N.11, Giornalino Nostra Signora di Giampilieri, 21 Ottobre 2015

 

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Giornale Cristiano Cattolico del Centro di Spiritualità L'Emanuele

Popular Pages


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21 Ottobre 2015 N. 11 1

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Sommario: 4. Editoriale “ SIATE FEDELI E FORTI ANNUNCIATORI... ” 6. “ CHE COSA SONO I COMANDAMENTI DI DIO ? ” 8. “ AMATE IL SANTO ROSARIO ” 10. “ LA SACRALITA’ DLLA FAMIGLIA ” 14. “ MARIA, CORREDENTRICE DI TUTTE LE GRAZIE “ 16. “ L’ANGOLETTO DEI BAMBINI “ 18. “ I NOSTRI SANTI : SAN FRANCESCO D’ASSISI “ 20. “ LA RIFLESSIONE: LA MIA TESTIMONIANZA “ 22. “ GRATI ALLA MADONN “ 24. “ UN PELLEGRINO RACCONTA “ 26. “ PELLEGRINI A GIAMPILIERI “ 40. “ AMORE PER LAPREGHIERA “ www.nostrasignoradigiampilieri.it +393425868437 2

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Gesù 3

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C a cura di Gaetano LICATA ari lettori, anche quest’anno è giunto il 21 ottobre, 26 anni fa il volto bronzeo di Gesù manifestava all’intera umanità la Sua presenza, il suo paterno richiamo alla conversione del cuore. Quelle lacrime saline, poi divenute di sangue, richiamano tutti noi, a vivere secondo la legge di Dio, oggi calpestata e derisa. Siate apostoli imitatori di Cristo. Coloro che dimenticano il mondo e le ricchezze che li circondano sono i veri imitatori di Cristo. Amate il vostro prossimo. Colui che non ama il suo prossimo non ama Dio. ….” “…….Figli miei, come una chioccia chiama i suoi piccoli pulcini per proteggerli sotto le sue ali, così la vostra Mamma Celeste vi raduna, da un confine all’altro della terra, per proteggervi con il suo manto di luce e per introdurvi nel mistero d’amore della S.S. Trinità, per essere i nuovi apostoli per questa umanità errante dal mio dilettissimo figlio Gesù. ……” “……..Questa è l’ora della giustizia e della misericordia, questa è l’ora del castigo e della salvezza. La Mamma Celeste intercede presso Dio per voi, perché mai come in questi momenti siete così minacciati e così vicini alla prava suprema. Per questo vi supplico di pentirvi e di ritornare a Dio. Per mezzo vostro, figli da me prediletti e a me consacrati, apostoli miei, in questi ultimi tempi voglio che questo angosciato appello raggiunga gli estremi confini della terra. ……” Chi sono veramente gli apostoli di questi ultimi tempi ? Sono coloro che nel cuore avranno la luce della verità. Saranno coloro che nella grande prova e sofferenza non rinnegheranno la loro fede, combatteranno contro le false dottrine, contro la falsa chiesa, contro le eresie. Ciascuno di noi, se lo vuole può essere un apostolo di luce, non ci aspettiamo miracoli eclatanti, esaltazione, folle inaudite che In questi 26 anni, ho visto personalmente cambiare la vita di molte persone, prima lontane dal Vangelo e dalla stessa Chiesa, poi molte di queste sono state investite dal vero soffio di Dio, un soffio di conversione e di amore, che hanno inevitabilmente iniziato ad illuminare il cuore e la mente alla verità evangelica di Cristo Gesù. Gli eventi straordinari di Giampilieri, racchiudono grandi misteri, oggi non comprensibili a molti di noi. La ricchezza dei “Santi Messaggi del Cielo” che Maria Vergine e Suo Figlio Gesù donano a Pina schiudono gli occhi dell’ipocrisia e dell’egoismo a molte anime, che grazie a quelle soavi parole di amore, ritrovano la sapienza e l’umiltà nelle azi oni quotidiane. E d i t o r i a l e In questi anni, la Vergine Maria, nei moltissimi messaggi donati a Pina, ha parlato di “Fine dei Tempi”, ha parlato di “nuovi Apostoli”, cosa significa tutto ciò ? Leggiamo alcuni piccoli stralci di messaggi della Madonna: “….Ha sopportato fame e freddo per portare la luce del Vangelo e gli esseri umani lo ripagano con il disprezzo e ogni sorta di peccati. Chi non l’ha ancora fatto si avvicini alla Confessione. Riflettete, figli miei, a che cosa vi serviranno tutte le cose del mondo se perdete la vostra anima? 4

