Idea aprile 2011

 

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Giornale parrocchia Immacolata Adelfia (BA)

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parrocchia immacolata anno 25 n 73 aprile 2011 piazza galtieri 34 70010 adelfia tel e fax 0804594746 http www.adelfiaparrocchiaimmacolata.it e-mail dtonio.lob@virgilio.it d don tonio l altro giorno è venuta da me una coppia che da anni non potendo avere un figlio suo sta cercando di adottare un bambino questi sposi hanno tentato prima con l adozione nazionale non avendo ottenuto risultati hanno provato con quella internazionale speriamo che al più presto possano stringere tra le braccia un bel marmocchio la signora salutandomi mi ha detto siamo tutti mendicanti e vero tutti mendichiamo qualcosa un figlio la salute un posto di lavoro un amicizia ci manca sempre qualcuno qualcosa e non ci sentiamo mai totalmente appagati vuoi perché la felicità piena non è di quaggiù vuoi perché spesso allontanandoci dalla strada maestra procediamo per viottole che non ci portano da nessuna parte chissà perché percorrendole avevamo pensato di giungere prima alla meta tanto agognata e non è che l aria che tira ci aiuti più di tanto anzi i modelli che ci vengono proposti e dei quali soprattutto i più giovani si invaghiscono sono tremendi quanto bisogna remare controcorrente almeno per restare a galla e non annegare il deficit più grosso che fa da massimo comune denominatore alle nostre mancanze e abbraccia tutti i nostri bisogni e del quale tanti soffriamo dai più piccoli ai più grandi ha a che fare con la speranza oggi che vanno tanto di moda gli integratori e farmacie e supermercati ne fanno bella mostra noi crediamo di poter rimediare a questo ammanco di speranza dando un occhiata al primo scaffale che ci capita a tiro o facendo uso del prodotto più reclamizzato cercatori d infinito fin nel dna vogliamo qualcosa che ci appaghi che plachi la nostra sete che insomma ci renda felici e che facciamo ci rivolgiamo aquanti ostentano felicità da vendere ma quasi sempre felici non sono perché piuttosto che prendere l integratore non ci sforziamo di capire qual è la nostra vera carenza e non facciamo di tutto per rimuoverla alla radice perché continuiamo a confondere la luna con il dito che ce la indica solo per non sollevare lo sguardo e il cuore più in alto quando c è insufficienza di speranza dai oggi dai domani è facile che si cada nel baratro della disperazione che sta proprio sul versante opposto della speranza chi spera non dispera e chi dispera non spera semplice vogliamo tirare a campare con gli integratori o vogliamo impegnarci a seguire seriamente la speranza fatta carne inchiodata sì ad una croce sempre presente negli innumerevoli crocifissi della storia ma capace di dare senso anche ad un dolore che non si può evitare e di offrire pace anche al cuore più inquieto pasqua non è solo un uomo-dio che vince la morte e abbandona il sepolcro no è ogni cristiano che non solo mendica vita e gioia e affetto ma anche ce la mette tutta per continua a pagina 3 all nterno i il calvario tre giorni dopo 2 insediamo il plurale 3 per una chiesa di strada 4 al futuro sindaco di adelfia beneficio sacrificio augurissimi caro don luigi 5/6 7 8 ma la canzone mia più bella sei tu 8 caro papa/papà ti scrivo 9 il dolore ci fa famiglia speciale idea ridi che ti passa avvisi 9 10 10 10

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d pagina 2 poligono di tiro che piazzeranno sulle nostre terre attentando alla nostra sicurezza sovvertendo la nostra economia e infischiandosene di tutte le nostre marce della pace se è lecito esprimere delle preferenze quella forse rimarrò suggestionato anch io dal fascino che mi commuove di più è l apparizione a maria sottile del pessimismo se tu mi racconterai della di magdala piangente accanto al sepolcro prostituzione pubblica sulla statale del dilagare dei vuoto le si avvicina gesù e le dice perché furti nelle nostre case della recrudescenza di piangi donna le tue lacrime non hanno più barbarie tra i minori della nostra città forse mi motivo di scorrerti dagli occhi a meno che tu non arrenderò anch io alle lusinghe dello scetticismo se pianga per gioia o per amore mi attarderò ad ascoltarti sulle manovre dei potenti vedi la collina del calvario che l altro ieri sera sul pianto dei poveri sulla miseria degli sfrattati sulle era solo un teschio coperto di fango oggi si è umiliazioni di tanta gente senza lavoro forse vedrai improvvisamente allagata di un mare d erba i vacillare anche la mia speranza se continuerai a sassi si sono coperti di velluto le chiazze di parlarmi di teresa che a trentacinque anni sta sangue sono tutte fiorite di anemoni e asfodeli il morendo di cancro o di corrado che a dieci è stato cielo che venerdì era uno straccio inutilmente operato al cervello o di pauroso oggi è limpido come un lucia che dopo pasqua farà la sogno di libertà siamo appena al prima comunione in casa perché in terzo giorno ma sono bastate queste chiesa con gli altri compagni non poche ore perché il mondo facesse potrà andarci più o di nicola e un balzo di millenni no non annalisa che dopo tre anni di misurare sui calendari dell uomo la matrimonio e dopo aver messo al distanza che separa quest alba mondo una creatura se ne sono andati luminosa dal tramonto livido ognuno per la sua strada perché non dell ultimo venerdì non è trascorso hanno più nulla da dirsi queste cose del tempo è passata un eternità le so ma io voglio giocarmi fino donna tu non lo sai ma oggi è all ultima tutte le carte dell incredibile cominciata la nuova creazione e dire ugualmente che il nostro pianto cari amici nel giorno solennissimo la grande croce di fatima non ha più ragione di esistere la di pasqua anch io debbo rivolgere a ciascuno di risurrezione di gesù ne ha disseccate le sorgenti e voi la stessa domanda di gesù perché piangi tutte le lacrime che si trovano in circolazione sono le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti come gli ultimi scoli delle tubature dopo che hanno dagli occhi a meno che non siano l ultimo chiuso l acquedotto rigagnolo di un pianto antico o l ultimo fiotto di la pasqua sconfigga il nostro peccato frantumi le una vecchia riserva di dolore da cui ancora la tua nostre paure e ci faccia vedere le tristezze le anima non è riuscita a liberarsi malattie i soprusi e perfino la morte dal versante lo so che hai buon gioco a dirmi che sto giusto quello del terzo giorno da quel versante il vaneggiando lo so che hai mille ragioni per luogo del cranio ci apparirà come il tabor le croci tacciarmi di follia lo so che non ti mancano gli sembreranno antenne piazzate per farci udire la argomenti per puntellare la tua disperazione lo musica del cielo le sofferenze del mondo non so forse rischio di restare in silenzio anch io se saranno per noi i rantoli dell agonia ma i travagli del tu mi parli a lungo dei dolori dell umanità della parto e le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre fame delle torture della droga della violenza mani crocifisse saranno le feritoie attraverso le quali forse non avrò nulla da replicarti se attaccherai scorgeremo fin d ora le luci di un mondo nuovo il discorso sulla guerra nucleare sulla corsa alle buona pasqua armi o per non andare troppo lontano sul mega don tonino bello vescovo di molfetta

