Italiana n.1

 

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Think global, live italian

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SPECIAL ISSUE o c to b er/d ecem b e r 2 01 4 NUMBER 1 Twe et i n g und e r t h e st ars LUCA PA R M I TA N O GA B R I E L E S A LVATO R E S The first collective novel written by italians ITALY IN A DAY

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CONTENTS SOMMARIO 4 5 Editor’s Letter Lettera dell’Editore PA S S I O N E I TA L I A N A 112 113 116 117 120 121 125 125 132 133 136 137 140 141 144 145 148 149 154 155 Maradona Yesterday and Today Maradona Ieri e Oggi Baggio vs Ronaldo Baggio vs Ronaldo To Go Beyond Andare Oltre Venaria Reale La Venaria Reale Herbert Von Karajan Herbert Von Karajan Lang Lang Lang Lang Italian Oil Petrolio Italiano The Football Scrapbook L’Album dei Ricordi His Highness Parmigiano Reggiano Sua Eccellenza il Parmigiano Reggiano Wine, an Italian Story Vino, una Storia Italiana 207 207 210 211 216 217 222 223 226 227 231 231 234 234 240 241 FA N TA S I A I TA L I A N A Divergent Pages Pagine Divergenti The Fantastic Stories of Tex La Fantastica Storia di Tex Archetypes in the Era of Cross-Media Gli Archetipi nell’Era della CrossMedialità The Art of the Games and the Games that Become Art L’Arte del Gioco e il Gioco che Diventa Arte The Startup Boom Il Boom delle Startup The Lady and the Pied Piper La Signora e il Pifferaio Magico La Cenerentola La Cenerentola The Italian Fashion, an Ageless Art La Moda Italiana, Arte Senza Età V I TA I TA L I A N A 8 9 14 14 18 19 26 27 33 24 38 39 44 45 48 49 54 54 58 59 60 61 Italians, One Day Italiani, un Giorno Perfectly Unique Existences Esistenze Perfettamente Uniche Can Cities Be Recycled? Riciclare Città? Tweeting Under the Stars Twittando Sotto le Stelle Football Matters Il Calcio Conta Expo 2015 Expo 2015 The Forgotten Sense of Words Il Senso Dimenticato della Parola SOS Scuola SOS School ALS: the “Early Diagnosis” SLA: Diagnosi Precoce Stop to the Italian Sounding Stop all’Italian Sounding The Mirrors Within Us Gli Specchi che Abbiamo Dentro C R E AT I V I TÀ I TA L I A N A 162 163 166 167 171 171 177 177 180 181 187 187 191 191 194 195 198 199 202 203 Andrea Camilleri, Unvenerable Master Andrea Camilleri, Invenerabile Maestro Small Screen, Big Glamour Piccolo Schermo, Grande Glamour The Sacks of Burri in the Shadow of Saint Francis I Sacchi di Burri all’Ombra di San Francesco The Return of Calligraphy and the Rediscovery of the Pure Gesture Il Ritorno della Calligrafia e la Riscoperta del Gesto Puro Florence’s Workshops Le Botteghe Fiorentine Mimmo Rotella Mimmo Rotella The Software of Softwares is Italian Il Software dei Software è Italiano The Fashion House of Good Taste L’Atelier del Gusto Francesca of Rimini Francesca da Rimini Cultured Music in Italy Musica Colta in Italia 248 249 254 255 261 261 265 265 268 268 270 271 276 277 280 280 294 294 A N I M A I TA L I A N A A Pope for All Il Papa di Tutti The Third Man Il Terzo Uomo Italy: Immaginary Beauty Italia, la Bellezza Immaginaria Gibellina, Mute Singer of Man, for Man Gibellina, Cantrice Muta dell’Uomo per l’Uomo The Cuisine of the Soul La Cucina dell’Anima Tito Gobbi Tito Gobbi Calabria’s Enchantments Incanti Calabri Suggestions Consigli Save the Date Agenda B E LL E Z Z A I TA L I A N A 68 69 72 73 76 76 80 You’re Beautiful Sei Bellissima Like Her No One Ever Come Lei Nessuna Mai Simply Very Beautiful Semplicemente Bellissimi Basilicata: the Excellence of the Past and the Innovation of the Present 81 Basilicata: l’Eccellenza del Passato e l’Innovazione del Futuro 86 One Day in Milan 87 Un Giorno a Milano 88 Langhe, a UNESCO World Heritage Site 90 Langhe, Patrimonio Mondiale 92 Turin’s Metamorphosis 93 La Metamorfosi di Torino 94 Venice’s la Fenice 95 La Fenice di Venezia dell’UNESCO 98 Glimmering Stars of the Great Bear 99 Vaghe Stelle dell’Orsa 104 Oh Bright Star that with Your Rays... 105 O chiara stella che co’ raggi tuoi... 2

