L'APRILE DEL 1945 FRA TIRANO E GROSIO

 

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l aprile del 1945 fra tirano e grosio a cinquant anni dallo scontro di grosio dall incendio di sernio dalla battaglia di tirano cronaca e ricordi a cura di william marconi

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ch io ho veduto tutto l verno prima lo prun mostrarsi rigido e feroce poscia portar la rosa in su la cima dante paradiso xiii 133-135 l aprile del 1945 fra tirano e grosio a cinquant anni dallo scontro di grosio dall incendio di sernio dalla battaglia di tirano cronaca e ricordi a cura di william marconi

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indice x a modo di presentazione x premessa x la situazione a fine 1944 e agli inizi del 1945 x inizia la ripulitura dell alta valle la battaglia del 9 aprile lo scontro di grosio sernio e la rappresaglia fascista battaglia di tirano la x la cronaca in dettaglio secondo atti ufficiali ricostruzioni testimonianze il ridotto alpino repubblicano la battaglia del 9 aprile lo scontro di grosio del 18 aprile sernio patisce la rappresaglia fascista la battaglia di tirano appendice x il fatto di vervio 3 febbraio 1945 x memoriale di darnand del 16 luglio 1945 x lettera a de gaulle di darnand dalla cella di condannato a morte x guardia di notte racconto x note

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a modo di presentazione il terribile e doloroso dovere caro william la prima impressione che ricevo da queste tue pagine è la tranquilla diligenza con cui ripercorri l ultima fase della lotta di liberazione nella zona di tirano non si direbbe che hai avuto a disposizione prima che documenti di archivio i ricordi personali scrivi infatti dei momenti aspri e convulsi nei quali fosti coinvolto in quei giorni dal 9 al 28 aprile insieme ai compagni della gufi con la distensione emotiva propria dei pòsteri parli del nemico in guerra ahinoi ci si batte fra nemici degli incendi di case della sua intenzione di eliminarvi in un linguaggio disarmato privo di asprezze ostili non accenni neppure a ripicche trionfalistiche verso i vinti connazionali o no la tua è una esauriente rivisitazione del quadro di condizioni e di fatti dalla valgrosina a tirano nel convulso svolgimento di quello spazio di tempo consistenza numerica e composizione delle forze in campo armamento e dislocazione criteri delle azioni partigiane attacchi e contrattacchi botte e risposte alti e bassi nel ritmo e nella violenza degli scontri sviluppi prevedibili e colpi a sorpresa la chiave di impostazione dunque e il tessuto espositivo non tendono a suscitare reazioni guidate ma a informare seriamente tant è vero che le tue fonti scritte provengono sia dai comandanti partigiani che dagli ufficiali della repubblica di salò e a ragione anzitutto perché ti sei scelto un ambito geografico particolare della resistenza valtellinese e lombarda dentro il medesimo orizzonte di finalità generali ti inserisci così nella resistenza più lunga di fini e giannantoni con la vetrina del tiranese ingrandimento su scala minore evidentissimo nei particolari ma vi agisce anche il senso del passato remoto che il cinquantesimo ispira quella di oggi infatti è ben altra dalla valtellina di cinquant anni fa cinque volte dieci anni gli anziani e molti maturi di allora ci han lasciati per sempre i giovani di quel tempo come noi camminano dentro la vecchiaia i bambini e ragazzi che ci vedevano passare stanno diventando nonni gli ignari neonati del 45 avanzano in piena maturità nello spazio di due generazioni insomma stando al bilancio demografico degli arrivi e dei commiati la popolazione non è più la medesima la memoria di quegli avvenimenti dunque diradandosi i ricordi galleggia sempre di più sul sentito dire libri scuola film sottolineano e allontanano quel passato remoto gli storici nei loro laboratori critici voltano e rivoltano da tutti i possibili punti di vista la resistenza velata talvolta di ideologismo non sempre ne esce riconoscibile nell attraversare in clima democratico questo spessore di tempo s è disperso lo stato d animo di guerriglia mentale e linguistica tu lo dimostri senza fatica non fanno bene alla salute della democrazia non giovano alla libertà le ghiacciaie dei rancori i venti retorici sono inutili basta la conoscenza del fascismo come malattia di un sistema politico-sociale incapace di rinnovarsi e di salvare la libertà malattia che si andò aggravando fino a contaminare la coscienza nazionale fino al delirio di legare il nostro destino al nazismo nel mettere a ferro e fuoco l europa l italia come sappiamo ne uscì in ginocchio malconcia peggio della patria mia del leopardi fino alla dolorosa necessità al terribile dovere della lotta di liberazione caro william il racconto autobiografico finale distende l atmosfera tesa e drammatica della cronaca con una quieta scorrevole escursione in una notte partigiana venata di poesia intinta di arguzia senza un filo di livore giulio spini morbegno 30 ottobre 1995

