Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", dicembre 2015

 

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Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", dicembre 2015

Popular Pages


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Anno 21, n. 67 - Dicembre 2015 Sped. in Abb. Post. Art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 Filiale di Padova Plinio Corrêa de Oliveira ricordato a San Paolo A vent’anni dalla scomparsa del grande leader cattolico brasiliano

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Erano le tenebre delle false religioni pagane, dello scetticismo dei filosofi classici, della tremenda decadenza morale e culturale del mondo antico. Ahinoi, erano anche le tenebre dell’apostasia del Popolo Eletto che, con poche eccezioni, aveva smesso di sperare nel Messia. Ma sorse il Sol di Giustizia, e spazzò via le tenebre. E fu l’inizio di quella grande luce chiamata Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana. I l Bambino Gesù nacque nell’auge delle tenebre: “La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1, 5). Non prevalebunt! La domanda sorge naturale nella mente di milioni e milioni di fedeli: ma cosa sta succedendo nella Chiesa? L’enormità della crisi che sconvolge la più venerabile istituzione sulla terra sta mettendo la Fede a dura prova. Vengono in mente le parole di papa Giovanni Paolo II, oggi più attuali che mai: “I cristiani oggi, in gran parte, si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi. (..) Sono sorti dubbi, confusioni, ribellioni”. Smarrimento, confusione, perplessità, delusione, dubbi, ribellioni… Cioè tenebre... Esterrefatti, i fedeli hanno assistito al riversarsi di notizie su supposti scandali in Vaticano: scandali finanziari, politici, sessuali, perfino mafiosi... Di una tale scoria, ovviamente, la stampa anticattolica ne ha fatto un ghiotto boccone per denigrare ancor di più la Sposa di Cristo. Passano duemila anni e, di nuovo, le tenebre sembrano ricoprire la terra. Ricoprono anche – oh dolore! – la stessa fonte della luce: la Santa Madre Chiesa. Non siamo noi a dirlo, bensì tutti i Papi che si sono succeduti dopo il Concilio Vaticano II. Con parole diverse ma sempre pungenti, tutti hanno denunciato la terribile crisi in cui versa il Corpo Mistico di Cristo, la Luce venuta al mondo per salvarci. L’anno 2015 ha visto un ulteriore infittirsi delle tenebre. Siamo reduci da un Sinodo in cui cardinali si sono sollevati contro cardinali, vescovi contro vescovi. Mentre un partito voleva cambiare la dottrina perenne della Chiesa in punti intangibili del magistero morale, un altro si è dovuto alzare in difesa della Verità di Cristo. “Guerra civile nella Chiesa”, titolavano i giornali. Ancora una volta, però, fra poche settimane, in barba alla propaganda anticattolica, potremo proclamare: La luce splende nelle tenebre!. O, se volessimo: Non prevalebunt!, perché la Chiesa ha la promessa divina dell’indefettibilità e della perennità: una volta venuta sulla terra, la Luce non si spegnerà mai! A noi spetta restare abbracciati alla Santa Chiesa, Arca della salvezza e Porta del cielo. E proclamare, contro ogni tentativo di attenuarla o di spegnerla, la perennità della Luce di Cristo. Come se non bastasse questa guerra civile, ecco lo scandalo dei “corvi”, seconda puntata della serie “Vatileaks”, iniziata sotto Benedetto XVI. 2 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 È l’augurio che rivolgiamo, in questo Santo Natale 2015, a tutti i nostri cari lettori: Fiducia, fiducia, fiducia. Non prevalebunt! (Nella foto, Giotto, Adorazione dei Magi)

