Giornalino mese di Giugno 2015

 

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giornalino mese di Giugno 2015 della fraternità S. maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

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Anno XIV - n. 6 - Giugno 2015 Il cuore di Gesù di fr. Venanzio Ferraro La Vita in marcia a Palermo pag. 3 pag. 5 pag. 7 pag. 8 IN QUESTO NUMERO Sicilia “nascosta” In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Ignazio Cusimano Buon Compleanno pag.10 pag.11 di Diego Torre Cosimo Cristina un vero giornalista di Nando Cimino La ricetta del mese pag. 9 pag.10 pag.10 Programma attività e celebrazioni Giugno 2015 di Agostino Moscato Ancora licenziamenti! di Mariella Campagna Da parte nostra … pag.12 di Enzo Giunta di Nando Cimino fra Stefano Cammarata L’ inaugurazione dell’EXPO MILANO 2015 dal tema Nutrire il pianeta, energia per la vita avvenuta lo scorso 1° Maggio, è stata arricchita dalla presenza di Papa Francesco che, mediante un video-messaggio, ha unito la sua voce alla voce di tanti poveri che fanno parte di questo popolo, cioè del popolo di Dio, e con dignità cercano di guadagnarsi il pane col sudore della fronte. È bello considerare come il Papa continui, nel suo ministero di Vescovo di Roma, ad avere e a trasmettere un’attenzione particolare per i più deboli, i poveri, gli emarginati, richiamando la loro dignità di uomini e di figli amati da Dio, capaci di rendere più “visibile” la presenza di chi, come nel Vangelo, ha avuto fame e gli è stato dato da mangiare (cfr. Mt 25,35). Un richiamo alla solidarietà tra chi è nel benessere e chi non lo è, tra chi ha da mangiare e chi non; una solidarietà fondata su Dio Padre che, solo per amore, si è fatto solidale con tutta l’umanità, spezzando il pane

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pag. 2 GIUGNO 2015 che è la carne del suo Figlio fatto uomo. Il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, dice, non resti solo un “tema” di questa importante Esposizione Universale, ma sia accompagnato dalla coscienza dei volti, la percezione dei volti; i volti di tante persone che nel mondo hanno fame e non hanno da mangiare, o che mangiano in modo non degno di un essere umano; i volti di tante persone che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente o nociva: una presenza nascosta, continua il Papa che, attraversando i meravigliosi padiglioni, dev’essere la vera protagonista dell’evento Expo di Milano. E, rivolgendosi agli operatori e ai ricercatori del settore alimentare, così come a tutti gli imprenditori, ai commercianti e agli studiosi, dice: no al paradosso dell’abbondanza, alla cultura dello spreco, allo scarto, impedendo così un cambio di mentalità che favorisca e contribuisca ad un modello di sviluppo equo e sostenibile. Tutti, dice, si sentano coinvolti in un grande progetto di solidarietà, quello, appunto, di nutrire il pianeta nel rispetto di ogni uomo e donna che vi abita e nel rispetto dell’ambiente naturale. Tutto ciò, continua, dà piena dignità al lavoro di chi produce e di chi ricerca nel campo alimentare. Ma come possiamo accogliere noi queste parole del Papa, affinché da semplici lettori o informatori, spesso orientati a vedere semplicemente quello che “gli altri” devono fare nei confronti di questi volti, dei poveri, possiamo anche noi, invece, “contribuire” nel “nostro piccolo” a rivedere quegli “atteggiamenti interiori”, veri ed efficaci, che possono parlare di uno stile di vita “solidale” con i più poveri, specialmente con chi non ha da mangiare, a partire dai bambini che spesso ricordiamo nelle nostre preghiere a tavola con quell’espressione che dice per esempio “..e fa che l’abbiano tutti i bambini del mondo”.. Sono semplicemente parole, oppure parole accompagnate da atteggiamenti che si trasformano in “comportamenti” che mi “uniscono” spiritualmente all’altro, col mondo povero ed affamato, per cui il mio rapporto con il cibo diventa “più sano e meno sproporzionato” in vista appunto di uno “stile di vita” che mi fa sentire solidale con chi muore solo perché non si è nutrito? E dinanzi al cibo che rifiutiamo o perché “non mi piace”, alle volte assumendo comportamenti di aspetto “capriccioso”, come se tutto mi fosse dovuto senza considerare magari quel “pane” da do- In Fraternità con Francesco ve viene e da quali sacrifici proviene … io, noi, come e con quale maturità ci poniamo affinché il superamento di questa cultura dello spreco non sia qualcosa di disincarnato dal nostro vissuto, ma anzi, sia l’impegno per un giusto rapporto con gli alimenti e l’alimentazione così come ci ricorda Papa Francesco? Francesco di Assisi, il solidale per eccellenza del medioevo, non solo con i suoi frati ma con tutti i poveri che incontrava, ci lascia un grande insegnamento di attenzione e di carità fraterna, in un episodio che Tommaso da Celano ci racconta: Una notte, una di quelle pecorelle, mentre le altre dormivano, si mise a gridare: «Muoio, fratelli, ecco, muoio di fame!». Il saggio pastore si alzò immediatamente e si affrettò a portare l'aiuto opportuno alla pecorella infermiccia. Ordinò di preparare la mensa, anche se con cibi alla buona, dove l'acqua, come il più delle volte, suppliva alla mancanza di vino. Proprio lui cominciò a mangiare per primo ed invitò a quel dovere di carità gli altri frati, perché il poverino non avesse ad arrossire. Preso il cibo col timore del Signore, affinché fosse completo l'atto di carità, il Padre tenne ai figli un lungo discorso sulla virtù della discrezione. Prescrisse di offrire sempre a Dio un sacrificio condito di prudenza (Lv, 2,13), ammonendoli accortamente di tener conto, nel servizio divino, delle proprie forze. Perché, diceva, è come peccare il sottrarre senza discrezione al corpo il necessario, come pure dargli il superfluo, sotto la spinta della gola. Poi soggiunse: «Carissimi, ciò che ho fatto mangiando, sappiate che è stato fatto non per bramosia, ma per doverosa attenzione e perché me lo ha imposto la carità fraterna. La carità vi sia di esempio, non il cibo, perché questo soddisfa la gola, quella invece lo spirito» (FF 608). La “carità”! Si, proprio quella stessa carità che Gesù ci ha raccomandato venendo incontro a noi, incontro a te, nel tuo cuore: “… ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”… “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,35;40). Solo in questa prospettiva della carità, anche noi, qualora ci trovassimo a visitare i meravigliosi padiglioni dell’Esposizione Universale di Milano, portiamo con noi, oltre che all’apprezzamento e allo stupore di tale evento in tutti i suoi aspetti architettonici e culturali, i sentimenti di “amore” per i più poveri che nel cuore danno energia per la vita!

