Italiana n.3

 

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Think global, live italian

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j u ne/septem b er 2 01 5 NUMBER 3 LUCIANO FLORIDI The Father of the Infosphere SAMANTHA CRISTOFORETTI The Little Girl Who Gazed at the Stars

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T H I N K G L O B A L , L I V E I TA L I A N 1

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VITA 14 GESTURES AND WORDS IN THE SWEEPING ‘POPULAR FRESCO’ OF THE MISTERO BUFFO Gesto e parola nel grande affresco popolare di Mistero buffo BELLEZZA BELLEZZA 50 ROSA FRESCA 64 AULENTISSIMA Rosa Fresca Aulentissima WHY DO ALL RUMINANTS SAVE THE CAMEL HAVE HORNS? Perché i Ruminanti Hanno le Corna Salvo il Cammello? BELLEZZA CREATIVITÀ 70 THE DISSIMILAR 104 LUCIANO FLORIDI, TWINS OF MANNERISM I Gemelli Diversi del Manierismo THE FATHER OF THE INFOSPHERE Luciano Floridi, Padre dell’Infosfera PASSIONE 158 TWO MAD MINUTES OF RECKLESS ABANDON Due Folli Minuti di Spericolato Abbandono PASSIONE FANTASIA 174 THE COURAGE OF ITS CONVICTIONS 184 THE LITTLE GIRL WHO GAZED AT THE STARS Il Coraggio delle Scelte La Bambina che Guardava le Stelle 2

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CONTENTS / 6 7 A Letter from the Editor Lettera dell’Editore V I TA I TA L I A N A 10 10 14 14 20 20 28 28 38 38 44 44 The “Luce” Factor Fattore Luce Gestures and words in the sweeping ‘popular fresco’ of the Mistero buffo Gesto e parola nel grande affresco popolare di Mistero buffo Spello, Most Splendid Colonia Julia Spello, Splendidissima Colonia Julia Cities from Memory Le città a memoria In Love I Connect Mi connetto in amore The Guys Who Care for the Grapevines I Ragazzi che Curano le Vigne B E LL E Z Z A I TA L I A N A 50 50 58 58 60 60 64 64 70 70 80 80 86 86 Rosa Fresca Aulentissima Rosa Fresca Aulentissima A Day in Lecce Un Giorno a Lecce The Cinque Terre in 48 hours Le Cinque Terre 48 ore Why Do All Ruminants Save the Camel Have Horns? Perché i Ruminanti Hanno le Corna Salvo il Cammello? The Dissimilar Twins of Mannerism I Gemelli Diversi del Manierismo Italy Is a Long Farewell L’Italia è un Lungo Addio Creativity Creatività C R E AT I V I TÀ I TA L I A N A 94 94 98 98 104 104 112 112 118 118 126 126 Indro Montanelli, a Countercurrent Observer Indro Montanelli, Testimone Controcorrente Classic Typography, Confounded Nostalgia Tipografia Classica, Nostalgia Canaglia Luciano Floridi, The Father of the Infosphere Luciano Floridi, Padre dell’Infosfera Madness, Speed and Recklessness Folli, Veloci e Sregolati The Flying Cities Le Città Volanti Ceasar Must Die Cesare Deve Morire PA S S I O N E I TA L I A N A 134 134 The Educational Revolution La rivoluzione dell’educazione SOMMARIO XFood XFood The Poetry of Alda Merini La Poesia di Alda Merini Strade Bianche Le Strade Bianche Two Mad Minutes of Reckless Abandon Due Folli Minuti di Spericolato Abbandono Do You Know the Land Where the Lemon Trees Blossom? Conosci la Terra dei Limoni in Fiore? The Courage of Its Convictions Il coraggio delle scelte FA N TA S I A I TA L I A N A 142 142 146 146 152 152 158 158 166 166 174 174 184 184 190 190 196 196 202 202 208 208 214 214 226 226 The Little Girl Who Gazed at the Stars La Bambina che Guardava le Stelle Pine Trees in Search of a Place Pini nello spazio in cerca di collocazione An Investigator of Nightmares, Who Never Turns Away from the Unknown L’indagatore dell’incubo che non rifiuta l’ignoto Wood: Tailor-made Finery Legno, Abito su Misura Fulvio Pierangelini, a High-wire Walker in Search of Harmony Fulvio Pierangelini, un Funambolo alla Ricerca dell’Armonia ModaMusei ModaMusei Rossi vs. Muller Rossi vs Muller A N I M A I TA L I A N A 234 234 242 242 250 250 258 258 262 262 268 268 272 272 280 280 What’s a Morning Without a Moka? Il Mattino Ha la Moka in Bocca Beyond Art, Beyond Conventions Oltre l’arte, oltre le convenzioni Naples’ Golden Thread, from Sunlight to Elegance Filo d’Oro dal Sole all’Eleganza La Scala, the Theatre of Maria Callas La Scala,il Teatro di Maria Callas The Poetry in the Feet of the “Divine Ponytail” La Poesia nei Piedi del Divin Codino Cato, the Ancient Sage Catone, il Savio Antico The Fate of Truth in the Age of the Transdiegetic Il Destino della Verità nell’Epoca della Transdiegetica Who Wins on the Social Networks? Chi Vince Sui Social Network nel Calcio 284 298 Suggestions/Consigli Save the date/Agenda 4

