Inserto Donne Ad Alta Quota 2015

 

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Inserto Donne Ad Alta Quota 2015

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DONNE AD ALTA QUOTA FONDAZIONE MARISA BELLISARIO Le Protagoniste 2015 Premio Marisa Bellisario XXVII Edizione Mela d’Oro a FABIOLA GIANOTTI I.P. DISTRIBUITO CON IL SOLE 24 ORE RICERCA E CONVEGNO LA CORRUZIONE NON è FEMMINA QUOTE DI GENERE LA MELA ROSA NOTARIATO LA SCALATA DELLE DONNE

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Enel Official Global Partner 2

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DONNE AD ALTA QUOTA Le Protagoniste 2015 Premio Marisa Bellisario XXVII Edizione FONDAZIONE MARISA BELLISARIO 4 UNA PIATTAFORMA DI DIALOGO PER LE STRATEGIE FUTURE Editoriale di Lella Golfo 7 Giorgia E Martina, due ragazze che guardano al futuro di Marianna Madia 9 Un Premio e le sue emozioni di Maria Latella 12 IL PORTAFORTUNA PER IL NOSTRO FUTURO di Paola Saluzzi 13 UNA GRANDE ENERGIA, UN ENTUSIASMO CONTAGIOSO di Maria Concetta Mattei 15 La grande famiglia della Fondazione Marisa Bellisario di Safiria Leccese 17 DONNE AD ALTA QUOTA Premio Marisa Bellisario XXVII Edizione 24 Le PREMIATE 40 LA MELA ROSA 49 RICERCA E Convegno LA CORRUZIONE NON è FEMMINA 60 Convegno IL NOTARIATO: LA SCALATA DELLE DONNE 62 L’ORGOGLIO DELLA LEADERSHIP FEMMINILE intervista a Lisa Ferrarini Il valore della Tua adesione alla Fondazione Marisa Bellisario Le associate diventano parte attiva di un forte, autorevole e solidale network femminile. Condividono le innumerevoli iniziative della Fondazione Marisa Bellisario; partecipano ai tanti eventi promossi; ricevono asistenza nelle attività professionali; hanno l’opportunità di scambiarsi esperienze a livello nazionale e internazionale; usufruiscono di numerosi servizi e convenzioni; ricevono materiale informativo... in una parola, diventano Le Protagoniste! Per entrare a far parte della Fondazione occorre inviare il curriculum personale e professionale, che verrà sottoposto al vaglio degli organi competenti per l’approvazione. L’iscrizione comporta un contributo. La domanda di iscrizione comprensiva di curriculum vitae va mandata all’indirizzo info@fondazionebellisario.org o inoltrata attraverso il sito www.fondazionebellisario.org Fondazione Marisa Bellisario Ente morale per la promozione delle attività e delle carriere delle donne | ONG-Organizzazione Non Governativa Piazza Giuseppe Verdi, 8 - 00198 Roma Tel 06 85357628 Fax 06 874599041 info@fondazionebellisario.org www.fondazionebellisario.org www.leprotagoniste.org A cura di Marina Abbate e Federica Tagliaventi Hanno collaborato Rosanna Marchese e Giovanni Spinella Progetto grafico e impaginazione Studio Vitale Stampa Elcograf SpA

