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osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza politica allo studio una road map per il rientro dei tecnici nel cup economia la nuova pietra filosofale per trasformare i rifiuti in risorsa welfare nel futuro previdenziale la parola d ordine è «autonomia integrativa» territorio il collegio di bologna dà la luce alla basilica di santo stefano conciliazione la giustizia veloce dai 5 anni di un tribunale è la durata media di una causa civile ai non più dei 4 mesi previsti per il procedimento di mediazione e al volante della nuova macchina possono sedersi anche i periti industriali ecco come prendere la patente anno 2 n ° 2 marzo aprile 2 0 11 larivistadeiperitiindustriali do a ss ie r pa s g icu 29 re zz a
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sommario 2-3 editoriali politica 4 55ª assemblea dei presidenti unire:esercizidideclinazione separatiincosa non scherziamo sul bene comune dacci oggi il nostro sapere quotidiano ci daranno questo benedetto 5 16 professioni convergenze parallele 20 verso un anagrafe immobiliare 48 radicali liberi cosa può fare lo stato per le casse cosa possono fare le casse per se stesse seilmattonediventavirtuale economia 10 aaa mediatore cercasi 50 l arte del riciclo 62 opificiumrisponde non si può tassare due volte la stessa cosa laviadellaconciliazione dallediscaricheaigiacimenti 64 lettere al direttore vogliamo dare la scossa 29 dossier nasce una nuova sicurezza 30 le parole chiave professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coordinatore valerio bignami vicecoordinatore andrea breschi carlo castaldo roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo radi gianni scozzai progetto grafico alessandra parolini illustrazioni luca corbellini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati piazza della croce rossa 3 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.00.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it immagini imagoeconomica fotolia cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso angelo devalenza giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri chiuso in redazione il 15 aprile 2011 semplificazione innovazione competenza donatoceglie alfiopini fabio dattilo raffaeleguariniello lasicurezzachevogliamo 34 le interviste 38 il manifesto dei periti industriali welfare 42 eventi adepp nonsolopensioni ilwelfaredidomani?probabilmentemisto 56 previdenza complementare territorio 26 filantropia emiliana fiatlux cnpi commissione stampa stefano esposito coordinatore riccardo barogi carlo castaldo giuseppe guerriero ugo merlo costantino parlani maurizio tarantino componenti eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente umberto maglione michele merola andrea santo nurra consiglieri tipografia poligrafica ruggiero srl zona industriale pianodardine avellino anno 2 n 2 registrazione tribunale di roma n 60/2010 del 24 febbraio 2010
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editoriali i due convegni di torino e roma rispettivamente con i vigili del fuoco e con il ministero dell economia hanno chiarito il valore delle proposte dei periti industriali in materia di sicurezza non scherziamo sul bene comune incontro svoltosi a torino il 19 marzo scorso sulle nuove procedure in materia antincendio e la presentazione del software sul fascicolo del fabbricato tenutasi a roma il 24 marzo scorso hanno rappresentato due momenti altamente significativi ed emblematici rispetto all atteggiamento che la nostra categoria assume quotidianamente nei confronti della società e del bene collettivo se volessimo sintetizzare in poche parole l essenza che i due eventi hanno espresso potremmo affermare che nel corso del primo è stata affermata la «volontà consapevole e responsabile» di sostituirsi agli organi della pubblica amministrazione nel certificare e controllare una molteplicità di attività dal punto di vista della sicurezza in generale e di quella più strettamente legata alla prevenzione incendi in particolare nel secondo evento è stato materializzato uno strumento di controllo e verifica del patrimonio immobiliare al fine di mantenere il grado di efficienza originario e prevenire eventi traumatici e produttivi di ingenti danni materiali e perdite di vite umane troppe volte ed in alcuni casi a ragione i professionisti vengono accusati di perseguire e rivendicare tutele finalizzate ad un interesse corporativo utilizzando il concetto di «bene comune» per consolidare spazi professionali esclusivi e meramente utilitaristici sul fronte dell autocertificazione e quindi del ruolo sostitutivo che il professionista opera nei confronti di una pubblica amministrazione sempre meno in grado di assolvere alle funzioni autorizzative e di controllo si sono