La civiltà della paura, di Aldo Fucile

 
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EDU Edizioni DrawUp www.edizionidrawup.it Collana Orme

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Collana Orme LA CIVILTÀ DELLA PAURA di Aldo Fucile Proprietà letteraria riservata ©2015 Edizioni DrawUp Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421 Email: redazione@edizionidrawup.it Sito: www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Grafica di copertina: AGV per Edizioni DrawUp I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. ISBN 978-88-98980-35-2

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Aldo Fucile La civiltà della paura Breve trattato su uomo e società

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INDICE PREMESSA LIBERTÀ RELIGIONI, POTERE E MANIPOLAZIONI L’ORIZZONTE DEL SACRO BISOGNI INCULCATI PAURA E CAPITALISMO IDENTITÀ LIBERTÀ DA ANALISI E DINAMICHE DEI RUOLI MASCHILI E FEMMINILI... SCHIAVITÙ DA LEGAME POTERE AL MASCHILE E MERCIFICAZIONE DEL FEMMINILE UNIVERSI EROTICO-SESSUALI MASCHILI E FEMMINILI IL MATRIMONIO E L’AMORE AMORE E LIBERTÀ FEDELTÀ È FELICITÀ? AMORE E INNAMORAMENTO GELOSIA E PAURA CONCLUSIONI 7 11 14 20 24 27 30 33 40 43 44 48 51 55 60 63 66 69

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PREMESSA Tutte le strade che vengono percorse sia dall’individuo che dalle società sulla spinta della paura finiranno inesorabilmente per condurci in una trappola. Le trappole in cui è precipitato l’uomo moderno sono tante e di diversa tipologia e il risultato è quello di un uomo sconosciuto a se stesso, alienato dalla sua potenza esistenziale e deprivato della sua autonomia e libertà. L’uomo, affannandosi a rincorrere sicurezza e protezione, ha finito paradossalmente per imprigionarsi proprio all’interno dei suoi schemi prefabbricati, col risultato di essere diventato incapace di sperimentare le sue forze vitali e la propria spiritualità. L’uomo si trova dunque perennemente in una situazione di conflitto tra l’aspirazione alla libertà, alla felicità, all’essere e il cedere alle situazioni che offrono sicurezza e che si ottengono solo rinunciando all’essere e all’emancipazione dalle proprie paure. Questo conflitto esistenziale si presenta in molteplici contesti della vita e l’orientamento verso l’una o l’altra modalità rappresenterà la più importante e fondamentale delle scelte che l’individuo si ritroverà consciamente o inconsciamente a compiere nell’arco della propria esistenza. Venire alla luce, uscire dal grembo materno, essere scaraventati nel mondo rappresenta l’esperienza più forte

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e più profondamente traumatica per ogni essere umano. L’esperienza della nascita è così intensa e devastante che lascerà un segno forte e indelebile per tutta la nostra vita. Il primo sentimento che ci pervade nel profondo è indubbiamente il terrore. All’improvviso ci ritroviamo sotto la luce accecante di una sala operatoria, circondati da esseri che non abbiamo mai visto, che si muovono agitati mentre noi veniamo sballottati inermi tra mani sconosciute nella confusione improvvisa di luci, rumori e grida. La paura è dunque senza alcun dubbio la prima esperienza emozionale umana. Siamo indifesi e deboli e avvertiamo, come prima reazione alla paura, il bisogno di affidarci. L’abbraccio, il calore e la protezione materna ci faranno sentire al sicuro e ci doneranno finalmente la nostra prima esperienza di calma e serenità nel mondo esterno. Questa esperienza di terrore primordiale lascerà, come dicevo, un segno forte e indelebile per il resto delle nostre vite. Il bisogno di protezione e di sicurezza non abbandonerà l’essere umano per l’intero arco della sua esistenza mentre sarà paradossalmente proprio l’emancipazione da questi bisogni a consentire agli individui di nascere a sé stessi, di vivere la propria esistenza in maniera intensa, libera e naturale. Vedremo infatti in quanti modi e in che misura l’uomo eviterà di diventare ciò che è scegliendo più o meno consapevolmente di restare un neonato evitando di emanciparsi dalle proprie paure esistenziali e rifugiandosi in maniera infantile in sistemi di protezione psicologica del profondo che da più parti ci vengono offerti. Questi sistemi, siano essi di natura religiosa, economica o altro, se da un lato ci offrono la sicurezza psicologica già sperimentata al seno materno, dall’altro ci impediranno fatalmente di vivere la nostra vita