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UNA PIATTAFORMA DI DIALOGO PER LE STRATEGIE FUTURE di Lella Golfo, Presidente Fondazione Marisa Bellisario D onne ad Alta Quota è il tema della XXVII Edizione del Premio Marisa Bellisario. Nelle pagine a seguire raccontiamo le Mele d’Oro, l’eccellenza, il talento e la determinazione delle donne. Donne forti ed energiche che, ognuna nel proprio ambito, hanno costruito dalle fondamenta un successo importante per le loro aziende e per il nostro Paese. Sono imprenditrici, manager, professioniste, portatrici di un primato, alla guida di un’istituzione o di un ruolo di vertice. Ma sono anche donne ‘normali’, coraggiose e infaticabili lavoratrici. Basterà guardare le foto, gli occhi lucidi e i sorrisi raggianti, per cogliere la loro emozione, anche quella di una scienziata di fama mondiale come Fabiola Gianotti: la prima donna che guiderà il CERN, alla quale abbiamo voluto dedicare la copertina, così grata di essere protagonista di una giornata in cui non si celebrano solo le donne ma il loro talento! Ed è questo il quid del Premio Bellisario: l’emozione, la verità, la commozione… un traguardo raggiunto con la consapevolezza di rappresentare un modello e un esempio per tante giovani. Lo raccontano bene le parole pronunciate nel ricevere la Mela d’Oro; il bel discorso di una “premiante” d’eccellenza come il Ministro Marianna Madia; i “dietro le quinte” che abbiamo deciso di affidare alla penna di quattro brillanti giornaliste che ci trasmettono lo spirito autentico di una giornata tutta ‘particolare’ qual è il Premio Marisa Bellisario. Vi raccontiamo anche la novità di quest’Edizione: il Premio “Azienda Women Friendly”, frutto del lavoro e dell’impegno di una Commissione esaminatrice sempre più prestigiosa ma soprattutto appassionata e coinvolta. Un Premio che, da quest’anno e per il futuro, vuole riconoscere i meriti e le responsabilità delle Aziende affinché alle donne vengano garantite uguali opportunità di crescita e perché la maternità e l’indispensabile ruolo all’interno della famiglia non siano più un ostacolo alla loro carriera ma una ricchezza per l’economia e la società. A seguire parliamo delle nostre iniziative, dell'impegno e del lavoro degli ultimi mesi. A partire dai clamorosi traguardi della Legge sulle quote di genere: dal 26% di donne che oggi siedono nei CdA delle società quotate e controllate, al nostro primato in Europa fino agli effetti concreti del loro ingresso sulla governance. È proprio il caso di dire: quando la realtà supera le leggi! Per questo, abbiamo inviato ai Presidenti e Amministratori Delegati delle 226 società quotate l’Attestato di merito “Mela Rosa” per aver «recepito e condiviso la Legge 120/2011 valorizzando il talento femminile ai vertici». Le risposte delle Aziende sono state tantissime e di grande apprezzamento e tanta è stata l’emozione nel riceverle, ricordando la solitudine di quei momenti vissuti in Parlamento per una battaglia giusta. Una lenta ma inesorabile rivoluzione culturale che, grazie al nostro lavoro, continua inarrestabile. Sono certa che condividerete il mio pensiero nel leggere alcuni stralci delle lettere che abbiamo ricevuto. Il risultato, qualche anno fa impensabile, è di aver creato una vera classe dirigente, con la consapevolezza però che dobbiamo andare oltre. E lo faremo prossimamente, a Milano, durante gli Stati Generali indetti con tutte le donne dei CdA e le Componenti dei Collegi Sindacali. Il nostro obiettivo è confrontarci sulle strategie future e creare una piattaforma di dialogo per incidere sull’economia e la politica. 4

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Lella Golfo mentre riceve la Targa concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella E di donne e potere parliamo nel dibattito “La corruzione non è femmina”. Una provocazione utile per un confronto non scontato: se la corruzione è la vera malattia dell’Italia, è vero che le donne potrebbero esserne la medicina? Personalmente sono convinta di sì e non sono la sola. Lo pensa il Direttore Generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, lo confermano centinaia di studi e secondo la ricerca condotta per noi da Alessandra Ghisleri il 64.9% degli italiani crede che l’ascesa delle donne in posizioni di potere potrebbe migliorare lo stato generale della corruzione. Un parterre di veri esperti ha condiviso con noi le riflessioni sulle ragioni culturali, attitudinali o genetiche di un’evidente differenza di genere nei confronti dei fenomeni corruttivi e sul valore aggiunto delle donne nella battaglia contro la corruzione. Come sostiene il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Paola De Micheli «noi donne abbiamo un’interpretazione anticonformista del potere: per noi è lo strumento principale per operare trasformazioni, per lasciare a chi verrà dopo di noi un Paese, una società, un’istituzione, un’azienda migliori». E di potere continueremo a parlare, “provocando” e promuovendo iniziative costruttive, come il convegno “Notariato: la scalata delle donne”. A conclusione di questo ‘percorso’, ricordo l’appuntamento con Expo 2015 che ospiterà la XVI Edizione del nostro Seminario Internazionale Donna, Economia & Potere, il 2 e 3 Ottobre a Milano nel Padiglione Italia. “La scienza delle donne per cambiare il pianeta”: un titolo ambizioso per la più importante esposizione mondiale, in cui porteremo la voce e le idee delle “Donne ad Alta Quota”! 5

