AGRICOLTURA 7-8/2015

 

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ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE SPECIALE EXPO ER a pag. 6 MONTAGNA Nuovi servizi con la fibra ottica MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA a pag. 38 BIOLOGICO Un settore a gonfie vele a pag. 55 FRUTTA ESTIVA Bene la qualità, male i prezzi N. 7/8 - LUGLIO/AGOSTO 2015

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itoriale SIMONA CASELLI Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Regione Emilia-Romagna Un futuro d’innovazione per la nostra agricoltura N ei prossimi anni assisteremo a processi di grandissima innovazione in agricoltura. Le tecniche esposte nei padiglioni di tanti Paesi del mondo a Expo sono destinate a modificare radicalmente e in tempi rapidi l’agronomia che abbiamo conosciuto finora. È il caso dell’agricoltura di precisione; delle coltivazioni verticali; degli strumenti per l’irrigazione sempre più capaci di risparmi importanti di acqua (il bene più prezioso); delle missioni spaziali che, con i satelliti dedicati all’agricoltura (Sentinel A, appena lanciato, e Sentinel B), metteranno a nostra disposizione una mole di dati senza precedenti: sui suoli, la composizione chimica delle piante, il loro contenuto in acqua e clorofilla, per fare qualche esempio. Sono, quindi, tempi di grande cambiamento in cui, se si vuole rimanere al passo, è necessario collocarsi all’avanguardia dei processi, per esserne protagonisti e guidarli. La Regione EmiliaRomagna, che vanta una filiera agroalimentare seconda per contributo al Pil regionale, ha il dovere di farlo, forte di un’esperienza storica in cui l’impegno di agricoltori, industria di trasformazione, enti di ricerca e istituzioni pubbliche ha permesso di realizzare un modello all’avanguardia che ha visto nell’aggregazione, nella cooperazione tra i vari soggetti, nel buon governo, nell’innovazione, i suoi punti di forza. La nostra Regione ha già nei fatti a disposizione una piattaforma costituita dalle Università, dalla Rete dell’Alta Tecnologia con i suoi laboratori orientati in buona parte anche all’agroalimentare, dai centri per l’innovazione in agricoltura da far funzionare in modo sempre più integrato e aperto al mondo, per valorizzare al massimo le risorse e i talenti disponibili. Ecco perché il nostro progetto di punta all’Esposizione universale è il “World Food Research and Innovation Forum”: un’iniziativa che si sviluppa proprio intorno ai temi della food safety e food security. Contemporaneamente c’è la sfida della competitività che non dobbiamo perdere di vista. Il trasferimento tecnologico sarà un punto centrale del nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020, con 93 milioni di euro destinati a interventi di formazione e informazione per una platea di 19mila persone; all’assistenza tecnica, alla messa a punto di innovazioni di processo, di prodotto e organizzative. Tra le novità di questa Programmazione vi sono i Gruppi operativi per l’innovazione, ovvero forme di partenariato tra le aziende agricole, le università e i centri di ricerca, che hanno l’obbligo di trasferire le nuove tecniche nelle imprese partecipanti, ma anche di rendere pubblico il risultato del loro lavoro. A essi destiniamo risorse specifiche per 50 milioni con l’obiettivo di finanziare 116 progetti. Oltre al Psr ulteriori fondi potranno essere ricercati nell’ambito di programmi come Horizon 2020 il cui accesso può essere ampiamente alla portata di una progettazione coordinata di questa Regione, delle strutture della ricerca e di un sistema agroalimentare emilianoromagnolo proiettato nel futuro. L’assessore Simona Caselli, il direttore generale all’agricoltura Valtiero Mazzotti, i collaboratori della Direzione salutano Nicodemo Spatari, il direttore di Agrea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura dell’Emilia-Romagna, che con il mese di luglio ha lasciato il proprio incarico per andare in pensione, al termine di un servizio svolto con capacità e dedizione. Un saluto anche dalla Redazione di Agricoltura. 3 LUGLIO-AGOSTO 2015

