Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", marzo 2015

 

Embed or link this publication

Description

Numero di marzo 2015 della rivista "Tradizione Famiglia Proprietà"

Popular Pages


p. 1

Anno 21, n. 64 - Marzo 2015 Sped. in Abb. Post. Art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 Filiale di Padova “Questa cultura del niente non sarà in grado di resistere all’assalto ideologico dell’islam, che non mancherà” (Card. Giacomo Biffi) Contiene inserto redazionale

[close]

p. 2

È questo l’islam che annientò la cristianità nordafricana e distrusse l’Impero bizantino. È questo l’islam che nell’847 devastò il Vaticano. È questo l’islam che invase l’Europa arrivando fino al cuore della Francia. È questo l’islam che risalì i Balcani, calpestò l’Ungheria e strinse d’assedio Vienna. È questo l’islam che oggi si sta insediando nel nostro Continente. Si moltiplicano, per esempio, le “no-go zones”, aree urbane controllate dai musulmani e nelle quali un cristiano non può avventurarsi. In Gran Bretagna si è già accettata la vigenza della legge coranica a fianco di quella britannica. I militanti musulmani sono molto agguerriti e non fanno segreto delle proprie intenzioni: sottomettere l’Europa. E noi, cosa abbiamo da opporre? L’islam si è sempre diffuso con la forza delle armi. Commentava il più grande teologo islamico Mohammad al-Ghazali (1058-1111): “Non ho mai visto una discussione che finisse con la conversione di qualcuno [all’islam]. Le conversioni avvengono per altri motivi, soprattutto in conseguenza di guerre con la spada”. In uno hadith, il Profeta affermava: “Ho ricevuto l’ordine di combattere le genti finché non riconoscano che non vi è un’altra divinità se non Allah”. olto si discute sulla possibilità di distinguere fra un islam “moderato” e uno “radicale”. Senza negare che vi sono musulmani con i quali è possibile stabilire rapporti civili, è anche ovvio che, sin dai primordi, l’islam ha avuto una fortissima componente guerrafondaia. Questa risale allo stesso Maometto che, dopo aver sterminato gli oppositori a Medina, intraprese non meno di ottanta battaglie di aggressione. Il suo ultimo ordine, poco prima di morire, fu di invadere i confini meridionali dell’Impero bizantino. M Ego vici mundum! All’epoca delle crociate, i musulmani combattevano i cavalieri cristiani, ma li rispettavano. La storia è piena di episodi in questo senso. S. Luigi IX prigioniero era invitato a giudicare discordie fra gli stessi musulmani, tanto era il suo prestigio morale. Oggi, invece, i musulmani disprezzano la nostra decadenza. Afferma mons. Bernardini: “Ogni volta che noi diamo ai musulmani una chiesa sconsacrata per trasformarla in moschea, per loro è la riprova della nostra apostasia”. E, secondo il Corano, gli apostati vanno annientati. L’unica soluzione alla prepotenza islamista è riscoprire le nostre radici cristiane e la nostra fierezza di essere europei. E, con essa, la voglia di difendere la nostra Fede e la nostra identità. simo il tallone d’Achille dell’Europa: il liberalismo relativista. Anzi, proprio questo costituisce uno dei principali motivi della loro aggressione: ci considerano apostati e decadenti e, perciò, indegni di esistere. “Con le vostre leggi democratiche vi invaderemo!”. Così dichiarava un alto esponente musulmano a mons. Giuseppe Bernardini, allora vescovo di Smirne, Turchia. I musulmani conoscono benis- Riscoprendo le nostre radici, riscopriremo la sorgente di tutto: la Santa Croce del nostro Divino Salvatore che, proprio in questo periodo, celebriamo nella liturgia della Settimana Santa. E con la Croce riscopriremo anche la forza di tornare a essere militanti: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo!”. Non possiamo non ricordare le parole di Papa Giovanni Paolo II a Santiago di Compostela: “Io, Giovanni Paolo (…) successore di Pietro nella Sede di Roma, Sede che Cristo volle collocare in Europa e che l’Europa ama per il suo sforzo nella diffusione del Cristianesimo in tutto il mondo; io, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago, grido con amore a te, antica Europa: ‘Ritrova te stessa. Sii te stessa’. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Torna a vivere dei valori autentici che hanno reso gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza negli altri continenti”.