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L’ECCELLENZA È UN VALORE UNICO. POSTE VITA SOSTIENE IL PREMIO BELLISARIO. SOLUZIONI ASSICURATIVE DEDICATE ALLA PREVIDENZA, AL RISPARMIO, ALLA PERSONA. 6

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Giorgia E Martina, due ragazze che guardano al futuro di Marianna Madia, Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione come riconoscimento del Tuo impegno con la Fondazione Marisa Bellisario. Sono inoltre particolarmente lieta di essere qui con un’amica, con cui ho condiviso l’esperienza di parlamentare nella scorsa legislatura. Grazie della sorpresa che mi hai voluto fare scegliendomi per premiare con la Mela d’Oro le Neolaureate. er me, consegnare questo Premio da Ministro, vuole essere un incoraggiamento per il futuro di queste giovani. Il nostro impegno, come Governo, è quello di pensare a tutte le ragazze bravissime che si laureano e che sono ancora invisibili. Queste due brillanti neolaureate in Ingegneria Informatica e in Ingegneria Gestionale sono un esempio per tante ragazze italiane e ci spronano a continuare nel nostro impegno, anzi a fare ancora di più soprattutto per l’attuazione della riforma del mercato del lavoro. Solo così possiamo rendere trasparenti i canali che portano dal termine dei percorsi formativi all’ingresso nel mondo del lavoro. Dobbiamo fare sempre di più per creare opportunità di occupazione e fare dell’Italia quello che l’Italia merita, ovvero un grande Paese della conoscenza. “Sono molto felice di essere qui con Te, Lella, non solo per partecipare a questa importante manifestazione ma anche P e penso alla professione che Giorgia e Martina hanno scelto, fondata sull’innovazione e le nuove tecnologie, credo che il nostro Paese abbia più che mai bisogno di persone come loro. Anche nella Pubblica Amministrazione sono necessarie innovazione e tecnologia. Le tecnologie sono una grande opportunità per snellire la burocrazia perché consentono di rivoluzionare completamente il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione, in primis nel modo in cui il cittadino riceve i servizi e adempie ai propri doveri, poi nel modo in cui può usufruire e partecipare dei dati pubblici. Tutto questo non è soltanto modernità, è vera e propria democrazia, è lotta alla burocrazia. i giochiamo il buon esito della riforma della PA sullo sfruttare appieno le tecnologie che oggi abbiamo. Lo possiamo fare grazie alle tante donne, come Giorgia e Martina, che hanno intrapreso un percorso di studi molto impegnativo e che guarda al futuro”. S C “ Anche nella Pubblica Amministrazione sono necessarie innovazione e tecnologia. Le tecnologie sono una grande opportunità per snellire la burocrazia. 7

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Sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Donna Economia & Potere La scienza delle donne per cambiare il pianeta 2 ottobre FONDAZIONE MARISA BELLISARIO Seminario Internazionale XVI edizione Auditorium Giacomo Manzù - Centro Congressi Cariplo 3 ottobre Padiglione Italia Expo Milano 2015 Con il patrocinio di 8