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA SOMMARIO 03 EDITORIALE Un futuro d’innovazione per la nostra agricoltura Simona Caselli ANNO 43 - N. 7-8 - LUGLIO-AGOSTO 2015 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE CANTELLI ROTOWEB srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n° 001023801994 c/c bancario IBAN IT-51-R-07601-02400-001023801994 Intestato a CANTELLI ROTOWEB SRL CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ SPECIALE EXPO ER 23 L’Emilia-Romagna al centro: i territori e i prodotti a cura della Redazione Fatti 06 BANDA LARGA In montagna con il mondo a portata di mouse Paola Fedriga 27 Nella biodiversità il seme del futuro Rosaria Maria Bertino 08 CONSUMO DI SUOLO Arretra la città, avanza la campagna Antonio Apruzzese 28 Ricerca e innovazione le sfide del domani Fabio Fava 30 «Costruire un mondo migliore attraverso le cooperative» Paola Fedriga 10 SICUREZZA DEL LAVORO Macchine agricole, il calendario delle revisioni Alessandro Gandini 32 Meno gas serra: agricoltura in prima linea Carlo Malavolta, Milena Breviglieri, Guido Violini 12 CONCLUSA L’EDIZIONE 2015 Domeniche fuori porta con Fattorie aperte Rossana Mari 33 Tradizioni ed eccellenze in mostra a Milano a cura della Redazione 14 AGREA NEWS Nuova programmazione: partenza a pieno ritmo Nicodemo Spatari 17 QUI REGIONE Giovani, in arrivo 38 milioni di euro a cura della Redazione 21 QUI EUROPA Ping pong delle sanzioni tra Russia e Ue a cura di Carla Cavallini O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 40.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 23/7/2015 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Dell’Aquila

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LUGLIO-AGOSTO 2015 Economia 35 TUTELA MADE IN ITALY Sul formaggio senza latte l’Italia respinge il pressing Ue 50 BIOMASSE Fertirrigazione del mais e impiego del digestato Daniele Tassi, Federico Vallino, Roberto Reggiani Meccanizzazione 63 NEL VIGNETO Lavorazioni combinate ma soprattutto abbinate Ottavio Repetti Fisco e previdenza 36 Credito d’imposta per le reti d’impresa Corrado Fusai Giancarlo Martelli 52 COLLI DI RIMINI Zonazione del Sangiovese: il vitigno e il suo ambiente Giovanni Nigro Avversità 65 DALL’ESTREMO ORIENTE Tentredine zig zag: nuova minaccia per l’olmo Massimo Bariselli, Clelia Tosi DOSSIER FRUTTA ESTIVA 55 Macfrut al via, obiettivo 40mila visitatori Cristiano Riciputi FOCUS BIOLOGICO 38 Una regione a tutto bio per trasformazione e vendita Matilde Fossati Rubriche 54 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio 57 Previsioni, scende la produzione al nord Elisa Macchi 60 Soddisfatti gli operatori, qualità eccellente Alessandra Ravaioli 67 IN BREVE a cura della Redazione 41 Parte da Expo il Sana 2015: più spazio all’alimentazione Maria Rosaria Bertino 69 AGENDA VERDE a cura della Redazione 61 Gli italiani preferiscono le Dop e Igp Alessandra Ravaioli 43 Dal nuovo Psr investimenti, aiuti diretti e formazione Carlo Malavolta 71 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni e Massimo Drago 45 Certificazioni di gruppo e import: nuove regole Ue Matilde Fossati 73 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli Ricerca e sperimentazione 47 VARIETÀ TRADIZIONALI Prove tecniche di Igp per il Moretto di Brisighella Marisa Fontana, Lamberto Dal Re 74 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI a cura di Enrico Cinotti