[close]

p. 3

Sommario Anno 21, n° 64, marzo 2015 Editoriale: Ego vici mundum! Islam in Europa: si moltiplicano le “no-go zones” Il massacro dell’innocenza Chiesa e marketing: vince la Tradizione Un Sinodo “straordinario” da ogni punto di vista La Chiesa del futuro immaginata dal cardinale Marx Cosa vuole la sinistra cattolica dal Sinodo? Supplica filiale a Papa Francesco sul futuro della famiglia Misericordia: “parola talismano” al servizio della propaganda? Il dovere cristiano della militanza Il coccodrillo affamato e le contraddizioni del liberalismo Io Non sono Charlie Hebdo. Allora, chi sono? La militanza Militanza nella visione storica di una santa Settimana Santa a Siviglia Il mondo delle TFP Odio implacabile: Una meditazione sulla Passione Copertina: Un guerrigliero dell’ISIS sventola la bandiera nera dell’islam. Sotto, sfilata omosessuale a New York. Chi vincerà la sfida? 2 4 5 6 8 12 13 15 16 19 20 24 26 34 36 44 48 Tradizione Famiglia Proprietà Anno 21, n. 64 marzo 2015. Contiene inserto redazionale. Dir. Resp. Julio Loredo Offerta annua suggerita Euro 15,00 Direzione, redazione e amministrazione: Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, Viale Liegi, 44 — 00198 ROMA Tel. 06/8417603 Fax: 06/85345731 Email: info@atfp.it Sito: www.atfp.it CCP: 57184004 Aut. Trib. Roma n. 90 del 22-02-95 Sped. in abb. post. art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 — Padova Stampa Tipolito Moderna, via A. de Curtis, 12/A — 35020 Due Carrare (PD) TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 3

[close]

p. 4

Attualità Islam in Europa: si moltiplicano le “no-go zones” vava che varie periferie parigine stavano diventando delle “società islamiche separate”, tagliate fuori dallo Stato francese e dove la Sharia, la legge islamica, stava rapidamente soppiantando il diritto civile francese. L’allerta delle Forze dell’Ordine transalpine veniva a confermare i risultati di un rapporto di 2.200 pagine pubblicato nel 2011 dall’Institut Montaigne. Intitolato «Banlieu de la République», lo studio rile- ece scalpore, un paio di anni fa, la denuncia dell’esistenza in Europa di “no-go zones”, cioè aree urbane controllate dai musulmani dove un cristiano non può entrare se non a rischio della propria incolumità. Non mancò chi, volendo salvare ad ogni costo il “dialogo”, contestò l’attendibilità della notizia. Eppure, la denuncia proveniva da una fonte tutt’altro che sospetta: la Gendarmerie francese. Nel 2012 il corpo dei gendarmi pubblicò una mappa delle cosiddette Zones Urbaines Sensibles, classificandole secondo il rischio per un cittadino non musulmano. Ben il 15% di esse era a rischio così elevato che, in pratica, costituivano “no-go zones”. F Fra “no-go zones” e Shariah Police, quale futuro aspetta l’Europa? Stando così le cose, ecco che esplode una nuova notizia, questa volta in Germania. Nella città di Wuppertal, vicino a Düsseldorf, i musulmani hanno creato una propria Polizia. Si tratta di ronde di giovani islamici, con tanto di gilet arancione rifrangente con la scritta Shariah Police, in inglese. Il gruppo, di stretta osservanza salafita, ha un obiettivo dichiarato: far rispettare la legge islamica, specialmente il venerdì, giorno di preghiera. A gennaio di quest’anno, un altro studio, questa volta del Gatestone Institute conferma pienamente la denuncia. Lo studio di 120 pagine intitolato «No-Go Zones in the French Republic: Myth or Reality?» documenta decine di quartieri francesi “dove la polizia e la gendarmeria non riescono a far rispettare l’ordine repubblicano né possono accedere ad essi senza il rischio di scontri, di essere feriti o anche di sparatorie letali”. 4 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015

[close]

p. 5

Sempre prima di Natale, un gruppo femminista dell’Ohio caricò su internet un video mostrando bambine dai 6 ai 12 anni che, vestite da principessine, inveiscono contro il “maschilismo” con un linguaggio tanto osceno da far impallidire perfino un adulto (foto sopra). Neanche a dirlo, il clip è diventato “virale”, e migliaia di bambine hanno cominciato a parlare nello stesso modo. In occasione dell’ultimo Natale, varie case di giocattoli statunitensi hanno lanciato sul mercato bambole che dicono parolacce. Tra queste, la celeberrima Barbie, subito ribattezzata “Swearing Barbie” (Barbie Bocca Sporca). Non diverso il caso della bambola Po, prodotta dalla Teletubby, che invita le bambine a fare cose immorali. Oppure quella della Toys “R” Us, che addirittura insegna alla bambina come insultare altre persone. Nonostante le proteste di migliaia di mamme, questi prodotti non sono stati ritirati dal mercato. Non possiamo dire lo stesso del mondo moderno. ’innocenza infantile è un valore così sublime che, nelle carceri dure, dove prevale la legge della giungla, gli stupratori di bambine hanno i giorni contati. Normalmente vengono messi in isolamento per sottrarli alla furia degli altri reclusi, che non riescono a tollerare tale nefandezza. L’abbrutimento del senso morale non arriva a cancellare il rispetto per l’innocenza infantile. L Il massacro dell’innocenza Ma torniamo vicino a casa nostra. Recependo una normativa eu- È in corso una manovra su larga scala per corrompere l’anima dei bambini. Non possiamo non ricordare le parole del nostro Divino Maestro: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse Una specie in estinzione? gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali!” (Mt 18, 3-7). TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 5 ropea, l’allora ministro Elsa Fornero emanò la “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, poi confermata dal governo Letta. Poco dopo, il presidente Napolitano firmava il decreto 104/2013 secondo cui i bambini a scuola saranno introdotti “all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere”. Al fine di superare gli stereotipi, ai bambini saranno insegnate le pratiche omosessuali sin dalla più tenera età. Sono previste addirittura lezioni di nudità, di masturbazione e altre pratiche che il pudore più elementare impedisce di menzionare.