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E d i t o r i a l e Questa è l’ora della giustizia e della misericordia, questa è l’ora del castigo e della salvezza. evangelica. Giampilieri è un luogo dove la presenza di Dio in questi tempi è sempre più forte, gli avvertimenti, i richiami alla conversione si sono ultimamente intensificati, ciò dovrebbe farci riflettere. Bisogna allontanarsi dal peccato, bisogna difendere la sacralità della famiglia, bisogna accogliere il bisognoso con immensa carità, bisogna divulgare il Vangelo di Gesù a tutti, senza paura. Come possiamo affrontare tutto ciò ? Siamo in grado di agire da soli ? seguono il santone di turno, ma i veri apostoli di questi tempi, agiranno nella semplicità e nell’umiltà. I demoni tremeranno alla loro vista, perché alla verità di Cristo nulla può opporsi. Che intendiamo per ultimi tempi ? Gli ultimi tempi non sono riferiti certamente alla fine del mondo. Ma i tempi predetti anche nei messaggi di Giampilieri, sono chiaramente riferiti ai tempi dove il male troverà la sua sconfitta. Tutto ciò che è malvagio perirà, e sarà rinchiuso per mille anni nell’inferno. Quanti nel nome di Dio annunciano rivelazioni di “Fine del mondo”. Niente di più sbagliato. Costoro sono solo falsi profeti, che offuscano la verità Cari lettori, solo con la preghiera del SS. Rosario possiamo contrastare tutte queste avversità, bisogna nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo in modo frequente, così come la Confessione e le opere di carità, allora potremmo combattere le forze del male come veri apostoli di luce! 5

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CHE COSA SONO I COMANDAMEN I Comandamenti di Dio o Decalogo, sono le legg a Mosè sul monte Sinai e Gesù A cura di Maria CANNOLICCHIO Tratto da “spiegazione del C QUARTO COMANDAMENTO pensieri, nelle parole, nelle opere. ....e obbedirli; Il Vangelo di San Luca compendia tutta la vita nascosta del Salvatore, dai dodici ai trent’anni, in queste semplici e U Onora il padre e la madre Il quarto comandamento: Onora il padre e la madre, ci ordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e chiunque ha podestà sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità. I primi tre comandamenti del Decalogo impongono l'amore verso Dio; gli altri impongono l'amore verso il prossimo, cominciando da quelli che ci sono più prossimi, i genitori e i superiori. Il quarto comandamento : Onora il padre e la madre, ci ordina di amare i genitori. Dopo Dio, i genitori sono i nostri primi benefattori . Siamo il frutto del loro amore e sacrificio. Dobbiamo quindi amarli con un amore interno, fatto di stima, di affetto, di desiderio del loro bene, di preghiera; con un amore che si manifesta all'esterno e cerca di aiutarli nei loro bisogni materiali e spirituali, confortandoli, compatendoli,assistendoli nelle malattie e chiamando per tempo medico e sacerdote, suffragandoli dopo la loro morte. Rispettarli; Per quanto siano saliti in alto, i figli devono sempre ai genitori rispetto e onore per la loro dignità, che li fa rappresentanti di Dio, anche se sono restati in umile condizione. Il rispetto deve essere interno ed esterno, nei sublime parole: Stava....soggetto a san Giuseppe e a Maria santissima. L'amore comporta il rispetto; il rispetto esige obbedienza. I genitori hanno ricevuto da Dio autorità sui figli,e sono i suoi rappresentanti. I figli devono obbedire in tutto ai genitori eccetto quando di Fabiana D’Urso 6 10

