Nel paese delle fiabe

 

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laboratorio di scrittura

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IL DRAGO DEL LAGO C’era una volta, u, regno terrorizzato da un drago che si era impossessato del lago della reggia. Quando qualcuno si avvicinava, il drago se lo mangiava per proteggere la sua tana. Quando il drago aveva fame, usciva dal lago e si dirigeva verso il paese per cercare cibo e mangiava chiunque incontrava: persone giovani e vecchie. Un giorno, il re volle dare una ricompensa a chia avesse sconfitto il drago e liberato il suo regno da quel nemico. Un dì, un giovane cavaliere, si offrì per uccidere il grande drago e liberare il lago e il regno impaurito. Il cavaliere si armò di: spada, scudo di ferro, armatura e di un arco accompagnato da potenti frecce. Il cavaliere andò verso il lago e si fece avanti ad drago senza timore, combatté coraggiosamente, sconfisse il drago e ne portò la testa al re per dimostrargli che il nemico era stato sconfitto. Il re, come aveva promesso, gli diede una grande ricompensa: un sacco pieno di monete d’oro! Nel regno tutti tornarono ad essere felici e contenti di avere di nuovo a disposizione il loro lago.

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LA FARFALLA E LA PRINCIPESSA È bello avere una fata amica.” Passò da quel giorno diverso tempo e Arial e la sua fata protettrice divennero buone amiche. La principessa andava a trovarla alla torre e trascorrevano del tempo insieme. Un brutto giorno però, mentre la principessa si addentrava nel bosco, per andare a far visita alla sua amica fata, venne rapita da un grosso e brutto orco che la condusse nella sua casa, la rinchiuse in una gabbia per farla ingrassare un po’ di più e poi mangiarsela, intanto però le faceva fare anche i lavori di casa. Passarono i giorni. I genitori di Arial erano disperati, perché nonostante le ricerche fatte, non riuscirono a trovare la loro amata figlia. Anche la sua amica fata, nella sua torre aspettava inutilmente, ogni giorno che la sua amica andasse a farle visita.Quando seppe della scomparsa di Arial, subito si mise alla sua ricerca. Si trasformò di nuovo in farfalla e volò e volò per giorni fino a che arrivò alla casa dell’ orco, situata su un dirupo di un alto monte. La fata vide Arial che portava nella casa pesanti brocche d’acqua, le si posò subito su una spalla e la principessa vedendola si rincuorò e non ebbe più paura perché la sua amica, come promesso, era venuta a salvarla. La fata disse alla principessa:” entra in casa e vedrai cosa farò”. La giovane entrò e quando l’ orco stava per bastonarla perché aveva impiegato troppo tempo per portare l’acqua, la farfalla , che era entrata con lei, si trasformò in fata, e con la sua bacchetta magica, trasformò il cattivo orco, in un orco buono e gentile. Questo si scusò con la principessa e la liberò. Arial, insieme alla fata, tornò al castello, dove i genitori felici la riabbracciarono e fecero una gran festa per la ritrovata figliola. La fata protettrice restò sempre con lei nel castello e quando, diventata grande, Arial si sposò, la fata divenne la madrina dei suoi figli e naturalmente anche loro protettrice e tutti vissero felici e contenti. C’era una volta, in un paese lontano, una giovane principessa di nome Arial che viveva felice nel suo castello insieme ai suoi genitori che la amavano tanto. Arial era una ragazza buona e gentile con tutti ed era sempre felice e sorridente. Un giorno la principessa andò fuori dal castello a fare una passeggiata e per raccogliere fiori per la sua mamma. Mentre raccoglieva i fiori, vide una bellissima farfalla che le volava intorno, poi le si appoggiò sopra una spalla, ripartì in volo e Arial la seguì. Dopo un po’ la principessa si ritrovò in un bosco, dove, nascosta tra alti alberi, c’ era una torre. Incuriosita la ragazza salì e lì, in cima alla torre vide una fata che le disse:” So che tu sei una principessa amata da tutti, io sarò la tua fata protettrice, saremo amiche e io ti aiuterò se un giorno avrai bisogno di me”. La buona fata, non era altro che la farfalla che l’aveva condotta lì. Felice di quell’incontro la principessa tornò a casa e raccontò tutto alla mamma che le disse:” bene figliola, i pericoli della vita sono tanti.

