Il mistero del pittore della domenica

 

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Lavoro della classe 4 A Oriolo Romano

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Il mistero del pittore della domenica Classe IV A Scuola Primaria di Oriolo Romano

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Introduzione La partecipazione al concorso “Scrittori di classe”, promosso dalla Conad, ci ha offerto l’opportunità di continuare l’incipit di alcune storie di famosi scrittori per ragazzi. Tra gli otto proposti, noi ne abbiamo scelto uno, di genere “mistery”, della scrittrice Vanna Cercenà, perché ci ha molto incuriositi. Cimentarci con questa attività si è rivelata un’esperienza coinvolgente e appassionante che ci ha visti impegnati nell’inventare, discutere, scrivere, revisionare, rileggere, di volta in volta e collettivamente, il frutto del nostro lavoro. Anche se non siamo risultati tra i vincitori ci siamo molto divertiti a “giocare agli scrittori”, perciò abbiamo deciso di raccogliere il nostro piccolo manoscritto in questo volumetto, che offriamo alla vostra lettura. Classe IV A

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La notizia si è sparsa in un baleno: il silenzioso ometto che tutti nel piccolo paese di montagna avevano soprannominato “il pittore della domenica” è stato trovato morto per il cattivo funzionamento della caldaia col termosifone. Nessuno lo conosceva quando, qualche tempo prima, aveva preso in affitto una casetta ai margini del bosco. Lo si vedeva fuori solo ogni tanto, col cavalletto e la cassetta dei colori, a dipingere il paesaggio. Fiamma, dieci anni, disordinata chioma rossa e carattere deciso, e Martino, il suo amico timido e imbranato, entrambi con la fissa delle storie misteriose, quando il pittore era arrivato in paese, si erano convinti che avesse qualcosa da nascondere e, sentendosi abili investigatori, avevano cominciato a tenerlo d’occhio. Erano riusciti anche a scambiare qualche parola con lui, quando lo avevano visto discutere nel bosco con un misterioso signore. Il mistero del pittore della domenica

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caldaia? – dice Martino a Fiamma mentre escono da scuola - Ma se ieri ho visto davanti al suo cancello un furgoncino con su scritto “Manutenzione caldaie”!- Sei sicuro di aver visto scritto proprio così, quattrocchi?chiede il solito Alberto con la sua aria dispettosa. - Certo, che è sicuro, lui almeno sa leggere! – taglia corto Fiamma, dando un’occhiataccia a quel bullo e trascinando via il suo amico. E subito gli chiede: - Davvero hai visto il camioncino della manutenzione?- Sì che l’ho visto! Per questo non ci credo che sia morto per disgrazia … - Allora pensi che qualcuno l’abbia fatto fuori? - Non lo sapremo mai … - Martino, sai che ti dico?- Fiamma gli si pianta battagliera davanti: - Lo scopriremo noi! - Com’è possibile che sia morto perché non funzionava la

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. Ecco come abbiamo continuato la storia - Stanotte - aggiunge - tanto per cominciare, faremo un sopralluogo nella casa del pittore. - Ma ... sei impazzita? Io ho paura. E poi come faremo ad entrare?- ribatte Martino. - Dai fifone, non ti preoccupare, ho già pianificato tutto! Ci vedremo a mezzanotte a Piazza Dante, vicino alla fontana. Sgattaioleremo di nascosto mentre i nostri genitori guardano la TV. Ovviamente andremo in bici, mica possiamo percorrere tutta quella strada a piedi! Tu prendi una torcia, un coltello a seghetto e un cacciavite per scassinare la porta. Io porterò uno zainetto, la macchina fotografica e due paia di guanti per non lasciare impronte. Ok - risponde Martino sospirando.

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La giornata passa lentissima: entrambi attendono con ansia che arrivi l’ora dell’appuntamento. La polizia ha già tolto i sigilli alla casetta, perché il caso è stato archiviato come disgrazia e quindi le indagini sono finite. Scende la notte, Fiamma e Martino si incontrano come d’accordo e si dirigono verso la villetta nel bosco. La fitta oscurità, i versi striduli delle civette, i voli radenti dei pipistrelli, i fruscii di rami e foglie agitati dal vento, tutto contribuisce a rendere l’atmosfera cupa e paurosa. Fiamma pedala energicamente, Martino la segue arrancando, con il cuore in tumulto.

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La casa è avvolta nel silenzio, i due si avvicinano furtivamente, abbandonano le bici e scavalcano la recinzione. Ma giunti davanti alla porta, con stupore e sgomento, si accorgono che è già aperta. - Fiamma, ho paura - bisbiglia Martino - torniamo a ca... Ma non fa in tempo a finire la frase che la bambina l’ha già trascinato all’interno. Si ritrovano in un piccolo soggiorno, con la torcia lo illuminano e nella parete in fondo scorgono una scala di legno che conduce al piano di sopra. Un rumore improvviso li fa sobbalzare, si acquattano dietro al divano con il cuore che batte a mille e il fiato corto per l’angoscia. Non sono soli, C’E’ QUALCUNO IN CASA!

