Vaccina news 2014/2015 (2)

 

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Giornale annuale scuola Vaccina 2014/2015

Popular Pages


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A IN CIN CC AC VA A V NEWS Anche quest’anno arriva il giornale d’istituto! La redazione del nostro giornale d’istituto costituisce una palestra in cui sperimentare forme di apprendimento collaborativo, soprattutto perché concepito come espressione del lavoro comune di alunni selezionati per attitudini ed interessi e frequentanti tutte le classi seconde. La costruzione di un giornale rappresenta una delle attività più avvincenti per i ragazzi e allo stesso tempo una delle più ricche di potenzialità formative... Scuola secondaria di primo grado Padre Nicolo’ Vaccina SEGUE A PAGINA 23 Francesca Attimonelli Dirigente scolastico a.s 2 5 201 / 4 01

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Andria, città dell’olio Con le sue immense distese di ulivi detiene un primato importante nella produzione di olio extravergine di oliva La mia città, Andria, molto spesso è portata agli onori della cronaca per ragioni non sempre piacevoli: primati negativi come furti d’auto o criminalità di ogni genere fanno clamore e sono riportati dai tanti notiziari. In realtà sulla mia città ci sarebbero tanti altri primati importanti da evidenziare, pensiamo alla stradina più piccola del mondo, pensiamo al nostro centro storico forse tra i più grandi d’Italia e come non ricordare il nostro Castel del Monte la cui effige è coniata sulle monetine da 1 centesimo che circola tra le mani e i portafogli di milioni di europei. Ma la mia città ha ancora tanto per cui andare fiera: distese immense di ulivi. Per alcuni andriesi è normale girare tra le campagne e guardarle senza avere curiosità o ammirazione e per gli allergici in alcuni mesi proprio quelle distese sono considerate quasi dei nemici; ma per tanti andriesi e turisti guardarsi intorno e perdersi con lo sguardo tra le distese immense di alberi di ulivo provoca tanta ammirazione, attenzione e momenti di riflessione. Alberi secolari che appaiono sempre diversi, quasi a voler sottolineare la diversità della natura, e la capacità di questa ad adattarsi ad ogni tipo di terreno o alla diversa altitudine. A guardarli bene, i loro tronchi contorti e intrecciati danno l’idea di un abbraccio, l’abbraccio benevolo della natura all’uomo, quasi a voler sottolineare il legame imprescindibile tra la terra e l’uomo, terra che ben curata restituisce più di ciò che ha ottenuto, in termini di produzione. Come non pensare a quanto siano preziose le olive e l’olio, alimenti che trovano le loro origini nell’antico testamento, simbolo indiscusso di pace per tutti i cristiani. Si parlava di primati e Andria detiene il primato per la maggior produzione di olive e quindi di olio d’Italia, si pensi ad esempio che il solo territorio di Andria produce la stessa quantità di olive di tutta la regione Toscana. Quest’attività vede coinvolte direttamente ed indirettamente tantissime famiglie di andriesi, dai grandi ai piccoli proprietari terrieri, gente che magari ha ereditato un piccolo appezzamento di terreno dai nonni e che, non avendo dimestichezza con l’agricoltura, ha difficoltà nella coltivazione. E non solo, nella filiera vanno inseriti anche tutti gli addetti alla produzione dell’olio, alla conservazione e commercializzazione di olive nelle varie tipologie e tanto altro. ll primato che Andria detiene non è solo legato alla quantità ma anche e soprattutto alla qualità, infatti il nostro olio ha qualità nutrizionali eccelse, l’olio andriese che si ottiene dalle molitura di olive di tipo “coratina” detto “raccioppa”, contiene alti contenuti di polifenoli, (questo caratterizza il tipico sapore un po’ amaro/piccante) che combattono l’invecchiamento cellulare e previene molte malattie dell’apparato digerente, dell’invecchiamento osseo, delle malattie cardiovascolari dell’arteriosclerosi e di alcuni tipi di tumore. Impariamo noi tutti a guardare questo nostro bene prezioso, ad apprezzarlo, a farlo nostro, a valorizzarlo per quanto merita perché così tutti noi ne guadagneremo in salute e in ricchezza. Ad oggi molto si sta facendo attraverso attività che coinvolgono i bambini e gli adulti con i vari settori commerciali, produttivi ed economici, ma tanto ancora deve essere fatto. Impariamo a voler bene alla nostra città ad apprezzarla e rispettarla, ad essere fieri di essere andriesi perché abbiamo tanti beni preziosi e dobbiamo farli fruttare perché questo significa far rifiorire la nostra città e quindi noi stessi. 2 Ilaria Capozza