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d pubblichiamo parte della prolusione di mons bagnasco al consiglio permanente dei vescovi italiani del gennaio scorso sul dovere di infrangere l involucro individualista e tornare a pensare con la categoria comunitaria del noi di essere cioè responsabili gli uni degli altri e non solo a parole dalla prima pagina pagina 3 in un documento del nostro episcopato pubblicato trent anni or sono e che ebbe a suo tempo una notevole accoglienza la chiesa italiana e le prospettive del paese 1981 si diceva icasticamente «il consumismo ha fiaccato tutti» n 11 colpisce l efficacia di quella predizione dove ad apparire centrato è in particolare il verbo usato fiaccare la desertificazione valoriale ha prosciugato l aria e rarefatto il respiro la cultura della seduzione ha indubbiamente raffinato le aspettative ma ha soprattutto adulterato le proposte ha così potuto affermarsi un idea balzana della vita secondo cui tutto è a portata di mano basta pretenderlo una sorta di ubriacatura alle cui lusinghe ha in realtà ceduto una parte soltanto della società però il calco di quel pensiero è entrato sgomitando nella testa di molti come un pensiero molesto che pretende ascolto un ascolto peraltro che diventava sempre più improbabile considerato il nuovo clima sociale determinato da un volano economico che senza tanti complimenti si era messo a girare all incontrario noi siamo testimoni della dignità con cui la nostra gente sta normalmente reagendo alle difficoltà che si sono presentate arrivando a configurare un andamento diverso nel passo del mondo sembrava che il trend della crescita dovesse tutto sommato aumentare sempre in un movimento espansivo che avrebbe via via incluso sempre nuove fette di popolazione invece la crisi si è presentata come una sorta di drenaggio generale obbligando un po tutti a rivedere le proprie ambizioni c è una verità forse non troppo detta ma che la gente ha intuito abbastanza presto si stava vivendo al di sopra delle proprie possibilità bisogna allora imprimere una moderazione complessiva dell andamento di vita senza dimenticare anzi tutti coloro che già prima vivevano sul filo e oggi si trovano sotto con bilanci meno ambiziosi occorre far fronte a tutte le necessità di una società moderna per di più senza poter più contare sullo sfogo del debito pubblico che invece dovrà rientrare ma che fare se ognuno difende a spada tratta il livello di vita già acquisito questo è il punto in cui i problemi dei giovani vengono a coincidere con le questioni di ordine generale bisogna infrangere l involucro individualista e tornare a pensare con la categoria comunitaria del noi perché tutto va ricalibrato secondo un diverso soggetto anziché una somma di tanti io sicuramente legittimi e forse un po pretenziosi occorre insediare il plurale che abita in ogni famiglia il plurale di cui si compone ogni società non sarà un operazione facile ma occorrerà convertire una parte di ciò che eravamo abituati a considerare nella nostra esclusiva disponibilità e metterlo nella disponibilità di tutti e naturalmente chi nel frattempo aveva accumulato di più qualcosa di più ora deve mettere a disposizione quando un anno e mezzo fa cercavamo di trovare il senso di ciò che la crisi poteva richiedere si parlò ad un certo punto di una necessaria conversione degli stili di vita ora ci siamo arrivati c è un alfabetizzazione etica su questa nuova stagione che occorre saper alimentare anche al livello dei nostri gruppi delle nostre associazioni dei nostri movimenti se una parte di reddito va ridistribuita per poter corrispondere alle essenziali attese delle ultime generazioni che diversamente rimarrebbero sul lastrico ecco che c è un lavoro di rimotivazione da compiere per dare un orizzonte convincente alla dose di sacrifici che bisogna affrontare si torna qui alla sfida educativa che ci siamo prefissi nella mentalità più diffusa la sofferenza è l ambito oscuro della vita che è meglio mettere tra parentesi e da cui in ogni caso è necessario preservare i più giovani ma questo pur scaturito dalle migliori intenzioni è l autoinganno più fatale che si sia indotto nei figli nei nipoti nei discepoli tentando di preservarli dalle difficoltà e dalle durezze dell esistenza si rischia di far crescere persone fragili poco realiste e poco generose se a questo si aggiunge una rappresentazione fasulla dell esistenza volta a perseguire un successo basato sull artificiosità la scalata furba il guadagno facile l ostentazione e il mercimonio di sé ecco che il disastro antropologico in qualche modo si compie a danno soprattutto di chi è in formazione «non esiste una vita senza sacrificio» ammoniva il papa parlando proprio ai giovani omelia nella domenica delle palme 5 aprile 2009 non si può diventare liberi da sé «senza osare il grande sì» ib e poi spiegava «se getto uno sguardo retrospettivo sulla mia vita personale devo dire che proprio i momenti in cui ho detto sì ad una rinuncia sono stati momenti grandi ed importanti della mia vita» ib spargere semi di speranza ovunque sempre contro ogni logica umana che lo indurrebbe a risparmiarne a non scialacquare queste semenze particolarmente nei confronti di chi non merita il discepolo che segue gesù sempre proteso al futuro non resta inchiodato al proprio passato non resta tassellato alle proprie abitudini non si nasconde dietro il si è sempre fatto così ma guarda avanti punta la fine del campo è più attento a tenere in profondità l aratro che a verificare ciò che ha fatto voltandosi indietro don paolo curtaz la risurrezione del signore ben più che una semplice ricorrenza ci ricorda che siamo stati salvati a caro prezzo e ci obbliga ad indicare con la vita le albe che scalzano il buio nel quale tanti brancolano la primavera che incombe nelle nostre scelte più che nelle nostre campagne l aria fresca che entra da una finestra aperta invece di maledire il tanfo che sovente alberga nel cuore la pasqua di cristo e nostra è l eco all antico grido del profeta non ricordate più le cose passate non pensate più alle cose antiche ecco io faccio una cosa nuova proprio ora germoglia non ve ne accorgete is 43,18-19 mostriamo a questo nostro mondo che se pure noi siamo compagni di strada dal volto triste lc 24,17 dei due discepoli di emmaus non appena gesù ci si affianca tutto rinasce e il cuore arde abbiamo mendicato abbiamo teso la mano a dio ci ha inondato la vita con affetto grande don tonio

