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amico per una anno 2 2015

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Anno XII numero 2 Amico Giugno 2015 per un anno Giornalino realizzato dagli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria della Direzione Didattica Statale Solofra DISTRIBUZIONE GRATUITA

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Un premio speciale per un giornalino speciale Dirigente Scolastico: Dr Antonella Ambrosone Redazione: Alunni e Insegnanti Coordinamento; ins. Raffaela Esposito Impaginazione e Stampa: Tipografia International Printing - AV Disegno di copertina: Curcio Elisa Il 29 maggio a Manocalzati si è tenuta la cerimonia di premiazione del miglior giornalino. Il nostro giornalino è stato premiato con la seguente motivazione: “GIORNALE DI LUNGO CORSO, MOLTO VALIDO DAL PUNTO DI VISTA DEI CONTENUTI TRATTATI CHE RIFLETTONO, FORTE ATTENZIONE ALLE ATTIVITÀ DIDATTICHE E AI PROBLEMI DEL TERRITORIO. NELL’ ASPETTO GRAFICO BEN ORGANIZZATO NELLE DIVERSE SEZIONI.” Che emozione salire sul palco e ricevere la coppa e l’ attestato! Associazione Nazionale di Giornalismo Scolastico Targa d’Argento del Presidente della Repubblica 1 Alboscuole Gli alunni della Direzione Didattica di Solofra S O M M A R I O Un premio speciale per un giornalino speciale . . . . . pag 1 Il Piccolo Principe di Antoine De Sain-Exupèry . . . . . pag 1 Momenti da... ricordare . . . . . . . . pag 2 Dare forma ai colori . . . . . . . . . pag 2 Una visita a sorpresa . . . . . . . . . pag 3 Per la festa del papà . . . . . . . . . pag 3 Quando finalmente arriva la primavera noi l’accogliamo così . . . pag 4 A Pasqua . . . . . . . . . . pag 5 Auguri a tutte le mamme . . . . . . . . pag 6 E adesso tutti in biblioteca . . . . . . . . pag 6 Imparare attraverso le esperienze : l’orto ; il pane . . . . . pag 7 Uno sguardo oltre la siepe . . . . . . . . pag 8 Leggere che passione . . . . . . . . . pag 10 Pina e il suo persocorso . . . . . . . . pag 14 Progetto ambiente . . . . . . . . . pag 15 La guida la faccio io . . . . . . . . . pag 17 Per continuità . . . . . . . . . pag 17 Premio Nazionale “Giornalista per un Giorno” 2 0 1 5 alla  redazione  studentesca  del  giornale:   Amico per un anno diretto dalla docente Teresa Ferraiuolo della Scuola Primaria “Direzione Didattica” di Solofra (AV) con la supervisione del Dirigente scolastico Antonella Ambrosone posizionato tra i primi 100 a livello nazionale su 2.325 giornali scolastici monitorati sul web e carta stampata Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupèry Quest’anno, il 3 marzo, siamo andati a teatro a Salerno dove abbiamo assistito al musical Il piccolo principe, ma prima abbiamo letto in classe questa storia fantastica, particolare e un po’ complessa che però ci ha tanto affascinato e che parla al cuore di tutti, grandi e piccini. NOTE SULL’AUTORE: Antoine De Saint-Exupéry nacque a Lione, in Francia,nel 1900, da una famiglia aristocratica. Il padre era un conte e la madre una famosa pittrice. Rimase orfano a soli quattro anni e a dodici anni volò per la prima volta. Quando fu più grande prese il brevetto di pilota. Egli viaggiava su piccoli aerei per portare la posta da un punto all’altro del Sudamerica, ma presto scoprì anche la passione per la scrittura. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale diventò pilota di guerra e compì molte imprese pericolose. Intanto nel 1943 pubblicò a New York il racconto IL PICCOLO PRINCIPE e continuò a volare finchè il 31 luglio del 1944, partito in missione sul Mediterraneo, fu dato per disperso e non se ne seppe più nulla. IL RACCONTO: Il piccolo principe è un racconto autobiografico. Il personaggio del pilota (che altri non è che l’autore stesso) è costretto ad un atterraggio di fortuna in pieno deserto del Sahara. Mentre cerca di riparare l’aereo, arriva un bambino (il Piccolo Principe) che gli chiede di disegnare una pecora. Il pilota viene così a sapere che il «Piccolo Principe» viene dall’asteroide B 612 dove si trovano tre vulcani e una rosa. Prima di arrivare sulla Terra ha visitato altri pianeti e incontrato strani personaggi: un re, un vanitoso, un ubriacone, un lampionaio (il cui lavoro appunto è di accendere i lampioni), un geografo… Sulla Terra, ha già parlato con una volpe che gli insegnato che per conoscere si deve “addomesticare”, il che rende le cose e le persone uniche. Sostiene poi che “L’essenziale non è visibile agli occhi”. Così mosso dalla nostalgia per la sua rosa, il Piccolo Principe decide di tornare sul suo asteroide, ma prima di partire si fa mordere da un serpente velenoso. Il suo mondo è troppo lontano, per questo deve abbandonare la sua “corteccia” cioè il suo corpo troppo pesante, per poter compiere il viaggio e rivedere la sua rosa. Intanto Il pilota, che è finalmente riuscito a riparare l’aereo, parte anche lui lasciando dietro di sé il deserto, non prima di aver espresso il desiderio di imbattersi nuovamente nel Piccolo Principe e chiedendo ai lettori di avvisarlo se lo incontriamo. Questo racconto insegna a non sottovalutare l’amicizia, che è il sentimento più importante che ci lega agli altri esseri umani e ci rende migliori. Classe 4° B Fratta

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2 Momenti da ... 27 gennaio: Giornata della memoria. Durante la seconda guerra mondiale, la svastica era simbolo di potere, prepotenza e razzismo Noi l’abbiamo trasformata in un simbolo migliore per esprimere bontà, uguaglianza, tolleranza… Ci è voluto poco, è bastata la nostra fantasia! Classe 4° B Fratta Ricordare... Una visita a sorpresa... Michele a scuola 3 L’ appello di Fabio Riciclo creativo Dare forma ai colori Il nostro metro quadrato In questi ultimi mesi abbiamo continuato a ispirarci alle tassellature di Escher e abbiamo realizzato ben 100 mattonelle con il lato di un decimetro. Arrivati a 100, abbiamo incollato le nostre mattonelle su carta da pacchi e abbiamo costruito il nostro metro quadrato! Classe IV A T.P. Gli auguri di Sofia Per la festa del papà O FARO Si dint’ o core tuoje  ce putesse trasì truvarria certamente ‹o bbene ca dich› je! Nu bbene appassiunato ca nun se vere a for, chillo ca me fa sentere sicuro e fort ancora. Oggi ch›è ‹a festa toja t› ‘o voglio di› papà  chello ca mpiett palpita e te po› cunsulà. Tu si comme a nu FARO ca brilla mmiez ‹o mar; e je song a varchetella ca s’adda arreparà! Resta allummat semp, FARO ra› vita mia,  sul accussì stù core ‹a via nu scperdarrà. IL FARO Se dentro il cuore tuo Si potesse entrare Troverei certamente Il bene che dico io Un bene pieno di passione Che non si vede esternamente Quello che mi fa sentire Sicuro e forte sempre. Oggi che è la tua festa Ti voglio dire papà, quello che mi palpita nel cuore e che ti può dare consolazione. Tu sei come un FARO Che brilla in mezzo al mare E io sono la barchetta Che deve trovare riparo! Resta illuminato sempre FARO della mia vita Solo così questo cuore La strada non perderà. Inf. Fratta 2°A Fratta 5° S. Agata 4° S. Andrea

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4 Quando finalmente arriva la primavera noi l’accogliamo così: Inf. Fratta 5 2° B inf S. Agata Inf. Casa Papa Inf. S. Andrea A Pasqua FIORI DELLA PACE : disegno realizzato con la tecnica dei gessetti colorati bagnati nell’acqua per rendere i colori più vivi e brillanti. Sono gli auguri di Giovanni P. Per i compagni di classe 4 B. 2°B