consolidati due atteggiamenti di segno opposto il primo esogeno al mondo della professione di coloro che sostengono che l autocertificazione non è altro che uno strumento per aumentare il «potere esclusivo» dei professionisti che così possono liberamente determinare le azioni da realizzare e perseguire e soprattutto commisurare discrezionalmente i compensi economici corrispondenti il secondo endogeno di coloro che invece non vogliono assumersi l onere della responsabilità che 2 l una certificazione comporta rifugiandosi comodamente nell atto burocratico della pubblica amministrazione che suggella provvedimenti e procedure spesso con caratterizzazioni meramente formali in riferimento invece alla pervicacia e determinazione che la nostra categoria ha messo in campo per affermare l adozione obbligatoria del fascicolo del fabbricato per tutti gli immobili l accusa efferata che principalmente confedilizia ha cercato di sostanziare e rivolgerci è quella di aver voluto utilizzare eventi disastrosi per «inventare» uno strumento con contenuti puramente burocratici finalizzato solo a creare lavoro a buon mercato sulle spalle dei proprietari di case già così fortemente penalizzati dal regime fiscale e dai molteplici oneri a cui sono continuamente sottoposti con estrema semplicità in tutte le sedi ed occasioni abbiamo dimostrato non solo l inconsistenza delle argomentazioni accusatorie ma principalmente l irresponsabilità di avversare uno strumento veramente efficace nel prevenire eventi disastrosi e volto all affermazione della cultura della prevenzione e manutenzione tanto carente nel nostro bel paese torino e roma a pochi giorni di distanza e nel cuore delle celebrazioni dei 150 anni dell unità d italia hanno rappresentato due momenti in cui la categoria dei periti industriali all unisono ha affermato di volersi assumere con professionalità la responsabilità di essere attore nel lento ma fruttuoso cammino della crescita della consapevolezza che la sicurezza nella propria abitazione nei luoghi di lavoro nelle scuole nei luoghi di ricreazione e svago costituisce il principale obiettivo che deve ispirare il nostro essere progettisti direttori dei lavori collaudatori o consulenti una consapevolezza che supportata dalla professionalità ed esplicata da un continuo processo di formazione crea un etica di servizio che proponendosi non come una normale insegna formale ma come un imperativo quotidiano sostiene il nostro essere professionisti per il bene comune continuamente tesi a perseguire un sogno di serenità e felicità per la collettività intera marzo aprile
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editoriali qualcuno gregory bateson sosteneva «continuiamo a fare ricerca e a riflettere su problemi d ogni sorta come se un giorno potessimo attingere il pensiero che ci renderebbe liberi» certamente il famoso epistemologo inglese ma anche antropologo sociologo psicologo ecc aveva in mente quella strana condizione nella quale versano le discipline umanistiche sempre ad arrovellarsi sulle medesime questioni e sempre con la presunzione di risolverle una volta per tutte non è questa però la dimensione della tecnica nella quale operiamo dove appare invece scontata una condizione del sapere come un work in progress al quale non sarà mai possibile sottrarsi questa consapevolezza una volta di più è emersa con convinzione quando abbiamo affrontato il tema della formazione continua nel corso della 55ª assemblea dei presidenti che abbiamo tenuto a torino il 18 marzo scorso a proposito un plauso al collegio e al suo presidente sandro gallo per la memorabile accoglienza riteniamo che a questo punto non sia più rinviabile una normativa specifica che sancisca il diritto/dovere di un aggiornamento costante nell ambito delle professioni tecniche in primo luogo per una tutela del cittadino ma poi per puntare sull unica risorsa che ci può far riemergere dalla stagnazione nella quale il paese si sta impantanando il sapere delle tecniche deve trovare una sua giusta declinazione nelle tecniche del sapere per restituirci quella libertà di operare che è la condizione decisiva per un reale rilancio dell economia forse non ci renderà definitivamente liberi come auspicato nei rovelli dei filosofi ma sicuramente più forti dacci oggi il nostro sapere quotidiano appresenta certamente un passo avanti il via libera dell aula del senato alla possibilità per i liberi professionisti di avere pensioni più adeguate con un aumento del contributo integrativo versato dai clienti mostra la sensibilità di quasi tutto il mondo politico rispetto alle vere esigenze della previdenza privata e mostra la tenacia di antonino lo presti primo firmatario del disegno di legge approvato il 5 aprile scorso d altra parte il testo ora andrà in terza lettura alla