IL CORRIERE DELLA SERA DEL 9 APRILE 2011

 

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sabato 9 aprile 2011 anno 136 n 84 in italia con io donna euro 1,50 milano via solferino 28 tel 02 6339 servizio clienti tel 02 63797510 fondato nel 1876 caldo record anticipo d estate riaprono le spiagge camboni e gasperetti a pagina 29 www.corriere.it oggi società estetica e ritocchi fermarsi è possibile di franca porciani a pagina 33 roma piazza venezia 5 tel 06 688281 tempi liberi pochi leader troppi notabili anche berlino si oppone alla circolazione dei tunisini napolitano alla ue più coesione il dopo generali la politica delle tribu di angelo panebianco permessi ai migranti no tedesco il nodo dei visti con parigi intesa solo sui pattugliamenti migranti nuovo fronte di scontro per l italia berlino si schiera con parigi contro i permessi temporanei pattugliamenti delle coste intesa italia-francia napolitano più coesione nella ue da pagina 2 a pagina 6 il patto di stabilitÀ tra fondazioni e tremonti di nicola saldutti poste italiane sped in a.p d.l 353/2003 conv l 46/2004 art 1 c1 dcb milano ome è naturale l opinione pubblica è oggi colpita soprattutto dalla ferocia degli scontri fra maggioranza e opposizione si tratti di processo breve o di sbarchi di clandestini l attenzione è calamitata dalla radicalizzazione del conflitto politico dalla sua acuta intensificazione anche emotiva si perde di vista il fatto che c è anche un altro processo assai rilevante in corso È più silenzioso meno spettacolare ma forse persino più preoccupante riguarda la decomposizione delle forze politiche esistenti era già da tempo frantumato lo schieramento di sinistra e non ci sono lì prospettive di ricomposizione la novità è la disarticolazione in corso nel pdl la formazione dominante del centrodestra lo strappo di gianfranco fini è stato solo l inizio oggi se si guarda al pdl si vede che è tutto un fiorire di raggruppamenti autonomi da scajola a micciché ad altri di variabile e mutevole consistenza il processo centrifugo non risparmia il livello locale in vista delle elezioni amministrative in molte situazioni proliferano i candidati-sindaci di centrodestra in lotta fra loro la crisi investe il centro come la periferia la classe politica a destra e a sinistra sembra disintegrarsi in una miriade di piccoli potentati autonomi questo sfarinamento pone ipoteche pesanti forse più pesanti della stessa radicalizzazione sul futuro della democrazia italiana ne compromette nel medio termine la governabilità la frammentazione ha una spiegazione relativamente semplice anche se purtroppo non ci sono per contrastarla rimedi altrettanto semplici bisogna per capire risalire all epoca della distruzione dei partiti «storici» ai tempi delle in c chieste giudiziarie dei primi anni novanta si dissolsero allora formazioni politiche che avevano una lunghissima storia alle spalle e un antico radicamento nel paese era la premessa di una permanente frammentazione del sistema partitico in sintesi se non ci sono i partiti sostituiti da fragili contenitori elettorali si torna con gli aggiornamenti del caso alla politica dei notabili dell italia pre-fascista o della terza repubblica francese ad attutire e a mascherare il fenomeno intervennero allora la legge elettorale maggioritaria e soprattutto l ingresso in politica di silvio berlusconi nel 1994 spaccando in due il paese e creando una grande formazione un grande contenitore elettorale di centrodestra berlusconi impedì che la fine del vecchio sistema partitico dispiegasse tutti i suoi effetti era la sua forte leadership la sua fama di invincibile macchina da guerra elettorale a garantire la tenuta e la relativa coesione del contenitore adesso che quella leadership vacilla e che molti a torto o a ragione pensano che essa sia entrata nella fase declinante la perdita di coesione non può più essere fermata il notabilato che berlusconi aveva raccolto intorno a sé è costretto a rimettersi in gioco deve andare alla ricerca delle vie migliori per assicurarsi la sopravvivenza politica senza attribuire virtù taumaturgiche alle sole leggi elettorali va detto che il sistema oggi in vigore per come è congegnato non serve per disincentivare lo sfarinamento politico non si sfugge al circolo vizioso un accordo fra le principali forze politiche per interventi anti-frammentazione come una nuova legge elettorale sarebbe necessario ma quelle forze politiche sono ormai troppo frammentate per poterlo stipulare © riproduzione riservata giannelli in primo piano ma maroni accelera a sulla preparazione delle carte di viaggio di fiorenza sarzanini a pagina 3 la fuga europea dalle responsabilitÀ di massimo franco l italia sta assumendo il ruolo di capro espiatorio nel vuoto strategico dell europa in materia di immigrazione e nell incontro di lunedì in lussemburgo con i 27 ministri dell interno dell unione rischia di ritrovarsi se non isolata accerchiata dai paesi alleati continua a pagina 5 sulla costa africana corsa ai barconi «poi ci fermeranno» di giuseppe sarcina a pagina 5 sentire le voci di borsa che spesso arrivano prima di tutte le decisioni vere dei consigli se vincent bollorè e i francesi decidessero di fare un passo indietro sulla quota in mediobanca loro le fondazioni sarebbero pronte a valutare l operazione dipenderà naturalmente dal prezzo due mondi che si incrociano sempre più spesso quello della finanza e quello delle fondazioni due mondi che spesso si sono guardati con diffidenza reciproca continua a pagina 11 da pagina 8 a pagina 10 bocconi de rosa madron polato i resti dello tsunami giapponese verso la california la rivolta araba si riaccende dallo yemen all egitto la polizia di assad spara sulla protesta dei siriani decine di morti in piazza i piani della nato afp yasuyoshi chiba e per la libia ora l ipotesi di forze a terra di maurizio caprara in siria la polizia di assad ha sparato sui dimostranti in piazza e i morti sarebbero diverse decine dagli ospedali e dalle moschee trasformate in ospedali i testimoni raccontano che le vittime sono state colpite da proiettili alla testa la rivolta araba si riaccende dallo yemen all egitto alle pagine 18 e 19 la scia di detriti provocata dallo tsunami l 11 marzo scorso in giappone foto potrebbe raggiungere la costa occidentale degli stati uniti entro tre anni sotto la simulazione al computer eseguita dai ricercatori dell international pacific research center dell università delle hawaii i detriti e le storie che sa solo il mare di giovanni soldini i detriti dello tsunami che attraversano il pacifico un disastro ambientale di dimensioni epocali a pagina 31 o stallo negli scontri tra gli insorti e le forze di gheddafi in libia vantaggioso per il dittatore sta inducendo a ritenere insufficienti le missioni aeree della nato così si è affacciata un altra ipotesi quella che i paesi dell alleanza atlantica italia compresa possano essere chiamati a fornire truppe per una forza da schierare tra la tripolitania in mano al colonnello e la cirenaica controllata dagli insorti a pagina 19 l le rivoluzioni al rallentatore di antonio ferrari n nuovo venerdì di rabbia di violenza e di morte ripropone la centralità della ribellione araba ma con una variante all inizio con le rivolte in tunisia ed egitto i manifestanti decisi a far cadere il regime avevano utilizzato l acceleratore in pochi giorni sia il presidente ben ali sia mubarak sono stati costretti all esilio ora viene utilizzato il rallentatore che può dare a molti l illusione di una tregua continua a pagina 58 u una barzelletta spinta consigli e imbarazzo la cassazione e il caso degli interventi inutili show di berlusconi quell alt dei giudici con i giovani laureati alla chirurgia estrema di lorenzo fuccaro di adriana bazzi 9 771120 498008 na semplice cerimonia si trasforma via via in uno show berlusconi illustra il proprio punto di vista ai giovani laureati non resiste a fare una battuta complimentandosi per l aspetto di due ragazze bionde così come non si trattiene dal raccontare una barzelletta spinta a pagina 12 10 4 0 9 u settegiorni di francesco verderami par condicio il nuovo fronte p er berlusconi la «par condicio» è una ossessione paragonabile quasi alla giustizia continua a pagina 13 li interventi chirurgici il cui esito è senza speranza non devono essere tentati anche se esiste il consenso del paziente l ha stabilito la cassazione ma sono i medici a questo punto che si devono interrogare sui limiti della «medicina estrema» a pagina 58 alle pagine 22 e 23 g roma esecuzione misteriosa vicino al teatro della rai di rinaldo frignani a pagina 25 de bac pappagallo

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2 primo piano sabato 9 aprile 2011 corriere della sera immigrati lo scontro il governo ha sbagliato tutto sui profughi li ha usati per fare una propaganda leghista per creare paura rosy bindi pd francia pattugliamenti comuni ma resta il gelo sui permessi stop anche dalla germania il colle ue più coesa nullaosta da chiedere entro il 16 la linea di napolitano «sugli immigrati serve una cornice di collaborazione tra paesi europei» dal nostro inviato budapest m br «sul problema dell immigrazione c è bisogno da molto tempo di scelte europee più coese» insiste su un suo vecchio leit motiv giorgio napolitano quando a tarda sera lo si interroga sulle tensioni che percorrono la ue dopo la svolta decisa dall italia per arginare gli arrivi di boat people dalla tunisia il presidente è in ungheria con altri otto capi di stato per un vertice informale e chiuso le cui prime sessioni sono interessate anche da questa emergenza ha saputo della parziale ricomposizione della crisi con la francia ma anche delle critiche tedesche verso roma e per il momento sospende il giudizio «ho appena letto le agenzie non posso ancora commentare» aggiunge solo un punto «si tratta di collocare le intese raggiunte in italia in una cornice di collaborazione strategia europea che spero vada avanti finora si è fatto il presidente della fatica a rendere efficaci repubblica ribadisce delle regole comuni in la necessità di una materia sia «strategia condivisa» d immigrazione sia di asilo due fenomeni che spesso si confondono ma che restano invece diversi l immigrazione è un processo di lungo periodo al di là dell emergenza e i dati dimostrano che continua il processo d invecchiamento della popolazione europea mentre prosegue l iniezione di forza lavoro giovane dal di fuori dei paesi dell ue» insomma siamo davanti a un problema comune e dobbiamo farvi fronte insieme governandolo secondo una strategia condivisa questo il senso del ragionamento di napolitano che non a caso l altro ieri aveva convocato governo ed enti locali al quirinale per benedire l accordo raggiunto e dare a bruxelles un segnale tale da evitare che altrove in francia cioè si giocasse sulle nostre divisioni interne il segnale almeno nei confronti di parigi ha cominciato a funzionare la stessa cosa è la riflessione del capo dello stato si può tentare verso berlino e più in generale verso l ue facendo valere in quelle sedi l interpretazione di solidarietà che roma ha ritenuto di dover dare alla gente nordafricana in fuga © riproduzione riservata milano un accordo a metà che serve a sciogliere la tensione lungo il confine ma non a risolvere il nodo più intricato quello dei ventimila immigrati arrivati in italia dal nord africa potranno varcare la frontiera e passare in francia la risposta arriverà probabilmente solo lunedì dal consiglio ue dei ministri dell interno e se con la francia i rapporti diplomatici nonostante il braccio di ferro in punta di diritto europeo si fanno più sereni c è la germania ora a preoccupare il viminale il portavoce del ministro dell interno tedesco ha fatto sapere ieri di considerare la decisione dell italia di accordare permessi temporanei per motivi umanitari ai migranti tunisini «contraria allo spirito di schengen» la questione promettono da berlino sarà sollevata lunedì nella stessa riunione ministeriale ue di lussemburgo nel decreto del governo italiano appena pubblicato si apprende frattanto che i migranti avranno tempo fino al 16 aprile per richiedere il permesso il vertice milanese tra il ministro dell interno roberto maroni e il collega francese claude guéant dura un ora e mezzo alla fine davanti a taccuini e telecamere i due proveranno a indicare un bicchiere mezzo pieno «accordo raggiunto su 5 punti» i più significativi pattuglie miste aeree e navali per controllare le coste tunisine e un gruppo di lavoro comune per fermare le partenze dei migranti dalla tunisia e favorire i rimpatri rimane aperta invece la madre di tutte le questioni i respingimenti francesi parigi si atterrà scrupolosamente al trattato di schengen assicura guéant ma i migranti che premono alla frontiera dovranno avere in tasca passaporto e soldi a sufficienza per mantenersi in caso contrario la francia li respingerà oltre confine «i tunisini dice il ministro di sarkozy fuggono per ragioni economiche e noi applicheremo l articolo 5 del trattato di schengen» «sono soddisfatto» assicura comunque maroni «da una crisi può nascere un iniziativa forte comune e congiunta per dare una risposta concreta ai problemi» dal fronte tedesco arrivano invece pessime notizie i permessi di soggiorno temporaneo costituiscono secondo il portavoce del ministero tedesco jens teschke «un attentato allo spirito di il soccorso un barcone di migranti proveniente dalle coste libiche soccorso da una motovedetta maltese ansa la stretta di mano il ministro dell interno italiano roberto maroni e quello francese claude guéant dopo il vertice sull immigrazione sì ai pattugliamenti comuni resta il nodo dei respingimenti schengen» se ne riparlerà in sede ue per ora è polemica «È la dimostrazione che l italia paga la presenza leghista nell esecutivo» attacca il vicesegretario pd enrico letta sulla stessa linea il finiano adolfo urso «l italia è incapace di svolgere un ruolo attivo e credibile» maroni incassa però in serata il riconoscimento del suo leader umberto bossi tra i due testimone roberto calderoli «piena intesa» andrea senesi © riproduzione riservata la posizione di berlino «rispetto a roma abbiamo accettato sei volte più richieste d asilo» «così violate lo spirito di schengen» lunedì consiglio ue in lussemburgo l italia rischia di ritrovarsi isolata dal nostro corrispondente berlino l asse franco-tedesco che da un po di tempo funziona male torna in auge quando si tratta di osteggiare i migranti del nord africa che risalgono l italia per trovare rifugio in europa mentre il ministro dell interno roberto maroni cercava di chiudere la crisi con la francia e di trovare un terreno comune di collaborazione con il suo omologo di parigi claude guéant berlino ieri ha deciso di aprire il suo fronte nei confronti di roma una fonte della cdu il partito della cancelliera angela merkel ieri sera spiegava al corriere che la pretesa italiana di «esportare» gli arrivi dalla libia e dalla tunisia usando le regole di schengen è «contraria alla collaborazione europea» e rischia di mettere in crisi «la libertà di circolazione che è un bene importante per i cittadini europei» la germania assicurava «è aperta alla collaborazione ma si opporrà a questo uso del trattato di schengen» anche perché «l italia non ha risultati di cui vantarsi in fatto di accoglienza di chi chiede il diritto di asilo» lunedì a lussemburgo in sede di unione europea la questione sarà solle vata dal governo di berlino e l italia rischia di vedersi isolata perché è evidente che la forzatura sulla concessione dei permessi temporanei di circolazione in europa dei migranti sta provocando reazioni forti nei partner che è vero che in questa circostanza non si sono dimostrati per nulla collaborativi e solidali ma dall altra parte sostengono di trovare nell iniziativa di maroni un aggressione che tra partner non si dovrebbe fare il portavoce del ministero dell interno tedesco ha anch egli criticato la decisione italiana sui permessi temporanei che potrebbero portare a ondate di libici tunisini e nordafricani in mezza europa «noi vediamo in questa decisione presa dall italia una violazione dello spirito di schengen» ha sostenuto il portavoce del ministro hans-peter friedrich friedrich stes so ha detto di avere intenzione di incontrare maroni lunedì a lussemburgo la germania rafforzerà anche i controlli alle frontiere e negli aeroporti ha voluto precisare lo stesso portavoce «sappiamo ha aggiunto che le autorità francesi hanno rafforzato le loro misure di sorveglianza alle frontiere» di il ministero dell interno «sappiamo che le autorità francesi hanno rafforzato le loro misure di sorveglianza alle frontiere» e anche la germania aumenterà i controlli sui confini e negli aeroporti

