Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", marzo 2013

 

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Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", marzo 2013

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Anno 19, n. 56 - Marzo 2013 Sped. in Abb. Post. Art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 Filiale di Padova Da dove veniamo? Dove siamo? Dove andiamo? Ritorno all’ordine alla società cristiana organica da un’economia frenetica

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Dove andiamo? malmente prescrive riposo, cioè “staccare”. Così attento alla propria salute, fino all’eccesso, l’uomo di oggi tuttavia non vuole nemmeno pensare a prendersi una pausa. Egli reagisce nei confronti della società moderna come un alcolizzato con la bottiglia: sa che gli fa male, ma non vuole mollarla. Mollare alcuni aspetti di tale società significherebbe rinunciare a certi criteri sui quali abbiamo costruito la nostra civiltà industriale. Significherebbe, soprattutto, rinunciare a certi abiti morali sviati ai quali siamo ormai troppo attaccati. E mentre la nostra società sembra inabissarsi in una crisi sempre più profonda, preferiamo affondare con essa anziché tentare la salvezza nuotando verso altre spiagge. impossibile che, incalzati dalla crisi che non sembra allentare, più di una volta non ci siamo domandati: ma dove andremo a finire? Inutile provare a rispondere senza prima porci un’altra domanda: da dove veniamo? Nell’esaminare le cause dell’attuale crisi, molti analisti ormai concordano nel puntare il dito, non contro qualche fattore economico congiunturale, ma, più profondamente, contro lo “spirito”, da taluni definito “intemperanza frenetica”, con cui è stato condotta la nostra economia negli ultimi decenni. Ciò ha prodotto non solo avidità e ambizione, ma anche un’espansione incontenibile dei desideri umani che travalicano i limiti della ragione e della morale. È Per fortuna non è il caso di tutti. In mezzo al generale conformismo suicida, troviamo un numero sempre crescente di persone che, bevuto fino in fondo il calice della felicità offerto da questa modernità, cominciano ad aprirsi a soluzioni alternative. Soluzioni che non possono che essere il ritorno alle vie della civiltà cristiana dalle quali non avremmo mai dovuto allontanarci. È per venire incontro ai legittimi aneliti di tali persone che la TFP americana ha appena pubblicato il libro «Ritorno all’ordine», al quale dedichiamo un ampio spazio in questo numero della rivista. Ma non è solo l’economia ad essere ispirata dall’intemperanza frenetica. Tutta la nostra vita ormai viaggia sulla stessa lunghezza d’onda: dai ritmi imposti dalle nuove tecnologie, al consumismo sfrenato che lascia sempre meno spazio per le cose dello spirito. Se almeno potessimo affermare di essere felici… Lo siamo? A giudicare dall’aumento esponenziale del consumo di droghe e di suicidi, specie fra i giovanissimi, si direbbe proprio di no. Non sarà arrivato, allora, il momento per una pausa di riflessione? Al paziente afflitto da stress, il medico nor2 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013

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Sommario Anno 19, n° 56, marzo 2013 Editoriale: Dove andiamo? Cassazione: sentenza pericolosa in tema di famiglia Le due figure sono indispensabili per il normale sviluppo del bambino Diritto ed omosessualità Verso una dittatura omosessualista? Di fronte alle sfide: Fede e coraggio Omosessualità al Festival di Sanremo Ritorno all’ordine La Commissione di studi americani Da dove veniamo? Dove siamo? Dove andiamo? Per superare l’economia fondata sull’intemperanza frenetica Aspetti della società organica nella sua origine Trasbordo ideologico inavvertito e Dialogo Contro il dialogo relativista: attualità di una storica denuncia Plinio Corrêa de Oliveira e la logica ignaziana Il mondo delle TFP Colombia: pericoli per la pace Efficace azione anti-guerriglia Un esempio da imitare Gesù muore sulla Croce 2 4 5 7 10 12 14 15 16 19 23 28 35 38 40 42 43 45 47 48 Copertina: Nel mare tempestoso, il faro è sempre un punto di riferimento. In piena crisi, guardiamo all’unico faro che ci può condurre in porto: la società organica cristiana ispirata dalla Santa Chiesa Cattolica. Tradizione Famiglia Proprietà Offerta annua suggerita Euro 15,00 Anno 19, n. 56 marzo 2013 Dir. Resp. Julio Loredo Direzione, redazione e amministrazione: Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, Viale Liegi, 44 — 00198 ROMA Tel.: 06/8417603 email: info@atfp.it www.atfp.it Aut. Trib. Roma n. 90 del 22-02-95 Sped. in abb. post. art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 — Padova Stampa Tipolito Moderna, via A. de Curtis, 12/A — 35020 Due Carrare (PD) TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 3

