines i non hanno artiglieria, i cartaginesi non hanno aerei da combattimento od elicotteri, non hanno mezzi blindat i/corazzati, non ci sono truppe aviotrasportate!. I cartaginesi hanno una larga quantità di SAM spalleggiabili, RPG, armi leggere ed armi da taglio e con queste stanno combattendo in violentissimi conflitti urbani, perpetrando atroci pulizie etniche, appiccando incendi e razziando. I nostri Venom, Osprey e CH53 e CH43 sono mezzi vulnerabili ai SAM 14 spalleggiabili nella fase di atterraggio e decollo, quindi l’inviluppo verticale non è utilizzabile per sbarcare le truppe!. A bordo della Uss Tarzawa ho truppe insufficienti, una compagnia di Marines non mi basta, per il contesto tattico!. Non ho più l’overcraft per far sbarcare i quattro M1 abrams ed i due blindi striker e le quattro Humvee. Al momento, non ho forze per poter dare manforte alle truppe maltesi!. Sono anche impossibilitato ad organizzare un’evaquazione massiccia della popolazione civile dalla capitale la Valletta!. Pensavo di far affluire con il favore della notte, due plotoni di marines con gli AAV7. Sfruttando l’equipaggiamento notturno, rinforzando le difese maltesi vorrei fare la differenza nei conflitti urbani notturni, guadagnando del tempo prezioso per l’arrivo di rinforzi NATO!. Ma da come stanno andando le cose nei combattiment i urbani in Malta, temo che per le 23:30 a la Valletta potrebbe non esserci più nessun maltese da soccorrere!-

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- Santa Merda! ma dove viene tutta queste gente?! E’ davvero sicuro che non ci siano complesse minacce aereonavali cartaginesi, nella sua zona?! -Sì signore!, ho fatto decollare due F35B equipaggiat i per la superiorità aerea e ricognizione, con rotta sud-ovest e sud-est. L’Uss Los Angeles non riporta contatti nemici sott’acqua e non ci sono unità di superficie nemiche di rilevante interesse militare. Come i dati satellitari riportano, ci sono solo sciami di gommoni, 15 piccole barche entrobordo o fuoribordo, moto-barchini in gran quantità, che provengono dal nordest africa!- Ci fu una breve pausa riflessiva nella teleconferenza satellitare con il pentagono, poi l’alto comando esordì –Abbiamo capito la situazione tattica!, mmhhh… é nostra opinione che non possiate far gran cosa per soccorrere la popolazione accatastata presso la Valletta, verso le 16:45 dovrebbero arrivare in zona altre navi militari, sei destroyer turchi ed un paio di unità litornanee greche con dei traghetti civili greci e turchi. Lasciate la rogna della capitale al loro comando, voi spostatevi a sud-est dell’isola, restando in massima allerta. Cercate di valutare se sia possibile creare una testa di ponte presso il porto franco di Malta. E’ prioritario per il suo

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