L'arte del Coro #3

 

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Quadimestrale di coralità, arte e cultura

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L’Arte del Coro anno I – n. 3 – ottobre 2015 Quadrimestrale di coralità, arte e cultura dell’Associazione Corale “Benedetto Marcello”

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L’ARTE DEL CORO Quadrimestrale di coralità, arte e cultura Anno I – n. 3 – ottobre 2015 Direttore Artistico Maria Teresa Carloni Redazione Tutti i coristi Hanno collaborato a questo numero: Francesco Cantù Giovanni Carosi Elena D’Elia Mariano Di Tanno Antonello Dominici Cinzia Faina Chiara Felice Alfreda Incelli Giuseppe Rinaldi Associazione Corale “Benedetto Marcello” www.coralebenedettomarcello.it mail: info@coralebenedettomarcello.it 2

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Sommario EDITORIALE IL PRMO ANNO È GIÀ TRASCORSO… DI MARIA TERESA CARLONI 4 ASSOCIAZIONE CORALE BENEDETTO MARCELLO LA RASSEGNA CORALE “SUI COLLI DI ROMA” LA RASSEGNA CORALE “SUI COLLI DI ROMA” NEL TEMPO 5 7 LA CAPPELLA MUSICALE DI NOTRE DAME DI PARIGI LO STILE GOTICO DI CHIARA FELICE NOTRE DAME, STORIA DELLA CATTEDRALE DI CHIARA FELICE LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME DI PARIGI OGGI DI ALFREDA INCELLI I ROSONI E LE VETRATE DI NOTRE DAME DI PARIGI DI ANTONELLO DOMINICI NOTRE DAME DI PARIGI NELLE ARTI, MITI E LEGGENDE DI ALFREDA INCELLI LA MUSICA SACRA E I MUSICISTI A NOTRE DAME DI PARIGI DI MARIANO DI TANNO LA CAPPELLA MUSICALE NEL TEMPO DI MARIA TERESA CARLONI GLI ORGANI DI NOTRE DAME DI PARIGI DI ELENA D’ELIA GLI ORGANISTI DI NOTRE DAME DI PARIGI DI ELENA D’ELIA 9 12 14 17 21 24 27 28 32 UN MUSICISTA DA RICORDARE LOUIS VIERNE DI MARIA TERESA CARLONI LOUIS VIERNE “TANTUM ERGO” DI MARIA TERESA CARLONI 34 36 LO SAPEVATE CHE… BONAVENTURA SOMMA A CHIANCIANO DI ELENA D’ELIA MERCURIO E BRAHMS: STORIE DI UOMINI E PIANETI UNITI NELL’UNIVERSO DI CINZIA FAINA ROSSINI E BELLINI A PARIGI DI MARIA TERESA CARLONI JEAN-PHILIPPE RAMEAU A ST. EUSTACHE A PARIGI DI MARIA TERESA CARLONI 40 41 42 42 LA VOCE DEL CORO I TENORI DI GIOVANNI CAROSI & I TENORI 43 3

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EDITORIALE – IL PRIMO ANNO E’ GIA’ TRASCORSO… di Maria Teresa Carloni Continuiamo a farci conoscere attraverso l’ultima rubrica a noi dedicata sul nostro appuntamento annuale, iniziato nel 1992, della Rassegna Corale “Sui colli di Roma”. E’ per noi un momento importante d’incontro e confronto con altre realtà corali che agiscono nella nostra città, in Italia e nel mondo. In tutti questi anni abbiamo incontrato tantissimi cori, quasi un centinaio, ed abbiamo con buona parte di loro iniziato un’amicizia nel nome della musica che continua da diversi anni. Continuiamo poi il cammino verso la conoscenza delle più grandi cappelle musicali ponendo la nostra attenzione sulla Cappella Musicale della Cattedrale di Notre Dame di Parigi: i vari articoli non riguarderanno solo la cappella musicale ma anche la storia e le opere d’arte della cattedrale che la ospita. Ci sarà sempre l’articolo su un musicista famoso nell’epoca in cui è vissuto ma oggi quasi dimenticato nella rubrica “Un musicista da ricordare”, come continueremo a raccontarvi piccole curiosità all’interno della storia della musica e dei musicisti nello spazio “Lo sapevate che”. “La voce del coro” sarà dedicata alla sezione dei tenori con un simpatico articolo nel quale i nostri tenori si raccontano con molta simpatia. Ringrazio ancora tutti voi che ci seguite, i coristi che hanno partecipato alla preparazione di questo numero e a questo punto continuo a dire… buona lettura! Con questo numero termina il primo anno di vita del quadrimestrale. Ringrazio ancora tutti coloro che hanno letto i numeri precedenti de “L’Arte del Coro” e che ne hanno apprezzato il contenuto ed il lavoro che è stato svolto. Ringrazio sempre tutti i coristi dell’Associazione Corale “Benedetto Marcello” per l’impegno profuso nella preparazione del nostro quadrimestrale. In questi primi tre numeri che compongono il primo anno ho avuto modo di constatare come sia importante prestare attenzione oggi alla coralità: la nostra società, molto informatizzata, tende a dimenticare certe tradizioni che fanno parte della nostra cultura fino a che lentamente sono dimenticate. Per questo, come ho avuto modo di dire già dal primo numero, è nato in quadrimestrale “L’Arte del Coro”, per essere una piccola goccia nel mare telematico che ci circonda e che mantiene vivo l’interesse per la coralità ricordando il grande patrimonio culturale che ci ha preceduto e quello che abbiamo oggi. Anche in questo numero la realizzazione dei vari pezzi sarà a cura dei coristi che si alterneranno nella stesura degli articoli nei vari numeri che pubblicheremo. 4