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Fatti BANDA LARGA In montagna con il mondo PAOLA FEDRIGA a portata di mouse euro. Ulteriori importanti progressi in questa direzione sono in arrivo con la programmazione europea 2014-2020 che prevede un plafond di ben 75 milioni di euro, frutto dell’accordo di partenariato tra Regioni e Mipaaf dell’ottobre scorso, in linea con le indicazioni della stessa Ue. Si tratta di 26 milioni già stanziati dal Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) che verranno utilizzati per estendere la banda ultralarga nelle aree produttive e di 49 milioni dal Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) dedicati a nuovi interventi in quelle rurali e montane. Previsti anche 2 milioni per la creazione di servizi a favore della popolazione rurale, in particolare per la dotazione informatica di scuole, biblioteche e centri di aggregazione giovanile. Grazie alla fibra ottica 33 comuni dell’Appennino potranno contare su nuove opportunità. Da qui al 2020 ulteriori investimenti per 75 milioni di euro D are a chi vive in montagna le stesse opportunità – nel lavoro, nella scuola, ma anche nella vita di tutti i giorni – di chi vive in città. Quella che un tempo sembrava una missione impossibile, oggi con le nuove tecnologie è decisamente più a portata di mano. Banda larga e ultralarga, fibra ottica, wi-fi sono gli strumenti di questa infrastrutturazione del territorio a impatto zero, da un punto di vista ambientale e paesaggistico, ma ad alto tasso di inclusione, partecipazione, possibilità di competere sui mercati. La Regione Emilia-Romagna ha messo questo obbiettivo al centro delle proprie politiche e alla fine di giugno si è concluso un intervento che ha permesso la realizzazione di 16 nuove tratte in fibra ottica, tutte in territorio montano e collinare, finanziate con il Psr 2007-2013 per un investimento complessivo di 8,5 milioni di La risposta di un operatore nazionale Sono 33 i Comuni montani, nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena che potranno beneficiare della connessione a banda larga e ultralarga resa possibile dai 250 chilometri di cavi in fibra ottica messi in posa. Un operatore nazionale ha già risposto all’avviso pubblico di Lepida spa (la società partecipata dalla Regione che ha realizzato l’intervento) e ha manifestato l’interesse a fornire servizi fino a 20 Mbps (mega byte per secondo) su circa il 60% delle tratte (l’equivalente di 4770 linee telefoniche, ovvero circa 11mila abitanti su un bacino potenziale di utenti calcolato in 12mila). Il taglio del nastro è stato fatto a Corniglio nell’Appennino parmense, il paese della frana più grande d’Europa (nel 1996 distrusse tra l’altro 72 abitazioni e 5 prosciuttifici) e per questo un po’ simbolo delle difficoltà di chi vive in montagna. Corniglio è interessato da una delle 16 tratte realizzate, quella Langhirano-Bosco, ma è anche uno dei municipi che potrà contare LUGLIO-AGOSTO 2015 16 TRATTE PER 12 MILA ABITANTI 250 km di cavo in fibra ottica; 33 comuni interessati; 6 Province (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, ForlìCesena); un bacino di utenza potenziale di 12mila abitanti; un investimento complessivo di quasi 8,5 milioni di euro, cui 6 milioni 956mila euro di fondi pubblici (europei, nazionali e regionali) del Psr 2007-2013 e 1 milione 465mila euro del bilancio regionale per coprire i costi dell’Iva. Sono i “numeri” delle 16 tratte realizzate dalla Regione. Eccole: Piacenza: Bolgheri - Le Moline; Ponte dell’Olio - Ferriere Parma: Langhirano - Bosco; Borgo Val di Taro-Compiano Reggio Emilia: Cervarezza-Ramiseto; Castellarano-Romanoro Modena: Castel d’Aiano-Montetortore; Castel d’Aiano-Maserno-Castelluccio; Lugo (Prignano) – Talbignano Bologna: San Benedetto Val di Sambro – Madonna dei Fornelli; Grizzana Morandi – Marzolaro; Sassomolare – Bombiana; Grizzana Morandi – Lagaro; Ponte della Venturina – Molino del Pallone Forlì-Cesena: San Piero in Bagno – Alfero; San Piero in Bagno – Verghereto 6

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sull’abilitazione in fibra ottica e su quattro dei 30 punti di accesso gratuito wi-fi previsti. «Vivere in montagna non deve essere una condizione di svantaggio – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – l’infrastrutturazione in fibra ottica è importante per la competitività in un mondo che In giallo le tratte in fibra ottica; in rosso le aree va veloce, ma anche per i rurali appenniniche; in verde chiaro quelle cittadini e il loro stile di ad agricoltura specializzata; in beige le intermedie; vita. Penso anche alle opin verde scuro i poli urbani. portunità del commercio on line di cui potranno beneficiare tante piccole aziende agricole del ter- di supportare servizi avanzati sia a banda larga, ritorio che fanno produzioni eccellenti». che ultralarga e possono “ospitare” più operaL’assessore ai Trasporti, reti e infrastrutture tori privati. La terminazione delle fibre ottiimmateriali Raffaele Donini ha ricordato che che, per rispettare il requisito della neutralità «questo intervento rientra nelle azioni dell’A- tecnologica, è stata posizionata in luoghi terzi genda digitale regionale e si inquadra in una opportunamente attrezzati, rendendoli quindi strategia di ampio respiro che proseguirà nei utilizzabili da tutti gli interessati. L’intervento prossimi anni. In tempi certi dobbiamo riuscire è stato realizzato con risorse pubbliche a favore a far sì che si possa stendere fibra in gran parte di zone “bianche montane” cioè attualmente del territorio, con particolare attenzione ai luo- non servite da banda larga, nelle quali i gestoghi pubblici: comuni, scuole, ospedali». ri privati non investono in autonomia perché È la prima volta che vengono utilizzate risorse scarsamente redditizie. Ora, in Emilia-Romadello Sviluppo rurale per colmare il digital divi- gna la copertura fino a 2 Mbps è del 100%, de nelle aree appenniniche: territori che rappre- considerando anche l’apporto della tecnologia sentano una straordinaria risorsa ambientale e satellitare (in linea con il primo step dell’Agenpaesaggistica, ma che sono spesso a rischio spo- da digitale europea); quella a 30 Mbps (banda polamento e in ritardo di sviluppo. Dunque, ultralarga) è pari al 39% del territorio regiona«una porta di accesso verso il futuro», secondo le, mentre quella a fino a 100 Mbps riguarda al l’assessore alle attività produttive e agricoltu- momento l’1,4%. ra di Corniglio Matteo Cattani, mentre il “primo cittadino” Giuseppe Delsante ha parlato di «un’iniziativa importante per avvicinare la Regione al territorio e in particolare alla montagna». Sotto da sinistra, l’assessore Cattani, il sindaco di Corniglio Delsante, gli assessori regionali Caselli e Donini, nella sala del Consiglio municipale di Corniglio (Pr) dove è stato presentato l’intervento regionale Servizi digitali avanzati I cavi stesi, come ha spiegato Gianluca Mazzini direttore di Lepida, contengono 48 fibre, hanno la potenzialità LUGLIO-AGOSTO 2015 Fedriga Fedriga Il cartello lungo la strada per Corniglio (Pr) che segnala l’intervento di messa in posa dei cavi in fibra ottica finanziato dal Psr 2007-2013 7