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d pagina 4 sono nato in veneto a pieve di cadore provincia di belluno nelle dolomiti la mia famiglia si è trasferita a torino negli anni cinquanta la nostra prima casa fu una delle baracche del cantiere dove lavorava mio papà uno degli operai impegnati nella costruzione del politecnico la fatica del lasciare la propria terra del trasferirsi in una grande città dove l accoglienza e la generosità di alcuni non facevano dimenticare le chiusure e i rifiuti di altri mi ha segnato nel profondo ma mi ha anche aiutato a mettermi nei panni degli altri a capire ad esempio le storie di quei ragazzi che qualche anno dopo sarebbero arrivati a torino dalle regioni del sud spaesati sui portoni di molte case una scritta terribile non si affittano case ai meridionali molti di quei ragazzi passavano la notte sui vagoni parcheggiati nella stazione di porta nuova affidando al domani la speranza di un cambiamento una storia che si ripete oggi con altri volti ma con le stesse speranze la stessa ricerca di dignità ho avvicinato quei ragazzi li ho conosciuti e mi sono fatto riconoscere ho condiviso le loro esperienze ho sentito le loro speranze i loro smarrimenti ad aprirmi gli occhi era stata anche una persona più anziana un medico tormentato dai sensi di colpa per un intervento sbagliato che aveva eletto a suo domicilio una panchina riuscii ad avvicinarlo vincendo la sua diffidenza il carattere schivo e a volte burbero scoprendo la sua umanità il suo gran cuore non preoccuparti per me mi disse un giorno occupati di loro e m indicò un gruppo di ragazzi che faceva uso di anfetamine in quegli anni le droghe più diffuse prima del dilagare dell eroina ho incontrato la strada grazie alla strada strada come luogo di povertà di bisogni di linguaggi di relazioni e di domande in continua trasformazione strada come luogo di crescita e di consapevolezza dove imparare a misurarsi con l incertezza e la complessità a non selezionare i compagni di viaggio a costruire speranza e corresponsabilità cercai degli amici con cui condividere il mio impegno a 45 anni di distanza posso dire che il gruppo abele è nato così da un incontro maturato sulla strada nel tentativo di rispondere a bisogni che richiedevano nuovi approcci linguaggi strumenti ma non basta interrogare la strada una volta posta la domanda è necessario anche ascoltare con libertà e disponibilità a mettere in pratica quanto ascoltato la risposta anche perché la strada non consegna come risposta ciò che uno vuol sentirsi dire il linguaggio della strada è scomodo controcorrente anche a rischio di confusione di fraintendimento quanta fatica è necessaria per imparare dalla strada il linguaggio della fedeltà e della libertà anche all interno della stessa comunità parrocchiale si rischia se si ascolta con serietà la strada di non essere capiti le domande poste alla strada sono come la manna che il popolo d israele incontra nel deserto una manna che permette di sopravvivere e procedere ma che non può essere tenuta da parte immagazzinata bisogna consumarla tutta domani se ne riceverà dell altra che basterà per un altro giorno di cammino fermare le domande è interrompere il cammino È cedere alla tentazione di porre in magazzino quanto acquisito e illudersi di poter vivere di rendita È routine una tentazione a cui siamo tutti soggetti anche nelle nostre parrocchie ma è così che molte insegne ingialliscono che molti servizi invecchiano nella routine o restano uguali nella frenesia di un cambiamento solo superficiale pigrizia frenesia senza direzione sono tutti modi per scappare dall oggi per fuggire dalla strada non c è casa senza strada e non c è strada senza casa se mancano le case o almeno una casa non c è bisogno di strada ma nessuna casa può mancare di strade significa negare alla casa e alle case la possibilità di relazioni e di collegamento con il mondo strada e casa sono così strettamente legate l una all altra al punto che l una è premessa dell altra e che il cambiare dell una modifica l altra intrecciare strada case e oggi è quindi premessa conseguenza metodo e contenuto di ogni rinnovamento parrocchiale e significa confrontarsi con concreti e precisi nodi imparare ad abitare anche fuori casa senza paura di attraversare e percorrere strade impegnative e nuove non aver paura della strada viaggiare per non restare chiusi nei propri confini e orizzonti ripensare le categorie dell educare dell essere casa famiglia giovani costruire comunità e comunità di famiglie vicine promuovere vita culturale e tensione per il bello per contrastare degrado ingiustizie e solitudine fare della celebrazione liturgica il momento di sintesi di nutrimento e di verità tra il dire e il testimoniare giustizia e solidarietà rispondere alle ingiustizie mute e gridate che vengono dalla strada strada casa e oggi sono tra l altro così ci dicono gli studiosi della parola di dio termini biblici di inesauribile ricchezza tenerli insieme è sfida e aiuto per non restare chiusi nella propria casa e/o nella propria parrocchia non costruire case chiese cortili e/o oratori lontani dalla strada dalla fatica ma anche dalla bellezza dell abitarla non illudersi di crescere e maturare solo sulla strada o solo nel chiuso di qualche struttura e/o istituzione non fare dell educare un semplice manuale di comportamento che ingigantisce la forma e calpesta la sostanza un manuale che insegna a non trasgredire i precetti ma non a vivere le responsabilità se l essere tra le case continua il suo dinamico confronto con la strada le nostre parrocchie possono sprigionare la loro potenziale vitalità e rivelare tutta la loro forza e attualità mai come oggi le case le persone e le famiglie hanno fame e sete di luoghi in grado di consegnare possibilità di senso e autentica vita comunitaria di speranza don luigi ciotti