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Sommario Anno 21, n° 67, dicembre 2015 Non prevalebunt! Attualità Il martirio della Chiesa cattolica in Ucraina Holodomor, l’olocausto ucraino Il Medioevo entusiasma la gioventù Confusione Ecuador: contrordine compagni! Ventennale di Plinio Corrêa de Oliveira Omelia di mons. Athanasius Schneider L’onore: il carisma della TFP Egualitarismo: il vero spartiacque fra destra e sinistra Il mondo delle TFP Un sublime dialogo spirituale 2 4 7 8 11 15 17 18 26 30 31 39 44 Copertina: Il solenne Pontificale celebrato da S.E. Mons. Athanasius Schneider nella Basilica di São Bento, nel centro storico di San Paolo, Brasile, in suffragio di Plinio Corrêa de Oliveira, 3 ottobre 2015. Tradizione Famiglia Proprietà Offerta annua suggerita Euro 15,00 Anno 21, n. 67 dicembre 2015 Dir. Resp. Julio Loredo Direzione, redazione e amministrazione: Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, Viale Liegi, 44 — 00198 ROMA Tel. 06/8417603 Fax: 06/85345731 Email: info@atfp.it Sito: www.atfp.it CCP: 57184004 Aut. Trib. Roma n. 90 del 22-02-95 Sped. in abb. post. art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 — Padova Stampa Tipolito Moderna, via A. de Curtis, 12/A — 35020 Due Carrare (PD) TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 3

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Attualità l governo comunista (o comuno-capitalista che si voglia) della Cina ha intrapreso una vasta campagna per rimuovere la Croce dai luoghi pubblici. Inutili le proteste dei vescovi e dei fedeli. Dal 2014, più di duemila croci sono state rimosse con la forza da altrettante chiese cattoliche e luoghi di culto protestante. “Ci sono troppi croci in giro”, ha dichiarato sdegnato Xia Baolong, segretario del Partito comunista nella provincia di Zhejiang, giustificando l’uso dei bulldozer per abbatterle. È evidente che i dirigenti di Pechino sono preoccupati per l’esponenziale crescita del cristianesimo in Cina. “Secondo i miei I Cina: guerra alla Croce calcoli, la Cina diverrà il più grande paese cristiano in un futuro non molto lontano — ha dichiarato Fenggang Yang, professore di sociologia nella Purdue University e autore di «Religion in China» — Credo che non passerà più di una generazione. Non tutti sono pronti ad accettare questo cambiamento così drammatico”. I cristiani hanno risposto erigendo più croci di quante ne abbia distrutte il Governo. La vendetta non si è fatta aspettare: chiunque sia trovato a mettere una croce in luogo pubblico, rischia la prigione. E adesso il Governo comunista inizia a perseguitare anche i legali che difendono i cristiani. Finora più di trecento avvocati sono stati detenuti e interrogati. Una misura chiaramente intimidatoria. “La maggior parte di questi avvocati vive nel terrore di essere convocato per una ‘chiacchierata’ con la Polizia – ha detto Zhong Jinghua, un ex giudice dello Wenzhou a Radio Free Asia – È qualcosa senza precedenti. Hanno zittito tante voci della società civile”. Aveva ragione papa Benedetto XVI quando, accanto ai paesi musulmani, indicò anche quelli comunisti quali fautori di “cristianofobia”. Sopra, le gru governative rimuovono la Croce dalle chiese A sin., fedeli in una chiesa cattolica di Pechino 4 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015