[close]

p. 6

Attualità Chies a e v inc e l a ma r k e t i n g : T r ad i z i o n e La Via Crucis ad Atripalda (AV) ochi paesi hanno sofferto tanto le conseguenze della crisi post-conciliare come il Brasile, dove il numero di cattolici è calato del 35% negli ultimi trent’anni. Qualche anno fa, preoccupati con l’emorragia di fedeli, i vescovi brasiliani hanno arruolato un’importante azienda di marketing, l’ALMAP, il cui presidente, Alex Periscinoto, era stato nominato “miglior marketing manager” del Brasile. I membri della Commissione esecutiva della Conferenza nazionale dei Vescovi del Brasile si aspettavano da Periscinoto un consiglio su come impostare la pastorale della Chiesa, offrendo una migliore immagine dell’istituzione, al fine di fermare l’emorragia di fedeli che, per lo più, stanno passando alle communità evangeliche. P Chiese semi-vuote, ora di religione deserta, vocazioni sacerdotali ai minimi storici, pratica religiosa in caduta libera, giovani in fuga… Qualcuno sostiene che, per attrarre le nuove generazioni bisognerebbe “modernizzarsi”, cioè fare le cose che piacciono alla gente di oggi. Sarà vero? Invece, no. È vero, anzi, il contrario. Sentiamo la testimonianza, non sospetta, di un grande esperto in marketing. siano rimasti scioccati dal discorso dell’esperto in marketing, è poco. Forse si aspettavano che egli consigliasse di dipingere le chiese in colori vivaci, di introdurre più musica pop, liturgie aggiornate e via dicendo. Invece… Il risultato è stato sorprendente. Periscinoto ha presentato i risultati del suo studio davanti a duecento tra vescovi e sacerdoti legati alla pastorale. Dire che 6 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 “Il primo strumento di marketing della storia del mondo è stato la campana – ha esordito Periscinoto – ed era il migliore. Quando suonava, non solo raggiungeva il 90% degli abitanti, ma ne modificava il comportamento personale. Voi avete poi inventato uno strumento che è ancora utilizzato nel marketing commerciale. Si chiama ‘display’. Il display è qualcosa che utilizziamo per enfatizzare, per proporre con forza qualcosa al pubblico. Quando tutte le case erano basse, voi costruivate chiese con torri e con campanili sei volte più alti. Questo permetteva l’immediato riconoscimento della chiesa: eccola! “Voi avete poi inventato il primo logotipo della storia. Il logo è un simbolo utilizzato per far sì che il

[close]

p. 7

“Cari vescovi brasiliani, avete sbagliato tutto” marchio sia facilmente riconoscibile. Il vostro era il migliore: la Croce. Questo logotipo era collocato sempre sopra il punto più alto e visibile del display. Nessuno poteva sbagliarsi: quella era la chiesa cattolica! Questo logotipo inventato da voi era così efficace che perfino Hitler lo utilizzò, con alcune piccole modifiche, per mobilitare le masse. E quasi vinse la guerra. Alex Periscinoto, “miglior marketing manager” del Brasile “Purtroppo, voi avete cambiato il modo in cui è celebrata la Messa. Oggi la Messa non è più in latino e non si volgono più le spalle ai fedeli. Pensavate forse di far qualcosa gradita. Invece, ho una brutta notizia da darvi. Mia mamma mai pensò che il sacerdote le volgeva le spalle. Lei pensava invece che tutti, fedeli e celebrante, guardassero Dio. A lei piaceva il latino, anche quando non ci capiva un granché. Per lei, il latino era un linguaggio mistico col quale i ministri della Chiesa parlavano con Dio. Lei si riteneva privilegiata e ricompensata per aver assistito, in ginocchio, a una cerimonia così importante. Secondo me, il cambiamento che voi avete fatto nella liturgia della Messa, è stato un tremendo errore. Posso sbagliare. Io non sono un teologo. Io analizzo il problema dal punto di vista del marketing. E da questo punto di vista, è stato un disastro. “Voi avete tolto il costume particolare, la talare, che contraddistingueva i vostri rappresentati commerciali, i preti. Avete così buttato via un marchio. “Voi avete inventato anche la campagna promozionale. Cos’è una processione religiosa? Per un paese di campagna, oppure per un quartiere di una grande città, niente è più promozionale di una processione, per esempio, in onore della Madonna. Quando noi, esperti in marketing, organizziamo un evento promozionale, utilizziamo molto di ciò che la Chiesa ha inventato. Noi sfoggiamo bandiere e stendardi, noi abbigliamo i nostri rappresentanti con costumi particolari per far sì che siano facilmente riconoscibili. Noi cerchiamo di creare una mistica commerciale. Ma la nostra mistica non sarà mai così ricca come la vostra. “Tutto ciò che voi avete inventato contiene un’offerta, qualcosa che voi volete vendere. Il vostro prodotto si chiama Fede. Ma ho anche una buona notizia da darvi. Questo prodotto, oggi, trova una domanda sempre crescente. Il mercato, forse, non è mai stato tanto propizio per la Fede. Voi, però, parlate più di politica che di Fede. Potete, dunque, lamentarvi se le vostre chiese sono sempre più vuote, mentre i saloni dei gruppi evangelici sono sempre più pieni?” “Voi avete snaturato i vostri display, facendo le chiese sempre più simili ai palazzi civili. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 7