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In Fraternità con Francesco GIUGNO 2015 pag. 3 IL CUORE DI GESÙ i avvicina il mese di Giugno che, come insegna una santa tradizione cristiana, è tutto particolarmente dedicato alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Devozione che ha avuto un salutare incremento con le apparizioni dello stesso Gesù a Santa Margherita Maria Alaquoque, in Francia, a Paray Le Monial. Fu in quelle apparizioni che il Signore, additando il suo cuore sacratissimo, ebbe a dire alla fortunata veggente: “ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini”. Queste apparizioni che hanno ravvivato nel popolo cristiano la devozione al Sacro Cuore di Gesù, ci fanno pensare alla pagina del Vangelo che parla dell’apparizione di Gesù risorto, nel pomeriggio del giorno di Pasqua ai due discepoli che si incamminavano verso Emmaus, in preda alla tristezza, per la sorte che era toccata poco prima al Signore. Dal Vangelo ricordiamo che Gesù, quella sera di Pasqua, si accompagnò con i due discepoli, riservando loro una duplice esperienza della sua Divina presenza. Innanzitutto Gesù si rivela loro come un eccellente compagno di cammino: che si interessa alla tristezza che manifestamente rivelano e cerca addirittura di alleviarla, non solo, ma di dissolverla in una grande gioia. Gesù, dunque, per ricondurre i due discepoli verso la gioia e verso la pace segue due sentieri che rimangono aperti anche per noi. Il primo sentiero è quello illuminato dalla luce della parola di Dio e, a partire dall’Antico Testa- S mento, Gesù comincia a spiegare loro che la sua morte, con immagini, annunzi, profezie ha percorso tutta la storia del popolo di Israele. E mentre Gesù va parlando, l’animo dei due discepoli si va riscaldando e viene soffuso da intima gioia. Lo ricorderanno poco dopo quando, giunti al villaggio, trattengono Gesù e questi, nel gesto di spezzare il pane, si rivela a loro. Allora, mentre Gesù scompare dalla loro vista, i loro occhi si aprono e lo riconoscono nella luce della fede: “Non ci ardeva il cuore mentre egli ci parlava lungo il cammino?” (Lc 24,33). Le parole del Signore, dunque, prima, e, successivamente, il pane che si spezza tra le sue mani svelano ai due discepoli il mistero del Signore Risorto e presente, come uno capace di riscaldare il cuore e di nutrirlo di gioia. Il pensiero va al Sacro Cuore, che rivela l’amore di Dio per gli uomini, che si accompagna come presenza consolatrice con il cammino sofferto dei credenti, che ci nutre con le sue parole (cfr Mt 4,4) e con il suo Corpo Santo (cfr Mt 26,26), che ci invita a cercare in lui riposo e refrigerio nelle nostre stanchezze (cfr Mt 11,28): “Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete mai!” (Gv 6,35). Va da sé che queste espressioni vanno interpretate nel modo giusto e non in senso puramente letterale. È quello che faceva l’apostolo Paolo quando diceva che Cristo è tutto in tutti (cfr 1Cor 12,6), o come ci ricorda (Apc 21,5): “Colui che fa nuove tutte le cose, “Egli, Gesù, è prima di tutte