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Rivoluzione culturale contro la famiglia: peggio del comunismo a dottoressa Anca-Maria Cernea (foto a dx.), medico presso il Center for Diagnosis and Treatment - Victor Babes, e presidente dell’Associazione dei Medici cattolici di Bucarest (Romania), ha presentato al Sinodo, lo scorso 17 ottobre, il seguente appello a Papa Francesco e ai padri sinodali: Io rappresento l’Associazione dei Medici cattolici di Bucarest. Appartengo alla Chiesa greco-cattolica rumena. Mio padre era un leader politico cristiano che è stato imprigionato dai comunisti per 17 anni. I miei genitori erano fidanzati, stavano per sposarsi, ma il loro matrimonio ha avuto luogo 17 anni dopo. Santità, Padri sinodali, fratelli e sorelle, marxismo culturale. Si nota una continuità dalla rivoluzione sessuale di Lenin, attraverso Gramsci e la Scuola di Francoforte, alla odierna difesa ideologica dei “diritti” dei gay. L Nostra Signora di Fatima ha detto che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo. Questo è avvenuto prima con la violenza: il marxismo classico ha ucciso decine di milioni di persone. Adesso avviene soprattutto con il “Si nota una continuità dalla rivoluzione sessuale di Lenin, attraverso Gramsci e la Scuola di Francoforte, alla odierna difesa ideologica dei ‘diritti’ degli omosessuali” Noi, come medici cattolici, in difesa della vita e della famiglia, possiamo vedere che, prima di tutto, si tratta proprio di una battaglia spirituale. La povertà materiale e il consumismo non sono le cause principali della crisi della famiglia. La causa principale della rivoluzione sessuale è culturale e ideologica. Mia madre ha aspettato tutti quegli anni mio padre, anche se non sapeva neppure se fosse ancora vivo. Sono stati eroicamente fedeli a Dio e al loro impegno. Il loro esempio dimostra che con la Grazia di Dio si possono superare terribili difficoltà sociali e la povertà materiale. Il marxismo classico pretendeva di ridisegnare la società per mezzo della violenta appropriazione dei beni. Adesso la rivoluzione va ancora più in profondità: pretende di ridefinire la famiglia, l’identità sessuale e la natura umana. Questa ideologia si autodefinisce progressista. Ma non è niente altro che l’offerta dell’antico serpente all’uomo di prendere il controllo, di rimpiazzare Dio, di organizzare la salvezza qui, in questo mondo. È un errore di natura religiosa: si tratta di gnosticismo. È compito dei pastori riconoscerlo, e mettere in guardia il gregge contro questo pericolo. «Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6, 33). TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 5

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Attualità Abolire il frac? I ragazzi dicono: NO! ell’università di Oxford (Inghilterra), gli alunni hanno l’obbligo di indossare ogni giorno la tradizionale divisa nota come subfusc (dal latino subfuscus, cioè scuro), e l’academic dress nelle grandi occasioni. Rispondendo alle pressioni di una certa sinistra, che voleva abolire questo dress code di sapore aristocratico, il giornale studentesco “The Oxford Student” ha condotto un’ampia indagine tra gli iscritti al prestigioso ateneo britannico. A sorpresa, ben il 74% degli intervistati ha dichiarato di non voler rinunciare a questa tradizione. “Oxford è un laboratorio di futuro, di modernità e progresso – ha commentato il Corriere della Sera – Ma sotto sotto, sorpresa o no, l’oxoniano resta un geloso cultore dell’antico bon ton. Arriva Facebook. Arriva Twitter. Arriva di tutto, però il «subfusc» non finisce impolverato e dimenticato in cantina”. N La battaglia di Crimea è stata annoverata da un certo nazionalismo pan-slavo fra le più grandi vittorie militari russe, a fianco alle battaglie del lago ghiacciato (1242), Kulikovo (1380) e Borodino (1812). Queste fazioni, per niente minoritarie, non nascondono il proprio intento, allo stesso tempo politico e religioso, di sconfiggere non solo l’Occidente, ma anche la Chiesa cattolica, rea di apostasia, secondo la loro peculiare prospettiva. 6 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 ll’indomani dell’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, in diverse città russe sono apparsi striscioni con la frase: “Oggi Crimea, domani Roma” (foto sopra, la città di Kaluga). A Oggi Crimea, domani Roma?

