Giornalino Dicembre 2015

 

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) DICEMBRE 2015 ____________________________________________________________________________________________________________ AUGURISSIMI di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a S.E. mons. Leonardo Bonanno, vescovo di San Marco Argen tano - Scalea, al sindaco Antonio Mollo e agli altri amministratori del nostro Comune, ai dirigenti e agli operatori della scuola, della caserma carabinieri e delle associazioni territoriali. ____________________________________________________________________________________________________________ NATALE NEL CUORE Viva l’associazione San Francesco di Paola che si è impegnata quest’anno ad animare il Natale cittadellese. Coi tempi che corrono…! Pensate che il preside di una scuola milanese, contrastato vivaddio da alunni, docenti, genitori e cittadini, ha annullato la tradizionale recita natalizia perché - a suo dire - la canzoncina “Tu scendi dalle stelle” potrebbe offendere i ragazzi e i loro familiari di altre confessioni religiose. Il preside in questione ha stabilito che la celebrazione di Natale sarà spostata a gennaio come festa d’inverno. Il quotidiano “il Giornale” di Milano ha scritto il 28 novembre scorso: << è paganesimo puro, un salto indietro di civiltà di duemila anni, quando gli antichi romani, prima dell’avvento di Cristo, celebravano giusto a fine dicembre la Festa del dio Sole >>. Ma poi, fortunatamente, il dirigente scolastico non l’ha spuntata. Viva, viva Natale! IN PRINCIPIO ERAT VERBUM ET VERBUM CARO FACTUM EST Per conto di Famiglia Via Crucis, scrissi nella sceneggiatura di Natività ’86: È NATO È nato il Salvatore, andiamo a visitarlo, è nato il Redentore, andiamo ad adorarlo; arde di già la face a rischiarar la via, andiamo tutti in pace a salutar Maria; seguiamo la cometa, seguiamo la zampogna, è vicina la meta che il cuore nostro agogna. Il componimento venne recitato dai pastori che partirono con fiaccole e zampogne dal Greco, dalla Stazione e dalla Marina di Cittadella. Mi piace ora ricordare che il capogruppo dei pastori provenienti dal rione Greco fu l’insegnante Anna Maria Sbarra, piissima e benvoluta parrocchiana cittadellese scomparsa il 14 settembre dello scorso anno. Dell’indimenticabile Anna Maria mi preme riportare la lirica che segue. Con profondo affetto, Pasquale Filippelli È NATO È nato il Bambinello nella grotta, l’adorano Giuseppe con Maria, la stella ai magi dà la vera rotta per loro illuminando ognor la via. A te veniamo come un dì i pastori ed ai tuoi piedi deponiamo il cesto, ci sono poche gioie e assai dolori, chi piange e soffre ti sorride mesto. Porta la pace in questo mondo in guerra, porta conforto a chi nel letto soffre, porta speranza a ognun su questa terra e in cambio ognun le sue mestizie t’offre. Dona ai fanciulli sempre il tuo sorriso dona la fede al cuor che l’ha smarrita, dona ai morenti il gaudio in Paradiso, dona al cuore la pace ch’è svanita. O Bambino Gesù ti vedo nudo, e nudo ancor morrai trafitto in croce, il nostro verbo spesso rende ignudo chi, pover come te, nemmeno ha voce. Anna Maria Sbarra, 2006 __________________________________________________ 8 DICEMBRE, IMMACOLATA CONCEZIONE In questo mirabile giorno è stata aperta la Porta Santa del Giubileo della Misericordia che durerà circa un anno, fino al 20 novembre 2016. Sul marmo del nostro altare è stata incastonata l’espressione “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”.