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a cinquant anni dagli scontri di grosio dall incendio di sernio dalla battaglia di tirano cronaca e ricordi premessa con le pagine che seguono mi propongo di conseguire un obiettivo alquanto modesto infatti non tento di rappresentare la vita nei nostri paesi nell ultimo periodo della seconda guerra mondiale che si concludevano cinquant anni or sono con avvenimenti tragici nemmeno tento di delineare le vicende della lotta partigiana nella nostra zona non risponderò quindi a domande di questo tipo come vivevano gli abitanti dei nostri paesi tirano sernio grosio mazzo come si svolgeva il lavoro della nostra gente c era pane per tutti c erano alimenti a sufficienza vestiti calzature ci si poteva spostare liberamente e comodamente nell ambito del territorio provinciale e fuori quali erano i rapporti dei cittadini con i fascisti i tedeschi i francesi i partigiani forse sarebbe interessante per chi visse quei tempi rinfrescarsi la memoria sarebbe magari utile e conveniente per chi è nato negli anni quaranta avere informazioni corrette su un periodo che in forme diverse ha lasciato tracce e influisce ancora su questi nostri giorni per tutti varrebbe la pena riflettere sui problemi che allora si dibattevano sulle speranze di tutti in un futuro migliore per l italia e per gli italiani per infine concludere che il bilancio nonostante molte delusioni resta ancora in attivo non mi sento di affrontare un compito di così arduo impegno allora provo a ricostruire i venti giorni della lunga battaglia durata dal 9 al 28 aprile 1945 nei momenti più drammatici sarà per chi c era un modo per rivivere nella memoria quel periodo un poco più ordinatamente spero ciascuno potrà inoltre completare con i ricordi personali.il racconto che si forma a più voci e che ho cercato di ordinare gli attuali cinquantenni attraverso le pagine che seguono avranno la possibilità di conoscere sia pure in maniera sintetica le vicende vissute dai nonni e dai padri non mancheranno imprecisioni nei dettagli e può darsi anche che non si farà memoria di accadimenti obiettivamente importanti ciò dipende dal fatto che per il presente lavoro ho utilizzato i documenti ufficiali esistenti nell archivio dell anpi associazione nazionale partigiani d italia essi sono spesso telegrafici talvolta mancano addirittura anche per situazioni e episodi di rilievo per colmare alcune lacune mi sono servito di quattro pubblicazioni due francesi e due italiane di cui più avanti vengono riprodotti ampi stralci e di testimonianze pubblicate sulla stampa locale o raccolte da persone presenti ai fatti descritti ho cercato di essere obiettivo nei commenti e nelle precisazioni mi astengo da giudizi e mi attengo al modo di vedere di m bloch che nella sua apologia della storia afferma là dove non possiamo più nulla là dove gli ideali comunemente accettati differiscono profondamente dai nostri essa etichettatura=giudizio non è che un impaccio siamo davvero tanto sicuri di noi stessi e del nostro tempo per separare nella folla dei nostri padri i giusti dai reprobi assolutizzando i criteri puramente relativi di un individuo di un partito di una generazione che stupidaggine applicarne i dettami al modo con cui silla governò roma o richelieu gli stati del re cristianissimo la storia permettendo spesso che l albo d oro avesse la meglio sul registro d esperimenti si è gratuitamente guadagnata la fama di essere la più incerta delle discipline alle vuote

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requisitorie succedono infatti altrettanto vane riabilitazioni robiesperristi antirobespierristi noi vi chiediamo grazia per pietà diteci semplicemente chi fu robespierre .1 non etichettature non giudizi quindi semplicemente dirò come fu tra tirano e grosio l aprile del 1945 conoscerlo sarà comunque utile potrebbe servire e spero che serva a tener viva la memoria collettiva della nostra comunità a capirne meglio il presente la situazione a fine 1944 e agli inizi del 1945 per i partigiani fu un brutto inverno quello del 1944 le formazioni della bassa valle si erano quasi completamente sciolte dopo il duro rastrellamento di fine novembre in valmasino gran parte dei gruppi con i loro comandanti era finita in svizzera là la salvezza era stata raggiunta a prezzo di gravi sacrifici e per l ambiente sui passi alpini percorsi e clima e per l incalzare delle truppe fasciste nella nostra zona i ribelli si erano trasferiti tutti dalle località iniziali sulle orobie alle nuove sedi sulle retiche nel versante alla destra dell adda ai lati dell imbocco della valgrosina in questa stessa valle e sulle pendici del masuccio piccoli gruppi nelle zone di aprica e di villa di tirano non pochi patrioti alternavano giornate e notti tra le casa di famiglia e la sede della formazione di appartenenza in alta valle erano stati occupati da formazioni partigiane livigno cancano e altre località della valdidentro i nostri gruppi si erano formati spontaneamente nell estate precedente c erano i militari già appartenenti all esercito sbandati dopo l otto settembre 1943 non s erano presentati alla precettazione delle autorità della repubblica sociale italiana rsi nemmeno avevano scelto la via per certi aspetti più comoda dell internamento in svizzera s erano fermati a casa fino a che si erano sentiti relativamente sicuri di non essere prelevati e spediti spediti non è usato a caso in germania numerosi erano i giovani alcuni di loro non avevano risposto alla chiamata di leva della rsi altri si erano presentati ai centri di reclutamento e successivamente avevano disertato e alla svizzera avevano preferito la montagna nati e educati nel periodo fascista avevano cominciato a capire gli errori gravi e irrimediabili di chi li aveva governati per vent anni e intendevano dare il loro contributo per rinnovare la politica e le istituzioni c erano anche maturi antifascisti che avrebbero potuto tranquillamente starsene a casa a casa per vari motivi personali restavano sempre pronti a intervenire se necessario i fiancheggiatori i collaboratori dei partigiani gli appartenenti cioè alle sap squadre d azione partigiana non mancavano nell uno o nell altro gruppo elementi propensi più all avventura che motivati da alti ideali fegatacci non sempre controllabili anche se in occasioni rischiose determinanti con intervento spavaldamente temerario e del resto tipacci spietati nella loro esaltazione erano numerosi anche nelle squadre fasciste l inverno aveva determinato una lunga pausa dell attività partigiana erano quasi del tutto cessate le azioni intraprese per lo più per procurare armi mediante prelevamento di fascisti per assicurare alimenti e rifugio ai resistenti e per iniziative di disturbo di vario genere nei confronti dei repubblichini dei tedeschi e delle loro iniziative durante l inverno però il comandante camillo destinato in valle tra luglio e agosto aveva svolto un importante lavoro organizzativo i vari gruppi erano stati inquadrati nella 1.a divisione alpina valtellina g.l g giustizia l libertà erano stati definiti i quadri dei comandanti a diverso livello era stata attivata una rete per le comunicazioni attraverso le dotazioni dell azienda elettrica municipale di milano telefono e telescrivente erano continuati e s erano fatti più stretti e proficui i contatti con gli alleati attraverso i loro rappresentanti in svizzera.

