Plinio Corrêa de Oliveira. Breve biografia illustrata

 

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Breve biografia illustrata del prof. Plinio Corrêa de Oliveira

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19 08 -1 99 Plinio Corrêa de Oliveira breve biografia illustrata 5 Tradizione Famiglia Proprietà 2015

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La sua vita è stata quella di un vero “crociato del ventesimo secolo”, come è stato più volte chiamato. Una vita di continua opposizione agli errori del tempo e, a contrario sensu, di esplicitazione e approfondimento di quelle verità di Fede da questi più particolarmente negate. Una lotta durata fino alla più avanzata età in cui egli, ancora nel 2 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 La luminosa traiettoria di questo grande leader cattolico ha attraversato quasi da una sponda all’altra il travagliato secolo XX, imprimendogli un segno indelebile con l’esempio della sua vita integra, con la coerenza e vitalità del suo pensiero, con la sua Fede incrollabile di cattolico, apostolico, romano, con il suo coraggio intrepido nella difesa dei principi che professava e con la sua profonda devozione alla Beatissima Vergine, alla quale si consacrò fin dalla prima giovinezza, ponendo in Lei tutte le sue speranze. n gigante della fede, una delle maggiori figure della Chiesa del nostro secolo, un maestro di pensiero dei cattolici odierni, un vero e grande profeta inviato dalla Provvidenza per portarci la speranza”, esclamava mons. Luigi Villa nell’omelia della Messa di requiem per il prof. Plinio Corrêa de Oliveira a Milano nel 1995. “U Figura esemplare di laico cattolico pieno della sua attività, poté dire nel suo testamento spirituale: “Ho la coscienza del dovere compiuto!” Uomo di contemplazione e di preghiera, di pensiero e di azione, Plinio Corrêa de Oliveira fondò nel 1960 la Sociedade brasileira de defesa da Tradição Família e Propriedade— TFP, ispirando successivamente la costituzione di organizzazioni affini, autonome e consorelle, in tutto il mondo. In Italia egli sostenne con ripetute manifestazioni di affetto e di riconoscenza l’Ufficio Tradizione Famiglia Proprietà, oggi Associazione Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, con sede a Roma. Possa il suo esempio servire per illuminare la via, specialmente alle nuove generazioni. Nel ventesimo anniversario della scomparsa del compianto maestro, siamo lieti di offrire questa biografia illustrata, necessariamente sintetica, quale omaggio filiale e pieno di gratitudine a colui che, nelle incertezze dei nostri giorni, ha guidato e stimolato con consigli, orientamenti e soprattutto con l’esempio, la grande battaglia ideale contro la Rivoluzione e in difesa della Civiltà cristiana, verso il Regno di Maria.

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Sommario ottobre 2015 Plinio Corrêa de Oliveira: breve biografia illustrata Plinio Corrêa de Oliveira, figura esemplare di laico cattolico Donna Lucilia Corrêa de Oliveira, modello di madre cattolica Il primo sguardo sul mondo L’epoca delle grandi scelte Leader del movimento cattolico Il gruppo del Legionário Di fronte ai totalitarismi Profetismo: un carisma al servizio della Cristianità In difesa dell’Azione Cattolica Catolicismo Viaggi in Europa Rivoluzione e Contro-Rivoluzione Ambienti, costumi, civiltà Tradizione Famiglia Proprietà La Waterloo del comunismo La libertà della Chiesa nello Stato comunista Una proposta per il Concilio Stoccata al cuore del socialismo auto-gestionario La maggiore raccolta di firme nella storia Vir catholicus, apostolicus, plene romanus Cristianità Una giornata con Plinio Corrêa de Oliveira Una suprema battaglia in signo crucis Gli ultimi giorni del dott. Plinio Il testamento spirituale Verso il Regno di Maria! Tradizione Famiglia Proprietà Dir. Resp. Julio Loredo 2 4 10 18 25 31 34 37 43 50 56 60 64 67 70 77 81 83 85 87 91 95 98 101 109 110 Direzione, redazione e amministrazione: Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, Viale Liegi, 44 — 00198 ROMA Tel. 06/8417603 Fax: 06/85345731 Email: info@atfp.it Sito: www.atfp.it CCP: 57184004 Aut. Trib. Roma n. 90 del 22-02-95 Sped. in abb. post. art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 — Padova TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 - 3

