L'Accento _ numero di maggio

 

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mensile realizzato da una redazione di giovani stranieri in lingua italiana

Popular Pages


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se i rom non vanno a scuola la scuola va dai rom pag 6-7 periodico informativo a cura dell associazione focus onlus anno 1 n°3 maggio 2011 la sanità romena non gode di buona salute pag 4-5 i funerali degli altri pag 10-11 moldavia bambini orfani di genitori all estero pag 8 ammesso a contributo nell ambito del piano degli interventi per l integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri della provincia di torino con la partecipazione finanziaria della regione piemonte

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maggio 2011 2 pubblicità vuoi mettere l accento su un problema o su una notizia che ti stanno a cuore mandaci il tuo commento la tua idea il racconto di una tua experienza accento redazione@yahoo.it fallo diventare il tuo giornale!

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editoriale on c è incontro pubblico legato all intercultura o dichiarazione di qualche esponente politico sui temi dell immigrazione in cui non risuoni come un mantra l affermazione gli immigrati sono una risorsa non sono un problema una affermazione che ha assunto quasi la parvenza di un dogma e che come tale non richiede più nessuno sforzo di comprensione e condivisione sia per verificarne la veridicità e la sostanzialità sia per andare alla radice del significato e capire su quale presupposto su quale teoria o prassi è fondata di fatto porre la questione immigrati solo in termini di risorsa o problema riduce l immigrazione e l immigrato ad un oggetto inanimato funzionale solo all espletamento del suo contributo nell ingranaggio del sistema occorrerebbe soffermarsi anche su altri aspetti per chi e in che modo rappresentano una risorsa per sé stessi per l impresa o il mercato oppure per soddisfare delle esigenze di ordine demografico e sociopolitico ma non è questo il punto gli avvenimenti e soprattutto le conseguenze degli avvenimenti che hanno incendiato l altra sponda del mediterraneo hanno un po messo in discussione questo impianto se davvero gli immigrati rappresentano una risorsa perché nessuno vuole questa risorsa non la vuole la francia che in modo più o meno pretestuoso respinge alla frontiera gli immigrati tunisini come pacchi indesiderati non li vuole o meglio non vuole occuparsene l europa germania in testa ed anche da londra hanno approfittato di questa emergenza per dire basta agli stranieri e sottolineare siamo stufi di ospitare gente che non ha voglia di integrarsi l italia l escamotage dei permessi temporanei per 3 maggio 2011 capacità complessiva del paese d arrivo di misurarsi con il fenomeno su una materia così delicata e ricca di implicazioni e strumentalizzazioni negli ultimi tempi sembra prevalere un atteggiamento sostanzialmente teso a rinviare nel tempo e a governare le tensioni del momento che non a generare interventi di maggiore respiro sociale con la ricerca di volta in volta di un punto di equilibrio tra le diverse spinte interne ed esterne invece che ispirarsi ad un autonomo e maturo percorso di decisione politica l immigrazione non è un valzer per signorine È un percorso doloroso e difficile per chi emigra È un fatto duro da metabolizzare per gli abitanti dei paesi di nuova e vecchia immigrazione lampedusa i volontari e le forze impegnate sono allo stremo gli sbarchi continui massicci di fuggiaschi profughi richiedenti asilo oltre che dettati dalla disperazione di queste persone e dall ingordigia e cinismo dei mercanti di schiavi sanno anche di rappresaglia da parte di gheddafi sull altra sponda del mediterraneo prima esclusi dalla ricchezza e dalle decisioni ora uniti dai network e dalle nuove tecnologie contro il colonnello e i tiranni come lui ma soprattutto per sé stessi giovani e meno giovani si battono per conquistare la libertà e costruire una società diversa molti si imbarcano per chiedere all europa un futuro per sé e per i propri familiari chiedono di diventare una risorsa l immigrazione non è un valzer per signorine ma neonati e bambini gli schiavi più giovani possono essere abbandonati su un barcone o respinti alla frontiera può la legge di cesare prevalere sulla legge di dio un gesto di amore e di accoglienza non è una scelta ma è parte della natura umana n una risorsa che nessuno vuole maurizio nada formalizzare in qualche modo il transito di immigrati diretti altrove ha innescato il braccio di ferro con i cugini d oltralpe che han tenuto a precisare che per loro quei documenti sono carta straccia il gran rifiuto all accoglienza sorprende da parte di uno stato che pure in passato non ha esitato ad accogliere a braccia aperte assassini e terroristi sia rossi che neri noi da questa parte delle alpi come al solito fatichiamo a pianificare e a costruirci un modello di riferimento in tema di immigrazione eppure la politica migratoria è un indicatore significativo e sintetico della sommario l editoriale 3 una risorsa che nessuno vuole primo piano 4 la sanità romena non gode di buona salute 6 se i rom non vanno a scuola la scuola va dai rom 8 moldavia bambini orfani di genitori all estero 9 l ambasciata si avvicina a te indagine sposa sposo cerimonia 10 i funerali degli altri dal mondo alla città 12 la storia di un romeno arruolato della legione francese cultura rom il lancio dei sassi dal cavalcavia sguardo sulla città dance 13 una fabbrica di idee tra anime diverse 14 perché votare me una sede per l associazione ovidio di chieri 15 dov è l amore casa dei popoli centro d ascolto della chiesa ortodossa la legge 16 lavoratore non pagato dal datore di lavoro permesso unico lavoro 17 mettersi in proprio che impresa colf e badanti elezioni cultura 18 guida al voto 20 il cielo a casa la festa della repubblica multietnica notte finisce con gallo primi passi dov è l amore 21 scopriamo insieme rubriche 22 italia 150 in fondo a sinistra 23 rubrica sportiva strada regionale 20 genola cn telefono 0172.68465 latelierdellasposa.it

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maggio 2011 4 primo piano catalin fistos la sanità romena non la riforma sanitaria porta a malasanità standard europei però non hanno pensato a trasferire i malati in centri più adeguati sono stati trasferiti in nuovi centri soltanto parte di essi mentre gli altri sono ritornati a casa i tagli al personale medico sono enormi e la situazione non era la migliore neanche prima con la crisi finanziaria nei mesi precedenti il governo ha diminuito gli stipendi del 25 agli impiegati pubblici tra cui anche i medici e gli infermieri lo stipendio medio di un medico chirurgo in romania era di 250-300 euro al mese questo spiegherebbe la corruzione nel sistema sanitario ma non spiega le intenzioni del governo perché non si può fare una riforma chiudendo gli ospedali senza pensare a dove sistemare i ricoverati adrian vive a iasi nel nord-est della romania attualmente è uno studente alla facoltà di odontoiatria di iasi ma già laureato in teologia e scienze naturali ha studiato alcuni mesi anche a roma segue con interesse la riforma sin dall inizio circa due settimane fa quando hanno iniziato a chiudere i centri medici la riforma sanitaria è stata approvata poco tempo fa e il numero degli ospedali si è ridotto di molto tantissimi sono stati chiusi il problema è che l unione europea chiede alcuni standard da rispettare ad esempio che ci siano almeno due ospedali ogni 100.000 abitanti in certe aree il tempo di intervento di un ambulanza deve essere al massimo di 18 minuti e non di più altrimenti potrebbe essere troppo tardi per il primo soccorso al malato ci sono stati 3 casi in romania di cui si discute molto 3 persone sono morte a costanta a ilfov e a comanesti sono morte aspettando il soccorso davanti agli ospedali ma non hanno ricevuto assistenza medica perché gli ospedali che dovevano curarli erano già stati chiusi le televisioni e i giornali si sono rivoltati contro il governo la gente è scesa in strada e nelle piazze per protestare contro le misure assurde decise dal governo secondo me questa riforma è un gioco politico per esempio l upu unitatea de primire urgente ­unità per il ricevimento delle emergenze a iasi dove vivo io è stato chiuso si tratta dell unità d emergenza che copriva l 80 dei soccorsi in tutta la provincia non solo per la città di iasi ma anche nei paesini vicini i pazienti che venivano ricoverati in questa unità d urgenza dove sono stati trasferiti da nessuna parte però intanto 10 anni fa sono iniziati i lavori per un nuovo ospedale che poi è diventato un reparto specializzato in oncologia cioè per curare il cancro gli ospedali ricevono finanziamenti dal governo in base a quanti casi trattano all anno ma molti di quei soldi erano usati male oppure non bastavano perciò la gestione era difficile e costosa dopo la chiusura dell upu l altro ospedale di iasi sfantu spiridon è affollatissimo i medici quindi non possono lavorare ed ai pazienti non può essere garantito un giusto trattamento il governo doveva assicurarsi prima di predisporre delle strutture temporanee per i pazienti da trasferire questa è una politica fatta con le forbici in cui lo stato non ha analizzato bene gli effetti che la chiusura degli ospedali poteva causare una signora diagnosticata con una malattia psichica ricoverata da 36 mesi in un ospedale di costanta è stata trasferita a iasi quindi si è fatta un viaggio per circa dieci ore fino a lì per poi essere mandata indietro a costanta perché i medici di iasi non hanno ritenuto corretta la diagnosi il ministro della sanità pubblica si scusa dicendo che le schede dei medici spesso sono superficiali e che la diagnosi è fatta frettolosamente ovvio che molti bravi medici scappino dal nostro paese per cercare paghe migliori in altri paesi europei l ospedale caritas della capitale bucarest è uno tra i più moderni che ci sono nel paese eppure è stato chiuso anche quello aveva anche una qualità che rendeva allo stato e garantiva buone cure ai pazienti molti degli nuovi ospedali sono stati trasformati in case di riposo ma se vai a informarti a brasov ci sono già molte case di riposo non utilizzate È un caos senza fine questa riforma molta gente per colpa di questa politica cieca sta soffrendo il diritto alla salute è un diritto inviolabile fondamentale per un essere umano lo stato doveva studiare la situazione con specialisti ispettori recarsi presso gli istituti ospedalieri e fare un rapporto e quella pie i l progetto della riforma sanitaria romena è stato promulgato dal presidente della repubblica traian basescu giovedì 14 aprile 2011 il progetto contiene 17 capitoli che disciplinano il settore della medicina delle famiglie l organizzazione e la gestione degli ospedali e introduce una tassa sul vizio ovvero sul fumo e sull alcool il settore delle farmacie sarà disciplinato con una legge speciale successiva il ministro della sanità pubblica romena eugen nicolaescu ha presentato il progetto della riforma nel mese di ottobre dell anno scorso le nuove leggi prevedono anche un diverso processo per diventare primario di un ospedale non ci sono più i cumuli delle carriere cioè un medico non può essere sia medico che parlamentare o comunque avere un altro incarico oltre a quello di medico il primario candidato dovrà partecipare a un concorso pubblico e presentare un progetto su come intenderà gestire l ospedale e come investirà i finanziamenti ricevuti dal ministero per quanto riguarda i pazienti è stato previsto un pacchetto minimo gratuito di cui i cittadini potranno godere tramite l assicurazione pubblica il contenuto dei servizi minimi gratuiti sarà stabilito nei mesi successivi durante i lavori d approvazione nelle camere del parlamento l opposizione ha presentato alla corte costituzionale romena una richiesta di incostituzionalità che è stata però respinta la riforma ha portato a dei gravi disagi so dettagliato della situazione in tutto il paese poi si poteva anche fare la riforma sanitaria ma così no lo stato romeno ha voluto questa riforma a tutti i costi perché sa che deve presentare alla commissione europea un rapporto annuale sul nostro sistema sanitario per dimostrare di essere all altezza degli altri paesi europei per fare ciò si sono affrettati e hanno rovinato tutto questo è quanto accade in romania anche il piemonte sta presentando in questo periodo una riforma sanitaria a livello regionale i il caos piemontese altrimenti si rischia di avere gli stessi risultati della romania si spera che la regione piemonte valuti bene le scelte da fare e consideri anche gli effetti negativi che una riforma simile potrebbe avere non bisogna privare nessuno del diritto a ricevere cure mediche e primo soccorso immediato c è bisogno anche di informazione accurata presso gli ospedali da parte della regione per le scelte future che intende adottare escludere dalle decisioni gli ospedali le aziende sanitarie locali i centri medici e le associazioni sociosanitarie del volontariato dalla riforma sanitaria significa già in partenza fare una politica scorretta ci si augura che ciò non accada in piemonte perché qui abbiamo uno dei migliori servizi sanitari in italia infatti il piemonte è al quarto posto nella classifica su scala nazionale per la qualità dei servizi sanitari pubblici trasferimento pazienti fonte www.zf.ro ciali in romania infatti sui notiziari non si parla d altro che di ospedali chiusi malati abbandonati in alcuni centri senza acqua elettricità e i servizi sanitari essenziali si sapeva già che la sanità in romania era proprio a terra date le condizioni pessime in cui i pazienti erano spesso ricoverati muri sporchi letti vecchi mancanza di igiene e poca cordialità in alcuni posti da parte di medici e infermieri mettiamoci pure un po di corruzione e il quadro è completo ora parliamo dei risultati che ha portato la riforma sanitaria il governo ha chiesto la chiusura di numerosi ospedali perché ritiene che non rispettino gli l presidente della regione roberto cota ha fatto anche lui una proposta da egli chiamata operazione trasparenza ha detto infatti che provvederà a chiarire i costi della gestione ospedaliera piemontese nei prossimi mesi il tutto consiste nel risparmiare e questo può significare tagli sul personale e sui finanziamenti che la regione eroga agli ospedali nel progetto si prevedono 6 grandi reti ospedaliere alle quali ciascun centro medico e a.s.l dovranno rendere conto periodicamente ciascuna provincia avrà 1 solo a.s.l eccetto torino che ne avrà 4 una riforma non si fa solo con tagli trasferimenti una gestione diversa da quella che c è e che è già difficile da realizzare l esperienza insegna che bisogna fare accertamenti e indagini sul territorio piemontese e verificare le lacune che ci sono all interno degli ospedali regionali.

