VIII° Rapporto CRC

 

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Rapporto monitoraggio Convenzione sui diritti dell'infanzia e del'adolescenza 2014-2015

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8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2014-2015

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LE 90 ASSOCIAZIONI DEL GRUPPO CRC: ABA ONLUS - Fondazione Fabiola De Clercq ABIO - Fondazione ABIO Italia Onlus ACP - Associazione Culturale Pediatri FONDAZIONE ACRA-CCS AGBE - Associazione Genitori Bambini Emopatici Agedo - Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali AGESCI - Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani Agevolando AIAF - Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori Ai.Bi. - Associazione Amici dei Bambini AISMI - Associazione Italiana Salute Mentale Infantile ALAMA - Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche Ali per giocare - Associazione Italiana dei Ludobus e delle Ludoteche Alpim - Associazione Ligure per i minori Anfaa - Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie Anffas Onlus - Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale ANPE - Associazione Nazionale dei Pedagogisti ANPEF - Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari Antigone Onlus - Associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale A.P.MA.R. Onlus - Associazione Persone con Malattie Reumatiche Arché - Fondazione Arché Onlus Archivio Disarmo - Istituto di Ricerche Internazionali Arciragazzi A.SE.CON - Amici senza confini ONG ASGI - Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione Associazione Bambinisenzasbarre Onlus Batya - Associazione per l'accoglienza, l'affidamento e l'adozione Associazione Bruno Trentin-Ires-Isf CAM - Centro Ausiliario per i problemi Minorili CARE - Coordinamento delle Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete Caritas Italiana CbM - Centro per il bambino maltrattato Cooperativa Cecilia Onlus Centro per la Salute del Bambino Onlus Centro Studi Hansel e Gretel Centro Studi Minori e Media Centro Studi e Ricerche IDOS Cesvi Fondazione Onlus CIAI - Centro Italiano Aiuti all'Infanzia CIES - Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo CISMAI - Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia Cittadinanzattiva CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza CND - Consiglio Nazionale sulla Disabilità Comitato Giù le Mani dai Bambini Onlus Comitato italiano per l’Unicef Onlus Coordinamento Genitori Democratici Onlus Coordinamento La Gabbianella Onlus CSI - Centro Sportivo Italiano CTM - Cooperazione nei Territori del Mondo Dedalus Cooperativa Sociale ECPAT Italia End Child Prostitution, Pornography and Trafficking Associazione Figli Sottratti FederASMA e ALLERGIE Onlus - Federazione Italiana Pazienti FISH onlus - Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap Fondazione Roberto Franceschi Onlus G2- Seconde Generazioni Geordie - Associazione Onlus Giovanna d'Arco Onlus Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia IBFAN Italia - Associazione IPDM - Istituto per la Prevenzione del Disagio Minorile IRFMN - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri L’abilità - Associazione Onlus Fondazione L’Albero della Vita Onlus L’Altro diritto La gabbianella e altri animali LLL - La Leche League Italia Onlus M.A.I.S. - Movimento per l'Autosviluppo l'interscambio e la Solidarietà MAMI - Movimento Allattamento Materno Italiano Onlus On the Road - Associazione Onlus Opera Nomadi Milano Onlus OsservAzione - ricerca azione per i diritti di rom e sinti OVCI la Nostra Famiglia Fondazione PAIDEIA Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus Save the Children Italia Saveria Antiochia Omicron - Associazione Onlus SIMM - Società Italiana di Medicina delle Migrazioni SINPIA - Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza SIP - Società Italiana di Pediatria SOS Villaggi dei Bambini onlus Terre des Hommes Italia Onlus UISP - Unione Italiana Sport Per tutti UNCM - Unione Nazionale Camere Minorili Valeria Associazione Onlus VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo WeWorld Fondazione "E. Zancan" Onlus Associazione 21 Luglio Maggiori informazioni su http://www.gruppocrc.net/-associazioni-

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L’ 8° Rapporto CRC è stato realizzato con il coordinamento di Arianna Saulini (Save the Children Italia) ed il supporto di Silvia Taviani (Save the Children Italia) I testi sono stati elaborati da: Yasmin Abo Loha (Ecpat Italia), Federica Aguiari (UNICEF), Giulia Alberici (Antigone), Franca Alessio (AIAF), Francesca Arancio (Save the Children Italia), Giuseppe Basso (CSI), Luciano Bertozzi (Archivio Disarmo), Enrico Bet (ALPIM), Adriana Bizzarri (Cittadinanzattiva), Luisella Bosisio Fazzi (FISH), Daniela Bucci (FISH), Cinzia Calabrese (AIAF), Rita Campi (IRFMN), Lorenzo Campioni (Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia), Pasquale Cananzi (UNCM), Maria Pia Capozza (Giovanna d’Arco Onlus), Daniela Cannistraci (Anffas), Vincenzo Castelli (On the Road),Emma Colombatti (VIS), Manuela Cecchi (AIAF), Grazia Cesaro (UNCM), Elise Chapin (UNICEF Italia), Giuseppe Cirillo (ACP), Maria Ciaglia (Fond. ABIO), Rosa Citriniti (ANPE), Diego Cipriani (Caritas Italiana), Sergio Conti Nibali (ACP), Alessandra Corrente (ANPEF), Antonella Costantino (SINPIA), Andrea Crivelli (Fondazione L’Albero della Vita), Rosalia Da Riol (SIP), Enrica Dato (Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini), Lino D’Andrea (Arciragazzi), Manuela De Marco (Caritas italiana), Gianfranco de Robertis (Anffas), Gabriella de Strobel (AIAF), Maria Grazia Del Buttero (UNCM - Camera Minorile Milano), Ginevra Demaio (Centro Studi e Ricerche IDOS), Fabrizio De Meo (UISP), Cristiana De Paoli (Save the Children Italia), Daniela Diano (CISMAI), Lillo Di Mauro (Coop. Cecilia), Marianna Duglio (ABIO), Salvatore Fachile (Coop. Dedalus), Chiara Falco (Fond. Roberto Franceschi onlus), Marta Fiasco (Unicef), Carla Forcolin (La Gabbianella e altri animali), Oliviero Forti (Caritas italiana), Sandra Frateiacci (FederASMA e ALLERGIE), Monica Garraffa (MAMI), Devis Geron (F. Zancan), Lucia Ghebreghiorges (Save the Children Italia), Simona Ghezzi (CESVI), Federica Giannotta (Terre des Hommes Italia), Marianna Giordano (CISMAI), Brunella Greco (Save the Children Italia), Enrico Guida (Ass. 21 luglio), Michele Imperiali (Anffas), Elena Innocenti (Fond. Zancan), Antonella Inverno (Save the Children Italia), Daniela Invernizzi (Fond. ACRA-CCS), Simona La Placa (SIMM), Marcello Lanari (SIP), Barbara La Russa (Ass. Gruppo Abele), Carla Loda (AIAF), Paola Lovati (UNCM), Anna Lucchelli (Agesci), Renato Lucchini (SIP), Liviana Marelli (CNCA), Marilisa Martelli (AISMI), Diletta Mauri (Agevolando), Franco Mazzini (ACP), Virginia Meo (UNICEF); Gerardo Milani (AIAF), Lorenzo Monasta (OsservAzione), Luisa Mondo (IBFAN Italia), Donata Nova Micucci (ANFAA), Lucrezia Mollica (La Gabbianella e altri animali), Diego Moretti (Ai.Bi), Tiziana Mori (A.se.con), Tullia Musatti (Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia), Angela Nava (Coord. Genitori Democratici), Francesca Nicodemi (ASGI), Paolo Palmerini (CIAI), Paki Papagni (IPDM), Gabriella Patriziano (WeWorld), Alessandra Pavani (Fondazione L’Albero della Vita), Maddalena Pelagalli (APMAR), Celeste Pernisco (A.N.PE) , Norma Perotto (Fond. Paideia), Juri Pertichini (Arciragazzi), Alessandra Pietrini (CSI), Diletta Pistono (Save the Children), Isabella Poli_Centro Studi Minori e Media, Paolo Pozza (Ass. Figli Sottratti), Livia Racca (Ass. Gruppo Abele), Gloriana Rangone (CISMAI), Marina Raymondi (CIAI), Lucia Re (L’Altro Diritto), Matteo Rebesani (Save the Children), Cristina Riccardi (Ai.Bi), Rebecca Rigon (UNCM), Carlo Riva (L’abilità), Lia Sacerdote (Ass. Bambinisenzasbarre), Gabriella Salmoiraghi (Ali per Giocare), Francesco Salvatore (L’Albero della Vita), Silvia Sanchini (Agevolando), Arianna Saulini (Save the Children Italia), Carla Scarsi (La Leche League Italia Onlus), Giulia Schiaffino (AIAF), Gloria Soavi (CISMAI), Roberta Speziale (Anffas), Roberto Speziale (FISH), Valentina Stangherlin (CARE), Giorgio Tamburlini (Centro per la salute del bambino), Silvia Taviani (Save the Children Italia), Samantha Tedesco (SOS Villaggi dei Bambini onlus), Anna Teselli (ABT), Giacomo Toffol (ACP), Frida Tonizzo (ANFAA), Viviana Valastro (Save the Children Italia), Silvia Veronesi (UNCM), Donata Vivanti (FISH), Alessandro Volpi (WeWorld), Federico Zullo (Agevolando).Editing a cura di Francesca Garofoli Il Gruppo CRC ringrazia per le informazioni e i dati forniti ai fini dell’aggiornamento del presente Rapporto: l’Osservatorio per il contrasto della pornografia e pedofilia minorile ed il Coordinamento inter-istituzionale per le MGF presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Pari Opportunità; Ministero dell’Interno – Organismo Centrale di Raccordo per la protezione dei minori comunitari non accompagnati (OCR); Ministero della Giustizia - Dipartimento della Giustizia Minorile e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo; Ministero Istruzione, Università e Ricerca - Direzione Generale Contratti, Acquisti, Sistemi informatici e Statistica; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale per l’inclusione e le politiche sociali- Divisione II e Divisione III- e Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione- Divisione II; Assessorato Politiche per la Salute Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri, Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali, Regione Emilia Romagna; l’ufficio dell’Autorità Garante per l’infanzia e per l’adolescenza; Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza; la rivista Confronti. La stampa della pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo di: ABIO, ACP, ACRA- CCS, AGBE, Agedo, AGESCI, AIAF, Ai.Bi. AISMI, ALAMA, Ali per giocare, Alpim, ANPE, ANPEF, Antigone, A.P.M.A.R. Arché, Arciragazzi, Bambinisenzasbarre, Batya, CAM, CARE, Caritas Italiana, CbM, Cooperativa Cecilia, CSB, Cesvi, CIAI, CISMAI, Cittadinanzattiva, CNCA, Coordinamento Genitori Democratic,i Coordinamento La Gabbianella, CSI, Dedalus Cooperativa Sociale, FederASMA e ALLERGIE Onlus, FISH, Geordie, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, IPDM, ISF- IRES, L’abilità, La Gabbianella ed altri animali, Fondazione PAIDEIA, Save the Children Italia, SAO, SIMM, SINPIA, SOS Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes Italia, UISP, VIS, UNICEF, UNCM, We World Intervita, Fond. Zancan. Il disegno in copertina è stato realizzato all’interno del laboratorio per bambini “Il giraffario”, nell’ambito del Festival Segni d’infanzia, 2006 (Mantova). Gruppo CRC c/o Save the Children Italia Via Volturno 58, 00185 Roma - E-mail: info@gruppocrc.net - Sito web: www.gruppocrc.net Grafica e Stampa a cura di Arti grafiche Agostini Chiuso in tipografia il 30 Aprile 2015.