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Donna Lucilia Corrêa de Oliveira ingrazio ancora la Madonna — e con quanta commozione — di avermi fatto nascere da donna Lucilia, che venerai e amai tanto quanto mi fu possibile. E dopo la sua morte non ci fu un giorno che non la ricordassi con indicibile tenerezza. Anche alla sua anima chiedo che mi assista fino alla fine con la sua bontà ineffabile e spero di ritrovarla in Paradiso, alla corte luminosa delle anime che più hanno amato la Madonna”. Âe Ecco quanto scriveva il prof. Plinio Corrêa de Oliveira nel suo testamento spirituale. Donna Lucilia a Parigi, nel 1913 Donna Lucilia Corrêa de Oliveira modello di madre cattolica 4 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 La stessa nascita di Plinio si dovette a un suo atto di eroismo cristiano. Durante la gravidanza, il medico le annunciò che il parto sarebbe stato rischioso e che molto probabil mente lei o il bambino sarebbero morti. Le chiese dunque di considerare la possibilità di Impareggiabile educatrice, donna Lucilia seppe inculcare nell’anima di suo figlio quella Fede cattolica, apostolica e romana alla quale egli dedicherà tutta la vita. Nel consegnare la sua anima a Dio, questa nobildonna meritò il maggiore elogio che un figlio possa fare a sua madre: “Mia madre mi insegnò ad amare Nostro Signore Gesù Cristo, mi insegnò ad amare la Santa Chiesa Cattolica. (...) Ho ricevuto da lei qualcosa che deve essere preso profondamente sul serio: la Fede Cattolica Apostolica Romana e la devozione al Sacro Cuore e a Nostra Signora”. Non si può comprendere la figura di questo grande leader cattolico contro-rivoluzionario se si prescinde dalla mamma, donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corrêa de Oliveira (18761968). Madre dolce e premurosa, per ben sessanta anni ella lo accompagnò passo dopo passo, insegnandogli i fondamenti della Fede, illuminandolo col fulgore delle proprie virtù, avviandolo sulla strada della perfezione, rincuorandolo fino all’ora estrema: “Io la amai fino all’estremo con cui un figlio può voler bene a sua madre”. Questo amore trascendeva di molto il piano meramente umano, trovando il suo fondamento ultimo, la sua espressione più perfetta, nella comune Fede cattolica, vale a dire nella vita della grazia divina. Affidato a Dio sin dalla nascita

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un aborto. Donna Lucilia rispose in maniera tranquilla, ma ferma: “Dottore, questa non è una domanda da farsi a una madre! Lei non avrebbe dovuto neppure pensarvi!” Non stupisce che le prime parole che Plinio abbia pronunciato, quando aveva appena sei mesi, siano state “Gesù” e “Maria”. In risposta alla domanda “dov’è Gesù?”, il fanciullo puntava il ditino verso una statua del Sacro Cuore che la mamma teneva nella camera da letto. La profonda devozione di donna Lucilia permeava tutto il focolare, creando un ambiente di compostezza e di pietà, al quale Plinio si abbeverò sin da piccolo. Il ruolo di donna Lucilia non si esaurì nel portare Plinio al fonte battesimale e condurlo alla Prima Comunione. Ella si prodigò tutta la vita per impartirgli una solida formazione cattolica, fondamento dello straordinario apostolato che in seguito svolgerà. Donna Lucilia insegnò personalmente il primo Catechismo a Plinio e alla sorella. Questo insegnamento era fatto col cuore: “Io ero perfettamente convinto che Gesù fosse Dio perché Mamma lo faceva diventare molto chiaro quando narrava le Sacre Scritture”. A quattro anni, il piccolo Plinio soleva mettersi in piedi su un tavolo per ripetere davanti a un “auditorio”, composto dai vari domestici di casa, le lezioni ricevute dalla mamma! Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira non prendeva mai l’iniziativa di parlare di sua madre. Tuttavia, sollecitato dagli amici più intimi, egli a volte lasciava traboccare i sentimenti del cuore. Ricordando la figura materna, egli affermò in un’occasione: Decise allora di abbandonarsi nelle mani di Dio, consacrandoGli il nascituro. Molti anni dopo, ella scrisse al figlio: “Lo sai Plinio, tu sei stato affidato a Dio prima di nascere. Perciò, con fede e amore nel Signore, non puoi che esserne felice. Tanto più che io prego per te giorno e notte, ed è naturale che le preghiere di una mamma cattolica, anche se con scarsi meriti, siano accolte dalla Madonna, pure Lei una mamma, e da Nostro Signore Gesù Cristo”. “Mia madre mi insegnò ad amare Nostro Signore Gesù Cristo, mi insegnò ad amare la Santa Chiesa Cattolica” “Un’autentica dama cattolica” “Lei era un’autentica dama cattolica. (...) Voi non potete immaginare quanto lei mi abbia ispirato nella vita. (...) Io scrutavo continua- Plinio all’età di dodici anni TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 - 5