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d pagina 5 amate la vostra città come parte integrante per così dire della vostra personalità voi siete piantati in essa in essa saranno piantate le generazioni future che avranno da voi radice è un patrimonio prezioso che voi siete tenuti a tramandare intatto anzi migliorato e accresciuto alle generazioni che verranno ogni città racchiude in sé una vocazione e un mistero voi lo sapete ognuna di esse è da dio protetta da un angelo custode come avviene per ciascuna persona umana amatela come si ama la casa comune destinata a noi e ai nostri figli custoditene le piazze i giardini le strade le scuole fate che il volto di questa vostra città sia sempre sereno e pulito sentitevi attraverso di essa membri di una stessa famiglia non vi siano tra voi divisioni essenziali che turbino la pace e l amicizia ma la pace l amicizia la cristiana fraternità fioriscano in questa città vostra ogni vostra casa sia come un giardino che ha terreno buono e che produce fiori e frutti sono i fiori e i frutti delle virtù familiari religiose e civili un vivaio di grazia di purezza di affetto e di pace amorevole dove i germogli nuovi i bambini saranno custoditi come la pupilla dei vostri occhi e come la ricchezza suprema della città intera e dove gli anziani trovino conforto sereno amoroso tramonto giorgio la pira discorso ai fiorentini 6 novembre 1954 domande a cura di caterina nitti 1 la passione politica è in molti casi solo il pretesto per fare soldi sperando rientriate in quei pochi che fanno politica per altro vorremmo sapere quali sono i motivi che vi spingono ad impegnarvi nelle prossime elezioni amministrative quali ideali e sogni vi animano antonacci ho sempre legato il mio impegno in politica alla concretezza delle opere realizzate ed in questi sette anni in cui ho ricoperto ruoli fuori adelfia ho caparbiamente ricercato risorse per il mio paese pur essendo un amministratore che non aveva competenze territoriali ricordo fra tutte l interramento della ferrovia nessuno credeva in quest opera ritenuta un altra speranza che sarebbe rimasta sulla carta certo ho fatto semplicemente il mio dovere ma proprio per questo sono sereno quanto agli obiettivi futuri adelfia deve voltare pagina potrà sembrare banale ma è necessario in primo luogo recuperare un modello di efficienza della ordinaria amministrazione ovvero recuperare le minimali esigenze di sana gestione del randagismo della sicurezza del traffico della viabilità dell igiene dell abitato della cura del bello della cura dei nostri parchi e giardini del decoro urbano in modo da entrare in paese e non leggere i tratti dell abbandono bensì l immagine ordinata di una bella cittadina all ordinarietà vanno affiancati obiettivi strategici di straordinaria amministrazione nella consapevolezza che oggi un comune non può farcela con il proprio bilancio bisogna saper attingere da risorse diverse e per far questo è necessario avere idee e progetti credibili ma anche capacità di relazioni esterne in grado di portare da fuori quello che può arricchire una città ad esempio a giorni dopo un percorso tormentato si terrà in provincia la conferenza di servizi per dare il via alla bretella di collegamento delle aree produttive di adelfia già finanziata per 4 milioni di euro quest opera che si inserisce nella più ampia previsione nella nuova mediana di bari-sud legherà monopoli al casello autostradale di bitritto così finalmente adeguatamente servita da infrastrutture adelfia insieme ad altri comuni limitrofi potrà ragionare per distretti produttivi ed usufruire di finanziamenti già disponibili grazie alla legge regionale nota per l appunto come legge sui distretti industriali e produttivi un paese non può legare il suo futuro solo a se stesso ma oggi più che mai deve necessariamente ragionare in termini di area vasta se noi non creiamo le condizioni basilari affinché un impresa possa insediarsi agevolmente e produrre gli imprenditori continueranno a preferire a giusta ragione altri paesi il rilancio delle aree produttive è l unica strada da percorrere per dare risposte al vero dramma del nostro tempo il lavoro specie per i nostri giovani cosola il raggiungimento di obiettivi diversi e graduali nel tempo è fondamentale per chi intende seguire un percorso politico senza questo stimolo probabilmente non ci sarebbe politica se si vuole cambiare realmente qualcosa trasformare le proprie idee e i propri sogni in fatti concreti e tangibili è necessario raggiungere determinati traguardi occupare determinate posizioni e senza ipocrisia poltrone oggi il mio obiettivo è evidente mi candido ad essere il sindaco del nostro paese proprio perché sono convinto che solo in questo modo rivestendo direttamente questo ruolo posso finalmente essere protagonista principale della gestione della vita del mio paese non ho mai venduto promesse e speranze e non lo farò neanche adesso ai cittadini posso solo offrire impegno e tanta buona volontà 2 le elezioni sono tradizionalmente l occasione per vendere promesse e speranze presto destinate a morire sulla base di concrete potenzialità quali obiettivi pensate di raggiungere antonacci la politica non ha cambiato la mia vita e continuo a vivere grazie alla mia professione di avvocato È un sentimento è una passione che mi lega da adolescente per cui le ragioni che mi animano in vista delle prossime elezioni amministrative sono le stesse per le quali ho mantenuto vivo il mio impegno sino ad oggi il continuare a credere che la politica è quell arte nobile del servire il poter incidere sul destino di una comunità per poterle dare una prospettiva ed un futuro contribuire a trasformare adelfia in una città emblematica dell hinterland barese recuperando in primo luogo una vitalità e vivibilità che faccia parlare bene di sé e non come nell ultimo periodo passare alla cronaca esclusivamente per i gravi fatti che l hanno colpita in definitiva una città diversa che non costringa molti suoi figli a chiudersi o peggio ancora a scappare questo è il mio più grande sogno cosola la passione politica quella vera è qualcosa che uno ha dalla nascita non si acquista col tempo sono entrato in politica giovanissimo con l allora m.s.i cosa mi muoveva allora la voglia di cambiare il paese e la rabbia di vedere tanti personaggi politici utilizzare la politica e il proprio ruolo istituzionale per proprio tornaconto in maniera arrogante cosa mi muove adesso lo stesso spirito adelfia ha bisogno di una grossa scrollata dal basso mi fa rabbia vedere tanti paesi del centro nord puliti e immersi nel verde ad adelfia vedere un parco ben curato e pulito suscita impressione notare un vigile per strada addirittura sbalordimento ebbene sogno un adelfia in cui anche le piccole cose ovvie e scontate in altre realtà non rappresentino più le eccezioni ma la normalità sarebbe il punto di partenza.