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Il desiderio di due bambini di nome Paolo e Mattia era quello di fare gli astronauti, di esplorare il pianeta Marte e vedere come si viveva lì. Un giorno, all’insaputa di tutti, con la loro astronave, partirono per il “pianeta rosso” e dopo un lungo viaggio vi approdarono. Stupiti nel vedere quel colore della sabbia così rosso fuoco e i crateri molto grandi da cui uscivano nuvole di fumo, iniziarono la loro esplorazione. Mentre camminavano intorno a questi crateri toccando il fumo con le mani, si aprì la terra proprio sotto i loro piedi e fecero una caduta vortiginosa, ma fortunatamente nessuno di loro due si fece male. Quando si rialzarono si trovarono di fronte a due omini tutti verdi, con occhi grandi, braccia lunghe e mani piccole; in testa avevano due antennine di colore verde. I due omini erano proprio buffi! Completamente diversi dai terrestri! Paolo e Mattia li guardavano incuriositi e con gli occhi fuori dalle orbite. Dall’altra parte, però, anche gli omini verdi erano altrettanto stupiti. Ma subito capirono che non si trovavano di fronte a dei nemici, quando videro che i due marziani li salutavano agitando le mani come i terrestri e le allungarono per stringere le loro come segno di pace e di amicizia. Paolo e Mattia incominciarono a fare domande su come si svolgeva la vita su quel pianeta. I due omini si programmarono, girando una piccola rotella, per la comprensione della loro lingua. Ma la cosa stupefacente era che anche su Marte i bambini studiavano, andavano a scuola, stavano con la famiglia, facevano sport…insomma, la loro vita era proprio come quella della Terra. I due omini li portarono a visitare posti sorprendenti e straordinari: la base delle astronavi, pieno di navette e dischi volanti; un parco con giochi per noi inimmaginabili e …tante altre cose ancora. Era giunta l’ora di tornare a casa per Paolo e Mattia, prima che i genitori si accorgessero della loro assenza. Salutarono i due marziani e si rimisero in viaggio verso la terra, lasciando con un po’ di tristezza, i due insoliti nuovi amici, con la promessa, però, che si sarebbero rivisti presto, ma la prossima volta sulla terra. I DUE ASTRONAUTI

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In un tempo lontano, che più lontano non si può, una pecora di nome Flaffy, diversa dalle altre perché era blu, venne scansata dal gregge. Cammina, cammina arrivò in città. Era sorpresa da tanta confusione, da tutti quei rumori nuovi che in campagna non aveva mai sentito. Tutti la guardavano in modo strano, sia i pedoni che gli automobilisti e tutti pensavano la stessa cosa: non si era mai vista una pecora di quel colore. Flaffy era disorientata, non sapeva dove camminare:” che caos in quello strano luogo!” pensava. Ad un certo punto , un camion la stava per investire, ma un bambino rischiò la vita per salvarla. Lui l’aveva notata da un po’ ed era rimasto, fino a quel momento, stupito a guardarla. Flaffy, gli raccontò la sua triste storia. Il bambino si commosse e volle aiutarla a trovare un gregge adatto a lei. Camminarono per giorni e giorni e intere settimane per prati e per monti, finchè un giorno trovarono un gregge con le pecore dei colori dell’arcobaleno. Il pastore, quando vide Flaffy, le fece subito una gran festa perché la pecora blu era l’unica mancante nel suo gregge. Prima di unirsi alle altre, Flaffy ringraziò il bambino per averla aiutata. Finalmente aveva trovato un gregge adatto a lei, che l’aveva accettata così com’era. UNA PECORA ECCEZIONALE

