Raumpatrouille Orion

 

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racconti di fantascienza romanzati e personalizzati dalla serie Raumpatrouille Orion

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2015 Raumpatrouille Orion chip NON Edizioni 65C 02 02/08/2015

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✔ Note Legalesi. Il webmaster 6502 & Terminetor Magnetico ha costruito nel testo una parodia racconti di fantascienza ispirati e romanzati in altro modo rispetto all’omonima serie di Telefilm di SciFi “Raumpatrouille Orion” , con una narrazione assemblata ricca di cazzate tonanti, il cui obiettivo é divertire ed intrattenere il lettore in una lettura non impegnativa. In nessun caso sono collegate le persone, enti, organizzazioni e quant'altro citato direttamente od indirettamente nel testo. È importante tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze future o presenti o passate che taluni lettori possono riconoscere od associare è del tutto casuale ed immaginario. L'ebook.pdf è no-profit, l’autore non persegue nessuno scopo di lucro o profitto diffondendo online il materiale assemblato. Il volume è liberamente stampabile in tutto od in parte, è inoltre distribuibile senza alcuna limitazione legale, purchè non ne sia alterato il suo contenuto e siano rispettate le condizioni di Copyleft(by-nc-nd) A tale proposito ricordo che questo documento non è un sito d'informazione e nemmeno un risultato di un prodotto editoriale, l'ebook in PDF non contiene immagini di qualità, per cui la resa grafica dovrebbe essere alquanto limitata. L’ebook dovrebbe essere facilmente stampabile ed intuitivamente rilegabile o spillabile in un vero libro già correttamente impaginato. Le immagini non dovrebbero essere coperte da copyright, le ho trovate con google.images e le ho lasciate in RGB a 96dpi per complicare la stampa. E’ possibile che altre foto reperite con google.images io le abbia sintetizzate artificialmente mantenendo l’RGB per gli scopi letterari, oppure degradate in scala di grigio. In ogni caso le fotografie restano di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... Non è "garantita al limone" la resa grafica ed il processo di stampa di cui ogni utente ne assume la piena responsabilità. Il webmaster non si assume la responsabilità della completezza dell’informazioni pubblicate, dei problemi, danni di ogni genere che eventualmente possono derivare dall'uso proprio od improprio di tale file, dalla stampa, dall'interazione e/o download di quanto disponibile online. Tutti i marchi, loghi, organizzazioni citati direttamente od indirettamente sono di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... tutelati a norma di legge dal diritto nazionale/internazionale, bla, bla, bla... legalmente registrati ecc... sì insomma dai!, non dite che non avete capito!. 2 ✔ Testo ottimizzato per una fruizione digitale in PDF ✔ Testo ottimizzato per la stampa in fronte retro ✔ Testo ottimizzato anche per la stampa “non in fronte ➜ http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/ retro” “Raumpatrouille Orion ” stampato il 02/8/2015 release (v1.0) è in COPYLEFT(BY-NC-ND) 6502 & Terminetor Magnetico

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3 Indice Capitolo 1: La partenza dalla Scozia nel 1945………………………. Pag.5 Capitolo 2: Arrivo e ripartenza nel 1962………………………..……… Pag.9 Capitolo 3: Arrivo e ripartenza nel 1979……………….…………….… Pag.24 Capitolo 4: Arrivo e ripartenza nel 1996………………………..……… Pag.32 Capitolo 5: La pausa di Claire Enden…………………………………….. Pag.48 Capitolo 6: I programmi militari nell’Area 51……………………….. Pag.51

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Capitolo 1: la partenza dalla Scozia nel 1945 Era il 1945 da qualche parte in Scozia, in un giorno ventoso e senza sole, lungo l’aspra costa scozzese in una mattina d’autunno molto fredda, con una nebbia gelida che congelava le ossa. La WRENS Claire Enden sigillata in un grosso montgomery scuro, cinturata al collo da una calda sciarpa di lana blu, teneva con la mano sinistra una valigia che pareva essere piuttosto pesante. La giovane si diresse lentamente alla fine del viottolo che terminava in un grosso spiazzo, vicino alla scogliera a picco sul mare. Quasi contemporaneamente la raggiunse zoppicando il giovane tenente dei marines Mark Sawyer, avvolto in uno spesso cappotto grigio verde, trasportava una grossa sacca di tela verdastra, che sembrava essere voluminosa e pesante. I due giovani non si erano mai visti prima di quel momento. All’improvviso sbucò dalla nebbia senza essere anticipato da alcun rumore, il disco alieno che si diresse rapido e silenzioso verso la rocciosa spiaggia scozzese, mentre gelidi e vigorosi marosi sferzavano la costa, sospinti dal tagliente vento polare. 5 -Eccoli!- disse Miss Enden, rivo lgendosi in modo inespressivo al collega statunitense che era accanto a lei, distante mezzo metro. -Sì, pare proprio di sì- rispose pronto, il tenente dei marines.