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non è possibile indicare con esattezza la consistenza delle forze partigiane ai primi mesi del 1945 intanto come s è già detto i reparti avevano un numero fluttuante di appartenenti in secondo luogo bisogna tener presente che le espressioni battaglione brigata divisione termini mutuati dal vocabolario dell ex esercito italiano non corrispondevano a quelli per il numero dei componenti un solo esempio il battaglione tirano in tempo di pace era composto da tre plotoni ciascun plotone contava 50-60 alpini tre plotoni formavano una compagnia 150-180 appartenenti cinque compagnie alle tre di base erano aggiunte la compagnia comando e la compagnia cannoni un battaglione 750-800 alpini circa tre battaglioni il tirano l edolo e il morbegno insieme erano il 5° reggimento 2800-3000 soldati la divisione aveva ovviamente un organico ancora maggiore in tempo di guerra poi venivano aggiunti a quelli di base altri reparti specializzati e allora per concludere la brigata gufi per dire non contò che trenta-trentacinque persone ciò a fine 1944 dal febbraio 1945 e soprattutto tra marzo e aprile il numero si triplicò i vari battaglioni della brigata mortirolo o della brigata stelvio comprendevano mediamente 25-30 persone anhe per tali formazioni aumento consistente tra febbraio e aprile 1945 in complesso azzardo mancando documentazione ufficiale sull argomento i partigiani nella nostra zona da tirano a livigno come indicato sopra potevano essere cinque-seicento ad essi si aggiunsero nel corso dell aprile anche i collaboratori delle sap ai primi di febbraio del 1945 era rientrato dalla svizzera marcello nuovo comandante già ufficiale dei carabinieri aveva continuato e intensificato il lavoro organizzativo tra la fine di febbraio e l inizio di marzo erano iniziati i lanci americani a livigno e nella piana a monte della chiesa di eita in valgrosina con i paracadute arrivava di tutto indumenti generi alimentari in confezioni varie medicinali esplosivo e soprattutto le ambite armi di tutti i tipi e relative munizioni alle armi in dotazione qualche cenno con descrizione popolare e comunque non quella degli esperti si trovavano pistole di vario tipo a tamburo e semiautomatiche fucili mod 1891 moschetti mod 1891 modificato caricatori di sei colpi per ogni sparo bisogna con apposito congegno manualmente usato mettere in canna un colpo dopo aver estratto il bossolo del colpo sparato mitra fabbricazione italiana simile alla vista al moschetto dal quale si differenzia per il copricanna tutto bucato per favorire il raffreddamento spara a ripetizione e a raffica mettendo in canna il colpo dopo aver espulso il bossolo del colpo precedente il tutto automaticamente caricatore di quaranta colpi mitragliatore fiat arma automatica a lunga gittata può essere appoggiata a terra mediante due piedini mitragliatrice breda è montata su treppiede automatica è alimentata a nastri di colpi mitragliatore hotchiss simile al mitragliatore fiat fucili simili al 91 di provenienza estera mortai piccoli armi tutte procurate in vario modo accantonate all 8 settembre acquistate sottratte ai nazifascisti il lanci arricchirono la dotazione pistole di grosso calibro semiautomatiche mitragliette fusto in lamiera stampata d acciaio massiccio solo la canna e i congegni necessari per far partire il colpo sparano a raffica caricatore di quaranta colpi servono solo a distanza ravvicinata fucili ripetitori non è necessario operare manualmente per espellere il bossolo vuoto e caricare il nuovo proiettile mitragliatori tipo bren tiro utile fino a trecento metri e oltre caricatore verticale sopra la camera di scoppio congegno di mira laterale munito di bipiede mitragliatrice pesante 12,7 mm montata su treppiede mortaio da 60 mm e mortaio da 75 mm sparano una bomba alla volta che parte quando viene calata nel tubo e percorre una parabola alta che consente di colpire il bersaglio anche se nascosto dietro ostacoli naturali o artificiali bazooka tubo di lunghezza di poco superiore al metro risultante dall innesto a baionetta di due metà spara un razzo che fonde corazze e scoppia l accensione avviene collegando il razzo in coda con una pila incorporata nell impugnatura mediante la pressione