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NTI DI DIO ? gi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede ù Cristo perfezionò nel Nuovo Catechismo di San Pio X” comandano il male, o vogliono ingiustamente impedire loro di seguire la chiamata di Dio a uno stato più perfetto, o si oppongono irragionevolmente alle loro nozze. mente di offenderli e disobbedirli, perché l'offesa è la negazione dell'onore e la disobbedienza è la negazione dell'amore e dell'obbedienza. Perché dobbiamo obbedire ai superiori in autorità? Il motivo che ci deve indurre all'ubbidienza ai genitori e superiori in autorità è l'origine divina della loro podestà. Dio ha creato l'uomo bisognoso della società. Prima di tutto l'uomo ha bisogno della società familiare, che però è insufficiente ad appagare tutte le necessità dell'individuo. La famiglia trova il suo complemento naturale nella società civile e quella soprannaturale nella Chiesa. Senza la società civile e politica non è possibile raggiungere il fine naturale del benessere comune; senza la società religiosa della Chiesa non si può conseguire il fine soprannaturale della salvezza eterna. Perciò tanto l'autorità civile quanto quella religiosa sono volute da Dio, e si deve loro onore, rispetto,obbedienza, anche se chi è rivestito di autorità non ne è degno. ....e chiunque ha autorità sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità; L'onore (che comporta amore,rispetto e obbedienza) dovuto ai genitori e pure dovuto ai superiori ecclesiastici e civili, per l'autorità che hanno da Dio. Ordinando di onorare ( amare, rispettare e obbedire ) i genitori e i superiori in autorità, il quarto comandamento proibisce implicita Si deve sempre obbedire all'autorità, eccetto quando comanda cose ingiuste, o quando non sia legittima nel momento in cui usurpa il potere. 7 11

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Amate il Santo Rosario Io vi esaudirò A cura di Don Gaspare SUTERA mese di Ottobre, è un mese particolarmente dedica questo legato mese alla alla Mamma del Cielo, la Chiesa devozione del Santo Rosario, ma andiamo a scoprire com’è nata questa devozione, e come la Mamma Celeste in tutte le sue apparizioni ne abbia caldamente raccomandato la recita. Questa preghiera ebbe origine verso l’850 d.C., quando nei monasteri c’era l’obbligo della recita dei 150 salmi del Salterio, siccome non tutti potevano imparare a memoria tutti i salmi, un monaco irlandese pensò di sostituire i Salmi con la recita di 150 Padre Nostro, e per aiutarsi nel conteggio della preghiera venivano usati dei sassolini, o una cordicella con 150 nodi. Questa nuova preghiera venne chiamata “Rosario” perché veniva paragonata ad una corona di Rose mistiche offerte alla Vergine Maria, dopo un po’ di tempo, al posto della ripetizione continuata del Padre Nostro si passò al saluto dell’angelo a Maria, che corrisponde alla prima parte dell’Ave Maria. Successivamente, nel 1214 San Domenico di della Guzman, ricevette il primo Rosario Vergine Maria come strumento di aiuto e di difesa per combattere scatenate le eresie all’epoca contro la Chiesa, e verso il 1350 si arriva al completamento dell’Ave Maria, come la conosciamo oggi, e alla suddivisione dei misteri principali della vita di Gesù e di Maria nei misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, anche grazie al beato Alain de la Roche, pure lui monaco domenicano e propagatore del Rosario, a cui la Madonna in un’apparizione le consegnò meravigliose “promesse” riservate ai suoi devoti del Rosario. Nel 2002, il Papa San Giovanni Paolo II, grande apostolo del Rosario, scrive l’enciclica ”Rosarium Virginis Mariae” e completa la preghiera del Rosario con l’aggiunta dei misteri della luce, che 8