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Il martirio della Chiesa cattolica in Ucraina: ieri e oggi ecentemente si sta parlando molto dell’Ucraina, a causa del conflitto con la Russia. Tralasciando gli aspetti politici della situazione, mi preme porre l’accento su un punto fondamentale: nelle zone sotto l’influenza russa, la Chiesa cattolica praticamente non esiste più. Alcuni edifici ecclesiastici sono stati occupati dai separatisti filorussi e adibiti ad altri usi; altri sono stati totalmente distrutti. Il Servizio Federale per la Migrazione della Russia non ha rinnovato i permessi di soggiorno per i cittadini stranieri che lavorano per le comunità religiose della Crimea e del Donbass, costringendoli quindi a lasciare il paese. R di P. Pavlo Vyshkovskyi, OMI Il clero cattolico è stato costretto a fuggire per evitare il carcere. Chi resta, deve nascondersi. Il vescovo cattolico di Kharkov-Zaporozhe, mons. Stanislav Shirokordiuk, ha denunciato: “Nell’est del Paese ora c’è una caccia ai preti cattolici”. A farne le spese, non solo i cattolici di rito latino ma anche quelli di rito greco cattolico. “La Chiesa Sopra, i fedeli fanno una processione attorno alla loro chiesa distrutta A dx., P. Pavlo Vyshkovskyi TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 7

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Attualità Holodomor: l’olocausto ucraino Lo sterminio di massa dei contadini ucraini attraverso la fame artificiale fu una consapevole forma di terrore politico perpetrata da Mosca contro la popolazione civile, in seguito al quale venne eliminata un’intera generazione di agricoltori. Fu un’azione ideata e realizzata deliberatamente, visto che tutte le scorte di frumento e d’altri generi alimentari vennero requisiti e portati via nei centri industriali dell’URSS. 8 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 ella lingua ucraina “Holodomor” significa “sterminio di massa per fame”. Si riferisce alla carestia provocata artificialmente, nel ‘32 e ‘33, da Stalin per sterminare il folto ceto dei piccoli contadini proprietari. N Gli storici e i demografi dissentono tuttora sul numero esatto delle vittime. Tuttavia si potrebbe affermare che, tenendo conto delle stime del censimento nel 1937, la cifra più probabile dei morti per inedia e per i fenomeni da essa provocati, quali epidemie, cannibalismo, suicidi e via dicendo, superi i sette-otto milioni. Conformemente alle disposizioni governative, fu inoltre vietato ogni commercio dei prodotti alimentari, con severissime pene quali reclusioni superiori a dieci anni e fucilazione, nelle zone e nei villaggi rurali che non erano riusciti a consegnare i prodotti agricoli al Governo, secondo il piano imposto da questo.