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Fatti CONSUMO DI SUOLO Arretra la città, ANTONIO APRUZZESE avanza la campagna Silvestri/Comune Reggio Emilia Parte a Reggio Emilia l’iter per la variante che restituisce 140 ettari edificabili all’agricoltura. Un protocollo con la Regione rilancia l’occupazione rurale L’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi I 8 l cambio di passo è forte e soprattutto cambiano i rapporti di forza fra aree urbane e campagna. A Reggio Emilia l’Amministrazione comunale riconosce all’agricoltura un ruolo centrale e di player economico con due atti: l’inizio del percorso della variante “in riduzione” (che restituisce alla destinazione agricola circa 140 ettari di terreni edificabili) e un protocollo che promuove il lavoro agricolo nei territori rurali. «L’agricoltura – ha detto il sindaco Luca Vecchi – diventi infrastruttura di primaria importanza nella pianificazione della città, con piena dignità nello sviluppo economico, nella creazione di occupazione e nella tutela del suolo». Insomma il tessuto rurale fa resistenza alla città che occupa spazi non propri e che ora va riposizionata su una linea “non espansiva”. «L’interesse per l’agricoltura – ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – sta vivendo una nuova stagione felice. L’accesso alla terra, però, è da sempre un tema complesso: variante e protocollo possono perciò aprire prospettive positive in questa direzione. Dunque, rigenerazione urbana, giovani, lavoro e agricoltura di qualità. A Reggio Emilia si lavora seriamente e credo che il progetto si radicherà». La Caselli ha ricordato come il Psr preveda risorse importanti per innovazione e giovani, «entrambi presenti in questo progetto, a cui la Regione aderisce». Con la variante in riduzione verranno stralciati dal Piano strutturale comunale oltre un milione e 350mila metri quadrati di aree urbanizLUGLIO-AGOSTO 2015

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zabili in territorio rurale (corrispondenti a circa 610 nuovi alloggi, nelle zone di Fogliano, Pratofontana, San Maurizio, Mancasale nord e Codemondo), ovvero al 30% delle previsioni residenziali del Piano per nuove aree di trasformazione. Sulla base di questi indirizzi è stato siglato un protocollo di intesa che sorprende per la pluralità di attori interessati ad un’agricoltura urbana che abbia poche ma significative parole d’ordine: filiera corta, rapporti diretti tra produttori e consumatori di beni e servizi, tutela dei luoghi. A ciascun soggetto firmatario viene assegnato un preciso compito per i prossimi tre anni (periodo di durata dell’accordo, rinnovabile). Il Comune di Reggio Emilia dovrà semplificare la normativa per agevolare e sostenere il lavoro agricolo e i progetti di agricoltura periurbana. Dal canto suo la Regione EmiliaRomagna si impegna ad inserire nuovi criteri di selezione dei progetti finanziati con il Psr 2014-2020 – ad esempio per l’insediamento di giovani agricoltori, la diversificazione nelle aziende e l’agricoltura sociale in ambito periurbano – a favore del riutilizzo a fini agricoli di aree riconvertite con la variante in riduzione. La Camera di commercio, le associazioni di categoria e gli Ordini e Collegi professionali si impegnano, invece, ad attivare azioni finalizzate alla promozione territoriale e alla creazione di nuovi strumenti di comunicazione. Il Crpa, gli istituti di istruzione superiore Zanelli e Motti e l’azienda agraria dell’Università di Bologna ssi metteranno invece intorno a un tavolo per presentare una Carta condivisa per l’agricoltura sostenibile a Reggio Emilia, mentre il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale studierà interventi di valorizzazione ambientale (manutenzione del territorio, costruzione e miglioramento del paesaggio). Progetti su biodiversità, relazioni tra produttori e consumatori, produzione alimentare saranno infine curati da Slow Food.

