Catanzaro City Magazine DICEMBRE 2015

 

Embed or link this publication

Description

Mensile indipendente di attualità, cultura, news, sport, rubriche e servizi utili

Popular Pages


p. 1

ANNO IV N.RO 27 DICEMBRE 2015 MENSILE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE ATTUALITÀ CULTURA SPORT RUBRICHE SERVIZI UTILI € 0, 50 SPORT Buon lavoro Mister Erra Il mio amico Diego Armando Maradona L'INTERVISTA PERSONAGGI VACANZE Il premio Nobel Renato Dulbecco Pronti, partenza catanzarese D.O.C. si scia!

[close]

p. 2

2 UTILITÀ

[close]

p. 3

SOMMARIO EDITORIALE 4. 3000 copie! | di Pino RUGGIU LA VOCE DEI LETTORI Anno IV - n.ro 27 - dicembre 2015 È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili. È indipendente e apartitico e non riceve nessun tipo di sovvenzione. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. 3 RIFLESSIONI 7. Sanguinis effusione | di Gian Paolo STANIZZI NATALE 6. Riceviamo e pubblichiamo | a cura della REDAZIONE 8. Natale, nascita da una donna | di Anna ROTUNDO 10. Presepi a mare | di Elisa GIOVENE direttore editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470.145 - pinoruggiu.posta@gmail.com direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.535.4137 - hulixe@virgilio.it caporedattore: ROSITA MERCATANTE Tel. 327.234.5449 - rosita.mercatante@gmail.com hanno collaborato a questo numero: Anna Aloi, Apollonia, Alberto Cocco, Riccardo Colao, Rosario Fittante, Antonio Gagliardi, Pier Santo Gallo, Elisa Giovene, Noemi Guzzo, Giulia Panzerella, Giuseppe Passafaro, Anna Rotundo. Gian Paolo Stanizi I succitati collaboratori, la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare - e se del caso regolare - le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. 12. Natale marinaro | di Rosario FITTANTE CATANZARESI D.O.C. 14. Renato Dulbecco | di Alberto COCCO L'INTERVISTA 16. Il mio amico Maradona | di Rosita MERCATANTE AMBIENTE 18. Catanzaro expo 2215 | di Pino RANIERI 20. Premio Battaglina 2015 | di Giuseppe PASSAFARO UNIVERSITÀ 22. Erasmus | di Giulia PANZARELLA 14 16 grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU agenziaruggiu@gmail.com - www.ruggiu.blogspot.it ARTE per la pubblicità: Tel. 335.470.145 pubblicitacitymagazine@gmail.com citymagazineinfo@gmail.com 24. Alessandro Mazzitelli | di APOLLONIA per numeri arretrati: Tel. 335.470.145 abbonamenti: Sem.le: (6 n.ri) € 18,00*; Ann.le: (12 n.ri) € 36,00* N.B.: Il costo è pari alle sole spese di spedizione!; Sostenitore/Silver: €100,00* (12 n.ri +1 redazionale); Sostenitore/Gold: € 200,00* (12 numeri +2 redazionali); Sostenitore/Platinum: € 300,00* (12 numeri +3 redazionali). (*): Importi compreso IVA e spese spedizione. Per sottoscrivere: Bonifico c/o Conto BancoPosta, Intestato a: Giuseppe Antonio Ruggiu, Codice IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento EDITORE: Giuseppe Ruggiu - Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). REGISTRAZIONE: Trib. di Catanzaro - n.ro 314 del 16/4/2013. STAMPA: Printing S.p.A. - Quarto D'Altino (Ve) TIRATURA: 3000 copie LO TROVATE SOLO NELLE MIGLIORI EDICOLE: • EDICOLANDO - Pontegrande; • SAN PIO X - Difronte ospedale Pugliese; • CAPICOTTO - Piazza Stadio; • BAR TAVANO - Piazza Stadio; • BIFANO - Giardinetti San Leonardo; • LAVECHIA - Via Vittorio Veneto; • LEUZZI - Via Francesco Crispi; • VOCI - Piazza Matteotti (sotto BNL); • SAN GIOVANNI - (vicino Cavatore); • COSTANTINO - Piazza Prefettura; • PAPARAZZO - Corso Mazzini; • MELINA - Discesa Cavour (vicino Questura); • BOCCUTO - Via Jannoni (difronte Comune); • VERALDI - Piazza Roma; • MASSIMILLA - Via Francesco Cilea (Stratò); • LORENZO - Curva del gasometro; • ROTUNDO TABACCHERIA - Rione Samà; • AGOSTINO - Benny Hotel; • SAN SEVERO - Mater Domini; • SCARPINO - Sant'Antonio; • FUTURA - Via S. Maria (Q.re Santa Maria); • MANCUSO - Aranceto; • LE FORNACI - Rione Fortuna; • LIROSI - Via Murano (Q.re Lido); • PETTINATO - Via Rep. Marinare/Pass.a livello (Q.re Lido); • LAUGELLI - Via Lungomare/vicino Porto (Q.re Lido); • QUADRIFOGLIO - C.so Mazzini, 56 - Borgia; • TUTTOSCUOLA - Via Kennedy, 50 - Borgia; CULTURA 25. Apre la Casa dei venti | di Rosita MERCATANTE CINEMA 27. Voglia di cambiare | a cura della REDAZIONE SALUTE E BENESSERE 28. Amica farmcia | a cura della REDAZIONE IN CUCINA 30. Baccalà e stoccafisso | di Anna ALOI VACANZE INVERNALI 32. Pronti, partenza, si scia! | di Noemi GUZZO SPORT 34. Ci dica Presidente | di Rosita MERCATANTE 34. Inversione di tendenza| di Rosita MERCATANTE 36. Buon lavoro Mister | di Rosita MERCATANTE 38. Catanzaro-Divieto 1 a 0 | di Rosita MERCATANTE 39. Catanzaro C5, tempi duri | di Pier Santo GALLO 40. Una storia senza fine | di Rosita MERCATANTE 42. Se Dio vuole | di Riccardo COLAO 43. Aspettando il giro d'Italia | di Rosita Mxxxxxx UTILITÀ 44. Guida ai ristoranti | a cura della REDAZIONE 45. Orari autobus | a cura di A.M.C. Catanzaro 45. Orari trenini | a cura di Ferrovie della Calabria 46. Farmacie di turno | a cura di Ordine dei Farmacisti 22 27 36

