Description
horror, sogni, rivista, magazine, articoli
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sognihorror.com edizioni il foglio presentano numero zero maggio 2011 1
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horror dreamagazine la rivista online e-magazine di sognihorror.com e le edizioni il foglio direttore responsabile fabio zanello e.i.f direttore editoriale gordiano lupi e.i.f direttore redazionale emanuele mattana s.h coordinatore redazionale luciano luccarelli s.h copertina jean louis foddai e ivana progetto grafico e impaginazione emanuele mattana luciano luccarelli s.h segretaria di redazione giovanna amoroso hanno collaborato fabio zanello gordiano lupi seltsam ferruccio gemmellaro domenico monetti vincenzo totaro andrea ascari marcello gagliani caputo alessio gradogna aurora auteri giovanna amoroso federica d ascani matteo mancini vincenzo abate il foglio letterario registrato al numero 666 al tribunale di livorno il 1° febbraio 2000 editore associazione culturale il foglio via boccioni 28 57025 piombino li mail ilfoglio@infol.it contatti sito web redazione www.sognihorror.com editorsognihorror@gmail.com 2
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indice pag 4 ravenna nightmare festival 2010 di fabio zanello l acchiatura di ferruccio gemmellaro jesus franco di domeico monetti il ritorno degli zombi di marcello gagliani caputo arte come processo digestivo di seltsam angoscia di vincenzo totaro cimiteri monumentali oropa di giovanna amoroso davide hess una faccia da horror di alessio gradogna stregoneria e occulto il diavolo nella storia di federica d ascani la scrittura dello sguardo di aurora auteri caltiki di gordiano lupi alla ricerca del cinema orrido di andrea ascari x stories di matteo mancini racconto la passeggiata di vincenzo abate pag 5 pag 8 pag 9 pag 13 pag 17 pag 19 pag 21 pag 24 pag 27 pag 29 pag 31 pag 33 pag 38 3
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ravenna nightmare festival 2010 contrariamente a quanto si crede il genere horror è tutt altro che morto nonostante remake e sequel assolutamente ignobili anzi non c è null altro che il passato e gli organizzatori del ravenna nightmare festival 26-31 ottobre lo sanno bene il festival governato da franco calandrini e albert bucci è il passato senza alcuna nostalgia e questo basterebbe a farne la miglior kermesse del settore in italia come quello messo in scena nel bellissimo evento speciale smash cut di lee demarbre spaccato sul cinema de paura a basso costo non privo di surrealismo macabro dove giganteggiano due icone del cinema horror anni 70 come david a.hess e michael berryman un passato orrorifico è quella della shoah nel capolavoro adam resurrected di paul schrader con un superbo jeff goldblum parabola sviluppatasi su una scenografia storica senza polvere in cui ci sono sono quinte e fondali che non finiscono mai e la tragedia del male persistente nella tradizione ebraica carattere peculiare nel cinema di schrader dove il mondo non va avanti perché il passato ci comprime e soffoca da ogni dove e ne sa qualcosa la media e piccola borghesia come dimostrano le immagini nichiliste di rampage del tedesco uwe boll che nulla ha a che vedere con l omonimo film di william friedkin quanto è piuttosto una riflessione iper-violenta sulla perdità d identità della gioventù odierna un altra riflessione sulla pena che nella società contemporanea ha soverchiato la morte è anche il discusso a serbian film del regista srdjan spasojevic che a cannes 2010 ha diviso gli spettatori in entusiasti e detrattori e la storia di un attore che si ritrova su un set infernale che minerà il suo equilibrio psichico più convenzionale e western è godspeed di robert saitzyk vincitore della manifestazione thriller sul tema della vendetta che oltre a contare su un ambientazione selvaggia ha il merito di riportare in pista un caratterista di culto come ed lauter venerato dai cinefili per i suoi ruoli in quella sporca ultima meta di robert aldrich e caccia selvaggia di peter hunt ma il regalo migliore che calandrini e il suo staff hanno fatto ai cinefili è stato l omaggio all attrice americana suzi lorraine comprendente anche alcuni film nella duplice veste di ospite e giurata per il concorso votata all horror estremo ma anche alla bleak comedy come attesta un suo gioiello da lei anche sceneggiato come won ton baby satira dei ristoranti etnici con un mostruoso infante che fa scempio del mondo adulto la bionda suzi lorraine è la degna continuatrice di quelle icone dell exploitation come linnea quigley michelle bauer e ingrid pitt capaci di sedurti con lo sguardo e di freddarti con il loro modus operandi insinuante e pericoloso foto suzi lorraine a cura di fabio zanello 4