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sul grilletto è essenzialmente arma anticarro da ricordare le bombe a mano di vario tipo e esplosivo di diversi natura e impiego l armamento delle formazioni fasciste era più o meno quello descritto sopra nella parte che precede l elenco di quanto paracadutato dagli alleati bisogna però aggiungere le mitragliere da 20mm di solito montate su autocarro considerati la loro dimensione e il peso cannoni da 75mm pugni corazzati anticarro qualche autoblindo e un carro armato mi si perdonino la descrizione approssimativa e l incompletezza dell elencazione e i fascisti con armamento modesto ma non insufficiente pavolini quanti erano anche per loro è assai difficile essere precisi in primo luogo i termini usati per i reparti quelli dell ex esercito non indicano per numero di uomini la tradizionale consistenza non è ormai più possibile stabilire in che misura si siano incrementate le forze in campo per nuovi arrivi nel corso delle operazioni quindi solo a titolo indicativo si possono dare i seguenti dati camillo in un rapporto senza data stima 500 armati fascisti arrivati per il rastrellamento ad essi vanno aggiunti 100 brigatisti già presenti in loco nei vari presìdi e una cinquantina di tedeschi pavolini nella lettera al duce cita la brigata nera firenze con 120 uomini la compagnia cremona con 100 la brigata nera locale con 100 la compagnia confinaria per la quale non ci sono altre indicazioni il numero dei componenti per analogia potrebbe essere di 100 tali reparti potranno essere affiancati lo saranno da un battaglione della brigata nera mobile alpina e dalla tagliamento arriveranno la gatti e la manganiello pisanò vedere più avanti gli stralci dal suo libro afferma che la colonna partita da grosio diretta a sondrio e bloccata il 27 aprile a madonna di tirano contava più di 700 uomini che diventano oltre mille quando sta per lasciare tirano la colonna si sgancerà da tirano per sondrio nella notte tra il 27 e il 28 in essa non sono compresi i reparti che rimasero a tirano anche il 28 alla torre torelli alle scuole elementari di piazzale credaro si aggiunga poi che da date non precisate venne registrata la presenza della brigata nera pistoia di battaglioni m mussolini di reparti della guardia del duce sempre che questi ultimi due non siano la stessa cosa verso la metà di aprile il 13 arrivò anche un contingente della milice di pétain al comando di darnand erano circa cinquecento uomini non fedeli le relazioni che indicano in 2000 o addirittura 3000 la consistenza del contingente il reparto della milice proveniva da sesto s giovanni vi era arrivato dalla germania verso il 13 marzo 1945 c erano anche alcuni nuclei di tedeschi scarsa la loro importanza anche perché non presero parte a operazioni belliche inizia la ripulitura dell alta valle cronaca telegrafica l idea di realizzare il ridotto alpino repubblicano r.a.r in valtellina era stata ventilata e poi proposta da alessandro pavolini segretario del nuovo partito fascista il concentramento della gran parte di forze fasciste nella nostra valle avrebbe consentito secondo lui essendo ormai quasi completamente occupato dagli alleati il territorio della rsi l estrema difesa dei fascisti e avrebbe protetto il fianco germanico nell alto adige mussolini stesso non aveva accolto con grande entusiasmo il proposito ancora meno propensi alla realizzazione i tedeschi che per non citare altri motivi di dissenso vedevano la cosa come intralcio a probabili trattative segrete di resa in corso con gli alleati alla fine però l attuazione del ridotto fu tentata si trattava di ripulire la valle vedere più avanti la lettera di pavolini la ripulitura secondo il pavolini sarebbe stata relativamente

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facile in bassa valle invece il problema si prevedeva di più difficile soluzione nella zona da tirano a bormio anche il battaglione della milice dalla germania dove si trovava poté passare in italia come richiesto da darnand a condizione che avrebbe combattuto contro i partigiani italiani vedere più avanti lo stralcio da histoire de la milice le operazioni ebbero inizio il 9 aprile e terminarono il 28 seguente fu una lunga battaglia con scontri quotidiani e sono prova i notiziari giornalieri che il comando battaglione misto operante fascista teneva nella sua sede in mazzo erano datati zona operazioni iniziano con il 9 aprile 1945 xxiii e si concludono col 23 giornalmente vengono registrati episodi di diversa importanza per gli scontri a fuoco e per le perdite di uomini anche il diario storico della 1a divisione alpina valtellina di camillo redatto in anni successivi al 1945 verosimilmente in base a appunti e ricordi personali annota giorno per giorno gli avvenimenti la linea di schieramento2 correva dalle alture sopra grosotto all imbocco della valgrosina con postazioni su entrambi i lati della stessa fino al passo del mortirolo dove erano attestate le fiamme verdi della tito speri i nostri partigiani si trovavano a monte di tale linea all entrata della valgrosina a valle erano i fascisti da mazzo a tirano con presidio quasi assediato a grosio non assediati ma con piena libertà di movimento piccoli gruppi di partigiani si trovavano in zona baruffini villa di tirano aprica pronti ad agire se opportuno o necessario come di fatto accadde la battaglia del 9 aprile la notizia che era imminente l inizio dell azione di ripulitura decisa dai fascisti trovò conferma e fu riferita ai comandanti partigiani ai primi di aprile fu deciso che la brigata gufi lasciasse la ex caserma della guardia di finanza di schiazzera 3 facciata carlo e don renato e si spostasse in valgrosina prima però avrebbe dovuto contrastare eventuale attacco dei fascisti prevedibilmente diretto verso la valle medesima appostandosi sul versante opposto così da minacciarli alle spalle nella notte fra sabato 7 e domenica 8 il gruppo con armi munizioni e le poche cose personali lasciò quello che era stato per alcuni mesi la sua base e attraversata l adda raggiunta la centrale idroelettrica a pochi metri dall argine sinistro ai piedi della costa sotto il mortirolo salì le centinaia di scalini che si trovano a lato dei tubi della condotta era l alba quando gli arrivi al piano del bacino si susseguivano a brevi intervalli i giovani stracarichi stanchissimi si stendevano per terra nel primo posto libero trovato in cerca di riposo e di sonno passò calma la giornata di domenica la battaglia cominciò alle prime ore di lunedì 9 le truppe fasciste da mazzo si dirigevano in direzione di grosio sul versante sinistro della valle attraverso i castagneti e i boschi tra mazzo 551 m slm appunto la località s matteo 872 m slm e sotto madonna di pompei 1423 m slm4 ci furono all inizio sparatorie con armi leggere sparse fra casolari prati boscaglie intervenne in seguito la mitragliera da 20 mm dei fascisti era montata su un autocarro posteggiato a fianco del muro di cinta del cimitero di mazzo continuarono le raffiche delle armi individuali i partigiani inaugurarono il mortaio da 75 mm da poco in dotazione e per ore tacque di conseguenza la mitragliera che riprese a sparare verso sera quando le traccianti cominciavano a rigare il cielo che ormai imbruniva i gufi di notte ripresero la marcia di trasferimento carichi e più stanchi di quando li avevano saliti discesero gli scalini la peggiore tortura della giornata e salirono a supiani 5 nella valgrosina sopra grosotto sul versante alla destra del roasco vi sarebbero rimasti fino al termine delle operazioni.