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Attualità A gennaio è arrivata un’altra mazzata: la Cassazione difendeva i diritti delle coppie omosessuali per quanto riguarda l’affidamento dei minori. Il caso è nato da una causa di affidamento tra un uomo di religione islamica che aveva avuto un figlio con una donna italiana, che in seguito era andata a convivere con la sua compagna. L’uomo ha contestato l’esclusivo affidamento del figlio accordato alla madre dalla Corte d’appello di Brescia, sulla base del fatto che il bimbo era inserito in una famiglia omosessuale per cui avrebbero potuto a tempo la Corte di Cassazione sta emettendo sentenze che indeboliscono l’istituzione della famiglia. Nel giugno 2011, per esempio, stabilì che le coppie di fatto sono equiparabili alle famiglie legittime in tema di risarcimento danni. All’epoca, Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, la definì “una sentenza storica”. D Cassazione: sentenza pericolosa in tema di famiglia esserci “ripercussioni negative sul bambino”. La Cassazione gli ha dato torto, rigettando le motivazioni della richiesta come semplici “pregiudizi”. Sono troppe le “sentenze storiche”. I Tribunali si stanno attribuendo un compito che non gli appartiene: quello di sovvertire gravemente l’assetto giuridico del nostro Paese. Tali sentenze sovvertono, inoltre, l’ordine naturale creato da Dio, fondato sulla differenza dei sessi e sulla costituzione della famiglia monogamica quale base della società. Lo Stato dovrebbe essere il guardiano dell’ordine naturale, non il suo contestatore. Uno Stato che in tal modo viola l’ordine naturale sta ponendo le condizioni per la sua rovina. E anche questa sentenza è stata definita “storica” dall’Arcigay. “Non si può costruire una civiltà attraverso le sentenze dei Tribunali — afferma monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente della Commissione Cei per il Laicato — Ci sono studi precisi, dal punto di vista psicologico e filosofico. Non può essere la legge a stabilire quale sia il rapporto migliore con i genitori. Né tocca a un Tribunale dire quale sia la situazione ottimale per un bambino”. Il presidente della Prima sezione civile della Cassazione, Maria Gabriella Luccioli, ha cercato di chiarire il senso della sentenza. La Cassazione, secondo lei, si è limitata a confermare quanto già deciso dalla Corte d’appello di Brescia: che sia, cioè, preferibile che il bimbo viva con la madre piuttosto che con il padre violento. Resta il fatto, però, che nella sentenza la posizione di coloro che difendono la famiglia tradizionale, con le due diverse figure di padre e madre, è stata rigettata come semplice “pregiudizio”. Questo è un precedente gravissimo, che apre le porte all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. 4 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013

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Intervista con la dott.ssa Loredana Benvenga, psicologa e psicoterapeuta Padre e Madre sono indispensabili per il normale sviluppo del bambino dell’immagine maschile interna che lo abita e che dovrà evolvere. Tale sviluppo sarà l’esito di un incessante interscambio tra mondo reale e mondo interno dinamicamente interconnessi. Il genitore, in questo senso, diviene guida e modello di riferimento con la sua figura, l’identità, il ruolo, le caratteristiche psicologiche e fisiche. Il tutto con uguale valenza ed importanza, fino a costituire e a plasmare il modo in cui il bambino vivrà le sue future relazioni affettive. Lo stesso vale, naturalmente, per la bambina nel rapporto con la madre. Dal punto di vista psicologico, è proprio necessario che i bambini abbiano due genitori di diverso sesso per il loro normale sviluppo? Ora, il rapporto con i genitori esterni contribuisce nel tempo ad attivare le immagini corrispondenti interne presenti in ognuno di noi, per dirla con Jung con gli Archetipi del Maschile e del Femminile che, come già detto, sono presenti come predisposizione innata connessi ai modelli del maschile e del femminile. Si evince pertanto che il confronto con la diversità non sia un dato effimero ma una necessità per la costituzione di un buon assetto psichico regolatore del reale. Esistono differenze psicologiche nei bambini fra maschio e femmina? Qual’è il ruolo rispettivo del padre e della madre sull’uno e sull’altra? Il normale sviluppo psicologico di un bambino è l’esito di un lungo percorso evolutivo che comincia con la nascita e che abbraccia una molteplicità di fattori a lui interni ed esterni. È indubbio che tra questi la presenza di due genitori vicini ed amorevoli costituisca la radice del futuro assetto psichico, quella fiducia di base che costituisce la piattaforma di un buon equilibrio e diventa poi un modello organizzativo. Il bambino maschio che si confronta col padre, ad esempio, cercherà nella figura esterna del genitore il corrispettivo TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 5

