Italiana n.2

 

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Think global, live italian

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j a nu a ry/m a rc h 201 5 NUMBER 2 LEONARDO’S VINEYARD Just a stone’s throw from his Last Supper, history’s greatest genius cultivated his passions THE FABULOUS YOUTH

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T H I N K G L O B A L , L I V E I TA L I A N 1

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VITA LEONARDO’S VINEYARD La Vigna di Leonardo 16 BELLEZZA BETWEEN THE LYRICISM OF MUSIC AND THE TEMPESTS OF THE SOUL Tra Lirismo Musicale e Tempeste dell’Animo 76 CREATIVITÀ DEPERO AND THE FUTURISM CENTENARY Depero e il Centenario Futurista 200 PASSIONE THE FABULOUS YOUTH Il Giovane Favoloso 138 2

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BELLEZZA 72 WHEN SHE SINGS, THE WORLD COMES TO A HALT Quando Canta Lei si Ferma il Mondo PASSIONE 22 THE VATICAN SECRET Archivio segreto del Vaticano CREATIVITÀ 82 THE LAST TEMPLE L’ultimo tempio BELLEZZA 68 THE LOCATIONS OF DETECTIVE MONTALBANO I Luoghi del Commissario Montalbano 3

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CONTENTS SOMMARIO 6 Editor’s Letter 7 Lettera dell’Editore V I TA I TA L I A N A 72 When She Sings, the World Comes to a Halt 72 Quando Canta Lei si Ferma il Mondo 76 Between the Lyricism of Music and the Tempests of the Soul 10 Universal Exhibitions in Italy 11 Le Esposizioni Universali in Italia From the Milan Exhibition of 1906 to Expo 2015, Italy spearheads modernity Da Milano 1906 a Expo 2015, l’Italia nel solco della modernità Just a stone’s throw from his Last Supper, history’s greatest genius cultivated his passions A pochi passi dal Cenacolo il più grande genio della storia coltivava le sue passioni In an original documentary, an exciting voyage into history, amid treasures, parchments, and codices In un documentario inedito l’appassionante viaggio nella storia tra tesori, pergamene e codici The Cuisine with Mountain Flowers La Cucina con i Fiori di Montagna We Have More than Just One Mother Di Mamma non ce n’è una Sola The Appeal of an Ordinary Man Il Fascino Discreto della Normalità The Virtuous Village of Beauty Il Borgo Virtuoso della Bellezza B E LL E Z Z A I TA L I A N A 77 Tra Lirismo Musicale e Tempeste dell’Animo Giacomo Puccini loved music, hunting and women - and he was the first to invent the off-road vehicle Giacomo Puccini appassionato di musica, caccia e donne fu il primo ad inventare il fuoristrada The Scala Theatre, between passion for opera and national sentiment Il Teatro alla Scala tra passione operistica e sentimento nazionale C R E AT I V I TÀ I TA L I A N A 16 Leonardo’s Vineyard 82 The Last Temple 83 L’ultimo tempio 17 La Vigna di Leonardo 22 The Vatican Secret 22 Archivio segreto del Vaticano 90 Stories from the Road 91 Storie di Strada 96 Nanotechnology for Living in Space 97 La Nanotecnologia per Abitare lo Spazio Research and development projects for building the society of the future 30 31 36 37 40 41 48 48 Progetti di ricerca e sviluppo per costruire le società del futuro Green is In! Il Green è di Moda! Made in Italy: A Submerged Atlantis of Beauty Made in Italy: Atlantide di Bellezza Street Food, the New Frontier in Italian Cuisine Street Food, la Nuova Frontiera della Gastronomia Italiana The Software that Helps Businesses Decide Il Software che Aiuta le Aziende a Decidere Masterpiece: a talent between the lines Masterpiece: talento tra le righe Child of the Millennium Ragazzo del Millennio 102 103 106 107 110 111 116 116 120 121 124 125 59 59 66 66 68 68 At Europe’s Peak In Cima all’Europa A Day in Venice Un Giorno a Venezia The Locations of Detective Montalbano I Luoghi del Commissario Montalbano 4