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rubrica italico horror l acchiatura il paese è situato su di un poggio murgese dell entroterra tarentino1 cospicuo di antri naturali che si affacciano dalle pareti delle gravine e dalle quali è stato tratto il corrente toponimo grottaglie dal latino criptae-aliae diverse grotte si tramanda ma senza un convincente riscontro storico che un casale rupestre fosse stato rifondato dalle rovine o dai profughi delle antiche cittadelle messapiche di rudiae questa la località che avrebbe dato i natali al poeta latino quinto ennio e di mesocoro già passate dalla colonizzazione dorica taras all orbita latina tarentum l agglomerato cominciò a essere meglio conosciuto in età romana grazie al tronco terminale della consolare appia che scendeva da roma capua a brindisi attraversandone il territorio ultimato dopo le vittoriose campagne puniche che avevano portato il meridione sotto l egemonia romana caduta in disuso dopo il crollo dell impero l arteria tornò a essere frequentata al tempo dei crociati per ripiombare nella desolazione sino alla riattivazione rinascimentale oggi riadattata nella strada statale 7 oltrepassa la cittadina orientativamente come una sorta di decumano e il segmento comunale è denominato alla memoria di ennio la tradizione messapica di giovarsi dei reconditi anfratti nelle grotte queste le primordiali dimore occupate dagli indigeni quali ricoveri per i valori da salvaguardare durante le scorrerie avrebbe fatto sorgere il mito dell acchiatura rinfocolato dai greci e dai romani perdurato in epoca contemporanea mediante fole e superstizioni volgari un epopea la cui genesi tuttavia è da assegnare storicamente a una delle località sorte immediatamente a ridosso o in seno alle gravine criptaliensi se non alla cittadina di grottaglie questa ne è l emblema a giusta ragione tettonica il patrimonio occultato monete e gioie era costituito in vaso di terracotta del tipo di olla e pisside o in pignatta a mo di cornu copiae gli arcani nascondigli dall apparenza inaccessibili erano in verità da raggiungere percorrendo tortuosi budelli e pertanto occorreva registrarne i labirintici tracciati a presente e futura reminiscenza l idea di ridurli in grafici parietali o altrimenti non era stata risolutrice poiché era verosimile una caduta di occhi estranei su di essi sorse allora la genialità di dissimulare le mappe del tesoro mediante la tecnica decorativa dei meandri e delle greche nelle configurazioni vascolari 5
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architettoniche e dei capi d abbigliamento tramandati nei fregi orlature tessili e simili ancora oggi esprimono segmentazioni concatenate in orientamento verticale e parallelo per via di logica doveva esserci una chiave di lettura custodita questa volta nella teca mentale dei proprietari un cifrario che andava perduto qualora il detentore morisse o smarrisse le facoltà cerebrali inaspettatamente prima di demandarne il lascito la saga dell acchiatura ossia i fatti legati al tesoro da acchiare da cercare e trovare sarebbe stata concepita espansa ed esasperata dai primi recuperi dei recipienti colmi di fortune la leggenda che fossero sorvegliati dalle anime dei legittimi proprietari terreni in forma di serpentoni o rospi giganti avrebbe avuto un presupposto realistico nei cunicoli e caverne alvei e invasi prodotti dalla forza escavatrice millenaria del defluire di acque sotterranee si sarebbe al tempo sviluppata una specie particolare di anfibi da rammentare che sul pianeta oltre ai lacertiformi semiacquatici quali i varani caimani e coccodrilli sopravvivono esemplari di bufus marinus rospo gigante delle canne che possono raggiungere oltre due chili e mezzo di peso dal morso assai velenoso il mito estremo dell acchiatura narra di neonati trafugati dalle culle per essere consegnati alle fauci e artigli dei diabolici custodi in baratto col tesoro della grotta il pretesto per diffamare mossi da invidia il compaesano che riusciva ad arricchirsi dal niente uno stratagemma per le puerpere che si sgravavano clandestinamente dal malaccetto frutto del loro grembo tutto aveva inizio quando il fortunato