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3 Il Castel del Monte vale veramente un centesimo? Storia di un monumento inserito nei beni dell’umanità Il Castel del Monte si erge, corona bianca ottagonale, sulla cima più elevata del paesaggio collinare della Murgia del nord barese. Il maniero fu ideato dall’imperatore Federico II di Svevia, particolarmente legato alla città di Andria, tanto da definirla affixa alle sue ossa, nel 1240, quando ordinò a Riccardo da Montefuscolo di procurarsi il materiale per la costruzione del castello. Non si sa con esattezza quanto tempo fu necessario per completare l’intera opera. Infatti, gli storici hanno idee differenti: per alcuni, la costruzione fu terminata nel 1246; per altri, l’imperatore morì prima di vederla completata. Il castello, nonostante l’ameno paesaggio su cui troneggia, non fu abitato ma divenne luogo di feste, di balli. Qui – si dice – si celebrarono le nozze di Violante, figlia naturale di Federico. Nel XVIII secolo il maniero fu abbandonato e divenne rifugio per poveri pastori e barbari, i quali rubarono tutte le sue ricchezze e tutti i suoi ornamenti di marmo, avorio e altri materiali molto ricercati. Solo alla fine del XIX secolo, con un esiguo prezzo di 25.000 lire, lo Stato italiano comprò l’imponente edificio e, grazie all’opera dell’architetto Quagliati, lo riportò al suo antico splendore. Un altro restauro venne attuato nella seconda metà del XX secolo e, nel 1996, il Castel del Monte venne proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’U.N.E.S.C.O. Possiamo ammirare la bellezza del castello, persino, sul retro della moneta da un centesimo: eppure, ancora oggi, pochi cittadini italiani conoscono davvero questa immensa bellezza! C’è da chiedersi: il Castel del Monte vale solo un centesimo?! Andrea Grillo Alla scoperta dei patroni di Andria San Riccardo e Santa Maria protagonisti della storia di Andria I giorni più belli della vita andriese, quelli in cui noi ragazzi ci divertiamo sulle giostre e la tradizione vede allegre tavolate di prodotti tipici, sono quelli delle celebrazioni dei Santi Patroni. San Riccardo, assieme alla Santissima Madonna dei Miracoli, santo protettore della città, nella tradizione popolare è considerato il proto vescovo di Andria e fatto risalire al  V secolo. San Riccardo era il vescovo, probabilmente di origine inglese, che resse la diocesi di  Andria  almeno per un quarantennio e, durante la sua lunga permanenza sulla cattedra episcopale, operò per "risanare i costumi" di quella parte del clero accusato di essere stato "corrotto" dalla pratica della simonia e del nicolaismo. Ma la sua attività apostolica si concentrò particolarmente nel "ricristianizzare" il popolo andriese. Il clero ed i fedeli iniziarono subito a venerarlo come santo. Francesco II del Balzo operò il ritrovamento del corpo di san Riccardo di Andria, avvenuto il 23 aprile 1438 e riuscì ad ottenere che la Santa Sede ne ammettesse il culto e lo riconoscesse ufficialmente come il patrono della città. La storia del Santuario di S. Maria dei Miracoli ha inizio con la scoperta della laura basiliana di S. Margherita in lama. Era il 10 marzo 1576, di sabato, quando Giannantonio Tucchio, spinto dalle indicazioni della Vergine venutagli in sogno, entrò nella grotta di S. Margherita, scoprendo la suggestiva immagine bizantina della Madonna col Bambino, incoronata da 12 stelle e avente a destra il sole, simbolo di Cristo e a sinistra la luna, simbolo della Vergine. Gli andriesi riconoscono come patrona di Andria la Madonna dei Miracoli insieme a san Riccardo perché hanno assistito a tanti eventi prodigiosi Fiore Savino e Giuseppe Di Cosmo

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Piatti tipici della Puglia Orecchiette, calzone, “brasciole”, cozze, alici... un tripudio di sapori tra terra e mare La cucina pugliese si caratterizza per il rilievo dato dai prodotti di stagione sia di terra, che di mare. Tante sono le ricette tipiche che presenta questa cucina che ha una particolarità che la distingue dalle altre, cioè quella di offrire piatti diversi in relazione alle varie stagioni. Il piatto più tipico è quello delle orecchiette con le cime di rape, ma non solo questo. Altri importanti piatti sono: la cicoria con purea di fave, i cavatelli con le cozze e riso, patate e cozze; il calzone, le “brasciole”, le alici “arraganate” e i taralli. Una grande occasione di visibilità nel mondo per la cucina pugliese è quella offerta dall’EXPO 2015 con esposizioni e degustazioni di menù a tema. 4 Daniela Zagaria Alè Andria Alè Alè I cori dei tifosi rinfrancano la squadra La Fidelis Andria  fa parte delle squadre del campionato dilettanti di SERIE D. Possiede il grande stadio << Degli Ulivi >> con una capienza di circa 10.000 spettatori, divisi in curva nord, distinti, una tribuna che comprende laterale e d’onore, curva sud e settore ospiti. Ha una storia travagliata: inizia nel 1920 e prosegue nel 1928 col nome Unione Sportiva Fascista De Pinedo. La sua storia prosegue con alterne vicende fino al fallimento dell’Andria BAT e alla rifondazione della Fidelis Andria, avvenuta nel 2013 con vari avvenimenti importanti, come la partecipazione al campionato di eccellenza e la vittoria dei play off regionali e successivamente di quelli nazionali per poi approdare in SERIE D. Grazie al presidente Francesco Fiore e ai suoi collaboratori i tifosi andriesi hanno una squadra in cui credere: riportare la Fidelis in SERIE B. Lo dimostrano dando energia alla squadra anche in momenti difficili, con i loro cori che riempiono di gioia ogni spettatore vada a vedere una partita allo stadio. Significativa è anche la fedeltà a questa squadra, dimostrata dal numero dei tifosi che seguono la Fidelis Andria in trasferta: a Manfredonia, in questo campionato più di 1000 andriesi si sono registrati allo stadio Miramare, cantando a più riprese il loro inno Un giorno all’improvviso m’innamorai di te Il cuore mi batteva non chiedermi il perché Di tempo ne è passato ma sono ancora qua E oggi come allora IO TIFO ANDRIA Nicola Quacquarelli

