Il Girasole on line Agosto 2015

 

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Il Girasole on line Agosto 2015

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Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 05 – Agosto 2015 Ainda nesta edição: Reflexões sobre maternidade e paternidade

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Sumário Editorial – Bentornati!............................................................... 2 Parêntesis – La fatica di Valutare.............................................. 4 Palavra da Escola – L’Arte del tradurre...................................... 6 Palavra da Escola – Ter filhos e o futuro.................................... 8 Palavra da Escola – L’educazione e la Comunità....................... 10 Acontece – Vi racconto la mia Expo........................................... 12 Acontece – C’ero anch’io!.......................................................... 14 Acontece – Metti una giornata all’Expo.................................... 16 Nossa gente – Rosângela Bruno................................................ 18 Da sala de aula – Virtudes vagarosas........................................ 20 Da sala de aula – L’Ozio Letterario............................................ 22 Da sala de aula – Um dia na Toca da Raposa............................ 24 Da sala de aula – Incontro con il Paleontologo........................ 26 Da sala de aula – Ci vuole un seme.......................................... 28 Pedagogicamente Falando – Una felicità traboccante!............ 32 Pedagogicamente Falando – Desafios da educação familiar.... 35 Pedagogicamente Falando – Ser pai e mãe nos dias de hoje .. 36 Pedagogicamente Falando – Amar só se aprende amando...... 38 Você sabia que – Alcune curiosità su Expo............................... 40 Parêntesis – Festa Junina 2015................................................. 42 Meninos de Ouro – Nella città della Grande Bellezza...........…. 44 Meninos de Ouro – Il piccolo gioiello nascosto.....................…. 46 Meninos de Ouro – La Montale mi ha aperto le porte............. 48 Mural dos pais – Encantamento!.............................................. 50 Mural dos pais – Ser pai é... Ser mãe é... ................................. 52 Mural dos pais – Isso não é para qualquer uma!...................... 56 Sorria .................................………….……….…….....…..……………..…. 58 Cursos extras............................................................................. 60 A última palavra – A mia madre...........................……………..….. 62 Editorial Caro Lettore, Bentornato! Dopo un periodo di vacanza e di riposo, eccoci di nuovo a scuola, pronti a riprendere le nostre attività educative e professionali. La rivista on-line di questo mese, propone due temi fondamentali: l’evento internazionale Expo Milano ed una riflessione sull’essere genitori oggi. Vorrei introdurti un po’ al primo dei suddetti temi. Expo è un’Esposizione Universale che si tiene ogni 5 anni ed ha una durata massima di 6 mesi. È un evento di portata mondiale. Il tema che viene trattato all’Expo è sempre di interesse globale e per quest’anno è stata scelta una tematica che andrà a toccare argomenti chiave come la sicurezza e l’accesso alle risorse alimentari e la sostenibilità, temi fondamentali per il futuro dell’umanità tutta. Expo si sta svolgendo a Milano, è iniziata il 1 maggio e si concluderà il 31 ottobre 2015. Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 05 – Agosto 2015 Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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All’evento stanno partecipando altre nazioni, non solo europee, invitate a dare un significato personale al tema suggerito. Si spera che la partecipazione di tanti paesi e la sensibilizzazione della popolazione mondiale possano condurre ad un reale progresso verso il bene comune della società umana. L’obiettivo dell’evento, quindi, è quello di coinvolgere le diversità mondiali in un’unica riflessione, intorno ad una medesima tematica. All’Expo, oltre ai 145 paesi presenti, stanno partecipando anche