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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 1 ilsicomoro costruiamo la pace anno iii_n.01 gennaio febbraio 2009 informatore della comunità pastorale beato luigi monti bovisio masciago

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 2 gennaio febbraio sommario 3 4 6 8 10 editoriale di don emilio 1 di cecilia calò la parola del papa di paola maggioni costruire la pace in sierra leone in thailandia di marco monti 13 4 13 17 22 23 24 20 25 26 27 28 29 31 in benin di simonetta motta arcidiocesi di milano di carla rivolta consiglio pastorale di myriam colombo dai gruppi di ascolto gruppo culturale la parola del vescovo di carla rivolta volontari solidarietà gruppo aiuto fraterno 30 giorni di fabio cavallari in oratorio caldendario pastorale archivio parrocchiale 2 per guardare oltre e

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 3 ovvero il rischio delle abitudini di cui si smarrisce il senso un giovane monaco è appena arrivato in quello che sarà il suo monastero il primo compito che gli viene affidato è quello di aiutare gli altri monaci a copiare i testi canonici della tradizione verificata la sua preparazione e la perizia della sua calligrafia gli viene affidato un compito di grande prestigio copiare la regola del monastero tramandata nei secoli secondo la volontà del santo fondatore il giovane monaco si mette al lavoro ma si accorge che le copie non vengono fatte dall originale ma da precedenti copie rimane molto perplesso e va a parlare con il priore in questo modo obietta se viene fatto un errore questo verrà copiato poi in tutte le copie successive aggiungendosi ad altri errori e rischiando di travisare il testo originale il priore risponde beh figliolo la biblioteca del monastero raccoglie la saggezza di secoli e noi abbiamo sempre fatto così comunque la tua osservazione ha un fondo di sensatezza e per maggiore tranquillità domani andrò io stesso a confrontare gli originali con quanto stiamo copiando la mattina dopo il priore scende nei sotterranei dove sono conservati tra la polvere gli originali dei libri sacri passano le ore ed il priore non si fa vedere nè per pranzo nè per cena e neppure alla preghiera comune a notte inoltrata i monaci preoccupati decidono di andare a cercarlo per verificare cosa sia successo scesi nei sotterranei trovano il priore seduto su una vecchia sedia con lo sguardo fisso nel vuoto tra i sospiri carezza tra le mani un vecchissimo libro che succede gli chiedono voto di carità c era scritto voto di caritÀ non voto di castitÀ abbiamo sempre fatto così editoriale don emilio un testo leggero per suggerire una riflessione c è differenza tra le tradizioni e le abitudini la tradizione è la consegna dei segni e delle ragioni della mia fede l abitudine a volte può essere solo la ripetizione della formula che mi hanno consegnato non serve cattiveria basta la distrazione accade così che a volte si facciano le cose in un certo modo solo perchè così le faceva qualcuno prima di noi in questo modo si conservano anche cose belle e sante che vanno custodite con la vigilanza necessaria ad evitare che si rischi di non sapere più perché e per chi le stiamo facendo 3