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Donna Lucilia Corrêa de Oliveira “Mamma era un’eccellente consolatrice. Quando ricorrevo a lei per qualche afflizione o problema, bastava sentire la sua voce vellutata, ‘Figlio, che cosa c’è?’, perché la metà del problema svanisse...” mente e con molta attenzione la sua bellissima anima, arrivando sempre alla stessa conclusione: era una signora cattolica! Ecco perché io la amavo con tanto slancio. La sua anima era così bella che, se per assurdo lei fosse stata la mamma di un altro, io l’avrei amata lo stesso e avrei trovato il modo di esserle vicino”. A sin., Plinio all’età di quattro anni, a Parigi La devozione che caratterizzò la vita di donna Lucilia fu senza’altro quella al Sacro Cuore. Molto spesso la giovane madre si recava alla chiesa dedicata al Sacro Cuore vicino casa sua, portando il piccolo Plinio e sua sorella Rosée. A dx., Plinio vestito da “maharaja” in occasione del carnevale del 1919 Donna Lucilia si prodigava per alimentare nei figli il senso del meraviglioso Dall’amore materno alla devozione mariana Fu qui, nel clima soprannaturale che caratterizzava questo tempio, che si formò nello spirito di Plinio quella visione della Chiesa che lo avrebbe segnato in profondità. “Compresi — egli ricorda — che l’origine del suo modo di essere stava nella sua devozione al Sacro Cuore di Gesù per mezzo della Madonna”. Plinio deve alla mamma anche l’esperienza dell’amore, un qualcosa che non potrà mai essere sottovalutato: “Mamma era un’eccellente consolatrice. Quando ricorrevo a lei per qualche af- “Mamma era un’autentica dama cattolica. Io scrutavo continuamente e con molta attenzione la sua bellissima anima, arrivando sempre alla stessa conclusione: era una signora cattolica! Ecco perché io la amavo con tanto slancio” 6 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015

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“Questo affetto non diminuiva mai, a prescindere dalle circostanze o dal suo stato di salute. Io sapevo di poter contare su di lei sempre e fino in fondo. Quando la Madonna mi diede la grazia di sentire la Salve Regina flizione o problema, bastava sentire la sua voce vellutata, ‘Figlio, che cosa c’è?’, perché la metà del problema svanisse... L’affetto di mamma era coinvolgente. Quando ero piccolo a volte mi svegliavo durante la notte, solo per scorgere mamma seduta al mio fianco, che mi accarezzava facendo il segno della croce sulla mia fronte. Era come un balsamo profumato e rassicurante che mi faceva star bene. per la prima volta, io capii mamma totalmente, e capii che il suo amore mi aveva avviato a quello, indescrivibilmente più alto, perfetto e celestiale, della Madre di Dio. Così nacque la mia devozione alla Madonna”. L’anima di donna Lucilia era caratterizzata da un’immensa capacità di affetto. “Ella possedeva un’enorme tenerezza — ricorda suo figlio — fu affettuosissima come figlia, affettuosissima come sorella, affettuosissima come sposa, affettuosissima come madre, come nonna e Madre affettuosissima ma ferma L’avvocato João Paulo Corrêa de Oliveira e donna Lucilia Ribeiro dos Santos nel giorno del loro matrimonio, nel 1906 Plinio nel giorno della Prima Comunione, nel 1917 TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 - 7