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primo piano 5 maggio 2011 n gode di buona salute noto che il sistema sanitario in romania non ha mai brillato ma ora con la cosiddetta riforma sanitaria ha rivelato tutte le sue lacune la crisi economica ha portato alla riduzione dei fondi allocati al ministero della salute e questo ha subito trovato soluzioni alcuni ospedali sono rimasti emontese anca arnautu È senza una parte dei finanziamenti e altri sono stati proprio chiusi il primo ministro della romania emil boc ha dichiarato che secondo lui la romania non può avere un sistema sanitario efficiente perché circa 10 milioni di romeni non pagano le assicurazioni sanitarie questo significa che se escludiamo le categorie sociali che non pagano la cas la cassa assicurazioni sanitarie solo 5 milioni di romeni hanno l assicurazione sanitaria e gli altri si fanno dere decine di ospedali sia stata pessima lo stesso sondaggio mostra che il 57 degli intervistati dice che la decisione del governo è pessima il 28 che è negativa rispetto a solo il 12 che ha elogiato l abolizione degli ospedali in realtà la maggior parte degli intervistati è convinta che l abolizione delle istituzioni mediche non sia necessaria 73 la maggior parte di coloro che hanno risposto al questionario ires il 75 pensa che gli ospedali siano stati smantellati senza la preoccupazione che questa decisione influenzi l assistenza sanitaria nella zona il 62 dei romeni ritiene che la romania abbia troppo pochi ospedali in più i romeni ritengono che i medici romeni siano mal pagati 83 che il personale medico è insufficiente 81 che il personale medico sia qualificato 58 per avere la conferma abbiamo parlato con persone che vivono in romania e si confrontano tutti i giorni con questi problemi gabriela dumitrescu è una giovane laureanda in medicina di 26 anni che cosa ne pensi del sistema sanitario romeno come futuro medico non voglio rimanere in romania alla fine dei miei studi dovrò giurare di esercitare la medicina correttamente fare alla gente più bene che male in romania come medico fai più male che bene in realtà non si può praticare bene la medicina perché non hai quello che ti serve siringhe bende antibiotici o guanti in queste condizioni non c è molto da fare ho studiato tanto e ho tanti sogni per la mia carriera e non voglio formarmi come medico dentro un sistema che non ti permette di crescere come vedi la cosiddetta riforma della salute credo che sia giusto che ogni individuo le opinioni dei romeni negative ni sono diverse da quelle dalla romania abbiamo trovato anche una signora di 51 anni di botosani pensionata per malattia lei ha l epatite c e problemi cardiaci per la malattia che ha ogni anno si deve presentare a una commissione medica per confermare il pensionamento anche se è noto che questo tipo di epatite non è trattabile e il trattamento è necessario per tutta la vita proprio in questo periodo lei sta facendo il percorso per ottenere le analisi necessarie ed è ricoverata in ospedale poiché non ci sono letti disponibili ha un ricovero di giorno e deve pagare assolutamente tutto analisi consultazioni iniezioni siringhe farmaci ricovero ospedaliero che costa 445 lei ­ 108 euro con una pensione di 136 euro al mese lei ha molto bisogno di una struttura ospedaliera come percepisce la chiusura di tanti ospedali prima di tutto voglio dire che con una pensione di 136 euro al mese quando devo comprare le medicine di cui ho bisogno per vivere più le spese che ogni persona affronta per mantenersi ho la sensazione di essere stata condannata a morte essere adesso ricoverato in ospedale è un atto di coraggio a volte sistemano 2 persone nello stesso letto l ospedale è sovraffollato e i medici non ce la fanno a curare tutti anche le infermiere sono poche gabriela dumitrescu volontariato negli ospedali chiusi per poter curare i pazienti abbiamo intervistato anche una infermiera che fa parte del personale che forse ha perso il suo lavoro in seguito alla riforma si chiama lenuta ha 49 anni e da sempre ha lavorato come infermiera a trusesti una piccola città nel nord della romania secondo le normative le persone disoccupate sono assegnate in altri ospedali o anzi in altre città e saranno anche quelle che dovranno cambiare professione lei è stata trasferita a botosani però ha tanta paura la decisione finale riguardo la sua assunzione appartiene al manager dell ospedale che ha un budget che non può superare adesso si sta lavorando per aumentare il budget di tutti gli ospedali per assumere queste persone e una presa in giro come nel comunismo dopo una vita che ho lavorato lì ora ci mandano dove vogliono e anche il posto non è sicuro come faccio ad avere i soldi per pagare la navetta e i debiti più precisamente una infermiera è pagata con quasi 800 lei equivalenti a 200 euro mese e chi rifiuta il trasferimento in un altra città non può neanche chiedere il sussidio di disoccupazione sono già tre casi di persone che sono morte di fronte agli ospedali chiusi il ministro della salute ha reso una dichiarazione scioccante quelle persone dovevano mo in romania un medico è costretto a fare più male che bene mantenere da questi ultimi per inciso i principali sottoscrittori sono i dipendenti dai quali lo stato prende circa l 11 della retribuzione lorda utile la mancanza di personale la tangente pagata ai medici e infermieri il sottofinanziamento cronico o i debiti registrati dagli ospedali sono gli ostacoli affrontati quotidianamente dai pazienti romani per fare un esempio il governo romeno ha speso nel 2009 solo il 3,7 del pil per la salute nel concreto 4 miliardi di euro cifra che significa meno della metà della media ue ci sono tanti problemi dentro il sistema sanitario però è la gente che soffre e ne sopporta le conseguenze 67 gli ospedali che dal 1° aprile non ricevono finanziamenti dal ministero della salute secondo l istituto romeno di valutazione e strategie ires la maggior parte dei romeni pensa che la decisione del governo di chiupaghi per i servizi che riceve nelle strutture mediche come paghi il pane quando lo compri così si deve pagare anche il medico che si prende cura di te in questo modo si eliminerebbe anche la tangente e il pagamento della cas che in un paese come il nostro non basta per mantenere gli ospedali tutti devono essere uguali davanti al medico che fornisce i migliori servizi per tutti poveri o ricchi dicevi che vuoi lasciare la romania ti sembra giusto emigrare per avere la soddisfazione che cerchi assolutamente no sono molto triste e arrabbiata nello stesso tempo sono figlia unica e vorrei tanto rimanere insieme ai miei in romania loro sono quelli che mi hanno aiutato fino adesso e non è poco quello che hanno fatto È vero che se sei veramente bravo in quello che fai non devi andare in altri paesi per dimostrare che sei capace però le soddisfazioni e le condizio il ministro della salute dice che gli ospedali non sono redditizi però nel paese dove vivono i miei genitori c è un ospedale ben attrezzato con i soldi dall unione europea superfunzionale che è stato chiuso adesso in caso di emergenza quelle persone dovranno aspettare che un ambulanza arrivi da 60 kilometri con tutti questi problemi la gente sta dimostrando solidarietà alcuni medici e infermieri fanno rire comunque perché non si poteva fare niente dal punto di vista medico ma come tutti sappiamo il compito dei medici è di guarire la gente o almeno di provarci non di lasciare le loro vite nelle mani del destino sarà il tempo a dirci quale sarà l evoluzione del sistema sanitario in romania e se gli obiettivi del ministero della salute saranno raggiunti e soprattutto con quali conseguenze.