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ASSOCIAZIONE CORALE “BENEDETTO MARCELLO” LA RASSEGNA CORALE “SUI COLLI DI ROMA” di Maria Teresa Carloni Nell 1992, dopo appena tre anni di attività, decidemmo di creare una rassegna corale, ad appuntamento annuale, per avere un momento di confronto e di scambio con altre realtà corali italiane e straniere. I concerti, sin dalla prima edizione, si tengono nella Chiesa Nostra Signora di Coromoto, la nostra sede, con l’intento di far diventare questa manifestazione un appuntamento importante dell’autunno concertistico romano oltre ad un autentico punto di riferimento nella vita artistica e sociale del quartiere Monteverde Nuovo attraverso il quale l’Associazione cerca di rendersi presente sul territorio, stimolando la sensibilità musicale ed artistica. Scopo musicale della rassegna è di mantenere vivo il repertorio polifonico di musica corale, con particolare attenzione al repertorio rinascimentale, repertorio che rischia di essere un po’ dimenticato dalle associazioni corali. Il nome della rassegna non fu facile da trovare: volevo un bel nome che avesse un riferimento alla città di Roma. Non riuscivo a trovarlo e allora decisi di chiedere consiglio al mio primo insegnante di musica: don Fernando Giorgi. Dopo una lunga e affettuosa telefonata nella quale spiegavo l’aiuto di cui avevo bisogno, mi chiese un giorno di tempo per pensarci. Lo chiamai il giorno dopo e come prima cosa mi disse che non era facile trovare un titolo ad una rassegna corale e che in un giorno aveva pensato ad alcune ipotesi: mi disse con molta serenità ma in velocità un 5-6 titoli uno più bello dell’altro ed io, tanto lo stupore, non riuscivo quasi a scriverli nella fretta. Tra tutti concordammo che “Sui colli di Roma” era il più bello e così è nato il titolo della Rassegna Corale “Sui colli di Roma”. In tutti questi anni abbiamo tenuto tanti concerti per la rassegna ed abbiamo ospitato tante compagini corali italiane e straniere. Negli anni abbiamo avuto vari enti che hanno concesso il loro patrocinio morale riconoscendo alla nostra inziativa un alto valore culturale. Nel 2011-2012-2013-2014 abbiamo l’onore di ricevere la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana della quale ci sentiamo veramente tanto onorati e orgogliosi. Quest’anno siamo giunti alla XXIV edizione. Si svolgerà il 24 ottobre