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 4 la parola del papa combattere la povertà il messaggio del papa per la giornata mondiale della pace 2009 è un documento argomentato e complesso che affronta i nodi dei grandi squilibri dell economia mondiale con l intento di combattere la povertà costruire la pace il dramma della povertà che calpesta i diritti di milioni di persone si impone alla coscienza dell umanità e il papa invita a combattere la povertà nel mondo per costruire la pace sottolineando che oggi combattere la povertà implica una attenta considerazione del fenomeno della globalizzazione ci sono implicazioni morali della povertà in tema di sviluppo demografico il papa esprime una forte critica alle campagne internazionali di riduzione delle nascite condotte con metodi spesso non rispettosi né della dignità della donna né del diritto alla vita lo sterminio di milioni di bambini non nati in nome della lotta alla povertà costituisce in realtà l eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani e riporta un dato oggettivo il fatto che negli ultimi anni sono usciti dalla povertà paesi caratterizzati da un notevole incremento demografico affacciandosi sulla scena internazionale come nuove potenze economiche realizzando un rapido sviluppo proprio grazie all elevato numero dei loro abitanti e affermandosi come nazioni dove la popolazione si conferma come una ricchezza e non come un fattore di povertà un secondo ambito di preoccupazione sono le malattie pandemiche malaria tubercolosi e aids con l aggravante che la comunità internazionale fa ancora troppo poco per combatterle e talora i paesi che ne sono vittime costruire la pace sono obbligati dai ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all attuazione di politiche contrarie alla vita per combattere l aids il papa invita a farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità rispondente alla dignità della persona È poi necessario l accesso alle medicine da parte dei più poveri con un applicazione flessibile delle regole internazionali della proprietà intellettuale altro aspetto critico sottolineato è la povertà dei bambini quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è rappresentata da bambini e il documento ribadisce l importanza di un impegno a difesa della famiglia e della sua stabilità perché quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui bambini ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma a risentirne sono ancora principalmente i figli suscita preoccupazione anche l attuale livello globale di spese militari risorse che per il pontefice vengono così distolte dal sostenere progetti di sviluppo dei popoli specialmente dei più poveri e bisognosi di aiuto e che provocano sacche di sottosviluppo e di disperazione causando viziosamente instabilità tensione e conflitti di qui il richiamo agli stati ad una seria riflessione sulle più profonde ragioni dei conflitti spesso accesi dall ingiustizia e a provvedervi con una coraggiosa autocritica un miglioramento dei rapporti dovrebbe consentire una riduzione delle spese per gli armamenti e quindi tradursi in un impegno per la pace all interno della famiglia umana attraverso risorse da destinare a progetti di sviluppo 4

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 5 la parola del papa sull attuale crisi alimentare viene sottolineata la paradossale anomalia riguardo non tanto l insufficienza di cibo quanto la difficoltà di accesso ad esso il papa denuncia la carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze se le cause della povertà sono globali per governare la globalizzazione occorre una forte solidarietà globale tra paesi ricchi e paesi poveri nonché all interno dei singoli paesi anche se ricchi È necessario un codice etico comune le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal creatore nella coscienza di ogni essere umano cfr rm 2,14-15 con riferimento alle attuali regole del commercio internazionale che penalizzano ed emarginano molti paesi a basso reddito il papa lancia un appello perché tutti abbiano le stesse possibilità di accesso al mercato mondiale evitando esclusioni e marginalizzazioni di stretta attualità sono le considerazioni riguardo a economia e finanza anche la recente crisi dimostra come l attività finanziaria sia a volte guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della considerazione a lungo termine del bene comune occorre guardare ai poveri nella consapevole prospettiva che si fa tutti parte di una sola famiglia umana questo l ammonimento lanciato dal papa che auspica politiche di sostegno alla famiglia per accrescere la ricchezza e costruire la pace deve essere dato spazio ai poveri metterli al primo posto dando loro voce in politica spazio nell economia partecipazione allo sviluppo in conclusione nell attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole le distorsioni di sistemi ingiusti infatti prima o poi presentano il conto a tutti solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata ma con attorno il deserto o il degrado ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi scriveva nel 1891 leone xiii attento alle grandi emergenze sociali del suo tempo e benedetto xvi gli fa eco con parole ancor più appassionate la lotta alla povertà ha bisogno di uomini e donne che vivano in profondità la fraternità e siano capaci di accompagnare persone famiglie e comunità in percorsi di autentico sviluppo umano per vincere forze che stanno così violentemente condizionando i destini del mondo il papa si appella a chi ha maggiori poteri ma arriva a interpellare anche la responsabilità e la coscienza di ciascuno un mondo diverso dice può essere possibile solo solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse in questo modo vengono riportati entro l orizzonte della vita di ciascuno anche problemi che sembrano ingovernabili e lontani a cura di paola maggioni 5

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 6 costruire la pace l invito di papa benedetto xvi a costruire la pace è rivolto a ciascuno di noi a chi rimane nel proprio paese al proprio lavoro nella propria comunità civile e religiosa a chi invece decide di donare un pezzo o tutta la propria vita in luoghi lontani sono esperienze ugualmente importanti ma con qualche piccola differenza per chi rimane nel suo paese è facile guardarsi attorno e accorgersi di chi vive giorno dopo giorno e in modo diverso il desiderio di costruire un mondo migliore meno conosciute ma altrettanto preziose sono le esperienze di chi ha lasciato bovisio masciago per terre lontane raccontiamo attraverso i loro scritti storie normali di persone altrettanto normali che hanno voluto della loro vita fare un dono per chi vive in situazioni di disagio e povertà cecilia partita per un anno di servizio civile in sierra leone marco ormai da parecchi anni in thailandia simonetta con la sua prima breve esperienza in benin apriamoci ad orizzonti più vasti e condividendo le loro esperienze chiediamoci io nel mio piccolo cosa posso fare per costruire la pace e un mondo migliore 6