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Paralizzati dalla paura si accostano ancora di più al divano, mentre un’ombra scura scende precipitosamente le scale e si dilegua nel buio. - Scappiamo, ti prego!- sussurra Martino con un filo di voce. Ma Fiamma è irremovibile – Neanche per sogno, ora che il pericolo è svanito possiamo perlustrare il piano di sopra. Andiamo, dai! I due salgono le scale e si ritrovano in un piccolo pianerottolo sul quale si affacciano tre porte: solo una è aperta ed è quella dalla quale è scappata l’ombra nera di poco prima. Fiamma entra nella stanza con passo sicuro, mentre Martino la segue titubante.

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E’ uno studiolo con una scrivania ingombra di vecchi ritagli di giornali accartocciati, sparsi disordinatamente. Ma perché il pittore li ha conservati? E perché l’ombra nera, a quanto sembra, li voleva distruggere? Incuriositi prendono un ritaglio, Martino spinge ancor più gli occhiali sul naso per decifrare quello che c’è scritto “Arrestato il proprietario di una galleria d’arte di Roma, la Minelli Art Gallery, accusato di aver falsificato e venduto quadri di famosi pittori impressionisti” Poi osserva la data in cima al foglio: 27 ottobre 2010. Posa quel ritaglio e ne afferra un altro “Ingegnosa fuga dal carcere di Regina Coeli: il famoso gallerista Bernardo Minelli, proprietario della Minelli Art Gallery, è evaso stanotte, nascondendosi in un furgone della lavanderia. Finora nessuna traccia, la polizia brancola nel buio. 29 maggio 2011. “

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- Ehi, guarda qui, c’è una foto del gallerista, ma.. grida ad un tratto Fiamma - non ti sembra di conoscerlo? - Ma certo - le risponde Martino - è il pittore della domenica! Ecco perchè ha affittato questa casetta sperduta, per nascondersi! - E allora chi è l’ombra nera - continua la bambinache si aggirava per la casa? - Forse, se la mia teoria è giusta, è l’assassino! Dai frughiamo ancora, forse riusciremo a capirne di più! I due si dirigono verso la libreria, spostano i libri, li sfogliano, li scuotono per cercare qualche altro indizio.

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All’improvviso, dietro ad un volume, scoprono uno sportello chiuso a chiave. Tentano di aprirlo con il cacciavite, ma non ci riescono. Allora rovistano nei cassetti della scrivania e ad un tratto trovano un mazzetto di chiavi accuratamente nascosto nel doppiofondo dell’ultimo cassetto. Iniziano ad inserirle una ad una nella toppa, finché non trovano quella giusta. Lo sportello magicamente si apre. All’interno c’è un computer portatile, un Acer da 15 pollici. - Wow, qui ci sono sicuramente custoditi dei segreti! Forse è proprio questo che cercava l’assassino. Accendiamolo - dice Fiamma entusiasta. - Ma … avrà una password! - esclama Martino.

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Già - ribatte la bambina - ora che facciamo? - Proviamo a digitare qualche parola, magari il nome di un pittore famoso, come Monet. Ma dopo vari tentativi non riescono a sbloccare il PC: sono molto sfiduciati, quando, ad un tratto, Fiamma grida: - Penso di sapere la parola, ti ricordi quando abbiamo incontrato il pittore nel bosco? Stavamo con il tuo cagnolino e lui ci ha detto che ne aveva avuto uno simile al quale era stato affezionatissimo, il nome era…era… Axel! - Ok, ora lo digito: A C S E L- dice Martino Non funziona! - Stupido, con la x!

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Il computer si avvia. Nel desktop ci sono numerosi files. Ne aprono uno e trovano un elenco di quadri famosi, falsificati dallo stesso Minelli e venduti a vari musei nel mondo. - Guarda qui, c’è anche quel famoso Van Gogh di cui ci ha parlato la maestra di arte, “Vaso con quindici girasoli”, quello venduto alla National Gallery di Londra per 65 milioni di euro! - urla Fiamma. - Anche quello è un falso, non ci posso credere!esclama Martino. -Ma allora chi ha ucciso il pittore è sicuramente un complice in questo traffico! - Proprio così, brutti ficcanaso! - tuona una voce alle loro spalle.

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I due sobbalzano, si girano e si trovano davanti un omone, che loro conoscono bene. Evidentemente erano troppo concentrati e non lo hanno sentito arrivare. - Ma … ma … lei è il padre di Alberto, il nostro compagno di scuola!- Martino è sconvolto. - Allora è lei l’ombra misteriosa di poco fa. Ed è sempre lei l’uomo che avevamo visto, di spalle, discutere con il pittore nel bosco! - Certo, ma perché vi siete intromessi in questa storia? - Perché non abbiamo creduto nemmeno per un attimo alla teoria della morte accidentale e abbiamo voluto indagare!- afferma Fiamma con fierezza. -Adesso tutto quadra! Ecco perché lei ha una Ferrari rosso fiammante e una villa meravigliosa con tanto di piscina. E’ facile fare i soldi in questo modo!

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- Sì, ma adesso non lo potrete dire a nessuno. E così dicendo tira fuori una pistola dalla tasca della giacca. Ma mi spieghi- dice Martino con voce strozzata- Perché ha ucciso il signor Minelli, perché di sicuro l’ha ucciso lei, no?! - Voleva tenersi tutti i soldi della vendita dell’ultimo quadro falso, il Van Gogh, e scappare alle Hawai! Ora non mi resta che recuperare il denaro su un conto svizzero... Ucciderlo è stato semplice, ho manomesso la caldaia. Basta, ho parlato anche troppo, ora vi sparo. I due si guardano atterriti, rassegnati a morire.

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