Realtà Brianza

 

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Settembre - Ottobre 2015

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in questo numero REALTA’ BRIANZA (già Pratum Magnum) Anno XXVI settembre - ottobre 2015 Rivista di Economia, Cultura, Sport e Costume più Politica edizioni Pubblidam monza Finidam s.r.l. Direzione, Redazione Amministrazione In copertina: Una luce in fondo al tunnel di Paolo Mariani. Ma a Monza c’è davvero una luce di speranza? Piazza Diaz, 1 - Monza Tel. 039 365019 redazione@realtabrianza.it www.realtabrianza.it Direttore Responsabile Editoriale Cultura Amministrazione comunale 3 5 Monza: grande svendita di tutto e di tutti Gran Premio:pronti via Luigi Moretti Vice Direttore Paolo Mariani 6 Quando si scava per costruire, oltre a una faglia si può trovare un Faglia Confindustria Monza e Brianza Lealtà e realtà: un obiettivo commento di Marco Mariani La proposta dell’Ispam: sei serate di filosofia La scomparsa del Calcio Monza PUBBLICITA’ Segretaria di Redazione Monica Bua Collaboratori di questo numero Nello Agoni, Gino Bacci, Pier Franco Bertazzini, Ida Moretti, Lucia Moretti, Fabrizio Pirola, Claudia Poschner. Fotografie Archivio Realtà Brianza, Erminio Ferranti, Paolo Mariani, Fabrizio Radaelli. Fotocomposizione e impaginazione edizioni PUBBLIDAM monza Finidam S.r.l. Piazza Diaz, 1 - Monza Tel. 039 365019 redazione@realtabrianza.it www.realtabrianza.it Economia Senza offesa 9 11 Cultura Sport 12 13 edizioni PUBBLIDAM monza Finidam S.r.l. Piazza Diaz, 1 - Monza Tel. 039 365019 redazione@realtabrianza.it Ultima di copertina Seconda e terza di copertina Pagina interna Mezza pagina interna Un quarto di pagina interna Paginone centrale (pari a due pagine) completo di servizio redazionale € € € € € € 1.200,00 1.100,00 900,00 550,00 400,00 1.850,00 Servizi web Idra Tecnologie Informatiche, Seregno www.idratech.com Ict Manager: Massimo Prando Stampa 3LB srl,Via Leonardo da Vinci 3, Osnago (LC) - Tel. 039.587885 www.3lb.it Ict Manager: Enrico Bianchi __________________________________________________________________________ Per leggere Realtà Brianza su internet: digitare solo Realtà Brianza indi scegliere un numero da consultare e sfogliare agendo con il mouse Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 912 dell’11-5-1993 Distribuzione gratuita 2 Realtà Brianza