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pag. 4 GIUGNO 2015 le cose e tutte le cose sussistono in Lui” (Col 1,17). La parola di Dio ci aiuta a leggere la devozione al Sacro Cuore di Gesù come espressione privilegiata del Suo amore. Ci è detto che Gesù ci ama: ci ama fino all’estremo (cfr Gv 13,1); fino a sacrificare se stesso per noi (cfr Apc 1.5); ci ama con lo stesso amore con cui Egli è amato da Dio Padre (cfr Gv 15,9); che l’amore che Dio Padre ha per tutti noi è una estensione a noi, dell’amore che Egli ha verso il suo Figlio Gesù. Dio Padre ci ama, se noi amiamo Gesù. Allora l’amore di Dio Padre per Gesù avvolge anche noi, che con Gesù facciamo unità e, in Lui, in Gesù, amiamo anche il Padre che ce lo ha mandato (cfr Gv 16,27). “Voi siete Corpo di Cristo, ci ricorda San Paolo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra”(cfr 1Cor 12,27). Ora, se siamo membra vive del Corpo di Cristo, Dio che ama il suo Figlio, lo ama tutto, “Capo” e “membra”, per cui dobbiamo credere che Dio, nel e con il suo Figlio, che è il Capo, ama anche noi che per il battesimo siamo a Lui uniti come membra. “Il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra … e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo (1Cor 12,12-14). Ora di questo “Corpo” di cui Gesù e i battezzati facciamo parte, il “cuore”, come centro di vita, è Gesù. E l’immagine che meglio la raffigura credo sia proprio quella del tronco della vite da cui sale quella linfa che fa vivere i tralci, alla condizione che questi rimangano in vitale connessione con il tronco (cfr Gv 15,5-6). L’immagine del cuore e la sua funzione per il corpo umano è riconosciuta ed essenziale. Credo che possiamo proiettarla sul Cuore di Gesù come centro vitale della Chiesa. Un centro che, nonostante fatiche e contraddizioni, rimane sempre perfettamente funzionante e assicura, quindi, alla Chiesa il proseguimento della sua missione, sostenuta dal suo Capo e Fondatore, che assolve anche alla funzione di centro vitale della vita e della missione della Chiesa. Ad essa mi sembra possiamo applicare l’invito di Prov. 4,4: “Il tuo cuore ritenga le mie parole: custodisci i miei precetti e vi- In Fraternità con Francesco vrai”. Allora essa continuerà il suo cammino nei secoli pregando il Suo Signore: “Insegnami le tue vie, Jahve, affinché io cammini nella tua verità, concentra il mio cuore nel timore del tuo nome” (Sal 86,11). “Ascolta, Signore, la mia voce”. Io grido: Abbi pietà di me, rispondimi! Il mio cuore ripete il tuo invito: “cercate il mio volto!”. Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto. (Sal 27,7-9). La legge del Signore resterà nel centro del nostro cuore (cft Sal 39,9) e Dio stesso sarà il tesoro nostro (cfr Lc 12,34) e la porzione della nostra eterna eredità (cfr Sal 72,26). Stringerci, dunque, al Cuore santissimo di Gesù sarà come aver trovato il tesoro e la perla per cui vale la pena di lasciare tutto il resto ed entrarne in possesso (cfr Mt 6,21;13,44-45). Per l’unico cuore che abbiamo, ci ricorderebbe Sant’Agostino, cerchiamo e procuriamoci l’unico amore che può saziarlo: l’amore di Gesù che dice ancora a noi e a tutti: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò “(Mt 11,28). “Hai fatto il nostro cuore per Te, Signore, ed esso rimane inquieto fino a quando non riposa in te” (S. Agostino). fra Venanzio Ferraro

