Gazzetta della Puglia 05_08 2015

 

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La Gazzetta MENSILE D’INFORMAZIONE Anno XXVIII – MAGGIO-LUGLIO – N. 5/8 della della Puglia Puglia Copia gratuita per i sostenitori Fondato da Domenico Tedeschi Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.52.10.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano «Abbiamo spezzato, di nuovo, le reni alla Grecia» ha dichiarato la premier tedesca Merkel Pironti ed.-R. IMPERIALI Europa germanica Il quadro del Mezzogiorno G DI PIETRO FILOMENO egli ultimi anni, il divario Nord-Sud è scandalosamente cresciuto. Lo dice, senza mezzi termini, l’ultimo rapporto Svimez (l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno). «Area di sottosviluppo permanente»: scrive proprio così la Svimez. Purtroppo, il divario di Pil pro capite tra Nord e Sud è tornato ai livelli di 15 anni fa. I consumi delle famiglie meridionali, negli anni di crisi 2008-2014, sono crollati quasi del 13 per cento e gli investimenti nell’industria addirittura del 59. Le nascite, nel 2014, hanno toccato i minimi storici: come 150 anni fa. Dati di retroguardia anche sul fronte della crescita e dell’occupazione. (...) I A PAG. 8 Dici tu... Titolo provvisorio N G «Abbiamo spezzato, di nuovo, le reni alla Grecia» dichiara la Merkel, in divisa da SS, che campeggia nella vignetta. Al posto della croce uncinata, il simbolo dell’euro. La frase riecheggia quella famosa di Mussolini: «Spezzeremo le reni alla Grecia». Il Duce la pronunciò il 18 novembre 1940, a Palazzo Venezia, durante un discorso tenuto alla presenza dei gerarchi provinciali del Partito nazionale fascista. Discorso poi trasmesso anche dalla radio italiana. Il contesto in cui la pronunciò: «Affermai cinque anni fa: spezzeremo le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, le reni in due o dodici mesi poco importa, la guerra è (...) I A PAG. 9 Riccardo Imperiali di Francavilla Dici tu... Titolo provvisorio tullio pironti editore Un negozio di antiquariato, una serata di jazz, una messa celebrata in chiesa, i ricordi della zia morta, il servizio del bike sharing nella “Milano da bere”, il rincontro con il collega americano durante un congresso internazionale, compagni/e di viaggio in aereo, partecipazione ai concerti, visita al museo di Capodimonte. E via elencando le più varie situazioni di vita quotidiana. In tutto diciannove microstorie raccontate nel libro “Dici tu … titolo provvisorio” (...) I A PAG. 15 Lutto in redazione, un’altro collega ci ha lasciati Era vescovo di Molfetta Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Dino non c’è più Dopo le dipartite di Antonio Focone e Ninì Angiulli un’altra colonna portante del nostro giornale ci ha lasciati. Volutamente ho titolato «Dino...» perché per me era non solo un collega (divenuto giornalista con la nostra Gazzetta) ma soprattutto un amico fraterno, Sempre pronto ad aiutarmi in tutte le occasioni. Non per ultima col sostegno economico alla organizzazione di volontariato da me presieduta a favore degli animali. Mi è difficile continuare a scrivere «perché Dino Abbascià -– ha scritto un’altro collega giornalista – è uno di quelli che hanno contribuito a fare grande Milano. Con il sacrificio, le rinunce, il lavoro. Alle 4 del mattino era già all’ortomercato. E poi gli altri impegni, compreso quello di presidente dell’Associazione regionale pugliesi». Sono state giustamente decantate le sue doti imprenditoriali all’insegna dell’umiltà, generosità, laboriosita e via cantando. Ma a me piace ricordarlo per la sua “penna”. Scriveva meravigliosamente. Ciao Dino, mi mancherai! Addio mons. Luigi Martella L’ultima enciclica Venuto dall’altro capo del mondo, Enciclica sincera e pastorale, ha scosso il Vaticano dal profondo: dal linguaggio diretto e personale. come l’ultimo scritto a tutto tondo. Quando si dice: papale papale. Dice l’enciclica «Laudato sì»: no, non si tratta la Terra così; basta o si finirà male un bel dì. Urlano a destra: è un Papa comunista. Pronti a sinistra: ma no, è ecologista. Lui non ascolta, segue la sua pista. La grande Casa comune è in rovina, Guida la Chiesa e non concede tregua. perciò il Papa addita chi la rapina Allo spirito dei tempi, l’adegua. e lo invita a smettere quanto prima. Sembra che esageri, ma l’azione è equa. MIMMO TEDESCHI G Mons. Luigi Martella I A PAGINA 9 Calcio: serie A e B i calendari del campionato 2015/2016 I A PAG. 12 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICAT BASILICATA Sede legale: MATERA MATERA - via Timmari, 25 Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 GRAVINA GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 NELLE PAGINE INTERNE I INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA da tutte le province pagg. 2 – 3 I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pag. 11 GAZZETTINO SPORTIVO pag. 12 LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 13 – 14 MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 – 15 I INFORMAZIONI DALL’ITALIA/EUROPA (Calcio Pugliese) pag. 4 – 6 I I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Foggia e provincia pag. 7 I F ILIALE VIA DI M ILANO I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 8 – 9 – 10 I S ANTA ANTA M ARGHERITA ARGHERITA , 4 Tel. 02.86453958

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P AGINA 2– MAGGIO / LUGLIO ’15 D ALLA L OMBARDIA Da garzone a imprenditore di successo ha contribuito a fare grande Milano La Gazzetta della Puglia gionava anche centinaia di alberghi e ristoranti. Fu lui ad introdurre da noi i prodotti esotici, kiwi e altri sapori, meritando nel ’70 quasi una pagina con tanto di foto sul “Corsera”, con la firma di Massimo Alberini, gastronomo ed esperto di circo e collezionismo. Ma anche gli altri giornali, tra cui “Il Giorno”, gli dedicavano molto spazio. Il cavalier Dino Abbascià aveva un cuore grande. Lo hanno ribadito alcuni esponenti del Rotary di Merate, che lo apprezzarono in occasione di serate di beneficenza. In Kenya notò un gruppo di bambini intento a studiare sotto un albero e con un amico mise in piedi per loro una scuola, impegnandosi a pagare lo stipendio a due maestre. La sua biografia è lunga quanto un romanzo. Una biografia edificante, esemplare. Dino Abbascià è uno di quelli che hanno contribuito a fare grande Milano. Con il sacrificio, le rinunce, il lavoro. Alle 4 del mattino era già all’ortomercato. E poi gli altri impegni, compreso quello di presidente dell’Associazione regionale pugliesi, dove è stato l’anima di mille iniziative di alto livello, tra cui il Premio Ambasciatori Terre di Puglia, che negli anni è stato assegnato a personalità come i Negramaro, Lino Banfi, Renzo Arbore… Ai suoi collaboratori di via Pietro Calvi, sede del sodalizio, ha mandato un messaggio: «Non molliamo mai niente». Lui, il leone di Bisceglie, non aveva mollato mai. È stato costretto a fermarsi all’età di 73 anni. MILANO – Il 10 luglio Dino Abbascià avrebbe festeggiato alla grande i suoi sessant’anni a Milano. Non ha potuto. Si è spento alcuni giorni prima. Una grande perdita per la moglie Teresa, i figli Annamaria e Francesco, per gli amici, tantissimi, che gli volevano bene. Aveva 13 anni quando arrivò nel capoluogo lombardo dalla sua Bisceglie. Era il 1955. Un anno denso di eventi, con il plastico della Metropolitana esposto a Palazzo Marino; l’insediamento del nuovo arcivescovo Giovanni Battista Montini; l’inaugurazione della “Piccola Scala” con “Il matrimonio segreto di Cimarosa”… L’Olona era ancora scoperto, scoperto anche il Naviglio Martesana in via Melchiorre Gioia. Sindaco, Virginio Ferrari Dino Abbascià, con la sua valigia di cartone legata con uno spago, uscì dalla Galleria delle Carrozze e cominciò ad osservare sbalordito il pezzo di città che gli si parava di fronte. Quei palazzi così alti e superbi, diversi da quelli del suo paese, che non superavano i due piani, gli fecero impressione, ed ebbe forse l’impulso di riprendere il treno per tornare indietro. Ma uno come lui, coraggioso, tenace, volitivo, non poteva cedere a quella tentazione. Era venuto per lavorare, e doveva andare avanti. «Per i primi tre mesi feci il garzone in un negozio di via Pacini senza vedere una lira. Solo vitto e alloggio e sette ore di libertà la domenica. Mi misi a vendere gelati nel cinema di fronte e in una sera intascai quanto il salario di un mese», racconterà da grande, quando ormai era stranoto dappertutto, presidente o vicepresidente in organismi regionali e nazionali, profondo cono- Ci ha lasciati Dino Abbascià il Cavaliere della Frutta scitore di marketing, mercati internazionali, di vetrinistica e di leggi sanitarie e sindacali..., al volante di un’azienda all’avanguardia con dipendenti laboriosi, alcuni dei quali frequentavano l’università. Quando raccontava la sua storia, con qualche concessione al dialetto meneghino, lo si ascoltava volentieri, perché era la storia di un uomo geniale, generoso, disposto a rinunce e sacrifici pur di andare avanti senza stampelle e protezioni. A 16 anni era il “factotum” del negozio, avendo mostrato idee chiare e notevoli capacità nelle vendite. Gli altri padroni se lo contendevano. Inventò una gara tra i gar- zoni, che offriva come premio l’aperitivo a chi smaltiva più merce, e a sorseggiarlo era sempre lui. Per stimolare le “sciure”, che lo “amavano”, urlava la bontà delle mele e dei pomodori e le cassette si svuotavano in un baleno. Nel ’62, con il fratello Donato, rilevò il locale di corso di Porta Nuova, dirimpetto all’ospedale Fatebenefratelli, e lo trasformò in una “’boutique’ della frutta”; associò gli altri fratelli, chiamò a Milano anche i genitori. Nel ’69, in vacanza al paese, conobbe una ragazza deliziosa, Maria Teresa, che faceva l’archivista a Roma, e la sposò. Un imprenditore di talento. Non mancava di ricordare che aveva fatto le scuole dell’obbligo; ma quando parlava nei consigli di amministrazione o nei convegni, nei dibattiti, o in una trasmissione televisiva, pubblica o privata, non sfigurava certo, di fronte a tanti laureati. Anzi. Era anche giornalista. Lo era diventato scrivendo per “La Gazzetta” e per altre testate. Uno stakanovista, un orologio svizzero. Determinato e rispettoso; all’occorrenza severo. Aveva sorrisi schietti e comunicativi; un concetto sacro del lavoro. Era un fornitore di qualità, ha scritto in uno splendido articolo Francesco Lenoci, che lo ha definito leggendario. Abbascià approvvi- FRANCO PRESICCI Abbascià intento a costruire una scuola in Kenya G Nella foto (a dx): A nome dell’Arp di Milano l’ultimo saluto di Agostino Picicco Fra le diverse testimonianze riportiamo quella di Lenoci* «Ciao Dino... resterai nei nostri cuori» Dopo breve malattia il 13 giugno è venuto a mancare a Milano il cav. Dino Abbascià, storico presidente dell’Associazione regionale pugliesi. Pubblichiamo il saluto che Agostino Picicco, responsabile culturale dell’Associazione e suo grande amico, ha pronunciato in occasione delle esequie intervenendo insieme a Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, e a Francesco Spina, sindaco di Bisceglie, sua città natale. CIAO DINO Nei nostri pensieri, preghiere e speranze questo momento non era previsto. Il presidente Dino Abbascià era talmente vulcanico ed entusiasta che non si riescono a immaginare eventi, riunioni, convivialità senza di lui. Purtroppo – con dolore e commozione – accettiamo i misteriosi piani della Provvidenza. Con questo spirito desidero, a nome dell’Associazione regionale pugliesi di Milano, onorare la memoria del nostro Presidente attraverso tre caratteristiche umane che ce lo rendono ancora più vicino e amato, nella certezza che non mancheranno altre occasioni per approfondire il suo operato e il suo pensiero nei tanti campi che l’hanno visto protagonista. L’umiltà In modo vezzoso si definiva un fruttivendolo, evitando così di fare pesare il suo ruolo e i numerosi incarichi di prestigio. L’umiltà lo riportava alle origini della sua terra, alla sua gavetta professionale, rendeva cordiali i suoi rapporti con gli interlocutori, ma non gli impediva di difendere dialetticamente le sue idee. L’entusiasmo Cioè il non fermarsi nelle posizioni consolidate, la voglia di andare avanti, la costante motivazione dei collaboratori e armonizzazione del lavoro di squadra, come soleva dire. In questo era agevolato dalle notevoli doti umane di simpatia e scioltezza che lo rendevano esperto in relazioni umane e nel costruire ponti. A lui riusciva naturale fare il bene, creare sinergie e collaborazioni. Dino amava la vita. Era instancabile nelle feste perché aveva la festa nel cuore. Fino a qualche giorno fa programmava eventi e attività, compresa – a luglio – la festa per il suo 60° di permanenza a Milano. La prossimità Cioè il segno più evidente della generosità che lo caratterizzava e che lo rendeva “uomo dell’aiuto”. E poi l’attenzione nel ricordare le ricorrenze, nel rendersi presente – magari scrivendo alle tre del mattino il suo «ti voglio bene» –, nel rispondere a tutti, nell’interessarsi alle questioni che gli ponevano, la disponibilità ad offrire consigli soprattutto ai più giovani che si affacciavano al mondo del lavoro. La sua umanità è stata la sua forza Per Dino lavorare tutto il giorno era un impegno per migliorare il presente. Soleva dire che il tempo era il suo peggior nemico. È vero. E così lo esorcizzava adoperando ogni momento della sua lunga giornata, in ogni istante scrivendo e tenendo contatti con il mondo tramite il suo inseparabile cellulare. Per questo lo ricordiamo con immenso affetto, sentita ammirazione e profonda gratitudine: per la lungimiranza del suo operato, per la generosità del suo cuore, per il costante e fattivo impegno per la promozione, la visibilità, l’affermazione dei valori della comunità pugliese a Milano che grazie a lui è diventata più grande, più stimata, più considerata. Le lacrime che in questi giorni abbiamo scorto sui volti attoniti dei tanti amici sparsi per l’Italia (e oltre) sono il segno di quanto Dino fosse amato, stimato, apprezzato. Ma vogliono essere anche uno stimolo a proseguire nelle mete che ci ha sempre indicato, con lo spirito di laboriosità, concretezza, intelligenza, di cui è stato testimone. Oggi la corale e sentita partecipazione a questo rito esequiale rende a Dino l’abbraccio che non siamo riusciti a dargli in questi ultimi giorni. E così ci stringiamo a Maria Teresa, Annamaria, Francesco e a tutti i famigliari. Grazie di tutto, Dino. Ciao, Agostino. Dino Abbascià Cavaliere del Lavoro Giovedì 11 giugno, mattina, ero a Milanofiori per la firma, con la più grande casa editrice d’Europa, del contratto relativo al mio trentatreesimo libro in materia di finanza aziendale e del contratto relativo al mio trentaquattresimo libro in materia di bilancio. Alla fine del colloquio, ho invitato il direttore generale agli eventi che mi avrebbero visto protagonista giovedì sera e sabato sera, rispettivamente, all’inaugurazione del Salento Village, al matrimonio tra il Primitivo di Manduria e il Caciocavallo stagionato in grotta di Noci. Soddisfatte le normali curiosità del mio interlocutore, è arrivata puntuale la domanda di rito: «Se lei, professore, è il vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi di Milano, chi è il presidente?». Ho risposto come sempre: «Il mio presidente è il leggendario Cavaliere del Lavoro Dino Abbascià». Perché ho sempre definito leggendario il mio presidente? Perché lui arrivò ragazzino da Bisceglie a Milano con la classica valigia di cartone. Agli inizi faceva il garzone di fruttivendolo: non era il massimo, c’erano altre categorie di garzoni più prestigiose, tra cui il garzone di macelleria. Lui non si dava pace, anzi piangeva quando pensava al suo stato e diceva: «Verrà un giorno in cui un chilo di frutta costerà più di un chilo di carne». Sappiamo tutti che quel giorno è arrivato da tempo e che la differenza tra i due generi è significativa. Ebbene, mi piace sottolineare che siffatto cambiamento non è avvenuto per opera del fato, o della storia, ma perché Dino Abbascià ha contribuito a determinarlo. È stato lui ad inventare “Abbascià Frutta Pregiata”, è stato lui ad attrezzare i furgoni che senza soluzione di continuità riforniscono i ristoranti milanesi, è stato lui a dotare la sua azienda di un sistema logistico all’avanguardia per far fronte agli ordini e alle spedizioni, è stato lui a trasformare la sua azienda da un normale fornitore di frutta in un eccezionale fornitore di qualità. Per fare tutto questo ha lavorato, tantissimo, di notte ancor più che di giorno, confermando ancora una volta che Milano è la città dove generazioni di pugliesi hanno dato il meglio di sé. Come faccio, come faccio a dire a un siffatto Cavaliere del Lavoro «riposa in pace»? Sapete cosa faccio? Non glielo dico, tanto so bene che troverà il modo di lavorare anche nell’alto dei Cieli e che anche lassù farà il turno di notte con il sorriso sulle labbra. * Docente università cattolica del «Sacro Cuore» di Milano e vicepresidente dell’Associazione regionali pugliesi di Milano. I