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d pagina 6 3 bullismo prostituzione povertà e disagio sociale sono facce fin troppo visibili della nostra realtà locale una più ottimale collaborazione tra volontari e istituzioni locali un più scrupoloso uso dei pur esigui fondi disponibili potrebbero dare risultati migliori antonacci certamente altri comuni indifferentemente amministrati sia da centro-destra che da centro-sinistra hanno già sperimentato tecniche efficaci di prevenzione questo lo si può fare solo se si costruisce un sistema sinergico un punto cardine del mio programma è la costruzione di un osservatorio permanente sul disagio sociale ovvero un tavolo permanente di confronto tra istituzioni e associazioni scuole e parrocchie che già in tanti mi hanno sollecitato perché tutti insieme si lanci la sfida della costruzione di una grande rete di protezione rispetto a questi fenomeni solo combattendo gli individualismi si possono affrontare questi problemi invece in questi anni non si è stati capaci nemmeno di far vivere la consulta delle associazioni la forma più elementare di collaborazione tutte le associazioni hanno una ricchezza straordinaria e vanno costrette a stare in una grande rete sociale ciascuna nella rispettiva responsabilità ma strette in un progetto d assieme per quanto riguarda le risorse è evidente che c è stata una grande emorragia basti pensare alla fontana in piazza cimmarrusti monumento dell inutilità io penso che l uso razionale delle risorse comunali sia un dovere basilare di una buona amministrazione che deve evitare modelli di parassitismo ed assistenzialismo non vanno più finanziate a pioggia singole associazioni ma concentrate risorse su progetti che partono dallo sforzo comune e valutati sulla base della qualità e del merito cosola la risposta potrebbe essere tutta nella domanda nella realtà il discorso è così complesso che affrontarlo in poche righe è praticamente impossibile oggi gli strumenti a disposizione delle pubbliche amministrazioni sono numerosi e in parte anche efficaci grazie anche ad una legislazione regionale che mira ad una intensa collaborazione fra le varie istituzioni regione provincia comuni che ha consentito una maggiore e mirata razionalizzazione delle risorse queste ultime non sono poche ma senz altro inadeguate a far fronte alla miriade di problematiche presenti sul territorio in questi ultimi anni infatti si è avuto uno spaventoso aumento del disagio sociale nel nostro paese in aumento i capifamiglia rimasti senza lavoro i nuclei familiari incapaci di sostenere le spese di affitto della casa o anche quelle necessarie al semplice sostentamento gettare soldi e prebende a pioggia come avveniva in passato non risolve il problema anzi lo aggrava incanalare in maniera razionale le risorse come si è cercato di fare in questi ultimi anni invece è necessario e utile un coordinamento fra le varie associazioni di volontariato presenti nel nostro paese senz altro positivo e fattibile 4 ritenete si possa fare qualcosa per occupare quei delinquenti locali che di ritorno da brevi soggiorni in carcere ricadono negli stessi circuiti antonacci penso che chi ha sbagliato debba sempre avere un altra chance noi siamo consapevoli dei luoghi dove si annida il potenziale criminale noi sappiamo quelli che sono i nuclei familiari di potenziali soggetti devianti ma la politica spesso è indifferente ed aspetta timorosa anche al fine di tutelare il cittadino onesto è necessario sviluppare da un lato come ho detto prima elaborazioni preventive e dall altro in applicazione di leggi che già esistono progetti di riabilitazione affinché chi esce dal carcere non torni a delinquere non bisogna inventarsi nulla queste esperienze esistono già basta perlomeno cosola anche in questo caso tocchiamo un tema difficile il nostro paese ha conosciuto in questi ultimi tempi la crescita di una realtà fino a qualche anno fa sconosciuta e impensabile per noi quella della criminalità semplice e organizzata oggi indubbiamente anche grazie alle ultime operazioni di polizia e carabinieri si è ritornati a respirare un aria tranquilla e ovvio che la repressione da sola non basta ad essa va accompagnata una seria politica di prevenzione e non solo ritengo che un delinquente che ricade più volte nello stesso circuito evidentemente non ha nessuna intenzione di essere recuperato e non merita nemmeno sforzi in tal senso ma accanto a questi ce ne sono tanti che invece purtroppo delinquono per necessità a loro vanno offerte possibilità in diversi paesi i comuni offrono contributi alle aziende che assumono ex detenuti questa ad esempio potrebbe essere una soluzione 5 ciò che si organizza ad adelfia di formativo ed educativo spesso non è abbastanza pubblicizzato e resta relegato nel chiuso di piccoli gruppi tra la gente nelle piazze oltre a sfilate di moda e spettacoli di danza siamo sicuri ci sia abbastanza scelta e sufficiente stimolo antonacci questa è una tra le più grandi emergenze quella cioè di una rivitalizzazione del suo tessuto culturale non perché adelfia non abbia potenzialità anzi al contrario ha straordinarie potenzialità frammentate straordinari talenti silenziosi personalità preparate che sono costrette a dimostrare le proprie capacità fuori noi dobbiamo chiamare tutti ad una grande sfida culturale mai più miss italia ma iniziative di qualità e di spessore che impegnino le tante energie presenti sul territorio e che lascino un impronta formativa non per una serata o un estate ma per un vasto segmento temporale una sfida culturale vive sulla programmazione e non sull improvvisazione in quest ottica di programmazione la sfida della qualità necessita anche di sostegno economico ricordo la bella pagina scritta con questa parrocchia per il recupero del castello dove per contribuire insieme a tanti fedeli al raggiungimento di un obiettivo importante per l intera comunità non si è rinunciato alla qualità dell iniziativa come quelle con katia ricciarelli e ron e su questa strada continueremo ad esempio nel giugno prossimo per festeggiare i 250 anni di vita della cosola ci piangiamo troppo addosso fino a qualche anno fa uno spettacolo teatrale ad adelfia era impensabile oggi operano sul nostro territorio due compagnie teatrali costituite interamente da attori locali che mettono in scena opere divertentissime e soprattutto