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5 La meravigliosa chiesa di S.Domenico Sapevate che Andria ha una chiesa dedicata a Santa Maria dell’Umiltà? Un meraviglioso campanile barocco, restaurato da pochissimo, le svetta di fianco e ci ricorda il tempo in cui il rintocco delle campane scandiva il tempo del lavoro e del riposo. In quel tempo la duchessa Sveva Orsini fece dono di un giardino ai Domenicani che lì edificarono il loro convento e la loro chiesa oggi conosciuta come San Domenico. A lungo questo splendido tempio ha subito il degrado e l’incuria, ma l’imponente restauro ce la ridona nella sua antica bellezza. Accoglie le spoglie mummificate del defunto marito della duchessa, Francesco I Del Balzo, conservate nella sacrestia in ricordo della preziosa donazione. La chiesa al suo interno è composta da un’unica navata in cui sono presenti 5 altari e numerosi dipinti che recano a fianco l’emblema delle famiglie da cui sono stati commissionati. All’esterno si ammira l’imponente campanile fatto edificare dall’architetto Domenico Ieva la cui costruzione terminò nel 1769. Il campanile è interamente realizzato in pietra, alto tre piani e in stile barocco. Nel corso degli anni il convento fu utilizzato per vari scopi, divenne addirittura sede di un carcere, successivamente un’azienda elettrica e infine edificio scolastico. Un vero andriese che ami la sua terra e desideri veder rinascere i monumenti storici non può trascurare di visitare questa chiesa, una delle più belle, antiche e prestigiose con il suo imponente campanile E’ dotata di lunghi viali per le passeggiate, vaste aiuole con innumerevoli piante ornamentali, aree di gioco e sportive, con un profondo intervento di recupero, e nel 2013 è stata ristrutturata con quattro, nuovi viali d'accesso intitolati ad altrettanti Sindaci della città: Jannuzzi, Sforza, Colasanto e Ceci. La nostra villa è un tipico del giardino all'italiana, con il rispetto di una precisa geometria dei viali e delle aiuole; contiene tuttavia elementi propri del giardino all'inglese perché accosta elementi naturali ad elementi artificiali, una natura spontanea, a tratti selvaggia, ma mai incolta. Ha la forma di un triangolo irregolare, al cui vertice c’è l'ingresso principale che immette nel viale centrale al termine del quale si erge la struttura fascista dello ”stadio degli ulivi” Il centro del viale principale è una piazza pavimentata con lastre di pietra decorate: in alcuni riquadri laterali sono raffigurati i giochi degli scacchi, della campana, della chiocciola e della bandiera. Nella parte orientale, ci sono la struttura occupata dalla Comunità Socio Riabilitativa  Dopo di noi, l’area dedicata alla lettura, il teatro, il campo di calcetto, il parco giochi e il giardino mediterraneo; nella parte occidentale si trova l’area sgambamento cani.   Gli spazi verdi della villa sono costituiti da aiuole con prato e varie specie vegetali (tra cui si possono citare il Pinus spp., la Tilia, il Cupressus spp., la Phoenix, il Cedrus p., il Nerium, il Prunus Washingtonia, la Gaura, la Lantana, la Rosa, il Juniperus), a formare vere e proprie isole circondate da vialetti.   Un elemento architettonico fondamentale è il teatro, la cui struttura rispecchia la forma semicircolare del teatro greco; la gradinata destinata agli spettatori è divisa in due parti da un corridoio centrale che permette l’accesso all’area scenica. L’ingresso del teatro è monumentalizzato da una fontana. Bellissimo da vedere e da vivere! Un’ordinanza del sindaco prevede multe da venticinque a cinquecento euro per chi calpesti e rovini il verde ma solo la coscienza della sua bellezza potrà preservarla nel tempo  Domenico Di Palma La nostra villa… la nostra meravigliosa villa L’importanza del polmone verde nella città di Andria “Vieni a fare una passeggiata? Ci vediamo in villa”. Soprattutto quando l’aria diventa afosa, ma anche all’inizio della primavera o nelle mattine soleggiate d’inverno, la villa comunale brulica di studenti, bambini con i genitori, anziani, insomma tanta gente. La nostra villa è il grande polmone verde della città: si estende su di una superficie di circa 7 ettari. Sorge in quella che un tempo era una zona completamente brulla denominata “La Specchia” dove, alla fine del 1800 si svolgevano le rinomate corse ippiche per cui era detta “Lo Steccato”, prima dell’ intitolazione al Sindaco Giuseppe Marano. Nel dopoguerra Marano realizzò in tale luogo la villa comunale, chiamandola “Largo Torneo”. Giuseppe Pastore