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6 Auguri a tutte le mamme   Carissima  mamma     ti  scrivo  questa  lettera  per  dimostrarti     quanto  ti  voglio  bene.   Per  me  sei  la  mamma  migliore  del  mondo,    la  più  bella  e  la  più  brava  perché  mi  consoli    quando  sono  malato,     quando  mi  faccio  male,  mi  segui  con  amore     e  mi  fai  anche  divertire.   Sei  la  mamma  più  bella  del  mondo     perché  io  ti  vedo  così  con  i  miei  occhi  da  bambino.   Sei  la  più  brava  perché  lavori  fuori  casa  e  dentro   casa     e  segui  la  nostra  famiglia  sempre  con  amore  e   pazienza.   Per  questo  ti  ho  scritto  questa  lettera,     per  farti  capire  tutto  il  mio  amore.                                                                                             Christian  cl.  3°  A  t.p.  Fratta     Imparare attraverso le esperienze : l’ orto Inf. S. Agata 3°A 7 3°B Inf. S. Andrea Inf. Fratta E adesso tutti in ... biblioteca ... Le classi terze visitano la biblioteca comunale Inf. S. Andrea Il pane Inf. S. Agata

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8 Uno sguardo oltre la “siepe” Le classi seconde insieme in fattoria. Uno sguardo oltre la “siepe” 30/04/2015 Il giorno 30 Aprile 2015 siamo andati in visita guidata all’anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere, alle 10.00 circa siamo arrivati nella cittadina; la cosa particolare è che la zona archeologica è al centro del paese. All’ingresso c’è un viale di giardini e si arriva all’anfiteatro, la guida Patrizia ci ha spiegato che quelli eravamo già nell’anfiteatro e precisamente eravamo nel punto dove i controllori esaminavano i biglietti del pubblico, dove c’era segnato la zona e il posto. Siamo giunti sotto le gradinate e all’arena dove si facevano i combattimenti tra gladiatori, tra donne e nani, e con belve. Dopo ci ha portati nei sotterranei dove passavano i lottatori, che sono gli unici ancora esistenti al mondo. All’uscita siamo andati nel museo e abbiamo visto il plastico dell’anfiteatro che per metà lo rappresentava com’era in origine e l’altra metà com’è ora; in una sala c’era una scena di combattimento a dimensione naturale e si sentivano anche le urla, le voci di presentazione in latino ed il ruggito del leone. Nella sala a destra sono riprodotte le gradinate con il nome della gens e lo stemma in marmo che li rappresentava. Alla fine siamo passati per il negozio dei souvenir e ognuno di noi ha acquistato un ricordo. Gli alunni di Sant’Andrea 9 2°A S. Andrea S. Andrea 2° B Fratta S. Agata Una giornata al Museo Egizio Le classi terze a Benevento 3° Cappuccini 3°B Fratta IN GITA A BENEVENTO Lunedì 13 aprile con le classi III siamo andati in gita a Benevento per un viaggio d’istruzione. Il viaggio in pullman è durato circa un’ora siamo arrivati, a Benevento, verso le dieci; scesi dal pullman abbiamo camminato per un pochino, poi ci siamo fermati per una piccola merenda, successivamente abbiamo raggiunto il museo preistorico dove abbiamo visto i fossili di pesci, alghe, stelle marine e anche di Ciro di cui abbiamo visionato anche un video con tante immagini e spiegazioni. Completato il giro del museo ci siamo diretti alla Chiesa di Santa Sofia con resti di affreschi e tante colonne e all’Arco di Traiano dove abbiamo fatto le foto. Alla fine ci siamo recati al pullman che ci ha accompagnato a Mirabella Eclano per il pranzo al ristorante “Il Cucchiarone” dove abbiamo mangiato la pizza, le patatine e bevuto tanta Coca Cola. Per l’ultima visita ci siamo recati al laboratorio della paglia dove abbiamo visto il “Carro” ovvero un obelisco fatto di paglia diviso in vari pezzi; la nostra guida di nome Giotto ci ha spiegato la storia di questo Carro e ci ha illustrato il modo in cui intreccia la paglia. Terminato l’incontro abbiamo comprato dei souvenir e verso le 15:30 siamo ripartiti per Solofra, stanchi ma felici per la bellissima giornata trascorsa. Classe III B Il 22 Aprile di quest’anno siamo andati al Museo Egizio di Benevento con i nostri compagni delle quarte di Fratta, Cappuccini e S. Andrea. Siamo partiti da Fratta alle 9:00 e siamo arrivati alle 10:30 circa. A Benevento c’era una signorina