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Un Premio e le sue emozioni di Maria Latella i comincia con Malika Ayane. Sul palco, voce dolcissima, forte presenza scenica. Canta la sua ultima hit “Blu”. Dedicata alle donne e in anteprima per le donne della Fondazione Bellisario, come spiega uno dei conduttori della serata, Federico Russo. Accanto a lui, un’emozionata Maria Concetta Mattei ricorda la sua “prima volta” alla conduzione del Premio Bellisario. Era il 2002. Benvenuti all’appuntamento con l’omaggio alla prima role model delle professioniste, manager e imprenditrici italiane, alla serata che da ventisette anni assegna gli ambitissimi Premi della Fondazione Bellisario. La sua Presidente siede in prima fila. Contenta e combattiva. Quale sia la tempra di Lella Golfo lo ricorda Antonio Catricalà, Presidente della Commissione esaminatrice del Premio Bellisario. «I criteri seguiti sono fedeli alle direttive di Lella Golfo. Vietate le raccomandazioni. Conta solo il merito. Tramite istruttorie e ricerche, abbiamo ora l’imbarazzo della scelta sulle donne meritevoli da premiare». i comincia subito dal territorio su cui concentrarsi di più nei prossimi anni, la formazione delle studentesse, incomprensibilmente lasciate preda del pregiudizio: le donne non capiscono la matematica, la fisica, le materie scientifiche, insomma. E la migliore testimonial di quest’incoraggiamento è, per la Commissione esaminatrice, la prima donna Direttore Generale del CERN, il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, inclusa nella Top5 delle donne più influenti al mondo: Fabiola Gianotti. S S «È un onore essere la prima donna alla direzione del CERN ma spero di non essere l’ultima. Il CERN in questo senso celebra la diversità» dice Gianotti. E aggiunge: «La conoscenza è un cammino senza fine. L’uomo non smetterà mai di esplorare e di apprendere. L’impegno per il Pianeta non può essere demandato a qualcun altro, ma deve essere l’impegno di ognuno di noi». Il suo viso, e il suo nome, sono diventati più familiari da quando finì sulla cover di “Time” per aver annunciato al mondo la scoperta del bosone di Higgs. «Su quella copertina c’ero io ma era un omaggio a tutti i ricercatori e al lavoro certosino che c’è dietro ai traguardi della scienza» spiega Lei, mostrando il tratto che la differenzia da tanti soggetti ego-riferiti. La premia Lella Golfo. La chiama “Signora dell’Universo e Regina della Fisica mondiale” e colpisce vedere che una delle scienziate più famose al mondo si emozioni, proprio come è successo a ciascuna di noi ricevendo la Mela d’Oro. riconoscimenti valgono in quanto, appunto, frutto di selezioni serie. E quando questo accade, ricevendoli ci si emoziona ancora. Perché non sono poi molte le occasioni in cui si va a cercare e premiare il talento femminile. Riconoscere il merito significa anche combattere il sistema delle raccomandazioni, degli aiuti sottobanco. Lella Golfo sostiene che «La corruzione non è femmina», e cita a sostegno di questa convinzione il sondaggio della Fondazione, secondo il quale il 64% degli italiani considera le donne meno corruttibili. I 9