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Anche nella Chiesa ci sono UOMINI ATTACCATI AI SOLDI Lo ha detto testualmente papa Francesco il 6 novembre nell’omelia pronunciata durante la messa mattutina celebrata nella cappella papale di Santa Marta. L’abitazione del Santo Padre è di appena 50 metri quadrati. I passaggi che di seguito riportiamo sono estratti da “il Giornale” di Milano del giorno successivo. La liturgia di oggi ci fa riflettere su due figure, due figure La radicalità del Vangelo, della chiamata di Gesù Cristo di servi, di impiegati, due persone che sono chiamate a fasta nel servire: essere al servizio, non fermarsi, andare olre un compito. Nel passo della lettera ai romani (15, 14-21) tre sempre, dimenticandosi di se stessi. Dall’altra parte, emerge la figura di Paolo: proprio lo zelo per evangelizinvece, c’è la comodità dello status: io ho raggiunto uno zare. Scrive infatti l’apostolo: “Voi sapete qual era la grastatus e vivo comodamente senza onestà, come quei farizia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo sei dei quali parla Gesù che passeggiavano nelle piazze, Gesù, adempiendo il sacro ministero”. Cioè ministrare, facendosi vedere dagli altri. Due immagini di cristiani, due servire. Paolo ha preso sul serio questa vocazione e si è immagini di preti, due immagini di suore. Due immagini. E donato tutto al servizio, sempre oltre, non stava mai ferGesù ci fa vedere questo modello in Paolo, questa Chiesa mo: sempre oltre, oltre, oltre… per finire, dopo, qui a Roche mai è ferma, che sempre va avanti e ci fa vedere che ma, tradito da alcuni dei suoi. E finì come un condannato. quella è la strada. Invece quando la Chiesa è tiepida, chiu(…). sa in se stessa, anche affarista tante volte, questo non si Paolo è andato ovunque: lui si vantava di servire, di espuò dire, che sia una Chiesa che ministra, che sia al sersere eletto, di avere la forza dello Spirito Santo, di andare vizio, bensì che si serve degli altri. (…). in tutto il mondo. Ma c’era qualcosa che per lui era una Chiediamo al Signore la grazia che ha dato a Paogioia grande. Ne parla così: “Ma mi sono fatto un punto di lo, quel punto di onore di andare sempre avanti, onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciusempre, rinunciando alle proprie comodità tante to il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento volte. Così ci salvi dalle tentazioni, da queste tenaltrui”. Paolo andava dove non era conosciuto il nome di Cristo; era il servo che serviva, amministrava, gettando le tazioni che in fondo sono tentazioni di una doppia basi, cioè annunciando Gesù Cristo sempre oltre, sempre vita: mi faccio vedere come ministro, come quello in uscita, sempre più lontano; mai si fermava per avere il che serve, ma in fondo mi servo degli altri. vantaggio di un posto, di una autorità, di essere servito. Paolo era ministro, servo per Papa Francesco servire, non per servirsi. (…). __________________________________________________ Fine del mondo nel 2026 SECONDO MALACHIA Riportiamo dal libro “I papi” di Claudio Rendina - editrice Newton Compton - che Malachia, vescovo e primate d’Irlanda (1094-1148), scrisse il De summis pontificibus “contenente 112 profezie su papi e antipapi dal 1143 alla fine di Roma e del mondo, dopo che al soglio pontificio sarà salito l’ultimo papa, previsto come 266° nella numerazione generale e 112° nell’elenco di Malachia. In questo elenco il nome di ogni papa è indicato simbolicamente con un motto in latino, riferito a 101 papi, da Celestino II a Benedetto XVI, a 10 antipapi e all’ultimo papa che regnerà”. Riferisce inoltre Rendina le 112 profezie malachiane, di cui trascriviamo le ultime 6 (da papa Giovanni XXIII, 1958-1963, fino all’attuale papa Francesco eletto nel 2013). 