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in maniera piena, felice e naturale. È bene premettere che soltanto affidandoci alla nostra intelligenza naturale (non mi riferisco quindi a quella solamente intellettuale che in molti casi può esserci perfino d’intralcio) potremo trovare quel senso di pienezza e di sicurezza del profondo, quel sentimento certo e felice di sentirci parte integrante della natura che ci consentirà di evitare le trappole delle varie offerte di protezione e sicurezza a cui le società organizzate di volta in volta ci richiameranno. Paure del profondo, angosce esistenziali, terrore della finitezza del sé dunque, che si traducono in incapacità di stare al mondo in maniera naturale, nel rifiuto dei limiti intrinseci alla natura umana, nel conseguente divenire adepti di guru e santoni che forniscono infantili e illusorie risposte alle individuali angosce esistenziali, nella rinuncia della ricerca di vera spiritualità e nel conseguente orientamento verso forme di religiosità prefabbricate nel terrore di annientarsi definitivamente. La paura di vivere è sempre strettamente legata alla paura di morire e viceversa.

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LIBERTÀ Nessuno è più schiavo di chi si sente libero senza esserlo. (J. W. Goethe) Si fa presto a dire essere liberi. Libertà è una delle parole più diffuse al giorno d’oggi ed è quella maggiormente usata e abusata nei più diversi ambiti. La libertà rappresenta la massima aspirazione di ogni singolo individuo e di ogni società ma nella stragrande maggioranza dei casi essa non è che una chimera, pura illusione. La vera libertà rappresenta, al giorno d’oggi, una conquista, non sempre indolore, dell’intelletto e dello spirito. A ben guardare, infatti, siamo talmente incasellati negli schemi e nei ruoli che la struttura sociale ci impone, che l’aspirazione a diventare uomini liberi, senza ovviamente interferire con l’altrui vita e libertà, dovrebbe sin da subito rivelarci i suoi innumerevoli e spesso insuperabili ostacoli. Come a tutti i prigionieri, infatti, ci viene concessa l’ora d’aria, che noi tutti, abituati sin dalla nascita alla schiavitù mentale, scambiamo molto ingenuamente per libertà assoluta. Le spinte verso la sottomissione alle regole provengono infatti da diversi ambiti e l’analisi di tali meccanismi sarà uno degli scopi di questo breve scritto. Una sovrastruttura culturale che spingesse gli uomini a essere realmente liberi e consapevoli delle loro vite, metterebbe gravemente in crisi e anzi distruggerebbe di fatto una struttura sociale basata sul profitto e 11

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LA CIVILTÀ DELLA PAURA ____________________________________________________________ sulla cooperazione coatta quale quella moderna occidentale. Uno degli elementi fondamentali da analizzare sarà, infatti, l’organizzazione sociale relativa alla schiavitù dell’uomo moderno dal lavoro. Sicurezza e previdenza Le applicazioni di vere e proprie tecniche di manipolazione mentale di massa da parte del sistema avvengono nei più diversi ambiti della nostra vita e vengono imposte con i più svariati mezzi. Dalla pubblicità esplicita e incessante che ci spinge al consumo di innumerevoli e spesso inutili prodotti ai messaggi subliminali; dall’impatto negativo della scuola sulla formazione del pensiero critico alle tecniche del cosiddetto shock and awe doctrine che consiste nel mettere sotto shock intere popolazioni, strumentalizzando disastri o attentati e alimentando pertanto paura e sgomento generale, con lo scopo finale di indirizzarle verso scelte e direzioni prestabilite. L’impulso quindi a sentirsi al sicuro diventa psicologicamente pressante e assolutamente prioritario per ciascun individuo, tanto da indurlo a rinunciare alle proprie aspirazioni di libertà e autonomia. L’uomo moderno è infatti talmente ossessionato dalla sicurezza che rinuncia a vivere la propria vita in maniera autonoma e non condizionata. Egli vuole sentirsi al sicuro da tutto e da tutti e, sentendosi di fatto minacciato da pericoli di vario tipo, sia reali che immaginari, vive in un perenne stato di allerta e finisce per rinchiudersi in quella sorta di fortezza individuale che ben presto si trasformerà 12

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Aldo Fucile ____________________________________________________________ in una vera e propria gabbia. La paura dunque pervade l’uomo moderno e crea allarme psicologico generalizzato. Si ha paura di tutto: della criminalità ordinaria così come dell’invasione degli extracomunitari; paura di perdere il lavoro e di cadere in povertà; paura di invecchiare senza assistenze di nessun tipo. Ma fino a che punto vale la pena di vivere trincerandosi dietro le barriere della sicurezza e della previdenza che inevitabilmente impediranno agli individui sia di mettere in campo le proprie forze che di affrontare le difficoltà pratiche ed esistenziali indispensabili alla piena realizzazione di ogni essere umano? Affrontare la vita con coraggio e superare le paure, reali o indotte dalla società, rappresenta senza alcun dubbio il passo indispensabile per la conquista della propria libertà e della propria autonomia. 13

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