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alle ore 21 sempre nella Chiesa Nostra Signora di Coromoto ed ospiteremo due corali dell’Italia centrale: il coro “Nova Schola Cantorum di Arsoli”, diretta da Carla Ferrari e il Coro Polifonico “Canticorum Jubilo” diretto da Maurizio Scarfo’. L’Associazione della “Nova Schola Cantorum di Arsoli” ha iniziato la sua attività artistica ad Arsoli (RM) l’11 aprile 1996, raccogliendo una tradizione centenaria interrottasi da circa trent’anni. Nel corso degli anni si accredita come coro di riferimento dell’Abbazia di Subiaco, della Diocesi di Tivoli, della X^ Comunità Montana dell’Aniene e del Parco Regionale dei “Monti Simbruini”. Dal 1998 organizza in Arsoli una Rassegna Corale Polifonica, intitolata alla Patrona di Arsoli, Nostra Signora di Guadalupe, i cui proventi sono devoluti in beneficienza. Ha al suo attivo l’esecuzione di numerose SS. Messe, nonché concerti, rassegne e festival corali anche di livello internazionale. Il Coro Polifonico “Canticorum Jubilo” è stato fondato nel 1979 ed ha partecipato con successo a importanti manifestazioni corali laziali e ha effettuato tournèe sia in Italia che all'Estero (Malta, Germania, Stati Uniti d'America, Austria). Specializzato nell'esecuzione di musica sacra spazia dalla polifonia rinascimentale alle grandi composizioni sinfoniche dell'800 con predilezione per i classici del XVIII e XIX secolo. Ha cantato alla presenza del Presidente della Repubblica (Palazzo del Quirinale) e di Sua Santità Giovanni Paolo II (Castelgandolfo, Basilica e Piazza S. Pietro). Organizza la “Rassegna Internazionale - Cori sull'Aventino". Medaglia conferita dal Presidente della Repubblica Italiana per le edizioni 2011-2012-2013-2014 della Rassegna Corale “Sui colli di Roma” all’Associazione Corale “Benedetto Marcello” 6

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ASSOCIAZIONE CORALE “BENEDETTO MARCELLO” LA RASSEGNA CORALE “SUI COLLI DI ROMA” NEL TEMPO di Maria Teresa Carloni In tutti questi anni tanti cori hanno partecipato alla Rassegna Corale “Sui colli di Roma”. Eccoli qui elencati: Prima edizione 1992 Coro ‘Settimo-Sinnai’ direttore Serafino Pisu Corale ‘Orazio Vecchi’ direttore Alessandro Annibaldi ‘Kirchenchor von Mater Dolorosa’ direttore Peter Simmonett Seconda edizione 1993 ‘Camerata Polifonica Viterbese’ direttore Zeno Scipioni Coro ‘L’Accordo’ direttore Matelda Viola Corale ‘L. A. Sabbatini’ direttore Piero Carabba Corale ‘Sacred Heart Cathedral Choir’ direttore William Greene Terza edizione 1994 ‘’The Fao Philarmonic Choir’ direttore Claudio Adrian Menendez ‘Gruppo Vocale Kantor’ direttore Guglielmo De Sanctis Corale ‘S. Michele Arcangelo’ direttore Antonio Censi Corale ‘Luigi Colacicchi’ direttore Domenico Ceri Quarta edizione 1995 Corale ‘Gino Serafini’ direttore Valerio Marcantoni Corale ‘Canticum Novum’ direttore Corrado Fioretti Corale ‘Una Voce’ direttore C. G. Picone Corale ‘Canticorum Jubilo’ direttore Stefano Gentili Quinta edizione 1996 ‘Canticorum Jubilo’ direttore Stefano Gentili ‘Chorgemeinschaft Portner’ direttore G. Portner Corale ‘Aquarius’ direttore Claudio Adrian Menendez ‘Ex ragazzi cantori della Cappella Sistina’ direttore R. Montuori Sesta edizione 1997 ‘Coro della Vallicella’ direttore J. Mesalles Corale ‚G.B. Martini’ direttore Massimo di Biagio Corale ‘Aquarius’ direttore Claudio Adrian Menendez Coro ‘Accademia Polifonica Romana’ direttore Roberto Montuori Settima edizione 1998 Coro ‘Diego Carpitella’ direttore Giorgio Monari Coro ‘Tomas Luis da Victoria’ direttore P. Morelli Corale ‘Giuseppe Verdi’ direttore Antonella Mazzarulli Ottava edizione 1999 ‘Coro Polifonico di Acilia’ direttore Maria Szpadrowska Coro ‘Turris Virgata’ direttore Alessandro Borghi ‘Coro Polifonico di Ciampino’ direttore Mario Lupi Nona edizione 2000 Coro ‘Musica Nova’ direttore Fabrizio Barchi Coro Polifonico ‘Rutuli Cantores’ direttore N. Mazzini Gruppo Vocale ‘Aquarius’ direttore Claudio Adrian Menendez 7