107. Pastor et nauta. Giovanni XXIII “pastore e navigante” per rievocare il patriarcato di Venezia che questo papa ricoprì e i viaggi da lui compiuti; 108. Flos florum. Paolo VI “il fiore dei fiori”, in riferimento ai tre gigli che erano presenti nello stemma del papa; 109. De medietate lunae. Giovanni Paolo I “nel mezzo di una luna” allude alla durata del pontificato, che fu di soli 33 giorni, poco più di un mese lunare; 110. De labore solis. Giovanni Paolo II “del lavoro del sole” collegato all’infaticabile attività svolta da questo papa con i viaggi in tutto il mondo; 111. Gloria olivae. Benedetto XVI “gloria dell’olivo” è il motto che indica un segno di pace propria di questo pontificato, in riferimento alla conchiglia presente nello stemma del papa, simbolo del pellegrino apportatore di pace nel mondo: non c’è alcun riferimento alle dimissioni; ROMA CAPITALE Nella Roma Capitale e marziana degli ultimi sfortunati tempi del sindaco Marino, è accaduto anche, di sghembo, che da luglio a ottobre 2015 numerosi condòmini del palazzo… sono dovuti salire a piedi per uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette piani mancando l’ascensore. Il contratto era d’iniziare i lavori ai primi di luglio e terminarli alla fine del mese successivo. Tra le persone interessate alla vicenda c’erano alcuni miei amici d’origine cittadellese, cioè i coniugi prof.ssa Lidia e gen.le Aldo (5° piano) e il loro figlio Anselmo con moglie e due figlie, di cui una fanciulla ed una bambina (6° piano). A settembre cominciavano le scuole. Pronto l’ascensore? Macché! Salire ancora a piedi, salire… Finalmente applausi, ché l’impianto si è attivato nell’ultima settimana ottobrina. Son dovuti passare circa quattro mesi dacché si dismise il vecchio ascensore fino alla messa in funzione del nuovo (ahi, che stanchezza e quanto sudore!). Con triste giocondità (consentitemi l’ossimoro) ho verseggiato: 112. In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus, quibus transactis septicolis diruentur et judex tremendus judicabit populum suum. Amen. Francesco “nella persecuzione finale della Chiesa di Roma sul trono pontificio siederà Pietro Romano, che pascolerà le sue pecore tra molte tribolazioni, passate le quali la città dei sette colli sarà distrutta e un giudice tremendo giudicherà il suo popolo. Così sia”. Questa profezia indica il 266° papa, ovvero l’ultimo, nella persona di un Pietro, nome solo emblematico. È prevista una sorta di persecuzione della Chiesa cattolica; vi è inoltre vaticinata la distruzione di Roma e la parusia, cioè il ritorno di Gesù Cristo nel Giudizio Universale. Dovrebbe avvenire a 442 anni dalla “metà del segno” verificatasi nel 1585; sommandoli ai 1584 fino ad allora trascorsi, si arriva alla data fatidica del 2026. Cosa aspetti, generale? Che mi giunga l’ascensore! Caro amico, meno male che le gambe ed il tuo cuore ti consentan di salire, ché altrimenti tu potevi qui sederti e poi dormire senza il mezzo ove ascendevi; senza d’esso saliremo per due mesi, generale, saran quattro se staremo in onor di Capitale. Pasquale Filippelli David Maria Turoldo (1916-1992) Frate dell’ordine dei Servi di Maria, poeta Lasciami anche dalla tomba un pertugio, / che io possa ancora vedere / il sole che sorge / una nuvola d’oro / Espero che riluce la sera / in un limpido cielo.

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Terza pagina dell’Associazione “San Francesco di Paola” di Cittadella del Capo per la pubblicazione di documenti e carte varie ____________________________________________________________________________________________________________ Grazie Grazie di cuore a quanti, a vario titolo ci hanno permesso, con il loro contributo, di rendere un po’ più luminose le Festività Natalizie. L’auspicio è che queste luci che, come Associazione abbiamo acceso per le strade, ci stimolino a ritrovarci per vivere il nostro essere Comunità con il piacere della condivisione e dello stare insieme. Come sapete sotto queste luminarie tanti momenti di aggregazione ci attendono a cominciare