seguitissime abbiamo due università della terza età affollatissime di donne e uomini impegnati in svariati corsi culturali e non dal canto al teatro saggi di musica di ottimo livello organizzati presso la biblioteca comunale contenitore eccezionale per non parlare dei comitati feste dell azione cattolica e delle associazioni sportive il nostro paese ferve di iniziative culturali e non di tutti i generi eppure solo balli non è così diamo a cesare quel che è di cesare e poi mi domando si criticano tanto le manifestazioni di ballo eppure le piazze sono sempre piene in quelle occasioni tutti forestieri 6 la sapa con tutto il triste corollario che conosciamo è una delle tante cause dei problemi ambientali e dell incidenza di malattie nella nostra zona possiamo sperare in una continua attenzione alla questione di modo che i lavori di bonifica annunciati vengano davvero iniziati e portati a termine antonacci in primo luogo ringrazio la regione puglia niki vendola la sua giunta e il commissario prefettizio dott lapolla per l attenzione prestata a questo autentico bubbone che grava su adelfia se sarò sindaco di questa città non abbasserò un istante la guardia garantirò che la bonifica vada speditamente avanti ma soprattutto a buon fine mi rapporterò costantemente con gli uffici regionali affinché tutto possa tornare velocemente alla normalità e quella bomba ecologica possa essere solo un brutto ricordo cosola quello della sapa è un problema molto complicato la vecchia amministrazione ha chiesto tramite piano strategico dell area metropolitana un finanziamento di 300.000 euro necessario ad effettuare analisi completa dei materiali lì depositati operazione si può immaginare costosissima senza questo passaggio non si può procedere oltre la richiesta di finanziamento è stata accettata il tutto oggi è nelle mani del commissario prefettizio.

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d pagina 7 mia madre e saverio nonché i miei zii che mi avevano accompagnato a roma per darmi coraggio in quella fase finale così importante del concorso e stato uno dei momenti più belli della mia vita t questo utto mi rende ancor più grato se penso che ci sono tanti coetanei che nonostante provino concorsi anno dopo anno rimangono sempre più delusi o sfiduciati per scarso impegno o per sfortuna non è stato facile applicare tutto quello che di buono avevo costruito nei mesi precedenti ma d altra parte la vita di caserma l assenza dei genitori l assunzione senza mezze misure delle responsabilità e la convivenza con le personalità più diverse hanno affrettato questo processo i primi mesi sono stati obiettivamente non facili tanti ragazzi credendo che quelle condizioni di vita perdurassero hanno mollato dopo pochi giorni io ed altri colleghi abbiamo tentato invano di convincerli che varcata la soglia della scuola il mondo ci offre poco o nulla rispetto ad uno stipendio di tutto rispetto una laurea triennale con rette e libri pagati dall amministrazione vitto ed alloggio sempre inclusi ma loro terrorizzati non ci davano ascolto e c è chi tra loro si è già amaramente pentito non pensate del resto che chi vi scrive sia divenuto impeccabile una volta arruolatosi di giorni di consegna eccome se ne ho presi t meritati l utti e punizioni se ricevute poi senza una corrisposta colpevolezza costituiscono valide occasioni per mettere alla prova la nostra maturità concludo con una citazione che il nostro comandante di compagnia ci fa spesso beneficio sacrificio un beneficio nasce dal proprio sudore ma non è detto purtroppo che alla fine ogni sacrificio sia premiato con un beneficio per questo motivo dobbiamo sforzarci di terminare la nostra quotidianità con stanchezza e soddisfazione non prenderne coscienza sarebbe una inconfutabile cartina di tornasole sul nostro stato di inerzia difficilmente ma possibilmente perché noi siamo più forti curabile a fare una ulteriore differenza sono le nostre ambizioni lavorando a testa bassa vivendo alla giornata e senza pensare ai sogni di gloria le soddisfazioni arrivano quando meno te le aspetti proprio come mi è successo per il concorso quando invece non hai voglia di migliorare i tuoi limiti ma continui a sognare di scalare le montagne non solo potresti rimanervi deluso ma ancor peggio qualsiasi vetta conquistata ti sembrerà sempre inferiore a qualche altra walter pascalicchio l prova orale costituiva l ultimo ostacolo che mi separava a dall agognata meta diventare un allievo maresciallo della gdf non avevo mai avuto aspirazioni del genere l università farmacia costituiva un ripiego con pessimi risultati avevo solo idee confuse sul mio futuro considerando qualsiasi avvenimento attorno a me come fosse grigio ed insipido avendo superato il quiz e la seconda prova scritta mi presentai alle visite mediche a roma carico di speranze ma non di aspettative il punteggio di 13/20 conseguito al tema infatti pur rendendomi idoneo mi sembrava troppo esiguo tanto da sollevare dentro di me forti perplessità ho alloggiato in quei giorni presso il monastero delle ancelle dell amore misericordioso a due passi dal centro di reclutamento di porta furba mai come allora mi sono sentito sostenuto dalla preghiera tant è che perfino le invidie di alcuni ragazzi sul punteggio maturato alla seconda prova scritta le contraccambiavo dentro di me col sincero augurio di ritrovarci tutti un giorno colleghi di corso durante il mese e mezzo che si frappose tra le visite mediche e la prova orale non facevo altro che studiare e pregare studiavo fino a riempire inutilmente il cervello di informazioni che ad un certo orario sapevo benissimo non sarebbero mai state acquisite l preghiera ed il sostegno dei miei genitori erano il vero a carburante in quanto solo quelle cose mi facevano realmente capire quanto unica ed irripetibile fosse quell occasione non mi importava nulla della graduatoria delle ambizioni da raggiungere o dello stipendio che avrei successivamente ricevuto i soldi che avevo raggranellato a seguito dei regali natalizi mi sembravano cartastraccia ciò che contava era soddisfare la mia coscienza ricordo particolarmente che in una domenica delle scorse festività natalizie davanti al presepe parrocchiale riuscivo a stento a trattenere le lacrime dall emozione se gesù si fosse fermato a giudicare le mie tante incoerenze non avrei mai avuto la possibilità di realizzarmi ed invece proprio io mai come allora sentivo il bisogno di implorare quel bambino in fasce poiché sapevo che tutto il mio impegno sarebbe stato inutile senza il suo consenso giunto alla prova orale ero reduce da 48 ore non-stop di ripetizione degli argomenti dell esame v arcata l uscita del quartier generale stanco pallido ma soddisfatto abbracciai