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corriere della sera sabato 9 aprile 2011 primo piano 3 le politiche dell immigrazione sono distratte si concentrano sul presente e non sulle strategie gianfranco fini fli l italia fa bene a difendere le proprie prerogative e l opposizione dovrebbe stare con il governo gaetano quagliariello pdl contromosse il viminale accelera e studia un «titolo di viaggio» il nodo dei «requisiti» si spera nella malmstrom maroni conta sull appoggio della commissaria roma i tecnici del viminale rassicurano il ministro roberto maroni sulla legittimità della scelta di concedere oltre 20.000 permessi a fini umanitari ma appare ormai chiaro come l italia sia sempre più isolata rispetto agli altri stati dell unione europea perché nonostante i sorrisi e le strette di mano al termine dell incontro con il collega claude guéant la distanza con i francesi è tutt altro che colmata e il fronte aperto dalla germania rischia di allargarsi lunedì quando il problema sarà affrontato in lussemburgo dal consiglio dei ministri di interni e giustizia dell ue proprio in quella sede sarà all ordine del giorno la questione già anticipata ieri vale a dire i due requisiti che gli stranieri devono avere se vogliono evitare il respingimento dopo aver varcato la frontiera titolo di viaggio e soldi perché come ha ribadito guéant chi sarà fermato dovrà disporre di una cifra che oscilla tra i 30 e i 60 euro al giorno altrimenti sarà obbligato a rientrare nel paese di provenienza «quando ho parlato di esodo biblico ripete maroni ci hanno accusato di fare allarmismo alla fine dovranno fare tutti marcia indietro perché le regole sono state rispettate e bisogna rendersi conto che questa era l unica strada possibile per affrontare l emergenza» riferimento esplicito alla germania che un mese fa si schierò dalla parte di chi era contrario alla distribuzione dei profughi maroni conta sull appoggio di cecilia malmstrom commissario agli affari interni con la quale in questi giorni ha avuto contatti costanti per convincere gli altri stati ad accettare la decisione di «sanare» di fatto tutti gli ingressi illegali degli ultimi tre mesi ma sa che difficilmente potrà bastare non a caso si è deciso di accelerare al massimo le procedure per far sì che entro un paio di settimane tutti coloro che riterranno di dover chiedere il permesso possano ottenerlo e così creare una situazione di fatto dalla quale sarà impossibile tornare indietro le disposizioni alle questure sono già state impartite l iter per la stampa dei documenti che normalmente necessita oltre un mese potrebbe essere terminato entro mercoledì prossimo come hanno assicurato al poligrafico dello stato e a quel punto inizierà il rilascio della documenta l accordo il visto temporaneo la francia condiziona la possibilità di circolare nei paesi ue per chi riceverà un visto temporaneo ad alcuni requisiti in particolare dovrà disporre di una cifra che oscilla tra i 30 e i 60 euro al giorno le note del «waka waka» per la nuova hit il gruppo di lavoro È stata prevista da roberto maroni e claude guéant anche la creazione di un gruppo di lavoro congiunto che sviluppi strategie per bloccare le partenze di migranti dalla tunisia sulle radio tedesche il «bunga bunga silvio» milano le note sono quelle del waka waka l inno dei mondiali sudafricani le parole però fanno riferimento al caso ruby e a berlusconi autori della beffarda canzoncina due potenti radio pubbliche tedesche lo scorso 4 aprile durante il programma radiofonico mattutino «die morningshow» il capocomico dell emittente swr3 andreas muller ha intonato la canzone «bunga bunga silvio» sulle note del waka waka e la hit si sta già rivelando un tormentone che sta scalando le classifiche tedesche l articolo 5 di schengen l articolo 5 dell intesa di schengen prevede che oltre alle risorse economiche per mantenersi gli immigrati abbiano un documento valido e non costituiscano una minaccia per l ordine pubblico i numeri rapporto rifugiati secondo il rapporto 2010 dell unhcr l italia ha cifre molto basse sul fronte dei rifugiati rispetto agli altri paesi europei 55 mila uno ogni mille abitanti contro i 600 mila della germania 7 per mille i 270 mila del regno unito 5 per mille i 200 mila della francia e gli 80 mila del belgio secondo i dati forniti dall unhcr sono 43,3 milioni le persone costrette alla fuga da guerre e persecuzioni nella foto profughi cecoslovacchi in germania dopo la caduta del muro fronte alla minaccia migratoria in altri termini l identità di vedute tra berlino e parigi che era del tutto saltata al consiglio di sicurezza dell onu quando si trattò di decidere l azione militare contro la libia di gheddafi torna a funzionare il portavoce di friedrich ha anche voluto ribadire la posizione che da giorni i tedeschi avanzano per spiegare il loro rifiuto di accettare migranti dal maghreb ha sostenuto che in fatto di domande di asilo negli ultimi anni la germania ne ha accettato «sei volte più» dell italia nella penisola insomma c è ancora spazio da un punto di vista europeo l italia rischia seriamente di vedersi bollata di atteggiamento anti-europeo e di finire isolata dall opposizione prima francese e poi tedesca e la ue corre il pericolo di vedere uno dei suoi pilastri di maggior successo schengen scosso alle fondamenta angela merkel pattugliamento e controlli le autorità italiane e francesi sempre secondo l intesa raggiunta saranno libere di «verificare l esistenza dei presupposti previsti dall articolo 5» previsto anche un pattugliamento congiunto aeronavale tra italia e tunisia zione che autorizza la libera circolazione per superare il primo ostacolo posto in sede di unione europea si è deciso di concedere anche un tesserino di identità che sostituisce il «titolo di viaggio» più complicato da risolvere appare invece il problema relativo ai soldi tenendo conto che la protezione sarà valida fino a sei mesi e dunque queste persone dovrebbero poter contare su una cifra complessiva che oscilla tra i 900 e i 1.800 euro al mese denaro che difficilmente i tunisini sbarcati a lampedusa potranno dimostrare di avere anche su questo maroni si prepara a dare battaglia determinato a sostenere che il trattato di schengen non impone di avere denaro sufficiente a tutta la durata del periodo di permanenza nello stato estero visto che il permesso consente anche di poter trovare un occupazione al di là dei tecnicismi la questione rimane comunque politica anche perché gli sbarchi a lampedusa non si sono fermati e quanto accaduto a pantelleria con l arresto di alcuni scafisti che avrebbero addirittura buttato in mare i migranti che trasportavano prova come i trafficanti comincino a battere anche altre rotte pur di riuscire ad approdare sulle coste italiane e dunque maroni tornerà a chiedere collaborazione per i pattugliamenti con le navi e con gli aerei tenendo conto che quella siglata ieri con guéant è un intesa di massima ma prima che sia resa operativa dovranno passare settimane le regole per l effettuazione dei controlli devono infatti essere stabilite da «un tavolo tecnico» e visto il clima che si è creato tra gli stati dell unione un accordo rapido appare tutt altro che scontato le trattative restano affidate al prefetto rodolfo ronconi titolare del dipartimento immigrazione del viminale mentre la protezione civile si attrezza a fronteggiare possibili nuove emergenze al di là di quanto accadrà in lussemburgo il governo ha infatti dichiarato che non saranno emessi altri decreti per il rilascio dei permessi di protezione temporanea e dunque il commissario franco gabrielli dovrà essere pronto ad attrezzare nuove aree questa volta in caserme nelle regioni del nord per accogliere i migranti danilo taino © riproduzione riservata fiorenza sarzanini © riproduzione riservata offerta viaggia a maggio solo andata da 7 prenota entro la mezzanotte del 11.04.11 tasse e spese incluse offerta valida per viaggiare nei seguenti giorni lunedì-giovedì soggetto a disponibilità termini e condizioni per ulteriori informazioni visitare il sito ryanair.com spese opzionali escluse.