[close]

p. 4

4 3000 COPIE! A dispetto di chi ci vuole male, siamo arrivati al quarto anno di puntuale ed ininterrotta pubblicazione e a me sembra ieri quando ho deciso di tuffarmi in questa iniziativa. Tutto mi sembrava facile e... difficile allo stesso tempo. Facile, perchè ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi permette di fare a meno dell'apporto di grafici ed impaginatori e quindi di relativa spesa. Difficile perchè mi sono ovviamente posto il problema di come riempire tutte le pagine con contenuti inediti ed interessanti. Non essendo un giornalista, ne tantomeno abituato ad invadere altri campi, ricordo di aver provato a contattare alcuni conoscenti, che sapevo appassionati di giornalismo, pensando che avrebbero sposato di buon grado questo progetto, offrendomi la loro collaborazione. Purtroppo, avendo sempre premesso che inizialmente non avrei potuto retribuirli, a questa notizia tutti questi "Indromontanelli" e "Orianefallaci" della situazione, se la sono data a gambe levate... Non tutti per fortuna, perchè sicuramente i migliori, quelli a cui piace davvero scrivere per pura passione e disinteressatamente, sono ancora qui con me. Non finirò mai di ringraziarli e per il momento, sono ben felice di poter offrire loro questa vetrina, che sta destando sempre più vivo interesse, considerato come questo giornale va rapidamente esaurito presso tutte le edicole, tanto che mi sono visto piacevolmente costretto ad aumentarne la tiratura, che da 2000, passa a 3000! Parlando di copie, potrei anche dire che un segno tangibile di essere sulla strada giusta e, diciamolo, di godere di un certo successo, si evince quando ci dicono che ci stanno spudoratamente copiando! La cosa ci fa onore, ma per quanto cercaranno di imitarci, più o meno bene, una sola cosa sarà davvero difficile da copiare: il nostro sconfinato entusiasmo. A proposito, avrete notato che abbiamo cambiato formato. Copieranno anche questo? Naturalmente non posso congedarmi senza aver augurato a tutti i lettori e a tutti gli inserzionisti, a nome mio e di tutta la redazione, un sereno EDITORIALE Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Al momento di andare in stampa, apprendiamo della grave e prematura scomparsa di Sergio, fratello del nostro direttore, Pino Ranieri. A lui e a tutta la famiglia Ranieri, la redazione, porge le più sentite condoglianze. Pino Ruggiu

