Adozione e dintorni _ GSD informa _ aprile_2001

 

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aprile 2011 004 adozione e dintorni gsd informa mensile aprile 2011 n 4 gsd informa intervista a ej graff il tetto di cristallo lettera ai miei tre la pantera rosa za la forza della purez uomini gsd informa 4 editoriale di anna guerrieri 8 donne fate e streghe solo donne di anna ester davini da due a tre quando giocavamo a fare le mamme di monica arcadu pedagogia in azione psicologia e adozione polvere di jana 10 12 a partire dal dolore di monica nobile 14 intervista a ej graff di anna guerrieri il tetto di cristallo di isabella toffoletti giorno dopo giorno associazionismo sociale e legale 22 28 abiti femminili di silvia piaggi leggendo 32 lettera ai miei tre uomini di marina zulian animando 38 la pantera rosa di claudio tedaldi suonando 42 44 la forza della purezza di valeria pacifico trentagiorni registrazione del tribunale di monza n 1840 del 21/02/2006 iscritto al roc al n 15956 editore associazione genitori si diventa onlus via gadda 4 monza mi www.genitorisidiventa.org info@genitorisidiventa.org redazione anna guerrieri direttore l aquila direttore@genitorisidiventa.org anna ester davini caporedattore e ricerca iconografica sassari simone berti vicecapo-redattore firenze michele augurio sociologo milano monica arcadu psicologa reggio emilia monica nobile psicopedagogista venezia claudio tedaldi atelier del cartone animato forlì marina zulian associazione barchettablu venezia roberto gianfelice fotografo l aquila ilaria nasini fotografa firenze antonio fatigati direttore responsabile redazione@genitorisidiventa.org immagini donatella caione foggia diana giallonardo l aquila roberto gianfelice l aquila ilaria nasini firenze valeriano salve l aquila progetto grafico e illustrazioni studio redazioni francesca visintin venezia correzione bozze luigi bulotta catanzaro daniela patroncini reggio emilia impaginazione maria maddalena di sopra venezia pea maccioni lecce abbonamenti e contatti email luigi bulotta redazione@genitorisidiventa.org copyright tutto il materiale scritto dalla redazione è disponibile sotto la licenza creative common attribuzione-non commerciale-condividi allo stesso modo 3.0 significa che può essere riprodotto a patto di citare adozione e dintorni gsdinforma di non usarlo per fini commerciali e di condividerlo con la stessa licenza info redazione@genitorisidiventa.org

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di anna guerrieri etica da sempre il tema dell etica nell adozione internazionali pervade le discussioni i confronti i dibattiti quasi un torrente carsico di storie parole e idee che scorre sotterraneo per emergere di tanto in tanto all improvviso ho adottato quando stava diventando operativa la legge vigente all epoca non c era ancora la commissione adozioni internazionali non esistevano gli enti autorizzati ma c erano soltanto poche associazioni riconosciute da alcuni ministeri si poteva adottare anche senza entrando direttamente in contatto con procuratori e avvocati nei paesi la maggior parte dei paesi dove si adottava non aveva firmato o ratificato la convenzione dell aja etica con la ho visto negli anni crescere e mutare l adozione internaziona e minuscola le e i dibattiti che la riguardano molte coppie si sono rese diperché la parola mi intimorisce sponibili ad adottare bambini non piccolissimi si sono messe e mi ricorda in discussione sul colore dei figli sulle loro necessità fisiche ed l etica con la emotive sulla loro età sulla presenza di fratelli e di legami nel e maiuscola le loro vite molti si sono interrogati sulle prassi dell adozione dei grandi internazionale e sui sistemi di controllo per quanto riguarda sia filosofi io come donna madre l aspetto economico del sistema sia le realtà dei bambini e le loro e cittadina storie sento di avere ancora oggi molte adozioni vengono realizzate in paesi non aja il diritto/dovere tuttavia sono diversi i paesi che pur non avendo ancora ratifidi interrogarmi sull esistenza cato la convenzione definitivamente ne hanno comunque recedi un etica più pito i principi di fondo andando verso la creazione di un organo piccola nata centrale che si occupi della regolamentazione delle prassi che dall esperienza determinano l adottabilità all estero dei bambini e sempre di e dalla vita quotidiana più i paesi dell adozione perché i bambini vi vengono adottati capace di non o perché le loro coppie vogliono adottare si interrogano su cosa sentirsi intrisa ci sia di sbagliato a volte nelle modalità dell adozione e cosa si di verità assolute possa migliorare ma di tentativi il tema dell etica nelle adozioni internazionali è importante ansinceri editoriale