[close]

p. 8

Sinodo sulla Famiglia Un Sinodo “straordinario” da ogni punto di vista l Sinodo dei Vescovi è un organo consultivo permanente della Chiesa cattolica, che si riunisce in forma ordinaria ogni quattro anni. L’ultimo risale al 2011; il prossimo dovrà riunirsi a ottobre di quest’anno. Nel 2013, però, Papa Francesco convocò a sorpresa un Sinodo straordinario, da tenersi nell’ottobre 2014 in preparazione per quello ordinario. Il tema: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. Oltre alla novità di un Sinodo in due tempi, la scelta del tema ha colto tutti di sorpresa. Infatti, nel 1981 si era già tenuto un Sinodo sulla famiglia, il cui esito fu la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica 8 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 I Lo scorso ottobre si è svolto in Vaticano il Sinodo straordinario dei Vescovi sulla famiglia, in preparazione per quello ordinario che si terrà fra pochi mesi. Non sono mancate le polemiche. Quali i punti discussi? Siamo veramente di fronte all’eventualità di uno “scisma”, come qualcuno suggerisce? di Giacomo Canepa Familiaris Consortio, di Papa Giovanni Paolo II, “sulla funzione della famiglia cristiana nel mondo di oggi”. Si tratta di un documento del Magistero che, da allora, guida la pastorale della Chiesa sulla famiglia. Perché tornare sul tema? Voglia di cambiare Un inizio di risposta lo dá il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo: “E poi c’è anche uno sviluppo teologico. Non è tutto statico, noi camminiamo nella storia. La religione cristiana è storia, non ideologia. Il contesto attuale della famiglia è differente da quello di trentatré anni fa, ai tempi della Familiaris Consortio”. In altre parole, i tempi sarebbero cambiati. Bisognerebbe di conseguenza modificare le dottrine, o almeno le linee pastorali, contenute del documento di Giovanni Paolo II.

[close]

p. 9

Qualche accenno a un cambiamento lo ha dato lo stesso Pontefice nel viaggio di ritorno dal Brasile. Alla domanda se esiste la possibilità di modificare la disciplina della Chiesa riguardo alla Comunione sacramentale ai divorziati risposati, egli ha così risposto: “Una parentesi. Gli ortodossi hanno una prassi diversa. Loro seguono la teologia dell’oikonomia, come la chiamano, e danno una seconda opportunità, permettendo la seconda unione. Ma io credo – e chiudo parentesi – che il problema vada studiato nell’ambito della pastorale matrimoniale”. La nomina di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, quale segretario speciale del Sinodo straordinario, ha acceso in molti l’attesa di un cambiamento. Egli è, infatti, assertore di una linea teologica progressista, specie in materia morale, non di rado in aperta contraddizione col Magistero della Chiesa. Sulle coppie omosessuali, per esempio, è possibilista. cezione e via dicendo. Si voleva prima “ascoltare” i fedeli, salvo poi stilare gli schemi sinodali. In particolare, due temi presentati nel “Questionario” hanno suscitato una forte polemica: la possibilità di riammettere alla Comunione sacramentale i divorziati risposati, e l’accoglienza delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Il “Questionario”, però, non ha coinvolto tutte le realtà cattoliche. Poi, alcune fra le principali realtà, seppure impegnate a fondo nella pastorale familiare, non sono state invitate a participare al Sinodo. Per esempio i neocatecumenali. Un altro “escluso eccellente” è stato il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia, che annovera alcuni fra i più autorevoli esperti in queste materie. Un altro elemento di straordinarietà è stato il metodo utilizzato per convocare il Sinodo. Nel «Documento preparatorio» inviato in precedenza a tutte le Conferenze episcopali, era compreso anche un “Questionario” contenente 38 domande sulle “nuove problematiche” inerenti la famiglia: le coppie di fatto, le famiglie monoparentali, l’utero in affitto, la contrac- Il Questionario La polemica Perché questa scelta di escludere alcune realtà, col risultato concreto di favorire un certo tipo di linea? Diversi rappresentanti della linea progressista hanno colto l’occasione per avanzare proposte di rottura col Magistero. Per esempio, mons. Robert Zollitsch, arcivescovo emerito di Friburgo, ha pubblicato un documento chiedendo apertamente ai divorziati di accostarsi alla Comunione, “secondo la decisione della propria coscienza”. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 9