dal prossimo arrivo di Babbo Natale, passando per la mostra dei Presepi, fino al Presepe vivente. Il più sentito grazie va anche a quelle altre Associazioni che hanno deciso di condividere alcuni eventi in uno spirito di reciproca collaborazione che ci unisca nella comune finalità di rinsaldare il nostro essere uniti. Con l’occasione, per tutti, i più sentiti auguri di BUONE FESTE Per l’Associazione “San Francesco di Paola” Il Presidente Nello Cretella ____________________________________________________________________________________________________________ FINANZIAMENTI Con il gradito contributo finanziario di professionisti, esercenti commerciali e alcuni cittadini, soprattutto con il suo proprio finanziamento, l’associazione San Francesco di Paola ha realizzato le manifestazioni del presepe vivente, di Babbo Natale e della mostra dei presepi, nonché le luminarie con alberi natalizi, stelle e luci varie nei pressi delle chiese e in diversi altri posti cittadellesi. Per la fornitura di energia elettrica ha cortesemente provveduto il Comune di Bonifati. Il Giornalino NOZZE DI ZAFFIRO In una chiesa parrocchiale affollata di fedeli, nella 2^ domenica di avvento (6 dicembre) Giuseppina e Vito Laino hanno celebrato con gioia il 45° anniversario di matrimonio. Una famiglia solare, la loro, ricca di valori civili e cristiani. Da lungo tempo i due coniugi si prestano in vari momenti organizzativi dell’anno liturgico a meritorie collaborazioni; la figlia, ins.te Concetta, è membro del consiglio pastorale con funzioni di segretaria e partecipa altresì al coordinamento del coro parrocchiale. Ai cari Pina e Vito i nostri affettuosi complimenti, con l’augurio di rivederci il 6 dicembre 2020 alle loro lietissime nozze di oro. 13 DICEMBRE SANTA LUCIA Per la celebrazione in onore della Santa, di cui sono da sempre devoti i cittadellesi, la bella statua della vergine e martire siracusana è stata portata dall’antica chiesetta di San Michele a quella parrocchiale, dove si celebrava la terza domenica di avvento. La delicata effigie di Santa Lucia venne donata nell’immediato secondo dopoguerra all’ebanista Giacomo Ierardi dalla parrocchia di Sant’Agata d’E- saro, della quale era stato in gioventù originario. Ierardi la trasmise subito, a dorso di mulo, all’arciprete don Michele Viggiano parroco di Cittadella. La vicenda è stata da me narrata nel libro “Fatti nostri” del 2011, al capitolo 17 intitolato “Da Sant’Agata arriva Santa Lucia”. Di quel capitolo riporto di seguito la parte finale. << Per molti anni mastro Giacomo si pavoneggiò accanto al prete quando il 13 dicembre la “sua” Santa Lucia veniva portata in processione. Ma un brutto giorno vide che alla nicchia della Santa era stato messo un vetro di modico valore con sopra stampigliato in nero “A divozione di Ar… Zo…”. Non seppe dominare l’ira e corse dal parroco per minacciare che avrebbe provveduto lui stesso ad aggiustare la cosa con una bella martellata. Sosteneva, non senza ragione, che in futuro, letta la dedica, ognuno avrebbe pensato che a donare la statua fosse stato quel tal “divoto” il cui nome appariva scritto grande sopra il vetro. Il parroco riuscì a stento a calmarlo. E meno male, ché altrimenti il buon uomo si sarebbe messo nei guai con le leggi degli uomini e della madre Chiesa. Finché visse mastro Giacomo non ebbe la soddisfazione di veder togliere l’odiata scritta dall’edicola della beata vergine e martire siracusana. A rendergli inconsapevolmente “giustizia” ci avrebbe pensato, più di mezzo secolo dopo, il parroco don Giovanni Celìa il quale, assertore del “contatto ravvicinato” tra le statue e i fedeli, avrebbe fatto togliere da ogni nicchia il vetro >>. Pasquale Filippelli ATTIVITA’ PARROCCHIALI Dal 16 al 24 dicembre si svolge il solenne novenario natalizio: ogni sera nella chiesa madre, alle ore 16,30 santo rosario e alle ore 17 celebrazione eucaristica con i canti della novena.