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occa poi alle Mele d’Oro per l’Impresa. Lisa Ferrarini viene premiata da Bruno Vespa. Lei ricorda il padre, imprenditore e suo punto di riferimento. E il suo anno di formazione, con un lavoro da operaia. Ora è al timone del Gruppo Agroalimentare Ferrarini, la prima Presidente di Assica dopo 46 anni di egemonia maschile. Dopo di lei, è la volta di Giovanna Furlanetto, alla guida di Furla ma soprattutto Presidente della Fondazione che promuove e sostiene i giovani e la creatività italiana. È la più grande di sette fratelli, «Mai avuto molto tempo per sognare - racconta - ma sono sempre stata consapevole dell’importanza della conoscenza come fonte di bontà nella produzione. Osservare gli artisti è linfa vitale, soprattutto nel mondo della moda». E non è un caso che a consegnarle la Mela d’Oro sia Caterina Caselli. Maestra nel talent scouting. E infine, Francesca Lavazza. Non solo caffè, ormai, ma arte e design. Ispiratasi alle donne role model della sua famiglia, crede in un’azienda del futuro iper-connessa e globalizzata. Parla con fierezza del progetto ¡Tierra!, che interpreta il concetto di sostenibilità secondo Lavazza: un supporto alle comunità che si basano sulla produzione del caffè in Etiopia, Tanzania, Indonesia. lla solidarietà è dedicato anche il Premio Speciale a Suor Eugenia Bonetti, che con l’Associazione “Slaves no More” lotta contro la schiavitù. ontro l’accattonaggio e lo sfruttamento sessuale. Per 24 anni è stata in Africa e grazie alle donne africane ha imparato a inserirsi nel mondo della notte e della strada perseguendo la sua missione oggi in Italia. Prima che Gianni Letta le consegni il Premio, ci regala poche e saggie parole: «Se abbiamo i giovani senza futuro o esperienza, lo dobbiamo a ciò che noi stiamo seminando. Dobbiamo fare di più, far scoprire ai giovani la bellezza che hanno dentro». A intermezzare le premiazioni, si sorride con le battute di Katia Follesa. Ci si emoziona con Martina Giammarini, grande successo e finalista a Italia’s Got Talent 2015, diventata sorda a soli due mesi, oggi splendida ballerina, danza grazie alle vibrazioni che riesce a percepire. er la categoria Informazione, sale sul palco la mia collega di Skytg24, Paola Saluzzi, che da anni conduce lo spazio pomeridiano. «Volevo essere cantante lirica, ginnasta, pattinatrice sul ghiaccio. Oggi è intollerabile dare notizie di violenze sulle donne e sapere che nel momento in cui ne parli, non puoi più fare niente» ammette Paola. A premiarla, Stefano Lucchini. T Q tra tante e promettenti candidate Giorgia Baroffio, Ingegnere Informatico, e Martina Botti, Ingegnere Gestionale. Con loro sul palco anche la Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, poco più che trentenne, richiama il concetto che è un pò il fil rouge della serata. Più trasparenza, più impegno nell’accompagnare le neolaureate nel mondo del lavoro. Ad avvantaggiarsene sarà tutta la società italiana. ome dimostra il Germoglio d’Oro, il riconoscimento a un’idea imprenditoriale innovativa che per questa XXVII Edizione ha per protagoniste due brillanti ragazze di Catania, Enrica Arena e Adriana Santanocito, ideatrici di Orange Fiber, startup che dagli scarti delle arance produce tessuti “vitaminici”. alle giovani che dovranno farsi strada, alle eccellenze consolidate e riconosciute: Roberta Pinotti, prima donna nella storia della Repubblica a ricoprire l’incarico di Ministra della Difesa. Cita una pagina del mio libro “Il potere delle donne”, nella parte in cui le chiedevo a che età aveva capito cosa voleva fare da grande. «In quinta elementare, risposi alla maestra “mi piacerebbe fare l’astronauta o il Presidente della Repubblica”. Ma per fare carriera non ho mai pensato di rinunciare alla maternità». Racconta anche l’sms con cui Matteo Renzi le propose l’incarico. Un ruolo che riconosce il suo lungo impegno nel settore della difesa. «Alle donne - ricorda - di solito non viene mai regalato nulla». La premia Lella Golfo, che cita l’Attestato “Mela Rosa”, consegnato a 226 aziende quotate con cui la Fondazione Marisa Bellisario ha voluto certificare il recepimento e la condivisione della legge sulle quote di genere, che porta il suo nome. na serata lunga ma ogni Mela d’Oro porta con sé un’emozione speciale. Ci sono le Manager Cristina Balbo, un primato ai vertici del più grande Istituto bancario italiano, Intesa Sanpaolo; Marisa Golo, da 25 anni alla guida di un colosso come Calzedonia; Cristina Scocchia, giovanissima AD di un’azienda simbolo della cosmetica come L’Oréal Italia. C’è Rossella Orlandi, altro primato femminile alla guida dell’Agenzia delle Entrate e c’è Vodafone Italia, prima “Azienda Women Friendly”, nuovo Premio nato dalla lungimiranza della Fondazione. E poi ci sono le premianti, tutte Mele d’Oro: da Gina Nieri a Cecilia Battistello, da Maria Bianca Farina a Barbara Stefanelli fino a Costanza Esclapon. Il gran finale è con il Premio Internazionale che Gabriele Galateri di Genola consegna a Esperança Bias, deputata e già Ministro per le Risorse Mineuindi è il turno delle Neolaureate: un Premio che oltre rarie del Mozambico. al merito, incoraggia le ragazze a investire nel proprio futuro, ome ogni anno, Lella Golfo è elettrizzata e per niente proprio come raccomandava Marisa Bellisario. Sul palco Simone Cantagallo, Direttore Comunicazione di Lottomatica e stanca. Si guarda intorno, guarda le premiate e negli occhi le Alda Paola Baldi, Responsabile Personale Holding Enel SpA, leggi la domanda: «Non sarebbe un mondo migliore se tutte le due aziende che hanno curato la selezione, scegliendo queste donne decidessero ancora di più?» C D A C U P C 10

