Giornalino Ottobre 2015

 

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Giornalino della fraternità francescana Santa Maria di Gesù (Gancia) di Termini Imerese

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Anno XIV - n. 10 - Ottobre 2015 Le Famiglie illuminano il Sinodo di Dimitri e Ornella Lauretta di Agostino Moscato di Enzo Giunta di Federico Spalla pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 IN QUESTO NUMERO Testimoni di un SÌ … vivere per amare Sicilia “nascosta” di Nando Cimino La ricetta del mese pag.12 pag.13 pag.13 Si è tornati a scuola, alunni e docenti, … Una grande scoperta archeologica a … Questo è il mio comandamento: che vi … di Giulia Franco di diac. Pino Grasso di Mimmo Palmisano pag. 7 pag. 9 pag.10 di Mariella Campagna Da parte nostra … Grande successo per il “Tempo vacanze ... La famiglia secondo Papa Francesco In Fraternità … Notizie ed Avvenimenti di Ignazio Cusimano pag.14 di fra Salvatore Frasca ofm apa Francesco ha indetto l’Anno della vita di Speciale Consacrazione” in occasione del 50° anniversario della Costituzione Dogmatica “Lumen Gentium” sulla Chiesa dove, nel cap. VI, tratta dei Religiosi. Questo è l’Anno Santo che chiama a vivere il presente con passione, la memoria grata del passato e il proiettarsi verso il futuro con slancio e senza la pesantezza delle problematiche che gli stessi consacrati vivono nel tempo presente le quali non li rende liberi di esprimere la vita che lo stesso Signore ha voluto per loro. Ogni Ordine Religioso, ogni Congregazione e Istituto di Vita Apostolica è interpellato a P

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pag. 2 OTTOBRE 2015 verificarsi internamente per riscoprire la propria vocazione e, contemporaneamente, dar segno di conversione interiore perché la bellezza di Dio si riscopre anche nella purificazione della propria realtà. La Famiglia francescana ha colto l’occasione dell’invito del Santo Padre memore della scelta preziosa del suo Fondatore, Francesco di Assisi, che voleva obbedienza al “Signor Papa” anche quando quest’ultimo non la chiedeva come tale. La famiglia francescana, avendo celebrato da poco tempo gli 800 anni dalla sua fondazione, è già abituata a far memoria grata del suo passato, della bellezza dei ripetuti e nuovi doni che il Datore di ogni Bene ha concesso ad essa; a guardare il Serafico Padre e alla sua pianticella che è Chiara d’Assisi come un dono-albero piantato lungo corsi d’acqua, che è lo Spirito Santo dal quale germogliano sempre nuovi frutti di vita eterna ma deve, invece, metabolizzare l’idea che la misericordia che il Signore ha avuto verso essa passa attraverso il riconoscimento dei propri limiti e delle colpe commesse. La vita di speciale consacrazione parte dalla scelta di S. Francesco di Assisi di “seguire le orme del Signore nostro Gesù Cristo” (Cfr FF 4RnB 1,1) il quale desidera che i suoi discepoli lo seguano nella via di perfezione rinnegando se stessi assumendo la propria croce; questo stile di vita è il vertere costantemente a Gesù Consacrato al Padre ma con un taglio ben preciso: la vita fraterna. La fraternità ci caratterizza e Francesco d’Assisi assume questo particolare come dono del In Fraternità con Francesco Signore che nel suo Testamento riporta con particolare dedizione: “E dopo che il Signore mi dette dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del Santo Vangelo. Ed io lo feci scrivere con poche parole e semplicità e il Signor Papa me lo confermò” (2Test 14-14; FF116). Francesco d’Assisi, quando scrive il suo Testamento, non inserisce immediatamente questo brano, quasi a non volerlo mettere, sembrerebbe, tra le sue esperienze importanti e invece pur lasciando al primo posto il dono di Dio del fare penitenza o conversione, la fiducia alla Chiesa, l’invito ad onorare i misteri del Signore, inserisce la fraternità come caratteristica della speciale consacrazione che solamente coloro che la vivono nel dono di Dio, nella partecipazione all’obbedienza alla Chiesa e ai Misteri divini, possono consacrarsi pienamente. Francesco vive la sua adesione a Dio non come fattore personalistico tipico di chi non ha fede ma come una realtà comunitaria ad immagine della Trinità: Cristo, modello perfetto, è inserito in un contesto comunitario-fraterno ed esprime il suo amore al Padre con lo Spirito Santo. È un’esperienza diversa da quella del monachesimo benedettino dove l’amore a Dio è vissuto come relazione tra il Signore e la singola persona e che Francesco conosce bene ma non è quello che il Padre ha voluto per lui. Rispetto a Benedetto da Norcia, Francesco ha una comprensione diversa della vita Consacrata e la vuole nel contesto fraterno perché l’Altissimo gli ha rivelato questo indicandogli che il vivere doveva essere secondo la forma del Vangelo. Da sempre la famiglia francescana si è battuta per garantire questo dono di Dio ai singoli suoi membri. Come francescani abbiamo vissuto la separazione più volte nel corso della storia nostra a causa della povertà ma una cosa è stata sempre chiara: sulla fraternità non si discute! È priorità assoluta per tutte le famiglie religiose o degli istituti secolari di ispirazione francescana. Il carisma della vita di speciale consacrazione è questo: vivere secondo la forma del Santo Vangelo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità dove la fraternità diventa la vitalità, la forza, la qualità e il garante di questa scelta così singolare per la nostra vita. Non si nega la turbolenza che da essa scaturisce e che, a volte, crea più disagi che serenità ma è anche vero che lì si gioca il nostro essere pienamente degni del Regno dei Cieli.