l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), l’UE (Unione Europea) e il CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare). Gli alunni e i professori della nostra scuola, sono stati coinvolti in questa riflessione sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” proposto all’Expo Milano, e il risutato delle loro attività lo potrai riscontrare in alcuni degli articoli che seguono. Buona lettura! Expo Milano, per un Mondo sostenibile! Il Duomo di Milano di Victor Vallerini 3 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Copa do mundo Parêntesis LA FATICA DI VALUTARE soggettivismo assoluto e dell’oggettivismo soverchiante, cercando di offrire una comprensione dialettica del processo valutativo. Questo non può prescindere da entrambi i momenti costitutivi della valutazione (il momento oggettivo propriamente detto e quello soggettivo). Così ogni tappa formativa richiede l’analisi e la rielaborazione di un contenuto dato, finalizzato all’acquisizione critica di un nuovo sapere. In altre parole, se si scarta il mito della neutralità connesso alla pura oggettività e quello della soggettività senza contenuto reale, rimane fermo il principio che l’atto di valutare risulta, sia pure con sfumature diverse, da un intreccio di elementi che ne determinano la natura e le modalità all’interno di un pacchetto di obiettivi e finalità auspicabili nel corso e al termine di qualunque processo educativo. Vivere è anche valutare, cioè giudicare, analizzare, criticare, scoprire e creare valori veramente umani e culturalmente rilevanti. Educare è soprattutto portare l’alunno a togliere il velo che ricopre il mistero del mondo, affinché la molteplicità del reale non sia d’intralcio al libero operare e comprendere dello spirito, ma ne costituisca invece una sfida permanente al bisogno di chiarezza quanto mai necessario in un mondo globalizzato, pieno di contraddizioni e laceranti conflitti. Guai a noi sottraessimo a compito! se ci questo Fiumi di inchiostro sono stati versati per spiegare i metodi, le tecniche e i criteri della valutazione. Vi è chi, ad esempio, sostiene che l’atto di valutare sia carico di elementi soggettivi, rendendo piuttosto difficile la formulazione di un giudizio puramente neutrale e disinteressato. Valutare sarebbe quindi giudicare in base a un insieme di scelte personali prestabilite in virtù delle quali il soggetto valutante opera e formula il suo giudizio. Vi è, invece, chi sostiene la tesi opposta, e cioè che ogni valutazione è comunque oggettiva proprio perché emerge da un’attenta analisi del materiale valutabile su cui incide una dinamica operativa tesa ad evidenziare in modo chiaro e distinto ciò che è stato effettivamente acquisito lungo il percorso didatticoeducativo. Vi è, poi, chi, in fatto di valutazione, si colloca a metà strada tra i fautori del di Carlo Alberto Dastoli 4 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Titoli di alcune opere tradotte dal Prof. Carlo Alberto Dastoli LOSURDO Domenico, Hegel, Marx e a tradição liberal, São Paulo: UNESP, 1998. HIRSCHMAN Albert, A moral secreta do economista, São Paulo: UNESP, 2000. COSTA Pietro e ZOLO Danilo (orgs.). O Estado de Direito: História, teoria, crítica, São Paulo: Martins Fontes, 2006. CARVALHO Judih R., CARVALHO, Andrea de, Genética e Arte. São Paulo: Empresa das Artes, 2007. PAROLA CHIAVE: Dizionario di italiano per brasiliani, São Paulo: Martins Fontes, 2007. LOSANO G. Mario, Sistema e estrutura no direito, volume I: Das origens à Escola Histórica, São Paulo: WMFMartins Fontes, 2008. LOSANO G. Mario, Sistema e estrutura no direito, volume III: Do século XX à pósmodernidade, São Paulo: WMFMartins, 2011. ZOLO Danilo, Rumo ao ocaso global? Os direitos humanos, o medo, a guerra, Maria Luiza Alencar Feitosa e Giuseppe Tosi (orgs.), São Paulo: Conceito, 2011. LOSURDO Domenico, A não violência: uma história fora do mito, Rio de Janeiro: Revan, 2012. SACCO Rodolfo, Antropologia jurídica, São Paulo: WMFMartins Fontes, 2013. Palavra-chave: dicionário semibilíngue para brasileiros: italiano, São Paulo: WMF Martins Fontes, 2013. ALEMAGNA Beatrice, Os