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lo scontro di grosio come s è detto sopra darnand6 ottiene di passare in italia a patto che combatterà i partigiani italiani l ordine è di nettoyer la vallée de la valtellina à proximité de la frontière suisse nettoyer nettare spazzare fare repulisti eliminare la sporcizia quella che dovrebbe essere l opera di ripulitura inizia per i francesi nella note tra il 17 e il 18 aprile la loro colonna essa è composta da gran parte degli uomini arrivati a tirano si dirige verso grosio lungo la strada nazionale appena passato il ponte sul roasco all uscita da grosotto due autocarri carichi di armi munizioni e viveri si fermano per misura precauzionale in attesa degli eventi quando la colonna degli appiedati è all altezza della centrale dell aem una pattuglia della mortirolo durante il giro di ispezione l avvista e la bersaglia con raffiche anche gli altri partigiani dalla notte in allarme sulle alture sotto ravoledo aprono immediatamente il fuoco al combattimento che durerà tutta la giornata con brevi intervalli prendono parte oltre tutti i battaglioni della mortirolo il grosso della gufi con carlo quelli della sondrio con caligola foglia con i suoi della stelvio vengono usate tutte le armi di cui i partigiani sono dotati oltre quelle leggere e le mitragliatrici pesanti martella i francesi anche la grossa mitragliatrice 12,7 mm pure i mortai si fanno sentire i bazooka colpiscono ripetutamente i due autocarri fermi poco oltre il ponte del roasco che prendono fuoco guglielmo e il moro cadono in circostanze diverse i morti accertati dei francesi sono 13 i loro resti e segni di ricordo dei nove sepolti a grosio lapide e dei quattro sepolti a tirano verranno ricuperati e traslati in francia negli anni sessanta sernio patisce la rappresaglia fascista dal 9 aprile non vi è più stata tregua negli scontri tra mazzo e grosotto i fascisti forse convinti di avere già ripulito la zona tra tirano e mazzo si muovono in essa con tranquillità ed eccessiva disinvoltura così una pattuglia cinque legionari proveniente forse da mazzo oltrepassato il ponte di sernio si dirige verso tirano non si sa con quale obiettivo non adottando le precauzioni ovvie e doverose in terreno di guerra a 100-150 metri dal ponte dove la strada per brevissimo tratto corre incassata tra due scarpate viene sorpresa e annientata da un commando della gufi di stanza in zona baruffini per rappresaglia i fascisti incendiano sernio evidentemente essi che datano i loro notiziari dalla zona operazioni considerano il fatto estraneo alle operazioni e si comportano come è stato loro costume purtroppo dall estate del 1944 in tutta la valtellina infieriscono sulla popolazione inerme e sulle sue cose una breve cronaca dell avvenimento si trova nel libro del pisanò essa è resoconto falso infatti 1 il fatto è accaduto di prima mattina non nel pomeriggio come si riferisce nel libro 2 la pattuglia fu sorpresa lungo la strada non in una cantina di sernio 3 l incendio fu appiccato tra le 10 e le 11 non nel pomeriggio 4 testimoni sopraggiunti non più di un quarto d ora dopo la sparatoria non scorsero alcun segno di sevizie sui poveri corpi giacenti sull asfalto non occhi strappati né organi genitali in bocca presso i quali si trovava già un fascista in divisa con fucile non automatico in spalla verosimilmente in attesa dei camerati che sarebbero venuti a ricuperare i caduti.