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 3 argomento della famiglia è giudicato da Papa Francesco così cruciale che all’assemblea Generale Straordinaria di ottobre 2014, farà seguito l’Assemblea Ordinaria del Sinodo (Ottobre 2015), dedicata allo stesso argomento che, «maggiormente rappresentativa dell’episcopato», dovrà individuare adeguate linee pastorali operative. L’argomento è giudicato quindi della massima importanza, ma Papa Francesco vuole che sia oggetto di un ampio dibattito prima di fare scelte pastorali che potrebbero anche essere innovative. La Chiesa si riunirà, quindi, per un’assemblea sulla famiglia e lo farà come Madre impegnata a sostenere tutti i figli di Dio, nessuno escluso, Madre premurosa che accoglie i propri figli amorevolmente, anche quelli che faticano nel cammino della fede. Già nella 14a Assemblea dei vescovi dello scorso anno sono stati fissati i pilastri su cui dialogare e confrontarsi: “l’ascolto”, il “Vangelo della famiglia” e le prospettive pastorali. La famiglia è stata redenta da Cristo (Ef.5, 2132), restaurata a immagine della Santissima Trinità, mistero da cui scaturisce ogni amore. Un grande desiderio di famiglia, come icona della Trinità, è avvertito dai giovani; questo loro desiderio servirà a contagiare il mondo che li circonda, sostenuti dall’amore che già vivono nella loro famiglia, amore che richiede umiltà, povertà e coraggio. Poniamoci tutti in atteggiamento di apertura su tut- LE FAMIGLIE ILLUMINANO IL SINODO L’ to quanto verrà detto e lasciato in eredità da questo prossimo incontro ecclesiale, soprattutto su quel che riguarda le prospettive pastorali a cui attenersi. Le famiglie siano esse stesse soggetti attivi della pastorale familiare, fondata su valori evangelici e non solo su norme dettate dalla gerarchia ecclesiale. La famiglia è la sorgente di ogni fraternità, in essa si cresce, si sviluppa, si ama solo se si è docili all’azione dello Spirito Santo. Le nostre fraternità OFS siano, pertanto, luoghi di intensa preghiera per la proficua riuscita di un tale evento che la Chiesa sta per vivere. Tutte le fraternità si facciano “compagne di cammino” delle famiglie smarrite, così come il Cristo lo fu con i discepoli sulla strada di Emmaus … Interroghiamoci tutti, anche se non protagonisti diretti dell’assemblea, su quali sono le sfide della famiglia nel contesto socio-culturale in cui essa vive, soprattutto dove ci sono situazioni di fragilità e ferite e su come prendersi cura di particolari situazioni umane, alla luce del Vangelo. Dimitri e Ornella Lauretta

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pag. 4 OTTOBRE 2015 In Fraternità con Francesco SI È TORNATI A SCUOLA, ALUNNI E DOCENTI, COME È CAMBIATA? D al 14 settembre, con un caldo torrido, alunni e insegnanti sono tornati a scuola con la speranza che gli annunci fatti dal governo potessero dare un impulso determinante per un nuovo corso. Il Presidente del Consiglio Renzi ci ha bombardati per tutta l’estate con slogan sulla buona scuola, quando da tempo insegnanti, genitori e alunni hanno avanzato proposte di confronto per migliorare la qualità della scuola pubblica ma nessun Governo ci ha mai dedicato uno spazio di ascolto. Sicuramente l’investimento di tre miliardi nella scuola pubblica può essere una positiva inversione di tendenza, ma noi nutriamo forti perplessità che questo finanziamento sia finalizzato a innalzare i livelli di istruzione e di competenza di tutti gli alunni del Paese. Non vediamo all’orizzonte investimenti atti a contrastare le gravi diseguaglianze socio-culturali e territoriali che condizionano gli esiti scolastici, anzi con l’introduzione del meccanismo delle sponsorizzazioni questa forbice iniqua è destinata ad allargarsi sempre più. Di fatto non è cambiato molto. Vero è che circa centomila insegnanti sono stati immessi in ruolo ma a quale prezzo? Circa l’ottanta per cento deve lasciare la propria città perché l’immissione in ruolo è scattata essenzialmente nelle regioni del nord Italia. I soldi per la stabilizzazione degli insegnanti precari li pagano gli stessi docenti, intanto perché da sette anni non viene rinnovato il contratto a tutto il comparto scuola, poi perché ai neo immessi in ruolo non vengono pagati gli scatti di progressione della carriera. Ancora ci sono scuole che sono costrette a mettere trenta alunni in aule piccolissime e senza strumenti adeguati per una buona didattica. Noi crediamo che la scuola debba rispondere ai processi di cambiamento che investono il mondo contemporaneo e lavorare per una società inclusiva, ambientalmente sostenibile e fondata sulla conoscenza. Senza una buona scuola questo cambiamento non sarà possibile e non saremo in grado di affrontare le sfide che l’attuale crisi ci pone per andare a definire un futuro migliore. Siamo convinti che senza la partecipazione attiva dei soggetti che contribuiscono a rendere la scuola migliore e di tutti, nessuna riforma possa raggiungere questi obiettivi fondamentali per lo sviluppo del Paese. La consultazione sui temi della “Buona Scuola”, come dimostrato dagli stessi dati esposti dal Ministero, non ha coinvolto il Paese in quel dibattito che doveva essere capillare. È u na buona scuola quella che riesce a connettere i saperi e le conoscenze con le competenze. Bisogna investire nell’unitarietà del sapere dove le discipline sono lo strumento finalizzato alla conquista di competenze di cittadinanza, rafforzando la pratica laboratoriale e trasversalità disciplinare. La qualità della scuola non dipende solo dalla qualità del singolo docente, ma dalla capacità degli insegnanti a essere una comunità di ricerca capace di cogliere i bisogni dei ragazzi e del contesto territoriale, di innovare e condividere. È fondamentale puntare su edifici idonei ai nuovi bisogni didattici e sociali, sicuri, strutturati al fine di riqualificare con processi di partecipazione allargata ai soggetti della scuola e del territorio i luoghi dell’apprendimento. Tutelare il diritto allo studio con specifiche azioni finalizzate a colmare sperequazioni sia personali che territoriali riordino dei cicli ed innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni per dare ai ragazzi più tempo e qualità di crescita. Come sempre la scuola continua a funzionare grazie alla professionalità dei docenti con la collaborazione di genitori e alunni che continuano a credere nella scuola pubblica, la scuola di tutti e di ciascuno. Agostino Moscato