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 7 costruire la pace preghiera per la pace signore fa di me lo strumento della tua pace che dove c é odio io porti amore che dove c é peccato io porti spirito di perdono che dove c é discordia io porti armonia che dove c é errore io porti verità che dove c é dubbio io porti fede che dove c é disperazione io porti speranza che dove vi sono ombre io porti luce che dove c é tristezza io porti gioia signore concedimi piuttosto di essere confortato di confortare piuttosto di essere capito di capire piuttosto di essere amato di amare perché è dimenticandosi che si trova è perdonando che si viene perdonati è morendo che ci si sveglia a vita eterna amen da preghiere per l amore madre teresa 7

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 8 in sierra leone sulle ali della il vento dell harmattan che a breve inizierà a soffiare sulle colline di makeni mi riporterà presto a casa dopo i primi tre mesi trascorsi a cercare di scoprire e interpretare questo angolo di africa il vento o la ragione se preferite che mi ha spinto fin qui è stato un desiderio profondo quanto difficile da spiegare di liberarsi dalle zavorre che normalmente caratterizzano il quotidiano per cercare di comprendere un po più a fondo ciò che si sta vivendo e perché lo si sta vivendo e se è ciò che veramente si vuole dalla propria vita certo mi rendo conto che il volo che sto facendo è un privilegio cercherò in qualche riga di portarvi in giro con me niente bagagli solo un po di clemenza verso chi scrive e che senza doti di narratrice cercherà di farvi gustare un po del suo viaggio sono partita il 16 settembre per trascorrere un anno di servizio civile in sierra leone partecipando ad un progetto di caritas italiana come planando proverò a descrivervi prima il panorama generale per poi atterrare nel centro di ciò che mi trovo a fare qui la sierra leone è un piccolo paese di 5 milioni di abitanti situato nell africa occidentale guardata dall alto mostra una vegetazione rigogliosa e verde come lo smeraldo e spiagge bianche e incontaminate ma può vantarsi di ben altri primati non così evidenti ma comunque da urlo anche se tendenzialmente silenziati è uno fra i primi produttori di diamanti di altissima qualità è stato lo scenario di una delle prime e più lunghe guerre civili del post-guerra fredda ed è l ultimo paese nella classifica dello sviluppo umano la sierra leone è uno dei tanti paesi meno sviluppati che paga il prezzo delle sue ricchezze con la sua povertà pace mi spiego meglio l abbondanza di risorse minerarie in particolare diamanti ma anche oro bauxite e rutilio ha da sempre fatto gola a uomini politici disinteressati del bene comune e a uomini d affari stranieri interessatissimi al bene privato È così il conflitto che ha insanguinato dal 1991 al 2002 questa terra generosa si è alimentato dei traffici di diamanti che invece di essere per sempre se ben ricordo l adagio della pubblicità di una multinazionale che ha goduto di questa generosità si sono trasformati in armi imbracciate da migliaia di giovani combattenti che hanno buttato gli anni della loro adolescenza in un conflitto brutale che ha rivelato come la conclamata indipendenza dalla corona britannica ottenuta nel 1961 aveva in realtà lasciato il paese in balia di una politica corrotta di un economia fiacca e abusata e di una società civile incapace di alzare la testa e la voce la somma di questi fattori dà come risultato che il 70 della popolazione sierraleonese vive sotto la soglia della povertà i livelli di salute e nutrizione sono fra i peggiori al mondo il 75 della popolazione è analfabeta e su 177 paesi questo è l ultimo nella classifica delle nazioni unite per indice di sviluppo umano la caritas italiana è intervenuta subito dopo il conflitto in aiuto della caritas di makeni per il recupero e il reinserimento nella società dei bambini-soldato sanata questa emergenza sociale erano i settori della giustizia della pace e dei diritti umani a dover essere risanati e rinforzati nasce così nel 2004 il progetto che prevede la costituzione a makeni di una commissione la justice and peace and human rights commission che ha lo scopo di 8