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LETTER FROM THE EDITOR Flipping through the pages of the third issue of Italiana, you may notice that more than one article deals with philosophy. This should not come as a surprise to those such as we, who, on this occasion, intend to grant the term not its generic and more etymological meaning of “love of wisdom”, but its rather more ‘Socratic’ acceptation, closer to an informed choice to follow a certain “way of life”. And the lifestyle we enjoy telling you about is the Italian one. Italiana thus continues to be the calling card we distribute amongst our interlocutors. But let’s talk about the issue you’re holding in your hands. The only fitting place to begin is with the article devoted to Samantha Cristoforetti, first Italian woman to be a European Space Agency crew member and a great source of pride for our nation. Then there is the wonderful piece by Umberto Eco, expert on language and its evolution, who has offered us a particularly empathetic reflection on the role that philosophy continues to play in our understanding of our day-to-day lives. You will also find an article on the work of Luciano Floridi, one of the greatest experts on the philosophy of information and universally recognised father of the Infosphere, a new and compelling concept that has ushered in a new season of global debate. You will read the story of two young Italian viticulturists who are successfully exporting their brand new method of vine pruning. Then experience the scents, history, colours and beauty of one of the world’s most beautiful islands, Sicily. And so many more stories besides. It is my hope that this third issue of Italiana will meet with the same warm reception that the previous issues have enjoyed. There is still so much more to tell about the beauty and talent that Italy has to offer. The journey is a long one, and we have only just begun! Think global, live Italian. Luigi De Siervo 6

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LETTERA DELL’EDITORE Sfogliando le pagine del terzo numero di Italiana noterete che in più occasioni si parla di filosofia. E questo non stupirà chi, come noi, per l’occasione intende dare a questo termine non il generico e più etimologico significato di “amore per la conoscenza”, ma un’accezione più “socratica”, più prossima alla scelta consapevole di condurre un determinato “modo di vivere”. E il modello di vita che qui ci piace raccontare è quello italiano. In questo senso Italiana continua ad essere il biglietto da visita che distribuiamo tra i nostri interlocutori. Ma veniamo ai contenuti del numero che tenete tra le mani. Non posso non cominciare citando l’articolo dedicato a Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e grande motivo di orgoglio per il nostro Paese. Il bellissimo pezzo di Umberto Eco, grande esperto del linguaggio e della sua evoluzione, che ci regala una riflessione particolarmente empatica sul ruolo che la filosofia continua ad avere nella comprensione della nostra vita quotidiana; gli studi di Luciano Floridi, uno dei maggiori esperti della filosofia dell’informazione e universalmente riconosciuto padre dell’Infosfera, concetto nuovo ed efficace che ha aperto, a livello scientifico e divulgativo, una nuova stagione di dibattito mondiale; la storia di due giovani viticultori italiani che stanno esportando con successo un nuovissimo metodo di potatura dei vigneti; i profumi, la storia, i colori e la bellezza di un’isola tra le più belle al mondo: la Sicilia. E insieme a queste tante altre storie. Spero che il terzo numero di Italiana confermi il gradimento che la rivista ha incontrato finora: c’è ancora molto da raccontare, sulle bellezze del nostro paese e sui suoi talenti. Il viaggio è lungo e siamo solo all’inizio! Think global, live italian. Luigi De Siervo 7