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la battaglia di tirano nella seconda parte del presente scritto vengono riportate dettagliate descrizioni dell avvenimento sono quasi tutte opera dei vinti poche le memorie di origine ufficiale partigiana e di comuni cittadini redatte negli anni che seguirono la fase conclusiva delle operazioni iniziate il 9 aprile tra mazzo e grosotto sul versante ai piedi del mortirolo e continuate per quasi tutto il mese come s è visto si sviluppa in due momenti meglio in due giornate la prima il 27 aprile vede la colonna dei fascisti oltre settecento persone mille secondo pisanò distribuite su autocarri e accompagnate da autoblindo e da un carro armato bloccata dal fuoco partigiano all ingresso di piazza basilica a madonna di tirano i fascisti partiti da grosio intendevano congiungersi con la colonna che accompagnava mussolini e stava risalendo il lago di como lungo la sponda destra l obiettivo non fu raggiunto e secondo il pisanò ciò mutò probabilmente il corso della storia i gufi di villa di tirano ritardarono lo spostamento con il loro intenso e continuato fuoco dal dirupo di s perpetua cartolina solo a notte i fascisti poterono proseguire lasciarono la caserma torelli dove si erano concentrati e seguendo l adda proseguirono fino a ponte in valtellina dove si arresero ai partigiani il 28 aprile sabato ci fu lo scontro conclusivo a tirano centro all interno dell abitato le forze fasciste e quelle di chi le sosteneva erano distribuite come segue nell edificio delle scuole elementari nell attuale piazzale credaro brigate nere di varia denominazione nel vicino asilo d infanzia i francesi di darnand che non avevano trovato posto nella caserma torelli era situata nell area attualmente occupata dalle costruzioni in parte delle quali c è oggi la sede della filiale del credito valtellinese i francesi erano in totale circa cinquecento tra loro algerini e qualche russo nella torre torelli ancora fascisti così come nella caserma dei carabinieri che a quel tempo era in locali esistenti tra palazzo marinoni e l edificio oggi ricostruito che è ancora sede della filiale della banca popolare in piazza cavour un piccolo gruppo di fascisti tra i quali quattro ausiliarie era ospitato nell albergo petrogalli era anche mensa del reparto che si trovava lungo viale italia di fronte al centro commerciale dei nostri giorni nell area di quest ultimo c era allora il grand hôtel tirano che era sede di un gruppo trenta-quaranta di tedeschi non è possibile stabilire con sicurezza quanti erano coloro francesi e fascisti che cercarono per tutta la giornata di resistere ai partigiani si aggiravano sui mille forse erano di più i partigiani della gufi durante la giornata del 27 avevano lasciato la sede di supiani e avevano raggiunto tirano a sera tarda nel corso del 28 sarebbero arrivate anche gli altri gruppi dalla valgrosina e dalla zona di sondalo c erano così in città tutte le formazioni della l.a divisione alpina valtellina fatta eccezione per un battaglione della brigata stelvio che era impegnato a bormio e zona e raggiungeva tirano il giorno 29 non tutti i gruppi però erano presenti con gli organici al completo un calcolo approssimativo dà come risultato un numero di assedianti di trecento-trecentocinquanta uomini compresi i collaboratori delle sap e i partigiani dell ultima ora un osservatore impreparato che fosse stato presente alla resa delle armi da parte dei francesi alla sera si sarebbe meravigliato a vedere truppa così numerosa uscire dalla caserma torelli e arrendersi a quei quattro gatti con abbigliamento improvvisato e poco marziale che formavano una specie di cordone ai margini della strada per trattenere la folla dal ponte nuovo,oggi largo risorgimento fino all inizio di viale italia l accerchiamento della nostra cittadina e la parziale occupazione era stata realizzata nella notte i mortai erano nella zona di ca de camp in campone nelle vigne sopra il risciùn squadre con armi leggere erano calate nell abitato alcune dal dosso all albergo stelvio,

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altre s erano sistemate tra porta bormina e la chiesa parrocchiale altre ancora dirimpetto alla torre torelli c erano ancora armati nelle vigne di s perpetua e a roncaiola il combattimento durò dall alba fino alle 16-16.30 furono usate tutte le armi in dotazione da una parte e dall altra fucili ripetitori armi automatiche leggere e pesanti mortai di calibro diverso cannoncini anticarro bazooka intervennero anche autoblindo e un carro armato i partigiani ebbero due caduti e alcuni feriti i francesi morti tra il 27 e il 29 furono cinque altri tre cessarono di vivere all ospedale nella prima quindicina di maggio i fascisti persero oltre i cinque di sernio del 24 aprile altri nove uomini e due ausiliarie caddero anche tre tedeschi i dati forniti sono certi potrebbero esserci state altre morti non ufficialmente registrate lo svolgersi degli avvenimenti nelle due giornate di battaglia è descritto ampiamente nella documentazione che viene presentata di seguito con eventuali brevi commenti e le necessarie precisazioni concludo questa parte ricordando che i francesi rimasero prigionieri nella caserma torelli per circa venti giorni familiarizzarono con i loro custodi questi ultimi ebbero la possibilità di rilevare come fossero notevoli le scorte di viveri che il reparto della milice 7 aveva al seguito e come i militari avessero larghe disponibilità di danaro solo darnand se la svignò presto su insistenza dei suoi dice lui dopo aver consegnato ai servi di maria a madonna il tesoro la cassa cioè del battaglione francese visse per un mese e mezzo in un alpeggio nei pressi di edolo vestito da prete venne trovato trasferito prima a milano e poi in francia processato e condannato a morte fu fucilato il 10 ottobre 1945 anche i fascisti furono trattenuti circa un mese a tirano in condizioni peggiori di quelle dei francesi successivamente come loro furono trasferiti in campi di concentramento la cronaca in dettaglio secondo atti ufficiali ricostruzioni testimonianze le citazioni da qualsiasi fonte provengano sono tra quanto in esse affermato è da attribuire interamente agli autori che sono tutti indicati in carattere corsivo sono i miei commenti o precisazioni il ridotto alpino repubblicano dalla lettera al duce di alessandro pavolini segretario del partito fascista sondrio 5 aprile 1945 xxiii duce non sono potuto arrivare in valtellina per la strada dell aprica interrotta conoscete già la situazione della provincia di sondrio nuclei ribelli in valsassina dove sta operando il battaglione della brigata di como e in valchiavenna non hanno gran consistenza ma hanno attaccato il presidio di morbegno dove è la brigata nera manganiello la ripulitura di questa parte bassa della valtellina sarà relativamente facile più dura è la situazione dopo sondrio e soprattutto dopo tirano da tirano a bormio le comunicazioni sono attualmente interrotte e quindi i presidi di sondalo e bormio sono isolati più su ancora le fiamme verdi hanno occupato le centrali elettriche e il passo dello stelvio le fiamme verdi erano in valcamonica e anche al mortirolo non in valtellina n.d.c inoltre esse occupano parte delle vallate ai lati della strada che percorre tutta la valtellina sia verso il confine svizzero sia verso edolo e la strada dell aprica i ribelli sono organizzati in piccoli nuclei come ho detto nella bassa valle si tratta di gap comunisti nella montagna invece e da tirano in poi vengono tutti qualificati come fiamme verdi cfr sopra il loro armamento è copioso e buono di provenienza aerea angloamericana idem il munizionamento collegamento radio in una delle azioni recenti ha partecipato contro

