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ANNO I Numero 27 • 19 NOVEMBRE 2015 EURO 1,50 SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA PRESS DOPO AGRIGENTO E SIRACUSA ESPLODE ANCHE AL COMUNE DI MESSINA LO SCANDALO SUI COMPENSI PER LE PRESENZE LAMPO IN COMMISSIONE. ECCO TUTTI I POLITICI INDAGATI. MENTRE SCATTANO NUOVI CONTROLLI INCROCIATI L’INCHIESTA Gettonopoli

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19 Novembre 2015 il punto EDITORIALE Giustizia e informazione Chiediamo scusa a William Castro C on il fluire del tempo la giustizia annacqua i suoi verdetti, a volta smussandoli, altre volte mettendoli nel freezer della prescrizione. L’altro giorno, ad esempio, la Corte d’Appello di Messina ha ribaltato il giudizio di condanna nei confronti di Enzo Sindoni per una vicenda di appena venti anni fa. Del 1995. Il sindaco di Capo d’Orlando, prima condannato a due anni e sei mesi, era accusato di calunnia nei confronti del vicequestore Mario Ceraolo, allora in servizio al commissariato di Capo d’Orlando. Che cosa avrebbe detto di tanto “calunnioso” Sindoni, oggi assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato”? Nel corso di una deposizione al carcere di Gazzi, l’imprenditore agrumicolo dell’Upea, allora in aperto contrasto con il competitor oggi defunto Luciano Milio dell’Apo, accusò l’ispettore Mario Ceraolo di “usura e rivelazioni di segreto d’ufficio”. Da queste accuse, Ceraolo, tempo dopo fu assolto dal Tribunale di Patti. Ma chi allora faceva cronaca, come William Castro, giornalista di Capo d’Orlando, giovane stroncato alcuni anni fa da una malattia degenerativa, fu querelato da Ceraolo e il Tribunale ritenne di condannare Castro e il giornale a un pesante risarcimento, nonostante fosse chiaro che il cronista avesse con coraggio scritto quello che in quelle calde giornate di audizioni sulla mafia tortoriciana fosse con fatica filtrato all’esterno. Risultato di tutte quelle vicende, a pagare fu solo William Castro, per avere fatto il suo mestiere, e il giornale che ospitò l’articolo: Ceraolo non ritenne di fare nessuna onorevole transazione, né indicare un istituto di beneficenza cui girare i soldi a nome suo. Assegni. Cash. Ma oggi l’esito giudiziario di queste vicende ha un sapore di dolciastra amarezza e si sposa con una ulteriore beffa: il ricorso proposto dal giornale contro la spropositata liquidazione è stato rigettato con aggravio di spese dallo stesso Tribunale che nelle stesse aule di giustizia in nome del popolo italiano sostiene vent’anni dopo “il fatto non costituisce reato”. Senza scomodare la legge sull’oblìo, nessuno chiederà scusa a William Castro. Lo vogliamo fare noi di Centonove, a nome della categoria dei giornalisti caduti sul lavoro. Scusa William. Non meritavi, non meriti tutto questo. Parigi e Isis, al buio e senza bussola Personaggi da Bar Sport, parlano come cow boy e mettono in atto ritorsioni, magari spazzando via villaggi abitati da civili innocenti. Ma questo risolve solo una piccola parte del problema, perché il nemico può affascinare giovani cresciuti in Europa ma murati vivi in quartieri come Minissale o Giostra DOMENICO BARRILÀ DI NON INTENDO aggiungere una voce a tutte quelle che si sono levate in questi giorni sui tragici fatti di Parigi. Non conosco ciò che si nasconde dietro quegli eventi né possiedo cognizione completa della loro genesi, ma non credo siano in molti a conoscere, la differenza è che qualcuno lo ammette mentre altri seminano al vento le loro verità. Le semplificazioni e la divisione in buoni e cattivi le lascio a quella feccia nazionale, a cominciare da quella di destra, che in questi giorni imperversa in tutti i talk show televisivi. Spesso ignoranti patentati e analfabeti emotivi che non sono neppure in grado di capire ciò di cui stanno parlando. Personaggi da Bar Sport che si cimentano con problemi che li sovrastano, tapini che, malgrado la loro insignificanza, pretendono di dare risposte a domande di cui non colgono il contenuto. Poche eccezioni, Romano Prodi e Gino Strada su tutti, persone di campo, capaci di parlare con la consapevolezza di chi conosce davvero la complessità dei drammi da cui è scaturita la carneficina di Parigi. Purtroppo, per due personaggi come quelli citati, ve ne sono a decine decerebrate che pensano di giocare ai soldatini e alla guerra, senza rendersi conto che il problema è più profondo e che serve a poco ricordare che l’Isis è un’accozzaglia di fascisti fermi all’età della pietra, lo sappiamo bene, è talmente evidente che diventa persino noioso ripeterlo. Uno dei punti nodali è stato centrato con intelligenza dal sociologo francese Michel Kokoreff che, considerata la provenienza della maggior parte degli attentatori, ossia le periferie parigine, torna a chiedere al proprio governo di rilanciare le politiche di integrazione. L’emarginazione è una potente fucina di risentimento sociale e le periferie della capitale francese pullulano di situazioni esplosive. Purtroppo la politica europea è schiava delle emergenze e della ricerca di consenso, tragicamente concentrata sul presente, sulla punta del proprio naso, incapace di cercare la messa sotto governo dei problemi strutturali, quelli che alimentano il malessere dei soggetti e li trasformano in tossine per la collettività. Tutti parlano come cow boy, chiedono vendetta, mettono in atto ritorsioni, magari spazzando via interi villaggi abitati da civili innocenti, ma questo risolve solo una piccola parte del problema, perché il nemico è dotato di un potere attrattivo enorme e malefico, capace di affascinare adolescenti e giovani cresciuti in Europa ma murati vivi in quartieri che potremmo equiparare a Minissale oppure alla Giostra. Premesse che solo una politica priva di qualità e di cuore può pensare di sterilizzare unicamente con l’intelligence e la repressione, perché è semplicemente impossibile anche solo immaginare un’operazione di controllo di questa portata. Ci vorrebbe una tale quantità di mezzi e di uomini capace di fare saltare per aria i bilanci degli stati dell’intera Europa. A qualcuno ciò che chiede Michel Kokoreff può sembrare poco, ma sono proprio gli argomenti del sociologo che su un tempo medio lungo ci possono fare uscire dal cortocircuito, dal muro contro muro che genera solo odio e morte. In questo quadro, l’integrazione non è solo un’opzione, ma un obbligo, sono stati i giovani drop out delle periferie parigine, sedotti da sapienti manipolatori, a giustiziare i loro coetanei. Coloro che lontano dall’Europa organizzano l’inferno sfruttano proprio la frustrazione dei ragazzini emarginati, i loro pesanti sensi di inferiorità, scaraventandoli contro coloro che ritengono più fortunati. Abbiamo bisogno di una politica giusta e forse persino compassionevole, capace di volgere lo sguardo verso quei contenitori di sofferenza, che diventa rabbia, disseminati nelle periferie delle città europee, una politica capace di restituire al mondo, e prima possibile, milioni di individui reietti, se non vogliamo che il legittimo odio figlio della marginalità, nelle mani dei signori del male, diventi la corda a cui ci impiccheremo. Il treno è in corsa ma si può ancora fermarlo, con le armi della politica e dell’intelligenza. Editore: 109press Srl, via San Camillo, 8 - Messina. Tel. 090 9430208 Fax: 090 9430210 P. IVA 02131540839 Registrazione Tribunale di Messina n. 2368 del 30 marzo 2015. Iscrizione al Roc, Registro operatori comunicazioni n° 25825 Stampa: Sts - Società tipografica siciliana spa Strada 5 n. 35 Zona industriale 95030 Catania. Redazione e ufficio abbonamenti: via San Camillo, 8 - 98122 (ME), CCP n. 90443839 Copie arretrate: euro 3,00. Progetto grafico: Davide Lopopolo per Psychodesign www.psychodesign.it. Internet: http://www.centonove.it email: centonove@centonove.it SETTIMANALE REGIONALE DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA Direttore responsabile Enzo Basso Garante del lettore: Attilio Raimondi Distribuzione: Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso 9/11 - 98124 Messina telefono 090 692508. Distributore regionale: Guglielmo Salvo - Palermo. Pubblicità legale-istituzionale-commerciale: Via San Camillo, 8 Messina Tel. 090 9430208 Fax: 090 9430211. Tariffe pubblicitarie (1 modulo cm. 3,5 x 4,5); Manchette prima pagina euro 206,58; Finestrella prima pagina euro 438,99; commerciali a mod. euro 41,32; Finanziaria/Appalti/Gare a mod euro 129,11; Legali/Aste/Sentenze a mod. euro 129,11; redazionali euro 77,47; una pagina interna euro 1.446,08; ultima pagina euro 1.807,6 Posizione di rigore + 20%. Colore + euro 387,34. centonove pagina 2