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 5 UNA GRANDE SCOPERTA ARCHEOLOGICA A TERMINI IMERESE T ermini Imerese si rivela, ancora una volta, uno scrigno pieno di gemme da scoprire e da ammirare. Nel recente passato si è trattato delle oltre diecimila tombe della piana d’Imera. Oggi è il turno dell’area cimiteriale paleocristiana e dell’annessa chiesa bizantina. Ma andiamo con ordine. Da tempo la città avvertiva l’esigenza di reperire nuovi spazi da destinare alle tante famiglie desiderose di realizzare la tomba ove seppellire i propri cari defunti. Esaurite le aree a nord, a sud, e a ovest dell’attuale cimitero, non restava che programmare l’ampliamento della struttura verso est, cioè verso il centro abitato. Decisione, questa, del tutto scontata, di cui l’Amministrazione comunale non poteva che prendere atto. E così fu. Pertanto, si diede incarico all’ufficio tecnico comunale di predisporre un progetto di massima per inserire l’opera nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche. In quella occasione, raccomandai vivamente che il progetto prevedesse il recupero e la valorizzazione della tomba monumentale ritratta da Jean Houel alla fine degli anni settanta del XVIII secolo, in un famoso acquerello che si conserva nel Museo di San Pietroburgo, in Russia. Dopo tutta una serie di complicazioni che hanno notevolmente attardato l’avvio dell’opera, da recente si è potuto aprire il cantiere. Ovviamente, trattandosi di area nota per l’esistenza di emergenze archeologiche, la competente Soprintendenza ai Beni Culturali ha disposto l’effettuazione preventiva di sondaggi. Il risultato è stato sorprendente, soprattutto per il rinvenimento delle mura perimetrali di una chiesa del VI secolo dopo Cristo, la cui esistenza era del tutto ignota. A questo proposito, non nascondo l’emozione che ho provato nel visitare gli scavi, quando la notizia dei rinvenimenti mi giunse all’orecchio. Credo di avere assaporato gli stessi sentimenti di commozione di Baldassare Romano e di Niccolò Palmeri quando, nel secolo XIX, furono solerti e attenti ricercatori delle antiche vestigia della città. Tornando all’argomento principale, ora si attendono le decisioni della Soprintendenza, che sta studiando i reperti. L’auspicio è che sia individuata una soluzione che non escluda la realizzazione della nuova area cimiteriale, di cui la città ha bisogno, salvaguardando le emergenze archeologiche più importanti: la tomba ritratta da Houel e la chiesa bizantina, in primo luogo. Infatti, queste realtà confermano il ruolo rilevante di Thermae nel contesto economico, sociale e politico siciliano a metà del primo millennio dopo la nascita di Cristo. A questo punto, una domanda sorge spontanea: queste “pietre” cosa rappresentano per la nostra città? Sono vincoli, limitazioni allo sviluppo, ovvero possono essere valide alternative al riscatto di un territorio “sedotto e abbandonato” dal miraggio della industrializzazione? La risposta è scontata, anche perché in più occasioni la problematica è stata affrontata, sottolineandone gli aspetti peculiari. Diciamo subito che una realtà come la nostra non può vivere soltanto di turismo culturale, anche perché non dispone delle infrastrutture ricettizie necessarie, in primo luogo un adeguato numero di posti letto. Vero è, infatti, che occorre fare sinergia con altri comparti del turismo, su cui la nostra città può puntare: il Parco archeologico di Imera, le terme, il porto, l’area protetta del San Calogero. Ma anche il borgo medioevale di Caccamo, il parco delle Madonie, l’itinerario normanno di Cefalù, la splendida costa del golfo di Termini Imerese. Ma ciò è possibile soltanto se scende in campo la Regione, con i

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pag. 6 OTTOBRE 2015 suoi poteri e impiegando adeguatamente le risorse europee, per una valida attività di marketing in Europa e nel mondo. Infatti, esistono enormi potenzialità di flussi turistici dalla Germania, dalla Francia, dall’Inghilterra; ma anche dal Giappone, dalla Russia, dall’America e dalla Cina. Occorre far giungere loro il messaggio della vastità e rilevanza di siti archeologici, ambientali e monumentali ancora sconosciuti ai più, ma altrettanto affascinanti e carichi di storia rispetto ad altri maggiormente noti e frequentati. Termini Imerese, per esempio, custodisce una delle più importanti opere idrauliche del periodo romano: l’Acquedotto “Cornelio”, ancora oggi oggetto di studio e di ammirazione da parte di esperti internazionali. Oltre all’attività di marketing che dovrebbe curare, come detto, la Regione, è necessario che In Fraternità con Francesco nell’area imerese sorga una nuova imprenditoria moderna che sia crogiuolo di idee e di iniziative capaci di precorrere i tempi, che comunque dovrà essere sostenuta, in sede di avvio, con fiscalità di favore e finanziamenti agevolati. In questo campo potrebbe dare il suo contributo normativo e di stimolo anche l’Amministrazione comunale. Nel frattempo, impariamo a conoscere e difendere i gioielli di questo scrigno che è Termini Imerese e, a tal fine, un ruolo importante può svolgere la scuola, per un adeguato coinvolgimento dei giovani, affinché si preparino a diventare consapevoli amministratori e avveduti imprenditori. Enzo Giunta “QUESTO È IL MIO COMANDAMENTO: CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI COME IO HO AMATO VOI …” iorno 26 e 27 Agosto adolescenti e giovani della gioventù Francescana ci siamo ritrovati presso l’eremo di San Felice, un posto magnifico immerso nella natura che ha fatto riflettere tutti noi. È stato bello vivere nell’essenzialità proprio come Francesco ha fatto prima di noi, abbiamo affrontato e chiarito i dubbi e le perplessità che avevamo, parlando e confrontandoci. Abbiamo anche capito che un frammento del volto del nostro Signore Gesù, che tanto cerchiamo, si trova in ognuno di noi e solo aiutando l’altro o comunque stando con l’altro fratello lo possiamo trovare e amare. Questo ritiro ci ha fatto capire il vero significato della parola Fraternità che spesso confondiamo con la parola gruppo, infatti insieme abbiamo individuato le differenze fra un gruppo o comitiva e la Fraternità; una differenza importante è ad esempio il fatto che la Fraternità è formata da persone che hanno una vocazione o che comunque vengono chiamate dal Signore, la comitiva invece è formata da persone che si scelgono per volontà propria. Un momento fondamentale, che tutti ricorderanno di questo ritiro, è stata la Celebrazione Eucaristica che abbiamo celebrato di notte in mezzo alla natura intorno al fuoco, questo è stato uno dei momenti secondo me più emozionanti. G Alla fine di questo ritiro, come nel campo scuola di due anni fa, abbiamo sperimentato un piccolo momento di deserto, dove ognuno in solitudine ha meditato sulla tematica affrontata durante il ritiro in compagnia di nostro Signore. Abbiamo poi vissuto un altro momento importante, ovvero quello della condivisione fraterna. Questa esperienza mi ha fatto vivere concretamente quanto espresso nel versetto del Vangelo di Giovanni 15,12: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi...” È questo l’insegnamento che porterò nel mio cuore per sempre. Federico Spalla