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IL PORTAFORTUNA PER IL NOSTRO FUTURO di Paola Saluzzi etti una sera di giugno. Metti, tutte insieme, donne che per poche ore condivideranno una pagina indimenticabile della loro vita. Metti, su tutto questo, un diluvio estivo che sta per arrivare. Le scarpe, il vestito, i capelli (dalla pioggia ti ripari, dall’umidità no, il tuo parrucchiere potrebbe aver lavorato invano). Metti che tutto questo continui a essere da ventisette anni una sola storia. La storia di Marisa Bellisario e di Lella Golfo, intrecciate dal ricordo e dal presente, da un’unica linea d’ispirazione e comportamento: rappresentare, riconoscere, promuovere e premiare il merito. Il merito delle donne. onne ad Alta Quota nasce così e così continua a vivere, crescere e migliorare, ogni anno che passa. Il Premio Marisa Bellisario, quella Mela d’Oro che quando la vedi nell’ufficio o a casa di qualcuno dici: “Ma tu sei una Premiata!!!”. Per me, è così bello poter raccontare quella sera di giugno. Eravamo lì tutte insieme, tutte emozionate, tutte coscienti che quel Premio rappresentava un Capodanno personale, un nuovo inizio, la conferma che quanto fatto sino a ora fosse giusto, la speranza e fiducia che rappresentasse un grande e importante talismano, uno speciale portafortuna per il nostro futuro. a Giuria tutta e il Presidente Catricalà, impegnati a consegnare Premi che avevano dietro lunghi mesi di lavoro, impegno e confronto per trovare le donne più meritevoli tra tante candidate eccellenti. E noi, noi Donne ad Alta Quota lì, tra le luci e i video che ci raccontavano in pochi minuti, con un mare di cose da dire e tanta emozione a frenarci, cercando tra il pubblico occhi lucidi e pieni di orgoglio di chi ci ha sostenuto dal primo giorno della nostra vita, del nostro lavoro, dell’amore che ci ha fatto rinascere. uando la serata è finita, fuori diluvia. Macchine, ombrelli, tutto perfetto, organizzazione 10 e lode. Ma vi devo confidare una sensazione molto precisa che ho avuto: se avessimo potuto farlo, ci saremmo tolte le scarpe, avremmo coperto la Mela d’Oro con giacche e foulard, avremmo camminato sul prato davanti agli Studi Rai, inzuppandoci di pioggia. Un gruppo di ragazze felici. Ridendo, tutte insieme, come se gli esami fossero finiti e tutte fossimo state promosse. E davanti a noi un promettente futuro. M D L Q 12