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corriere della sera sabato 9 aprile 2011 primo piano 5 immigrati le partenze abbiamo saputo che i migranti partiranno da zarzis fino a lunedì poi si fermerà tutto ci saranno i controlli zarzis tunisia il battello è quasi al completo 280 «prenotazioni» per la partenza all alba rotta su lampedusa la macchina dell immigrazione clandestina per ora non si ferma anzi l accordo sulla «gestione dei flussi» tra italia e tunisia sembra spingere le organizzazioni ad aumentare i giri f è uno dei trafficanti che presidia il porto di zarzis chiede l anonimato e poi comincia a raccontare «ho saputo che i migranti partiranno da qui fino a lunedì prossimo poi si fermerà tutto» e ancora «qui stanno finendo i battelli ce ne sono ancora cinque» ecco perché «i padroni» cominciano a comprare fuori piazza risalendo lungo la costa fino a gabes sfax monastir prezzi più bassi tempi più stretti meno barche sembra quasi la stagione dei saldi si vedrà se saranno davvero quelli di fine stagione intanto le auto a noleggio dei trafficanti tutte «renault symbol» color grigio continuano a rastrellare quel poco di «clientela» rimasta a zarzis i 10-15 boss del mercato stanno mettendo sotto pressione la rete degli intermediari da nord a sud telefonate continue facebook e alla fine contatti diretti sul posto per mandare all avventura altri giovani tutti disperatamente spavaldi e irrimediabilmente spaventati come nassef mejeri 21 anni e anis khelifi 23 si sono fatti insieme oltre 600 chilometri in pullman per lasciarsi alle spalle il villaggio di gammarth sulla costa più ricca ma evidentemente per pochi a nord di tunisi e aspettare la notte in un rustico ammacchiato tra le ville e i grandi alberghi di zarzis sono nella lista dei partenti anche se non hanno messo insieme la somma richiesta per il «passaggio» 900 euro quasi la metà rispetto a un mese fa nassef che lavora a bottega da un meccanico per biciclette a 7 euro e mezzo alla settimana ne ha solo 300 anis che invece non fa niente ma ha una parentela più solida alle spalle si presenta con 400 euro il «passeur f.» li ha convinti a provare lo stesso e ora è certo che partiranno insieme con altri undici suoi «clienti» in arrivo da tunisi alcuni addirittura con il volo per djerba del pomeriggio un altro carico di tunisini «assistito» come sempre da 30-40 galoppini armati di machete e bastoni starebbe per lasciare il porto dei pescatori qualcuno li fermerà lo stato maggiore della difesa italiana ha annunciato che da ieri sera la corvetta minerva ha avviato «le operazioni di sorveglianza e di monitoraggio delle acque territoriali tunisine» appoggiato da un aereo ricognitore da parte loro le forze dell ordine locali hanno tentato qualche timida sortita subito dopo l accordo con l italia la polizia ha perquisito alcune casa-rifugio due-tre jeep della guardia nazionale si sono affacciate sulla spiaggia poco altro in verità ma c è una strana inquietudine che attraversa la città voci contraddittorie che cambiano come il vento di queste ultime ore il freddo maestrale fermi tutti arrivano i controlli si mescola alla brezza da sud-est che pialla le onde tutto tranquillo si può salpare in realtà i militari hanno abbandonato i presidi in città da tre settimane e da allora non si sono più visti mentre al largo l unica fregata pensa solo a sorvegliare la linea di confine con la libia il porto è agibile come il parcheggio di un supermarket sia di giorno che di notte sulla banchina più riparata sono ormeggiati i soliti due motoscafi della dogana che danno il cambio alle quattro-cinque motovedette dalla guardia marina nazionale per un pattugliamento poco più che simbolico come ammettono gli stessi gendarmi ovviamente senza esporsi in più riferisce ancora il «passeur f.» la corruzione della polizia è parte integrante del sistema gli aneddoti si sprecano e il «tarif gli scafisti tunisini fanno gli sconti «in barca o sarà troppo tardi» dal nostro inviato in partenza un gruppo di tunisini si avvia verso l italia da zarzis tv 900 euro tanto costa la tratta da zarzis all italia un mese fa fare il viaggio della speranza verso le coste italiane costava il doppio fario» ha la stessa popolarità dei vecchi tabelloni dei gelati cento-duecento euro per il via libera a un auto sospetta e a quelle dei «passeur» ormai manca solo la scritta «sono un trafficante» mille-duemila euro per non disturbare le operazioni di imbarco e così via d accordo è giusto registrare tutto ma con la massima cautela anche perché a zarzis è facile finire fuori strada il commercio delle notizie è vorticoso e spesso insidioso ieri per esempio ha tenuto banco la storia del peschereccio con 180 immigrati riaccompagnato in ra da dalla guardia costiera alla fine però si è scoperto che il barcone era stato bloccato da una burrasca e non dalle vedette tunisine tuttavia la sigla «mo579» marchiata sullo scafo ha incuriosito parecchio i pescatori impegnati a dipanare le nasse sulla banchina mo come monastir la barca è stata immatricolata 350 chilometri più a nord in una delle città più frequentate dai turisti la prova che i trafficanti vogliono rilanciare il commento la fuga europea segue dalla prima giuseppe sarcina © riproduzione riservata 280 prenotazioni sono quelle «registrate» dagli scafisti che sono partiti questa mattina all alba da zarzis in tunisia diretti verso le coste italiane 2.000 la «mancia» perché non vengano disturbate le operazioni di imbarco secondo le voci gli scafisti pagano tra i mille e i duemila euro pantelleria costringono i clandestini a buttarsi in mare arrestati trapani gli immigrati ieri sono sbarcati anche a pantelleria in modo rocambolesco una quarantina di tunisini infatti è stata gettata in mare dagli scafisti che cercavano di sfuggire ai controlli della guardia costiera quando gli uomini hanno visto le imbarcazioni della guardia costiera hanno buttato giù dal motoscafo gli immigrati che sono stati poi soccorsi e tratti in salvo le loro condizioni sarebbero buone gli scafisti in tutto tre persone sono stati inseguiti da due motovedette e sono stati arrestati altri 10 migranti sono invece sbarcati sempre a pantelleria in località grazia © riproduzione riservata il mezzo passo avanti fatto ieri nel colloquio a milano fra roberto maroni e l omologo francese claude guéant sulla crisi tunisina è già stato bilanciato da un nuovo sgambetto l accusa della germania di tradire lo «spirito di schengen» il trattato che doveva abbattere progressivamente le frontiere degli stati membri si imputa all italia di usare furbescamente i permessi temporanei per «esportare» i clandestini nordafricani il governo tedesco annuncia che porrà ufficialmente il problema col risultato alquanto singolare di trasformare l esecutivo di silvio berlusconi da vittima a presunto colpevole dell emergenza provocata dalla crisi maghrebina È probabile che a favorire queste dinamiche ostili abbiano contribuito le oscillazioni dell italia sulla libia le tensioni con la francia create dai rapporti personali ed economici con gheddafi e l incapacità di prevedere per tempo le dimensioni di un emergenza alla quale nessuno era preparato né va sottovalutato l impatto che l euroscetticismo mostrato in particolare dalla lega può avere avuto al di là dei nostri confini ma questo non basta a spiegare del tutto l atteggiamento di un europa che ostenta mancanza di collaborazione e di visione davanti ad una crisi umanitaria e geopolitica appena agli inizi più la situazione diventa drammatica più cresce la certezza che l ue non ha né una politica mediterranea né la lungimiranza di presidiare il suo fronte meridionale né la volontà di condividere con l italia il peso di un immigrazione acuita dal conflitto libico germania e svezia fanno notare che anche loro in passato hanno subìto ondate migratorie massicce e sono riuscite ad assorbirle da sole per questo il summit milanese di ieri è stato commentato a roma senza grande entusiasmo si presta infatti ad una lettura assai ambigua nel senso che la disponibilità del ministro di nicolas sarkozy è stata circondata da mille cautele il «sì» francese ai pattugliamenti via mare della tunisia insieme all italia si abbina ad un interpretazione restrittiva delle condizioni richieste ai clandestini che vogliono passare il confine di fatto l impressione è che parigi tenderà ancora a bloccarli chiedendo non solo che abbiano i documenti ma anche soldi per mantenersi È il riflesso di una politica condizionata da calcoli nazionali e da timori elettorali da noi e altrove e dalla mancanza di quella coesione che il capo dello stato giorgio napolitano vorrebbe vedere «da molto tempo» nell ue le tensioni che serpeggiano nella lega riflettono questa sfida potenzialmente lacerante il comunicato col quale ieri umberto bossi e maroni hanno dichiarato di essere in piena sintonia è in sé una notizia rivela l esigenza del leader del carroccio di sostenere il «suo» ministro dell interno che la base dei lumbard attacca accusandolo di non essere abbastanza duro con gli immigrati e dice quanto sia difficile per una forza di governo che finora ha usato anche l immigrazione clandestina per crescere conciliare gli umori più viscerali con un atteggiamento responsabile l opposizione vede in quanto sta accadendo una conseguenza del discredito che circonda il governo berlusconi c è quasi da sperare che sia così e che non si tratti invece di un atteggiamento punitivo verso non un governo ma una nazione nel secondo caso l italia certamente pagherà il prezzo più alto a breve termine ma l europa non può illudersi di restare immune da un sommovimento che vede il nostro paese solo come una passerella usata dai disperati dell africa per raggiungere il nord la lezione italiana dovrebbe bastare a far capire che issare nuovi muri non cambierà la realtà e promette di trasformare l ue in una gigantesca culla della xenofobia e di egoismi nazionali e locali massimo franco © riproduzione riservata

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6 primo piano sabato 9 aprile 2011 corriere della sera immigrati l isola il reportage macchina dei recuperi va migliorata perché i migranti non passino più dall isola favorendo la stagione turistica bernardino de rubeis sindaco di lampedusa da un barcone di 30 metri alle otto di sera sono scesi in 5-600 a bordo anche donne e bambini la situazione presenze quella di ieri doveva essere la giornata in cui lampedusa veniva ripulita da tende e immondizia ma in serata sono ripresi gli sbarchi e sull isola sono sbarcate centinaia di migranti pulizie al mattino sirene fino a notte lampedusa non riesce a svuotarsi nuovi sbarchi alla vigilia dell arrivo del premier «ma ora sembriamo in ferie» dal nostro inviato lampedusa alle sei di pomeriggio sulla «collina del disonore» ormai ripulita da tende e mondezza dei migranti le mamme hanno portato le bambine con gli orsi di peluche dietro i cordoni di polizia «adesso comincia la vita in diretta capace che ci vedono» un poco di cinema non può mancare nemmeno qua s intende nella lampedusa che una notte la svuoti e la sera dopo si riempie daccapo come togliere l acqua al mediterraneo con un cucchiaio da dieci minuti è arrivata una bagnarola con cinquanta povericristi tunisini abbastanza in forma da essere sbattuti di corsa al centro di raccolta di imbriacole aspettando il rimpatrio erano rimasti in settanta a imbriacole ora hanno di nuovo compagnia sono agitati perché sanno che li rimanderanno a casa loro entro martedì «È illegale» dice pietro milazzo della cgil che prova a entrare al centro «i respingimenti non possono essere collettivi» vallo a raccontare alla gente «in arrivo c è un altro barcone più grosso trenta metri a bordo cinque o seicento» dicono al porto compaiono i pullman per spostarli al centro le ambulanze altra polizia il barcone sgangheratissimo c è davvero e attracca alle otto della sera scortato da quattro motovedette ci sono donne che stanno male e stringono al seno bambini in fasce un poliziotto si carica una ragazza in spalla e la infila in ambulanza urlando qualcosa all autista È una giornata assurda questa a lampedusa ramazza al mattino e sirene fino a notte perché a mezzogiorno sembra finita l emergenza si fanno i conti dei danni e si contano pure rabbie e rancori per dire c è chi l ha presa come può prenderla un mito uno che un giorno ha trovato le parole per raccontarci un piccolo grande amore «eh speriamo che il mio vino sia piaciuto » ha sorriso leggiadro claudio baglioni a una fan che in aeroporto gli chiedeva notizie della sua cantina nella villa di cala creta saccheggiata dai migranti a metà febbraio ma non tutti sono poeti o miti gli isolani nella prima mattina di quiete hanno l aria di pugili dopo un match cono gallipò l amministratore di lampedusa accoglienza che nelle prime settimane era riuscito con fantasia e coraggio a trasformare in un tranquillo melting pot l impatto dei profughi adesso respira «sa co s è ci sembra di essere in ferie rispetto all emergenza» fa due calcoli orgoglioso «a marzo abbiamo fatto duecentomila pasti più le colazioni» un miracolo che ha sfamato per quanto possibile quel popolo di attendati all addiaccio «spero che non si ripeta mai più la follia di lasciare soccorsi l arrivo di un gruppo di migranti sbarcati a lampedusa ansa seimila e cinquecento persone qui nell isola» sbuffa «lo spero ma non ne sono sicuro» dal 4 febbraio fino a ieri alla caserma dei carabinieri sono arrivate sessantanove denunce furti in abitazioni violazioni di domicilio danneggiamenti soprattutto sulle barche tirate a terra e usate come rifugi sono cifre irrisorie non superiori al periodo estivo quando lampedusa moltiplica per il turismo la sua popolazione «ma basta col buonismo questi qua hanno fatto dei disastri!» giorgio ghedini «non parente » un imprenditore di bologna «lampedusano da trent anni» contempla con un certo sollievo dagli scogli l imbarco di quasi mille migranti alla mezzanotte di giovedì il centro di raccolta si svuota per un pugno di ore i mille salgono sul traghetto flaminia che poi parte alle tre di notte solita procedura forse inevitabile ma difficile da digerire coi migranti perquisiti spogliati di cinture e lacci fatti accoccolare sul molo di cala pisana per quattro ore nel freddo aspettando di poter salire a bordo c è un ragazzo che ha un cappuccio da babbo natale raccattato chissà dove per coprirsi alla meglio così incongruo tra i cordoni di controllo e le mascherine sul volto dei nostri militari c è chi strilla «viva l italia» ci sono gli evangelici che distribuiscono vangeli in ara 72 gli immigrati presenti ieri nel centro di accoglienza prima dell arrivo dei nuovi migranti su una nave più grande del solito 200.000 i pasti serviti nel mese di marzo dal personale di lampedusa accoglienza ai migranti sbarcati 69 le denunce presentate ai carabinieri dal 4 febbraio i reati furti nelle case violazione di domicilio e danneggiamenti bo e uno di loro un tunisino convertito qui da vent anni che salmodia «il signore vi accompagni fratelli!» giovanna legname della caritas ha quasi le lacrime agli occhi «scrivilo come li trattano poco ci manca che gli danno gli ordini in tedesco» e naturalmente giovanna è stanca e ingiusta i nostri carabinieri e poliziotti devono gestire una situazione quasi ingestibile però non è mai facile a lampedusa capire chi ha torto e chi ha ragione «quelli che sono venuti erano seimila delinquenti scappati di prigione» sentenzia salvatore bono È il capomastro che lavora per ghedini ce l ha a morte coi migranti quasi ha preso le botte per difendere le case sul porto vecchio che ha tirato su con amore un giro mattutino per quelle case che sono state invase e occupate nei giorni più difficili è sconcertante certo porte sfondate bagni devastati finestre rotte ghedini dice che ci sono danni «per almeno ventimila euro» sui muri un tempo immacolati e pronti per ospitare i turisti ecco le scritte in arabo ecco un cuore disegnato con escrementi «ma provate a tenere seimila italiani in un fazzoletto di terra senza acqua e vedete cosa vi combinano» sbuffa un ragazzo di save the children una delle organizzazioni che qui sta facendo di più per salvare i ragazzi migranti uno di quei ragazzi appena sedici anni è stato quasi adottato dalla gente di lampedusa dopo essere scappato dal campo dove gli adulti lo maltrattavano ieri l hanno fatto partire assieme a altri cinque ragazzini li aspettano le case-famiglia italiane almeno per i minori pietà non è morta lampedusa sta ancora rifacendosi il trucco per il sabato della festa il sindaco non risponde nemmeno ai cronisti per quanto è impegnato a organizzare l accoglienza a berlusconi i soldati stanno pulendo le spiagge scempiate da plastiche bottiglie e spazzatura quando arriva la nuova onda una bella botta di risacca di quello «tsunami umano» descritto dal nostro presidente del consiglio a sera le giovani somale salvate dal barcone delle otto fanno la «v» di vittoria dai finestrini dei pullman che le portano all ex base militare loran partono altre ambulanze molti stanno male alle undici entra in porto la terza bagnarola con 62 tunisini un pescatore poco lontano attrezza il gozzo «vado a totani c è una bonaccia incredibile mamma santa così domani ne arrivano duemila e noi ce li pigliamo perché tanto ormai lampedusa è morta genova non li vuole bari non li vuole li pigghiamo noi che siamo figghi e bottana» e mette prua al largo goffredo buccini © riproduzione riservata ventimiglia mohssen numero 91 è il primo convocato per avere il permesso dal nostro inviato speranza bassem uno dei migranti con il foglietto della questura servizio clienti 055696276 · www.annamariacammilli.com ventimiglia il numero 91 è il primo a varcare la porta a vetri del commissariato di ventimiglia nella convocazione per la richiesta del permesso di soggiorno mostra il foglietto con la cifra scritta a pennarello viene guidato oltre il cortile e prende posto tra i connazionali si chiama mohssen ha 23 anni giacca nera stretta auricolari fissi e la sa più lunga degli altri innanzi tutto perché non sarebbe stato il suo turno quando ieri mattina gli agenti hanno consegnato i numeri ai 94 ospiti del centro di accoglienza lui è stato tra gli ultimi con appuntamento a martedì prossimo in commissariato dove cercano di conciliare il passaggio dei tunisini le nuove disposizioni burocratiche e l ordine pubblico per il momento sereno preferiscono lasciar correre È già stato arduo mettere insieme questo meccanismo assemblato da riunioni e telefonate continue tra i dirigenti della polizia la croce rossa il comune che ha procurato le fototessera la cgil che ha «prestato» la mediatrice e così via di tutto questo mohssen ha capito che è una buona occasione per avere le carte in regola avvertito da un amico giovedì sera ha preso un treno da marsiglia ed è tornato indietro ma come dopo tutta la fatica per passare la frontiera «non mi davano da mangiare in francia risponde dormivo in strada i poliziotti mi hanno trattato male» e gli hanno consegnato due fogli con la data del 7 aprile in cui è scritto che se ne deve andare ma non l hanno riaccompagnato al confine c è tornato da solo per prendere il permesso «sì ti dà il diritto di muoverti dove vuoi in europa puoi andare ovunque» lui che di strada ne ha già fatta da gjerba a lampedusa poi da mineo a ventimiglia vuole arrivare a strasburgo «ho la fidanzata lì francese» alessandra coppola © riproduzione riservata