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6 Il razzismo: una cattiveria senza fine “Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano” Il razzismo è un atteggiamento tanto diffuso nella società contemporanea che spesso non ci scandalizza neppure. Affonda le sue origini in epoche lontanissime, quando i Greci definivano “barbare” le popolazioni esterne ai loro confini, o quando i Romani sfruttavano gli abitanti delle campagne o delle terre conquistate. In suo nome si sono consumate grandi tragedie come la “Shoah” e si sono immolati grandi eroi come Nelson Mandela. Al giorno d’oggi assistiamo a comportamenti razzisti nei confronti degli stranieri, di chi professa un’altra religione o di chi è diverso in genere. Da qui nasce e si sviluppa anche il concetto di “xenofobia”, cioè la paura dello straniero tanto attuale.Tale atteggiamento di intolleranza può avere origine nella presunzione di superiorità, nel pregiudizio o nella diffidenza usata per proteggersi da paure infondate. In realtà nessuno è uguale ad un altro, ma ognuno rappresenta una preziosa tessera di un unico grande “puzzle”. Per sconfiggere il razzismo penso debba avere un ruolo importante l’educazione dei più giovani nella famiglia,  a scuola ed in tutti i contesti educativi. Bisognerebbe insegnare incessantemente che uno dei più importanti ideali è la fratellanza, cioè il sentimento di affetto e solidarietà che lega più persone indistintamente tra loro: nessuno di noi ha diritto di umiliare la dignità del prossimo, anzi abbiamo il dovere di rispettarlo. A proposito delle deportazioni naziste Bertolt Brecht scriveva: “Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano /  Poi vennero a prendere gli ebrei e tacqui perché mi erano antipatici / Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi / Poi vennero a prendere i comunisti ed io non parlai perché non ero comunista / Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.” Penso che nessuno possa restare indifferente di fronte a un comportamento razzista perché chiunque potrebbe rimanere vittima della sua stessa indifferenza. Jacopo Paradiso Merci, thanks, grazie L’importanza delle lingue straniere Le lingue straniere: ci aiutano, favoriscono la conoscenza di nuove tradizioni e nuove etnie, arricchiscono il bagaglio culturale, ci preparano ad una buona carriera. La maggior parte degli studenti ritiene le lingue straniere “pesanti” da studiare o addirittura “noiose”. Secondo me invece si dovrebbero studiare bene come una nuova e importante regola di grammatica, da utilizzare sempre per poter esprimersi meglio. Infatti posso ritenermi molto fortunata a frequentare la “Vaccina”, dove l’inglese e il francese vengono presi sul serio e valorizzati con diversi progetti ed eventi, in modo da convincere ognuno di noi a curare “il fiore della conoscenza” che ci appartiene, con attenzione e dedizione. Per me le lingue straniere sono decisamente importanti, perché mi hanno aiutata a mettere da parte un po’ della mia timidezza e mi hanno accompagnata sempre. Colgo l’occasione per ringraziare le mie professoresse di lingue che mi hanno davvero aiutata, premiata per ciò che ho fatto e alle quali devo tanta passione per l’inglese e il francese. Gaia Di Renzo

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7 Londra: una città, un sogno Monumenti e attrattive di una grande capitale Una delle città più conosciute e visitate da noi ragazzi è sicuramente Londra, capitale del Regno Unito. Ci sono tantissimi motivi per cui una persona dovrebbe visitare questa meravigliosa città. Proporrei anzitutto di visitare uno dei magazzini più quotati in Europa: “I magazzini di Harrods”. “Un comunissimo centro commerciale” penserete voi: invece no, è molto di più. È proprio la sua grandezza ed il fatto che possiate trovarci qualunque cosa di gran classe ad attirare le attenzione delle ragazze che vengono da ogni parte del mondo per acquistare qui. Anche per i ragazzi non c’è sicuramente di che annoiarsi: potranno visitare il celebre Webley Stadium, il tempio del calcio inglese, dove si sono svolte le partite più importanti della nazionale. Invece, se ci si vuole avventurare in questa città piena di fascino, ci sono moltissimi monumenti e luoghi che si possono osservare. Per esempio Buckingham Palace, dove ha sede la famiglia reale e dove si assiste al tradizionale cambio della guardia. Ancora, molto belle sono Piccadilly Circus e Trafalgar Square con la statua dell’Ammiraglio Nelson. Prima di recarsi al celebre museo delle cere di “Madame Tusseau”, però, è consigliabile una salutare passeggiata nel verde di Hyde Park, il parco più grande e più bello della città. L’elenco delle cose da fare e visitare diventerebbe infinito, ma non posso non citare le celebri cabine telefoniche rosse, il Big Ben, l’Abbazia di Westmintser o il Victorian Theatre. I più esigenti potrebbero concludere la serata con una affascinante cena in battello sul Tamigi, dove potranno ammirare monumenti che si affacciano sul fiume come la “London Eye” e il “Tower Bridge”. Buon viaggio a tutti allora! Diana Carla Calefati

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8 Bienvenue à Paris Racconto di un viaggio meraviglioso Il nostro mondo è ricco di luoghi meravigliosi. A sette anni io con la mia famiglia ho visitato la Francia, l’ottava meraviglia del mondo! Come dimenticare Parigi, ricca di cultura, di turismo e anche di divertimento. A Parigi ho ammirato Nôtre Dame, dove è stato ambientato il film Disney “Il gobbo di Nôtre Dame”; la Tour Eiffel, costruita nell’800, molto famosa perché quando il sole cala e arriva la notte s’illumina di tante luci fosforescenti; la Senna, dove i gondolieri trascinano i turisti sui bateaux mouches; mi ha colpito anche la grata a cui le coppiette agganciano i loro lucchetti per poi gettarne la chiave nella Senna in segno di amore eterno. Fantastico il parco giochi di Disneyland, molto più che divertente, con tutte quelle persone travestite da personaggi visti solo nei cartoni animati. Lo splendore della Francia tuttavia è offuscato da alcune disgrazie, come ad esempio quella di cui si è parlato tanto a gennaio, l’attentato terroristico al giornale satirico “Je suis Charlie”: l’Isis ha attaccato Parigi, una catastrofe nel territorio francese che ha causato decine e decine di morti. In ogni caso la Francia è davvero un posto meraviglioso che avrebbe tutto il diritto di essere visitato e io, sinceramente, non vedo l’ora di tornarci. Romana Calvi