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maggio 2011 a forza dei giovani ha portato alla rimozione di dittatori che tutti noi ricordiamo molto bene in tunisia e in egitto dove i giovani frustrati per mancanza di istruzione e di posti di lavoro hanno portato a delle rivoluzioni storiche ma quello di cui non ci rendiamo conto è che tra i giovani egiziani e i giovani rom in europa c è una sorprendente somiglianza come sostiene zeljko jovanovic direttore della open society foundation in un articolo pubblicato sul blog della fondazione e le statistiche presentate sono più che convincenti un quarto della popolazione egiziana e dei rom sono di età compresa tra i 18 e i 29 anni il 17 degli egiziani non ha finito la scuola e il 10 non si è mai iscritta a scuola mentre tra i giovani rom il 21 non ha finito la scuola e il 9,5 non si è mai iscritta che cosa succederà se questi giovani faranno una rivoluzione la rivoluzione dei rom contro la povertà nella quale vivono contro la mancanza di opportunità contro la discriminazione etnica nei loro confronti discriminazione che devono affrontare a volte anche prima della nascita l educazione della prima infanzia è la questione più importante della politiche educative e una delle priorità della presidenza ungherese sottolineava rózsa hoffmann ministro di stato per l istruzione del ministero delle risorse nazionali èe importante soprattutto per i bambini svantaggiati ricevere l catalina salgau la rivoluzione dei rom se i rom non v la scuola v abbiano la capacità di aiutare lo sviluppo del linguaggio e la socializzazione primaria dei loro figli visto che anche l accesso alle scuole materne è limitato una volta iscritti a scuola inoltre sono spesso vittime della discriminazione oppure di un eccesso di paternalismo tutto questo si traduce in tassi molto più bassi di completamento dell istruzione primaria e secondaria rispetto alla maggioranza della popolazione tutti questi aspetti devono essere affrontati e modificati per garantire il successo scolastico dei bambini rom e automaticamente una migliore integrazione sociale ed economica della popolazione rom a torino ci sono scuole che permettono processi di interazione interculturale attraverso diversi progetti e scelte didattiche che valorizzino le differenze tante altre scuole potrebbero diventare dei veri laboratori di socializzazione interculturale nell anno scolastico 2009/2010 nelle scuole dell infanzia e nelle scuole dell obbligo scolastico si sono iscritti 336 minori provenienti dai siti spontanei dalle aree sosta autorizzate e dalle abitazioni l ufficio nomadismo in collaborazione con l ufficio mondialità ha affrontato in modo specifico alcune situazioni di nuclei familiari con minori in età scolare caratterizzate da particolare disagio socio-economico con azioni di monitoraggio e sostegno delle iscrizioni scolastiche in seguito presenteremo alcuni progetti sostenuti per il successo scolastico dei piccoli rom da varie organizzazioni nelle scuole torinese 6 primo piano una istruzione il più presto possibile tuttavia il gruppo delle associazioni rom denuncia il programma dell ue per l integrazione dei rom il progetto in materia di istruzione manca di ambizione l istruzione è alla base di ogni sforzo volto a migliorare le condizioni di vita dei rom ma il programma ha obiettivi a breve termine la mancanza di statistiche conclusive porta a un processo più difficile di istituzione e attuazione di programmi efficaci ed in più l esclusione subita da questi bambini rende tutto quasi senza soluzione in un rapporto elaborato dall unicef e dall osservatorio sociale europeo e in collaborazione con il servizio belga di pianificazione federale ministero per l integrazione sociale nel 2010 per il programma ue d integrazione dei rom sono state identificate le questioni principali che comportano l esclusione dei bambini rom nella società scarso accesso delle donne rom gravide ai servizi per la salute bambini rom privi del certificato di nascita un ambiente insalubre di vita sia per la salute che la crescita a causa della segregazione è possibile che i genitori rom non dispongano di informazioni e non anca manolea cultura rom contraria all istruzione più autonomia e crescendo aumentano sempre di più il loro raggio di azione oltre ad assumere più responsabilità le bambine già nella prima infanzia pur nella dimensione del gioco imparano ad accudire i fratellini più piccoli e a svolgere piccole faccende domestiche più tardi anche loro impareranno a cavarsela da sole e a partecipare alla formazione del reddito della famiglia ecco perché il processo di scolarizzazione dei rom è molto difficile ma non per questo impossibile la maggior frequenza scolastica dei ragazzi rom si alle elementari perché è il periodo in cui i bambini hanno meno responsabilità verso i 12 anni i ragazzi hanno già dei ruoli molto importanti a livello sociale ed economico e perciò per loro diventa difficile la continuità scolastica È questa l età in cui in molti casi si creano già una propria famiglia c è da dire che gli anziani spesso analfabeti considerano la scuola importante perché si impara a leggere e scrivere ma non ritengono ugualmente importante investire su tutto il percorso scolastico si teme che i ragazzi possano allontanarsi dal quadro famigliare e culturale rom del quale loro ne sono molto orgogliosi le capacità di adattabilità e resistenza sono considerate dai rom parte della loro identità alcune novità sono state introdotte dai giovani che oggi spesso si lasciano consigliare da persone esterne al loro gruppo sociale sia per quanto riguarda la scuola che per i metodi contraccettivi tutto questo unito ad una grande mobilità che tutt ora li caratterizza porta a grosse difficoltà rispetto al processo di scolarizzazione a cultura rom si basa su un patrimonio di conoscenze trasmesso da sempre per via orale e di conseguenza l educazione dei minori è ben lontana dall essere delegata a soggetti diversi dalla famiglia e dalla comunità i maschietti ancora oggi partecipano alla vita della comunità familiare ascoltando i discorsi degli anziani seguendo l esempio degli adulti e partecipando alle esperienze dei compagni in questo modo acquisiscono man mano l anca manolea il modello leon la scuola leonardo da vinci di torino conta 92 iscritti di etnia rom il numero più alto fra tutte le scuole piemontesi la signora francesca de bellis responsabile del progetto non italofoni e rom ha provato a descriverci più dettagliatamente la situazione di questi bambini sono in questa scuola da dieci anni il primo anno c erano circa 25 allievi rom di cui 6 facevano parte della mia classe mi ricordo che i sei erano quasi tutti parenti con l apertura delle frontiere c è stato un boom sia di arrivi che di iscritti nel 2008 gli allievi erano 41 provenienti sia da campi autorizzati che non ad oggi le cifre sono ancora più alte 92 attualmente numero che può crescere o abbassarsi in qualsiasi momento il 50 di essi sono di famiglie rom stanziali di origine bosniaca mentre il resto sono bambini che vivono nei campi villaretto germagnano stura

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vanno a scuola va dai rom er favorire il successo scolastico degli alunni rom idearom ha dato vita a due progetti diklem piccoli rom e dik duj i progetti sono realizzati con il contributo della fondazione compagnia di san paolo e del comune di torino ed il patrocinio della circoscrizione 6 e sono svolti in collaborazione con l associazione asai diklem piccoli rom è la continuazione del progetto sperimentale che si attua dal 2008 con il supporto dei servizi educativi della città e in collaborazione con l istituto comprensivo l da vinci e la scuola n bobbio per contrastare la dispersione scolastica tra i bambini rom primo piano 7 maggio 2011 p catalina salgau l idea rom per la scolarizzazione attuale dell istruzione giulio taurisano il fatto che ci siano così pochi bambini e giovani rom che siano riusciti a finire la scuola superiore o tanto meno seguire le forme più alte di scolarizzazione pochi hanno finito la scuola professionale questo la dice lunga su tutto ciò che è stato intrapreso finora misure deboli che hanno portato a regredire invece che progredire l atteggiamento emarginante della scuola e della società verso questi bambini atteggiamento che crea delle sofferenze per questi ragazzi e favorisce l abbandono scolastico quanto è difficile la scolarizzazione dei rom vesna vuletic i bambini rom hanno un potenziale come ogni altro bambino ma purtroppo incontrano molti ostacoli il fatto che abitino in campi invece che in una casa è in primo luogo una barriera importante la mancanza di luce di acqua a volte i genitori non sono a casa per portarli a scuola lo sgombero dei campi porta all abbandono scolastico ma è anche vero che i genitori non credono all utilità della scuola ma i risultati comunque ci sono anche gli insegnanti hanno trovato una grande disponibilità da parte di questi bambini che sono diventati più cooperativi e c è un visibile miglioramento della loro situazione scolastica È molto importante per loro ve mentre duj dik è un estensione per le aree che sono state identificate con un alto bisogno di aiuto per quest anno scolastico 2010/2011 il progetto si sviluppa nelle scuole della città che accolgono la maggior parte degli allievi rom l i.c leonardo da vinci e la elementare g cena i ragazzi coinvolti provengono in parte dai campi nomadi di strada dell aeroporto via germagnano e dalle aree abitate da rom romeni lungo la stura in parte invece risiedono negli alloggi atc di corso cincinnato via gottardo e falchera il numero di bambini arruolati nel progetto è di 10 all l i.c leonardo da vinci e di 15 alla g cena le attività sono svolte dalle volontarie di idea rom 3 donne rom e due donne italiane con l aiuto di altri volontari la finalità generale del progetto è quella di favorire l inserimento sociale e la partecipazione attiva e responsabile dei rom nella società partendo dal successo scolastico degli alunni rom nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado in cui la loro presenza è significativa nel rispetto delle diverse identità della pari dignità e dei valori fondamentali del vivere civile come si caratterizza lo stato richiede soltanto dalla nostra parte ci sono tanti ragazzi che vorrebbero studiare ma le famiglie gli affidano altri compiti come per esempio chiedere l elemosina la scuola si è attrezzata per andare incontro a questi bambini con vari progetti pensati per il loro apprendimento scolastico ed una migliore inclusione sociale abbiamo firmato un protocollo di scolarizzazione per nomadi/sinti collaboriamo inoltre con due associazioni in particolare con idea rom al progetto diklem tu rivolto ai ragazzi delle medie e con asai per il progetto `piccoli rom vanno a scuola ideato per i bambini delle elementari ma cosa ci vorrebbe in più le problematiche sono tante ma senza delle ore aggiuntive a disposizione degli insegnanti da dedicare a questi ragazzi le problematiche rimarranno più o meno le stesse in più si deve lavorare molto con le famiglie i bambini rom vanno male a scuola perché dalla parte dei genitori non c è nessun controllo nessuno stimolo dere un modello rom questo li aiuta a sentirsi meno esclusi e ad aprirsi di piu a integrarsi meglio come reagiscono i genitori e gli insegnnti ai vari progetti proposti vesna vuletic noi lavoriamo provando a responsabilizzare i genitori gli insegnanti ed anche i bambini sosteniamo gli insegnanti nel coinvolgere i genitori ad affrontarli direttamente a chiamarli quando necessario per arrivare così a una migliore comprensione e conoscenza solo così si ottengono ottimi risultati adesso si vede un trattamento meno discriminatorio nei confronti dei bambini rom anche se spesso prima si trattava piuttosto di stanchezza da parte degli insegnanti che erano obbligati ogni volta a ricominciare da capo con ogni bambino rom a cui si aggiungevano timori e ignoranza nei confronti del mondo dei rom ma stiamo lavorando per superare anche questi ostacoli cosa mi dice sulla denuncia fatta dalle associazioni all ue per la non ambizione dimostrata nei progetti per l istruzione dei rom vesna vuletic sarà molto difficile dopo tanti anni di campi nomadi di sgomberi di segregazione sia sociale che scolastica come vede il futuro di questi bambini vesna vuletic noi cerchiamo per quanto possibile come ho già detto di responsabilizzare sia i bambini che i genitori li invitiamo a lasciare i campi a impegnarsi attivamente in tutto ciò che prevede una vita normale e soprattutto una vita sociale noi sosteniamo quelli già integrati a dichiarare con orgoglio di essere rom per contrastare la paura e per dimostrare che si vuole l integrazione e la cooperazione catalina salgau la scuola ben fatta nardo da vinci di origine serba macedone e romena ho iniziato ad occuparmi degli stranieri in generale ci piace chiamarli `non italofoni da lì mi sono resa conto che i rom hanno delle problematiche molto particolari ecco il perché del nome del progetto `non italofoni e rom non si tratta di esclusione ma di attenzione maggiore oltre alla ridotta o assente alfabetizzazione ci sono grossi problemi di disagio sociale e una loro cultura antropologica di base che non ci aiuta spesso i bambini vengono iscritti a scuola soltanto per ottenere l attestato di frequenza necessario per il permesso di soggiorno ma poi la frequenza non è continua per stimolare la frequenza non solo rilasciamo questo certificato soltanto mensilmente ma a volte si va nei campi a visitare le famiglie e a cercare i ragazzi si ricerca una continua comunicazione tra scuola e famiglie che purtroppo la si da domenica 24 ottobre 2010 all interno del campo sosta di lungo stura lazio a torino è presente una scuola di alfabetizzazione risultato di un progetto dell a.i.z.o È qui che alcune volontarie insieme ad un mediatore rom tengono le lezioni di lingua e sulla costituzione italiana il progetto è rivolto prevalentemente alle donne rom adulte che hanno espresso l esigenza di imparare a parlare bene l italiano per inserirsi in seguito nel mondo del lavoro una volta alla settimana il sabato all interno della baracca costruita dagli stessi rom si riuniscono coloro che vogliono imparare la lingua italiana e gli elementi di educazione civica per potersi sentire realmente cittadini i rom hanno deciso di chiamarla «la scuola ben fatta» ecco cosa ne dice il mediatore culturale che si occupa di questa scuola e che ci tiene ad essere conosciuto come signor nelu questo progetto nasce dal nostro amore per quelli del campo e dalla voglia di aiutarli il numero di persone che partecipano è discontinuo perché diversi sono impegnati in attività lavorative motivo per cui questa scuola di alfabetizzazione si svolge di sabato nella speranza che più persone possano parteciparvi nonostante ci rivogliamo principalmente agli adulti aderiscono anche molti bambini sia quelli che già frequentato una scuola ma anche quelli più piccoli 2-3 anni la scuola ben fatta ha accolto tutti anche perché spesso è un momento di divertimento si può disegnare colorare giocare senza pericoli questi bambini hanno tanta voglia di imparare vorremmo poterli portare in gita ma purtroppo non ci sono fondi la scuola stessa si basa sul volontariato e i materiali scolastici li portiamo noi ottenere finanziamenti è molto difficile non esiste alcuna apertura dalle istituzioni o dalle altre associazioni che lavorano sul campo sebbene il livello di partecipazione attiva non sia grande abbiamo visto che imparano velocemente la lingua italiana a dimostrazione della volontà e capacità di imparare e di integrarsi nella società