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Donna Lucilia Corrêa de Oliveira perfino come bisnonna. Ella spinse il suo affetto fino a dove le fu possibile. Ma ho l’impressione che in lei ci fosse una cosa che dava il tono a tutti questi affetti: il fatto di essere, soprattutto, madre!”. Questa sua enorme tenerezza non era tuttavia né molle, né condiscendente. Veniva, anzi, completata da una nitida nozione dell’antagonismo fra bene e male, fra verità e errore, fra bellezza e bruttezza, e dal conseguente rigetto di tutto quanto è cattivo, sbagliato o turpe. Nel pronunciare la parola “demonio”, per esempio, donna Lucilia mostrava un tale disgusto che inculcava un naturale orrore nei confronti del nemico del genere umano. Commentava al riguardo il prof. Plinio Corrêa de Oliveira: “C’era un aspetto in mia madre che apprezzavo molto: continuamente, e fino al profondo dell’anima, ella era una signora! Nei rapporti con i figli, manteneva una materna superiorità che mi faceva avvertire quanto male avrei fatto se avessi per caso trasgredito la sua autorità, e quanto un tale atteggiamento da parte mia le avrebbe causato tristezza, essendo al tempo stesso una brutalità e una malvagità. Signora ella lo era, poiché faceva prevalere il retto ordine in tutti i campi della vita. “La sua autorità era soave. A volte mamma un po’ castigava. Ma perfino nel suo castigo o nel suo rimprovero, la dolcezza era così evidente che confortava la persona. Il rimprovero non escludeva la benevolenza. Mamma era sempre pronta ad ascoltare le giustificazioni dei figli. La bontà costituiva l’essenza della sua signorilità. Ossia era una superiorità esercitata per amore all’ordine gerarchico delle cose”. La sua fu dunque un’educazione allo stesso tempo severa e dolce. A casa, non permetteva mai un cambio di orario per mero capriccio. Le sue giornate erano scandite da precise abitudini. Insisteva sempre nella regolarità delle preghiere la mattina e la sera, nonché prima di ogni pasto. La sua meticolosità era tale che il dottor Plinio la chiamerà poi affettuosamente “Lady Perfection”. “Lo sai Plinio, tu sei stato affidato a Dio prima di nascere. Perciò, con fede e amore nel Signore, non puoi che esserne felice” 8 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 Oltre a ciò, si pensi poi alla sua scrupolosità nell’osservare le maniere convenienti al proprio rango sociale.

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Donna Lucilia apparteneva infatti alla tradizionale classe dei “paulisti di quattrocento anni”, cioè provenienti dai fondatori o dai primi abitanti della città di San Paolo. Ella incarnava lo spirito migliore dell’antica aristocrazia paulista e il tratto aristocratico fu una costante della sua vita, insieme all’affabilità delle maniere. Questo tratto non aveva niente di mondano. Quando nel 1961 morì suo marito, l’avvocato João Paulo Corrêa de Oliveira, ella smise di portare gioielli. Interpellata dal figlio sulla ragione di questo gesto, rispose: “Una signora si adorna per causa dello sposo. Adesso non ne ho più motivo”. Dama aristocratica Il 20 aprile 1968 donna Lucilia trascorreva serena gli ultimi momenti di vita. Distesa sul letto, gli occhi chiusi, ella muoveva appena le labbra in una continua preghiera a Dio misericordioso. Sentendo arrivare l’ora suprema, alzò la mano destra e, con gesto delicato ma fermo, fece un grande segno della croce. Dopodiché incrociò le braccia sul petto e spirò soavemente. Avrebbe compiuto novantadue anni il giorno dopo. Un parente più tardi commentò: “Uscì con maestà da una vita che seppe condurre con onore”. Scrisse il dott. Plinio: “Dopo la sua morte non ci fu un giorno che non la ricordassi con indicibile tenerezza. Alla sua anima chiedo che mi assista fino alla morte con la sua bontà ineffabile. Spero di ritrovarla in Paradiso, alla corte luminosa delle anime che più hanno amato la Madonna”. “Uscì con maestà”. . . Lo spirito aristocratico di donna Lucilia derivava dal suo intenso amore di Dio. La perfezione delle belle maniere è il frutto di un’ascesi che si può raggiungere solo con un notevole sforzo di virtù. L’uomo è fatto di anima e di corpo. La vita dell’anima è destinata a manifestarsi sensibilmente attraverso quella del corpo, la carità ad esprimersi con moti esterni di cortesia. La cortesia è un rito sociale alimentato dalla carità cristiana, anch’essa ordinata alla gloria di Dio. Tre fotografie di Donna Lucilia nel 1968, poche settimane prima della morte “Uscì con maestà da una vita che seppe condurre con onore” TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 - 9