camera da cui era arrivato una manciata di mesi fa perché il senato ha apportato dei piccoli cambiamenti che devono essere ratificati da un nuovo passaggio parlamentare dunque per l approvazione finale c è almeno ancora uno scalino vero è che tutti i soggetti coinvolti dicono si tratti di una mera formalità ma intanto lo stop and go riservato al disegno di legge fino ad oggi potrebbe ricominciare perché ad ogni lettura sembra nascano perplessità o precisazioni spesso francamente di dettaglio contando tra l altro che di questa proposta se ne parla già almeno dal 2006 ma l approvazione del provvedimento lo presti non significa solo una pensione più congrua ma anche sostenere politiche di qualità della vita liberando risorse che fino ad adesso sono state accantonate in un fondo di riserva senza che potessero essere toccate dentro quel contributo con un tetto massimo del 5 ci può stare non solo una pensione più robusta ma anche servizi per un migliore tenore di vita in terza età qui bisognerà operare un altro sforzo culturale e preparare non solo un salvadanaio più pingue per i nostri 65 anni ma anche una serie di assistenze come i paesi scandinavi hanno già sapientemente attuato a partire dagli anni ottanta marzo aprile r ci daranno questo benedetto 5 3
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politica 55ª assemblea dei presidenti unire esercizi di declinazione di benedetta pacelli snellimento e razionalizzazione del sistema delle professioni tanto auspicato dal ministro della giustizia angelino alfano farebbe chiarezza anche rispetto alle competenze che suddivise in ambiti otto o dieci potranno garantire una piena e forte specializzazione tra le diverse aree con limiti di competenze verticali solo per opere straordinarie ovviamente se per tagliare questo traguardo l azione della politica è fondamentale non si deve sottovalutare anche quella che può mettere in moto la categoria stessa intensificando sempre più l azione del nuovo corpo sociale creato con il cogepapi che dovrà diffondersi in maniera ancora più capillare in tutte le regioni d italia del resto tutte le strade vanno battute perché il rischio che la riforma delle professioni inciampi di nuovo nelle liti della maggioranza esiste anche se c è qualche apertura «sappiamo» ha dichiarato ancora jogna «che la commissione giustizia fisserà un termine per presentare gli emendamenti al testo di base di riforma depositato nella stessa commissione questo vuol dire che qualcosa torna a muoversi almeno in parlamento visto che l annuncio del governo e nello specifico del ministro della giustizia angelino alfano di presentare un disegno di legge ad hoc in materia sembra definitivamente tramontato il progetto cnpi sulla mediazione civile e commerciale entrata in vigore in via obbligatoria lo scorso 21 marzo fatta eccezione per le liti condominiali e gli incidenti stradali e nautici la mediazione civile è vista da tutti i periti industriali come un opportunità da non lasciarsi sfuggire specie in questo momento di crisi economica in questo senso jogna ha ricordato le intese siglate dal cnpi con tre enti formatori accreditati presso il ministero della giustizia per la preparazione dei futuri periticonciliatori e anche l avvio delle procedure per la costituzione di un proprio organismo di conciliazione l obiettivo è infatti quello di diventare una struttura di riferimento per tutti i periti industriali che ottengano il titolo da un punto di vista organizzativo come ha spiegato jogna «stiamo anche vagliando la possibilità di consentire lo svolgimento dell attività di mediazione dell organismo centrale anche a livello periferico costituendo un network ad hoc formato dai diversi collegi provinciali» il cnpi garantirà ogni forma di supporto a tutti i collegi provinciali che vogliano costituire un proprio organismo di mediazione del resto ha precisato jogna «tutti sono a conoscenza del grande disagio che deriva dall impossibilità di arrivare marzo aprile on solo riforma delle professioni ma anche mediazione civile formazione obbligatoria nuovi modelli organizzativi per la professione fino ad una rete per le professioni intellettuali sono stati questi i temi oggetto della 55ª assemblea dei presidenti che si è svolta a torino lo scorso 18 marzo e ha visto la partecipazione di 77 collegi per una rappresentanza di circa l 86 dell intero territorio nazionale attenzione puntata dunque sull annoso tema della riforma delle professioni in particolare sul testo base targato siliquini rispetto al quale la commissione giustizia dovrebbe fissare un termine per la presentazione degli emendamenti ma si è discusso a lungo anche sulle novità offerte dalla mediazione civile entrata in vigore lo scorso 21 marzo della quale tutti i presidenti hanno condiviso le opportunità