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C’era una volta un re che viveva in un grande e magnifico castello. Governava un grande regno ed era un sovrano amato da tutti. La sua sfortuna però, fu quella di innamorarsi una principessa, che in realtà non era una principessa, ma era una strega cattiva che con i suoi poteri aveva incantato il re ed era riuscita a farsi sposare. I sudditi volevano bene al re e il re voleva bene al loro. Ma questo non faceva piacere alla regina che era gelosa di loro ed inoltre, essendo strega, il bene la irritava si sa, era il male che doveva impossessarsi del regno. Un giorno preparò una pozione magica per far cadere in un sonno profondo, quasi come morto, il re e gliela fece bere a sua insaputa. Il sovrano allora cadde a terra come morto. Adesso toccava a lei, la regina lo scettro del comando. Era cattiva e piena di malvagità verso i suoi sudditi: li imprigionava per la minima mancanza e tutti erano diventati suoi schiavi. Nel castello ora regnava il caos: non si mangiava più, la terra non dava più i suoi frutti, i servitori non svolgevano più il loro ruolo…dappertutto c’era sporcizia e fango. Tutto il popolo piangeva la mancanza del suo re. Passarono diversi anni, quando un bel giorno venne al castello, a far visita, dopo tanto tempo, la fata madrina del re, preoccupata perché da troppo tempo non aveva avuto più notizie dal sovrano. Quando fu informata e si rese conto di ciò che era accaduto subito con la sua potente bacchetta magica sciolse il maleficio. Il re subito si svegliò e abbracciò e ringraziò la sua salvatrice. I suoi sudditi furono di nuovo felici nel rivederlo sano e salvo e, in breve tempo tutto ritornò come prima. “E la strega?” vi chiederete.” Che fine ha fatto la strega?”… La strega è stata rinchiusa in un libro di storie per bambini e ancora oggi continua a vivere lì dentro. IL PRINCIPE E LA PRINCIPESSA CATTIVA

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Tanto tempo fa, un bambino e sua sorella, insieme al loro cavallo di nome Spirit, se ne stavano in un bosco a raccogliere dei bei fiori colorati da regalare alla loro mamma. Mentre raccoglievano i fiori, udirono una strana presenza dietro le loro spalle. Si voltarono e videro una strega con un naso adunco, i capelli grigio scuro molto lunghi e la pelle bianca, il viso pallidissimo. La strega catturò i loro sguardi ipnotizzandoli. Portò i due fratellini nella sua casa e recitando una formula magica, con tono austero, cacciò via il loro cavallo. La strega poi rinchiuse i due in una gabbia e li schiavizzò. Un giorno però, la strega uscì per andare nel bosco vicino alla sua casa per andare a far legna da ardere. Vicino alla sua casa c’era un enorme burrone. Tutti i giorni il cavallo zitto, zitto di nascosto andava a trovare i suoi padroncini. Così successe che mentre la strega era china a terra per raccogliere legna, Spirit le diede una musata e la spinse così forte da farla rotolare giù nel burrone. Poi felici corse dai suoi amici e li liberò. I due fratellini, in groppa al cavallo, ritornarono a casa gioiosi di riabbracciare la mamma. Si divertirono a cucinare una grande torta al cioccolato da servire e offrire a tutti i bambini vicini. UN CAVALLO PER AMICO