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FA N TA S I A V I TA BELLEZZA C R E AT I V I T À PA S S IO N E ANIMA 3

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T H I N K G L O B A L , L I V E I TA L I A N 1

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E DI TO R ’ S L E T T E R Think global, live Italian. This is a summary of the publishing project which you have today in your hands. No one now can disregard a global view, for this reason we think that Italy can still represent an internationally unique style and a cultural model of consumption to which anyone can aspire. Ours is a country with great resources which is not always able to work in an integrated way; therefore, in the fragmented national scene, it seemed natural for the largest culture Company of the country to take charge to find ways, channels and language to promote the country and its talents with authority. Italiana is a project of Rai Com, the new trading company of Rai Group, which was formed specifically in order to enhance and promote the intellectual property rights of RAI worldwide and which can carry out its task to the extent that it will be able to communicate the excellence of the protagonists of this country. Italiana seemed to us, in its simplicity, the best name to be able to summarise the passion for excellence of the Italians. All disciplines to which we have always devoted our talents come in its pages (life, beauty, passion, creativity, imagination and soul). A magazine which aims to show a contemporary picture and awareness of Italy without tiresome smugness. Italiana, therefore, is the catalogue of the beauty and excellence of our country which is aimed towards those who love Italy, to foreigners who look to our country as a reference point for at least one of the many subjects in which we excel, to the Italians who honour it every day as citizens, before as professionals, but most of all it is dedicated to the protagonists of our excellence so that they do not feel alone anymore, but rather, the cutting edge of a country finally aware of itself. Italiana, therefore, wants to be an open window on a new perspective of creative Italy which will be made available periodically at no cost to the Italian and foreign professionals of Media, Tourism, Culture, Fashion and Institutions. Italiana, in its printed version, is only the first step in a cross-media project that will continue to evolve and improve with the contribution of all those who, inside and outside the Company, intend to raise the desire for Italy that has always conquered the world! Luigi De Siervo 4