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In Fraternità con Francesco GIUGNO 2015 pag. 5 a Marcia per la Vita” si svolge annualmente a Palermo dal 2004. La prima iniziò con un raduno attorno alla statua di Padre Pio dell'Ospedale Civico. I presenti insieme a quattro sacerdoti pregarono per le vittime dell'aborto; e poi fecero una marcetta sino al reparto in cui si praticano gli aborti, dove depositarono una corona di fiori. Negli anni seguenti l’iniziativa si impreziosì di volta in volta di adorazioni eucaristiche, diffusione di materiale informativo, proiezioni di filmati sull'aborto, conferenze con audiovisivi sulle pillole contraccettive-abortive, etc. Tali incontri si concludevano sempre con una marcia di preghiera fino al reparto ostetricia dell’Ospedale Civico. Aderivano intanto sempre più associazioni, le poche centinaia di partecipanti tendevano al migliaio e nel 2011 si decise di uscire dalle mura dell'Ospedale. Tali iniziative, del movimento pro life palermitano, non sono passate inosservate e sin dall’inizio vennero riprese dalle maggiori testate giornalistiche e televisive della Sicilia, dal TG3, da Libero ed Avvenire, e da una moltitudine di siti web italiani e alcuni europei. Esse sono ancora visibili su You Tube. Di pari passo aumentava l’attenzione dei vescovi siciliani che inviavano messaggi di sostegno. Le ragioni che diedero vita alla marcia rimangono più attuali che mai. Le aggressioni alla vita e alla famiglia crescono in quantità e spregiudicatezza. E anche nel 2015, il 16 maggio, Palermo è tornata in piazza con circa 4.000 persone, in rappresentanza di 83 associazioni. La marcia è stata preceduta da un raduno, durante il quale il Delegato del “Forum Vita Famiglia Educazione”, Diego Torre, ha illustrato le finalità della manifestazione, e ha dato notizia delle adesioni e dei messaggi di plauso, in particolare quelli del presidente dell'ARS, Giovanni Ardizzone, del Sindaco di Palermo, Prof. Leoluca Orlando, del missionario laico Biagio LA VITA IN MARCIA A PALERMO “L Conte, che in città accoglie ed assiste 800 poveri e di Don Fortunato Noto dell'associazione Meter, che si batte con successo ormai da 25 anni contro la pedofilia. Numerose le adesioni di autorevoli ecclesiastici che hanno inviato messaggi: i cardinali Romeo, De Giorgi e Burke, gli arcivescovi Pennisi, Vigo e Bommarito e i vescovi Urso e Raspanti. Con grande entusiasmo è stata accolta la lettura del messaggio di saluto e benedizione, inviato da Papa Francesco “Il Santo Padre rivolge agli organizzatori e ai partecipanti il suo beneaugurante pensiero, auspicando che il significativo evento segni sempre nuovi traguardi nell’opera di promozione e difesa della vita. Sua Santità … invita al quotidiano impegno di attuazione del progetto di Dio sulla vita proteggendola con coraggio e amore in tutte le sue fasi con lo stile della vicinanza e della prossimità, prendendo le distanze dalla cultura dello ‘scarto’”. A seguire sono intervenuti, applauditissimi, il dott. Marco Invernizzi conduttore di Radio Maria e direttore redazionale de “La Roccia” e il dott. Lirio Porrello, pastore senior della chiesa pentecostale Parola della Grazia. Alle 17.15 è partita la marcia che si è snodata per le vie del centro con un corteo colorato e festoso, irto di slogan, preghiere, striscioni e cartelli, composto soprattutto da giovani e famiglie, aperto da passeggini tristemente vuoti, seguiti da