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19 Novembre2015 riservato TOP SECRET CATANIA. Segnalata all’Antimafia la telefonata del sindaco di Catania all’editore Ciancio sull’approvazione del Piano urbanistico SPONSORIZZAZIONI/1 Se Enzo Bianco... si fa la Pua CATANIA. Un affare da trecento milioni, rendere edificabile una vasta area a Pantano d'Arci su terreni non lontani dalla pista aeroportuale di Fontanarossa, è al centro di una telefonata il 18 aprile 2013 tra Enzo Bianco, alla vigilia delle elezioni per il Comune di Catania, e l'editore Mario Ciancio, sotto indagine a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa. Oggetto della telefonata, secondo i Ros dei carabinieri, è l'approvazione del Pua, il Piano urbanistico attuativo-Variante Catania Sud, che prevede un grosso investimento da parte dell'unica società che ha presentato un progetto, la "Stella Polare", che fa capo all'imprenditore veronese Renzo Bissoli e ai catanesi Salvatore Modica e Francesco Strano. L'affare sta a cuore all'editore etneo, perchè lo stesso risulta proprietario del 30% dei terreni dove è previsto il megainvestimento-turistico di attività ludiche e ricreative sulla Playa. Fondi Ue a Orlandina basket e Tv Antenna Mediterraneo MESSINA. Una “spremuta” di fondi europei che dalla promozione agricola vanno allo sport e alle Tv private: il Consorzio di produttori agrumicoli "Agridea", cui fa capo il marchio Upea di Capo d’Orlando, ha stipulato un accordo con la Orlandina Basket e con la Tv Antenna del Mediterraneo per gli importi di 185.00,00 e 39.200,00 euro per l’anno 2014. Il Cai, di via Cesare Battisti a Furci Siculo, ha invece assegnato 49.800,00 euro all’associazione sportiva “Cst” di corse automobilistiche. I fondi sono già stati liquidati, senza un piano di comunicazione tra Tv, Web e carta stampata che indichi i target di riferimento dei consumatori. Enzo Bianco Contestazioni ambientaliste Da una utenza telefonica del Comune di Catania, l'ex ministro dell'Interno Enzo Bianco raggiunge l'editore e lo informa sulla positiva approvazione del Piano. Claudio Fava ha già segnalato il caso alla commissione nazionale antimafia di cui è vicepresidente. Ma sulla vicenda sono già intervenuti l'associazione "Cittàinsieme" e l'associazione nazionale antiracket Addiopizzo che chiedono all'attuale sindaco di Catania, di fare chiarezza sull'accaduto. Su ventisei consiglieri presenti in aula, si registrano solo tre astensioni all'approvazione del progetto: quelle di Saro D'Agata e Francesca Raciti del Pd e di Francesco Navarria, del Megafono. Un mese dopo il voto, Rosario D'Agata, che è assessore all'Ambiente, viene convocato in procura per essere interrogato sulla delibera, che Enzo Bianco in quella circostanza ha definito "una delle più importanti scommesse per il futuro di Catania". Sulla questione del Pua, che prende le mosse nel lontano 1999, Legambiente Catania ha presentato varie osservazioni, contestando La variante urbanistica approvata il 17 aprile 2013 perchè "non è stata assoggettata alla valutazione ambientale strategica, come risulta già da un parere dell'Assessorato regionale all'Ambiente, servizio 1 Vas, del 31 gennaio 2013. Altra contestazione mossa dagli ambientalisti, è che la variante avrebbe dovuto essere sottoposta alla valutazione ambientale strategica, perchè la zona a sud della pista aeroportuale è "integramente interessata da terreni ad uso, agricolo, da interventi di forestalestazione e ambienti seminaturali, perchè l'area ricadue nella zona B della riserva natuale del Simeto, dove sono censiti "stagni temporanei mediterranei, area umida protetta dalla direttiva europea "Habitat". SPONSORIZZAZIONI/2 Messina, la lotta alla mafia si fa anche con lo streming REGGIO CALABRIA. AAA, cercasi sponsor che metta a disposizione apparecchiature utili alla videoconferenza o allo streeming simultaneo delle sedi di Reggio Calabria, Palermo, Napoli, Roma e Milano per la partecipazione di ottanta operatori al Master di I e II livello sul contrasto alla criminalità mafiosa promosso dall'Università di Messina. Non è uno scherzo da spending rewiev, ma il singolare annuncio dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati alla Mafia, che dà tempo fino alle ore 12 del 23 novembre agli operatori economici che vogliono candidare il loro nome alla lotta alla mafia. CONSIGLIO DI STATO SOMMARIO PRIMO PIANO 6/7/8. Politici a gettone A Messina indagati 23 consiglieri comunali. I retroscena 20. Paratore, il pizzo che piace A tu per tu con la stilista di Mirabella Imbaccari 21. Bentornata cornuta nissena Recuperata la leggendaria gallina dopo anni di ricerche nei pollai 22. Notarbartolo, il prezzo dell’onestà Il primo delitto eccellente Ricorso del procuratore Lo Forte La decisione va in riserva ROMA. E' andata in riserva martedì 17 novembre alla quarta sezione del Consiglio di Stato guidata dall'ex presidente del consiglio di giustizia amministrativa di Palermo, Riccardo Virgilio, la causa iscritta al ruolo n. 24 che vede protagonista il procuratore capo di Messina Guido Lo Forte, che contesta la carica assegnata dal Consiglio superiore della Magistratura al procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Sergio Lari, l'ex procuratore di Caltanissetta andato a ricoprire la carica di procuratore generale nel capoluogo nisseno, ha ritirato il ricorso che prima aveva presentato in tandem con Lo Forte. Nella causa si è costituito come ricorrente incidentale anche il Csm, a sostegno delle tesi di Lo Voi. In primo grado il Tar Lazio ha dato ragione al procuratore di Messina, tanto sotto il profilo dei titoli, quanto su quello dell'anzianità: Lo Forte ha svolto ruolo di coordinamento di uffici direttivi, mentre Lo Voiha rilevato il Tar Lazio nella sentenza di primo grado- ha solo svolto un ruolo di rappresentanza, in Olanda, a Eurojust, su nomina politica. I tentativi di mediazione offerti da altre correnti, come Area e Magistratura Democratica a Unicost, la corrente di Guido Lo Forte, non hanno finora dato i segnali sperati. Relatore è stato il magistrato di origine etnea, Russo. A seguire la causa per conto del procuratore di Messina, l'avvocato Giuseppe Naccarato di Roma, che ha sollecitato la massima urgenza nella decisione. COMUNI ITALIANI POLITICA 9. Crocetta Quater? Un aborto L’ennesimo governo del presidente strozzato sul nascere da errori politici 12. Caro presidente... La lettera aperta di Sicilia Futura al governatore 12. Quando il boss graziò Santalco Parlano i figli del senatore che fece cadere il governo Milazzo Deficit di sei milioni Ancitel in mani private ROMA. Passa di mano "Ancitel", la società operativa dell'associazione nazionale dei comuni presieduta dal sindaco di Torino Piero Fassino, che avrebbe dovuto svolgere i servizi telematici per i comuni italiani: per ripianare il "buco" di bilancio che supera i sei milioni di euro, anche per una serie di appalti in contestazione in Sicilia affidati dall'ex assessore al Lavoro Gianmaria Sparma, poi indagato, il gruppo informatico Lutech spa ha avanzato una proposta vincolante di aumento di capitale per arrivare al 100% della società, che gli entisoci non intendono sottoscrivere. ECONOMIA 23. La rivoluzione di Unicredit Nuovo piano industriale 24. Bye bye chimica L’Eni vende gli impianti Versalis POSTER 27. Una casa per i pupi Cutucchio A Palazzo Branciforte 28/29. Ciprì e la fotografia A tu per tu con il regista 32. «Il mio terzo Francesco» Cavani e un sogno lungo 25 anni 34/35. Cavalli, mon amour Equitazione in Sicilia SICILIA 13. Telepass con... esaurimento Nuova grana al Consorzio autostrade 14. Css, referendum della discordia Dietrofront sulla consultazione 16. Grand Hotel Polizia Quanto ci costano in alloggi i servizi di ordine pubblico 17. Se la legalità non è certificata Le motivazioni sulla mancata certificazione alla Tecnis 18. Antiracket e chiesa Da Bagheria l’invito a sostenere gli imprenditori 19. Bauso, le buone... maniero Il progetto a Villafranca Tirrena RUBRICHE 3-4-5. Settegiorni 25. App 26. Consulenti lavoro - Qui Europa 26. Consumatori - Uomini&Business 30/31. Libri/Lacerti 33. Mostre 36. Spettacoli 37. Musica/Nuove visioni/Teatro 38/39. Lettere e commenti centonove pagina 3

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19 Novembre 2015 settegiorni CHI SALE Vincenzo Barbaro MESSINA.Il procuratore aggiunto di Messina, per smaltire lo stress dell'inchiesta su "Gettonopoli", domenica mattina ha infilato la tuta e ha corso a perdifiato sulla riviera di Paradiso. Un modo per tenersi in forma, per nuove inchieste all'orizzonte e contrastare il vizietto del sigaro, al quale non intende rinunciare. MESSINA. L’allarme tra bambini e genitori. Ma i lavori di derattizzazione non partono per mancanza di fondi Topi in carrozzella alla scuola Mazzini MESSINA. L’allarme topi si allarga all’istituto elementare e media Mazzini-Gallo. Molti genitori, dopo le testimonianze dei bambini che hanno raccontato la presenza di ratti nelle aule in cui si fa lezione, hanno deciso di tenere a casa i figli per non esporli a pericoli sanitari. Un allarme, quello sui toopi che scorazzano, che si allarga in tutta la città, dagli uffici pubblici ai plessi scolastici. All’origine del feomeno, la mancanza di disinfestazioni. Placido Bramanti MESSINA. Il personaggiosimbolo del Centro Neurolesi di Messina continua la sua scalata al consiglio nazionale della sanità: è stato aletto vicepresidente nazionale, con delega alla sezione Quinta, presieduta da Andrea Lenzi, che si occupa della corretta aapplicazione dei farmaci. La trattativa in corso Manlio Munafò PALERMO. Già a capo del genio civile di Palermo, il funzionario è in corsa per prendere il posto di Giovanni Arnone, dirigente generale dell'assessorato alle Infrastrutture andato in quiescenza. Altro funzionario in corsa, è Maurizio Polizzolo. L'interim dell'assessorato, ora retto da Giovanni Pistorio, in attesa della nuova nomina è di Fulvio Bellomo. I lavori di derattizzazione nelle scuole, causa i problemi di bilancio del Comune, sono stati svolti in modo non adeguato prima dell’inizio dell’anno scolastico. E non tutelano più i bambini dalla presenza di questi roditori che trasmettono attraverso morsi e escrementi moltissime patologie. Gli studenti hanno raccontato a casa la presenza negli ultimi giorni di topi che passeggiavano per le aule seminando il panico. Molti si sono rifugiati su sedie e banchi, i ratti si nascondono in tutte le buche, armadi compresi, nei quali si conservano libri e strumenti didattici. Escrementi sono stati ritrovati in molte zone della scuola mentre i papà dei bambini hanno visto più volte roditori morti nei pressi dell’istituto. “I bidelli hanno tamponato la situazione usando trappole e veleni” spiegano i genitori “ma non è più possibile affrontare l’emergenza con questi diversivi. È necessaria una pulizia profonda di tutto lo stabile, non limitandosi alle aule ma soffermandosi anche nelle aree in cui ci sono i focolai dell’infestazione e soprattutto negli scantinati e nei pressi della scala antincendio, dove sporcizia e spazzatura non vengono eliminati con le regolari operazioni di pulizia”. Dopo le rivolte dei genitori, ad intervenire con urgenza sono stati il Comune e la dirigente Scolastica, Venera Munafò che stanno organizzando un intervento di carattere urgente e straordinario per permettere il prima possibile la ripresa delle lezioni che saranno sospese fino a che la situazione non verrà normalizzata. Vincenza Maccora SINAGRA. Il sindaco di Sinagra ha preso carta e penna e ha scritto chiaro e tondo al presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone: non si possono mettere tasse su un comune che si è visto ridurre i trasferimenti da Stato e Regione: non foss'altro che gli abitanti sono soprattutto anziani, cui scarseggiano i servizi. Quidi se non si vuole il default pilotato, si ripistino il fondo perequativo, che ammonta a 104,169,00 euro. BLITZ. La polizia giudiziaria acquisisce la documentazione sul “Marina Cala Sole” Licata, l’inchiesta va in... porto LICATA. La polizia giudiziaria ha acquisto al Comune di Licata tutta la documentazione relativa alla costruzione del porto turistico "Marina Cala Sole". L'inchiesta denominata "Bed rock" trae origine da un blitz del novembre 2013, quando il sostituto procuratore di Agrigento Andrea Maggioni dispose un blitz presso le le imprese che hanno fornito pietrisco e sabbia per la costruzione dell'infrastruttura. L'ipotesi di reato sulla quale lavora già da tempo la Guardia di Finanza è l'emissione di fatture false, emesse per importi milionari da società di Ravanusa e Licata per giustificare l'estrazione del materiale da cave abusive. Ora lo stesso magistrato ha ordinato il sequestro di tutta la documentazione amminitrativa presso il Comune, retto da Angelo Cambiano. Andrea Genovese MESSINA. Vinni, visti e mi/nnannai. Così lo scrittore italo- francese ha comunicato in una email a pochi amici - la sua visita lampo a Messina per ritirare il premio Colapesce. Genovese, che in questo momento vive da vicino la tragedia che ha colpito la Francia, ha ritirato il premio istituito dai Canterini Peloritani per ringraziare chi sorreggere le ragioni della cultura, dello sport e della ricerca. Angelo Cambiano SOCIETÀ Si è laureata Ambra Bambino MILANO. Si è laureata in Relazioni pubbliche e comunicazione di impresa alla Iulm di Milano, la messinese Ambra Bambino. Ambra ha discusso brillantemente una tesi su “Quando una guerra diventa virale - l’Isis e i socialnetwork” la messinese, che ha colpito la commissione d’esame per l’attualità del tema e la capacità di analizzare il fenomeno terroristico legato alle nuove tecnologie. Ad Ambra Bambino e ai suoi genitori Franco ed Eliana, gli auguri della redazione di Centonove. nella provincia di Messina. Delegato provinciale è stato eletto il Cav. di Gran Croce OMRI Walter Bramanti; Delegato Comunale Nicola Gurnale; Delegati Intercomunali Area Tirrenica Giuseppe Matranga e Area Jonica Giovanni Mirulla; Consigliere Spirituale Don Vincenzo Castiglione. Marcia globale per il clima MESSINA. Marcia Globale per il Clima. Il prossimo 30 novembre, leader politici da tutto il mondo si incontreranno a Parigi per iniziare i negoziati per il prossimo accordo sul clima. Per questo, il giorno prima, in tutto il mondo si scenderà nelle piazze per chiedere ai leader di impegnarsi a raggiungere il 100% di energie pulite. A Messina raduno alle ore 10 in Piazza Antonello. Poi ci si sposterà in Piazza Unione Europea, di fronte al Municipio. Onorificenze cavalleresche, le cariche a Messina MESSINA. La Direzione centrale Anioc, Associazione Nazionale Insigniti delle Onorificenze Cavalleresche, ha rinnocato le cariche centonove pagina 4

