Ristonews Novembre 2015

 

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Edizione Novembre Ristonews Ristoworld Italy

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ANNO IV N. 21 Novembre 2015 RistoWorldItaly ECCO IL MADE IN ITALY Ristoworld Italy - www.ristoworld.org - www.ristonewstime.it Tutto pronto per l’evento dell’anno

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RIVISTA UFFICIALE DI RISTOWORLD ITALIA Direttore Responsabile Marcello Proietto di Silvestro E-mail: ristonews@gmail.com Mobile: +39 333.5021044 ristonews.ristoworld marshpr www.ristonewstime.it Associazione Culturale Ricreativa RISTOWORLD ITALY Presidente e Direttore Editoriale Editoriale Under Pressure di A. Finocchiaro Andrea Finocchiaro www.ristoworld.org info@ristoworld.net ristoworld@pec.ristoworld.net groups/ristoworld Editore Pubblicazione Associazione Culturale Ricreativa Ristoworld Italy Via Zia Lisa 153 95121 Catania Stampa & Distribuzione On-line in PDF sul sito www.ristoworld.org RistoNews Rivista Ufficiale di Ristoworld Italia lascia agli Autori degli articoli l’intera responsabilità dei loro testi. Gli Autori delle ricette dichiarano che le stesse sono da loro realizzate e rispondono personalmente in caso di plagio o altro reato legato alle opere d’ingegno. Il grado di difficoltà espresso in testa alla ricetta segue la scala da 1 a 5. Ristoworld Italy assicura che i dati personali, in suo possesso, vengono trattati con tutta la riservatezza prevista dalla legge 196 del 2003 e ulteriori modifiche, garantendo che, su richiesta, i dati personali potranno essere rettificati oppure cancellati. Contrappunti di Marsh Maledetto Like Vedi Cosa Bevi A spasso per Cantine di Nicolò Cisarò Le Firme di questo numero Grazie a: Andrea Finocchiaro, @marshpr, Nicolò Cisarò, Titti Dell’Erba, Simonetta Iaquinta, Almerindo Santucci, Mirko Monteduro, Antonino Di Carlo, Angela Dininni, Roberto Trimarchi, Rosalba Gugliandolo Celeste, Arturo Sclavi, Ida ladiana, Serena Surdo, TraccePerLaMeta, Paola Surano, Annamaria Folchini Stabile, Roberto Saluzzi, Maria Piazza, Delia Ciriello, Ansa Immagini e foto provengono da archivi privati e dal web Autorizzazione del Tribunale di Catania N. 02 del 2012 Expo contro gli Sprechi di Serena Surdo Le Premiazioni del Concorso Per Mangiarti Meglio Chiuso in redazione il 15 ottobre 2015 2 N. 21 Novembre 2015

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EDITORIALE Meglio morire felici che mangiare lombrichi D opo le ultimissime notizie diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con le quali viene reso noto che i prodotti a base di carne conservata sono cancerogeni, pari al fumo ed altri prodotti altamente rischiosi, sembra si sia innescata una vera e propria lotta contro l’enogastronomia Italiana. E’ giusto limitare l’uso delle carni rosse nella nostra dieta ma non penso sia consigliabile creare allarmismo su alcuni prodotti che da secoli vengono consumati da mi- lioni e milioni di persone; ma cosa pensate che sarà certamente una buonissimo nostro salame a farmi morire di cancro o di tumore? Il fare abuso di qualsiasi prodotto è scientificamente provato che danneggia la nostra salute, ma un uso limitato e corretto di un alimento non penso sia causa di tumori, cancri o altre patologie. Ma invece perché non pensiamo a quei prodotti che veramente danneggiano la nostra salute partendo dai coloranti alimentari, ai conservanti, agli antiossidanti e tanto altro che ormai riempiono i nostri prodotti presenti sugli scaffali? Perche non attaccare le grandi industrie? I leader mondiali producono alimenti in grosse quantità, utilizzando tecniche meccanizzate e di acceleramento per la produzione, utilizzando additivi o altre schifezze varie per aumentare la resa, la durata e rendere il prodotto talmente buono da creare una vera e propria overdose nel consumatore. Questa sembra una vera e propria guerra che attacca le tradizioni della nostra cultura enogastronomica e adesso l’unione europea se ne esce con un nuovo emendamento legge con il quale liberalizza il consumo di larve e lombrichi. Scusate, non per male, preferisco morire mangiando felice che morire mangiando lombrichi. © Andrea Finocchiaro Presidente Ristoworld Italy 3 N. 21 Novembre 2015