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6 che in italia le coppie italiane sono più informate e consapevoli dei meccanismi dell adozione internazionale e quindi sono più attente hanno maggiormente chiaro che l adozione internazionale deve essere l ultima delle scelte per un bambino o una bambina e certamente non può essere uno strumento messo in atto solo a causa della povertà di una famiglia in una zona difficile del mondo È diventato oggi ancor più pressante perché i ragazzi e le ragazze adottati non essendo più neonati raccontano e dicono di sé e delle loro storie raccontano come hanno fatto vari bambini e bambine che venivano in questi anni dall etiopia dicendo di pezzi di famiglia rimasti indietro e che non risultavano dalle documentazioni raccontano come hanno fatto le bambine e i bambini cambogiani quando parlavano di fratelli e sorelle di cui non si sapeva nulla la voce di questi bambini e di queste bambine si unisce talvolta ad altre voci quelle di alcune famiglie di origine che in nepal in guatemala in vietnam dicono di non essere stati informati di non aver firmato di non aver saputo parlano di una povertà estrema che li ha portati a consegnare i propri figli a istituti senza sapere che sarebbero stati mandati in adozione all estero per sempre voci racconti storie voci flebili ma che non possono essere ignorate ogni storia porta in se una molteplicità di dubbi e di punti di vista accertare le verità e capire cosa sia meglio fare per le © diana giallonardo

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persone coinvolte non è semplice ho fiducia che le istituzioni si occuperanno di decidere le verità della giustizia e spero che chi è di competenza trovi modi per tentare di riparare alle ingiustizie senza distruggere nel frattempo le persone coinvolte tuttavia non posso fermarmi qui come madre come cittadina e come volontaria di un associazione di famiglie adottive sento fortemente di avere precisi diritti e doveri ho il diritto che la mia comunità che il mio stato si interroghino su cosa possa permettere talvolta la trasformazione dell adozione da uno strumento di aiuto per bambini e bambine in stato di abbandono a uno strumento per la ricerca di figli per coppie occidentali che la comunità si interroghi sui lati mercantili dell adozione e su quegli aspetti che fanno chiudere gli occhi davanti alla realtà di stati dall apparato amministrativo e giudiziario fragile che non possono farsi garanti delle identità e delle storie dei bambini e delle bambine che vanno in adozione ho il dovere di porre queste domande e di lavorare affinché si creino spazi e contesti in cui si sviluppi un pensiero sul tema penso poi che l intera comunità delle famiglie adottive debba darsi da fare perché di questi argomenti si parli perché non restino lettera morta perché siano a cuore di chi adotta se non è facile immaginare soluzioni di problemi complessi e anzi talvolta soluzioni semplicistiche ­ come le chiusure dei paesi di adozione ­ si trasformano in soluzione tragiche per i tanti bambini intrappolati nelle maglie del sistema quello che mi preme è avviare una riflessione da cui poi possano scaturire idee e tentativi di strategie che ruolo ha la cooperazione in tema di adozione internazionale e in che modo può contribuire o non contribuire alla trasparenza del sistema in che misura è giusto fare donazioni agli istituti dove crescono i bambini in stato di abbandono come possono essere sostenuti i sistemi di protezione dell infanzia e dell adolescenza dei paesi dove noi andiamo ad adottare È possibile intervenire sui costi delle adozioni internazionali facendo in modo che l aspetto economico non diventi motivo incentivante per gli abbandoni o che alimenti la corruzione queste sono solo alcune delle tante domande che si possono porre e che hanno a che fare con l etica nelle adozioni internazionali serve uno spazio dove si parli di etica uno spazio in cui le storie delle famiglie adottive e delle persone adottate non cadano nel vuoto serve uno spazio per porsi domande e per provare a inventare modalità di azione perché l adozione internazionale resti un modo per offrire la vita a dei bambini e delle bambine attraverso la purezza del desiderio di adulti pronti a mettere in gioco la propria vita per loro 7