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 9 in sierra leone monitorare il rispetto delle norme base della convivenza civile il 2004 è anche l anno delle prime elezioni amministrative dopo il conflitto si scrivono i primi documenti per riformare il sistema di governo e inizia un processo di decentralizzazione dei poteri affiancato a programmi di sostegno alle autorità locali i local councilor la commissione che è affiancata nel suo operato dal fatima institute un istituto di studi superiori da radio maria una delle principali radio del paese e da access to justice un ufficio legale per facilitare l accesso al sistema giudiziario a coloro che ne sarebbero altrimenti esclusi interviene a livello di comunità per sanare conflitti sensibilizzare e formare parallelamente la società civile e le autorità politiche al rispetto dei diritti umani e al buon governo il progetto è stato ampliato nel 2007 anno in cui sono state formate in ciascuna delle 21 parrocchie della provincia nord 21 sotto-commissioni giustizia e pace e diritti umani che possono vantarsi di essere composte da tutti i principali attori della vita sociopolitica delle comunità 5 membri cattolici e 5 musulmani fra cui il parroco o l imam insegnanti giovani e donne personale impiegato nel settore sanitario il local councilor e il capo-villaggio tradizionale la prima attività che mi sono trovata a fare è stata la sensibilizzazione e il monitoraggio in vari paesi delle elezioni dei ward committees una sorta di consiglio comunale composto da 10 persone metà delle quali donne che si affiancano al local councilor per scrivere il piano di sviluppo della località e per realizzare micro-progetti volti a migliorare la vita nella comunità attualmente invece stiamo lavorando sul campo con le 21 sotto-commissioni per valutare le attività svolte lo scorso anno e programmare quelle future il piano da noi scritto prevede di fornire nel 2009 a ciascuna delle sotto-commissioni due giornate di formazione sui diritti umani e due sulla decentralizzazione e il buon governo il nostro scopo è quello di rinforzare questi organismi dando loro gli strumenti per operare efficacemente nelle loro comunità anche in collaborazione con le autorità e i ward committees i giornalisti di radio maria faranno con noi indagini sul campo e interviste alle persone e organizzeranno programmi radiofonici volti a diffondere la conoscenza dell operato delle sotto-commissioni ma soprattutto volti a creare una consapevolezza di quelle che sono le violazioni più diffuse e talvolta non percepite come tali dei diritti dei bambini delle donne e delle persone più vulnerabili nella società il team di access to justice ci affiancherà per risolvere da un punto di vista giuridico le varie problematiche che le sotto-commissioni si troveranno ad affrontare certamente il lavoro che stiamo facendo ora con la commissione non è paragonabile a quei progetti di sviluppo in cui il raggiungimento degli obiettivi è monitorabile e attuabile nel breve periodo credo molto tuttavia nel valore di questo progetto che prevede un lavoro paziente ma fatto a diretto contatto con la gente ascoltando i loro vissuti e cercando di costruire a partire da loro stessi una società civile degna di tale nome durante il mese di gennaio potrete anche voi prendere parte a momenti di approfondimento riguardanti il progetto che sto seguendo a makeni e se ci credete anche voi e vorrete contribuire anche con un aiuto economico lavoreremo insieme per dare qualche strumento di lavoro in più a queste sotto-commissioni a presto cecilia calò 9