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 7 “TESTIMONI DI UN SÌ … VIVERE PER AMARE 20 – 23 Agosto, MELILLI envenuti amici, noi viviamo qui. Tutti noi ci aiutiamo, si è così. Tutto ciò che è mio adesso è anche tuo. Andiamo! Noi siamo la tua famiglia, fratello, sorella e figlia, è grande dare agli amici, ci farà felici, è questa la vita. Noi siamo la tua famiglia, benvenuto in famiglia. Adesso è la tua famiglia. Sei con noi. È invincibile, inconfondibile l’amore che c’è in noi, è un legame forte, che non si spezza mai …». Su queste parole di un canzone del cartone animato Koda, Fratello Orso inizia il Convegno regionale per gli araldini 2015. Ed io, Giulia, anche quest’anno mi trovo immersa in questa fantastica storia degli araldini. Un anno un po’ particolare: ho seguito gli araldini fino a dicembre 2014, perché l’anno 2015 ha riservato per me, forse, qualcosa di più grande, da dover tristemente rinunciare alla formazione di queste piccole gioie! Nonostante tutto ho voluto e desiderato accompagnare questi 15 araldini in questa meravigliosa avventura: Elena, Matteo, Marianna, Sarah, Nicasio, Anthony, Monica, Gaetano, Gabriella, Greta, Anita, Desireè, Agnese, Maria e Chiara. Ma non sono da sola! Con la mia simpatia e 1000 rimproveri, ci sono la premura e l’amore “di nonna” Gerlanda, i comandi e le risate di Fabio, la determinazione e i selfie di Antonio, l’attenzione e l’arte culinaria di Antonella e Lucia. Insomma c’è proprio tutto in valigia! E noi siamo pronti per partire!! Il nostro viaggio inizia di buon mattino, su un treno diretto a Catania carico di 21 magliette blu, euforici per il viaggio in treno e per quello che ci aspetta. Arrivo a Catania Centrale alle ore 10.25. Arrivati a destinazione? No! Noi animatori abbiamo pensato a 3 ore di attesa con giochi e canti, ammirati dai passanti viaggiatori. Ecco arrivare intorno alle 13 altri 2 animatori: una carica di allegria, Elena, e una smisurata timidezza, Francesco. Altre 2 fraternità, Bronte e Paternò si uniscono al nostro viaggio verso Melilli. Ad attenderci al convento dei frati cappuccini di Melilli ci sono «B le fraternità di Ragusa, Santa Lucia del Mela, Siracusa, Augusta e Solarino. La scoperta di questo convegno è stata graduale, accompagnati da Koda e Kenai, protagonisti del cartone animato “Koda, fratello orso”, i nostri piccoli hanno assaporato la bellezza dell’amicizia, dell’unione, di cosa significhi essere strumento, uno strumento per gli altri “nell’essere testimoni credibili e che, per poterlo essere concretamente, il primo passaggio da fare è conoscersi e mettersi allo stesso livello dell’altro per essere capaci di fare scelte che siano veri atti d’amore”. E anche Gesù ce lo ricorda, grazie anche al brano del vangelo di Matteo che ci ha aiutato a riflettere in questi giorni. «Tutto quello che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me» (Matteo 25, 40). Ogni giorno del convegno è stato un susseguirsi di emozioni, di conoscenza, di gioie. Fra Alberto, assistente Regionale Araldini, con la sua immensa simpatia ha aiutato i piccoli araldini a capire chi è Gesù per loro. Una persona, un amico che deve accompagnarci durante il giorno nelle nostre attività quotidiane, che non ci abbandonerà mai. Ci ha guidato nei momenti di catechesi, ma anche in un momento particolare ed importante, per noi animatori e per gli araldini, l’Adorazione Eucaristica serale. In un clima di rispettoso silenzio ci siamo raccolti davanti Lui per adorarlo e riflettendo sull’Amore, come si vive per Amore! Ciascuno di noi è stato creato per amore e per amare. La nostra prima vocazione è l’Amore. Amore vicendevole, amore per il prossimo, amore senza paura. Come Kenai ha scelto di vivere accanto al