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Poi il giovanotto si rivolse con tono preoccupato guardando negli occhi la giovane –Io mi chiamo Mark Sawyer, sono nato nel 1921 e sono tenente del corpo dei Marines degli Stati Uniti, sono quì perché sono stato reputato idoneo a partecipare al progetto Mogul. Sono stato scelto dal governo statunitense da un pingue numero di candidat i. Ero uno dei pochi ad essere solo al mondo: mia madre morì di parto quando ero piccolo, mio padre se ne andò dopo qualche anno quando ero ancora adolescente. Non ho più nessun 6 parente vivo, non sono sposato e non ho figli abbandonati per il mondo. Ho partecipato alla guerra nel pacifico e sono stato ferito ad una gamba da una scheggia di granata giapponese, nella battaglia per Tarawa- terminò imbarazzato il discorso aggiungendo – Ecco perché zoppico… Signorina, ci tenevo che lo sapesse!- fu così che il giovanotto chiuse il discorso, mentre allungava la sua mano destra, in attesa del consueto gesto di cortesia. La ragazza arrossì mentre strinse la mano del giovane, rispose sorridendo in uno stretto accento britannico –Sono Claire Enden, sono ausiliaria WRENS del governo di Sua Maestà Britannica, i miei genitori sono morti sotto le bombe di Hit ler e mio fratello arruolato nella RAF… beh!, è disperso nella Battaglia d’Inghilterra, volava su un Hurricane! Non sono sposata e provengo dall’HQ della Royal Navy, dove avevo mansioni di convoy controller-Non credo d’aver compreso tutto quello che mi ha detto- rise il giovanotto, cercando di sdrammat izzare la situazione, mentre il disco alieno s’approssimava in hovering su di loro. Il giovane mosse buffamente il volto dicendo – il suo accento britannico è davvero molto stretto! Tanto che Lei quasi non parla inglese, almeno per un americano, ma di una cosa sono sicuro: lei non è un’aliena!La ragazza rise divertita poi aggiunse –No! non sono un’aliena! sono di Londra e mia nonna era olandese!-

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Era immenso il disco alieno che si mostrava in tutto il suo splendore tecnologico ai pochi astanti. La nave spaziale di circa trenta metri di diametro, troneggiava silenziosa nell’aria come se non avesse avuto peso, vagamente luminescente emetteva un freddo chiarore bianco. Il rumore del forte vento scozzese, nascose ai due giovani il leggero ronzio a bassa frequenza che accompagnò la contestuale discesa di una rampa metallica, che aveva tutta l’aria d’essere una sorta di scala mobile. 7 Il giovanotto s’approssimò per primo zoppicando sulla rampa, seguito a distanza ravvicinata dalla ragazza. In pochi attimi la rampa trasportò i due giovani all’interno dell’astronave, sparirono così dalla vista degli autisti sulle due Jeep, che erano parcheggiati una trentina di metri davanti alla scogliera scozzese.

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Capitolo 2: arrivo e ripartenza nel 1962 Era il 1962 di un giorno di luglio intorno alle 14, nel bunker sotterraneo della base del SAC ad Omaha nel Nebraska, il trentatre-enne capitano di corvetta Tom Nimat, era seduto su una sedia, dietro ad un tavolo di legno a forma di ferro di cavallo, dentro ad un’ampia sala blindata alla fine di un lungo corridoio: era quella la stanza delle audizioni del progetto Mogul. 9 -Miss Enden, il mio collega la riprenderà con una telecamera mentre Lei dovrebbe parlare in questo microfono, con cui registreremo l’audio della sua deposizione circa il progetto Mogul. Io sono il suo diretto superiore e solo a me dovrà riferire di persona; questo cartellino del Pentagono che le porgo, le concede una clearence di livello Alfa per le strutture NATO, non dovrà parlare con nessuno del progetto Mogul, a meno che il suo interlocutore non abbia una clearence pari alla sua. Mi ha compreso Miss Enden?!-Sì signore!- rispose pronta la giovane. Il capitano di corvetta aprì il dossier del progetto “Mogul” e vi trovò il cert ificato della visita medica che la ragazza aveva appena passato, nel secondo foglio c’erano le credenziali della ragazza, con il suo atto di nascita e fotografia del 1945. -Quando è nata signorina?!- chiese gelidamente l’ufficiale di marina.