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 2 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia Glossario Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza (CNDA) È stato istituito con Legge 451/1997 e riordinato dal DPR 103/2007. Il Centro si occupa della raccolta e diffusione di normativa, dati statistici e pubblicazioni scientifiche, nonché di effettuare analisi della condizione dell’infanzia. La gestione delle attività connesse allo svolgimento delle funzioni del Centro nazionale è affidata, in rapporto convenzionale, all’ Istituto degli Innocenti di Firenze. Maggiori informazioni sul sito www.minori.it È stata istituita con Legge 451/1997, recentemente emendata dalla Legge 112/2009. La Commissione ha compiti di indirizzo e di controllo sull'attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi ai diritti ed allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva. Riferisce alle Camere, con cadenza almeno annuale, sui risultati della propria attività e formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull'eventuale necessità' di adeguamento della legislazione vigente, in particolare per assicurarne la rispondenza ai diritti previsti dalla CRC. Per maggiori informazioni si veda www.parlamento.it Verifica i progressi compiuti dagli Stati che hanno ratificato la CRC nell’attuazione dei diritti in essa sanciti, attraverso la presentazione e relativa discussione a Ginevra di Rapporti periodici governativi e dei Rapporti Supplementari delle Ong. Per maggiori informazioni www.ohchr.org/english/bodies/crc/ Acronimo di Convention on the Rights of the Child la cui traduzione ufficiale in italiano è «Convenzione sui diritti del fanciullo», ma nel testo si preferisce utilizzare la denominazione di uso corrente «Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza». Maggiori informazioni su www.gruppocrc.net/La-CRC Istituito con Legge 112/2011 l'Autorità garante ha il compito di assicurare la promozione e la piena tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, collaborando a tal fine con tutti i soggetti che, in ambito nazionale e internazionale, operano in questo settore. Maggiori informazioni su www.garanteinfanzia.org/ Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Gruppo CRC) è un network di associazioni italiane che opera al fine di garantire un sistema di monitoraggio indipendente sull’attuazione della CRC e delle Osservazioni finali del Comitato ONU in Italia. Maggiori informazioni sul sito www.gruppocrc.net È stato istituito con Legge 451/1997, ed è attualmente regolato dal DPR 103/2007. Ogni due anni predispone il Piano Nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva (Piano Nazionale Infanzia). Inoltre ha il compito, ogni 5 anni, di redigere lo schema del Rapporto governativo alle Nazioni Unite sull’applicazione della CRC. Maggiori informazioni su www.minori.it/osservatorio Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza CRC Garante nazionale infanzia e adolescenza Gruppo CRC Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 3 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia Osservazioni Conclusive Documento pubblico con cui il Comitato ONU rende noto il proprio parere sullo stato di attuazione della CRC nel Paese esaminato, sottolineando i progressi compiuti, evidenziando i punti critici ed esortando il Governo, attraverso le Raccomandazioni, ad intervenire ove necessario. Le Osservazioni rivolte dal Comitato ONU all’Italia sono disponibili su www. gruppocrc.net/Osservazioni-Conclusive-del-Comitato-ONU È previsto dalla Legge 451/1997, con l’obiettivo di conferire priorità ai programmi riferiti ai minori e di rafforzare la cooperazione per lo sviluppo dell’infanzia nel mondo. Il Piano individua, altresì, le modalità di finanziamento degli interventi da esso previsti nonché le forme di potenziamento e di coordinamento delle azioni svolte dalle pubbliche amministrazioni, dalle regioni e dagli Enti Locali. Il Piano Nazionale, viene predisposto ogni due anni dall’Osservatorio, sentita la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ed approvato dal Consiglio dei Ministri. Il Testo dei tre Piani adottati fino ad oggi è disponibile su www.gruppocrc.net/PIANO-NAZIONALE-D-AZIONE-PER-L-INFANZIA Rapporto di aggiornamento annuale sul monitoraggio della CRC in Italia elaborato dal Gruppo CRC e pubblicato ogni anno in occasione della ratifica della CRC in Italia (27 maggio). I Rapporti CRC pubblicati sono disponibili sul sito del Gruppo CRC www.gruppocrc.net Rapporto sullo stato di attuazione della CRC che in base all’art. 44 della CRC gli Stati sono tenuti a sottoporre al Comitato ONU, entro 2 anni dalla ratifica della CRC e successivamente ogni 5 anni. Per maggiori informazioni e per visionare i Rapporti governativi italiani www. gruppocrc.net/I-Rapporti-governativi Rapporto sullo stato di attuazione della CRC preparato dalle Ong per il Comitato ONU, in cui si prendono in considerazione le tematiche affrontate nel Rapporto governativo, seguendo le linee guida predisposte dal Comitato ONU. Il 1° e il 2° Rapporto Supplementare del Gruppo CRC sono disponibile sul sito www.gruppocrc.net Piano Nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo in età evolutiva (Piano Nazionale Infanzia) Rapporto CRC Rapporto governativo Rapporto Supplementare Nota metodologica La suddivisione in capitoli rispecchia i raggruppamenti tematici degli articoli della CRC suggerita dal Comitato ONU nelle «Linee Guida per la redazione dei Rapporti Periodici». Il Comitato ONU ha infatti raggruppato i 41 articoli contenuti nella prima parte della CRC, in cui sono sanciti i diritti, in 8 gruppi tematici. Le Osservazioni Conclusive indirizzate dal Comitato ONU al Governo italiano nel 2011 in merito all’attuazione della Convenzione (CRC/C/ITA/CO/3-4) sono un utile strumento di lavoro per l’opera di monitoraggio intrapresa dal Gruppo CRC, in quanto indicano la direzione che il Governo dovrebbe tenere per uniformare la politica e la legislazione interna sull’infanzia e l’adolescenza agli standard richiesti dalla CRC. Per questo motivo all’inizio di ogni paragrafo sono riportate le raccomandazioni relative alla tematica trattata.