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V I TA Gioacchino Colizzi, known to readers as Attalo, was the father of the most well-known popular Italian satirical cartoon characters. Master of the vignette and contributor to one of the most important satirical magazines of the 20 th century, his characters acted out the moral poverty and failures of bourgeois society. The most popular of these is surely il Gagà, the budding social climber, master of bluff and ostentation, inspired by the artist’s friend, journalist Attilio Battistini. Another emblematic character is Cavalier Precisetti, who “either does something well or not at all” (his name means “Sir Fastidious”). It is no coincidence that Fellini named Colizzi the first Italian neo-realist cartoonist. Gioacchino Colizzi, in arte Attalo fu maestro della vignetta satirica, padre delle più note macchiette popolari umoristiche, interpreti delle miserie dei fallimenti della società borghese del ‘900. Il più popolare è di certo il Gagà, l’arrampicatore sociale emergente, artista del bluff e dell’esibizione, ispirato all’amico giornalista Attilio Battistini, emblematico anche il Cavalier Precisetti che “quando fa una cosa la fa bene o per niente”. Non a caso Fellini lo definì il primo disegnatore neo realista italiano. 8

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V I TA I TA L I A N A THE “LUCE” FACTOR CREATIVE FORCE BEHIND THE COLLECTIVE CONSCIOUSNESS, CUSTODIAN OF VISUAL MEMORY by Angelo Mellone Among Italy’s many distinctions is an incredible wealth of images that tell the story of our nation from the time when the techniques of cinema and documentary filmmaking took their place alongside photography. We are talking about the LUCE Institute (the Italian acronym, which means “light”, stands for the Union of Educational Cinematography), counted by UNESCO among the most important keepers of the “memory of the world”. It has recently celebrated its ninetieth year of existence – nearly a century devoted to telling the story of Italy. Imagine a nation that is poor, divided, fragment- FATTORE LUCE PRINCIPALE MOTORE DI CREAZIONE DELL’IMMAGINARIO E GARANTE DI MEMORIA VISIVA di Angelo Mellone 10 Tra i tanti primati di cui l’Italia dispone vi è anche un patrimonio incredibile di immagini che raccontano la nostra nazione da quando alla fotografia è stata accostata la tecnica cinematografica e documentaristica. Stiamo parlando dell’Istituto Luce (ricordiamo l’acronimo: Luce, uguale L’Unione Cinematografica Educativa), annoverato anche dall’Unesco tra i principali incubatori della memoria globale, che da poco ha compiuto i novant’anni di vita. Quasi un secolo al servizio del racconto dell’Italia. Immaginate una nazione povera, divisa, frammen-

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V I TA I TA L I A N A ed in its provincialisms, with a divide between North and South as visible and present then as it is today. Imagine a young nation, still searching for its political identity. Imagine cinemas chockfull of children, teenagers, adults and the elderly, all intent on a documentary about a Zeppelin expedition to the Arctic, a report from deepest Africa, an account of the reclamation of the marshlands of lower Lazio, or an update on Italy’s wars. All of this was the handiwork of LUCE and its impressive group of photographers, camera operators, filmmakers and producers, and the fruit of the imagination of Luciano De Feo. A coura- geous and visionary journalist, in the early 1920s he foresaw the strategic importance of images (both photographic and cinematographic) as a tool for the education of a nation. LUCE was born in the 1920s with one goal: “to teach Italians about Italy” – to describe reality through images, to act as an instrument for the socialisation of a new national citizenry. It is true that the Institute gained its form and power during the years of Fascist authoritarianism, encouraged by Mussolini, who believed in the mythopoeic power of images, mixed pedagogy with propaganda, and an educational role with tata nei suoi provincialismi, in una divisione tra Nord e Sud visibile e presente allora come oggi, immaginate una nazione giovane ancora alla ricerca di un’identità politica. Immaginate cinematografi pieni zeppi di bimbi, giovani, adulti e anziani attenti a vedere un documentario sulla spedizione di un dirigibile nell’Artide, un reportage dall’Africa profonda, un resoconto della bonifica delle paludi del basso Lazio, un aggiornamento sulle guerre italiane; bene, tutto questo era opera del LUCE e del suo imponente gruppo di fotografi, cineoperatori, autori, produttori, frutto della intuizione di Luciano De Feo, un giornalista coraggioso e visionario che negli anni Venti intuisce l’importanza strategica dell’immagine (sia essa fotografica che cinematografica) come strumento di pedagogia nazionale. Il LUCE nasce negli anni Venti con un obiettivo: «far conoscere l’Italia agli italiani», raccontare il reale per immagini, fungere da strumento di socializzazione di una nuova cittadinanza nazionale. È vero, l’Istituto prende forma e potere durante gli anni dell’autoritarismo fascista, spinto da Mussolini che credeva nel potere mitopoietico delle imma11