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editoriale MONZA: Grande svendita di tutto e di tutti na città in vendita ma nessuno si fa avanti per almeno salvare il salvabile. Salvo poi protestare contro chi (e tra questi ci sono pure mercenari e lanzichenecchi) va, indisturbato e senza neanche sparare un colpo di cannone, alla conquista di Monza. Il tutto tra l’indifferenza o il volutamente chiamarsi fuori di un’amministrazione comunale che fa orecchie da mercante. Il giorno della festa del patrono cittadino l’ennesima asta per salvare il Calcio Monza è andata ancora deserta. Monza Calcio Negli ultimi 15 anni è passata di mano in mano a una quindicina di dilettanti allo sbaraglio, l’avventura non poteva che avere una conclusione: salvo colpi di scena il calcio biancorosso, che nel 2012 ha festeggiato il secolo di vita, ripartirà dai Dilettanti (questa volta intesa solo, si spera, come categoria). Il titolo sportivo potrà essere acquistato a prezzo da saldi. L’ultimo grande presidente è stato Valentino Giambelli: un brianzolo, un imprenditore che ci ha messo dentro una vagonata di soldi (certo, il football gli ha procurato anche un certo ritorno dal punto di vista dell’immagine), che si è inventato Monzello, uno che di calcio masticava anche perché, come giocatore, con la casacca del Monza ha vinto un campionato di serie C (in panca dirigeva l’orchestra un tale Annibale Frossi). Chi potrebbe salvare la storica squadra di calcio dovrebbe avere tutte le qualità dello storico presidente: passione in quantità industriale, competenza, spirito d’intrapresa, amore per la sua città. E ora chi subentrerà nella proprietà del sodalizio biancorosso non potrà più disporre né del Brianteo né del Monzello. Morosi e gonfi di bollette non pagate al padrone di casa, il Comune di Monza. Ma non finisce qui. Questa odissea nello strazio, tra fallimenti e saldi, ci porta in centro città, precisamente in viale Petrarca. Assindustria Monza e Brianza Qui abita o, meglio, abitava l’Aimb, la più vecchia associazione industriali d’Italia. Ironia della sorte, data 113 anni di eccellenza manifatturiera. Il 113, un numero che richiama alla mente disgrazie, emergenze e sirene spiegate. Adesso la Confindustria brianzola dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, dopo il ricorso di chi non ne vuol sapere di farsi dettar legge da Milano: questa volta sì che qualcuno ha avuto forza e coraggio di uscire allo scoperto con tanto di nome e cognome) “fondersi” con Assolombarda, la bulimica sorellastra metropolitana. La fusione è andata alle urne: solo il 13 per cento degli associati ha votato e, di questi, il 90 per cento ha detto sì ai milanesi. Quindi un modesto 10% di tutti gli associati ha deciso la fine della più antica Associazione imprenditoriale d’Italia. Non si capisce, tra le altre cose, tutta questa fretta di procedere per tappe forzate alla fusione visto che la riforma Pesenti concede tempo fino al 2017 e, addirittura, non fa rientrare Monza e Brianza nell’obbligo di aggregarsi in base a criteri diRealtà Brianza 3

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editoriale mensionali oggettivi. Il rapporto d’iscritti tra le due associazioni è di 1 (Monza e Brianza) a 5 (Milano). Che peso decisionale potrà avere il nostro territorio nelle decisioni? L’unica certezza è che da qui ai prossimi due anni ci saranno in terra lombarda parecchie elezioni. E non solo politiche. Riflettiamoci sopra. Unione Commercianti Sempre in centro città, ma senza scosse telluriche, l’Unione commercianti di Monza e circondario vivacchia con un presidente che monzese non è. E non è neppure del circondario. E non è neppure un presidente. Si tratta del milanese (ma guarda un po’ il caso) Carlo Alberto Panigo, mandato dal presidentissimo Carluccio Sangalli a c o m m i s s a r i a r e l’organismo brianzolo dopo le dimissioni di Giuseppe Meregalli nell’inverno del 2013. Il nome del sostituto pareva fosse questione di pochi mesi. Pareva. Insomma, Monza è diventata terra di conquista. Ma dove sono i monzesi e i brianzoli? Possibile che solo un gruppo di imprenditori abbia avuto il coraggio di farsi sentire? Possibile che non ci sia qualcuno pronto a met- tersi in gioco per ridare lustro al secolo di vita del calcio Monza. Possibile che i negozianti di Monza e circondario non rivendichino un negoziante di Monza e Brianza ai vertici della Confcommercio nostrana? Gran Premio Formula 1 E, intanto, stiamo attenti. Il prossimo della lista degli illustri partenti è il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Che tutti difendono solo a parole ma che, complice anche una classe politica locale e nazionale senza personalità e peso specifico, sta sempre più prendendo la strada per il centro Italia. La necessità di attuare processi di rete per ottimizzare i costi e fornire un prodotto “chiavi in mano” ha fatto nascere una società di consulenza e servizi a cui fanno capo qualificati professionisti che offrono la loro esperienza per dare risposte veloci e concrete ad ogni tipo di esigenza aziendale e privata. si propone come unico referente per risolvere problemi grandi e piccoli di privati e aziende. permette di ottimizzare i tempi di intervento e abbatte i costi fornendo un servizio a 360 gradi nei seguenti settori: COSTRUZIONI-RISTRUTTURAZIONI progettazione e assistenza amministrativa, controlli strutturali, certificazioni energetiche, design e fornitura arredamenti SERVIZI AMBIENTALI Termotecnici, impianti fotovoltaici e solare termico, manutenzioni, bonifica amianto MANUTENZIONI condomini, uffici, capannoni, giardinaggio, custodia, video sorveglianza, pulizie MARKETING analisi e ricerche di mercato, posizionamento, lancio aziende e prodotti DEMOSCOPIA indagini statistiche, ricerche di mercato, sondaggi d’opinione 4 Realtà Brianza Divisione della FINIDAM srl piazza diaz,1 monza www.servidam.it tel.039365019 info@servidam.it