[close]

p. 10

Sinodo sulla Famiglia Cardinale Walter Kasper: annullamento del matrimonio agevolato, comunione ai divorziati risposati e possibilità di seconde nozze alla Comunione sacramentale. La terza: permettere una sorta di secondo matrimonio ai divorziati, pratica, secondo lui, già esistente nella Chiesa primitiva e oggi conservata solo dalle chiese ortodosse.Il porporato ebbe cura di precisare, dopo, che non intendeva cambiare la dottrina ma solo la prassi pastorale. Contro il cardinale Kasper si sollevò un vero coro di voci discordanti. Forse la più autorevole è stata quella di cinque cardinali che, in un’opera collettiva, hanno ribadito il Magistero della Chiesa: Gerhard Ludwig Müller, Raymond Burke, Velasio de Paolis, Walter Brandmüller e Carlo Caffarra, «Permanere nella verità di Cristo» (Cantagalli 2014). Mons. Johan Bonny, vescovo di Anversa, ha difeso la “primazia della coscienza individuale”. “Troppe decisione sono state prese dalle autorità ecclesiastiche senza prendere in considerazione il sensus fidelium e senza consultare i fedeli – ha dichiarato il presule – se vogliamo dialogare dobbiamo guardarci da ogni qualificazione morale che non si adegui alla realtà”. Definendo il Sinodo “un’occasione storica che apre nuove strade”, il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha dichiarato in riferimento alle coppie omosessuali: “Ho l’impressione che abbiamo molto lavoro da fare nel campo teologico, non solo riguardante la questione del divorzio, ma anche sulla teologia del matrimonio”. Secondo il prelato, i divorziati risposati non vivono in peccato perché “non si può affermare che qualcuno sia in peccato continuo. Ciò è impossibile”. Non meno contundente il documento di un gruppo di teologi domenicani statunitensi. Se fosse accettata la comunione ai divorziati risposati, “non si vede come la Chiesa potrebbe rifiutarla anche alle coppie conviventi, o alle coppie omosessuali. In effetti, la logica di tale posizione suggerisce che la Chiesa dovrebbe benedire tali unione (come fanno oggi gli anglicani), il ché implicherebbe l’accettazione di tutta la liberazione sessuale contemporanea. La comunione ai divorziati risposati sarebbe solo il primo passo”. Non diversa la posizione di due esperti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia, P. Juan José Pérez Soba e Stephan Kampowski. Secondo loro, per la propria logica interna in materia di morale sessuale, o resta tutto in piedi o crolla tutto. Il documento intermedio 10 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 Più esplicito, il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Nel suo intervento in occasione del Concistoro dei cardinali prima del Sinodo, il teologo tedesco ha presentato tre proposte. La prima: lasciare nelle mani del confessore la decisione se un matrimonio è valido o meno, togliendo quindi la facoltà ai Tribunali ecclesiastici. La seconda: permettere ai divorziati risposati, soprattutto con figli a carico della seconda unione, di accostarsi Senza tener conto delle obiezioni di molti partecipanti, tra cui il cardinale Müller, Prefetto della Dottrina della Fede, la Commissione ha redatto un Documento intermedio, chiamato Relatio post-disceptationem. Questo documento contiene alcune idee che non hanno mancato di sollevare preoccupazione: Poco dopo l’apertura del Sinodo, nuovo colpo di scena: ai Padri sinodali è stato proibito di divulgare i propri interventi in aula. In questo modo, l’unica informazione data al pubblico nelle prime settimane è stata quella ufficiale della Commissione relatrice.

[close]