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Un tuffo nella bellezza del passato Al teatro Petruzzelli rappresentazione de “Il giovane Artù” Il giorno 19 Novembre i ragazzi delle classi: 2^I,2^A,2^B,2^F e 3^G si sono recati al teatro Petruzzelli di Bari per assistere alla rappresentazione teatrale intitolata :" Il giovane Artù". Prima di entrare non avrei mai immaginato la bellezza di quel teatro ma quando sono entrata mi sono ricreduta perché é imponente e bellissimo sia all'esterno che all'interno. Ci siamo seduti all'ultimo piano: era molto alto. L'atmosfera del grande teatro illuminato da lampadari color oro e ornato da statue e affreschi   ha catturato l'attenzione di ogni ragazzo facendogli capire la bellezza e la grandezza dell'edificio. Gli alunni hanno poi assistito alla commedia accompagnata da un'orchestra situata nel golfo mistico; grazie ad essa ogni momento della storia del giovane e allegro Artù era più realistico e ha potuto spingere i ragazzi a immedesimarsi nel protagonista. Le scenografie hanno reso il teatro un vero e proprio borgo della Cornovaglia accompagnato da bravissimi attori che oltre aver recitato hanno anche cantato.. La morale di questa storia è che ci impegniamo possiamo riuscire in imprese che perfino noi consideriamo impossibili. Basterebbe non fermarsi alle apparenze. Gli alunni sono rimasti entusiasti di questa   esperienza che ha permesso un tuffo nell'antichità in un mondo reso stravagante da maghi e streghe colmo di storie avvincenti di valorosi cavalieri ma anche di semplici ragazzi come Artù. Rebellio Patroni I santi nell’arte contemporanea 9 Al teatro Margherita di Bari, ho visitato una mostra d’arte contemporanea promossa dal comune di Bari e dalla regione Puglia. Mi ha stupito vedere protagonisti di un’arte fuori dagli schemi i Santi. Curatore della mostra è Paolo Consorti con il suo progetto “Rebellio Patroni” in cui la storia dei santi, di san Nicola in particolare, è espressa dal punto di vista del quotidiano, della sua esistenza storica. San Nicola, sappiamo, è un santo che arriva da Myra, in Medio oriente, portando in occidente aspetti e valenze di quel mondo lontano. Tali caratteristiche sono state esaltate dall’arte contemporanea Osservare delle opere di arte contemporanea non è facile. Al contrario dell’arte classica non si comprendono bene. Ma questa mostra mi ha affascinato. Ho capito che la cultura apre la mente, e permette di guardare la realtà in modo più sereno. Vincenzo Tursi Sabrina Cannone

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Prepotente o timido? Ritratto di uno studente 10 Il mio mondo è la scuola. Sento la sua presenza nella mia vita perché la frequento e perché è qui che nascono i miei sentimenti e le mie idee sulla vita, proprio qui, in questo tempio del sapere, centro culturale per tutti i ragazzi. Nei miei anni di studio io e i miei amici di classe abbiamo sempre distinto due tipi di studente: il prepotente e il timido. Fin dai primi anni di scuola tutti noi abbiamo scommesso su chi dei nostri compagni si sarebbe meritato uno di questi due titoli per il suo modo di atteggiarsi. Io mi rispecchio in entrambi i tipi. In fondo ognuno di noi ha dentro di sé la timidezza e la prepotenza, e diventa timido o prepotente in base al prevalere dell’una o dell’altra. Purtroppo il prepotente tende a divertirsi prendendosi gioco di chi è più timido e quindi più debole: lo deride per il suo fisico e ne diffonde un’immagine caricaturale servendosi della sua popolarità. Ai giorni nostri la tecnologia è molto avanzata perciò il bullismo viene anche chiamato cyberbullismo perché è esercitato tramite un semplice cellulare o con social network o ancora per via e-mail. Il bullismo è un'arma che potrebbe distruggere un ragazzo più debole spingendolo anche ad azioni estreme, anche a togliersi la vita. Perciò io vorrei che almeno nel mondo dei ragazzi non esistano pregiudizi e che domini sempre il rispetto. In fondo non ha importanza il nome della persona che ci sta accanto, ci basti sapere è che è una persona e che anch'essa come noi ha una sensibilità e un cuore e perciò noi dobbiamo rispettarla. Chiara Rutigliano Un paio di Converse per conquistare il mondo I ragazzi e le mode Nella società di oggi è molto importante piacere agli altri per il proprio aspetto esteriore. Fattore determinante per integrarsi nei vari gruppi sociali è indossare seguire i grandi stilisti. Le tendenze di moda più recenti sono ispirate a capi di abbigliamento parecchio “rétro” nella storia del vestirsi. Grande esempio ne è la famosa ditta di scarpe “Vans off the wall” nata quasi cinquanta anni fa, nel 1966. All’ inizio il modello di scarpe non piacque molto e furono utilizzate come scarpe ginniche, ma negli ultimi anni hanno riscosso grande successo, diffondendosi rapidamente fra i ragazzi. Scarpe del genere sono famosissime e sfido chiunque a trovare un ragazzo che non le conosca o non le possieda. Tuttavia oggigiorno ci sono ancora delle scarpe che, a mio dire, concorrono alle Vans: le Converse. Oggi celebri grazie al famoso modello “All Star”, l’azienda Converse ha origini agli inizi del XX secolo, grazie a Marquis M. Converse. Anche esse appena uscite non riscossero successo, ma dopo il 1974, con la ideazione del modello All Star, diventarono famosissime al punto che oggi continuano ad essere prodotti sempre nuovi modelli: il sogno di ogni ragazzo è possedere un paio di Converse per conquistare il mondo. Riccardo Fusiello