malcapitato pativa incubi notturni ove una voce considerata ultraterrena ne disponeva la fortuna economica in cambio di un pargolo da abbandonare nel sito criptaliense che andava a indicare la scappatoia popolare per allontanare dal paese ogni diverso vale a dire il forestiero girovago in cerca di elemosina o cibo se poi la sua apparizione nelle vie coincideva con la sparizione di un bambino il volgo linciatore incolpandolo di ratto a fine d acchiatura istigati dagli artifici della mamma snaturata o dalla penosa e sincera afflizione di chi aveva perso il figlioletto lo condannava alla lapidazione lungo i muri a secco i manufatti copiosi di materiale base per l esecuzione la tradizione greca delle prefiche ossia delle donne incaricate di emettere grida strazianti in onore dei defunti o presunti tali innescava oltremodo una sorta di lievito vendicativo un isteria collettiva molte disgraziate accusate genericamente di stregoneria grazie ai mandati inquisitoriali dell epoca e pertanto arse vive avevano subito il marchio aggravante della complicità con i demoni dell acchiatura si racconta d individui colti da antropica coscienza ma ingordi di ricchezza che depositavano nella grotta stabilita un fagottino dove era avvolto invece un gattino miagolante tanto da essere scambiato per vagiti ciò comportava la morte certa dell incauto dilaniato dai mostri orrendi delitti perpetrati in seno alle spelonche rimanevano impuniti dal che reputati opera delle presenze 6
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lo smembramento dei cadaveri avveniva piuttosto per avvalorare tale causa distraendo l opinione pubblica a tutto vantaggio degli umani responsabili degli omicidi bastava imprigionare la vittima in un sacco assieme a un cane famelico tra li cunti delle nanonne nonostante i momenti illuministici gli episodi che più suscitavano brividi avevano per protagonista un principe malvagio signore di grottaglie il quale aveva stretto alleanza con i maligni delle gravine rilasciava a essi la prole che metteva al mondo nel soddisfare le proprie voglie imponendosi alle vergini del feudo il contenuto del suo forziere a palazzo aumentava così sempre più ve lo racconterò nda la dizione tarentino è adoperabile rispetto alla più comune tarantino poiché ricorda il toponimo storico latino tarentum in similitudine con sipontino da sipontum manfredonia e con teatino da teate chieti 1 a cura di ferruccio gemmellaro incubus pittorialismo disegno realizzata da ferruccio gemmellaro 7
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jesus franco l impossibilità di vedere tutto ce l ha dimostrata un regista jesùs franco con una filmografia super prolifica e continuamente in divenire fatta di corsi e ricorsi simile alle sinapsi mentali di un borges labirintica e barocca fino allo spasmo vedere per filmare filmare per vedere vedere e dunque filmare per vivere ecco che per forza di cose bisogna parlare del caso franco e giustamente s intitola proprio così il bel volume curato dal bravo francesco cesari il caso jess franco granviale editori ovvero la pubblicazione degli atti della giornata internazionale di studio promossa dall università ca foscari di venezia in collaborazione con la casa del cinema e il circuito cinema del comune di venezia e con il consulado de españa di milano curata da francesco cesari e coordinata da alessandro scarsella tra i numerosi scritti risultano imprescindibili quelli di francesco cesari roberto curti alessio di rocco e il sorprendente teo mora che nel presente saggio ha svolto uno studio certosino e pignolo su quel mondo complesso e variegato delle coproduzioni italo-estere avendo per fil rouge la filmografia impossibile di franco il volume è variegato e polistratificato concepito proprio nello spirito dell eccentrico cineasta ma proprio per questo il sottoscritto ha sofferto parecchio quando non ha saputo assaporare le pagine ferran herranz Álex mendíbil robert monell perché scritte in spagnolo se il volume di cesari è completamente riuscito non si può dire la stessa cosa per la monografia appena tradotta in italiano ed editata da profondo rosso jess franco l autore josé manuel serrano cueto ha la stessa superficialità di un jonathan ross chi non ricorda l incredibile storia del cinema spazzatura senza però quel brio di scrittura che rendeva il tutto almeno di piacevole lettura ma qui bisognerebbe capire se la colpa sia dell autore o dei traduttori italiani la monografia di cueto non approfondisce nulla ma anzi sembra appiattire in modo conservatore e miope il cinema di franco e la sua filmografia in soli pochi titoli del primo periodo e qualcosa degli anni 70 viene spontaneo un quesito indirizzato proprio a profondo rosso perché allora non tradurre memorias del tío jess scritta naturalmente da franco in persona a cura di domenico monetti 8
