QUaderno fotografico

 

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un treno per 2015

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secondo me Auschwitz m a r z o 2 0 1 5

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Un treno per Auschwitz. Andata e ritorno Obiettivo Memoria Undicesima edizione Questo quaderno è stato realizzato nell’ambito del progetto Un treno per Auschwitz. Andata e ritorno promosso dalla Fondazione ex Campo Fossoli. Il progetto prevede il viaggio in Polonia, nei luoghi simbolo del genocidio e della violenza del XX secolo, che rimane il momento più significativo sia sul piano della conoscenza sia delle emozioni. È un percorso che si sviluppa nell’intero anno scolastico e che prevede per insegnanti e studenti incontri di formazione e, al rientro, l’elaborazione dell’esperienza attraverso diversi linguaggi artistici ed espressivi. La Fondazione, grazie alla collaborazione di diversi esperti che gestiscono laboratori specifici, si propone con Obiettivo Memoria di dare agli studenti l’opportunità di attingere alle potenzialità espressive della scrittura, della fotografia e dell’audiovisivo per dare forma ai loro pensieri ed emozioni. Per questa edizione del Laboratorio fotografico ha collaborato con la Fondazione Sara Cestari. Un treno per Auschwitz è realizzato dalla Fondazione ex Campo Fossoli in collaborazione con i comuni di Carpi, Castelfranco Emilia, Finale Emilia, Mirandola, Modena, Pavullo, Sassuolo e Vignola, con il sostegno dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna e grazie al contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi, Mirandola, Modena e Vignola. 12-17 marzo 2015 Per informazioni Fondazione Fossoli Via G. Rovighi 57 41012 Carpi (Mo) Telefono 059 688 272 Fax 059 688 483 fondazione.fossoli@carpidiem.it www.fondazionefossoli.org © Fondazione Fossoli Le foto in copertina e in quarta di copertina sono di Sara Cestari

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12 | 17 marzo 2015 secondo me Auschwitz laboratorio fotografico a cura di Sara Cestari

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Secondo me Auschwitz Workshop fotografico con gli studenti delle scuole superiori della provincia di Modena a cura di Sara Cestari Questo laboratorio fotografico, inserito all’interno del progetto Un treno per Auschwitz 2015, aveva l’obiettivo di dare la possibilità ad ogni studente partecipante, attraverso la fotografia, di poter esprimere la propria visione e percezione che ognuno di noi ha in relazione al mondo esterno; oltre gli stereotipi. Quindi un lavoro strettamente individuale. Non si trattava di fare una documentazione del viaggio, né di creare “solo” belle immagini, ma di fare uno sforzo personale per trovare dentro di sé risonanze di vario tipo (fotografie o documentari visti, letture fatte, testi musicali, ricordi personali...) che i luoghi che andavamo a visitare ci potevano stimolare e darne una originale interpretazione e nuovo senso. Ho suggerito che ciascuno portasse da casa un oggetto caro che in un qualche modo lo rappresentasse o che avesse qualche attinenza con il discorso storico e con i luoghi 4/

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da visitare. Una volta poi arrivati, lo poteva collocare nel posto che gli sembrava, anche istintivamente, più adatto e fotografarlo. L’oggetto è stato un modo per confrontarsi con quei luoghi raccontando qualcosa di sè. Si doveva tener presente quale concetto si voleva sviluppare o quale emozione si voleva sottolineare. Mentre si continuava la visita c’erano altri particolari che si potevano fotografare e che si ricollegavano ancora allo stesso discorso? Ciascuno man mano costruiva il suo progetto attraverso una serie di immagini. Una volta ritornati a casa, con il mio aiuto, ciascuno ha messo insieme alcune immagini, di solito 2 o 3, per costruire la sua narrazione. Ne è risultata una nuova rappresentazione dei luoghi visitati. Il titolo ha poi completato la mini sequenza ed è risultato un po’ la sintesi tra il linguaggio fotografico e letterario, come due linguaggi indipendenti ma uniti e necessari l’uno all’altro. Nonostante il tempo di riflessione insieme sia stato molto breve, il risultato è molto soddisfacente, ne emerge una fotografia creativa e concettuale. Alcune sequenze sono molto immediate nella lettura altre molto più complesse e si capiscono solo con riferimenti personali, ma per ciascuno si è trattato di una ricerca del pensiero da tradurre in immagini. /5

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i ragazzi e le loro opere 6/

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dall’incredibile freddo al calore dell’amore

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giochi foto di Eleonora Grazia

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legami spezzati foto di Federico Brina

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