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8 primo piano sabato 9 aprile 2011 corriere della sera il leone la svolta porti tra management e consiglieri fino al clamoroso epilogo delle dimissioni del più abile e navigato dei banchieri dell establishment galateri lo sa bene «l impegno che mi propongo ha detto ai cronisti che lo attendevano sotto la sede romana del leone è quello evidentemente di sostenere il management in un ottica di consentire alla società di raggiungere traguardi ancora più ambiziosi di quelli che fino adesso ha raggiunto» sarà questo il suo mandato adesso «i manager di generali si occuperanno di gestire la società al meglio senza dover affrontare turbolenze interne che non si meritavano e come in tutte le società normali si penserà a lavorare al mercato ad essere una società sempre più forte che produce valore» ha spiegato diego della valle sono veramente molto lieto della nomina di galateri gabriele è una persona trasparente e capace vincent bolloré generali tutti i soci scelgono galateri voto unanime del consiglio sulla proposta nagel della valle bellissimo segnale per il paese milano e arrivato all appuntamento con largo anticipo non erano ancora scoccate le diciotto quando la maserati blu di gabriele galateri di genola ha parcheggiato in piazza venezia davanti al palazzo delle generali il presidente in pectore è rimasto seduto accanto all autista ha atteso paziente per mezz ora poi iniziato il consiglio ha aperto lo sportello ed è salito al terzo piano per ricevere l investitura ufficiale tutto è filato liscio stavolta la notte non ha giocato strani scherzi le attese della vigilia sono state rispettate galateri è il nuovo presidente delle generali nominato all unanimità «sono felice di essere rientrato in un consiglio a cui ho già partecipato in passato» è stato il primo commento del nuovo numero uno del leone e un testimone pesante quello che gli è stato consegnato galateri è stato vicepresidente a trieste quando sedeva sulla poltrona più importante di mediobanca adesso però è diverso la sua nomina incarna quella svolta raggiunta faticosamente mercoledì dopo settimane di tensioni e scambi di accuse con l uscita di scena di cesare geronzi e il pacificatore colui che dovrà far girare pagina a trieste e sostenere la compagnia assicurativa nel percorso di crescita e sviluppo sottraendola per quanto possibile a quei giochi di potere che hanno logorato i rapnel consiglio delle generali che nella notte tra martedì e mercoledì insieme a nagel ha tirato le fila del fronte anti-geronzi al coro si è unito anche il vicepresidente della compagnia vincent bolloré che pure aveva cercato di ribaltare la situazione per evitare l uscita dell ex presidente «sì sono molto lieto» ha commentato lasciando la riunione del consiglio dopo la nomina di galateri «è un uomo molto intelligente lo conosco dai tempi di mediobanca» adesso però è il momento di girare pagina la borsa ci crede dopo il +3 con cui ha salutato geronzi ieri piazza affari ha regalato al titolo generali un altro 1,25 di valore di buon auspicio per l avvio di una nuova fase a trieste la nomina il consiglio ieri pomeriggio a roma di spalle gabriele galateri di genola rialzo in borsa titoli in rialzo in borsa hanno guadagnato l 1,25 il passaggio dell assemblea «molto soddisfatto» per il risultato raggiunto e stato lui d altra parte a dare il via al confronto che ha portato al ricambio e alla decisione di affidare la presidenza a galateri proposto al consiglio di mercoledì scorso dall amministratore de legato di mediobanca alberto nagel che ieri ha poi formalizzato la candidatura «e un bel segnale per il paese ha aggiunto il patron della tod s vuol dire che un certo tipo d italia imprenditoriale vuole essere forte e competitiva nel mon do» filtra «grande soddisfazione» anche dal gruppo deagostini per la scelta di un presidente «coerente col modello di governance che abbiamo sempre supportato» dicono fonti vicine a lorenzo pellicioli rappresentante del gruppo editoriale federico de rosa © riproduzione riservata la caduta di geronzi la tela strappata tra palazzo chigi e la grande finanza le cerimonie degli addii specie se si tratta di personaggi cui anche i nemici riconoscono peso e autorevolezza dovrebbero avere cerimonieri consoni al rango ha fatto perciò specie che all indomani della defenestrazione di cesare geronzi le sole voci levatesi pubblicamente ad esprimergli solidarietà siano state quelle dei pidiellini mario baccini e michaela biancofiore apocalittico e un po strapaesano il primo «penso che con le dimissioni di geronzi si sia chiusa definitivamente la possibilità per la città di roma di avere una politica bancaria» confusamente allusiva la seconda «mi sembra una manovra di alcuni poteri forti che in questi giorni non a caso si sono manifestati con improbabili discese in campo in accordo con dei convitati di pietra» caspita tutto qua quello che la sponda berlusconiana ha saputo dire sulla traumatica uscita di scena del suo banchiere più rappresentativo sì tutto qua e dunque chiosando il commento a caldo di emma marcegaglia sul regicidio di trieste «bisogna capire» in primis perché il cavaliere non abbia aperto nessun ombrello a protezione di quello che una volta definì come «l unico banchiere che non vota alle primarie dell ulivo» l unico insomma non di sinistra fingendo di ignorare che il suo referente è in realtà un campione di trasversalismo sul perché di quest assordante silenzio berlusconiano si scontrano due scuole di pensiero la prima cui dà voce il fronte letta-bisignani burocraticamente laconica «dal diretto interessato non era pervenuto alcun segnale d allarme» anzi si aggiunge geronzi era talmente tranquillo di averla sfangata che nella notte prima del consiglio mentre i congiurati facevano le ore piccole a definire gli ultimi dettagli del golpe dormiva sonni tranquilli colpa sua perciò se a complotto svelato non c era più tempo per correre ai ripari chi l aveva incontrato ad inizio settimana nella fattispecie un amico di lungo corso racconta di averlo trovato tranquillo sugli esiti del braccio di ferro ma anche infastidito dalla piega degli eventi tanto da lasciarsi andare ad insinuanti considerazioni che dipingevano generali come «una vacca con tante mammelle a ciascuna delle quali i soci si attaccano per sfamarsi» un problema di quote latte insomma con lui che tentava di regolamentare la mungitura prendendosi invece del guastatore all interpretazione dell uomo ignaro porta acqua anche uno dei congiurati «abbiamo fatto le cose in modo tale che tra l avviso di sfratto e l inizio del consi a roma all indomani della defenestrazione di cesare geronzi sopra dalle generali le sole voci levatesi pubblicamente ad esprimergli solidarietà sono state quelle dei pidiellini mario baccini e michaela biancofiore per spiegare l accaduto e le dimissioni di geronzi qualcuno punta piuttosto sull impotenza della filiera che lo ha sempre sostenuto l asse tra berlusconi gianni letta nella foto e luigi bisignani