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il ritorno degli zombi se il 2005 è stato l anno dei vampiri con la pubblicazione del primo libro della saga twilight poi sbarcato sul grande schermo e seguito da romanzi serie tv fumetti e quant altro potesse cavalcare l onda anomala provocata da stephenie meyer adesso sembrerebbe scoccata l ora degli zombie un anticipo si è avuto durante l estate del 2010 al festival del cinema di locarno ampiamente dedicato ai cosiddetti zombie-movie con la presentazione del discusso e surreale l.a zombie di bruce labruce in cui l horror si mescola col porno e dove gli uomini non vengono contagiati o meglio resuscitati con un morso ma con una penetrazione di rammbock di marvin kren primo film tedesco sugli zombie in cui questi ultimi fanno da contorno a una storia d amore e di monsters di gareth edwards in cui gli zombie sono degli alieni reclusi in una regione del messico l apice si è però raggiunto quando al cinema sono sbarcati il quarto episodio della saga di resident evil afterlife per la prima volta in 3d e l adrenalinico horror francese la horde di yannick dahan e benjamin rocher molto più vicini al mondo dei videogiochi che a quello del cinema il contagio è infine proseguito in tv con la nuova e attesissima serie the walking dead diretta da frank darabont il primo zombie-serial lanciato da una campagna pubblicitaria in cui i morti viventi sono davvero scesi in campo un orda è stata avvistata allo stadio olimpico di roma un altra nei pressi del colosseo ma anche in altre città del mondo e di cui a fine 2011 è attesa la seconda stagione confrontandosi con un argomento su cui tanto è stato detto scritto e visto darabont si è posto in media res tra la classica immagine dello zombie che vaga intontito per le strade spinto da qualcosa di ancestrale che lo porta spesso nei luoghi della sua vita precedente e quella più moderna in cui questi mostri diventano demoni in terra assetati di sangue una duplice visione che ha fatto da spartiacque tra le opere di colui che i morti viventi al cinema li ha inventati george a romero e coloro che hanno provato a imitarlo o a tracciare nuove strade come nel caso di zack snyder e del suo l alba dei morti viventi 2004 remake di zombie 1978 dello stesso regista americano se quest ultimo infatti è da considerarsi a tutti gli effetti un manifesto di denuncia nei confronti della società dei consumi dove gli zombie sono uno strumento nelle mani del regista il remake di snyder fa invece un passo deciso verso i moderni teen-horror mantenendo l ambientazione nel centro commerciale ma modificando il ruolo degli zombie che diventano delle squallide macchine da guerra pronte a staccare braccia e ad azzannare gambe l intento di snyder e di tutti i registi che di recente si sono confrontati con film di zombie vedi i due rec quarantena o deadsnow per citare gli ultimi è quello di spaventare di far saltare lo spettatore sulla sedia e di mantenere una tensione che deriva interamente dalla pericolosità dei morti viventi 9
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questi vengono quindi declassati a semplici strumenti di violenza e di spettacolo splatter tralasciando l approfondimento psicologico che aveva fatto degli zombie di romero dei personaggi indimenticabili in il giorno degli zombie 1985 ad esempio uno di questi mostri viene addomesticato e reso inoffensivo da uno scienziato in breve tempo è in grado di riconoscere alcuni degli oggetti della sua vita precedente come uno spazzolino un libro perfino una pistola e romero ce lo mostra quasi come un bimbo appena nato col suo sguardo sorpreso ed entusiasta giorno dopo giorno impara nuovamente a vivere diventa il simbolo di una speranza poi infranta quando l uomo distruggerà i suoi stessi progressi la prospettiva di romero sembra quindi biforcarsi da un lato mostra nella loro spaventosa fisicità la ferocia degli zombie dall altro tende quasi a giustificarli e a renderli vittime perché risultato delle azioni scellerate dell umanità conseguenza naturale delle disfunzioni della società moderna