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“Questo regime [comunista] solo si può spiegare come un caso di possessione diabolica collettiva” Servo di Dio André Sheptyskyj, arcivescovo metropolita di Lvov, in una lettera a papa Pio XII greco cattolica oggi è paralizzata”: ha affermato padre Volodymyr Zhdan, cancelliere dell’esarcato di Odessa e Crimea. La persecuzione contro la Chiesa cattolica in Ucraina non è cosa nuova. Per settant’anni il mio paese patì una brutale persecuzione religiosa per mano dei sovietici. Le immani sofferenze sono ancora fresche nella memoria di tutti. Proprio a questa persecuzione ho dedicato la mia tesi di laurea, pubblicata poi in Italia col titolo «Il martirio della Chiesa cattolica in Ucraina» (Luci sull’Est, Roma 2006). Quando il governo decise di distruggere la nostra chiesa, si scontrò con la forza della Fede dei fedeli, i quali la presidiarono per ben due mesi sotto la Aveva ragione S.E. Mons. André Sheptyskyj, arcivescovo metropolita di Lvov, quando in una lettera a papa Pio XII scrisse: “Questo regime solo si può spiegare come un caso di possessione diabolica collettiva”. Non capiamo come ci possano essere persone, nell’attuale situazione politica, che inneggiano a quello sovietico come ad un periodo di grande auge nazionale. Per la Chiesa di Dio, fu solo sangue e sofferenza. Le storie sono raccapriccianti. Il mio parroco, don S. Sabudzinskyy, non volendo tradire il suo sacerdozio, subì torture terribili: gli strapparono la pelle, gli tagliarono le orecchie e il naso e, dopo averlo trascinato per le strade della città, lo crocifissero come Gesù. Mio nonno fu sotterrato vivo perché trovato a pregare il Rosario. Le cifre parlano da sole: 45mila sacerdoti, religiose e religiosi uccisi; dieci milioni di fedeli martirizzati; trentamila chiese rase al suolo. Tutto ciò nel periodo in cui il comunismo sovietico, comandato da Mosca, governò il mio paese, cioè dal 1922 al 1990. neve, di giorno e di notte. Si distesero sotto i trattori per impedirne la distruzione. Il governo inviò allora l’esercito. I militari presero i fedeli e gli perforarono la testa, uno a uno, infilandovi un filo metallico da un orecchio all’altro. Poi, come un Rosario di corpi, li legarono insieme formando un cerchio intorno alla chiesa. Essi preferirono morire piuttosto che tradire Cristo. Grazie alla loro fede, la mia chiesa è una delle poche che, in Ucraina, non sia stata distrutta nel periodo del comunismo. In questa chiesa mia madre mi conduceva sempre, nonostante il decreto del Ministero degli interni che proibiva la frequentazione della chiesa ai minori di diciotto anni. Chi trasgrediva questa legge, era punito con tre anni di prigione. Ogni domenica direttori e insegnanti delle scuole piantonavano l’ingresso delle chiese per rimandare a casa i bambini. Quelli che riuscivano a entrare erano segnalati alle autorità. Il giorno dopo venivano puniti davanti ai compagni di scuola: gli toglievano i vestiti, gli strappavano i capelli, li piz- I Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI) pregano sulla tomba di un loro confratello ucciso dai sovietici nel 1943 TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 9

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Attualità “Nell’est del Paese ora c’è una caccia ai preti cattolici” Mons. Stanislav Shirokordiuk, vescovo di Kharkov-Zaporozhe zicavano e via dicendo. Se un bambino portava al collo la croce, gli insegnanti gliela toglievano e, dopo averla calpestata, la gettavano nel gabinetto. Ai bambini che andavano in chiesa venivano tagliati i capelli a forma di croce, e tutti i colleghi dovevano sputar loro addosso. Chi frequentava la chiesa riceveva sistematicamente voti più basi, per dimostrare che i credenti erano “stupidi”. Sotto, P. Viktor Vonsovich, parroco cattolico a Donetsk, trattenuto in carcere per dieci giorni dai miliziani filorussi, e poi costretto a lasciare la città I miei genitori mi hanno insegnato a difendere la Fede anche a costo di molte sofferenze. Nell’adolescenza ne feci esperienza sulla mia pelle. A scuola ero l’unico della classe che frequentasse la chiesa. Per questo motivo, gli insegnanti mi tormentavano alla presenza dei miei compagni. Mi mettevano in ginocchio davanti al quadro di Lenin, mi minacciavano, mi picchiavano, mi ripetevano: “Non sarai mai prete”. All’età di undici anni, nel 1986, fui accusato di essere “nemico del mio paese” perché la notte di Natale ero andato in chiesa per la Santa Messa. Le guardie mi scovarono. Per punizione mi tolsero il giubbotto e mi costrinsero a rincasare in maniche di camicia, con la temperatura a -25 gradi. Percorsi cinque chilometri sulla neve, sotto la morsa del freddo che intorpidiva le mie membra. Irrigidito dal gelo, non riuscivo a camminare: mi rotolavo e strisciavo per terra. Dentro di me pensavo alle numerose persone della mia parrocchia che non avevano avuto paura di dare la loro vita per Gesù. Trascorsi otto mesi in ospedale. Oggi non sento con un orecchio e con l’altro molto poco, ma sono riconoscente a Dio per avermi fatto sopravvivere. Ecco perché appartengo alla Santa Chiesa Cattolica Romana. 10 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 Purtroppo, oggi, forse con meno spettacolarità che nel periodo sovietico, la Chiesa viene di nuovo perseguitata nelle zone sotto l’influenza russa. Bisogna pregare tanto per l’Ucraina affinché il buon Dio ci preservi anche da questa prova. Grazie per le vostre preghiere!