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La Gazzetta della Puglia La manifestazione si è svolta il 12 luglio D ALLA L OMBARDIA A FUORIEXPO 2015 MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 3 Dalla Fondazione Nuove Proposte di Martina «Cuore di Puglia a Milano» MILANO – Domenica 12 luglio, nell’ex Diurno situato nella centralissima piazza Duomo, si è svolta la manifestazione “Il grande cuore della Puglia a Milano”, organizzata dall’Associazione Cuore di Puglia (che raggruppa 40 comuni della città metropolitana di Bari, tra cui Giovinazzo, e delle province Bat, Lecce e Taranto). L’iniziativa è nata con l’obiettivo di promuovere le tipicità agricole, alimentari e artigianali del territorio, di incentivare lo scambio di buone prassi in ambito agro-alimentare e ambientale, di diffondere lo stile di vita della “dieta mediterranea” e di promuovere il territorio con i suoi beni culturali e ambientali in un’ottica sostenibile. Tale manifestazione si è tenuta a conclusione della settimana che ha visto la presenza dell’Associazione in Expo nella “Cascina Triulza” con oltre settanta piccoli produttori del settore agroalimentare. A fare gli onori di casa sono intervenuti per il comune di Milano l’assessore di origine terlizzese Cristina Tajani e per l’Associazione regionale pugliesi il nostro concittadino avv. Agostino Picicco che ha anche svolto una relazione sul senso dell’emigrazione oggi e sulla missione delle associazioni culturali legate a quel mondo. Di rilievo gli interventi di Livia Pomodoro (nostra corregionale), già presidente del tribunale di Milano e ora del Milan center for food law and policy, che ha svolto una relazione sul diritto al cibo dopo Expo e sulle implicazioni per gli enti locali, e del primo cittadino di Bari Antonio Decaro, presente insieme a diversi assessori dei comuni cointeressati. Ha moderato la tavola rotonda Davide Carlucci, primo cittadino anch’egli di Acquaviva delle Fonti e presidente di «Cuore di Puglia». Al termine dell’incontro, ad allietare gli ospiti, la presentazione di prodotti tipici pugliesi e un concerto di musica popolare e di pizzica. Negli ambienti dell’ex Diurno sono state allestite mostre fotografiche dedicate alla cultura, al folclore e alla tradizione della Puglia, che hanno riscosso l’interesse dei numerosi visitatori. Prete e Lenoci inaugurano il Salento Village MILANO – Italian Makers Village di via Tortona 32 Milano ha ospitato il Salento Village, da giovedì 11 giugno a lunedì 18 giugno 2015. La partecipazione a Fuoriexpo Milano 2015 delle eccellenze artigianali salentine è stata opera della Camera di Commercio di Lecce, con la collaborazione di Confartigianato Lecce, Confcommercio Lecce, Confesercenti Lecce, Cna Lecce, Gal Terra d’Otranto, Gal Capo Santa Maria di Leuca, Gal Terra d’Arneo e Associazione regionale pugliesi di Milano. Le cinque giornate milanesi (contraddistinte da tradizione, innovazione e sostenibilità) hanno visto in bella mostra: prodotti da forno, conserve, miele, pasta, vino, pane, olio, dolci, cartapesta. La rassegna delle eccellenze artigianali salentine nel campo agroalimentare, manifatturiero e artistico si è articolata in degustazioni di prodotti tipici salentini, laboratori di pasticceria e cucina salentina, convegni sulle eccellenze enogastronomiche, rurali e turistiche del Salento, esibizioni di musica popolare salentina. A inaugurare il Salento Village di Milano, giovedì 11 giugno 2015 (alle ore 19,30), è stata opera del dottor Alfredo Prete, presidente CamCom Lecce e il professor Francesco Lenoci, vicepresidente Associazione regionale pugliesi di Milano. Molto seguite le diverse rappresentazioni culinarie e soprattutto le esecuzioni musicali popolari salentine. «Le prossime Giornate milanesi» MILANO – Le prossime ”Giornate milanesi” della Fondazione Nuove Proposte di Martina Franca, in programma come sempre qualche giorno prima di Sant’Ambrogio, saranno dedicate a Guido Lenoci, il titolare della prestigiosissima e famosa galleria “Apollinaire”, che aveva sede in via Brera a Milano. Ce lo riferisce l’avvocato Elio Greco, presidente della stessa Fondazione, che di Lenoci fu amico ed estimatore. «Anzi negli anni 70 convinsi l’illustre concittadino, che era anche editore di volumi di grandissimo pregio, ad aprire nella città dei trulli la consorella della galleria milanese. Poi non se ne fece niente. E mi dispiacque molto». A novant’anni, o quasi, Elio Greco non perde colpi. Un’idea dietro l’altra. «Dedicherò quelle ‘Giornate’ anche ai medici martinesi operanti a Milano, davvero molti. E fanno onore a Martina. E chiederò a un altro Lenoci, Francesco, docente alla Cattolica e vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi meneghina, di tracciare il profilo di Paolo Grassi e di Giacomo Giacobelli, oltre che dello stesso Lenoci». Intanto in vico Monacelle, nei pressi della chiesa di San Domenico di Martina il 30 luglio, nella sede di “Nuove Proposte”, è stato consegnato il Premio Campus a Andrea Merli, della rivista “Opera” “per l’impegno nella promozione delle iniziative artistiche legate al Festival della Valle d’Itria”, che anche quest’anno ha riscosso un notevolissimo successo di pubblico e di critica. Infatti alla cerimonia di consegna del Premio a Merli erano presenti firme autorevoli di diversi giornali europei. Mario Campus – dice Greco – «zio di Enrico di Berlinguer, era giornalista e direttore dell’Ente per il Turismo di Brindisi, prima di passare a Perugia e a Spoleto. Con un ricco inglese creò il villaggio Rosa Marina, recuperò il museo di Egnazia e rilanciò la selva di Fasano con il Palazzo dei Congressi». Per lui – aggiunge il presidente della Fondazione Nuove Proposte – la cultura significava sviluppo turistico. «Con i miei Premi riscopro grandi personaggi del passato, riproponendoli alle nuove generazioni e individuo quelli del presente che rappresentano la continuazione. Sono dunque premi propositivi e non celebrativi. Ai vincitori viene consegnata un’opera pittorica del figlio di Mario, Manuel, che vive e opera a Spoleto». I I I MILANO – Presso il sito Expo, nel padiglione del Messico, si è tenuto nel capoluogo meneghino (lunedì 29 giugno) l’incontro tra le eccellenze gastronomiche del caseificio Delizia spa. di Noci e la grande cucina messicana (dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco). L’incontro è stato organizzato da Italian Culinary Institute for Foreigners (Icif), padiglione del México, ristorante Bésame Mucho, Delizia spa, con la collaborazione dell’Associazione regionale pugliesi di Milano. Sulla terrazza del ristorante Bésame Mucho, Mario Espinosa, uno dei più titolati e innovativi Chef del Messico, ha rivisitato per l’occasione una serie di piatti della tradizione messicana con la crema di burrata dorè, gioiello del caseificio Delizia. Nell’occasione Giovanni D’Ambruoso, amministratore delegato di Delizia spa., ha presentato il nuovo ed esclusivo pack della crema di burrata dorè, ALLA RIBALTA CON «ORA IN SCENA!» “Dalla terra la vita” i temi di Expo a teatro MILANO – Allestito dalla compagnia “Ora in Scena!”, in collaborazione con l’Associazione regionale pugliesi di Milano e l’Associazione culturale Orizzonte, lo spettacolo teatrale “Dalla terra la vita”, sviluppa sul piano storico, letterario e dell’attualità progettuale di ritorno alla terra i temi presenti in Expo 2015. Gli spettacoli che si sono già svolti a Milano, Parabiago, Melegnano, San Donato Milanese vedono protagonisti attori dilettanti con la passione per il teatro ed esponenti della società civile, sotto la guida del prof. Paolo Rausa nelle vesti di regista. Sono chiamati a testimoni dialoganti personaggi del mondo antico, poeti, scrittori e cineasti, scienziati (Vandana Shiva) capi di stato e di associazioni (José Mujica, Carlo Petrini), donne che hanno ripreso ad occuparsi di agricoltura in varie parti del mondo e religiosi (don Tonino Bello). Preoccupati per le condizioni del nostro pianeta, essi indicano l’unica via di salvezza: invertire la tendenza e ritornare ad un’agricoltura rispettosa dell’ambiente naturale, facendo nuove scelte di vita e riconsiderando il ruolo delle donne, come sta avvenendo in diverse parti del mondo. Riflessioni che si accompagnano a immagini, video e canzoni. Lo spettatore è condotto a compiere un viaggio di consapevolezza sulle condizioni precarie della terra da una parte e sui bisogni dell’umanità dall’altra, alla ricerca di soddisfacimento dei bisogni di istruzione, cibo e salute. I L’incontro è avvenuto il 29 giugno nel padiglione del Messico Delizia da Noci a Milano all’Expo 2015 “uno scrigno” dal design raffinato e sorprendente per valorizzare l’arte casearia italiana nel mondo. L’incontro ha permesso di incrociare varie esperienze culturali, imprenditoriali e sociali rappresentate da un parterre di ospiti nazionali ed internazionali (chef stellati, ricercatori, professori universitari, promoter commerciali, imprenditori e giornalisti del settore agroalimentare) con i quali è stato piacevole e interessante condividere le tematiche legate all’alimentazione che Expo 2015 promuove e sostiene. A tal fine sono intervenuti: Piero Sassone, presidente di Icif e il professor Francesco Lenoci, docente dell’università cattolica del «Sacro Cuore» di Milano e vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi di Milano. La degustazione sulla terrazza del ristorante Bésame Mucho dei piatti proposti da Mario Espinosa con la crema di burrata dorè e con altri importanti prodotti come la burrata classica e il caciocavallo stagionato in grotta, abbinati ad una selezione di vini pugliesi, è stata per l’azienda Delizia una piacevole occasione per ringraziare gli ospiti intervenuti, in uno scenario d’alta cucina internazionale. LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 FM 91,950 RADIO MENEGHINA FM 91,950 RADIO MENEGHNA quotidiano radiofonico www.radiomeneghina.it indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 quotidiano radiofonico indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 www.radiomeneghina.it I

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P AGINA 4– MAGGIO / LUGLIO ’15 D ALL’I TALIA /E UROPA Il riconoscimento è andato ad un caduto della 2ª guerra mondiale La Gazzetta della Puglia Quest’anno abbiamo voluto assegnare il «Cerignolano dell’anno 2015» ad un martire cerignolano della II guerra mondiale morto a Torino, proprio per celebrare degnamente le due ricorrenze riferite ai due conflitti mondiali (100 anni per l’inizio del primo e 70 anni per la fine del secondo). Non è stata però una scelta dettata dalle sole coincidenze numeriche. Oggi nel nostro mondo occidentale le guerre le vediamo solo su uno schermo, non importa se in tv o al cinema o nei videogiochi. Un secolo fa invece la guerra era tra noi, tra le nostre case, sotto i nostri occhi. E i bombardamenti non erano solo un bagliore su uno schermo di un jet, ma sirene, fracasso, paura. Cosa è cambiato in questi 100 anni? Una sola novità: l’Europa, una creatura politica voluta per evitare che altre guerre potessero continuare a insanguinare le nostre terre. Un’Europa quindi nata per garantire la vita, e con essa il benessere e il progresso. Cosa è successo nel frattempo? L’idea iniziale di Europa si è annacquata, e il posto di statisti illuminati è stato preso da contabili e finanzieri. I risultati sono quanto mai attuali: la Grecia è spinta sull’orlo del baratro, e i migranti in fuga da fame e guerra sono respinti alle frontiere, lasciando la sola Italia a gestirli. Come è potuto avvenire tutto questo? Se guardiamo alla sola Italia il motivo è semplice: i nostri amministratori pubblici si sono preoccupati più di ingrassare il loro portafoglio privato. Come uscirne? Recuperando quel concetto di umanità a cui tutto deve essere asservito (...omissis...). Ed infine una generale consapevolezza che solo se stanno bene tutti possiamo sperare di stare bene anche noi. Mugugni in piazza per il «Cerignolano 2015» andato buttato poiché in serata il bel tempo ha consentito di consumare tutto, soprattutto migliaia di “turcinelli”, involtini di fegatini insaporiti da foglie di alloro e tenuti insieme da budello di agnello. Al mattino, a dispetto di una costante e fastidiosa pioggerellina, i soci de La Cicogna hanno provveduto come da programma alla commemorazione di Vincenzo D’Agostino, partigiano cerignolano morto a Torino nel 1945, a cui è stato dedicato il Cerignolano dell’anno 2015, il tradizionale riconoscimento che i cerignolani sotto la Mole assegnano ogni anno ad un loro concittadino. La presidente della 6ª circoscrizione, Nadia Conticelli, e il presidente dell’associazione, Gianni Dimopoli (insieme nella foto), hanno deposto una corona di alloro alla base della lapide che commemora il «Cerignolano 2015» nel vicino giardino dove ogni anno le scuole elementari del quartiere ricordano la 2ª guerra mondiale in occasione del 25 aprile. Nel pomeriggio, con la complicità della Madonna che ha favorito il ritorno del bel tempo (questo è quanto dicevano con convinzione i presenti), migliaia di fedeli giunti da tutti i quartieri della città hanno potuto assistere alla messa e alla successiva processione per le vie del quartiere, cui non ha partecipato nessuna istituzione cerignolana TORINO – Se per i canosini la storia è ancora breve (vedi articolo qui di seguito), per i cerignolani a Torino ormai parlare di tradizione non è affatto un’esagerazione. Quella dello scorso 14 giugno è stata la 34ª edizione della festa in onore di Maria di Ripalta, la patrona di Cerignola, che l’associazione La Cicogna festeggia dal lontano 1982 in Barriera di Milano, lo storico quartiere di Torino nord che ha visto l’emigrazione meridionale ieri e quella da sud del mondo oggi. Che ormai sia la festa storica per l’intero quartiere ne è testimonianza la partecipazione attiva delle associazioni dei commercianti che si preoccupano tutto l’anno del normale svolgimento e della promozione delle attività in piazzetta Cerignola e nella vicina piazza Foroni. L’inclemenza del tempo ha guastato la festa solo al mattino, ma questo è bastato per lasciare quasi deserti i tavoli dove tutto era stato predisposto per il pranzo in piazza a base di pasta fresca della tradizione cerignolana e carni alla brace: nulla però è TORINO – Inizia ad essere una tradizione consolidata quella torinese del «Canosino dell’Anno», riconoscimento che l’associazione dei torinesi provenienti da Canosa di Puglia «Il Ponte», ormai da 5 anni assegna annualmente ad un illustre concittadino. Il premiato di quest’anno è stato Serafino Vassalli. Serafino nasce a Canosa di Puglia l’11 aprile 1955, e dopo aver conseguito la laurea in ingegneria meccanica, supera il concorso per funzionari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e viene inviato al comando di Torino nella metà degli anni ’80. Qui vi rimane per diversi anni, per assumere poi l’incarico di comandante provinciale dei vigili del fuoco di altre città italiane, tra le quali Avellino e Benevento. Infine, nel settembre del 2014 diventa responsabile dell’ufficio sicurezza degli uffici centrali del ministero dell’Interno. Il segno della sua permanenza a Torino è legato certamente alla direzione delle operazioni di salvataggio della santa sindone la notte del 12 aprile 1997: rimase al fianco dei suoi vigili per tutta la durata dell’intervento, fino all’affidamento dell’urna contenente la preziosa reliquia nelle mani del cardinale Giovanni Saldarini. È stato proprio questo episodio, dettagliatamente ripreso con filmati dell’epoca durante la cerimonia di premiazione, a far individuare dagli organizzatori la figura del no- che per la prima volta nella storia ha mancato l’appuntamento torinese a causa della contemporanea giornata di ballottaggio per l’elezione del sindaco. Banda e fuochi pirotecnici hanno fatto la loro parte per far rivivere l’atmosfera delle feste di paese in questo angolo di città, spesso dimenticata dai principali appuntamenti culturali che animano le vie del centro, ma non per questo meno affascinante e degno di attenzione grazie agli sforzi che commercianti e istituzioni stanno diffusamente profondendo in questi mesi. Solo alcuni segni di dissenso al momento dei saluti quando il presidente Dimopoli ha salutato i presenti e ha ricordato, con un articolato e scomodo discorso (riportato nel corsivo, in parte per esigenze di spazio), i motivi per cui il «Cerignolano 2015» fosse stato assegnato ad un concittadino morto in guerra. Tutto previsto, comunque. La soddisfazione degli organizzatori, e di Dino Gigantiello, infaticabile vicepresidente de La Cicogna e vero animatore della festa, dura solo una sera: il pensiero è rivolto già alla prossima 25ª edizione, che si preannuncia, almeno nei piani dei soci, come un’edizione straordinaria. L’Europa ricordi perché è nata! Assegnato il prestigioso riconoscimento dell’associazione pugliesi di Torino «Il Ponte» «PREMIO DIOMEDE» Il 19 luglio, in quel di Canosa, il nostro ha ricevuto un ulteriore riconoscimento votato all’unanimità dalla giuria della 16ª edizione del «Premio Diomede». La cerimonia di consegna del «Canusium» al comandante Vassalli è stata patrocinata dalla regione Puglia, dalla provincia Bat e dal comune di Canosa. Una stupenda manifestazione, ricca di spunti culturali e di intrattenimento musicale e artistico, presentata dalla giornalista Francesca Rodolfo, viso noto e affermato di TeleNorba. (Nostro servizio a pag. 8) A Serafino Vassalli il «Canosino 2015» stro Vassalli. A fare gli onori di casa la mattina di sabato 6 giugno c’era il presidente dell’associazione Il Ponte, Pasquale Valente, con tutti i collaboratori del direttivo. Lungo l’elenco degli ospiti presenti, arrivati da tutta Italia per l’occasione. Da Canosa il primo cittadino Ernesto La Salvia e il presidente del consiglio comunale Pasquale Di Fazio, insieme a monsignor Felice Bacco, arciprete della cattedrale di Canosa e «Canosino dell’Anno» uscente. Presente anche un altro «Canosino dell’Anno», il generale dei carabinieri Pasquale Lavacca, arrivato appositamente da Roma come Nunzio Valentino, presidente dell’associazione dei canosini a Roma, mentre l’associazione di Milano era rappresentata dal suo presidente Gino Serlenga. Ospite d’eccezione anche il nunzio apostolico in Polonia e vescovo titolare di Canosa mons, Celestino Migliore. Gradita la presenza del questore di Biella, Salvatore Perrone, originario di Corato, cittadina del barese limitrofa a Canosa. A salutare il ritorno a Torino del loro collega, c’era una nutrita delegazione di vigili del fuoco capeggiata da Vincenzo Bennardo, comandante vicario dei vigili del fuoco di Torino. In rappresentanza del sindaco di Torino è intervenuto Michele Paolino, consigliere comunale di origini lucane e da sempre vicino alle comunità pugliesi di Torino. Dopo un veloce saluto delle autorità presenti e la visione di alcuni filmati di repertorio che hanno ricordato i drammatici momenti dell’incendio che mise a rischio il sacro lino custodito in duomo, c’è stato il commosso ringraziamento di Vassalli, che ha ricordato con piacere gli anni passati a Torino. Applausi, abbracci e sorrisi per le immancabili foto di gruppo, poi tutti insieme in un noto locale in riva al Po per continuare la giornata di festa con le impareggiabili delizie della tradizione gastronomica pugliese. Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa Tip. Mil. srl, via Monferrato n. 9/11 - 20094 Corsico-MI Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. GIANNI DIMOPOLI G Nella foto (il terzo da sx): il «Canosino 2015» comandante Serafino Vassalli C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale.

