Progetto di scrittura cretiva

 

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Classe Ia Scuola Secondaria Bassano Romano

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La scrittura per descrivere per riflettere per sviluppare la fantasia e la creatività Classe I A Scuola Secondaria di primo grado Bassano Romano — VT

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Indice Presentazione Racconti di avventura Il tesoro della giungla Ragazzi avventurieri per un giorno Non toccate questo libro Alla ricerca della città d’oro Walker e la statua dei Maja La favola Il coniglio e la volpe La fiaba Il salvatore La principessa testarda Il racconto di paura Sissi, che paura! Un terribile sogno Il demone del film Il racconto di avventura La collana di diamanti Jack e l’albero della giovinezza Alla ricerca del tesoro La guerra di Jonny Riflessioni sui proverbi Chi dorme non piglia pesci Con le mani in mano non si va lontano La costanza negli impegni dà sempre la vittoria Chi ben comincia è a metà dell’opera Riflessioni sui concetti di rispetto, impegno e dovere La poesia La ginnastica per me Milo e Musetto L’inverno L’amicizia p. 5 p. 6 p. 8 p. 10 p.12 p. 14 p. 16 p. 16 p. 17 P. 18 p. 19 p. 20 p. 21 p. 22 p. 23 p. 24 p. 25 p. 26 p. 27 p. 28 p. 29 p. 34 p. 34 p. 35 p. 35

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5 Presentazione Questo libricino raccoglie una parte dei testi prodotti dagli alunni della classe I A della Scuola Secondaria di primo grado “L. Pellegrini” di Bassano Romano nell’ambito del progetto di scrittura creativa dal titolo “La scrittura per descrivere, per riflettere, per sviluppare la fantasia e la creatività”, contenuto nel P.O.F. dell’Istituto Comprensivo di Bassano Romano. Il progetto si è concretizzato in un’attività laboratoriale finalizzata a stimolare negli studenti la capacità di scrittura e la competenza linguistica. Alcuni testi sono frutto di un lavoro di fantasia e creatività, altri sono il risultato di riflessioni sui concetti di impegno, rispetto e dovere. L’elaborazione dei testi di fantasia è stata preceduta dalla lettura di brani di antologia e dalla visione di un film, attività che hanno permesso agli alunni di conoscere il genere letterario che essi avrebbero successivamente riprodotto con un lavoro personale e creativo. L’elaborazione dei testi di riflessione è stata preceduta da due fasi operative: alla lettura di brani di antologia e di proverbi e alla visione di film, che hanno indotto gli alunni alla meditazione sugli argomenti individuati, sono seguiti dialoghi e dibattiti, stimolati anche con il metodo del brainstorming, finalizzati allo scambio e alla organizzazione delle idee e delle opinioni. Alcuni elaborati sono il frutto di un lavoro individuale, altri di un’attività di cooperazione svolta in gruppo. Il lavoro cooperativo ha favorito il confronto e la condivisione di esperienze, di convinzioni e di emozioni, ed ha facilitato l’acquisizione della consapevolezza di sé nella relazione con gli altri, inducendo un miglioramento dei rapporti fra alunni all’interno della classe. Nella pubblicazione sono inseriti anche dei disegni realizzati dagli alunni: ciascuno dei cinque racconti di avventura è abbinato ad una immagine contenente riferimenti al testo e, nella sezione dedicata agli elaborati sui concetti di rispetto, impegno e dovere, sono presenti altri due disegni, il primo sul rispetto per le persone, il secondo sul rispetto per l’ambiente. Più in generale, l’esperienza del laboratorio ha contribuito a creare un clima di amicizia e collaborazione, che ha stimolato la creatività e le riflessioni degli studenti, e ne ha aumentato la motivazione e la partecipazione all’attività didattica. Prof.ssa Silvia Schiavi

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Racconti d’avventura 6 Il tesoro della giungla La nonna Giuseppina raccontava sempre alle sue nipotine, Sara, Claudia, Eleni e Sophie, di un tesoro nascosto nella giungla, in una zona sperduta del Messico. All’età di quindici anni partirono di nascosto per scoprire se la storia raccontata dalla nonna fosse vera. Ci vollero ventiquattro ore di viaggio in aereo. Appena scesero pensarono di costruire un rifugio per la notte fatto di rami e foglie. Subito dopo cominciarono a cercare una sorgente di acqua fresca e, dopo alcune ore di ricerche, trovarono una piccola cascata. Di colpo sentirono un sibilo che si avvicinava sempre più. Claudia scorse con la coda dell’occhio che si trattava di un boa. Quel bestione le avrebbe stritolate a meno che loro non fossero rimaste immobili. Il boa si avvicinò alle ragazze “pietrificate” e le guardò con aria diffidente, i suoi occhi erano pieni di odio. Sophie stava in posizione scomoda e quindi si mosse. Allora il serpente pian piano cominciò ad avvicinarsi a lei, tanto che le amiche iniziarono a pensare che fosse spacciata.