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Il primo sguardo sul mondo Bambino precoce ato il 13 dicembre 1908 a San Paolo del Brasile, mentre le campane della chiesa parrocchiale di Santa Cecilia richiamavano i fedeli per la Messa domenicale, Plinio Corrêa de Oliveira trascorre la fanciullezza in un ambiente familiare profondamente sereno, casto e aristocratico, con il quale sente naturale affinità: “Per me quell’ambiente aveva qualcosa di paradisiaco, illuminato dalla figura di mamma”. La famiglia abitava una villa nel quartiere signorile dei Campos Eliseos. Il Brasile viveva in piena Belle Époque, ancora permeato della splendida atmosfera dell’Impero caduto appena qualche anno addietro. La città di San Paolo, in particolare, aveva raggiunto un tal grado di raffinatezza che, nella te- N Il primo sguardo sul mondo stimonianza di diversi viaggiatori europei dell’epoca, rievocava singolarmente Parigi. Politicamente, la famiglia di Plinio era di parte monarchica. Un suo prozio, João Alfredo Corrêa de Oliveira (1835-1919), era stato più volte ministro e Presidente del Consiglio dei Ministri durante il regno di Dom Pedro II, ricoprendo in seguito la carica di dirigente del Direttorio Monarchico brasiliano. Era l’uomo di fiducia della Principessa Isabel, Capo della Casa Imperiale, esiliata in Francia. In questo ambiente Plinio comincia a modellare il suo spirito. Le sue riflessioni originali, che poi costituiranno la struttura portante del suo pensiero, risalgono proprio a questa tenera età: “Queste riflessioni da bambino esprimevano i primi bagliori della vocazione alla quale il Sacro Cuore mi chiamava”. 10 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015

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“Per me quell’ambiente aveva qualcosa di paradisiaco, illuminato dalla figura di mamma” Sopra, villa Ribeiro dos Santos, dove Plinio trascorse la fanciullezza In alto, la nonna materna, donna Gabriela, matriarca della famiglia Plinio è un bambino notevolmente precoce. Comincia a parlare ad appena sei mesi. All’età di quattro anni si esprime correntemente in francese. Ai sei padroneggia anche il tedesco, che utilizza per comunicare con l’istitutrice bavarese. La estrema facilità di parola, un’eredità paterna, non gli è mai mancata. “Questo bimbo sarà un grande oratore!”, si commentava in famiglia. Il suo spirito si caratterizza per un’eccezionale capacità di osservazione. Egli non si perde niente di quanto gli cade sotto gli occhi. Le sue prime fotografie, ancora nelle braccia della madre, lo ritraggono già molto attento a quanto lo circonda. Vuole conoscere tutto. Ma non basta osservare. Occorre analizzare. Alla base del suo spirito, troviamo una chiarezza adamantina nel discernere le cose buone da quelle cat- tive, anche nelle loro più tenui sfumature. E questo non tanto per un ragionamento sillogistico, ancora al di là delle sue incipienti capacità intellettuali, quanto per una sorta di sentimento di connaturalità. Tanto quanto ogni manifestazione di bene, di verità e di bellezza suscita in lui una naturale affinità, ogni traccia di male, di falsità e di bruttezza desta il suo istintivo rigetto. Questa sorprendente chiarezza nel discernere il bene dal male Plinio la attribuirà sempre alla grazia divina e al materno aiuto della Madonna, piuttosto che alla sua naturale intelligenza. Connaturato all’atto cognitivo, al punto di esserne inseparabile, v’era dunque in lui un ardente amore per tutto ciò che è vero, buono e bello, e un non meno ardente rifiuto di tutto ciò che è falso, cattivo e brutto. Si nota in Plinio un’enorme capacità di amare, ma non indistintamente. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 - 11