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riguardano Gesù, sua proprio della recita e la diffusione; è anche importante la corona stessa, perché la Madonna ci ha ricordato che se teniamo la corona del Rosario tra le mani e come se tenessimo le sue mani, e recitandolo con fede e senza fretta, siamo uniti al cielo in modo unico, perché gli Angeli e i Santi si uniscono a noi in questa preghiera d’amore. Grazie alla recita del Santo Rosario, anch’io ho riscoperto nel cuore, quando è bello stare con Maria Santissima, tenergli le mani, e supplicarla per la santità della nostra vita. Ogni volta che recitiamo il Rosario, evitiamo di distrarci, con il telefono o altro, mettiamoci a tu per tu con la Mamma Celeste che vuole parlare al nostro cuore e affidiamo a Lei, tutti i nostri fardelli e quelli degli altri, perché Lei possa portare tutto al Signore. “La tua corona di Rose vogliamo essere noi, una corona di Figli tutti tuoi…. la tua presenza nel mondo ritorni attraverso di noi come un canto senza fine… come un mazzo di Rose a Gesù ci vuoi portare, grazie Maria, noi ti vogliamo tanto amare…. beata tu sei o Madre pia, dona a tutti il tuo amore”. la vita pubblica di prima passione. La Beata Vergine Maria anche qui a Giampilieri Marina, ha raccomandato vivamente di offrire “Corone di Rosari” con fervore e zelo, perché tanto questa è preghiera piccola e semplice grande agli occhi di Dio, anche lei stessa in un’apparizione ci ha ricordato di afferrare il Rosario, perché solo esso avrebbe compiuto miracoli nel mondo e nella nostra vita personale. La Madonna ci ha presentato il Santo Rosario come arma potentissima contro Satana, perché Lei ha detto che ogni Ave Maria che viene recitata è come colpo di martello sulla testa nel nemico infernale, per questo il demonio tantissimo questa preghiera e odia la ostacola in tutti i modi per impedirne la 9

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Famiglia: dove regna la pace e la vera fratellanza A cura di Pasquale OLIVA Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Nel Vangelo di Marco, capitolo 10, versetti 2-16, viene descritta la scena in cui i farisei vogliono mettere in difficoltà Gesù: 2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è Carissimi lettori, la direzione di questo giornalino mi ha affidato, il compito di scrivere un articolo che trattasse della sacralità della famiglia. Il tema della famiglia oggi è di grande attualità, molto impegnativo, che esigerebbe conoscenze approfondite soprattutto sul piano teologico. In questa occasione mi limiterò a proporre dei piccoli spunti di riflessione, che di seguito sintetizzo: Il Progetto di Dio sulla famiglia La famiglia piccola chiesa domestica Il Progetto di Dio sulla famiglia Per poter parlare del progetto di Dio sulla famiglia è necessario partire dai riferimenti biblici, dai quali ne trarremo sicuramente un valido aiuto e giovamento spirituale. Nel caso di specie partiremo dal libro della Genesi e dal vangelo di MARCO. Nel libro della Genesi al capitolo 1 versetti 26-28.31, Dio crea l’uomo a sua immagine “..maschio e femmina li creò..” Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza… Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra. Nel capitolo 2 sempre della Genesi ai versetti 18-24, il Signore istituisce il matrimonio “ I due saranno una carne sola ”. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta». 10 Pompeo Batoni, Sacra Famiglia, Rom lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 4Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12 e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un