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d pagina 8 quasi 50 anni presso il tribunale ecclesiastico regionale pugliese ho avuto la possibilità di dedicare qualche rimasuglio di tempo allo studio delle vicende storiche del mio paese d origine con una a don luigi sacerdote più anziano della nostra diocesi per anni di messa decina di memorie scritte ed altrettante e secondo per anni d età abbiamo chiesto di scrivere qualcosa per idea memorie sulla cattedrale di bari in cui per circa 40 anni ogni martedì ho celebrato la s a qualcuno che si è congratulato con me per i miei messa in onore della madonna odegitria 70 anni ho dovuto precisare che quel numero riguarda da giovane sacerdote ho avuto anche il piacere di stare non i miei anni di età ma gli anni del mio sacerdozio infatti la mia ordinazione sacerdotale avvenne in vicino per vari anni ai giovani di azione cattolica della mia napoli il 12 aprile 1941 in forma privata perché parrocchia d origine in questi ultimi anni dopo la scomparsa di don peppino eravamo già in guerra iacobellis mio coetanteo compagno di studi a bari cosa ho fatto in questi 70 anni ho continuato a studiare in roma per altri sei anni e molfetta napoli e roma mio collega di insegnamento nel poi fui chiamato ad insegnare nella scuola media del seminario di bari e mio caro amico ho il piacere di celebrare seminario arcivescovile di bari ciò feci per oltre un la domenica la s messa nella cappella della casa della ventennio e contemporaneamente insegnavo religione provvidenza dove mi sento a mio agio ben accolto da altri nelle scuole medie statali quanta soddisfazione come me di tutto ciò rendo grazie al signore quando qualcuno sacerdote o laico mi ricorda di essere stato mio alunno ma la maggiore mia attività è stata quella svolta per sac luigi stangarone cara mamma scriverti questa lettera per me è stato parecchio difficile devo ammettere che mai avrei immaginato lo sarebbe stato così tanto per giorni ho provato a scrivere qualcosa su questa pagina ma l unica considerazione che mi trovavo ogni volta a ripetere era sempre la stessa e difficile e allora è proprio da questo punto che vorrei qui iniziare a parlarti dalla difficoltà tante volte oserei dire anche troppo spesso il nostro rapporto è caratterizzato da difficoltà la difficoltà di immedesimarsi nell altro la difficoltà di capirsi la difficoltà di venirsi incontro ma ciò che credo sia l elemento più critico è la difficoltà di avere un confronto serio vedi mamma secondo me è proprio questa difficoltà la causa prima per cui in un primo momento non ho saputo cosa scriverti ho fatto penare don tonio per fargli avere queste righe si sappia il confronto è qualcosa di non semplice credo di non essere l unica a ritenere che avere un confronto con i propri genitori soprattutto con la propria madre sia essenziale eppure sono una delle prime ad arrendersi nel cercarlo nel volerlo nel pretenderlo sviare arrendersi dire a se stessi sì vabbè ma che glielo sto a spiegare a fare e poi tacere andandosene a fare altro è facile dialogare esporre i propri sentimenti e le proprie considerazioni non lo è affatto forse chissà anche grazie a questa opportunità potremmo riflettere su questo tante volte uso come ultima spiaggia il parlare lo spiegare a te tante cose come dire se proprio non ti accontenti o se non ti basta un monosillabo da liquidazione immediata quante cose ci precludiamo inutilmente in questo modo sarebbe molto più bello condividere i nostri pensieri accettare e perché no valutare i punti di vista dell altro non solo i tuoi però credo che la paura di espormi la paura di esser e giudicata la paura di non riscontrare quell entusiasmo che cerco la paura di non riuscirmi ad esprimere nel modo più giusto freni tutto questo portandomi a scelte alternative in ogni caso valide a mio avviso mamma perdonami ma a questo punto sento di dover fare un esempio concreto che più volte è stato raccontato dallo stesso interessato come tu ben sai una delle mie ancore di salvezza in frequenti casi disperati è il buon don t a cui propongo la créme delle situazioni impossibili che mi caratterizzano un anno fa a seguito di una lite che ci vide come sempre protagoniste io presi e me ne andai senza dir nulla per passare la giornata dall ignaro don che successivamente si attivò quasi come gli spettatori incalliti di chi l ha visto per cercare qualcuno da informare l episodio anche solo a ricordarlo fa sorridere ma è stato un avvenimento che porta ad una considerazione anzi a due la prima è una domanda sostanzialmente che mi pongo e ti pongo era necessario arrivare a questo quando si arriva a questi livelli è una sconfitta totale almeno però ammettendolo abbiamo ripreso un po di punti la seconda è qualcosa che davvero sento di dover fare col cuore devo ringraziare don tonio per la sua pazienza e soprattutto per i suoi consigli buona parte delle mie riflessioni sono anche merito suo mamma queste righe le ho scritte davvero con la volontà che qualcosa cambi che il nostro rapporto sia basato più sul confronto e meno sullo scontro non so se accadrà ma ti assicuro che già scrivendo quanto penso su questo foglio ne ho avuto vantaggio io mi voglio impegnare seriamente e tu con affetto chiara p.s a chi volesse provare a scappare di casa un paio di ulteriori consigli non lo fate perché è una sciocchezza e se proprio volete farlo non andate in parrocchia perché oltre alla sciocchezza fate pure una figuraccia in ogni caso provate sempre a confrontarvi