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 4 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia INDICE Premessa ............................................................................................................................................... pag. 7 Introduzione: Garantire il diritto di tutti i bambini alle opportunità di sviluppo cognitivo, emotivo e sociale nei primi anni di vita ...................... pag. 9 CAPITOLO I MISURE GENERALI DI ATTUAZIONE DELLA CRC IN ITALIA 1. Politiche sociali per l’infanzia e l’adolescenza .................................................................................... pag. 14 2. Le risorse destinate all’infanzia e all’adolescenza ............................................................................ pag. 20 3. Bambini e adolescenti in condizioni di povertà ............................................................................... pag. 26 4. Il Piano Nazionale Infanzia .................................................................................................................. pag. 30 5. Istituti di Garanzia a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza ........................................................... pag. 31 6. Coordinamento a livello istituzionale e tra istituzioni e ONG .......................................................... pag. 34 7. L’impegno per l’infanzia e l’adolescenza nella cooperazione internazionale alla CRC ................... pag. 36 8. La Raccolta dati ................................................................................................................................... pag. 39 9. La legislazione italiana: la procedura minorile civile e penale ....................................................... pag. 41 10. Il Terzo Protocollo Opzionale alla CRC ................................................................................................ pag. 45 CAPITOLO II PRINCIPI GENERALI DELLA CRC 1. La partecipazione dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze (Art. 12, comma I CRC) ....................................................................................................................... pag. 47 2. L’ascolto del minore in ambito giudiziario (Art. 12, comma II CRC) ................................................. pag. 49 CAPITOLO III DIRITTI CIVILI E LIBERTÀ 1. Diritto di registrazione e cittadinanza ................................................................................................ pag. 53 2. Il diritto della partoriente a decidere in merito al riconoscimento del proprio nato ed il diritto del minore all’identità ..................................................................................................... pag. 55 3. Il diritto del minore alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione ....................................... pag. 57 4. Il diritto di associazione ........................................................................................................................ pag. 60 5. Minori e nuovi media ........................................................................................................................... pag. 62 6. Il diritto del fanciullo di non essere sottoposto a tortura o a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti: a) Le punizioni fisiche e umilianti ....................................................................................................... pag. 66 b) Mutilazioni genitali femminili .......................................................................................................... pag. 68 CAPITOLO IV AMBIENTE FAMILIARE E MISURE ALTERNATIVE 1. I figli di genitori detenuti ..................................................................................................................... pag. 71 2. Minori privi di un ambiente familiare ................................................................................................. pag. 74 a) Affidamenti familiari ......................................................................................................................... pag. 76 b) Le comunità d’accoglienza per i minori .......................................................................................... pag. 79 3. La Kafala ................................................................................................................................................ pag. 83 4. L’adozione nazionale e internazionale ................................................................................................. pag. 86 5. Sottrazione internazionale di minori .................................................................................................. pag. 91

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 5 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia CAPITOLO V SALUTE E ASSISTENZA Introduzione .............................................................................................................................................. pag. 94 1. Servizi di prevenzione ......................................................................................................................... pag. 95 2. Ambiente e salute infantile ............................................................................................................... pag. 98 3. Allattamento ........................................................................................................................................ pag. 102 4. Il diritto dei bambini alla continuità e qualità delle cure ................................................................. pag. 104 5. Salute mentale .................................................................................................................................... pag. 109 6. Minori con comportamenti di abuso e dipendenze da sostanze psicoattive ................................. pag. 112 7. Bambini e adolescenti, salute e disabilità ........................................................................................ pag. 116 8. Accesso ai servizi sanitari per i minori stranieri .............................................................................. pag. 119 CAPITOLO VI EDUCAZIONE, GIOCO E ATTIVITÀ CULTURALI Introduzione: l’istruzione al tempo de “La buon scuola”........................................................................pag. 122 1. L’educazione dei bambini sotto i sei anni: servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia ......................................................................................................................... pag. 124 2. Il diritto all’istruzione per i minori con disabilità .............................................................................. pag. 127 3. Il diritto all’istruzione per i minori stranieri ....................................................................................... pag. 129 4. Somministrazione dei farmaci a scuola e assistenza sanitaria scolastica ....................................... pag. 132 5. La dispersione scolastico-formativa ................................................................................................... pag. 134 6. Il diritto alla sicurezza negli ambienti scolastici ................................................................................ pag. 137 7. L’educazioni ai diritti umani ................................................................................................................ pag. 140 8. Il diritto al gioco ................................................................................................................................... pag. 142 9. Sport e minori ....................................................................................................................................... pag. 144 CAPITOLO VII MISURE SPECIALI PER LA TUTELA DEI MINORI 1. Minori stranieri non accompagnati - il diritto alla protezione e all’accoglienza .............................. pag. 148 2. Minori appartenenti a minoranze etniche: i minori rom e sinti ........................................................ pag. 152 3. Minori in stato di detenzione o sottoposti a misure alternative ...................................................... pag. 156 4. Lo sfruttamento economico: il lavoro minorile in Italia .................................................................... pag. 159 5. Il turismo sessuale a danno di minori ................................................................................................ pag. 162 6. La pedo-pornografia ............................................................................................................................ pag. 164 7. Il fenomeno della prostituzione minorile in Italia .............................................................................. pag. 167 8. Abuso, sfruttamento sessuale e maltrattamento dei minori ............................................................ pag. 170 9. L’attuazione in Italia del Protocollo Opzionale alla CRC sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati ............................................................................................................................... pag. 173 PUBBLICAZIONI DEL GRUPPO CRC ....................................................................................... pag. 176 Nota bene: alla fine di ogni paragrafo sono inserite le raccomandazioni che il Gruppo CRC rivolge alle istituzioni competenti. In bordeaux le raccomandazioni reiterate dagli anni precedenti e non ancora attuate.