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La Gazzetta della Puglia DALL’ASILO MARIUCCIA M ISCELLANEA Ecco cosa cambia a partire dal prossimo mese di settembre MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 5 La «buona scuola» finalmente è legge dello Stato Consegna degli attestati alle mamme MILANO – Cristina Tajani, assessore alle politiche per il lavoro del comune di Milano (nella foto), ha consegnato (di recente) gli attestati di frequenza a 6 mamme ospiti della fondazione “Asilo Mariuccia” che hanno partecipato al secondo corso sulla conoscenza e sull’uso del personal computer come veicolo per un migliore inserimento sia nella quotidianità che nel mercato del lavoro. In un anno sono già 23 le mamme che hanno frequentato i centri di formazione comunale. «Grazie al Comune, agli operatori e all’assessore per questa sinergia», ci ha tenuto a precisare il presidente della fondazione citata in apertura, gen. Camillo de Milato. E ha aggiunto: «Non finisce qui». I ROMA – La «buona scuola» dunque è legge, cosa cambia dal prossimo settembre! Tracciamo un breve ma necessario excursus. Con 277 sì, 173 no e 4 astenuti termina così una delle questioni più controverse e più discusse del governo Renzi. La «buona scuola» è legge, così come voluto da Matteo Renzi nonché paladino e difensore della riforma, ma anche con quante polemiche, frizioni e soprattutto rotture all’interno dello stesso partito del premier! La «buona scuola» che non ha fatto dormire sonni tranquilli, ad una parte del Pd, difatti, ha votato contro l’approvazione del provvedimento, sostenendo e commentando il proprio no in quanto il disegno di legge di riforma della scuola non altro è che “Leaderismo e aziendalismo”. Si profila una ulteriore scissione da parte di altri deputati del Pd dopo quelle clamorose di Pippo Civati e Piero Fassina? Già, Piero Fassina, come ha vissuto il voto? Come ha giustificato il suo “no”? “È un testo profondamente contraddittorio con il programma col quale siamo stati eletti” è stato il suo commento sostenendo anche che è una riforma invisa alla stragrande maggioranza degli operatori della scuola. Vediamo allora questa riforma “invisa, osteggiata e poco digeribile” da parte degli operatori della scuola. • Innanzitutto per la realizzazione di quanto previsto nella legge di riforma della scuola, la «buona scuola», ci sono tre miliardi in più l’anno. • Poi c’è il piano assunzionale che prevede stabilizzati in organico dall’anno scolastico 2015/2016 oltre 103mila insegnanti precari. Ogni istituzione scolastica avrà in media 7 docenti in più per realizzare i propri progetti e per l’arricchimento dell’offerta formativa. Già da subito, gli uffici scolastici regionali e le scuole porranno iniziare ad applicarne le novità. A partire dalle assunzioni da effettuare in quattro fasi e che si concluderanno ad anno scolastico abbondantemente iniziato. • I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi. Per l’assunzione del personale docente non bastano i soli titoli, ma per poter entrare nel mondo della scuola regolarmente bisognerà superare un concorso, il primo sarà indetto entro il prossimo 1° dicembre. • È previsto l’aumento del monte delle discipline motorie, delle materie come arte, musica e lingue. • C’è la nota forse più dolente, che maggiormente ha fatto arrabbiare, protestare e scioperare il mondo della scuola: i dirigenti scolastici-manager che avranno la potestà di scegliere dagli ambiti territoriali i docenti con il curriculum più adatto alle loro esigenze educative e per la realizzazione del progetto formativo della loro scuola; Le valutazione verranno fatte con parametri validi su tutto il territorio nazionale e saranno rese pubbliche. I docenti che otterranno le valutazioni migliori saranno premiati economicamente. Per provvedere al pagamento di questi bonus è stato stanziato un fondo di 200.000 euro per ogni anno. • Le scuole superiori permetteranno anche la scelta di corsi opzionali. Tirocini formativi, anche all’estero, saranno obbligatori per gli istituti e per licei. • Il Pof (piano dell’offerta formativa) avrà durata triennale ed ogni istituto potrà autonomamente chiedere allo stato ciò di cui necessita. • Per aumentare i fondi sono state promosse delle detrazioni fiscali per coloro che fanno donazioni alla scuola. La nuova legge prevede anche un bando per la costruzione di scuole al passo con le nuove tecnologie e mutui agevolati per le ristrutturazioni. • È prevista una maggiore autonomia dei singoli istituti nell’utilizzo degli strumenti finanziari e operativi con il raddoppio del fondo di finanziamento. La protesta contro la «buona scuola» di Renzi è finita qui? Ne dubitiamo. Arrivederci a settembre. CIRO TROCCOLI G Nella foto: un intervento del premier Renzi La rivisitazione ad opera del circolo «Piri Piri» di Milano si terrà il 20 ottobre p.v. Processo storico ad Edda Ciano formati dagli studenti stessi, per consentire loro il confronto: uno studio più analitico e la conoscenza della prassi giuridica. Il circolo di cultura e scienza «Piri Piri», nasce a Milano ed è composto da persone di diverse estrazioni culturali, dallo scienziato al filosofo, dall’avvocato al medico, dall’ufficiale al magistrato, al fine di ricercare una formula culturale quanto più universale ed olistica possibile. Potremmo definirla cultura “a più voci”, perché ogni argomento viene presentato da vari punti di vista e da diverse angolazioni. “Piri Piri” è un peperoncino piccante del Sudafrica. Il nome è stato scelto per simboleggiare ironicamente “il gusto ed il sapore” nel voler dare alla cultura. Per i figli I tuoi figli non sono figli tuoi. Sono i figli e le figlie della vita stessa. Tu li metti al mondo ma non li crei. Sono vicini a te, ma non sono cosa tua. Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee. Perché loro hanno le proprie idee. Tu puoi dare dimora al loro corpo, non alla loro anima. Perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire, dove a te non è dato di entrare, neppure col sogno. Puoi cercare di somigliare a loro ma non volere che essi somiglino a te. Perché la vita non ritorna indietro, e non si ferma a ieri. Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani. (Khalil Gibran) C. DE M. MILANO – Il 20 ottobre, alle 17,30 a Palazzo Cusani, via Brera n.15, nel capolugo meneghino, verrà celebrato il processo storico-culturale ad Edda Ciano (presidente della corte, la presidente di sezione della corte d’appello di Milano, Marta Chiara Malacarne). Il circolo di cultura e scienza «Piri Piri», presieduto dal francavillese gen. Camillo de Milato, continua a proporre i “processi alla Storia”, una nuova forma culturale. Giudici ed avvocati (veri professionisti) compongono un vero e proprio tribunale “culturale”, completo di testi di accusa e di difesa, che intervengono per offrire il loro punto di vista storico, per stabilire se all’accusato si possano ascrivere colpe o giustificazioni. Così gli spettatori rimangono avvinti dal contraddittorio e acquisiscono una diversa conoscenza dal personaggio letto e studiato nei libri. Al momento sono stati svolti processi a Napoleone, a Badoglio (presidente della corte l’attuale presidente della corte d’appello di Torino, Arturo Soprano), a Nino Bixio (presidente della corte il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, maggior collezionista privato su Garibaldi). Alcuni docenti vogliono portare i “processi alla Storia” nelle scuole superiori, con corte e testimoni G Nella foto: (al centro) nelle vesti di presidente della corte giudicante il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca L’ANPI PIANGE IL SUO PRESIDENTE DALLA PUGLIA – Il 29 giugno si è spento Giorgio Salamanna, presidente dell’Anpi Puglia. Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano: «La Puglia piange per la scomparsa di Giorgio Salamanna, un uomo che ha saputo trasformare la memoria in un impegno civile, concreto e attuale, che ha contribuito a tramandare alle nuove generazioni la sua storia di Resistenza al nazifascismo, affermando i valori della democrazia e della libertà. Se ne va un punto di riferimento per la nostra comunità, che ci lascia in dono una grande eredità costituita dal suo esempio di vita, dalla sua testimonianza, dai valori fondanti della nostra Repubblica. Giungano alla famiglia e all’Anpi Puglia il mio affetto e la mia più sentita vicinanza». A Emiliano si è associato il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna che a titolo sentitamente personale – ha detto – «... mi unisco con umana partecipazione al dolore della famiglia e dell’Anpi (unitamente al cordoglio dell’Assemblea, ndr) per la scomparsa del presidente dell’Anpi Puglia Giorgio Salamanna». INAUGURATA KALON KALEIN DALLA PUGLIA – Il 22 luglio alle 19, nelle sale d’Avalos del Palazzo Ducale di Martina Franca, è stata inaugurata Kalon Kalein, la fragilità della seconda natura, la personale d’arte di Eliana Vamvakinos, curata da Dorella Cianci. Presenti: il presidente del Festival della Valle d’Itria Punzi, il sindaco Ancona, l’assessore alla Cultura Scialpi, l'onorevole Luciano Violante, il poeta Benvenuto Messia, Petros Filippou, ex sindaco di Kalyia Saronikos in rappresentanza della regione di Atene, Theodoros Angelopoulos, consigliere regionale responsabile del Turismo e dello Sviluppo. La delegazione greca simboleggiava un abbraccio con la città dei trulli e del festival (che anche quest’anno sta avendo un grande successo), Villa Castelli, Crispiano. Gli organizzatori della cerimonia d’inaugurazione, nelle fasi conclusive della riuscitissima prima giornata d’arte, al termine della presentazione delle relative opere, hanno offerto a tutto il pubblico intervenuto (con l’ausilio del giornalista Rai, Mimmo Spina): uva, pesche, melone. I I

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P AGINA 6– MAGGIO / LUGLIO ’15 G AZZETTINO SPOR TIVO La Gazzetta della Puglia Riportiamo l’andamento sportivo delle società (6 capoluoghi di provincia) che partecipano ai campionati cadetti e dilettanti Il calcio pugliese dal Gargano al Salento G DI RICCARDO FILOMENA L’ANDAMENTO DEL FOGGIA CALCIO S.R.L. L’ANDAMENTO DELL’UNIONE SPORTIV A LECCE SPORTIVA L’ANDAMENTO DEL FOOTBALL CLUB BARI 1908 Dopo la presentazione del nuovo staff tecnico – che oltre ai “vecchi” Pino Brescia, Nicola Di Bitonto, Vincenzo Teresa ha visto l’esordio di Marco Marcattilli – Beppe Di Bari ha fatto di nuovo il punto sul mercato rossonero dei Satanelli. L’obiettivo è sempre quello di consentire al tecnico De Zerbi di iniziare a lavorare da subito con tutti i nuovi, ma gli intoppi generati dal mercato sono sempre dietro l’angolo. Di Bari è abbottonato su Iemmello: «Abbiamo il 50 per cento di possibilità che il ragazzo torni a Foggia. C’è ancora distanza tra domanda e offerta». Tuttavia, il diesse rossonero non aspetterà in eterno, facendo intendere che le alternative ci sono e sono tutte di prim’ordine. Nes- sun commento sui nomi venuti fuori di recente (da Padovan a Mendicino transitando per la suggestione Eusepi) ma nemmeno smentite. «Sono tutti giocatori importanti e costosi. L’importante – conclude – è che si adattino alla perfezione alle esigenze tattiche dell’allenatore». Più ottimismo per le altre due trattative in essere, sulle quali Di Bari abbozza alcune previsioni: «Per Viola – precisa – c’è il 90 per cento di possibilità che si chiuda quanto prima, per Angelo l’80 per cento». Intanto le nuove maglie avranno lo storico logo del passato. Si ritorna alle strisce strette (6 rosse, 5 nere) che richiamano il tridente dei Satanelli. I Il presidente in pectore Saverio Sticchi Damiani in merito al ripescaggio, si è così sfogato: «Ho dei forti dubbi su come è stata gestita questa fase del ripescaggio. In Italia ormai è diventata consuetudine cambiare le regole in corsa e questo non va proprio bene. Vorrei comunque che la rabbia di società, squadra e tifoseria diventasse per noi l’arma in più da usare per riconquistare sul campo ciò che ci è stato tolto». Detta da lui, esperto di diritto sportivo, c’è da credergli. Infelice, e in certo qual modo inspiegabile, l’incidente provocato dal centrocampista giallorosso Filippo Falco, in trattativa col Frosinone. Ha abbandonato il ritiro senza alcuna autorizzazione da par- te del mister Asta, offendendo i colleghi e i tifosi. La società salentina, con una nota apparsa sul suo sito ufficiale, ha condannato l’ammutinamento annunciando che «verrà multato con il massimo della sanzione possibile ». Al 6 agosto, appena conclusasi l'ottava giornata di campagna abbonamenti, le tessere sottoscritte erano già oltre 3mila. Il settore più caldo, come previsto, è la “solita” curva nord con più di 1.700 sottoscrizioni. Importante l’arrivo in squadra del centrocampista di Bollate Giuseppe De Feudis. Il calciomercato finisce il 31 agosto: c’è ancora tempo per far nascere una formazione capace di garantire un futuro di legittime aspettative. I Riportiamo una parte del pensiero di Umberto Ingrosso da Verona (pubblicato sul sito www.TuttoBari.com) perché siamo certi che mai come in questo momento sia rispondente alla realtà del Football Club Bari 1908. «Abbiamo bisogno di tornare ai Galletti di Antonio Conte ed ai Galli da combattimento di Roberto Alberti. Gli ingredienti? Abbiamo quasi tutto in casa: una buona società con buon senso, un eccellente allenatore, un valido team tecnico, uno stadio che vuoto fa morire d’invidia, pieno fa morire di paura. Che ci manca? Poco, ma basta parlare di una buona squadra, di playoff alla portata. È questa la medio...crità che non meritiamo e che ci sta pure troppo stretta. Basta ancora qualche piccolo sforzo per ottenere l’arrivo di quei tre quattro rinforzi che, con gli altri, i galletti li faranno finalmente volare. E, per finire, una raccomandazione a chi quella Casacca ce l’ha già, a chi è appena arrivato e a chi arriverà nei prossimi giorni: si studi ed impari a memoria quella favola del 2013/2014, si riguardi quegli incontri, si studi bene quel cortometraggio, si provi il desiderio di esserci stato o che tutto possa ripetersi e... se dovesse rimanere indifferente si prepari la valigia e lasci perdere». L’auspicio sia la realizzazione delle indicazioni fin qui riportate. Auguri Bari! I L’ANDAMENTO DEL TARANTO FOOTBALL CLUB 1927 L’ANDAMENTO DELLE TRE SQUADRE DELLA PROVINCIA BAT BAT L’ANDAMENTO DELLA SOCIETÀ CALCIO CITTÀ DI BRINDISI Al momento in cui scriviamo, il Taranto si appresta a disputare di sicuro il quarto campionato in serie D. Nel campionato precedente ha occupato i primi posti. È stata la squadra più in forma appunto dello scorso campionato. È da più di due mesi che coltiva il sogno di essere ripescato in Lega Pro. Nell’ultima settimana di agosto saprà in quale categoria giocherà. La Fidelis Andria, che occupava la prima posizione, è già promossa in Lega Pro. In merito alla formazione del nuovo Taranto, il direttore sportivo Francesco Montervino (riconfermato) ha dichiarato che si deve operare tra due strategie di mercato: fare un gruppo per una Lega Pro difficilissima e uno per una serie D da vincere. Ai presidenti Fabrizio Nardoni e Domenico Campitiello, subentrano Elisabetta Zelatore e Tonio Bongiovanni. Due professionisti, che hanno in mano il 92 per cento delle quote della società rossoblù. Riconfermato anche l’allenatore Michele Cazzarò. Il ritiro dovrebbe svolgersi in Umbria, a Cascia. Se vuole primeggiare nella categoria D, Montervino ha comunque un bel da fare: deve mettere in piedi una squadra in grado di competere con le quotate Francavilla Fontana e Nardò. A tuttora sono riconfermati i difensori Ibojo e Pambianchi e il bomber Genchi. Sicuramente sarà un Taranto d’assalto. Con molta felicità da parte dei supporter ionici, che verso la loro squadra di calcio hanno sempre avuto un amore veramente sconfinato. I «Con la presente, si comunica che (...omissis...) con delibera in data odierna ha ammesso in soprannumero al campionato Regionale di Eccellenza ... la società ASD Barletta 1922...». Questo il primo passo verso la sopravvivenza del calcio professionistico della città della Disfida. Nei prossimi giorni dovrebbe essere lanciata una campagna abbonamenti volta proprio al recepimento di ulteriore liquidità (ovviamente il tutto sarà legato alla capienza del “Manzi-Chiapulin”, che necessita lavori di ampliamento). Nell’attesa di conoscere ulteriori dettagli, va anche detto che al momento sono prive di fondamento le voci che vorrebbero già avviato l’allestimento della rosa di calciatori chiamati a vestire la maglia biancorossa. Quel che è certo è che la nuova società dovrebbe avere una forte connotazione barlettana, ma non essendo stato indicato ancora chi dovrà ricoprire il ruolo di direttore sportivo, non è stato raggiunto alcun accordo ufficiale in merito. Per il seguito consultare il sito: www.ssbarletta.com. ***Società sportiva dilettantistica Fidelis Andria (nella foto) c’è poco da dire. È ritornata, in maniera meritevole, in Lega Pro. La società che due anni fa ha rifondato la Fidelis Andria, sulle ceneri dell’Andria Bat, ha fatto miracoli in due sole stagioni: il doppio salto di categoria dall’Eccellenza sino alla Lega Pro. Riuscendo a riempire di nuovo gli stadi come non si era mai visto da tempo. Cosa che auguriamo avvenga certamente di nuovo visto le idee chiare del Ds Piero Doronzo su come la Fidelis sarà nel prossimo torneo di Lega Pro. Comunque, auguri e buon lavoro a tutto lo staf dirigenziale. ***Concluso il secondo campionato del “nuovo” Trani Calcio, nel quale si è classificato al terzo posto nella categoria Eccellenza, dopo il Francavilla e Nardò; Francavilla che meritatamente è saltato in serie D. Bisogna dire che il terzo posto è sempre comunque un risultato dignitoso. Intanto si è svolta l’attesa conferenza stampa annunciata dal neopresidente Luciano Savi che ha presentato alla tifoseria lo staff tecnico (l’allenatore Gino Zinfollino, il direttore sportivo Longo) e dirigenziale, e dopo illustrato il programma della stagione. Presenti tra gli altri il sindaco Amedeo Bottaro. «ll Trani edizione 2015-16 – ha precisato Savi – inizia intanto a prender forma: in attesa di conoscere i riconfermati della stagione scorsa (Ippedico proverà a convincere capitan Cioffi ed altri ragazzi) ho già messo a disposizione di Zinfollino 7 elementi». Non ci resta che augurare buon lavoro a tutti. I Il calcio brindisino è nel caos totale. La crisi è dirigenziale. Viene da lontano, ma ora è diventata più acuta. Come si sa, nel campionato precedente tutto questo ha influito molto sul rendimento dei giocatori, con risultati deludenti nella classifica di serie D. Il guaio è che, a tutt’oggi, la situazione non accenna a normalizzarsi. Non si sa niente. Tutto tace. Sarebbe opportuno che la società convocasse una conferenza stampa, diramasse un comunicato, rilasciasse un’intervista. Insomma, facesse sapere qualcosa: quali sono i programmi, se ci sono investitori, chi sarà l’allenatore e il legale che la difenderà nel processo sportivo. Come si capisce, in un clima del genere, tutto peggiora. Dall’ingaggio dei giocatori allo stato d’animo dei tifosi. Una notizia dell’ultim’ora, semiconfermata da Gilberto Niccoli (responsabile del settore giovanile, delegato alla salvezza del titolo sportivo e alla rinascita del calcio brindisino), parla di un gruppo di imprenditori del centro Italia con interessi in Puglia. Si tratterebbe di un progetto che vede coinvolti anche alcuni imprenditori di Brindisi e provincia. Si attende con ansia. Stando alle indiscrezioni, i primi acquisti sarebbero già pronti e si aspetta solo che vengano ufficializzati. Si vocifera anche che, tra essi, ci siano diversi atleti brindisini. Gilberto Niccoli, con l’aiuto di alcuni consulenti di mercato e del tecnico Francesco Latartara, sta cercando di recuperare il tempo perso per non iniziare con ritardo la stagione calcistica. In linea di massima crediamo si stia allestendo una squadra capace di ben figurare nel torneo di Eccellenza. I