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Il primo sguardo sul mondo Più tardi egli spiegherà che niente è mai entrato nel suo spirito senza che fosse stato previamente analizzato e quindi accolto come buono, verace o bello. A questo riguardo gli piaceva rievocare l’epitaffio di un grande predicatore brasiliano, il venerabile Frà Antonio Galvão (1739-1822): Qui animam suam in manibus semper tenens, colui che teneva sempre la sua anima nelle mani. Senso psicologico Questa rettitudine o innocenza dell’anima, mai inficiata da mezzi termini né compromessi, è la matrice e il filo conduttore dello sviluppo intellettuale e spirituale di Plinio Corrêa de Oliveira. Questa innata capacità di osservazione e di analisi si rivela particolarmente acuta nei confronti delle persone, vale a dire nel discernimento della psicologia umana. Plinio dimostra un raro senso psicologico che gli permette di conoscere a fondo le persone, la loro mentalità e perfino le inclinazioni più intime. Sotto, soldatini di piombo appartenienti a Plinio. Grande ammiratore dello spirito militare, egli giunse a possederne più di mille Sopra, l’anfora in alabastro che era appartenuta alla famiglia imperiale e che Plinio usava contemplare nel salotto di casa Lo spirito del giovane Plinio è caratterizzato da un’eccezionale capacità di osservazione e di analisi, accompagnata da un ardente amore per tutto ciò che è vero, buono e bello, e un netto rifiuto di tutto ciò che è falso, cattivo e brutto Spirito contemplativo In un’occasione, quando aveva appena cinque anni, egli si presenta a una riunione familiare e chiede il permesso di “fare un discorso”. Senza aspettare la risposta, si arrampica su una sedia e comincia a esternare osservazioni psicologiche su ognuno dei presenti. Osservazioni d’altronde così azzeccate che viene costretto a finire prematuramente il “discorso”, prima che rivelasse cose imbarazzanti per qualcuno dei presenti... All’eccezionale capacità di osservazione e di analisi, si accompagnava una non meno eccezionale facilità di risalire dalle cose materiali a quelle spirituali, vale a dire un innato spirito di contemplazione. S. Tommaso insegna che la creazione è come uno specchio che riflette le infinite perfezioni di Dio, e che quindi possiamo risalire dalle cose create a quelle eterne: “Nelle cose si trova il bene, il vero, il bello e altre simili perfezioni in un grado maggiore o minore. Ma il grado maggiore o minore si attribuisce alle diverse cose secondo che si accostino di più o di meno ad alcunché di sommo e di assoluto. Vi è dunque qualcosa che è vero al sommo, ottimo e bellissimo, e di conseguenza qualche cosa che è il supremo ente (...) e questo chiamiamo Dio” (Somma Teologica I, q. 2, a. 3). 12 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 Dio è causa esemplare dell’universo, cioè un Essere increato e infinitamente bello, la cui bellezza si rispecchia in mille modi nelle creature, in maniera

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Dio è causa esemplare dell’universo, cioè un Essere increato e infinitamente bello, la cui bellezza si rispecchia in mille modi nelle creature Sin da bambino Plinio è stato oltremodo sensibile alla bellezza divina rispecchiata nel creato Sin da bambino Plinio è stato oltremodo sensibile alla bellezza divina rispecchiata nel creato. Per niente misantropo, egli tuttavia dedicava buona parte del suo tempo a contemplare ed a riflettere. Il mare, i fiori, la natura e, soprattutto, le opere del genio umano come palazzi, abiti e mobili richiamavano irresistibilmente la sua attenzione. Ma egli non rimaneva nell’osservazione, bensì cercava sempre di risalire ai valori superiori rispecchiati in ogni cosa. Per esempio, egli si chiudeva spesso nel salotto di casa per contemplarne l’arredamento. tale che non c’è nessuna creatura che, in un modo o nell’altro, non rifletta la bellezza increata di Dio. Soggiorno in Europa Fra gli oggetti che più richiamavano la sua attenzione, v’era un’anfora in alabastro che era appartenuta alla famiglia imperiale. Egli si compiaceva nell’immaginare un mondo fatto di alabastro e, quindi, nell’analizzare i principii di bellezza e di ordine consoni a questo mondo ideale. Questo soggiorno in Europa segna una tappa cruciale nello sviluppo intellettuale e spirituale di Plinio. La brillante raffinatezza della Francia, la fermezza militare della Germania imperiale, la geniale vivacità dell’Italia, insomma le ricchezze della civiltà cristiana europea lo affascinano e aprono il suo spirito a orizzonti mai prima sognati. chirurgico per la rimozione di calcoli biliari. Era venuta a sapere che un noto clinico tedesco, il professor August Bier, medico personale del Kaiser, operava con una nuova tecnica da lui approntata e quindi si imbarcò alla volta del Vecchio Continente, accompagnata dalla famiglia. Nel 1912 donna Lucilia, la sua amatissima madre, dovette sottoporsi ad un delicato intervento Il duomo di Colonia, per esempio, è per lui il primo incontro con le meraviglie dell’arte gotica. La visita al castello di Versailles gli schiude gli splendori dell’Ancien Régime. Nella fastosa dimora del Re Sole, Plinio scopre una raffinatezza, uno stile di vita, un modo d’essere che lo inebriano. Ne rimane così rapito da non voler più andarsene. Esprime il suo entusiasmo con un gesto proprio dell’età, aggrappandosi alla ruota d’una meravigliosa carrozza. “In quell’occasione — egli dirà più tardi — io capii lo splendore sacrale della monarchia”. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 - 13