soprattutto in questo momento di crisi e poi ancora due novità portate all attenzione dei rappresentanti dei collegi provinciali la possibilità di rendere obbligatoria la formazione continua mettendo a punto un sistema ad hoc e la necessità di pensare a nuovi modelli organizzativi per la professione fino all ipotesi di creare una rete tra più professioni il disegno di legge siliquini in stand-by la rappresentanza del territorio quindi ha risposto numerosa ma ha anche confermato nuovamente un appoggio pressoché unanime rispetto alla linea intrapresa dai vertici di categoria e l obiettivo di andare verso l ordine dei tecnici laureati triennali è di nuovo stato ribadito del resto come ha sottolineato il presidente del cnpi giuseppe jogna aprendo i lavori il panorama non è dei più rosei c è la necessità di restare a concorrere in un mercato che ha sicuramente il numero più elevato di professionisti tecnici rispetto a qualsiasi altro paese europeo e di restarci evitando come molti vorrebbero di scivolare nel terzo livello di competenze in questo senso basti pensare alle diverse interpretazioni che sono state date rispetto ai titoli rilasciati dai nuovi istituti tecnici c è chi ritiene che saranno sufficienti per l esercizio delle professioni ma in realtà non è così l unico riferimento ha precisato ancora il numero uno dei periti industriali resta la formazione universitaria triennale o in alternativa l istruzione tecnica superiore che però dovrà essere articolata su un triennio va da sé che l unica soluzione per sciogliere tutti i nodi irrisolti resta la casa comune per i laureati triennali questo contenitore metterebbe finalmente chiarezza alla nuova posizione dei professionisti di i livello rispondendo anche efficacemente a quei principi di 4 n
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la convention dei collegi dei periti industriali con diversi volti nuovi tenutasi a torino in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell unità d italia non solo fa il punto sulla riforma delle professioni ma propone una propria linea d azione per cogliere l opportunità offerta dall entrata in vigore degli organismi di conciliazione e si apre il dibattito per una rete tra le professioni tecniche in tempi ragionevoli a dare giustizia ai cittadini nei contenziosi civili siamo testimoni di quanto può durare una causa per una divisione patrimoniale ad esempio così come la soluzione di contenziosi di condominio o di incidenti stradali una giustizia che tarda anche decenni non è giustizia ecco perché abbiamo accolto con grande favore l introduzione dell istituto della conciliazione obbligatoria e siamo pronti per organizzare un nostro organismo specifico che possa essere un punto di riferimento per tutti i periti industriali» formazione continua la strada obbligata tra i temi portati all attenzione dell assemblea c era poi quello della formazione continua i periti industriali è stato ricordato sono stati tra i primi ad introdurla con un regolamento ad hoc nel 2004 modificato poi l anno successivo ma al di là di provvedimenti specifici che stanno comunque orientando in quella direzione ordini e collegi sono le stesse direttive nazionali ed europee a spingere in questo senso la marzo aprile direttiva qualifiche 36/05 sottolinea come «data la rapidità dell evoluzione tecnologica e del progresso scientifico l apprendimento durante tutto l arco della vita è particolarmente importante per particolari professioni» e tutte le proposte di riforma delle professioni contemplano l obbligatorietà della formazione continua se quindi l impostazione generale è condivisa allora ha spiegato jogna forse si potrebbe pensare di riformare il regolamento introducendo un sistema premiale riconoscibile per gli effetti positivi che deve contenere un sistema sanzionatorio che non sia punitivo ma riconoscibile per gli effetti culturali che deve contenere e un modello di certezza pubblica del riconoscimento dell assolvimento dell obbligo il modello organizzativo per la professione secondo il numero uno del cnpi c è la necessità di pensare ad un nuovo modello organizzativo della professione perché quello tradizionale è entrato in crisi soprattutto nella competizione internazionale a partire da qui 5