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cultura Auguriamoci di no Gran Premio: pronti via Una volta il via dava la partenza della gara, oggi il via forse indica l’addio al Gran Premio di Pier Franco Bertazzini urit aestus” dicevano gli antichi, quando il colmo dell’estate ci riservava giornate di calura afosa, ore grevi per la luce del sole implacabile, non una bava di vento. Fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno la natura resta suggestiva, animata di luce pacata, con sollievo d’aria e di pioggia, vibrante di sussurri, di profumi, di promesse. E a volte si può ammirare sopra di noi quel cielo di Lombardia “così bello quando è bello” scoperto dal grande Manzoni. E il Parco, quel grande tesoro che Monza possiede, offre la piu’ composita ed attraente delle varie tavolozze possibili nelle diverse stagioni. E in autunno alle luci e ai colori, ai mille mormorii naturali, si aggiunge l’urlo dei motori. Già il Grand Premio. Dal 1922 ad oggi una storia che sa di leggenda: piloti celebrati, macchine prodigiose, moltitudini cosmopolite. Tutto il mondo guarda a Monza. Davvero la pista monzese è “magica”, anche per la cornice che ne fa un gioiello inimitabile. Ma purtroppo, ad oggi manca la certezza che la bandiera a scacchi sventolerà ancora nei prossimi anni nel nostro Parco in occasione dei Gran Premi d’Italia. Da tempo seguo con attenzione le più diverse fonti di informazione al riguardo, apprendendo soluzioni le più diverse: il Gran Premio non si fa più; il Gran Premio 2015 sarà l’ultimo; poi si prenderanno decisioni; magari con sedi alternative. Certo quella di Monza è una grande storia e parrebbe impensabile un calendario mondiale senza Monza. Vecchio come sono, di Gran Premi ne ho visti tanti. Da ragazzo a volte sono entrato dai buchi delle reti di protezione del circuito; son finito sulla tribuna d’onore. Nel 1975 ebbi l’onore, da Sindaco, d’essere invitato a consegnare sul podio la coppa al vincitore, il ferrarista Clay Regazzoni. Secondo era Fittipaldi, terzo un altro ferrarista famoso Niki Lauda, che tornava a conquistare con la vettura di Maranello, dopo anni di delusioni e di amarezze, il campionato mondiale di Formula Uno. Vecchio come sono, forse potrei ancora esserci nei prossimi Gran Premi. Non mettiamo limiti alla provvidenza. Mi auguro e auguro a tutti che non ce lo portino via. Realtà Brianza 5