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-Sono nata nel 1923 a Londra-Non le ho chiesto dove è nata!- interruppe rapido ed intransigente il militare che nel frattempo, studiava s ilenzioso le reazioni della giovane. -Mi scusi- rispose pronta ed educata la ragazza. -Per essere una donna di 39 anni, ne dimostra sui 25 anni- esordì il capitano di corvetta, mentre studiava silenzioso le reazioni della donna. -Sono partita nell’autunno del 1945, il viaggio per la base aliena di Sirio è stato di 17 anni luce, ad una velocità prossima a 0.977c il tempo trascorso per me è stato poco meno di 4 anni, perché la scienza medica aliena è anche molto avanzata. Per voi sulla terra invece sono trascorsi 17 anni- commentò precisa e puntuale la giovane, poi aggiunse –No!, non mi da fastidio parlare della mia età, mi reputo molto fortunata!- rise la donna. -Capisco… sì!, sono questioni di relat ività Einsteniana- annuì il militare che poi aggiunse –Mi perdoni se le sembro freddo ed intransigente, ma Lei deve capire che sto eseguendo una procedura per valutare la sua deposizione!La ragazza afferrò rapida la penna del militare, firmò i documenti che il capitano di corvetta gli aveva porto. Il militare verificò in silenzio che la giovane firmasse con la mano sinistra tutta la documentazione che era attinente a stringenti vincoli legali e di riservatezza, che sarebbero stati cogenti per tutta la vita della donna, impedendole di parlare del progetto Mogul o degli alieni. Poi la giovane strinse la penna con entrambe le mani, guardò per un attimo con i suoi magnet ici occhi blu in alto alla sua destra senza avere un punto fisso, quindi ripose con un sorrisetto malizioso la stilografica sul tavolo, accanto ai document i. –Signore, posso capire i vostri sospetti nei miei confronti, sono stata con gli alieni per 17 dei vostri anni, ma vi assicuro che sono ancora umana, gli alieni sono persone molto intelligenti, dagli alti valori morali, sono amichevo li, miti, socievo li, a loro modo anche 10

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simpatici e davvero molto empatici. La razza umana non ha niente da temere da loro!-Bene! me ne vuol parlare?!- esordì l’ufficiale di marina. ___________ Quando s’aprirono le porte dell’astronave aliena, il tenente Mark Sawyer e Claire Enden si trovarono in un locale circolare abbastanza grande, avevano la mente annebbiata ed a loro pareva di vivere in un sogno, in quanto i loro riflessi erano rallentati e la loro capacità di giudizio era annebbiata. 11 Comparvero alla loro vista quattro figure antropomorfe che erano perfettamente umane. La seconda figura alla destra dei due ospiti, disse loro di seguirla nell’ambulatorio per effettuare una semplice iniezione. Era una banale profilassi medica, onde tutelare gli ospiti umani dai potenziali rischi d’essere infettati da batteri alieni, di cui alcuni membri dell’equipaggio erano portatori sani. -Ma voi alieni, non siete umani?- domandò Claire. -Non esattamente- rispose la giovane donna dai lineamenti umani – per adesso vi sembriamo così per non turbare il vostro equilibrio emotivo, è necessario per ridurre il vostro shock, il computer dell’astronave vi ha stordito con delle onde Tetha, creando in voi l’idea balsana che noi avessimo dei lineamenti perfettamente umani-Una sorta di camuffamento- esordì il tenente Sawyer

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-Sì, in un certo senso…- rispose l’aliena che nel frattempo sotto gli occhi sorpresi dei due ospiti, si trasfigurò da giovane donna con i capelli scuri, in un’anziana signora dai capelli grigi. -Non bevete mai dai nostri bicchieri e non mangiate mai dalle nostre posate, indossate sempre i guanti di plastica quando toccate le nostre posate, oppure se desiderate potete consumare i pasti nella vostra unità abitativa in modo isolato, senza avere contatti con il resto dell’equipaggio- disse l’anziana donna dai capelli argentei. -Perché?- chiese curiosa la giovane britannica. -Abbiamo dei batteri nella nostra saliva che possono nuocervi, l’aria dell’astronave è sterile con un alto tasso di Ossigeno, è inoltre vietato fumare, se ci proverà signor Sawyer, il co mputer di bordo inibirà istantaneamente il suo comportamento evitando di fare male a voi ed a noi-Non c’è problema- disse il marine, mentre estrasse dalla giacca del cappotto il pacchetto di sigarette e la stecca di “Lucky Strike” che era dentro la borsa. -Preferiremmo vedervi come siete in realtà- disse Claire – dato che siamo vostri ospiti e noi siamo quì per conoscervi, anche se siete brutti per i nostri gusti, ecco… beh!... probabilmente anche noi appariremo brutti per i vostri canoni estetici, ma conoscendoci meglio, sono sicura che ci abitueremo l’un l’altro, agli strani lineamenti-Sei una brava ragazza in buona fede!- disse l’anziana signora con un tono di voce che pareva molto empatico, trasferendo grande emozione ed affetto verso i due giovani ospiti –Sì, faremo così, se anche il signor Sawyer è favorevo le- aggiunse la signora -Certo!- rispose il marine. -Bene!, vi accompagnerò nelle vostre due cabine, indosserete gli indumenti che troverete sul letto, poi tornando in sala di controllo faremo le vere presentazioni, senza usare la Graphic Human Interface- disse l’anziana donna. 12