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pag. 8 OTTOBRE 2015 fratello orso, che aveva bisogno di lui, così anche noi siamo chiamati a donarci al fratello che ha bisogno di amore, così leggeva la guida che ci ha accompagnati in questo particolare momento. L’Amore non deve essere qualcosa di astratto per i bambini (e nemmeno per noi grandi), deve essere tangibile. L’amore è condivisione, l’amore è rispetto. Come dimostrarlo se non con gesti, fatti e azioni concrete? Affinché possano farci diventare veri testimoni dell’Amore di Cristo, quell’amore che Lui stesso ci chiede, amando i fratelli più deboli, quell’amore verso il fratello escluso e preso in giro! Un gesto particolare vissuto durante l’Adorazione è stato spezzare il pane ai piedi dell’Altissimo e scambiare quel pezzetto di pane con il fratello che ci stava accanto. Il pane ha rappresentato quanto di più prezioso abbiamo, l’essenziale per la nostra vita. Ma questo gesto è stato un punto di partenza, così come abbiamo donato quel pezzetto di pane quella sera ai nostri fratellini, adesso noi siamo chiamati in tutta la nostra vita a donarci e a donare il nostro amore ai fratelli. Questo amore non chiede nulla in cambio, ma ti riempie lo stesso il cuore. Ed è quello che sento ogni volta che mi dono a queste piccole pesti. Si, sono vivaci, frenetici, instancabili, ma io non potrei mai stancarmi di loro, della loro allegria e spontaneità che giorno dopo giorno mi hanno regalato durante questo convegno! Un ultimo importante gesto vissuto dagli araldini, che è anche stato il mandato, è stato lo scambio del totem, figure di animali di argilla che hanno rappresentato la gioia, la luce, la speranza, la fede, l’unione, il perdono, tematiche viste e affrontate anche dal cartone. Ancora una volta gli araldini hanno imparato a condividere percorsi che loro stessi hanno realizzato, con l’altro, anche In Fraternità con Francesco con un araldino che non conoscevano. Giorno 23 arriva in fretta e gli araldini devono tornare a casa… E come ogni opportunità, il convegno ha lasciato grandi emozioni e nuove amicizie tra gli animatori e gli araldini, tanto da far scivolare qualche lacrima l’ultimo giorno. Momenti come questi mi fanno ricordare un brano delle Fonti che mi colpisce particolarmente: “Com’era ardente l’amore fraterno dei nuovi discepoli di Cristo! Quanto era forte in essi l’amore per la loro famiglia religiosa! Ogni volta che in qualche luogo o strada, come poteva accadere, si incontravano, era una vera esplosione del loro affetto spirituale, il solo amore che sopra ogni altro amore è fonte di vera carità fraterna. Ed erano casti abbracci, delicati sentimenti, santi baci, dolci colloqui, sorrisi modesti, aspetto lieto, occhio semplice, animo umile, parlare cortese, risposte gentili, piena unanimità nel loro ideale, pronto ossequio e instancabile reciproco servizio” (FF 386). Il solo amore che è sopra ogni altro amore, questo è quello che mi dicono gli araldini, anno dopo anno. Ed io, per quel che posso, lo dono a loro, cercando di essere loro d’esempio in ogni circostanza, di essere libera da ogni pensiero quando sono con loro. Il distacco dopo ogni esperienza è la parte più brutta, ma ciò che lo rende dolce è il sapere che “l’incontro con l’altro” è dietro l’angolo che ti aspetta!! Vorrei ringraziare la commissione araldini per il loro amore e pazienza nella preparazione dell’evento, la loro disponibilità e attenzione. Fra Alberto, per i momenti forti che ci ha regalato e che mi sono stati d’aiuto e carica personale, all’equipe cucina per la loro instancabile pazienza nel cucinare per più di 100 persone, alla mia fraternità locale, frati, OFS e Gi.Fra. per il loro aiuto e le loro preghiere, agli animatori che, con me, hanno vissuto questa esperienza sempre unica (Antonio GRAZIEEE!!). Un grazie ad Elena, che, con me, vive per la seconda volta questa esperienza, da lei traggo molti insegnamenti e modi per avvicinarmi ai bambini; la sua gioia e la sua spontaneità mi hanno regalato grandi emozioni. Un grazie a Lui che mi sostiene e mi guida e che da 4 anni mi chiama a servire la mia fraternità nella formazione dei più piccoli. Buon cammino a tutti! Giulia Franco

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 9 GRANDE SUCCESSO PER IL “TEMPO VACANZE DEL GREST” A BAGHERIA V acanze gratuite per 150 bambini del quartiere e provenienti anche da altre zone della città per tre settimane, grazie alla solidarietà i tanti benefattori che regalano la merenda, le bibite e quanto occorre per i giochi. È stato possibile grazie al “Tempo d’estate Grest”, rivolto a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, organizzato dai frati francescani della parrocchia di Sant’Antonio che quest’anno ha avuto come tema: “Tutti a tavola, non di solo pane vive l’uomo”. “Rispetto a quella tradizionale – dichiara il parroco della parrocchia fra Tindaro Faranda (nella foto, a centro piscina con un piccolo sulle spalle) - questo è un modo diverso di fare catechesi. I bambini sono maggiormente coinvolti, si divertono, giocano e soprattutto non li perdiamo di vista durante il periodo estivo”. A guidare le varie attività giornaliere, un gruppo di animatori della “Gioventù francescana” parrocchiale che seguono i bambini in tutte le iniziative che vanno dalla spiegazione del Vangelo, alle rappresentazione teatrali, ai laboratori, ai giochi di squadra e ai momenti di preghiera. “Non è la prima volta che svolgo l’attività di animatrice in occasione del Grest afferma l’animatrice Silvana Colombo - tra le attività che abbiamo svolto, quelle che hanno interessato maggiormente i nostri bambini sono stati i lavori manuali. Abbiamo infatti insegnato loro a fare il pane e i biscotti, facendo veicolare il messaggio della condivisione”. Ma l’attività che piace svolgere di più ai bambini è senza dubbio la piscina che è stata realizzata all’interno del giardino parrocchiale. “Io non ero mai andato al mare - racconta un piccolo ospite del Grest - i miei genitori non mi hanno mai portato prima d’ora. Mi piace nuotare e schizzare l’acqua in faccia ai miei compagni”. Per entrare in piscina vengono rispettati i turni stabiliti in precedenza dai bagnini. Il momento clou dell’estate sarà la festa della famiglia in programma questa sera, durante la quale i piccoli insieme con i genitori saranno protagonisti di una giornata molto intensa, all’insegna della condivisione e con uno spettacolo teatrale. I momenti più belli del Grest sono stati immortalati in un video che è stato proiettato nel giardino del convento. “È stata una esperienza esaltante - racconta il volontario Gaetano - sono stati giorni indimenticabili accanto non soltanto ai bambini, ma anche ad alcuni genitori con i quali abbiamo condiviso tutti questi momenti”. Diac. Pino Grasso