[close]

p. 5

UTILITÀ 5

[close]

p. 6

6 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Caro Pino, spero ti ricorderai di me, sono passati un bel pò di anni, sono un Vs affezionatissimo lettore e colgo l'occasione per esprimere i miei più sinceri complimenti per l'iniziativa editoriale. Sono un nostalgico di Catanzaro, la mia città natale che vedo sempre più simile ad una nobil donna ahimè decaduta ma ancora in possesso della sua dignità. Ti invio un mio sfogo, sperando che la tua redazione la ritenga degna di essere pubblicata, dandoti da subito la mia autorizzazione. In attesa invio calorosi saluti. Massimo Mazzei LA MIA AMATA CATANZARO E IL SUO DEGRADO "Vi sono tre cose che non possono essere a lungo tenute nascoste: il sole, la luna e la verità". (Buddha) I pensieri mai svelati, le parole non dette, marciscono dentro di noi, infettando l'anima e lo spirito, ecco perché spinto dalla rabbia e dal rammarico ho deciso di dare libero sfogo ai miei turbamenti. Vorrei pertanto condividere la mia profonda amarezza, e la delusione che derivano nel constatare la triste condizione in cui verte “Oggi” la mia amatissima Catanzaro; quella stessa città che anni prima mi ha visto nascere e muovere i primi passi nel mondo. Fin troppe sono le ombre che hanno offuscato questa città, esigui al contrario i tentavi di rinnovamento .“I veri ciechi non sono coloro privati della vista, bensì chi pur possedendola sceglie deliberatamente di non vedere”. Abito da svariati anni nel quartiere Lido, dove ha sede l’azienda presso cui lavoro. Per motivi professionali e logistici, tempo addietro ho ponderato seppur a malincuore, la sofferta decisione di trasferirmi e lasciare la mia affezionatissima Catanzaro. Abbandonare la propria città natale è un passo tutt’altro facile da compiersi, equivale a lasciare indietro una parte di sé stessi, della propria identità e della propria storia. Catanzaro occuperà eternamente un posto speciale nel mio cuore e nelle mie memorie, protagonista dei miglior anni della mia vita e custode dei più lieti ricordi legati alla mia fanciullezza e gioventù. La Catanzaro d’un tempo, quella che ho sempre orgogliosamente decantato e strenuamente difeso, nel mio immaginario prendeva forma assumendo le fattezze di un grande polipo. Con il famoso Corso Mazzini come suo corpo centrale e le piccole e caratteristiche viuzze come suoi tentacoli, che diramandosi conducono via via ai vari quartieri. Ricordo i “Coculi”, con i loro odori singolari che difficilmente potranno essere dimenticati , “u Strittu” peculiare restringimento del Corso che durante il passaggio dei pullman costringeva ad addossarsi ai muri per favorirne la circolazione. La stazione "Pratica" all’imbocco di via Carlo V (via che mi ha visto nascere e crescere) con la mitica “Littorina” che faceva da spola verso la Marina, il “Ciuffi Ciuffi”, il trenino così giocosamente denominato, che con le sue spartane e sferraglianti carrozze accompagnava al mare le famiglie. Potrei proseguire ad oltranza facendo riaffiorare le mie più vecchie e care reminiscenze, lasciandomi intrappolare dalla nostalgia, diventando prigioniero dei miei stessi ricordi. Ragion per cui preferisco guardare al presente pur preservando la Catanzaro del mio passato. "Tutti coloro che dimenticano il proprio passato, sono condannati a riviverlo". (Primo Levi) Vorrei concludere rivolgendo un appello alle future generazioni politiche affinché prendano visione della cattiva amministrazione e dei molteplici errori commessi dai loro predecessori, errori che hanno gravemente danneggiato ed abbruttito la città di Catanzaro. Nella speranza di far rinsavire la coscienza comune così da attuare un concreto cambiamento. Massimo Mazzei Inviate le vs lettere a: redazionecitymagazine@gmail.com - Saranno pubblicate nel primo numero utile.