una lettura che si discosta parecchio dalle origini degli zombie-movie nati quasi ottanta anni fa quando victor halperin girò l isola degli zombies white zombie 1932 un horror in cui la star del momento bela lugosi fresco del successo del dracula di todd browning interpreta un misterioso stregone haitiano in grado di comandare uno stuolo di zombie al suo servizio in questo primo horror zombesco halperin trasporta al cinema la tradizione magica del woodoo dove lo zombie è uno schiavo riportato in vita con il solo scopo di servire il suo padrone ad haiti si crede che ci siano stregoni capaci di togliere a una persona tutta la forza nommo [ossia la forza vitale per cui essa non andrà più in giro che come uno zombi come un cadavere vivente muto e abulico che obbedisce agli ordini dello stregone per nascondere il suo crimine lo stregone fa sì che la sua vittima sembri morire i parenti la seppelliscono con tutti gli onori ma di notte lo stregone fa uscire dalla tomba quella persona che ridotta a zombi da allora in poi lavorerà per lui da qui è nata l idea che lo stregone «risvegli» i cadaveri invece uno stregone non «risveglia» nulla egli sa solo distruggere.1 la figura è quindi ancora priva dei connotati che romero innesterà in la notte dei morti viventi 1968 il film che ancora oggi è considerato lo spartiacque tra il passato e il presente degli zombie-movie la rilettura alla base di la notte dei morti viventi si fonda sulla distinzione tra zombie e morti viventi fra i due la differenza fondamentale è che mentre il primo è effettivamente un morto resuscitato il secondo è un vivo in stato di morte apparente 2 e poi ancora 1 dario buzzolan george a romero la notte dei morti viventi lindau torino 2010 pp 14-15 dario buzzolan george a romero la notte dei morti viventi lindau torino 2010 p 14 2 10
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lo zombi è schiavo strumento dell uomo sia esso lo stregone un padrone bianco come accade in white zombie [zombi bianco 1932 di victor halperin una madre rancorosa e possessiva è il caso di ho camminato con uno zombi i walked with a zombie 1943 di jacques tourneur o uno scienziato pazzo nazista revenge of the zombies [la vendetta degli zombi 1943 di steve sekely per il morto vivente al contrario è l uomo a essere strumento sia pure uno strumento sui generis privo di alcuna finalità che non sia la sua stessa distruzione il suo sbranamento 3 una distinzione che se da un lato servirà a giustificare il nuovo status degli zombie cinematografici dall altro continuerà a cadere nel dimenticatoio lasciando spazio a un nuovo mescolarsi tra le due figure saccheggiate in ogni modo negli anni 70 in italia si tentò di contaminare il genere mischiando l horror col porno come nel caso di joe d amato e il suo le notti erotiche dei morti viventi o preferendo una deriva cannibalistica come nel caso di zombi holocaust di marino girolami ma anche ricorrendo a geniali parodie come io zombo tu zombi lei zomba di nello rossati o infine girando improbabili seguiti come zombie 2 di lucio fulci comune denominatore di tutte queste pellicole è la conferma dello zombie come mostro questo infatti ha ormai smesso di essere una creatura controllabile dall uomo per diventare il simbolo della distruzione di un mondo che marcia rapido verso l autodistruzione tuttavia se nel primo romero l apocalisse era limitata a un microcosmo la casa assediata dai morti viventi con l andare del tempo la prospettiva cinematografica si è sempre più allargata coinvolgendo ogni angolo del globo come nel già citato the walking dead anche la letteratura ha naturalmente contribuito all attuale rinascita e al rilancio del mito del morto-vivente come nel caso del citato george a romero la notte dei morti viventi di dario buzzolan lindau saggio dedicato al primo film dell esalogia degli zombie del regista americano e di l alba degli zombie di danilo arona giuliano santoro e selene pascarella gargoyle books sempre dedicato ai lavori di romero parlando invece di romanzi da segnalare i recenti world war z di max brooks cooper editore e apocalisse z i giorni oscuri dello scrittore spagnolo manel loureiro editrice nord in cui la russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e nel giro di pochi giorni tutti i paesi dell unione europea fanno lo stesso poi intere città vengono isolate e messe in quarantena poi entra in vigore la legge marziale cominciato come un diario on-line presto il racconto di questo giovane avvocato sopravvissuto all epidemia è diventato uno dei blog più visitati su internet e poi è stato pubblicato sotto forma di romanzo diventando un best seller prima in spagna e poi in tutto il mondo 3 ibidem p 15 11