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C’era una volta un paese lontano dove vivevano le streghe: infatti si chiamava il paese delle streghe. Due di loro però erano streghe buone: Carmelina e Giuditta e non andavano d’accordo con le altre. Un giorno la strega Superiore che comandava tutte, ordinò a Carmelina e Giuditta di trasformare tutte le fanciulle in statue. Le due streghe disubbidirono agli ordini della strega Superiore e aiutarono le principesse a fuggire. Quando la strega Superiore scoprì ciò che avevano fatto le due streghe buone, arrabbiata, le maledì, le fece diventare sue serve e le maltrattava e le puniva tutto il giorno. Passò del tempo e le fanciulle che erano state salvate da Amandina e Giuditta vennero a conoscenza del maleficio che la strega megera aveva fatto alle due streghe buone. Avvisarono allora la loro regina che raccontò la triste storia delle due streghe buone ad un valoroso cavaliere di nome Edoardo, il quale si mise subito in viaggio per andare a sconfiggere la strega e liberare le due prigioniere. Appena il cavaliere arrivò nella dimora della strega cominciò un violento combattimento: le arti magiche e le stregonerie contro la forza imbattibile del valoroso combattente. Il principe sconfisse la strega malvagia e liberò le due buone fanciulle. E come in tutte le fiabe il bene vinse sul male. IL PAESE DELLE STREGHE

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C’era una volta una regina che diede l’incarico a sua figlia, la principessa delle fate e alla sua migliore amica di nome Mia, di andare nel bosco magico dove c’erano fiori parlanti e alberi da frutto magici: appena li piantavi, in pochi secondi diventavano enormi e carichi di buoni frutti. Le due ragazze dovevano andare a raccogliere cesti di frutta per fare la marmellata guaritiva che curava da tutti i mali gli abitanti del reame. Le due amiche si recarono nel bosco, ma mentre raccoglievano i buoni frutti, uno stregone rapì Mia e la condusse nel bosco oscuro dove c’era il suo castello. La imprigionò in una stanza e le disse: “ Quando tutto sarà pronto diventerai mia sposa. E’ tanto tempo che sto cercando una giovane bella e gentile come te. Diventerai la regina del mio castello”. Mia piangeva disperata, pregando lo stregone di lasciarla libera, ma inutili fu la sua richiesta. La stanza fu chiusa con tanti lucchetti che non si aprivano con le chiavi, ma solo con una magia più forte di quella dello stregone. Intanto la principessa delle fate aveva finito di raccogliere la frutta e quando iniziò a cercare e chiamare Mia, solo allora si accorse della sua scomparsa. Una farfalla del bosco magico le si avvicinò e le disse: “ La tua amica è stata rapita da uno stregone che l’ ha rinchiusa in una stanza del suo castello. Devi andare a cercarla nel bosco oscuro: lui abita lì”. La principessa andò alla ricerca della sua amica, si inoltrò nel bosco oscuro e trovò il castello dello stregone. Con l’aiuto della farfalla trovò la stanza in cui era rinchiusa Mia. Appena lo stregone si addormentò la principessa delle fate, con i suoi poteri magici, aprì la porta della stanza e liberò la sua amica. Ma lo stregone si svegliò e vide Mia libera. I suoi occhi si infuocarono e con violenza si avventò contro la regina delle fate: iniziò così un duro combattimento. Ognuno usava le proprie arti magiche per sconfiggere l’altro, finchè lo stregone usò una polvere magica per trasformare la principessa in una statua . Ma lei pronta, tirò fuori il suo scudo magico e la magia dello stregone si diresse verso di lui che subito diventò una statua. Mia e la principessa, accompagnate dalla farfalla, tornarono felici nel bosco magico, presero la frutta e la portarono alla regina, la quale impaziente le stava aspettando e a cui le due giovani raccontarono l’accaduto. Poi si misero al lavoro e prepararono la marmellata guaritiva e la diedero a tutti i malati del regno che subito guarirono. La regina orgogliosa di sua figlia e della sua amica Mia le fece diventare entrambe regine. Al castello ci fu una gran festa alla quale parteciparono tutti gli abitanti del regno. LA PRINCIPESSA DELLE FATE