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maggio 2011 8 primo piano moldavia bambini orfani di genitori all estero insieme all aumento del numero degli emigrati moldavi per lavoro aumentano anche gli orfani sociali anca manolea i nsieme all aumento del numero degli immigrati moldavi per lavoro e alle loro rimesse che consolidano l economia dell intera repubblica moldava cresce anche il numero degli orfani sociali quei bambini che vedono i loro genitori nei migliori dei casi soltanto una volta all anno hanno dei bei vestiti computer macchine ma i loro sguardi parlano da soli gli manca l affetto dei genitori secondo i dati forniti dal centro di informazione e documentazione dei diritti dei bambini della moldavia il numero degli orfani sociali cresce ogni anno se nel 2006 erano 94 mila bambini con almeno un genitore all estero nel 2009 erano già 135 mila gli immigrati moldavi ufficialmente sono circa 700 mila ma altre stime parlano di oltre un milione i numeri sono comunque molto lontani dalla realtà non esistendo un sistema efficiente per il monitoraggio dei bambini rimasti da soli a casa e delle situazioni in cui vivono presso parenti amici o conoscenti o addirittura orfanotrofi questo quadro sociale fa sì che ci siano da anni in corso tanti progetti per i bambini rimasti da soli a seguito dell emigrazione dei genitori uno di questi è quello messo in atto dallo stesso ciddc scuola per la vita l obiettivo principale di questo progetto è quello di dare forza e coraggio a quei ragazzi rimasti senza i genitori di diminuire gli effetti negativi che l emigrazione dei genitori può avere sui ragazzi viene insegnata loro la quotidianità l organizzazione del tempo e la partecipazione attiva nella vita sociale coinvolgendo non solo i bambini ma anche professori e istituzzioni con lo stesso scopo nel 2007 è stata realizzata la guida dei professori che lavorano con i figli degli emigrati come anche due libri dedicati ai diretti inte ressati figli e genitori da solo a casa libro per bambini e bambine che hanno i genitori all estero e il mio bambino a moldave avessero il coraggio di abbandonare ma soprattutto dimenticare i propri figli negli orfanotrofi sapendo bene quali sono le condizioni di tali strutture ha sottolineato larisa cibotaru presidentessa dell associazione in seguito a varie ricerche abbiamo potuto appurare la situazione drammatica in cui vivono questi bambini rimasti a casa in moldavia casa da solo libro per i genitori che vanno a lavorare all estero propri figli anche se è proprio la speranza di un futuro migliore per noi e per i nostri cari che ci ha spinte ad abbandonare la nostra casa e la nostra famiglia dovremmo lavorare con queste mamme ma non è facile intercettarle io d altra parte non pensavo nemmeno che esistessero casi simili ha concluso la presidentessa È stato proprio questo articolo che ha vani rimasti senza la vigilanza dei genitori viene suddivisa in base ai vari problemi da affrontare tra i ministeri della protezione sociale dell istruzione degli affari interni della salute e la casa nazionale di assicurazione sociale a livello locale si occupano di loro gli assistenti sociali i sindaci così come anche i professori i medici e altri specialisti purtroppo spesso si interviene troppo tardi quando il bambino ha già subito una violenza dal suo tutore ha commesso qualche reato oppure ha tentato il suicidio l chi si occu la reazione pa di questi dellorisposto con un piano stato o stato ha bambini giodi azioni per la tutela dei bambini a responsabilità della vita dei rimasti senza la cura dei genitori da mettere in atto tra il 2010 e il 2012 oltre alla modifica legislativa con l obiettivo di responsabilizzare i genitori andati oltre confini per il rispetto dei diritti dei bambini le autorità chiedono che sia rispettata la legge che prevede di affidare il bambino a un tutore legale e che il documento che lo attesta venga presentato ai funzionari delle dogane al momento della partenza in questo modo chi ha in cura il bambino risponde legalmente della sua vita mentre chi parte è obbligato ad interessarsi del proprio figlio l non hanno parenti ad accudirli aspettano giorni migliori e dei biscotti dall italia nicolò zancan in relazione alle dichiarazioni dei dipendenti degli orfanotrofi lo stato moldavo paga 5 euro al giorno per ogni bambino le strutture degli orfanotrofi della repubblica moldava risalgono a 30 ­ 40 anni fa e le loro condizioni sono pessime dopo questo articolo non ci possiamo più dichiarare mamme amorevoli che badano ai fatto nascere l iniziativa che si è tenuta il 10 aprile presso l atc di corso dante un concerto che aveva come scopo una raccolta di fondi per acquistare piccoli regali di pasqua da inviare ai bambini dell orfanotrofio di ciniseuti della moldavia lo stesso di cui il giornalista zancan parla nel suo articolo speriamo che questo sia un buon inizio di carità abbiamo raccolto 400 euro per i 129 bambini di questo orfanotrofio ma ci sono necessità molto più complesse e con costi più alti ho chiesto a loro di farci un elenco con ciò di cui hanno bisogno e noi proveremo a trovare gli sponsor proveremo in ogni modo ad essere sempre più presenti per aiutare uno o più orfanotrofi e per sensibilizzare i nostri connazionali moldavi i quali sono convinti che le mamme moldave non abbandonano i propri figli concluse larisa l evento è stato possibile grazie alla sponsorizzazione del comune di torino e alla collaborazione con varie associazioni interculturali del territorio come flacara fratia armonia donne per la difesa della civiltà e tante altre opinioni e reazioni dalla città della mole i l 28 febbraio 2011 su la stampa di torino è stato pubblicato un articolo del giornalista niccolò zancan le madri badanti in italia i figli `orfani in patria che descrive proprio questa realtà sconosciuta a molti e spesso anche a tante associazioni del territorio torinese prima di partire per la moldavia dove ha visitato gli orfanotrofi poi citati nel suo articolo zancan aveva chiesto all associazione italo moldava basarabia di presentargli una madre emigrata e residente a torino che per necessità aveva dovuto lasciare i propri figli presso qualche orfanotrofio in moldavia la richiesta del signor nicolò ci ha colti impreparati lasciandoci una certa amarezza per un argomento così delicato ed a noi sconosciuto non potevamo credere che esistessero casi simili e così numerosi e che le madri

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primo piano 9 maggio 2011 l ambasciata si avvicina a te un progetto organizzato dalla repubblica moldava anca manolea er venire incontro ai cittadini moldavi d italia il ministero degli affari esteri e dell integrazione europea della repubblica moldava ha dato vita al progetto l ambasciata si avvicina a te che prevede che i funzionari consolari raggiungano quelle città che sono lontane dalle sedi consolari e dall ambasciata ma nelle quali risiedono però numerosi cittadini immigrati moldavi lo scopo del progetto è quello di offrire loro la possibilità di usufruire dei normali servizi consolari tranne il rilascio dei passaporti e dei visti sono infatti molti coloro che non riescono a recarsi all ambasciata della repubblica moldava di roma oppure al consolato generale di bologna non solo per la lontananza ma anche per il costo del viaggio il 26 marzo scorso il console generale nicolae nuca insieme a vari suoi colleghi ha incontrato la comunità moldava di torino proprio nell ambito di questa iniziativa la sua visita è stata organizzata grazie alla collaborazione con il sindacato acli di torino nella giornata dedicata al ricevimento sono state accolte 65 persone di torino e dintorni che si sono rivolte ai funzionari soprattutto per chiedere informazioni sulle loro problematiche attuali a torino ci confrontiamo da più di due anni con il problema di un consolato onorario ci sono stati vari candidati per il posto di console persone molto conosciute e apprezzate sia in italia che in moldavia ma purtroppo non è stato ancora concluso nulla per colpa di alcuni intoppi burocratici tra i due paesi afferma natalia petica presidentessa dell associazione moldava plai di torino con il console nicolae nuca cerchiamo di approfondire sia il progetto che alcune delle problematiche della comunità a cosa si deve la scelta di chiedere la collaborazione del sindacato acli e non delle associazioni moldave attive sul territorio che conoscono di più la comunità nell ultimo periodo purtroppo tante associazioni non solo di torino sono in una situazione di conflittualità tra di loro per non creare confusione tra le persone p abbiamo preferito cerca console nicolae nuca re un partner neutro che in visita a torino tratti allo stesso modo tutti i cittadini moldavi a prescindere dal fatto che appartengano ad una associazione piuttosto che ad un altra È un esperienza positiva che ha funzionato molto bene anche a brescia infatti ringrazio molto la dirigenza del sindacato per averci messo nelle condizioni di svolgere al meglio il nostro lavoro spazio internet telefono fax ecc ci auguriamo una collaborazione fruttuosa anche per il futuro qual è stato il problema più grosso che avete dovuto affrontare e risolvere a torino sono state 35 le persone che si sono rivolte a noi per ottenere un bambino È riconosciuto da tutte le quedocumento valido per i bambini che non sture delle città italiane nel momento della il consolato moldavo ha detto no alla collaborazione con le associazioni perchè antagoniste fra di loro erano ancora stati inclusi sui passaporti dei genitori questo servizio è abbastanza nuovo in quanto è solo dal 7 gennaio 2011 che è entrata in vigore la legge che riguarda il rilascio dei passaporti biometrici ad oggi l unica soluzione è il rilascio del certificato di cittadinanza per i bambini un documento che attesta l identità del bambino e in cui sono indicati anche i suoi genitori per ottenerlo serve il certificato di nascita del piccolo autenticato dal tribunale con l indicazione della maternità e della paternità e due foto del richiesta del prolungamento del permesso di soggiorno si tratta di una soluzione temporanea ma che per fortuna è effettiva su tutto il territorio italiano sul sito del consolato di bologna appare il seguente avviso trascorsi 12 mesi di residenza in italia i cittadini moldavi devono convertire la patente nel modello italiano sembra facile ma in realtà l accordo interstatale non è ancora entrato in vigore che cosa può dire ai cittadini moldavi che continuano ad essere fermati e multati in seguito a questo problema mi dispiace molto ma a queste persone posso dire un unica cosa non guidate sul territorio italiano siamo in un paese straniero e dobbiamo rispettare le sue leggi non è colpa mia del console generale se fino ad adesso non è stato ancora attivato l accordo tra la moldavia e l italia che riguarda il riconoscimento della validità della patente di tipo europeo È una questione di tempo ma dobbiamo mostrare pazienza e intelligenza per superare questo ostacolo natalia petica presidentessa dell associazione moldava plai ha ritenuto opportuno far presente al console generale che nonostante sembri che il sindacato abbia lavorato da solo per l organizzazione della giornata in realtà senza l aiuto delle associazioni non si sarebbe potuto pubblicizzare l evento nella comunità moldava mi viene in mente un detto va bene farti nuovi amici ma mai dimenticare quelli consolato generale della repubblica moldava di bologna È competente esclusivamente per le seguenti regioni emilia romagna friuli venezia giulia liguria piemonte toscana trentino alto adige valle d aosta e veneto console generale nicolae nuca via antonio canova 30/32 40138 bologna bo tel 0039 051 538166 fax 0039 051 6022413 email bologna@mfa.md web www.bologna.mfa.md per accedere al consolato non è necessaria alcuna prenotazione orario martedì mercoledì giovedì e venerdì consegna documenti dalle ore 8.30 alle ore 12.00 ritiro documenti ore 16.30 informazioni dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00 vecchi la stessa presidentessa ritiene il progetto molto utile per i suoi connazionali ma anche per i funzionari consolari che solo andando sul campo vengono a conoscenza della realtà di ogni regione sarebbe utile pubblicare sul sito del consolato i lati positivi di queste visite come anche le problematiche con le quali si sono dovuti confrontare sul fatto della competitività tra le diverse associazioni penso che sia normale e naturale non devono tutte ballare cantare o fare teatro ma questo sta nell intelligenza dei presidenti comunque sia tutto quello che fanno dovrebbe essere nell aiuto della comunità una competitività sana contribuisce alla maturazione e consolidazione delle associazioni sul territorio il fatto che il consolato abbia cercato di evitare le associazioni in questo caso è forse la decisione più sensata e a favore dell intera comunità in questo momento le associazioni sono come dei piccoli bambini che devono ancora crescere e il consolato ha fatto bene a non forzare questa crescita chi ha collaborato alla realizzazione di questa giornata l ha fatto per aiutare le persone a trovare delle soluzioni ai loro problemi chi ha dimostrato non interesse è colui che deve ancora crescere il consolato sarà presente a torino ogni due mesi con la stessa missione consolare itinerante per offrire alla comunità moldava residente a torino e nel piemonte i servizi consolari sarà possibile fare dei documenti ed espletare le formalità burocratiche escluso passaporto e visti per le quali normalmente è necessario recarsi a bologna si ricorda che tutti i cittadini moldavi anche sprovvisti di permesso di soggiorno possono usufruire dei servizi consolari e che nessun dato personale sarà trasmesso alle autorità italiane il prossimo appuntamento è previsto tra la fine di maggio e l inizio di giugno la data esatta sarà annunciata sul sito del consolato generale di bologna www.bolonia.mfa md sezione avvisi.