p. 11

— presentava “il cambiamento antropologicoculturale di oggi” (cioè, la rivoluzione sessuale) come una “sfida” per la Chiesa, senza farne un giudizio morale, aggiungendo: “richiede un approccio analitico e diversificato, capace di cogliere le forme positive della libertà individuale”; — faceva larghissimo uso del principio morale della “gradualità”, interpretandolo nel senso di cogliere elementi positivi in tutte le situazioni oggettivamente peccaminose; — apriva a diverse forme di convivenza, invitando a “cogliere la realtà positiva dei matrimoni civili e, fatte le debite differenze, delle convivenze”; — apriva alle coppie omosessuali, affermando: “Le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana: siamo in grado di accogliere queste persone, garantendo loro uno spazio di fraternità nelle nostre comunità?” Non bisogna sottolineare quanto la stampa progressista abbia salutato questo testo come una grande conquista. Dall’altra parte, invece, diversi prelati hanno deplorato il fatto che esso fosse stato divulgato quale frutto dei lavori del Sinodo quando, in realtà, non era stato ancora votato. Fra i più critici, il cardinale Wilfrid Napier, arcivescovo di Durban, e mons. André Léonard, arcivescovo di Bruxelles. Messi a votazione, molti degli articoli della Relatio post-disceptationem non hanno ottenuto i due Alla domanda di un quotidiano di Buenos Aires se la votazione avesse rappresentato una sconfitta dei progressisti, l’arcivescovo Víctor Fernández, rettore della Pontificia Università cattolica di Argentina e uno dei relatori del Sinodo, ha risposto: “Assolutamente no! Il Papa non ha mai proposto una soluzione concreta. Egli aveva appena chiesto che i problemi fossero discussi con franchezza”. Sulla comunione ai divorziati risposati, il presule affermò che la maggior parte dei vescovi sembrava favorevole: “C’era solo un gruppetto di cinque – sei molto fanatici e un po’ aggressivi, ma che non rappresentavano nemmeno il 5% del totale”. terzi necessari per l’approvazione. Tre articoli – proprio quelli che trattavano le questioni più scottanti – sono stati bocciati a larga maggioranza. Solo un articolo ha raccolto l’unanimità. Dello stesso parere il cardinale Marx: “Fino ad oggi questi due problemi [comunione ai risposati e coppie omosessuali, ndr] erano non negoziabili. Oggi non è più così. Nonostante non abbiano raggiunto i due terzi, molti vescovi hanno votato a favore. Tanto che sono state reintrodotte nel testo finale. Questo Papa ha aperto la porta, e i risultati delle votazioni nel Sinodo non cambieranno niente”. Non c’è dubbio che siamo di fronte a un Sinodo veramente straordinario, da ogni punto di vista. Il Documento finale “Il rischio di confondere adattamento con conformità al mondo è un rischio non solo possibile, ma reale. Questo rischio sembra essere stato particolarmente forte nel tempo recente. È bene, anzi necessario, che ce ne rendiamo conto. La Chiesa, pur dovendo tener conto della cultura e dei tempi che cambiano, non può non annunciare Cristo che è sempre lo stesso, ieri, oggi e sempre! Il riferimento alla cultura non può essere il riferimento principale, e tanto meno unico e determinante per la Chiesa, ma Cristo e la sua verità. Non può non essere motivo di riflessione il fatto che non pochi cristiani oggi tendono ad annacquare il messaggio evangelico per farsi accettare dalla cultura del tempo”. Cardinale Velasio de Paolis TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 11

[close]

p. 12

Sinodo sulla Famiglia La Chiesa del futuro immaginata dal cardinale Marx di Mathias von Gersdorff o scorso 22 gennaio, la rivista dei gesuiti americani “America” pubblicò una lunga intervista al cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera e presidente della Conferenza episcopale tedesca. Svelando le sue speranze in vista del prossimo Sinodo dei vescovi sulla famiglia (“un’occasione storica che apre nuove strade”), il porporato ha colto l’occasione per presentare la sua particolare visione della Chiesa del futuro, assai diversa da quella esistente per venti secoli. L Intervenendo nel dibattito a proposito del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, ha presentato la sua visione della Chiesa del futuro, assai lontana da quella attuale. Nel divulgare l’intervista, la stampa tedesca ha posto l’accento soprattutto sui passaggi concernenti i divorziati risposati e gli omosessuali. Il quotidiano “Süddeutsche Zeitung”, per esempio, titolava: “Gli omosessuali fanno parte della Chiesa”. Mentre il “Nordbayerische Kurier” informava: “Marx in favore di un percorso di riforma per i divorziati risposati”. In Germania, tali questioni occupano oggi il primo posto nell’agenda dei cosiddetti cattolici riformisti, che si battono per un adattamento della Chiesa alle idee e alle tendenze del Sessantotto. E il cardinale Marx non si è sottratto al commento. Alla domanda se la Chiesa accetterà i divorziati risposati e gli omosessuali, egli ha risposto: “Ho l’impressione che abbiamo molto lavoro da fare nel campo teologico, non solo riguardante la questione del divorzio, ma anche sulla teologia del matrimonio”. Secondo il prelato, i divorziati risposati non vivono in peccato, perché “non si può affermare che qualcuno sia in peccato continuo. Ciò è impossibile” (sic). Tuttavia, il cardinale Marx non si è limitato a questo. Nel corso dell’intervista, egli ha fatto un’analisi approfondita dei cambiamenti voluti dal cattolicesimo riformista. È chiaro che egli vorrebbe mettersi a capo di questo vasto movimento che propone una drastica riforma nella Chiesa: riforma nella sua struttura, nel suo Magistero, nella sua disciplina e nella sua liturgia, con il pretesto di adattarla allo stile di vita di oggi. 12 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015