di nome Antonella che ci ha fatto da guida. Antonella ci ha accompagnati in un giardinetto dove c’era un monumento molto carino,abbiamo fatto merenda e scattato qualche foto. Poi ci ha accompagnati al museo dove un’altra guida ci ha spiegato che i Beneventani adoravano Iside perché era la Dea della fertilità e della Terra; poi ci ha mostrato delle statue nelle altre sale del museo e ci ha spiegato l’origine del museo,dopodiché ci ha fatto vedere un piccolo video che riguardava Iside. Usciti dal museo siamo entrati nella chiesa di S. Sofia, che era poco distante, e Antonella ci ha spiegato qualcosa della chiesa e del terremoto che l’ aveva distrutta tutta. Poi siamo andati a vedere l’obelisco Egizio e l’Arco di Traiano. Verso le 11,30 siamo saliti sul pullman per andare al ristorante “Il Cucchiarone” a Mirabella; lì abbiamo mangiato pizza e patatine fritte e abbiamo bevuto Coca-Cola. Nel pomeriggio siamo andati al “Museo dei misteri” dove c’erano le statue di cartapesta che raffiguravano la passione, la morte e la resurrezione di Gesù. Le statue erano molto belle ed antiche e negli anni passati venivano portate in processione durante il periodo di Pasqua. Ora però stanno nel museo perché avrebbero bisogno di essere restaurate. Dopo aver visto tutte quelle belle statue abbiamo fatto un laboratorio sui gioielli egizi e abbiamo ritagliato le corone dei faraoni e gioielli delle regine egiziane. Abbiamo avuto anche l’opportunità di conoscere Giotto Faugno, che è stato un alunno del nostro Maestro Enzo. Lui è un artigiano che lavora con la paglia, cioè che crea degli oggetti in paglia: infatti quando siamo entrati nel suo “studio” abbiamo trovato anche opere molto belle e fatte con cura e pazienza. Lui stesso collabora ogni anno alla costruzione dell’obelisco e ristruttura le parti rovinate. L’obelisco è una grande torre di legno e paglia voluta dai contadini tanti tanti anni fa. Ogni anno nel mese di Settembre a Mirabella si svolge una speciale processione con questo obelisco per ringraziare la Madonna per l’abbondanza del grano e per chiedere anche di far abbondare il grano negli anni successivi. Fuori dal museo abbiamo anche visto i buoi simili a quelli che trainano il carro: erano bianchi e giganteschi, e abbiamo avuto un po’ paura, perciò li abbiamo guardati senza avvicinarci. Ci siamo divertiti molto e speriamo fare                     di            sempre                gite   interessanti come questa. 4^ A di S. Agata Irpina

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10 1°A S. Agata Leggere che passione TEODORA E DRAGHETTO E’ notte fonda. Il bosco è buio e silenzioso. Si sentono solo i passi di Draghetto nell’ erba. CIC CIAC CIC … Draghetto è scappato di casa, ma è molto stanco e ha tanta voglia di piangere. Per fortuna un gufo gentile suggerisce a Draghetto di bussare alla porta della strega Teodora; lei è un po’ pasticciona ma tanto simpatica. Teodora invita Draghetto ad entrare in casa e gli chiede di raccontarle tutto. Draghetto le dice che è scappato di casa per la vergogna: lui non è capace di soffiare fuoco come gli altri draghi. Teodora promette di risolvere il problema e corre a preparare una pozione magica per aiutare Draghetto.La pozione è molto potente: coda di rospo,cipolle e un’ala di farfalla notturna. Draghetto la beve tutta d’un fiato ,ma… non funziona. Invece di soffiare fuoco Draghetto soffia fuori un’infinità di farfalle! Teodora modifica la pozione e aggiunge una lisca di pesce .Il sapore è disgustoso , ma Draghetto deve berla tutta. Questa volta Draghetto soffia pesci in quantità. Teodora è perplessa. Ai gatti,invece, viene l’acquolina in bocca. Ultimo tentativo! Teodora prepara una nuova pozione magica con pepe verde,uova di formica e buccia di arancia tritata. Chissà se funzionerà ? Draghetto prende fiato e soffia forte. Soffia fuoco? Non proprio: ha lo stesso colore ,ma è aranciata. Tanta ,tanta aranciata fresca e squisita! L’ aranciata di Draghetto è veramente speciale : ha persino le bollicine! Teodora ne riempie una bottiglia e tutti pensano che sia molto più interessante del fuoco. Draghetto ora è proprio soddisfatto. PROGETTO LETTURA – classe 1°A –S. AGATA I. 11 2°A Fratta EMOZIONI, PAURE E UN SORSO DI FRULLATO PRIMO CAPITOLO – CILIEGIA LEON Ciliegia LeonCiliegia Leon è un cane con una bocca grande e denti affilati, che spaventa i ladri di galline, Occhiostorto e suo fratello Naso Di Pietra. Occhiostorto non si lava mai e ha una barba lunga e nera, invece Naso Di Pietra ha una faccia come una mela appassita. 2°B Fratta SECONDO CAPITOLO – TEO E IL FRULLATO DI PESCHE Un Giorno Andrea baciò una rana che diventò una bellissima fanciulla. Poi lo gnomo Barba Tappo gli diede dei semi, che Andrea piantò insieme al suo amico Teo. Da questi semi spuntò un maestoso pesco con due belle pesche grosse e mature. I due bambini ne fecero un frullato e dopo averlo bevuto cominciarono per loro avventure eccezionali. TERZO CAPITOLO – UNA GRANDINATA ECCEZIONALE Un giorno incominciò a tuonare forte. Andrea, la mamma e il papà si strinsero forte. Il papà tremava forte però non voleva ammettere che aveva paura. Poi scoppiò un tuono e subito dopo cadde la grandine. Andrea e i suoi amici uscirono fuori a guardare; poi, si arrampicarono su un albero e la mangiarono. FOTO CARTELLONE realizzato in classe 3° S. Andrea 4°B Fratta PROGETTO LETTURA 4° B Fratta Quest’anno, noi della classe 4° B abbiamo partecipato al Progetto Lettura sulla legalità e abbiamo affrontato il tema dei diritti dei bambini. Grazie anche alla lettura di due racconti contenuti nel testo Che bello un mondo diritto,abbiamo capito quanto noi siamo fortunati perché i nostri diritti vengono rispettati mentre per tanti bambini del mondo, ingiustamente, vengono negati.

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12 3° S. Agata PROGETTO LETTURA “SOTTO LO STESSO SOLE” di Cinzia Milite 13 4° S. Agata “Il Marchese di Collino o dell’Educazione Civica” Questo libro è stato scritto da Giovanni Calvino e Giovanni Parisi.Ci è particolarmente piaciuto perché ci ha aiutato ai capire che i principi fondamentali della Costituzione Italiana sono molto importanti nella nostra vita di tutti i giorni. TRAMA Un paesino, tra Alpi e Appennini, di nome Collino aveva un Sindaco che si chiamava Gustavo Maria Ripetti; prima di essere eletto Sindaco era il Marchese di Collino e apparteneva a una nobile famiglia molto importante.Quando ci furono le prime elezioni della Repubblica e il Marchese si candidò il popolo di Collino lo votò e diventò Sindaco. Dopo anni nacque il Marchesino Francesco Odoacre Ripetti. Francesco rimase orfano di entrambi i genitori in tenera età e perciò viveva con il nonno e con il suo maggiordomo Battista. Francesco era davvero impertinente tanto che una volta aveva spostato le lancette dell’orologio del campanile. Il marchese un giorno si ammalò e non poté più occuparsi del suo lavoro di sindaco perché era costretto a stare a letto. Fu così che Francesco si occupò delle faccende del nonno facendo inserire i bambini stranieri nella scuola di Collino, mettendo d’accordo Alì e Abraham per condividere un luogo di preghiera e restaurando la vecchia Torre di Guardia, simbolo di Collino e della famiglia del marchese, trasformandola in una biblioteca pubblica con l’aiuto dell’ architetto Giacomo Tracimadossi, figlio di Battista. Un giorno il nonno ricevette una lettera dalla scuola di Francesco nella quale si diceva, che Francesco marinava la scuola. Il nonno, naturalmente, si arrabbiò con Francesco e minacciò di cacciarlo di casa e di diseredarlo, ma poi Battista insieme ad altre persone gli dissero che Francesco aveva risolto tutti i problemi. Quando poi gli mostrarono dalla finestra la Torre di Guardia che Francesco aveva