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amministrazione comunale QUANDO SI SCAVA PER COSTRUIRE, OLTRE A UNA FAGLIA SI PUO’ TROVARE UN FAGLIA aremo insieme a chi è contro il consumo di suolo e quindi contro la variante al PGT targata LEGA-PDL (Monza, 3 maggio 2012 profilo Twitter del Candidato Sindaco, R. Scanagatti) Dopo la devastante colata di cemento e migliaia di metri cubi (meglio conosciuti come palazzo dell’Upim) di Piazza Trento e Trieste a Monza che hanno spazzato via circa un terzo di una delle piazze più grandi d’Italia; dopo il parcheggio interrato a completamento del manufatto (che non era stato progettato con autorimesse interrate per avere maggiori spazi commerciali), ecco che la terza città della Lombardia si appresta ad avere un altro gioiello urbanistico. Probabilmente in un futuro neppure troppo lontano qualcuno chiederà che Monza cambi nome e sia chiamata Fagliacity, dal nome degli architetti che hanno dato una svolta all’urbanistica locale. Tra poco avremo anche un Auditorium Faglia, proprio a due passi dalla Villa Reale (la stessa villa contro il cui recupero e restauro molti si erano battuti; intelligenti pauca). Non importa che il Comune di Monza sia proprietario di altre aree abbandonate, forse anche più grandi di quella su cui l’ex Sindaco ha progettato l’auditorium, sulle quali era già stata prevista la costruzione di un centro polifunzionale che – guarda caso – comprendeva un auditorium anche più grande di quello previsto ora. Invece, adducendo la giustificazione che Monza non abbisogna di uno spazio polifunzionale il progetto (nonostante a costo zero per l’Amministrazione comunale) è stato cassato. Il nuovo progetto prevede il citato auditorium, senza parcheggi interrati (forse un segno distintivo di una certa scuola architettonica locale), lungo Viale C. Battisti presso un ex edificio manifatturiero. Si parla anche di interventi pesanti per la creazione dei parcheggi (quelli non previsti sottoterra) con relativo abbattimento di qualche pianta... Ricordiamo il blitz notturno durante i lavori per il par6 Realtà Brianza

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amministrazione comunale cheggio di Piazza Trento e Trieste dati gli attriti con gli amici ambientalisti, ma ricordiamo anche gli incatenati agli alberi nel Parco e all’Autodromo quando si parlava di lavori di adattamento (per sostituzione e spostamento di piante) dell’impianto motoristico. Ricordiamo che alcuni degli incatenati sono poi divenuti amministratori nel nostro comune e la domanda sorge spontanea: quanti di loro si incateneranno agli alberi di Viale Cesare Battisti quando le ruspe arriveranno per fare spazio al parcheggio progettato dal loro amico? Scripta manent. Cosa dicono in proposito i docu- menti sotto gli occhi di tutti? “Le opere pubbliche dovranno essere effettivamente “utili” e i cantieri per la loro realizzazione, oltre che tener conto dell’impatto sulla vita della città, dovranno essere occasione di lavoro e di qualità per Monza.” E ancora “Il Territorio, un bene prezioso. La salvaguardia, la capacità di rendere lo spazio e il territorio un bene, un capitale e una risorsa a favore delle persone e non elemento di sfruttamento e interesse particolare è ulteriore principio fondante della buona amministrazione (...)”. Questo recitava il programma elettorale chiamato “Progetto per Monza del candidato Sindaco Roberto Scanagatti e delle liste che lo sostengono alle elezioni del 6 e 7 maggio 2012”. Non servono altri commenti. Paolo Mariani ASTRID IDRA Realtà Brianza 7

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IMMIDAM: A MONZA A Bellano, in borgo tipico, a 50 metri dal lago proponiamo ampio bilocale al primo piano di palazzina di tre unità immobiliari. • • • • • • 50 mq. Piccola spiaggia a 50 mt. Arredato Completamente ristrutturato Termoautonomo Pronta consegna Affitta / Vende seminterrato in centro Monza a 200 metri dalla stazione. Magazzino / Deposito con soppalco ufficio di ca. 120 mq in signorile condominio. Ingresso portineria + ingresso carraio Affitta uffici metrature varie Informazioni • • • • Telefonare ore ufficio allo 039 365019 Visite su appuntamento Pagamenti agevolati Consegna immediata Immidam - Divisione di Finindam Srl P.za Diaz, 1 - 20900 Monza Tel 039 365019 - Fax 039 2312234 finindam@realtabrianza.it