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Il Medioevo entusiasma la gioventù di Luis Dufaur Un giorno, il figlio più piccolo di Diana, affascinato dai castelli e dai cavalieri, esprime il desiderio di visitare una fiera medievale che si svolgeva a Buenos Aires. La mamma acconsente, sicura di condurlo a una sorta di parco giochi per bambini. La sua sorpresa è totale: non era un parco giochi per bambini, bensì un mega-evento internazionale di alto livello culturale: il Torneo Internacional de Combate Medieval y Recreación de Aldea, che si tiene nel famoso Hipódromo de San Isidro. Un bel giorno la giornalista, infortunatasi a un ginocchio, viene gentilmente aiutata, poiché camminava con difficoltà, da una nuova vicina, Cecilia, una giovane cantante e insegnante di musica, madre di tre figli. Le due diventano amiche. ono finiti i giorni in cui la massima offesa che si poteva arrecare a qualcuno era bollarlo come “medievale”. La situazione è cambiata di 180° gradi. Chi non se ne sia ancora accorto, rischia di essere protagonista di episodi divertenti, come quello accaduto a Diana Fernández Irusta, giovane giornalista argentina dell’importante quotidiano “La Nación”, che recentemente ha vinto il Premio Internazionale di Giornalismo Re di Spagna. S studi intrapresi per diventare esperta in musica e danza medievale. Le sorprese, però, non sono finite. Gli altoparlanti annunciano il momento della battaglia. Trascinata dal piccolo, Diana si avvia al campo di battaglia, convinta di trovare bambini che “lottano” con spade di plastica, come quella che ha Mentre Diana girava meravigliata per le vie della città medievale, eretta per l’occasione, incontra Cecilia. Nuova sorpresa: l’amica indossa un bellissimo vestito da dama medievale, e sta insegnando a un gruppo di ragazze danze e canzoni dell’epoca. Cecilia le racconta di tutte le letture sul tema e degli TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 11

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Attualità Sotto, la delegazione americana al Torneo internazionale di Combattimento medievale, Cuenca, Spagna, ottobre 2015 Sopra, partecipanti al Torneo sudamericano di Combattimento medievale, Buenos Aires, Argentina, agosto 2015 12 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015