contribuito a far restaurare sapendo che quello era il più grande desiderio del nonno, il Marchese Gustavo Maria si commosse fino alle lacrime e si scusò con il nipotino. Passarono tutto il pomeriggio in terrazza ad osservare il panorama. Questo racconto ci ha fatto capire che Francesco risolveva i problemi attraverso l’osservanza dei Principi Fondamentali della Costituzione italiana e che in base a questi Principi tutte le persone hanno uguali diritti e doveri davanti alla legge e nella vita di tutti i giorni. Se riusciamo a vivere rispettando questi principi viviamo nella legalità! Incontro con gli autori Martino era un bambino fortunato. I suoi genitori erano ricchi e avevano una grande azienda. La famiglia viveva in città in una lussuosa villa con una grande piscina e un ampio gazebo, dove d’estate il nonno Tommaso giocava a carte. Il bambino, anche se aveva una stanza piena di giocattoli, non era contento ma sempre insoddisfatto. Si divertiva solamente facendo scherzi crudeli insieme ai suoi falsi amici. Un bel giorno accadde qualcosa di inaspettato: un viaggio fantastico lo portò nella remota Africa nera. Proprio in quella terra a lui sconosciuta, dove il cielo era pieno di stelle mai vedute, conobbe Waysuare (figlia delle nuvole) che gli fece scoprire i veri valori della vita: l’amicizia, l’amore per il prossimo, la solidarietà, il coraggio e la lealtà. Da quel momento il sole cominciò a splendere anche nel suo cuore, rallegrando ogni sua giornata. Classe 3°A Sant’Agata Irpina 3°B Fratta OGGI SCRITTORI “IL PRINCIPE DEL BOSCO” C’era una volta un principe di nome Giacomo che viveva nel suo castello nel mezzo di un bosco di alberi parlanti. Il principe era molto alto e robusto, aveva capelli neri e corti. Tutti i giorni andava a fare una passeggiata nel bosco col suo fedelissimo cane Ciccio. Un brutto giorno però, mentre passeggiava nel bosco incontrò un drago che lo rapì e lo portò nella sua caverna, dove lo legò ad una roccia. Il cane scappò per cercare aiuto. Trascorsero alcuni giorni e finalmente arrivarono alla caverna il cane con l’amico mago e , mentre il drago era andato a caccia nel bosco degli alberi parlanti, il mago, che possedeva un cappello magico, liberò il principe con l’aiuto del suo cappello. Poi andò nel bosco e chiese agli alberi di imprigionare il drago . Gli alberi subito decisero di aiutare il mago e, intrappolarono il drago con i loro rami. Finalmente liberi il principe, il mago e il cane poterono far ritorno al castello, il drago, invece, rimase per sempre prigioniero.Qualche tempo dopo al principe giunse notizia di una principessa, Josephin, rapita da una strega che l’aveva portata nel suo castello pauroso, abitato da ragni giganti e serpenti velenosi. Josephin era molto bella, alta, snella, con occhi verdi, capelli lunghi, ricci e biondi. La strega, gelosa della sua bellezza, dopo averla rapita, le fece bere una pozione malefica con la quale dopo essersi addormentata si sarebbe trasformata in un essere mostruoso . Il principe subito decise di partire col suo cavallo bianco alla ricerca della bella Josephin. A un certo punto lungo la strada incontrò un gatto che, saputo della missione di Giacomo decise di aiutarlo e gli donò della polvere e dei peli magici dicendo: “Prendi ti potranno servire”. Giacomo accettò, ringraziò e chiese al gatto se voleva andare con lui, il gatto acconsentì e insieme proseguirono verso il castello stregato. Quando giunsero al castello trovarono ragni e serpenti che impedivano loro di entrare, allora il principe cosparse di polvere i ragni, che si immobilizzarono, poi coi peli coprì i serpenti che divennero di pietra. Entrato nel castello e guidato dal gatto , il principe subito trovò la principessa e la liberò, ma proprio mentre stavano uscendo, la strega, con un sortilegio, intrappolò i due in una gabbia. Durante la notte, il gatto, approfittando