La chiesa di San Rocco

 

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Ad aiutare a comprendere il messaggio di fede e di arte che questa chiesa può comunicare viene quest’anno la pubblicazione di un nuovo libretto su La chiesa di S. Rocco, che aggiorna quello del 1998. È stato curato ancora da Giampiero Tiraboschi, che ha p

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cammini di storia arte e fede a cura della parrocchia san giuliano martire in albino 1 la chiesa di san rocco

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il santo della peste È uno dei santi più venerati del xiv secolo anche se della sua vita si conosce poco mista com è di storia e leggenda la devozione popolare per s rocco si diffonde rapidamente viene invocato soprattutto contro le malattie contagiose associato a s sebastiano a diffondere il culto per s rocco è il concilio di basilea del 1431 interrotto per la peste e poi trasferito a ferrara il nome di s rocco compare nei calendari diocesani dalla metà del sec xv una vasta diffusione della devozione a s rocco in lombardia si ha dopo la peste del 1467 in ogni paese si vanno dipingendo immagini sacre edificando altari e costruendo oratori a lui dedicati la devozione per s rocco ad albino è testimoniata in numerose raffigurazioni votive le più antiche delle quali possono essere fatte risalire alla fine del `400 o all inizio del `500 tali sono gli affreschi nelle chiese di s bartolomeo della madonna della neve della concezione in tale periodo sia nella chiesa di s bartolomeo che nella chiesa parrocchiale c è un altare dedicato al santo s rocco compare anche nel polittico di s cristoforo realizzato nel 1486 da bartolomeo vivarini per la chiesa di s giuliano ed ora alla pinacoteca ambrosiana di milano la sua festa ricorre il 16 agosto la chiesa di san rocco 1

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cammini di storia arte e fede il voto il nostro territorio nei decenni tra il `400 e il `500 vive un periodo di profonda crisi economica sociale e religiosa gli eserciti delle potenze straniere germania francia e spagna per circa trent anni scendono in italia per conquistare una nazione profondamente divisa la pressione fiscale per sostenere i costi della guerra si fa sempre più pesante e si devono vendere i beni comunali o dei luoghi pii per pagare le tasse gravanti sul comune le truppe che transitano sul territorio lo devastano e lo impoveriscono di risorse alimentari il lanificio va in crisi perché la guerra impedisce lo sbocco sui mercati tedeschi i maggiori acquirenti l elevata inflazione conseguente alla massiccia circolazione dei preziosi provenienti dalle americhe svaluta la moneta e mentre pochi si arricchiscono rapidamente la maggioranza della popolazione è ridotta alla miseria e subisce le conseguenze della malnutrizione la carestia prepara la strada a devastanti epidemie 1467 1487 1503 1512 1525 1529 che spopolano i comuni della valle la peste viene considerata nel contesto culturale del tempo un castigo di dio se ne ignora ancora la causa scientifica questo accentua nelle persone il bisogno dell intercessione di santi protettori che ottengano la sospensione del castigo e pieghino alla misericordia la terribile giustizia divina per questo nei testamenti crescono i lasciti per celebrazioni di suffragio e si sviluppa la dottrina delle indulgenze acquistate con elargizioni alle chiese il 17 ottobre 1503 i consoli pietro vitali e martino isabelli convocano il consiglio di tutti gli uomini di albino e di bondo compresi coloro che godono della cittadinanza di bergamo e concordemente fanno voto di dichiarare il 16 agosto giorno festivo in onore di s rocco da celebrarsi ogni anno in perpetuo questo affinché dio onnipotente preservi la terra di albino ed il suo circondario da ogni pericolo di peste la nuova festa viene così ad affiancarsi a quelle decretate in precedenza per gli 2

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altri protettori della comunità di albino s cristoforo s sebastiano e s bernardino chi sarà trovato a lavorare in detto giorno sarà soggetto alla multa di dieci soldi che verrà devoluta alla cappella dei santi cristoforo sebastiano bernardino e rocco nella chiesa di s giuliano la chiesa di san rocco la chiesa intorno al 1920 prima della costruzione del campanile il campanile 3