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pag. 6 GIUGNO 2015 un trenino pieno di bambini e da una banda musicale che eseguiva marce gioiose. Il corteo si è fermato a Piazza Castelnuovo, nel cuore della città, dove si è svolto un flash mob di canti e danze. È stato quindi suonato il silenzio fuori ordinanza e sono state ricordate tutte le vittime della cultura dello scarto: dell’aborto, dell’eutanasia, e delle manipolazioni sugli embrioni, come anche quelle di un’economia che uccide con lo sfruttamento delle persone e le tragedie legate alla crisi economica o quelle del mercato di carne umana, fatto sulla pelle degli extracomunitari che annegano nel Mediterraneo. La recita corale di un Padre Nostro ha concluso questo momento di forte emozione. La manifestazione si è conclusa a Piazza Verdi ed è stata seguita alle 18.30 dalla S. Messa, celebrata nella chiesa di S. Ignazio Martire all’Olivella. Diverse le personalità politiche presenti: l’avv. Paolo Martorana, sindaco del comune di Fica- In Fraternità con Francesco razzi, che ha dato il patrocinio all’evento, i deputati regionali Vincenzo Figuccia (FI) e Giuseppe Lupo (PD), il deputato nazionale Alessandro Pagano (NCD), il consigliere comunale Angelo Figuccia (FI), i dirigenti nazionali di FdI-AN Mauro La Mantia e Antonio Triolo. Altri hanno mandato messaggi. All’obiettivo di ordine culturale e massmediatico di sempre, si è affiancato in questo 2015 la rivendicazione di una legislazione regionale profamily. Il messaggio del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (“…nell’assicurare l’attenzione del Parlamento siciliano per queste tematiche importanti…”), che riprende impegni già recentemente assunti, sancisce in tal senso il successo dell’evento. Sarà ovviamente cura del Forum stimolare e verificare che tale obiettivo venga raggiunto. Diego Torre

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In Fraternità con Francesco GIUGNO 2015 pag. 7 COSIMO CRISTINA UN VERO GIORNALISTA l 5 maggio 1960 il corpo senza vita di Cosimo Cristina venne trovato sui binari della ferrovia nel pressi della galleria della “Fossola”. Cosimo Cristina aveva 25 anni e la sua morte venne subito archiviata come suicidio tanto che non venne ordinata l’autopsia che invece poteva stabilire le vere cause del decesso. Chi era Cosimo Cristina? Era un giovane giornalista che aveva iniziato la sua carriera nel giornale “L’Ora” di Palermo quattro anni prima della sua morte, divenne corrispondente dell’ANSA e collaborò con il “Corriere della sera”, “Il Giorno” e il “Gazzettino di Venezia”. Era considerato uno dei corrispondenti più bravi del giornalismo siciliano, faceva il suo lavoro con grande passione e lavorando alacremente. Firmava i suoi articoli con le iniziali del suo nome e cognome: “Cocri” e fondò, con la collaborazione di Giovanni Cappuzzo, un periodico tutto suo dal titolo “Prospettive Siciliane” nel quale si affrontava con decisione il fenomeno della mafia. Nel 1959 uscì il primo numero che nel giro di pochissime ore tutte le copie vennero vendute. “Senza peli sulla lingua”, come aveva scritto in un suo editoriale, cominciò a scrivere sulla potente mafia di Caccamo e il boss di allora Giuseppe Panzeca e di quello termitano Emanuele Nobile. Ma l’articolo che fece scalpore fu quello legato all’omicidio di Agostino Tripi un malavitoso di secondo piano di Termini Imerese, la cui uccisione era collegata ad altri omicidi commessi nel territorio della città imerese. Cosimo Cristina citava particolari che i mafiosi del tempo ritenevano essere noti solo ai componenti delle cosche. Da quel momento tentarono in tutti i modi di isolarlo, fu licenziato, senza alcuna giustificazione, dalla ditta “Moka Termini” dove aveva trovato lavoro. Cosimo Cristina non ebbe alcun timore a continuare nel suo lavoro di giornalista di inchiesta e senza peli sula lingua. Il 3 maggio scomparve per essere ritrovato poi il 5 cadavere. I Grazie all’allora vice questore Angelo Mangano a capo del nucleo regionale di polizia criminale furono riaperte le indagini e venne finalmente fuori la verità. Cosimo Cristina fu ucciso dalla mafia per la sua attività giornalistica nei confronti “dell’onorata società” di Termini Imerese e Caccamo. Gli inquirenti hanno potuto costatare che Cosimo Cristina è stato ucciso in un altro luogo e poi portato lungo i binari per simulare un suicidio che già, per le condizioni del corpo, si poteva con sicurezza escludere che il giovane giornalista si fosse gettato sotto un treno. Nonostante il questore Mangano fosse arrivato alla conclusione che Cosimo Cristina fu ucciso dalla mafia, individuandone i mandanti negli allora capi di Termini Agostino Rubino, Santo Gaeta e Giuseppe Ingrao, il caso fu archiviato come suicidio definitivamente. Si tratta di uno dei casi di insabbiamento più scandalosi del dopoguerra. Grazie all’opera di alcuni giornalisti come Luciano Mirone che nel 1999 pubblicò il libro "Gli insabbiati”, si continua a parlare di Cosimo Cristina e grazie alla rivista Espero e all’Istituto Stenio ha svolto un grande lavoro di ricerca, si commemora ogni anno la sua figura di grande giornalista. Il comune ha dedicato qualche anno fa una piazza al giornalista ucciso dalla mafia. Il 5 maggio di ogni anno si ricorda la figura di Cosimo Cristina che ha dato esempio, pur nella sua breve vita di cronista, di come va interpretato il mestiere di giornalista, con passione competenza, dedizione sempre al servizio della verità anche a costo della vita. Agostino Moscato