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polvere di jana donne fate e streghe solo donne 8 essere nata fata potrebbe sembrare il meglio che possa capitare ad un essere vivente certo meglio fata che donna perché le donne quelle mortali pagano alla vita un prezzo molto salato marina ha festeggiato l 8 marzo da sola quest anno o per meglio dire da sola con la sua pancia tonda e piena che non ne vuole sapere di stare ferma stringe il cappotto ma quella stupida pancia spunta da sotto i bottoni sfacciatamente imbarazzante per ricordarle che non è più una bambina solo l 8 marzo dell anno prima marina passeggiava nella strada più bella della sua città insieme alle sue amiche tutte giovani e irriverenti con le lattine di birra in mano con le loro risate di libertà e spensieratezza era bello assapo rare l aria frizzante di neve e non pensare a nulla d importante neanche alla scuola finita neanche alla minestra di cavolo nel piatto neanche al padre coricato sul tavolo di formica verde ubriaco di vodka di bassa qualità marina solo l anno prima ha giocato a ridere della sua giovinezza e ora le gambe gonfie cercano di scavalcare neve ghiacciata nello stradone che porta all ospedale chissà quante donne in quel momento stanno già urlando il dolore antico del parto sudate e scarmigliate pronte a gioire stancamente con un nuovo bimbo fra le braccia e il seno marina non vuole quel figlio non lo sente suo e mille volte si è pentita di non aver bevuto decotto di prezzemolo come le donne antiche si è pentita per non aver osato un aborto clandestino di avere in questo modo solo riman dato un appuntamento col destino quel figlio volutamente ignorato le è cresciuto dentro nuotando nel liquido indifferente alla mancanza di carezze sotto la pancia tesa e marina partorisce nell indifferenza della levatrice che non le rivolge neanche uno sguardo distratto senza un lamento per fare prima distogliendo lo sguardo da quel figlio urlante e sporco dei suoi umori quel figlio che fino a ieri aveva deciso di non avere quel figlio presente ma già cancellato dai ricordi quel figlio destinato all internat numero otto serena a dispetto del nome è un bel pezzo che non sorride tutta concentrata sull unico desiderio che l avviluppa tutta come un blob verde e denso d invidia e malinconia.

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e poi aspetterò che il destino di marina e serena si ricomponga così come la pioggia e il mare sospira e distoglie gli occhi evitando tutte le donne con le pance e ascolta speranzosa ogni miagolio di gatto che sembra un bimbo lasciato per essere trovato si chiede quale fato avverso le impedisce di raggiungere i suoi sogni di madre gravida e felice come il suo destino di donna pretende immagina se stessa china su un bimbo roseo e odoroso di latte e borotalco e non c è argomento che voglia ascoltare non c è libro che voglia leggere per non essere distratta dal suo unico pensiero diventare presto madre di uno due anche tre figlioli sa che sarebbe stata una mamma modello sa che avrebbe cantato le canzoncine e comprato bei vestitini quello che non tollera ogni mese è quel fiume rosso sporco che piano si annuncia e scende fra le cosce per ricordarle il suo essere secca di vita ogni volta si stupisce entra in chiesa e prega dio e tutti i santi prega e non ci crede le sembrano duri e distanti dall alto del loro cielo semplicemente indifferenti se ne va senza conforto senza neanche accendere una candela che tanto è sprecata anna ester davini coporedattore 9 marina e serena non si conoscono non si conosceranno mai ma stanotte sono sicura viaggerò attraverso il portale nascosto raggiungerò l internat numero otto bagnerò le dita di polverina magica e la spruzzerò sugli occhi del bambino addormentato e poi aspetterò che il destino di marina e serena si ricomponga così come la pioggia e il mare.

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psicologia e adozione monica arcadu psicologa da due a tre quando giocavamo a fare le mamme 10 quando eravamo bambine giocavamo a fare la mamma le nostre bambole sono state coccolate nutrite accudite ma anche sgridate e rimproverate quando ce n era bisogno passavamo pomeriggi interi a spingere la carrozzina a rimboccare la coperta a dare biberon prendendoci cura delle nostre bambole ci prendevamo cura di noi stesse giocare a fare le mamme con le nostre bambole ci ha permesso di rappresentare i nostri vissuti e ci ha aiutate nella nostra crescita emotiva ogni giorno erano le prove generali del nostro futuro abbiamo recitato il ruolo della mamma sperimentando tanti copioni diversi autorevole permissivo direttivo ma poi un giorno arriva il momento di smettere di fare la mamma e di cominciare a essere una mamma l istinto materno è qualcosa che ci portiamo dentro da molto lontano che ci riporta necessariamente alle nostre prime esperienze di relazione la relazione materna è di estrema importanza per tutta la nostra esistenza e influenza necessariamente tutti i vissuti affettivi e interpersonali che sperimentiamo nel futuro non è facile rielaborare quello che si è vissuto a volte si riaprono ferite che avevamo dimenticato il rapporto con la propria madre è fatto di affetto ma anche di conflitto entrambi necessari per poter crescere e diventare grandi e autonome essere donne implica anche questo rielaborare la propria femminilità e il proprio desiderio di maternità attraverso la relazione con la propria madre ogni figlia ritorna alla figura materna come se fos se uno specchio in cui riconoscere qualcosa di sé qualcosa di misterioso e non del tutto cosciente la madre può assumere per la figlia il ruolo di un esempio da imitare ma anche quello di modello da rifiutare avviene lo stesso da parte della mamma la quale può sperimentare attraverso la figlia il raggiungimento di aspirazioni personali e la conferma di sé ma anche la disillusione che ella non corrisponda alle proprie aspettative il rapporto madre-figlia è spesso ambivalente e i ruoli dell una e dell altra si invertono con il passare del tempo ciascuna figlia ricerca la propria identità femminile attraverso la differenziazione dalla madre che avviene attraverso l idealizzazione o all opposto la contestazione È come se la ragazza rivolgendosi alla madre cercasse di capire che tipo