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pag. 10 OTTOBRE 2015 In Fraternità con Francesco “LA FAMIGLIA SECONDO PAPA FRANCESCO” Cari lettori, questo mese continuiamo con le catechesi che il Santo Padre rivolge ai fedeli convenuti in Piazza S. Pietro alle Udienze del mercoledì. Ancora il Papa continua a parlare della famiglia e in modo particolare delle origini e dell’importanza del Sacramento del matrimonio facendo riferimento alle Nozze di Cana. Colgo l’occasione per ricordarvi che dal 4 al 25 ottobre, si svolgerà la XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. Vista la grande importanza dell’evento Papa Francesco ha invitato tutte le famiglie del mondo a pregare insieme a lui in Piazza S. Pietro giorno 3 ottobre dalle 18,00 alle 19,30. Per tutti coloro che non avranno la possibilità di essere in piazza S. Pietro quel giorno, il Pontificio Consiglio per la Famiglia (PCF) ha preparato una preghiera da recitare a casa tutta la famiglia riunita. Per avere maggiori informazioni, e avere il testo della preghiera nella comunità domestica in comunione con il Papa, potete rivolgervi a me (Mimmo 3392706997) oppure collegarvi al nostro sito www.ofstermini,weebly.com cliccando sull’immagine “Le famiglie illuminano il Sinodo” e scaricare il pdf. Mimmo Palmisano coppia, sia come famiglia – porta a rompere i leLa Famiglia - 12. Matrimonio (I) gami con sempre maggiore frequenza e rapidità, e Cari fratelli e sorelle, proprio i figli sono i primi a portarne le conseLa nostra riflessione circa il disegno originario di guenze. Ma pensiamo che le prime vittime, le vitDio sulla coppia uomo-donna, dopo aver considetime più importanti, le vittime che soffrono di più rato le due narrazioni del Libro della Genesi, si riin una separazione sono i figli. Se sperimenti fin volge ora direttamente a Gesù. da piccolo che il matrimonio è un legame “a temL’evangelista Giovanni, all’inizio del suo Vanpo determinato”, inconsciamente per te sarà così. gelo, narra l’episodio delle nozze di Cana, a cui In effetti, molti giovani sono portati a rinunciare erano presenti la Vergine Maria e Gesù, con i suoi al progetto stesso di un legame irrevocabile e di primi discepoli (cfr Gv 2,1-11). Gesù non solo una famiglia duratura. Credo che dobbiamo rifletpartecipò a quel matrimonio, ma “salvò la festa” tere con grande serietà sul perché tanti giovani con il miracolo del vino! Dunque, il primo dei “non se la sentono” di sposarsi. C’è questa cultura suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua del provvisorio … tutto è provvisorio, sembra che gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e non ci sia qualcosa di definitivo. fu un gesto di grande simpatia per quella nascente Questa dei giovani che non vogliono sposarsi è famiglia, sollecitato dalla premura materna di Mauna delle preoccupazioni che emergono al giorno ria. Questo ci fa ricordare il libro della Genesi, d’oggi: perché i giovani non si sposano? perché quando Dio finisce l’opera della creazione e fa il spesso preferiscono una convivenza, e tante volte suo capolavoro; il capolavoro è l’uomo e la don“a responsabilità limitata”? perché molti – anche na. E qui Gesù incomincia proprio i suoi miracoli fra i battezzati – hanno poca fiducia nel matrimocon questo capolavoro, in un matrimonio, in una nio e nella famiglia? È importante cercare di capifesta di nozze: un uomo e una donna. Così Gesù ci re, se vogliamo che i giovani possano trovare la insegna che il capolavoro della società è la famistrada giusta da percorrere. Perché non hanno figlia: l’uomo e la donna che si amano! Questo è il ducia nella famiglia? capolavoro! Le difficoltà non sono solo di carattere econoDai tempi delle nozze di Cana, tante cose sono mico, sebbene queste siano davvero serie. Molti cambiate, ma quel “segno” di Cristo contiene un ritengono che il cambiamento avvenuto in questi messaggio sempre valido. ultimi decenni sia stato messo in moto Oggi sembra non facile parlare del matrimonio dall’emancipazione della donna. Ma nemmeno come di una festa che si rinnova nel tempo, nelle questo argomento è valido, è una falsità, non è vediverse stagioni dell’intera vita dei coniugi. È un ro! È una forma di maschilismo, che sempre vuole fatto che le persone che si sposano sono sempre di dominare la donna. Facciamo la brutta figura che meno; questo è un fatto: i giovani non vogliono ha fatto Adamo, quando Dio gli ha detto: “Ma sposarsi. In molti Paesi aumenta invece il numero perché hai mangiato il frutto dell’albero?”, e lui: delle separazioni, mentre diminuisce il numero “La donna me l’ha dato”. E la colpa è della donna. dei figli. La difficoltà a restare assieme – sia come Povera donna! Dobbiamo difendere le donne!