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Decima edizione 2001 Coro Polifonico di Grottaferrata direttore Massimo di Biagio Schola Cantorum Privernate ‘S. Giovanni E.’ direttore D. Tommasi Coro dei Fiorentini direttore Mauro Bacherini Undicesima edizione 2002 Associazione Corale ‘Lorenzo Perosi’ direttore Luigi Ciuffa Coro Polifonico ‘Franchino Gaffurio’ direttore Lucia Converio Gruppo Vocale ‘Florilegium Musicae’ direttore Remo Guerrini Dodicesima edizione 2003 Coro Polifonico di Bracciano direttore Massimo Di Biagio Associazione Corale Montefeltro direttore V. Bastianelli Tredicesima edizione 2004 Coro Giuliano Del Chiaro – direttore P. Lauria Coro Sängerkreis Paderborn – Büren e.V. – direttore B. Große-Coosmann Corale Canticorum Jubilo direttore Stefano Sabene Quattordicesima edizione 2005 Corale S. Maria dell’Edera direttore Lucia Giorni Coro Polifonico “Hortae” direttore Andrea Cappelleri Quindicesima edizione 2006 Coro Giovanile di Segni direttore F. Fagiolo Coro Polifonico “Hortae” direttore Andrea Cappelleri Sedicesima edizione 2007 Corale S. Maria dell’Edera direttore Lucia Giorni Coro Polifonico Nepete direttore Giorgio Trevisiol Diciassettesima edizione 2008 Ass. Corale Polifonica “G. Contilli” direttore G. Valenti Coro “G. d’Arezzo” direttore Giovanni Cernicchiaro Diciottesima edizione 2009 “Coeli et terrae” Vocal Ensemble direttore Maurizio Romano Associazione Corale “Lorenzo Perosi” direttore Luigi Ciuffa Diciannovesima edizione 2010 “Gino Serafini” direttore Valerio Marcantoni Coro Polifonico “Roma tre” direttore M.Isabella Ambrosini Ventesima edizione 2011 Coro “Mons. G. Bellamaria” direttore Laura Ammammato Associazione Polifonica Pontina direttore Massimo Carlini Ventunesima edizione 2012 Coro Polifonico “Concentus Vocalis” direttore Corrado Fioretti Coro Polifonico “G. Carissimi” direttore Massimiliano Stival Ventiduesima edizione 2013 Corale Polifonca Psalterium direttore Andrea Savo Ensemble Vocale di Roma direttore Matteo Bovis Ventitreesima edizione 2014 Coro Femminile “Et nos” direttore Marina Mango Gruppo Vocale “Ottava rima” direttore Marta Zanazzi Ventiquattresima edizione 2015 Nova Schola Cantorum di Arsoli direttore Carla Ferrari Coro Polifonico “Canticorum Jubilo” direttore Maurizio Scarfo’ 8

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LA CAPPELLA MUSICALE DI NOTRE DAME DI PARIGI LO STILE GOTICO di Chiara Felice Antelami, Deposizione-1176 Il termine “Gotico” come denominazione artistica è coniato da Giorgio Vasari nelle sue “Vite”, tra i primi studi storici di critica dell’arte. Il Vasari descrive con accezione dispregiativa come Gotiche quelle espressioni artistiche derivanti dai Goti, in senso lato dai barbari, in contrapposizione con l’arte che fece “rinascere” la classicità (il Rinascimento). Con il tempo è svanita l’accezione negativa, dovuta al rapporto dello studioso con il mondo antico, e si tende ad indicare con il termine “Gotico” tutte quelle espressioni artistiche, che vanno dalla scultura alla pittura all’architettura, espresse tra il XII e il XIV secolo in Europa. Come l’arte Romanica anche il Gotico si sviluppò trasversalmente in gran parte del continente europeo, soprattutto nel nord, tuttavia le circostanze particolari della sua origine nell’Ile-de-France la resero sempre più arte nazionale di quello stato francese che in quegli anni andava consolidandosi. Per comprendere la poetica gotica è bene tenere presente che contribuirono a questo nuovo orientamento artistico tanto fattori tecnico scientifici quanto filosofico teologici. Inoltre, a dispetto dell’opinione del Vasari, anche il gotico trae ispirazione dall’arte classica, in particolare romana: il rapporto con l’antico nel mondo dell’arte non fu mai interrotto, anzi il mondo classico fu sempre, seppur in misura diversa per luoghi e circostanze, tenuto presente: basti pensare alle varie “Rinascenze” che costellarono i regni dell’Alto Medioevo. 9