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UNA GRANDE ENERGIA, UN ENTUSIASMO CONTAGIOSO di Maria Concetta Mattei hi sostiene che le donne non siano solidali fra loro, non ha mai conosciuto Lella Golfo. Se dal 2012 tutti i CdA e i Collegi sindacali di società quotate o controllate sono tenuti a rispettare una soglia minima di presenza femminile è merito suo. Questa donna minuta e caparbia, intelligente e generosa, ha vinto una battaglia epica contro atavici pregiudizi culturali. Con un sottile e tenacissimo lavoro diplomatico, ha unito un fronte trasversale a favore del riconoscimento del valore femminile, finché ha sfinito anche gli avversari (i maschilisti!) più agguerriti. a sua volontà di abbattere le barriere culturali, che impediscono una reale parità di genere, l’ha spinta a costituire prima Buongiorno Primavera, formidabile network femminile, poi a dar vita alla Fondazione Marisa Bellisario, un laboratorio di idee, un volano di iniziative, progetti, ricerche, convegni e un premio prestigioso, giunto alla XXVII edizione. Tutto nel nome di una manager che ha brillato di luce propria in un mondo prettamente maschile. Ci è riuscita solo grazie al talento e una volontà ferrea, senza rinunciare a un grammo della sua femminilità. o avuto il privilegio di presentare la cerimonia di consegna delle Mele d’Oro per la prima volta nel 2002, in occasione dell’edizione dedicata alle “Imprenditrici della Terra”, donne concrete, piene di volontà e passione. Il livello degli interventi mi colpì profondamente: le premiate erano tutte donne speciali, che sprigionavano una grande energia, un entusiasmo contagioso. La stessa forza positiva che ho avvertito nelle radiose protagoniste di questa edizione 2015, condotta su RaiDue al fianco del bravo e simpatico Federico Russo. a Fabiola Gianotti, scienziata alla guida del CERN di Ginevra allla Ministra della Difesa Pinotti; da Suor Eugenia Bonetti, Presidente di “Slaves no more” a Giovanna Furlanetto, moderna mecenate, che attraverso la sua Fondazione sostiene tanti giovani artisti; da Rossella Orlandi, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che promuove lezioni di educazione civica-fiscale a Francesca Lavazza, che con il progetto iTierra! genera raccolti sostenibili e interviene per migliorare le condizioni delle popolazioni in cui coltiva il caffè, fino alla collega Paola Saluzzi… ognuna di queste premiate è testimonial di un messaggio chiarissimo: lavorare per rendere questo mondo un posto migliore! Ciascuna, nel proprio ambito di competenza, si è sempre mossa secondo principi fortemente etici, impegnandosi anche a creare occasioni per i giovani meritevoli. loquente l’applauso spontaneo del pubblico a Caterina Caselli, star della musica e produttrice discografica, quando ha confermato che «se si punta su un nuovo talento, non è solo un investimento, ma uno scambio di energia e di idee». Lisa Ferrarini, già Presidente di Assica, dichiara di ispirarsi al modello di Marisa Bellisario e le premiate nel settore del management Cristina Balbo, Responsabile della Direzione dei territori di Intesa SanPaolo, l’AD Marisa Golo di Calzedonia e Cristina Scocchia di L’Oréal Italia, ribadiscono l’importanza del lavoro C L H D E 13

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di squadra, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di collaboratori e dipendenti, per vincere scommesse sempre più nobili. he grande soddisfazione si coglie sul volto di Enrica Arena e Adriana Santanocito, fondatrici di Orange Fiber, quando ricevono il “Germoglio d’Oro”per la loro startup che, sfruttando gli scarti degli agrumi, realizza tessuti sostenibili e “vitaminici”. Un esempio di creatività per tante altre ragazze capaci di tenere lo sguardo alto, rivolto a traguardi ambiziosi. a giovane Ministra Marianna Madia, premiando Giorgia Baroffio e Martina Botti, appena laureate col massimo dei voti rispettivamente in Ingegneria Informatica e Ingegneria Gestionale, rinnova l’incoraggiamento a scegliere percorsi di studi non tradizionali, spesso più faticosi, ma forieri di nuove opportunità. l Premio Internazionale 2015 Esperança Bias, già titolare del dicastero delle Risorse Minerarie nel Governo mozambicano, offre una significativa lezione di trasparenza, richiamando l’attenzione su uno dei problemi più spinosi e diffusi nella nostra società: la corruzione. Non a caso è questo il più recente fronte di impegno della Fondazione Bellisario, che ha promosso sul tema anche un convegno e una ricerca, da cui è emerso che i cittadini nutrono maggiore fiducia nelle donne, perché “meno compromesse”. Riassunto: “la legalità è donna”. come non emozionarsi assistendo alla performance di Martina Giammarini, ballerina eccezionale a dispetto della sordità?! È questa la forza straordinaria delle donne: sconfiggere gli svantaggi di partenza e trasformarli in grandi sfide da vincere. C L I E Federico Russo e Maria Concetta Mattei 14