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Fatti SICUREZZA DEL LAVORO Macchine agricole, il calendario delle revisioni New Holland La prima scadenza è a dicembre 2017. Il provvedimento interessa oltre 1,5 milioni di mezzi ALESSANDRO GANDINI Servizio Territorio rurale e Attività faunistico venatorie Regione EmiliaRomagna S ono state finalmente fissate le scadenze temporali delle revisioni per le macchine agricole. Questa, dopo i rinvii degli ultimi anni, è la vera novità introdotta dal decreto firmato dai Ministri dei Trasporti Graziano Delrio e delle Politiche agricole Maurizio Martina, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 149 del 30 giugno 2015. Viene data così attuazione all’articolo 111 del Codice della Strada (Decreto legislativo 285/1992) che disciplina la revisione dei mezzi agricoli circolanti in strada. Il provvedimento, tuttavia non affronta tutti gli aspetti della materia e rimanda a prossimi decreti alcune importanti questioni, come le modalità di esecuzione della revisione e la determinazione delle tipologie di soggetti privati a cui potrebbe essere data in concessione l’esecuzione delle verifiche. Come è accaduto nel caso delle revisioni dei veicoli destinati a trasportare fino a sedici persone o con massa entro i 35 quintali. In particolare, per i trattori agricoli, così come definiti nella direttiva comunitaria n. 2003/37, le scadenze sono quelle indicate nella tabella a pagina 11 che declina l’obbligo, stabilito per fasce d’anzianità dei veicoli, per l’ampio parco macchine interessato – si stima composto da oltre un milione e mezzo di esemplari – nel corso dei prossimi sei anni, a partire dal 31 dicembre 2015. Dal 2019 scatta anche per le altre macchine operatrici Le macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi e i rimorchi agricoli con una massa complessiva a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate e con massa complessiva inferiore a 1,5 tonnellate, se le dimensioni d’ingombro superano i quattro metri di lunghezza e i due metri di larghezza, sono sottoposte alla revisione generale (la prima) entro il 31 dicembre 2017 e anche per queste, le successive verifiche avranno cadenza quinquennale. LUGLIO-AGOSTO 2015 10

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Lo stesso decreto, dando attuazione all’articolo 114 del Codice stradale, disciplina con criteri analoghi anche le macchine operatrici (macchine per le costruzioni, macchine sgombraneve e carrelli destinati alla movimentazione di cose) che avranno la revisione generale a partire dal 31 dicembre 2018. Con l’intento di inserire nel Codice della Strada anche questo adempimento, l’ultimo articolo è dedicato alla formazione professionale per il conseguimento dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole, il cosiddetto patentino, e fa riferimento all’accordo del 22 febbraio 2012 della Conferenza Stato–Regioni che ne regolamenta contenuti e modalità. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione delle verifiche, il decreto si limita a richiamare l’articolo 295 del regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada (DPR 495/1992) che, fra l’altro, disciplina i requisiti minimi di sicurezza da accertare e, come già accennato, rimanda il dettaglio ad altro provvedimento. Una considerazione: per l’alta incidenza degli infortuni mortali legati al ribaltamento delle trattrici agricole e forestali che caratterizza il settore, ci si augura che anche l’art. 271 del DPR CATEGORIE DELLE MACCHINE AGRICOLE E TEMPI DELLA REVISIONE Veicoli individuati dalla direttiva Tempi della revisione n. 2003/37/CE Trattori agricoli immatricolati entro Entro il 31 dicembre 2017 il 31 dicembre 1973 Trattori agricoli immatricolati Entro il 31 dicembre 2018 dal 1 gennaio 1974 al 31 dicembre 1990 Trattori agricoli immatricolati Entro il 31 dicembre 2020 dal 1 gennaio 1991 al 31 dicembre 2010 Trattori agricoli immatricolati Entro il 31 dicembre 2021 dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2015 Trattori agricoli immatricolati Al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione dopo il 1 gennaio 2016 495/1992, che disciplina i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento delle trattrici, sia tenuto in debita considerazione quando si entrerà nel merito di ciò che sarà da accertare nel corso della revisione del veicolo, unitamente al controllo della presenza e dell’efficienza dei sistemi di ritenuta del conducente, le cinture di sicurezza, senza le quali tali dispositivi sono inefficaci per salvare la vita del conducente in caso di ribaltamento del mezzo. I prossimi decreti dovranno risolvere in modo esaustivo i punti lasciati aperti da questo primo provvedimento attuativo di una così importante parte del Codice della Strada che era rimasta inapplicata.