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7 Con grande sorpresa le ragazze sentirono il sibilo di una freccia che colpì il boa. Il serpente, tuttavia, non mollò la presa, così Sara, atterrita dalla forza di quell’animale terrificante, svenne. Fortunatamente, il boa iniziò a perdere sangue dalla ferita infertagli dalla freccia e così lasciò libera Sophie. Intanto anche Sara era ritornata in sé grazie agli schiaffi ricevuti da Eleni. Come animate dalla frenesia, contente per il pericolo a cui erano sopravvissute, le quattro cugine si misero a correre nella direzione da cui era arrivata la freccia che le aveva salvate dal boa. Lì scoprirono una casa sull’albero, fatta di canne di bambù. Si arrampicarono e bussarono alla porta. Venne ad aprire loro un ragazzino di tredici anni, di nome Andrea. Lui condusse le ragazze in una grotta e scomparve. All’interno della grotta, più volte la ragazze furono aggredite da una figura misteriosa che cercava di ucciderle, finché scoprirono che a volerle uccidere era proprio Andrea. Allora Claudia prese il machete di Sara e lo trafisse. Finalmente le quattro cugine non avevano più niente da temere. Sophie vide un lungo corridoio buio, in fondo al quale brillava qualcosa: era un forziere che custodiva un grande tesoro. Lo presero ed uscirono di corsa dalla grotta che crollò. Sfinite per aver vissuto questa incredibile esperienza, tornarono dalla nonna Giuseppina per raccontarle la loro grande avventura. Sophie Astarita Eleni Carfagna Sara Corazzini Julia Claudia Istoc

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Ragazzi avventurieri per un giorno 8 Hazel Grace era una ragazza di quindici anni inseparabile dai suoi tre amici Augustue Waters , Alisia Kain e George Watson. Tutti abitavano in un paesino di montagna di nome Stowgers, in Canada. Era un venerdì mattina e i ragazzi erano regolarmente a scuola. Si trovavano in biblioteca per cercare informazioni sul loro paese per una ricerca di storia. Sfogliando dei vecchi libri, trovarono un foglio tutto spiegazzato e, osservandolo bene, capirono che era la mappa di un tesoro. I ragazzi si incuriosirono e si misero subito ad indagare. Poco dopo si sentì il suono della campanella, così i giovani si incamminarono verso casa. Nel pomeriggio i ragazzi si diedero appuntamento a casa di Hazel per cercare informazioni sulla mappa. Gli amici, su internet, trovarono un documento che testimoniava l’antica presenza di un imperatore che avrebbe seppellito a Stowgers un baule, colmo d’oro e gioielli. Il giorno dopo si incontrarono al parco del paese per andare alla ricerca del tesoro. Dopo aver camminato per varie ore incontrarono un ponte non molto stabile, costruito con una passerella di legno e corde su un alto precipizio. Hazel, la più coraggiosa andò per prima e Augustue la seguì. Lui si accorse che la corda con cui era realizzato il ponte in un punto si stava rompendo, ma non fece in tempo ad avvisare Hazel, così lei cadde. Ai tre amici disperati scese una lacrima sul viso pensando che fosse caduta nel vuoto. Augustue si affacciò dal ponte per cercare Hazel. Tirò un sospiro di sollievo quando vide che Hazel era riuscita ad aggrapparsi ad una fune che però si stava rompendo. Augustue avvertì gli amici del pericolo che stava correndo Hazel, così loro si precipitarono a salvarla. George riuscì a farla risalire e a portarla in salvo, tuttavia lui stesso scivolò nel precipizio. Per fortuna il collo della maglietta di Geore si impigliò su un albero. George si guardò le spalle e vide che l’albero dove si era impigliato non era un albero qualunque: al posto delle foglie aveva delle grosse gemme violacee che emettevano una luce inquietante e le sue radici si muovevano nel terreno come pesci nel mare.