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Libri e smartphone I ragazzi intelligenti e le nuove tecnologie Computer, tv e videogiochi: tanta parte della mia vita, come di quella di ogni adolescente. Ma so che nulla potrà mai sostituire un libro. Leggere mi fa immergere nelle avventure, nelle storie, libera la fantasia. Spesso, i libri consigliati a scuola sono poco coinvolgenti, e questo non può fare altro che peggiorare la situazione di ragazzi che già hanno poca voglia di leggere. Nonostante ciò, il numero dei giovani lettori, soprattutto delle ragazze, è sempre più elevato grazie agli e-book e grazie alle applicazioni per la lettura, che possono essere comodamente inserite nel proprio smartphone, scelte a seconda dei gusti del lettore. La lettura migliora il modo di scrivere, visto che stimola la fantasia. Molti lettori si identificano “sognatori” e, dopo una lettura appassionante, come dopo un buon film, continuano a sognare ad occhi aperti. La maggior parte dei ragazzi sono attratti dai libri d’avventura e di fantascienza, sicuramente molto entusiasmanti, che non provocano noia, perché lasciano la libertà al lettore di immedesimarsi in un qualsiasi personaggio della storia. Alcuni lettori preferiscono i racconti autobiografici, perché pensano che aiutano a riflettere, soprattutto se parlano di qualcosa successa anche a loro. Insomma da questi dati è possibile constatare che gli adolescenti sono ancora interessati alla lettura, e anche il “boom” degli smartphone può diventare positivo. Expo: nutrire il pianeta, energia per la vita 11 A Milano la grande manifestazione Expo 2015 L’Italia vi parteciperà insieme ad altri 144 Paesi del Mondo e alle tre organizzazioni internazionali e tredici organizzazioni della società civile. Tutti insieme saranno chiamati a dare un contributo al tema importantissimo cui si ispira l’Expo Milano 2015, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Il messaggio è quello di proporre a tutta l’umanità un’alimentazione più sana, sufficiente e sostenibile. Questo significa avviare un dialogo e una cooperazione tra nazioni, organizzazioni e aziende per migliorare la qualità della vita e sostenere l'ambiente. Il punto forte della nostra regione è la produzione di olio (siamo al secondo posto nella classifica mondiale dopo la Spagna), quindi secondo noi il simbolo che dovrebbe rappresentare la Puglia è proprio la coltivazione di ulivi molto ampia e per mostrare a tutti gli spettatori come un tempo si costruivano i nostri tipici trulli (si possono ammirare ad Alberobello e dintorni) attraverso foto o filmati. Per attrarre invece le persone più golose si potrebbero mettere in mostra i dolci più assaggiati e preferiti dai nostri abitanti, così che tutti possano degustarli e innamorarsene come noi. Cinzia Papa Matera, sono solo sassi? Finalmente il gran giorno si avvicina: noi ragazzi di seconda media andremo in gita a visitare Matera, la città della pietra. Penso a Matera e mi vengono in mente le immagini dei suoi sassi… Conoscere i Sassi di Matera significa coglierne l'essenza, scoprirne la storia e le tradizioni dall' "interno" comprendendo, al tempo stesso, i valori che hanno portato i loro antichi abitanti a creare un sistema-città in piena armonia con la Natura e nel rispetto dell'ecosistema. I Sassi di Matera sono nella lista dei monumenti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1993. L’architettura irripetibile dei Sassi racconta la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente e al contesto naturale, i Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione successi nel tempo. Matera insieme con i sassi, offre al visitatore un paesaggio esclusivo. Il territorio di Matera dal punto di vista preistorico appare uno tra i siti archeologici più interessanti del sud Italia. Diana Carla Calefati Riccardo Christian Lapenna Giuseppe Pastore Francesca Tedesco