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 Premessa 7 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia C on la pubblicazione dell’8° Rapporto di aggiornamento il Gruppo CRC prosegue il monitoraggio dell’attuazione, nel nostro Paese, della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) e dei suoi Protocolli Opzionali In questi quindici anni il Gruppo CRC ha pubblicato otto Rapporti di aggiornamento annuale, due Rapporti Supplementari alla CRC ed un Rapporto Supplementare ai Protocolli Opzionali che sono stati inviati al Comitato ONU per contribuire insieme al Rapporto governativo all’analisi dello stato di attuazione della Convenzione in Italia. Il Gruppo CRC ha organizzato incontri pubblici e informali a livello ministeriale e parlamentare, partecipato ad audizioni, convegni, confronti seminariali anche a livello locale, per sottoporre all’attenzione dei decisori politici l’analisi sviluppata nei Rapporti e condividere le raccomandazioni formulate. Il Gruppo CRC continua quindi a sollecitare le istituzioni affinché pongano nuovamente al centro della propria agenda politica e della programmazione i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Si avverte infatti chiaramente la mancanza di una regia in grado di coordinare e mettere a sistema i vari interventi per le politiche per l’infanzia e l’adolescenza, ma soprattutto si avverte l’urgenza di ripensare un sistema organico di politiche, con una visione di lungo periodo che superi le misure emergenziali, e che sia supportato da congrue azioni e risorse. Con la pubblicazione dell’8° Rapporto di monitoraggio, le 90 associazioni del Gruppo CRC si rivolgono ai rappresentanti del Governo, ai parlamentari, nonché agli Enti Locali citati nelle raccomandazioni auspicando che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, cogliere l’importanza e l’urgenza delle criticità sollevate ed adoperarsi al fine di risolverle. In particolare in considerazione dell’imminente definizione e dell’auspicata adozione del IV Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva il Gruppo CRC auspica che i contenuti del Rapporto possano arricchire il suddetto Piano e contribuire alla definizione delle azioni necessarie. Arianna Saulini Coordinatrice Gruppo CRC

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 GARANTIRE IL DIRITTO DI TUTTI I BAMBINI ALLE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO COGNITIVO, EMOTIVO E SOCIALE NEI PRIMI ANNI DI VITA Le associazioni del Gruppo CRC hanno concordato di dedicare un approfondimento specifico in riferimento ai bambini nella fascia di età 0/6, ampliando in tal senso quanto già proposto nel precedente Rapporto CRC, che riguardava i bambini nella fascia 0/3. Tale scelta ha l’obiettivo di mantenere prioritaria l’attenzione alla qualità della vita garantita ai bambini nei primi anni, alle cause e alle conseguenze derivanti dalla negazione dei loro diritti, al fine di monitorare, implementare e sollecitare politiche per l’infanzia adeguate e dare piena attuazione al diritto di tutti i bambini alla salute e allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale nei primi anni di vita. Il nostro modo di concepire lo sviluppo precoce del bambino e i fattori che lo influenzano è cambiato grazie agli sviluppi delle neuroscienze e alle evidenze prodotte da studi longitudinali, che hanno seguito coorti di bambini dalla nascita fino all’età adulta. Oggi sappiamo che l’itinerario di vita di ciascuno, che ha le sue radici nell’eredità genetica e nel decorso della gravidanza, del parto e dei primi giorni di vita, è fortemente influenzato dall’ambiente in cui il bambino si trova a vivere, in particolare nei primissimi anni, quando viene definita l’architettura cerebrale e, con questa, le competenze e le capacità di apprendimento e relazione. È in questa fase precoce della vita che si pongono le basi per lo sviluppo delle capacità cognitive, dell’intelligenza emotiva, delle competenze sociali, della personalità, della relazione con noi stessi e con il mondo; sia che tale relazione si fondi sull’incertezza e la sfiducia o sull’apertura e la fiducia. Quanto accade, o viceversa quanto non accade, nei primi anni di vita ha effetti su tutta l’esistenza, tanto che si dice che “i primi anni durano per sempre”. Lo sviluppo ottimale avviene quando il bambino cresce in ambiente amorevole, attento e in grado di offrire buone opportunità per il suo sviluppo neuro-evolutivo. Nei primissimi mesi e anni, questo ambiente ottimale viene garantito soprattutto dalle figure primarie di riferimento: genitori – biologici, adottivi o affidatari – fratelli e sorelle, nonni, educatori e altre persone con cui i rapporti sono stretti e frequenti. Durante questo periodo, il 9 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 10 