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gli zombie sono ormai dappertutto si moltiplicano e diventano sempre di più una piaga mondiale la rappresentazione fisica di un mondo violentato e sfruttato dall uomo che non a caso ne diventa prima vittima non ci rimane che prepararci perché fuori è l inferno a cura di marcello gagliani caputo horror dreamagazine ricerca sponsor se intendi pubblicizzare un tuo sito un tuo romanzo o film horror dreamagazine mette a disposizione i suoi spazi per darti la possibilità di essere pubblicizzato attraverso uno dei portali più conosciuti nel panorama horror nazionale tra l altro sognihorror.com sponsorizza a sua volta il social network cinemadonia.ning.com per vedere la tua pubblicità su queste pagine scrivi a editorsognihorror@gmail.com 12
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rubrica arte subliminando la paura arte come processo digestivo in questa rubrica vengono analizzate alcune opere soprattutto film ma anche quadri o libri partendo da un punto di vista particolare secondo il quale la creazione artistica così come la percezione dell opera finale da parte dello spettatore fa parte di un processo catartico necessario per la sopravvivenza nel primo articolo viene descritto brevemente come l artista vive l atto creativo paragonando la creazione al processo digestivo e proponendo alcune opere in cui questo processo è particolarmente evidente secondo la mia fonte d informazione prediletta wikipedia l arte comprenderebbe ogni attività umana che porta a forme creative di espressione estetica poggiando su accorgimenti tecnici abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall esperienza forse influenzato dai miei passati ipocondriaci che mi spingono a interpretare qualsiasi cosa secondo una prospettiva psicopatologica mi vedo costretto a completare tale definizione mettendo in risalto la natura processuale dell atto artistico-creativo e la sua funzione catartica personalmente infatti non riesco a vedere l arte se non come un processo psicosomatico al quale l artista è soggetto e che lo induce a trasformare grazie a talenti innati e tecniche apprese concetti ideali e talvolta idealistici in oggetti concreti e condivisibili rappresentazione schematica del processo creativo digestivo 13
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come se fosse il pane dell ultima cena l artista si ciba compulsivamente del delirio e del dolore di un mondo che ha paura di morire e li fa suoi per digerire tutte le sostanze informative ed emozionali di cui si è ingozzato usa a guisa di enzimi gastrici gli schemi artistici che la sua epoca gli mette a disposizione con la forza innata del suo estro lo elabora poi questo evanescente pane della vita fino a quando non ne ha assimilato tutte le sostanze nutritive infine in un impeto catartico espelle tutte le scorie indigeribili che lo avrebbero avvelenato i momenti finali dell atto creativo rappresentano un appagante liberazione per l artista egli rischiava infatti di esplodere sotto l effetto prodotto dalle tossine che inevitabilmente si nascondono in tutto ciò che è vivo ma la sensazione di benessere è fuggevole alla defecazione segue presto una fase di vuoto esistenziale caratterizzata da accessi di ansia e paura di sparire nel nulla in questo vuoto abissale la fame di vita si fa nuovamente sentire e cresce a dismisura finché l artista non è un altra volta forzato a gettarsi nella vita per farsene un abbuffata È la paura della morte quindi a spingere l artista a cercare idee la cui forza di vita sia pari a quella di fame ed è il processo artistico che permette all artista di liberarsi da tutto ciò che in queste forze vi è di letale il risultato è un opera che rivela l esperienza cruda dell artista la sua fame il suo dolore e la sua finale purificazione nella maggior parte delle opere artistiche il processo digestivo non è evidente esso si nasconde nelle zone oscure periferiche dell opera per influenzarla secondo percorsi inconsci in altri casi ciò che si riconosce è solamente il risultato del processo digestivo di cagate se ne vedono ovunque infine ci sono opere che del processo creativo/digestivo e delle sue patologie ne fanno il motivo portante