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Fatti CONCLUSA L’EDIZIONE 2015 Domeniche fuori porta Dell‹Aquila con Fattorie aperte ha indotti a intraprendere il percorso di operatore di fattoria didattica. Per chi già era presente in questo campo, le domeniche in fattoria hanno rappresentato invece un modo per far conoscere la propria attività e promuoversi nei confronti delle scuole e dei possibili utenti dei campi estivi. Un’occasione per far conoscere prodotti e attività di 160 aziende. A Parma le maggiori presenze, un pubblico di affezionati ma non solo ROSSANA MARI Servizio Ricerca, Innovazione e Promozione del sistema agroalimentare Regione Emilia-Romagna L aboratori per bambini e famiglie, degustazioni di cibi e vini di produzione locale, ristorazione di qualità, visite in azienda e percorsi naturalistici: è stato questo il biglietto da visita per conoscere le oltre 160 Fattorie Aperte che hanno aderito all’edizione 2015. Buoni i risultati ottenuti nelle quattro domeniche: 17, 24, 31 maggio e 7 giugno (in tabella le presenze totali e per provincia). L’iniziativa si conferma un appuntamento importante e sempre molto atteso per agricoltori e cittadini. Per l’assessorato regionale Agricoltura, che ha riproposto la manifestazione nel programma di attività per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare 2013-2015, l’iniziativa costituisce un’interessante opportunità di promozione per le imprese agricole che offrono prodotti o servizi al pubblico e possono trarre vantaggio dall’ampliamento dei loro contatti (vendita diretta in azienda, fornitura di prodotti tramite Gas, servizi di ristorazione o pernottamento in agriturismo). Diversi imprenditori agricoli hanno scoperto una vocazione all’accoglienza presso le proprie strutture, che li Partecipazione anche sui “social” Un’analisi del pubblico partecipante alla manifestazione, effettuata attraverso telefonate agli agricoltori partecipanti e interventi sui social network, rivela una prevalenza di affezionati che spesso ritornano nella stessa fattoria, con la quale hanno instaurato un rapporto di fiducia, ma anche di nuovi visitatori, con alcune presenze da fuori regione (Toscana, Liguria, Piemonte, Veneto) e da Paesi stranieri, come dimostrano i tweet e i messaggi su Facebook in lingua inglese e spagnola. Molto importante è il passaparola, specie per le attività rivolte a famiglie, che avviene sia fisicamente sia attraverso portali specializzati. In quasi tutte le province le visite si sono concentrate in un numero ristretto di aziende LUGLIO-AGOSTO 2015 12