Cinco Esquisitos, São Paulo: WMF Martins Fontes, 2014. SCARRY Richard, Meu primeiro dicionário: cada palavra uma história, São Paulo: Ed. WMF Martins Fontes, 2014. SIGNORINI Roberto, A Arte do Fotográfico: os limites da fotografia e a reflexão teórica nas décadas de 1980 e 1990, São Paulo: Ed. WMF Martins Fontes, 2014. CAMPANELLA Tommaso, A Cidade do Sol, Petrópolis, RJ: Editora Vozes, 2014. GIACONE Elio, Jogos de todas as cores, Petrópolis, RJ: Editora Vozes, 2015. MARADIAGA Óscar, Sem ética não há desenvolvimento, Petrópolis, RJ: Editora Vozes, 2015. Alcuni libri tradotti in italiano CAMPILONGO Celso, Diritto e differenziazione sociale nei paesi emergenti. Il caso del Brasile, Lecce: Editore Pensa Multimedia, 2010. MARTIRANI Maria Célia, Saggi letterari, (in corso di pubblicazione). 5 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015 NOVEMBRE 2014

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Copa do mundo Palavra da Escola L’arte del tradurre portoghese traduzir, letteralmente significa “condurre qualcuno da un luogo all’altro” e sembra che il primo a impiegarlo col significato attuale fu Leonardo Bruni, in epoca umanistica, per indicare le versioni dal greco al latino. È in questo periodo della storia, infatti, che si fa strada la necessità di dare un senso di maggiore dinamicità all’idea di traduzione, la quale assume sempre più i tratti dell’individualità da una parte e dell’originalità dall’altra. Un’attività, quindi, che non viene più intesa come un’operazione anonima, compiuta dagli amanuensi medievali nelle amene biblioteche dei monasteri, ma la si comincia a vedere come una vera e propria forma d’arte che richiede l’ingegno personale del traduttore, il quale è protagonista in prima persona del risultato della translatio. Nel momento in cui si prende in mano un’opera, scritta in un Gli autori latini utilizzavano diversi verbi per indicare l'attività del tradurre: vertere, convertere, transvertere, imitari, reddere, transferre, ecc... Il verbo più utilizzato era interpretari, che letteralmente significava “far da mediatore”, “negoziare”, “interpretare”. Piuttosto usato era anche transferre, da cui deriva l’inglese to translate, che valeva come “cambiare”, “trasportare”, fino a quando Seneca lo usò per la prima volta con il significato metaforico di passaggio da una lingua a un’altra. Si nota, dunque, come sin dall’antichità l’opera del traduttore fosse vista come un’attività complessa: non una meccanica trasposizione, bensì un’arte del compromesso, della giusta misura, dell’abilità di trovare i vocaboli più adatti per ogni circostanza. Il verbo latino traducere, da cui derivano l’italiano tradurre e il determinato idioma, e la si “consegna” ad un’altra lingua, ossia la si inserisce in un orizzonte culturale diverso da quello originario, in qualche modo si compie un’operazione di riscrittura, che richiede le abilità di un compositore. Pensando a questo passaggio da un sistema linguistico ad un altro come ad una “consegna”, non può non venire alla mente l’etimologia di tale parola, che deriva dal latino tradere, vocabolo che significa sia “consegnare”, “affidare”, che “tradire”. E tradurre infatti significa in qualche modo anche tradire, nel senso che è impossibile ottenere una trasposizione assolutamente fedele all’originale. Se così è, va dunque riconosciuto che la traduzione è innanzitutto una sfida, affidata in capo ad una persona che deve possedere due anime: quella del linguista, profondo conoscitore dell’apparato semantico e sintattico degli idiomi che maneggia, e quella dello stilista, che possiede appieno la forma e l’estetica delle lingue che impiega. Sono doti, queste, che ritroviamo nel nostro stimato collega Carlo Dastoli, uomo dotato di una cultura universale e allo stesso tempo specifica, la quale gli consente, unita alla grande passione per l’arte della translatio, intesa come trasmissione del sapere, di produrre traduzioni dall’italiano al portoghese e viceversa di pregevolissima fattura. In fondo, l’attività di Carlo come traduttore è parte di un impegno molto più ampio, che lo anima instancabilmente: l’arte della docenza, ossia della trasmissione dal docente al discente di tutto quanto il primo ha imparato nel 6 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015 NOVEMBRE 2014