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 11 In realtà, quasi tutti gli uomini e le donne vori coniugi deve oggi portare nuovi frutti. La testirebbero una sicurezza affettiva stabile, un matrimonianza della dignità sociale del matrimonio dimonio solido e una famiglia felice. La famiglia è venterà persuasiva proprio per questa via, la via in cima a tutti gli indici di gradimento fra i giovadella testimonianza che attrae, la via della reciproni; ma, per paura di sbagliare, molti non vogliono cità fra loro, della complementarietà fra loro. neppure pensarci; pur essendo cristiani, non penPer questo, come cristiani, dobbiamo diventare sano al matrimonio sacramentale, segno unico e più esigenti a tale riguardo. Per esempio: sosteneirripetibile dell’alleanza, che diventa testimonianre con decisione il diritto all’uguale retribuzione za della fede. Forse proprio questa paura di fallire per uguale lavoro; perché si dà per scontato che le è il più grande ostacolo ad accogliere la parola di donne devono guadagnare meno degli uomini? Cristo, che promette la sua grazia all’unione coNo! Hanno gli stessi diritti. La disparità è un puro niugale e alla famiglia. scandalo! Nello stesso tempo, riconoscere come La testimonianza più persuasiva della benediricchezza sempre valida la maternità delle donne e zione del matrimonio cristiano è la vita buona dela paternità degli uomini, a beneficio soprattutto gli sposi cristiani e della famiglia. Non c’è modo dei bambini. Ugualmente, la virtù dell’ospitalità delle famiglie cristiane riveste oggi un’importanza migliore per dire la bellezza del sacramento! Il cruciale, specialmente nelle situazioni di povertà, matrimonio consacrato da Dio custodisce quel legame tra l’uomo e la donna che Dio ha benedetto di degrado, di violenza familiare. fin dalla creazione del mondo; ed è fonte di pace e Cari fratelli e sorelle, non abbiamo paura di indi bene per l’intera vita coniugale e familiare. Per vitare Gesù alla festa di nozze, di invitarlo a casa esempio, nei primi tempi del Cristianesimo, quenostra, perché sia con noi e custodisca la famiglia. sta grande dignità del legame tra l’uomo e la donE non abbiamo paura di invitare anche la sua Mana sconfisse un abuso ritenuto allora del tutto dre Maria! I cristiani, quando si sposano “nel Sinormale, ossia il diritto dei mariti di ripudiare le gnore”, vengono trasformati in un segno efficace mogli, anche con i motivi più pretestuosi e umidell’amore di Dio. I cristiani non si sposano solo lianti. Il Vangelo della famiglia, il Vangelo che per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di annuncia proprio questo Sacramento ha sconfitto tutta la comunità, dell’intera società. questa cultura di ripudio abituale. Di questa bella vocazione del matrimonio criIl seme cristiano della radicale uguaglianza tra stiano, parlerò anche nella prossima catechesi.

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pag. 12 OTTOBRE 2015 In Fraternità con Francesco SICILIA “NASCOSTA” di Nando Cimino SCLAFANI BAGNI - LA CHIESA DI SAN GIACOMO T i spunta allo sguardo quasi inaspettata, seminascosta poco sotto la piazzetta principale del piccolo paese della nostra bella campagna siciliana. Nel vederla in abbandono ti viene quasi un colpo al cuore e subito pensi a quello che doveva essere la sua originaria bellezza, piccolo scrigno di arte, fede e devozione. Vicina ad un’altra chiesa ovvero quella di San Filippo, l’antico monumento, comunque ugualmente suggestivo se pur non più perfettamente stabile, è a tre navate e reca al suo interno diversi affreschi e pregevoli stucchi di scuola serpottiana eseguiti da vari artisti in epoche diverse. La chiesa ha origini incerte e pare se ne trovi traccia per la prima volta in un documento del 1573 allorché si parla della realizzazione proprio di taluni suoi affreschi; è da presumere quindi che la sua fabbrica possa essere stata iniziata in tempi ancor più antecedenti, forse addirittura nel tardo quattrocento allorché si diffuse in Sicilia proprio il culto per San Giacomo ovvero Giacomo di Zebedeo, uno dei dodici apostoli, detto il Maggiore. Il portale in pietra, bellissimo ed ancora praticamente intatto, fu invece probabilmente iniziato nella seconda metà del ‘600 e pare possa essere attribuito ad Antonio Barchi. La chiesa di San Giacomo a Sclafani Bagni è un altro dei tanti monumenti della nostra Sicilia “nascosta” che vale certamente la pena visitare. In qualche occasione mi è stato personalmente possibile farlo grazie alla disponibilità ed alla sensibilità di giovani volontari del posto dove mi son trovato a giugno in occasione della festa più importante per il paese ovvero quella dell’Ecce Homo patrono della piccola comunità sclafanese. A Sclafani Bagni, oltre che dalla A19 uscita Scillato, si giunge attraverso il vecchio circuito della mitica Targa Florio percorrendo, dopo avere superato l’abitato di Cerda, la non sempre agevole strada statale 120 che prima di portarvi al bivio che si inerpica poi verso il centro abitato sfiorerà un altro luogo abbandonato, ovvero gli antichi bagni termali a cui il piccolo centro di Sclafani deve in parte il suo nome.

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 13 LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, la ricetta che vi propongo in questo mese è un dolce friabile e gustoso, caratterizzato da un intenso sapore di burro e un delicato profumo di mandorle, la Tortionata. Provatela, è semplice e veloce da preparare. La Tortionata Ingredienti: 300 g di farina 00, 150 g di burro + q.b. per la teglia, 150 g di zucchero, 150 g di mandorle pelate, 1 uovo, 1 limone. Preparazione: Tritate grossolanamente le mandorle e passatele in forno o in padella per una veloce tostatura. Lasciatele intiepidire. In una ciotola mescolate l’uovo con lo zucchero. Aggiungete il burro ammorbidito, le mandorle e la buccia grattugiata del limone. Incorporate la farina e lavorate tutto con le mani fino ad ottenere delle grosse briciole. Stendete l’impasto con le mani in una teglia imburrata. Con i rebbi di una forchetta tracciate delle righe sulla superficie. Cuocete in forno caldo, a180 gradi, per circa 30 minuti. Ciao, al prossimo numero ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Sentite condoglianze alla famiglia del nostro amico Ignazio Teresi, deceduto il 12 settembre. Auguri al nuovo consiglio della Fraternità OFS “Madonna della Catena” di Termini Imerese, eletto domenica 27 Settembre. Sono stati eletti: Maria Salvà Birbanti confermata Ministro; Claudia Pecoraro Vice Ministro; Antonio Di Lisi, Francesco Rizzo, Francesco Alaimo, Angela Silvia e Francesca Schillaci Consiglieri. A loro un buono e proficuo lavoro al servizio dei fratelli. Auguri a fra Stefano Cammarata ofm e famiglia, per il matrimonio della sorella Giusi e il fidanzato Liborio, celebrato il 19 Settembre a Enna. Ci complimentiamo con Daniele Marsala, che ha vinto il 1° premio al concorso per una copertina del Bilancio Sociale di “Città in rete Termini-Madonie” Avvisi: • Il 4 ottobre, giorno della festa di San Francesco d’Assisi, è la prima domenica di ottobre e come è da tradizione alle ore 12.00 ci sarà la supplica alla Beata Vergine Maria di Pompei, preceduta dalla Celebrazione Eucaristica delle ore 11.00; • Il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Inviti: • “Coraggio … Partire per ricominciare!” Da questo mese riprendono le attività degli Araldini e della Gi.Fra. Come primo appuntamento si è deciso per ritrovarsi, dare il benvenuto e accogliere con gioia tutti i bambini e giovani che vogliono fare esperienza di fede nei nostri gruppi giovanili, di far festa tutti in piazza con giochi e animazione, venerdì 2 ottobre dalle 15.30 in poi. La giornata si concluderà con la Celebrazione Eucaristica alle ore 18.00 in Chiesa. Bambini e giovani, vi aspettiamo!!! • “Francesco … il poverello d’Assisi” Questo è il titolo dello spettacolo di Sand Art che l’artista Stefania Bruno ci proporrà sabato 3 ottobre alle ore 21,00 in piazza S. Francesco. Siamo tutti invitati a partecipare. Vi aspettiamo!!!