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corriere della sera sabato 9 aprile 2011 primo piano 9 e un bel segnale per il paese segno che un certo tipo d italia imprenditoriale vuole essere forte e competitiva diego della valle galateri è stata una scelta coerente col modello di governance che abbiamo sempre supportato lorenzo pellicioli il personaggio netta distinzione dei ruoli nel nuovo corso il presidente-garante lascerò lavorare i manager «adesso il gruppo e i suoi azionisti ritrovino la serenità» chi è gabriele galateri di genola 64 anni è presidente di telecom italia carica che lascerà martedì prossimo quando l assemblea del gruppo telefonico nominerà il nuovo consiglio il neopresidente di generali gabriele galateri di genola milano di cesare geronzi il banchiere cui pure aveva dovuto fare spazio in mediobanca non ha mai detto una parola fuori posto nemmeno con gli amici dello scontro che da mesi dilaniava le generali scontro di potere sicuramente ma anche di metodi concezioni culture dna ha parlato forse ancora meno non si fa non è fair non è da gabriele galateri e però è vero raccontano i pochi intimi che bastava l espressione sconcertata È vero che come più o meno tutti non si aspettava che alla fine geronzi cadesse sul serio e in poche ore e in quel modo ed è vero che anche quando cioè subito mercoledì in giro si è cominciato a fare il suo nome per la pole della successione lui proprio non ci pensava tutto troppo veloce in fondo per chiunque azionisti e consiglieri compresi e galateri a chi al glio rimanesse solo un ora» troppo poco anche per uno straordinariamente abile nell uscire indenne dalle situazioni più sfavorevoli la seconda scuola non crede invece alla beata ingenuità di geronzi ma piuttosto punta dritta all impotenza della filiera che lo ha sempre sostenuto l asse berlusconi-letta-bisignani da un po di tempo anatra zoppa nella partita che sta ridisegnando gli equilibri del potere lo si era visto appena qualche giorno prima in occasione delle nomine nelle società pubbliche dove a letta era riuscito di sottrarre al fai e disfa tremontiano solo pierfrancesco guarguaglini non evitandogli per altro un vistoso ridimensionamento nell organigramma di finmeccanica quello stesso tremonti che poi non si è certo messo di traverso ai rivoltosi di trieste un fatto su cui i berluscones nonché il cavaliere in persona ancora si interrogano cercando di spiegarsi come lo stesso ministro dell economia che appena un anno fa fu raffinato teorico del passaggio di geronzi da mediobanca a generali ora lo abbia mollato al suo destino pare che alla sequela di telefonate da parte di ministri e notabili pidiellini preoccupati di quanto spessa stia diventando la trama dell ordito tremontiano il premier avendo altro di questi tempi cui pensare abbia risposto sconsolato di rivolgersi a chi ha gestito la pratica un ministro in particolare lo ha messo sul chi vive con toni di rimbrotto «mentre tu insegui i 330 e ti compiaci di una maggioranza parlamentare che ti sostiene compatta quello tremonti ndr ti sta portando via il paese» il gestore che è mancato all appello se condo l entourage del premier è proprio letta anche perché bisignani solitamente attivo nella redistribuzione delle seggiole era impelagato nelle inchieste della procura di napoli che lo ha messo nel mirino l esegesi dietrologica ma molto suggestiva indica l inizio della fine di geronzi nella mancata ascesa di antonio catricalà al vertice della consob così come avrebbe voluto il braccio destro del cavaliere con lui a capo dei guardiani della borsa pensano i berlusconiani l irruzione dei francesi di groupama nella galassia ligresti sarebbe filata liscia come l olio invece l arrivo di vegas sulla poltro un ora di tempo un consigliere «abbiamo fatto le cose in modo tale che tra l avviso di sfratto e l inizio del consiglio rimanesse solo un ora» na che fu di cardia ha determinato il brusco stop nonché il sollievo di mediobanca che dietro ai transalpini ha sempre visto stagliarsi l ombra lunga di geronzi la cosa ha scatenato il più sordido dei sospetti e cioè che groupama null altro fosse che il grimaldello con cui il presidente di generali si impossessava della cassaforte di ligresti ovvero di quelle partecipazioni una nella stessa banca di piazzetta cuccia che lo hanno reso negli anni un cardine del capitalismo di relazione da qui a mangiarsi in un sol boccone mediobanca e il suo ancora ricco scrigno il passo sarebbe stato breve bisognava dunque accelerare i tempi dell operazione generali e giocare d anticipo approntando gli eserciti non per respingere il diabolico disegno ma per neutralizzarne una volta per sempre l autore blitz riuscito alla perfezione visto che geronzi si è ritrovato all angolo e i suoi detrattori hanno avuto l ulteriore conferma dell idiosincrasia di berlusconi a costruirsi una solida rete di alleanze che gli consenta di presidiare a suo vantaggio i crocevia del potere economico-finanziario respingendo agguati e colpi di mano «sbaglia gli uomini» ha commentato uno dell entourage berlusconiano quando il ribaltone a trieste si era appena consumato «o forse ne sopravvaluta le capacità strategiche come nel caso di bolloré vero elefante nelle delicate cristallerie della ultracentenaria compagnia» torna fuori insomma il sempiterno tallone d achille del cav la cui straordinaria capacità di aggregare consenso nel paese non dà analoga prova quando si applica all establishment della finanza di cui sembrano sfuggirgli dinamiche e sommovimenti più profondi la riprova viene proprio dall esito della vicenda generali dove una mediobanca nel cui azionariato l impronta berlusconiana è rilevante vota contro il banchiere che di quella parte meglio interpreta umori e ambizioni ed in mediobanca per riprendere le parole della biancofiore silvio non è un convitato di pietra ma è presente con la figlia marina ed ennio doris socio e discepolo tra i più stretti dal 2003 al 2007 è stato presidente di mediobanca e vicepresidente di generali in piazzetta cuccia era arrivato dopo 30 anni nel gruppo fiat di cui è stato anche amministratore delegato nel 2002 stessa carica ricoperta all ifil la holding della famiglia agnelli paolo madron paolo.madron@lettera43.it © riproduzione riservata la fine riusciva a strappargli almeno un accenno di commento sul «cambio epocale» nel cuore del potere italiano si limitava a rispondere quello che sicuramente risponderebbe anche adesso «l importante è che le generali ritrovino stabilità che i manager possano lavorare sereni ed essere poi giudicati sui risultati» non parlava da presidente del leone davvero non sapeva ancora giurano che lo sarebbe diventato e che sarebbero passati solo due giorni cambia poco il concetto è lo stesso È quello che dopo oltre tre lustri da amministratore delegato del gruppo agnelli l ifil con umberto la fiat per una breve e brutta parentesi ha portato galateri alla presidenza di mediobanca prima e di telecom poi quello che anche in generali già conoscono bene ne è stato vicepresidente per cinque anni lui sa come lavorano giovanni perissinotto e sergio balbinot e loro i due amministratori delegati sanno come lavora lui quale concezione abbia del rapporto presidenza-management lo sanno soprattutto i consiglieri e gli azionisti la nomina all unani mità non è ovviamente un caso per chiudere la breve era di un presidente giudicato «invasivo» al di là di qualsiasi mandato e riportare una delle più grandi compagnie d assicurazione europee fuori da una logica che prevedeva il sostegno «di sistema» persino al ponte sullo stretto serviva un uomo di standing internazionale con i contatti giusti nella business community fuori dai confini italiani con un profilo istituzionale qualcuno che non sforasse i limiti del chairman non esecutivo ma supportasse i manager e fosse in grado di fare da garante e collante tra i tanti soci tra gli industriali e i banchieri soprattutto oggi tra gli italiani e i francesi senza dimenticare magari nel mezzo che se trieste è uno snodo centrale dei poteri più o meno forti passati e/o futuri è anche una public company galateri all identikit risponde alla perfezione dicono sia perché è profondamente sabaudo educato di buone maniere poco interessato ai riflettori naturalmente portato alla mediazione per di più figlio di un generale e c entrerà pure ma non si naviga per tanti anni ai vertici di un impero come quello che fu degli agnelli se tra le altre cose non si assimila il «rispetto dei ruoli» principio che il nuovo presidente generali ha anche una buona stella martedì avrebbe lasciato comunque il vertice telecom per la holding telco sottolineava a torino ribadiva a milano ripeterà a trieste ieri ufficialmente si è limitato a poche istituzionali parole «l impegno è consentire alla società di raggiungere traguardi anche più ambiziosi di quelli già raggiunti» la chiave sta nel verbo scelto «consentire» l ha detto esplicitamente poi che la traduzione pratica dell «impegno» sarà «sostenere i manager» ma anche prima quando mai avrebbe immaginato che geronzi potesse dimettersi l uomo ora incaricato di voltare pagina guardava e ricordava ai suoi il concetto della separazione dei ruoli appunto imparato ai tempi di umberto agnelli anche lui che pure era «il padrone» la pensava così «strategie e obiettivi si fissano insieme ma una volta deciso il presidente supporta l amministratore delegato va lasciato lavorare» se poi non porta i risultati promessi le conseguenze sono implicite galateri da manager non ha avuto nemmeno bisogno che gliele ricordassero quando si dimise dalla guida fiat accettata controvoglia nel pieno della crisi ammise semplicemente «non sono un manager industriale» non si conoscono altri casi nemmeno in territorio asburgico raffaella polato © riproduzione riservata

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10 primo piano sabato 9 aprile 2011 corriere della sera il leone il mercato il grande riassetto riparte da unicredit e mediobanca con l operazione fonsai sale l influenza in piazzetta cuccia milano l arrivo di cesare geronzi alle generali nell aprile dell anno scorso è stato preceduto e accompagnato da scenari sui suoi piani e in particolare su uno particolarmente suggestivo il reverse merger il leone incorporerà mediobanca tutti smentiti ufficialmente dallo stesso banchiere ma piani sulla carta a parte non pochi osservatori hanno pensato a una possibile e informale inversione di governance la partecipata al 13,4 più potente e «comandante» sulla partecipante piazzetta cuccia nulla di tutto ciò è accaduto geronzi negli anni sarà ricordato a trieste soprattutto perché è stato il solo presidente del leone a non presiedere nemmeno un assemblea degli azionisti evento significativo e tutt altro che formale non solo per la compagnia ma anche per la città paragonabile quasi a una prima teatrale l uscita di scena del banchiere di marino non fa solo tramontare ipotesi su improprie filiere di governance sembra anzi ridisegnare un asse che in passato con alessandro profumo capoazienda in piazza cordusio ha accusato qualche indecisione è l asse che parte da unicredit oggi guidato da federico ghizzoni e che prosegue con mediobanca e generali che hanno per capiazienda rispettivamente alberto nagel e giovanni perissinotto manager giovani e con una comune visione di mercato ieri dieter rampl presidente di unicredit ha dichiarato a la repubblica «nutro la stessa visione del nostro vicepresidente fabrizio palenzona mediobanca è il perno di generali noi il perno di mediobanca» una considerazione che non parte solo da una rinnovata e manifestata volontà di rappresenta 8,6 la quota detenuta in mediobanca da unicredit maggior azionista dell istituto e principale componente il patto di sindacato che vincola oggi il 44,34 del capitale re il perno di piazzetta cuccia ma anche dal dato di fatto che oggi l istituto è più forte nel suo ruolo di primo azionista della banca d affari perché alla sua quota sindacata l 8,6 circa si può teoricamente aggiungere quella detenuta dalla fonsai di salvatore ligresti pari al 3,83 gruppo che unicredit sta ristrutturando e nel quale acquisirà una partecipazione di minoranza 7 qualificata da garanzie sul governo societario un legame non trascurabile se si pensa che piazza cordusio ha sostituito in questo ruolo groupama assicuratore francese che di mediobanca ha quasi il 5 di cui oltre il 3 sindacato l asse andrà alle prime verifiche fin dal consiglio di mediobanca in programma il 12 aprile appuntamento che offrirà il primo faccia a faccia post-geronzi fra l amministratore delegato dell istituto alberto nagel e il governance in mediobanca una graduale limatura della quota del patto è stata più volte definita benvenuta con la nuvola italiana e la videoconferenza in hd ovunque ti trovi sarÀ come essere seduti tutti allo stesso tavolo seguici su nuvolaitaliana.it socio francese vincent bolloré entrambi vicepresidenti a trieste su posizioni opposte in parte ricomposte per i francesi con considerazioni di realpolitik la forza dell asse andrà misurata negli equilibri del patto che vede come altro principale azionista il nucleo francese che fra bolloré e groupama conta sul 10-11 per il momento è difficile dire come si evolveranno tali equilibri se cioè il nocciolo transalpino possa decidere di vendere alleggerire o conservare le proprie posizioni È certo però che il confronto all interno del «club» dei grandi soci avrà per interlocutore unicredit il patto che blinda oggi il 44 del capitale è in scadenza a fine anno È possibile che nei prossimi mesi probabilmente con un clou estivo saranno avviati colloqui fra soci e management per un bilanciamento fra gli azionisti che danno stabilità e la banca «che lavora» come si usa dire adesso per indicare la gestione del management una graduale limatura della parte di capitale vincolata è stata più volte definita benvenuta anche perché gradita al mercato e quindi favorevole per gli stessi azionisti del patto così come è probabilmente più favorevole a un business più scorrevole e indipendente una governance del patto meno bizantina nella sua ripartizione fra i diversi gruppi di azionisti e che deve replicare la geografia interna nella rappresentanza degli organi di governo e degli annessi comitati l equilibrio fra l autonomia della banca e il peso dei soci rappresenta del resto la storia di mediobanca senza andare ai tempi in cui il fondatore enrico cuccia era indiscusso governatore dell istituto si può risalire al 2001 quando dopo un confronto fra unicredit schierato con il delfino di cuccia vincenzo maranghi e la banca di roma di cesare geronzi che spingeva per un ruolo maggiore dei soci sono state disegnate alcune regole fra le quali una sostenuta in particolare proprio da geronzi l introduzione del comitato nomine per le designazioni nelle società che fanno capo all istituto in primis quindi generali protagonisti alberto nagel amministratore delegato di mediobanca e vicepresidente delle assicurazioni generali principale partecipazione di piazzetta cuccia giovanni perissinotto group ceo delle generali con la nuova governance ha assunto il ruolo di capoazienda della principale compagnia di assicurazioni italiana sergio bocconi © riproduzione riservata federico ghizzoni ha sostituito alessandro profumo al vertice operativo di unicredit la banca di piazza cordusio ha l 8,66 di mediobanca e ne è il primo socio vigilanza e per l accordo premafin alla consob il quesito sull opa scegli nuvola it intouchd scopri come ridurre i costi della tua impresa e renderla più innovativa nuvola it intouchd è la piattaforma di servizi della nuvola italiana dedicata ai sistemi di videoconferenza ad alta definizione grazie alla stabilità del segnale e alla nitidezza delle immagini in hd diventa semplice collegare tra loro i reparti della tua impresa e comunicare con le filiali più lontane senza muoversi dal proprio ufficio e con le tariffe flat l assistenza dedicata ai servizi della nuvola italiana e la possibilità di utilizzare diversi devices oltre ai terminali già presenti in azienda si abbattono i costi di gestione con nuvola it intouchd la tua azienda scopre un modo nuovo per ottimizzare le risorse diventando ancora più innovativa e competitiva la nuvola italiana il cloud computing di telecom italia milano unicredit e premafin la holding che controlla fonsai hanno depositato alla consob il quesito per sapere se dall accordo raggiunto lo scorso 22 marzo scaturisca o meno l obbligo di un opa obbligatoria sulla compagnia assicurativa l intesa prevede infatti che l ingresso dell istituto di credito nel capitale del gruppo di ligresti sia subordinato all assenza di un opa sulla compagnia la banca guidata da federico ghizzoni accorsa a sostegno dei ligresti dopo che sono saltati gli accordi tra premafin e groupama proprio a causa dell imposizione dell opa da parte della consob sborserà 170 milioni di euro per acquistare i diritti di opzione della holding e sottoscrivere una quota del 6,6 di fonsai nell ambito dell aumento di capitale da 450 milioni che la società ha annunciato.