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 10 in thailandia phrae 1 dicembre 2008-12-22 o cristo salvatore di ogni vita,tu che ci vieni sempre incontro accoglierti nella pace delle notti nel silenzio dei giorni nella bellezza della creazione come nelle ore delle grandi lotte interiori accoglierti è sapere che tu sarai con noi in ogni situazione sempre f roger di taizè il vero maestro di vita prima che diventassi disabile vivevo con mia madre e tre fratelli io ero il maggiore a distanza di pochi anni ho perso due fratelli ho studiato fino alla sesta elementare poi mi sono cercato un lavoro perché la mia famiglia era molto povera mia madre faceva dei lavori a cottimo poco pagati e molto pesanti a 14 anni dovevo accettare qualsiasi tipo di lavoro a qualsiasi paga e senza orari regolari era molto stancante a volte al mattino uscivo di casa che era ancora buio e rientravo solo a sera tardi all età di 20 anni avevo finalmente un lavoro fisso come meccanico riparavo sia moto che auto poi un giorno quando avevo 22 anni è avvenuto l incidente che mi ha cambiato la vita ero nel mio villaggio e stavo provando la mia moto che avevo appena riparato sulla strada del rientro a casa per schivare un auto uscita improvvisamente da un vicolo sbando finisco a piena velocità contro un albero a lato della strada svengo e quando mi riprendo sento subito che una parte di me è come addormentata mi soccorrono come possono e mi trovo all ospedale di distretto il medico dice che serve un operazione per tentare di migliorare la situazione non ne è sicuro e l operazione costa io non ho i soldi per pagarla resto ricoverato per circa tre mesi non posso alzarmi o stare seduto ad ogni minimo sforzo svengo mia madre decide di cambiare ospedale e dopo un ricovero di cinque mesi non ci sono miglioramenti decide quindi di portarmi da una specie di guaritore che conosce al villaggio dove è nata non cambia nulla nel frattempo conosco un padre cappuccino italiano che viene a visitarmi regolarmente È cordiale e quando può ci aiuta dopo tanto tempo negli ospedali trova un lavoro per me e mia madre in una casa del suo istituto finalmente un po di felicità dopo poco più di un anno mia madre sviene entra in coma e muore dopo sei giorni in ospedale senza riprendere conoscenza ancora oggi ricordo quel giorno come il più triste della mia vita poco dopo anche l ultimo dei miei fratelli muore improvvisamente resto due mesi completamente da solo mi ammalo poi finalmente la fine dell incubo un padre camilliano mi offre un piccolo lavoro presso la loro casa per anziani ci resto quattro anni vengo in seguito invitato a phrae presso il s josef center ora vi risiedo da sei anni sono molto contento tutti qui sono nelle mie condizioni qualcuno è anche messo peggio ci si dà una mano assieme io faccio quello che posso per aiutare perché questi piccoli abbiano un futuro dignitoso perché abbiano la stessa fortuna che ora ho anch io quella di non sentirmi un peso per nessuno vorrei che un giorno siano orgogliosi di quello che saranno che possano avere una famiglia ed essere in grado di mantenerla con serenità 10

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 11 in thailandia carissimi amici e benefattori ho voluto scrivervi in breve questa testimonianza perché credo spieghi molto bene la situazione dei nostri ospiti al centro e le loro semplici aspirazioni il protagonista è la presenza più anziana e saggia tra di noi il vero maestro di vita del centro mi aiuta in molti modi ma soprattutto basta la sua presenza sempre calma e riflessiva per sbollirmi quando sorge ed esplode in me tutto il mio essere brianzolo che dopo undici anni in asia ancora sopravvive creando come è facile immaginare più danno che frutti È un dono prezioso e volevo che in qualche modo lo conosceste non facili tra crisi vere o presunte politiche e finanziare a livello globale c è aria di insicurezza di frustrazione perfino qui in thailandia è tutto un accumularsi di problemi che creano violenza separazioni odio forse è da quando ho messo piede in questo paese che tra le province del sud esiste una quotidiana guerriglia tra buddisti e musulmani con centinaia di morti e una soluzione ai conflitti apparentemente lontana in questi giorni a bangkok ci sono continue manifestazioni contro o a favore del governo che hanno paralizzato la vita politica di questo paese esasperando molti creando incertezza e una maggiore povertà forse è il tempo più propizio per riscoprire i veri valori della vita per rinsaldare i vincoli della fede per vivere una solidarietà disinteressata È un periodo di dieta non da subire ma da sfruttare per tornare in forma lasciando tutto ciò di inutile che ci ha appesantito in questi ultimi anni la vita al centro è proseguita senza grandi cambiamenti i più piccoli sono aumentati di tre unità i più grandi di due abbiamo rivisto e potenziato il programma di fisioterapia a domicilio comprando ultimamente grazie alle offerte raccolte dall ufficio progetti del pime di milano una nuova vettura in modo da dividere il peso dei chilometri percorsi settimanalmente su due mezzi uno è ad uso esclusivo delle fisioterapie e l altro per il trasporto dei bambini a scuola e per il trasporto degli adulti dai villaggi al centro il nostro nuovo laboratorio entrato in funzione alla fine dello scorso anno è veramente utile ed utilizzato forse uno spazio ad hoc e più grande dei precedenti ha aiutato tutti a pensare un po più in grande anche in termini di produzione sia per quantità che qualità invito chi è interessato a contattarmi per avere una specie di catalogo ho ripreso poi la stessa preghiera di frère roger che avevo scritto nella mia prima lettera dalla thailandia quando ero ancora alle prime armi con la lingua e la cultura locale perché credo che l accogliere sia una parte importantissima della nostra fede accogliere il dio che si fa bambino per noi e come noi per poter accogliere ogni persona ed evento della nostra vita con gioia e semplicità senza drammi perché non siamo mai soli cristo abita in noi e questo basta viviamo tempi 11