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altro, commette adulterio». Abbiamo visto come nelle sacre scritture il “Progetto di DIO” sulla famiglia è chiaro, ben delineato, non lascia dubbi a libere interpretazioni umane. L’Altissimo per colmare il vuoto e la solitudine di Adamo, da una sua costala crea la donna. Li creò maschio e femmina, affinché dominassero ma, Pinacoteca Capitolina , 1760 la terra e tutte le bestie in essa contenute, e con il loro amore fecondo la popolassero . Molto bello è il collegamento che Gesù, figlio di Dio, fa’ con il vecchio testamento. Egli, attraverso la Sua parola, completa e perfeziona la legge data a Mosè. Con una straordinaria capacità di sintesi, svela il progetto del Padre Suo sulla famiglia sin dalla creazione, ed istituisce il vincolo dell’indissolubilità. Nel matrimonio, Gesù spiega ai farisei che la nascente coppia di coniugi diverrà una sola carne, ed a conclusione del suo discorso, aggiunge, “… l’uomo non divida quello che ha congiunto Dio…”. Gli apostoli nel sentire quelle parole nuove, mai udite prima, che andavano a perfezionare la legge di Mosè, interrogarono il Maestro. Fu per Gesù l’occasione di parlare a loro del concetto di ripudio e di adulterio. 11 Carissimi, vorrei che già da queste parole estratte dalla Sacra Scrittura, cogliessimo la bellezza ed assaporassimo il profumo di santità quando Dio ha pensato e ha creato la famiglia. Gli sposi cristiani, durante la celebrazione del sacramento del matrimonio, giurano di amarsi davanti a Dio nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, finché morte non li separi. Con questa formula, la Santissima Trinità plasma la nuova famiglia, in essa vi dimora, ed accompagna gli sposi in questo lungo viaggio dove non sempre le acque sono tranquille. Ma è stato così anche per la Sacra famiglia di Nazareth, anch’essa chiamata a grandi prove. Ma l’antico serpente, causa del peccato originario, motivo di divisione tra l’uomo ed il suo Creatore, in questi nostri tempi, ha deciso di sferrare un attacco a Dio colpendolo proprio nella cosa a Lui più cara, la famiglia. Tutti sappiamo che la famiglia è la cellula più importante della nostra società. In essa si sviluppano quelle relazioni di amore tra gli sposi ed i figli. L’amore donato dai genitori aiuta i figli nella crescita. Nella famiglia, cresce e si sviluppa la persona umana che sarà portatrice nella società di quei sani valori appresi proprio nella famiglia. Ma oggi che succede nella nostre famiglie cristiane ? Sembra che si faccia la corsa a demolire quanto di più sacro Dio ha concepito nel suo progetto di amore e di salvezza. Le giovani coppie che si preparano a vivere il sacramento del matrimonio, arrivano impreparate alla tappa più importante della loro vita. Si apprestano a varare questa barca chiamata famiglia, senza essere idoneamente equipaggiati. Da esperienze personali avute nei corsi pre-matrimoniali è emerso che tanti futuri sposi non frequentano i sacramenti, non partecipano alla S. Messa domenicale, non sono abituati a pregare insieme, specialmente il S. Rosario tanto raccomandato dalla Vergine Maria. Pensano che il matrimonio sia una festa, e, per il dopo, pur nella consapevolezza che ci saranno difficoltà, hanno la pretesa di poter risolvere e superare le prove da soli. Nelle coppie cristiane di oggi viene quasi ignorata la presenza Dio, della SS. Trinità nella loro vita coniugale. Allora si rischia che, alla prima pioggia, >> - - - segue - - - >>