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corriere della sera sabato 9 aprile 2011 primo piano 11 protagonisti 1 il presidente della cariplo e dell acri giuseppe guzzetti azionista di intesa sanpaolo 2 il presidente della compagnia di san paolo angelo benessia socio anche lui di intesa sanpaolo 3 il rappresentante della fondazione crt in unicredit fabrizio palenzona 4 il presidente della fondazione cariverona paolo biasi primo socio italiano di unicredit tutti e quattro gli esponenti del mondo delle fondazioni erano presenti all incontro a roma con il ministro dell economia e delle finanze giulio tremonti mercoledì scorso 6 aprile grande finanza da intesa al leone di trieste le fondazioni e il patto di roma con tremonti gli enti guidati da guzzetti decisivi per gli equilibri latero mediobanca-intesa-generali-fondazioni per quanto le figure visti dalla borsa c è troppa politi geometriche possano aiutare ca nei loro board dove siedono i ma mettiamo in fila le date marrappresentanti di regioni comuni tedì intesa san paolo decide il mae province accanto ai consiglieri xi-aumento di capitale da 5 miliardella società civile «su di noi c è il di gli enti dalla compagnia di san controllo democratico del territo paolo alla fondazione cariplo fanrio non possiamo fare cose di nano capire da subito che la loro parte per rafforzare il gruppo la faranno un nula quota complessiva cleo che vale il delle fondazioni nel 30 dell istituto capitale di mediobanca presieduto da giovani bazoli scosto» ripete spesso il presidente un asse antico quello tra il profesdella fondazione cariplo e del sore di brescia e giuseppe guzzetl acri associazione tra le casse di ti l avvocato di como che ricorda risparmio giuseppe guzzetti me spesso di aver venduto per contantà attività di welfare sul territorio e ti la sua cariplo all ambroveneto metà protagonisti delle ultime vicende finanziarie centauri la defi come dire strategia e concretezza nizione più azzeccata eppure in arriviamo a mercoledì con la scosquesti ultimi giorni che hanno ridi sa al vertice delle generali e le disegnato la mappa del potere in ita missioni di cesare geronzi anche lia qualcosa è cambiato quella che qui un ruolo centrale viene attribuiuna volta si chiamava galassia as to alle fondazioni in questo caso somiglia sempre di più a un quadri si tratta di fabrizio palenzona vicesegue dalla prima 10 presidente di unicredit ma soprattutto considerato punto di riferimento della cassa di risparmio di torino grande azionista dell unicredito primo azionista di mediobanca a sua volta primo azionista delle generali e arriviamo alla terza tappa del viaggio sempre mercoledì roma dipinto di camillo benso conte di cavour sullo sfondo sede del ministero dell economia sono lontanissimi gli anni della battaglia tra tremonti e le fondazioni arrivata nel 2003 fino a una sentenza della corte costituzionale la grande questione dell ingerenza della politica che attraverso gli enti locali dalle regioni ai comuni puntava e ogni tanto ci riprova a fare delle fondazioni una grande area di scambio al tavolo di roma sono schierati una decina di «fondatori» da guzzetti a paolo biasi cariverona a angelo benessia compagnia di san paolo che di intesa è il primo azionista gabriello mancini al vertice dell ente che controlla il monte dei paschi di siena l in 1 2 3 la partita una specie di patto della maggioranza dal nome della sala anche se in realtà le fondazioni è da molti anni che non detengono più posizioni di controllo in nessuna delle grandi banche la funzione di stabilità si esercita non tanto con la soglia del 51 ma con gli equilibri a guardar bene quello che sta accadendo in tutto lo scenario la soglia intorno alla quale si stanno giocando tutte le partite appare più quella del 30 e questo il pacchetto che le grandi fondazioni di intesa da cariplo a cariparo possono garantire come nucleo e questa la soglia che mediobanca alle prese con la possibile revisione del patto di sindacato che la governa potrebbe prendere in considerazione per una possibile revisione delle posizioni di alcuni soci e del 30 se si guarda bene anche il ful 4 contro riservato si tiene nella sala accanto all ufficio del ministro poi il grande patto si celebra nella sala della maggioranza funziona più o meno così il paese ha bisogno di banche solide e di azionisti in grado di intervenire in tempi rapidi per il ministero che per certi versi in modo inconsueto ha invitato all incontro anche i banchieri non è possibile che nessuna delle prime sette banche italiane possa essere in difficoltà le fondazioni garantiscono che se servirà saranno del partecipazioni le fondazioni sono presenti con piccole quote nel leone di trieste più massiccia la presenza in mediobanca cro delle generali che vede come primo azionista mediobanca con il 13,4 e anche qui vale la pena guardare l azionariato che vede come eredità della vecchia partecipazione ina ancora la cariplo con un pacchetto dell 1,60 mentre la compagnia di torino detiene lo 0,60 piccole presenze che in una fase come questa possono diventare decisive però e poi c è mediobanca che nel suo azionariato ne conta almeno quattro cariverona mps cassa di bologna e cariparo si arriva poco sopra il 10 un pacchetto che le rende ancora una volta centrali adesso che tutti gli equilibri appaiono in movimento da frankenstein come le definì giuliano amato a aghi di molte bilance nicola saldutti © riproduzione riservata

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12 sabato 9 aprile 2011 corriere della sera politica i nodi «un provvedimento per passare deve piacere al capo dello stato» il premier cambiare la carta scontro con fini e casini l affondo «così non c è vera democrazia» il ministro giorgia meloni roma suggerisce ai suoi di non attaccare gianfranco fini ma silvio berlusconi non resiste alla tentazione e lo fa durante la cerimonia di premiazione di venti laureati superbravi nel cortile di palazzo chigi il pretesto retorico che gli consente di criticare il presidente della camera associato al leader dell udc pier ferdinando casini e anch egli esponente del terzo polo è quello di «non essere riuscito a fare la riforma della giustizia perché non sono stato capace di avere il 51 dei voti e mi sono così trovato ad avere una coalizione nella quale c erano partiti quelli di fini berlusconi rilancia il progetto di ridisegnare le nostre istituzioni e nel farlo ricorda che «i padri costituenti negarono i poteri al presidente del consiglio e questo ha portato al fatto che il governo può al massimo suggerire quali leggi fare» il tema dei poteri dell esecutivo che dovrebbero aumentare diventa nel discorso del cavaliere centrale tanto che fa ricorso a un immagine tratta dalla zoologia per esemplificare la questione «dal consiglio dei ministri sostiene esce un provvedimento che è un purosangue poi dopo dibattiti in aula in commissione nelle due camere al massimo esce un ippopotamo» non solo esiste anche nel suo intervento una larvata chiamata in causa del presidente della repubblica quando afferma riferendosi alla prerogativa del presidente di essere tenuto informato su ogni provvedimento che «tutto questo deve piacere al capo dello stato» se poi aggiunge «una legge non piace ai giudici della sinistra questi la portano alla corte costituzionale composta da undici persone che provengono dall area di sinistra e da quattro dal centrodestra che la boccia il popolo vota il parlamento lavora ma non succede nulla» un passaggio che più tardi provocherà un ondata di critiche da parte delle opposizioni pier luigi bersani osserva che «prima che arrivasse lui nessuno aveva dubbi che avessimo una vera democrazia non si permetta di trattare in questo modo la carta costituzionale» gli fa eco con i medesimi concetti il dipietrista massimo donadi «giù le mani dalla costituzione» le ragazze «svecchiamo le camere a diciotto anni si vota allora si può essere eletti» roma nessuno più del ministro della gioventù può dire che «è ora di ringiovanire il parlamento abbassiamo l età media qui prima dei quaranta non ti considerano maturo alessandro magno a 30 aveva già conquistato la persia» perciò la trentaquattrenne giorgia meloni nella foto ha pronto un disegno di legge costituzionale che abbassi l età dei rappresentanti del popolo italiano «non capisco perché se per la legge a 18 anni sei responsabile e dunque in grado di votare per la camera tu non possa anche essere eletto deputato o come mai per diventare senatore tu che li eleggi a 25 debba aspettare i 40» la sua proposta è semplice «equiparare la soglia di ingresso a quella richiesta per il voto chi può scegliere deve anche poter essere scelto lasciamo che sia la gente a decidere poi chi mandare in parlamento senza questa ingiusta barriera discriminante» non è che stia pensando a un aula di tutti diciottenni «però è giusto che ci sia la possibilità magari c è quello che lo merita basta con questa ipocrisia altrimenti con questo sistema bicamerale perfetto se non hai compiuto i quaranta non godi appieno dei diritti di cittadinanza» e se le si fa notare che forse i ventenni non avrebbero la necessaria esperienza di vita oltre che di politica la sempre volitiva meloni ribadisce «c è gente che diventa pronto un ddl parlamentare a cinquanta senza «lasciamo che la gente nessuna preparazione» decida chi mandare in certo ai tempi di parlamento senza questa alessandro magno un barriera discriminante» trentenne era quasi vecchio «e allora goffredo mameli È o non è uno dei padri della patria È morto a 22 anni vorreste sostenere che non potrebbe stare degnamente in parlamento non credo che avrebbe meno doti di alcuni che ci siedono oggi anche di giorgia meloni eh» ricorda che in spagna germania olanda portogallo danimarca finlandia gran bretagna i 18 sono più che sufficienti in austria i 19 in irlanda e lussemburgo i 21 giusto ieri con il premier berlusconi il ministro ha premiato i 20 ragazzi del «campus mentis» il progetto del governo mirato a far incontrare giovani laureati e aziende «sono le nostre eccellenze il 77 ha trovato lavoro segno che l esperimento funziona» non per dovere ma per convinzione spiega che «i giovani io li conosco bene ci sto in mezzo ogni giorno sono tosti forgiati dalle difficoltà abituati a rimboccarsi le maniche e a farcela da soli» per niente bamboccioni «chi li definisce così non sa di cosa parla e magari mentre pontifica sui giovani ha preso la pensione a 40 anni e la cumula con altri stipendi questi sono i figli di 60 anni di politica che alle nuove generazioni ha tolto e non dato» il disegno di legge comprende una norma generale per «promuovere la partecipazione dei giovani alla vita economica politica e sociale della nazione» in una lettera aperta ai ragazzi che oggi scendono in piazza contro il precariato giorgia meloni raccomanda «se vogliamo alzare la voce dobbiamo avere il coraggio di essere migliori di chi ci ha preceduto e non rivendicare per noi gli stessi privilegi scaricandone il costo su quelli che verranno dopo» sull abbassamento dell età per l eleggibilità alle camere la meloni è convinta di trovare consenso trasversale «confido che questo sia un terreno in cui sotterrare l ascia di guerra tra maggioranza e opposizione come già ci è riuscito con il provvedimento sulla fuga dei cervelli» la maggioranza «l attuale maggioranza è più esile ma anche più coesa arriveremo fino al 2013» e di casini che stavano dalla parte dei privilegi dei giudici» fini e casini reagiscono indispettiti «quando non si hanno argomenti si dicono cose prive di senso» obietta il presidente della camera mentre il leader centrista si limita a un lapidario «ha delle ossessioni» in ogni caso ripete berlusconi «ora ho una maggioranza più esile nei numeri ma più coesa e dunque in grado di fare le riforme» adesso garantisce mostrandosi certo di arrivare a concludere la legislatura che termina nel 2013 «faremo la riforma della giustizia ma anche quella dell architettura istituzionale e del fisco» senza una riforma della carta spiega non si avrà mai una «vera democrazia» complimenti siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al «bunga bunga» il calvo ti darò l indirizzo del mio medico così almeno potrai avere una chioma decente l fu © riproduzione riservata la giacca sul palco imbarazzo per la battuta osé lo show con i laureati barzellette aneddoti inviti al «bunga bunga» e consigli per il look roma in un ora una semplice cerimonia si trasforma via via in uno show silvio berlusconi illustra il proprio punto di vista regala cravatte e libri con i suoi discorsi a braccio suggerendo in particolare «di leggere quello sulla caduta del comunismo» ma poi non resiste a fare una battuta complimentandosi per l aspetto fisico di due ragazze bionde che dice meriterebbero di essere invitate nella sua villa per fare «bunga bunga» così come non si trattiene dal raccontare una barzelletta osé che suscita brusii di imbarazzo e alcuni accenni di risate «avrei tante storielle da raccontare ne conosco più di duemila ma non posso però una ve la racconto è la più casta ed è sulla birra» berlusconi mima la scena e a un tratto imita l inflessione germanica «c è un italiano che insegna a un tedesco come si conquista una donna gli dice fai questo e quest altro poi prendi una coppa di champagne la versi questo non si può dire diciamo sul davanti e la suggi da sotto il tedesco risponde pellissimo possibile fare anche con pirra beh io credo non sia così romantico farlo con la birra» fa da quinta scenica all esposizione della weltanschauung berlusconiana alla visione del mondo del premier il cortile interno di palazzo chigi utilizzato per la cerimonia di premiazione di una ventina di giovani che hanno partecipato al progetto «campus mentis» promosso dal ministro della gioventù giorgia meloni con la collaborazione dell università la sapienza di roma già l esordio promette bene perché al presentatore che gli si para davanti berlusconi spiega che «con l abito blu non si abbinano scarpe marroni che il nodo alla cravatta deve essere ben stretto e non allentato che la giacca deve essere tenuta abbottonata» per illustrare i modi corretti con cui ci si presenta in pubblico mancava solo che gli ingiungesse di non avere i palmi delle mani sudati cosa che in passato sarebbe costata a un malcapitato in quella condizione la mancata assunzione nella task force di publitalia ma il presentatore incassa senza dare segni di imbarazzo così come sorridono due ragazze bionde che ricevono il premio dinanzi ai «complimenti» del cavaliere «siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga » nel cortile si avvertono distintamente brusii ma il cavaliere non se ne cura anzi tira dritto e rimbrotta il solito presentatore che ha anche un po di barba scura «così non va la barba induce diffidenza nell interlocutore può nascondere una malformazione se poi è estesa può nascondere l espressione del volto» al calvo che siede in prima fila e che si accinge anche lui a ritirare l attestato si rivolge con queste parole «ricordami di darti non ci si presenta così ci si chiude la giacca e poi con l abito blu non si mettono scarpe marroni giovanna cavalli © riproduzione riservata l ultima barzelletta «l italiano insegna al tedesco come si conquista una donna prendi una coppa di champagne la versi davanti e la suggi da sotto» il nome del mio dottore così avrai una chioma come dovrebbero averla tutti i giovani» e all ingegnere che lo sovrasta in altezza ma che appare intimidito e gli confida di sperare di fare «un po di carriera» berlusconi domanda «perché solo un po di carriera così cominci male devi dire un carrierone sei tu che devi importi agli altri non gli altri che devono accettarti» ricorda a mo d esempio di avere suscitato incredulità quando si fece imprenditore edile e presentò un progetto che fu poi premiato con il massimo riconoscimento mondiale dell urbanistica e lo stesso avvenne quando acquistò il milan annunciando che lo avrebbe fatto diventare la squadra che avrebbe vinto più di tutte le altre cosa che si è realizzata insomma il messaggio è «mettetevi il sole in tasca fissatevi un traguardo molto molto ambizioso che potete raggiungere e dedicate la vita a raggiungerlo dimenticando ciò che vi può distrarre» lorenzo fuccaro © riproduzione riservata