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maurizio nada i funerali degli altri sul senso della morte e sui riti funebri che appartengono alle varie comunità la professoressa marina sozzi autrice del saggio reinventare la morte introduzione alla tanatologia la terza 2009 e direttore scientifico della fondazione ariodante fabretti ci aiuta a fare chiarezza su questi aspetti cosa vuol dire morire in terra straniera significa nel concreto morire lontani dal proprio paese e spesso dalla propria famiglia e dai propri amici significa a livello esistenziale non avere la certezza che le proprie volontà siano rispettate e in che modo e con quali riti si venga seppelliti queste sono alcune delle domande che sorgono spontanee nel pensare alla fine della propria vita nel paese straniero dove le circostanze della vita allontanarsi o sfumare nel rispondere a queste domande non si può prescindere dall influenza di vari fattori il tipo di esperienza migratoria le condizioni di vita nel paese di accoglienza la cultura di origine ma anche le proprie rielaborazioni e opinioni personali la propria capacità di adattamento e di mediazione che significato ha e perché è così importante essere seppelliti nella propria terra ha a che fare con la dimensione del sogno della speranza del rientro in patria quando capisco che non rientrerò più nel mio paese voglio che almeno il mio corpo riposi là sono molti gli immigrati anche quelli ben inseriti socialmente che vogliono a tutti i costi il rimpatrio della salma con costi altissimi di cui in maggio 2011 10 indagine a il fenomeno dell immigrazione impone delle riflessioni anche sul senso della morte e sui riti funebri che appartengono alle varie comunità occorre individuare e risolvere gli aspetti umani religiosi e culturali connessi nell interesse di una pacifica convivenza intervista con marina sozzi direttore scientifico della fondazione ariodante fabbretti chi gli chiedeva se un giorno avesse voluto tornare al suo paese alexandru con la sicumera tipica dei vent anni rispondeva sempre nemmeno morto purtroppo sul suo futuro si è messo di traverso un pirata della strada e alexandru e il suo motorino hanno terminato la loro corsa contro un guard-rail i familiari e quelli della sua comunità si sono tolti il pane di bocca per mettere insieme i 4000 euro necessari per seppellirlo a casa ai piedi dei carpazi proprio lui che indietro non voleva saperne di tornare nemmeno da vivo partire è un po morire morire spesso è ripartire ripartire verso la propria terra le proprie radici essere seppelliti in patria è forse un po il desiderio comune a tutti i vivi che per un motivo o per un altro si trovano all estero ma diventa spesso l atto concreto realizzato dai superstiti familiari amici e membri della comunità il rimpatrio della salma è forse un modo per tenere vivo il sogno del rientro se laggiù c è ancora una tomba di un familiare su cui pregare allora ho ancora un motivo per pensare al ritorno un modo per non recidere del tutto il cordone ombelicale che ci lega alle origini ma anche un modo per cercare di rispettare quelle che sono le ritualità previste dalla propria fede perché questo per ragioni culturali e organizzative non sempre è possibile farlo nel paese di accoglienza poiché in gran parte si tratta di persone giovani e di giovanissimi il numero dei decessi nella popolazione immigrata è ancora al di sotto di quella percentuale 5 che a livello di politiche pubbliche rappresenta la soglia di emersione di un problema ma il fenomeno dell immigrazione impone ugualmente delle riflessioni marina sozzi ci hanno più o meno imprevedibilmente portato le stesse domande che si pongono molti degli immigrati che arrivano in italia e che vedono la loro permanenza prolungarsi nel tempo e la possibilità ­ o la volontà ­ di tornare nel proprio paese buona parte se ne fanno carico i membri della comunità sono sorte anche delle agenzie specializzate in funerali etnici in un corso per mediatori ho provato a farli riflettere sul fatto che un giorno potrebbero non avere più nessuno in patria un aiuto per chi rimane il progetto di sostegno al lutto della fondazione fabretti gli altri addii morte e ritualità funebre nelle comunità immigrate del piemonte incontro presso museo diffuso della resistenza a fondazione ariodante fabretti è un centro di ricerca e documentazione sulla morte ed il morire nato nel 1999 ed annovera tra i soci fondatori l università il comune la provincia la socità per la cemazione di torino la regione piemonte e l università del piemonte orientale «a avogadro» ha un taglio umanistico e interdisciplinare e costituisce in italia un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di tematiche tanatologiche la fondazione lavora per la diffusione di una cultura laica del commiato e si occupa di tutti gli aspetti collegati al morire al post mortem dal punto di vista antropologico storico psicologico e della formazione professionale per gli operatori presso la sede sono attivi uno sportello di ascolto e dei gruppi di auto mutuo aiuto di supporto al lutto la fondazione è tra gli organizzatori della quarta edizione del convegno dying and death in 18th-21st century europe international conference che quest anno si terrà dal 29 settembre al 1 ottobre nella città di alba iulia in romania il 5 maggio inoltre nella sala conferenze presso il museo dif l fuso della resistenza in corso valdocco nell ambito dell iniziativa turin earth la fondazione presenta la ricerca gli altri addii morte e ritualità funebre nelle comunità immigrate del piemonte uno studio che non solo tratteggia un panorama delle cerimonie degli usi e delle tradizioni funebri delle principali comunità ma fornisce agli addetti ai lavori ­ in primo luogo amministratori pubblici e operatori sanitari e funerari ­ uno strumento utile a far fronte alle esigenze rituali manifestate dai `nuovi piemontesi la ricerca prende in esame i riti funerari e le modalità di rielaborazione del lutto delle comunità romena cinese filippina brasiliana marocchina albanese peruviana e nigeriana la fondazione opera con il centro interculturale ed altre realtà vicine al tema dell immigrazione per l analisi e la comprensione delle esigenze rituali e per instaurare proficue collaborazioni con le diverse comunità www.fondazionefabretti.it mentre potrebbero invece avere qui dei figli dei parenti che preferirebbero che i loro genitori e familiari fossero sepolti nel nuovo paese d elezione vicino a loro un altro elemento che giustifica il rimpatrio della salma è quello legato alla ritualità si ritiene forse erroneamente che con il rimpatrio venga maggiormente rispettato il rituale che la propria fede impone ma non è così il rimpatrio della salma significa invece deritualizzazione proprio perché come ad esempio nel rito mussulmano i tempi non sono quelli previsti ed il tipo di bara utilizzata è quella foderata di zinco che non ha nessuna possibilità di essere riaperta si perde così il senso della sepoltura in terra con il solo lenzuolo rimane solo l orientamento verso la mecca ma è una cosa ben diversa da quello che prevede la loro sepoltura con il rimpatrio c è poi una perdita di ritualità anche nella terra di origine perché non si può più fare niente di ciò che è prescritto quali aspetti é importante far emergere in merito ai riti funebri degli altri in italia forse ci siamo ancora poco confrontati con il tema della morte degli stranieri perché l immigrazione è un fenomeno relativamente recente con la fondazione cerchiamo di facilitare la riflessione come hanno già fatto i francesi e gli anglosassoni forse occorre superare gli stereotipi la tendenza diffusa di dire gli islamici gli ortodossi ecc fanno dicono vogliono ecc c è magari chi è venuto via dal proprio paese proprio per allontanarsi da una dimensione religiosa o culturale troppo invadente a volte si eccede con l etnicità a tutti i costi occorre la capacità di considerare l individuo di prediligere l ascolto soprattutto da parte di chi opera in ambito funerario e ospedaliero quasi tutti gli immigrati hanno un senso molto chiaro delle norme da cui non è possibile derogar ma ci sono altri aspetti che non dipendono dalle leggi ma che creano a volte delle incomprensioni solo perché agli operatori mancano le nozioni per capire quale è il comportamento adeguato e andare al di là dei pregiudizi.