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128 129 Trenches of Ink Trincee d’Inchiostro PA S S I O N E I TA L I A N A 213 216 217 222 222 134 134 Dynamo Camp Dynamo Camp The “First of the Moderns” and an Unloved Child Take Wing Nel Giardino di Cemento Armato le Parole Prendono il Volo Family Recipes Ricette di Famiglia Orfani, the Motion Comic Orfani, il Motion Comic A N I M A I TA L I A N A 138 The Fabulous Youth 139 Il Giovane Favoloso 229 229 236 237 240 241 246 247 250 250 254 255 258 258 262 263 266 280 “Il Primo dei Moderni” un Bambino non Amato The Best Wine in the World Il Vino Migliore del Mondo Where Are You Dashing Off To? Who Do You Think You Are, Mennea? Dove Corri? Chi ti Credi di Essere... Mennea? Parma: ham with a halo Parma: il prosciutto con l’aureola Opera as a Mirror to the World L’Opera come Specchio del Mondo FA N TA S I A I TA L I A N A 146 147 152 153 158 159 166 167 176 177 182 183 188 189 194 195 Commitment, passion, courage Impegno, passione, coraggio Magnifica Italia Magnifica Italia Flowers, Music and Words Fiori, Musica e Parole Julius’s Bricks I Mattoni di Giuliano The extraordinary history of a great avant-garde Storia straordinaria di una grande avanguardia Different Friends Amici Diversi The Cosmic Dance La Danza Cosmica The Man Who Grasped Marketing before Marketing L’Uomo che Intuì il Marketing Prima del Marketing From Augmented Reality to Augmented Fantasy Dalla Realtà Aumentata alla Fantasia Aumentata The Excellence of Popular Contemporary Playwriting L’Eccellenza della Drammaturgia Contemporanea Popolare Dive in where the water’s bluest Un tuffo dove l’acqua è più blu Ulysses the Great, Solitary Man of Malebolge Ulisse il Grand’uomo Solitario di Malebolge Football Clubs Less Bullish on the Stock Market Nel Calcio la Borsa non dà la Vita Suggestions/Consigli Save the Date/Agenda 200 Depero and the Futurism Centena 202 Depero e il Centenario Futurista 208 209 212 Divergent Pages Pagine Divergenti In the Reinforced Concrete Garden Words 5

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EDITOR’S LETTER The first issue of Italiana was enthusiastically received by men and women of culture, entrepreneurs, ambassadors, and members of parliament, but also by the attendees at the latest Davos Forum, where ICE-Italian National Institute for Foreign Trade decided to distribute Italiana as our country’s special calling card. Of course we are quite happy about this, but as far as we are concerned we have only sought to recount – through well-chosen images and simple language – those stories that make Italy an ideal laboratory for the art of living. This second issue of Italiana presents other stories of ordinary beauty: the appointment of experimental physicist Fabiola Gianotti to head CERN, the discovery of the remains of Leonardo Da Vinci’s vineyard at just a stone’s throw from his The Last Supper in Milan, the documentary dedicated to the story of La Scala, the only opera house in the world indissolubly linked to the greatest names on the world’s musical landscape. We recount the vocal miracle of Mina, the most highly regarded interpreter of Italian music, the stormy soul of Giacomo Puccini, the courageous choices of Eduardo De Filippo, the records set and the efforts spent by Pietro Mennea, the extraordinary life of Giacomo Leopardi, and the revolution of style and language brought about by Muhammad Ali, a half-century before a man of colour would call the White House home. We have unveiled the secrets of the Vatican Archive, glimpsed the Futurist avant-garde through the work of Fortunato Depero, admired enchanting images taken from over an Italy so beautiful as to seem unreal, and discovered how nanotechnologies will influence our future, and how modern preschool education has gone from augmented reality to “augmented imagination.” Last but not least, we have reflected upon those famous verses with which Dante’s Ulysses, in Canto XXVI of the Inferno, addressed his shipwrecked companions. Alongside these, you will find other stories – a new page in the Italiana publishing project. A commercial company, which Rai Com is in every way, is not usually asked to take on system operations, but if there’s anything written in our DNA, it is the tradition of public service that has always characterized the country’s largest cultural concern: RAI. Think global, live italian! Luigi De Siervo 6