[close]

p. 7

RIFLESSIONI 7 Q SANGUINIS EFFUSIONE! zionari. E cosa ci sarebbe di più rivoluzionario oggigiorno di estirpare il cancro della corruzione e della malavita organizzata dal corpo sano della civiltà moderna? Il lettore/scrittore formulava anche la sua terapia: per uscire dal clima generale di totale crisi e sfiducia i calabresi devono armarsi! Ovviamente, questo suggerito dal lettore/scrittore, come lui alla fine diceva, è un gesto utopico. Ma i cittadini devono convincersi – scrive sempre il lettore/scrittore - che “nessuna rivolta di popolo è possibile se la rivolta non proceda da loro stessi”. Ed allora, e qui traduco quanto sicuramente voleva dire il lettore / scrittore (nonché mio caro compagno di scuola): per evitare di cadere nell’abisso, anche economico, la collettività deve combattere la società degli indifferenti. Ed immediatamente, mi chiedo: ma il Po- ualche giorno fa, alcuni giornali locali hanno pubblicato l’articolo di un lettore/scrittore che iniziava con il descrivere lo stemma della nostra e mia città: Catanzaro. Uno stemma che raffigura un’ aquila imperiale. Sulla carta che questo rapace stringe nel becco il motto dice: sanguinis effusione, che, tradotto dal latino, significa per spargimento di sangue. Il lettore/ scrittore ricordava, pure, il perché di questo motto: ciò nasceva dalla vincente resistenza che i catanzaresi opposero all’assedio da parte delle truppe francesi. La comunità catanzarese ne ricavò il privilegio di non pagare le tasse sull’esportazione dei filati, il che portò al periodo di floridezza economica di Catanzaro, prima dei due terremoti che la distrussero. Il lettore-scrittore si soffermava, pure, sulla lezione che tutti devono ricavare da tal motto: in certi momenti della storia, per ottenere degli obiettivi, è necessario un tributo di sangue, soprattutto nei momenti rivolu- polo Italiano e catanzarese ha, forse, contratto questa terribile malattia, la malattia dell’indifferenza? È una malattia che nasce quando scompaiono dai vocabolari dei Cittadini i verbi del “fare” e del “credere”, i verbi più usati nel nostro Vangelo. Una ma lattia che esplode quando, erroneamente, si interpreta la fede come un anestetico e non come l’occasione per mettere a frutto la propria vocazione cristiana, scoprendo ed investendo i propri talenti. Una malattia che cresce quando si dimentica che “fare bene” ha come unica conseguenza quella di far “stare bene”, se stesso e gli altri. Ed allora, certo di esprimere anche il pensiero del lettore/scrittore/ compagno di scuola, la mia speranza è che tutta la sana Popolazione, Italiana e Catanzarese, combatta le corrotte logiche del compromesso ed, applicando le parole evangeliche, si adoperi alla ricostruzione di una realtà economica, oggi in grave crisi a causa della dilagante e disastrosa corruzione, Per evitare di cadere nell’abisso, anche economico, la collettività deve combattere la società degli indifferenti di GIAN PAOLO STANIZZI favorita dalla complicità dei tanti, omertosi “indifferenti”.Quegli indifferenti tanto odiati da Antonio Gramsci che così scriveva: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.” PS: questo è un articolo scritto a due voci (riconosco di aver riprodotto brani dell’articolo letto). La mia voce: di nessun valore, trasmessa attraverso una normale tastiera.La voce del lettore – scrittore – compagno di scuola: di grandissimo valore, ritengo di grande monito per tutti noi Catanzaresi, perché trasmessa attraverso un puntatore oculare (l'autore-scrittore, Renato Nisticò, da anni convive con la sclerosi laterale amiotrofica»).●

[close]