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i nostri l aviazione nemica in sede tattica in parte le fiamme verdi cfr sopra sono inoltre truppa particolarmente atta alla montagna questo è il lato positivo per loro ma c è anche il negativo rappresentato dalla leva fatta dai partigiani nei paesi arruolando giovani tutt altro che volontari e che presumibilmente si sbanderanno quando vedranno che noi non siamo pochissimi e che facciamo sul serio i reparti hanno un certo numero di ufficiali inglesi e pare anche un colonnello inglese gli inglesi era la missione americana spokane hanno poi dei generali italiani inesistenti e questo secondo me è un vantaggio per noi specie se non ce ne saranno troppi da parte nostra sono andato a tirano con onori e stanotte cominciamo per conto nostro i comandanti tedeschi non erano d accordo un primo ciclo di operazioni per stanotte e domani è previsto il rastrellamento della zona a nord ovest della strada tirano-lovero fino al confine e al monte masuccio con occupazione delle caserme confinarie se tutto va bene domani notte si occuperà lovero per poi proseguire con altra azione a riprendere il controllo di mazzo grosotto grosio questo ciclo dovrebbe concludersi nelle nostre intenzioni col riprendere il controllo del ponte del diavolo vale a dire dell intera strada sondrio-bormio il ponte del diavolo era poco oltre sondalo al confne tra la contea di bormio e il terziere superiore della valtellina calcoliamo a questo scopo sulla brigata nera 120 uomini 100 uomini della compagnia di cremona 150 uomini della b.n locale più una compagnia della confinaria armamento modesto ma non insufficiente e se la fortuna aiuta penseranno i partigiani e integrarlo possiamo contare su qualche altro reparto nei giorni successivi frattanto continuerà il concentramento di altri reparti in modo da poter abbordare successivamente le altre due operazioni una nel livignasco e una per riprendere il controllo dello stelvio e delle centrali per queste operazioni le forze e le armi attuali non sono assolutamente bastanti all operazione che s inizia stanotte cioè quella per ristabilire la comunicazione sondrio-bormio sarebbe probabilmente necessario il concorso di una parte delle forze che sono a edolo e sulla via dell aprica nel senso che facessero almeno un azione dimostrativa tale da impegnare reparti che altrimenti graviteranno per impedirci l accesso ai paesi del fondo valle tento di mandare messaggi ai 2 battaglioni della brigata nera mobile alpina e alla tagliamento ma non so se la dipendenza germanica consentirà loro questa partecipazione nel pomeriggio di domani venerdì penso di tenere a sondrio la riunione di tutte le autorità e di tutti i comandanti di reparto militare comunicando il vostro ordine circa i poteri attribuitimi e circa la generale dipendenza d impiego del comandante onori urgente appare invece la sostituzione del col ramaccini negli stessi reparti della guardia che ho visitato il malumore nei suoi riguardi è purtroppo evidente e gli si addebita di agire da spegnitoio su ogni entusiasmo e su ogni iniziativa e in urto con tutte le autorità locali mi tratterrei qui fino a sabato per poi dedicarmi ad affrettare l invio degli altri reparti e dl magazzinaggio da milano ho visitato l interruzione dell aprica non è gran cosa circa 40 metri nei fascisti nelle due province di como e sondrio ho trovato ottime impressioni per il comunicato del direttivo nei reparti di brigate nere e di guardia visti quassù lo spirito nel vostro nome è molto alto con profonda devozione alessandro pavolini per riassumere e se i comandi alleati non metteranno eccessivi bastoni fra le ruote riscontro qui perfettamente eseguibili i vostri ordini ripulitura di tutta la provincia entro il 30 aprile a tale data portare la forza a 5000 uomini