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Trova, invece, formidabili cavalieri medievali con tanto di armatura in acciaio e pesanti spadoni, che avrebbero fatto bella figura in qualsiasi museo. Ben protetti da moderne imbottiture sotto l’armatura, i cavalieri colpiscono per davvero, cercando di rovesciare l’avversario. Portabandiera e scudieri completano la scena. appena regalato al figlio. Al limite, si aspettava qualche coreografia teatrale. I tornei internazionali ormai si tengono in diversi paesi, sia del Vecchio che del Nuovo Continente. A partecipare sono soprattutto i giovani. In Spagna, per esempio, il torneo nel castello di Belmonte, a Cuenca, è diventato ormai un appuntamento fisso. In Ungheria, i tornei medievali sono una tappa obbligata nei giri turistici. E negli Stati Uniti si molDiana Fernández Irusta, Premio Internazionale di Giornalismo, messa in crisi dal figlio più piccolo, si è chiesta: “non avrei mica perso il treno della storia?” Cecilia allora spiega all’amica che tutto ciò non è fatto di goliardia, o per un mero interesse culturale, bensì per profondi motivi spirituali. Studiando il medioevo, molte persone rimangono affascinate dal tenore di vita e dalla caratura spirituale di quella civiltà luminosa e cavalleresca. Le associazioni medievali si stanno diffondendo non solo in Argentina ma in tutto il mondo. I loro membri adorano quel passato mitico, fatto da santi, re, cavalieri e dame, castelli e cattedrali, musica, pittura, cucina, arte e religione. Di formazione prettamente “moderna”, Diana è più confusa che mai. Il mondo le sembra rovesciato. In cerca di chiarimenti, qualche giorno dopo si reca a trovare l’amica Cecilia. Torna sull’argomento e sbotta: “Ma non è che si fanno male?”. Sorridente, Cecilia risponde: “Ma si fanno male anche al rugby o al calcio”. Il piccolo figlio di Diana esulta e applaude, spiegando alla mamma, allibita, ogni colpo dei cavalieri, che egli conosce bene dai molti libri letti sul Medioevo. Al suo fianco, una bambina grida: “Che bello! È come un viaggio nel tempo!”. Un giovane cavaliere, capelli lunghi e barba bionda, spiega alla giornalista: “Stiamo rivivendo per la gioventù, uno sport medievale: i tornei a piedi. La gioventù oggi vuole queste cose”. “Siamo, non solo rappresentiamo – spiega Cecilia alla sua amica, non ancora tornata in sé – Il grande problema è l’origine e il destino dell’uomo. Tutto ciò ci porta verso Dio”. D’un tratto, Diana si sente smarrita. Lei, pur potendo visitare i castelli quando era stata in viaggio in Europa, li aveva snobbati, scegliendo invece le cose moderne. La sua amica Cecilia, di modesta condizione, non può permettersi di visitare i castelli europei ma li sogna: ha il Medioevo nell’anima. Messa in crisi, Diana torna a casa chiedendosi se non abbia perso il treno della storia. E scrive per il noto quotidiano di Buenos Aires un lungo pezzo, dal quale è nato questo articolo. tiplicano i restauranti Medieval Times, che oltre ai pasti offrono anche uno spettacolo di combattimento medievale. Tutto ciò sostenuto da una pletora di asociazioni culturali e gruppi storici, come le Societies for Creative Anachronism. È chiaro che un crescente numero di persone non si sente più a suo agio in questa modernità. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 13

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Attualità Viene in mente la celebre frase di Massimo d’Azeglio all’indomani della proclamazione del Regno d’Italia, nel 1861: “Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani”. E, bisogna riconoscerlo con pacatezza, quest’impresa si è dimostrata assai più ardua di quanto non ritenessero gli alfieri del Risorgimento. Esiste un’Italia? In altre parole, esiste una realtà ideale in cui tutti si riconoscono, oltre le differenze regionali e locali? ono in Italia da quasi un quarto di secolo. Da appassionato osservatore della realtà, mi ha sempre affascinato l’incredibile varietà del Belpaese, non solo geografica ma anche culturale, razziale, linguistica, gastronomica… Credo di rendere omaggio alla verità affermando che è il paese culturalmente più ricco dell’Europa. Stiamo, però, parlando di un paese, oppure di un mosaico di popoli con storie e culture diverse e non sempre convergenti? S E l’Italia? Mentre lo Stato commemora le ricorrenze nazionali, il popolo celebra il Medioevo, variegato e organico, vivace ed evocativo. Dalla Regata storica di Venezia, al Palio di Siena, al Corteo storico di Orvieto fino al modesto Palio di Avucat di Capunac, nel piccolo paese della Brianza dove abito, le feste popolari hanno sempre un sapore medievale. quasi senza eccezione, tutte le feste popolari – feste patronali, rievocazioni storiche, sagre, eventi folcloristici, processioni religiose – hanno sempre un carattere medievaleggiante. Ciò vuol dire che quando gli italiani – quelli del Friuli e della Valle d’Aosta come quelli della Sicilia o della Calabria – vogliono celebrare le proprie radici, la propria identità, si riconoscono nel Medioevo, piuttosto che in qualsiasi altra epoca storica. Conosco la Penisola da cima in fondo, da Tarvisio fino a Pozzallo. Nei miei numerosissimi giri, ha sempre attirato la mia attenzione un fatto: Questo ci induce a riflettere sul fatto che il popolo italiano e tutti i popoli europei considerano il Medioevo l’epoca in cui hanno dato il meglio di sé, fino a scorgervi un ideale e a riconoscervi la propria identità. (JL) (Sopra, il Corteo delle contrade a Legnano, MI) 14 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015