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indagine 11 maggio 2011 bisogna morire per imparare a vivere n centro della corea del sud offre la possibilità di simulare il proprio funerale l esperienza secondo chi l ha vissuta obbliga a fare i conti con le priorità della vita l iniziativa era nata con lo scopo di contrastare l alto tasso di suicidi nel paese anche se criticato pare che il metodo funzioni negli ultimi tempi molti sudcoreani hanno sperimentato l esperienza di cosa vuol dire morire e tonare a vivere di nuovo nella corea del sud si organizzano dei riti funebri allo scopo di insegnare alle persone ad apprezzare meglio la vita simulando la propria morte la morte è usata come stimolo motivazione personale a riflettere sul valore dell esistenza c è anche un perché alla u maurizio nada zio ed al buio per dieci minuti sdraiati a faccia in sù le braccia incrociate sul petto e gli occhi chiusi durante questi lunghi minuti che sembrano un eternità il defunto dovrebbe ponderare sui veri valori della vita e pensare a come sarebbe il mondo senza la sua presenza alle persone care che non rivedrebbe più ed a tutte le altre cose materiali e non di cui sentirebbe la mancanza una sorta di simulazione realistica atta a favorire la meditazione e l introspezione sulla propria esistenza terrena come dire sperimentare la morte per apprezzare la vita riscoprendola per ricominciare da capo una terapia d urto che in considerazione della mentalità e della cultura orientale rinfranca la maggior parte dei partecipanti per i quali quella che per e un modo per lasciar andare certe cose dopo ci si sente come rinfrescati pronti per iniziare la vita da capo dopo avervi dato un bel colpo di spugna in questi momenti di quiete ho visto molte vite trasformate alcuni dicono che le esperienze di pre-morte siano il modo migliore per raggiungere una pace interiore duratura ha affermato jung joon l ideatore dei finti funerali atteggiamento verso il lavoro all andare d accordo con i membri della famiglia viviamo in una società che ha di fatto rimosso il pensiero della morte delegando tutto alla medicina nella speranza di doverci più pensare forse al di là del macabro rituale quello dei coreani potrebbe essere un buon sistema per svegliarsi dal torpore che ci fa credere che la vita andrà avanti per sempre e che siamo immuni alla morte e in tanti simulano la propria morte per apprezzare meglio la vita base di questa iniziativa la corea del sud ha il più alto tasso di suicidi tra i paesi del mondo sviluppato i dati mettono i brividi solo tra i giovani tra i venti e i trent anni si arriva ad una media di 33 suicidi al giorno i motivi che spingono a togliersi la vita così frequentemente sono la disoccupazione conseguente alla forte recessione economica la depressione e vari problemi di carattere sociale le autorità non hanno fatto molto per cercare di contenere tale fenomeno che ha radici di natura psicologica e culturale ed allora un ex assicuratore un certo jung joon ha pensato bene di creare la coffin accademy letteralmente accademia della bara dove chiunque può sperimentare la propria morte nella speranza che tale esperienza faccia desistere da eventuali intenzioni suicide con la modica cifra di circa 25 dollari viene organizzata una cerimonia funebre di commiato con tanto di cassa da morto e di foto ricordo il rito dura circa quattro ore nel corso delle quali i futuri defunti a gruppi di dodici grazie ad una sapiente regia inscenano la loro morte accompagnati se vogliono da amici e parenti iniziano spesso già tra le lacrime a scrivere le loro lettere di addio e il loro epitaffio per la lapide poi ognuno sceglie la bara più adatta dentro la cappella dove si terrà la cerimonia religiosa sul tavolino di fianco alla bara al chiarore di una candela accesa trovano posto la foto ricordo e l elogio funebre alla memoria dopo il rito religioso ed il discorso finale i partecipanti indossano il tradizionale camice bianco con cui generalmente si seppelliscono i morti e scivolano dentro alle bare nelle quali una volta chiuse ed inchiodate dovranno rimanere in silennoi può sembrare solo una macabra ed inutile sceneggiata diventa invece per loro una efficace esperienza allo scadere del tempo le bare vengono riaperte e tutti ritornano in piedi sotto l applauso dei presenti e la cerimonia termina tra commozione ed abbracci certo non mancano le critiche i detrattori di questo metodo asseriscono che non si tratti altro che della metafora di un sistema dove la concorrenza spietata e lo stress finanziario conducono molti a uccidere se stessi ma se questo sistema davvero serve a diminuire il numero di suicidi ben vengano altre coffin accademy non solo in corea ma in tutto il mondo si dice che le esperienze di pre-morte siano il modo migliore per raggiungere una pace interiore È risaputo che si riesca ad apprezzare meglio la vita quando gli eventi mettono di fronte all eventualità di morire e che questo influenzi poi una serie di comportamenti che vanno da un sano magari riacquisire quella consapevolezza che altro non è che la consapevolezza del limite dell essere umano concorso di idee per i lettori de l accento come vorresti che gli altri si ricordassero di te una risata vi seppellirà era uno degli slogan meglio riusciti e più famosi degli anni settanta questa scritta apparve per la prima volta sui muri della facoltà di lettere dell università a roma e divenne il motto del movimento ma ci sono molte persone che prima di essere seppellite hanno voluto lasciare agli altri se non proprio una risata almeno un sorriso ci sono persone che lasciano questo mondo dando un segnale di umorismo loro stesse o i propri familiari e amici che pensano così con un motto con una battuta di interpretare e tramandare ai posteri lo spirito allegro del caro estinto una radio spagnola tempo fa ha lanciato un concorso di epitaffi ed ha invitato gli ascoltatori a tuffarsi nei cimiteri in cerca di epitaffi originali e divertenti l iniziativa ha riscosso molto successo ed ha dato vita ad libro che comprende una selezione di 1800 fotografie tra le scritte più divertenti una recita sono qui contro la mia volontà ed un altra ragazzi qui è un mortorio un altro epitaffio invece evidentemente scritto dalla moglie o da qualche conoscente del defunto recita se ti trovi bene qui dimmelo che vengo anche io a napoli ai tempi di maradona all indomani della vittoria dello scudetto sul muro del cimitero apparve la scritta cosa vi siete persi il giorno dopo qualcuno aggiunse chi te lo dice che ce lo siamo persi altro che silenzio di tomba un giorno chiesero all attore e umorista peter ustinov che cosa avrebbe voluto che fosse scritto sulla sua lapide lui rispose per favore non calpestate l erba l accento lancia un concorso di idee tutte le proposte pervenute concorreranno alla redazione di un volume che sarà distribuito nelle librerie ed edicole i proventi saranno suddivisi in percentuale tra tutti gli autori che avranno inviato il loro contribuito si può partecipare ad una a due o tutte e tre le categorie di idee con il semplice invio di un sms o di una e-mail categorie di idee 1 la frase il tuo epitaffio cosa vorresti che fosse scritto sulla tua lapide 2 l elogio funebre ­ il ricordo come vorresti che gli altri si ricordassero di te 3 il funerale ­ il rito come vorresti che fosse la tua cerimonia funebre sms 328.4546498/320.41646481 e-mail associazionefocus pec.it accento_redazione@yahoo.it

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maggio 2011 12 dal mondo alla città la storia di un romeno arruolato nella legione francese fistos catalin aniel è nato il 22 febbraio 1989 nello stesso paesino della romania dal quale provengo anch io gioseni il 17 febbraio 2010 ha iniziato a prestare servizio militare per la legione francese dopo aver vissuto in italia per dieci anni hai prestato servizio solo in francia no sono stato in francia per un periodo ma ora sono a gibuti nel continente africano cosa si prova a essere lontani da casa non è una situazione che adoro se posso dirlo ma penso che questa sia una buona esperienza per me quali sono principalmente le tue attività giornaliere mi occupo generalmente di carri armati soprattutto della pulizia meccanica dei carri poi c è l addestramento quotidiano ci sono gli esercizi fisici e l istruzione militare io sono membro del plotone della cavalleria per quale motivo siete stati inviati a gibuti più che altro ci hanno mandato qui perché l ambiente è perfetto per l addestramento dei soldati infatti ci sono eserciti provenienti da ogni angolo del mondo francese americano cinese tedesco giapponese spagnolo ecc a volte ci sono degli addestramenti in comune anche se io non ho ancora avuto modo di stare in contatto con gli altri eserciti cosa ne pensi sul fatto che vari eserciti si addestrino nello stesso posto non ci sono problemi per quanto riguarda la convivenza ma allo stesso tempo non d abbiamo molti contatti con gli altri soldati stranieri li vedo in giro per la città quando usciamo ci salutiamo e ci capiamo a vicenda perché sappiamo quali sono gli stati d animo di un uomo lontano da casa perciò ci rispettiamo l un l altro nel mio plotone ci sono persone di diverse nazionalità perché alla fine siamo una propaggine della legione straniera pe r c h é hai scelto la legione francese È stata una decisione improvvisa non credo sia ciò che avrei voluto ma in fin dei conti per me è un ottima esperienza avete svolto anche missioni umanitarie certamente io non vi ho partecipato personalmente ma alcuni miei colleghi curiosità storiche a legione straniera francese è un corpo militare a servizio della francia fondata dal re luigi filippo nel 1831 a supporto della guerra in algeria ad oggi ha 11 reggimenti operativi che contano 7699 uomini di cui 413 ufficiali 1741 sottoufficiali e 5545 legionari lunghi periodi di addestramento tecniche di combattimento corpo a corpo e tattiche militari sono solo alcune caratteristiche della più dura armata del mondo infatti i legionari sono tra i più forti soldati nel mondo i soggetti che sì ogni esercito deve fare questo tipo di missioni la popolazione di gibuti dipende moltissimo da noi per sopravvivere dato che hai vissuto direttamente la povertà del terzo mondo cosa vorresti dire agli occidentali l si arruolano sono avventurieri sognatori insicuri del proprio futuro giovani soprattutto dopo la seconda guerra mondiale circa 10.000 italiani prestarono servizio militare per la legione francese e 5.000 di loro lottarono nella guerra d indocina un reggimento della legione è presente nella repubblica di gibuti stato situato nel corno d africa che ottenne l indipendenza dalla francia nel 1977 negli anni 90 ci fu una guerra civile scatenata dagli afar che si concluse nel 1994 con un accordo di pace tra le varie tribù di gibuti la pace durò poco perché nel 1996 scoppiò un nuovo scontro dentro la repubblica la francia mantiene tutt ora delle truppe per garantire l ordine all interno della repubblica ossia la 13 mezza brigata della legione straniera alle missioni francesi partecipano anche vari eserciti del mondo come ad esempio quello americano e la marina tedesca che offre supporto marittimo e per contrastare la pirateria in quelle zone vorrei che l occidente si rendesse conto della povertà nel terzo mondo e si evitassero gli sprechi per dare la possibilità anche ai paesi poveri di progredire economicamente politicamente e tecnologicamente cultura rom il lancio dei sassi dal cavalcavia con la bella stagione i giovani nomadi si dedicano al loro passatempo preferito nelle scorse settimane si è sfiorata più volte la tragedia ma un mediatore culturale rom rassicura e solo una prova di coraggio per entrare a far parte del gruppo dei grandi n elle scorse settimane sulle tangenziali e tratti autostradali della cintura si è sfiorata più volte la tragedia per colpa di gruppi di ragazzini provenienti dai campi nomadi lanciano sassi anche di grosse dimen sioni dai cavalcavia come se fosse un gioco «non hanno un obiettivo preciso lanciano i sassi e poi corrono a vedere l effetto un gioco demenziale» hanno spiegato dei poliziotti allertati dagli automobilisti un p ro blemache potrebbe anche aggravarsi con il trascorrere del tempo e l arrivo della bella stagione in passato infatti i lanci si sono intensificati con l arrivo dei primi caldi una specie di folle tradizione dei ragazzini rom difficile ipotizzare quali potrebbero essere gli interventi utili in grado di stroncare un fenomeno pericoloso e allar mante si possono anche tentare delle analisi sociologiche magari un po più serie di quella azzardata da un mediatore rom che ha affermato che si tratta di una specie di rito di passaggio una sorta di prova di iniziazione per essere apprezzati come adulti affermazioni irritanti per qualsiasi persona dotata di buon senso ancor di più per le vittime di queste azioni criminali questo signore che opera presso le istituzioni e che viene pagato bene con i soldi dei contribuenti probabilmente non pensa nemmeno al rischio che quello che lui chiama gioco possa provocare gravi incidenti ma forse questo non interessa poi molto perché le vittime in fondo sarebbero soltanto dei gagé sulle pagine di questo giornale sono state spese molte parole per far conoscere la cultura dei rom e per aiutare e aiutarci a superare i pregiudizi e lo stigma che circondano queste popolazioni e che ostacolano un processo di coesione e civile convivenza ma forse occorre chiedere anche ai rom qualche sforzo in più questa volta non si tratta solo di usi e costumi si tratta di coscienza e di rispetto della vita degli altri.