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pag. 8 GIUGNO 2015 In Fraternità con Francesco ANCORA LICENZIAMENTI! uona ancora a morto la campana del quadro occupazionale nel comprensorio termitano. Ora è la volta del Grand Hotel delle Terme che chiude per ristrutturazione e licenzia tutto il personale. Altri diciassette lavoratori che fanno lievitare il numero dei disoccupati, inoccupati, cassa integrati, ecc. Qualcuno si è chiesto se era proprio necessario chiudere del tutto ovvero se fosse stato possibile effettuare gli interventi a sezione, limitando il danno? Ovvero ancora, se l’attività potesse continuare mentre si effettuavano i lavori di recupero delle “vecchie terme”, il fabbricato seicentesco che sorge accanto alla struttura realizzata da Damiani Almejda? Ma ormai è cosa fatta. Non resta che augurarci che i diciassette siano riassunti non appena (fra quanti anni?) le condizioni lo consentiranno. Nel frattempo, occorre misurarsi con la crisi, sempre più profonda, che caratterizza l’economia del territorio e che fa vivere nello sconforto tante, troppe famiglie. È appena il caso, peraltro, di sottolineare che la chiusura di una qualsiasi attività imprenditoriale si riflette negativamente sull’indotto, cioè sui fornitori di beni e servizi che vedono ridotta proporzionalmente la loro attività. Ma, nel caso specifico, viene anche a mancare quel valore aggiunto portato dagli ospiti dell’albergo, in termini di denaro speso all’esterno della struttura durante il soggiorno. Questa, purtroppo, è la realtà e non ci resta che confidare in un sollecito avvio e, soprattutto, nella sollecita definizione dei lavori e la consequenziale ripresa dell’attività. E nel frattempo? Quali sono le prospettive di questa famiglie? Purtroppo ben poche. È bene dire, senza ipocrisie, che non è più il tempo delle soluzioni calate dall’alto e che le Istituzioni (Stato, Regione) non dispongono degli strumenti finanziari che, in passato, hanno dato vita a iniziative spesso rivelatesi fallimentari. Quindi, è il tempo che ciascuno metta a frutto le proprie risorse di intelligenza, fantasia, coraggio, imprenditorialità. A questo proposito, un “suggerimento” ci S viene indirettamente da una recente iniziativa, che non ha avuto grande notorietà, ma dal titolo emblematico: “La riscoperta degli antichi mestieri”. In tale occasione, nella via dei Bagni (più nota come la “via Verdura”) si sono materializzate attività artigiane che ritenevamo scomparse. Abbiamo visto all’opera un seggiolaio che intrecciava le corde per rifare il sedile di una sedia; un panieraio che lavorava “panara” e “panareddi” con le canne e le verghe che crescono alla base delle piante di olivo e che l’attento contadino recide, in quanto assorbono l’energia vitale della pianta, senza dare alcun frutto. Ma c’era anche il piccolo artigiano del ferro, il decoratore di ceramica, il ricottaio, ecc.. Ebbene, quante attività del genere sono scomparse, così favorendo la grande industria che produce in serie o, peggio ancora, i prodotti del mercato cinese, in genere di pessima qualità e fattura. Sono convinto, tuttavia, che ci sono ancora le condizioni per una ripresa delle piccole attività artigiane, anche perché gli anziani maestri potrebbero insegnare e condividere il loro mestiere, la loro esperienza e la loro arte, sempre che ci sia qualcuno interessato a sperimentare questa strada e ad occupare gli ampi spazi disponibili. Certo, scontiamo ancora il miraggio del posto fisso che ha caratterizzato la seconda metà del secolo scorso e che ci ha fatto perdere il gusto della sfida e della ricerca di nuovi orizzonti. Invece dobbiamo tutti scommettere su nuovi sistemi, recuperando quanto di buono il passato può ancora offrirci. In questo tentativo possono (debbono) venire in aiuto le Istituzioni, in particolare gli enti locali, sostenendo con un piccolo impegno finanziario corsi professionali di affiancamento ai vecchi maestri artigiani per chi vuole crearsi una prospettiva occupazionale, senza dover togliersi il cappello con alcuno. Proviamoci. Si, proviamoci, ma con maggiore attenzione di quella riservata alla biennale dell’artigianato promossa nel maggio scorso dalla locale sezione della FIDAPA. Enzo Giunta