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cammini di storia arte e fede l edificio a metà del `300 il pianoro su cui oggi sorge la chiesa di s rocco è compreso nel comune maggiore di albino e qui c è il castello di filippino da piano chiamato castrum beluardi vicino al quale in posizione più elevata sorge una chiesetta con campanile siccome nel 1398 i guelfi avevano piazzato nei pressi della chiesa mangani macchine da guerra per lanciare pietre e bombarde con cui avevano arrecato gravi danni al castello e agli edifici ghibellini di albino nel 1400 il duca di milano autorizza la ricostruzione del fortilizio a spese di tutto il territorio bergamasco e il prolungamento delle fortificazioni fino a includere la chiesetta l opera difensiva nel 1406 può resistere per sei giorni all attacco di un migliaio di guelfi del castello non si hanno più notizie dopo la sconfitta dei ghibellini forse è stato demolito il succedersi delle epidemie tra il `400 e il `500 stimola probabilmente a progettare l ampliamento della chiesetta a tal fine si costituisce la fabbrica di s rocco alla quale sono devoluti tre lasciti testamentari negli anni 1517 1523 e 1542 la visita pastorale dell anno 1541 cita l oratorio campestre di s rocco in cui si celebra a richiesta i lavori di completamento e di decorazione della chiesa continuano fino al 1573 anno in cui il romito inizia a risiedere nella casa annessa alla chiesa nel 1575 s carlo borromeo in visita vede la chiesa con un solo altare collocato in una cappella a volta e affrescata in luogo dell ancona c è il crocifisso con le statue lignee dei santi rocco sebastiano e cristoforo prescrive un tempestivo intervento di riparazione della volta fessurata ed il completamento della costruzione della sacrestia all esterno della chiesa lungo la parete settentrionale c è il cimitero e a destra della porta d ingresso un piccolo portico che ripara un altare disadorno con la statua di s rocco all interno nei decenni successivi si costruiscono i due altari laterali 4

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e la chiesa viene abbellita con dipinti di importanti pittori contemporanei che accompagnano la dedicazione degli altari all altare esterno non protetto non si può celebrare fino a quando non venga racchiuso da una cappelletta in muratura è dedicato al santissimo nome di gesù la chiesa subisce poi un radicale intervento intorno alla metà dell ottocento rifatta l intera decorazione sopra la porta di ingresso si aggiunge la cantoria dalle chiese demolite giungono pulpito e portale d ingresso quale compenso per la cessione delle sue belle tele alla parrocchiale s rocco ottiene due tele più modeste che vanno a definire la nuova dedicazione degli altari laterali la zona che circonda s rocco è coinvolta almeno a datare dal settecento in attività estrattive si cava pietrame per la fabbrica della chiesa di s anna nel 1742 una calchera è segnalata nel 1820 nel 1855 giacinto guffanti apre il cementificio che sarà poi rilevato dalla società italcementi con la recente riduzione dell attività estrattiva è anche cessato per s rocco un lungo assedio che ha messo in serio pericolo la sua stessa esistenza come quando nel 1888 una frana causata dall escavazione aveva trascinato con sé parte della casa colonica della sacrestia e una porzione di terreno la chiesa di san rocco portale d ingresso alla chiesa 5

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cammini di storia arte e fede chiesa della comunità fin dal 1564 è accertato che la chiesa è governata dalla scuola di s sebastiano s cristoforo e s rocco con un centinaio di iscritti che cura l omonimo altare nella parrocchiale di s giuliano per conto della comunità nel 1575 la fabbrica della chiesa di s rocco è retta da 5 presidenti eletti dalla comunità che hanno il compito di amministrare le elemosine raccolte e di curare la manutenzione della chiesa dalla metà del `600 la chiesa viene governata da un deputato della comunità così come la cappella dei corpi santi nella chiesa parrocchiale e rende conto al comune della sua amministrazione se a ciò si aggiunge che la chiesa viene costruita su terreni del comune maggiore dei quali con desenzano e comenduno il comune di albino era comproprietario e che nel 1575 ospita le statue dei santi cristoforo sebastiano e rocco che erano protettori della comunità si può ipotizzare con qualche sicurezza che sia stata voluta e realizzata dal comune stesso e che l assenza di documenti che la riguardano sia collegata alla scomparsa della parte più antica dell archivio storico comunale vista di albino dal sagrato di s rocco 6