del fatto che la strega dormiva, andò nella sua stanza, la cosparse di peli magici facendola diventare di pietra, poi liberò i due prigionieri aprendo la serratura coi suoi artigli di ferro. Liberi da ogni pericolo, Giacomo e Josephin tornarono al castello insieme al loro amico gatto. Trascorsi alcuni giorni i due si sposarono e vissero felici e contenti. Classe 3 B Fratta Gli Autori: Giovanni Calvino: È nato a Napoli. Svolge da anni la professione di architetto ed è membro della commissione edilizia del comune di Napoli. Ha lavorato come sceneggiatore per numerosi progetti di animazione e più recentemente ha firmato la sceneggiatura di un docufilm per la PDS, la televisione Pubblica degli Stati Uniti. Il marchese di Collino è il suo primo romanzo. Giovanni Parisi: È nato a Napoli ed è consigliere municipale. Ha ricoperto il ruolo di assessore alle Politiche Sociali presso la Municipalità 4 del Comune di Napoli. Il Marchese di Collino è il suo primo romanzo. Questo libro ci spiega i 12 principi fondamentali della Costituzione Italiana attraverso le avventure del Marchesino Francesco Odoacre nipote del sindaco di Collino. Classe 4^ A Sant’Agata Irpina 5°A Fratta

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14 4°A Fratta PROGETTO LETTURA 15 inf. S. Agata Classe 4a A Fratta La cultura del libro accresce l’amore per la lettura, fondamentale tra noi bambini che, catturati dai mezzi di comunicazioni di massa, leggiamo sempre meno e siamo a forte rischio di impoverimento della parola e, conseguentemente, del pensiero. Solo chi è “ educato a leggere” continuerà a sentire il bisogno di farlo sempre. La lettura , con la sua infinita varietà di stimoli e soggetti, è in grado di offrire a tutti le stesse opportunità formative. Attraverso la lettura è possibile fare viaggi straordinari, vivere esaltanti avventure, conoscere la realtà di terre lontane, volare sulle ali della fantasia o di un sogno, incontrare sempre nuovi amici. “Leggere può essere un bel passatempo”! 4° Cappuccini GLI AMICI DEL CIELO La luna si specchia nel mare, adesso si vuole ammirare. La sua bellezza è sopraffina, si specchia ogni mattina, prima del posto lasciare al sol che ci vuol riscaldare, il sol che ogni mattina, preceduto dalla brina, ci regala raggi d’oro con la sua generosità, che è grande, ma grande, si sa. A volte però, la nebbia lo copre un po’, la nebbia che oscura il mondo e rende un bambino giocondo, crea un paesaggio magico, anche se qualche adulto fa il tragico. Ma, che male può fare? E’ una nuvola che non sa volare, il vento glielo insegna a far e finalmente può fluttuar, e poi gli sussurra la regola celeste e azzurra. Quanti amici abbiamo nel cielo! Son tutti buoni ed è vero, spaventosi posson sembrare ma solo i sogni voglion alimentare. POETANDO IL SOLE Il sole si tuffa nel mare in apnea. Incuriosito vede pesciolini e delfini, trova relitti, tesori. Tutto è bello, sì, ma gli mancano le sue amiche: le nuvole. Progetto ambiente 4°B Fratta Durante il secondo quadrimestre il Progetto Ambiente ci ha coinvolto in modo particolare e ci ha insegnato ad apprezzare e rispettare ancora di più quello che la natura ci offre. Captando il suo SOS, abbiamo compreso l’importanza di amare il nostro pianeta Terra che è la “nostra casa” e di preservarla dai pericoli in agguato. LETTERA DALLA TERRA CLASSE IV CAPPUCCINI Pina l’alpina e il suo percorso I bambini hanno dato indicazioni, hanno creato itinerari ed hanno imparato a calcolare la lunghezza del percorso eseguito da Pina l’alpina . 