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Attualità Nella famiglia omosessuale, se ci sono due papà, per quanto uno dei due possa essere “più materno”, comunque rimane un uomo e quindi il riferimento del bambino sarà un riferimento di tipo maschile, non potrà mai essere femminile, per quanto questo maschile sia incline al materno. Lo stesso vale per una coppia formata da due donne, che incarnano il femminile all’esterno e quindi il bambino vede due donne, non potendo vedere altro, se altro non c’è. Per quanto una possa essere mascolina nella sue caratteristiche psicologiche, rimane comunque di sesso femminile. Nelle coppie omosessuali, è possibile che uno dei due assuma un ruolo più da mamma e l’altro più da papà? Il rapporto con i genitori esterni contribuisce nel tempo ad attivare le immagini corrispondenti interne presenti in ognuno di noi, con gli Archetipi del Maschile e del Femminile che sono presenti come predisposizione innata connessi ai modelli del maschile e del femminile curi che lo sviluppo psichico del bambino è equilibrato nel momento in cui ha una dialettica tra immagine paterna e materna, sia all’interno che all’esterno. Io penso che questo sia fondamentale per un corretto sviluppo psichico del bambino e penso che dobbiamo rispettare il diritto dei bambini di avere uno sviluppo psichico equilibrato. Com’è noto la teoria del gender intende il sesso non più come un dato originario della natura che l’uomo deve accetttare e riempire di senso personale, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente. L’uomo decide che la propria natura non gli è data, ma è lui stesso a crearsela. C’è da dire che gli studi di genere non costituiscono un campo di sapere a sé stante, ma una modalità di interpretazione che ha avuto molteplici influenze culturali. Il dire che, prima di essere uomini o donne, siamo tutti esseri umani, banalizza secondo me la straordinaria ricchezza della diversità che ci è data, annullando il meraviglioso gioco di complementarità e di interdipendenza tra uomo e donna. Cosa pensa della teoria del gender? Questo problema è nuovo e non ci sono ancora studi concludenti. Possiamo però essere sicuri su quello che è lo sviluppo psichico con le rassicurazioni del maschile e del femminile, quindi siamo si6 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 Mancano studi specifici sulle conseguenze per un bambino di una infanzia vissuta con una coppia omosessuale?

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Diritto ed omosessualità el panorama giuridico internazionale, si fa strada il principio secondo cui l’orientamento sessuale non è più un fattore determinante nella regolamentazione dei rapporti familiari, compreso l’affidamento dei minori. Con sempre maggiore frequenza, si rivolgono alla Corte europea dei diritti dell’uomo coloro i quali, in virtù del diritto al rispetto della vita privata e familiare, riconosciuto dall’articolo 8 della Convenzione, intendono costruire una famiglia al di fuori dei canoni tradizionali. Così la famiglia tradizionale non è più considerata l’unico centro di sviluppo dei rapporti familiari. Si è delineato un mutamento della piattaforma teoretica del diritto: la famiglia adesso viene progettata, modellata e costruita dal diritto, come si trattasse di un’opera di raffinata ingegneria sociale, senza schemi predefiniti. N di Claudia Pilato Diverse infatti sono le pronunce della Corte di Cassazione (tra tutte la n. 4184 del 2012 e la n. 601 del 11 gennaio 2013) che riconoscono alla coppia omosessuale il «diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata», sul presupposto che all’interno di una società “aperta” e pluralista come la nostra, è «stata radi- A differenza di altri paesi, in cui tale mutamento è divenuto, per espressa disposizione di legge, principio insindacabile, nel nostro Bel Paese, le cose stanno diversamente, poiché essendo il matrimonio “tradizionale” garantito a livello costituzionale è più difficile che il legislatore ordinario emani una legge in aperto contrasto con le norme della Costituzione. Nonostante ciò i nostri giudici, sulla scia dello scenario europeo, facendosi arbitrariamente interpreti della sensibilità sociale, hanno provato a tracciare regole diverse che mirano a distruggere la famiglia quale istituto naturale che preesiste al diritto. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 7