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politica 55ª assemblea dei presidenti il nostro principale obiettivo è di rendere i professionisti milanesi e in generale quelli lombardi fortemente connessi con il tessuto produttivo della regione oltre poi a rafforzare la sinergia con i tecnici dell area intermedia con i quali abbiamo sempre avuto ottimi rapporti ci stiamo ponendo un obiettivo ancora più ambizioso vogliamo fare un salto di qualità e portare i nostri iscritti a una « roberto de girardi certificazione di competenze uniformandoci ai criteri della normativa internazionale secondo noi è questo ora l ostacolo da superare saremo così in grado di certificare ancora meglio il nostro lavoro e i periti industriali saranno considerati sullo stesso piano degli ingegneri europei nel quadro di riferimento della legislazione comunitaria presidente del collegio di milano e lodi ho da sempre espresso la mia contrarietà al coordinamento con i geometri e i periti agrari siamo tre professioni radicalmente diverse tra loro che avrebbero difficoltà a darsi degli obiettivi comuni basti pensare che mentre i geometri si occupano principalmente di edilizia per noi le costruzioni rappresentano un attività marginale sarebbero inevitabili in caso di unione squilibri e dissidi credo che l unica alternativa sia costituita dal « roberto leveni modello organizzativo che si sono dati i professionisti tecnici britannici quella forma di organizzazione inquadrerebbe i periti industriali come corporate engineering collocandoli al livello medio con l aggiornamento professionale e la formazione continua avremo poi la possibilità di passare al livello superiore È l europa che viaggia in questo modo presidente del collegio di monza e brianza a mio giudizio bisognerebbe tenere conto delle differenze oggettive che esistono tra periti industriali e ingegneri credo che i periti industriali per trovare la loro corretta collocazione dovrebbero porsi come snodo di quel complesso sistema di discipline che è ormai diventata la tecnica interpretandone fino in fondo il momento «applicativo» in altre parole immagino che a partire da questo principio sarebbe opportuno dare 6 « pietro rotiroti spazio agli ingegneri per quello che riguarda la parte teorica ed inserire i periti in tutto quello che riguarda invece la fase pratica in questo modo entrambe le professioni potrebbero agire liberamente nel proprio spazio professionale senza intralciarsi ma anche senza escludere la possibilità di avviare forme di collaborazione là dove sia necessaria la più ampia cooperazione presidente del collegio di catanzaro marzo aprile
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secondo jogna bisogna riflettere sull organizzazione degli studi professionali con la consapevolezza che se l organizzazione della professione non va verso un sistema associativo o societario multidisciplinare probabilmente per i giovani non ci sarà futuro il network delle professioni regolamentate dopo rete imprese italia l alleanza siglata tra casartigia la mediazione è una straordinaria occasione e non deve essere assolutamente sprecata anche se credo che ci vorrà ancora un po per capirne gli sviluppi e vederne le effettive ricadute per quanto riguarda invece la formazione continua sono convinta della sua necessità è un punto imprescindibile per tutti i professionisti non si può però non ricordare un particolare aspetto della questione la formazione continua è « ni cna confartigianato confcommercio e confesercenti e la rete guidata da confprofessioni che mira alla rappresentanza unitaria delle attività intellettuali professioni regolamentate e non anche i periti industriali stanno riflettendo sull opportunità di unirsi in un progetto di più ampia portata e in attesa di entrare forse a far parte di un progetto più ampio i periti industriali hanno per ora messo in rete le forze già in campo attualmente cnpi eppi federperiti ed eureta mirna masina impegnativa non solo dal punto di vista economico gli inevitabili costi dei corsi ma soprattutto a causa del tempo che sottrae alla professione specie nel caso dei più giovani È normale che per un professionista appena abilitato che ha necessità di farsi strada nel mercato del lavoro e farsi conoscere dalla committenza tutto ciò possa rappresentare un handicap consigliere del collegio di bologna considero l entrata in vigore della mediazione civile e commerciale una stupenda opportunità di lavoro per i professionisti soprattutto in questo momento di crisi andrebbe colta immediatamente e non lo dico tanto per dire visto che ho già seguito il corso e sono pronta a fare la mia parte come deve essere pronto il collegio a fare la sua parte per offrire tutta l assistenza possibile agli iscritti in « manola meini questa nuova attività strettamente correlato alla mediazione credo che sia il tema della formazione professionale che per l appunto deve costantemente garantire l aggiornamento del professionista e la sua possibilità di partecipare alle innovazioni di sistema che via via vengono introdotte non si può oggi con il ritmo assunto dal progresso tecnologico rimanere fermi alle competenze acquisite ieri presidente del collegio di livorno « carlo prestipino sentiti colpiti a tradimento nel momento in cui il governo ha deciso di togliere gli incentivi per