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corriere della sera sabato 9 aprile 2011 politica 13 l agenda si prepara una settimana decisiva per l iter della riforma quagliariello chi parla di leggi ad personam è in malafede il pdl giustizia andremo avanti come treni l opposizione bloccheremo il governo processo mediaset presidente del consiglio in aula lunedì roma dopodomani lunedì all inizio di una settimana che sarà cruciale per i provvedimenti parlamentari sulla giustizia il premier sarà di nuovo in aula a milano al processo per la compravendita dei diritti televisivi mediaset lo ha confermato l avvocato piero longo berlusconi infatti non ha intenzione di mollare sul del presidente della repubblica dopo il probabile ok della camera mercoledì sarà necessario il ritorno del provvedimento al senato e anche lì non si escludono modifiche e quindi una nuova navetta con montecitorio ma la vera preoccupazione è che il provvedimento venga passato al setaccio dal quirinale in virtù del recentissimo pronunciamento negativo dell organo di autogoverno delle toghe quel consiglio superiore della magistratura che ha sentenziato «il processo breve è di fatto un amnistia» giovedì durante un incontro con il premier il colle avrebbe fatto notare il clima acceso in parlamento e l inasprimento dei toni un messaggio che la maggioranza considera «legato» proprio al provvedimento in esame nell aula di montecitorio per questo motivo riferiscono fonti del popolo della libertà si sono studiate «contromisure» con la norma cosiddetta «allunga processi» presentata dal pdl mugnai i punti il processo a milano 1 2 3 l avvocato longo ha annunciato che il premier lunedì sarà in aula per il processo mediaset lo presti fli l attacco del finiano lo presti «l iniziativa della maggioranza non è altro che un amnistia generalizzata» fronte della giustizia né dentro né fuori i tribunali «andremo avanti come un treno» ha detto ieri anche se riferiscono fonti parlamentari del pdl il presidente del consiglio teme sempre di più uno stop sul processo breve per il via libera definitivo i tempi sembrano infatti allungarsi e soprattutto non è scontata la firma la prescrizione breve il via libera alla «prescrizione breve» è previsto per mercoledì ma la norma tornerà in senato difficoltà e contromisure per timori di stop al processo breve è stata presentata al senato la norma «allunga processi» al senato l opposizione da parte sua affila le armi «quella che è passata è stata una settimana in cui siamo riusciti a bloccare in parlamento il governo spero che ci riusciremo anche la prossima la nostra battaglia continua e continuerà fino a fermare del tutto questo provvedimento» ha detto il vicesegretario del pd enrico letta gli ha fatto eco nino lo presti di futuro e libertà il partito di fini «l iniziativa della maggioranza altro non è che un amnistia generalizzata» ma quagliariello pdl ha replicato «chi parla di leggi ad personam è in malafede» il ministro della giustizia è tornato a parlare della riforma costituzionale finalizzata a garantire «l autonomia dei giudici dalle correnti interne del csm» ha detto alfano visto che è «acclarato che ci sia autonomia dalla politica i magistrati hanno infatti indagato tutti i presidenti del consiglio degli ultimi venti anni» mentre «nessuno vuole il pubblico mini stero sotto l esecutivo» intanto la sezione disciplinare del csm ha «censurato» adriano sansa presidente del tribunale dei minori di genova ed ex sindaco del capoluogo ligure per aver definito tra l altro «gaglioffi» i membri del governo in particolare il premier e il guardasigilli su tutto questo è caduto strategie la par condicio nuovo fronte per il cavaliere il csm censura sansa il csm censura adriano sansa presidente del tribunale dei minori di genova per aver definito «gaglioffo» il guardasigilli un nuovo richiamo «a un livello più alto dove si legifera» cioè al parlamento del presidente della cei angelo bagnasco «scopo della politica è la giustizia ha detto ieri vale a dire riconoscere a ciascuno il suo il proprio diritto assieme al proprio dovere» terzo polo pier ferdinando casini e gianfranco fini omar bai segue dalla prima m antonietta calabrò © riproduzione riservata il fratello del premier a giudizio per il caso della telefonata fassino-consorte paolo berlusconi errore di notifica l udienza slitta al 3 giugno milano al momento dell invito a comparire paolo berlusconi aveva eletto domicilio presso il suo avvocato poi a margine dell interrogatorio in cui si era avvalso della facoltà di non rispondere aveva cambiato domicilio dichiarandolo a casa sua ma la richiesta di rinvio a giudizio per concorso nella rivelazione di segreto d ufficio per la pubblicazione il 31 dicembre 2005 sul giornale di cui è editore dell intercettazione non depositata e nemmeno ancora trascritta tra l allora segretario dei ds piero fassino e il presidente di unipol giovanni consorte è stata notificata al domicilio presso l avvocato e non anche a casa di berlusconi che attualmente è peraltro tornato a eleggere il suo domicilio presso lo studio legale così ieri per questo errore di notifica la sua posizione è stata stralciata da quelli dei tre coimputati e l udienza preliminare è stata rinviata al 3 giugno due dei tre intendono patteggiare 1 anno e 8 mesi roberto raffaelli l amministratore della società che faceva le intercettazioni per conto della procura e che ha ammesso di aver portato l audio dell intercettazione ad arcore a paolo e silvio berlusconi la vigilia di natale 2005 1 anno e 4 mesi eugenio petessi intermediario con l altro imputato e ex socio di paolo berlusconi fabrizio favata nell udienza preliminare si sono costituiti parte civile sia fassino sia l agenzia delle entrate davanti al giudice stefania donadeo che dovrà poi decidere anche sulla richiesta di archiviazione avanzata invece dal pm maurizio romanelli per silvio berlusconi sempre ieri ma davanti alla prima sezione è cominciata la requisitoria dei pm luigi orsi e gaetano ruta al processo per aggiotaggio proprio sulla tentata scalata del 2005 a bnl da parte dell unipol di consorte qui imputato con altri banchieri e con l ex governatore della banca d italia antonio fazio il 20 aprile le richieste dei pubblici ministeri luigi ferrarella lferrarella@corriere.it paolo berlusconi 61 anni © riproduzione riservata l erede del senatur ma il progetto di legge in lombardia non piace al pdl locale danni alla ricerca bossi jr anti-vivisezione e la brambilla bravo milano «io di certo non sono contro la ricerca scientifica ma non accetto che la stragrande maggioranza di questi animali sia sacrificata per la cosmesi» renzo bossi era partito un mese fa con una mozione chiedeva che la competenza sugli allevamenti destinati alla sperimentazione animale passasse alle regioni così come prevede l unione europea poi qualcosa ha fatto cambiare idea a renzo bossi pare le foto diffuse da un gruppo animalista e il caso di un allevamento di cani da laboratorio del bresciano il «green hill» di montichiari e così alla mozione si è aggiunto un progetto di legge che prevede il «divieto di allevare e detenere in lombardia animali domestici destinati alla sperimentazione biomedica» il terzo round è già pronto l istituzione di un comitato etico che possa prescrivere in generale le condizioni in cui vanno mantenuti gli animali negli allevamenti «per esempio uno spazio per far correre i cani negli allevamenti» l iniziativa del giovane bos il ministro «bene che una regione così avanzata mandi un segnale contro certe lobby» insieme umberto e renzo bossi con un cane in braccio si su cui ancora deve esprimersi il consiglio regionale lombardo non è piaciuta al pdl locale «potrebbe causare gravi danni alla ricerca» ha avvisato il capogruppo paolo valentini ma se il figlio del capo padano non è stato profeta in padania il plauso anche dagli alleati pidiellini gli è arrivato a livello nazionale prima con il sostegno di gabriella giammanco componente del comitato ministeriale «per un italia animal friendly» amica degli animali poi soprattutto con la decisa presa di posizione della più animalista tra i ministri italiani la responsabile del turismo michela vittoria brambilla «bravo renzo che ha raccolto il nostro appello È un bene che la lombardia tra le più ricche e avanzate regioni europee mandi un segnale inequivoca bile alle lobby da sempre impegnate nel perpetuare per il tornaconto di pochi crudeltà senza scopo razionale né giustificazione morale» il ministro si augura anche «che il progetto possa godere non soltanto dei voti di tutto il centrodestra ma di un sostegno trasversale» se umberto veronesi ha una posizione articolata che in sostanza ammette la sola sperimentazione medica e solo suoi topi che lo ha portato a sottoscrivere la coscienza degli animali un manifesto anti-vivisezione promosso dalla brambilla ben più netto è il farmacologo silvio garattini direttore dell istituto mario negri di milano la norma prospettata «sarebbe un danno enorme per la ricerca e quindi anche per i pazienti» il cavaliere la vive come una prevaricazione come una legge «contra personam» e ne soffre quasi come l accerchiamento giudiziario di cui si sente vittima perciò non c è vertice di governo o incontro di partito che inizi e finisca senza la sua «raccomandazione» «non dimenticatevi che bisogna cambiare la par condicio» sono passati quindici anni da quando le regole della comunicazione elettorale hanno messo fine all era degli spot e della «calza» sulla telecamera ma ancora oggi anzi oggi più di prima berlusconi insiste perché quelle «norme illiberali» siano cancellate È solo un indizio ma tanto basta per capire come il premier sia già proiettato verso le prossime consultazioni politiche senza avere intenzione di passar la mano e per sapere quale sarà il momento scelto per andare alle urne basterà attendere che la maggioranza chieda in parlamento la calendarizzazione del provvedimento da allora ci vorranno «almeno sei mesi per tentare di approvarlo» questo gli hanno spiegato gli alleati della lega indecisi sul da farsi ma certi al pari dei dirigenti del pdl che la riforma della legge «contra personam» avrebbe sulle camere lo stesso impatto delle leggi «ad personam» si danno infatti per scontate le barricate delle opposizioni nonostante berlusconi sia convinto che «anche al pd converrebbe cambiare la par condicio» perché valutando quelle norme come «la legge del mercato su un prodotto» a suo parere «la disparità di trattamento in tv danneggia solo le grandi forze politiche» lasciando le cose come stanno secondo il premier tra i due litiganti a goderne sarebbe il terzo polo che «ha una visibilità sproporzionata» e che «ne trarrebbe vantaggio alle elezioni» se tiene il mirino su fini e soprattutto su casini è perché dall analisi dei sondaggi ha rilevato che «l apprezzamento» del leader dell udc «proviene dalla sua esposizione mediatica di gran lunga superiore a quella degli altri esponenti settegiorni politici» ecco il motivo per cui berlusconi insiste siccome il terzo incomodo posizionato tra i due schieramenti potrebbe risultare decisivo al senato nella sfida delle urne e non gli basta lo studio elaborato da verdini una simulazione regione per regione in base alla quale il centrodestra otterrebbe comunque la maggioranza a palazzo madama troppo risicato lo scarto di un seggio sebbene il coordinatore del pdl lo abbia valutato «per difetto» il cavaliere non si fida non si può fidare convinto com è che in virtù delle regole attuali «a casini e fini verrebbe dato in tv lo stesso spazio del pdl e del pd e i due ne trarrebbero vantaggio» l ossessione della par condicio è pari quasi alla giustizia se è vero che quotidianamente berlusconi alterna discorsi sul «bunga bunga» a quelli sull odiata legge e non a caso attende il varo del provvedimento sul «processo breve» prima di dare il mandato ufficiale ai suoi uomini per le trattative ci sarà da convincere bossi che tentenna e andranno persuasi anche gli alleati minori appositamente testati quei partitini dello 0,4 che tengono in vita il suo governo alla camera lo fanno poi dannare nelle urne per la dispersione di voti «e come se non bastasse in tv sono trattati al pari di noi così si falsifica la competizione » prossimamente in parlamento si capirà se il cavaliere vorrà affidare la corsia preferenziale alla riforma della giustizia e a quella del fisco oppure sgombrare il campo da ciò che considera un intralcio non politico ma elettorale È chiaro l intendimento di cancellare quella fissazione che guarda caso s intreccia con l altra la giustizia e se berlusconi è già proiettato con la testa alla riforma della par condicio e continua a ripetere a ogni vertice di partito «mi raccomando» i suoi uomini trepidano invece per l appuntamento della prossima settimana alla camera una rissa un assenza un qualsiasi passo falso sul «processo breve» e salterebbe tutto È questa oggi l unica vera ossessione nel pdl marco cremonesi © riproduzione riservata francesco verderami © riproduzione riservata