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di donna potrà diventare la maggiore difficoltà per la madre è quella di lasciare che la figlia sperimenti la sua unicità rispettandone la personale identità mentre per la figlia il compito più faticoso risiede nell affermare alla madre la sua diversità È un rapporto indissolubile che può assumere forme diverse ma che ha sempre lo stesso comune denominatore ogni donna è stata figlia prima di essere madre questa duplice identità accomuna tutte le donne del mondo ruoli forti ruoli controversi ma caratterizzati da una grandissima carica di affettività che deve trovare il giusto canale di espressione per evitare di restare imbrigliata nella conflittualità tipica dell età adolescenziale il colloquio madre-figlia continua per tutta la vita anche quando la madre non c è più si ritorna alla madre nei discorsi nei ricordi e nel confronto in ogni tappa evolutiva e in particolar modo nel momento in cui si sta per assumere il suo stesso ruolo il ruolo di mamma per diventare madre non basta il corpo è necessario trovare uno spazio nella propria mente per poter contenere l altro serve fare spazio nei nostri pensieri per riuscire a leggere e restituire i pensieri a chi ancora non è in grado di farlo non esistono corsi né manuali che insegnino realmente come fare ma in fondo l importante è averlo sperimentato sulla propria pelle «la cosa più importante del mondo è sapere di essere stati amati e prima di tutto da chi ci ha dato la vita e di potersi riconoscere fisicamente in lei in nostra madre» a.g miliotti quello che non so di me milano fabbri editori 2006 p 230 e se le mamme con cui rapportarsi sono due una di pancia fantasticata e una di cuore in carne e ossa la mamma di pancia rimane nella mente in forma più o meno latente ma cambia forma e non è facile confrontarsi con un fantasma che si modifica così velocemente a seconda dei momenti può assumere una connotazione positiva o negativa i pensieri rivolti a lei viaggiano su di un altalena in continuo movimento È colei che dà la vita ma è la stessa persona che abbandona i sentimenti oscillano tra questi due poli e questa ingombrante presenza-assenza aggiunge domande e dubbi al divenire donna e madre l unica strada per trovare le risposte passa attraverso l accettare l incertezza del passato e il dare valore al presente senza timore del confronto passato e presente mamma di pancia e mamma di cuore si mescolano per dare alla luce un identità ricca e fertile pronta a sua volta a donare la vita sentire le proprie madri vicine e non giudicanti rispetto alla madre naturale permette alle ragazze adottive di crescere di sopportare la fatica e le inevitabili cadute perché hanno davanti a sé l esempio di una madre che è già stata capace di diventarlo nonostante le difficoltà e che quindi ne condivide gioie e dolori la condivisione delle emozioni e delle paure legate alla maternità con la propria madre segna una svolta importante in questa relazione a un certo punto le figlie scelgono di fare il proprio gioco di seguire un proprio originale cammino e questo coincide con il momento in cui staccandosi dalla madre possono diventare madri a loro volta 11 un ringraziamento particolare va a letizia la mia bambola di pezza perché mi ha aiutato a scegliere cosa lasciare e cosa portare con me della mia storia di figlia nella mia futura storia di madre.