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la casa, che non ha costruito le sue fondamenta sulla roccia, ma sulla sabbia delle convinzioni e presunzioni umane, si sfaldi e crolli. E, di fronte a questi fallimenti, come dei genitori, i Divini Cuori di Gesù e Maria grondano sangue, angosciati per queste giovani famiglie azzannate dal morso velenoso dell’antico serpente. La nostra società del benessere ci ha abituati ad avere uno stile di vita legato alle cose, costringe i coniugi a soddisfare tanti aspetti materiali, tanti impegni lavorativi e non, che li porta ad isolarsi l’uno dall’altro, a volte solo per soddisfare il proprio egoismo. E’ venuto meno quel focolare domestico che ha accompagnato le generazioni che ci hanno preceduto. La raggiunta parità dei sessi, poi, ha portato la donna fuori casa, ed in alcuni casi, ad essere impegnata per lavoro quasi l’intera giornata. Così facendo, la famiglia originaria subisce questa assenza. Dall’altro canto, si viene a creare una famiglia alternativa, un surrogato di famiglia, rappresentata dai colleghi di lavoro. Di conseguenza il coniuge e i figli sono trascurati e messi in secondo piano, non per volontà della donna, ma solo per un meccanismo diabolico, che è quello del profitto che domina su tutto e tutti. Oggi la donna vede svilire quel ruolo di madre e di educatrice che Dio gli ha dato, proprio per mancanza di tempo. Tante volte, col miraggio della carriera o di non perdere economicamente qualcosa in busta paga, si rischia di essere causa di fallimenti matrimoniali. Chiedo a me stesso e pongo a voi lettori una riflessione, ma noi crediamo veramente nel nostro Dio Trinitario, crediamo a quanto ci ha detto per bocca di suo figlio Gesù che ci invita a cercare prima le cose di lassù, poiché il resto, per la nostra umana esistenza, ci sarà dato in aggiunta ? Crediamo a quel Dio che si occupa dei gigli del campo e degli uccelli del cielo? Ebbene, come può non occuparsi dell’uomo creato a sua immagine e somiglianza? Come può non occuparsi della famiglia, Sua creatura ? Oggi, nelle nostre famiglie, si rivive quell’antico inganno fatto, all’inizio della creazione, dal principe della menzogna ai nostri progenitori, ad Adamo ed Eva. Questi, con il miraggio della conquista della conoscenza, del sapere, del mettersi al di sopra di Dio, peccarono di superbia perdendo il paradiso terrestre. Oggi si pecca di superbia e di egoismo nelle famiglie, perdendo la pace e la serenità. Ecco allora, alcuni dei motivi del fallimento della nostra società! I divorzi aumentano, perché non c’è più spirito di sopportazione, di sacrificio, di rinuncia, ma soprattutto “il tempo” da dedicare ai membri della propria famiglia, e l’unico a regnare è il solo “egoismo”. Le conseguenze le stiamo toccando con mano, esse sono di grandi proporzioni ed investono tutti. Vi è, nei giovani, insicurezza e poca speranza nel futuro; ci sono “squilibri” nella crescita e nella personalità dei figli; i coniugi separati si rifanno una vita vivendo in stato di peccato, ed abbiamo così tanti matrimoni o seconde nozze non conformi alla volontà di Dio. Questo comporta non solo una “crisi matrimoniale” ma soprattutto una “crisi nella chiesa cattolica”. Infatti, la crisi della famiglia è causa della crisi delle vocazioni sacerdotali. Allora tutto questo ci deve far riflettere sull’importanza della famiglia e della sua sacralità e quali conseguenze da essa ne possono scaturire. La famiglia piccola chiesa domestica La famiglia, come ha scritto San Giovanni Paolo II nella “Familiarisi Consortio”, è una piccola chiesa domestica. Gli sposi, in quanto ministri del sacramento sono portatori di una specifica ministerialità, che si manifesta nella vita della famiglia nella fedeltà, fecondità, comunione, educazione e che li rende vero soggetto protagonista della vita ecclesiale e sociale. 12

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Dove c’è unità, dolcezza, armonia, vive la santa famiglia unita alla S.S. Trinità L’amore in famiglia è un’arte che si impara alla scuola gli uni degli altri, ma soprattutto alla scuola della “santa famiglia di Nazareth”. Nella vita di famiglia si costruisce la comunione, diventando famiglia che ascolta e annuncia la parola del Signore, che prega il Santo Rosario contemplando la vita di Nostro Signore Gesù Cristo. L’annuncio del Vangelo è affidato alla famiglia cristiana. Con il sacramento del matrimonio gli sposi partecipano del vissuto di Cristo e lo possono esprimere mediante le loro persone nelle loro vicende nuziali/familiari; possono dare volto e storia alla parola del Signore nella loro vita quotidiana e concreta. Nella “Lettera alle famiglie” il Papa Giovanni Paolo II afferma che la famiglia stessa è il grande mistero di Dio. Come “chiesa domestica” essa è la “sposa di Cristo”. La Chiesa universale, e in essa ogni Chiesa particolare, si rivela più immediatamente come sposa di Cristo nella “chiesa domestica” e nell’amore in essa vissuto: amore coniu-gale, amore paterno e materno, amore fraterno, amore di una comunità di persone e di generazioni. E’ bene tener presente un altro elemento, che può diventare “strumento di sacralità familiare”: la casa. Le case delle famiglie cristiane dei primi secoli erano il luogo dell’incontro, della costruzione di relazioni cristiane, di conversione di pa-renti e amici, fino alle celebrazioni dell’eucaristia. Oggi le case rischiano di essere super curate per se stesse e non per la preziosità del sacramento che vi “abita”. La casa, pur piccola, va riportata, nel vissuto della famiglia cristiana e della comunità parrocchiale, ad essere “strumento pastorale”, mezzo per l’edificazione del “regno” di Dio. Scrive ancora il Papa: “Nel nostro tempo, così duro per molti, quale grazia essere accolti in questa piccola Chiesa, secondo le parole di San Giovanni Crisostomo, entrare nella sua tenerezza, scoprire la sua maternità, sperimentare la sua misericordia, tant’è vero che un focolare cristiano è il volto ridente e dolce della Chiesa”. Ebbene, facciamo “nostro” l’appello del caro Papa Giovanni Paolo II. Facciamo sì che le nostre case diventino cenacoli di preghiera, in cui si respiri il profumo della condivisione fraterna e in cui ci si edifichi, a vicenda, nel cammino verso la santità familiare! Pasquale OLIVA 13