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che, per attività proposte e capacità di amplificare con propri canali la promozione istituzionale, sono riuscite ad attirare più visitatori. Efficace è stata la comunicazione attivata dai conduttori più giovani, che utilizzano prevalentemente i social network e organizzano eventi che fidelizzano i visitatori/consumatori. La campagna di comunicazione Molto ricca quest’anno la campagna di comunicazione, che ha utilizzato sia i canali tradizionali (comunicati stampa, inserzioni su quotidiani e mensili, distribuzione di guide cartacee) sia il web, sfruttato in tutte le sue potenzialità, dal sito dedicato fattorieaperte-er.it ai quotidiani e riviste on line, ai portali di settore, alle pagine sui social network (Facebook, Twitter e Instagram) che hanno consentito un dialogo diretto con gli utenti e le aziende agricole partecipanti, producendo un’interazione nella generazione di contenuti: informazioni, foto, video. Tra le considerazioni espresse dalle fattorie partecipanti emerge l’apprezzamento per i gadget da consegnare ai visitatori, come il semelibro, dei quali si sarebbe voluto disporre in maggiori quantità. Controversa è stata la strategia di quest’anno di orientare i visitatori in base a percorsi tematici, anziché territoriali, che ha funzionato per i partecipanti, ma è stata giudicata meno efficace da alcuni agricoltori. In generale, occorre un impegno ancora maggiore per fare conoscere la manifestazione: benché l’iniziativa esista da diciassette anni, molti utenti di quest’anno non erano a conoscenza della sua esistenza. Com’è andata nelle province In testa alla classifica delle presenze c’è la provincia di Reggio Emilia con 4.309 persone ospitate dalle 16 fattorie partecipanti, con punte di 800 persone per azienda nella prima domenica (la più frequentata). Segue Parma con 4.080 visitatori (senza considerare le presenze dei musei del cibo che hanno aderito all’iniziativa), con punte di 400-500 (Podere Stuard). Anche se il dato è in flessione rispetto agli anni precedenti, si è notato un maggior interesse per le attività proposte e per il lavoro svolto dalle aziende, per le quali ha funzionato molto bene la messa in rete di Fattorie Aperte insieme ad altre iniziative. In provincia di Modena le presenze sono state 2.786 con punte di oltre 500 presenze (La Falda); con punte soprattutto in montagna. LUGLIO-AGOSTO 2015 Per quanto riguarda NUMERO VISITATORI DI FATTORIE APERTE 2015 Forlì-Cesena, l’iniziaPROVINCIA VISITATORI tiva è andata abbastanPIACENZA za bene, nonostante PARMA 4.080 il maltempo della seREGGIO EMILIA 4.309 conda domenica, con MODENA 2.786 oltre 2.500 visitatori BOLOGNA 2.254 censiti, tra fattorie par- FERRARA 1.500 tecipanti e Casa Artusi, RAVENNA 2.628 1.500 solo nella prima FORLÌ-CESENA 2.500 domenica. Non hanno RIMINI 1.800 favorito la concorrenza TOTALE 21.917 di sagre e feste locali e il Nota: i dati della provincia di Piacenza non sono disponibili clima inaspettatamente molto caldo. Da segnalare, la riuscita della raccolta fondi per i bambini del Nepal proposta da una delle fattorie. A Ravenna l’iniziativa ha visto la partecipazione di 2.628 persone con un boom di presenze alle fattorie Cab Massari e La Rondine. A Rimini sono state circa 1.800 le presenze totali, con punte di 500-600 persone (azienda Fungar). Nella provincia di Ferrara quasi raddoppiate le presenze rispetto alla scorsa edizione, con 1.500 visitatori e soddisfazione da parte delle aziende agricole, sia per quelle che effettuano la vendita diretta ed hanno raggiunto un buon livello di fidelizzazione, sia per le fattorie didattiche. Notevole l’interesse dimostrato dai visitatori per le iniziative specifiche sulla canapa realizzate dalla Romagnola Bio e dalla Torretta. Infine in provincia di Bologna, si è registrato un calo dei visitatori: 2.254 persone rispetto alle 3.600 dello scorso anno. Le domeniche con maggiore affluenza sono state la prima e l’ultima, mentre la seconda è stata penalizzata dal maltempo. Fra le meno visitate le aziende che non hanno animali o altre attrattive per i più piccoli e quelle che non offrono il pranzo, sempre più ricercato dalle famiglie e gruppi che intendono trascorrere fuori tutta la giornata. Samaritani 13

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Agrea News Nuova programmazione: Dell’Aquila partenza a pieno ritmo Pac e Psr stanno impegnando l’Ente pagatore. Al 30 giugno erogati 554 milioni; oltre 50mila domande uniche; 11mila quelle per le indennità compensative NICODEMO SPATARI Agenzia Regionale Erogazioni in Agricoltura S ettimane impegnative per Agrea, tra ultimazione dei pagamenti della domanda unica 2014 e del Psr 2007-2013 e presentazione delle domande della nuova Pac e del nuovo Sviluppo rurale. L’ammontare erogato al 30 giugno sfiora i 554 milioni di euro (tabella 1 alla pagina seguente), quasi 3 milioni di euro, rispetto allo scorso anno. Vediamo l’andamento dei diversi settori. I pagamenti sulla Domanda unica 2014 chiudono in diminuzione, ma di soli 5 milioni, rispetto allo scorso anno, nonostante una riduzione di 19 milioni dei contributi sui premi assicurativi. Lo scorso anno infatti tale contributo al 30 giugno si era attestato al 56% delle spese ammesse sui premi assicurativi pagati dalle aziende agricole e aveva raggiunto la percentuale massima del 65% grazie all’intervento dello Stato che a novembre aveva erogato il 9% mancante. Quest’an- no invece le risorse a disposizione, stabilite con circolare di Agea del 15 giugno, hanno consentito il pagamento del 27,71% della spesa ammessa e la quota rimanente sarà integrata come tutti gli anni dallo Stato. In termini assoluti la spesa è stata di 13,2 milioni di euro. L’ammontare dei pagamenti per i Programmi operativi dell’Ocm ortofrutta, è stato di 6,7 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2013, una differenza dovuta semplicemente a programmazioni delle spese diverse nei vari quadrimestri. Pagamenti in crescita Incidono positivamente per 1,8 milioni di euro i contributi nel settore lattiero-caseario grazie allo “svincolo degli ammassi dei formaggi”, presenti quest’anno per far fronte alla crisi del mercato, e i 3,3 milioni per le assicurazioni sul raccolto LUGLIO-AGOSTO 2015 14