p. 8

8 NATALE NATALE, NASCITA DA UNA DONNA di ANNA ROTUNDO O gni anno, nonostante il trascorrere dei secoli e del tempo, tutte le storie dell’Avvento, del presepe, dei canti popolari del Natale, ritornano come una festa, una magia, come un incantesimo: ed è bellissimo scoprire come dobbiamo tutto questo a Maria, la madre di Gesù, perché, come sostengono i biblisti, certamente è stata lei a raccontare all’evangelista Luca la storia della notte santa. L’incantesimo del Natale, il suo fascino straordinario, la magia di quella notte, non sono un’invenzione della Chiesa, di teologi o di grandi catechisti o liturgisti, né sono un ritrovato pastorale di vescovi o di straordinari apostoli o missionari. La magia del favoloso clima natalizio è stata elaborata e creata da una donna, dalla Madre di Gesù. All’interno del racconto stesso della nascita del Salvatore, è splendida la testimonianza di Maria nel riferire sul ruolo e la vicenda dei pastori e sulle loro parole, rimaste impresse nella memoria della Madre di Gesù con il colore e il sapore con cui Lei aveva visto, sentito e percepito. Nei ricordi del Natale, Lei ha dunque selezionato per noi una delle vicende più delicate: i pastori le arrivano di fronte e cominciano a raccontare degli angeli che sono loro apparsi, e della loro grande sorpresa, della luce, delle parole che questi hanno rivolto loro e di come, ora, essi hanno scoperto il Bambino. Come in una grande incantesimo, Maria vede germogliare tra le mani il Figlio di Dio: la festa e la gioia sono intorno a Lei, come una quieta inondazione felice, silenziosa e solenne. E tutto è così bello, così grande e meraviglioso, che nel giorno di Natale si arrestano i conflitti delle persone e delle famiglie e si fermano le guerre più orribili, e prevale, per un momento magico e di sapore divino, il clima del beato e divino mistero, sciogliendo anche solo per un po’ anche i cuori più vecchi e più duri. Ecco allora la teologia mariana e femminile del Natale del Signore: il ventre di una donna è diventato la grotta del Natale di Dio. E Maria sarà chiamata “benedetta fra le donne” intendendo questa benedizione rivolta non solo a Maria ma ad ogni donna, nella quale cresce ogni figlio di Dio, “ frutto benedetto del grembo”.●

[close]

p. 9

UTILITÀ 9

[close]

p. 10

10 NATALE I presepi nell’ antica tradizione del quartiere Lido PRESEPI A... MARE! T empo di Natale, tempo di festa e di tradizioni. Una ricorrenza che si contraddistingue soprattutto come momento religioso. Immancabile, nelle nostre case e nelle chiese, l’antica usanza del presepe introdotta da S.Francesco d’Assisi, ove si riproduce l’importante raffigurazione della nascita di Gesù Cristo. Nella tradizione del quartiere Lido, molta rilevanza ebbe un parti- di ELISA GIOVENE colare presepe che si esponeva nella Chiesa del Sacro Cuore di Casciolino, a cura di Padre Giovanni Zanini e Padre Nazario Marcato. Tali rappresentazioni, iniziarono nel 1959, nella piccola e primaria Chiesetta di Casciolino, dove furono allestiti i presepi in movimento. Successivamente queste opere quasi “imponenti” vennero allestite anche nell’attuale Chiesa. Padre Giovanni, di origini vicentine, era un vero cultore del presepe e con particolare e mirabile maestria, dava “vita” ai vari personaggi con mille meccanismi sincronizzati. La rappresentazione di Betlemme, brulicante dell’operosità dei pastori, degli artigiani e delle massaie, veniva incorniciata dall’alternarsi dell’alba, del giorno e della notte, ma anche del sole, della luna e delle stelle con sincronia perfetta. Inoltre riproduceva in maniera minuzio-

[close]

p. 11

NATALE 11 Nelle foto a destra, sopra, uno dei bellisimi presepi di cui si parla nell'articolo, sotto, da sinistra, Padre Nazario Marcato, e Padre Giovanni Zanini sa non solo la storica ambientazione della Sacra Famiglia, ma anche il paesaggio circostante con laghetti, ruscelli, fontane ed animali. Il lavoro era coadiuvato da moltissimi giovani, che per giorni interni collaboravano per la realizzazione del presepe sino all’inizio della Messa del 24 Dicembre. Tale opera, era ammirata non solo dai residenti, ma anche da fedeli provenienti da fuori città e rimaneva in esposizione fino al mese di Febbraio. Col tempo, per svariati motivi, questa significativa tradizione scomparve, rimanendo solo un ricordo. Oggi per mano dei Padri del Sacro Cuore viene allestito un piccolo e suggestivo presepe. Nella seconda metà degli anni ’50, la parrocchia del quartiere marinaro diventava lo scenario di un presepe vivente. Questa usanza, iniziata per opera di Padre Giovanni e Padre Nazario, è stata mantenuta quasi sino ai nostri giorni. Si tratta di una rappresentazione molto commovente, che viene riprodotta la notte della Vigilia, il giorno di Natale ed il giorno dell’Epifania, allestendo la capanna sull’altare con una rappresentazione di giovani attori. Un grande cultore del presepe vivente, fu anche Padre Salvatore Sulla. Anche quest’anno fervono i preparativi in vista dell’arrivo del Santo Natale. La finalità della comunità religiosa è comunque di essere attiva tutti i mesi dell’anno, difatti, l’impegno dei Padri francescani, come Padre Ilario Scali e Padre Piotr Anzulewicz è costante. Non manca la cooperazione dei fedeli in alcune attività. Un esempio è il parrocchiano Francesco Mesuraca, il cui contributo è stato prezioso per ripercorrere l’excursus storico di un’antica, ma quanto mai attuale tradizione come quella del presepe, espressione di vera arte e cristianità.●