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sguardo sulla città 13 maggio 2011 uno spazio aperto e multiculturale luogo di incrocio di incontro e di scambio di attività e persone nel cuore di san salvario dalla redazione una fabbrica di idee tra anime diverse si possono frequentare laboratori artistici e multimediali corsi di danza di discipline orientali di musica e canto di lingua e informatica inoltre si possono organizzare feste di compleanno conferenze spettacoli e proporre attività da la casa del quartiere di via morgari 14 a torino opo un lavoro di progettazione e di realizzazione durato alcuni anni e che ha coinvolto l impegno di diversi soggetti a settembre dello scorso anno è stata inaugurata la casa del quartiere di san salvario la struttura è gestita dall agenzia per lo sviluppo locale di san salvario onlus che per convenzione l avrà in concessione per i prossimi 30 anni in collaborazione con la città di torino la fondazione vodafone la compagnia di san paolo la circoscrizione 8 e altre associazioni ed enti no profit la casa del quartiere raccontano i promotori dell iniziativa ­ è nata per rispondere alla pressante richiesta e necessità di adeguati spazi per attività socio-culturali e di animazione del quartiere avanzate dalle associazioni e dai cittadini di san salvario essa è diventata realtà grazie ad una compartecipazione di enti pubblici e privati che hanno finanziato i costi di ristrutturazione degli ex bagni pubblici di via morgari 14 da anni abbandonati al degrado in sostanza l edificio è pensato come un laboratorio per l ideazione e la messa in atto di attività che coinvalgono associazioni cittadini operatori artistici e culturali più in particolare la casa del quartiere è dotata di una caffetteria una ciclofficina un ufficio co-working una banca del tempo un orto una sala riunioni e mostre sportelli informativi spazi di volantino_alta risoluzione 2ok.pdf 14/04/2011 ascolto e servizi di pubblica utilità qui d l agenzia per lo sviluppo locale di san salvario romossa dal settore periferie della città di torino l agenzia è attiva da settembre del 1999 in via sant anselmo nel cuore del quartiere il 15 luglio 2003 dodici tra associazioni ed enti del borgo hanno costituito formalmente l istituto organizzato come comitato ad oggi le associazioni partecipanti all agenzia sono circa venti tra loro figurano anche l asai i cittadini per san salvario i commercianti di via madama cristina e borgo8 donne per la difesa della società civile la cooperativa sociale accomazzi la parrocchia ss pietro e paolo il gruppo abele legambiente l oratorio san luigi gonzaga la spi cgil lega 8 l agenzia lavora per la riqualificazione dello spazio pubblico e privato per facilitare l insediamento nel quartiere di nuove imprese per valorizzare le vocazioni culturali del rione per promuove azioni di sviluppo partecipato su aree o microaree a densa problematicità il nostro è un soggetto autonomo non-profit di secondo livello che offre a tutti i gruppi partecipanti un supporto organizzativo utile per svolgere le proprie attività spiega roberto araudo direttore dell agenzia con un lavoro che vuole uscire dalla logica frammentaria per unire i vari enti e associazioni in una progettazione condivisa e sistematica chiari sono i propositi messi in piedi dall agenzia la nostra azione continua araudo è orientata a spingere le diverse associazioni a operare in collaborazioni articolate su grossi progetti e con elementi di qualità poi ci sono le attività di servizio e di sostegno offerte sia ai commercianti e sia alla popolazione di san salvario rivolte all aiuto e all ascolto dei cittadini e da questo impegno quotidiano conclude araudo emergono i veri problemi di fondo del quartiere l esistenza di pochi spazi pubblici l uso improprio degli stessi l alta densità di popolazione e il sistematico scontro di culture e abitudini 11.33.04 p progettare e realizzare anche con gli altri l edificio ha a disposizione un cortile di 470 mq uno spazio all aria aperta dove è possibile mangiare giocare e leggere attrezzato anche per proiezioni e piccoli spettacoli e internamente una superficie di circa 630 mq ma c è di più oltre a tutte le attività che le associazioni possono promuovere nella casa c è un aspetto che più di tutti rende casa l edificio di via morgari ed è la possibilità per tutti coloro che lo desiderano di affittare una sala o una porzione dell edificio per feste di compleanno ricorrenze esposizioni riunioni cene collettive tutta la campagna di comunicazione è stata improntata proprio su questo la casa del quartiere è uno spazio messo a disposizione dei cittadini è un luogo all interno del quale chi non ha spazio nella propria abitazione può trovarlo a prezzi modici in sintesi ­ concludono i gestori del posto ­ la casa del quartiere è un luogo che nel tempo cambia si evolve per rispondere alle esigenze degli abitanti e al prodursi di nuove forme di collaborazione e progettazione per affrontare anche i problemi sociali economici ambientali e di riqualificazione di un contesto urbano difficile e molto articolato come quello del quartiere san salvario in cui convivono più di cento nazionalità diverse n.d.r favorendone la piena integrazione all interno del tessuto cittadino d amelio per la circoscrizione 8 san salvario cavoretto borgo po elezioni del 15 e 16 maggio 2011 elezioni comune di torino 15-16 maggio 2011 scheda azzurra scheda verde barra il simbolo e scrivi d amelio c m y ho un figlio piccolo voglio che cresca alcuni punti su cui mi batterò d amelio cm my in un quartiere sicuro e vivibile cy cmy k salvaguardia dell ospedale evangelico valdese strade e marciapiedi più puliti ammassi di rifiuti vari e feci di cani non danno decoro ma solo degrado massima attenzione al bisogno di sicurezza dei cittadini polizza assicurativa gratuita ai residenti ultra 65enni contro gli scippi in strada e i furti nelle abitazioni mantenimento e ampliamento dei servizi con particolare attenzione alle fasce più povere sostegno al mondo associativo e culturale gio.damelio@libero.it giovannidamelio.blogspot.com per fassino sindaco

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maggio 2011 spazio pubblicitario 14 sguardo sulla città perché votare me a nostra città sarà sempre più una realtà multietnica e nei prossimi anni coloro che hanno scelto di venire a vivere a torino arrivandoci da molto lontano avranno una città che saprà rispondere sempre più alle loro esigenze e alle loro necessità dobbiamo lavorare come è stato fatto finora per una politica che riduca e annulli i conflitti favorendo la convivenza tra le differenze e creando le condizioni per cui lo straniero che vive a torino si senta anch egli torinese a tutti gli effetti l bisogna invece riconoscere diritti a chi viene senza che gli italiani pensino che quello che riconosci agli stranieri sottragga qualcosa a loro un esempio se si teme che gli immigrati tolgano i posti agli italiani negli asili nido basta alzare l offerta in modo che ci sia posto per tutti 37 bambini su 100 dall età neonatale ai tre anni trovano posto negli asili nido una delle più alte percentuali in italia il 94 per cento delle famiglie che hanno chiesto l inserimento dei propri figli massimiliano ziella una sede per l associazione ovidio di chieri teatro con collaborazioni anche in ambito scolastico al fine di creare momenti di incontro della comunità romena e tra la comunità romena e quella italiana per favorire il dialogo interculturale sono stati approvati e finanziati progetti dal mae e si è avuto accesso ai fondi regionali europei con i quali sono stato organizzati corsi di informatica di base project management e leggi in materia di immigrazione da quattro anni a questa parte l associazione sta lavorando in collaborazione con l associazione meccaniche artistiche al progetto multidisciplinare vlad finalizzato alla realizzazione di una coproduzione italo-romena un musical incentrato sulla vera storia del principe vlad iii tepes nell ambito di questo progetto è stato firmato un accordo di partenariato con l università ovidius e con il teatro di opera e balletto di constanta accordo che ha portato nel mese di aprile a torino 12 ragazzi iscritti all ultimo anno della facoltà di teatro ragazzi che hanno messo in scena due spettacoli uno in italiano ed uno in romeno finalizzati a raccogliere fondi e giocattoli da destinare ai bambini disabili ospiti dell ospedale e dell orfanotrofio di constanta il frutto di questa raccolta sono quasi 800 euro e 35 kg di giocattoli che verranno consegnati per pasqua il progetto vlad ha il patrocinio della città di chieri della regione piemonte dell ambasciata di romania del consolato di torino e verrà presentato il 7 maggio all accademia di romania a roma altra iniziativa è il gran tour della romania un viaggio che porterà circa 30 italiani in romania dall 1 all 11 luglio a scoprire le meraviglie di questa terra per promuovere la vera immagine della romania le iscrizioni sono aperte fino al 10 maggio sullo sfondo anche l idea di creare un importante sezione in lingua straniera presso la biblioteca di chieri perché la biblioteca è il vero luogo di incontro del sapere e delle culture biblioteca alla quale l associazione è pronta a donare quasi 500 volumi in lingua romena grazie alla sede si potrà migliorare ancora la qualità e l organizzazione dei servizi offerti e per poter sviluppare adeguati azioni in ambito sociale come ad esempio offrire alla comunità romena un punto di incontro e di ascolto oltre che di orientamento per questioni legate alla casa al lavoro ai problemi legati all immigrazione quella romena è la comunità straniera più numerosa presente sul territorio e crediamo sia fondamentale adoperarsi affinché si raggiunga la massima collaborazione in ambito economico sociale e culturale accanto a quella dell educazione civica afferma maria boroianu che aggiunge vogliamo costruire una vera cultura del volontariato ed aiutare i nostri concittadini a sentirsi sempre di più una comunità unita che non perde la propria identità ma che al tempo stesso è parte integrante di una nuova realtà i a porta palazzo ad esempio abbiamo una prova di integrazione che è modello per il resto d italia un esperienza interessante di convivenza tra diverse comunità la politica dell accoglienza è stata condivisa sia dagli stranieri sia dagli italiani residenti che oggi convivono in un quotidiano confronto tra diverse culture nessuno ha più paura dell altro perché diversa è la religione o il colore della pelle i risultati ottenuti provano che si possono portare avanti delle politiche d accoglienza nel rispetto dei diritti di tutti la storia del mondo e una storia di migrazioni l italia ha bisogno dei migranti per le tante funzioni che svolgono nelle attività di ogni giorno il centrodestra deve abbandonare la politica della paura degli immigrati e anziché dire agli italiani che prima o poi cacceremo gli stranieri deve attrezzarsi per gestire al meglio il cambiamento per un sindaco questo significa per esempio aumentare l offerta del welfare in modo che non si scateni una guerra fra poveri a torino il centrosinistra ha saputo condurre negli anni una politica dell accoglienza non è stato facile arrivare ai risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti e che fanno della nostra città un modello nazionale non sarà facile mantenere e migliorarli ma è possibile se tutte le volte che si parla di immigrati se ne parla come rischio come paura come insidia non si risolverà il problema alla scuola materna 3-6 anni ha avuto risposta affermativa in questi anni la città si è fatta portavoce della cultura per i bambini e in questa direzione deve continuare gli italiani non devono avere l impressione che un diritto riconosciuto all immigrato è tolto a loro nessuno ha più diritti di altri un lavoro dato ad un immigrato non è tolto ad un italiano gli immigrati hanno diritti che vanno tutelati la casa il lavoro la salute i servizi sociali darmi la fiducia per guidare la città per i prossimi cinque anni significa dare continuità alle politiche in tema di immigrazione scelte dal centrosinistra che hanno fatto di torino una città accogliente e fraterna nel rispetto delle regole abbiamo dimostrato di saper accogliere gli immigrati dandogli dignità nel rispetto di diritti e doveri e di saper realizzare a torino condizioni di convivenza migliori che in altre parti d italia torino ha nei suoi abitanti la sua prima grande eccellenza fatta di percorsi umani di storie di necessità di sogni per un gran torino ho bisogno di tutti voi insieme faremo questa città ancora più bella una città nella quale vale la pena venirci anche da lontano per trovare una vita migliore per studiare per lavorare per fare famiglia e crescere dei figli semplicemente per viverci piero fassino l giusto riconoscimento dopo anni di impegno nella città dell arco dove vivono oltre 2000 romeni su una popolazione di 33000 persone il frutto di anni ricchi di eventi iniziative e di volontariato portato avanti dai soci e dai membri del consiglio direttivo guidati dall energia e dalla determinazione di maria iulia boroianu che dal 2004 ricopre il ruolo di presidente l assegnazione della sede è conseguenza della partecipazione ad un bando comunale e di una graduatoria finale che ha visto l associazione premiata per i progetti proposti all amministrazione comunale si tratta di una sala di 63 metri quadrati situata al secondo piano del complesso san filippo nella centralissima e pedonale via vittorio emanuele al nr 65 a due passi dall arco simbolo della città l attività dell associazione ovidio ha portato sul territorio chierese e piemontese gruppi di assoluta eccellenza nel panorama artistico romeno numerose ed apprezzate sono state le collaborazioni con la città di chieri e con l ufficio cultura della biblioteca e forti le azioni per dare alla comunità romena la possibilità di professare liberamente la propria confessione religiosa ortodossa con l apertura della parrocchia nella centralissima piazza mazzini va soprattutto ricordato l impegno in ambito sociale a favore dei soggetti svantaggiati ed il sostegno prestato alle famiglie in difficoltà alle iniziative in campo umanitario ed assistenziale come ad esempio la campagna un letto per gli ospedali in romania che ha portato 90 letti di ospedale nelle strutture sanitarie romene davvero impressionante scorrere l elenco fitto di questi sette anni di attività per quella che può essere considerata la prima associazione italo-romena onlus nata a torino tutte le attività sono finalizzate all integrazione ed all inserimento nel tessuto sociale piemontese degli immigrati rivolgendosi in particolar modo alla comunità romena tali finalità vengono perseguite con la realizzazione di incontri convegni con le istituzioni locali e con i rappresentanti della questura delle organizzazioni sindacali ed i rappresentanti del governo romeno inoltre sono attive collaborazioni con enti del territorio come la protezione civile o le agenzie per il lavoro finalizzate all inserimento nel mondo produttivo e lavorativo a queste attività si affianca l organizzazione di eventi culturali finalizzati a mantenere viva la cultura e l arte romena in tutte le loro manifestazioni particolare attenzione vengono date alla lingua alle manifestazioni teatrali e culturali legate alla danze popolari ed al