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dell’uva erogate a quasi 3.500 beneficiari già con l’inizio dell’esercizio finanziario 2015 quale integrazione nazionale. Proseguono speditamente anche i pagamenti del vecchio Psr (con un più 9,5 milioni di euro rispetto a un anno fa) che si dovranno concludere il 31 dicembre 2015. Ultima manovra rispetto a questa scadenza sarà la valutazione delle economie che si sono formate nei diversi “assi”. Le risorse residue saranno convogliate verso l’asse 2, “misure agro ambientali”, quello che di solito assorbe più finanziamenti. Il pagamento del saldo è previsto dalla seconda metà di luglio. Le risorse europee destinate all’agricoltura per il prossimo periodo 2014-2020 ammontano a 408,3 miliardi di euro, di cui 298,4 a favore dei pagamenti diretti. Rispetto alla programmazione precedente, il bilancio agricolo europeo si riduce di oltre il 13% per quanto riguarda il primo pilastro (pagamenti diretti) e dell’11% per il secondo pilastro (Sviluppo rurale). Quasi 27 miliardi di euro totali, in media 3,8 miliardi l’anno, saranno a disposizione dell’Italia per i Pagamenti diretti, completamente finanziati dal bilancio europeo e circa 21 miliardi, 3 miliardi circa l’anno, per finanziare le misure di Sviluppo rurale (cofinanziate dai singoli Stati e Regioni). Circa 4 miliardi arriveranno dall’ Organizzazione comune di mercato. TAB.1 - PAGAMENTI AGREA AL 30 GIUGNO 2015 Settori intervento AIUTI DIRETTI Pagamento Unico INTERVENTI DI MERCATO OCM Ortofrutta fresca OCM Vitivinicolo Lattiero-caseario Totale SVILUPPO RURALE 2007-2013 ASSE 1 - Competitività ASSE 2 - Agroambiente ASSE 3 - Diversificazione ASSE 4 - Leader Misure orizzontali Beneficiari 46.635 13 3.487 200 3.700 2.485 9.892 137 387 10 Domande 56.182 38 3.487 1.177 4.702 2.991 12.097 418 432 15 Contributi 355.954.034 50.788.097 3.370.120 1.937.769 56.095.987 87.800.669 31.101.814 10.427.791 10.790.664 1.745.023 Totale 12.911 15.953 141.865.962 Totale complessivo * 50.417 76.837 553.915.983 (*) Questo valore non è dato dalla somma dei totali parziali in quanto vi sono beneficiari che hanno presentato più domande. TAB 2 - REGIME DI PAGAMENTO UNICO: N. DOMANDE 2014-2015 SUDDIVISE PER SEDE LEGALE AZIENDA Più attenzione alla montagna e al ricambio generazionale La nuova Pac si concentra su alcuni grossi temi: l’attenzione al ricambio generazionale, il sostegno delle zone montane con un nuovo modello di sviluppo che tuteli il territorio e rivitalizzi i contesti socio-economici, la sostenibilità ambientale, la qualità degli alimenti attraverso il benessere degli animali. Temi comuni anche allo Sviluppo rurale. Nei pagamenti diretti gli aiuti accoppiati, che in parte continuano a esistere, sono rivolti ai comparti agricoli in difficoltà. Molti gli elementi di flessibilità lasciati ai paesi membri dai regolamenti comunitari. L’Italia, su 7 elementi costituenti il premio per il sostegno al reddito, ovvero la “domanda unica”, ha scelto il “pagamento accoppiato” e il “regime piccoli agricoltori” che si vanno ad affiancare ai 3 obbligatori, (pagamento di base, greening, pagamento giovani). Particolarmente complesso il sistema da mettere a punto per la valorizzazione dei premi. Un solo esempio: ecco cosa cambia per il pagamento di base (58% del plafond totale), imperniato LUGLIO-AGOSTO 2015 sui titoli all’aiuto disaccoppiato. I nuovi titoli – quelli storici sono scaduti alla fine del 2014 – subiranno il processo di convergenza interna, già definita a livello nazionale, secondo cui il loro Valore unitario iniziale (Vui) dovrà tendere al Valore unitario nazionale (Vun). Prima di questa riforma i titoli avevano, per “eredità storiche”, valori molto differenziati. Con l’applicazione di questo criterio alcuni titoli aumenteranno, altri diminuiranno, ma in misura non superiore al 30% del Vui, per tendere a un valore più uniforme. Per ridurre l’impatto della convergenza sui titoli più “pregiati” è previsto che nessun titolo dovrà avere un valore più basso del 60% del valore medio nazionale. Un elemento di semplificazione: il numero dei diritti sarà uguale al numero degli ettari dichiarati nella domanda. Il nuovo Psr ha una dotazione di 131 milioni in più rispetto al precedente, per un totale nel set15

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