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Attualità Pensare di introdurre l’uguaglianza dei sessi come normale significa attentare alla psiche di tutti, ma soprattutto dei più deboli: i bambini riferisco al matrimonio omosessuale e alla omogenitorialità (cioè la genitorialità come diritto delle coppie omosessuali attraverso l’istituto dell’adozione o le tecniche di procreazione medicalmente assistita). Ne segue che l’eventuale dannosità, per l’equilibrato sviluppo del bambino, rappresentata dal fatto di vivere in una famiglia composta da una coppia omosessuale non può basarsi su un mero e retrogrado pregiudizio frutto di convinzioni morali, culturali o religiose, ossia di “preconcetti soggettivamente accettati come veri”, ma deve essere provato e dimostrato volta per volta. calmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio». Ciò che è più sconcertante è che il comune denominatore di tutte queste sentenze è rappresentato dalla affermazione secondo cui «in mancanza di certezze scientifiche e dati di esperienza che attestino il contrario, quello offerto da una coppia di omosessuali deve essere considerato un ambiente educativo di tutto rispetto». Paradossalmente sono proprio gli autori di codeste sentenze che, disinteressandosi del tutto della stragrande maggioranza dei dati raccolti dalla più validata letteratura psico-sociale a livello mondiale, si preoccupano di dare voce e autorevolezza a quattro sofismi artatamente richiamati dalla comunità omosessuale e privi di riconoscimento scientifico. Così pronunciando, i nostri giudici, in nome e in difesa di un pluralismo morale (sarebbe meglio dire di un relativismo etico) oltrepassano le finalità assegnate alla loro funzione di garanti, legittimi difensori ed interpreti della legge. Auspicano che al più presto il nostro legislatore riconosca e dia tutela giuridica a tutta una serie di posizioni giuridiche che, per loro intrinseca natura, dovrebbero essere sottratte al diritto: mi Ciò che più sorprende è soprattutto la miopia di fondo che sembra aver colpito i giudici italiani, posto che l’art. 29 della Costituzione, sembra sufficientemente chiaro allorquando dichiara che «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». Da codesta norma costituzionale si evincono infatti alcune conclusioni irrefutabili: 1) Con il verbo “riconoscere” il costituente ha inteso sottolineare che vi sono delle dimensioni della realtà e del giuridico che pre-esistono all’ordinamento, non in quanto meta-normative, ma in quanto la loro normatività è meta-statuale e lo Stato non può che limitarsi ad accogliere ciò che lo precede. 2) La famiglia è una società naturale, nel doppio senso di unione tra uomo e donna come previsto dalla natura, e nel senso che essa attiene all’ambito del diritto naturale, cioè quel diritto che in quanto tale non può essere soppresso, escluso o modificato dal diritto positivo, cioè dalla volontà legislativa dello Stato; 3) La famiglia è tale in quanto fondata sul matrimonio, cioè su una disciplina giuridica che ne sancisca la fuoriuscita dal sentimentalismo del privato e ne cristallizzi la rilevanza pubblica e sociale. Inoltre non bisogna dimenticare che il termine matrimonio deriva etimologicamente dal latino matris munia, cioè doveri della madre, per cui naturalmente non può che contemplare la relazione tra l’ordine delle diverse generazioni, cioè il rapporto tra genitori e figli, ovvero tra coloro che generano e coloro che sono generati. Se il nostro legislatore, sulla scia delle ultime pronunce della Cassazione, andasse contro il diritto naturale, succederebbe il caos: «Se si tolgono le evidenze che accomunano qualsiasi uomo, a prescindere dal contesto e dalla tradizione da cui proviene, si cade nell’arbitrarietà»; prevarrebbe «il diritto del più forte, di chi urla di più. Se si salta il fondamento del diritto che è nella legge naturale, e nella ragione umana che 8 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013