[close]

p. 12

12 NATALE I NATALE MARINARO sumistica. La musica natalizia viene affidata ai tantissimi gruppi folkloristici che esportano la cultura popolare nel mondo. Tuttavia alcune tradizioni sia religiose che artigianali e culinarie non sono mai state abbandonate. Durante un breve viaggio per le vie del quartiere Lido abbiamo ascoltato i racconti di alcuni residenti e commercianti del posto. Un ruolo essenziale viene svolto dalle associazioni come la “Murano Story” che si impegna da anni a mantenere in vita le consuetudini del Natale. “Le vie del quartiere ospiteranno un ricco mercatino dell’artigianato hanno commentato il Presidente Pasquale Tarantino e il componente del direttivo Giovanni Liveri - oltre alla sagra del morzello di baccalà e alla zeppolata”. Questi giorni rappresentano un’occasione speciale per sedere intorno al tavolo con le persone più care, per degustare pietanze prelibate. Abbiamo chiesto in giro alcuni suggerimenti per come organizzarci al meglio: “Nella mia famiglia da sempre osserviamo l’antica tradizione del cenone dell’Immacolata; a pranzo con le zeppole e la sera cenone come la vigilia di Natale: pasta con le alici, vongole, totani ripieni, frittura di paranza, baccalà fritto o in umido con le patate,”. l Natale è uno dei periodi più attesi dell’anno. È il giorno dell’Immacolata che dà l’avvio alle feste. In ogni casa appaiono come per magia l’albero di Natale ed il presepe che faranno bella mostra di se fino all’epifania. A caratterizzare le festività sono usanze e riti legate al territorio. Anche per i catanzaresi il Natale è l’occasione per riunire la famiglia e riabbracciare amici e parenti. Una delle più antiche tradizioni di questo periodo è la “strina”, un tipico canto che nel secolo scorso accompagnava i “ questuanti”, (suonatori) che di casa in casa portavano alle famiglie più abbienti, la “ Buona Novella” della nascita di Cristo, ricevendo in pagamento o come ringraziamento, formaggio, salame, uova ecc. Un’usanza che nel tempo è andata perduta, mentre si è fatto spazio ai dettami di una società con- Curiosità e tradizioni natalizie nel quartiere marinaro di ROSARIO FITTANTE La storia del Sig. Mancuso Il Sig. Antonio Mancuso classe 1938 che assieme alla moglie Froio Maria gestisce da 59 anni lo storico negozio di alimentari su Corso Progresso ogni anno indossa l’abito di Babbo Natale per regalare allegria ai bambini di quartiere. (la storia di questo negozio inizia nel 1907 con la Signora Gigliotti Francesca nonna del sig. Mancuso Antonio con la denominazione de (alimentarie diversi), successivamente passata al cugino fino al 1956 anno in cui subentra in corso progresso il sig. Mancuso ultimo della generazione che come ci ricorda lo stesso:” quando deciderò di ritirarmi chiuderò i battenti senza lasciare il testimone a nessuno, a causa della grande distribuzione ma anche perché nessuno è più disposto a sacrificarsi dieci ore al giorno dietro un bancone. Il Sig. Mancuso ogni anno a Natale indossa le vesti di Babbo Natale in giro per il quartiere. Il nostro viaggio nel quartiere termina con la scoperta di un antico pozzo in pietra posto all’interno di uno storico palazzo sul lungomare di Lido, oggi adibito a B&B di fine ottocento profondo circa 15 metri perfettamente funzionante) DA 59 ANNI DIETRO UN BANCONE L’ANTICO POZZO Il MENÙ DI NATALE Il CENONE DI CAPODANNO I DOLCI della Signora Anna Per la Vigilia: Linguine cozze e vongole, calamari ripieni , calamari e gamberi fritti, cozze gratinate, baccalà con le olive, verdure di stagione; Per il pranzo di Natale: Cannelloni ripieni fatti in casa con ricotta e spinaci, o con carne macinata, braciolone di tacchino, cotoletta con piselli, insalata verde; della Signora Gemma Zampone e cotechino, Purea, lenticchie, soffritto di maiale, rape e salsiccia Il CENONE DELL’IMMACOLATA della Signora Maria Susumelle fatte in casa, mandorle tostate con aggiunta di zucchero, torrone ferrato, pandoro farcito con crema di mascarpone fatta in casa.●