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 12 in thailandia fotografico dei nostri prodotti che possono essere venduti in occasioni particolari o mercatini parrocchiali maggio è stato un mese particolarmente denso di avvenimenti oltre alla presenza di due seminaristi camilliani uno tailandese e per la prima volta uno vietnamita che ci hanno aiutato con generosità e simpatia ho accolto tra noi un ex seminarista per affidargli vari incarichi di insegnamento sia coi più grandi che coi più piccoli finora malgrado la mia allergia per gli ex sono pienamente soddisfatto della decisione presa e reputo molto importante il contributo dato dal nuovo maestro speriamo solo riesca a sopportarmi sempre a maggio alla festa della parrocchia un nostro giovane ospite ha ricevuto la prima comunione È stato un momento significativo penso anche per i cristiani presenti alla cerimonia il nostro lo ricorderà come il giorno del primo impatto col vino dopo aver ricevuto l eucaristia sotto le due specie son dovuto intervenire per mantenere in equilibrio il neo comunicato il quale sottovoce mi diceva che si sentiva completamente ubriaco quest anno avremo la nostra rappresentazione natalizia al centro la prima della sua storia i bambini e non solo loro si stanno impegnando con gioia e curiosità il solo cristiano tra gli attori inizialmente aveva scelto di impersonare erode adesso penso si sia convinto a fare il pastore quest anno il folle aumento dei prezzi ha ridotto di molto le nostre uscite speriamo di rifarci a breve posso garantire a chi sostiene un nostro ospite a distanza che l impegno e i risultati scolastici di tutti i nostri piccoli sono ammirevoli stiamo sondando il terreno per iscrivere una nostra ospite all università sarebbe la prima dal nostro centro e forse dell intera provincia quattro dei nostri proseguono gli studi professionali in una scuola a pattaya una coppia di ex-studenti del centro formatasi qui da noi e sposata secondo i riti locali ha avuto un bambino per qualcuno il desiderio espresso nella testimonianza riportata all inizio di questa lettera è già realtà per qualcun altro forse non lo è ancora forse lo sarà tutto quello che facciamo qui è frutto anche del vostro impegno ad aiutarci concretamente spero che al di là degli orizzonti a tinte fosche del periodo non venga meno ma che anzi aumenti nel coinvolgimento di altri che possono essere interessati a prendere parte alla nostra presenza missionaria mai come adesso è necessario allargare lo spazio della nostra tenda per far entrare nuovi amici per vincere la crisi con la solidarietà sono sempre in attesa di qualcuno che prenda sul serio il mio invito a condividere di persona la gestione del centro negli aspetti che gli sono più congeniali ci sono timide promesse ma nessuna risposta visibile ognuno è benvenuto a prescindere dall età o dalla durata del periodo di volontariato missionario chiedo solo buona volontà e capacità di adattamento che l anno prossimo sia quello giusto un grazie di cuore a chi ci è stato vicino anche quest anno marco monti 12