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Nella 4^ e ultima domenica di avvento (20 dicembre) durante la Messa delle ore 11 il parroco can. don Giovanni Celìa benedirà i bambinelli per i presepi delle case. Già pronto il presepe della matrice costruito dallo studente Domenicantonio Papalia, che nonostante gli impegni di studio si è applicato volentieri anche in memoria dell’amato nonno Vincenzo Giunti scomparso il 12 giugno di quest’anno. Al termine della Messa del 13 dicembre don Giovanni, dopo aver benedetto il presepe (piccolo per mancanza di spazio, ma bellissimo), ha consegnato in dono all’autore un bambinello, mentre scrosciava caloroso l’applauso dei fedeli. La Messa natalizia di “mezzanotte” avrà luogo nella chiesa parrocchiale alle ore 23,30. Il 25 dicembre saranno celebrate due messe, alle 9,30 e alle 11. Il 30 dicembre, alle ore 17 il parroco celebrerà la santa Messa per tutti i fratelli e sorelle cittadellesi deceduti nel corso dell’anno 2015. Il giorno successivo, alle ore 17, S. Messa e canto del “Te Deum” di Ringraziamento. L’8 gennaio - ore 17 nella chiesa di San Michele inizio dei Tredici Venerdì in onore di San Francesco di Paola nostro Patrono. Sono disponibili i biglietti della lotteria di “Gesù Bambino” che verranno estratti la sera dell’Epifania alle ore 18 nella chiesa madre. Per i bisogni economici della parrocchia tutta la comunità è pregata di partecipare al sorteggio. MANIFESTAZIONI POPOLARI Segnaliamo alcune manifestazioni natalizie organizzate da associazioni territoriali cittadellesi. - L’associazione “San Francesco di Paola” (presidente Nello Cretella, vicepresidente Gaetano De Brasi) ha programmato le attività indicate nella 3^ pagina di questo Giornalino (luminarie, presepe statico e mostra di presepi, Babbo Natale il 23 dicembre, presepe vivente il 29). - L’associazione “Arcobaleno” (presidente Antonio Rossano, vicepresidente Vania Michelizzi, socio collaboratore Francesco Perrotta) ha progettato: tradizionale “Grande Tombolata” alle ore 20,30 del 26 dicembre, probabilmente presso l’oratorio parrocchiale; “Grispellata” il 29 dicembre sul lungomare d’intesa con l’associazione “San Francesco di Paola”; Cineforum serale il 3 gennaio nella sala polivalente (“Andiamo a quel paese” con Ficarra e Picone). - L’associazione “Città di Fella” (presidente Giuseppina Bevilacqua, segretario Massimo Converso) provvederà fra l’altro allo svolgimento sul lungomare “San Francesco di Paola” delle tradizionali gare della Befana. - La Pro Loco (presidente Rosalinda Martinetti, segretario Giuseppe Quintiero, tesoriere Raffaele Magurno) ha confermato i tradizionali “Mercatini di Natale”, che avranno luogo alle ore 16,30 a Baia del Capo (lungomare) sabato 19 e domenica 20 dicembre. Il manifesto assicura “…arte, curiosità, hobbistica, artigianato e altro; intrattenimento per bambini e tante simpatiche sorprese; crespelle e primi piatti…”. - L’associazione “Lampara Nova” (presidente Pino Di Martino, vicepresidente Alfredo Ruggiero) d’accordo con la “San Francesco di Paola” allestirà un grande presepe nell’ex falegnameria Pascale della Marina, nonché una frittura di calamari sul lungomare nella serata del presepe vivente (29 dicembre). A tutte le associazioni i nostri ringraziamenti, con gli auguri di buon lavoro al servizio della comunità. SARAJEVO ‘93 Sanguina sul pane dei bambini sole assassino dall’alto sui dirupi. Non cresce neanche un fiore a Sarajevo, dalle finestre ti aspettano i cecchini. L’area è un grande cimitero perché i vivi sono morti e i morti pure, perché vivere è come morire e morire è come morire a Sarajevo. A Slobodan Milosevic A Ratko Mladic A Radovan Karadzic criminali di guerra Salvatore Filippelli (ai portici materni, 1993) TOTUS TUUS 2003 anno del Rosario XV di pontificato di Giovanni Paolo II L’anno del Rosario non termina, ma continua nel tempo e nell’eternità beata il cuore di ognuno non finirà mai di cantare: Ave o Maria! Sgranando nelle proprie mani << la catena dolce che ci lega a Dio >>, con il nostro caro Pontefice che l’ha ricordata in ogni angolo della terra, diremo a Lei Madre d’ogni Speranza: << Noi non ti lasceremo mai più >>. Don Giovanni Celìa (pubblicata sulla prima pagina de L’Osservatore Romano, 1° novembre 2003) IL VOLTO DELLA MISERICORDIA Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato. Papa Francesco Stampato in parrocchia il 16 Dicembre 2015

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