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In un tempo lontano, in una casetta nel bosco, viveva una bambina povera insieme ai propri genitori. Un giorno i genitori dissero alla loro bambina di nome Giuseppina, di andare nel bosco a cercare qualcosa da mangiare. Giuseppina, nel bosco incontrò un nano che viveva in una casetta a forma di fungo. Lui disse alla bambina che era in pericolo perché in quei luoghi si aggirava un gigante con un occhio solo che si nutriva di esseri umani. Giuseppina impaurita, ringraziò il nano e corse subito verso casa, ma il nano non volle lasciarla sola e andò con lei per proteggerla. Al suo ritorno però Giuseppina vide che i genitori non c’erano più perché erano stati rapiti dal cattivo gigante. La bambina preoccupata e disperata cominciò a piangere. Il nano allora le disse:” Ti aiuterò a ritrovare i tuoi genitori e a sconfiggere il gigante. Prendi questi tre semini, sono magici”. Insieme i due iniziarono la ricerca e dopo qualche giorno trovarono l’enorme dimora del cattivo. Il gigante però, nonostante avesse un solo occhio, aveva un finissimo udito e sentì dei rumori e si svegliò. “ Chi osa disturbare il mio sonno?” Disse con voce rimbombante e cavernosa. Veloce Giuseppina le lanciò addosso il primo seme, da cui uscì un esercito di cavalieri che gli staccò anche l’altro occhio. Ma il gigante ancora non era sconfitto. Dopo lanciò il secondo seme, da cui venne fuori una fata che trasformò il gigante in un topolino. Dal terzo seme uscì un gatto che divorò in un solo boccone il topolino. Nella casa ora non si vedeva nessuno, solo una grande luce nella parte più profonda. Giuseppina e l nano si avvicinarono e, meraviglia delle meraviglie, trovarono una montagna di monete d’oro e, nascosti dietro questa c’erano i suoi genitori. La bambina felice li abbracciò forte, mentre il nano saltava di gioia: erano finalmente tutti insieme, non erano più poveri e, come in una fiaba che si rispetti, vissero tutti felici e contenti. UNA SCOMPARSA MISTERIOSA

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Tanto tempo fa, una graziosa principessa di nome Christal, passeggiava in un prato nelle vicinanze del suo castello per godersi le prime belle giornate di caldo sole primaverile. Su un fiore si posò una magnifica farfalla dai colori meravigliosi che catturò la sua attenzione. Christal si avvicinò per osservarla meglio, ma la farfalla volò via e la principessa la inseguì per lungo tempo, così che si trovò senza rendersene conto nell’oscurità di una grotta spaventosa dove c’erano grosse ragnatele con enormi ragni,inoltre si sentivano, a intermittenza, strani colpi come di porte che si aprivano e si chiudevano. La giovane principessa spaventata si fermò, senza fare nessun rumore e guardandosi intorno. Ferma vicino ad una grossa gabbia, ecco che vide di nuovo la farfalla che emettendo una luce strana di colore verde, magia delle magie, si trasformò in un terribile drago che la catturò e la rinchiuse nella gabbia per poi mangiarla nei periodi di digiuno. Intanto al castello era giunta l’ora di pranzo, si misero tutti a tavola, ma il posto di Christal era vuoto. Tutti preoccupati, la cercarono prima nelle sue stanze, poi nei dintorni del castello… niente: della principessa nemmeno l’ombra. Il principe Ronald, intanto, suo fidanzato, allarmato e triste per mancanza della sua amata, andò a cercarla in giardino, nel posto in cui erano soliti stare un po’ da soli e mentre pensava intensamente a lei sentì in lontananza l’eco di una voce che gridava:” Aiuto, aiuto! Vieni a salvarmi!” Ronald inseguì quella voce che lo condusse fino alle vicinanze della grotta, però il drago sentì l’odore dell’ uomo che si stava avvicinando sempre di più, lo vide entrare e gli si avventò contro sputando fuoco. Cominciò una dura lotta, ma anche il principe aveva le sue armi potenti: una spada magica che aveva ereditato da suo padre. Con questa spada uccise il drago e salvò la sua promessa sposa. I due tornarono al castello sul cavallo del principe. Alla reggia fecero una gran festa, i due giovani anticiparono le nozze e vissero sempre felici e contenti. LA PRINCIPESSA E IL DRAGO

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