[close]

p. 13

UTILITÀ 13

[close]

p. 14

14 CATANZARESI D.O.C. I RENATO DULBECCO Il grande Premio Nobel era di natali catanzaresi di ALBERTO COCCO l "custode del genoma", il grande Premio Nobel Renato Dulbecco, era di natali catanzaresi. I giovani calabresi probabilmente non ricordano più la nobile e prestigiosa figura del biologo Renato Dulbecco. Il celebre scienzato, italiano naturalizzato americano,, è morto tre anni fa in Florida a novantotto anni, dopo un'esistenza avventurosa ed emozionante. La brillante intelligenza e le geniali intuizioni delle sue ricerche di laboratorio - relative ai meccanismi embrionali dei virus tumorali - sono state un decisivo contributo agli sviluppi dell'oncologia moderna, realizzati da altri eminenti luminari negli anni successivi. Renato Dulbecco nasce a Catanzaro nel 1914. Vive un momento di effimera ed inattesa popolarità nei primi mesi del 1999, quando Fabio Fazio lo invita sul scintillante palcoscenico del Teatro Ariston per la conduzione del Festival di Sanremo, accanto all'incantevole modella ed attrice corsa Laetitia Casta. Il pretesto della conduzione di una gara di canzoni - vinta da Anna Oxa - schiude all'immensa platea degli italiani il tema della prevenzione e dello studio del proprio corpo, attraverso un periodico controllo di alcuni valori e parametri decisivi nella difesa della salute individuale. L'infanzia e l'adolescenza di Renato lo chiamano subito allo zelo ed alla disciplina imposta da un padre ateo e severo, ingegnere del Genio Civile. Gli impegni di lavoro familiari conducono Dulbecco tra i limoni e le lavande, gli arenili pietrosi e le case pastello di Porto Maurizio. La retorica littoria unisce poco più tardi il piccolo borgo alla Oneglia di Edmondo De Amicis, e crea l' Imperia che celebra nella grandeur di una nuova urbanistica le gesta della campagna d'Africa. La morte crudele e precoce del suo caro amico Peppino lo costringe prematuramente ad alcune amare riflessioni intorno all'impotenza dell'uomo contro l'insorgere delle malattie degenerative, che solo un'epocale

[close]