le energie rinnovabili e di privilegiare il nucleare questo significa toglierci l ossigeno e ogni possibilità di uscire dalla crisi economica ecco perché in questo senso esorterei il consiglio nazionale a fare la voce grossa e a puntare i piedi affinché gli incentivi vengano riconfermati presidente del collegio di enna 7 i problemi che si possono incontrare sul territorio e soprattutto sul nostro sono davvero tanti enna è una delle città più povere d italia e la professionalità dei periti industriali è messa a dura prova ecco perché secondo me bisognerebbe per esempio puntare su quello che offre il territorio in particolare le risorse naturali basti pensare alle risorse energetiche che in sicilia si trovano in abbondanza ad enna però ci siamo marzo aprile
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politica 55ª assemblea dei presidenti il cielo dei professionisti si tinge di rosa parla claudia bertaggia neoeletta consigliere nazionale del cnpi che promette di battersi perché le pari opportunità non restino solo uno slogan lasse 1961 claudia bertaggia è il nuovo consigliere nazionale del cnpi eletta in sostituzione di mauro grazia a sua volta chiamato alla presidenza del collegio di bologna la professionista romagnola è la prima donna ad essere eletta all interno della rappresentanza nazionale da quando è stata regolamentata la professione di perito industriale e promette non solo di far sentire finalmente! una voce femminile all interno di una categoria prettamente maschile ma soprattutto di utilizzare la lunga esperienza acquisita sul campo come dirigente di categoria iscrittasi nel 1983 al collegio dei periti industriali della provincia di ferrara la bertaggia è entrata a far parte del consiglio direttivo già nel biennio 1987-1989 mantenendo la carica fino al 1993 durante questo periodo ha assunto anche un incarico all interno del cup regionale comitato unitario permanente delle professioni dove ha ricoperto il ruolo di segretario ha poi cominciato nel biennio 19951997 a scalare le posizioni all interno del proprio collegio diventando prima consigliere segretario carica ricoperta per tre mandati consecutivi per assumere nel 2001 la carica di presidente che avrebbe mantenuto fino a marzo 2007 domanda consigliere dal collegio provinciale alla rappresentanza nazionale com è cambiata la prospettiva risposta direi che dovrebbe cambiare non di poco ma certamente se mi chiede una risposta ragionata dovrà attendere che conosca meglio il mio nuovo lavoro mi auguro in ogni caso che la lunga esperienza fatta in tantissimi anni sul territorio possa essere proficua per questa nuova avventura appena iniziata d una bella sfida in un momento non facile per la categoria r non solo perché io avverto anche di avere una doppia responsabilità la c su 750 consiglieri solo 23 sono donne e appena due sono alla presidenza di un collegio provinciale forse è arrivato il momento di dare battaglia per incrementare la nostra presenza all interno della categoria prima è quella di sostituire il consigliere mauro grazia la seconda è quella di essere la prima rappresentante femminile all interno del consiglio nazionale ad oltre ottant anni dalla regolamentazione della categoria d cosa sente di poter portare r innanzitutto la lunga esperienza che ho maturato in 25 anni di dirigenza nel collegio provinciale di ferrara ma soprattutto un obiettivo tutto nuovo per la mia categoria visto che proverò a far sentire la voce delle donne professioniste anche perché da un piccolo sondaggio fatto ho visto che su 750 consiglieri di tutta italia solo 23 sono donne e appena due sono alla presidenza di un collegio provinciale forse è arrivato il momento di andare nella direzione di incrementare la nostra presenza all interno della categoria d tornando ai temi caldi per i periti industriali come è vista nel suo territorio di appartenenza la nascita del coordinamento con i geometri e i periti agrari r nella provincia di ferrara non è ancora stato costituito ufficialmente un vero coordinamento con i geometri e i periti agrari però ci sono sempre stati contatti soprattutto con il collegio dei geometri con cui avevamo già costituito una fondazione ora si punta a stringere un alleanza con i periti agrari in ogni caso direi che il progetto di metterci tutti insieme come tecnici diplomati sia già condiviso nel mio territorio d e più in generale come vede l obiettivo di creare un ordine dei tecnici laureati r credo che rappresenti il naturale sbocco dei tecnici di primo livello certo non è facile e tutte le problematiche evidenti a livello nazionale credo si possano riscontrare anche nelle diverse realtà del territorio nazionale ma lavoreremo per questo marzo aprile 8
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marzo aprile 9