nel 1973 marco ferreri propone agli spettatori golosi del festival di cannes una sfornata di viziose leccornie che avrebbero fatto invidia a dioniso e a tutte le sue menadi un gruppo di quattro amici annoiati e disillusi decide di ritirarsi nel sontuoso palazzo di uno di loro per un ultima grande abbuffata lasciato lo stridio di un mondo disumano aldilà di un cancello decadente questi simbolici messaggeri dell apocalisse celebrano la loro dipartita con fiumi di vino pasti luculliani e qualche puttana segni di una società consumistica che si illude di essere sufficiente a se stessa ma non è che un illusione con questa pellicola irriverente il regista sbatte in faccia agli attoniti spettatori la cruda verità nonostante tutte le sue qualità e i suoi successi l uomo stitico che non è più capace di creare è destinato a esplodere sotto la pressione di tutta quella vita che non ha saputo digerire 14
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un altro gruppo di buongustai del tutto simile a quello di ferreri si riunisce a berlino attorno al tavolo del perverso prosit per abbandonarsi alle stesse smodate depravazioni dei colleghi italiani a differenza di questi ultimi però i membri della società gastronomica tedesca non si mostrano consapevoli della loro miseria e non pensano nemmeno a togliersi la vita anzi continuerebbero così all infinito se non fosse che il loro capo decide di superare se stesso rendendo loro i carnefici delle vittime durante una cena molto originale pessoa il tanto timido quanto acuto autore portoghese attraverso la figura peggiore di tutte quella del capo strappa le maschere perbeniste dai volti corrotti degli ospiti leggi lettori e li costringe a confrontarsi con la realtà cannibale rovinandogli/rovinandoci l appetito con le sue abilità culinarie pessoa solleva uno dei veli di maya per mostrarci che siamo bravi a parole ma ci tradiamo nel comportamento nelle nostre litanie e preghiere ci dichiariamo altruistici figli di cristo mentre in realtà ci cibiamo uno dell altro senza remore né sensi di colpa negando anche l evidenza esemplare a questo riguardo è cannibal ferox 1981 forse l opera più disturbata di umberto lenzi durante novantatre minuti di atrocità ed efferatezze il regista mette a confronto un gruppo di bianchi con una tribù cannibale simboli rispettivamente della civiltà e della barbarie dando luogo a uno scontro atipico non sono i bianchi civilizzati a combattere degli indigeni amorali non è il bene che fronteggia il male entrambe le forze in gioco sono malvagie e rivaleggiano in una competizione che non conosce vincitori i due gruppi antagonisti che rappresentano l umanità in due diversi stati di sviluppo sono il pretesto dell autore per rivelare la sua visione del processo evolutivo umano con il tempo muta solo la superficie sempre più ipocrita ma l anima resta inalterata marcia il peggior nemico dell uomo nel xx secolo è ancora l uomo primitivo o evoluto che sia sempre e comunque autodistruttivo ancora antropofago ancora inconsapevole della propria malattia in questo senso il lavoro di lenzi si inserisce perfettamente in un filone di opere dal tipico gusto italiano in cui la disperazione regna sovrana e ogni speranza è bandita nel finale la protagonista una studentessa di antropologia pur avendo visto con i propri occhi uno dei suoi compagni venir divorato da altri esseri umani nega categoricamente la realtà lei afferma nella sua tesi di laurea che il cannibalismo non esiste alla fine la perversione non viene rivelata al contrario viene nascosta dietro alla maschera della scientificità la malattia non viene riconosciuta essa viene rimossa ma senza consapevolezza non ci può essere guarigione l autore quindi non permette allo spettatore di crogiolarsi in un rassicurante lieto-fine piuttosto preferisce lasciargli l onere di porsi le giuste domande siamo effettivamente tutti dei cannibali il cibarsi di carne umana fa parte del ciclo della vita ed è necessario affinché il germe umano continui a diffondersi oppure possediamo ancora un po di umanità nel nostro intimo verificarlo è tutto sommato abbastanza semplice basta guardare uno dei seguenti documentari hellzapoppin il paese del sesso selvaggio ultimo mondo cannibale the hills have eyes emanuelle e gli ultimi cannibali la montagna del dio cannibale cannibal holocaust apocalypse domani mangiati vivi dark habits delicatessen la carne 15
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