p. 15

CATANZARESI D.O.C. 15 impulso della ricerca scientifica possono arginare. Gli anni liguri sono quieti e dolci: letture e lunghe passeggiate, il mare aspro e le sere trascorse nell' Osservatorio Meteorologico cittadino, intento a costruire con le proprie mani alcuni preziosi strumenti di ricognizione che seguono le istruzioni di autorevoli riviste britanniche. Il giovane calabrese si iscrive nel 1930 all'Università di Torino, ed i suoi brillanti studi medici gli permettono di incontrare emergenti personalità come Salvador Luria e Rita Levi Montalcini, le cui origini ebraiche saranno presto oggetto dell'osteggiamento fascista. Qualche anno dopo Renato presta la sua opera nell'Istituto di Anatomia Patologica dell'Ospedale Mauriziano, prima di trasferirsi a Sanremo con un contratto di ufficiale medico, e sposare Giuseppina nel 1939. La guerra vede l'Italia alleata tragicamente con la Germania hitleriana, e lo porta ai confini della frontiera francese. L'armistizio alimenta un rinnovato impegno nello studio per conseguire la libera docenza all'Università di Roma. Ma la rovinosa disfatta nella campagna di Russia sulle rive del Don annienta il suo reggimento, e determina una forzata prigionia lontana dai confini della patria. Quando ritorna a Torino per qualche mese partecipa alle attività delle organizzazioni antifasciste, aderendo al CNL e poi chiamandosi fuori dalla politica, dopo avere visitato le laceranti contraddizioni interne delle diverse anime di questi schieramenti politici. Il giovane scienziato fa parte della squadra di ricercatori di Levi. Dalle cellule embrionali di un pollo e le loro alterazioni trae alcuni interessanti spunti, che la successiva laurea in fisica guadagnata in due anni - Renato Dulbecco è sempre stato uno studente prodigioso - completano degnamente. Salvador Luria lo prega di seguirlo in Indiana, nel grande laboratorio di Bloomington ed accanto ad alte personalità scientifiche di tutto il mondo. L'integrazione è abbastanza rapida. Nel 1948 Renato Dulbecco diventa cittadino americano. Iniziano anni esaltanti e fervidi di intuizioni sorprendenti, che cambiano lo scenario della faticosa guerra contro le insorgenze tumorali. I suoi studi sui fagi - e le origini delle placche senza difese per l'intervento delle radiazioni ultraviolette - diventano il passepartout per le nuove elaborazioni di altri eminenti biologi dei laboratori americani. Renato Dulbecco è un pioniere di una frontiera, che genera la rivoluzione di un sistema obsoleto; e porta ad una costante collaborazione gli esperti di diverse discipline in armoniosa sinergia interpretativa. Studia con profitto la genesi del pericoloso herpes, che origina il “fuoco di Sant'Antonio”: un virus micidiale, isolato dal suo microscopio. Da Catanzaro parte un nuovo modo di aggredire il virus, che gli guadagna un in- vito al California Institute of Technology di Pasadena: il Caltech. Il migliore laboratorio di biologia del mondo. Nel 1955 il genio calabrese identifica il fattore mutante del gene, che Albert Sabin utilizza per il suo vaccino contro la poliomielite. Uno dei mali del secolo è vinto. La fama internazionale dell'oriundo italiano sale vertiginosamente. Nel 1962 l'altro grande biologo americano dei vaccini - il professor Jonas Salk - lo vuole con sé nel suo centro di studi e ricerche. Lo stesso Dulbecco dirà più tardi: “Ricercatori vi affluirono da tutto il mondo perchè riconoscevano che il mio lavoro era all'avanguardia, era la prua della nave che rompeva il mare dell'ignoranza”. Una sensazionale scoperta è la vera stella cometa dei suoi studi. L'antigene T è presente solo nelle cellule tumorali: e si arriva alla conclusione che il tumore non è “ un pirata della strada”, un fattore esterno che aggredisce una architettura precedentemente sana. E' invece un DNA virale che si unisce chimicamente a quello della cellula e diventa una parte alterata e malata di essa, fino ad estendere altrove la terribile anomalia dell'organismo. Da quel momento l'oncologia moderna volta pagina. Arrivano i premi a pioggia: dalla laurea honoris causa dell'University of Yale ed attraverso l'elezione nel ruolo di membro straniero dell'esclusiva Royal Society britannica e l'Accademia dei Lincei fino al Premio Nobel per la medicina, consegnato a Renato Dulbecco a Stoccolma nel 1975. Un'altra pietra miliare dell'inimitabile cursus honorum di questo scienziato è il suo Progetto Genoma, la dettagliata mappa del DNA umano contenuto in una cellula per combattere il cancro. La tecnica adottata è quella degli anticorpi creati in laboratorio, che fondono una cellula tumorale ed una plasmacellula dirette contro un antigene, e nel loro fondersi a ripetizione formano un robusto baluardo. Il mondo contemporaneo deve tantissimo a questo uomo speciale, che l'Italia ha scoperto in un festival di fiori e canzoni, mentre con il suo fare gentile raccomandava di abbandonare le sigarette alla platea televisiva. Il mondo accademico lo celebra tra le glorie a stelle e strisce. Ma questa avventura è nata un secolo fa nella nostra città, quella dei damaschi e dei broccati, del vento teso e dei due mari increspati. I suoi passi di bambino hanno calpestato corso Mazzini ed attraversato l'Immacolata e Palazzo Fazzari, prima di diventare l'uomo che ha sfidato con il suo ingegno l'atroce mistero dei tumori ed ha detto un giorno: “...mentre passiamo la nostra vita a fare domande sulla natura del cancro e modi per prevenirlo o curarlo, la società produce allegramente sostanze oncogene e con queste riempie l'ambiente”. Una visione lungimirante, che il nostro mondo non deve disperdere.●

[close]

Comments

no comments yet