[close]

p. 13

“Libertà di coscienza nel campo della regolazione delle nascite (...) “Riammissione piena alla celebrazione eucaristica dei divorziati risposati (…) “Accettazione piena nella comunità cristiana delle persone omosessuali e dei loro rapporti fondati su relazioni stabili e affettivamente fondate. Ciò implica il superamento di una visione dell’omosessualità come deviazione (…) “Valorizzazione di tutte le relazioni affettive vere, senza preconcette proibizioni (…) “Presa d’atto di come la scelta di interrompere la gravidanza, assunta in piena coscienza, possa essere ritenuta eticamente giustificata (…) “Rivalutazione del matrimonio civile (…) “Una diversa comprensione del celibato dei presbiteri (…) “Piena partecipazione della donna ai ministeri ecclesiali”. Qualcuno potrà obiettare che tale programma è talmente radicale da renderlo vano. Ciò implica non conoscere il ruolo delle fazioni radicali nei processi rivoluzionari. Spiega Plinio Corrêa de Oliveira in «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»: “Si direbbe che i movimenti radicali siano inutili. Ma non è vero. L’esplosione di questi estremismi alza una bandiera, crea un punto di attrazione fisso che affascina per il suo stesso radicalismo i moderati, e verso cui questi cominciano lentamente a incamminarsi”. Di fronte all’estremismo di “Noi siamo Chiesa”, le proposizioni discusse nel Sinodo, che di per sé avrebbero potuto scioccare come troppo spinte, assumono quasi un’aria moderata. Domani, perfino quelle di “Noi siamo Chiesa” potranno sembrare moderate di fronte a un estremismo ancor più spinto. N Cosa vuole la sinistra cattolica dal Sinodo? ell’ottobre 2014, il movimento internazionale “Noi siamo Chiesa” pubblicò un documento con le proprie proposte per il Sinodo sulla famiglia: Il movimento riformista prese il volo da ciò che in Germania si conosce come “caso Tebartz van Elst”. Lo scorso anno, il vescovo conservatore di Limburg, Franz-Peter Tebartz-van Elst, fu allontanato dalla propria diocesi nel pieno di una campagna pubblicitaria per supposti scandali finanziari. Il caso fornì ai cattolici riformisti proprio l’occasione che cercavano per lanciare la loro iniziativa. Col pretesto di evitare nel futuro un altro caso simile, i cattolici riformisti propongono una sostanziale trasformazione nella struttura gerarchica della Chiesa e nel modo di governarla, con la “ridefinizione” del ruolo dei vescovi e dei parroci. In realtà si tratta di una nuova visione, ugualitaria e democratica, della Chiesa. Sovversione nella Chiesa Chiesa, secondo il porporato, dovrebbe essere guidata soprattutto dai laici, per diventare un “punto di incontro” e non più “custode della verità”: “La declericalizzazione della Chiesa è molto importante, sia nelle diocesi sia a livello di Curia Romana”. Secondo Marx, i laici dovrebbero assumere la guida di molti organi ecclesiastici, e perfino la presidenza di Congregazioni e altri dicasteri vaticani. In queste riforme strutturali, le donne dovrebbero avere un ruolo preponderante: “l’emancipazione della donna è un segno dei tempi. Noi dobbiamo sapere interpretare questi segni. (…) Dobbiamo cambiare la mentalità della Chiesa”. “La Chiesa può dimostrare al mondo che non è un’istituzione fine a se stessa, ma è uno strumento di unità per il paese e per il mondo – spiegava nell’intervista il cardinale Marx – la Chiesa non può essere narcisista, non può avere paura del mondo”. La Nell’orizzonte del modello di Chiesa proposto dal cardinale Reinhard Marx, sorge l’utopia di una rete di diocesi e parrocchie senza territorio fisso, autogestite da consigli pseudo democratici, formati da persone carismatiche che sappiano discernere i segni dei tempi. Un modello di Chiesa pericolosamente vicino alla società post-strutturalista sognata dai rivoluzionari del ’68. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 13

[close]