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CONTRAPPUNTI DI MARSH N Marcello Proietto di Silvestro * Ogni generazione ha la droga che si merita on se ne può più! Davvero: comincio ad essere intollerante e a manifestarlo senza nascondermi dietro a falsi buonismi. Sono ferocemente urtato da quanti utilizzano i social per tutta una serie di autoincensamenti e autocelebrazioni che alla fine lasciano il tempo che trovano. Sul click, poi, al fatidico tasto “like” si apre una discussione infinita con tanto di (ex) amici che contestando il fatto che “...a lei hai messo il mi piace e al mio post non ti sei degnato…” danno sfogo a tutte le maledizioni del caso. Ci sono poi i “mi piace” per tutte le occasioni, specie per quelle litigiose. Io litigo con un altro indefinito utente di facebook e alcu- ni amici miei o suoi intervengono con più o meno like alla discussione. Insomma una sorta di rissa per estensione con tanto di guerra santa per interposta persona. Sarò all’antica ma a me piace mandare a quel paese direttamente e possibilmente senza l’intervento dei social network. Che volete: ci provo più gusto! * Direttore Responsabile 4 N. 21 Novembre 2015

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APPUNTI DI VIAGGIO S ono stati in tanti, ad accettare l’invito all’evento promosso per la prima volta dalle fattorie Azzolino e Terre di Bruca in Cantine in Fermento. Il progetto di questa bella iniziativa è stato ideato da Daniele Barbera e da Franco Rizzuto insieme al loro staff. L'evento, realizzato per la prima volta, ha consentito ad un gruppo molto motivato, attento e preparato, composto da appassionati, curiosi, gruppi di amici e famiglie, di cogliere l’opportunità di questa manifestazione per entrare nelle cantine e scoprire le tecniche di vinificazione e lo straordinario impegno che si cela dietro ogni bottiglia. A rendere ancora tutto più suggestivo, la possibilità di assistere in modo virtuale alle varie fasi della vendemmia: dall’arrivo dell’uva in cantina ai primi momenti della lavorazione. E così il motto del Movimento “Vedi cosa bevi” trova proprio in questa giornata la sua più concreta affermazione e consente ai vignaioli di mostrare pienamente la qualità, la cura, la passione che essi riservano al proprio prodotto. Le due fattorie sopra menzionate, unite dall’obiettivo comune di dare ai consumatori eccellenti vini, negli ultimi anni hanno deciso di cooperare nell’ottimizzare gli impianti e poter ridurre i costi di produzione investen5 N. 21 Novembre 2015

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APPUNTI DI VIAGGIO do con più tranquillità nel prodotto. Per questo motivo hanno cercato la collaborazione dell’ enologo Vincenzo Bambina, per far risaltare al meglio il proprio vino. Ogni fattoria ha i suoi silos di stoccaggio e una scelta autonoma di produzione, nonché una loro linea commerciale separata, trasformandosi da aziende cooperatrici in aziende concorrenti. La giornata è iniziata il 12 ottobre, sarà un caso che coincida con la scoperta dell’America?, Daniele e Franco responsabili e proprietari delle due fattorie hanno desi- derato farci scoprire il loro mondo della vinificazione? Ha aperto i lavori Terra di Bruca, un’azienda relativamente giovane, ma proprietaria di molti vigneti che vanno da terreni accarezzati dalla brezza marina a vigneti situati a una certa altitudine. Hanno presentato il loro ultimo nato chiamato 41, un Nero d’Avola prodotto da uve raccolte nelle vigne site a Castellammare del Golfo nel pendio della tenuta di Gagliardetta quasi di fronte al tempio di Segesta. Un bel rosso intenso con riflessi violacei accentuati, un retrogusto di gelsi leggermente acerbi e di more di bosco. La cantina produce altre undici tipologie di vini, che comprendono uno spumante, un bianco bollicine e altri vini in purezza o in blend. La giornata è terminata con una ricca cena a buffet, innaffiata dai calici dei loro vini. La serata è stata rallegrata da un trio canoro. Il giorno successivo ci siamo recati presso le cantine Azzolino, dove è stata illustrata la loro produzione anch’essa molto ampia formata da circa 12 etichette; A spasso per cantine: un momento di grande suggestione al cospetto di uno dei prodotti più importanti del Made in Italy 6 N. 21 Novembre 2015

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APPUNTI DI VIAGGIO Cibo & Vino: connubio e matrimonio perfetto ma solo se in tavola arrivano le eccellenze del territorio che vanno dal neonato bollicine a vini in purezza e in blend, ma la chicca di questa cantina è la produzione del Di’More vinificato seguendo la tradizione con affinamento in barrique per 12 mesi e successivi 6 mesi in bottiglia. In ampi tavoli, con la collaborazione di allievi della scuola alberghiera anche loro in visita alla cantina, sono state esposte tutte le produzioni delle due aziende le quali hanno dato la possibilità di far assaggi e degustazioni accompagnate da una ricca tavolata di prodotti locali. Concludendo una fantastica iniziativa, che mi auguro si ripeta e si apra anche a un pubblico più ampio. Nicolò Cisarò 7 N. 21 Novembre 2015

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ITALIAN STYLE 2015 Non sono ammessi mezzi punti 12 N. 21 Novembre 2015

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