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onfusione” è la parola più utilizzata in autorevoli commenti per trarre un bilancio del periodo che abbraccia il prima, il durante e il dopo dei due Sinodi sulla famiglia. Infatti, questo periodo tanto denso nelle discussioni quanto nebuloso nella percezione dell’opinione pubblica, fu inaugurato dall’ormai celebre discorso pronunciato dal cardinale Walter Kasper nel Concistoro del febbraio 2014, che subito rimbalzò sui titoli dei più grandi media del mondo, alimentando in seguito una continua e crescente disputa, ad intra e ad extra dell’aula sinodale, fra quelle che il sacerdote gesuita Antonio Spadaro ha definito «due diverse visioni del rapporto tra la Chiesa e la storia». “Disorientamento” è stato, del resto, il termine usato dagli oltre 850 mila fedeli che hanno firmato una Supplica Filiale a Papa Francesco sul futuro della Famiglia chiedendogli di dire una parola di chiarezza sulla situazione creatasi dopo il pronunciamento del cardinale Kasper. “C Confusione idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata, creando dubbi, confusioni, ribellioni». Un’analisi lucida e coraggiosa “Disorientamento” e “confusione” sono, infatti, parole chiave per descrivere quanto sta accadendo nelle menti e nelle coscienze dei cristiani per quanto riguarda l’insegnamento e la prassi della Chiesa sulla morale naturale e cristiana nei confronti della famiglia, tema centrale per la nostra rivista e per la nostra associazione. Questo disorientamento va dimostrando giorno dopo giorno di essere nient’altro che la continuità, terribilmente aggravata, di quel fenomeno già descritto da Giovanni Paolo II agli albori del suo pontificato, quando stilava il bilancio degli anni precedenti: «Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani oggi in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi, si sono sparse a piene mani A questo “smarrimento” dei fedeli viene in soccorso la lucida e coraggiosa analisi che mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Santa Maria di Astana, ci offre della Relatio Finalis del Sinodo. Nello studio dal titolo «Una porta posteriore per una pratica neo mosaica», mons. Schneider, pur riconoscendo che nella suddetta Relatio si riscontrano delle verità chiaramente e bellamente affermate, riferendosi ai numeri 84-86 del Capitolo III (sulla molto discussa questione dei “divorziati risposati”), asserisce che il testo rappresenta in questi punti un «serio allontanamento» dal comandamento divino di dire “sì, sì, no, no” (Mt 5, 37), optando invece per «tattiche offuscanti» che usano espressioni ambigue come “una più piena partecipazione alla vita della Chiesa” oppure “discernimento” e “integrazione”. Il risultato è che con «queste tattiche offuscanti la Relatio Finalis di fatto mette delle bombe a tempo e apre una porta posteriore all’ammissione dei divorziati risposati alla Sacra Comunione, causando così la profanazione dei due grandi sacramenti del Matrimonio e dell’Eucaristia e contribuendo, almeno in modo indiretto, alla diffusione della piaga del divorzio». Per mons. Schneider questi passaggi della Relatio sono stati stesi con una «abile e sofisticata ambiguità». I novatori si rallegrano Non sarebbe, dunque, per nulla priva di fondamento la conclusione che ne traggono alcuni dei più celebri nomi che si sono spesi apertamente in favore di TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / DICEMBRE 2015 - 15

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