p. 14

Sinodo sulla Famiglia Dal Direttore Gentile Lettore, 2015 Roma, 22 febbraio i, che Sinodo dei Vescov il no ca ti Va in glia. unirà anza per la fami rt po Ad ottobre si ri im ta al ù pi temi della a Chiesa nei dovrà decidere su la pastorale dell à er nd pe di do no l Si Dai risultati de i. nn petiprossimi dece promuovendo una no an st à it al on ioni e pers sua parola di Diverse associaz filialmente una li og nd de ie ch cesco, zione a Papa Fran chiarimento. uppo, movimento di un singolo gr e on si es pr es è ne di reLa petizione non mpia collaborazio ’a un di to ut fr ne è è il oprietà. A tal fi Pr ia o personalità, ma gl mi Fa ne liale, i Tradizio mato Supplica Fi ia ch o altà, tra le qual iv at zz ni nno consegnate Comitato orga stato creato un ma. Le firme sara Ro 8 19 00 0, 11 a Nizz nodo. con sede in via sco prima del Si ce an Fr pa Pa a i del Sinodo direttamente isi. Dai risultat cr e av gr in , gi i. La famiglia è, og i prossimi decenn ne sa ie Ch a ll de orale situadipenderà la past scienza. Ci sono co di ma le ob pr un grave ro intervento Ciò pone per noi margini. Un nost ai e ar st re to ci ta petiè le promuovendo ques mo zioni in cui non ia st iò rc Pe ! fferenza potrà fare la di cesco. an il suo nome zione a Papa Fr Lei aggiungesse e ch an se e er ac o alla pi il foglio acclus Mi farebbe molto re za iz il ut ò pu Per farlo, alla petizione. diventare presente rivista. ù: Le chiedo di pi di r co an re quale di fa ra di bene della pe Le chiedo, però, ’o un rà Sa . va all’iniziati un partecipante conto. ovvidenza terrà arli. Opcertamente la Pr e, può fotocopi rm fi le r pe i gl Nizza più fo ca Filiale, via li pp Se Le servissero Su a: o nd ve chiesta scri pure può farne ri a mail a: o può inviare un 110, 00198 Roma; gmail.com. all’insupplicafiliale@ edite per posta sp i po re se es dovranno Le firme raccolte indicato. ca Filiale sopra dirizzo di Suppli saluti. e porgo distinti nt me ta pa ci ti an RingraziandoLa Julio Loredo 14 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015

[close]

p. 15

In vista del Sinodo sulla famiglia dell’ottobre 2015, ci rivolgiamo filialmente a Vostra Santità per manifestarLe le nostre apprensioni e le nostre speranze sul futuro della famiglia. Beatissimo Padre, Le apprensioni nascono dal fatto che assistiamo da decenni ad una rivoluzione sessuale promossa da un’alleanza di potenti organizzazioni, forze politiche e mezzi di comunicazione, che attentano passo dopo passo all’esistenza stessa della famiglia come cellula base della società. Sin dalla cosiddetta Rivoluzione del ‘68 subiamo un’imposizione graduale e sistematica di costumi morali contrari alla legge naturale e divina, in modo talmente implacabile da rendere, per esempio, possibile in molti paesi l’insegnamento della aberrante “teoria del gender” fin dalla più tenera infanzia. L’insegnamento cattolico sul Sesto Comandamento del Decalogo è come una fiaccola che brilla dinanzi a questo oscuro disegno ideologico. Questa fiaccola attrae numerose persone – oppresse dalla propaganda edonistica – verso il modello familiare, casto e fecondo, predicato dal Vangelo e conforme all’ordine naturale. Santità, alla luce delle informazioni veicolate in occasione dello scorso Sinodo, riscontriamo con dolore che per milioni di fedeli la luce di questa fiaccola sembra vacillare di fronte ai venti malsani degli stili di vita propagati dalle lobbies anticristiane. Constatiamo infatti un generalizzato disorientamento causato dall’eventualità che in seno alla Chiesa si apra una breccia tale da permettere l’adulterio – in seguito all’accesso all’Eucaristia di coppie divorziate e risposate civilmente – e perfino una virtuale accettazione delle unioni omosessuali. Tutte pratiche, queste, condannate categoricamente dalla Chiesa come opposte alla legge divina e naturale. Da questo disorientamento scaturisce paradossalmente la nostra speranza. Nel chiedere la Vostra benedizione apostolica, Vi assicuriamo le nostre preghiere alla Sacra Famiglia – Gesù, Maria e Giuseppe – perché Essa illumini la Santità Vostra in questa così importante circostanza. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / MARZO 2015 - 15 Questa parola, Santo Padre, ve la imploriamo con cuore devoto per tutto ciò che Voi siete e rappresentate. Siamo sicuri che la Vostra parola non potrà mai dissociare la pratica pastorale dall’insegnamento lasciato in eredità da Gesù Cristo e dai suoi vicari, perché ciò renderebbe più grave la confusione. Infatti Gesù ci ha insegnato con assoluta chiarezza la coerenza che deve esistere tra la verità e la vita (cfr. Gv 14, 6-7), così come ci ha avvertito che l’unico modo di non soccombere è quello di porre in pratica la sua dottrina (cfr. Mt 7,24-27). In questa situazione, infatti, una parola chiarificatrice di Vostra Santità è l’unica via per superare la crescente confusione tra i fedeli. Essa impedirebbe la relativizzazione dell’insegnamento di Gesù Cristo e dissiperebbe le tenebre che si proietterebbero sul futuro dei nostri figli, se la fiaccola smettesse di illuminare il loro cammino.

[close]

Comments

no comments yet