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corso della sua vita. Operazione, questa, tanto delicata quanto lo è la traduzione, dato che, esattamente come quest’ultima, richiede la capacità di conoscere e comprendere a fondo l’altro termine della relazione, che in questo caso non è rappresentato da una lingua, bensì da un essere umano, l’alunno, che è unico e speciale. Così come il traduttore adatta l’opera alla lingua nella quale la deve trasporre, allo stesso modo il docente parte sempre dall’alunno che ha davanti e su di esso adegua la sua metodologia d’insegnamento. E così come l’esito finale di una traduzione è sempre un’opera nuova ed unica, alla stessa maniera la docenza non è mai mera ripetizione, ma è sempre creazione di qualcosa di inedito, in cui l’insegnante, a contatto diretto con l’alunno, si riscopre e scopre cose nuove, aspetti a cui non aveva mai pensato, possibilità che non aveva ancora intuito. E allora, volendo tornare all’etimologia della parola “traduzione”, possiamo concludere che, nell’atto di condurre l’alunno, l’insegnante finisce a sua volta per farsi condurre, e docente e discente approdano insieme a lidi inesplorati. Quando ciò avviene, si assiste alla costruzione della conoscenza. Con le sue traduzioni, dunque, Carlo Dastoli non fa altro che dare continuità all’infaticabile e appassionata ricerca del sapere che lo rende, all’interno della nostra comunità scolastica, un Maestro ammirato e amato in special modo dai suoi alunni. di Giacomo Cenci “Grazie, caro Carlo, per la tua dedizione, esempio per tutti noi.” 7 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015 NOVEMBRE 2014

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Copa do mundo Palavra da Escola Ter filhos é assumir um compromisso com o futuro As outras pessoas também ganham nova dimensão. Ninguém tem um filho para si. Sabe que ele conviverá com tantos outros, que tantos serão parte de sua história e formação e então logo queremos que haja mais gentileza, mais tolerância e respeito no mundo. E para isso, não tem jeito, depende de nós e da maneira como agimos e, pelos filhos, nos tornamos mais cautelosos e atentos a isto também, reforçando o compromisso inicial. Ter filhos não é para os acomodados ou conformistas, e se for um deles, deixará de ser, porque exige ação, reflexão e mudança. Acredito que nossos filhos podem transformar o mundo e é preciso cuidar para que eles acreditem em si também. Me tornei mãe mais uma vez e este reinício me fez repensar nos compromissos e responsabilidades que assumimos no momento que geramos uma nova vida. Ter um filho vai muito além de uma realização pessoal, se fosse só isso seria um ato de egoísmo, egocêntrico, um capricho. É muito mais! É um acordo que você faz com a vida, com a natureza e com a sociedade. É uma forma de dizer que acreditamos que é possível um mundo melhor porque, na medida que você tem um filho, você começa a trabalhar com mais intensidade para isso. Começa por se rever, seus velhos hábitos e costumes deverão passar por uma reciclagem, afinal se tornará modelo, querendo ou não. Sua relação com a natureza, com o consumo e com o mundo material também não poderá ser a mesma, mesmo que queira, vai mudar, as prioridades vão se alterar e imediatamente se revelam um monte de pequenas felicidades não comerciais ou materiais que preenchem e o resto é supérfluo, é menor. Menos presentes e “ mais presença. Menos pressa, mais abraços.” 