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /F OGGIA MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 7 Le elezioni di maggio hanno confermato il centro-sinistra alla guida della Puglia Michele Emiliano è il nuovo presidente della Regione decima legislatura regionale è risultato vincitore con oltre il 47 per cento delle preferenze. Ha staccato di quasi 30 punti la sua avversaria più temuta, Antonella Laricchia del Movimento 5 Stelle. Questa è arrivata davanti a Francesco Schittulli (Oltre con Fitto, Movimento Schittulli e Fdi) dopo un interminabile testa a testa. La prima ha raggiunto il 18,40 per cento e il secondo il18,31: soltanto 1.500 circa preferenze di differenza tra i due candidati. Poli Bortone (Fi-Noi con Salvini) si è fermata intorno al 14 per cento. Il M5S, con oltre il 16 per cento dei voti di lista, è il secondo partito in consiglio regionale, dopo il Pd (quasi il 19). Appena eletto, Emiliano ha subito twittato: «Da domani si lavora con intensità. Abbiamo cambiato la storia di questa regione. Eravamo l’Emilia nera, ora si vince dal 2004. Grazie a tutti!». Poi ha aggiunto, trionfalmente: «Farò fruttare questa vittoria, non mi farò fermare da niente e da nessuno». Comunque, c'è poco da festeggiare. Mai è stata così alta l’astensione: un pugliese su due non è annare, ha offerto al M5S tre assessorati (Agricoltura, Ambiente, Personale). Ma i pentastellati hanno rifiutato. Non se la sono sentita di entrare in una maggioranza che li avrebbe senz’altro omologati. Emiliano ha riordinato la macchina amministrativa con lo scopo di accentrare più potere nelle sue mani. Nel suo programma ha inserito molte cose ritenute prioritarie: la soluzione del caso Ilva di Taranto, il cambio della legge elettorale, l’istituzione del consiglio superiore della sanità, il reddito di dignità per gli indigenti, il raddoppio della linea ferroviaria da Bari a Matera (che nel 2019 sarà celebrata come capitale europea della cultura). Un programma, ha dichiarato, che dovrà rivoltare la regione come un calzino. «Andrò dritto come un camion», ha aggiunto, «e se non riusciremo a realizzarlo, il programma, andremo a casa prima del tempo». Comunque, auguri di buon lavoro a lei presidente e a tutti i neo consiglieri. Inaugurato il museo di Cagnano DALLA PUGLIA – Le regionali in Puglia, svoltesi il 31 maggio, hanno visto vincente il centro-sinistra (come, del resto, era previsto). 50 i candidati consiglieri eletti. Alla maggioranza di centrosinistra, che ha sostenuto il presidente Michele Emiliano, sono andati 30 seggi (29 + Emiliano). All’opposizione, 20 seggi (più Antonella Laricchia). Sono rimasti fuori dal consiglio i candidati presidenti del centrodestra, che si è presentato diviso: Francesco Schittulli e Adriana Poli Bortone. Ma restano fuori, perché molto al di sotto della soglia di sbarramento dell’8 per cento, gli altri candidati presidente: Michele Rizzi (Alternativa comunista), Riccardo Rossi (L'altra Puglia) e Gregorio Mariggiò (Verdi). Anche il presidente uscente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, è fuori dalla nuova assemblea. Il neo presidente della dato a votare. Nelle elezioni regionali del 2010 l’affluenza fu del 63,2 per cento. Quanto alla vittoria di Emiliano era ampiamente scontata, come scontato era il successo del M5S e la sconfitta del centrodestra spaccato in due per il conflitto tra Berlusconi e Fitto. A guastare la festa ad Emiliano ci si è messo anche, e addirittura, il presidente del Pd regionale, la tarantina Anna Rita Lemma. Si è dimessa sbattendo la porta. Le ragioni? «In questo Pd non riesco più a stare», ha detto. E ha spiegato che non ne condivide più la politica nazionale e regionale. Una vera e propria tegola in testa al Pd regionale. Ma i maligni, che ci sono sempre, pensano invece che le ragioni sono altre: la delusione per non essere stata eletta consigliere e di non far parte della nuova giunta, cosa a cui teneva molto. Il neopresidente ha nominato 10 assessori (otto uomini e due donne), il limite massimo consentito dallo statuto regionale. Pur avendo un'ampia maggioranza per gover- FOGGIA – Il 15 luglio ha aperto i battenti a Cagnano Varano il museo del lago (territorio, cultura lagunare e pesca). Il museo ospiterà oggetti della cultura materiale legati appunto alla pesca, all’agricoltura e agli antichi mestieri. «Il progetto – ha sottolineato l’assessore alla Cultura e Turismo della regione Puglia, Gianni Liviano – mira a difendere uno degli aspetti più antichi dell’economia territoriale, che non è solo fatta di pastorizia ed agricoltura. Per secoli infatti il lago di Varano ha costituito una fonte di inesauribile ricchezza, oggi però impoverito dalla pesca selvaggia. Il museo vuole rappresentare uno strumento culturale, un angolo di cultura, di tradizioni, di storia, una opportunità in più di valorizzazione del territorio e dell’ambiente lagunare, un patrimonio arricchito giorno per giorno anche dalla collaborazione dei residenti i quali hanno P. FIL. donato reperti, foto, utensili ed attrezzi a testimonianza G Nella foto: di un passato prezioso e mai il presidente della Regione dimenticato». I Michele Emiliano L’iniziativa parte dal progetto 2015 attivato dal comune di Mattinata Sul Gargano il «Mare per tutti» DALLA CAPITANATA – Mare senza barriere. E poco importa se le spiagge hanno difficoltà di accesso a causa della loro formazione orografica. Perché le acque di Mattinata (Foggia) sono per tutti. Il merito va al progetto attivato dal Comune che, dal 20 giugno al 15 settembre, dà la possibilità di accesso al mare del Gargano per le persone con disabilità. L’iniziativa si svolge in collaborazione con otto strutture balneari che, a titolo gratuito, hanno aderito a “Mare per tutti” e messo a disposizione una postazione con ombrellone, sdraio e/o lettino per un periodo di due settimane. L’assessore comunale alle Politiche sociali, Valentina Ricucci, sottolinea che il servizio «vuole garantire la possibilità di fruire dei servizi turistici, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, dando così un concreto aiuto alle loro famiglie». I lidi coinvolti sono privi di barriere architettoniche, muniti di scivoli, rampe e pedane che facilitano la mobilità, a quanti hanno problemi di deambulazione. L’amministrazione comunale di Mattinata con questa lodevole iniziativa mira a garantire percorsi facilitati e privi di barriere architettoniche verso i più deboli, ciò contribuirà a sensibilizzare sempre di più i cittadini più fortunati verso le persone diversamente abili. E ciò anche in ossequio ai riconoscimenti internazionali che questo angolo della Puglia ha al suo attivo: nel 2008 (per esempio) su 104 località italiane e 215 spiagge premiate con la Ban- La Foresta Umbra nel cuore del Gargano DALLA CAPITANATA – Il parco nazionale del Gargano è uno dei luoghi piu belli d'Italia, per la varietà di paesaggi e conseguentemente di habitat naturali della Foresta Umbra, che si estende per ben 10.426 ettari nel cuore del territorio del Gargano, e rappresenta il polmone verde appunto del parco nazionale del Gargano (si sviluppa fino a circa 830 metri di altitudine). La foresta è millenaria e ha conservato quasi integralmente il suo manto vegetativo. L’origine è incerta, la più probabile che derivi da bosco ombroso. Qualcuno fa riferimento ai popoli Umbri qui rifugiati, altri pensano al nome di origine latina ab imbre, al di là dell’acqua, dato dalle popolazioni emigranti dall’Est verso l’Ovest, ossia dalle coste dalmate a quelle della Daunia. Perché la foresta potesse essere fruita appieno, la sua amministrazione ha predisposto, lungo le strade pubbliche, aree attrezzate per pic-nic, sosta, parcheggi auto e autobus, allogate su una superficie di complessivi 35 ettari circa. Facilmente immaginabile quanto sia preziosa la Foresta Umbra per tutti gli studiosi e amanti della flora e della fauna che popola questo territorio. La foresta è molto frequentata anche da appassionati di fotografia naturalistica, che in tal modo realizzano scatti fantastici. I diera Blu, ha ottenuto il riconoscimento assegnato dalla Fee (Foundation for environmental education) ai comuni rispettosi di determinati criteri di qualità delle acque, dei servizi offerti e di gestione ambientale. La sfida quindi è lanciata anche agli altri comuni del territorio pugliese. Ma prima di chiudere riportiamo una breve scheda di questa ridente località del Gargano. «Mattinata, denominata anche la “farfalla bianca” del Gargano a causa della sua forma e del colore dominante delle sue abitazioni, è adagiato a 75 metri di altitudine e a poco più di un chilometro dal mare, proprio sui primi contrafforti dei versanti che si allargano nella bellissima piana olivetata che è bagnata dalla omonima baia. Il paese conta circa 6.523 abitanti residenti ma in estate la popolazione cresce notevolmente per i numerosi turisti che qui soggiornano negli attrezzati ed accoglienti camping, alberghi, agriturismi e villaggi turistici. La particolare architettura delle abitazioni del centro storico, con i tipici comignoli, il museo archeologico, i palazzi storici e le numerose “masserie” ubicate nell’immediata periferia consentono escursioni tematiche storico-culturali di particolare interesse. Non trascurabili le prelibatezze gastronomiche nelle quali una consolidata tradizione di arte culinaria riesce a coniugare magistralmente i prodotti del mare con quelli della terra. Un discorso a parte merita l’olio extravergine d’oliva che è stato particolarmente valorizzato con percorsi tematici fra oliveti di alberi secolari e monumentali, antichi frantoi (denominati “trappeti”) e strutture agrituristiche particolarmente ricercate». GAETANO CARPENTIERI

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P AGINA 8– MAGGIO / LUGLIO ’15 D ALLA P UGLIA /B ARI Continua l’ascesa dello sport pugliese con l’ultima incetta di medaglie a Siracusa La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA – La gioventù pugliese è in continua ascesa. Ecco una delle affermazioni che di recente ha confermato l’assunto. Scrive Bartolo Carbone della redazione Canosaweb (mercoledì 1 luglio). «La spedizione pugliese a Siracusa dello scorso week end ritorna carica di allori e soddisfazioni per i tre atleti del centro atletico sportivo di Canosa di Puglia (Bt): Lucia Bucci, Andrea Ferrara e Luca Silvestri. In occasione del 9º open di Sicilia “Prof. Giuseppe Pellicone” di karate che ha visto la partecipazione di 600 atleti provenienti da tutta l’Italia, a rappresentare la “Puglia competitors” anche i tre atleti canosini Lucia Bucci, Andrea Ferrara e Luca Silvestri, particolarmente distintisi nella competizione siracusana, salendo sui gradini più alti del podio nella specialità del kumite (combattimento). Oro per Lucia Bucci nella categoria senior +68kg, argento per Andrea Ferrara nella categoria Under 21 -75kg e doppio bronzo per Luca Silvestri che ha gareggiato in due categorie, Under 21 -60kg e senior -60kg. A Siracusa hanno presenziato alla gare, organizzate dal comitato regione Sicilia settore karate: Giuseppe Pellicone, in rappresentanza della Fijlkam (Federazione italiana judo, lotta, karate e arti marziali); Giuseppe Zaccaro, osservatore federale; Gerardo Gemelli, presidente del comitato regione della Calabria; Francesco Penna, vicepresidente settore karate del Piemonte ed il canosino Sabino Silvestri, vicepresidente del settore karate della Puglia. Molto soddisfatto anche il vicepresidente settore karate Sicilia, Giovanni Mallia, che ha ringraziato tutti i partecipanti alle gare auspicando una più nutrita presenza di società sportive ed atleti, alla prossima edizione del 2016». «Elevato il livello tecnico della competizione grazie alla parteci- DALLA REGIONE Bucci, Ferrara e Silvestri tre giovani promesse G DELL’AUTORE In arrivo 24 ml per parchi e teatri antichi DALLA PUGLIA – Assegnati quasi 14 milioni di euro per finanziare 14 interventi di “Recupero e valorizzazione di aree e parchi archeologici” e oltre 10 milioni di euro per finanziare 6 interventi sulla rete dei teatri antichi della Puglia. I parchi beneficiati e relativi comuni: parco archeologico di Monte Sannace, Gioia del Colle; villa romana di Faragola e parco del serpente, Ascoli Satriano; parco archeologico di Canne della Battaglia, Barletta; Dolmen di Giovinazzo, Giovinazzo; Arpi - tomba della Medusa, Foggia; parco archeologico di Muro Tenente, Mesagne; parco degli ipogei, Trinitapoli; area archeologica di Rocavecchia, Melendugno; museo diffuso castello d’Alceste, S. Vito dei Normanni; parco archeologico di Rudiae, Lecce; area archeologica di S. Leucio, Canosa; parco archeologico Muro Leccese; area archeologica di Monte Pucci, Vico del Gargano; parco archeologico urbano, Ugento. Gli interventi sono finalizzati al recupero e alla valorizzazione delle aree individuate, ad una loro migliore fruizione e a favorire la ricerca scientifica ed il miglioramento delle conoscenze del patrimonio archeologico pugliese. Teatri antichi beneficiati e relativi comuni: teatro cittadino di Noicattaro, teatro Rossini di Gioia del Colle, teatro comunale di Acquaviva delle Fonti, teatro Piccinni di Bari, teatro comunale di Novoli, cinema teatro Excelsior di Campi Salentina. pazione di numerosi atleti già medagliati in recenti competizioni nazionali ed internazionali. La trasferta siciliana sarà da ricordare per il Cas Canosa dei maestri Antonio Bucci ed Alessandro Sasso per come sono andati gli incontri con i propri atleti tra i protagonisti, davvero una tappa significativa per la storia dell’associazione sportiva canosina guidata dal 1986 dal presidente Sabino Silvestri. Si confermano atleti di sicuro affidamento e di talento: la studentessa Lucia Bucci già medaglia d’argento nel kumite ai recenti campionati nazionali universitari di Salsomaggiore Terme (Pr) e bronzo ai campionati italiani di karate per rappresentative regionali di Lido di Ostia (Rm); Andrea Ferrara (classe 1994), studente al II anno di scienze infermieristiche a Brindisi, cintura nera primo dan con un buon settimo posto ai campionati italiani; Luca Silvestri (classe 1996), studente sotto esami al V anno dell’istituto professionale alberghiero “L. Einaudi” di Canosa di Puglia (Bt), reduce dai successi alle finali nazionali dei giochi sportivi studenteschi a Desenzano del Garda (Bs). Il karate pugliese al di sopra delle righe con molti successi a Siracusa che ha visto la squadra competitors conquistare la leadership nella classifica delle società sia nel kumite che nel kata, partecipare con una nu- trita schiera di atleti che hanno fanno incetta di medaglie: 15 ori, 15 argenti e 24 bronzi. Si conclude positivamente la stagione agonistica del karate pugliese, a conferma del buon lavoro svolto dal centro tecnico giovanile e da tutte le società, che ha permesso di raggiungere ottimi risultati con i podi conquistati sui tatami nazionali ed all’estero e soprattutto la consapevolezza di avere tra i tesserati, giovani talenti di sicuro avvenire sportivo». I G Nelle foto da sx, Andrea Ferrara, Lucia Bucci, Luca Silvestri I 16ª EDIZIONE «PREMIO DIOMEDE» La Confersercenti: ... le famiglie che vivono in povertà assoluta sono il doppio di quelle del Nord A Serafino Vassalli il «Canusium» CANOSA – Nella suggestiva cornice del sagrato della basilica di San Sabino a Canosa si è svolta (19 luglio) la cerimonia della premiazione 16ª edizione «Premio Diomede», patrocinata dalla regione Puglia, dalla provincia Bat e dal comune di Canosa. Una stupenda manifestazione, ricca di spunti culturali e di intrattenimento musicale e artistico, presentata dalla giornalista Francesca Rodolfo, viso noto e affermato di TeleNorba, che ha annunciato a un folto pubblico i vincitori segnalati dalla cittadinanza alla segreteria del comitato «Premio Diomede», successivamente votati da una giuria riunitasi in seduta pubblica per l’elezione. La finalità dell’assegnazione dei premi sono state l’alto riconoscimento alle personalità di origine pugliese che si sono distinte nel campo economico, scientifico, culturale, sportivo, artistico e sociale. Questi i personaggi premiati quest’anno. - Per la sezione «Canusium»: Serafino Vassalli, anni 60, alto funzionario dei vigili del fuoco, per aver diretto nel 1997 durante un devastante incendio nel duomo di Torino le operazioni di spegnimento mettendo in salvo la sacra sindone. - Per la sezione «Aufidus»: Alberto Bucci, anni 47, professore ordinario di economia politica alla Statale di Milano, valente docente di macroeconomia ed economia. - Per la sezione «alla Memoria»: Ottorino Pesce, nato il 1930 e deceduto nel 1969, magistrato e autore di diverse pubblicazioni sulla giustizia. - Per la sezione “Premio Speciale”: Arianna Greco, salentina, valida esponente dell’arte enoica in Italia e all’estero. - Per la sezione «Premio Speciale Giovani»: Sabrina Fuggetti, studentessa e neo campionessa italiana di lotta – stile libero, affermata sportiva di judo a livello nazionale. Lo spettacolo è stato arricchito dalle voci del cantante lirico, il baritono barese Sabino Martemucci e dall’affermata cantante Paola Ferrulli. Infine, la rock band “Sound Ray”, vincitrice di diversi premi per il sound proposto dai toni vintage e l’attore comico Umberto Sardella, hanno rallegrato la serata. G. S. TED. I Il quadro allarmante del Mezzogiorno d’Italia G DI P. FILOMENO DALLA PRIMA PAGINA (...) A questo quadro allarmante, come se non bastasse, la Confesercenti ha aggiunto un’altra pennellata nera: nel Mezzogiorno le famiglie che vivono in povertà assoluta sono il doppio di quelle del Nord. Persino le mafie, per dirla con Roberto Saviano, scappano dal Sud. Insomma, tra le regioni europee, il Sud è all’ultimo posto. Superato nettamente persino dalla Grecia. In 13 anni, dal 2000 al 2013, quest’ultima è cresciuta del 24 per cento. Il Sud del 13. Se il Sud fosse uno Stato a sé, altro che Grexit: Bruxelles avrebbe valutato, da tempo, la possibilità di una sua uscita dall’euro. Curioso: i dati della Svimez, come per incanto, hanno riempito le pagine dei giornali e inserito nell’agenda politica, dopo anni di assenza, l’eterna questione meridionale. Naturalmente ognuno ha cominciato a dire la sua. In primis, il premier Renzi. Dal Giappone, dove era in visita, è intervenu- to a modo suo: aiuti al Sud, sì, ma basta piagnistei, rimbocchiamoci le mani. L’Italia è ripartita – lo dice lui, però – e tutti dobbiamo fare di più. Parole che hanno sollevato molte critiche, tra cui quelle di Michele Emiliano, neo presidente della regione Puglia. Gli ha risposto: «Non è il Sud che piange, è il governo che non ci aiuta». Ma Renzi, si sa, è fatto a modo suo: sempre bravo a scaricare le colpe sugli altri. Di volta in volta, va alla ricerca di nemici diversi a cui addossare insuccessi e fallimenti. Una volta non era così, ma oggi, tra le regioni del Mezzogiorno, la Puglia è agli ultimi posti. Segna una netta retromarcia rispetto al passato. Il reddito procapite di un cittadino pugliese è di 16mila euro (il 61 per cento della media italiana). Dal 2008 al 2014 il Pil pugliese è calato: -12,6 per cento. Il 56,6 per cento delle famiglie pugliesi si collocano tra le fasce più povere. Quelle esposte al rischio di povertà assoluta sono il 27 per cento, contro il 10 del Centro-Nord. In più, secondo un’indagine del centro studi di Confartigianato imprese Puglia, la crisi greca ha prodotto un danno all’economia pugliese. L’export verso il mercato greco è crollato del 34 per cento. Paradossalmente, la crisi greca sta penalizzando le aziende pugliesi più di quelle elleniche. Al punto che per la prima volta si è invertita la bilancia commerciale: importiamo (soprattutto pesce e olio di oliva) più di quanto esportiamo. Intanto, nel silenzio generale, la parte più ricca d’Europa fa squadra. Nasce la Macroregione Alpina, e con il placet di Bruxelles. Si tratta di 46 regioni e province autonome che ruotano attorno alla catena alpina. Gli stati interessati sono: Austria, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Slovenia e Liechtenstein. In totale 76 milioni di persone. Le regioni italiane coinvolte: Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il nuovo soggetto territoriale tratterà direttamente con Bruxelles, scavalcando gli stati nazionali di appartenenza, la ripartizione dei fondi europei. Mobilità e infrastrutture, tutela dell’ambiente, risorse energetiche e sostegno alle piccole e medie imprese: questo il perimetro nel quale agirà il nuovo soggetto. Sapranno fare altrettanto le regioni del Sud d’Italia? Non resta che auspicarlo, ma soprattutto ci si augura che simili iniziative valichino i confini del nostro Nord e trovino terreno fertile per la “riscossa” del Mezzogiorno. I SIAMO ON-LINE www.lagazzettadellapuglia.it