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19 Novembre 2015 settegiorni CHI SCENDE CLASSIFICHE Salvatore Bosco GIARDINI NAXOS. Il leader di "Giardini Naxos. Bene Comune", che aveva raccolto 1228 voti, tre in meno del sindaco risultato vincitore Pancrazio Lo Turco, si è visto rigettare dal Tar di Catania il ricorso che ha tenuto per mesi e mesi con il fiato sospeso la cittadina balneare. Ora la battaglia dal conteggio delle schede si sposa al consiglio comunale. Giustizia lumaca Record in Sicilia MESSINA. La giustizia-lumaca? Abita in Sicilia. E soprattutto nelle sezioni fallimentare. Il dato emerge da una indagine del ministero di Grazia e giustizia che "fotografa" lo stato dell'arretrato nella cause pendenti iscritte a ruolo, anche per evitare la crescita esposnenziale dei rimborsi dovuti alla "legge Pinto" E il primo dato significativo è che in entrambe le aree considerate (Sicid e Siecic) i dieci tribunali «peggiori» sono tutti da Roma in giù. In particolare, per quanto riguarda l' arretrato di tipo fallimentare, si vede che la gran parte è concentrato in Sicilia. Tra Palermo (2.521), Catania, (2.426), Siracusa (1.099), Ragusa (859), Messina (676), Marsala (599), Barcellona Pozzo di Gotto (420), Caltanissetta (373), Enna (368), Caltagirone (345), si arriva a quasi 10 mila pendenze, praticamente un terzo del totale. Nell' area del contenzioso «classico», invece, la Campania risulta la regione più «rappresentata», con Salerno e Napoli ai primi due posti per arretrati del secolo scorso e Santa Maria Capua Vetere comunque tra i primi dieci. In genere, il maggior numero di pendenze è relativo agli anni 90, ma tra i tribunali che devono tornare più indietro nel tempo per eliminare il contenzioso c' è sicuramente quello di Taranto, che, per l' area Siecic, vanta ben tre pendenze degli anni 60, 18 degli anni 70 e ben 577 degli anni 80. Catania, invece, ne ha 3 degli anni che vanno dal 1960 al 1969, 27 sono degli anni 70 e 562 del periodo 1980-1989. Quasi 120 mila cause pendenti da smaltire entro maggio 2016. Di queste, circa 45 mila vanno azzerate entro gennaio del prossimo anno. È la road map disegnata dal ministero della giustizia, attraverso il progetto Strasburgo 2, per resettare l' arretrato che tribunali e Corti d' appello si trascinano dietro dal 1951 al 2005. Alberto Acierno PALERMO. Si è presentato nel carcere Pagliarelli a Palermo l'ex deputato regionale e nazionale ed ex direttore generale della Fondazione Federico II, 55 anni, dopo che la Cassazione ha confermato la condanna per peculato, a 6 anni e 6 mesi, inflittagli dalla corte d'appello di Palermo lo scorso 14 dicembre. Confermate anche la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento di 102 mila euro alla fondazione e 42 mila all'Ars per spese non giustificate. PACHINO. Lo studio all’istituto professionale Calleri Agricoltura, il drone ci salverà PACHINO. Altro che zappe e aratro, il nuovo strumento per favorire le coltivazioni sono i droni. All’istituto professionale per l’agricoltura Calleri di Pachino si studia come applicare le infinite potenzialità dei droni ai terreni. agricoltura hanno mostrato chiaramente come essi permettano di intervenire con estrema rapidità e precisione sulle singole piante interessate. Fondamentali anche i metodi per la diagnosi precoce di malattie infettive o infestazione da parassiti; attraverso i droni gli agricoltori interverranno in maniera selettiva impedendo la rovina dell’intero raccolto. Nino Germanà 1/2 BROLO. Confusione al Tribunale di Patti per due distinti processi che vedono imputati i due cugini brolesi: il primo è Nino Germanà dell’associazione Medievalia a processo il 19 con l’accusa di truffa sui fondi regionali; il secondo è l’onorevole dell’Ncd a processo il 25 per avere gridato dal balcone ”ladro” all’avvocato Mimmo Magistro, che faceva un comizio davanti alla sua villa. Sperimentazioni Questi nuovi strumenti, realizzati come piccoli elicotteri, possono essere arricchiti da vari optional che permettono di svolgere particolari analisi e ricerche. L’idea è che lo studio approfondito delle colture attraverso telecamere ad infrarosso, ma anche fotografia a bassa altitudine, dia delle risposte chiare agli agronomi. Le immagini realizzate con il volo guidato dei droni in campo aperto possono essere studiate attraverso la spettrometria per capire l’umidità del terreno o l’indice di vigore vegetativo, ma possono indicare anche la composizione chimica e fisica dei terreni. Gli studi, ancora a livello sperimentale, realizzati nell’ultimo anno in Italia sulle potenzialità dei droni in Meno stress per i terreni Anche la tradizionale agricoltura siciliana attraverso questi giovani studenti potrebbe arrivare a svilupparsi verso una tecnologia che permette un minore spreco e un minore stress per il terreno, limitando l’inquinamento e la diffusione di prodotti dannosi. I primi esperimenti a livello nazionale si sono svolti soprattutto sui vigneti in Piemonte ma i ragazzi di Pachino sono pronti ad adattare le mille potenzialità della tecnologia ai terreni siciliani nell’ottica di un’agricoltura innovativa, più sostenibile e produttiva, con uno sguardo al futuro. Cateno De Luca SANTA TERESA RIVA. Tutti i centri jonici si sono mostrati vicini alla Francia con silenziose commemorazioni. Santa Teresa di Riva, in occasione della strage di Parigi, a dispetto del decennale gemellaggio con Fuveau, comune provenzale, non ha organizzato niente. Non bastano le giustificazioni del sindaco contro gli speculatori della pubblicità sulle stragi, anche perché lui qualche smania di protagonismo nel passato l’ha dimostrata…bare, mutande, cappi, ma, per carità, niente bandiere a mezz’asta. INIZIATIVE Gioco in scatola, al via la quinta edizione MESSINA. Al via la V edizione della "Settimana del Gioco in scatola" dal 20 al 29 novembre a Messina. Bambini e adulti potranno intrattenersi gratuitamente con decine di giochi da tavolo messi a disposizione dalla Hasbro. Ecco il calendario degli appuntamenti: venerdì 20, dalle 9 alle 12, incontro per la Giornata dell'Infanzia "Il diritto a giocare" nella Sala 70 posti del Palacultura; sabato 21 e domenica 22, dalle 10 alle 22, nell'androne di Palazzo Zanca; lunedì 23, dalle 16 alle 20, al Cag, via S. Quasimodo a Villafranca Tirrena e dalle 16 alle 21 al Neverland Park; martedì 24, dalle 9 alle 12, al reparto di pediatria del Policlinico dalle 16 alle 20 a "Casa Serena"; mercoledì 25, dalle 10 alle 13, al Centro diurno "Camelot" e dalle 16 alle 22 alla Galleria Vittorio Emanuele; giovedì 26, dalle 16 alle 21, alla Feltrinelli; venerdì 27, dalle 15 alle 20, all'oratorio "San Domenico Savio"; sabato 28, dalle 10 alle 13, all'lgnatianum; sabato 28 e domenica 29, dalle 10 alle 22, nell'androne di Palazzo Zanca. Gli organizzatori dell’evento con l’assessore Nina Santisi centonove pagina 5

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19 Novembre 2015 primopiano Il comportamento dei consiglieri comunali nel tempo ha ricevuto l’avallo degli organi controllori Il Gip fatto di essere indagati, per alcuni sarà causa di problemi. Ad esempio il finanziere Nicola Cucinotta che, da prassi interna alle Fiamme Gialle, dovrebbe essere sospeso dal servizio. In ambito sanitario sono invece impiegati Angelo Burrascano e Benedetto Vaccarino, entrambi dipendenti del Policlinico di Messina. C’è poi Fabrizio Sottile, recentemente vincitore di una borsa di studio all’ospedale Papardo in forza allo stesso reparto in cui è direttore il padre Giuseppe. Nel settore pubblico lavorano anche Giovanna Crifò e Carlo Abate, rispettivamente dipendente dell’Ispettorato del lavoro e funzionario del Genio Civile. Impiegati “privati” sono invece il bancario Paolo David e Pio Amadeo, in precedenza dipendente della società di consulenza palermitana, mentre Piero Adamo e Daniele Zuccarello sono liberi professionisti. L’INCHIESTA. A Messina indagati 23 consiglieri comunali su 40. Per 12 scatta l’obbligo di firma Politici a gettone La lente della Procura su commissioni consiliari e oneri riflessi. Ecco chi li percepisce e come si svolgeva una seduta “tipo” dove bastavano pochi secondi per incassare. I rischi dalla sospensione alla legge Severino DI TIZIANA CARUSO Oneri riflessi dalla Procura, si sono salvati per il rotto della cuffia. Si contano sulle dita di una mano quelli che, a parte una o due eccezioni, in tre mesi hanno compiuto fino in fondo il proprio dovere, senza incappare in maniera sistematica nelle condotte oggetto di contestazione. Chi firma Misura cautelare della firma davanti ai vigili prima e dopo la durata dei lavori consiliari per i consiglieri Carlo Abbate, Pietro Adamo, Pio Amodeo, Angelo Burrascano, Giovanna Crifò, Nicola Salvatore Crisafi, Nicola Cucinotta, Carmela David, Paolo David, Fabrizio Sottile, Benedetto Vaccarino e Daniele Santi Zuccarello MESSINA. Una figura barbina. Che potrebbe costare un processo per i reati di truffa, abuso e falso. Uno “scandalo” scoppiato prima in altre città siciliane, ma che a Messina, con l’indagine avviata dalla Procura, ha trovato uno sbocco più virulento. Consiglio delegittimato Una situazione che ha come prima conseguenza concreta la completa delegittimazione del Consiglio comunale e l’ormai scontata “autodistruzione” dell’ipotesi di una mozione di sfiducia al sindaco Accorinti. Con i vertici locali di alcuni dei partiti coinvolti che hanno chiesto agli indagati di fare un passo indietro. Allo stato attuale nessuno si è dimesso. E nessun collega rimasto fuori dall’inchiesta si è pronunciato a favore dell’abbandono dello scranno da parte degli indagati. A cascata, Tre mesi di intercettazioni Tre mesi di intercettazioni sono bastate alla Digos per raccogliere materiale sufficiente ad inchiodare 12 consiglieri comunali all’obbligo di firma, ad inizio e fine seduta di ogni commissione. E per continuare ad indagare sul altri 11. Ma la documentazione raccolta riguarda singolarmente tutti e 40 i consiglieri comunali. Nessuno è risultato esente da “infrazioni”. Molti, in virtù dei parametri scelti l’inchiesta guidata dal procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro e dal sostituto Diego Capece Minutolo, ha messo in moto anche una serie di altre conseguenze che, oltre ad avere ripercussioni sulla quotidianità di Palazzo Zanca che, almeno momentaneamente, vede i presenti in commissioni impegnati in una pedissequa osservanza del regolamento, potrebbero stravolgere sia sul piano professionale che su quello politico parecchi esponenti del civico consesso. Provvedimenti disciplinari Per i 12 raggiunti da obbligo di firma il rischio è anche quello di subire provvedimenti disciplinari dai datori di lavoro, per lo più enti pubblici da cui si assentavano per svolgere il mandato di consigliere comunale. Al netto della presunzione d’innocenza, già il solo RETROSCENA Se la magistratura restituisce fiducia ad Accorinti MESSINA. "Una leggenda metropolitana circola in questi giorni in città. Palazzo Piacentini vuole salvare Palazzo Zanca. Come dire la iniezione di "fiducia nell'operato dei magistrati" come mezzo di contrasto alla "sfiducia" ventilata contro la attuale giunta comunale da scorie infettanti il consiglio e il municipio. Una sorta di dialisi politica del Palazzo che lateralmente si fregia di pesci buddaci praticata dal palazzo sormontato da quattro cavalli. Come fa ora un consiglio comunale delegittimato dalla indagine "gettonopoli" a sfiduciare Accorinti?" E' il dubbio atroce che attanaglia l'ex direttore generale del Comune di Messina, Emilio Fragale, che in una nota mette a confronto le architetture politiche disegnate nel 1929 da Antonio Zanca, con lo scalpitìo del cavalli dell'architetto Marcello Piacentini. Una leggenda, che si fa sempre più insistente: secondo i "rumors" dei consiglieri comunali, ora indagati, l'idea di assegnare la cittadinanza onoraria a un magistrato come Di Matteo, non è stata una idea "partorita" dal sindaco, ma un suggerimento dato dai magistrati con i quali spessi il sindaco si rapporta, al quale il sindaco e la giunta, anche su altri fronti, si sarebbero poi adeguati...S-pifferi magici? La mancata effettiva partecipazione alle commissioni consiliari potrebbe riverberarsi anche sulla questione oneri riflessi. Lo scorso martedì durante un nuovo blitz della Digos a Palazzo Zanca è stato sequestrato altro materiale. Tra 12 raggiunti da obbligo di firma a percepire gli oneri riflessi sono stati i consiglieri Paolo David e Pio Amadeo. Il primo coi rimborsi dovuti al Banco Popolare avrebbe dovuto incassare da luglio a dicembre 2014 la bellezza di 28.105 euro. Ma per alcune mensilità superava il tetto massimo dell’indennità prevista, quindi gli sono stati liquidati “soltanto” 25.408 euro. Pio Amadeo, invece, dimesso dalla società Linking nel giugno del 2015, è stato protagonista di qualche “svista” nel conteggio degli oneri. In particolare recita una delle ultime delibere di liquidazione di “discordanze tra quanto dallo stesso richiesto e i reali oneri sostenuti dall’azienda”. Tanto che una prima delibera di liquidazione delle somme è stata revocata in autotutela. Tra gli indagati invece a percepirli sono i dipendenti di Trenitalia Libero Gioveni e Antonino Carreri, assieme all’assistente sociale della coop Cesim Nora Scuderi. Tra gli stralciati ad incassare gli oneri riflessi sono Pippo De Leo e Nino Interdonato che risultano rispettivamente dipendente del sindacato Confsal e impiegato nell’Agenzia assicurativa Generale. Emilio Fragale centonove pagina 6

