Catalogo Ceramica 2015

 

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Laboratorio Creativo Divergo

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CATALOGO CERAMICA 2015 Laboratoriocreativodiv.ergo

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Per cominciare... Siamo molto contenti di essere arrivati a realizzare un catalogo delle opere che nascono a Div.ergo. È un catalogo che chiudiamo nella primavera del 2015, convinti di dover mettere necessariamente un punto al desiderio di inserire tutto. La creatività non si ferma mai, neppure da noi!
 Sfogliando queste pagine vi troverete immersi in un mare di colori: 
 sono proprio i colori che rappresentano meglio 
 quanto realizziamo a molte mani. Ognuno dei tredici artisti, insieme ai volontari, mette su ceramica, terracotta e altri materiali che sperimentiamo di volta in volta, la propria voglia di sfiorare la bellezza, che poi è parte della Bellezza che si manifesta in modo speciale e completo nel vivere e nell’essere con gli altri, nel desiderio di migliorarsi e di scoprire un mondo più grande dentro e intorno a sé. A volte è facile. 
 Più spesso dobbiamo fare un po’ i conti con noi stessi e accettare che le abilità personali - da sole - non sono sufficienti,
 che tutti - proprio tutti abbiamo bisogno degli altri. Per fortuna questi conti, fra noi, non sono mai in rosso!
 Gli altri ci sono, sempre. Questa scoperta gioiosa, che condividiamo, dà ad ogni oggetto una brillantezza particolare, quella di una umanità che si gloria della ricchezza smisurata delle differenze.
 Maty

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Gli artisti Gli Artisti di Div.ergo Sono 12...+ 1. Ci sembra un bel numero! Ci sono stati altri Dodici che hanno rivoluzionato il mondo, gli hanno dato un’anima e hanno messo le radici alla cultura del nostro Occidente. Anche i nostri Dodici sono persone rivoluzionarie
 e aperte alla rivoluzione.
 La prima, ormai compiuta e parte della storia,
 riguarda la vita personale di ciascuno. Una vita che, ormai, quotidianamente è ritmata dal lavoro, dalla compagnia dei colleghi e degli amici, dal gusto di incontrarsi
 oltre il tempo trascorso in Laboratorio
 per condividere anche la festa, gli interessi personali, la vacanza. 
 Essendo stata questa la prima rivoluzione, quelle a seguire hanno toccato la Vita e il modo di concepirla,
 poi il modo di pensare e di guardare e vedere, quindi di parlare con altri, a cominciare dai familiari, per finire ai turisti. Un'altra rivoluzione è quella che silenziosamente prende piede in città: ai Nostri è riconosciuto un posto in mezzo alle tante attività artistico-artigianali che fioriscono nel centro storico.
 E la loro presenza quotidiana in Laboratorio interroga, sorprende, apre ad una visione diversa dell’essere cittadini e della propria parte in mezzo a tutti,
 oltre le classificazioni e le caste, 
 che ancora esistono – purtroppo - negli angoli oscuri 
 della mente di alcuni.  

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Gli artisti Serena con la sua professionalità nel presentare il gruppo, Giuliano con il suo inglese che lo fa interprete ufficiale del Laboratorio, Federica con la sua parola pronta rivolta a ciascuno, Valentina T. con la sua delicatezza verso i colleghi, Tony con la sua ironia, cui nessuno scampa, Pierluigi con il bisogno - mai soddisfatto –
 di andare dentro le questioni, Laura con il suo amore per la musica, Francesca con la sua memoria elefantiaca di quanto accade, Fabrizio con la sua spinta a crescere e migliorarsi, Valentina M. con il suo sorriso 
 e qualche parola che ci regala di tanto in tanto, Mariella con la sua meticolosità e i suoi ritornelli, Alessandra con il suo impegno ad uscire dal suo mondo per stare con noi e ora anche Giulio, che prende le misure
 e inizia il percorso per essere dei nostri, sono le pietre vive di un’opera d’Arte in continuo mutamento,
 opera Bella
 perché capace di riflettere la Vita da cui prende forma.