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Orienteering Uno sport ancora poco conosciuto L'orienteering è uno sport molto divertente, uno dei più amati dai ragazzi di tutto il mondo, in cui ci si diverte e si sviluppa anche l' intelligenza e l'agilità. «E’ chiamato così perchè nasce… per la necessità di orientarsi nei boschi e nella natura osservando quello che abbiamo intorno: il muschio, un orologio con le lancette come bussola». Ma l’orienteering permette di orientarsi in una foresta come in una metropoli, tra le querce come tra i vicoli. Questo sport è rivolto a tutti: per poterlo praticare si può camminare anche con la carrozzella. Parliamo di uno sport che richiede allenamento personale e moltissima forza di volontà: l’allenamento richiede la resistenza e la potenza durante la corsa, quindi l’unico allenamento valido è correre. Direi che allenamento e intelligenza sono i punti chiave. Si gioca individualmente in uno spazio aperto e l' orientista deve avere tre cose fondamentali: il cartellino di gara, anche detto testimone, la bussola e la cartina topografica, in cui sono indicate le lanterne, i percorsi, la legenda e la riduzione in scala. Ora la gara può cominciare! L' orientista, nel minor tempo possibile, deve scegliere il percorso più agevole e veloce per raggiungere la lanterna e punzonare il cartellino di gara. Ma attenzione! Bisogna punzonare il testimone in ordine numerale e senza uscire dai margini, altrimenti si viene squalificati! Vince chi nel minor tempo possibile riesce a punzonare correttamente il cartellino di gara. L’orienteering mi piace perché in un mondo in cui l’attrattiva maggiore è quella virtuale, per vincere la mia attenzione deve essere rivolta alla realtà. 12 Aurora Pastore Il mondo di “Vaccina” Intervista ai ragazzi di prima media L’ingresso nella scuola media ha comportato per i ragazzi delle classi prime molti cambiamenti rispetto al ciclo scolastico precedente. Per alcuni il cambiamento ha causato una gradita sorpresa, per altri spiacevoli inconvenienti, per tutti una grande emozione: abbiamo pensato di rendere nota la loro una voce con un’intervista. D: Qual è stata la vostra prima impressione appena arrivati a scuola? Risposta1: Quando ho messo piede per la prima volta in questa scuola ero sorpreso, mi è piaciuta l’accoglienza ed è stato emozionante. Risposta2: Ho avuto una buona accoglienza ma mi sono anche sentito a disagio perché non conoscevo nessuno. D: Cosa vi piace della scuola? Risposta1: Le attività, i laboratori, la Lim, la palestra interna ed esterna. Risposta2: Il metodo di insegnamento, i laboratori, gli spazi e le attrezzature. Domanda: Cosa cambieresti della scuola? Risposta1: Le pareti, orario d’entrata e la durata della ricreazione. Risposta2: Gli arredi scolastici. D: I professori hanno un metodo di insegnamento corretto? Risposta 1: Sì, ma alcuni sono troppo esigenti. Risposta 2: Sì, spiegano bene. D: Vi trovate bene con i vostri nuovi professori e compagni? Risposta 1: Sì benissimo. Risposta 2: A volte c’è qualche litigio ma per il resto tutto bene. Ringraziamo i ragazzi che nonostante la timidezza hanno partecipato a questa intervista lasciando scorgere il loro mondo interiore. Cinzia Papa Jennifer Scarabaggio Francesca Tedesco

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13 I Phone, iPod, PC, internet veloce E’ possibile un uso corretto delle nuove tecnologie? I Phone, iPod, computer, console, videogiochi, cellulari, internet veloce: le nuove tecnologie sono in continua evoluzione e stanno cambiando del tutto la nostra quotidianità e il nostro modo di relazionarci agli altri. Si tratta però di strumenti veramente indispensabili per la nostra vita? Fino a qualche decennio potevamo tranquillamente farne a meno. Come mai allora non riusciamo più a staccarci dal cellulare e dal computer? Di sicuro attorno a questi oggetti del desiderio ruota un giro d’affari di miliardi di euro. Ad alimentarlo hanno contribuito abili tecniche di marketing che hanno convinto molte persone dell'indispensabilità di questi strumenti. Lo dimostra il fatto che questo settore è l'unico a non essere stato toccato dalla crisi economica, anzi risulta in continua crescita. Questi apparecchi hanno dei pregi: ci permettono di comunicare in pochi secondi con persone lontanissime; tramite internet abbiamo accesso ad un numero illimitato di informazioni utili per lo studio, la ricerca, per la formazione. Di contro un utilizzo sconsiderato potrebbe creare, soprattutto nei bambini e ragazzi, seri rischi fisici (esposizione onde elettromagnetiche, problemi alla vista) che psicologici (dipendenza, possibilità di cattivi incontri nei ‘social network’ o nelle ‘chat). E cosa dire dell'imbarbarimento della lingua italiana? Grammatica calpestata, abbreviazioni maldestre, esasperati neologismi! Personalmente ritengo che le nuove tecnologie siano comunque molto utili e che un uso corretto è il modo migliore per ridurre al minimo rischi e controindicazioni. Jacopo Paradiso Voilà . . . Le Capitaine Fracasse! Da molti anni la scuola media Vaccina di Andria ospita attori francesi per la realizzazione di un’opera teatrale; e anche quest’anno tutti gli alunni delle classi seconde sono stati protagonisti di una fantastica avventura, l’avventura del giovane Capitaine Fracasse. Una storia ambientata nell’antico XVII° secolo ha offerto ai ragazzi l’imperdibile opportunità di riscoprire le orme seppellite da secoli di un barone che viveva nel suo castello in rovina, conducendo una vita ricca di debiti, fame insieme alla sua domestica Pierrette. Tuttavia, dopo aver ritrovato la sua amata, Isabelle, il barone è divenuto felice e, protagonista di duelli e rapimenti, ha affrontato briganti e nobili, sino a riscoprire il tesoro della sua famiglia. Durante l’intero spettacolo, l’affascinante avventura e l’eccellente recitazione degli attori hanno reso l’opera un autentico gioiello letterario e artistico che ha attirato l’attenzione di tutti gli alunni per l’apprendimento della lingua francese. Alla fine della rappresentazione un clima di allegria e curiosità si è diffuso nell’auditorium della scuola, grazie ai fantastici giochi preparati da Sergiò, Maëlle e LetiÇia, i tre attori parigini. Insomma, una splendida esperienza condotta dagli alunni all’importanza delle lingue ed all’imprevedibile mondo del teatro. Noi personalmente, alunni di 2°C, saremmo realmente felici di ospitare nuovamente gli attori e assistere alle loro rappresentazioni accompagnate sempre da molta espressività e allegria. Marco Attolico Domenico Di Palma