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“Dal momento che una coppia omosessuale non prevede la filiazione, è una realtà diversa, con diritti diversi” Lucetta Scaraffia Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha parlato della minaccia che grava su quanti si oppongono a questi “matrimoni”: essi sarebbero con- I magistrati Guido Piffer, presidente di sezione del Tribunale di Milano, Tomaso Emilio Epidendio e Giuseppe Ondei, presidente della sezione famiglia e minori del Tribunale ordinario di Brescia, hanno scritto un articolo critico verso la sentenza della Cassazione del 2012 , affermando: «lo spirito del tempo si incarna in quello che potremmo definire un “approccio sentimentale” alla giustizia», in quanto «si privilegiano le soluzioni che sentiamo emotivamente come giuste». Non avviene più l’analisi degli argomenti a favore e contro sulla base della legislazione vigente, ma si sceglie la soluzione che si “sente” come giusta e si passa, poi, a cercare gli argomenti a sostegno, spesso senza neppure preoccuparsi della loro coerenza e scientificità, creando conflitti molto aspri su questioni delicatissime. Inoltre le coppie omosessuali, nel continuare a rivendicare l’esistenza di un loro presunto diritto alla omogenitorialità, violano il diritto fondamentale di ogni bambino a crescere con genitori di sesso diverso. Un tale diritto non può e non deve esistere in quanto i diritti si hanno sulle cose e non sulle persone. Pensare di introdurre l’uguaglianza dei sessi come normale significa attentare alla psiche di tutti, ma soprattutto dei più deboli: i bambini. Se gli si insegna sin da piccoli che quel che vedono non è come appare, li si rovina. Introdurre l’idea che la differenza sessuale non esiste, e che quindi non ha rilevanza, è da criminali. In assenza di questa diversità sessuale il benessere del bambino è a rischio. È insito nel bambino un bisogno di divisione dei ruoli, di sapere “chi fa che cosa” e “da chi mi posso aspettare questo atteggiamento e da chi mi posso aspettare quell’altro. la riconosce, la giustizia muore. Non possiamo neppure parlare più di diritti universali». È quanto afferma lo psichiatra Italo Carta, docente di Clinica Psichiatrica presso l’Università degli Studi di Milano. Queste sentenze aboliscono l’evidenza e, quando si abolisce il principio di evidenza naturale, la mente compensa con squilibri psicotici gravissimi. trari all’uguaglianza degli omosessuali, quindi omofobi. “Come se l’uguaglianza fra i cittadini dovesse essere ratificata dalla cancellazione di ogni differenza, negando in questo caso quella sessuale. La storia e il diritto insegnano che l’uguaglianza fra i cittadini deve essere sempre commisurata alle differenze che la realtà stabilisce fra loro. Il matrimonio non è solo un contratto come tanti altri che può funzionare o meno, ma è il legame istituzionale alla base di una famiglia, è l’istituzione nata per proteggere e garantire la filiazione, stabilita in modo da determinare i diritti e i doveri che passano fra le generazioni. Dal momento che una coppia omosessuale non prevede la filiazione, è una realtà diversa”. L’utopia dell’uguaglianza, che ha già portato tanti danni nel Novecento, si presenta così sotto nuove vesti, chiedendo di dichiarare uguali legami che non lo sono. Dire che il matrimonio fra una donna e un uomo è uguale a quello fra due omosessuali costituisce una negazione della verità che intacca una delle strutture base della società umana: la famiglia. Non si può fondare una società su queste basi senza pagare poi prezzi altissimi, come è già avvenuto in passato quando si è cercato di realizzare una totale uguaglianza economica e sociale. Non c’è ombra di dubbio: stiamo assistendo ad una disarticolazione delle categorie mentali dell’umano, ad una forma di atrofia e cecità intellettiva che rischia di far perdere di vista la cosa più importante: difendere il bambino, la cui innocenza e il cui candore viene continuamente imbrattato dal sudiciume della sensualità umana. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 9