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economia Nessuno è stato in grado di dare una valida ragione Chiamatela fusione, chiamatela incorporazione, una cosa è certa Fiducia nell’intervento e nel provvedimento della Magistratura ata come AIMB, l’associazione Industriali di Monza e Brianza è cresciuta nel tempo diventando un punto di riferimento di molte aziende balzando agli onori della cronaca negli ultimi mesi a causa della proposta di incorporazione nell’Assolombarda di Milano. La riforma della Commissione Pesenti di Confindustria “è la terza riforma in più di 100 anni di storia, dopo la Riforma Pirelli del 1970 e la Mazzoleni del 1991, e dovrebbe consegnare al sistema una struttura più snella, più efficace, meno costosa” come recita il sito di Confindustria. L’accorpamento delle realtà territoriali è il sistema per raggiungere snellezza, efficacia ed economicità. La riforma prevede che alcune realtà territoriali possano rimanere indipendenti stanti determinati requisiti. L’Assindustria di Monza e Brianza ha i requisiti per la conservazione della propria indipendenza. Ciononostante la dirigenza attuale ha optato per l’incorporazione. Ovviamente, come sempre accade quando un gruppo sociale si trova ad un bivio, la scelta è difficile. E così è stato anche per Confindustria MB di fronte alla decisione dell’incorporazione nell’ Assolombarda. Le argomentazioni addotte dagli opposti schieramenti che si sono creati potrebbero essere condivisibili in senso generale, mentre perdono credibilità se riferite propriamente a Monza e Brianza. È innegabile che l’ampliamento di una realtà già imponente come Assolombarda porti ad una realtà molto forte. È altresì vero che una realtà gigantesca come quella prospettata postmatrimonio tra Monza e Milano necessita di presidi locali tanto è vero che, di fronte alle contestazioni dei dissenzienti, la giustificazione della attuale direzione è quella proprio del mantenimento della sede come riferimento territoriale. E qui inizia a scricchiolare qualcosa: ma allora ci sarà veramente econom ia nell’operazione? Gli associati pagher a nn o di m eno l’adesione e i servizi? Miglioreranno i servizi e l’assistenza solo perché proverranno da Milano? Nessuno finora si è dedicato a fornire risposte convincenti. Sembra invece che Confindustria Monza e Brianza potrebbe stare da sola e continuare l’encomiabile lavoro svolto finora. Un altro aspetto non trascurabile è la peculiarità del territorio di riferimento. Il mondo conosce, studia e invidia il “Sistema Brianza”. La fusione con un territorio parimenti e diversamente tipico come quello milanese rischia di oscurare le caratteristiche di entrambi. Quindi in attesa che qualcuno possa dimostrare i vantaggi della rinuncia alla sacrosanta autonomia di un territorio universalmente riconosciuto con una propria specifica identità, meglio continuare un’attività già egregiamente condotta in oltre cento anni di storia di Monza e Brianza. Sembra questo l’orientamento anche della Magistratura ed ormai siamo nelle sue mani; noi restiamo fiduciosi. Paolo Mariani Confindustria Monza e Brianza perde la tipicità e la completa autonomia Realtà Brianza 9