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19 Novembre 2015 primopiano Ma anche Nina Lo Presti, dipendente dell’ente di formazione Ismerfo. Tra i consiglieri rimasti fuori dall’inchiesta a percepire gli oneri riflessi sono invece Claudio Cardile, dipendente della Camera sindacale della Uil, Mario Rizzo, impiegato Telecom e Simona contestabile, bancaria alla Antonello da Messina. C’ERA UNA VOLTA Ecco cosa accadeva in epoca Buzzanca MESSINA. Un articolo pubblicato il 3 maggio del 2013 su Centonove svelava quanto, già da allora, fossero una prassi consolidata la corsa al gettone e le partecipazioni lampo. Ma non solo. Si raccontava anche quali commissioni, in termini di rapporto sedute-delibere, risultavano produttive e quali no. Dati alla mano, quasi tutti i consiglieri sembravano dei moderni Stakanov dell'aula consiliare… Tuttavia, scendendo nel particolare degli interventi e analizzando anche le presenze da “toccata e fuga” e le votazioni di delibere, si giungeva a conclusioni opposte. Ad esempio, tra i piu“presenti” c’erano Emilia Barrile, Angelo Burrascano, Giovanni Cocivera, Simona Contestabile, Carmelo Conti, Giovanna Crifò, Paolo David, Pietro Iannello, Giuseppe Magazzù, Salvatore Serra, Antonino Spicuzza e Benedetto Vaccarino. Ma, i loro interventi in aula, messi a verbale, in un qualsiasi mese, di un qualsiasi anno dal 2008 a maggio del 2013, potevano essere misurati con il contagocce… Tutti i 45 consiglieri (o quasi) erano stati, pero, a dir poco “rigorosi” e quasi “matematici” nel raggiungere la soglia “minima” di presenze in aula. Quella che consentiva di portare a casa il massimo compenso (al lordo, si aggira attorno a 1500 euro mensili). Un costo che, pero, tradotto in “rendimento”, raccontava di meno di 450 delibere approvate in cinque anni. Ma i dati piu significativi emergevano dal numero di sedute e di atti esitati dalle tredici commissioni consiliari allora istituite. La classifica: Commercio: 166 sedute 2 atti Ponte: 84 sedute 1 delibera Sociale: 205 sedute 5 delibere Lavoro: 166 sedute 6 delibere Mobilità: 180 sedute 9 delibere Lavori Pub.: 148 sedute 11 atti Risanamento: 148 sedute 11 atti Ambiente: 193 sedute 12 atti Partecipate: 194 sedute 15 atti Statuto: 145 sedute 24 atti Cultura: 181 sedute 32 atti Territorio: 175 sedute 42 atti Bilancio: 252 sedute 185 atti Non è finita qui E se anche la questione oneri riflessi promette di sfociare nella terza inchiesta che ha coinvolto gli inquilini di Palazzo Zanca, nell’ordinanza su Gettonopoli siglata dal gip Maria Militello non emerge soltanto un giudizio sulle condotte dei consiglieri, ma viene specificata anche la necessità di valutare quanto la lacunosità o la negligenza dei controlli esercitati dal segretario generale (che comunque si chiarisce a più riprese “è stato indotto in errore”) e dalla Regione abbiano inciso sulla possibilità di mettere in atto gli intenti di frode. La Militello infatti sottolinea che il comportamento dei consiglieri comunali nel tempo ha ricevuto l’avallo degli organi controllori. Fatto questo che non dà una parvenza di liceità alle azioni dei consiglieri, ma che anzi dimostra come l’alone di reati “vada ben oltre i soggetti coinvolti in questa fase del procedimento e che merita seri approfondimenti investigativi”. Una seduta del Consiglio comunale dall’incandidabilita’ all’ineleggibilita’, dalla sospensione alla decadenza dalle funzioni. Se per i reati di truffa e falso la Severino non interviene, non e’ così per il reato di abuso d’ufficio contestato a molti consiglieri. Se in primo grado dovessero essere condannati sarebbero costretti alla sospensione per 18 mesi dalla carica. Mentre se dovessero essere condannati con giudizio definitivo risulterebbero incandidabili. Niente da fare anche per chi, se rinviato a giudizio, dovesse scegliere la via del patteggiamento, equiparata a una condanna. stata considerata una conversazione captata all’interno della sala commissioni durante una seduta, quando un consigliere invitava i presenti a fare qualche dichiarazione, almeno di facciata. E altri di supporto sollecitavano anche la ricerca di un argomento da trascrivere, chiaro sintomo che o non si erano riuniti per trattare un tema specifico. Ieri e oggi Meno di 450 delibere approvate in cinque anni. Con la media di un provvedimento esitato ogni tre giorni lavorativi. In tutto, sono stati circa 470 i provvedimenti (sia “promossi” che “bocciati”) passati al vaglio del Civico consesso sotto la sindacatura di Giuseppe Buzzanca. Adesso i consiglieri finiti sotto indagine per difendersi presenteranno delle memorie facendo leva sull’attività consiliare svolta durante il loro mandato e tutte le delibere proposte per dimostrare che hanno lavorato Parliamo... della neve Allora sempre uno dei consiglierim proponeva di fare qualche dichiarazione sulla neve. A questo punto un altro consigliere “improvvisava” una dichiarazione in ordine alla nevicata che quella mattina di era verificata a Messina dicendo “Considerate le condizioni climatiche di inverno rigido con la copiosa nevicata di stamattina... i villaggi collinari non agibili completamente dalle arterie stradali e condiserato che codesta amministrazione non ha provveduto alla nomina dell’assessore alla Protezione civile invita il presidente della commissione a formalizzare una nota di sollecito per nominare l’assessore alla Protezione civile. Tanti auguri, buon Natale e buon anno. Più di questo cosa devo dichiararti?”. Secondo i magistrati la dichiarazione era palesemente goffa pur non ritenendola perseguibile. A lungo termine Tra le seguenze a lunga gittata, i rischi per i consiglieri coinvolti nell’indagine della Procura, sono parecchi anche in base alla legge Severino. Che stabilisce provvedimenti che vanno Le intercettazioni Intanto lo spaccato che emerge anche dalle intercettazioni risulta “disdicevole”, evidenzia continuamente il gip Maria Militello. Dalle numerosissime captazioni ambientali raccolte in tre mesi dalla Digos, infatti, è possibile oltre che ricostruire un quadro temporale della permanenza in commissione dei consiglieri (alcuni di loro risultavano rimanere all’interno dell’aula per una manciata di secondi) anche come si svolgevano le commissioni in presenza dei consiglieri. Una delle sedute Sebbene i magistrati chiariscano che nel verbale della seduta non sia riscontrabile alcun falso ideologico, “esemplificativa” è Vincenzo Barbaro PARALLELAMENTE E a Siracusa si studia il rimborso SIRACUSA. La Gettonopoli siracusana sembrava essere la più ardita, la più grave dopo Agrigento, fino a quando non è scoppiata quella di Messina, dove, dopo la firma di presenza, i consiglieri sparivano nel nulla. I reati contestati, truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio. A Siracusa, il procuratore della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, già da qualche tempo aveva formalizzato l’inchiesta giudiziaria su tutta la vicenda legata allo scandalo dei gettoni d’oro nelle commissioni del consiglio comunale siracusano e denominata “Gettonopoli”. L’indagine fu a suo tempo affidata alla Digos, diretta dal dottor Vincenzo Frontera. Nella delega dell’indagine a ventaglio è prevista l’acquisizione di tutta la documentazione relativa all’attività delle commissioni in seno al consiglio comunale, atti di ragioneria, verbali di commissioni, pagamenti di gettoni di presenza, l’eventuale assenza ingiustificata dai posti di lavoro dei consiglieri comunali e di ogni altro documento collegato in qualsiasi modo con i fatti della “Gettonopoli” siracusana, nonché delle adunanze del consiglio comunale, compresi i verbali delle votazioni, e nello specifico per il dispositivo della famosa delibera incolpata. Un’attività intensa che ha impegnato gli uomini della Digos in una lotta contro l’omertà di molti addetti ai lavori. Il tutto dovrà essere collegato anche alla relazione dell’ispettore inviato dall’Assessore agli Enti Locali della Regione Sicilia, al tempo Ettore Leotta, che ha disposto un’approfondita indagine ispettiva affidata al dirigente dell’assessorato regionale, Francesco Riela, che ha fatto luce nella forma, nella pratica e nel diritto sull’intricata. Nella perizia-relazione, consegnata anche al procuratore della Repubblica Giordano, si parlerebbe dell’obbligo del rimborso all’Erario delle somme arbitrariamente percepite. Una vicenda di sperpero del pubblico denaro e finito sotto i riflettori della cronaca nazionale, dove le polemiche a tutti i livelli si sono arroventate oltre il dovuto, con punta d’ascolto record durante la diretta Tv su Rai Uno dell’Arena di Giletti. Concetto Alota centonove pagina 7

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19 Novembre 2015 primopiano IN PUNTA DI DIRITTO Quell’obolo... codificato Dalla legge regionale al tetto massimo di riferimento ai privilegi come la giornata di permesso retribuito. Come districarsi nel mare di norme e regolamenti AGRIGENTO. Alla base di tutto c'è lui: sua santità il gettone di presenza. E' lui, per i Consigli comunali il “motore immobile” che spesso, purtroppo, è misura di tutte le scelte. Paradossalmente non ha una definizione: lo si indica come semplice corrispettivo che spetta ai consiglieri per le riunioni di commissione o di Consiglio comunale. La legge regionale Manifestazione di protesta ad Agrigento, quando esplose il caso Gettonopoli TRISTI PRIMATI. Viaggio nella città siciliana che per prima scoprì il fenomeno. Ma l’ha già dimenticato In principio fu Agrigento Dopo lo scandalo gettonopoli, manifestazioni in piazza e consiglio sospeso. Ma in 20 si ricandidano, ottenendo in nove la poltrona che erano stati costretti a lasciare DI GIOACCHINO SCHICCHI Ispezioni A febbraio era giunto anche un ispettore regionale, inviato dall'Assessorato Enti Locali: le indagini sono durate a lungo, ma il commissario alla fine ha rilevato solo alcune anomalie da parte del Comune nell'erogazione delle spettanze e poco altro AGRIGENTO. Agrigento è il “paziente zero”. Qui, dalle denunce dei giornali regionali “amplificate” dalle Tv Nazionali, nasce il fenomeno “Gettonopoli”, che attraversa tutta la Sicilia e si irradia nel resto d'Italia, portando con sé polemiche, inchieste, ripercussioni politiche. Eppure all'ombra dei Templi di quelle vicende oggi non rimane sostanzialmente nulla. firme apocrife per consentire ad alcuni consiglieri di partecipare alle commissioni in sostituzione di consiglieri assenti, l'altra riguarda i rimborsi per gli oneri di lavoro versati ad un singolo consigliere comunale, che ha ricevuto – insieme al suo datore di lavoro – un avviso di garanzia. Buchi nell’acqua Al netto di come finiranno le indagini, comunque, esse non riguardano i gettoni in sé, ma quanto può essere “circolato” intorno ad essi. Ad Agrigento, poi, già a febbraio era giunto anche un ispettore regionale, inviato dall'Assessorato Enti Locali: le indagini sono durate a lungo, ma il commissario alla fine ha rilevato solo alcune anomalie da parte del Comune nell'erogazione delle spettanze e poco altro. Così, in una sorta di silenzio ovattato, con il nuovo Consiglio comunale che si tiene ben lontano da ogni deliberazione che riduca il gettone ma che, comunque, ha ridotto al “lumicino” le sedute non essenziali, la notizia più rilevante non riguarda più i gettoni, ma le indennità. La nuova amministrazione, guidata dal sindaco Lillo Firetto, ha fin dal suo insediamento accettato al massimo le indennità spettanti per sindaco, vicesindaco e assessori, per un costo mensile di oltre 20mila euro, che è stato necessario reperire, almeno per chiudere l'anno, proprio dai fondi non spesi per il Consiglio. Nel pieno rispetto della Termodinamica: nulla si crea, nulla si distrugge. centonove pagina 8 L'“obolo” è però ben codificato, “recintato”, da un groviglio di norme, codici e leggi. Punto di partenza è una legge regionale, la 30 del 23 dicembre 2000, seguita da un decreto “attuativo” del presidente della Regione, il 19 dell'ottobre del 2001, la quale dividendo i comuni per fasce di popolazione indica le indennità di sindaci, presidenti di provincia, vicesindaci, assessori e, ovviamente, calcola il “peso” dei gettoni di presenza: importi che in quest'ultimo caso vanno dalle 40mila lire per i comuni fino ai 3mila abitanti alle 250mila lire per quelli oltre il mezzo milione di abitanti. Somme “indicative”, dato che già quel decreto individuava come fosse possibile incrementare o diminuire l'importo, con il solo limite che “in nessun caso l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da un consigliere può superare l’importo pari, fino a questa estate, ad un terzo dell’indennità massima prevista per il rispettivo sindaco”. In questo “range” per anni si è continuato a spaziare raramente in difetto e molto spesso in eccesso. e delle giunte comunali, di status degli amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie” che all'articolo 2 adegua la Regione alle normative nazionali, e non solo sul fronte dei gettoni. Altro “privilegio” scardinato, infatti, era la possibilità per i consiglieri di godere di una intera giornata di permesso (retribuito) dal lavoro nei giorni di convocazione dei Consigli comunali. Non importava a che ora si tenessero: era vacanza a prescindere. Commissioni consiliari Stesso discorso per le commissioni consiliari: durassero un'ora o un giorno cambiava poco. La nuova legge (questo articolo, tra l'altro, è pienamente operativo già dalle consiliature in corso, mentre il resto dell'impianto vale solo per le nuove amministrazioni votate dopo la pubblicazione del testo), invece, prevede che i consiglieri “hanno diritto di assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo della riunione e rientrare al posto di lavoro nella misura massima di un’ora prima e di un’ora dopo lo svolgimento della seduta”. Ciò che invece non era, e non è, codificato è in che occasione riunire una commissione consiliare. Già, perché in grandissima maggioranza (accettiamo segnalazioni positive) i Comuni non hanno mai in qualche modo vincolato le convocazioni delle commissioni. Queste, quindi, possono riunirsi anche tutti i giorni per affrontare tematiche a “piacimento”, senza che queste riunioni siano in qualche modo legate alla discussione dei temi in Consiglio comunale. Un pascolo libero che fornisce foraggio a molti, purtroppo. G.S. Tetto massimo Sì, perché per quanto si possa ridurre l'importo del gettone, la speranza sta sempre nel tetto: tanto più è grande una borsa tanti più cosa potrai mettere dentro, non importa quanto piccole. Così in Sicilia per anni si è rimasti fuori dal tempo: già dal 2000, lo stesso anno delle nostre leggi regionali, il Ministero dell'Interno indicava (ma valeva solo in Italia) come il tetto massimo da prevedere non fosse di un terzo, ma di un quarto, e che il “menu” dei gettoni era un po' più scarno di quello stabilito dalla Regione : fino a 50 euro in meno per i comuni oltre i 500mila abitanti. Parametri ai quali ci si è adattati solo di recente, con una norma, approvata in estate, la numero 11 del 26 giugno 2015 chiamata senza molta passione “Disposizioni in materia di composizione dei consigli Paradossi Se il Consiglio comunale, sull'onda “emotiva” di una massiccia manifestazione di piazza (sulla cui piena, completa, indiscutibile onestà si è molto discusso, con risultati altalenanti) che portò per strada non meno di tremila persone scelse di sospendere prima del tempo la Consiliatura a gennaio del 2015, alle amministrative di maggio già 20 ex consiglieri avevano scelto di ricandidarsi, ottenendo in 9 la sedia dalla quale erano stati costretti ad alzarsi. Il tutto raccogliendo una messe di voti. Sulle oltre 1200 riunioni di commissione svoltesi nel 2014, sono ancora in corso due inchieste: una riguarda, stando a quanto fino ad oggi trapelato, la presunta prassi di sottoscrivere deleghe con