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Il primo sguardo sul mondo Un giorno, mentre giocava nella camera dell’Hotel Royal a Parigi, Plinio avverte un rullio di tamburi e squilli di trombe. Si affaccia al balcone e vede passare una sfilata di corazzieri a cavallo, a sciabole sguainate e bandiere spiegate. Ne rimane così rapito, che il padre sarà costretto a “svegliarlo” come da un sogno. Il suo agile spirito vi aveva ravvisato un’altissima manifestazione dello spirito militare, che gli rimarrà impressa per sempre. Il soggiorno in Europa segna una tappa cruciale nello sviluppo intellettuale e spirituale di Plinio. Le ricchezze della civiltà cristiana europea lo affascinano e aprono il suo spirito a orizzonti mai prima sognati Sopra, il teatrino di burattini nella piazza del Rond Point, dove Plinio polemizzava col “coccodrillo” anticlericale Sotto, una carrozza nel museo di Versailles 14 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / ottobre 2015 Di conseguenza, le riunioni familiari erano frequentemente scenario di accesi dibattiti ideologici, ma senza che venisse meno il clima di rispetto e compostezza consono a gente di buona educazione. Non potendo intervenire in Ma non tutti nella famiglia di Plinio erano cattolici e monarchici. Alcuni zii sbandieravano anzi convinzioni positiviste e repubblicane, atteggiandosi a profeti del nuovo secolo. Il piccolo polemista Poco prima di lasciare la Francia, donna Lucilia prese a servizio una istitutrice bavarese, fräulein Mathilde Heldmann. Già precettrice in diverse famiglie nobili europee, fräulein Mathilde accompagnerà Plinio fino all’adolescenza, istruendolo nelle maniere dell’alta società e, soprattutto, istillando nel suo spirito quella fermezza propria dell’anima tedesca. “Uno dei più grandi benefici che mamma mi ha fatto — dirà più tardi Plinio Corrêa de Oliveira — è stato l’ingaggio di fräulein Mathilde. Lei ha perfezionato il mio francese, mi ha insegnato l’inglese e, naturalmente, anche il tedesco, lingua nella quale parlavamo normalmente. Ma io le sono soprattutto grato per avermi insegnato il metodo tedesco”.

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questi dibattiti, vista la sua tenera età, Plinio tuttavia li seguiva con attenzione, parteggiando in cuor suo per i cattolici tradizionali. Il polemista che era in lui si stava gradualmente svegliando. A Parigi, donna Lucilia soleva portare Plinio e sua sorella al teatrino di burattini nella piazza del Rond Point. Siamo in pieno periodo laicista e le rappresentazioni avevano spesso un sapore anticlericale. Una volta, un coccodrillo voleva “divorare” un sacerdote in talare, inveendo contro la “peste nera del clero”. Il Medioevo appare a Plinio Corrêa de Oliveira come la più alta realizzazione storica dell’ideale cattolico. Egli comprende e ama quella “dolce primavera della Fede” in cui, nelle parole di papa Leone XIII, “la filosofia del Vangelo governava gli Stati” Sotto, castello di Coca, Spagna A dx., cavaliere templare Era più di quanto Plinio potesse tollerare. Balzando in piedi sulla sedia, egli affrontò il coccodrillo: “Ce n’est pas vrai! Tu non lo puoi fare! Egli è un prete di Dio! Sei un malvagio! Lascia che ti sistemo io!” Il burattinaio colse l’occasione al volo e, tra gli applausi del giovane pubblico, trasformò il resto della scena in una vivace e interessante polemica tra Di ritorno dall’Europa, Plinio comincia a leggere attentamente libri e riviste di storia, fra cui il Journal de l’Université des Anna- La prospettiva storica il “coccodrillo” anticlericale e l’impertinente bambino che, con tanto di dito accusatore, difendeva Chiesa e religione. les, che riportava vivaci conferenze su svariati temi storici. Nel contatto col passato, si aprono per lui nuovi orizzonti. La sua naturale facilità di osserva- TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ /ottobre 2015 - 15

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