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9 Augustus osservando il vuoto vide che in fondo al burrone si trovava un bosco che emanava un forte fetore, allora pensò che avrebbe potuto usare un tronco come zattera per attraversarlo e arrivare all’altra sponda da George. Il ragazzo mise in atto il suo piano e così riuscì a salvare l’amico. Prima di proseguire il loro percorso, ad Alisia cadde in testa una gemma con una targhetta sulla quale era scritto :”CHIAVE PER APRIRE IL BAULE DEL TESORO” I ragazzi, un po’ intimoriti per le disavventure che avevano vissuto, proseguirono il cammino e giunsero alle porte di un lago nel cui centro si vedeva il riflesso di un baule. Alisia notò una somiglianza tra quel baule e quello della mappa e, istintivamente, essendo brava a nuotare, si tuffò per andarlo a recuperare. Risalita in superficie, giunse con il tesoro sulla riva, dove i suoi amici le andarono incontro con la gemma necessaria per aprire il baule. Una volta aperto i ragazzi pensarono che sarebbe stato giusto donare la metà del tesoro all’orfanatrofio del paese e tenere per loro solo l’altra metà, che sarebbe stata divisa in quattro parti uguali. Cristina Mersoiu, Giulia Governatori, Flavia Pellegrini, Ana Maria Voicu

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10 Non toccate questo libro Circa quattro secoli fa, in una città molto ricca dell’Irlanda cominciò a diffondersi una epidemia di peste che provocò la morte di molte persone. I preti iniziarono a profetizzare che qualcosa di malvagio stesse attaccando la città, tanto che adulti e bambini la abbandonarono. Quattro secoli dopo un archeologo francese che passava di lì vide questa città abbandonata e, spinto dalla curiosità, iniziò a fare studi e scavi. Un giorno l’archeologo, mentre camminava lungo una strada, sprofondò nella sabbia e si ritrovò in una chiesa sepolta. Allora cominciò a frugare finché ad un certo punto vide una statua. La statua iniziò a muoversi, si avvicinò all’archeologo e improvvisamente si aprì, mostrando il libro che si trovava al suo interno. Lui si avvicinò al libro e vide che sulla copertina in inglese c’era scritto “non toccate questo libro”. Senza preoccuparsi del perché di questa scritta, l’archeologo aprì subito il libro ma, quando incominciò a sfogliare le pagine, fu spaventato da alcune strane immagini che apparivano all’improvviso. Così chiuse il libro e scappò ritornando a casa, in Francia. Dopo qualche settimana si accorse che qualcosa di strano lo stava perseguitando. Ne fu certo un giorno, mentre giocava con la figlia. Ogni cosa che la bambina diceva si avverava. Il papà si accorse subito di questo strano fenomeno, e decise di ritornare nella città abbandonata per sigillare il libro e rimetterlo nella statua. Arrivato nella città abbandonata, iniziò a cercare la chiesa dove aveva preso il libro, ma non la trovò. Mentre cercava la chiesa all’improvviso una voce lo chiamò. L’ archeologo non sapeva chi fosse così chiese il nome. Dopo qualche minuto la voce rispose: ”Il mio nome è Anatas”. L’archeologo chiese della scomparsa della chiesa e Anatas rispose che la chiesa era stata risucchiata da un buco nero. L’archeologo chiese come si poteva entrare nel buco nero. Per entrare avrebbe dovuto superare delle prove difficilissime. Ad un certo punto si fermò e iniziò a riflettere sul nome Anatas. Pensò che il nome, letto al contrario, era Satana, così ritornò indietro per parlare con quello strano personaggio che, però, lo uccise.

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11 Circa trenta anni dopo, la figlia dell’archeologo volle capire le ragioni della scomparsa del padre e scoprì che era stato ucciso da un essere malvagio. Per vendicare la morte del padre decise di uccidersi così da poter incontrare Satana. La ragazza riuscì in questo proposito, anzi, scacciando Satana dalla città permise agli abitanti di ritornare a viverci. Il suo sacrificio era servito a ripopolare quella città abbandonata. Marco Circi Alessio Summa Giacomo Zuchi

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12 Alla riceca della città d’oro Il 10 luglio del 2014, Willie e i suoi amici Jacopo, Jasmine e Jessica erano pronti per andare a vedere i campionati di calcio in Brasile. La mattina seguente alle 10:30 salirono sull’aereo. Si parte per il Brasile!! Stavano sorvolando l’Atlantico, quando il motore dell’aereo si ruppe e precipitarono su un’isola sperduta, ricoperta dalla foresta pluviale. Scesi dall’aereo, sani e salvi - non si sa come - provarono a chiedere aiuto con i cellulari, ma niente, non c’era campo, così decisero di andare a perlustrare la foresta, per cercare soccorso. Cammina, cammina, Jacopo inciampò in una buca nella quale trovò una mappa con le indicazioni per raggiungere la città d’oro. Willie allora suggerì di andare a cercarla. La mappa diceva che dovevano superare le “Montagne del pianto”. Pur non sapendo di cosa si trattasse, i ragazzi si incamminarono verso la loro meta. Arrivati davanti alle montagne capirono subito perché avessero quel nome: erano vette altissime e ripide dove il vento soffiava forte. Con grande coraggio, iniziarono la scalata. Fu un’impresa molto faticosa: sudarono tantissimo e rischiarono di cadere e farsi male molte volte, ma arrivarono sani e salvi a parte qualche piccola ferita.