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LETTERA DELL’EDITORE Il primo numero di Italiana ha avuto un riscontro positivo da parte di donne e uomini di cultura, imprenditori, ambasciatori, parlamentari, ma anche dai partecipanti all’ultimo Forum di Davos, dove l’Istituto nazionale per il Commercio Estero ha deciso di distribuire Italiana come originale biglietto da visita del nostro Paese. Ne siamo evidentemente molto contenti, ma da parte nostra abbiamo solamente cercato di raccontare, con immagini accurate e linguaggio semplice, quelle storie che rendono l’Italia un ideale laboratorio dell’arte di vivere. Questo secondo numero di Italiana presenta altre storie di ordinaria bellezza: la nomina della fisica sperimentale Fabiola Gianotti alla direzione del Cern, il ritrovamento dei resti della vigna di Leonardo Da Vinci a due passi dal Cenacolo di Milano; il documentario dedicato alla storia del Teatro alla Scala, l’unico al mondo che ha indissolubilmente legato a sé i più grandi nomi della scena musicale mondiale. Raccontiamo il miracolo vocale di Mina, la più apprezzata interprete della musica italiana, le tempeste dell’animo di Giacomo Puccini, le scelte coraggiose di Eduardo De Filippo, i record e la fatica di Pietro Mennea, la vita straordinaria di Giacomo Leopardi e la rivoluzione di stile e di linguaggio operata da Muhammad Ali mezzo secolo prima che un uomo di colore entrasse come presidente alla Casa Bianca. Abbiamo svelato i segreti dell’Archivio del Vaticano, immaginato gli scorci dell’avanguardia futurista attraverso l’opera di Fortunato Depero, ammirato le incantevoli immagini scattate dall’alto di un’Italia così bella da non sembrare vera, scoperto come le nanotecnologie influenzeranno la nostra vita futura e come l’attuale educazione prescolare sia passata dalla realtà aumentata alla “fantasia aumentata”. E non da ultimo abbiamo riflettuto su quei famosi versi con cui l’Ulisse dantesco, nel canto XXVI dell’Inferno, si rivolge agli altri naufraghi. Accanto a questi, troverete ancora altri racconti, a comporre una nuova pagina del progetto editoriale di Italiana. A una Società commerciale, quale è in tutto e per tutto Rai Com, non è in genere richiesto di farsi carico di operazioni di sistema, ma se c’è qualcosa di “scritto” nel nostro DNA è proprio la tradizione di servizio pubblico che da sempre caratterizza la più grande azienda culturale del paese. La Rai. Think global, live italian! Luigi De Siervo 7

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V I TA Twentieth-century author Achille Campanile was considered the inventor of a literary genre that was new and unique, humorous, surreal, and rich in nonsense. One day, his success still far in the future, he showed up at a bank teller window, requesting a loan for one hundred thousand lire. Unflustered, the teller answered “I think you’re a humorist.” Although he came away empty-handed, he discovered his true calling. Lo scrittore del novecento Achille Campanile è stato considerato l’inventore di un nuovo genere letterario unico, umoristico, surreale, ricco di nonsense. Un giorno, ancora ben lontano dal successo, alla ricerca di soldi si presentò allo sportello della banca chiedendo un prestito di centomila lire, il cassiere senza scomporsi gli rispose “Mi sa che lei è un umorista”. Non ricevette i soldi ma scoprì la sua vera vena. 8