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In Fraternità con Francesco GIUGNO 2015 pag. 9 SICILIA “NASCOSTA” di Nando Cimino PETRALIA SOPRANA – SANTA MARIA DI LORETO LUOGO D’ARTE E DI FEDE Per mitigare la calura estiva ormai sopraggiunta vi invito stavolta a salire fino ai 1147 metri di Petralia Soprana località amena delle Madonie dove, lontani dal traffico ed in un ambiente incontaminato, potrete apprezzare la ospitale semplicità dei poco più dei tremila abitanti di questo bellissimo borgo montano. Li, quasi nascosta tra i suggestivi vicoli, vi propongo di visitare la splendida chiesa di Santa Maria di Loreto dove si giunge attraverso la omonima via. Essa è situata nella zona del Belvedere da cui affacciandosi è possibile spaziare con lo sguardo fin sui Nebrodi, su Enna e sul Mongibello fumante anch’esso ben visibile a distanza. La chiesa, il cui interno è a croce greca, è di impianto settecentesco e sorge sui resti di quello che fu anticamente un fortilizio saraceno. Luogo di fede ma anche di arte essa si presenta con un elegante prospetto centrale semicurvo impreziosito dalle abili mani del Serpotta e fiancheggiato da due campanili. All’interno proprio sopra l’altare centrale è possibile ammirare una splendida pala del Gagini ed una Madonna col Bambino del XV° secolo attribuita a Giacomo Mancini; non meno importante anche una predella raffigurante Gesù fra gli apostoli ed altre notevoli opere di valenti autori quali Giuseppe Galbo da Castelbuono. A Petralia Soprana si giunge facilmente dall’autostrada PA-CT con uscita a Tremonzelli inerpicandosi poi attraverso la SS 120 o direttamente dal nuovo svincolo Irosa.

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pag. 10 GIUGNO 2015 In Fraternità con Francesco LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, in questo numero vi propongo i Bomboloni di patate, deliziosi rustici salati, facilissimi da fare, economici e sofficissimi. Sono sicura che li amerete. Caldi appena sfornati sono eccezionali, provateli. Bomboloni di patate Ingredienti per 15 bomboloni: Per l’impasto: 500gr di patate, 500gr di farina 00, un cubetto di lievito di birra, 2 uova, 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 2 cucchiaini rasi di sale. Per il ripieno: 200gr di prosciutto cotto a fette, 200gr di provola. Preparazione: Lavate le patate, fatele sbollentare e schiacciatele con lo schiacciapatate. In una ciotola mettete la purea di patate ed unite la farina, le uova, l’olio il sale ed il lievito (sciolto in pochissima acqua tiepida). Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un panetto omogeneo e, su un piano infarinato, stendetelo con un mattarello. Con un coppapasta di 8 cm (o un bicchiere) ritagliate tanti cerchietti. Prendete un cerchietto mettete un po’ di prosciutto e provola al centro e sovrapponete un altro cerchietto di pasta, facendo attenzione a sigillare per bene i bordi. Fate lievitare i bomboloni in forno spento per un’ora (non lieviteranno tantissimo, ma si gonfieranno in cottura). Friggere in abbondante olio di semi pochi secondi per lato, oppure cotti in forno a 180 gradi per 20 minuti. Gustateli caldi vedrete che bontà. Ciao ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Sinceri auguri: • al confratello Giancarlo Lo Bello e alla moglie Giusi per la nascita della piccola Anna Laura; • a fra Giuseppe Zangla ofm, che, il 26 giugno, emetterà la Professione Solenne dei Consigli Evangelici, nelle mani del Ministro Provinciale dei Frati Minori di Sicilia fra Alberto Marangolo. Sentite condoglianze alla consorella Mariella Balsamo e famiglia per la morte del marito. Ricordiamo, che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo: a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Il Capitolo di tutti i Francescani di Sicilia. Il 2 giugno la nostra comunità (Frati, OFS e Gi.Fra.) parteciperemo al Capitolo Regionale dei Francescani di Sicilia, programmato dal Mo.Fra. a Nicosia (EN) il 2 giugno, per celebrare nell’Anno della Vita Consacrata il III centenario della nascita di San felice da Nicosia frate Cappuccino. Per informazioni e prenotazioni posti nel pullman contattare: Angela Giardina per l’OFS, Angela Franco per la Gi.Fra e Giulia Franco per gli Araldini. Programma attività della Fraternità dell’OFS. In questo mese concluderemo l’anno fraterno, ecco gli impegni: lunedì 1, 8, 15 la Fraternità si incontrerà in Chiesa come al solito alle ore 17.30 per Celebrare il Vespro a seguire la Celebrazione Eucaristica e l’incontro formativo. Sabato 20 assemblea finale alle ore 15.30 presso il salone dell’Istituto Boccone del Povero. Mercoledì 23 alle ore 21.00 ci ritroveremo tutti con i fratelli della fraternità “Madonna della Catena” per l’agape fraterna. Martedì 30 con tutta la comunità concluderemo l’anno pastorale con un pellegrinaggio al Santuario “Madonna della Consolazione, appuntamento alle 17.15 in Chiesa per raggiungere in pellegrinaggio il Santuario dove i frati celebreranno l’Eucarestia e ringrazieremo la Vergine Maria per il dono dell’anno pastorale 2014/15.