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Si trattava tuttavia di una visione certo ingenua, non critica o consapevole: è risaputo infatti come nei nostri antenati medievali mancasse la corretta visione di se rispetto all’antico, sia da un mero punto di vista cronologico che culturale. Un esempio su tutti: Dante Alighieri si sentiva cittadino romano, alcune delle più belle pagine della sua Commedia trattano proprio il tema dell’impero Romano che da Giulio Cesare proseguiva sino ai suoi tempi! Non dobbiamo tuttavia accostarci all’arte gotica e al mondo medievale in generale con lo spirito critico di un uomo cinquecentesco come il nostro Vasari, e relegare il medioevo ad un’ “epoca di buio”: uno studio non superficiale di questo periodo storico farà affiorare una civiltà forse ingenua, certamente superstiziosa, ma ricca di simboli, rimandi e significati, affascinante e per nulla priva di cultura. Abbazia di Saint Denis, Coro Per comprendere appieno le innovazioni stilistiche e poetiche del gotico, è utile riferirsi al coro dell’abbazia reale di Sant Denis, vicino Parigi, la cui ristrutturazione è universalmente riconosciuta come l’inizio formale del Gotico, poiché presenta per la prima volta tutti i punti salienti della corrente artistica in esame. Nel 1140 l’Abate benedettino Suger decide di ristrutturare il coro dell’abbazia di San Dionigi, secondo le più moderne innovazioni tecniche, riprendendo degli elementi delle Terme di Diocleziano ammirate durante un viaggio in Italia: il risultato è un doppio deambulatorio con cappelle radiali, in cui la dimensione dominante è quella della 10 verticalità, sottolineata dalle snelle colonnine che salgono addossate ai pilastri senza soluzione di continuità sino alla volta: all’arco a tutto si sostituisce il sesto acuto, le volte a crociera lasciano il posto all’ogiva costolonata. Più avanti compariranno archi rampanti, contrafforti e pinnacoli che, oltre all’imprescindibile funzione statica, innalzano ancor più le cattedrali verso il cielo. Tali innovazioni tecniche permettono una ridistribuzione del peso e migliorarono decisamente la statica degli edifici, permettendo di realizzare cattedrali sempre più alte rispetto alle “cugine” Romaniche. L’elemento verticale assume grande importanza simbolica e filosofica: la

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spinta verso il cielo rappresenta l’anelito all’assoluto, che è Dio. Su tutto domina la luce, elemento dall’importanza assoluta, che assumerà un ruolo centrale nella metafisica della luce rappresentando Dio stesso. Per questo, man mano che gli accorgimenti tecnici si fecero all’avanguardia, le mura delle cattedrali andarono sempre più assottigliandosi, prive della loro originale funzione statica, per lasciare il posto a imponenti e luminose vetrate, che inondarono le cattedrali di luce. Il timore reverenziale che l’uomo provava, piccolissimo di fronte ad una architettura che giganteggia, sta a significare il rispettoso timore del fedele nei confronti dei misteri che, essere finito e limitato, non può penetrare. Certo anche oggi, dopo secoli e secoli, nemmeno l’uomo moderno può evitare di provare ammirazione, stupore e timore di fronte a tali costruzioni che sembrano costruite a misura di Dio, non certo di uomo. Duccio di Buoninsegna - Maestà del duomo di Siena (1308/1311) 11