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Di seguito potrete vedere la riproduzione acquerellata di 21, fra tutti i soggetti che realizziamo. Possono essere riprodotti su ceramica e terracotta. 
 Realizziamo:
 tazzine da caffè, tazze da te, tazze da cioccolato, tisaniere
 teiere, zuccheriere, lattiere, brocche,
 tazzoni da latte, mug
 set di piatti
 ciotole di tutte le dimensioni
 insalatiere, coppe, antipastiere, portafrutta
 porta baguette
 sale e pepe, oliere
 posamestoli, mortai, imbuti pignatte, pentolini da forno
 sottopentola e taglieri
 portaolive
 e poi complementi d’arredo:
 piatti decoro
 centritavola, svuota tasche, 
 portavasi, portaombrelli,
 lampade, orologi
 … I decori I decori su ceramica nascono dall’incontro 
 e dalla conoscenza di nuovi amici: 
 Mirò, Gaudì, Pennac, Rodari, Calder, Magritte,
 il Clown, Mondrian, Picasso… 
 La storia di ognuno di loro e la bellezza della loro arte 
 sono entrate nel nostro laboratorio 
 ed hanno ispirato i nostri pittori.

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Un rosso intenso, un nero pastoso, poi venature e tanto colore per far sentire sotto le dita la consistenza tenue dei petali. Un gambo lungo, sottile, di un verde vivace. Il bocciolo racchiuso in un piccolo calice vellutato. I petali stropicciati del fiore che si apre. Tony li ha osservati a lungo i papaveri dipinti da Nicola e, una pennellata dopo l’altra, con cura meticolosa, li ha fatti suoi. Perché proprio i papaveri? Forse perché le linee che li compongono racchiudono il suo ritratto. Lui: lungo e sottile; con gli occhi vispi come papaveri beccheggianti in un mare di grano;

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vellutato nei modi, ma non nell’ironia. Tony, dagli intensi sorrisi e dalle venature malinconiche; dalle esperienze quotidiane a volte stropicciate, dalla tenue consistenza del suo narrare di sé a chi - come Nicola o Marco duetta con lui non solo di pennello. Tony, il pittore che ama Mirò, che si lascia incuriosire da Rodari. Tony, il nostro amico di sempre, che, saluta per primo e, pennellata dopo pennellata, ci lascia toccare la sua vita.

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Linee nere, morbide e sottili, o dolcemente curve, 
 di tanto in tanto sproporzionate. Colori freddi, che si combinano su cappelli e bottoni, e caldi, che si rincorrono sui particolari: un uccellino, un fiore, un naso un po' più tondo e grosso degli altri. I clown's di Giuliano sono allegri, con un bel sorriso, come il suo, e con quel velo di malinconia - proprio come il suo - che sbuca a sorpresa, quasi impercettibile, nel fiorellino disegnato appena, nello sguardo serio poco sopra la bocca, nei colori quasi del tutto assenti sullo sfondo. Giuliano passa dai suoi clown's ai pianeti di Mirò, dai mobil di Calder alle figure primitive della Grotta dei Cervi di Badisco, alle mele di Magritte, ai gatti, ai quadrati di Mondrian... Il suo pennello corre sulla ceramica con la stessa naturalezza con cui lui corre per le strade della città e non ti vede se non si scontra con te. Sembra non aver bisogno di nessuno, eppure, a volte, la sua pennellata frettolosa deve essere cancellata e rifatta: sono quelli i momenti in cui fermarsi e far emergere la parola, quella che spontaneamente lui trattiene,

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quella arguta e profonda che - accompagnata - sgorga dal suo intimo, quella decisa che afferma un'idea a lungo meditata, o quella curiosa che fa domande per sapere, per chiarire un dubbio. Giuliano è così: irraggiungibile come le stelle di Mirò, quando trascorre anche due ore in silenzio, chino sul suo lavoro; allegro come i suoi clown's, quando parla in emiliano o gioca con i proverbi e gli scioglilingua; leggero come i mobil di Calder, quando si lascia coinvolgere affettivamente da chi lo circonda e ha bisogno di lui. La sua presenza, in laboratorio, invita tutti ad avvicinarsi a lui con quel calore e quell'affetto che non chiede mai e di cui sembra non avere bisogno. Eppure è il più freddoloso degli Artisti di Div.ergo e come è diverso il suo sguardo quando, rotto il muro di silenzio e di distanza, si ritrova in mezzo a tanti.  