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 13 in benin tanguietà finalmente dopo tanti anni di attesa sono riuscita a realizzare almeno in parte un sogno effettuare un esperienza lavorativa nell africa più povera nei miei ricordi la prima volta che ho pensato all africa è stato alle elementari dopo un racconto di padre antonino da allora ogni volta che leggevo o ascoltavo esperienze simili rimanevo rapita immaginando la possibilità di vivere analoghi momenti ma ho dovuto aspettare tanti anni perché la vita prende percorsi che non sempre coincidono con la strada che avremmo voluto percorrere sono diventata prima infermiera poi ostetrica e ho accumulato un bel po di esperienza ospedaliera quest anno nel mese di ottobre ho avuto l occasione attraverso il gsa gruppo solidarietà africa e il dott viganò di seregno di partire con un piccolo gruppo di volontari per tre settimane per il benin e lavorare presso l ospedale saint john de dieux di tanguietà nei miei progetti avrei voluto dedicare a questo viaggio molto più tempo e avrei voluto lavorare in un dispensario di savana ma per una prima esperienza mi è sembrato un buon compromesso così ho utilizzato il mio budget destinato alle vacanze e i miei giorni di ferie dell ospedale per cui lavoro e sono partita il primo impatto è stato durissimo appena arrivati in ospedale dopo 6-7 ore di macchina dall aeroporto il dott viganò con i suoi modi sempre di corsa e molto sbrigativi ci ha fatto fare un giro conoscitivo presentandoci al personale locale e mostrandoci sommariamente l organizzazione della struttura percorrendo rapidamente i corridoi dei vari reparti la cosa che rimane più impressa è il forte e sgradevole odore che esce da molte stanze e la vista di malati con deformità o piaghe che in italia fortunatamente non vediamo più ma a questo ero più che preparata come ero pre benin parata a vedere malati sdraiati su materassini o stuoie per terra perché tutti i letti sono occupati quello a cui non ero preparata era la vista della pediatria quando vi siamo giunti pur avendo visto migliaia di immagini di bambini africani malati non ero preparata al loro sguardo che incontrava il mio in quello sguardo quasi inespressivo io ci leggevo malinconia e sofferenza e per un momento ho dovuto mandare indietro le lacrime di commozione e il nodo che mi si formava nella gola ma è stato solo un momento perché quello che leggevo nei loro occhi era solo una mia interpretazione paragonandoli ai bambini tanto più fortunati a cui sono abituata qui in italia appena hanno visto la macchina fotografica digitale che avevo in mano si sono animati il loro sguardo era solo sorpresa e curiosità per questi nuovi bianchi che arrivavano facevano a gara per farsi fotografare e rivedersi dentro il piccolo schermo erano allegrissimi e piuttosto divertenti come tutti i bambini facevano di tutto per attirare la mia attenzione e per essere protagonisti altro che malinconici sono sempre pronti a giocare con tutto cioè con niente e basta una caramella per trasformare quel giorno in una giornata speciale così tutti i giorni alla fine del lavoro andavo a fare 13