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19 Novembre 2015 politica Rosario Crocetta REGIONE. L’ennesimo governo del presidente strozzato sul nascere da una serie di errori politici senza precedenti. A partire dall’assessore in condominio Crocetta Quater? Un aborto Fatale la scelta di Carlo Vermiglio ai Beni culturali, passato attraverso la cesoia per il suo passato massonico e strane compartecipazioni con società maltesi. Un passo falso anche la nomina di Lanteri alle Autonomie. Che ha spinto Sicilia Futura a “ritirare” il proprio assessore DI ENZO BASSO MESSINA. I deputati Cinquestelle? Sono come Cassandra. Hanno parlato del Crocetta Quater come di un aborto e così è successo. Al primo vagito, la quarta creatura di Crocetta è entrata subito in coma. Strozzata sul nascere da una serie di errori politici, senza precedenti. Il primo, all’origine di tutto, la nomina di un assessore ai Beni culturali, il messinese Carlo Vermiglio, in condominio tra due partiti, l’Udc di Gianpiero D’Alia e Giovanni Ardizzone, l’Ncd di Angelino Alfano, che briga sottotraccia, ma ufficialmente non è della partita. Come assicurano lo stesso leader nazionale, Angelino Alfano, l’ex presidente del Senato Renato Schifani, il senatore di Sant’Agata Militello Bruno Mancuso, il componente la commissione nazionale trasporti della Camera Enzo Garofalo, il deputato nisseno Alessandro Pagano: si sono tutti premurati di prendere le dovute distanze da questa operazione politica definita da più parti “opaca”. La storia La scelta dell'assessore finora mancante nel Crocetta quater scatena la reazione degli alleati. Sicilia Futura annuncia l'uscita dalla giunta e gli assessori renziani disertano la seduta odierna Crocetta e i suoi alleati hanno passato più tempo a cambiare assessori e a parlare di rimpasti che non ad amministrare dell’Ordine degli avvocati a Messina, già vicepresidente nell’organismo di rappresentanza europea delle categoria, è una persona “per bene”, ma del tutto inadeguato al ruolo-guida per i Beni Culturali nell’Isola, materia sulla quale vari opinionisti, buon ultimo Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, ormai chiedono a perdifiato, la Sicilia venga commissariata. La trattativa in corso La trattativa in corso Perché, il candidato Carlo Vermiglio, già presidente HANNO DETTO Baudo: «Crocetta? Un poveraccio» PALERMO. "Crocetta? Poveraccio, è una persona che ha cambiato venti governi, ogni giorno si alza e cambia assessori, è incerto e ha anche avuto tanti attacchi. Sarebbe doveroso che si dimettesse". Lo ha affermato Pippo Baudo, conduttore e siciliano doc, ospite del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Alla domanda se gli hanno offerto di fare politica ha detto: "De Mita mi offrì di fare il senatore, poi Prodi mi chiamò 2 volte per fare il governatore in Sicilia e anche Bersani mi chiamò". Una scelta retrò, nata nei salotti liberal-borghesi messinesi, che porta Carlo Vermiglio, di carattere mite, a passare attraverso la cesoia tagliente di siti come l’etneo Sud Press che raccontano il passato massonico dell’avvocato e alcune strane compartecipazioni, come la joint venture dello studio Vermiglio con la Misco Advisory Ltd, società mirata ad affari a Malta, paradiso fiscale nella quale opera ancora la famiglia Stagno d’Alcontres. Una risposta, quella di “Sud Press”, riconducibile ad Antonio Fiumefreddo, promotore neanche occulto dell’iniziativa editoriale, indicato da più parti come assessore jolly, sempre sacrificato sull’altare del gradimento politico. Un messaggio a doppio binario per lo stesso Crocetta. Segue a pag. 10 Pippo Baudo centonove pagina 9

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19 Novembre 2015 politica RITRATTI Lanteri, da Cuffaro a Crocetta ENNA. Ma chi è Luisa Lanteri, assessore alle Autonomie che ha mandato in frantumi il governo Crocetta? Vicina alle posizioni di Totò Cuffaro, del quale è sempre stata amica di famiglia tanto che nei week-end prima dell’arresto raggiungeva l’ex governatore e la moglie Giacoma nella loro tenuta di Piazza Armerina, la Lanteri passa dall’Udc al Grande Sud di Gianfranco Miccichè e poi approda in Sicilia Democratica, costola nata dal movimento “Articolo 4” fondato da Lino Leanza. Sicilia Democratica, che oggi ha come capogruppo il notaio messinse Giovanbattista Coltraro, non “migra” in Sicilia Futura, il movimento di Cardinale, che si avvicina sempre più alle posizioni di Davide Faraone. E proprio la volontà di fare uno sgarbo a Faraone, porta il governatore a chiudere la porta ai deputati di “Sicilia Futura”, gruppo al quale si sono sempre contrapposti i coordinatori provinciali Gaetano Duca, Jano Guerrieri, Giuseppe Siciliano e Salvo Sorbello. Vania Contraffatto Alessandro Baccei Luisa Lanteri Continua dalla 9 Che presentando il suo governo ha parlato delle pressioni indebite e soffocanti della “massoneria”. Ma se i riferimenti di Crocetta sono ai rapporti di Denis Verdini e al movimento “Ala” capeggiato da Saverio Romano e sponsorizzato per le cose siciliane dallo scapigliato sottosegretario renziano Luca Lotti, l’altro passo falso, che ha fatto saltare a carte quarantotto, è stata la nomina ad assessore alle Autonomie locali di Luisa Lanteri, ennese già nella segreteria di Totò Cuffaro, eletta nel Grande Sud di Gianfranco Miccichè, passata poi armi e bagagli in “Sicilia Democratica” il movimento capeggiato dal senatore saccense Nuccio Cusumano, che si contrappone al movimento “Sicilia-Futura”, fondato dall’ex ministro Salvatore Cardinale e dal capogruppo messinese Beppe Picciolo. Un combattivo gruppo, con una dote di otto deputati, che dopo mesi e mesi di tira e molla, si è visto confinare in un cantuccio e ha rifilato a Crocetta una risposta che lo ha messo all’angolo. Sicilia Futura ha preannunciato il ritiro del suo assessore, il tecnico Prove di forza Sicilia Futura ha preannunciato il ritiro del suo assessore, il tecnico Maurizio Croce, assessore al Territorio, e ha poi mostrato i muscoli: ha fatto anche ritirare dalla giunta tutti gli assessori che fanno capo all’ala Renziana, rappresentata in Sicilia dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone Maurizio Croce, assessore al Territorio, e ha poi mostrato i muscoli: ha fatto anche ritirare dalla giunta tutti gli assessori che fanno capo all’ala Renziana, rappresentata in Sicilia dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone. Gli assessori Renziani sono entrati in giunta solo per approvare una leggina che garantisce ancora una boccata di ossigeno ai forestali, in nome “dell’ordine pubblico”, e l’assessore all’economia Alessandro Baccei, l’assessore all’Energia, Vania Contraffatto e l’assessore alla sanità Baldo Gucciardi trafelati sono poi usciti. Come dire: il governo non c’è più. Un disastro, senza precedenti. Una crisi dopo l’altra. Che fanno di Crocetta non più un presidente “anatra zoppa”, ma un’anatra senza zampe e senza ali. Che non sa più dove razzolare: il tentativo di riformare il Megafono si è dimostrato un flop senza precedenti, i deputati eletti nel Megafono da Antonio Malafarina a Giovanni Di Giacinto, non si sono presentati. Altri, come il notaio Giavambattista Coltraro sono andati via da un pezzo verso altri lidi. Il Pd non riesce a nominare il segretario diviso tra le posizioni dei Renziani, che fanno il nome dell’ex Udc Sammartino o in ripiego di Laccoto Baratro economico Una situazione insostenibile di ingovernabilità che ha portato l’Isola sul baratro economico. Perché l’appuntamento vero, al quale ora non si può più rinunciare, è il varo del bilancio, un appuntamento al quale bisogna presentarsi con risorse fresche, un miliardo e mezzo di euro che servono a tappare le falle aperte dai conti di gestione alle stelle, sui quali le posizioni restano divise. Da una parte c’è l’assessore Alessandro Baccei che si è mostrato contrario a togliere i soldi alla voce investimenti per dirottarli ancora una volta tra le proteste dell’Ance ai Forestali, non RETROSCENA La partita del governo, giocata tutta sul filo del bluff MESSINA. Ma cosa ha incrinato i rapporti tra gli alleati del Governo Crocetta? Le furbizie, innanzitutto. Un fatto politico del quale ora sono chiamati a rispondere agli elettori soprattutto Gianpiero D’Alia, che alle urne dovrà dimostrare insieme all’Ncd la forza del movimento e da Fausto Raciti, segretario del Pd, un partito che mostra di avere almeno quattro anime. Raciti e D’Alia presnetatsi come i piloti della crisi, hanno portato il Crocetta “Quater” a sbattere. Rovinosamente. La posizione del gruppo “Sicilia Futura” è stata dall’inizio quella di chiedere incontri e verifiche. “Mai arrivate” lamenta oggi Salvatore Cardinale. Crocetta dal canto suo, ha continuato nella sua arte di promettere assessorati a tutti: dal Movimento ex Megafono, sposatosi con il Psi, al gruppo di Sicilia Democratica, al quale Crocetta non poteva dire no: un aiuto significativo alla affermazione elettorale di Crocetta è stato dato, non solo dalle truppe dell’Mpa che hanno avuto apposita disposizione da Lombardo di appoggiare alle urne il governatore di Gela che ufficialmente dichiarava “Io Lombardo neanche lo conosco” fino a scoprire che abitava in una casa dello Stesso a Bruxelles, ma anche da Gianfranco Miccichè. Un’area collaterale al governo, che oggi fa il paio con le insistenze del sottosegretario Lotti e del vicesegretario Guerini, perché nella coalizione venga riproposto l’accordo nazionale dei Renziani, facendo spazio a “Verdiniani” come Saverio Romano. Gli insulti di Crocetta contro la “restaurazione” di Romano, hanno però rotto l’argine: i politici di mestiere hanno definitivamente bollato come “inaffidabile” Rosario Crocetta. E insieme a lui, i suoi “sponsor” politici: Fausto raciti e Gianpiero D’Alia. “Doppiopesisti e Doppiogiochisti” è il giudizio condiviso dai più. Dopo l’abbandono della nave di Confindustria, della battaglia del “rating” di legalità ora cade un altro muro di ipocrisia politica: la strana corazzata a sostegno di Crocetta, governatore “Quattro Stagioni” come la pizza. Ora le stagioni sono finite. La Quinta non è stata ancora inventata. Era l’ennesimo bluff. centonove pagina 10