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13 Impeccabili alloggi relativamente stretti come volume, ma da un look essenziale e completo, quasi un po’ “ZEN”. C’era anche una voce che proveniva dal soffitto che si qualificò come il maggiordomo automatico di cabina: non era un alieno ma una sorta di pallottoliere che eseguiva dei calcoli, per questo era più simile ad una cosa che ad una persona. La sua funzione era quella di consigliare & proteggere e rispondere alle domande degli ospiti, circa l’uso dei molti dispositivi tecnologici presenti in cabina, che erano a disposizione di Claire. C’era molto da imparare, ma sul momento la cosa più importante da fare, era quella di fare la conoscenza dei nuovi amici. La ragazza si cambiò rapidamente indossando la tuta elasticizzata che era morbida e calda, mentre esternamente sembrava essere composta di un materiale metallico luccicante mo lto sottile; poi indossò i mocassini alieni, che erano simili alla tuta. I nuovi amici. Quando s’aprirono le porte ed entrarono nella sala di controllo, i due umani si sentirono come istantaneamente freezati ed impossibilitat i a muoversi, a parte questo la sensazione di torpore

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era svanita, la loro percezione era tornata nitida, comparvero così alla loro vista i quattro nuovi amici!. 14 Da destra verso sinistra: l’addetto alla sicurezza, appassionato di storia di guerra e di mezzi militari, per gli amici Anubi. Madre medico di bordo, biologa e religiosa. Nathan scienziato con l’hobby della matematica, algebra, geometria, astronomia si dilettava anche d’antropologia. Ticky era il programmatore dei sistemi e manutentore di bordo, infermiere ed addetto alle ricognizioni sul campo. -Ci siete mancati!- dissero in coro i quattro nuovi amici. -Wow!- esordì il tenente Sawyer. -Pensavo foste più brutti- rispose ridendo la Claire -Muovetevi sempre lentamente quando siete fuori dalle vostre stanze, non provate mai a fare dei movimenti bruschi o troppo rapidi, altriment i il sistema della nave vi sederà pesantemente con onde Tetha, perché v’interpreterà come una grave e reale minaccia. Se invece vi muoverete lentamente, allora il vostro “io cosciente” sarà mantenuto al massimo livello cognitivo, ed anche fuori dalle vostre stanze potrete interagire quasi normalmente, come se foste svegli- disse Nathan, che poi aggiunse –E’ per la vostra sicurezza e per il nostro bene, voi adesso state dormendo ma siete svegli, con

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sonnambulismo indotto artificialmente, con un alto “io cosciente”. Dovete capire amici, che le reazioni umane violente, le isterie, gli attacchi di panico vanno prevenuti in anticipo e non sono tollerabili-Il nostro Ticky interagirà con voi anche nelle vostre stanze, facendo da collegamento tra noi e voi- disse Madre –Ticky, essendo piccolo di statura rispetto a voi, stimolerà nei vostri confronti un ampio senso di sicurezza, forse un implicito affetto paterno e 15 materno, evitando irrazionali timori causati dal vostro diverso senso estetico___________ -Siete quindi partiti subito per Sirio?!- domandò il capitano di corvetta Tom Nimat, mentre era seduto nel bunker del SAC ad Omaha nel Nebraska, interrompendo la narrazione di Claire. -Non esattamente- rispose la WRENS – prima abbiamo effettuato una ricognizione in Scozia nel 1945-Ricognizione in Scozia?!- trasalì il militare – Me ne parli un po’!?___________ Ricognizione notturna in Scozia nel 1945. Claire dopo la cena formale con gli alieni, s i era addormentata come un sasso nella sua cabina, quando d’un tratto si svegliò istantaneamente. Erano passate molte ore, era cosciente ma sul momento non riusciva ancora a muoversi. Ruotò la testa verso la sua SX e vide un grande testone grigio-rosato senza capelli, ai bordi del letto, con due grandi ed innocenti occhi neri senza pupilla che la fissavano, il resto del volto era nascosto dai bordi del materasso, mentre due piccole manine erano appoggiate sui bordi delle coperte. -Ciao Ticky!- disse Claire – Mi stai guardando?! Che cosa c’è?!-Ero venuto a svegliarti dobbiamo fare una ricognizione sulla Terra, ma te dormivi così bene, che non ti volevo svegliare!- rispose Ticky

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