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 14 in benin un giro al mercato per comprare pacchi di caramelle con cui mi riempivo le tasche prima di cominciare il lavoro mai comprato così tante caramelle in vita mia bisogna tenere presente che solo i bambini ricoverati sono circa 200 ma che tutte le famiglie dei ricoverati si accampano nel cortile per tutta la degenza quindi l ospedale diventa un piccolo villaggio ricolmo anche di bambini sani e che le caramelle sono un vero lusso che non tutti possono permettersi quindi qualche volta anche le mamme me ne chiedevano una mi sono accorta che per una esperienza del genere non basta semplicemente desiderarla è necessario volerla vivere con tutta l intensità possibile accettando questo mondo così diverso dal nostro la soddisfazione di vedere un bambino felice per una semplice caramella o per una fotografia ma anche l accettazione di vedere morire un bambino quasi ogni giorno e vedere negli occhi delle madri una normale rassegnazione e nei gesti degli operatori ospedalieri una discreta indifferenza sforzi della gente del posto per cambiare questa situazione serve un forte spirito di adattamento non solo per la sistemazione o per il vitto bensì per il modo di lavorare e vivere in ospedale anche volendo migliorare le cose con comportamenti più corretti dal punto di vista sanitario è necessario prima adattarsi al loro modo di lavorare essere accettati dall equipe con cui si lavora e poi suggerire qualche piccolo cambiamento prima di partire il dott viganò mi aveva detto come prima esperienza vai guarda ascolta e non fare o dire niente e non mi era piaciuto tanto perché non avevo intenzione di andare giù a fare la turista ma poi ho capito il suo messaggio dovevo prima inserirmi adattandomi alla realtà locale senza proporre o imporre cambiamenti perché solo così avrei capito veramente come funziona e quale piccolo miglioramento graduale avrei potuto apportare comunque non sono stata solo a guardare anzi due ore dopo il nostro arrivo pur essendo le cinque del pomeriggio indossato il camice ero già nel reparto di maternità che è diventato nei giorni successivi il mio unico punto di riferimento dopo un inizio difficile come tutti gli inizi dove non conosci il lavoro le persone che ti circondano e nel mio caso nemmeno la lingua mi sono sentita presto molto integrata e accettata dalle mie colleghe ostetriche beninesi il primo parto che ho assistito è stato purtroppo di un bambino morto e ho pensato cominciamo bene eppure mi ha comunque dato grande soddisfazione innanzitutto perché ho risparmiato alla signora un cesareo inutile ma soprattutto per il suo sguardo di gratitudine l assistenza sanitaria in benin non è gratuita e pur essendo un ospedale gestito dai frati che utilizza le risorse inviate dall europa l assistenza si paga una cifra irrisoria per noi ma non per il coloro che non sentono così forte il richiamo di questa africa non resistono a lungo in questo mondo in due o tre giorni hai già visto tutto quello che la curiosità ti ha spinto a conoscere e ti rimane solo da recepire la povertà la mancanza di igiene il degrado e la quasi totale assenza di 14

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s_gennaio-febbraio.qxp 19/01/2009 9.47 pagina 15 in benin loro reddito il parto costa il corrispettivo di 7.50 euro ed il cesareo 75 euro questo è il motivo per cui molte donne cercano di partorire nella capanna e arrivano in ospedale solo quando non ne possono davvero più spesso in condizioni disperate credo che anche questo risparmio economico c era nella gratitudine dello sguardo e le pause perché non cambiava mai espressione né ritmo del respiro né usciva un lamento dalla sua bocca poi mi è stato spiegato che nella sua tribù i peul è segno di codardia lamentarsi i bambini piangono pochissimo sia i neonati che quelli più grandicelli le mie colleghe ostetriche vengono a lavorare con i loro bambini legati dietro alla schiena altro che nidi aziendali ma quanti dei nostri bambini rimarrebbero ore nel marsupio fermi sulla schiena durante il servizio quando è l ora della poppata si fermano e allattano anche se c è la fila di donne da visitare ma nessuno dice niente perché i bambini vengono prima qualche volta nelle pause mi passano i loro bambini e mi rendo conto di una realtà evidente che però per me è diventata tale solo sperimentandola l uso dei marsupi che loro chiamano semplicemente panni non è un costume ma una vera e propria necessità tenere in braccio un bambino di 7/8 chili per tanto tempo ti spezza della mia assistita nei giorni successivi faccio nascere solo bambini vivi e bellissimi tutti i parti che avvengono durante il mio turno di servizio li assisto io non riesco a capire per il problema della lingua che non mi permette di approfondire i dubbi e le curiosità se è per rispetto nei miei confronti o perché le ostetriche si liberano così di un impegno entro in servizio alle 8.00 del mattino e termino verso le 17.00 con un intervallo pranzo il sabato pomeriggio e la domenica relax e visita dei dintorni non è difficile assistere i parti delle donne beninesi non si lamentano mai e ti chiamano o si presentano quando ormai sono pronte per partorire il travaglio lo fanno o a casa o nel loro letto senza dire una parola ad una ragazza di 17 anni al suo primo figlio volevo essere d aiuto durante il travaglio massaggiandole la schiena durante le contrazioni o aiutandola a cambiare posizione ma non riuscivo a capire le contrazioni la schiena ed inoltre non ti permette di fare nient altro con le mani i passeggini non esistono la maggior parte di loro non ha niente ma quando dico niente non intendo poco intendo davvero niente per tornare al mio alloggio passo sempre dal reparto di pediatria dove ormai mi conoscono e i bambini mi corrono incontro quelli che possono camminare con le loro stampelle chiedendo bon bon e quando finisco le caramelle foto 15

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