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In Fraternità con Francesco GIUGNO 2015 pag. 11 Capitolo generale OFM 2015: riconfermati Ministro e Vicario generale Nel mese di maggio si è celebrato ad Assisi il Capitolo Generale dei Frati Minori. Con gioia l'Ordine dei Frati Minori vede riconfermati come Ministro Generale fra Michael Perry, e fra Julio Cèsar Bunader in qualità di vicario, per il sessennio 2015-2021. Entrambi il 22 maggio 2013 avevano assunto il servizio ad complendum sexennium. Insieme al Ministro e al Vicario generale, sono stati eletti i Frati che costituiranno il nuovo Definitorio, il quale avrà il compito di animare la Fraternità universale dell’Ordine dei Frati Minori per il prossimo sessennio: Per la zona europea: Fr. Antonio Scabio (Italia), Fr. Ivan Sesar (Croazia) e Fr. Lóránt Orosz (Ungheria); per la zona dell’America Latina: Fr. Valmir Ramos (Brasile) e Fr. Ignacio Ceja Jiménez (Messico); per la zona anglofona: Fr. Caoimhín Kevin Ó Laoide (Irlanda); per la zona africana: Fr. Nicodème Kibuzehose (Kenya); per la zona asiatica e dell’Oceania: Fr. Lino Gregorio Redoblado (Filippine) Auguri ai tutti di buon cammino e buon servizio all’Ordine, nella grazia dello Spirito Santo! Giugno 2015 Rocca Salvatore Battaglia Antonino Chimento Ivana Montalto Monella Valentina Giordano Davide Marsala Simone Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno giorno 4 10 11 16 21 24 Filicicchia Ennio Lo Re Teresa Blandino Salvatore Antonino Aglieri Rinella Giuseppe Inguaggiato Francesco giorno giorno giorno giorno giorno 25 25 29 30 30 Auguri !!!

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pag. 12 GIUGNO 2015 In Fraternità con Francesco PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI GIUGNO 2015 Martedì 2 Capitolo Regionale dei Francescani di Sicilia, a Nicosia (EN) III Centenario della nascita di S. Felice da Nicosia Anno della Vita Consacrata Tredicina in onore di S. Antonio da Padova Santo Rosario e Coroncina a S. Antonio Celebrazione Eucaristica Corpus Domini Solenne concelebrazione Eucaristica alla Maggior Chiesa a seguire processione Eucaristica in questo giorno, la sera in Convento non sarà celebrata l’Eucarestia Festa di S. Antonio da Padova Santo Rosario e Coroncina a S. Antonio Celebrazione Eucaristica circa, breve sosta della processione e momento di preghiera Triduo di S. Paolino da Nola Celebrazione Eucaristica Celebrazione Eucaristica del Triduo Celebrazione Eucaristica a seguire breve pellegrinaggio per le vie del quartiere con il simulacro di S. Paolino Festa di S. Paolino da Nola Solenne celebrazione Eucaristica Celebrazione di ringraziamento di fine anno pastorale della Comunità Pellegrinaggio dalla nostra Chiesa al “Santuario Madonna della Consolazione”, a seguire la celebrazione Eucaristica Dall’ 1 al 13 ore 17.15 ore 18.00 Domenica 7 ore 18.30 Sabato 13 ore 17.15 ore 18.00 ore 19.30 Dal 19 al 21 nei giorni 18 e 20 ore 18.00 ore 21.00 giorno 21 ore 19.00 Lunedì Martedì 22 ore 18.00 30 ore 17.30 In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIV- n. 6 - Giugno 2015 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Stefano Cammarata, Diego Torre, Agostino Moscato, Enzo Giunta, Nando Cimino, Mariella Campagna.

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