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V I TA I TA L I A N A UNIVERSAL EXHIBITIONS IN ITALY FROM THE MILAN EXHIBITION OF 1906 TO EXPO 2015, ITALY SPEARHEADS MODERNITY by Gian Luca Demarchi The Lombardy Region pavilion at Expo 2015 will also show a very special collection: the one belonging to Milanese pensioner Ampelio Vimercati, who over the years has amassed an unbelievable amount of material on the Milan Exhibition of 1906. This historical treasure of inestimable worth contains thousands of original pieces: entry tickets, posters, maps, souvenirs, and prints of every kind. Vimercati, before retiring, was a “cast iron” (“ghisa”), as Milan’s municipal police were nicknamed. The moniker began in the second half of the nineteenth century, and referred to the cylindrical hat the policemen wore at the time, which the Milanese said resembled a stove. And it was in fact in the late nineteenth century that the Expo phenomenon truly became a World’s Fair, with London’s Great Exhibition of 1851 and, just as important, on the centennial of the French Revolution, Paris’s Exposition Universelle in 1889: the Eiffel Tower was built for that occasion. At the turn of the century, Italy, now a full-fledged major industrialized nation, also began to organize large-scale Universal Exhibitions. In the early twentieth century, new technologies and inventions, like trans-Atlantic radio broadcasting, flight, and intercontinental telegraphy, were about to have a revolutionary impact, and Italy, no longer content merely with being an extraordinary open-air museum, wanted to undertake a new course, making its definitive entry into the modern world. The first Universal Exhibition in Italian history – the one in Milan in 1906 – celebrated a project essential to the nation’s development: the inauguration of the Simplon railway tunnel that linked Italy to Switzerland, shortening the journey from Milan to Paris by 100 kilometres. The Expo 1906 entry ticket in fact reproduced the tunnel entrance. The Milan Fair had a part dedicated to historical and artistic exhibitions, and another devoted to transport and industry. The two areas were linked by an elevated electric railway 10

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V I TA I TA L I A N A LE ESPOSIZIONI UNIVERSALI IN ITALIA DA MILANO 1906 A EXPO 2015, L’ITALIA NEL SOLCO DELLA MODERNITÀ di Gian Luca Demarchi l’Esposizione milanese accoglierà oltre venti milioni di visitatori, a cui verrà presentato il volto di un’Italia pronta per le sfide del terzo millennio Nel padiglione della Regione Lombardia di Expo 2015 verrà esposta anche una collezione molto particolare: quella realizzata dal pensionato milanese Ampelio Vimercati, che nel corso degli anni ha raccolto una mole incredibile di materiale riguardante l’Esposizione Universale di Milano del 1906. Un vero e proprio archivio storico di inestimabile valore composto da migliaia di pezzi originali: biglietti di ingresso, manifesti, mappe, souvenir e stampe di ogni tipo. Vimercati, prima di andare in pensione era un ghisa, come vengono soprannominati i vigili urbani di Milano. Il soprannome nacque nella seconda metà dell’ottocento e faceva riferimento al cappello cilindrico che indossavano i vigili dell’epoca e che i meneghini accostarono ironicamente alla forma di una stufa. Fu proprio sul finire del diciannovesimo secolo che il fenomeno delle Expo divenne mondiale, con l’evento universale di Londra del 1851. Altrettanto importante fu l’Expo di Parigi del 1889, nel centenario della rivoluzione francese e per quell’occasione venne edificata la torre Eiffel. A partire dall’inizio del secolo successivo anche l’Italia, entrata ormai a pieno titolo tra le maggiori nazioni industrializzate iniziò a organizzare grandi esposizioni universali. Nei primi anni del ‘900 nuove tecnologie e invenzioni come la trasmissione radio transatlantica, il volo aereo e la telegrafia intercontinentale stavano per avere un impatto rivoluzionario e all’Italia non era più sufficiente essere uno straordinario museo a cielo aperto, ma voleva intraprendere un nuovo corso entrando definitivamente nella modernità. Con la prima Esposizione Universale della storia italiana, quella di Milano del 1906, si celebrò un’opera fondamentale per lo sviluppo della nazione: l’apertura della galleria ferroviaria del Sempione che collega l’Italia con la Svizzera abbreviando di 100 chilometri il percorso tra Milano e Parigi. L’ingresso dell’Expo 1906 riproduceva proprio l’imbocco del traforo. L’Esposizione di Milano aveva una parte 11