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A cura di Paola GORPIA Viene difficile descrivere magnificenza di Maria. la Ci si accorge che le parole sono insufficienti per comprendere la sua grandiosità. E’ come quando un pittore cerca di ritrarla, nonostante gli sforzi non riesce a coglierne la bellezza. Maria è la donna del sì, un sì misurato. La sua vita è stata nient'altro che un piegarsi amorevolmente alla volontà divina. Mi capita spesso di pensare al suo cammino lungo il calvario, all'immenso dolore che deve aver provato. Eppure, lei, è rimasta muta nella sua sofferenza. Una sofferenza che conosceva fin dall'Incarnazione nel suo grembo. Mi viene da pensare al forte legame che univa il Figlio alla Madre. Entrambi, lungo quel cammino hanno provato un dolore indicibile, un dolore che era allo stesso tempo contentezza, contentezza, nel compiere la volontà del Padre, entrambi lì per la salvezza dell'umanità. E’ sotto quella croce, che Maria, ha ridetto il suo secondo SI’, quando il Figlio le ha affidato, prima di spirare, tutta l'umanità. Lei, ancora una volta, sfinita nel suo dolore, ma maestosa nella sua dignità, ha detto ancora SI’. Se con il primo SI’ a Maria, le è stato affidato il Figlio di Dio, il Santo, l'Onnipotente, questa volta le è stata affidata l'umanità intera, miserabile e peccatrice. 14

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Con quanto amore ci segue ! Quante lacrime che versa per ogni figlio che si perde ! E’ lì che ci aspetta per condurci tutti a suo Figlio. Sembra di vederla, pronta a offrire le nostre preghiere a Gesù. Basta una sola sua parola, un suo sguardo, e la preghiera viene esaudita. Lei è la nostra speranza, l'Onnipotente per grazia, la Corredentrice. Con le sue preghiere ottiene quanto domanda. Niente, assolutamente niente, le viene negato dal Figlio. Per dirla con le parole di San Metodio: << rallegrati, rallegrati Maria, che hai la sorte di avere per debitore quel figlio, a cui tutti noi siamo debitori, per ché quanto abbiamo, tutto è suo dono.>> San Bonaventura diceva: << noi tutti dobbiamo tenere sempre gli 15 MARIA LA CORREDENTRICE DI TUTTE LE GRAZIE LA NOSTRA SPERANZA occhi fissi sulle mani di Maria, al fine di ricevere per mezzo suo quel bene che desideriamo. >> Quanti superbi hanno trovato l'umiltà nella devozione a Maria ! Quanti iracondi hanno trovato la mansuetudine ! Quanti ciechi la luce ! Quanti disperati la fiducia ! Quanti perduti la salvezza ! E’ quel che Maria aveva predetto quando in casa di Elisabetta proruppe nel suo sublime cantico: << d'ora nelle mani della nostra Madre Celeste, non c'è nulla che Lei non possa comprendere, rifugiamoci sotto il suo manto, le sue preghiere sono sempre esaudite. >>

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