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l e t t e r a d e l l ’ e di to r e Think global, live Italian. Questa è la sintesi del progetto editoriale che oggi avete tra le mani. Nessuno oramai può prescindere da una visuale globale, per questo riteniamo che l’Italia possa rappresentare, ancora a livello internazionale, uno stile unico e un modello culturale e di consumi a cui chiunque possa ispirarsi. Il nostro è un Paese dalle grandi risorse che non sempre riesce a fare sistema, per cui nel frammentato panorama nazionale ci è sembrato naturale che fosse la più grande Azienda culturale del Paese a farsi carico di trovare il modo, i canali, il linguaggio per promuovere con autorevolezza l’Italia e i suoi talenti. Italiana è un progetto di Rai Com, la nuova società commerciale del Gruppo Rai che è stata costituita proprio al fine di valorizzare e promuovere in tutto il mondo i diritti di proprietà intellettuale della Rai, e che potrà svolgere fino in fondo il proprio compito nella misura in cui sarà capace di comunicare l’eccellenza dei protagonisti di questo Paese. Italiana ci è apparso, nella sua semplicità, il nome migliore per riuscire a sintetizzare lo spirito degli italiani ad eccellere che, nelle pagine di questa pubblicazione, si declina in tutte le discipline a cui dedichiamo da sempre i nostri talenti (vita, bellezza, passione, creatività, fantasia e anima). Una rivista che intende mostrare un affresco contemporaneo e consapevole dell’Italia senza stucchevoli compiacimenti. Italiana, quindi, è il catalogo delle bellezze e delle eccellenze del nostro Paese ed è rivolta a chi ama l’Italia, agli stranieri che guardano al nostro Paese come punto di riferimento per almeno una delle innumerevoli discipline per cui ci distinguiamo, agli italiani che la onorano tutti i giorni come cittadini ancor prima che come professionisti, ma sopratutto è dedicata ai protagonisti della nostra eccellenza affinché non si sentano più soli, ma avanguardia di un Sistema Paese finalmente consapevole di sé. Italiana vuole dunque essere una finestra aperta su una prospettiva nuova dell’Italia creativa che sarà messa a disposizione periodicamente e in forma gratuita ai professionisti italiani e stranieri dei Media, del Turismo, della Cultura, della Moda e delle Istituzioni. Italiana, nella sua versione cartacea, rappresenta solo il primo passo di un progetto cross-mediale che continuerà ad evolversi e a migliorare con il contributo di tutti coloro che, dentro e fuori dall’Azienda, intendono far crescere la voglia di Italia che da sempre conquista il mondo! Luigi De Siervo 5

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VI TA 7

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V I TA I TA L I A N A I TA L I A N S , O N E DAY SYMPHONY OF VOICES FROM THE CROWD by Angelo Mellone 8

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V I TA I TA L I A N A I TA L I A N I , U N G IO R N O SINFONIA DI VOCI DAL CORO di Angelo Mellone 9

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V I TA I TA L I A N A What if Dante had had a Xd-Cam movie camera in his hand? And if Giambattista Vico had been able to use a webcam? If Vincenzo Gioberti or Manzoni had enjoyed digital editing? If Guicciardini or Machiavelli had had gigabytes of photo and video storage on hand? They would likely have recounted Italy and Italians differently from how they did. They would have in fact had a mountain of data and feedback available to them that was unthinkable for their time. Recounting a nation, as we know, is no easy matter. And recounting a country that is as complex, alive, layered, and parochial as ours – a nation where, rightly or wrongly, Count D’Azeglio said that Italians were “Italy’s worst enemies – can become a tangle so unsolvable as to become an impossible enterprise, or an act of hubris. Normally, there are two professional categories – let us call them that – that take-charge of this task: statisticians and sociologists on the one hand, and writers on the other. On the one hand, what prevails is the objectivity of data, the weighted analysis of factors, the factual analysis of figures that is translated into numbers, percentages, and statistical categories. In Italy, for example, it is ISTAT (Italian National Institute of Statistics) or Censis (Centre for social investment studies) that do jobs of this kind. There are also countless analyses devoted to investigating the quality of Italian civic culture, or the presence of “social capital” in the territories. These are highly precious working tools, because, in providing a photograph of tastes, consumption, income, and styles, they explain what Italians are today, perhaps by investigating the changes that took place with respect to the past. Writers, on the other hand – with this category also including journalists and their investigative work – choose the subjective profile, the nuance, the play in depth, the ability to get to the bottom in analyzing a phenomenon or a feeling. These two worlds rarely dialogue, and unfortunately opportunities for confrontation are quite rare. On the other hand, precisely to dig down into the deep sense of national belonging and Italian cultural 10