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /B ARI MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 9 L’ 8 luglio se n’è andato all’improvviso un «Buon Pastore che ha dato la vita per .....» «PANZERÒ APULIAN STREAT FOOD» DALLA PUGLIA – Due pugliesi originari di Francavilla Fontana (Br), che vivono a Rotterdam in Olanda da diversi anni hanno appena lanciato una nuova iniziativa su www.kickstarter.com (la più grande piattaforma on-line di raccolta fondi per progetti creativi). Il progetto si chiama «Panzeró Apulian StrEat Food» e intendono aprire la loro prima location a Rotterdam per far conoscere i panzerotti pugliesi in diverse varianti, dal salato al dolce, proseguendo successivamente in altre città e nazioni. Il progetto che è stato lanciato su Kickstarter per una raccolta fondi di 80.000 euro, sarà presente on-line sino al 31 luglio. Con Kickstarter la regola è «o tutto o niente», se alla fine dei 33 giorni la cifra di 80.000 euro non sarà raggiunta, il progetto non non avrà corso e i soldi dei sostenitori non verranno prelevati. Come riconoscimento, tutti i sostenitori riceveranno dei premi interessanti che variano in base alla somma versata di cui è disponibile la versione in italiano alla fine della pagina del progetto. Si potrà supportarlo versando una somma a partire da 2 euro fino ad un massimo di 7.000. Per avere maggiori dettagli, visionare il loro video di presentazione, consultare i premi messi in palio e per sostenere questo progetto basterà collegarsi a: https://www.kickstarter.com/projects/1661482144/pa nzero-apulian-streat-food-ingredients-made-in-it La pagina fb per seguire Panzeró e tutti gli aggiornamenti in tempo reale del progetto è visibile cliccando: https://www.facebook.com/pages/Panzero-Apulian-StrEat-Food/834559393294937?fref=ts Inoltre, l’associazione internazionale «Pugliesi nel Mondo», invierà gratuitamente a tutti i sostenitori del progetto che lo richiederanno (pugliesi e no), la nuova tessera di socio di questa organizzazione, che vanta migliaia di iscritti/soci che vivono in ogni parte del mondo. E ancora: l’associazione internazionale «Pugliesi nel Mondo» sezione di Malta, con il patrocinio dell’istituto di cultura italiano a Malta, il 2 luglio 2015, ha inaugurato una mostra collettiva di arte contemporanea, con la presenza di due artiste pugliesi residenti a Malta: Marina Tenerelli nativa di Bari e Alessia Minuto nativa di Grottaglie (Ta). Per chi vuole sapere maggiori informazioni consultare: www.puglianelmondo.com www.youngapulians.net o indirizzando ad associazione internazionale «Pugliesi nel Mondo» via Carlo Sforza n. 2/c - 70023 Gioia del Colle (Ba) telefax +39 0803433383 - +39 3498836622. La Puglia piange monsignor Luigi Martella G DELL’AUTORE MOLFETTA – La morte di mons. Luigi Martella è avvenuta d’improvviso nella serata di lunedì 6 luglio, lasciando attonita tutta la comunità ecclesiale e civile. Ottavo di 10 figli, originario di Depressa (Le), eletto vescovo il 13 dicembre 2000, dal 10 marzo 2001 vescovo della diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, don Gino scelse come motto episcopale Propter nomen suum, (Per amore del suo nome) ispirandosi a Cristo Buon Pastore. «Io sono il Buon Pastore e il Buon Pastore dà la vita per le pecore – ha detto don Mimmo Amato nella messa celebrata in episcopio, davanti alla salma – e don Gino questo è stato, un buon pastore che ha dato la vita per noi». Le esequie all’insegna della massima semplicità e sobrietà, proprie di una famiglia che saluta il proprio padre, si sono svolte come da programma: martedì 7 luglio 2015 - ore 18,00, la salma è stata trasferita dall’episcopio in cattedrale, per essere omaggiata dalla visita orante dei fedeli; - ore 19,00, santa messa presieduta da don Vito Bufi, parroco della cattedrale; - ore 21,00, veglia di pre- ghiera diocesana, presieduta da mons. Domenico Amato; la cattedrale è rimasta aperta fino a mezzanotte, vegliata da rappresentanti dell’associazionismo laicale; mercoledì 8 luglio 2015 - ore 6,00, riapertura della cattedrale; - ore 9,00, ufficio delle letture (capitolo cattedrale); - ore 16,30, santa messa esequiale presieduta da s.e. mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza episcopale pugliese; hanno concelebrato altri vescovi e sacerdoti (in camice e stola viola propri). All’esterno della cattedrale e all’interno della attigua chiesa del purgatorio sono stati allestiti due maxischermo per consentire una più ampia partecipazione anche fuori dalla cattedrale. A conclusione della messa la salma è stata trasferita a Depressa. Giovedì 9 luglio 2015 - ore 17,00, nella chiesa parrocchiale di S. Antonio, s. e. mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca, ha presieduto la concelebrazione funebre, prima della sepoltura nel cimitero di Depressa. Tanti i messaggi di cordoglio pervenuti all’episcopio. Il settimanale diocesano Luce e Vita ha pubblicato un numero speciale distribuito a conclusione dei funerali. La triste notizia, tra gli altri, ha suscitato profonda commozione anche nel sindaco di Giovinazzo Tommaso Depalma: «In questo momento - ha scritto su facebook - il mio pensiero è rivolto a tutti coloro che hanno potuto apprezzare la bontà del nostro pastore e il garbo di una persona per bene. La nostra comunità perde un riferimento importante e sono certo che don Gino starà già chiacchierando amabilmente con don Tonino, su nel paradiso più blu». G Nella foto: un momento della veglia I ASD «CANOSA CALCIO» IL CORSIVETTO DELLA VIGNETTA Il vecchio staff resterà ancora un anno CANOSA – Puntualmente riportiamo ai nostri lettori tifosi del «Canosa Calcio» le ultime notizie sportive. Ma prima desideriamo ricordare l’ultima giornata che i rossoblu hanno disputato, non per ragioni agonistiche del campionato di promozione pugliese, bensì per un grande momento di sport e di solidarietà partecipando il 28 maggio u. s. allo stadio San Sabino all’amichevole di calcio con la compagine del «Bari Calcio». Stupenda l’iniziativa. Motivo: la società canosina ha devoluto l’intero incasso dell’incontro all’associazione Airett. Una Onlus che sostiene la ricerca sulla sindrome di Rett. Ricerca che da tempo la vede impegnata sullo studio di una patologia progressiva che colpisce esclusivamente le bambine durante i primi anni di vita. In tale occasione, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il vicesindaco Pietro Basile con delega allo Sport ha consegnato un attestato di riconoscimento a tutte le associazioni che hanno aderito alla lodevole iniziativa auspicando in futuro altri simili appuntamenti sportivi che continuino nella tradizione della città di Canosa. E ancora: segnaliamo la ripartenza della stagione calcistica 2015/2016 della compagine locale Asd «Canosa Calcio» ovvero, dopo innumerevoli voci di corridoio circolate nelle scorse settimane, si conferma e resta al timone della società tutto il vecchio staff coadiuvato sempre dal prima nominato assessore allo Sport Pietro Basile. Un amministratore quest’ultimo sempre sensibile alle problematiche dello sport canosino. Ora i tifosi attendono fiduciosi la formazione della nuova rosa dirigenziale che certamente garantirà un campionato tranquillo e soprattutto degno della storia calcistica dell’Asd «Canosa Calcio» nata nel secolo scorso, nel lontano 1948. Europa germanica I DALLA PRIMA (...) appena cominciata!». Sì, cinque anni prima, all’Abissinia furono spezzate davvero le reni (impresa, per tanti versi, molto facile), ma risultò una guerra di Pirro: la Società delle Nazioni Unite, per punizione, irrogò all’Italia le sanzioni economiche. Ma con la Grecia, come si sa, le cose andarono diversamente. Avvenne esattamente il contrario. Fu la Grecia a bastonare Mussolini. E pesantemente: nella campagna furono impiegati mezzo milione di soldati italiani, di cui13.755 morirono, oltre 50mila furono feriti, 12.368 congelati gravi e 25.067 dispersi. A spezzare le reni alla Grecia fu, invece, il più organizzato esercito tedesco. E meno male, per il resto dei soldati italiani. Fin qui il riferimento storico. Passando alla cronaca di oggi, perché “Quarto Reich”? L’espressione non è nuova, ma noi ci riferiamo al titolo dell’ultimo saggio scritto da Vittorio Feltri e Gennaro San Giuliano per i tipi della Mondadori. Il sottotitolo ne spiega, secco, il contenuto: “Come la Germania ha sottomesso l’Europa”. Non si tratta di una requisitoria populista contro la Germania. Anzi: per certi lati, se ne ammira la capacità di essere riuscita a superare guerre perse, riunificazioni e crisi economiche. Purtroppo a spese dei partner europei più deboli, tra cui anche l’Italia. Insomma, oggi la Merkel continua a fare gli interessi del suo Paese. Sono gli altri che non riescono a mettere in discussione, per strappare condizioni economiche più favorevoli, il rigorismo del governo e delle banche tedesche. Capiamoci: la Grecia ha le sue colpe. Ma la cifra del suo debito è irrisoria rispetto alla forza economica dell’intera eurozona. In fondo, si tratta di un popolo di 11 milioni di abitanti. Trovare una soluzione non sarebbe poi così difficile. Perché allora la Germania è così dura nei negoziati con la Grecia? Semplice: per non creare un precedente. Bisogna evitare che, in futuro, altri Paesi – tra cui l’Italia e la Francia – chiedano sconti a loro volta. Insomma, nella zona euro non si deve creare il circolo vizioso di un permanente flusso di risorse dai Paesi più ricchi a quelli in difficoltà. Una strategia chiara, ma per molti non condivisibile. Nel 2012 due economisti di Citigroup, Willem Buiter ed Ebrahim Rahbari, coniarono il termine Grexit. Un altro anglicismo, tanto per cambiare. Fusione tra le parole “Grecia” ed “exit”, indica la possibilità che la Grecia esca dall’euro a causa della sua crisi recessiva in cui è precipitata dal 2010. Allora sembrava una possibilità concreta, visto che dopo due salvataggi era ancora impantanata nella crisi. Ora si è ritornato a parlare di Grexit. Al di là se conviene o no ai greci, bisogna però vedere se possono uscire dalla zona euro. Gli esperti di diritto comunitario dicono che, sì, potrebbero, ma l’iter è lungo e complesso. Tutto questo perché i trattati non prevedono l’uscita dall’euro. Una bella trappola, quindi. Tesa da chi? Thomas Mann, già ai suoi tempi, si chiedeva se in futuro ci sarebbe stata «un’Europa germanica o una Germania europea». Ora lo sappiamo: un’Europa P. FIL. germanica. La Madonna di Mellitto GRUMO A. – Storia e tradizioni si intrecciano quando si parla della Madonna di Mellitto. Gli elementi agresti e salubri del luogo si intrecciano alla pietà cristiana del pane benedetto da distribuire ai più bisognosi e ad altre tradizioni tutt’oggi vive. Simboli di tutto ciò sono: il pozzo di Mellitto, con le sue acque fresche e “quasi miracolose”; le “panelle” benedette e distribuite ai devoti in occasione della solenne festa estiva; e infine la processione-pellegrinaggio della popolazione, da Grumo alla chiesa di Mellitto (9 km.) con l’immagine statuaria della Madonna costruita a somiglianza di quella di Monteverde. Un’icona questa, detta “Madonna delle Donne”, perché sono appunto le donne a portarla in processione. Caratteristisca di questa sagra è anche la costruzione di grandi carri votivi con centinaia di fiori di carta velina che seguono lo snodarsi della processione e vengono trainati da cavalli o buoi riccamente bardati. (fonte http://mellitto.altervista.org) GIUSEPPE S. TEDESCHI