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architettura e arte la chiesa di san rocco l esterno la facciata di impianto molto semplice con tetto a doppia falda è caratterizzata da numerose aperture che segnalano la particolare organizzazione dell interno le tre piccole finestre sulla sinistra gettano luce nei vani destinati all abitazione del romito l apertura circolare leggermente strombata con belle modanature ha cornice in pietra l ampia luce in basso a destra chiusa da inferriata corrisponde alla cappella del crocifisso e deriva da un portico parzialmente ostruito nella parte centrale della facciata è inserito un alto portale di fattura rinascimentale stipiti e architrave sono marcati da un tondino che corre lungo lo spigolo le sue eccezionali dimensioni appaiono poco in rapporto con la facciata tanto da far supporre che sia stato qui trasferito nell ottocento da altre chiese demolite s giuliano o s stefano la lunetta sopra il portale è il risultato della chiusura parziale di un rosone probabilmente collegata alla creazione all interno della piccola cantoria in legno sulla sinistra della facciata attraverso una piccola porta arcuata con ghiera in laterizio si accede all abitazione del romito dal tetto emerge appena accennato il volume del tiburio ottagonale medaglioni affrescati nel sottarco dell abside finestrella nella facciata 7

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cammini di storia arte e fede il campanile nel 1575 sul lato sud della chiesa da poco costruita era già issato un campaniletto a vela con una campana nello stesso luogo e con identica forma rimase fino all inizio del nostro secolo salvo periodici restauri come quelli del 1788 e 1794 nel 1790 la campana rotta è sostituita tra il 1924 e 1926 viene realizzata la nuova torre campanaria che sorge sul lato orientale della chiesa interamente in cemento armato con materiale prodotto nel vicino cementificio della ditta guffanti inconsueta è la sottolineatura della cella campanaria con frontoni molto sporgenti su tutti i lati il campanile è attrezzato con un concerto di cinque campane della ditta d adda di crema requisite poi durante la guerra per finalità belliche nei primi anni cinquanta viene issato un nuovo concerto di cinque campane in si bemolle della ditta ottolina di seregno affresco dell ascensione di cristo particolari l interno l aula si presenta unico esempio nell albinese come un organismo a pianta centrale su base quadrata a croce greca inscritta non interamente visibile all esterno grazie a quattro trombe angolari lo schema a base quadrata si trasforma in un sistema di copertura della volta a base ottagonale molto simile a quella del coro della vecchia s giuliano dagli otto semipilastri paraste piegati a libro che incorniciano le cappelle a cui si appoggiano semicolonne si dipartono i raggi della volta ad ombrello i semipilastri con basi in pietra sono coronati da curiosi capitelli che trovano riscontro nel clima eclettico dell ottocento l intera organizzazione decorativa interna si caratterizza per l abbondanza di motivi a grottesche in monocromato in forte contrasto col giallo dei semipilastri questa decorazione potrebbe risalire ad un intervento consistente subito dall intero complesso intorno alla metà dell ottocento dato che la visita pastorale del 1861 trova la volta in bel disegno il pulpito e la cantoria 8

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attraverso una porta aperta sul lato destro del braccio d ingresso si accede alla cappella del crocifisso detta almeno fino allo scadere del settecento cappella del gesù o del ss nome di gesù all altare un bel crocefisso in legno forse lo stesso citato nel 1575 all altare maggiore accompagna una cinquecentesca maddalena in ginocchio sempre in legno dipinto ambedue oggetto di restauro nel 1997 la chiesa di san rocco l altare maggiore nella parte superiore dell altare maggiore in nicchia è collocata la statua lignea di fattura ottocentesca raffigurante s rocco la scultura subì nel 1938 una rinnovata decorazione completa la nicchia è inseri ta in una struttura architettonica di impronta neoclassica di stucco dipinto sulla porticina del tabernacolo in legno dorato compare l immagine del santo titolare della chiesa di probabile fattura cinquecentesca ma pesantemente ridipinta i recenti restauri hanno riportato alla luce gli affreschi cinquecenteschi che decoravano il presbiterio nel catino absidale l ascensione di cristo con due angeli inginocchiati e nella parte sinistra della nicchia absidale quattro figure di apostoli oranti con la didascalia dell invio in missione vangelo di marco capitolo 16 versetto 15 euntes in mundo andate in tutto il mondo e portate il messaggio del vangelo a tutti gli uomini la volta absidale presenta una bella decorazione rinascimentale a cassettoni nei sottarchi finemente decorati vi sono medaglioni affrescati con teste di profeti la decorazione dei cornicioni presenta figure barbute reggenti cornucopie genietti alati che stringono serpenti fuoriuscenti da mascheroni anfore e foglie d acanto il tutto manifesta una conoscenza colta e raffinata di un repertorio decorativo che risale allo studio dell antico l affresco riflette tipologie iconografiche affini alla bottega dei marinoni con l intervento di contributi di altri maestri affresco dell ascensione di cristo particolari 9