8 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Mas é preciso cuidar da dose entre ajudá-los a serem confiantes sem nunca deixarem de ser solidários. Não estamos sozinhos neste mundo e precisamos uns dos outros. Ter um filho é um exercício constante de promoção do bem. Se não for para isto, melhor nem embarcar nesta viagem, o resultado poderá ser desastroso. São tantas as preocupações e escolhas, cada caminho um horizonte diferente, mas estamos caminhando com eles. Ter filhos é caminhar. Mas apesar da complexidade, também é bem mais simples do que parece... Filhos precisam de muito menos do que imaginamos. Menos eletrônicos, gravetos e pedrinhas podem ser mais encantadores, menos compromissos e agendas, brincar ao ar livre e um bolo de chocolate feito a quatro mãos podem ser mais formativos, menos roupas impecáveis e mais tênis gastos. Menos presentes e mais presença. Menos pressa, mais abraços. E pelo futuro deles, mais hoje, porque educar o filho também não dá para esperar, é para hoje, a mudança é para já. de Silvia Adrião Ter filhos é muito mais! É um “acordo que você faz com a vida, com a natureza e com a sociedade. É uma forma de dizer que acreditamos que é possível um mundo melhor .” O pequeno Murilo junto com o Miguel, filhos de Silvia 9 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Copa do mundo Palavra da Escola L’educazione è una responsabilità della comunità Intervista con la Direttrice Scolastica Paola Capraro, sull’incontro internazionale delle scuole sudamericane, svoltosi a Reggio Emilia 4. Chi era presente all’incontro? C’erano dirigenti scolastici, coordinatori e professori di diverse scuole dell’America Latina. 5. Quali impressioni ha suscitato in te l'incontro? Perché? È stato bellissimo! Non ci sono parole per descrivere le tante emozioni che ho vissuto. Arrivare in una città come Reggio, dove si respira educazione, mi ha caricato e nutrito. All’incontro si è parlato solo di bambini e di educazione. Ci sono stati ricchissimi scambi di esperienze educative tra i partecipanti all’evento. Ho imparato davvero molto. 6. Cosa ti ha marcato maggiormente? Tante cose mi hanno marcato positivamente. È stato bellissimo poter entrare nelle scuole di Reggio e poter passare delle ore con gli insegnanti e i bambini di queste scuole; ho visto video meravigliosi realizzati dai bambini. I loro progetti sono di grande ispirazione ed aver avuto il contatto diretto con tutto questo è stato molto importante. Quello che mi ha colpito di più è stato respirare quell’aria magica di una relazione fondata sul vero “ascolto”, su un grande rispetto, in cui regna una grande curiosità e felicità di imparare. 1. Dove e quando si è svolto l'incontro? A Reggio Emilia (in Emilia Romagna, Italia) al “Centro Internazionale Loris Malaguzzi” dal 03 al 09 maggio scorso. 2. Da chi è stato organizzato l’evento? Dalla “Fondazione Reggio Children” e dalla “Red Solare” (Associazione che promuove la proposta educativa di Reggio Emilia). 3. Qual era l’obiettivo dell'incontro? Lo studio e la ricerca sull’approccio educativo di Reggio. È stato un incontro tra scuole di vari paesi dell’America Latina che seguono la “filosofia reggiana”. scuola è un luogo di cittadini “La che hanno un diritto, ossia, un luogo di costruzione della cultura e del sapere, dove i bambini sono veri e propri soggetti.” 10 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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7. Che tipo di scuola nasce da questo evento? Una scuola come un luogo di costruzione di cultura, dove il bambino è soggetto attivo del proprio apprendimento. Una scuola che crede nella forza e nell’intelligenza del bambino. 8. Come pensi di applicare o progettare quanto udito e sentito in quei giorni, qui alla Montale? Per me è stata un’ulteriore opportunità di formazione. Ho già fatto una presentazione alle mastre della Scuola dell’Infanzia e continueremo ad approfondire e sviluppare quanto appreso a Reggio, dato che la nostra scuola si ispira alla filosofia pedagogica reggiana. luogo dove “Scuola, si crea cultura” di Paola Capraro 11 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Copa do mundo Acontece Vi raconto l Esperienza di volonta Andrea, ex alunno da Montale, il primo a destra, con alcuni amici volontari all’Expo Alcuni giovani di tutto il Mondo, volontari all’Expo 12 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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la mia Expo Fare il volontario all’Expo Milano 2015 è stata un'esperienza fantastica e un’opportunità di vivere dall’interno un evento di richiamo mondiale: ho così potuto ascoltare le persone con cui ho lavorato e cogliere le opinioni dei visitatori. Nell'arco dei 6 mesi di Expo sono attesi più di 20 milioni di visitatori, di cui un quinto proveniente da fuori Italia. Per la città di Milano è un'opportunità economica e turistica unica, anche se non tutti i cittadini milanesi hanno accolto con favore l'evento: per circa 2 anni la città è stata invasa dai cantieri che hanno causato disagi e l'idea diffusa che Milano e l'Italia non sarebbero stati in grado di organizzare al meglio l'evento, ha fatto sì che molti milanesi vivessero i lavori con mal sopportazione. La protesta estremista e violenta del primo maggio, giorno d'inaugurazione dell'Expo, ha avuto un effetto di grande solidarietà su Milano: molti cittadini si sono subito armati di guanti e spazzole per pulire i muri da scritte insensate e violente, anche per dimostrare che l'invasione di quei teppisti non c'entra niente con Milano e con l'Expo stessa. Dopo un mese dall'inaugurazione, le persone che non vedono l'utilità di questo evento sono veramente tante e come è giusto, in modo civile esprimono la loro idea; un giorno sono stato fermato da un ragazzo che, indicando la mia divisa da volontario mi aveva chiesto “Ma come fai ad essere a favore dell’Expo?!”. La critica più grossa che viene fatta all'Esposizione Universale è che, sebbene il tema sia “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, diversi padiglioni sembrano solo delle agenzie turistiche senza proporre idee di come risolvere i problemi di natura ecologica e alimentare da portare equilibrio in tutto il pianeta. Pur con tutte le difficoltà e le contraddizioni, Expo colpisce per la magnificenza del Decumano e la varietà dei padiglioni ed è un’opportunità unica per conoscere e comprendere tradizioni alimentari anche molto diverse dalle nostre e avere la possibilità di "visitare“, a piedi, la maggior parte del mondo passando dal Giappone al Brasile, dagli Stati Uniti alla Russia in pochi passi. *Andrea è ex alunno della Montale, diplomato nel 2007 ariato di Andrea Piatti* Andrea, a destra, insieme agli amici Claudia e Carlo Mazzaferro, davanti al padiglione Kuwait. I tre sono stati alunni della Montale. L’Albero della Vita, Expo Milano 13 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Copa do mundo Acontece C’ero anch’io! di Luca Ruggiero Arrivando all’Expo, la prima cosa che mi ha impressionato è stato un corridoio gigantesco, con tutte le bandiere di tutti i paesi che vi partecipano. Il primo padiglione in cui sono entrato è stato quello della ONU, enorme, che riassumeva tutto quanto si sarebbe potuto visitare all’Expo. Ho visitato anche il padiglione del Brasile, quello dell’Italia e tanti altri. Ma sicuramente per visitare tutta l’EXPO mi ci sarebbero voluti almeno 3 giorni! Il padiglione Italia è l’unico della fiera che non verrà distrutto, ed è fatto totalmente di un materiale sostenibile ed ecologico. Il padiglione Italia racconta la storia, l’arte, la cultura del Belpaese e mostra l’importanza che l’Italia ha avuto nella crescita e nello sviluppo dell’Europa intera. Ma chi va all’Expo non deve perdersi assolutamente lo Luca Ruggiero, alunno della III Media, in visita all’Expo Milano show con i giochi d’acqua e la musica dell’Albero della Vita. Di sicuro lo spettacolo più bello che abbia mai visto fino ad oggi! Ho finalizzato la mia visita con lo spettacolo serale del “Cirque du Soleil”, intitolato “Alla Vita”. Quindi, consiglio a tutti di andare in Italia a visitare l’Expo Milano, una fiera internazionale molto ben organizzata e all’avanguardia, ma prendetevi almeno 2 giorni di tempo per riuscire a vedere qualcosa in più! È stata un’esperienza unica! Spero poter visitare anche la prossima Expo, a Dubai nel 2020. Padiglione Italia 14 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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Padiglione Brasile Il gioco di luci serale fatto intorno all’Albero della Vita L’ingresso di Expo, visto dall’alto 15 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2015

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