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P AGINA 10 – MAGGIO / LUGLIO ’15 D ALLA P UGLIA /B ARI La Gazzetta della Puglia Il Festival del Libro (8 luglio) è stato uno dei protagonisti dell’estate pugliese «La Poesia Illumina Polignano...» sua amata Puglia. A Polignano a Mare, cittadina nota per le sue numerose grotte, la più famosa la Palazzese, e per la sua festa degli aquiloni, oltre che per essere stata la culla dell’indimenticabile Domenico Modugno, ben cinque piazze erano state dedicate all’evento. Noi avevamo già avuto la relazione di Lenoci su Donatella Bisutti, fra l’altro direttrice di “Poesia e Conoscenza”, rivista di testimonianza e di ricerca. Nata a Milano, dove risiede, la Bisutti conosce le lingue ed è laureata all’università di Lovanio, che ebbe, se non ricordiamo male, come docente il vescovo Fulton Sheen, autore tra l’altro de “La felicità del cuore”. La Bisutti è autrice di importanti raccolte di poesia, tra le quali “Inganno Ottico” (prefazione di Maurizio Cucchi), premio Montale per l’inedito e tradotto da Bernard Noèl in Francia per le Editions Unes; “Colui che viene”, poemetto con prefazione di Mario Luzi, premio Camposampiero e premio Giuria per i lettori, e altre opere molto apprezzate dalla critica, come il romanzo “Voglio avere gli occhi azzurri”, pubblicato da Bompiani nel ‘97. Lenoci avrebbe parlato della personalità dell’artista e del suo impegno nella divulgazione della poesia, cominciato nel 1979 con la pubblicazione de “L’albero delle parole”, introduzione alla poesia ANDRIA – I prodotti agroalimentari pugliesi sono gli ambasciatori del territorio nel mondo, alfieri di quel made in Puglia che tanto affascina popoli e culture anche molto diverse dalla nostra. Proprio della portata strategica del comparto agroalimentare, per l’intera economia pugliese, si è parlato di recente presso la masseria didattica Terre di Traiano, in quel di Andria. L’occasione è stato un workshop dal titolo eloquente, “Dalla Puglia al mondo: sulle rotte dell’agricoltura e del cibo”, organizzato dall’associazione ‘A tratti’ in collaborazione con il Gal ‘Le città di Castel del Monte’. Un focus sull’export dei prodotti pugliesi, quindi, con uno sguardo all’evento dell’anno, l’Expo di Milano 2015. A questo proposito, fra gli autorevoli relatori intervenuti, Francesco Lenoci – docente della Cattolica di Milano (nella foto il secondo da dx) e vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi del capoluogo lombardo – non ha usato mezzi termini: «La Puglia sta camminando, ma – ammonisce – non è sufficiente, bisogna cominciare a correre». Nelle sue parole, il Tacco d’Italia rischia di essere la ‘cenerentola’ dell’Expo, «perché – dice Lenoci – la presenza della Regione, in Expo e fuori Expo, è insufficiente. Non c’è il pane pugente pura, una stella nel cielo scuro. «La poesia è un microscopio/ guarda il piccolissimo e lo ingrandisce/ un filo d’erba diventa più importante/ di un’intera foresta/ un uccellino da solo riempie con il suo canto/ il palcoscenico dell’universo/ Ma contemporaneamente è anche un telescopio…» nell’ispirazione di Donatella Bisutti. Come al solito, Lenoci avrebbe volato alto. Alla Cattolica insegna economia (ha scritto sull’argomento una quarantina di libri), ma trae energia dalla poesia, e la trasmette. Per ascoltarlo dovevano arrivare da Milano l’architetto Sandro Maggi e Antonio Lisco, ambasciatore di Polignano nella città dell’Expo 2015; da Martina Franca, la città dei trulli e del Festival della Valle d’Itria, il brillante poeta in vernacolo Benvenuto Messìa, maestro dell’obiettivo fotografico; da Capurso Rocco Crudele, medico affermato sempre in cerca di panorami e personaggi da immortalare per il piacere degli amici; e tantissimi altri. La mano armata d’ascia, che colpisce in modo spietato, ha deciso diversamente. L’ha avuta vinta sulla poesia. DALLA PUGLIA – La mattina dell’8 luglio alle 4,30 si è spenta a Martina Franca la mamma del professor Francesco Lenoci. Una donna forte, schietta, intelligente, dotata di una fede cristallina. Un dolore per tutti quelli che la conoscevano, e la vedevano tra il pubblico alle conferenze del figlio, che proprio l’8 luglio, alle 21,30, a Polignano a Mare avrebbe parlato, nell’ambito del Festival del libro possibile, dell’attività e delle opere di Donatella Bisutti, poetessa, saggista, giornalista, scrittrice. Moltissimi amici avevano assicurato la loro presenza. Francesco aveva già preparato il discorso, da tenere in piazza Santa Candida, in questa occasione così importante, con tanti autori, versi e storie, dialoghi tra poeti e scrittori e i loro presentatori. «Oggi la poesia è stata sconfitta dal pianto, ma farò di tutto perché torni a vincere», ci ha detto Lenoci, docente della Cattolica di Milano nonché vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi, dirottato dal dolore da una città all’altra della “Summer Wuine 2015” per bambini; seguito da “Le Parole Magiche” (che hanno ispirato il concorso intitolato “Il razzismo è una brutta storia”, promosso dalla Walt Disney con le librerie Feltrinelli e lanciato attraverso le pagine di “Topolino”) e da “La poesia è un orecchio”, tutti editi dalla stessa Feltrinelli. Nel ’92 è apparso negli Oscar Mondatori e poi nella Feltrinelli Tascabili il bestseller “La poesia salva la vita”. Con questa opera partecipò a diverse trasmissioni televisive e fu conduttrice su Rai 3 di un programma a puntate, che ebbe ospiti Alda Merini, Giulio Giorello, Carlo Bo… Un “curriculum” lunghissimo ed esaltante, quello della Bisutti, che nel 2011 ha ricevuto un ambito riconoscimento dal Conso- lato dell’Ecuador a Milano; e, fra tanti altri, un premio dalla Japan Universal Poets Association. Lenoci avrebbe scandagliato il cuore di questa artista delicata; avrebbe descritto alla grande la sua articolata attività che l’ha resa famosa e stimata non soltanto nel nostro Paese. Alla rassegna di Polignano, sorta 14 anni fa, sono state invitate molte personalità, da Aldo Cazzullo a Paolo Mieli; da Romina Power ad Antonio Caprarica, don Luigi Ciotti, Maria Latella...Un altro anno di successo meritato. Beata poesia. Con la bellezza salverà il mondo, avrebbe concluso Francesco Lenoci. La poesia arricchisce l’uomo. La poesia è un soffio dell’anima, un battito d’ali, una sor- DALLA PUGLIA – La tenuta “Cantine Cardone” (contrada Grofoleo di Locorotondo), il 16 agosto ospiterà il “Summer Wuine 2015”. L’evento è stato organizzato dall’associazione nazionale “Le Donne del Vino” delegazione Puglia, con il patrocinio del comune di Locorotondo, in collaborazione con Slow Food Alberobello e Valle d’Itria, Ais Murgia, Arpuh Locorotondo e Associazione regionale pugliesi di Milano (Arp). Delizieranno i palati: le degustazioni sensoriali e gli assaggi dei vini delle aziende socie de “Le Donne del Vino della Puglia”, del capocollo di Martina Franca e di altri cibi locali. Interverranno: Vincenzo Carrasso (delegato Ais Puglia), Angelo Costantini (presidente Associazione produttori capocollo di Martina Franca presidio Slow Food), Francesco Lenoci (docente della Cattolica di Milano e vicepresidente Arp), Botrus divinoristorante, associazioF. PRESICCI ne “DireFareGustare”, l’enoteca Arpuh, l’associazione “Amici da Sempre”, i musicisti/danzatori della G Nella foto: compagnia stabile di Albeuno splendido miraggio robello. di Polignano a Mare comunicazione è l’anima del commercio, secondo un noto adagio, occorre adeguarla ai potenziali clienti, senza trascurare il life style che gli italiani hanno saputo diffondere. Comunicazione e cultura, quindi, devono necessariamente viaggiare di pari passo. Che proprio la comunicazione sia il crocevia fra il successo di un affare o il suo fallimento, lo confermano i casi in cui anche gli episodi che hanno appannato l’immagine di alcune aziende sono stati utilizzati per «respingere e vanificare il marketing negativo». «In Cina ho avuto l’esperienza di mobilifici e compagnie di navigazione che hanno saputo farlo», spiega ancora il diplomatico. Gli altri due relatori hanno posto l’accento su profili diversi dell’internazionalizzazione. Michele Loizzo, commercialista esperto nel settore, ha illustrato il “Piano straordinario per il rilancio internazionale dell’Italia, che prevede iniziative anche all’estero”. Mentre una disamina sui marchi e sulla relativa tutela, invece, è stata offerta dall’avvocato Dimitri Russo, «perché – evidenzia l’esperto di proprietà industriale e intellettuale – conoscere i requisiti che un marchio deve soddisfare è fondamentale per evitarne il plagio e tutelarlo dalla concorrenza sleale». CINA - PUGLIA BARI – La Cina è sempre più interessata alla green economy pugliese. A Bari dieci operatori cinesi hanno incontrato, nei giorni 22-24 giugno, una delegazione di aziende, reti di impresa, enti e organismi di ricerca dell’università di Bari e del Politecnico. La missione, organizzata dall’assessorato regionale allo Sviluppo economico, fa parte delle attività del progetto “Cigex–China-Italy Green Exchange 2013-2015” realizzato dall’Ice agenzia, il ministero dello Sviluppo economico e le regioni Puglia, Calabria, Emilia Romagna e Umbria. La Puglia, caratterizzata dal record italiano nelle rinnovabili e da quasi 21mila imprese che hanno investito in prodotti e tecnologie verdi, è la regione capofila. Obiettivo: offrire alle imprese pugliesi che aderiscono al progetto l’opportunità di incontrare potenziali partner cinesi e avviare nuove relazioni commerciali. Le imprese, enti e università pugliesi coinvolti nella missione sono: Acquedotto Pugliese spa (Ba); Ambiente s.c. di Laterza (Ta); Tct srl di Brindisi; Eggplant srl di Polignano a Mare (Ba); Politecnico di Bari; rete di imprese Horizon di Bari; Sinergye ssrl di Taranto; Tecnomec Engineering srl di Altamura (Ba); università di Bari. Il workshop di recente si è tenuto in quel di Andria (Ba) “Dalla Puglia al mondo: sulle rotte dell’agricoltura ...” I gliese, non c’è il vino pugliese, non c’è il nostro olio, non ci sono le nostre tradizioni, proprio in questo momento – tuona il docente – in cui tutto il mondo è a Milano». Lenoci ha bollato il ritardo accumulato come «un errore blu». Secondo quanto riferisce, la Regione sarà in Expo solo per la terza settimana di agosto, e tuttavia, sottolinea che «questa è un’occasione irripetibile, e se non lo facciamo – sentenzia – non ce lo perdoneranno i nostri figli». In un periodo in cui l’economia arranca e solo timidi segnali di ripresa si affacciano all’orizzonte, l’export diventa una strada non secondaria. Dal 2008, da quando cioè quando la peggiore crisi economica dopo quella del ‘29 ha stretto la sua morsa sulle economie occidentali, la domanda interna ha subito una flessione al ribasso. La strada che porta verso i mercati esteri, quindi, diventa non una complanare, ma un’arteria principale da imboccare senza se e senza ma. Quali sono gli accorgimenti che un’impresa dovrebbe avere nella competizione globale? A illustrarli è stato Livio Spadavecchia, attuale capo della missione diplomatica italiana nella Repubblica Dominicana, che vanta una significativa esperienza a servizio della Farnesina. «Oggi non si può più vivere nella dimensione nazionale», riferisce il diplomatico, anche con riferimento alle Pmi (le piccole e medie imprese). Due sono gli ingredienti che spesso mancano nella ricetta delle aziende italiane: «... una comunicazione efficacie, rivolta al target, da un lato; la capacità di sapersi integrare, fra pubblico e privato», dall’altro. Si tratta di fattori «molto importanti che – dice Spadavecchia – consentono di avere un miglior accesso ai mercati». Insomma, se la I

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La Gazzetta della Puglia Conversazioni sul Festival della Valle d’Itria D ALLA P UGLIA /S ALENTO MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 11 Dal 5 al 25 luglio il prof. Burgers con10 collaboratori ha proseguito i lavori di ricerca “Mettiamoci all’Opera” MARTINA F. – Con “Mettiamoci all’Opera”, la serie di incontri e conversazioni sui temi e i protagonisti del Festival della Valle d’Itria, ha come scopo la preparazione del pubblico in prossimità della grande rassegna, giunta quest’anno alla 41esima edizione. Sono incontri di approfondimento, tesi anche a stimolare la cittadinanza, rendendola più consapevole e partecipe, maggiormente presente agli spettacoli, sempre di alto livello, spesso in versioni mai viste nel nostro tempo. “Mettiamoci all’Opera, sorta 9 anni or sono con il sostegno dell’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia nell’ambito del progetto “I Saperi dello Spettacolo” della fondazione Paolo Grassi, per conseguire il suo obiettivo sviluppa anche iniziative promozionali, come il biglietto omaggio per la frequenza di almeno sei degli otto incontri in agenda, che prevedono l’ascolto delle opere. Gli incontri 2015 si sono svolti sino al 13 luglio e all’ascolto delle opere, guidato dalla musicologa Fiorella Sassanelli, hanno registrato numerosi partecipanti. Si è cominciato parlando de “L’incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi, con la partecipazione del maestro Antonio Greco, direttore dell’opera, mentre il 2 luglio è stata presentata l’opera “Le braci” di Marco Tutino, e il 7 il “Don Checco” di Nicola De Giosa, con la partecipazione del maestro Lorenzo Fico; e il 9 la “Medea in Corinto”, di Giovanni Simone Mayr. Il 10 Gianmaria Aliverta, regista de “L’incoronazione di Poppea”, e Giovanni Cipriani, latinista docente dell’Università degli Studi di Foggia, hanno tenuto una conversazione dal titolo “Ottavia vs Poppea, dal mondo latino alle atmosfere barocche”. Il 13 luglio i ragazzi del centrum latinitatis europae del liceo “Tito Livio” di Martina Franca, con il prof. Domenico Lassandro, dell’Università di Bari, hanno parlato delle donne protagoniste delle opere in programma nella conversazione “Amantis Amentia. L’amore – insania nella tradizione classica. A proposito di Meda, Poppea e le altre”. Infine due interviste curate dal giornalista Francesco Mazzotta a Leo Muscato, regista de “Le braci”, e Fabio Luidi, direttore dell’opera “Medea in Corinto”, con la mostra d’illustrazione di Francesca Cosanti, autrice dell’immagine del 41° Festival della Valle d’Itria. Prossima la ripresa scavi del sito “L’Amastuola»? CRISPIANO – Dopo due anni tornano a Crispiano, in provincia di Taranto, i protagonisti del progetto di scavi presso la masseria L’Amastuola di proprietà di Giuseppe Montanaro; progetto avviato nel lontano 1998 dall’Istituto Reale neorlandese di Roma, dalla Libera Università di Amsterdam e dalla sovrintendenza archeologica della Puglia, e diretto dal professor Burgers, che dal 5 al 25 luglio è stato a Crispiano insieme ad altri dieci ricercatori per completare gli studi e verificare altre testimonianze presenti nei dintorni della struttura agricola. Nel 2013 il professor Burgers svolse in corso Vittorio Emanuele, affollatissimo, a un passo della chiesa dedicata alla Madonna della Neve, una dettagliata relazione, presentando il volume “Greci e Indigeni a L’Amastuola”: frutto di ben dieci anni di ricerche archeologiche, fatte in stretta collaborazione «con colleghi e amici della sovrintendenza archeologica pugliese, delle Universita del Salento, di Sidney e ultimamente anche di Salerno. Dieci anni di lavoro che seguono quelli eseguiti dalla sovrintendenza archeologica nell’80 e nel ’90 su un sito di primaria importanza, scoperto graBurgers sostenne la necessità di ulteriori interventi, che oltre all’obiettivo scientifico dovevano mirare alla tutela e alla salvaguardia delle testimonianze archeologiche. Concludendo, l’oratore si disse contento del fatto che a Crispiano «la valorizzazione del patrimonio culturale non si ferma alla città, come elemento isolato del territorio». Intanto nella stessa Crispiano l’Università del Sapere e del Tempo Libero, ideata da Michele Annese, già direttore della biblioteca “Carlo Natale”, continua la sua attività anche con vari corsi professionali, incontri frequenti e numerosi, tesi anche ad allargare la diffusione della lettura: un impegno che Annese mantiene da anni con i propri concittadini, che continua a stimolare alla conoscenza delle cento masserie, orgoglio e tesoro della città. Fu proprio Annese, operatore culturale molto competente, dinamico ed entusiasta, ad incoraggiare la pubblicazione del bellissimo volume “Le cento masserie di Crispiano”, che ha avuto successo non soltanto in Puglia. L. PRESICCI zie alla compianta dottoressa Grazia Angela Mareggi». Il pubblico seguì con molta attenzione le parole del docente, che cominciò illustrando una foto della foce del fiume Taras, «che dimostra come oggi la zona attiri un gran numero di bagnanti pronti a buttarsi nel fango medicinale; mentre in passato gran parte della pianura costiera tarantina era costituita da zone umide, da paludi spesso impenetrabili». Nell’VIII secolo avanti Cristo, all’interno di queste zone umide «invece dei bagnanti s’insediarono dei Greci d’oltremare», che secondo alcuni testi antichi erano di origine spartana e fondarono la colonia di Taras. «Fra i territori della Magna Grecia – aggiunse il professore – quello taran- tino purtroppo non è stato indagato in modo molto sistematico, come per esempio quello metapontino». E indicò una serie di studi, a cui si aggiungevano le indagini condotte dalla sua equipe dell’Università Libera di Amsterdam nella parte nord-est della chora tarantina. «Queste indagini – aggiunse in quella occasione Burgers – fanno parte di un progetto più vasto, che, varato nel 2003, hanno portato alla luce molti siti antichi, dalle cave alle necropoli, dalle fattorie ai villaggi». E continuava: «Uno dei siti è quello della Masseria L’Amastuola, dove abbiamo ripreso gli scavi iniziati dalla sovrintendenza, dalla dottoressa Marangi: scavi che adesso abbiamo pubblicato in questo volume che presentiamo oggi». F. PRE. G Nella foto: operatori sul sito L’Amastuola Dal 17 agosto al 6 settembre A CURA DI ANA STOPPA E TERESA GENTILE Taranto e Verona con «Pane Vino Pesce» Nasce l’antologia internazionale «Ecologia È Vita» D ALLA P UGLIA – Nell’accogliente masseria “Il Cappotto” di Laterza si è levato ai primi di agosto un grido di dolore per la madre terra bistrattata e ferita. La voce era del professor Francesco Lenoci, che ha parlato dell’antologia internazionale “Ecologia è vita”, pubblicata a cura di Ana Stoppa e Teresa Gentile, anima quest’ultima di Salotto Culturale Recupero di Martina Franca, alla quale si deve anche un’altra prestigiosa antologia: “Scrigno di emozioni”. Come sempre ad ascoltare Lenoci sono arrivate molte persone dai paesi vicini, oltre al brillante poeta dialettale e maestro dell’obiettivo fotografico Benvenuto Messia, e Sandro Maggi. «Nell’arte come nella vita tutto è possibile se basato sull’Amore», disse Chagall; ma l’uomo, come se fosse invaso da un virus implacabile che spinge verso l’autolesionismo, non si cura del proprio habitat, nonostante i segnali che gli vengono dal cielo. In questo libro sono raccolte riflessioni di scrittori noti e non, politici e operatori culturali, studenti e insegnanti; tra i quali quella della dottoressa Sandra Vieiria, consigliera di Mauà (Sal Paolo del Brasile), “L’ambiente e il degrado”. Fanno meditare anche le poesie di un gruppo di studenti del liceo “Tito Livio” di Martina Franca, come “Ho visto”, di Roberto De Leonardis, della 3ª/c: «Ho visto rifiuti finire nel mare/ il mio cuore si è messo ad urlare/ Ho visto gabbiani affondare nel liquame/ per colpa di qualche armatore infame…». Un libro certamente da non perdere. TARANTO – Dopo la biblioteca civica di Verona, toccherà alla galleria comunale del castello aragonese di Taranto ospitare l’evento «Pane Vino Pesce», da lunedì 17 agosto a domenica 6 settembre 2015. L’evento è organizzato da Cataldo Albano, con il patrocinio di Expo 2015 di Milano, dei comuni di Taranto e Verona e dell’Associazione regionale pugliesi di Milano, con la collaborazione del circolo unificato dell’Esercito di Verona e del settore cultura del comune di Taranto. Si tratta di un’esposizione multimediale, frutto di tre reportage di Cataldo Albano in compagnia di chi di notte lavora e crea il pane, di chi raccoglie l’uva e la lavora in cantina per produrre il vino e di chi dal mare porta sulla no- stra tavola il pesce. Le tre esperienze sono state registrate su foto e video e fanno parte di un reportage unico. I contributi scelti per l’evento espositivo sono: 18 scatti digitali stampati su tele 50x50 cm; bozze e bozzetti fotografici della postproduzione; cortometraggi che illustrano le tre esperienze vissute. Tutto ciò per creare, nell’anno dell’Expo di Milano, una provocazione di immagini per discuterne, parlarne e approfondire, anche al fine di verificare nel Mezzogiorno d’Italia l’equazione “Tradizione + Territorio + Innovazione = Sostenibilità”. L’evento sarà inaugurato lu- nedì 17 agosto, alle 20,30, da quattro dialoghi: “Pane e Vino al servizio della Sostenibilità” con Francesco Lenoci (docente della Cattolica di Milano e vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi di Milano); “Pane Vino Pesce, gli ipogei raccontano” con Nello De Gregorio (storico tarantino); “La bellezza non necessaria” con Cosimo Vestita (maestro ceramista grottagliese); “Non solo Primitivo” con Angelo Pinto (enologo della Cantina Sociale Luigi Ruggieri di Lizzano). Le opere saranno esposte, da lunedì a domenica, dalle ore 9,00 alle ore 22,00 (orari Iat), I con ingresso libero. F. P.