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senza offesa Lealtà e realtà Un obbiettivo commento di Marco Mariani, ex Sindaco di Monza, sulle reali difficoltà di spesa per l’amministrazione comunale Ma anche un invito a dire chiaramente al cittadino come stanno le cose eggo, qualche giorno fa, su un quotidiano che il Comune di Monza ha dovuto aumentare le tasse locali di circa 5,5 milioni di euro, il tutto, dice il giornalista, per far quadrare i conti. Eh sì in questo paese, più si va avanti meno i conti tornano, vedasi continuo aumento del debito pubblico. Come ex sindaco mi dovrei buttare sulle solite speculazioni politiche, di cui sono stato spesso bersaglio in passato, lanciando accuse a destra e a manca, soprattutto a manca in merito a questi notevoli aumenti. Mi sembra invece più utile e serio cercare di far comprendere come questi fatti abbiano origini ben precise, con ripercussioni a cascata sui comuni. Monza è una delle città, in Italia, che ha visto una notevole diminuzione dei trasferimenti da Roma rispetto a quanto versato: siamo tra le prime 10 città davvero un bel primato! Quale è il meccanismo dello stato? Individua i comuni a suo parere ricchi, dove i cittadini pagano le tasse e li punisce, per favorire e colmare baratri immensi e immondi creati da altri enti. Allargando lo sguardo alla nostra regione, pensiamo al caso Sanità: la Lombardia, regione virtuosa e con un ottimo bilancio in tale settore, oltre che con servizi d’eccellenza, vede tagliati i trasferimenti dallo Stato, proprio in questo settore, per un totale di 730 milioni di euro. Quale è dunque la morale della favola? Chi paga le tasse e, da un punto di vista amministrativo, si comporta degnamente viene derubato per far fronte a sprechi incredibili di altre realtà sul territorio nazionale, tanto più odiosi perché perpetrati sui sacrifici e sulla pelle altrui. I servizi locali non ce la fanno più: vedono aumentare le richieste e diminuire le risorse, con tagli evidentissimi. Domandona finale: quanto potrà continuare questo giochetto di impoverire chi comunque deve far fronte alle gravi difficoltà del momento nel garantire i servizi minimi, a favore di chi sperpera da sempre in lungo e in largo, senza mai richiamarlo alle proprie responsabilità?... persino il Vangelo parla di correzione fraterna!!!!! Qualcosa bisognerà pure dire e fare per salvare il salvabile e aprire uno spiraglio di miglioramento per tutti. Quale la vera colpa della nostra Amministrazione? Come d’abitudine non vedo, non sento, non parlo non denuncia la situazione, non dice con chiarezza alla gente come stanno le cose e soprattutto, quanto il futuro appaia sempre più incerto, con una sfida al buon senso, all’etica e anche all’aritmetica, che non può altro che vederci perdenti. Realtà Brianza 11

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cultura “SEI SERATE di FILOSOFIA CONTEMPORANEA” Relatore Professor Giovanni Missaglia Dal 14 settembre presso l’Istituto Artigianelli di Monza l termine filosofia significa “ amore per il sapere “ ed è composto dalle parole greche ‘philos’, che significa amante o amico e ‘sophia’, che significa conoscenza. La filosofia esplora tutto ciò che non conosciamo del mondo intorno a noi e sul quale ci facciamo domande e cerchiamo risposte. La filosofia nasce dalla curiosità innata dell’essere umano per quanto lo circonda e gli succede intorno, dalla necessità di capire meccanismi e dinamiche, dalla voglia di trovare sempre spiegazioni. Il filosofo è una persona che esplora l’ignoto. Ricordiamo i grandi filosofi del passato perché hanno fatto sorgere dei dubbi e sono riusciti spesso a mutare le opinioni degli uomini. Ovviamente ogni grande filosofo ha espresso concetti ed è stato veicolo di valori fortemente legati al periodo in cui è vissuto e alla cultura di provenienza. La filosofia occidentale è nata in Europa 2500 anni fa e i primi filosofi di cui si ha notizia vissero in Grecia e in Italia. Certo i primi pensatori furono influenzati dal pensiero egizio e babilonese cosi che le radici della filosofia occidentale possono comunque rintracciarsi in Africa. I filosofi di oggi, al contrario di quanto pensa qualcuno, sono personaggi molto gettonati, ai quali vengono richieste spesso opinioni riguardo a temi di attualità. Molti filosofi insegnano modalità di ragionamento e di discussione chiare ed efficaci. Le domande a cui oggi la filosofia tenta di rispondere riguardano argomenti molto differenti rispetto al p a s s a t o c o m e l’intelligenza artificiale, le questioni etiche, i criteri costituzionali universalistici, la valorizzazione delle diversità socio-culturali, le alternative teoriconormative con cui governare la Babele multiculturale del mondo contemporaneo, in linea con quanto sostiene Norberto Bobbio “ Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze. “ Claudia Poschner 12 Realtà Brianza Istituto per la Preparazione alla Pubblica Amministrazione PROPONE L’ISPAM La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio

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editoriale Lo sport di Gino Bacci Salutiamo i campioni, i grandi allenatori e i buoni dirigenti LA SCOMPARSA DEL CALCIO MONZA NEL PIU’ SCONCERTANTE DISINTERESSE DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI, DEGLI IMPRENDITORI E DEI CITTADINI on è fallito il Calcio Monza, sta piuttosto crollando l'intera grande struttura, travolta dai debiti e dagli scandali. In epoca della cosiddetta globalizzazione mondiale, la scomparsa del campanilismo ha soffocato l'orgoglio di appartenenza territoriale; il tifo dei calciofili è indirizzato verso le grandi squadre, sia italiane che straniere, alimentate da un'intensa programmazione televisiva che ce le porta nel salotto di casa. Ci fa conoscere tutto di loro. Per la stessa ragione è scomparso lo sport del pugilato. Cassius Clay e Mike Tyson hanno accompagnato l'inevitabile declino del campioncino della porta accanto. Quasi ovunque le palestre si aprono a giovanotti muscolarmente poco dotati e perciò desiderosi di recuperare - pagando una retta anche pesante - una struttura fisica altrimenti avara. L'immigrazione, anch'essa globale, con la conseguente scomparsa di orgoglio per le naturali radici, ha fatto mancare la linfa vitale alle società di provincia, e non soltanto alle piccole. Hanno sofferto il fallimento persino prestigiose entità, come il Napoli e la Fiorentina, entrambe vincitrici dello scudetto. Come potevano evitarlo società come il Monza che mai hanno conosciuto da ribalta della serie A ? E' scattato per loro il meccanismo di una esclusione preannunciata da crescenti difficoltà di ogni tipo, e non soltanto economiche. Difficoltà di struttura. Non ci resta che accompagnare il caro e vecchio amico verso la sua casa di riposo, ricordando la sua esistenza brillante, i campioni, gli allenatori, i tanti attestati di merito. Cominciamo dai campioni. Sono tanti ed hanno confortato l'orgoglio di bandiera seppure sotto altri vessilli. Alcuni hanno vinto gli scudetti, altri hanno vestito la maglia della Nazionale. Altri ancora hanno fatto le due cose insieme, come gli omonimi e non parenti Claudio e Patrizio Sala, conquistatori del campionato giocato nella squadra del Torino guidata da Luigi Radice, allenatore delle loro stesse provenienze territoriali e calcistiche, coperta alle spalle dai due portieri Castellini e Cazzaniga forti di una loro milizia in biancorosso, al tempo del mitico stadio Sada. Se in Brianza qualcuno ha festeggiato lo scudetto granata del 1976 è perché la storia ce lo ha tirato per la giacchetta. Claudio Sala è stato per almeno un decennio fra le migliori ali destre del campionato, offuscato Valentino Giambelli, l’indimenticato ultimo grande Presidente del Calcio Monza Realtà Brianza 13