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Attualità Passate neanche due settimane, un altro colosso mondiale dell’alta tecnologia, Intel, che produce l’80% dei processori usati nei computer in tutto il mondo, ha dovuto cedere al movimento omosessualista, sospendendo a sua volta le donazioni all’Associazione Scout. Il colpo è stato durissimo. Un portavoce omosessuale ha dichiarato che preferiva buttare alle ortiche tutto il meritevole lavoro fatto Ancora scosso dalla brutta esperienza, leggo la notizia che il colosso mondiale della spedizione UPS ha dovuto sospendere il finanziamento all’Associazione Scout americana, per la pressione delle lobby omosessualiste. Il motivo: per via dello stretto contatto fisico fra i ragazzi durante i campeggi, gli scout non ammettono persone di tendenze omosessuali. successo a me un paio di mesi fa. Conducevo il mio programma mensile di catechesi in una nota emittente cattolica. Trattavo la dottrina della Chiesa in tema di omosessualità, usando il Catechismo della Chiesa Cattolica e la Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, della Congregazione per la Dottrina della Fede, firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Aperti i microfoni al pubblico, interviene, urlando, un energumeno: “Non è mica vero!”. Poi si è scatenato, ingiuriando Chiesa e conduttore, a tal punto che la regia ha dovuto togliergli subito la linea. Ecco, mi sono detto, non siamo più liberi di esporre in modo sereno la dottrina morale della Chiesa dai microfoni di una radio cattolica senza essere aggrediti in malo modo. Verso una dittatura omosessualista? È dagli scout in più di un secolo, piuttosto che tollerare una tale “discriminazione”. Accipicchia, pensai, se due giganti mondiali si sono dovuti piegare alle lobby omosessualiste, cosa può succedere ad una radio cattolica italiana? Preoccupato per tali prospettive, mi giunge la notizia dell’aggressione, nella città di Curitiba, Brasile, a un gruppo di giovani dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira. Impegnati nella “Carovana per la famiglia”, i ragazzi stavano distribuendo sulla piazza un Catechismo su argomenti di ordine morale, scritto da un sacerdote. Tanto è bastato perché gli omosessuali si sentissero “discriminati” e attaccassero con violenza i giovani dell’Istituto. Dall’aggressione verbale sono passati a quella fisica, lanciando sassi contro i nostri volontari, ferendone uno alla testa. Solo la serenità e compostezza dei nostri ragazzi ha evitato il peggio. Si sta passando velocemente dalla difesa dei diritti di una minoranza all’intolleranza militante nei confronti delle opinioni divergenti. Un’intolleranza che incute paura. Forse questo spiega uno strano fenomeno rilevato da Ernesto Galli della Loggia, e che sta condizionando l’attuale dibattito in Italia riguardo alle coppie omosessuali e al loro diritto di adottare bambini. Molti oppositori non se la sentono di parlare apertamente perché hanno paura. L’opinionista si meravigliava che, in tema di diritti degli omosessuali, fra gli intellettuali italiani non vi fosse nemmeno una voce fuori dal coro: “La discussione pubblica italiana sul riconoscimento del diritto al matrimonio e all’adozione per le persone omosessuali è caratterizzata da una mancanza di voci fuori dal coro rispetto al mainstream, il flusso delle idee dominanti. In specie da parte di chi, per professione (gli psicanalisti) o per vocazione (gli intellettuali in genere), in quella discussione, invece, dovrebbe far mostra della massima indipendenza di giudizio”. A sin., la sede centrale di Intel, a Santa Clara, California: molta potenza nei computer, ma nessuna per resistere alle lobby omosessualiste 10 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013

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Un aspetto dell’attuale dibattito pubblico in Italia è proprio la mancanza quasi totale di libertà per esprimere le proprie idee, quando queste non coincidono col politically correct. “È abbastanza ovvio — continua Galli della Loggia — che nell’ambiente intellettuale chi pure dentro di sé è magari convintissimo che la natura esiste, che il genere corrisponde a una base sessuale biologica, che non si possa parlare di alcun diritto alla genitorialità (…) esita tuttavia a dirlo chiaramente. Per la semplice ragione che non ama sottoporsi al giudizio negativo che una tale affermazione gli attirerebbe immediatamente da parte dei suoi simili”. Quando perfino un colosso come UPS si deve piegare agli omosessualisti, sappiamo che si è superato ogni ragionevole limite Una tale mancanza di libertà di espressione è più degna di un Minculpop che non di uno Stato di diritto, e conferisce nuovi contorni all’espressione di Benedetto XVI: la dittatura del relativismo. In questo senso, nell’attuale dibattito sui diritti delle coppie omosessuali ci stiamo giocando non solo i valori fondanti della civiltà cristiana, ma anche quelli della società liberale. (JL) Sotto, aspetti dell’aggressione subita dai volontari dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira in Brasile: dov’è è andata finire la libertà di espressione? A dx., Ernesto Galli della Loggia: gli intellettuali italiani hanno paura di esprimere il proprio pensiero in materia di omosessualità TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 11