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LA CAPPELLA MUSICALE DI NOTRE DAME DI PARIGI NOTRE DAME, STORIA DELLA CATTEDRALE di Chiara Felice “Prodigioso risultato del contributo di tutte le forze di un’epoca, dove si vede scaturire su ogni pietra la fantasia dell’artigiano disciplinata dal genio dell’artista”-V.Hugo. ormai in rovina ed inadeguata ad accogliere i numerosi fedeli. Il grandioso progetto prevedeva una riqualificazione dell’intera zona, l'apertura di una grande piazza di fronte alla cattedrale raggiungibile da una nuova strada più larga per agevolare l'accesso dei fedeli, nonché la ricostruzione del palazzo vescovile. Fu così che, alla presenza di Papa Alessandro III, nel 1163 fu posata la prima pietra del futuro simbolo di Parigi. La costruzione fu lunga; generalmente si divide in due fasi: nel 1250 circa fu completato l’assetto generale dell’edificio (ampio corpo longitudinale a cinque navate, transetto appena sporgente, coro concluso con doppio deambulatorio) in questa fase possiamo ancora parlare di uno stile di transizione tra il Romanico e il Gotico; tuttavia già dal XIII secolo furono molteplici le aggiunte in stile Gotico che contribuirono a modellare la cattedrale fino a farle assumere l’aspetto odierno; basta citare i celebri contrafforti e gli archi rampanti del coro che caratterizzano il lato sud-est della cattedrale. Tuttavia aggiunte più o meno importanti all’edificio furono incessanti fino al XVIII secolo: cappelle e monumenti funebri si andavano ad aggiungere al corpo originale secondo i gusti delle varie epoche. Si potevano dunque trovare accostati elementi Gotici, Rinascimentali e Barocchi. Notre Dame, veduta dalla Senna -lato Ovest La maestosa cattedrale di Notre Dame è collocata nell’'Île de la Cité, isola nel cuore di Parigi, all’interno della quale già dal 52 a.C. sorgevano edifici di culto: la moderna cattedrale nasce infatti sulla zone dell’antico tempio pagano dedicato al dio latino Giove. Assume le caratteristiche di chiesa cristiana attorno al IV secolo a.C., quando viene eretto un complesso dedicato a Santo Stefano, di ordine Romanico, con annesso battistero. Ma la cattedrale cosi come la possiamo ammirare in epoca contemporanea comincia a delinearsi solo nella metà del XII secolo: in quegli anni infatti divenne Vescovo di Parigi Maurice de Sulley, noto teologo del tempo, che promosse energicamente la costruzione di una moderna e grandiosa cattedrale che desse lustro alla neocapitale francese, essendo la chiesa di Santo Stefano 12

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Notre Dame, prospetto e sezione I secoli non risparmiarono Notre Dame, che ne porta ben evidenti i segni; la cattedrale fu teatro di grandi eventi storici, dai vari matrimoni dei reali di Francia alla riabilitazione di Giovanna d’arco, non fu risparmiata dai momenti più cruenti della storia francese. Durante la rivoluzione del 1789, infatti, la chiesa fu devastata, tutti i metalli fusi. Saint Simon voleva addirittura comprarla e distruggerla. Durante il periodo del terrore fu convertita secondo la delirante visione giacobina in “tempio della ragione”. Fu poi nuovamente consacrata da Napoleone, che qui volle essere incoronato Imperatore. La chiesa all’inizio del XIX secolo, dunque, era assai degradata. Era necessario un intervento ben più profondo dei vari lavori che si erano affaccendati già sotto il Re Sole. Tale opportunità si presentò nel 1831, in occasione della pubblicazione del celebre romanzo “Notre Dame de Paris” di Victor Hugo che, oltre l’innegabile valore letterario, ebbe anche il merito di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla condizione di degrado della cattedrale. Una petizione capeggiata proprio dallo scrittore e da Ingres, noto pittore, promosse il restauro dell’edificio, affidato agli architetti Lassus e Viollet-le-Duc, che si erano precedentemente distinti nel restauro della SainteChapelle. Il restauro riuscì ad integrare i vari stili presenti all’interno dell’edificio armonizzandone le varie componenti sia con interventi che riportassero l’edificio al suo aspetto originario (furono ricostruite le statue dei re Giudei nella “Galleria dei re” sulla facciata principale, distrutti durante la rivoluzione perché confusi con i reali di Francia) sia con interventi ex novo, non esenti da critiche da parte dei contemporanei (è in questo momento che vengono aggiunti e famosi “gargoyles”, inesistenti fino ad allora), sia eliminando alcune aggiunte post medievali che snaturavano l’opera (fu rimosso l’intonaco che copriva completamente le pareti interne).