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19 Novembre 2015 politica PAMPHLET fa che ripetere che non si può che andare all’esercizio provvisorio, dall’altra parte, come in una commedia dell’assurdo, il presidente dell’Ars che Giovanni Ardizzione che ricorda bisognerebbe approvare, perché lo prevede la Costituzione, il bilancio entro il 31 dicembre. Altrimenti… è meglio sciogliere le righe. Ma più che le righe, ormai il governo Crocetta è un esercito in disarmo di partiti senza una guida dove ogni gruppo va per conto suo, sacrificato sul pallottoliere delle transumanze politiche che non fanno che creare nuovi scontenti nella giostra delle nomine, giunte a settanta assessori in due anni e mezzo, quasi una casa di appuntamento della politica, arte che avrebbe invece bisogno di programmazione, pianificazione e attuazione delle linee-guida. Caro presidente, ci dia ancora una ragione per fidarsi di lei Lettera aperta di Sicilia Futura al governatore. Con un appello: «Maggiore impegno per restituire una speranza e un sogno» Il movimento Sicilia Futura ha ritirato il suo assessore Maurizio Croce e in suo soccorso sono intervenuti gli assessori di area renziana. La crisi è aperta ecco le ragioni del movimento guidato da Salvatore Cardinale. Carissimo Presidente, mi chiamo Sicilia Futura, sono un giovane movimento nato con i sogni delle nuove generazioni quelli della generazione 3.0, che guardano alla propria terra con affetto, con amore, quelli che vogliono studiare per rimanerci nella loro terra e non andare via. Quelli che vogliono lavorare per gli altri, quelli che parlano di futuro ma che vogliono vivere un presente dignitoso, per loro e per le loro famiglie. Carissimo Presidente, sono nato da poco ma i miei genitori mi hanno bene educato e detto quali sono i principi, i valori del vivere civile, della giustizia sociale. I miei genitori mi hanno insegnato LE REGOLE basilari della civile convivenza e tra queste regole c'è il rispetto dell'altro, il rispetto delle persone. Poi, sempre i miei genitori, mi hanno insegnato che non si deve mai attentare alla dignità delle persone, mai, perchè ognuno deve essere rispettato sempre non per quel che vale, ma per quel che è, cioè una persona. Carissimo Presidente, ho appreso poi una cosa bellissima dai miei genitori, la capacità di sognare, di elaborare e immaginare e mi hanno raccontato a tal proposito un pezzo di storia della Sicilia. Una storia affascinante, bellissima, una terra importante e ad un certo punto della storia della Sicilia i miei genitori mi hanno parlato di Lei, protagonista assoluto. Mi hanno raccontato cose importanti, mi hanno raccontato di ciò che Lei voleva fare, delle sue lotte, delle sue rivoluzioni, mi hanno raccontato che lei non voleva fare macelleria sociale, che voleva sistemare la formazione, le politiche attive del lavoro, i precari degli enti locali, il Bilancio della regione e voleva moralizzare la Politica. Bellissimo!!!! Mi hanno raccontato che Lei è stato Sindaco e che pertanto dei comuni doveva essere l'alfiere, il paladino e che le province li voleva eliminare immediatamente. Mi hanno raccontato che avrebbe migliorato il sistema dell'approvigionamento idrico dei cittadini siciliani e ripulito in tutti sensi la Sicilia a partire dai rifiuti. Mi hanno raccontato che i giovani come noi avrebbero potuto lavorare nel sistema dell'energia alternativa perche i sindaci avrebbero fatto un Patto. Carissimo Presidente, questo e tante altre cose che mi hanno raccontato di Lei mi hanno fatto innamorare della sua persona e mi hanno fatto continuare a sognare. Ma ora carissimo Presidente, ora cammino da solo, sono in giro, sto studiando e mi accorgo che le tante cose che mi hanno detto di Lei i miei genitori non sono proprio così come loro immaginavano, come Lei li aveva raccontate. Ho parlato con tanta gente e non capisco più bene, tutti mi dicono cose diverse. centonove pagina 11 Pippo Laccoto Democratici in bilico Dipendenti Il Pd non riesce a nominare il segretario diviso tra le posizioni dei Renziani, che fanno il nome dell’ex Udc Sammartino o in ripiego di Pippo Laccoto, ai seguaci di Lupo che gradirebbero Marika Cirone Di Marco alle aspettative dell’ancora capogruppo-assessore Antonello Cracolici che punterebbe sul sindaco di Bivona Giovanni Panepinto o sul messinese Filippo Panarello. Risultato: all’appuntamento di martedì prossimo per le nomine delle commissioni non c’è lo straccio di un accordo. Solo prove di forza. E prove di muscoli. Mai l’Ars ha sofferto di una crisi così acuta di rappresentatività. Sulla carta ci sono trenta leggi che aspettano di essere varate, dalla riforma delle Camere di Commercio, alla sburocratizzazione degli atti alla legge sulla povertà, alla semplice riconoscimento dello sgravio dell’Irpef per le imprese giovanili. Ma delle poche leggi varate, dalla riforma degli appalti, a quella delle Province, alla legge sull’acqua, sono state tutte impugnate dal governo centrale. Se da una parte il presidente della commissione paritetica StatoRegione Gianpiero D’Alia, presenta uno studio nel quale si documenta come le altre regioni a Statuto speciale, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, con le province autonome di Trento e Bolzano e la stessa Sardegna abbiano fatto un uso virtuoso del loro statuto autonomistico, la Sicilia resta una Cenerentola. Ha caricato i ruoli della Regione di dipendenti di ruolo e di altri precari da anni in attesa di stabilizzazione e dall’altra parte non riesce a fare applicare le prerogative dell’articolo 37 dello statuto, che vedono non una compartecipazione come succede oggi alle tasse riscosse dallo Stato, ma un pieno riconoscimento per i tributi maturati nell’Isola. Di più: lo Stato ora trattiene l’Irpef dei dipendenti pubblici perché questa viene riscossa a Latina e non più nell’Isola. In questo clima, un anno e mezzo fa il presidente della Regione Rosario Crocetta, che non viene neanche chiamato in Consiglio dei ministri quando si impugna una legge che riguarda la Sicilia, ha firmato una moratoria nel giugno del 2014 con il ministro delle Finanze Padoan, che congela gli effetti di una sequela di sentenze della Corte Costituzionale a favore della Sicilia per quattro anni. Uno scippo da 5 miliardi di euro, impensabile, sul quale mai c’è stato un vero dibattito in aula, ma solo balbettii offensivi per la dignità dei siciliani dei quali ora sono chiamati a rispondere davanti alle urne i novanta inquilini dell’Ars e chi presiede la stessa assemblea. Una istituzione che in due anni e mezzo ha varato disposizioni_suicide come l’innalzamento dal 10% al 20% delle aliquote per le royalties petrolifere, un giochetto che permette alle multinazionali di abbassare l’imponibile fiscale e che si è tradotto in un regalo ai padroni del petrolio: le entrate della Regione sono diminuite di 50 milioni di euro, mentre alle stesse imprese, sotto l’egida di Assomineraria, sono state autorizzate ulteriori prospezioni al largo dell’Isola e in zone fortemente minacciate da possibili terremoti. Al momento solo politici. Salvatore Cardinale Ho incontrato gli agricoltori, sicuro di trovare gente allegra che lavorava nei campi, ma la gente era scura in volto, arrabbiata e i campi deserti. Ho voluto parlare con i lavoratori forestali per apprendere la bellezza del loro lavoro della tutela dei boschi e non li ho trovati: sono a Palermo a scioperare mi hanno detto. Arrabbiati, arrabbiati tutti!!! come i lavoratori delle province, della formazione, dei comuni, della regione, arrabbiati come i cittadini senza acqua e con i rifiuti in strada e tante altre cose brutte ancora ci sono in giro, ma la più brutta è che c'è un popolo alla fame, sul lastrico. Che succede carissimo Presidente? Perchè tutto questo, con chi parla? Chi la consiglia? Chi sono i suoi compagni di viaggio quelli reali, non quelli che fanno finta di esserci. Chi lucra alle sue spalle? Perchè non apre gli occhi? Io voglio continuare a sognare facendo le cose, ma da quello che mi hanno detto le persone non posso più farlo. Il sogno si è spezzato bruscamente e il risveglio è stato brutto, traumatico, terribile. Io non mi dovrei più fidare di Lei per le mille ragioni che i cittadini mi hanno raccontato e che ora vivo anch'io. Carissimo Presidente, mi dia Lei allora una sola ragione per poter tornare a fidarmi di Lei e potere tornare a discutere con i miei genitori e dire loro: Cari genitori avete visto bene, avete scelto bene e noi siamo felici. Ma al momento così non è, si impegni!! Auguri Presidente !! f.to Sicilia Futura