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Attualità Di fronte alle sfide: Fede e coraggio di Plinio Corrêa de Oliveira e il movimento rivoluzionario in favore dell’omosessualità arriverà a contare un numero di aderenti tale da avere un peso effettivo sull’opinione pubblica; quando, soprattutto, crescerà oltre una certa misura la massa di coloro che, pur non schierandosi con gli omosessuali, tuttavia non si indignano per il favoreggiamento dell’omosessualità e, a causa di preconcetti liberali, non vogliono che essa sia repressa, i promotori della rivoluzione omosessualista potrebbero tentare di dare una sorta di scacco matto al Papa dicendo: “Il blocco formato dagli omosessuali e dai tolleranti ha ormai assunto una forza enorme negli Stati Uniti. Lei, Santo Padre, avrebbe il coraggio di condannare l’omosessualità pur sapendo che questo blocco potrebbe non seguirla e, quindi, staccarsi dalla Chiesa? Quanti resterebbero fedeli in quest’eventualità? E poi, Santo Padre, Lei sa che ci sono ormai movimenti omosessualisti organizzati in tutto il mondo e che il numero dei tolleranti cresce ovunque. Quale sarebbe la ripercussione di questo scisma sui cattolici di altri Paesi?” Ma sorge un’altra domanda: fra quelli che sono contro l’omosessualità e contro la tolleranza, ossia S fra quelli che hanno su questo punto una mentalità retta, quanti avranno il coraggio di affrontare l’assalto organizzato contro la Chiesa? Resisteranno? Oppure consiglieranno il silenzio e la “prudenza” in attesa di giorni migliori per assumere un atteggiamento più energico? Secondo me, coloro che sceglieranno la seconda via di fatto favoriranno l’omosessualità perché, paralizzando per tempo indefinito la reazione contro di essa, apriranno le porte della Chiesa al continuo dilagare di una mentalità non più contraria al vizio contro-natura, ma permissiva e tollerante. Se non una tolleranza dottrinale, almeno una tolleranza effettiva. Un bel giorno, scopriremo che l’omosessualità ha acquisito diritto di cittadinanza nella Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Ecco la strategia che intende eseguire la rivoluzione omosessualista. Ma c’è un altro aspetto tremendo: l’introduzione del libero esame nella Chiesa. Apparirà chiaro che il Vicario di Cristo, il Papa, ha una certa posizione e che un numero incalcolabile di cattolici ha una posizione opposta. Cioè, nega l’autorità del Papa. A sin., mons. Matthew Clark, vescovo di Rochester (NY), si congeda degli omosessuali che hanno partecipato ad una “Gay Mass” nella cattedrale del Sacro Cuore I promotori della rivoluzione omosessualista sanno di poter contare sul clima di impunità, figlia della paura e della mollezza, che domina ormai troppi ambienti cattolici Evidentemente, ciò mira ad abituare la Chiesa a mantenere un silenzio così completo su temi così cruciali, che quasi si direbbe che essa non esista più. La Chiesa non sparirà, data la promessa divina, ma sarà come svanita dal panorama moderno. 12 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013

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“Noto in molti ambienti cattolici, non tanto una connivenza dottrinale con l’omosessualità, quanto una mancanza di indignazione nei confronti del peccato, frutto di un certo sentimentalismo pacifista” Se la situazione continuerà a svilupparsi in questo senso, avremo una Chiesa ridotta al silenzio. Un silenzio dovuto in parte a mollezza in parte al panico di affrontare un avversario forte e scaltro. Ma soprattutto un silenzio dovuto all’assenza di santo furore contro il peccato, di quella santa indignazione per la quale un Papa affronta tutto e tutti affermando: il Magistero della Chiesa resta in piedi nonostante tutto! Veritas Domini manet in aeternum! Il mondo giri come vuole, la roccia di Pietro resta salda! Purtroppo dobbiamo registrare il fatto che, in molti ambienti cattolici c’è, non tanto una connivenza dottrinale con l’omosessualità, quanto una mancanza di indignazione nei confronti del peccato. Una mancanza frutto di un certo sentimentalismo pacifista che, davanti al pericolo, lungi dal dimostrare eroismo, si lascia impantanare dalla mollezza, dalla C’è stata una preparazione graduale, intelligente per abituare un crescente numero di cattolici a considerare il problema dell’omosessualità come opinabile: “Il Papa la pensa così, certo. Ma tale arcivescovo, tale vescovo o tale Conferenza Episcopale la pensano diversamente”. I cattolici vedono che molti prelati, sacerdoti e teologi divergono apertamente dalla Santa Sede ma non vengono puniti. Vedono che la Chiesa non castiga chi si ribella contro di essa. Al contrario, permette che queste persone, che per il loro atteggiamento ribelle si sono infatti escluse dalla Chiesa, e quindi sono in stato di peccato mortale, continuano a celebrare la Santa Messa, a distribuire i sacramenti ed a svolgere il loro magistero. Come siamo arrivati a questa situazione? E così, l’offensiva omosessualista avanza audacemente perché sa che non le succederà niente. I promotori di questa rivoluzione sanno di poter contare sul clima di impunità, figlia della paura e della mollezza, che domina ormai troppi ambienti cattolici. Non dico che questi ambienti cattolici siano impegnati direttamente nella promozione dell’omosessualità. Io dico un’altra cosa. Conoscendo bene questa mentalità sentimentale e cedevole, i capi della congiura omosessualista elaborano i loro piani tenendo conto che, da questa parte, non avranno niente da temere. Abbiamo così, da una parte, il peccato contro natura dilagante. E dall’altra parte il peccato, secondo me più grave, di innumerevoli cattolici che, o perché concordano con l’omosessualità o perché hanno paura di affrontarla, vogliono costringere la Santa Sede a mantenere il silenzio su questo punto, ossia a retrocedere davanti al peccato, abbandonando la propria missione. connivenza, dalla speranza (peraltro totalmente infondata) che il male si correggerà da sé. A parer mio, questo secondo peccato partecipa del sacrilegio, è una connivenza col desiderio di distruggere la Chiesa. E ciò è molto più grave. Se questa situazione si prolunga e, anzi, si accentua, è il caso di chiedersi se non siamo arrivati alla fine del processo rivoluzionario. È lo sbocco di un peccato durato cinquecento anni, è un tale cumulo di peccati che grida vendetta al cospetto di Dio. Allora noi non possiamo avere dubbi: è anche l’ora dell’intervento della Provvidenza, l’ora dell’intervento della Madonna! TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 13