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13 Finita la scalata, controllarono sulla mappa quale sarebbe stato il successivo ostacolo. Essa indicava che dovevano superare le acque del “Fiume Cadavere”. I ragazzi allora pensarono che avrebbero dovuto procurarsi una zattera, così si misero all’opera utilizzando il piccolo coltello che Willie portava sempre con sé. Riuscirono piano piano a tagliare dei rami e a legarli insieme con le cinture dei loro pantaloni. Così, una specie di zattera prese forma! La trascinarono fino alla riva del fiume e la gettarono in acqua e vi salirono sopra iniziando a navigarlo. Il fiume aveva le rapide ed era difficile da attraversare. Ad un certo punto la corrente aumentò tanto che stavano per essere catapultati in acqua, ma si fecero forza e, con un po’ di fortuna, riuscirono a superare anche questo ostacolo. Arrivati all’altra riva, dietro a dei cespugli, con grande sorpresa trovarono le porte scintillanti della città d’oro. I ragazzi, entusiasti per aver superato tanti ostacoli e per ciò che vedevano, oltrepassarono quelle porte e… Lo spettacolo che si mostrò ai loro occhi fu incredibile. Era tutto d’oro: le case, le strade, gli alberi, le macchine i negozi. Solo gli abitanti erano normali, indossavano però tutti degli speciali occhiali da sole per ripararsi da quell’ enorme scintillio. Essi avevano anche dei poteri magici, soprattutto il loro sindaco. Allora i quattro amici decisero di andare a parlare con il Signor Lingotto D’Oro, sindaco del paese, per chiedergli di aiutarli a tornare a casa. Il sindaco fu ben felice di aiutarli e con la sua speciale macchina teletrasportatrice li fece tornare nella loro città, ma prima riempì la tasche di ognuno di lingotti d’oro. Tornati a casa i ragazzi misero insieme tutto l’oro, che usarono per le spese di apertura di un bar chiamato “La città d’ oro”, in ricordo della loro straordinaria e indimenticabile avventura. Camilla Autenzio Diego Chirichilli Sara Cianfarini Gaia D’Alia Camilla Poggetti

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14 Walker e la stanza dei Maya Walker stava frugando nella soffitta di casa sua in cerca di un caricatore per la sua pistola quando inciampò in un asse sporgente di legno e sbatté la testa su un vecchio baule, appartenuto probabilmente alla famiglia che prima alloggiava lì, e svenne in un sonno profondo.Walker si risvegliò su un isola deserta, era su una spiaggia dalla sabbia bianca, si girò confuso e notò alle sue spalle un’immensa foresta con una specie di ziqqurat che si ergeva al centro della foresta. Walker decise di avventurarsi all’interno della foresta quando, a un certo punto, sentì come qualcosa che gli stringeva la gamba. Abbassò la testa e vide un enorme iguana che gli stava per mozzare la gamba con un morso. Warker prese una canna di bambù e gliela ficcò in gola trafiggendola, poi la portò sulla riva, accese un fuoco e la iniziò a cuocere ma notò che c’era qualcosa nel suo stomaco, la aprì in due e estrasse una chiave d’oro. Il giorno dopo riprese il viaggio. Arrivò sotto un’immensa sequoia e vide un’apertura simile alla forma della sua chiave, ci inserì dentro la chiave e la sequoia lo risucchiò al suo interno. Alzò gli occhi e vide una nera scalinata che portava a circa 120 metri di altezza. Salì fino a quando non inciampò su un pezzo di corteccia sporgente e la scalinata si trasformo i migliaia di serpenti. Walker si aggrappò a una liana che lo portò in cima all’albero da dove vide un ponte che lo collegava alla ziqqurat. Improvvisamente dalla bocca di due leoni di marmo uscirono fiamme di fuoco che bruciavano le corde del ponte, Walker allora si levò la cinta, si lanciò sui cordoni infuocati e raggiunse l’ingresso della ziqqurat.

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15 Arrivo al centro della costruzione e inciampò su una corda tesa. Le pareti si chiusero e dalle fessure uscirono scorpioni e frecce infuocate. Walker prese una torcia e la lanciò al centro dei corridoi dove gli animali presero fuoco. Fortunatamente Walker arrivò alla cima del tempio e prese la statua poi si risvegliò in un letto d’ospedale. Tommaso D’Achille Giulio Durante Alessandro Papa

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