Pio IX e l'Infiorata di Gerano

 

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Pio IX e l'Infiorata di Gerano nell'anno 1847 in Subiaco

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PIO IX. P.O.M. ABATE COMMENDATARIO DI SUBIACO e l’Infiorata di Gerano nell’anno 1847 in Subiaco Gerano 27 aprile 2014

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Presentazione li interventi volti a creare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio culturale, e a promuoverne la conoscenza, costituiscono gli obiettivi principali di questa mia ricerca, condivisa con il mio amico Enrico Proietti, che ci ha permesso di riscoprire questo importante opuscolo, conservato presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma. Il documento conferma l’impegno e la volontà del popolo geranese di perpetuare e diffondere la tradizione dell’infiorata che anche quando non viene effettuata per la Madonna del Cuore, mantiene integro il suo carattere religioso. Va naturalmente sottolineata, anzi l’assoluta necessità, di lavorare in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, sempre pronto alla promozione di iniziative come questa. Ci auguriamo che questo lavoro di ricerca possa rivelarsi di stimolo per un ulteriore approfondimento di ricerca di dati e notizie riguardanti la tradizione e la storia del nostro paese. Essere partecipi della conoscenza di quel patrimonio comune di cui oggi, purtroppo, si percepiscono solo echi lontani, diventa una vera e propria esigenza, un bisogno che nasce dal desiderio di condivisione di esperienze culturali che possano costituire il giusto nutrimento per la mente e per lo spirito. G GIUSEPPE TOMMASO PATRIZI Assessore Turismo e Cultura del Comune di Gerano Prefazione iuseppe Checchetelli, nato nel 1823 a Roma da Antonio e Vincenza Campanelli, originari di Ciciliano, debutta nell’attività politica nel periodo riformista di Pio IX, che vive con profonda partecipazione. Negli ultimi giorni del maggio 1847 (27 – 31) partecipa al viaggio compiuto dal pontefice a Subiaco, della cui Abazia aveva accettato di essere Commendatario. Checchetelli redige subito una cronaca dettagliata ed accurata, un autentico reportage, diretto ed immediato, carico delle sensazioni e delle impressioni suscitate dal nuovo Pontefice in una città, da secoli guidata dallo spirito benedettino. In una pagina dell’opuscolo, oggi opportunamente ristampato, viene descritto il tappeto floreale, la Infiorata straordinaria, che gli abitanti di Gerano avevano voluto preparare. Oltre ai voti augurali per il successore di S. Pietro, all’inizio di un pontificato, risultato il più lungo nella storia della Chiesa, si “implorava” l’apertura “per gli agricoltori e gli artieri” di una scuola “vespertina”. Checchetelli nota che il provvedimento richiesto era stato già concesso ma precisa – ennesima dimostrazione dell’inalterabile lentezza burocratica – che per “negligenza” dei responsabili non aveva ancora trovato attuazione. Questa iniziativa, prova di una sensibilità sociale, così esplicitamente espressa, rende impossibile celare ammirazione e considerazione per la comunità geranese, tanto intensamente e convintamente legata alla cerimonia dell’Infiorata, di cui custodisce e tramanda orgogliosamente il senso, i valori e gli intendimenti. VINCENZO PACIFICI Professore ordinario di Storia contemporanea alla “Sapienza – Università di Roma” Presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte G

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