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14 sabato 9 aprile 2011 corriere della sera shop tommy.com

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corriere della sera sabato 9 aprile 2011 politica 15 centrodestra e tensioni gli attacchi a corsaro e l incontro tra alfano frattini gelmini carfagna e altri fedelissimi del premier cena di ministri per riorganizzare il partito dopo la lite tra ex an ed ex fi i finiani statalisti no fli perde altri pezzi il leader se ne occupa bocchino roma situazione molto delicata nel pdl situazione in crisi nel partito di fini giovedì in parlamento c è stata la fortissima tensione fra gli ex di an e il gruppo di forza italia così dopo la seduta parlamentare in un ristorante nei pressi di via veneto si sono riuniti i ministri alfano frattini gelmini prestigiacomo carfagna fitto e fazio fedelissimi del premier si è discusso di una riorganizzazione non più rinviabile dopo l uscita di fini andrebbe rivisto il patto sulla spartizione 70 30 fra fi e an che comportò la nomina di la russa fra i coordinatori ma far saltare la russa significherebbe anche la rimozione di verdini che ora assieme al sempre più assente bondi forma il triumvirato di gestione «È proprio dal partito che oggi possono venire le maggiori insidie per berlusconi dice il senatore andrea augello la prima esigenza è separare la gestione politica dall organizzazione» alfano è l eterno candidato alla prima carica mentre l ex ministro scajola è considerato un esperto di equilibri interni un allarme viene dal sondaggio demopolis sulla sicilia dove i consensi per il pdl sono calati al 28 per cento diciotto punti in meno rispetto alle politiche del 2008 nel partito di fini l impressione è che sia cominciata una slavina a napoli l europarlamentare enzo rivellini uomo da 110 mila preferenze dice addio a futuro e libertà ieri da segretario regionale campano aveva deciso di appoggiare il candidato sindaco del pdl e non più quello scelto da fli-udc-api ha detto addio perché i vertici del partito fini e bocchino «trovano scandalose le posizioni di chi vuol ancorare il partito al centrodestra e trovano naturale che massimi dirigenti sfilino sotto le bandiere rosse della sinistra radicale» a rieti l eurodeputato potito salatto si dimette da coordinatore provinciale «la gestione di fli nella regione è ormai scandalosa» e punta il dito su due colleghi «i deputati buonfiglio e barbaro» a latina il senatore candido de angelis lascia i suoi incarichi responsabile elettorale nazionale e coordinatore della provincia di roma motivo la decisione di candidare a sindaco di latina l avvocato filippo cosignani mentre de angelis cercava un uomo che rappresentasse il terzo polo in una cena a trastevere buonfiglio barbaro il deputato granata e lo scrittore pennacchi «designavano» cosignani in un clima «fasciocomunista» di accordi fra destra e sinistra in sicilia sono state convocate riunioni notturne di finiani per esaminare le possibilità di un passaggio con forza sud di micciché al quale il sondaggio demopolis attribuisce un lusinghiero 7,5 per cento futuro e libertà è una navicella sbattuta da forti onde a cinque mesi dalla nascita l area moderata che fa capo a urso e ronchi contesta la gestione del vicepresidente italo bocchino chiede un più forte ancoraggio nel centrodestra ufficialmente fini non mostra preoccupazione per la sua creatura «del partito si occupa italo» ripete e ostenta il consueto gelo nei confronti di chi dissente dice ronchi «fli sbanda l antiberlusconismo è stata la tomba della sinistra non vorrei diventasse la tomba di fli io mi sono dimesso da ministro per rifare il centrodestra non per distruggerlo» ma fabio granata predica «equidistanza tra pdl e pd» e aggiunge «sceglieremo di volta in volta come schierarci» fini e berlusconi ieri hanno duellato a distanza a proposito dell accusa di «statalismo» lanciata dal premier contro an e i suoi eredi fini ha risposto «È senza fondamento» le «quote» da rivedere la divisione 70-30 tra eredi di «azzurri» e di alleanza nazionale è contestata e mette a rischio la russa a gar © riproduzione riservata ieri e oggi le «pagelle» dei due ex ministri di dc e psi roma due architravi della prima repubblica paolo cirino pomicino 71 anni primo da sinistra con la democrazia cristiana rino formica 84 anni con il partito socialista inevitabile che dopo quasi un ventennio il loro giudizio sulla seconda repubblica sia negativo formica «siamo in caduta libera ci accusavano di essere la politica del dire e ora c è quella del fare ma come ha fatto il paese da agricolo a diventare industriale e post-industriale per un miracolo del dire la prima repubblica ha consegnato al paese un bene largamente superiore ai mali inflitti vent anni dopo l italia è più disastrata di prima» cirino pomicino «la seconda repubblica a base di personalismo e leaderismo proprietario prima finisce e meglio è bisogna recuperare le identità culturali tranne lo scudocrociato dell udc nessun partito ha un riferimento storico alle grandi culture politiche che ancora oggi governano l europa» pomicino e formica hanno accettato di dare un giudizio ovviamente politico e non personale su alcuni protagonisti delle cronache di questi ultimi mesi giudizi di paolo cirino pomicino giudizi di rino formica pomicino e formica la prima repubblica giudica i «nuovi» a cura di alessandro trocino nichi vendola 52 anni presidente della puglia e leader di sinistra e libertà roberto calderoli 54 anni leghista ministro della semplificazione normativa rosy bindi 60 anni presidente del pd ex ministro della sanità e della famiglia matteo renzi 36 anni sindaco di firenze È stato anche presidente della provincia italo bocchino 43 anni vicepresidente di futuro e libertà È stato nell msi in an e nel pdl 6 6 «il merito di vendola è che ha recuperato l identità di sinistra vive anche sugli errori del pd che continua a cercare una terza via che non esiste il rischio che corre però è ripetere berlusconi il quale grazie a dio è irripetibile» «propone con linguaggio attuale schemi vecchi ovvero la riconciliazione partito-società ma senza una robusta griglia di orientamento di pensiero politico non si va lontano per lo sforzo gli darei 10 per il risultato 2» «È il testimone delle contraddizioni leghiste linguaggio truculento ma anche capacità di dialogo in tanto deserto e con tanti personalismi la lega almeno si è data un identità anche se rozza» «È nasometrico è molto intelligente ma spesso va a naso È un leghista che si è urbanizzato e romanizzato di lotta e di governo ma nel senso di litigio e di governismo però qualche risultato lo ha portato alla sua parte» «È una politica di grande intelligenza e serietà ha sensibilità acutissime sul terreno sociale e istituzionale il rischio che corre non essendoci più la dc è di sbandare troppo a sinistra ma può dare molto al paese» «quando penso alle donne del passato mi vengono in mente balabanoff e merlin insomma come si fa a fare un paragone È un prodotto eccellente della chiesa ma giudizi negativi sulle donne non ne voglio dare e quindi niente voto» «anche togliatti parlava di partito nuovo ma il nuovo non è nuovismo e il modernismo non è modernità in una società mediatica la giovinezza è un valore invece è solo un esperienza comune la vecchiaia non sempre» «ho il dubbio sono io fuori tempo o lui è avanti così spregiudicato renzi è uno che è persino andato a casa di berlusconi e poi ha trovato la parola giusta rottamare che non significa distruggere ma riutilizzare» 5 5 6 6 «se riuscisse a incorporare un livello di mediazione e di moderazione sarebbe un quadro politico di livello sono suo amico ma la politica richiede saggezza e moderazione non arroganza e aggressività» «È uno scugnizzo napoletano colpisce per l intelligenza prensile la prontezza di parola però uno scugnizzo non può diventare un leader fini si fida di lui ma una volta si sceglieva per lealtà non per fiducia» 7,5 6 6 7,5 claudio scajola 63 anni pdl ex ministro dell interno e dello sviluppo economico saverio romano 46 anni neo ministro delle politiche agricole ex udc ora nei responsabili s.v domenico scilipoti 53 anni ex deputato dell italia dei valori ora nei responsabili 7 massimo corsaro 47 anni deputato del pdl più volte assessore in lombardia ex an maurizio paniz 62 anni deputato pdl capogruppo nella giunta per le autorizzazioni «È un democristiano e si comporta come tale È di vecchia scuola ha gestito l incidente della casa dimettendosi ha visione politica e sa che l organizzazione di un partito è strumento di una politica alta e permanente» «È un vecchio boss democristiano esemplare per continuità cuce interessi minori e diffusi si occupa dei voti dei compleanni spesso oggi siamo disorientati lui ha il pregio della trasparenza almeno sai chi hai davanti» «non lo conosco non so giudicarlo ma definirsi responsabili è scivolare nel ridicolo tutti i parlamentari per principio lo sono se sentono il bisogno di sottolinearlo vuol dire che hanno qualche dubbio» «sul concorso esterno in mafia ci sono due scuole reato inesistente o indispensabile dai giudici serve equilibrio dai politici un analisi differenziata dei fatti nel contesto e delle persone nel loro associarsi mi astengo» «È divertente e ogni tanto un sorriso fa bene alla salute il problema non è lui ma è l italia dei valori antonio di pietro è l altra faccia del berlusconismo un partito leaderistico senza alcun cemento culturale» «chi lo ha portato in parlamento dovrebbe dimettersi di pietro non lui come lo ha scelto È stato eterodiretto se faceva il pm come fa il politico si dovrebbero cancellare i suoi processi voto 3 a entrambi» «il suo discorso testimonia della confusione e del fatto che ognuno vuole fare il mestiere degli altri la camera vuole arrogarsi il diritto di scegliersi il giudice naturale corsaro è il portavoce di questa follia istituzionale» «È sbagliato appropriarsi delle icone del passato chi mise l unità nella tasca del monumento di moro fece una violenza inaudita si chiamino in causa solo i progenitori diretti io turati nenni e il mussolini socialista» «fa il suo mestiere l avvocato e lo fa bene difendendo berlusconi sul terreno giudiziario anche in parlamento altra cosa il giudizio politico su un premier che per rilassarsi convoca ogni settimana lele mora e dieci ragazze» «nel suo caso vedo tutte le ombre delle gelosie degli studi legali agisce in aula al fine di consolidare la propria attività di avvocato del resto non è l unico in parlamento per non parlare dei cda di banche e imprese» 5,5 7,5 s.v 6 3 5 4,5 s.v.

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