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia cervello del bambino è attivissimo e in pieno sviluppo, assorbe come una spugna tutto ciò con cui il bambino entra in relazione: gesti, parole, sguardi, intenzioni. Il nuovo nato cresce utilizzando i mattoni messi a disposizione dagli alimenti che assume, dall’aria che respira, dal movimento che può fare. Purtroppo, accade che le cure, la nutrizione, l’ambiente fisico talvolta non siano adeguati a garantire il pieno dispiegarsi del potenziale di ogni bambino. Anche nei paesi più ricchi e socialmente evoluti, accanto a una maggioranza di bambini che può usufruire di condizioni di partenza biologiche e psico-sociali sufficientemente buone, vi è una significativa minoranza che fin dalla nascita, a volte fin dalla vita fetale, soffre di carenze ed eventi avversi, che ne compromettono lo sviluppo, con conseguenze che si fanno sentire sullo stato di salute fisica e mentale, sul percorso scolastico, sulla vita di relazione e, più tardi, sulla vita produttiva e sociale. Queste carenze e questi eventi negativi vengono definiti come fattori di rischio, che aumentano cioè la probabilità di esiti negativi in termini di salute, benessere e capacità di contribuire alla società. I principali fattori di rischio sono1: malattie congenite e condizioni dovute a uno sfavorevole decorso della gravidanza o del parto; alimentazione carente sotto il profilo quantitativo e qualitativo; cure genitoriali inadeguate; violenza domestica; discriminazione ed esclusione sociale; inquinamento ambientale; assenza di opportunità di relazioni affettive e sociali positive e di apprendimento, come quelle offerte da servizi educativi di qualità. In Italia, non sono pochi i bambini che soffrono di una o più situazioni di vulnerabilità. Stime ottenute combinando varie fonti consentono di quantificare, in via necessariamente approssimativa e soltanto per alcune condizioni, la prevalenza di questi fattori di rischio: • 1 bambino su 50 soffre di una condizione, congenita o acquisita durante la gravidanza 1 Walker, S.P. - Wachs, T.D. - Grantham-McGregor, S. et al., “Inequality in early childhood: risk and protective factors for early child development”, in The Lancet, 2011, n. 378(9799), pp. 1325-1338. e il parto, che comporta una disabilità significativa all’età dell’ingresso nella scuola primaria2; • 1 su 30 sviluppa difficoltà specifiche di apprendimento3; • 1 su 500, non potendo godere di cure parentali, vive in strutture di accoglienza4; • 1 su 20 è vittima di violenza domestica assistita e 1 su 100 di maltrattamento diretto5; • 1 su 7 nasce e cresce in una famiglia in condizioni di povertà assoluta6; • 1 su 20 vive in aree ad alto rischio di inquinamento ambientale, con conseguente aumento dei rischi di mortalità�; • 4 su 10 non sono allattati al seno per almeno sei mesi, e solo 1 su 14 viene allattato in maniera esclusiva, come raccomandato dall’OMS e dal Ministero della Salute7; • 1 su 8 nasce in punti nascita non sufficientemente attrezzati per offrire cure perinatali di qualità e altrettanti nascono tramite procedure inappropriate8; • Più di 8 bambini su 10 non possono usufruire di servizi socio-educativi nei primi tre anni di vita9 e 1 su 10 nell’età compresa fra tre e cinque anni10. 2 ISTAT, L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado statali e non statali, a.s. 2013/2014, pubblicato il 19/12/2014. Disponibile su: http://www.istat.it/it/archivio/143466. 3 Lopez, L. et al., I Disturbi Specifici di Apprendimento: inquadramento generale, AID 2014. 4 Elaborazione del Centro per la Salute del Bambino, in base agli ultimi dati resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali su “Affidamenti familiari e collocamenti in comunità al 31/12/2012”, in Quaderni della ricerca sociale, n. 31/2015. Per approfondimento, si veda il Capitolo IV, paragrafo “Minori privi di un ambiente familiare” del presente Rapporto. 5 Terres des Hommes e CISMAI, Maltrattamento sui bambini: quante le vittime in Italia?, 2013. Il Rapporto è disponibile su: http://www. garanteinfanzia.org/sites/default/files/documenti/dossier-bambini-maltrattati-tdh-cismai.pdf. 6 ISTAT, La povertà in Italia, anno 2013, pubblicato il 14/07/2014. Disponibile su: http://www.istat.it/it/archivio/128371. 7 Macaluso, A. - Bettinelli, M.E. et al., “A controlled study on babyfriendly communities in Italy: methods and baseline data”, in Breastfeeding Medicine, 2013, n. 8, pp. 198-204. 8 ISTAT, Gravidanza, parto e allattamento al seno, 2014 e Save the Children, Mamme in arrivo, 2015. 9 ISTAT, L’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia, a.s.2012/2013, pubblicato il 29/07/2014. Disponibile su: http://www.istat.it/it/archivio/129403. 10 Elaborazione del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia su dati del MIUR - Servizio Statistico.