3°B Fratta Cari bambini della Terra, vi scrivo questa lettera per chiedere il vostro aiuto. Sapete chi sono? Io sono il pianeta , la Terra,. Io sono la vostra casa. Sapete che cosa vedo io quando mi guardo allo specchio? Vedo tutti gli animali che camminano sulla mia terra. Vedo tutti gli uccelli che volano nel mio cielo. Vedo tutti i pesci, le balene e i delfini che nuotano nei miei oceani. E tutti questi animali sono i miei figli. Ma c’è qualcos’altro che vedo quando mi guardo allo specchio. Vedo tutti voi! Vi vedo perché anche voi siete miei figli. Siamo tutti una grande famiglia. Gli animali mi hanno detto: - Abbiamo paura, Madre Terra, perché le nostre case vengono distrutte da persone che non si preoccupano dei danni che provocano. Non sanno che noi siamo i loro fratelli e le loro sorelle. Madre Terra, queste persone tagliano le tue foreste, gettano i rifiuti nei tuoi oceani e nei tuoi fiumi e riempiono il tuo cielo di sostanze inquinanti. Ditemi, bambini miei, dove vivranno tutti gli animali quando le foreste saranno scomparse? Dove nuoteranno le balene e i delfini quando anche i miei oceani saranno troppo sporchi per poterci vivere? E dove voleranno gli uccelli quando il mio cielo sarà avvelenato? Perciò, bambini miei, ho bisogno del vostro aiuto. E sapete come potete aiutarmi? Ho bisogno che mi amiate. Perché se voi mi amerete, allora vi prenderete cura di me. E se vi prenderete cura di me e mi proteggerete, salverete la vostra casa e le case di tutti gli animali. Bambini miei, raccontate tutto questo ai vostri amici e alle altre persone. Dite loro che io sono la loro unica dimora e che ho bisogno che mi amino e si prendano cura di me. Vi amo con tutto il cuore, Madre Terra.

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16 3°Cappuccini Il cerchio magico Noi alunni di classe III Cappuccini , quest’anno abbiamo letto il libro ”Il Cerchio Magico” di Susanna Tamaro, dove si mette a confronto due modi di vivere: quello piacevole con fiori, piante, animali e amore e quello triste con magazzini, antenne e cemento. Il protagonista del racconto e’ Rick, un bambino che ha una mamma con grandi orecchie appuntite e una coda pelosa e folta. La mamma di Rick e’ una lupa di nome Guendy. Assieme a Ursula, una vecchia scimmia saggia e ad altri moltissimi animali, vivono felici nel “Cerchio Magico”. Il Cerchio Magico e’ una zona di un parco che si trova in mezzo ad una grande citta’ , dove gli uomini non mettono piede perche’ si dice che nel Cerchio Magico vivono mostri spaventosi. Ma un brutto giorno il Cerchio Magico scompare e i suoi abitanti si trovano a dover fare i conti con il mondo degli uomini. Com’e’ il mondo degli uomini? E’ un mondo malvagio e confuso, senza fiori e senza animali, senza amore per la natura. A capo di tale “mondo” c’e’ Sua Mollosa Porchezza Pallaciccia, un orso puzzolente e cattivo, il cui sogno e’ quello di trasformare l’intero universo in un’unica redditizia colata di cemento. Dove passa lui, ogni forma di vita scompare e al suo posto sorgono Super-Mega-Iper-Mercati, grattacieli giganti e antenne. Rick ha nostalgia del Cerchio Magico e cerca di sconfiggere Porchezza. Ma i nemici sono dappertutto e sono grandi. Ce la fara’ a sconfiggerli? Per saperlo dovete leggere il libro, che noi consigliamo a tutti, per la forma scorrevole, per le avventure simpatiche e per capire che per essere felici non serve vivere solo nella tecnologia, serve molto di piu’ vivere nell’amore. classe III CAPPUCCINI La guida la faccio io ... 5°A Fratta 17 Per continuità 5°A Fratta 5°B Fratta

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Avete mai scritto un mesostico? Il mesostico è simile all’acrostico. La differenza è che nel mesostico la lettera deve essere all’interno della parola. Il mesostico è un gioco di parole che abbiamo usato in varie occasioni. Ora con esso vi vogliamo augurare: Noi bamBini augUriamo buOne vacaNze d’Estate. Vogliamo che in questA estate Ci sia tAnto divertimeNto. In queste vacanZe mangiate tanti gElati, ci raccomandiamo. FinAlmente l’esTate è arrivata e tUtti sono conTentissimi; diverTitevi giocando sulla spIaggia! Classe 4^ A Sant’Agata Irpina Stampato da :

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