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v i ta i ta l i a n a Se Dante avesse avuto in mano una telecamera Xd- molto rare le occasioni di confronto. Cam? Se Giambattista Vico avesse potuto utilizzare Invece, proprio per scavare nel senso profondo una webcam? Se Vincenzo Gioberti o Manzoni aves- dell’appartenenza nazionale e dell’identità culturale sero goduto di montaggi in digitale? Se Guicciardini o italiana, questo lavoro di dialogo tra studiosi e scritMachiavelli avessero avuto gigabyte di memorie fo- tori andrebbe favorito e valorizzato. Soprattutto in un totelevisive a disposizione? Probabilmente, avrebbe- momento di crisi come l’attuale, quando – per citare ro raccontato l’Italia e gli italiani in modo diverso da un pezzo del New York Times di qualche anno fa – noi come l’hanno fatto. Avrebbero avuto a disposizione, italiani galleggiamo nell’«inverno del nostro sconteninfatti, una mole di dati e di feedback impensabile per to» e in una sorta di sentimento collettivo che lascia la loro epoca. davvero poco spazio a una proiezione ottimistica su Raccontare una nazione, lo sappiamo, non è cosa quello che ci aspetta nell’avvenire. semplice. Raccontare, poi, un Paese complesso, vivo, Capire gli italiani, e raccontarli, in fondo, non è solo un stratificato e campanilista come il nostro – quella atto rivolto a «coltivare e comunicare la memoria colnazione in cui, a torto o a ragione, il conte D’Azeglio lettiva» (Giovanni Bechelloni). Significa anche un atto diceva che gli italiani erano «i più di crescita individuale, un senso pericolosi nemici dell’Italia» - può più ampio e profondo dato alle diventare un garbuglio così inenostre singole esistenze di italici, stricabile da trasformarsi in un’ocittadini nel mondo radicati all’inc’è il respiro perazione impossibile o in un atto terno di una straordinaria e straprofondo di una di alterigia. tosferica tradizione culturale. Per nazione nelle Di solito sono due le categorie - dicomprendere oggi cos’è l’italianità inquadrature ciamo così - professionali, che cae come si manifesta nello stile di del film, nelle ricano sulle spalle questo compito: vita, nella forma mentis, nelle atstorie che cuce da un lato, gli statistici e i sociologi; titudini, nei comportamenti, nelle dall’altro, gli scrittori. Da una parte sedimentazioni del pensiero, nella a doppio filo vince l’oggettività dei dati, l’analisi visione del mondo. ponderata dei fattori, l’analisi fatAncora più affascinante è, sarebbe, tuale dei numeri che si traduce in la suggestione contraria: chiedere cifre, percentuali, categorie statistiche. In Italia, per direttamente agli italiani di raccontarsi. Se si potesse esempio, sono l’Istat o il Censis a fornire questo ge- creare un gigantesco database narrativo, avremmo nere di lavori. Ci sono, inoltre, fior di analisi dedicate a disposizione un romanzo corale, un mosaico in cui a indagare la qualità della cultura civica italiana o la ogni tessera è costituita dalla voce, dal volto, dalle presenza di “capitale sociale” nei territori. Strumenti parole di ciascun nostro connazionale. Le indagini di lavoro preziosissimi, perché spiegano, fotografan- Istat, a questo livello, sono utili ma non bastano, perdone gusti, consumi, redditi, stili, cosa sono gli italiani ché la fotografia oggettiva della nostra nazione – che oggi, magari indagando i cambiamenti che sono inter- ci fornisce macrocifre su ciò che noi siamo a livello di indicatori statistici – annichilisce per forza di cose il venuti rispetto al passato. Gli scrittori, invece - includendovi in questa categoria sedimento dell’individualità, indispensabile a comallargata anche i giornalisti e il loro lavoro di inchiesta prendere ciò che gli studiosi definiscono soggettività. - scelgono il profilo soggettivo, la sfumatura, il gioco Per questa ragione, l’esperimento del film Italy in in profondità, la capacità di andare a fondo nell’ana- a day (che io ho immaginato come una sorta di clilisi di un fenomeno o di un sentimento. Questi due ck-day della nostra fantasia narrativa), nato esatmondi dialogano raramente e sfortunatamente sono tamente dalla semplice richiesta degli italiani di 11