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LA CAPPELLA MUSICALE DI NOTRE DAME DI PARIGI LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME DI PARIGI OGGI di Alfreda Incelli Notre Dame è il centro della Francia. figure di Profeti e 3 di Re. Al centro Non tanto perché è una cattedrale c’è la deposizione della Vergine dopo bellissima; in Francia le cattedrali la sua morte e ancora sopra gotiche di Amiens, Evreux, Reims e l’Incoronazione. Il portale centrale altre non hanno niente da invidiare rappresenta il Giudizio Universale, alla “Signora di Parigi”. Notre Dame con Cristo circondato da due angeli, è il centro della da Maria e da San Francia perché dal Giovanni che in sagrato antistante modo caritatevole lo l’ingresso parte il pregano di salvare le Punto Zero, il punto anime. Sopra e alla da cui vengono destra di Cristo ci calcolate tutte le sono le anime distanze stradali delle salvate; a sinistra Francia. Per capire quelle che i demoni qual è, cercate a terra stanno portando una stella di bronzo. all’inferno. Il portale Il nome della di Sant’Anna è un cattedrale viene dalla libro di pietra: è statua della Vergine rappresentata la vita con il Bambino che si di Maria, dalla trova sulla colonna nascita nella parte a sud-est all’educazione, fino del transetto. Durante all’Annunciazione e la La facciata la sua lunga storia visita dei Re Magi. che la vede nascere come tempio Subito sopra i portali c’è la Galleria romano dedicato a Giove e poi con le copie dei Re dei Giudei, e diventare luogo di culto cristiano, ancora sopra il rosone della Vergine. Notre Dame è stata molte volte sul La facciata ovest è dominata da due punto di essere abbattuta. Per torri; anche sembrano uguali, la fortuna è intervenuto sempre la sinistra è un po’ più alta. volontà di qualche parigino potente Della facciata sud, quella che a salvarla. affaccia sulla Senna, vi segnaliamo la cripta gotica, in cui è conservato il L’ESTERNO DELLA CATTEDRALE Tesoro della Cattedrale e il rosone La facciata più famosa di Notre con un motivo a losanghe ripetute; Dame è quella ovest; partendo dal il portale sottostante è dedicato al basso sono visibili tre portoni che martirio di Saint Etienne, con scene rappresentano, da sinistra verso dell’arresto, del processo e della destra il Portale del Giudizio lapidazione. Universale, il Portale della Vergine e I mostri che dall’alto di Notre Dame il Portale di Sant’Anna. Il portale scrutano gli uomini non hanno solo della Vergine è sovrastato da 3 una funzione decorativa. In realtà, 14

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gargouille in francese indica l’estremità dei condotti di scolo della acque piovane ed è proprio questa la funzione che svolgono in Notre Dame. Oggi il nome indica prevalentemente i mostri fantastici creati da Viollet-le-Duc durante uno dei tanti rifacimenti di Notre Dame. I mostri sono spettacolari e vale la pena andarli a guardare da vicino; basta farsi i 387 gradini della torre nord. Anche se i turisti chiamano tutte le figure di Notre Dame Gargoille, in realtà ci sono anche le Chimere, sulla facciata ovest. Le Chimere sono animali fantastici come i Gargoille ma non hanno alcuna utilità funzionale. La più famosa delle chimere è la Stryge, spirito maligno che vive solo di notte, presente in molte leggende orientali. L’INTERNO DELLA CATTEDRALE La prima cosa che vi colpira’, entrando in Notre Dame, è la penombra in cui è avvolto l’interno della cattedrale. I vostri occhi avranno bisogno di qualche secondo per abituarsi, ma poi tutto diventerà più distinto. Notre Dame è lunga 135 metri, larga 48 e alta 35. La navata centrale è una vera meraviglia della prospettiva e della simmetria. Proseguendo verso l’organo, il più grande d’Europa, la luce si fa più forte. Entra dal rosone della parte ovest, ricostruito, come gli altri da Viollet-le-Duc. I rosoni sono dei libri in vetro: se vi portate un binocolo potrete ammirare le storie del Vecchio Testamento, santi, vergini, demoni e tutto quanto serviva ad educare alla religione il popolo che non sapeva leggere. La campana di Notre Dame de Paris non suona mai. Solo nelle occasioni veramente solenni si può ascoltare il suono che molti descrivono come puro e perfetto. Secondo la leggenda raccontata dai parigini, quando si decise di rifondere la campana per rifarla le donne di Parigi gettarono nel metallo fuso i loro gioielli in argento ed oro; da qui verrebbe la purezza del suono. I TESORI DELLA CATTEDRALE Notre Dame conserva alcuni delle reliquie più importanti della cristianità; anche se la chiesa cattolica non l’ha mai riconosciuto ufficialmente, nella chiesa sono conservati la corona di spine che portò in testa Gesù, un chiodo e un pezzo della Croce santa. Il Tesoro è conservato nella sacrestia neogotica che si trova nel lato sud dell’edificio. Insieme alle reliquie di Cristo ci sono anche quelle di San Luigi, come alcune ossa e la tunica. Vi è inoltre la Corona di Spine. 15

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