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a little over a kilometre in length, which provided the sensation of already being in the future. Some years later, in 1911, Italy had become the world’s eighth most-industrialized nation. Of the northern cities, Turin was particularly suited to host a new Expo. The city in fact represented the idea of modernity and Europeanism that pervaded the country: Italy, no longer content merely with being an extraordinary open-air museum, chose a new course its polytechnic university was, along with Milan’s, the most important in Italy, and the city was the main seat of industry, precision mechanics, and car-making: FIAT was by now established as that industry’s most 12 important manufacturer. The effort to stage the Turin Exhibition in 1911 employed four thousand workers operating over an area exceeding one million square metres, where the greatest conquests of technology, attracting seven million visitors, were presented. The pavilions of the hosted nations were set up on both banks of the Po, linked by a futuristic cableway. Italy now felt ready to join the countries that mattered, as a nation oriented to the future. But the rise of Fascism and the Great War caused the cancellation of the Exhibition that was to be held in Rome in 1942. The work sites, opened under the Fascist regime in 1937, were completed in the second post-War period all the same, and the EUR buildings left Rome the legacy of a new neighbourhood, but without the imperial rhetoric that Mussolini would have wanted to endow it with. A new Italian Universal Exhibition finally came along in 1961, the centennial of Italian Unity. It took place again in Turin, now the symbol of the Italian economic miracle. The pavilions at Turin 1961 presented the technologies from which modern telecommunica- GETTY/ALLAN BATTER the milanese Exhibition will bring in more than twenty million visitors, who will be presented with the face of an Italy ready for the challenges of the third millennium

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V I TA I TA L I A N A dedicata alle mostre di carattere storico e artistico e un’altra dedicata ai trasporti e all’industria. Le due aree erano collegate da una ferrovia elettrica sopraelevata della lunghezza di poco più di un chilometro, che offriva la sensazione di essere già nel futuro. Qualche anno dopo, nel 1911, l’Italia era diventata l’ottavo Paese al mondo per livello di industrializzazione. Tra le città del nord, Torino era particolarmente adatta per ospitare una nuova Expo. La città rappresentava infatti l’idea di modernità ed europeismo che pervadeva il Paese: il suo Politecnico era il più importante insieme a quello di Milano e la città era la sede principale dell’industria della meccanica di precisione e dell’automobile, con la FIAT che si era ormai imposta come la più importante fabbrica del settore. Lo sforzo per allestire l’Esposizione di Torino del 1911 impiegò quattromila operai al lavoro su un’area di più di un milione di metri quadrati in cui vennero presentate le maggiori conquiste della tecnologia, capaci di attrarre sette milioni di visitatori. I padiglioni delle nazioni ospitate furono allestiti su entrambe le sponde del fiume Po, collegate da un’avveniristica teleferica. L’Italia si sentiva ormai pronta a far parte dei paesi che contavano, proiettata verso il futuro, ma l’ascesa del fascismo e la grande guerra portarono all’annullamento dell’Esposizione che avrebbe dovuto svolgersi nel 1942 a Roma. I cantieri, iniziati nel 1937 sotto il regime fascista vennero comunque terminati nel secondo dopoguerra e gli edifici dell’EUR hanno lasciato in eredità a Roma un nuovo quartiere, privo però della retorica imperiale che avrebbe voluto attribuirgli Mussolini. Occorrerà attendere il 1961, centenario dell’unità, per una nuova Expo italiana. L’Esposizione ebbe luogo per la seconda volta a Torino, diventata città simbolo del miracolo economico italiano. Nei padiglioni di Torino 1961 vennero presentate le tecnologie da cui sarebbero derivati i sistemi di telecomunicazione moderni e illustrate funzionalità di vera e propria domotica, che prospettavano la possibilità di spegnere il forno a distanza oppure regolare il frigorifero componendo un numero di telefono: in pratica un embrione dell’Internet delle cose e delle applicazioni installate sugli smartphone moderni. All’Expo 1961 venne presentata inoltre la calcolatrice che rispondeva in quattro lingue a centinaia di domande, anticipatrice dei software di assistenza vocale presenti oggi sui principali sistemi operativi mobili di ultima generazione. Dopo l’Esposizione torinese l’occasione per una nuo- 13

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