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there is the deep breathing of a nation in the film’s sequences, in the stories it knits togheter identity, this work of dialogue between scholars and writers should be fostered and enhanced, especially in a moment of crisis like the current one, when – to cite a piece from The New York Times from several years ago – we Italians are floating in the “winter of our discontent” and in a sort of collective sentiment that leaves truly little room for an optimistic projection of what we expect in the future. Basically, understanding the Italians, and recounting them, is not just an act aimed at “cultivating and communicating collective memory” (Giovanni Bechelloni). It also means an act of individual growth, a broader and deeper sense provided by our individual existences as Italics, citizens in the world rooted within an extraordinary and stratospheric cultural tradition. All in order to comprehend today what “Italianness” is and how it is manifested in lifestyle, in forma mentis, in aptitudes, in behaviours, in the sedimentations of thought, in the vision of the world. Even more fascinating is – would be – the converse suggestion: directly asking Italians to recount themselves. If a gigantic narrative database could be created, we would have a collective novel, a mosaic in which each tessera consists of the voice, the face, and the words of our countryman. At this level, ISTAT’s investigations are useful, but are not enough, because the objective snapshot of our country – which provides us with macro numbers on what we are at the level of statistical indicators – by the necessity of things annihilates the sediment of individuality, indispensable for understanding what scholars define as subjectivity. For this reason, the experiment of the film Italy in a Day (which I imagined as a sort of “click-day” of our narrative imagination), arising precisely from the simple request of Italians to speak of themselves through images, has an extraordinary value in terms of learning and photographing our collective well- or ill-being. Thus “Made in Italy” has become “Made by Italians.” One of the main characters – one of the hundreds of characters – in the film by Gabriele Salvatores is right: who knows what those who, in hundreds of years, will watch and in fact admire what his ancestors in the Bel Paese were like, will feel when they see this film. There is the deep breathing of a nation in the film’s sequences, in the stories it brings together and intertwines in the desire to transform so many small, individual stories into a collective canticle. A nation where one lives, goes around, prays, and loves in pursuit of uncertainty, and where, however, our age-old fatalism does not always make way for its closest manifestation: resignation. The small miracle achieved by the film is that, on this journey of Italians and among the Italians, over the 24 hours each of us, even someone who has not chosen to take part in this enormous enterprise, can recognize himself. If there had to be or if there could exist a collective novel written not by authors but directly by its protagonists, Italians now possess it. 12

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parlare di sé stessi tramite le immagini, ha una valenza straordinaria in termini di conoscenza e di fotografia del nostro ben-essere o mal-essere collettivo. Un “made in Italy” divenuto “made by Italians”. Ha ragione uno dei protagonisti del film di Gabriele Salvatores, uno dei tanti protagonisti: chissà cosa proverà vedendo questo film chi, tra centinaia d’anni, guarderà, anzi ammirerà come erano i suoi antenati nel Belpaese. C’è il respiro profondo di una nazione, nelle inquadrature del film, nelle storie che assomma e cuce a doppio filo con la volontà di trasformare tante piccole storie individuali in un cantico corale. Una nazione dove si vive, si gira, si prega e si ama all’insegna dell’incertezza, e dove però il nostro antico fatalismo non cede sempre il passo alla sua manifestazione prossima, la rassegnazione. Il piccolo miracolo compiuto dal film è che, in questo viaggio degli italiani e tra gli italiani, nelle ventiquattr’ore ognuno di noi è in grado di riconoscersi, anche chi non ha scelto di partecipare a questa gigantesca impresa. Se doveva o poteva esistere un romanzo collettivo scritto non da autori ma direttamente dai protagonisti, gli italiani ora lo possiedono. 13

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