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V I TA I TA L I A N A one of Regime-oriented socialisation. He sought to bend the power of the image to the power of control and censorship, but it immediately acquired a value and an importance that went far beyond those short-term goals. Putting aside the Ideological constraints that Fascism imposed on production, we must be grateful for “the stubborn desire of cameramen and photographers who, with an independent spirit, revealed to us a true, concrete nation, with all its contradictions, harmony and disharmony,” as Dacia Maraini wrote. It is no coincidence that, after the fall of Fascism, LUCE did not disappear, but instead transformed itself. It refashioned the language it used to describe Italy, the Italians and other important parts of our planet, which we know today thanks in part to the preservation of an extraordinary volume of documentary material. LUCE is thus the driving creative force behind the collective consciousness of at least three generations of Italians. With approximate- ly five thousand hours of film and three million photographs, LUCE has become one of the custodians of the visual memory of 20th-century Italy, a role which it has carried out in conjunction with the RAI since the 1950s, in a sort of indirect ‘tandem effort’, which has transformed LUCE and the public radio and television broadcasting service into the two columns supporting the temple of Italy’s collective consciousness. With LUCE’s images, spanning a period from 1927 to the 1980s, we undertake an unequivocally Italian journey that weaves dozens and dozens of stories into one shared narrative tapestry. From Mussolini to Andreotti. From cyclist Gino Bartali to tennis player Adriano Panatta. From newsreels to the most modern reporting. From lunch in a rural Sicilian village in the 1920s to a watermelon harvest on the plains of Lazio in the 1980s. This is just one way to build a library of what it means to be Italian – which is, by its very nature, a creative chaos. 12

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V I TA I TA L I A N A gini, mischia pedagogia e propaganda, funzione educativa e funzione di socializzazione al Regime, cerca di piegare il potere delle immagini al potere del controllo e della censura, e però acquista immediatamente un valore e un’importanza che vanno ben oltre i suoi obiettivi di breve periodo. Come scrive Dacia Maraini, al di là delle gabbie ideologiche imposte dal Fascismo alla produzione, bisogna ringraziare «la cocciuta volontà di operatori e fotografi, i quali, con spirito autonomo, ci hanno rivelato un Paese vero, concreto, con tutte le sue contraddizioni, le sue armonie e le sue disarmonie». Non a caso il LUCE, anche dopo la caduta del fascismo, non scompare ma si trasforma e rinnova il suo linguaggio di narrazione dell’Italia, degli italiani e di zone importanti del nostro pianeta che oggi conosciamo anche grazie alla conservazione di una straordinaria mole di documentazione. Abbiamo così a che fare con il principale motore di creazione dell’immaginario per almeno tre gene- razioni di italiani. Con circa cinquemila ore di film e tre milioni di fotografie, il Luce è divenuto uno dei garanti della memoria visiva dell’Italia del Novecento, un ruolo che ha svolto, a partire dagli anni Cinquanta, assieme alla Rai, in una forma obliqua di “tandem” che fa del Luce e del servizio pubblico radiotelevisivo le due colonne che sorreggono il tempio dell’immaginario italiano. Con le immagini del LUCE, dal 1927 agli anni Ottanta del secolo scorso, intraprendiamo un viaggio di marca italiana che riunisce in un tessuto narrativo comune decenni e decenni di storia. Da Mussolini ad Andreotti. Dal ciclista Gino Bartali al tennista Adriano Panatta. Dai cinegiornali alle più moderne redazioni giornalistiche. Dal pranzo in un borgo rurale della Sicilia degli anni Venti alla raccolta di angurie nella piana di Latina negli anni Ottanta. È anche così che si costruisce una biblioteca dell’italianità. Che, per sua essenza, è caos creativo. 13

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