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P AGINA 12 – MAGGIO / LUGLIO ’15 G AZZETTINO SPOR TIVO La Gazzetta della Puglia Campionati di calcio leghe professionisti: serie A e B che si disputeranno nei nostri stadi con riferimento alla Puglia (a pag. 6) Calendari 2015/2016 di tutti gli incontri LE PARTITE DI SERIE A 2015-2016 Inizio del campionato 23 agosto e termina il 15 maggio. LE PARTITE DI SERIE B di due settimane. Tanto trapela dall’assemblea di Lega. del momento. Motivo: l’inchiesta sulle presunte gare comprate dal Catania di Pulvirenti. Di certo: il torneo prenderà il via sabato sera con un anticipo e quindi nove gare si giocheranno domenica alle ore 18 e lunedì ci sarà il primo posticipo, alle 20,30. Nel primo week end di settembre non ci sarà la serie A, ferma per dar spazio agli incontri nazionali. E ora restiamo in attesa del verdetto della giustizia sportiva, sul calcioscommesse e soprattutto sul caso Catania. «Abbiamo deciso noi di spostare l’inizio di due settimane, in un week end in cui non c’è la serie A – ha affermato il presidente Andrea Abodi – in un momento straordinario si vuole dare un senso di normalità, riteniamo di poter rispettare questa data. Ed entro la fine di luglio conosceremo quale sarà la 22esima squadra». Donde, anche il sorteggio dei calendari è stato rinviato, slittando presumibilmente a dopo Ferragosto. Ci scusiamo per il contrattempo: sarà nostra premura pubblicare nel prossimo numero il calendario 2015-2016 di tutti gli incontri di calcio della serie cadetta. Arrivederci a presto! LA REDAZIONE SPORTIVA G Nella foto: il presidente Andrea Abodi Foto www.imagephotoagency .it www.imagephotoagency.it Al momento in cui stiamo andando in stampa purtroppo non è stato ancora ufficializzato il calendario della serie B. È stato comunicato però che ogni decisione in merito viene rinviata a sabato 5 settembre, giorno in cui prenderà il via appunto la serie B con il calendario degli incontri 2015-2016. Così niente 21 agosto dunque, la data che era stata stabilita in precedenza. L’avvio quindi è stato posticipato

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La Gazzetta della Puglia ROMA – Ecco una delle diverse novità fiscali approvate durante il consiglio dei ministri (tenutosi a fine giugno) che ha anche abolito l’odiosa tassa sulle tasse, cioè l’aggio sulle cartelle esattoriali. La stretta sugli affitti in nero – scrive Il Messaggero – avrebbe un motivo ben preciso: trattandosi di un regime fiscale agevolato, l’evasione è considerata un comportamento particolarmente grave. «Del resto, come ha rilevato la Corte dei Conti nel suo ultimo rapporto sulla parificazione del bilancio dello Stato, la cedolare secca sugli affitti era previsto che portasse ad incassi per 3,9 miliardi di euro l’anno, mentre per ora il gettito è fermo a circa 1,7 miliardi, segno che il nero negli affitti è un comportamento ancora molto diffuso», scrive il quotidiano romano. Casi di punibilità Per quanto riguarda le sanzioni penali è previsto un sistema più ragionevole che corregge con la penna blu l’errore lieve come quello di sbagliare rigo nella dichiarazione dei redditi. Nel decreto fiscale che rivede il sistema sanzionatorio penale e amministrativo trova spazio anche questo: non sarà più reato ai fini della soglia di punibilità imputare un costo o un ricavo a un anno sbagliato, come è stato rilevato in un briefing tecnico al L EX SEMPER LOQUITUR MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 13 Novità fiscali approvate durante il consiglio dei ministri di fine giugno e altre..... Stretta di vite per l’affitto in nero Mef. Resta una sanzione fissa ma limitata a poche centinaia di euro. Nel decreto si è cercato di tenere conto, in generale, dei comportamenti che anche se illeciti, sono comunque privi di elementi fraudolenti e quindi meno gravi. Pene più severe Sono invece rese più severe le sanzioni penali in caso di comportamenti fraudolenti. Per quanto alla frode fiscale viene precisata in modo dettagliato la tipologia delle condotte fraudolente che si hanno quando o se si mettono in atto operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente o artifizi per ostacolare l’attività di accertamento; o se il contribuente si avvale di documenti falsi, fatture false o altri mezzi fraudolenti. Frode fiscale Per il reato di frode fiscale la pena rimane quella attualmente prevista del carcere fino a sei mesi. Resta la norma oggi in vigore secondo cui sotto i 30.000 euro di imposta evasa il contribuente non incorre nel reato di frode fiscale. Viene rivista la soglia di punibilità del reato in riferimento all’ammontare dei ricavi non dichiarati, che deve essere superiore a 1,5 milioni fasi di assunzione del personale docente precario che dovranno essere funzionali ad esigenze differenti. A questo punto va fatto un ripasso delle fasi con i quali gli uffici ministeriali devono procedere alle assunzioni, di quali docenti precari sono interessati e delle modalità per la presentazione della relativa istanza. Advertisement Un memento : sono complessivamente previste circa 103mila assunzioni, di cui 47.476 per posti vacanti e esistenti, a questi vanno aggiunti oltre 55mila posti dell’organico previsto per il potenziamento dell’offerta formativa. Modalità di assunzione Primo scaglione entro il 15 settembre 2015: circa 22.000 docenti verranno assunti nella provincia in cui sono inseriti in graduatoria, per coprire i posti lasciati liberi dai docenti che sono andati in pensione o deceduti o che hanno dato dimissioni volontarie. I posti saranno assegnati agli idonei nei concorsi del 2012 e precedenti e agli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento degli abilitati. Secondo scaglione per circa11mila docenti saranno assunti sia su posti comuni di euro (anziché un milione). È frode fiscale anche quando l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie che vengono portate in diminuzione dell’imposta, è superiore al 5 per cento dell’imposta complessiva, o comunque a 30.000 euro. Per la dichiarazione infedele invece la soglia di punibilità sale da 50.000 euro a 150.000 euro di imposta evasa. Il reato si configura anche quando l’imponibile evaso supera i 3 milioni di euro (prima il limite era di 2 milioni) o comunque il 10 per cento del totale dei ricavi. In questo caso il reato prevede il carcere fino a 3 anni. Per quanto attiene l’omesso versamento dell’Iva il decreto introduce la soglia di punibilità pari a 250.000 euro per ciascun periodo di imposta. Al di sotto di tale soglia si applicano le sanzioni amministrative. Intanto arriva il via libera per il ministero della pubblica istruzione che in base all’articolo 1, della legge 107/2015, deve avviare la seconda fase del piano straordinario di assunzioni della «buona scuola» che come si sa non ha fatto dormire sonni tranquilli né al premier né agli addetti ai lavori. Infatti, la «buona scuola» di renziana memoria prevede due differenti che di sostegno, in base ai posti vacanti e resisi disponibili dopo le sostituzioni di cui sopra. In questo secondo scaglione le nomine avverranno su base nazionale e non provinciale. Terzo scaglione è la novità assoluta prevista dalla «buona scuola» cioè: l’assunzione straordinaria degli idonei del concorso 2012 e degli iscritti in graduatoria a esaurimento, su base nazionale, di 48.812 docenti su posti comuni e 6.446 docenti su posti per il sostegno, con lo scopo di potenziare l’offerta formativa. Inoltre si effettuerà il completamento delle assunzioni per il sostegno previste dalla legge Carrozza, 8.895 docenti di sostegno per la terza annualità e 5.582 della secondaria annualità. Il ministero consiglia di presentare l’istanza anche se il candidato abbia la certezza di essere assunto nelle fasi precedenti, per evitare di restare escluso. La presentazione è prevista solo in modalità telematica, dal 28 luglio al 14 agosto, esprimendo un ordine di preferenza tra le varie province, specificando se la stessa è per posti comuni o posti di sostegno. I docenti assunti potranno essere assegnati anche a province differenti rispetto a quelle nelle cui graduatorie sono iscritti. I il presidente del consiglio Renzi G Nella foto: Con l’ok della Camera è in atto bail-in per i correntisti Arriva il prelievo forzoso ROMA – Un’altra imposizione dell’Europa, che noi come al solito subito eseguiamo. Certamente è la nostra politica che esegue: dal primo gennaio 2016 se una banca italiana si trovasse sul punto di fallire, a pagare per primi saranno i correntisti. In sintesi è quanto stabilito da una direttiva comunitaria che introduce le nuove norme per il cosiddetto bail-in, per creditori e azionisti. L’approvazione è arrivata da Montecitorio. L’onere di pagare, dunque, in caso di crac-bancaria, sarà di chiunque abbia un deposito superiore a 100mila euro: lo Stato, in caso di emergenza, si prenderà i vostri soldi (qualcosa di simile accadde nel 2013 a Cipro). In Italia, orbene, arriva il prelievo forzoso, anche se il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, prova subito a smorzare la critica: «Nessun prelievo forzoso – ha affermato il Tesoro – ma più tutele di prima». Sempre secondo i soloni di via XX Settembre, la normativa non potrebbe provocare perdite maggiori rispetto all'impianto vigente in caso di liquidazione coatta di un istituto. E precisamente, la nuova legge, esclude dal bail-in anche le passività garantite, le cassette di sicurezza i crediti da lavoro e quelli dei fornitori. Per i partiti, il provvedimento prevede uno specifico ordine di intervento: in breve, i primi a pagare saranno sempre gli azionisti dell’istituto. Il principio-cardine (e sinistro) è comunque chiarissimo: a pagare le perdite delle banche per primi sono i privati, e non gli Stati, come avvenuto agli apici della crisi in Spagna o in Inghilterra (in Italia, ad oggi, a causa della crisi le banche non hanno mai ricevuto titoli di Stato; il caso Mps è una questione differente). Come detto, sullo spaventoso principio del bail-in è arrivato il via libera della Camera: 270 i sì, 133 contrari, 22 astenuti. Contrari: Fi e M5s. Intransigente anche Elio Lannutti, presidente di Adusbef, che spiega come d’ora in avanti i disastri dei banchieri verranno pagati dai privati. Il Pd, da par suo, si difende con Marco Causi, capogruppo in commissione Finanze, che attenua le polemiche come «pura disinformazione a scopo scandalistico». Intanto il consiglio dei ministri ha definitivamente approvato gli ultimi decreti attuativi Jobs act sui congedi parentali fino a 12 anni dei figli e ferie solidali, stretta sulla Cig. Tra questi, il riordino dei diversi ammortizzatori sociali con durata massima a 24 mesi. Via libera definitivo quindi alle novità sul congedo parentale con l’estensione da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino dell’arco temporale entro cui mamme e papà possono beneficiarne di un periodo retribuito al 30 per cento e di quello non retribuito. Ok finale anche sulle nuove tipologie contrattuali, con l’addio ai co.co.pro dal 2016. Il consiglio dei ministri sempre per il Jobs act, ha dato per questi due dlgs l’ultimo sì, mentre per i restanti quattro un primo ok. Tra questi, il riordino degli ammortizzatori sociali con la stretta per la cig, la cui durata massima viene fissata a 24 mesi (vedi articolo al lato), che possono salire a 36 mesi se abbinati ai contratti di solidarietà. RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO Assicurazione auto: scompare attestato di rischio con il contrassegno ultimi dati sulle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro segnalano come ad aprile il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori è stato pari a 912.764, a fronte di 700.602 cessazioni, con un saldo di oltre 212.000 contratti. Il ministro Poletti in merito ha anche confermato che la durata della Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione introdotto con il Jobs act, sarà strutturalmente di due anni: il riordino degli ammortizzatori sociali e gli interventi di politiche attive producono «una disponibilità di risorse che portano a stabilizzare a 24 mesi la Naspi», ha appunto sottolineato Poletti. Contemporaneamente arriva l’assegno di ricollocazione: l’allungamento era infatti previsto a 24 mesi per il 2015 e il 2016, mentre sarebbe sceso a 18 mesi dal 2017. Inoltre, in uno dei quattro decreti legislativi che ora andranno all’esame del parlamento, per il parere delle commissioni Lavoro, si prevede «un assegno di ricollocazione, nuovo strumento finalizzato al fatto che se un lavoratore perde un lavoro dopo 6 mesi, è possibile che abbia un assegno che può essere usato per acquistare servizi per ricollocamento», ci ha tenuto a precisare ulteriormente Poletti. Anche le dimissioni in bianco sono state affrontate con il capitolo Durc. «È una vergogna che ancora possa esistere» questa pratica per le donne lavoratrici, ha affermato Boschi. Il governo ha dato il via libera anche all’atteso decreto enti locali, con 2 miliardi di margini sul patto di stabilità interno per regioni e province autonome e 100 milioni l’anno per 4 anni per i comuni, destinando risorse ad hoc per le ricostruzioni dopo calamità (in particolare per l’Aquila e per Mantova e la Lombardia) e creando zone franche per le micro imprese per le aree colpite da terremoto come l’Emilia Romagna. Nelle casse dei comuni arriveranno anche 530 milioni di euro come contributo per Imu e Tasi. I AVVISO AI NOSTRI LETTORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Correggio n. 19 - 20149 Milano o telefonando allo 02.45485155. Come già annunciato nello scorso numero la novità per gli automobilisti circa la dematerializzazione dell’attestato di rischio e del contrassegno assicurativo è operante dal 1° luglio. A spiegare la novità è il responsabile del servizio auto dell’Ania, Umberto Guidoni, in occasione dell’assemblea annuale della associazione. «Innanzitutto – precisa – sparirà la carta, mai più attestato di rischio cartaceo. In pratica è la pagella assicurativa dell’assicurato e la possibilità di conoscere la propria condizione e il proprio comportamento alla guida attraverso i siti delle compagnie, in un’area riservata accessibile attraverso delle credenziali, oppure avere, a titolo puramente informativo, l’attestato cartaceo che però non è valido ai fini del rinnovo della polizza o di una polizza sottoscritta con una nuova compagnia. Questo è il primo elemento già in vigore (ripetiamo ndr) dal primo luglio mentre, dal 18 ottobre, scomparirà il contrassegno: il quadratino che noi siamo abituati a vedere sul parabrezza delle auto non sarà più necessario». Per Guidoni «questo è molto importante ai fini dell’evasione assicurativa, che oggi fa registrare circa 3 milioni e 900mila veicoli non coperti da una polizza assicurativa. È importante perché consentirà sia alle forze dell’ordine nei controlli ordinari, sia alle forze dell’ordine attraverso l’utilizzo delle telecamere di ztl o di autovelox, di abbinare la targa del veicolo con l’archivio delle coperture assicurative gestito dalla Motorizzazione e verificare se quel veicolo circola o meno con una copertura. Qualora questo non accada parte immediatamente una sanzione che prevede anche il fermo amministrativo del veicolo». Nuove norme per i disoccupati D’ora innanzi l’assegno di disoccupazione verrà erogato per 24 mesi. Mentre gli A CURA DI GIULIA TEDESCHI