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19 Novembre 2015 politica AMMINISTRATIVE A PATTI Il giudice Terranova possibile sfidante PATTI. Potrebbe essere un ex magistrato il candidato a sindaco che in occasione della prossima scadenza elettorale sfiderà l’attuale sindaco Mauro Aquino. E' questa la novità più eclatante che arriva dagli ambienti politici pattesi in cui si registrano fermenti in vista delle elezioni amministrative di maggio. Il nome che circola è quello del dottore Nino Terranova, giudice in pensione, originario di Patti, che potrebbe scompaginare i programmi di molti gruppi politici. Il sindaco Aquino rappresenta comunque l’unica candidatura certa alle prossime elezioni comunali mentre i suoi oppositori cercano ancora di individuare una persona che metta tutti d'accordo. Sono anche molte le compagini pronte a scendere in campo contro Aquino e il Pd locale cerca di organizzare le “truppe” incontrando tutti coloro che evidenziano di volere essere veramente alternativi all’attuale amministrazione. A tal proposito si stanno avviando delle consultazioni anche con personaggi già schierati come l’ex candidato Tino Giusto, l’attuale vicepresidente del consiglio, Alessio Papa e nei prossimi giorni sarà la volta di un altro ex candidato a sindaco, Nicola Calabria. E' stato invece deludente l’incontro con il capogruppo dell’Udc Saro Sidoti che ha espresso la volontà di indicare un proprio candidato a sindaco e di essere disposto ad una coalizione solo se verrà accolta questa proposta. Il riferimento chiaro è a Gianluca Bonsignore, nipote del senatore Ciccio Cimino, ma questa condizione sembra essere stata scartata dai componenti del Pd locale che, così, rinunciano ad un gran sostegno. Ma sembrano molte le persone pronte a candidarsi e ad esse si aggiunge anche l’ex sindaco Pippo Venuto, che non sembra aver rinunciato a questa possibilità. Intanto, a dichiarare di non essersi fatto aspettative sulla propria candidatura a sindaco è una “new entry”, l’ex magistrato Nino Terranova che secondo molti sta già vagliando questa ipotesi anche se lo stesso interessato non dà alcuna conferma: “Al momento sono chiacchiere che anch’io ho sentito da terze persone – dichiara il giudice Terranova – A dire il vero non ci avevo mai pensato”. Pamela Arena I figli del senatore Santalco TESTIMONIANZE. Parlano i figli del senatore che fece cadere il governo Milazzo. Il convegno voluto dal sindaco Materia Quando il boss graziò Santalco Al dibattito sempre attuale sull’Autonomia siciliana e gli anni oscuri del milazzismo, emerge la storia di una famiglia che ha pagato cara l’azione politica. «Bontade mi disse: non l’abbiamo ucciso per non farne un martire» DI PIETRO FRAZZICA MILAZZO. Il sindaco di Barcellona, Roberto Materia, è stato ben lieto di ospitare il convegno organizzato dall’Associazione culturale Mondonuovo sul tema: “Il Milazzismo, parentesi oscura della Storia siciliana” che ha sviluppato intorno alla figura del senatore Carmelo Santalco, inquadrata in un particolare periodo della Sicilia una discussione ricca di testimonianze, di ricordi, di emozioni e di riferimenti storici. Non ultimo quello dell’avvocato Giuseppe Santalco, figlio del senatore, che ha ricordato che, negli anni in cui si verificava per opera del padre la caduta del governo di Silvio Milazzo, le conseguenze per quell’azione politica ricadeveno su tutta la sua famiglia. A scuola con la scorta “Ricordo che per due anni io e la maggiore delle mie sorelle siamo stati accompagnati a scuola dalla polizia e non potevamo mai uscire da casa e incontrare i nostri amici, sono stati anni tremendi. E sul fatto che le minacce fossero reali ho avuto riscontro molti anni dopo, grazie alla mia attività di avvocato penalista, sono entrato in contatto all’interno di un istituto di pena col boss Paolino Bontade che mi ha confidato di aver rinunciato a far sopprimere l’allora deputato regionale Carmelo Santalco in quanto, avendo già consumato il danno, la sua morte violenta sarebbe servita solo a fare di lui un martire”. Il convegno, svoltosi nell’auditorium dell’antica stazione, è stato avviato dalla relazione storica del professore Dario Caroniti, che ha preso in esame il periodo che ha preceduto la nascita del governo Milazzo, la sua ascesa, la sua caduta ed il complesso mondo di interessi che ruotava intorno a quella esperienza, senza tuttavia dare un giudizio del tutto negativo rispetto alla fase iniziziale dell’esperienza di Milazzo. Il Segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese, ha descritto gli anni dal dopoguerra al 1970, quelli che segnarono la lenta ripresa economica dell’Isola, con particolare riferimento alle condizioni dei lavoratori che transitavano dalle campagne alle città e dal sud partivano in gran numero verso il nord, per fornire braccia alla nascente industria del miracolo economico, perché allora si era convinti che l’industria italiana dovesse rivaleggiare ad ogni costo con quella francese e tedesca. Il professore Maurizio Ballistreri, docente di diritto del lavoro nell’Università di Messina, che trattava il tema: “Autonomia siciliana nella crisi della seconda Repubblica”, ha creato un collegamento tra la Storia ed il presente. Nel corso del suo intervento ha contestato “la tendenza dominante che vuole la cancellazione della specialità autonomistica siciliana. E d’altronde, le polemiche vengono Incontri Il sindaco di Barcellona, Roberto Materia, ha ospitato il convegno organizzato dall’Associazione culturale Mondonuovo sul tema: “Il Milazzismo, parentesi oscura della Storia siciliana” che ha sviluppato intorno alla figura del senatore Carmelo Santalco Carmelo Santalco Silvio Milazzo suffragate da una politica che nella nostra Regione ha prodotto sprechi, privilegi e incapacità di dare risposte alle domande dei siciliani in tema di sviluppo economico, lavoro produttivo, efficienza amministrativa”. Secondo il Ballistreri “è possibile rilanciare la funzione dello Statuto siciliano solo se legata ai principi di comunità e di responsabilità. Un confederalismo delle comunità, nazionale e siciliana, sul modello catalano, per un’assemblea costituente finale che sancisca per via consensuale e pattizia, così come doveva essere il rapporto tra Stato italiano e Regione siciliana sulla base dello Statuto speciale d’Autonomia, una diversa organizzazione nazionale fondata sulle comunità”. MESSINA Fuga da Palazzo dei Leoni, 25 dipendenti “accompagnati” alla pensione MESSINA. Fuga da Palazzo dei Leoni. La liquidazione dell'ex Provincia ha determinato il ricorso alla dichiarazione di eccedenza del personale per il personale con maggiore anzianità contributiva che ha diritto al trattamento di quiescenza entro il 31 dicembre 2016. Sono venticinque i dipendenti "accompagnati" alla pensione, ai quali se ne aggiungeranno altri nove entro la fine del 2015. Nel 2016 il provvedimento interesserà quarantanove dipendenti. Per altri nove si aspetta la certificazione dei requisiti da parte dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Nel frattempo sono state azionate tutte le leve della Mobilità. Nove funzionari di Palazzo dei Leoni, dal 23 novembre 2015, saranno assegnati a vari uffici giudiziari dei Tribunali di Messina, Patti e Catania, uno a Pace del Mela mentre altri due funzionari a breve saranno assegnati agli uffici dell’Università degli Studi di Messina. Dieci dipendenti, di cui cinque funzionari, prestano servizio al Consorzio per le Autostrade Siciliane, un impiegato è invece in posizione di comando presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. centonove pagina 12

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19 Novembre 2015 sicilia Raffaele Lombardo senza che ne avesse i titoli. Dopo un accesso agli atti al Comune di Catania, da dove proveniva l’ex assessore dell’Mpa, la sindacalista Graziella Franchina della Cisal ha scoperto che l’ex manager Traianiti non aveva i titoli e che l’ex commissario Rosa Maria Corsello, oggi sotto inchiesta per una indagine su presunte pressioni per assunzioni al Formez, non aveva svolto i controlli dovuti per legge. Vertenza casellanti A rischio impugnazione, su richiesta di parte, non ci sono solo i contestati 24 licenziamenti di casellanti, ma anche delibere come l’appalto da 260 milioni della Siracusa-Gela, consegnato da un direttore generale “non titolato” che ha firnato e guidato più di una gara d’appalto. Così tutti gli altri provvedimenti adottati, sui quali alla Procura della Repubblica ha chiesto si faccia luce il dirigente del Comune di Messina Mario Pizzino, che ha chiesto attraverso il suo legale, in nome della legge sulla trasparenza, gli atti sulla nomina dell’ex direttore generale Maurizio Traianiti, tra i più pagatI della Regione, e dell’attuale direttore generale Salvatore Pirrone, ma non ha mai ricevuto nessuna risposta dagli uffici sui quali Crocetta continua a decantare “che oggi al Cas c’è maggiore trasparenza”. L’impressione generale è che il Cas sia una struttura che vive alla giornata. Diventato terreno di conquista con i suoi 347 dipendenti effettivi, tra cui una sessantina di casellanti, di tutti i dipendenti in mobilità da altri enti come la Provincia. Intervistato da Tony Zermo de “La Sicilia” alla domanda sul possibile completamento dell’anello autostradale siciliano, cui mancano ancora 180 chilometri fino a Castelvetrano, attraverso la defiscalizzazione dei proventi, Faraci ha risposto :”E’ una idea: ne parlerò con il presidente Crocetta”. E pensare che da appena quarant’anni ancora non si risolve il problema il biglietto non dovuto al casello di Villafranca Tirrena: la legge vieta il pagamento del pedaggio all’interno dello stesso Comune. A Messina, da Boccetta a Divieto, si paga un euro e venti, il balzello più alto al mondo per una manciata di chilometri, per giunta vietato dalla legge. Il consiglio comunale di Villafranca Tirrena, dopo decenni di inutili promesse da parte della direzione del Consorzio, ha chiesto un intervento istituzionale presso il Ministero delle Infrastrutture per cancellare il pedaggio non dovuto che danneggia tutti gli abitanti di Gesso, Orto Liuzzo e Tarantonio. Ma prima di defiscalizzare, gli introiti dei caselli che non ci sono, non sarebbe il caso di togliere il pedaggio di quelli non dovuti? R.C. CONSORZIO AUTOSTRADE. LIl servizio pubblicizzato con Caronte& Tourist si rivela una “trappola” telematica Telepass con “esaurimento” Automobilisti inferociti dopo richieste di pagamento che erano già state effettuate. L’inghippo sulle batterie del dispositivo andate fuori produzione “colpisce” anche i napoletani. E ora i consumatori meditano la class action MESSINA. L’ultima “grana” per il Consorzio delle Autostrade siciliane arriva dal Telepass, il servizio pubblicizzato di recente insieme alla società Caronte & Tourist che avrebbe dovuto fare fluidificare il traffico anche verso i traghetti: quando la batteria del gadget di servizio che si attacca all’auto si scaricherà non sarà più sostituibile. Lo hanno scoperto un gruppo inferocito di automobilisti che hanno ricevuto dal Cas una lettera di mancato pagamento e che ai successivi controlli hanno scoperto di avere pagato due volte, sia la banca che il Cas. il cerchio su una serie di anomalie amministrative, ma anche del presidente della Commissione Bilancio dell’Ars Vincenzo Vinciullo, Ncd, che continua a chiedere il commissariamento dell’ente guidato dal commercialista di Gela Rosario Faraci. è stata riaperta la bretella sulla A19 di Himera, crollata il dieci aprile, dopo mesi di lavori-tampone. Ma restano ancora molti i disagi all’altezza della Messina-Catania, all’altezza di Letojanni , dove un costone si è sbriciolato, adagiandosi sulla carreggiata, e costringendo da allora gli automobilisti in transito a percorre l’autostrada in doppio senso. La storia Il caso esploso con i Telepass è solo l’ultima delle grane dell’Ente di Contrada Scoppo, al centro delle attenzioni, della magistratura che sta chiudendo il cerchio su una serie di anomalie amministrative. Il Consorzio è sotto la lente anche del presidente della Commissione Bilancio dell’Ars Vincenzo Vinciullo, Ncd, che continua a chiedere il commissariament o dell’ente guidato dal commercialista di Gela Rosario Faraci Crisi di liquidità Non sono piaciute a Vincenzo Vinciullo le giustificazioni addotte dal managment alla riunione operativa svoltasi a Palermo, per fare fronte alla crisi di liquidità che ha investito l’azienda del gruppo Condotte, insieme alla Cosedil dell’ex assessore alle Infrastrutture Andrea Vecchio, impegnata nei cantieri della Siracusa-Gela, un appalto da più di 260 milioni, sul quale tardano, per inspeigabili intoppi burocratici e ora disaramanti giustificazioni a scaricabarile, gli accrediti delle somme da parte della Regione e che minacciano di mandare in malora i cantieri con il contestuale licenziamento di 400 operai. La mancata “prenotazione” delle somme, ha lasciato perplessi anche i prefetti di Ragusa e Siracusa, chiamati come “testimonial” all’incontro. Mentre il neo amministratore dell’Anas Armani sta procedendo a fare ruotare tutti i dirigenti dell’Area Sud che hanno mantenuto negli ultimi anni rapporti con il Cas,dopo lo scandalo della “Dama Nera”, la funzionaria Accroglianò che gestiva il sistema delle mazzette sugli appalti, Appalti e calamità La giunta regionale ha dichiarato lo stato di calamità. Ma resta il fatto, incontestabile, che il Cas dovrebbe indirizzare alla manutenzione il 30% delle somme incassate dai pedaggi, settanta milioni l’anno, perlopiù impegnati nella gestione di un contenzioso milionario con le imprese della Messina-Palermo, che sembra essere diventata la principale attività dell’ente di contrada Scoppo. Un ente sul quale più volte il sottosegretario Graziano Delrio ha detto a chiare lettere, nonostante i goffi tentativi di difesa operati dal governatore Crocetta, di “non essere per nulla soddisfatto dalla gestione”. Una risposta alle nomine operate dallo stesso Crocetta, che ha indicato come presidente un revisore dei Conti, Rosario Faraci, come vicepresidente, Rosa Marino, entrambi con un denominatore comune, vengono da Gela. La stessa città di provenienza del Presidente e dell’ex direttore generale, Maurizio Traianiti, nominato alla guida dell’ente da Senza batterie A cadere nella trappola telematica del Telepass “senza batteria ricaricabile”, non ci sono solo gli automobilisti della Sicilia, ma anche quelli di Napoli, dove il dispositivo è stato commercializzato: le batterie sono ad esaurimento. E non più in produzione. Un fatto questo che ha mandato su tutte le furie le associazioni dei consumatori che stanno meditando una “class action” contro la direzione del Consorzio, che non avrebbe svolto i dovuti controlli. Ma questa è solo l’ultima delle grane dell’Ente di Contrada Scoppo, al centro delle attenzioni, non solo della magistratura che sta chiudendo centonove pagina 13