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Descrizione del decoro E’, di fatto, la linea di ceramica più amata.
 E’ quella su cui riescono a mettere mano tutti gli artisti - pittori e non - 
 grazie ai bottoncini di fimo che completano l’abito dei clown. Proprio lui, il clown – non il pagliaccio – che accompagna fin dagli inizi 
 il nostro percorso di volontari
 e, con la sua lacrima e il suo sorriso, ci ha aiutati a fare sintesi
 di esperienze contraddittorie della nostra vita, 
 si è intrufolato quasi di soppiatto 
 fra Mirò, Rodari, Vivaldi e Mondrian. Non sappiamo dire quando sia accaduto, 
 ma, comunque siano andate le cose, oggi dipingere un clown è trasferire in un segno netto e preciso la capacità di ridere di sé, nei colori quella di non barare mai col cuore, nei fiori la capacità di sorprendersi per ogni cosa. Tutti, a Div.ergo, siamo un po’ clown: cerchiamo i colori della vita ovunque, accogliendola con coraggio, combattendo la noia e la delusione,attenti a non tradirla, 
 pronti a girovagare nel cuore e negli occhi di chi si ferma con noi,
 anche solo per poco per trovarla e sorriderle.

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La luna: piccolo cane bianco 
 che tieni al guinzaglio, 
 un docile palloncino
 che tieni per il filo. 
 Gianni Rodari ha fatto scoprire ai nostri artisti 
 il gusto per la metafora.
 Quelle sulla luna
 si sono impresse così tanto nella loro memoria 
 da far nascere una nuova linea di decoro.
 A Tony e Giuliano il compito di tracciare, 
 con precisione e fermezza,
 il filo nero e la luna, a Serena e Francesca 
 quello di spugnare 
 l’azzurro sognante del cielo. 


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O Gli oggetti realizzati con questo decoro 
 sono placidi e sognanti,
 comunicano quella pace 
 che solo il silenzio
 e le meraviglie dell’universo 
 sanno restituirci,
 conducono nelle profondità,
 conciliano con se stessi

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Si tratta di dosare bene la goccia: 
 non troppo gonfia, ma neppure piatta.
 Quindi la si osserva mentre percorre, lenta e libera,
 il suo sentiero sul bianco candido della ceramica.
 Ogni tanto qualcuna devia: ma va bene anche così, purché non si mischi:
 a Div.ergo vale la composizione bella delle diversità, non ci piace l’omogenizzazione!
 La scelta dei colori è facile:
 nella filastrocca I colori dei mestieri di Rodari 
 si parla del nero, dell’azzurrino e dei 7 colori degli imbianchini. 
 Basta aprire la porta della fantasia,
 concentrarsi sul colore puro che cola, 
 e, attraverso di esso, vedere tanti uomini all’opera come noi.
 Fabrizio, Serena, Giuliano, Tony, a volte anche Francesca, mentre colano le gocce, decidono di lasciarne cadere qualcuna sul loro grembiule: 
 anche gli artisti di div.ergo sono colorati!
  

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Decoro allegro, naturale,
 semplice e nello stesso tempo accattivante,
 molto apprezzato dai turisti,
 soprattutto americani.

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La ricerca di un prodotto tutto suo è stata lenta: 
 le borse? Ci si è messa, ma... lavoro troppo lungo! 
 I clown? Sì, possibile, ma le tante chiacchiere 
 che interrompono le linee andrebbero contenute, 
 e questo proprio non si può... Ora, finalmente, ci siamo. Sale e pepe. Di qualunque forma, con vari decori, cominciando da Gaudì. Oggetti piccoli, come lo spazio che rimane a Serena, fra la voglia di parlare e lo sguardo al lavoro che fanno gli altri, per commentarlo. 
 Piccoli come la costanza delle sue pennellate, 
 ma anche adatti alla sua precisione; 
 piccoli come è la sua voglia di concentrarsi… ideali, però, per il suo gusto per i colori. E poi fra sale e pepe Serena si colloca proprio bene.      

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