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 Una tale mappa di fattori di rischio indica una situazione di bisogni e diritti inevasi e potenzialità perdute, per ragioni in gran parte socialmente determinate e quindi non accettabili. Sono di fatto moltissimi i bambini che non possono godere della migliore partenza possibile: carenze nei servizi sanitari e socioeducativi in molte aree del Paese; mancanza di programmi di informazione e supporto per i genitori; focalizzazione eccessiva della funzione genitoriale sugli aspetti relativi alla “custodia” e all’integrità fisica, e non su quelli affettivo-relazionali; sottovalutazione delle potenzialità e dei bisogni dei bambini nei primi anni di vita. Tutto ciò fa perdere a una buona parte di bambini la possibilità di avere un’infanzia serena e capace di costituire la base per l’apprendimento e per una vita sociale ricca e coesa. Carenze e opportunità mancate si fanno sentire negli anni successivi, sotto forma di problemi di salute, fisica e mentale, di interrotto o incompleto percorso scolastico, di diminuita capacità di svolgere pienamente il proprio ruolo come cittadini. Oggi sappiamo che una buona parte dei problemi di salute mentale hanno origine nei primi anni di vita, che i risultati scolastici sono fortemente influenzati dalle opportunità di socializzazione precoce e dalle buone pratiche familiari, che lo stesso sviluppo della massa grigia cerebrale dipende dalle condizioni socioeconomiche e dalle cure parentali ricevute11. Il peso sociale ed economico di tutto questo, evidenziato da molti studi condotti sia in Italia che a livello internazionale, è enorme e ancora sottovalutato12. Soprattutto, non è accettabile il fatto che un bambino, senza alcuna responsabilità se non quella di essere nato “nel posto sbagliato”, non possa godere del suo diritto a un pieno dispiegamento del potenziale di crescita. 11 Jednoróg, K. - Altarelli, I. - Monzalvo, K. et al., “The influence of socioeconomic status on children’s brain structure”, in PLoS ONE, 2012, n. 7(8), e42486; Luby, J. et al., “The Effects of Poverty on Childhood Brain”, in JAMA Pediatrics, 2013, n. 167(12), pp. 1135-1142. 12 Cunha, F. - Heckman, J.J., “Investing in our young people”, Working Paper No. 16201, National Bureau of Economic Research, Cambridge 2010. Le inaccettabili diseguaglianze che esistono nel nostro Paese tra i diversi strati sociali, tra le Regioni del Centro-Nord e del Sud, tra cittadini e non, sono in buona parte determinate nei primi anni di vita. Si nasce già diseguali, per stato di salute e per opportunità educative. Ad esempio: • La mortalità infantile nel 2013 è stata in media del 3,3 per mille nati tra i residenti, ma tra gli italiani è del 2,9 e tra gli stranieri del 4,313; tra i nati in Campania è del 4,1 e tra i nati in Sicilia del 4,9; • La povertà assoluta è aumentata tra il 2012 e il 2013 di 1,1 punti percentuali, passando dal 6,8% al 7,9% (soprattutto per effetto dell’aumento nel Sud, passato dal 9,8% al 12,6%). Nel 2013, 1 milione e 434 mila minori risultavano poveri in termini assoluti (erano 1 milione e 58 mila nel 2012)14. I costi che tutta la società deve sostenere per tentare di rimediare alle conseguenze di questo squilibrio sono altissimi. 11 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia Si pensi alla necessità di servizi sanitari terapeutici e riabilitativi durante tutto l’arco della vita, ai costi dei servizi sociali, della dispersione scolastica, della perdita di capitale umano e della criminalità. Molti studi ed esperienze15 hanno dimostrato che i fattori di rischio sono in buona parte prevenibili o che le loro conseguenze possono essere limitate, tramite: • Servizi sanitari che assicurino un percorso di accompagnamento alla nascita che 13 ISTAT, La mortalità dei bambini ieri e oggi in Italia, anni 18872011, pubblicato il 15/01/2014. Disponibile su: http://www.istat.it/it/ archivio/109861. 14 ISTAT, La povertà in Italia, anno 2013, op. cit., p. 1. 15 Patlak, M., “Strategies for Scaling Effective Family-Focused Preventive Interventions to Promote Children’s Cognitive, Affective, and Behavioral Health”, Workshop Summary 2014, Forum on Promoting Children’s Cognitive, Affective, and Behavioral Health, a cura del Board on Children, Youth and Families - Institute of Medicine - Division on Behavioral and Social Sciences and Education - National Research Council, USA. Disponibile su: http://www.nap.edu/catalog/18808/strategies-for-scaling-effective-family-focused-preventive-interventions-topromote-childrens-cognitive-affective-and-behavioral-health; WHO Regional Office for Europe, Improving the lives of children and young people: case studies from Europe. Volume 1. Early years, 2013. Disponibile su: http://www.euro.who.int/en/publications/abstracts/improving-the-lives-of-children-and-young-people-case-studies-from-europe.volume-1.-early-years.

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 12 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia garantisca qualità assistenziale per la mamma e il neonato; che si interessino anche degli aspetti di preparazione alla genitorialità e affrontino tempestivamente eventuali fattori di rischio psico-sociale, attraverso supporti tempestivi e adeguati al nucleo familiare; • Servizi socio-educativi concepiti, fin dal primo anno di vita, come presidi educativi universali e caratterizzati da una forte azione di coinvolgimento delle famiglie; • Servizi terapeutici, riabilitativi e rieducativi che assicurino un intervento precoce e qualificato nel progetto di vita del bambino con disabilità; • Integrazione tra servizi sulla base di accordi e protocolli operativi comuni; • Pieno coinvolgimento del Terzo Settore e dell’associazionismo a supporto delle famiglie, anche tramite la costituzione di Centri Famiglia e di servizi a domicilio, in accordo con i servizi sociali e sanitari territoriali; • Interventi a sostegno del reddito delle famiglie povere con bambini; • Piani di sorveglianza, informazione e intervento sulle aree a rischio ambientale, mirati soprattutto alla protezione delle fasce più sensibili e durante la gravidanza e il parto. Con gli interventi attuati dalle Pubbliche Amministrazioni, sia a livello nazionale che locale, dai diversi settori