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19 Novembre 2015 sicilia “L’unità di intenti è indispensabile. Non solo per vincere la battaglia contro la mostruosità dell’inceneritore, ma per dare speranze di vita a tutto il comprensorio” non è stato. Ciò non significa, dunque, lavarsene le mani in stile Ponzio Pilato. “Per la prima voltacita una nota divulgata da alcuni dei comuni- 17 civici consessi hanno la stessa visione su una tematica di notevole importanza; questo rappresenta l’inizio di un lungo percorso a tutela dell’intero comprensorio”. Laconica la reazione dell’amministrazione di San Filippo del Mela: “Come si potrebbe definire un amministratore comunale che appone la propria firma su un documento politico condiviso, assumendone gli impegni, salvo poi rimangiarsi tutto?”. Una manifestazione di protesta a San Filippo del Mela SAN FILIPPO DEL MELA. Il dietrofront sulla consultazione popolare infiamma il dibattito tra Comuni, cittadini e ambientalisti Css, il referendum della discordia Tutti i sindaci si dicono contrari agli impianti ma non sono compatti sulla strategia da seguire. Milazzo si rivolge ad una società esterna per dimostrare la non fattibilità del progetto. Le reazioni DI Sconcerto per la spaccatura Fatica a darsi spiegazioni valide anche buona parte dell’ambiente associativo, in particolare “Zero Waste” e “No Css”, cofirmatarie del documento sottoscritto durante l’incontro notturno del 22 ottobre. Fioccano, in tal senso i comunicati stampa: Zero Waste Sicilia, che negli scorsi giorni aveva appreso “con sconcerto e dolore che i sindaci di Condrò, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto hanno deciso di abbandonare il progetto unitario di democrazia diretta”, pur comprendendo senza condividerle le ragioni delle loro scelte, ha nuovamente voluto esprimere l’augurio affinché la spaccatura non sia permanente: “si sa, i processi unitari sono lunghi e faticosi, si fa un passo avanti, due indietro e, bisogna sperare, tre di nuovo in avanti. Ma in questo caso l’unità di intenti dei cittadini e dei loro rappresentanti è indispensabile. Non già solo per vincere la battaglia contro la mostruosità dell’inceneritore ad ARCANGELO STRAMANDINO SAN FILIPPO DEL MELA. E’ trascorsa oltre una settimana dall’inatteso passo del gambero che ha scosso la Valle del Mela e gettato nuova benzina sulla già infiammata vicenda della Centrale termoelettrica Edipower/A2a di Archi. Tutto ciò, superficialmente, ha suscitato una certa ilarità dal momento che l’oggetto del contendere è l’ormai fantomatico Combustibile Solito Secondario derivato dall’incenerimento dei rifiuti. Passo del gambero Fatto sta che da quando i comuni di Condrò, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto hanno, clamorosamente, ricusato il patto sottoscritto il 22 ottobre scorso (durante la tavola rotonda filippese), rinunciando al referendum unitario sul Css, gli sviluppi sono stati disparati. Apparentemente si è trattato di una decisione improvvisa, ma gli enti locali interessati hanno assicurato che la scelta è stata ponderata e motivata. Il quesito referendario, proposto e deliberato dal comune di San Filippo del Mela (che per completezza d’informazione è il seguente: Siete voi favorevoli alla realizzazione di un impianto di valorizzazione energetica CSS da realizzarsi all’interno della centrale termoelettrica di Archi nel comune di San Filippo del Mela?), a parere delle scriventi amministrazioni comunali, “è scarno, equivoco e può trarre in inganno la cittadinanza”. Il dietrofront, arrivato a seguito di un incontro pomeridiano in cui i tre comuni hanno dato vita ad un documento politico, ha fatto proseliti e scatenato il dibattito fra i favorevoli ed i contrari alla consultazione. Da un lato c’è il comune di San Filippo del Mela che guida il fronte pro referendum, all’opposto c’è la fazione capeggiata da Milazzo. Quest’ultima frangia, nell’ottica di future osservazioni, ha deciso di servirsi di una società esterna per dimostrare la non fattibilità del nuovo impianto. Si tratta dell’Airis di Bologna che vanta esperienza riguardo la procedura Via-Vas. Il gruppo falsineo, rappresentato dal presidente del consiglio d’amministrazione ingegnere Francesco Mazza, porterà a compimento uno studio avvalendosi, fra l’altro, della consulenza del dott. Fabrizio Bianchi, valente epidemiologo e dirigente di Ricerca del Cnr-Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa. Il costo Il fatto I comuni di Condrò, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto hanno, clamorosamente, ricusato il patto sottoscritto il 22 ottobre, rinunciando al referendum unitario sul Css dello studio ammonterà a circa 15 mila euro e verrà suddiviso fra undici comuni: Milazzo, Condrò, Venetico, Valdina, Roccavaldina, Saponara Monforte San Giorgio, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto, Furnari e Merì. Secondo la totalità dei sindaci di questi enti locali il referendum consultivo ha ragione di essere indetto qualora si ritenga utile a fini orientativi in relazione a particolari argomentazioni, oppure per dimostrare che la decisione assunte dagli organi amministrativi comunali non rispecchiano la volontà della collettività. Ma, almeno entro i loro confini, così PUNTI DI VISTA «Servono iniziative concrete non gesti per lavarsi le mani» SAN FILIPPO DEL MELA. “Il comitato Cittadini Pacesi per la Vita e l'Associazione TU.DIR.DA.I. condividono la decisione delle amministrazioni comunali che hanno fatto un passo indietro. “Sono indispensabili azioni utili per vincere la battaglia contro la realizzazione dell'inceneritore presso la Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela. Iniziative che non portano a nessun risultato concreto ma che servono solo per "lavarsi le mani" o ergersi come paladino dell'ambiente sono nefaste per la causa”. Al fronte dei contrari si è unito anche il parroco di Archi e Pace del Mela Padre Peppe Trifirò: "A che cosa servirà questo referendum consultivo? Quali vantaggi porterà, visto che anche il referendum sulla privatizzazione dell’acqua non è stato attuato? Sarà strumento sicuro per bloccare e per risanare il nostro ambiente? Oppure darà all’azienda la possibilità di riproporre un progetto riveduto e corretto?". Il dibattito proseguirà, ma nei corridoi di palazzo e nelle strade, non solo filippesi, c’è chi crede che il nuovo insediamento abbia già l’avallo della politica dei piani alti. centonove pagina 14

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19 Novembre 2015 sicilia MESSINA. Nuova inchiesta sulla partecipata del Comune. Nel mirino tangenti e appalti Messinambiente di nuovo in procura Archi, ma soprattutto per l’ideazione e la costruzione di speranze di vita per tutto il comprensorio. I nuovi scenari europei presuppongono un nuovo modello di sviluppo basato sulla riduzione dei rifiuti e sul recupero spinto di materia per ridurre il saccheggio delle risorse terrestri”. E’ acclarato, secondo gli ambientalisti, che “il progetto è stato ideato non per produrre energia, ma per incenerire Css di bassa qualità. Dalle dichiarazioni di qualche giorno fa, però, si evince una spaccatura anche in seno ai comitati ambientalisti. “No Css” aveva rincarato la dose sostenendo di aver creduto che “la firma di un sindaco o un assessore fosse un impegno difficile da ignorare. Amarezza a parte – cita una notaabbiamo argomentato più volte e approfonditamente le motivazioni per cui un referendum rappresenta un’arma potentissima contro l’inceneritore. Esse poggiano sul diritto amministrativo ma soprattutto sul buon senso. Un No espresso da decine di migliaia di cittadini vale più di qualunque delibera. Al contrario, si sostiene che i referendum toglierebbero efficacia alle determinazioni con cui i consigli comunali hanno sancito la netta contrarietà all’utilizzo del Css. Ma quale efficacia? Quelle delibere sono una mera espressione di volontà. L’unico parere che conta nell’iter autorizzativo del megainceneritore di Archi è quello che il comune di San Filippo del Mela emetterà in Conferenza dei Servizi. Anche il responso referendario è ascrivibile all’ambito delle volontà e non delle decisioni. Di fronte alla mancanza di decisorietà di ambedue gli strumenti, quale peserebbe di più sul tavolo di Crocetta o di Renzi? Uno votato da trenta rappresentanti (come nel caso del consiglio comunale di Milazzo) o uno votato da 30 mila o più cittadini?”. Diametralmente opposta l’opinione giunta da Pace del Mela. La gestione rifiuti tiene banco a Palazzo Piacentini. Che allarga il fronte anche su derivati e Amam. Dove scatta il blitz delle fiamme gialle e il sequestro di atti per verifiche su assenteismo e affidamenti MESSINA. Il Comune di Messina è diventato una vera e propria fucina per Palazzo Piacentini. A partire dalla nuova inchiesta su Messinambiente. In poco meno di una settimana sono arrivati prima i 5 arresti di dipendenti e imprenditori legati alla partecipata che si occupa di raccolta rifiuti, poi l’apertura di una seconda inchiesta, dopo quella già archiviata, sulla finanza derivata che vede indagate 10 persone, tra cui l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca e diversi funzionari di banca che hanno trattato i contratti. Si ipotizza anche il reato di usura. Sui derivati l’ex primo cittadino, durante la precedente consiliatura, era stato invitato dalla I commissione Bilancio, a disporre tutti gli atti necessari ad individuare eventuali responsabilità sulle richieste avanzate dalle banche Bnl e Dexia. Una sollecitazione che però, allora, rimase lettera morta e che fu inviata, per conoscenza, anche alla Procura della Repubblica. Palazzo Zanca Il bis sui rifiuti Appena qualche giorno fa il procuratore Guido Lo Forte ha chiarito in conferenza stampa che le due indagini, su Messinambiente e derivati, sono nate su input del sindaco Renato Accorinti che, invece, presto si dovrà recare in Procura per essere ascoltato sull’inchiesta relativa alla mancata bonifica del torrente Bordonaro, in cui risulta iscritto nel registro degli indagati. Il quadro che emerge dai primi passi dell’inchiesta sulla gestione della partecipata di via Dogali sembra particolarmente foriero di nuovi sviluppi. Ipotizzando che gli appalti siano stati assegnati ad alcune ditte in cambio di mazzette, gli occhi della Magistratura sono puntati sulle modalità con cui i Sull’inchiesta derivati fiocca anche l’ipotesi del reato di usura a carico di alcuni dei dieci indagati vertici dirigenziali della società impegnavano le somme incamerate ogni anno dall’Ato. Somme che non si traducevano in servizi efficienti, che non bastavano mai e che hanno fatto nascere un imponente contenzioso tra i due enti e Palazzo Zanca, per anni mai risolto e su cui l’Amministrazione Accorinti ha deciso di mettere le mani. Ed anche in passato le partecipate, in particolare Messinambiente, Ato, Amam e Feluca finirono al centro di un’altra missiva, arrivata anche all’indirizzo della Procura e spedita in maniera congiunta dalle La storia Il Comune di Messina nel mirino di Palazzo Piacentini che su input del sindaco Accorinti manda avanti una serie di inchieste che toccano la gestione rifiuti, i derivati e l’Amam commissioni consiliari Bilancio e Partecipate sempre all’indirizzo dell’ex sindaco Buzzanca, in cui si evidenziavano numerose criticità all’interno delle partecipate e si invitava l’Amministrazione a porre in essere tutte le attività necessarie per individuare eventuali responsabilità. Il fronte Amam Nel calderone delle inchieste collegate a Palazzo Zanca è finita adesso anche un’altra partecipata, l’Amam, già nell’occhio del ciclone anche per via dell’emergenza idrica che per 20 giorni ha “assetato” la città di Messina. Un blitz eseguito dalla Guardia di Finanza appena qualche giorno fa ha portato al sequestro di una corposa documentazione e alla verifica delle presenze dei dipendenti. Le Fiamme Gialle stanno dunque lavorando su diversi fronti, da eventuali ipotesi di assenteismo agli affidamenti esterni di servizi ed appalti. IL CASO Compensi d’oro per il prefetto CATANIA. Più che "Valanghe d'Inverno", come si chiama la località della discarica comprensoriale di Motta S'Anastasia, una valanga di denaro pubblico: i 25mila euro al mese all'ex prefetto di Messina Stefano Scammacca, i 45mila al mese a testa per il commercialista Maurizio Cassarino e l'ingegnere Riccardo Tenti, gli 8500 euro al mese per il generale dei carabinieri Carlo Gualdi e i novemila al mese per l'avvocato Giuliano Fonderico, sono solo frutto della discrezionalità del prefetto di Catania Maria Guia Federico che ha assegnato questi incarichi "intuito personae". E' la risposta che il sottosegretario Gianpiero Bocci ha fornito al deputato nazionale del Pd Giuseppe Beretta che ha chiesto in una interrogazione al governo, quali criteri avesse seguito il prefetto di Catania per assegnare parcelle stratosferiche per la Stefano Scammacca gestione della discarica sottoposta a commissariamento della Regione. Dopo lo scandalo "Saguto" al Tribunale di Palermo e il dimissionamento per il prefetto di Palermo Francesca Cannizzo da parte del consiglio dei ministro, si allarga a macchia d'olio lo spettrop degli inbcarichi milionari per la gestione operativa delle società sottoposte a sequestro giudiziario. Ora l'attenzione si sposta sulle cliniche dell'ingegnere Aiello di Palermo, affidate alle cure di un prefetto in pensione, Giosuè Marino, un magistrato in pensione, Luigi Croce e un avvocato, Giovanni Chinnici. le cliniche di Villa Santa Teresa, dopo più di dieci anni di amministrazione giudiziaria, sono state confiscate e sono passate nella disponibilità dello Stato. resta però, lamentano i sindaci, irrisolto il futuro delle aziende che non sono entrate nell'orbita della sanità pubblica e non sono state neanche consegnate per la gestione operativa a una cooperativa di lavoratori. A gestire le aziende, dal punto di vista amministrativo, ancora molte figure professionali legate alla gestione Aiello, come il direttore Gianpiero Oteri. centonove pagina 15

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