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economia aaa mediatore cercasi la via della conciliazione di guerino ferri cause civili pendenti presso i tribunali a giugno 2010 erano più di 5,5 milioni e a dare una mano potrebbero essere anche i periti industriali visto che la possibilità di diventare mediatori è offerta a tutti gli iscritti a un albo professionale ci è sembrato quindi doveroso proporre ai nostri lettori una guida ragionata a un attività che potrebbe rappresenmarzo aprile l 21 marzo comincia la primavera ma quest anno comincia anche qualcos altro che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe rappresentare per la giustizia italiana una nuova primavera È entrato in vigore infatti il dlgs 28/2010 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali si spera così di ridurre il peso delle 10 i
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ecco una breve e ragionata guida ad uso e consumo dei nostri iscritti nel caso in cui fossero intenzionati a percorrere la strada di chi sarà chiamato a favorire un accordo amichevole per la composizione di una controversia evitando alle parti in causa di finire in un aula di tribunale È un opportunità professionale da non scartare a priori soprattutto in un periodo nel quale le tradizionali fonti di lavoro appaiono non proprio copiose tare una buona opportunità per estendere il proprio raggio d azione in campo professionale come si svolge una mediazione l iter del procedimento è il seguente presentata la domanda presso un organismo di mediazione viene designamarzo aprile to un mediatore e fissato il primo incontro tra le parti che non può avvenire oltre quindici giorni dal deposito della domanda fatta la comunicazione alla controparte questa rimane libera di aderire o rimanere assente la mediazione si apre con una sessione congiunta durante la quale il mediatore dopo aver chiarito alle parti le finalità del procedimento cerca un accordo amichevole 11
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economia aaa mediatore cercasi per la definizione della controversia È chiaro che le parti possono essere assistite da una difesa tecnica ovvero da un avvocato tuttavia a salvaguardia dei principi ispiratori della mediazione civile il mediatore ha facoltà di allontanare gli avvocati se presenti ed ascoltare in sessioni separate alternativamente le parti questa tecnica è necessaria al fine di consentire alla parte di rappresentare le questioni e le relative criticità senza alcun condizionamento tentando di evidenziare gli interessi che le parti intendono soddisfare con la mediazione o con il processo e ciò nell economia del risultato dal momento che il mediatore tenterà di utilizzare gli elementi forniti disgiuntamente dalle parti opposte per formulare una proposta conciliativa se la conciliazione riesce il mediatore redige processo verbale sottoscritto dalle parti e dallo stesso mediatore se l accordo non è raggiunto il mediatore può formulare una proposta di conciliazione nel verbale contenente l indicazione della proposta si dà atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell art 116 comma 2 del codice di procedura civile dal punto di vista del risultato finale del procedimento l accordo conciliativo avrà efficacia se sarà omologato dal presidente del tribunale il quale è tenuto a verificare sia la regolarità formale sia il rispetto dei principi di ordine pubblico in sede di controllo sostanziale di legalità il conseguente verbale costituisce titolo esecutivo per l espropriazione forzata per l esecuzione in forma specifica oltre che per l iscrizione dell ipoteca giudiziale l accordo raggiunto anche a seguito della proposta del mediatore può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti o per il ritardo nel loro adempimento in ogni caso di mancato accordo all esito del processo civile se il provvedimento del giudice corrisponde interamente al contenuto della proposta conciliativa non accettata quest ultimo esclude la ripetizione delle spese della parte vincitrice che ha rifiutato la proposta relativamente al periodo successivo alla stessa e la condanna al pagamento delle spese processuali della parte soccombente riferite al medesimo periodo nonché al pagamento del contributo unificato il principio della riservatezza il procedimento di mediazione non è soggetto ad alcuna formalità ma è protetto da norme che assicurano alle parti del procedimento l assoluta riservatezza rispetto alle dichiarazioni e alle informazioni emerse tutte le dichiarazioni e le informazioni infatti che saranno acquisite nel corso del procedimento non potranno essere utilizzate in sede processuale e il mediatore sarà tenuto al segreto professionale su di esse esiste un dovere di riservatezza che incombe su coloro che svolgono la loro attività professionale o lavorativa presso l organismo rispetto alle dichiarazioni e informazioni comunque acquisite durante il procedimento di mediazione per il mediatore tale dovere si estende articolo 9 12 marzo aprile quando la mediazione è obbligatoria affitto di aziende contratti assicurativi bancari e finanziari diritti reali divisione e successioni ereditarie locazione e comodato patti di famiglia responsabilità medica e diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità obbligatorietà rinviata di un anno dal decreto «mille proroghe» 2011 condominio risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti
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comma 2 alle parti del procedimento rispetto alle dichiarazioni e alle informazioni che egli ha raccolto da ciascuna di esse durante le sessioni separate tenute il dovere di segretezza rispetto alle dichiarazioni rese separatamente può essere peraltro derogato dalle parti rientrando pienamente nella loro disponibilità negoziale in particolare le dichiarazioni e informazioni acquisite nel corso della mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avviato a seguito dell insuccesso della mediazione né possono formare oggetto di testimonianza in un qualunque giudizio il mediatore inoltre non può essere costretto a deporre sulle stesse dichiarazioni o informazioni davanti ad ogni autorità giudiziaria o di altra natura.quando il mediatore svolge sessioni separate con le singole parti non potrà rivelare alcuna informazione acquisita durante tali sessioni all altra parte la finalità della previsione propria di tutte le esperienze comparate a livello internazionale è quella di consentire alle parti di svelare ogni dato utile al compromesso senza timore che poi possa essere oggetto di un uso contro sé stessa i soggetti coinvolti si sentiranno e saranno liberi di manifestare i loro reali interessi davanti a un soggetto dotato di elevata professionalità ai fini dell attività conciliativa che porrà in essere il procedimento di mediazione come detto ha una durata non superiore a quattro mesi trascorsi i quali il processo può iniziare oppure proseguire se l accordo viene in essere durante l iter processuale o per le ipotesi ex commi 3 e 4 dell art 5 dlgs 28/2010 i costi della mediazione almeno la metà delle spese di mediazione deve essere corrisposta prima dell inizio del primo incontro di mediazione in difetto l organismo comunica la sospensione del procedimento e una volta intervenuto il pagamento il procedimento è riassunto secondo le modalità previste dal regolamento di procedura dell organismo questo periodo di sospensione non si scomputa dal termine di durata massima del procedimento di mediazione che non può essere superiore ai quattro mesi previsti dall art 6 dlgs n 28/2010 le spese di mediazione comprendono anche l onorario del mediatore per l intero procedimento di mediazione indipendentemente dal numero di incontri svolti e rimangono fisse anche nel caso di mutamento del mediatore nel corpo del procedimento ovvero di nomina di un collegio di mediatori di nomina di uno o più mediatori ausiliari ovvero di nomina di un diverso mediatore per la formulazione della proposta sono poi previste agevolazioni fiscali tutti gli atti infatti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall imposta di bollo e da ogni altra spesa tassa o diritto di qualsiasi specie e natura in particolare il verbale di conciliazione sarà esente dall imposta di registro sino all importo di 50.000 euro altrimenti l imposta è dovuta per la parte eccedente in caso di successo della mediazione le parti avranno diritto a un credito d imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all organismo di mediazione in caso di insuccesso della mediazione il credito d imposta è ridotto alla metà marzo aprile il punto la giustizia non si trova solo nei tribunali la mediazione fa parte dei cosiddetti «sistemi alternativi di risoluzione delle controversie» in inglese alternative dispute resolution adr la mediazione è alternativa rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria ma non ne preclude l accesso ci si può sempre rivolgere al giudice in pratica si ha mediazione tutte le volte che una terza persona neutrale organizzando incontri con e tra le parti in lite tenta di aiutarle a confrontare i propri punti di vista e a cercare con il suo aiuto una soluzione al conflitto che le oppone questo è possibile perché il mediatore possiede tecniche di negoziazione e comunicazione e può aiutare le parti ad individuare la soluzione della controversia in modo tale che possano venir soddisfatti nella maniera più ampia possibile gli interessi di entrambe sono forme di adr anche la negoziazione e l arbitrato 13
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