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P AGINA 14 – MAGGIO / LUGLIO ’15 G AZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia Dal 40esimo Forum nazionale di pneumologia interventistica organizzato dall’Aipo Tumore al polmone, occorre una diagnosi precoce H I P P O C AT R E S G A CURA DEL MAGGIORE GENERALE (r.) E. I. DOTT. SAMUELE VALENTINO Importante la diagnosi precoce per curare il tumore del polmone (diagnosi, terapia e screening) è stato affermato dagli specialisti intevenuti al centro del 40 Forum nazionale di pneumologia interventistica, organizzato dall’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) di recente a Bologna. Confermato, come nelle precedenti edizioni, l’alto valore scientifico dell’evento: un’occasione di crescita professionale e di aggiornamento scientifico orientato a creare terreno fertile per un approccio multidisciplinare finalizzato alla cura di patologie che interessano l’apparato respiratorio. Nasce alla fine degli anni ’90 una tecnica di screening del tumore polmonare di comprovata efficacia: la Tac a basso dosaggio. A parlarne è stata Giulia Veronesi, in forza presso la sezione di chirurgia robotica dell’Humanitas di Rozzano, Milano. «Mi occupo dello screening del tumore polmonare dal 2000 – spiega Giulia Veronesi – la Tac a basso dosaggio è una metodica di screening non invasiva che permette di riconoscere anche tumori molto piccoli. Un ampio studio clinico americano denominato National Lung Screeening Trial ne ha dimostrato l’efficacia in termini di riduzione della mortalità. Grazie alla validazione di questa metodica, conseguente ai risultati del suddetto studio, negli Stati Uniti lo screening del tumore polmonare è raccomandato così come lo sono quello del tumore al seno, del tumore alla cervice uterina, della prostata e del colon». «In Europa, dal punto di vista dei programmi di screening su larga scala siamo ancora un po’ indietro – continua Giulia Veronesi – Le attuali linee guida prevedono il monitoraggio dei forti fumatori o degli ex fumatori di età superiore ai 55 anni dove il tasso di screening si attesta attorno all’1% che garantisce una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi dei pazienti con tumore polmonare, che si assesta attorno al 70-80% contro il 15% riscontrato nei pazienti non coinvolti nei programmi di screening. Un segnale importante che conferma quanto lo screening di questa patologia sia determinante nell’influenzarne la sopravvivenza». «Numerosi laboratori hanno messo a punto un test molecolare che attraverso la rilevazione di determinati marcatori molecolari consente di formulare una diagnosi. Si tratta di una metodica basata sul riconoscimento di piccolo frammenti di materiale genetico circolante solitamente rilasciati da cellule tumorali o da cellule del sistema immunitario in risposta a una forma tumorale. Tali frammenti vengono chiamati microRNA. Si tratta di un test molecolare basato su un semplice prelievo del sangue che nel 70- 80% dei casi permette di identificare una forma tumorale. Il nostro impegno è quindi orientato a convincere le istituzioni ad avviare programmi di screening per forti fumatori che preveda, ad oggi la Tac a basso dosaggio e, una volta validato, il test molecolare per il riconoscimento dei marcatori molecolari» conclude Giulia Veronesi. Nel corso della due giorni bolognese si è parlato di una nuova terapia per l’asma grave: la termoplastica bronchiale. A svelarne le caratteristiche e potenzialità è stato Nicola Facciolongo che lavora presso la S. C. Pneumologia dell’azienda ospedaliera Irccs Santa Maria Nuova, Reggio Emilia e responsabile della struttura semplice di terapia intensiva respiratoria. «La termoplastica bronchiale è una terapia non farmacologica per l’asma grave destinata a pazienti che non sono responsivi al trattamento medico standard. Il trattamento consiste nell’introduzione di un catetere nel canale operativo di un broncoscopio introdotto nelle vie aeree. Questo catetere viene collegato a una macchina che emette radiofrequenze con sviluppo di calore controllato a 65 gradi che si applica alla mucosa dei bronchi» spiega Nicola Facciolongo. «È una metodica che si realizza in tre sedute a distanza di un mese l’una dall’altra dove vengono trattati prima il lobo inferiore di destra poi il lobo inferiore di sinistra e in terza seduta i due lobi superiori. È una metodica molto innovativa. Ad oggi sono circa 4.000 i pazienti trattati in tutto il mondo e il nostro centro è quello in Italia ad avere trattato il più alto numero di pazienti» continua Facciolongo. «Questa metodica è in grado di migliorare notevolmente la qualità di vita dei pazienti affetti da asma grave, che presentano frequenti riacutizzazioni e sono costretti a forti limitazioni delle normali attività quotidiane; i dati della letteratura indicano un miglioramento in circa il 50% dei pazienti trattati con termoplastica bronchiale. I pazienti continuano il tradizionale trattamento medico ma in molti casi riescono a ridurre significativamente la dose del cortisone per via orale» conclude Facciolongo. (C. FIN.) Ecco i segnali che indicano un tumore La medicina fa enormi passi in avanti, e alcuni tumori possono essere curati. Il trucco però è scoprirli in tempo, prima che abbiano la possibilità di proliferare e diffondersi. Il metodo più sicuro è quello di eseguire controlli periodici. Ci sono però 13 segnali che potrebbero avvisarvi in tempo, da cui è sempre bene guardarsi. Come riporta Caffeina.it, citando una ricerca del Cancer Research britannico, «La presenza di una o più di queste spie non vuole necessariamente dire che si è malati di cancro. Non è necessario spaventarsi, ma è indispensabile farsi vedere da un dottore per capirne il motivo, che prescriverà esami e accertamenti se lo riterrà opportuno». Ecco i 13 segnali: un nodulo o un rigonfiamento insolito in una zona qualsiasi del corpo; cambiamento nella forma, dimensioni o colore di un neo; un dolore che non passa da settimane; una ferita nella bocca o sulla lingua che dura da più di tre settimane; tosse o voce roca perduranti da più di tre settimane; persistente difficoltà a deglutire o digerire o difficoltà nell’urinare; sangue nelle urine, nelle feci o nell’espettorato; perdita di peso inspiegabile; immotivati e frequenti sudori notturni; diarrea o stitichezza che dura da settimane o comunque movimenti intestinali insoliti; mancanza di fiato pesante e che perdura; perdite vaginali insolite tra un ciclo e l’altro o dopo la menopausa; persistente rigonfiamento dell’addome. Di seguito i suggerimenti per chi segue appena sveglio le indicazioni consigliate Brevi Brevi per la salute La dieta e sue istruzioni Come è stato accennato più volte in articoli precedentemente apparsi su queste colonne, la dieta è corretta se si mangia 5 volte al giorno. Saltare un pasto o peggio fare un pasto unico rende più difficile per l’organismo smaltire le calorie assunte. Optiamo per la colazione a casa e due spuntini scelti con cura e criterio, tipo yogurt, spremute, fette biscottate o tè poco zuccherato. E ancora, non va notato ogni giorno l’ago della bilancia: una volta alla settimana permette di sentirsi più appagati! Comunque, è sicuramente consigliabile mangiare molta frutta, ma senza esagerare, perché è fonte di zuccheri e quindi di calorie, specie i frutti più zuccherini come l’uva, l’avocado, la banana e la pera. Va evitata assolutamente invece la frutta secca. Quindi, una dieta, per essere tale, ha bisogno di molto tempo (un lungo periodo): evitare di “fare la fame” per una settimana per poi cominciare a rifarsi con quella successiva. Si scoprirà immediatamente e amaramente quanto sia facile recuperare il (poco) peso perduto! E infine, un consiglio sempre valido: evitare di “prescriversi” diete. Bisogna rivolgersi sempre ad uno specialista, un dietologo che solo dopo un’accurata visita e analizzato lo stato di salute fornirà il giusto regime da seguire. Bere acqua a stomaco vuoto fa bene Sapevate che i giapponesi hanno l’abitudine di bere l’acqua immediatamente dopo il risveglio? Si tratta di un’antica tradizione usata per la guarigione di numerose malattie che è diventata popolare durante la 2ª guerra mondiale dopo che un noto giornale dell’epoca ne ha decantato i numerosi effetti benefici. Bere acqua con regolarità non è soltanto una buona abitudine, ma è una vera e propria cura che può aiutare anche in caso di malattie molto gravi. In particolar modo è indicata in caso di: • mal di testa; • dolori muscolari; • problemi cardiaci; • battito del cuore accelerato; • epilessia; • colesterolo; • bronchite; • asma; • meningite; • malattie renali e alle vie urinarie; • vomito; • diarrea; • gastrite; • diabete; • costipazione; • problemi mestruali; • malattie legate agli occhi; • malattie legate all’utero; • malattie legate alle orecchie, naso e gola. Bere acqua la mattina può apportare vari benefici per la salute, dei quali si può godere se viene adottata questa buona abitudine tutti i giorni. Tutti gli organi hanno bisogno di acqua per funzionare correttamente e non c’è niente di meglio che idratarli appena svegli. Il consumo di acqua a stomaco vuoto contribuisce all’eliminazione di tossine e di altri scarti di cui l’organismo non ha bisogno e che ne possono danneggiare la salute. In tal modo, quando si beve acqua a stomaco vuoto, si favorisce la depurazione dell’organismo e addirittura si accelera il metabolismo. Quando si beve acqua a stomaco vuoto, si ottengono anche altri benefici importanti come la regolazione della temperatura interna, l’idratazione degli organi vitali, un migliore assorbimento dei nutrienti e l’ossigenazione delle cellule. Bere acqua a stomaco vuoto, inoltre, può anche contribuire alla perdita di peso poiché questo liquido può provocare una sensazione di sazietà che frena il desiderio di mangiare tutto il tempo. Per una maggiore efficacia, si beve con regolarità in questo modo: • appena sveglio, prima di lavarsi i denti, bere 4 bicchieri d’acqua (circa 200 ml); • lavati i denti e non mangiare e bere niente per almeno 45 minuti; • dopo 45 minuti si può fare la solita colazione; • dopo colazione, pranzo e cena non mangiare e bere nient’altro per almeno 2 ore; • chi ha problemi di salute, è in là con l’età o semplicemente non riesce a bere 4 bicchieri d’acqua a stomaco vuoto può iniziare gradualmente fino a raggiungere la quantità giusta. Come detto in precedenza, questa semplice abitudine è indicata per numerosi problemi. Se invece si è una persona sana, si noterà un netto aumento delle energie e lucidità. Questo metodo – va precisato – non deve essere utilizzato soltanto in presenza di alcune malattie, ma dovrebbe essere parte integrante della vita di ognuno di noi. (Fonte divulgalanotizia) Come si migliora l’umore col cibo Un vecchio adagio recita:«Non mangio cibo mediocre, non ho pensieri mediocri». Dunque, contro ansia e stress è indicato soprattutto il cioccolato. Motivo: tendiamo a scegliere cibi poco sani ed abbiamo difficoltà a controllare cosa mangiamo, ma i grassi e lo zucchero contenuti nel cioccolato possono alzare i livelli di serotonina ed endorfine. Il cacao è una fonte di polifenoli dietetici, inoltre, i flavonoidi che contiene possono dare una sferzata di energia all’umore e alla lucidità: 30 grammi di cacao contengono 45 mg di magnesio, che agisce positivamente sull’umore. Non sorprende quindi che, quando siamo giù, la nostra scelta ricada sul cioccolato. I Consigli per una alimentazione corretta Per essere corretta unaalimentazione deve soprattutto fornire le calorie necessarie con un sostegno equilibrato di vitamine e sali minerali e ovviamente senza eccessi. Il fabbisogno di calorie dipende dal soggetto, dalla sua età, dal sesso e dal tipo di attività svolta. E quindi, l’alimentazione deve essere, per quanto sia possibile, estremamente variata e deve normalmente prevedere frutta e verdure, e apportare così all’organismo: fibre, sali minerali e vitamine. Per verificare se l’alimentazione è corretta, occorre sommare le calorie corrispondenti alla tipologia e alla quantità di alimenti assunti nel corso di tutta giornata per ottenere il totale. Stessa operazione per le proteine, i grassi ed il colesterolo. I

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La Gazzetta della Puglia R ECENSIONI MAGGIO / LUGLIO ’15 – P AGINA 15 Stilo Editrice – Autore: Pietro Lacorte Pironti ed.- Autore: R. Imperiali F. Sperare nel Mezzogiorno Il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, si è svolta a Milano la presentazione del volume autobiografico del dott. Pietro Lacorte “Sperare nel mezzogiorno” (Stilo Editrice, con la prefazione di Giorgio Campanini). Significativa (e prestigiosa) la sede dell’evento: il salone dell’Associazione regionale pugliesi di Milano, ambasceria di Puglia nel capoluogo della metropoli lombarda, terra che ha accolto e ancora ospita tanti pugliesi che si sono fatti onore fuori dalle loro città di origine. Numerosi i soci presenti che hanno fatto corona all’illustre corregionale. A presentare il volume un nutrito parterre: Agostino Picicco, responsabile culturale dell’Associazione, Franco Totaro, docente dell’Università di Macerata e amico dell’autore, Giovanni Bianchi già parlamentare e presidente nazionale delle Acli, Lino Duilio, già parlamentare e presidente dell’Associazione Pelide, Luciano Caimi presidente di “Città dell’uomo”; a leggere alcuni brani significati del volume il prof. Paolo Rausa. Tante le chiavi di lettura indicate, le interpretazioni emerse, le suggestioni e gli spunti di riflessione. È emersa la figura di “Pierino” Lacorte (come lo chiamano gli amici) nella sua saggezza e integrità. Gli episodi raccontati nel libro hanno consentito ai relatori di esaminare e illustrare in chiave storica e sociologia il vissuto dell’autore e il contesto valoriale dei decenni centrali del secolo scorso. Il multiforme impegno di Lacorte in campo professionale-sanitario, sociale, amministrativo, ecclesiale è stato espresso sempre in spirito di servizio e di disinteresse, tanto che è stato definito “uomo dalle dimissioni facili”: quando si accorgeva che non c’erano più le condizioni per lavorare con serenità, si faceva da parte e trovava altri ambiti per continuare il suo servizio in modo discreto. È stato anche definito un “lazzatiano di Puglia”, in omaggio al professore milanese Giuseppe Lazzati, rettore dell’Università Cattolica, personaggio di spicco del laicato cattolico italiano, per la sua testimonianza in campo sociale ed ecclesiale ai più alti livelli e incarichi di responsabilità. I relatori hanno ripercorso quegli anni con uno sguardo particolare all’impegno politico dei cattolici e alle prospettive di oggi in particolare riguardo alla situazione legislativa. Non è mancato chi ha fatto analogie fra il testo di Lacorte e la recente enciclica di papa Francesco “Laudato sì” evidenziando lo stile di sobrietà che ha caratterizzato la vita e le opere dell’autore. Particolarmente sentito l’intervento finale dello stesso Pierino, che ha raccontato qualche aneddoto della sua vita dal quale far emergere spunti di riflessione e considerazioni molto argute e attuali. Tanti gli amici presenti all’evento che dal nord Italia hanno raggiunto Lacorte a Milano per stringergli la mano, brindare con lui e dirgli la loro gratitudine e affetto. Ma prima di chiudere riportiamo una breve nota sull’autore: Pietro Lacorte nato ad Ostuni il 28 ottobre 1926, laureato in medicina e chirurgia, ha esercitato negli ospedali di Brindisi e Ostuni. Da sempre – ribadiamo – impegnato nelle organizzazioni di ispirazione cristiana. Dici tu... Titolo provvisorio I DALLA PRIMA (...) (Tullio Pironti editore, Napoli, 2014, pp. 155, euro 12) di Riccardo Imperiali. I veri temi dei racconti sono l’amore, il sesso, la morte, la famiglia e la moglie (che, come tutte le mogli, sono sempre più pragmatiche dei mariti). La scrittura è quasi sempre in prima persona e, tra i luoghi di ambientazione, campeggia la città del Vesuvio. Il nome intero dell’autore, nato a Napoli nel 1957, è Riccardo Imperiali di Francavilla. È infatti discendente della famosa famiglia genovese degli Imperiali, feudataria per ben due secoli (Seicento-Settecento) di Francavilla Fontana (Br) e di alcuni comuni limitrofi. Oggi riveste la carica, in qualità di principe, dell’Accademia degli Imperiali della Campania. A parte il titolo nobiliare, nella vita svolge la professione di avvocato civilista. Lavora tra Napoli, Roma e Milano. Come giurista, ha pubblicato diversi studi sul data protection e sull’organizzazione aziendale per i tipi del “Sole-24 Ore”. Come esperto in materia collabora a giornali e riviste, svolge corsi e master presso università italiane, il consiglio dell’ordine degli avvocati, la Confindustria e i ministeri dell’Interno e della Giustizia. “Dici tu … titolo provvisorio” segna il suo esordio in narrativa. Non sembri strano che un tecnico del diritto coltivi la voglia, o che abbia la passione, per la narrativa. Non è il primo caso, né sarà l’ultimo. E poi, non si dimentichi la città in cui l’autore è nato e cresciuto: Napoli. La napoletanità, con tutti i suoi umori e colori, ce l’ha nel sangue. I napoletani, si dice (e non è un luogo comune), sono creativi e grandi affabulatori. Soprattutto, attori nati: che recitano a braccio, neanche a canovaccio. Colto e consapevole, Riccardo Imperiali, è naturalmente in conflitto con la sua città. Scrive nel primo dei racconti, intitolato “Due palle”: «Napoli è una città stancante, molto. Soprattutto per chi la vorrebbe diversa. Per costoro, il quotidiano è faticoso, logorante. Per chi, come me, si atteggia addirittura a milanese per due, tre giorni a settimana, logora» (p. 9). Un rapporto, quindi, di odio-amore. Doppio, come il suo segno zodiacale, i gemelli: «Superficiale per definizione ma rompicoglioni incredibile quando meno te l’aspetti, di sinistra moderata ma con cadute borboniche, allegro e sereno ma con picchi di tristezza leopardiana, napoletano nell’anima ma svizzero nella conduzione della giornata lavorativa» (ivi). Un narrare arguto, attento ai particolari della vita quotidiana, giocato con dialoghi e riflessioni condotti con ironia e autoironia. Linguaggio semplice e realistico, speziato con qualche battuta salace. Usata però sempre cum grano salis o, se si preferisce, con signorilità partenopea. Un esempio, preso da “Le biciclette di Milano”: «Ce ne sono tante di bici in giro per Milano. Giovani, ragazzi, ragazze, anziani: tutti in bici e d’estate è anche un fiorire di vedute interessanti. La minigonna stretta che necessariamente va alzata per facilitare la pedalata e che è uno spettacolo al semaforo, la destra poggiata per terra, la sinistra sul pedale, la coscia in bell’evidenza e quando hai fortuna intravedi lo slip che se è bianco – se ne vedono sempre meno – è una libidine» (p. 34). Un libro godibilissimo P. FILOMENO A. P. Gaffi editore - Autore: Paolo Restuccia LA STRATEGIA DEL TANGO Il 6 luglio, presso Palazzo Cusani di Milano, è stato presentato il libro-giallo “La Strategia del Tango” di Paolo Restuccia (regista de “il ruggito del Coniglio”). Organizzato dal francavillese generale Camillo de Milato, l’evento ha visto la partecipazione, oltre l’autore, del gen. Franco Angioni, dell’avv. Cesare Lavizzari, consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, e della psicoterapeuta Anna Gogosi. La trama tratta la figura di un tenente colonnello degli alpini, Ettore Galimberti, che, suo malgrado, combatte la criminalità organizzata, riscattando una vita che appariva piatta e senza passioni, stretto dalla forte figura del padre, generale comandante, e di una madre dolce ma assente, che gli trasmetterà la passione del tango argentino. Intelligente, sarcastico (vi sono momenti di amara comicità), disincantato, con una carriera ormai fallita, ormai cinquantenne, si innamora di una ragazza di 23 anni. La donna rappresenterà la sua illusoria utopia di riscatto, mentre intorno a lui gireranno realtà spietate e disoneste. Ambientato a Roma, il giallo è precursore di Mafia Capitale. Ettore è la figura reale di uomo, non eroe, che tutti noi potremmo o vorremmo essere, consapevole di essere circondato da ipocrisia e falsità, ma che, prima o poi, non accetterà di girarsi dall’altra parte. L’autore, docente di disegno creativo, scrive splendidamente, con riflessioni di alta levatura. C. DE M. NELL’AUGURARE BUONE FERIE VI RICORDIAMO IL NOSTRO SITO ON-LINE www.lagazzettadellapuglia.it

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