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sguardo sulla città 15 maggio 2011 dove è l amore catalina salgau casa dei popoli un centro per i nuovi cittadini ditalia l immigrazione è un tema delicato e sempre di attualità ed è stata l oggetto di discussione della serata organizzata presso il circolo dei lettori per la presentazione del libro anche voi foste stranieri l immigrazione la chiesa e la società italiana di antonio sciortino la redazione a l immigrazione è una questione delicata che ha diviso l italia e le comunità religiose in due campi non possiamo scegliere se vogliamo o non un paese multietnico l italia è già un paese con una comunità di 6 milioni di cittadini di altre nazionalità una cifra che è al tempo stesso rappresenta il numero dei cittadini italiani residenti in altri paesi così esordisce antonio sciortino il suo intervento uno stato permanente di emergenza caratterizza la politica di immigrazione ­ come è evidente anche nella situazione di lampedusa reazioni ritardate nonostante le esperienze passate con lo sbarco massiccio di albanesi la distorsione della realtà per questioni politiche è un altra caratteristica si strumentalizzano le informazioni che alimentano i timori le paure dello sconosciuto dello straniero in questo modo la cittadinanza delle persone diventa l oggetto principale di ogni notizia per maria pia bonanate tutto accade in una società in crisi d identità dove non conosciamo noi stessi non interagiamo con chi ci circonda spesso non sappiamo nemmeno chi è che vive accanto a noi una situazione che sottolinea l incertezza l insicurezza la paura dell ignoto ci ribelliamo contro gli stranieri perche sono diversi da noi anche voi foste stranieri mette l accento sul noi e invita all introspezione all empatia ad amare il tuo prossimo come te stesso interagire con persone diverse da noi ci aiuta a far crescere la consapevolezza della propria identità e in particolare favorisce l arricchimento la crescita personale ha proseguito maria pia bonanate sullo stesso registro anche ernesto olivero l accoglienza è reciproca ci dobbiamo aprire uno verso l altro e rispettarci l un l altro gli immigrati sono in primo luogo gente come noi ma anche una risorsa molto importante sottolinea antonio sciortino una risorsa che se gestita bene crea valore per l italia spesso fanno i lavoro che gli italiani non vogliono fare pagano contributi che molto probabilmente non verranno restituiti quando torneranno nel loro paese d origine creano posti di lavoro fondando diverse imprese non dimentichiamoci di come gli italiani erano trattati quando sono emigrati impariamo dalla e asteniamoci dall utilizzare lo stesso trattamento la vera integrazione è il rispetto reciproco dei valori personali e nazionali e non è pretendere che gli immigrati abbandonino i loro valori per adottare i nostri conclude l autore il dibattito finale ha evidenziato il fatto che gli italiani vogliono l integrazione l accettazione reciproca e la buona convivenza cose che emergono ogni giorno e che forse non sono ritenute così importanti a livello politico una situazione di cui è colpevole anche la chiesa con il suo silenzio un silenzio che permette il generarsi di azioni non adeguate nei confronti degli immigrati ma c è ottimismo anche tra gli italiani che sono stati immigrati anche noi all inizio siamo stati accolti con scetticismo e cattiveria ma con il tempo siamo stati accettati anche in italia probabilmente avverrà la stessa cosa ad antonio sciortino abbiamo posto due domande alcune teorie sostengono che l immigrazione dovrebbe essere accettata e favorita anziché cercare di limitarla perche aiuterebbe a ridurre le disparità di ricchezza tra paesi lei cosa ne pensa anche se attualmente l unica forma di cooperazione che funziona è quella degli immigrati che inviano i soldi a casa valorizzando così l economia locale la vera soluzione è di creare un sistema di valori economici nel loro paese attraverso vari programmi di cooperazione come stabilito anche dal piano mondiale per ridurre la povertà globale purtroppo nessun paese ha rispettato i propri doveri l italia per prima con il taglio sistematico dei fondi per lo sviluppo quando cambierà la politica italiana nei confronti degli immigrati le persone migliori dovrebbero essere proprio i politici ma spesso succede il contrario mi auguro che la cooperazione il rispetto reciproco e il sviluppo aiutino a cambiare la politica italiana lla fine del mese di marzo scorso è stato inaugurato in torino il centro popoli di corso vigevano 35 un luogo che si propone come punto di riferimento per la realtà degli immigrati presenti sul territorio i nuovi cittadini sono quelli che si impegnano ad acquisire una sufficiente conoscenza della lingua della cultura italiana dei principi fondamentali della costituzione del funzionamento delle istituzioni italiane e della vita civile in italia soprattutto negli ambiti della sanità della scuola dei servizi sociali del lavoro degli obblighi fiscali e dell istruzione rispettando diritti e doveri sapendo in primo luogo che l italia premia chi la ama spiega ibrahem amir younes presidente del coordinamento nuovi cittadini per l italia È infatti proprio il coordinamento nato l 11 novembre del 2001 che ha dato vita all idea grazi all unione di associa zioni attive sul territorio che rappresentano tutte le comunità straniere il centro offre tutti le informazioni e i servizi utili collegati al mondo del lavoro sanità e formazione come anche una sala congressi a disposizione di tutti i membri delle varie associazioni o di personale esterno per organizzare ogni tipo di manifestazione grazie all assistenza telefonica chiunque contatterà il centro verrà informato su variazioni di legge o di contratto e riceverà consulenza per la risoluzione di piccole problematiche quotidiane tutto queste è possibile grazie alla collaborazione con la regione di piemonte e il comune di torino l agenzia delle entrate camera di commercio l inps aress e l associazione per al prevenzione e la cura dei tumori orario del centro dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 contatti tel/fax 011.7651626 cell 388.1724630 l primo centro d ascolto della chiesa ortodossa stefania pelepco i l 17 marzo scorso presso la parrocchia ortodossa romena santa croce di torino via dell accademia albertina 11 è stato costituito il primo centro d ascolto a cura di una associazione caritatevole romena di tipo religioso san lorenzo dei romeni onlus secondo quanto comunicato della diocesi ortodossa romena d italia È una iniziativa parrocchiale rivolta non solo ai romeni ma a tutti coloro che si trovano in difficoltà e che si propone di occuparsi di ascolto ed orientamento delle persone che si trovano in situazione di disagio psicosociale informazioni sulla rete dei servizi territoriali utili per gli stranieri fornire aiuto per la valutazione delle opportunità lavorative informazioni ed accompagnamento nelle domande che riguardano diverse pratiche amministrative o documenti distribuzione di pacchi viveri in collaborazione con il banco alimentare il centro è gestito da un gruppo di oltre 20 volontari romeni che hanno beneficiato del sostegno di altre associazioni di volontariato torinesi nei tempi passati e che hanno avuto perciò modo di imparare dalla propria esperienza il significato del ricevere un aiuto i volontari sono stati preparati per questa attività grazie a dei corsi di formazione organizzati da associazioni torinesi con esperienza nel campo come ad esempio gruppo abele e franz fanon il consiglio della onlus ha deciso quale sarà la composizione dello staff della filiale presidente mihaela marcu e segretario mihai mogosescu orario di apertura lunedì e mercoledì dalle 18.30 alle 20.30 mentre il venerdì sarà dedicato solo alle urgenze e agli appuntamenti su prenotazione con lo psicologo cosmin garcoias contatti sanlorenzo_torino@hotmail com 389 951 39 76.

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