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pag. 14 OTTOBRE 2015 In Fraternità con Francesco • “Quale Fede per il nostro tempo … Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi” La comunità Francescana di “Santa Maria di Gesù” propone, ai giovani e agli adulti, un cammino di fede per approfondire il proprio essere cristiano, comprendere il senso del battesimo, l’appartenenza ad una comunità di credenti e scoprire il proprio ruolo nella Chiesa. Il cammino iniziale è formato da alcune catechesi su temi che vi permetteranno di comprendere meglio la realtà odierna, le fragilità e l’esigenza di una fede consapevole e nel contempo conoscere Francesco, la Fraternità dell’OFS per iniziare, eventualmente, un cammino di discernimento nell’Ordine Francescano Secolare o nella Gioventù Francescana. Gli incontri si svolgeranno da ottobre a dicembre, il venerdì alle ore 18.45, il primo incontro sarà venerdì 23 ottobre. Vi Aspettiamo da venerdì 23 ottobre Visitate il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Festa di Santa Rosa da Viterbo, Patrona della Gioventù Francescana Venerdì 4 settembre la nostra comunità, i Frati, l’OFS e la Gi.Fra. si è ritrovata per celebrare la festa di Santa Rosa da Viterbo, Patrona della Gioventù Francescana. Dopo la Celebrazione Eucaristica, il Guardiano fra Giacomo Reginella, e il Ministro della Fraternità OFS, Giusy Fusco hanno presentato il programma della prossima festa dei Santi Francesco e Chiara d’Assisi. “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi...” Questo è stato il tema del ritiro dei giovani adulti e adolescenti della nostra Fraternità Gi.Fra. I giovani, accompagnati e guidati da fra Agatino Sicilia e fra Stefano Cammarata, si sono ritrovati il 26 e 27 agosto presso l’eremo di San Felice, un posto magnifico immerso nella natura a pochi chilometri da Ventimiglia di Sicilia (PA). A pagina 6 abbiamo pubblicato una breve testimonianza di Federico Spalla, alla sua prima esperienza in Gi.Fra. dopo il cammino con gli Araldini. Carissimi, fratelli e sorelle dell’O.F.S., si ricomincia Da questo mese riprendono tutte le attività. Come primo incontro ci ritroveremo tutti: professi, formandi e iniziandi dell’OFS, lunedì 12 ottobre alle ore 17.30 per la Celebrazione del Vespro; alle ore 18.00 la Celebrazione Eucaristica; a seguire presentazione del programma annuale. Ottobre 2015 Saccuzzo Sebastiana Volpe Federica Infantino Salvatore Milone Gaetana Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno giorno 1 2 6 11 12 12 Lo Coco Maria Calderone Francesca Cozzo Felice Marsala Agostino Rocca Antonina Lo Bello Giancarlo giorno giorno giorno giorno giorno giorno 14 19 21 23 23 26 Aglieri Rinella Gatto Ignazia Calderone Antonina

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2015 pag. 15 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI OTTOBRE 2015 Dall’1 al 3, ultimi 3 giorni della Novena in onore dei santi Francesco e Chiara d’Assisi Giovedì Venerdì 1 2 ore 17.30 Celebrazione dei Vespri ore 18.00 Celebrazione Eucaristica “Coraggio … Partire per ricominciare!” ore 15.30 Animazione e giochi in piazza per bambini 6-13 anni ore 17.30 Celebrazione dei Vespri ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 18.00 Celebrazione del Transito di San Francesco e preghiera per l’inizio del Sinodo sulla famiglia presiederà fra Alberto Marangolo Ministro Provinciale OFM di Sicilia Accensione della lampada votiva da parte del Sindaco di Termini Imerese Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia Celebrazioni Eucaristiche: al Monastero S. Chiara ore 7.30 in Convento ore 8.30 - 10.00 - 11.00 - 17.00 ore 12.00 Supplica alla B. V. Maria di Pompei ore 18.15 Processione con i simulacri dei Santi Francesco e Chiara al termine Celebrazione Eucaristica (alle ore 20.00 circa) Inizio attività della Fraternità OFS ore 17.30 Celebrazione del Vespro, a seguire l’Eucarestia e l’incontro “Quale Fede per il nostro tempo … Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi” ore 18.45 Catechesi per giovani e adulti, in Chiesa Sabato 3 Domenica 4 Lunedì Venerdì 12 23 In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIV- n. 10 - Ottobre 2015 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Salvatore Frasca, Dimitri e Ornella Lauretta, Agostino Moscato, Enzo Giunta, Federico Spalla, Giulia Franco, diac. Pino Grasso, Nando Cimino, Mariella Campagna.

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