della società e dalle stesse famiglie, rese consapevoli e supportate nel loro ruolo, è possibile ridurre al minimo il gap conseguente a situazioni di rischio e di vulnerabilità (vd. figura). a ide le Dalla presentazione del 7° Rapporto CRC, sono stati compiuti alcuni passi avanti nelle direzioni auspicate. Con la Legge di Stabilità 2015, il voucher sostitutivo del congedo parentale facoltativo è stato esteso alle lavoratrici pubbliche, con un aumento dell’erogazione mensile, misura ulteriormente integrata con il cosiddetto “bonus bebè”. È stato anche rifinanziato in parte il piano per i nidi con una somma di 100 milioni di Euro16. Si è accentuata, anche sulla base di eventi drammatici, l’attenzione e la necessità di garantire qualità ai punti nascita, che hanno usufruito di ulteriori iniziative finalizzate al raggiungimento di requisiti minimi di sicurezza, con l’intervento delle Regioni. È stato approvato un Piano Nazionale di Prevenzione, che peraltro dedica insufficiente attenzione ai primi anni di vita e agli interventi, quali le visite domiciliari, in grado di prevenire o ridurre tempestivamente i rischi per la salute e lo sviluppo. Complessivamente, tuttavia, l’investimento nelle famiglie e nei primi anni di vita è ancora insufficiente per arginare la crescente diseguaglianza di condizioni di partenza, determinata sia dalla situazione economica, sia dai trend di distribuzione del reddito. L’Italia occupa la penultima posizione tra i Paesi europei per le risorse dedicate alle famiglie sul totale della spesa sociale, con uno stanziamento pari al 4,8%, nel quale, oltre al sostegno al reddito per maternità e paternità, sono compresi anche i fondi destinati ai servizi educativi per i bambini da zero a tre anni e le strutture e l’assistenza domiciliare per le famiglie con minori. Secondo il rapporto dell’OCSE 2013 (dati del 2011), l’Italia spende circa 2,01% del PIL per le famiglie con bambini, mentre la media dei Paesi OCSE si attesta sul 2,55%17. Solo per quanto riguarda la scuola dell'infanzia l’investimento italiano è omogeneo a quello europeo. In sostanza, è proprio nella fase 16 Si veda il Capitolo I, paragrafo “Le risorse destinate all’infanzia e all’adolescenza” del presente Rapporto. 17 OCSE, Public spending on family benefits, ottobre 2013. ie Tra Traie tt svan oria di sv taggio ilu socio ppo nei b cultu rale ambini c o bio o logic n o sen za Pratica corrente alcun interv ento Concepimento Nascita 1 2 3 Opportunità 6 anni ria tto d po ilup i sv

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8orapportodiaggiornamento2014-2015 iniziale della vita del bambino, caratterizzata dal maggior tasso di difficoltà, disorientamento e stress, che la famiglia può contare meno sul sostegno pubblico. Purtroppo anche i Comuni, che rappresentano il soggetto cardine della spesa per il welfare, sia in ragione della crisi economica, che dei limiti imposti dal Patto di Stabilità, hanno ridotto gli investimenti nella spesa sociale, producendo in diversi casi, in combinazione con le peggiori condizioni economiche di molte famiglie, effetti controproducenti sull’erogazione dei servizi, in particolare dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. I dati ISTAT sulla spesa sociale evidenziano per il 2011 una flessione della spesa comunale, che per la prima volta da quando viene monitorata ha subito una riduzione (-1,4%), passando da 7.127 milioni di Euro (117,8 Euro pro capite) a 7.027 milioni di Euro (115,7 Euro pro capite). Tra il 2003 e il 2009 il tasso di incremento medio annuo era stato del 5,3%. La differenza nella spesa pro capite destinata agli interventi sociali per famiglia e minori è esemplificativa delle sperequazioni territoriali esistenti: nel 2011, sono stati rilevati valori che vanno dagli 8 Euro pro capite dei Comuni della Provincia di Vibo Valentia, ai 350 Euro pro capite della Provincia di Bologna18. In generale, non vi è sufficiente consapevolezza dell’impatto, dell’esistenza e dell’accentuazione delle diseguaglianze, che si strutturano nei primissimi anni e comportano sia il sacrificio del diritto di ogni bambino a una buona infanzia, sia una compromissione durevole nello sviluppo del capitale umano. Alla luce delle evidenze, costituisce un dramma il fatto che, non solo il Governo e buona parte delle Amministrazioni Regionali e Comunali, ma le stesse famiglie, per limitate possibilità economiche ma anche per errate convinzioni sull’importanza dei primi anni e in particolare sulle opportunità e 18 I dati sono aggregati su base provinciale: cfr. ISTAT, Spesa per interventi e servizi sociali, 2011. Disponibile su: http://dati.istat.it/Index. aspx?DataSetCode=DCIS_SPESESERSOC. i bisogni in campo educativo, non investano in modo appropriato nei primi anni di vita per dare attuazione al diritto fondamentale a nascere e crescere nel miglior modo possibile. Si tratta dunque di operare per interventi redistributivi del reddito e delle opportunità, ma di intervenire anche con strumenti socioculturali per riorientare gli investimenti delle amministrazioni pubbliche come delle singole famiglie. Riconoscendo la giusta direzione, ma anche l’insufficiente impatto di quanto finora fatto, le raccomandazioni del 7° Rapporto vengono quindi reiterate e ulteriormente precisate. 13 i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia Il Gruppo CRC raccomanda: Al Governo e in particolare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di dedicare, nell’ambito del prossimo Piano Nazionale Infanzia in via di definizione, una speciale attenzione ai primi anni di vita del bambino, attraverso l’inserimento di ulteriori azioni volte a: - ridurre la povertà, in particolare delle famiglie con bambini; - incrementare l’accesso ai servizi socioeducativi di qualità fin dal primo anno di vita, in particolare nelle zone più carenti, con enfasi sulla presa in carico precoce e continuativa dei bambini con disabilità; - porre in atto interventi finalizzati al supporto delle competenze genitoriali, sia promuovendo una concezione dei servizi come reti integrate di supporto alle famiglie, sia con programmi dedicati e atti a raggiungere tutte le famiglie e a modulare l’intervento sulla base dei reali bisogni.

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