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inizia l azione di ripulitura lo scontro del 9 aprile da com era rossa la mia valle una storia di antiresistenza in valtellina giuseppe rocco milano 1992 greco greco editori pag 261 25.000 £ sbarramento in alta valle torniamo agli avvenimenti in valtellina come preannunciato da pavolini si organizzò subito un battaglione di formazione che attuò la prima fase del piano costituendo una linea continua di sbarramento che partiva dalla frazione di roncale ultima quota abitata sulla montagna alla destra dell adda scendeva attraverso grosotto e grosio passava sulle pendici a sinistra del fiume fino al passo della foppa o mortirolo da dove si agganciava alla legione tagliamento fino alla valcamonica ciò significava abbandonare provvisoriamente la parte della provincia al di sopra della valgrosina un sacrificio in quel momento indispensabile ma che si riteneva di breve durata questa linea continua era così composta in ordine da sinistra a destra di chi guarda la valle dal basso a un plotone della compagnia op della gnr provinciale b una compagnia della brigata nera di firenze manganiello capitano pistolesi e s.tenente mansano c una compagnia della gnr guardia del duce s.tenenti vito jurlo nino pellegrini e altri che non ricordo d il presidio di grosio della gnr s tenente ravot e il presidio della brigata nera gatti tenente giorgio pisanò e una compagnia della brigata nera mobile garibaldi capitano galeazzi tenenti mazzoli giuffrida e altri f una compagnia della brigata nera gatti capitano cazzola tenente canova tenente simini e tenente fulgeri g un reparto di artiglieria della brigata nera resega collegato con la tagliamento al passo del mortirolo di rincalzo a tirano c erano la bn garibaldi la bn gentile la compagnia alpini la gnr confinaria e dal 17 aprile in realtà i francesi erano a tirano già da alcuni giorni un battaglione della milizia francese comandato dal generale joseph darnand troneggiavano come sempre le mitragliere dell esercito montate su autocarri agli ordini del maggiore lantieri il comando era sistemato a mazzo di valtellina con i reparti mobili dei confinari s tenenti mario mariani e bruno frigoli tutto lo schieramento era comandato dal maggiore della confinaria renato vanna già distintosi nella rioccupazione della val d ossola aiutante maggiore il s tenente di vascello ferdinando franciolini caporedattore del popolo valtellinese quanto a me mi alternavo col s.tenente paganella al comando del plotone op i libri e i diari dei resistenti raccontano di varie battaglie che più volte ci hanno costretti alla fuga in fondo valle mentre noi per la verità siamo sempre rimasti al nostro posto fino all ordine di ripiegamento attacchi ce ne furono molti ma senza esito solo un reparto francese subì un imboscata sulla strada fra grosotto e grosio con la perdita di diciotto uomini in realtà i caduti francesi il 18 aprile furono tredici n.d.c qui di seguito si riportano citazioni da diari e da relazioni di resistenti a parere del rocco non sono attendibili il lettore si attenga allora ai notiziari redatti dai suoi camerati da mazzo datati dalla zona operazioni dal 9 aprile 1945 xxxiii ef e era f fascista

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dal diario di camillo 9 aprile 1945 il rastrellamento da giorni annunciato si inizia nelle prime ore del giorno reparti fascisti occupano sernio lovero mazzo e tovo e si attestano all altezza del ponte di mazzo si tratta di un complesso di circa 700 uomini che dispongono di mitragliere da 20 mm di numerose armi automatiche pesanti e leggere successivamente viene annunciato l arrivo di altri 140 uomini 100 di questi salgono verso il mortirolo mentre gli altri 40 si dirigono verso vione e le alture soprastanti a vione i militi saccheggiano le case dei contadini i fascisti diretti verso il mortirolo vengono alle dieci circa attaccati dagli uomini della brigata gufi al comando di carlo che la notte precedente aveva attraversato il fondo valle per essere pronto a manovrare alle spalle il nemico qualora avesse iniziato l attacco alle nostre posizioni della valgrosina in un primo scontro con un reparto della brigata garibaldi 3 militi restano uccisi i mortai da 75 della brigata gufi battono intanto efficacemente le posizioni dalle quali le mitragliere da 20mm tentano di appoggiare l azione nemica successivamente entrano in azione di sorpresa due squadre che attaccano al fianco il nemico e lo costringono a ripiegare verso il fondo valle gli uomini della gufi scattano all assalto il nemico è travolto e lascia sul terreno due ufficiali e sette militi morti armi e materiale altri otto militi sono rimasti feriti mentre da parte nostra si lamenta un solo ferito non ho potuto verificare l esattezza del numero dei caduti fascisti pertanto il confronto si può fare solo con i notiziari fascisti riportati di seguito il nemico attacca successivamente dai monti di tovo tentando un aggiramento la manovra viene sventata dal pronto intervento di una squadra della gufi che non ha abbandonato le posizioni alte ed anche in questa azione vengono inflitte altre perdite il nemico duramente battuto non cerca più il contatto con i nostri ma si accontenta di batterli da lontano con le mitragliere da 20mm e i mortai da 81 nella notte la brigata gufi si disimpegna e rientra al completo in valgrosina dopo aver ricevuto verso le 20.30 rinforzi tardivi dalla tito speri 30 uomini circa nella giornata vengono recuperati un mitra tre moschetti una pistola e una discreta quantità di munizioni da parte nostra nessuna perdita e nessun ferito 10 aprile 1945 viene segnalato l arrivo di forti contingenti nemici un distaccamento fascista si spinge a roncale sopra grosotto conformemente agli ordini ricevuti i nostri pur tenendosi pronti non svelano le posizioni altri reparti fascisti in forze salgono verso il mortirolo dove le fiamme verdi della tito speri affrontano gli assalitori ed ingaggiano un violento combattimento non si sono potute accertare le perdite nemiche 11 aprile 1945 la lotta al passo del mortirolo continua ci viene segnalato che i fascisti subiscono gravissime perdite nuove forze fasciste affluiscono lentamente dal fondovalle l armamento delle sap viene completato esse hanno risposto molto bene in due giorni nella zona di lovero e grosio si sono presentati circa trecento uomini la divisione resta sempre in vigile attesa nella notte una pattuglia del 2° battaglione della brigata sondrio distrugge in località belvedere di aprica un compressore d aria e sette martelli perforatori là trasportati per riattare la strada 12 aprile 1945 la battaglia continua sul mortirolo gravi perdite da parte nemica la nostra divisione resta in attesa pronta a intervenire se la situazione dovesse richiederlo riceviamo un lancio attendiamo munizioni ma si tratta quasi esclusivamente di esplosivi e di medicinali solo alcuni colpi di mortaio e segnalato l arrivo in valle di seicento uomini la notizia è accolta con alquanto scetticismo 13 aprile 1945 al mortirolo continua la lotta intensificato il fuoco fascista il telefono è interrotto e non possiamo più comunicare direttamente con i nostri compagni ma una staffetta giunta durante la notte porta consolanti notizie.

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