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Attualità a causato generale stupore il gravissimo e deliberato attacco lanciato dalla RAI alla famiglia naturale, nella trasmissione del Festival di Sanremo. Questa edizione del Festival di Sanremo passerà probabilmente alla storia per avere sferrato un colpo micidiale all’istituzione della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, aprendo la strada alla liceità del peccato contro natura. Mai invero come quest’anno la promozione dell’omosessualità è stata così lampante sulla rete del servizio pubblico radiotelevisivo. Dalla canzone sull’amore gaio “Il Postino” all’esibizione programmata nella prima giornata della kermesse canora di due omosessuali che hanno lanciato un appello a favore del matrimonio fra persone dello stesso sesso. H Omosessualità al Festival di Sanremo di Filippo Campo respiro”. Ci si chiede quale “crescita” può mai avvenire calpestando il diritto naturale. Tale misfatto è avvenuto con il beneplacito di Anna Maria Tarantola, presidente della RAI dal luglio 2012, nominata dal Governo Monti, la quale, all’atto del suo insediamento, ha esplicitamente dichiarato che uno dei suoi precipui obiettivi sarebbe stato quello di “contribuire in modo significativo a realizzare una crescita sociale e culturale di ampio Dobbiamo constatare con amarezza che il Festival di Sanremo, che dovrebbe costituire la più alta manifestazione dell’arte canora italiana, è diventato uno strumento della peggiore rivoluzione culturale. Il tutto finanziato con i nostri soldi, tramite il famigerato canone. Inevitabili anche le ricadute politiche. Il senatore Carlo Giovanardi, responsabile per le politiche famigliari del PDL, si lamentava: “La Presidente e il Direttore Generale della Rai spieghino come sia possibile che, in periodo di par condicio, un conduttore esageratamente pagato e politicamente schierato come Fabio Fazio usi il Festival di Sanremo per uno spot a favore del programma elettorale e di vita del candidato Niki Vendola”. Luca Borgomeo, presidente dell’Associazione Spettatori AIART, ha giustamente dichiarato: “Il bacio omosessuale è solo l’ennesima trovata per fare parlare del festival di Sanremo, una manifestazione canora che da tempo ha perso consenso tra gli italiani. Lo spettacolo sembra non conoscere argini”. Il Festival di Sanremo è diventato uno strumento della peggiore rivoluzione culturale 14 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013

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Ritorno all’ordine Dopo aver letto diverse lettere di sostegno, tra cui una di mons. John Nienstedt, arcivescovo di St. Paul-Minneapolis, e una dell’On. Edwin Meese, già Ministro della Giustizia di Reagan, Mario Navarro ha lasciato la parola all’autore John Horvat. Ha aperto i lavori Mario Navarro, direttore del Bureau. Veterano osservatore della politica USA sin dal primo governo Reagan, egli ha riportato il parere di autorevoli opinionisti che mostrano come la crisi socioeconomica abbia colpito le strutture del Paese molto più profondamente di quanto si pensi. Una parte importante dell’opinione pubblica ha reagito ponendosi domande sostanziali e aprendosi a nuove soluzioni. lla presenza di un folto pubblico, per lo più composto da policy makers, è stato presentato il nuovo libro della TFP americana «Return to Order. From a Frenzied Economy to an Organic Christian Society» — Ritorno all’ordine. Da un’economia frenetica alla società organica cristiana, scritto da John Horvat, direttore della TFP americana. L’evento ha avuto luogo nel Bureau delle TFP a Washington, D.C.. Ritorno all’ordine A “Ci troviamo di fronte a una tempesta — ha detto John Horvat — Non è una tempesta passeggera, bensì una tempesta che potrà scuotere le fondamenta dell’ordine americano. Abituati fin troppo alle nostre comodità, ci siamo lasciati prendere dal facile ottimismo, salvo poi trovarci in questa situazione difficile. In tale situazione non possiamo restare senza una guida, una stella che ci guidi. Questa è la società organica cristiana”. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2013 - 15

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