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Lo scrigno del mio cuore... 14 Caro diario, è da molto che non ti scrivo. Oggi sono triste e nel mio cuore non c’è un minimo raggio di luce… Perché? Se solo riuscissi a darmi una risposta… la urlerei al mondo. Spesso mi ritrovo a confidarmi con la nonna. Lei afferma che sto vivendo un periodo particolare, l’adolescenza, quel momento che segna il passaggio dallo stadio infantile a quello adulto. Adulto… Ma io non voglio diventare adulto! Non lo voglio affatto! Credo che abbia ragione. Sto crescendo, lo ammetto, ma il tentativo di raggiungere una meta che mi sembra impossibile si accompagna ad una malinconia senza fine. Vorrei urlarlo a tutti gli adolescenti del mondo. Sì ragazzi, stiamo crescendo! E’ un momento arduo per tutti, pieno di ostacoli ma non impossibile. Abbiamo il sostegno delle nostre famiglie, dei nostri docenti, dei nostri amici... quelli veri. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Ma cosa significa questo? Essere amici vuol dire vestirsi in un certo modo per sembrare più “in” a scuola? Vuol dire accettare passivamente tutto ciò che ci viene proposto per non sentirci “diversi” dal gruppo ? Sicuramente no! Ognuno è “speciale” e unico a modo suo. Questo è il gioiello prezioso custodito nello scrigno del mio cuore. Mi sento libero! Un piccolo raggio di luce si sta insinuando nel mio cuore e quel profondo senso di disagio sta smettendo di perseguitarmi. Credo sia proprio questa la strada giusta. Marco Attolico Una delle finestre decorate dagli alunni della scuola media Vaccina durante l’anno scolastico 2014/2015

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15  ...Il mio futuro… Lettera di Martina sulla speranza  A noi ragazzi  capita spesso di pensare al nostro futuro, di immaginare il nostro aspetto da adulti e, in generale, la nostra vita tra qualche decina d’anni. Queste considerazioni partono dalla domanda: “Cosa vuoi fare da grande? Cosa ti aspetti dal tuo futuro?” Beh…la maggior  parte di noi ha le idee confuse, altri, pochi credo, sanno esattamente che cosa faranno, altri ancora affidano il proprio futuro al destino, come se qualcuno possa decidere per loro.    Io credo che tutti i  ragazzi  abbiano bisogno di vivere in un clima sereno sia all’interno del proprio nucleo familiare, sia tra i propri coetanei.        Alla nostra età è importante sentirsi amati e accettati, in modo da manifestare la propria personalità e le proprie attitudini: il ragazzo di oggi sarà l’uomo del domani, d’altronde.                                                                                                                         A volte, però, le nostre aspettative non corrispondono alla realtà. Ci vuole impegno e devozione, tenacia e spirito di sacrificio. Credo, infatti, che i traguardi più ambiti siano dei premi che si raggiungono non senza enormi difficoltà. Sicuramente è facile scoraggiarsi durante il nostro cammino e a volte sentirsi delusi perché magari ci si aspettava qualcosa di diverso. Io, finora, ho sempre contato sulle mie capacità e intendo continuare ad avere fiducia in me stessa. Non nascondo che a volte il futuro mi fa paura e persino oggi, nel mio piccolo, mi trovo ad affrontare momenti di difficoltà, stanchezza, perdita di entusiasmo.                                                                                                                       Fortunatamente so di poter contare sull’affetto e il sostegno della mia famiglia, soprattutto dei miei genitori, i quali sono sempre pronti a incoraggiarmi e a darmi fiducia.                                                                                                                              Se penso  alle mie aspettative per il futuro, spero innanzi tutto di vivere in una società più giusta, più pacifica, dove ci sia meno diffidenza verso il prossimo e dove la diversità sia spunto di ricchezza per tutti.  Il mio sogno, da piccola, era quello di diventare una brava stilista… non ne sono più sicura. Mi affascina molto anche il mondo della danza, del teatro e della musica. Non ho fretta  di avere le idee chiare sul mio futuro lavoro, ma sono certa che mi sforzerò di avere uno stile di vita semplice, dove la famiglia e il rapporto umano siano il vero punto di forza.                                                                                                                    Al di là delle figure genitoriali che, senza dubbio, sono indispensabili come modello di riferimento per noi adolescenti, credo sia importate “confrontarsi“ anche  con delle personalità di successo che tanto hanno fatto nella loro vita e che ci hanno lasciato  un’ eredità di pensiero considerevole.  In questo momento, se penso al mio futuro, sorrido nel pensare ad una frase celebre di Bob Marley: “Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando.” Gli artefici del nostro destino siamo noi, quindi se desideriamo un futuro migliore, occorre impegnarsi e seguire le nostre attitudini. Martina Lattanzio

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