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Lo sport di Gino Bacci dallo juventino Franco Causio che gli ha reso difficile la vita. Finché Bruno Conti ha defenestrato entrambi. Ma lo scudetto e le diciotto presenze nella Nazionale di B ear zo t t es t im on i ano della sua classe immensa. La fascia esterna di sua pertinenza era un inesauribile territorio di pascolo. Proprio in quella zona imperava il meno celebrato dei due Sala, il generoso mediano Patrizio, altro prediletto del C.T. friulano. Anche per lui sette maglie azzurre, tutte onorate con impegno feroce. In termini numerici ancor meglio di loro ha fatto Pier Luigi Casiraghi, torello di casa, sbocciato e consegnato alla Juventus già pronto a grandi imprese. Aveva conquistato i cuori fin da ragazzo, con una esuberanza atletica affinata tecnicamente ad una scuola calcistica della quale l'Italia tutta riconosceva la validità. Quel felice connubio di tecnica e potenza gli valse quarantaquattro presenze in Nazionale. Più di Boniperti, tanto per citarne uno. Autenticamente monzese per nascita e per formazione anche Daniele Massaro, emblema di un Milan plurivincitore. Anche per lui, come per i due Sala, gradito miscuglio fra scudetti e quindici maglie azzurre colore che spesso si riverbera nel cielo di Brianza. Perché, dunque, ha meritato tanto credito la scuola calcistica da queste parti? Merito anche degli allenatori che hanno colti14 Realtà Brianza vato la nascente pianticella. I veri maestri sono stati parecchi, come Luigi Bonizzoni, detto "il Cina" per i lineamenti vagamente orientali del volto. Col Milan di Altafini, Grillo, papà Maldini e Schiaffino vinse anche uno scudetto. La bella lista dei tecnici si allungò. Lavorare col Monza era motivo di prestigio e lo era stato anche prima dell'arrivo di Bonizzoni. I nomi di Frossi, Rava e Monzeglio dicono niente? Monzeglio due volte campione del mondo con Vittorio Pozzo, e una volta iridato anche Pietro Rava. Siamo all'assoluta aristocrazia del calcio e questi sono gli uomini che hanno gettato il seme. Più tardi altri nazionali, come i terzini Radice, del quale si è ampiamente detto, e Mario David, protagonisti di uno sfortunato mondiale in Cile. Ma un nome si erge imperioso fra i grandi allenatori che hanno operato al Monza, ed è quello di Nils Liedholm, il virtuoso centrocampista svedese, bandiera milanista. Toccherà proprio a lui passare il testimone, a Radice per la sua personale seconda esperienza. Profondo è stato il solco lasciato da Alfredo Magni in un periodo temporale di otto campionati. Di rilevo è stato l'avvento di Luigi Frosio che sembrava inarrestabilmente lanciato verso una carriera più ricca di prospettive e di risultati. Di assoluto rilievo anche il valore dei Direttori spor- tivi che hanno accompagnato, negli anni, la crescita del Calcio Monza. Al fianco del dirigente Galliani, ha operato il suo “braccio destro” Ariedo Braida passato poi alla scrivania del Milan berlusconiano ed oggi rettore della cattedra tecnica al mitico Barcellona. Da ricordare anche Giorgio Vitali e dopo di lui Giuseppe Marotta, artefice del poker di scudetti alla Juventus. E su tutto la civiltà di una tifoseria che ha meritato di veder assegnare al Monza, per sei volte, la Coppa Disciplina, riconoscimento federale al tempo in cui allo stadio Sada si metteva pericolosamente a contatto lo spettatore con i calciatori ed era più facile cadere in tentazione. Un trionfo di educazione, vanto per l'intera città. Ecco le tappe storiche di questo ripetuto successo morale: 1950, 1951, 1956, 1970, 1983,1991. Albo d'oro da mettere in cornice. Si può perdere di colpo questo patrimonio? Si, purtroppo si può, perché gli amministratori pubblici hanno altri interessi, gli imprenditori privati non si sentono più brianzoli, i cittadini sono stanchi di tutti e non hanno più nemmeno la voglia di lamentarsi. Ma se un giorno qualcuno vorrà rilanciare, sappia almeno che il progetto poggia su basi solide. Altrimenti pazienza, e amici come prima.

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