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d pagina 9 caro papa/papà ti scrivo lettera ad un grande giovanni paolo ii abba ojcze abbà padre era l anno 1991 e quest inno veniva cantato da oltre un milione e mezzo di giovani radunati dalla tua madonna nera regina della polonia nella tua terra natale appena liberatasi dal regime sovietico ero una bambina di soli otto anni ma conoscevo già benissimo te e la tua voce che riscaldava i nostri cuori dicendoci carissimi giovani l esperienza di fede vissuta ai piedi della madonna nera rimanga impressa in modo indelebile nei vostri cuori avete ricevuto uno spirito da figli portate l annuncio di questa certezza a quanti incontrerete sulle strade della vita la vostra testimonianza sia il lievito di un mondo nuovo un mondo veramente giusto solidale e fraterno maria santissima vi accompagni jasna gora polonia ancora prima nel lontano 1978 le tue prime parole non so se potrei bene spiegarmi nella vostra la nostra lingua italiana se mi sbaglio mi corrigerete quando ti sei presentato ai nostri genitori e al mondo intero come il nuovo santo padre hanno fatto capire subito la grande persona che eri e che saresti stato e ancora non abbiate paura aprite anzi spalancate le porte a cristo alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati i sistemi economici come quelli politici i vasti campi di cultura di civiltà di sviluppo non abbiate paura cristo sa cosa è dentro l uomo solo lui lo sa dove la radio e la televisione non arrivavano sei andato tu di persona e non hai certo bisbigliato e grido io figlio di terra polacca e insieme io giovanni paolo ii il papa grido da tutto il profondo di questo millennio grido niech zstpi duch wity niech zstpi duch wity i odnowi oblicze ziemi tej ziemi scenda il tuo spirito scenda il tuo spirito e rinnovi la faccia della terra di questa terra varsavia 1979 hai unito le razze i popoli e le religioni pregando per la pace mai più violenza mai più guerra mai più terrorismo in nome di dio ogni religione porti sulla terra giustizia e pace perdono e vita amore assisi 2002 hai visitato 127 paesi hai percorso oltre un milione di chilometri per portare dio al mondo intero oggi mi trovo in italia una terra solare allegra con una grandissima storia e cultura e religione la polonia come dicevi tu è un paese lontano lontano ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana infatti mi sono subito sentita come a casa anche se a duemila chilometri di distanza sulla mia strada ho sempre trovato persone che ti amano e anche se per me erano dei perfetti estranei riuscivo a instaurare subito un rapporto più profondo vero basato sulla fiducia e questo sono sicura in gran parte lo devo a te come grazie a te ho conosciuto la persona più importante della mia vita e adesso più che mai ho bisogno del tuo appoggio della tua parola perché vorrei creare una famiglia perfetta come magari io non ho avuto mai e sono sicura che con il tuo aiuto ci riuscirò adesso tocca a noi giovani e meno giovani fare tesoro dei tuoi insegnamenti perché i tuoi desideri si realizzino grazie per averci indicato la strada giusta grazie padre continua a proteggere me e tutta l umanità che ti ama sarai sempre con noi wity natychmiast santo subito ewa tucka omelia l anno scorso furono toccanti le sue parole quando si trovò di fronte a tante mamme e disse ci sono dolori antichi nel senso di un distacco avvenuto tempo fa e dolori recenti ma il dolore di una mamma è sempre presente e uguale da gennaio 2o1o ogni ultimo lunedì del mese noi mamme che abbiamo perso un figlio ci riuniamo in chiesa e insieme ai fedeli che ogni sera si raccolgono per il rosario lo recitiamo anche noi e lo dedichiamo a maria consolatrice dopo l enunciazione di ogni mistero si leggono invocazioni al padre al figlio allo spirito santo e a maria che è stata la prima a provare il nostro dolore affinché ci aiutino in questo cammino di fede e ci rafforzino nella certezza che rivedremo i nostri cari lassù in cielo alla fine del rosario leggiamo la poesia la tenerezza di don vito marotta rivolta alla madonna sembra scritta per ogni mamma addolorata quando ci incontriamo ci abbracciamo e ci scambiamo una parola di conforto che è molto efficace sapendo che l altra persona prova la tua stessa sofferenza ma impregnata di speranza il momento più bello è quando don tonio durante la messa ricorda i nostri figli in cielo nella prima questo rosario ci rafforza perché alimenta la fede e la convinzione di essere seguiti dai nostri cari i quali sotto la guida della madre consolatrice lo presentano al padre e vegliano sulla nostra grande e bella famiglia spirituale speriamo di poter continuare questo semplice ma sentito cammino di preghiera e che dio accolga tutti i nostri cari illumini le nostre menti e conforti i nostri cuori una mamma credente

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d pagina 10 avvisi domenica delle palme ore 10.30 benedizione delle palme in piazza roma lunedì santo al mattino e al pomeriggio adorazione personale martedì santo ore 19.30 celebrazione comunitaria del sacramento della riconciliazione mercoledì santo celebrazione individuale della riconciliazione giovedì santo ore 19.30 s messa in coena domini ore 22.30 adorazione comunitaria venerdì santo ore 10.00 lodi ore 10.00 adorazione dei bambini e dei ragazzi ore 18.00 celebrazione della passione di n.s.g.c segue processione dei misteri in occasione dei 250 anni della nostra chiesa parrocchiale 14 giugno 1761 2011 il numero di idea che normalmente viene pubblicato in occasione della festa di san vittoriano sarà sostituito da uno speciale chevedràlaluceall iniziodigiugno lafestaperla chiesa sialafestadella comunità sabato santo ore 17.00 19.30 confessioni ore 23.00 solenne veglia pasquale domenica di pasqua ss messe ore 8.00 9.30 11.00 19.00 lunedì dell angelo s maria della stella ss messe ore 8.00 10.00 19.00 ore 11.00 processione della sacra immagine martedì dopo pasqua ore 18.30 s messa segue processione della sacra immagine qua qual è iil co mo per un sa umiere in diffico tà arrampicarsi sug i colmo salumiere difficoltà sugli speck e per un boscaio o non riuscire a farsi accettare boscaiolo e per un muratore restare di stucco e e per un cava o perdere le staffe cavallo adamo comincia a raccontare una fiaba ai suoi fig i caino e abe e figli abele ci sarà una vo ta volta o einstein è su a spiaggia si fermano due tipe lo guardano e dicono sulla che fisico oh cosa dicono due casseforti che si incontrano t che combinazione il gioco preferito da veterinario il gioco de oca dal dell oca e da eremita il solitario dall eremita so itario i l moglie caro il medico dice che per guarire devo andare a mog ie un mese a mare e uno in montagna dove andiamo prima al il marito da un a tro medico altro

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