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La grande famiglia della Fondazione Marisa Bellisario di Safiria Leccese on sono potuta andare al Premio…ma poi ho recuperato in tv… ma… ma non ho voluto rinunciare all’appuntamento della cena post premio della Fondazione. E uno dice: che fai? Salti la sostanza e poi corri per la forma? E chi lo pensa non ha capito niente perché la cena non è una cena, è un appuntamento tra amici, anzi tra amiche coccolate dagli uomini presenti, è l’occasione per sentire quell’appartenenza come succede alle grandi famiglie durante le feste. Vi capita di viaggiare, andare, fare lavori più o meno importanti ma poi il 24 dicembre sapete già dove siete, dove siamo tutti, dove corriamo per arrivare… anche a costo di arrivare con le valigie sotto il tavolo: al cenone. Di famiglia. Se fino al pomeriggio eri a un CdA o in uno studio televisivo o in una riunione dell’azienda che guidi… è uguale. È uguale nel senso bello, perché al momento "X" torni solo una persona. E l’appuntamento con la Fondazione è cosi, perché non è la Fondazione, è l’appuntamento prima di tutto con una persona, lei, unica: Lella. Per noi è solo Lella… la Presidente… già parlamentare, per sempre la donna delle Quote di Genere, dopo l’enorme battaglia vinta… ma per noi, per me sicuro, è solo Lella! Ed è così con tutte. infatti, faccio un po’ la cronista, arrivo nel grande salone allestito davvero a festa della Residenza di Ripetta, e nonostante ci fosse la maratona (sì, a Roma di sabato sera danno il permesso di chiudere Piazza del Popolo per una maratona notturna!!!) mi metto sui sanpietrini con i miei (mini) tacchi... e voltandomi a destra e sinistra vedo una piccola e sparsa frotta. Di donne. E subito capisco. Siamo tutte affannate ad andare alla cena della Fondazione. E infatti ci guardiamo, ci sbirciamo, ci sorridiamo, anche se con qualcuna non ci conosciamo. Perché tanto si sa, una volta arrivate a destinazione siamo noi. Bene, allora una volta entrata la ricerca del tavolo diventa l’occasione dei saluti… infatti al tuo tavolo ci arrivi in media dopo un quarto d’ora. se in qualunque altro posto dove qualcuno pensa di tirarmi la camicetta lo guardo male, in Fondazione no… infatti mi sento tirare… mi giro chi è? Elena Marinucci… è Elena… sono i convegni, i libri le presentazioni del libro di Lella "Ad Alta Quota" in giro per l’Italia, ma anche la famiglia, i figli, le gioie le preoccupazioni. E quei vestiti dal sapore un po’ speciale della festa, per la gioia di fare festa. La meglio truccata, sembra brutto ricitarla, è la Presidente… perché quando si va in Rai, nonostante sia l’azienda concorrente di quella in cui lavoro, i truccatori su di lei hanno un tocco sapiente. A seguire la mia collega, persona e donna di grande spessore Paola Saluzzi… e dove la mettete Cecilia Battistello, la mia vicina di cena che guida, così tanto per dire, un’azienda che ha sedi in tutto il mondo e decine di migliaia di dipendenti. Ma lo sapete per cosa ci siamo più infiammate durante la cena? Per i fiori e i quadri che mi ha mostrato sul suo iPad che ha sparso qua e là insieme a suo marito tedesco nelle loro case in giro per il mondo. Fantastico! Di fronte a me Giustina Destro, già parlamentare e amica amabilissima nella sua eleganza. E alla mia destra… onore… uno tra gli uomini più vicini e sensibili alla mission della Fondazione, Antonio Catricalà. Spiegare qui chi è sembrerebbe quanto meno ridicolo, perché a cena è un uomo, è colto, è simpatico, ride di gusto, è calabrese e scherza con me sui ‘miracoli’ di una mia recente trasmissione. E in men che non si dica ci ritroviamo fuori e un po’ mi dispiace, perché la serata sta per finire ed è il tempo dei dolci e dei trionfi di frutta…però, anche se vorrei le ciabatte, lo stare in piedi diventa l’occasione per rimescolare le carte e salutare altre amiche. Lascio Costanza Esclapon, nel suo elegantissimo panna mentre ci ricordiamo di una serata impegnata a Torino finita con due risate in Piazza San Carlo e trovo Vincenza Cassetta che mi invita ancora una volta nella sua azienda di porcellane, che io ho a casa… ma che comprerei in quantità industriale. il gran finale è sempre lo stesso da anni, e deve essere uguale, come succede con il Natale: se non mi butto sul divano, con il tallone della scarpa scostato, classico da fine serata, a fare due chiacchiere con Lella per me che cena della Fondazione è? N E E E 15

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