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l affresco testimonia il culto dell ascensione di cristo confermato anche dalla visita pastorale del 1575 di s carlo borromeo che segnala in questa chiesa le processioni nelle feste dell ascensione e di s rocco da questo si potrebbe desumere che in precedenza questa chiesa fosse dedicata a cristo risorto e asceso al cielo ma poi questo culto principale sarebbe stato sostituito dal culto secondario di s rocco la chiesa di san rocco gli altari laterali l altare di sinistra dedicato sin dall origine a s pantaleone patrono dei medici e dei chirurghi ha ospitato per secoli una tela dello zucco alla metà dell ottocento nell ambito del rifacimento decorativo della chiesa l altare viene dedicato all addolorata con la collocazione della pala della pietà di ignoto autore secentesco che una scritta al verso comparsa durante il restauro del 1997 darebbe per proveniente da un convento dei cappuccini forse quello di albino la tela risulta inserita in una cornice di legno con bei motivi decorativi e puttini della stessa epoca anch essa oggetto di pulitura nel 1997 nel braccio opposto è collocato l altare di s michele arcangelo con una tela restauro 1996 probabilmente ottocentesca raffigurante il santo che sconfigge il drago in cornice coeva pulitura 1996 per corrispondere con quella collocata di fronte questo altare già dedicato a s barnaba protettore dei tessitori ha ospitato l altra tela del cavagna inserita nella cornice lignea commissionata nel 1614 dall intagliatore pietro signori detto manì ai suoi eredi sotto la mensa di questo altare è stata inserita nel 1996 una lapide con scritta in latino che era custodita presso la casa parrocchiale e sulla cui origine vale la pena di diffondersi altare di s michele 11

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cammini di storia arte e fede altare di sinistra pala della pietà questa cappella fu fatta costruire dalla antica famiglia de bonaxis nel 1475 e giovannino del fu tomasino e maffiolo degli stessi bonaxi la dotarono di messe da celebrarsi nella cappella stessa il signor giovanni antonio notaio figlio del predetto maffiolo fece fare nell anno 1503 nella vecchia parrocchiale di s giuliano v era un altare con la dedicazione ai santi michele arcangelo ed albino venne costruito ed ornato intorno al 1475 dalla famiglia bonasio all epoca emergente per attività economica e ruolo sociale prete giacomo bonasio nei decenni intorno al 1500 fu per lunghi anni cappellano di s bartolomeo ed a lui si devono le commissioni dei dipinti delle storie del santo affidate al pennello di giovanni marinoni e dell ancona lignea dell altare maggiore altri membri della famiglia avevano contribuito alla decorazione della chiesetta della madonna della neve nel 1481 giovannino figlio di tomasino bonasio dona la cappella di s michele arcangelo alla chiesa di s giuliano ma chiede l iuspatronato sulla stessa e il diritto di 12

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presentare il cappellano scelto fra gli appartenenti alla sua famiglia e parentela perché celebri in essa messe settimanali impegnando per il mantenimento del sacerdote una somma garantita dalle rendite delle sue proprietà la ricostruzione della parrocchiale di albino fra il 1806 e il 1816 riduce gli altari da dodici a nove fra quelli soppressi c è l altare di s michele al fine di evitare disaccordi con gli eredi bonasio la cappellania è trasferita nella chiesa di s rocco la chiesa di san rocco l acquasantiera sulla parete destra del braccio d ingresso è murata una bella acquasantiera con nicchia di marmo rosso su cui compare la sigla sr una scritta con bei caratteri capitali emersa nel 1997 sotto lo scialbo del muro soprastante è accompagnata da una data che seppur incompleta può essere collocata nel settimo od ottavo decennio del cinquecento la scritta ad affresco in cornice reca il versetto 9 del salmo 50 detto anche miserere dalle prime parole in latino che il sacerdote recita quando si lava le mani all offertorio nella celebrazione della messa asperges hyssopo lavabis nivem m d me [domine et [mundabor me [et super dea [lbabor l x x cappella del crocifisso aspergimi o signore con issopo e sarò puro lavami e sarò più bianco della neve 13

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