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pedagogia in azione monica nobile psicopedagogista a partire dal dolore 12 voglio dedicare questo spazio alle donne lo voglio dedicare in particolare alle madri aquilane che ho avuto il privilegio di conoscere durante il progetto riprendiamoci due anni fa dopo il terremoto dell aquila molti ricorderanno quel progetto riprendiamoci è stato promosso dall associazione genitori si diventa per dare un contributo concreto alle famiglie dell aquila perché quella mattina del 6 aprile in tanti dell associazione hanno avuto il bisogno prima ancora che il desiderio di occuparsi in qualche modo delle figlie e dei figli forse perché essere genitori porta continuamente davanti agli accadimenti della vita a pensare ai propri figli e ai figli di altri come se fossero i propri forse perché essere genitori adottivi porta continua mente a entrare in sintonia con chi vive l esperienza della perdita proprio come si impara a entrare in sintonia con i sentimenti di perdita dei propri figli arrivati da lontano da soli alle prese con un prima e con un dopo alle prese con la perdita implicita in questo passaggio forse per questi motivi per questa speciale empatia quel progetto ha avuto un impatto un energia una forza che ha sorpreso gli stessi che l avevano inizialmente avviato È di nuovo aprile È l ora degli anniversari dei bilanci dei conti che spesso non tornano penso alle ragazze e ai ragazzi aquilani che ogni tanto vengono a trovarmi che mi spediscono messaggi su questa o quella iniziativa che a gruppetti da quella volta di ripren-

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diamoci vengono a venezia per stare bene belli vitali incrollabili penso alle loro madri quella volta mi hanno affidato le loro figlie e i loro figli me li hanno mandati a venezia senza conoscermi una di loro affidandomi sua figlia mi ha detto «se le capita qualcosa ti ammazzo» da madre a madre credo che lo abbiano fatto con la fiducia che una madre nutre verso un altra madre una donna verso un altra donna il 7 e l 8 maggio le donne aquilane invitano tutte le donne d italia all aquila a vedere com è a sentirne gli odori a toccare le spaccature a stringere mani credo che dovremmo andare tutte lì noi madri che abbiamo l esperienza di amare il figlio nato da un altra madre noi che abbiamo l esperienza non facile non senza contraddizioni di custodire nei nostri figli il rispetto per la loro madre originaria credo che dovremmo coglierla questa occasione a partire da un dolore siamo capaci di far nascere un progetto tutte noi madri adottive dovremmo portare la nostra esperienza forte di solidarietà e di rispetto verso altre donne e altre madri vediamoci tutte lì noi donne e madri capaci di speranza e di rinascita concrete e battagliere che abbiamo insegnato ai nostri figli a non perdersi nella disperazione di ciò che hanno perduto a rinascere in noi tenendo insieme un prima e un dopo una madre e l altra l aquila ha bisogno di donne capaci di ricostruire noi madri adottive siamo esperte in questo.

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le relazioni degli legale sociale e affetti anna guerrieri intervista a ej graff riflessione su possibili azioni positive chi volesse leggere direttamente in inglese i suoi articoli può farlo al sito http www.brandeis.edu investigate/gender/index html all attenzione del pubblico argomenti poco considerati o non considerati del tutto riguardanti i diritti delle donne e dei bambini 14 il contatto con ej è nato nel 2008 quando dall etiopia iniziavano ad arrivare testimonianze di famiglie che mettevano in luce vari punti critici del sistema adottivo in quel paese È dopo la crisi delle adozioni in etiopia e in vietnam le azioni intraprese dall uscis l ufficio statunitense responsabile per le immigrazioni dei minori cfr http www.genitorisidiventa.org/visualizzaphp ?type=contributo&id=55 nei confronti dei propri cittadini in relazione al caso delle adozioni vietnamite e la lettura dell articolo anatomy of an adoption crisis dedicato al vietnam che ho deciso di intervistare per adozione e dintorni ej abbiamo proceduto tramite email e skype l obiettivo di questa intervista non è solo quello di descrivere un problema ma soprattutto quello di avviare una il vostro lavoro appare su varie riviste e quotidiani certamente noi mettiamo ej che cos è lo schuster i nostri lavori su una varieinstitute for investigative tà di mass-media di agenzie di stampa di portali di journalism si tratta di uno dei nuovi news quali foreign policy centri per il giornalismo magazine the washington non profit il primo su post nytimes.com the base universitaria bran boston globe slate.com e deis university ndr il molti altri abbiamo anche suo staff di giornalisti collaborato con networks esperti lavora e scrive in di informazione modo indipendente su argomenti di giustizia so collaborate con delle ong o ciale che rischiano di es con associazioni per i diritsere poco analizzati dalla ti umani stampa corrente a meno siamo giornalisti non colche noi non solleviamo il laboriamo con le nostre problema riceviamo fondi fonti intervistiamo persoda donatori il mio lavo ne che rivestono vari ruoli ro consiste nel dirigere il si tratta di persone che la gender justice project vorano per delle ong grupe nell investigare e portare pi che si occupano di diritti

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ej graff è associate director e senior researcher presso lo schuster institute for investigative journalism direttore del gender justice project resident scholar presso il women s studies and research centre della brandeis university autrice di the lie we love the baby business anatomy of an adoption crisis 15

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